Quaderno 1 - Un'opportunità per Lucca e il suo territorio

 
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Il percorso del Comune di Lucca "Verso il Piano Strutturale" si arricchisce di un valido strumento di lavoro: un quaderno di sedici pagine per condividere con un linguaggio accessibile gli obiettivi dell'Avvio del Procedimento del Piano Strutturale.

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Verso Un’opportunità per Lucca e il suo territorio il Piano Strutturale Quaderno 1 -1-

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2 Lucca Città. Due nomi che sono diventati un acrostico. Ogni lettera è l’iniziale di una parola-simbolo, di un principio ispiratore. Nasce così questo decalogo, nutrito di altre parole tutte radicate nella PoliEtica® di questo processo di ridefinizione della nostra Lucca, della nostra città. L U C C A ibertà: una città è efficace ed efficiente quando amplia il grado di libertà di chi la abita. Governare il territorio è fare democrazia. rbanistica: disciplina che deve di volta in volta adeguarsi a capire i caratteri della città e del territorio dei quali è interprete, così come i bisogni dei cittadini per i quali pianifica e prospetta il futuro assetto. Lucca ne sente la mancanza. onsapevolezza: una città che investe in fiducia nel suo potenziale di bellezza e civiltà comunica la sua vocazione e traccia la linea per il futuro. reatività: è urgente osare, abbandonare l’usuale e immaginare innovazione, intesa come capacità di intraprendere, progettare e poi attuare la città che vogliamo. ccessibilità: Lucca ha bisogno di aprirsi ma anche di includere, di essere raggiunta, parteci- pata e vissuta, da tutti. Il dentro e il fuori devono poter dialogare e arrivare a sintesi. C oncretezza: si attendono risposte, visibili. Procediamo anche con piccoli interventi per volta, completando e riequilibrando nell’ottica dei servizi. I T T à dentità: contrastare il consumo di suolo è responsabilità verso un paesaggio connotato dal delicato rapporto tra territorio rurale e urbano – che non è divisione ma incontro nel quale riconoscerci. Lucca è tanto città verde quanto città d’arte e cultura, storica e repubblicana. empo: la quarta dimensione, che conferisce valore al passaggio dal pensiero all’azione. Anticipare alcuni processi, realizzare i progetti in tempi certi: un ritmo suggerito dall’ascolto delle persone del territorio. utela: è azione, non solo conservazione; dobbiamo costruire un’impronta eco-sostenibile che determini e favorisca la fattibilità delle trasformazioni e le traduca in cura delle persone che le vivono. rmonia: si traduce nella cultura del paesaggio rurale e dell’arredo urbano, nell’attenzione collettiva, nel ripensare la città per funzioni e corrispondenze tra spazio pubblico e privato. Nel rendere il luogo dell’abitare vettore di salute e di relazione. “... sogno ancora credendo di pensare sogno ancora coi gomiti affacciato alla finestra”.

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Verso il Piano Strutturale Un’opportunità per Lucca e il suo territorio V ogliamo mettere insieme le conoscenze raccolte e le idee per la città di domani insieme agli abitanti, alle persone che ogni giorno vivono la città. E vogliamo farlo con concretezza, perché il domani inizia domattina e avrà l’aspetto delle nostre scelte. È questo il momento della riflessione collettiva e della condivisione. Lucca è la città che abitiamo e che adesso ci chiede di dialogare, di immaginare, di proporre, di criticare e infine di decidere. Il nuovo Piano Strutturale è un’opportunità per migliorare il nostro vivere la città e il suo territorio nella consapevolezza della nostra identità, come comunità viva e sensibile. Sentiamo l’esigenza di promuovere la partecipazione alle scelte pubbliche perché siamo convinti dell’importanza del condividere desideri e progetti per la nostra città che vuole migliorarsi ancora. Il percorso di apertura che è stato avviato* è sì una pratica prevista dalla legge ma esprime anche la volontà dell’Amministrazione Comunale di confrontarsi con i cittadini. Molte sono le discipline chiamate in causa dal Piano Strutturale che necessitano certo del contributo di professionisti e di addetti ai lavori, ma l’avvio del procedimento è anzitutto una prima concreta risposta alle domande dei cittadini. Gli incontri per il nuovo Piano Strutturale di Lucca saranno guidati con linguaggio chiaro affinché il quadro conoscitivo divenga patrimonio comune e possa arricchirsi davvero di nuovi saperi e punti di vista. La Politica, col supporto imprescindibile della tecnica e della pratica amministrativa, accetta oggi la sfida di armonizzare sul lungo periodo le voci di un territorio che parla del suo passato pensando alle linee per il futuro. Le * Per approfondimenti rimandiamo al documento di Avvio del Procedimento del Piano Strutturale di Lucca, interamente consultabile sul sito del Comune (www.comune.lucca.it) 3

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4 Le ragioni di un nuovo Piano Strutturale I l Piano Strutturale sarà migliore quanto più sarà condiviso. Siamo chiamati a riscrivere i nuovi strumenti di governo del territorio, che dovranno essere di Lucca nella sua interezza e non solo di una parte politica. Vogliamo una città dove la Persona sia misura delle nostre scelte. Vogliamo tornare a parlare di Urbanistica in termini di relazione, conoscenza, opportunità, consapevolezza del luogo che abbiamo il privilegio di vivere. Troppe volte dividiamo la città in comparti separati: la Lucca dei commercianti, quella dei residenti, degli automobilisti, degli albergatori, quella degli industriali. È limitante definirci solo per le attività che svolgiamo, il luogo in cui abitiamo o per il mezzo di locomozione che usiamo. Siamo tante cose tutte insieme. Siamo per prima cosa Persone: con le nostre incertezze e le nostre aspirazioni, con le nostre paure e con i nostri sogni – parola quest’ultima oggi svenduta, ma che vogliamo riconnettere al nostro essere e stare nella comunità. Vogliamo portare con noi lo sguardo di chi osserva la città dall’alto e aspira a possederne la visione d’insieme, ma anche lo sguardo della persona che si muove all’altezza delle altre persone, che pratica la città ogni giorno e la vive recependo ciò che qualsiasi strumento di previsione non è in grado di misurare: il racconto della città, i desideri, le domande, la poesia, la sostanza della città. Vogliamo agire tra queste due prospettive perché il Piano Strutturale non sia soltanto un atto burocratico-amministrativo, ma un’avventura sensibile, umile e determinata a cogliere le necessità di chi questa città la abita. Vogliamo guardare alle vicende del mondo con la consapevolezza di avere alle spalle una storia, con l’ambizione di essere, pur nel nostro piccolo, pro-

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Verso il Piano Strutturale tagonisti di questo tempo attuale, che ci chiede di uscire da quella sorta di compiaciuto isolamento che conduce alla autoreferenzialità. È necessario per questo un ritorno alla centralità della Politica nella definizione degli orientamenti di vita. L’Urbanistica, che è cultura e visione della città, è pronta ad avviare un percorso da completare come azione collettiva e condivisa in tutte le sue fasi: conoscitiva, programmatica e progettuale. Lucca dovrà avere una strumentazione urbanistica solida, funzionale, comprensibile e anche bella. Siamo consapevoli che solo andando oltre le consuete consunte etichette, gli stereotipi, i personalismi e guardando al di là delle nostre mura, unendo le migliori energie verso obiettivi condivisi, questa città riuscirà, finalmente, a essere luogo delle scelte: perché Lucca diventi “contenuto” e non rimanga solo un bel “contenitore”. È la vivibilità l’obiettivo cui tendiamo, certi che se il cittadino è portato a vivere un luogo, questo luogo crescerà in sicurezza, decoro, fiducia e qualità. Vogliamo riconoscere il valore dinamico della cultura nello sviluppo di Lucca e tradurlo nella riscrittura urbanistica di ampi brani di città anche in funzione di un turismo vario e curioso, interessato. Vogliamo ampliare per ciascuno di noi luoghi, linguaggi e occasioni di capire il passato, stare bene nel presente e pensare il futuro. Siamo chiamati, tutti, a reinventare la nostra città e proiettarla nel tempo, nella coscienza che le generazioni future hanno importanza pari alla nostra. Questo, non altro, ha ispirato l’intelligenza del nostro fare. Una responsabilità che ha tuttavia la leggerezza dell’emozione e la stessa capacità di imporsi in ragione di quel magnetismo che Lucca naturalmente esercita e che l’onore di governarla ci chiama a proteggere ed esaltare. È la bellezza di Lucca che ci emoziona e ci lega. È la bellezza di Lucca che ne determina in gran parte la qualità della vita. Alessandro Tambellini Sindaco Serena Mammini Assessore all’Urbanistica 5

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6 Cos’è il Piano Strutturale La Legge Regionale 1/2005 “Norme per il governo del territorio” per il processo di pianificazione comunale prevede due strumenti distinti: il Piano Strutturale e il Regolamento Urbanistico. Il Piano Strutturale, di durata indeterminata, è il principale atto di pianificazione per esprimere scelte di lungo periodo sull’assetto e sviluppo del territorio. Fornisce regole per le future trasformazioni e le necessarie tutele e strategie per lo sviluppo che saranno attivate dai successivi strumenti operativi (atti di governo del territorio). Infatti il Regolamento Urbanistico, di durata quinquennale, traduce operativamente le scelte del Piano Strutturale in interventi localizzati nelle aree oggetto di trasformazione e regola la gestione ordinaria del territorio. Il Piano Strutturale comprende il Quadro Conoscitivo, il Quadro Propositivo e il Quadro Valutativo: sezioni sempre interrelate e mai indipendenti l’una dall’altra. Il Quadro Propositivo comprende anche lo Statuto del Territorio. Il Quadro Conoscitivo analizza e descrive gli insediamenti, l’ambiente e il paesaggio e ne individua risorse e beni sintetizzandone le caratteristiche. L’insieme di queste risorse e la valutazione dei materiali del Quadro Conoscitivo definiscono il Patrimonio Territoriale. Il Quadro Propositivo corrisponde al progetto di Piano Strutturale e comprende le cartografie, le norme tecniche di attuazione e le relazioni che descrivono e certificano la coerenza e la conformità con gli altri strumenti della pianificazione.

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Verso il Piano Strutturale Il Quadro Valutativo contiene tutti i materiali di analisi e sintesi circa lo stato delle risorse e il quadro ambientale di riferimento (criticità, problemi, carenze, ecc.). Permette così di inserire nel progetto le misure necessarie a garantire la sostenibilità delle scelte. È qui significativo richiamare l’attenzione sullo Statuto del Territorio che definisce regole per la corretta tutela e ponderata valorizzazione di tutti quegli elementi ai quali è riconosciuto un ruolo fondativo nella costruzione dell’identità del territorio che nel tempo si è stratificata (Invarianti Strutturali) e che rappresentano un riferimento per la comunità degli abitanti chiamati a condividerne contenuti e forme. Il Piano Strutturale, sulla base del Quadro Conoscitivo e Valutativo, esprime infine le linee strategiche e gli obiettivi specifici per lo sviluppo e il governo del territorio da un punto di vista urbanistico, ambientale, paesaggistico, economico, sociale e culturale. Condividere 7

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8 Condividere il percorso Cosa è stato fatto Nella fase di Avvio del Procedimento è stata scattata una sorta di prima fotografia del territorio, attenta a metterne in luce fragilità e potenzialità. Sono state a tal fine condotte ricerche specifiche affidate a professionisti esperti delle diverse discipline. Progettisti, tecnici e amministratori hanno letto questa fotografia anche come risultato di una storia di scelte compiute in passato e ne sono state immaginate le sequenze future attraverso ipotesi e previsioni basate sulle tendenze in atto nel rispetto delle prescrizioni normative e delle direttive europee. Sono stati così individuati gli obiettivi di governo del territorio come guida per il progetto. Cosa c’è da fare • Leggere insieme quella fotografia del territorio, mettendola a fuoco e arricchendola di dettagli • Prendere coscienza dei problemi e proporre soluzioni effettivamente praticabili • Immaginare cosa si desidera per migliorare la qualità della vita nella propria città • Crescere come comunità nella consapevolezza di abitare un luogo bello verso il quale abbiamo tutti precise responsabilità, in rapporto anche ai mezzi e alle risorse disponibili Il Piano Strutturale vuole essere la mappa delle opportunità attraverso la partecipazione civica di chi vive il territorio, ne conosce i bisogni e riesce a pensarne gli sviluppi. C’è bisogno della creatività, della sapienza e dell’intelligenza dei cittadini per sviluppare una buona proposta.

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Verso il Piano Strutturale La partecipazione La pratica della partecipazione deve essere strutturata secondo un metodo che prevede tecniche e tempi piuttosto precisi. Le fasi principali di svolgimento sono quattro: 1. Ordinare le conoscenze, attraverso cinque seminari informativi “Verso il Piano Strutturale”, che si sono svolti tra maggio e luglio 2014, sono stati resi noti alcuni dei contenuti del quadro conoscitivo. Sulla pagina Facebook “La Casa della Città”, con hashtag #VersoIlPS, è stata offerta la diretta degli incontri – ancora oggi consultabile. A questo obiettivo risponde anche la presentazione pubblica dell’Avvio del procedimento e del Programma della partecipazione (8 ottobre 2014). 2. R  iflettere sul futuro, attraverso un laboratorio di idee aperto a tutti i cittadini che prevede sia momenti di ragionamento collettivo, sia lavori per gruppi più piccoli sul come migliorare la qualità della vita a Lucca e sugli aspetti di rilievo che gli stessi partecipanti decideranno di affrontare per allargare gli obiettivi del Piano Strutturale in formazione (8 novembre 2014). ranno nel mese di novembre. Saranno occasione per entrare nel dettaglio delle questioni su scala di quartiere, di paese e di frazione. 3. Approfondire, attraverso laboratori progettuali sul territorio che parti4.  Condividere i risultati del percorso in un incontro pubblico di chiu- sura che farà il punto dell’esperienza e indicherà ciò che l’Amministrazione avrà deciso di accogliere e inglobare nel Piano Strutturale (gennaio 2015). Parallelamente a questo percorso di partecipazione della cittadinanza, l’Amministrazione porterà avanti un confronto con enti, istituzioni, associazioni e ordini professionali operanti nel territorio lucchese. 9

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10 Prime idee per la nostra città Le ricerche, le analisi e le valutazioni sullo stato attuale del territorio, oggetto dei cinque seminari propedeutici all’Avvio del Procedimento, sono la base per formulare le proposte del nuovo Piano Strutturale e riguardano: 1. Lo scenario dell’economia lucchese 2. La vulnerabilità e la fragilità del territorio 3. Il valore e il ruolo della città antica 4. Il paesaggio e le potenzialità del territorio rurale 5. Le prospettive per la città contemporanea La lettura della città che ne è derivata ha posto l’accento sulla volontà di tutelare e valorizzare i caratteri originali di Lucca per rinnovarne la qualità dell’immagine e della vita. Necessità che bene si coniuga con l’attenzione verso la sostenibilità ambientale, la fattibilità economica e l’integrazione degli interventi di riqualificazione. È emersa l’idea di una città capace di ricucire il rapporto tra territorio rurale e territorio urbanizzato anche attraverso una rete dei servizi intelligente e una migliorata accessibilità. La città è pronta per rendersi più attrattiva e competitiva, per generare opportunità e sostenere nuove sfide. Al centro di questa prospettiva è la persona, l’abitante, il cittadino. Vogliamo una città in cui stare bene. Infatti le parole chiave scelte per il Piano – e rilanciate alla riflessione con i cittadini – cercano di allineare le strategie della programmazione comunale e il deciso legame con le radici identitarie di Lucca agli indirizzi europei, per una crescita e uno sviluppo intelligente, inclusivo ed equo.

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Verso il Piano Strutturale Recuperare e rinnovare i valori del territorio lucchese Lucca ha un’identità scritta nel tempo e visibile nel suo patrimonio ambientale, culturale ed economico. Per tutelarne i valori guardando a uno sviluppo responsabile è necessario ripensare il rapporto tra passato e futuro, tra città e campagna. Vogliamo contenere il consumo di suolo e recuperare le parti abbandonate o degradate nel rispetto dei tratti riconoscibili e originali del paesaggio lucchese. Il quadro progettuale del Piano Strutturale, che andremo a definire insieme, si pone come obiettivo: • la definizione di cosa è propriamente “città”: ce n’è una ben riconoscibile dentro il perimetro delle Mura e ce n’è un’altra cresciuta all’esterno che si estende a macchia d’olio nella piana: quali sono i segni leggibili per identificarla? • il riconoscimento delle permanenze storiche e delle testimonianze che qualificano il paesaggio locale per far emergere, attraverso il contributo di tutti, anche quegli elementi di valore inespressi e nascosti dalle strutture urbane più recenti; • l’identificazione e la salvaguardia del patrimonio delle risorse locali di pregio (naturali, culturali e socio-economiche), bene collettivo nel quale le generazioni presenti si riconoscono; • la tutela attiva dei centri storici presenti sul territorio: oltre alla “città dentro le Mura” ci sono nuclei minori, ville e corti che vogliamo rivitalizzare sia come luoghi di residenza, di produzione (artigianato artistico), di servizi pubblici e privati, sia come mete turistiche; • la consapevolezza della nostra identità: quali sono i “valori immateriali” della città vissuta nelle diverse espressioni della vita quotidiana che ne caratterizzano l’originalità? Quell’insieme di usi, costumi, modi di stare insieme, di arredare gli spazi urbani ma anche i suoni, gli odori, i sapori. 11 Origine e Originalità

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12 Una rete di servizi, attrezzature e collegamenti per una città più vivibile Una città a misura dei suoi abitanti è anche una città più coesa e accessibile, dove la qualificazione dei quartieri e delle periferie passa attraverso il miglioramento delle dotazioni e dei servizi che accompagnano le esigenze e i ritmi di vita delle persone. Occorre attrezzare una “rete di luoghi” con collegamenti e comunicazioni funzionali ma ben calibrati sulla realtà locale e peculiare della città, sia tra i diversi centri urbani esistenti, sia tra la città consolidata e le aree più periferiche. Come ampliare l’offerta qualitativa di Lucca? La riflessione per il nuovo Piano Strutturale ha nel concreto individuato queste modalità: • una rilettura dei bisogni di spazi collettivi e attrezzature di servizio che la città esprime, interpretando le specifiche necessità dei quartieri e delle frazioni, senza sottrarre funzioni e ruolo al centro storico; • l’adeguamento dell’attuale rete viaria locale per garantire una migliore continuità di percorrenza e il superamento delle barriere esistenti con opportuni interventi infrastrutturali; • la localizzazione mirata di parcheggi e aree di sosta, anche nei paesi collinari; • la progettazione di tracciati protetti per la mobilità lenta (piste ciclabili) e di interventi di ripristino di percorsi storici; • l’inserimento di Lucca nella rete delle “città delle bambine e dei bambini” perché una città attenta ai più piccoli è una città che garantisce a tutti i suoi utenti un uguale livello di fruizione. Coesione e Accessibilità

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Verso il Piano Strutturale Efficienza economica ed ecologica • mantenere i delicati equilibri idro-geologici sottoponendo a tutela le aree più vulnerabili, come gli ambiti di pertinenza fluviale del Serchio e quelle caratterizzate dal sistema delle acque (Ozzeri, Bottacci-Guappero, Freddana, acquedotto Nottolini, ecc.), ripensando anche alle tecniche e alle azioni di intervento; • rileggere attentamente il territorio rurale per poterlo gestire in modo più efficiente e più ecologico guardando sia alle aree produttive sia a quelle attualmente abbandonate o degradate; • individuare regole per l’uso compatibile delle “aree agricole periurbane”, quelle cioè di contatto tra gli ambienti urbano e rurale, promuovendo anche la buona pratica dell’orto collettivo; • attrarre nuove imprenditorialità agricole giovanili con misure che favoriscano le colture tradizionali e invitino al presidio attivo del territorio: la sicurezza si costruisce infatti anche grazie alle manutenzioni e alle sistemazioni idraulico-agrarie a opera delle popolazioni locali; • definire requisiti minimi di qualità e basso consumo energetico per gli interventi di riqualificazione degli edifici e promuovere la bioedilizia, le tecnologie a ridotto impatto ambientale e l’uso di energie rinnovabili; • garantire un’adeguata presenza di verde dando forma a un parco per ciascun quartiere sostenuto da un sistema di percorsi di mobilità lenta che favorisca, dove possibile, anche qualificati collegamenti con il centro storico. 13 Efficienza e Sostenibilità A Lucca si può dire di vivere “in una città che è in campagna”: così si è espressa una bambina delle scuole elementari, cogliendo con semplicità un tratto peculiare del nostro territorio. Siamo convinti che la tutela dell’ambiente e la valorizzazione delle attività agricole possano stimolare innovazione e benessere. Il Piano Strutturale mirerà quindi a:

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14 Rilanciare e connettere l’economia locale Attrazione e Competitività Lucca ha caratteristiche capaci di attrarre investimenti sul proprio territorio. La sfida che la città ha davanti a sé consiste nel sapersi rinnovare senza stravolgere la sua identità. Dobbiamo cogliere l’opportunità per migliorare la connessione alla rete dei collegamenti esterni sovra-comunali (viari, ferroviari, portuali, aeroportuali) e diventare un reale centro di riferimento nell’area provinciale. Come perseguire uno sviluppo economico e tecnologico intelligente? Come possiamo valorizzare le competenze interne, soprattutto le più giovani, e il nostro capitale culturale? Obiettivi del Piano Strutturale sono: • il riuso degli spazi e dei manufatti esistenti in ogni direzione compatibile con uno sviluppo sostenibile nel territorio aperto (turismo rurale e ambientale) e con una rigenerazione dei tessuti urbani consolidati (operazioni di rilancio dell’offerta culturale e museale, dell’alta formazione scientifica, dello sport e del terziario avanzato); • la qualificazione di una mobilità alternativa al veicolo privato per il trasporto sia di persone, sia di merci (potenziamento delle linee ferroviarie per Pistoia, Viareggio, Aulla); • l’incremento della mobilità lenta lungo i percorsi ciclabili e pedonali delle aree urbane e dei percorsi storici (acquedotto del Nottolini, via Francigena, Condotto pubblico, ecc.), così come attraverso quegli spazi aperti che permettono di vivere il paesaggio e i suoi beni; • il miglioramento dell’assetto viario e il superamento delle barriere determinate dalla ferrovia, dall’autostrada e dal fiume Serchio per una maggiore connessione con i quartieri esterni alle Mura e alla città e per selezionare i flussi di traffico, soprattutto quelli non interessati a lambire il centro.

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Verso il Piano Strutturale Rigenerare la città Parti di città dovranno essere ridisegnate e valorizzate. Il Piano Strutturale richiede condivisione, scambio e dialogo col mercato e con i professionisti della qualità, perché Lucca merita opere edilizie economicamente interessanti e architettonicamente significative. Vogliamo una pianificazione urbanistica orientata al recupero attivo e di alta qualità sia degli insediamenti esistenti sia delle aree dismesse e abbandonate, nel rispetto della matrice identitaria di quanto verrà trasformato pur nelle diverse riconversioni funzionali di spazi ed edifici. A tal fine il Piano Strutturale sarà attento a: • disciplinare il contenimento di nuove costruzioni attraverso criteri guida diversi per la città consolidata, per la piana e per le colline; • ridefinire e bilanciare le funzioni di luoghi nevralgici del sistema urbano, come le aree dismesse a sud della città fino agli ex Macelli, Campo di Marte e le aree produttive di Borgo Giannotti; • considerare programmi di recupero di porzioni del centro storico in grado di favorire residenza, cultura, commercio e formazione; • valutare ipotesi di riuso, di riserva o di demolizione dei grandi contenitori dismessi del territorio e prevederne gli effetti nel contesto di appartenenza; • costruire buone relazioni tra decisore pubblico e operatore privato per migliorare l’efficacia di strategie e interventi per la città. 15 Immagine e Qualità

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