Giornalino straordinario Settembre 2014

 

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ACCADEMIA DELL’INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it G i o r n a l i n o Foglio interno della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (Cosenza) Numero straordinario mese di SETTEMBRE 2014 AD ANNA MARIA CON TUTTO IL CUORE Domenica 14 settembre 2014, giorno di Esaltazione della Santa Croce, si è conclusa la via crucis terrena della nostra carissima amica ANNA MARIA SBARRA, vissuta per tutta la vita nel culto del Signore. Le esequie hanno avuto luogo il 15 settembre, prima giornata del nuovo anno scolastico nell’istituto in cui Anna Maria aveva svolto per lunghissimo tempo la docenza elementare. La chiesa madre era affollata di parenti e amici. La Messa, accompagnata dal coro parrocchiale, è stata presie-duta dal can. don Giovanni Celìa, concelebrante don Bruno Midaglia. Il parroco ha tenuto una lunga e appassionata omelia, mentre al termine della funzione esequiale si sono succedute all’ambone, nell’ ordine, le sentite testimonianze dell’insegnante Titina Fiorillo, cugina della scomparsa, dell’ex segre-tario scolastico Pasquale Filippelli, dell’ex dirigente scolastico Francesco Arcuri e del rappresen-tante della comunità bonifatese Fabio Grosso. Ad Anna Maria con tutto il cuore. Per sempre. Marra Maria Rosaria coordinatrice gruppo Poeti Nostri componente gruppo Famiglia Via Crucis vicino alla realtà umana; il dolore è presente nella no-stra vita sin dalla nascita, con il primo ango-sciato grido del neonato, che lascia il sicuro del grembo materno per proiettarsi in un mon-do sconosciuto, non più legato alla madre e in preda alla paura e spavento; poi il dolore ci se-gue più o meno intenso, più o meno costante, nei suoi vari aspetti, fisici, morali, spirituali, lungo il corso della vita, per ritrovarlo comun-que al termine del nostro cammino, per l’ul-timo e definitivo distacco da questo mondo. E il dolore di Maria, creatura privilegiata sì, ma sempre creatura come noi, è più facile com-prenderlo, perché lo subiamo anche noi, sep-pure in condizioni e gradi diversi. Tutti coloro che soffrono nella propria carne e nel proprio animo, le pene derivanti da malat-tie, disabilità, ingiustizia, povertà, persecuzio-ne, violenza fisica e mentale, perdita di perso-ne care, tradimenti, mancanza di sicurezza, so- L’OMELIA DEL CANONICO DON GIOVANNI CELIA Carissimi fratelli e sorelle, ieri Domenica, festa dell’Esaltazione della San-ta Croce, la nostra cara e amata sorella Anna Maria ha raggiunto la casa del Padre. Nella sua vita di credente e oggi nella nostra, queste da-te parlano da se stesse. Ieri il mistero della croce alla quale Anna Maria è stata associata con le sue sofferenze. Oggi giorno dei suoi funerali facciamo memoria della Beata Vergine Maria Addolorata alla quale Anna Maria era legata. Ricordo in questo momento il Venerdì santo quando Anna Maria mi portava il fazzoletto bianco da mettere tra le mani della Madonna Addolorata. E oggi è iniziato il nuovo anno scolastico. La scuola dopo la Chiesa era tutto per Anna Maria. Date quindi molto significative! La Memoria che oggi celebriamo della Madon-na Addolorata, a mio parere, fra i tanti titoli e celebrazioni, è il più sentito perché più litudine, ecc. guardano a Maria, consolatrice di tutti i dolori; perché avendo sofferto tanto già prima della Passione di Cristo, può essere il faro a cui guardare nel sopportare le nostre

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sofferenze ed essere comprensivi di quelle dei nostri fratelli, compagni di viaggio in questo nostro pellegrinare terreno. Anna Maria ha certamente invocato tante volte la Madonna Addolorata presentando il suo dolore, il suo soffrire, ma sempre nella riservatezza più assoluta. Mai si è lamentata, anche se i dolori erano tanti. vicino insieme alla vostre preghiere; sono serena e piena di fede. State per concludere la peregrinatio Mariae, la Vergine Santa vegli costantemente sul vostro proficuo apostolato e vi dia tanta salute e serenità. Con la massima stima… Anna Maria >>. È una lettera bellissima, che conserverò sempre con me, ma soprattutto è una lettera di una donna credente di tanta fede che deve insegnarci tante cose. Nei nostri incontri avevi tutti presenti, ti ricordavi con una lucidità straordinaria di ogni cosa. Bastava chiederti qualcosa quando non si trovava, e tu pronta a dire “La trovate lì”. Per il Signore hai lavorato e per Lui hai dovuto tante volte affrontare anche diverse mortificazioni da parte della gente. Grazie, carissima sorella, per tutto il bene che hai seminato e per le tante opere che resteranno il ricordo più bello che ci lasci. Come non ricordare il dono dell’artistica statua lignea di San Giuseppe che hai fatto a questa chiesa, e di tanti altri segni di cui hai voluto arricchire questa tua comunità parrocchiale che oggi è qui a salutarti per l’ultima volta. Ti salutano e ti ringraziano i tanti ragazzi e ragazze che per diversi anni hai preparato alla Prima Comunione e Cresima; i tanti alunni che hai educato nei tanti anni di insegnamento. Se sei stata un’insegnante esigente, lo hai fatto per il bene dei tuoi ragazzi che volevi sempre preparati e sempre i primi. Cara sorella Anna Maria, il Signore Gesù che ti ha voluto accanto a Lui e alla sua Mamma Addolorata, ti conceda il premio riservato ai servi fedeli e ai buoni operai del Vangelo come sei stata tu. L’ultimo nostro incontro risale a mercoledì scorso. Non pensavo proprio che era l’ultimo. Ti ho trovata nella tua cameretta e nel tuo letto di malattia e sofferenza, ma sempre in piena serenità. Abbiamo parlato di tante cose della vita parrocchiale, e della festa di San Francesco. Ti avevo chiesto se potevamo venire con i componenti del Coro Parrocchiale e tu eri felice dell’iniziativa. Poi ti sei confessata e hai ricevuto la Santa Comunione per prepararti all’ultimo viaggio verso il Cielo. Ci siamo salutati e ti ho chiesto il registro delle Prime Comunioni che tu sempre aggiornavi, e hai indicato a tua sorella Pina il posto preciso dove lo conservavi e sfogliando ho visto ancora una volta la tua precisione che ti ha sempre accompagnata nella tua vita. Poi ci siamo salutati dicendoti che ti ricordavo a Lourdes, dove andrò giovedì. Ti Vangelo… Anche se la fede e la speranza ci sostengono, com’è difficile, carissima Anna Maria, pensare oggi al tuo salutarci per sempre, per l’ultima volta. Sei venuta in questa tua chiesa tante volte a pregare; qui hai trovato tanta pace, tanta luce per la tua vita; qui hai tanto lavorato per il decoro di questa casa del Signore; amavi questa Chiesa come la tua casa che volevi vedere sempre più bella perché era la casa di Dio. Anna Maria ha tanto amato e lavorato per la Parrocchia. Ha fatto parte del Consiglio Pastorale Parrocchiale e quello per gli Affari Economici, apprezzata Catechista per diversi anni, membro del Coro Parrocchiale, del gruppo di Preghiera di Padre Pio e del Gruppo Santa Marta. Ma oltre all’appartenenza a queste realtà era ed è stata sempre pronta a collaborare a qualsiasi iniziativa e di qualunque genere; mai si tirava indietro, anche quando le condizioni di salute non erano ottimali, e non ha mai fatto sentire la sua assenza. Sempre presente alla messa feriale e festiva e a tutti i vari momenti di preghiera. Grazie Anna Maria per la bella testimonianza che ci lasci e che dovrebbe essere di contagio e di stimolo a chi tante volte resta solo a guardare come spettatore e a non impegnarsi fino in fondo così come hai fatto tu. Grazie Anna Maria. Grazie per la bella testimonianza che ci lasci di come si vive la sofferenza, e di come si porta la croce con grande serenità. Mai ho visto il tuo volto sofferente, ti sei sempre sforzata di sorridere… e di essere serena così come mi hai scritto nella lettera che mi hai consegnato nella Benedizione Pasquale di quest’anno: << L’aspersione dell’acqua benedetta quest’ anno è diversa dagli anni precedenti. Accoglievo con gioia sulla soglia di casa Gesù Risorto con le semplici e significative parole “Pax Vobis” scandite così bene da voi. L’aspersione avverrà nella camera da letto, ma sono ugualmente contenta, così rivivrò i riti della settimana santa. Con spirito cristiano accetto il mio stato di salute, perché Gesù mi è

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ri-corderò ugualmente e ti affiderò alla Madonna Addolorata che è stata ferma ai piedi della cro-ce perché ci aiuti nel cammino della sofferen-za a saper offrire tutto al Signore e a non la-mentarci mai. La Madonna doni serenità ai tuoi cari familiari che in questi anni hanno partecipato al tuo calvario. Prega dal cielo per loro, in particolare per tuo fratello Lucio con la moglie Maria e tua sorella Pina con il marito Giuseppe, per tua cognata Tina, per i nipoti, i cugini e tutti gli al-tri parenti, ai quali hai sempre voluto bene. Grazie ancora una volta per tutto. Continua a pregare per me e per la tua Parrocchia che hai tanto amato. Il tuo caro ricordo resti in benedi-zione per tutta la tua Cittadella. Ti saluto per l’ultima volta con quel grande saluto che i cristiani ponevano sulle tombe dei loro cari: Vivas in Deo. Amen scolastiche e non, attività che non hai mai ba-nalizzato, ma che hai curato sempre con gran-de senso di responsabilità, impegno, eleganza e dovizia di particolari. Collante per tutte le tue colleghe, ottima organizzatrice di tante belle iniziative culturali, con generosità hai voluto spenderti anche nel-la comunità parrocchiale. Fino accettare all’ultimo giorno hai saputo con rassegnazione le tue sofferenze, minimizzando il tuo dolore per il grande senso di pudore che ti apparteneva. Mi hai sempre accolto con tanta serenità e sorrisi affettuosi, dimostrandomi continuamente affetto e disponibilità, nonostante le tue sofferenze. Infine, da parte di tutti noi docenti, un grazie per tutto ciò che hai sempre saputo trasmettere: serietà, rigore morale, altruismo e profes-sionalità. Anna Maria, ti vogliamo bene. _________________________________________________ _ L’INTERVENTO DELL’INSEGNANTE TITINA FIORILLO Anna Maria cara, cugina cara, collega cara. L’INTERVENTO DI PASQUALE FILIPPELLI La vita non è una scala di cristallo, ma una scala di legno tarlato, con gradini smossi e sconnessi; ma io… ho sempre continuato a salire e ho raggiunte le porte… Come non dare voce al cuore per esprimere ricordo e saluto a una persona che abbiamo stimato e amato in ogni aspetto della nostra vita? Come possiamo non dar voce al cuore? A elogio funebre per Anna Maria bastano già le alate e toccanti parole del parroco all’ome-lia, ma in questo doloroso momento di addio non posso esimermi dal rendere anch’io un’af-fettuosa testimonianza per l’amica scomparsa, di cui ho avuto il privilegio d’incrociare i passi in tanti àmbiti dell’esistenza terrena, dal socio-culturale e scolastico al parrocchiale, all’asso-ciativo attraverso vari sodalizi, segnatamente gruppo Poeti Nostri e Famiglia Via Crucis. Eravamo coetanei, essendo lei venuta al mondo cinque giorni dopo di me. Nacque a Roma dove la famiglia si era temporaneamente trasferita giacché il padre, l’indimenticabile valentuomo Francesco Sbarra, colà dirigeva a quel tempo una ditta di costruzioni. Anna Maria fu l’ultimogenita di don Ciccio e al venerato genitore, negli anni estremi della vecchiaia, prestò amorevole assistenza e cura. Anna Maria frequentò il Magistrale di Paola a metà anni Cinquanta. Nella città del Santo Così recita una bella poesia. Così è veramen-te la vita: un salire continuo, un non tornare mai indietro, nonostante le difficoltà. La tua è stata una vita costellata di piccole e grandi conquiste, che hai sempre saputo co-struire in tutti gli àmbiti, da quello familiare a quello scolastico e sociale. Faro vivo e affettuoso con i tuoi, sicuro pun-to di riferimento per noi docenti, instancabile animatrice nella comunità parrocchiale. Docente autorevole, ma premurosa, educatrice di tante generazioni di alunni, sei stata sempre animata da entusiasmo e attivismo, doti che hai sempre profuso in tutte le attività

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stu-diavamo a quel tempo anche io e molti altri ragazzi cittadellesi. Colta e ben preparata, do-po il diploma Anna Maria divenne maestra ele-mentare. In tanti anni di carriera si distinse, oltre che per serietà di carattere, anche per bravura professionale. Al di là del servizio cur-ricolare, profuse ammirevole impegno nelle at-tività organizzative parascolastiche, non sottraendosi alla collaborazione con gli organi collegiali e il capo d’istituto, del quale fu a lun-go fiduciaria. In tale funzione svolse azione costante e meritoria per la programmazione di saggi e manifestazioni varie, specialmente fe-ste sportive di fine anno delle quali io avevo delega di direzione e compito di coordi-namento. Anna Maria è stata una benemerita collaboratrice della parrocchia, dapprima con don Nando e poi con don Giovanni. Dei suoi lunghi anni di attività al servizio del Signore e della chiesa, mi preme accennare a quelli resi in se-no a Famiglia Via Crucis di cui fu nell’Ottan-tasei uno dei primissimi adepti. Per ogni sacra rappresentazione pasquale o natalizia realizzata dal nostro gruppo, mai potemmo prescindere dal suo valido contributo fattivo e finanziario. Ricordo che alla nostra prima via crucis la Stazione iniziale venne rap-presentata sul balcone di casa Sbarra. E ricor-do altresì che al nostro primo presepe vivente Anna Maria, oltre che membro del credit, fu anche una pastorella. Collegata all’attività in Famiglia Via Crucis, quella collaterale di Anna Maria nel gruppo Poeti Nostri. Poiesis significa fatica, perciò poetando Anna Maria ha faticato alla ricerca del lirismo sacro e del bello. Mi piace qui ripor-tare alcuni endecasillabi del suo componi-mento “È nato” letto durante la manifestazione “Natività tra musica e poesia” svoltasi in questa chiesa la sera di Santo Stefano del 2005 alla presenza di numerosi spettatori fra cui il vescovo monsignor Domenico Crusco ed il sindaco Antonio Goffredi: porta speranza a ognun su questa terra e in cambio ognun le sue mestizie t’offre. Dedizione, è il termine che più le si addiceva. Dedizione non a una sola cosa, a una o poche persone, a una comunità limitata, ma totale a riguardo di coloro che per varie ragioni fre-quentava. Chi ha avuto con Anna Maria rapporti di familiarità e amicizia, chi ha avuto con lei consuetudine di vita religiosa e socio-culturale, ben sa quanto afflato e attaccamento la nostra cara sorella in Cristo ora scomparsa abbia sa-puto esprimere nei riguardi delle persone e delle istituzioni durante gli anni della propria esistenza, ultimamente turbata da una doloro-sa malattia la quale, nonostante il crudele ac-canimento, non è riuscita a distoglierla dalla radicata fede nel Signore che ha costituito il tratto distintivo del suo profilo umano e mo-rale. Reverendo parroco e cari concittadini, la dipartita di Anna Maria ci rattrista e sgomenta. Può consolarci il pensiero che un giorno, se ne saremo degni, potremo ritrovarla nelle cele-sti praterie che lei - ne siamo certi - ha conquistato avendo vissuto in Cristo, ligia ai precetti morali e ai divini comandamenti. Amici, il cuore di Anna Maria è stata culla di una persona giusta. Diremo allora con Santa Teresa di Gesù che “non è stata altro se non un paradiso dove il Signore ha preso le sue delizie”. Se Dio vuole, ad Anna Maria possiamo dire Arrivederci! _________________________________________________ _ A te veniamo come un dì i pastori ed ai tuoi piedi deponiamo il cesto, ci sono poche gioie e assai dolori, chi piange e soffre ti sorride mesto. Porta la pace in questo mondo in guerra, porta conforto a chi nel letto soffre, L’ AFFETTUOSA TESTIMONIANZA DELL’ EX DIRETTORE DIDATTICO FRANCESCO ARCURI Dopo le toccanti parole di don Giovanni, di Titina e di Filippelli è difficile poter aggiungere altro; non aiutano l’emozione ed i tanti ricordi. Non posso, però, sottrarmi; me lo impediscono l’antica amicizia, i tanti colleghi

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presenti ed una consuetudine di ascolto quasi giorna-liera durata per oltre 20 anni, durante i quali Anna Maria, in qualità di collaboratrice e vica-ria del 2° Circolo di Belvedere, è stata, sempre ed in ogni circostanza, una compagna di lavo-ro ideale per la sua disponibilità, la generosità e l’instancabile attività. Capace, scrupolosa, attenta ai dettagli, sempre leale anche quando il suo punto di vista non risultava prevalente. Un’attività frenetica, un fare con “l’anima” dentro le cose, quella di Anna Maria, finalizzata solo e soltanto alla risoluzione dei mille problemi che costituivano e costituiscono la quotidianità della scuola. Un lavoro insostitui-bile di collegamento con la realtà locale: tra-sporti, mensa, edilizia, riscaldamento, incontri, assemblee… Altrettanto prezioso è stato il suo lavoro di coordinamento con i colleghi, quello che oggi si definisce di “spogliatoio” - motivare, mediare, appianare tensioni e malumori -, essenziale in un momento storico che vide tutti noi coinvolti in un progetto di scuola rinnovata nella didattica e nell’organizzazione, nella speranza di poter contribuire attraverso la scuola a modificare la società. E-ra la stagione del tempo pieno e dell’innova-zione didattica, dell’impegno civile coniugato alla tensione professionale. Farsi carico del funzionamento organizzativo significava molte volte assumere compiti gra-vosi e mansioni scomode, ma che Anna Maria, pur di contribuire alla risoluzione delle critici-tà, caricava sulle sue spalle con generosità e naturalezza. Mi piace ricordare un solo episodio: per un intero anno scolastico, gratuitamente, volle assicurare un’assistenza pomeridiana al fine di consentire agli alunni di San Candido di partecipare alle lezioni di lingua straniera. Tutto questo suo prodigarsi sul versante ge-stionale non faceva venir meno l’impegno giornaliero nella propria classe, con i propri a-lunni le cui esigenze formative restavano al centro della sua attività di docente e verso i quali era prodiga anche di interventi concreti e materiali. Anna Maria era e restava una Mae-stra. Dalla marea dei ricordi emerge una figura esile ed apparentemente fragile, ma instancabile e determinata, una sintesi di passione e di capacità che si può definire solo ricorrendo a termini fuori moda, appartenenti ad una scuola lontana e che forse non c’è più, e che nel caso di Anna Maria non suonano né logore, né for-mali. Parole come “educatrice”, “maestra della penna rossa”, “missione” sono necessarie per chi del proprio lavoro scolastico indicare fa una scelta totalizzante che diventa ragione di vita. Questa è l’immagine nitida e sempre viva che tutti noi della scuola abbiamo di te e che ha - ne sono certo - la comunità con la quale ti sei identificata, quella di Bonifati, avendo voluto trascorrere lì gran parte della tua vita professionale, una fedeltà educativa durante la quale hai profuso tutte le tue energie per oltre un quarto di secolo. _______________________________________ _ DALL’EX ALUNNO BONIFATESE FABIO GROSSO Non si può affidare al caso che nella stessa giornata in cui riapre la scuola, siamo qui per celebrare le esequie della nostra cara e amata insegnante Anna Maria. Ad ogni inizio di anno scolastico, sulla soglia della scuola del plesso di Bonifati centro, per tanti anni, le sue braccia grandi e calorose hanno accolto le ansie e le speranze dei tanti ragazzi a lei affidati e da lei custoditi, educati non solo all’esperienza scolastica, ma soprat-tutto alla vita. Per la scuola di Bonifati, ragazzi e genitori, la maestra Anna Maria ha rappresentato, per cir-ca quaranta anni, una bandiera, un modello di vita vissuto al servizio della comunità, soprat-tutto a servizio dei ragazzi e delle intere gene-razioni che con lei sono cresciuti e si sono af-facciati alle varie esperienze umane. Cara Maestra, con poche e semplici parole, la comunità di Bonifati tutta, i ragazzi, le persone ormai adul-te e lontane, i molti che purtroppo non sono più presenti in mezzo a noi, ti salutano con affetto. Ti ricorderemo sempre come amabile educa-trice e maestra di vita, di quella maniera, oggi forse un po’ fuori moda, di essere insegnante esigente, ma i cui metodi e valori resteranno come impronta indelebile in tutti quelli che hanno avuto il piacere e l’onore di conoscerti. Con affetto e immensa gratitudine LA COMUNITA’ DI BONIFATI AUTUNNO Autunno. Già lo sentimmo venire

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nel vento d’agosto, nelle piogge di settembre torrenziali e piangenti, e un brivido percorse la terra che ora, nuda e triste, accoglie un sole smarrito. Ora passa e declina, in quest’autunno che incede con lentezza indicibile, il miglior tempo della nostra vita e lungamente ci dice addio. Vincenzo Cardarelli Corneto Tarquinia 1887 - Roma 1959 “Scrivere prosa per fare poesia” LUTTO È scomparsa il 30 settembre la rispettata signora 87enne LIDA SBARRA. Al marito Carmine Ferraro, alle figlie Marilena e Rosanna, ai generi Pietro Bru-no e Marcello Rugiero, ai nipoti e agli altri parenti le nostre vivissime condoglianze.

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