Nuove Visioni

 

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Questo e-book nasce dall’esperienza realizzata nella Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano da parte dell’Associazione Altanur che, tra marzo 2013 e marzo 2014, ha dato vita a Progetto NOVE, un laboratorio creativo che ha evidenziato le connessioni

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NuOVE Visioni 9 racconti brevi di Anna Fabrello Progetto Nove

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2014 Associazioni Altanur e Lineadarco www.leconnessioniinattese.com Questo e-book nasce nell'ambito di Progetto Nove. Viene distribuito in forma gratuita. Ne è permessa la diffusione purché non subisca modifiche. Ogni utilizzo commerciale o per altro scopo deve essere preventivamente concordato con l'autore. La richiesta di autorizzazione può essere inoltrata tramite posta elettronica: info@leconnessioniinattese.com

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Anna Fabrello NuOVE Visioni nove racconti brevi Progetto Nove 2013|2014

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INDICE Crilly Il ritorno dei colori Il viaggio Uno di molti Anazitisi La tessitrice di memorie Il tesoro Mondi in connessione La scoperta

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PREMESSA Questo e-book nasce dall’esperienza realizzata nella Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano da parte dell’ Associazione Altanur che, tra marzo 2013 e marzo 2014, ha dato vita a Progetto NOVE, un laboratorio creativo che ha evidenziato le connessioni esistenti tra arte e scienza: artisti e ricercatori hanno dato forma ad una collaborazione interdisciplinare che potesse stimolare una visione fortemente unitaria della realtà. Progetto nove rientrava nel fitto programma di eventi di Le Connessioni Inattese, manifestazione creata dall’Associazione Altanur e giunta nel 2013 alla settima edizione con il patrocinio morale di: Regione Campania, Comune di Napoli, Città di San Giorgio a Cremano, Facoltà di Lettere e Filosofia e Scienze matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università ‘Federico II’ di Napoli, Università LUDES di Lugano. Partner di Progetto NOVE sono stati: PROMETE srl; BCC Napoli; TT trasferimento tecnologico; Lineadarco e Biblioteca di San Giorgio a Cremano; ITI ‘E. Medi’ e Liceo Scientifico ‘Carlo Urbani’ di San Giorgio a Cremano Un ringraziamento speciale va a tutti i ricercatori e a tutti gli artisti che hanno partecipato con entusiasmo e, in particolare, alla dott.ssa Oriana Russo bibliotecaria di Lineadarco senza la quale nulla sarebbe stato possibile. Il progetto ha affrontato nove tematiche, sviluppandole da vari punti di vista, con il coinvolgimento attivo, oltre che degli artisti e dei ricercatori, di una redazione di giovani allievi delle scuole superiori i quali hanno dato vita ad un seguitissimo blog: www.progettonove.blogspot.com Le tematiche affrontate da progetto nove sono state: L’acqua questa sconosciuta (15/03/2013); Polvere di stelle: le inaspettate connessioni (20/04/2013); Neurobiologia: le incredibili piante (15/05/2013); Quantum jazz: the music of the organism (19/10/2013); Omero: nel Baltico o in Grecia? (15/11/2013); Il cervello e la memoria: nuove frontiere (21/12/2013); Inceneritori e nanoparticelle: quale futuro? (24/01/2014); Cloud computing: la nuvola amica? (21/02/2014); Visioni magnetiche: il volto nascosto della materia (21/03/2014).

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Perchè un libro di Racconti Fantasy in progetto nove. Poiché, nello stile dell’Associazione Altanur , il Progetto ha sviluppato un dialogo tra diversi linguaggi: artistici, letterari e scientifici, all’interno del quale la scrittrice Anna Fabrello, lasciandosi emozionare di volta in volta dalle suggestioni del tema trattato, ha scritto appositamente per noi e per ciascun incontro, un racconto Fantasy che è stato letto a voce alta contribuendo alla ‘magia’ che ci ha avvolti. La ringraziamo per questo suo dono. Maria Germano Coordinatrice Associazione Altanur

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Crilly Era da parecchio tempo che si rigirava tra le mani quello strano cristallo. L’aveva già studiato al microscopio, sollevato a mezz’aria per vedere come la luce proveniente dalla finestra lo illuminava, ma ancora non ci credeva. Eppure era lì, davanti ai suoi occhi: quel cristallo si ‘muoveva’, cambiava forma e mutava leggermente di dimensione tutte le volte che l’osservava. Quando il professor Smile era entrato di corsa nel suo studio, trafelato e rosso in volto, gesticolando e formulando frasi che erano apparentemente prive di senso, lo aveva fissato in tralice pensando che fosse impazzito. Poi gli aveva mostrato quel cristallo e le sue farneticazioni da pazzo scatenato, erano svanite. Tutti gli anni di studi, ricerche, confronti con altri colleghi che li ritenevano visionari, avevano alla fine dato frutti: lui stava tenendo il futuro tra le dita di una mano! Smile correva per la stanza avanti e indietro, sfogliando testi, scrivendo formule astruse sulla lavagna già stracolma di simboli e solo quando Alan lo richiamò, si fermò di colpo accasciandosi sulla poltrona con aria visibilmente soddisfatta:

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«Nessuno potrà più considerarci dei pazzi visionari. Quello che stringi nella mano è tutto quello per cui abbiamo lottato e lavorato» esclamò Smile con gli occhietti scuri, febbricitanti e luminosissimi. Alan non poté far altro che annuire con piena soddisfazione: «E’ ora che tutta la comunità scientifica sappia» e così dicendo appoggiò con cautela ‘Crilly’, così aveva soprannominato quel cristallo straordinario, sul bancone. Nel giro di pochi giorni fu indetta una riunione plenaria con i più grandi scienziati di tutto il mondo. L’intera comunità era in fibrillazione, in attesa dell’intervento dei due ricercatori che avrebbero mostrato al mondo la loro scoperta e soprattutto le implicazioni che Crilly portava con sé. Il brusio della sala si placò all’istante quando il prof. Smile e il prof. Laugh salirono sul palco. Le luci soffuse puntavano in un’unica direzione: il carrello dove Crilly, in continuo mutamento, era adagiato, all’interno dell’ampolla in vetro trasparente. Tutti gli occhi erano puntati su quella meraviglia. Fu il prof. Laugh a interrompere il silenzio:«Colleghi, potete vedere con i vostri occhi la nostra scoperta: Crilly esiste! Dietro di lui s’illuminò un gigantesco schermo che riproponeva ingrandita l’immagine del cristallo. Tutti potevano osservarne i cambiamenti e la forma. «Abbiamo trovato Crilly all’interno di una grotta in Toscana, dopo anni di lunghe e affannose ricerche» riprese il ricercatore. Alan percepiva il silenzio dell’attesa e gli sguardi che, nel buio della sala, non abbandonavano né lui né il suo collega. Lanciò uno sguardo al prof. Smile che, sorridendogli, gli fece cenno di proseguire. Ora arrivava la parte più complicata. Alan riprese a spiegare: «In seguito ai nostri esami, siamo propensi a credere che Crilly sia una creatura senziente in grado di interagire con noi.» Si voltò a guardare il cristallo e fu evidente a tutti che in quello stesso istante Crilly si modificò assumendo una lucentezza propria. Un brusio si sollevò dalla folla. Il prof. Smile prese la parola: «Sembra in grado di reagire alle nostre emozioni e alle nostre parole e capire quel che viene detto. Purtroppo non sappiamo ancora interpretare correttamente i significati delle sue reazioni, ma siamo certi che presto saremo in grado di realizzare una comunicazione a doppio senso». Nuovamente, a queste parole, il cristallo mutò forma e sembrò quasi crescere. Nella sala qualcuno si alzò di scatto, sorpreso e un po’ spaventato. Il brusio crebbe di volume fino a che dall’ampolla parve uscire un ronzio, prima una leggera vibrazione poi lentamente una melodia. L’ampolla si spaccò in mille pezzi

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e il cristallo iniziò a mutare sempre più repentinamente, assumendo forme geometriche e squadrate e subito dopo tonde e armoniose. Sembrava seguire l’emotività di quel gruppo di persone assiepate nella sala: paura, curiosità, stupore, ansia sembravano dargli forme e dimensioni diverse. Ad un tratto il silenzio piombò asciutto su tutti i presenti: Crilly aveva emanato un lampo accecante. Un fiotto di emozioni e di immagini andava formandosi nelle menti: la Terra, agli albori del Tempo, i primi animali, l’acqua che scorreva pulita e tranquilla, poi le guerre, le epidemie, le piante appassite e soprattutto l’uomo... l’uomo che, senza cura e attenzione, uccideva, saccheggiava la terra, imbrigliava i fiumi, oscurava il cielo con fumi tossici… La melodia divenne assordante e poi … cessò. Le immagini s’interruppero. Crilly brillava ancora ma la sua dimensione si era ridotta a quella di un’unghia. Era come se il cristallo fosse svuotato... Appariva liscio, privo di spigoli e quasi immoto, se non per un minuscolo vortice al suo centro quasi impercettibile a occhio nudo, ma reso evidente dallo schermo gigante che l’inquadrava. Una voce si alzò dal fondo della sala, incredula ed esitante: «Credo sia un avvertimento…» Nessuno osò rispondere o fiatare. Fu nuovamente il prof. Laugh a parlare: «Siamo stati osservatori di un evento incredibile, credo ne conveniate tutti. Crilly ha comunicato con noi in qualche modo e sono d’accordo che si sia trattato di un avvertimento. Faremmo bene ad analizzare con calma quanto accaduto …» «Direi che la riunione è conclusa. Abbiamo molto lavoro da fare.» aggiunse seccamente il prof. Smile afferrando per un braccio il collega e avviandosi verso Crilly che era tornato alle dimensioni iniziali. Qualcosa di nuovo ed inspiegabile era avvenuto nella sala. Nuovi ricerche sarebbero iniziate...

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Il racconto Crilly è nato dalle suggestioni dell'incontro: venerdì 15 marzo 2013 con Vittorio Elia L’ACQUA QUESTA SCONOSCIUTA Prof. Elettrochimica Univ. Federico II di Napoli Filippo D’Eliso Compositore e Doc. al Conservatorio “San Pietro a Majella" di Napoli Massimo Allegritti Fotografo e ingegnere - Milano Roberto Germano Fisico della materia, fondatore e CEO di PROMETE Srl – Napoli moderatore Giuseppe Germano Prof Univ Federico II di Napoli

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Il ritorno dei colori «Era da molto tempo che in Contea non si vedeva scendere la neve … che strano, non ricordavo fosse così bianca, così fredda e così soffice. Tu ti ricordi dell’ultima volta, Henry?» chiese il vecchio con gli occhi grigi sollevati verso il cielo a osservare i copiosi fiocchi di neve che calavano morbidi. «Non vorrai per caso farmi credere che tu ricordi anche quando tutto era colorato?» l’apostrofò l’amico dandogli una spallata. A quel moto una miriade di fiocchettini ghiacciati si sollevarono dal cappotto grigio di Malcom e ricaddero a terra mischiandosi al bianco lucente che stava ricoprendo ogni cosa. Lo sguardo del vecchio lasciò un momento il cielo per posarsi in quello scuro dell’amico. Sospirò silenzioso, sollevando una mano a palmo aperto, cercando di catturare uno di quei cristalli. «I colori …» ripeté con voce atona «sono scomparsi da troppo tempo ormai. Solo una magia potente potrebbe ridonarli a questa Contea». Senza aggiungere altro i due uomini ripresero a camminare lungo la via, diretti alle proprie case. Tutto intorno a loro il paesaggio stava passando dalle sfumature del grigio e del nero, al bianco accecante di quella particolare, insolita e strana nevicata. La Contea, ormai da tanto tempo non aveva più colori. Restavano solo le tonalità dei grigi, il nero e il bianco a ricoprire ogni oggetto, ogni struttura, ogni elemento

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