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sognihorror.com presenta speciale halloween 2010 inserto speciale di horror dreamagazine la rivista online di sognihorror.com e le edizioni il foglio sognihorror.com 2011 © www.sognihorror.com 1
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prefazione carissimi lettori anche quest anno sognihorror.com è orgoglioso di proporvi un nuovo e-book contenente i racconti scritti appositamente per celebrare la festa di halloween diversi autori hanno dato vita a storie inenarrabili che siamo sicuri sapranno regalarvi attimi di grande terrore tutto questo è speciale halloween e-book 2010 che per la prima volta è ospitato come inserto nella rivista horror dreamagazine di sognihorror.com e le edizioni il foglio buona lettura emanuele mattana 2
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indice pag.1 pag.2 pag.3 pag.4 pag.9 pag.13 pag.18 pag.21 pag.24 pag.27 pag.36 pag.39 copertina di emanuele mattana prefazione di emanuele mattana indice manco solo io di patrizia birtolo il parco giochi degli orrori di federica rubini dolcetto o scherzetto di giovanni fusco il prigionieri di simone babini sweet halloween di omar spoti la sorellanza della luna di alessandra virgillito le streghe di nogaredo di gordiano lupi biografie degli autori ringraziamenti 3
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manco solo io di patrizia birtolo una precoce nevicata il vialetto vicino al portone bianco ancora foglie rosse e gialle per terra mucchi di foglie quasi buio freddo in faccia in testa il vestitino da strega che mi ha comprato mia madre il bordo di pizzo nero del costume ricami di ragnatele argentate una borsetta di plastica arancione a forma di zucca coi manici verdi sette anni va tutto bene bravissima stai tranquilla continua pure usciamo dal vialetto cammino dietro gli altri due con gabriele francesco e samuele stanno correndo verso il cancello il mantello di samuele è nero con la fodera di raso rosso sbrigatevi dicono possiamo star fuori un altra mezz ora soltanto gabriele trattiene fermo il suo copricapo con una mano il costume da zucca gli ballonzola sui fianchi mentre corre ho paura di scivolare sulla neve e bagnarmi cosaltro vedi abbiamo dei sacchetti di carta nelle mani si sentono le caramelle che rimbalzano sul fondo mentre saltelliamo sulla crosta gelata del marciapiede siamo allegri e poi che succede francesco dice andiamo a casa del vecchiaccio gli altri zitti samuele risponde dopo un attimo dice che è isolata quella casa e che ormai è buio gabriele si lamenta che gli fa male un piede io dico francesco è lontana e non abbiamo tempo ma lui insiste facciamo in fretta ci assicura il vecchiaccio ha un sacco di cose buone dice lui lo sa perché sua mamma fa la cassiera al super e lo vede quanta spesa porta a casa le volete le caramelle o no insiste ci guardiamo poi ricominciamo a correre 4
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continua corriamo corriamo come forsennati dobbiamo arrivare in fretta perché non c è più tempo corriamo sempre un dolore terribile mi buca un fianco quando mi sembra di scoppiare siamo davanti alla casa del vecchio barbizon i nostri genitori lo chiamavano così credevo fosse per via della barba molto più avanti mio padre mi spiegò che il nomignolo era dovuto al fatto che gli piacesse dipingere all aperto i quadri erano belli diceva mio padre così siamo arrivati suoniamo e aspettiamo col fiatone non ci risponde nessuno un altra scampanellata un altra tutta quella strada per niente francesco e samuele cominciano a innervosirsi e tirano due calci alla porta mentre stanno per tirare il terzo si apre l uscio e il vecchio si becca un calcio negli stinchi facciamo tutti un passo indietro sembra che il calcio però non gli abbia fatto niente il vecchio sorride gli mancano un sacco di denti È brutto da far paura ci guarda e capisce perché siamo lì io penso che abbiamo fatto molto male a suonare alla sua porta penso anche che forse se ci giriamo e corriamo via veloci facciamo ancora in tempo a tornare indietro cosa decidete di fare francesco prende coraggio e gli urla quasi in faccia dolcetto o scherzetto e barbizon sorride di nuovo poi accosta l uscio e scompare dentro lo sentiamo rovistare nei cassetti lo sentiamo ridacchiare sommessamente poi esce ha le mani piene di caramelle avvolte nella stagnola luccicante ci chiede di chiudere gli occhi mentre le lascia cadere a manciate nei sacchetti gli altri chiudono gli occhi io no barbizon ci riempie i sacchetti poi ci fa cenno d andarcene che le caramelle son finite lo salutiamo ci voltiamo e ce ne andiamo siamo arrivati al punto cruciale concentrata che successe dopo sforzati di rimanere ci sentiamo stanchi dobbiamo tornare a casa i sacchetti sono quasi pieni pesano francesco però è curioso di vedere come sono fatti i dolci che ci ha dato il vecchio vuole scartare qualche caramella e assaggiarla anche gli altri loro tre si fermano un secondo per pescare i dolci dal sacchetto e confrontare quelli che hanno ricevuto aprono la 5
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carta e li mangiano mi dicono miriam sono buonissime le caramelle mangiane una anche tu io ho freddo e non do retta continuo a camminare dando loro le spalle voglio andare a casa adesso cerca di ricordare cosa capitò adesso È importante miriam sì te la senti di continuare sì sì voglio andare avanti io io continuo a camminare schiaccio la neve e guardo avanti non c è nessuno per strada quando mi volto i miei tre amici mi stanno seguendo stanno zitti avranno freddo anche loro e saranno stanchi penso sto davanti e continuo a camminare loro a un certo punto mi accorgo che non ci sono più dietro sono spariti penso che siano nascosti e mi stiano facendo uno scherzo fra poco salteranno fuori da dietro qualche macchina parcheggiata per spaventarmi ho più paura del pensiero di dover fare il resto della strada da sola che dei loro stupidi scherzi accelero il passo a un certo punto me li ritrovo davanti fermi li vedo in lontananza come avranno fatto a passare non li ho sentiti la neve deve aver attutito i passi sto correndo verso di loro adesso sono quasi arrivata e ma non fermarti miriam cosè successo ancora quella sera e successo che stavo per arrivare a pochi passi da loro e poi non li ho più visti ho cominciato a guardarmi attorno mi son girata su me stessa tre volte ma erano davvero spariti di nuovo riprendo a camminare per strada ci sono solo io loro stanno nascosti ho paura cammino più veloce cerco di guardare per terra per non cadere quando alzo lo sguardo vedo francesco dritto in piedi sul tetto di una macchina ferma pochi passi avanti a me non mi sono accorta che mi abbia superato non l ho visto salire È lì mi guarda aspetta che stia per passare vicino a lui ho ancora più paura adesso sembra che voglia saltarmi addosso da un momento all altro io passo in fretta accanto alla macchina lui mi osserva serio senza fare niente mi volto per guardare avanti voglio rendermi conto di quanta strada manca per tornare a casa 6
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quando mi giro nuovamente è sparito dove può essere andato ho sempre più paura comincio a correre corro in mezzo alla strada sola e sento una cosa piccola tonda e dura che mi colpisce alla testa alzo gli occhi vedo samuele appollaiato su un ramo molto alto dell albero dei vicini mi sta tirando delle pigne addosso e ride scappo mentre mi giro per correre via una parte della mia mente si chiede come sia riuscito a salire così in alto dove l ho visto io samuele non sa arrampicarsi così in alto e poi ha solo due anni più di me corro non mi interessa più neanche il pensiero di arrivare a casa senza di loro voglio solo tornare da mia mamma arrivare a casa mia in lontananza comincio a vedere il portoncino illuminato l entrata della mia palazzina vado avanti e attraversata la strada vedo una macchia più scura nell ombra quando mi avvicino mi accorgo che è gabriele fermo accanto al muro della casa di fronte È in piedi di fianco ai cartelli degli avvisi del comune quelli che si ferma sempre a leggere mia nonna gabriele me li indica ha gli occhi tristi anche la nonna ha gli occhi tristi mentre legge quei cartelli qualche volta quando durante la passeggiata si ferma lì davanti si copre la bocca mettendoci sopra una mano per qualche istante oppure fa un sospiro poi io e lei torniamo a passi lenti verso casa gabriele continua a star fermo vicino ai cartelli io mentre mi avvicino riconosco la parola detto e più sotto leggo b a r non ricordo più niente il resto è tutto nero non ti preoccupare siamo andati parecchio avanti con la seduta di oggi quando hai cominciato a riprenderti dallo shock e sei tornata a scuola non ti sei mai chiesta perché non ci fossero più i tuoi amici e che fine avessero fatto non tornai più nella vecchia scuola i miei genitori mi fecero stare da mia nonna per un po quando mi vennero a riprendere avevamo cambiato casa ai miei amici non riuscivo più a pensare quando sono ricominciati i tuoi disturbi mi succede solo la sera della festa il trentuno ottobre da una dozzina d anni a questa parte puntuali arrivano se mi affaccio per guardare in strada col buio li vedo sono in costume proprio come allora scuotono i loro sacchettini di carta e mi fanno cenno di scendere da dietro il vetro li osservo boccheggiare come pesci rossi mi dicono di sbrigarmi che manco solo io qualche volta sento suonare 7
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alla porta lunghe scampanellate che vanno avanti fin nel cuore della notte ma mi dicono tutti che le sento solo io 8
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il parco giochi degli orrori di federica rubini katrina era da mesi che aspettava con ansia l arrivo del parco gioco in città anche se fin dalla prima volta che aveva espresso il desiderio di andarci sua madre glielo aveva severamente proibito era la sera di halloween e nessuno l aveva invitata ad una delle tante feste organizzate dai suoi compagni di classe ma lei voleva comunque godersi appieno la serata per questo decise di recarsi di nascosto al parco giochi aspettò diligentemente che la sua genitrice andasse nella sua camera per darle il saluto della buona notte e quando lei chiuse la porta dietro di sé per recarsi nella sua stanza katrina sgusciò fuori dal letto non aveva il pigiama ma era vestita come se dovesse recarsi a scuola completa di scarpe aprì la finestra ed uscì scendendo dalla grondaia le sembrava di essere una ladruncola che esce da un abitazione dopo averla ripulita in katrina governavano vari sentimenti la paura di essere scoperta dalla madre l eccitazione di fare qualcosa che le era stato proibito e l entusiasmo di andare al parco giochi momento tanto agognato il posto in cui sorgevano i giochi era poco distante da casa e katrina lo raggiunse a piedi arrivata fu colta dall indecisione voleva fare tutti i giochi e non riusciva a scegliere da quale iniziare vuoi un dolcetto katrina si girò e vide un essere un uomo ricurvo con un cappellaccio sudicio e logoro avvolto in un soprabito che non era certamente in condizioni migliori ma la cosa che colpiva maggiormente era il volto era pieno di bitorzoli e di un colore di carnagione tendente al verde no grazie disse educatamente katrina cercando di celare il disgusto provocato dall immagine dell uomo che però sembrò non notarlo 9
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coraggio assaggia dicendo questo le presa la mano e le diede qualcosa di sferico katrina osservò con attenzione il dolcetto era un occhio la ragazza non voleva credere a ciò che teneva in mano ma si rese conto che quell unico occhio che teneva sul suo palmo la stava osservando era vivo se non ti piace azzurro ce ne sono di altri colori katrina guardò e vide un banchetto su cui venivano esposti vari occhi con l iride di diversi colori no grazie ripetè la ragazza e gettò l occhio sul banchetto andandosene di corsa mentre correva via sentiva le proteste dell essere non si tocca il cibo per poi rimetterlo al suo posto non è igienico katrina era atterrita ma poi si convinse di aver visto male che era tutto nella norma e non era un occhio vero quello che aveva tenuto in mano per pochi secondi o forse sì si costrinse a dimenticare tutto per godersi la serata appieno forza signori vincere i nostri premi è facile katrina fu attirata da questa voce e si diresse allo stand da cui proveniva una donna dalla stazza robusta le porse una pallina rossa e la invitò a colpire la ragazza notò che la donna era cieca da un occhio e che era praticamente calva distolse lo sguardo da lei e solo allora vide cosa doveva colpire un essere umano di cui non capiva il sesso era legato alla parete con fil di ferro alle caviglie ai polsi e perfino al collo l essere emetteva suoni agghiaccianti ed incomprensibili condividevano la sua stessa sorte altri due persone tutti avevano la pelle squarciata dalla quale si vedevano i tessuti interni ma tutt attorno non c era sangue muori zombie questa frase venne pronunciata da un ragazzetto che tirò la pallina che teneva in mano contro l essere procurandogli una ferita alla testa che lo trapassò da parte a parte ma nonostante questo l essere era ancora vivo la donna diede al ragazzo uno dei premi e si complimentò con lui dopodiché si voltò verso katrina come per invitarla a colpire non adesso magari più tardi così dicendo si allontanò dallo stand lasciando la pallina sul bancone che venne presa da un altro concorrente ma che razza di posto è questo 10
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la ragazza era confusa e disorientata ed entrò in una tenda convinta di trovarci una toilette ma si ritrovò ad uno spettacolo di magia il mago aveva messo la sua assistente all interno di una cassa dalla quale uscivano testa e gambe e attraverso delle fessure inserì delle seghe una volta inserite le seghe il sangue della donna schizzò ovunque raggiungendo anche la persone sedute in prima fila la platea era tutto un mormorio e katrina era scioccata da quello che vedeva una volta finito il mago aprì le casse e l assistente si alzò dove era stata infilzata aveva delle ferite ancora gocciolanti di sangue ma era integra a quel punto ci fu il colpo di scena il mago gettò la testa all indietro e gli si staccò il resto del corpo si chinò e prese la testa katrina uscì di corsa mentre il resto del pubblico ricopriva di applausi lo show appena uscita la ragazza vomitò mentre si riprendeva katrina vide un fiume di gente entrare in un edifico che era stato concesso dal comune al parco giochi per il tempo in cui sarebbe rimasto in città la ragazza avrebbe voluto andarsene da quel posto allucinante e spaventoso ma la curiosità vinse era una persona testarda e voleva restare anche se ciò che vedeva la spaventava e la inquietava entrò nell edificio e vide un bar si mise in fila dietro ad altre persone e quando fu il suo turno chiese un bicchiere di quella che a prima vista le sembrava una granita alla fragola quando il barista un tipo assai oscuro le porse il bicchiere si accorse che non era ciò che pensava ma si trattava di sangue katrina riuscì a mantenere il controllo anche se avrebbe voluto urlare e buttò il tutto in un cestino dei rifiuti girò su se stessa pallida come la neve per ciò che era appena successo e vide un uomo che le disse che ci fai qui da sola vieni a farti una partita di bowling la ragazza si lasciò tirare dall uomo intontita ed angosciata da tutto quello che la circondava comprese le persone non aveva mai visto tanti soggetti strani tutti assieme sai giocare vero dai tira tocca a te l uomo dal fare molto amichevole le mise un oggetto in mano si sarebbe aspettata una normalissima palla da bowling ed invece girandola si rese conto che era una testa una testa umana la ragazza urlò e scappò ora non riusciva più a trattenersi uscì dall edificio e si guardò intorno impaurita 11
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fissò per un istante un tizio che sostava poco distante da lei lui se ne accorse ne vuoi un po dicendo questo le allungò quello che al primo impatto pareva una patatina fritta di grandi dimensioni ma katrina capì che non lo era quando vide l unghia era un dito fritto e l uomo se ne stava gustando una porzione la ragazza urlò ancora e corse a perdifiato verso l uscita del parco giochi prendendo contro a diversi esseri che sibilarono e le ringhiarono contro mentre usciva da quel posto mostruoso rivide il venditore di dolcetti che le porse un saluto accennando a togliersi il cappello katrina si svegliò erano quasi le 11:00 di mattina e il sole entrava dalla finestra gli addobbi della festa di halloween con la luce diurna non facevano più tanto paura era fradicia di sudore fortunatamente si era trattato solo di un dannato incubo quando qualcosa attirò la sua attenzione si sentiva osservata si girò e riconobbe subito la figura con quel suo orrido cappellaccio calcato in testa che sostava di fianco al suo letto e che le chiese ora lo vuoi un dolcetto 12
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dolcetto o scherzetto di giovanni fusco a girolamo non piaceva il suo nome ma quando stava con federica e giusy la cosa non gli pesava molto non se lo sentiva troppo grande per un ragazzetto di otto anni loro lo chiamavano girino e la cosa non gli dispiaceva insieme ne combinavano di cotte e di crude tutto andava bene per sbellicarsi dalle risa figurarsi poi durante le feste ogni occasione era buona e più ne nascevano tanto meglio andava ad ognuno di loro negli ultimi anni se n era aggiunta una nuova che li galvanizzava da sballo quella di halloween arrivata in america era poi tornata di nuovo in europa da dove era partita la maestra a scuola aveva spiegato che affondava le sue radici in epoche antichissime a quando i loro paesi erano dediti soprattutto alla pastorizia e la festa era legata alla transumanza ma la si poteva legare anche al popolo dei celti che l assimilavano alla fine dell estate corrispondente per loro all inizio del nuovo anno in quella data passaggio tra il vecchio anno e il nuovo il limite che separava il mondo dei morti da quello dei vivi si annullava e i vivi potevano accedervi senza timore perché i celti non avevano paura dei morti infatti per essi lasciavano cibo e prelibatezze da qui l usanza del dolcetto o scherzetto girolamo s era entusiasmato a questa spiegazione e aveva convinto sia federica sia giusy a fare per quell anno le cose in piena regola negli anni precedenti solo una maschera o un cappellaccio e via ora invece volle che gli abiti fossero completi altrimenti come avrebbero potuto accedere al mondo dei morti come si deve disse in maniera decisa e scherzosa e la cosa fu fatta ognuno scelse il suo costume girolamo quello d uno scheletro federica d un vampiro e giusy decise che per lei sarebbe stato perfetto il costume d uno zombie s immaginarono già in quelle sembianze grottesche e spaventose e non smisero un solo istante di ridere la notte del 30 ottobre si avvicinava e loro si sentivano sempre più eccitati per l evento le madri erano state costrette a 13
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mettersi di lena con filo e ago e confezionare i costumi più spaventosi che si potessero pensare e ad onor del vero la cosa era riuscita alla perfezione indossarono gli abiti e per un istante nel guardarsi allo specchio un brivido di terrore percorse le loro schiene tanto erano realistici iniziarono subito il giro cittadino gridando e spaventando obbligando i poveri malcapitati a riversare nei loro sacchetti le leccornie più succulenti nessuno se la scampava meglio cedere al dolcetto che subire chissà quale scherzetto senza accorgersene si ritrovarono ai margini del paese presso una casa che non ricordavano d aver mai visto prima ma l euforia era tale che non badarono più di tanto alla cartografia del quartiere contava solo il divertimento bussarono con insistenza e solo al terzo scampanellio dall interno si accese una luce così fioca che a stento riuscì ad illuminare il pianerottolo i tre ragazzi si guardarono con un interrogativo negli occhi ma l eccitazione non suggerì al buonsenso d andar via la porta s aprì tra un cigolio e un clangore di cerniere arrugginite che fece venire ai tre un brivido per tutto il corpo l emozione però svanì come cioccolata tra le loro bocche appena si trovarono di fronte una bellissima donna che sorrise dolcemente ad ognuno di loro che ci faceva una fata del genere in una casa così fatiscente e un po raccapricciante non ebbero voglia di chiederselo gridarono il loro spaventoso dolcetto o scherzetto e furono lieti d entrare quando la bellissima signora li invitò a venire avanti e ad attendere che prendesse loro qualcosa la porta si chiuse alle loro spalle un colpo di vento ma la serata era parsa serenissima in quel momento proprio mentre i tre ragazzi s erano scambiati uno sguardo di maliziosa intesa a girolamo si staccò dalla mano un unghia del mignolo non avvertì né dolore né fastidio ma la cosa lo lasciò un attimo interdetto si disegnò però il terrore negli occhi dei tre quando cominciarono a cadere altre unghie e poi pezzi di pelle e brandelli di carne e ancora e ancora le urla si gonfiarono federica e giusy indietreggiarono senza rendersene conto il loro amico si stava sfaldando come se quelle cose fino a quel momento gli fossero rimaste addosso perché attaccate con lo scotch girolamo si vedeva sbriciolare e non riusciva a trovare nemmeno la forza per gridare quando alla fine anche le orbite rimasero vuote l orrore negli occhi delle ragazze non ebbe più controllo lo stato di girolamo poteva essere confuso con quello del suo costume uno scheletro il ragazzo tentò d arrancare verso di loro ma le due amiche indietreggiarono fino ad andare a sbattere con le spalle alla porta che non si aprì giusy guardò federica supplicandola con lo sguardo di fare qualcosa ma in quel momento cominciò 14
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a sentire una strana puzza un fetore orrendo quasi un tanfo di putrefazione solo allora si rese conto che su alcune parti del suo corpo s erano aperte delle piaghe purulente delle lacerazioni mostruose dalle quali venivano fuori a fiotti vermi e lerciume marcescente che cosè questo schifo gridò nel vuoto senza rendersi conto che quello schifo era lei la sua carne quel che restava dei suoi muscoli si passò d istinto le mani tra i capelli e intere ciocche le rimasero tra le dita lasciando al loro posto ferite sanguinolenti cominciò a gridare senza ritegno a saltare intorno per la casa ma la cosa peggiore che le potesse succedere fu che d improvviso s accorse d avere un desiderio irrefrenabile di carne umana guardò con un intento poco rassicurante gli occhi di federica e la sua carnagione chiara chiara come la luna e provò ribrezzo nell accorgersi che il suo profumo le aveva fatto venire l acquolina la stessa che provava ogni volta che sua madre le preparava le polpette di pollo quella pelle pallida era così invitante che cominciò ad avanzare verso l amica senza nemmeno rendersene conto ma federica era già sgattaiolata altrove le polpette che la madre di giusy preparava avevano un ingrediente inconfondibile l aglio a federica non era mai troppo piaciuto quell odore troppo pungente e quella sera prima d uscire di casa l amica ne aveva mangiate tante glielo aveva detto strada facendo e lei le aveva risposto che se ne sentiva ancora l odore ora però quelle zaffate le colpirono le narici come una frustata non poté fare a meno d allontanarsi il più possibile una nausea orripilante le colpì lo stomaco tanto da farla vomitare mise la mano davanti alla bocca per evitare anche quello schifo e nel farlo s accorse che i suoi denti avevano qualcosa d inusuale i canini erano più lunghi del solito e d impatto si meravigliò di non sentire più solo l odore nauseabondo dell aglio di giusy ma anche quello del suo sangue come se si fosse accesa una lampada nella semioscurità di quell orrenda casa i ragazzi di colpo si resero conto d una verità allucinante si guardarono in quello che restava dei loro corpi non era possibile non vollero crederci ma la verità era una ed una soltanto s erano trasformati nelle loro maschere nei costumi che avevano scelto d indossare per la festa di halloween ma quella era solo una celebrazione fantastica una memoria del divertimento forse era un sogno un incubo dal quale presto si sarebbero svegliati non poteva essere vero l allucinante era pensare d avere un incubo in comune in quel mentre la meravigliosa signora che li aveva accolti tornò con in mano dolciumi e caramelle d ogni forma e colore lei era rimasta bellissima ma il suo sorriso non era più ammaliante quanto piuttosto cinico e spettrale 15
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