2013 2014 Numero 2

 

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Giornalino n°2 2013 2014 Lions Club Isola d'Elba

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1 del LIONS CLUB ISOLA D’ELBA (since 1968) www.lions-isoladelba.it Anno lionistico 2013-2014 Contenuti RICORDI PRESIDENTIAL n. 2 2 3 L. Gelli – E. Niccolai G. Meo Alberto Spinetti Carlo Ricordo di Vinicio Della Lucia Un annata impegnativa (segue a pag. 4) 1 5 5 6 7 9 10 10 11 11 12 13 14 15 16 17 18 18 19 20 21 22 23 23 Festa degli Auguri Stato di salute degli elbani Associazione Cure Palliative Elba Onlus Bicentenario di Napoleone all’Elba Napoleone contro Casanova. Serata in costume I lions incontrano le Forze dell’Ordine L’Azalea della ricerca Presentazione del quadro di Luciano Regoli Interventi del Club all’Asilo Tonietti Visita del DG Fiorenzo Smalzi Giorgio Barsotti Piero Paolini Giuliano Meo Vittorio G. Falanca Umberto Innocenti Luigi Burelli Luciano Gelli Brani di V. Hugo su vicende napoleoniche Storie di guerra e di dolore Storia e leggenda del formaggio Gorgonzola Stia. Visita al museo dell’arte della lana Poesia: Terra mia Poesia: Giace il mondo in frantumi Ritratto di Piero Paolini LA GALLERIA DEI RITRATTI LA VOCE DEI LIONS CRONACA Interventi ed elargizioni Spigolature Organigramma a.l. 2014-2015 Albo del Club Albo della Targa Lions Il Gonfalone del Club CHI PARLA DI NOI RUBRICHE 24 Rassegna stampa Copertina: Lion Prof. Giancarlo Castelvecchi 1975 – tempera È stampato in proprio dal Lions Club Isola d’Elba. Viene distribuito ai soci del Club in due edizioni nell’arco dell’anno sociale: il n. 1 a dicembre in occasione della Festa degli Auguri, il n. 2 a giugno per la celebrazione della Charter Night. Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della pubblicazione. La composizione di questo numero comprende il periodo dal 03.12.2013 al 06.06.2014.

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2 Luciano Gelli – Elio Niccolai lto, imponente, la carnagione olivastra di chi è nato sotto il sole del mediterraneo, l’andatura leggermente sbilenca postumo di un’antica ferita al piede destro. A prima vista si poteva scambiare per un lupo di mare che avesse toccato i porti di mezzo mondo o per un uomo d’azione, non certo per il rampollo dell’antica nobiltà piemontese. Di certo nell’albero genealogico dei Michelini Franca, la compagna con cui ha diviso molti anni della sua vita, lo definisce come un’anima libera, un viaggiatore insaziabile che, in Brasile, incontrò la malattia che gli guastò l’esistenza. viaggiatore e sportivo Lei, con sguardo fiero, ne ricorda l’attivit à di tennista, subacqueo, velista, cacciatore, pescatore e arciere. Uomo appassionato di qualunque attività lo coinvolgesse fisicamente (la bacheca dei trofei conquistati ne rende testimonianza). Piemontese con la erre blesa fu stregato dalla nostra terra, dove il padre aveva costruito una residenza estiva e, senza esitazioni, rinnegò i luoghi natali per trasferirsi all’Elba anche se questa, in un drammatico episodio, gli regalò la ferita infetta che gli compromise l’arto inferiore. Menomazione che avrebbe scoraggiato chiunque ma non incise sulle performances agonistiche e non ne limitò la vita di relazione. Elio Niccolai, forse il primo a intrecciare con Carlo rapporti amichevoli, ci descrive il loro primo incontro: “L’ho conosciuto per puro caso sul finire degli anni sessanta. Un giovanottone spaesato che si guardava attorno sui campi da tennis di san Martino e cercava un avversario per mettere assieme qualche scambio. Mi fu presentato semplicemente come il conte. Da cosa nasce cosa, iniziò una lunga amicizia e s’instaurò un sodalizio sportivo che ci dette molte soddisfazioni. Il passo successivo fu quello di parlargli del Lions club e di ottenerne l’adesione”. Oltre che cerimoniere, più volte eletto per la classe e la signorilità con cui svolgeva il difficile ruolo, Carlo preoccupato dei problemi isolani fu presidente, un presidente preoccupato dei tanti problemi isolani. Col coraggio e la grinta che non gli vennero mai meno, affrontò temi scottanti come quelli della sanità, delle risorse idriche e del- c’era stato un suo omonimo antenato, capitano d’artiglieria e cavaliere dell’ordine di Malta che il 26 gennaio 1887 aveva perso la vita combattendo sulle sabbie di Dogali. Quella dei San Martino e Rivalta è un’antica schiatta che acquisì il titolo nobiliare nel 1665 per concessione di Carlo Emanuele secondo. Carlo, il nostro Carlo non fece mai pesare le sue origini e, da uomo schivo, preferì essere se stesso e vivere come il cuore pretendeva.

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3 lo smaltimento dei rifiuti, passando sopra a interessi e convenienze. Nel tempo, il carattere intransigente e lo stile di vita lo portarono a frequentare la Corsica dove incontrò amici con la medesima affinità intellettuale. Carlo amava dire, con una nota amara nella voce, che gli elbani avrebbero dovuto imparare dai vicini della grande isola e che troppe chiacchiere al vento non valgono un solo fatto concreto. Parole sante! L’espressione più genuina di un carattere forte che disprezzava certi perbenismi di maniera e combatteva strenuamente le associazioni di comodo. L’amore che nutriva per le due isole viciniori lo portò a fomentare e far nascere un gemellaggio col club di Bastia. Lascia due figlie capaci e intraprendenti e Franca che, da sola, intende portare avanti l’opera del suo uomo. Giuliano Meo Vinicio ci ha lasciato, in punta di piedi, lasciando l'isolamento in cui si era racchiuso in questi ultimi tempi. Avevo telefonato più volte per scambiare qualche parola senza mai riuscirvi, ma lo sentivo ugualmente vicino e ripercorrevo con la mente le tante tappe di vita trascorse insieme sia come lion sia come segretario comunale in trasferta durante i suoi mandati di sindaco di Capoliveri protrattisi per ben tre legislature. Era “ l'i ngegnere “ come definito e conosciuto sulla piazza, ma rappresentava l'emblema Sindaco di Capoliveri per tre legislature. Onestà, educazione, cortesia dell'onestà, dell'educazione, della cortesia, riusciva ad addolcire ogni contrasto sia all'interno della macchina amministrativa sia nell'ambito politico nei frequenti e immancabili scontri con le minoranze, che talvolta lo impegnavano in agoni concitati e nervosi, ma sempre da lui rivolti a superare gli aspetti secondari e personali pur di perseguire gli scopi prefissi per il bene della collettività. Allorché ricoprì l'incarico di Presidente lions negli anni 1990-91 mi volle suo segretario perché il feeling era scontato e perché ero riuscito ad entrare nel suo personaggio e capire quell'ermetismo che talvolta manifestava nascondendo pensieri e moti d'animo riservati. Fu un'annata buona con tante iniziative portate a termine, tra cui ricordo soprattutto la grande attività e fervore profusi nella campagna per la lotta contro il diabete, ove il Lions Club Isola d'Elba allora compreso nel Distretto Toscana Lazio Umbria Sardegna ottenne il riconoscimento della Chiave d'argento, appuntata sul nostro labaro, avendo Chiave d’argento per il 3° posto nella campagna contro il diabete del Distretto 108L (Toscana, Lazio, Umbria, Sardegna) conseguito nella graduatoria finale il terzo posto assoluto per l'entità di denaro raccolta, mi pare oltre 18 milioni. E poi la bellissima cerimonia, con la partecipazione delle autorità civili e militari e della banda musicale cittadina, celebrata nella corte del palazzo della Biscotteria per la consegna al sindaco del Comune di Portoferraio dell'ara romana riprodotta in copia da maestranze locali; il gemellaggio con il club Bastia-Doyen e grande flusso di partecipanti del club corso accolti con entusiasmo e accompagnati in tour nella nostra isola con le singole auto dei soci.

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4 Vinicio riuscì a portare in conferenza l'on. Gian Franco Merli estensore della legge sulla tutela del territorio,che relazionò ampiamente sul tema “L'uomo e l'ambiente“ con particolare riferimento alla nostra realtà isolana, e sempre per conoscenza personale rinsaldata nel tempo il rabbino capo di Roma Elio Toaff legato alla terra elbana per aver sposato una nativa di Capoliveri. Una conferenza fu tenuta anche dall'elbano dell'Università di Siena prof. Carlo Alberto Ricci, il quale illustrò con magnifiche diapositive l'esperienza sua e dell'equipe accademica nel continente antartico, ove molto accesa era la competizione scientifica e molto apprezzati i risultati geofisici della spedizione italiana. Ed ancora il premio “Spiaggia d'oro“ in ricordo dello scrittore elbano Raffaello Brignetti aperto agli studenti di Sc. Media Inf. e Sup. della Riviera Etrusca, vincitore risultò una studentessa del Liceo Scient. di Grosseto. Mentre sto scrivendo queste brevi note una moltitudine di ricordi mi sommerge, sempre sovrastata dal suo viso bonario, la sua tempra forte ma ugualmente disponibile alle istanze del prossimo,senza obliare alcune battute di autentica ilarità: rivolto alla moglie che stava preparando il pranzo “metti la pasta faccio una scappata a Portoferraio e ritorno subito“; del tempo aveva valutazione ed uso …..personali. Ciao Vinicio, un esempio di rettitudine, di cittadino, di lion, gli amici del club ti ricordano con affetto e nostalgia. …da pag. 1, Alberto Spinetti UN ANNO IMPEGNATIVO …voglio annoiarvi in po’ parlandovi di me e di come sia stato difficile coniugare i vari impegni di quest’annata. Come tutti sapete svolgo la professione di Medico Odontoiatra presso il mio Studio dal 1991 e questo comporta anche vari impegni come corsi di aggiornamento professionale per cercare di restare sempre all’avanguardia. Ma ho anche una grande passione che mi porta a sfilarmi il camice ed infilarmi la tuta da rally, ormai dal 1998 partecipo al Campionato Italiano Cross Country, “che altro non è che un rally con i Fuoristrada” e a qualche edizione al rally dell’Elba; direi che anche in questo campo sono riuscito a togliermi qualche piccola soddisfazione, posizionandomi spesso ai vertici delle classifiche sia di gara che di campionato. Ma oltre al lavoro, allo sport, bisogna pensare anche al sociale ed ecco che, tolto il camice, tolta la tuta da rally, infiliamo anche la Cappa Nera per le varie manifestazioni religiose dell’Arciconfraternita. Questo senza contare altre varie piccole occupazioni ed hobby, dal tennis alla moto, al nuoto, ai lavori di piccolo giardinaggio e manutenzione, alla nautica, con un’atenzione sempre particolare alla mia compagna Lara che mi supporta e sopporta in tutto quello che faccio. Oltrequesto, l’annata Lionistica da Presidente è stata impegnativa, per le trasferte alle varie riunioni in continete, e per la presenza a meetinmg e coferenze, per i consigli direttivi, telefonate, e-mail e tutto ciò che comporta questa splendida carica. Spero di averVi fatto trascorrere una piacevole annata e di essere riuscito a centrare, con vari service portati a termine, gli obiettivi Lions. La mia più grande soddisfazione è quella di aver visto un gruppo, il nostro consiglio, lavorare affiancato al 100% per conseguire l’unico obiettivo di trascorrere una ottima annata Lionistica. Se dovessi entrare nei ringraziamenti forse dimenticherei qualcuno quindi ringrazio tutto so Staff del Consiglio con un plauso al mio grande cerimoniere Paolo Cortini che ha svolto un ruolo di fondamentale importanza colmando le mie assenze dettate dalle molteplici attività svolte. Per concludere un sincero augurio di buon lavoro al mio successore Antonio Arrighi dicendogli soltanto: con uno Staff come il mio sarebbne sicuramente un’esperienza da ripetere!!! Grazie a tutti Alberto Spinetti. ANTONIO ARRIGHI presdiente a.l. 2014 2015

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5 Festa degli Auguri all’insegna della solidarietà. Porto Azzurro, 20 dicembre 2013 olidarietà. È stata proprio la solidarietà anche quest’anno il filo conduttore del tradizionale incontro che il Lions Club Isola d’Elba organizza a ridosso delle feste natalizie per lo scambio degli auguri fra soci ed ospiti. Nel corso del meeting, svoltosi in conviviale all’insegna della sobrietà a Porto Azzurro la sera di venerdì 20 dicembre nei locali del forme di assistenza, ma sarà destinato, secondo le indicazioni dei lions del posto, ad un fine preciso, ben individuato e seguito nel suo iter sino al suo totale compimento. Conferenza-dibattito al Centro De Laugier. Portoferraio, 1 febbraio 2014. Costante impegno del Lions Club I. d’Elba, patrocinatore, nel campo della solidarietà. la prima volta che viene eseguita un’analisi scientifica sull’incidenza e la mortalità, soprattutto per le malattie +tumorali, fra la popolazione elbana. L’esigenza di tale indagine è sorta in quanto, secondo parte dell’opinione pubblica, gli elbani sarebbero maggiormente esposti al rischio di contrarre queste gravi patologie per varie cause quali: la consistente presenza di nubi prodotte dagli aerei che sorvolano il cielo dell’Isola guidati dal radiofaro di Monte Calamita, i fumi delle acciaierie di Piombino, i giacimenti di magnetite, il radon prodotto dal granito, l’arsenico trivalente presente nelle condutture degli acquedotti, l’elettromagnetismo delle reti elettriche e delle telecomunicazioni. Salute degli elbani nella media comprensoriale Saluto del presidente ristorante Il Giardino, l’organizzazione di una tombolata, per la quale hanno Tombola a favore della Sardegna offerto premi le aziende elbane Elettrica Paolini, Centro Ufficio Elba, Acqua dell’Elba e Locman, ha consentito la raccolta dell’importo di Euro 840,00 che andrà a sommarsi a quanto il sodalizio ha già stabilito di destinare alle popolazione della Sardegna colpite dalle recenti calamità (V. Interventi e elargizioni). Il presidente Alberto Spinetti ha tenuto a ricordare che, come consuetudine ormai affermata nelle iniziative dei Lions Clubs di tutto il mondo, il danaro così raccolto non andrà versato a uno dei numerosi Enti impegnati in varie Platea dell’auditorium Ma diciamo subito che da questo complesso lavoro, portato a termine da un qualificato

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6 team di studiosi, risulta che lo stato di salute degli elbani è in linea ed in molti casi migliore di quello degli abitanti del comprensorio della ASL di Livorno, con esclusione del comune di Livorno, come chiaramente espresso, a tutto vantaggio della popolazione isolana, nelle conclusioni del Comitato Scientifico. A seguito del primo incontro pubblico del novembre 2011, nel quale fu annunciato l’inizio dello studio, furono fondati due comitati coordinati dal Prof. Massimo Puccini, uno scientifico presieduto dal Prof. Benedetto Terracini epidemiologo dell’Università di Torino e composto da: Prof. Fabrizio Bianchi, Dr.ssa Liliana Cori e Dr.ssa Anna Pierini del CNR di Pisa, Dr.ssa Elisabetta Chellini dell’Ist. Prervenz. Oncologica di Firenze, Dr. Marco Battaglini, Dr. Alessandro Barbieri e Dr. Gianni Donigaglia dell’ASL 6; un secondo comitato di promozione presieduto dal Prof. Marcello Camici già internista dell’Università di Pisa e composto da: Dr.ssa Francesca Moncini, Dr. Luciano Gelli, Dr. Santi Chillemi del CNR di Pisa, Dr. Alberto Spinetti, Dr. Luigi Maroni, Elio Niccolai e Luciano Ricci per il Lions Club I. d’Elba, Adriano Bracali per la Rev. Misericordia. Le conclusioni della ricerca, le modalità con cui sono state condotte le indagini, in generale per l’intera Isola ed in particolare per ognuno degli otto comuni e per aree individuate per caratteristiche ambientali, sono contenute in un libretto distribuito al pubblico presente in sala alla riunione del 1° febbraio e disponibile per gli interessati, che non hanno potuto ritirarlo nel corso del convegno, presso il comitato promotore o scaricabile dal sito www.circolopertinielba.org. Va precisato che l’elaborato comprende dettagliate descrizioni, tabelle statistiche, suggerimenti, raccomandazioni, inviti a mantenere sano l’ambiente e a non abbassare la guardia; il tutto realizzato nella scrupolosa osservanza della tutela della privacy. Non abbassare la guardia Terminate le esposizioni dei relatori, dalla platea sono intervenuti: Roberto Peria sindaco di Portoferraio, Eugenio Porfido direttore generale ASL 6, Massimo Scelza già coordinatore USL Elba, Massimo Mellini cardiologo, Stefano Ballerini giornalista, Luciano Campitelli insegnate, Marco Battaglini dell’ASL 6 Sud, i quali, affrontando gli aspetti della complessa problematica in argomento, non solo sotto il profilo medico ma anche politico, etico e programmatico, hanno dato vita ad un vivace dibattito, non privo di spunti critici, a cui gli esperti hanno saputo fornire esaurienti spiegazioni. Un particolare ringraziamento è stato rivolto a coloro che hanno sostenuto l’iniziativa; fra questi: Lions Club I. d’Elba, Rev. Miserico rdia di Portoferraio, Associazione Michele Cavaliere (in seguito dissociatasi) quali enti patrocinatori, Provincia di Livorno, Comune di Portoferraio, A.C.I. di Portoferraio per a il FVP Antonio Arrighi apre i lavori ver messo a disposizione i locali per lo svolgimento di riunioni operative e pubbliche assemblee, gli Hotels che hanno ospitato i lavori: Villa Ottone, Villa Ombrosa, Baia Imperiale, Acqua Marina, Airone, le aziende sponsorizzatrici: Locman, Banca dell’Elba, Nocentini Group, Acqua dell’Elba, M.V.D., Concessionaria Reault, Hotel Acqua Marina. Intervento del lion Luciano Ricci Un dettagliato rapporto scientifico ed i risultati sull’argomento sono stati oggetto di una conferenza-dibattito aperta alla cittadinanza, tenutasi nell’auditorium del Centro Congressi De Laugier di Portoferraio la mattina di sabato 1° febbraio 2014. In apertura dei lavori Luciano Ricci, in rappresentanza del Lions Club I. d’Elba, dopo il doveroso saluto alle Autorità, ai numerosi professionisti ed al folto pubblico presente in sala, ha sottolineato il costante impegno nel campo del sociale e della solidarietà del suo sodalizio che, proprio in questo ambito, oltre al sostegno a questa iniziativa, in attinenza alle linee guida del Governatore Distrettuale Fiorenzo Smalzi, ospiterà il prossimo 13 febbraio un incontro con l’Associazione Cure Palliative Elba presieduta dalla D.ssa Annamaria Massaro. Dopo gli interventi dei presidenti dei due comitati il convegno, moderato dal Prof. Marcello Camici, è entrato nel vivo con i rapporti dei proff. Terracini e Bianchi. Conferenza dibattito. Portoferraio 13 febbraio 2014, Relatori: D.ssa Suor Costanza Galli, D.ssa Anna Maria Massaro. ratitudine e ammirazione sono i sentimenti espressi dal presidente del Lions Club Isola d’Elba Dr. Alberto Spinetti ai due relatori, D.ssa Suor Costanza Galli e D.ssa Annamaria Massaro, che, ospiti del sodalizio elbano in un incontro conviviale appositamente organizzato a Portoferraio la

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7 sera del 13 febbraio, hanno riferito sulle attività dell’Associazione Cure Palliative Elba da esse rappresentata. Nel suo intervento suor Costanza (assegnataria di Melvin Jones conferitole nell’a.l. 2012-13 dal L.C. Livorno Host) che, come medico dell’ospedale di Livorno nel ruolo di responsabile dell’ASL 6 per le cure palliative, coordina e mantiene i contatti con la corrispondente Associazione elbana, ha illustrato come il Suor Costanza: Melvin Jones 2012-13 concetto di cure palliative sia stato finalmente riconosciuto dalla legge. Ma non basta; secondo la Galli bisogna ancora lottare per garantire un accettabile livello di dignità di vita alle persone che stanno morendo e ai familiari che spesso non hanno i mezzi per assicurare ai loro cari un decoroso decorso della patologia. Parola alla D.ssa Anna Maria Massaro offerti da ditte isolane. Al termine della serata, dopo aver ringraziato a nome di tutto il Club i due ospiti ed i loro team, il presidente Spinetti ha consegnato alla D.ssa Massaro un contributo destinato alla benemerita Associazione da lei presieduta, ed ha ricordato ai presenti che l’Associazione Cure Palliative Elba ONLUS è dotata di un sito www.curepalliativeelba.it tramite il quale, oltre a ottenere informazioni sui componenti dello staff e sui loro compiti, è possibile eseguire donazioni o contattare direttamente i responsabili. tori, per i quali, secondo espressa segnalazione della Massaro, si dovrebbe prevedere per il futuro una retribuzione, sui contributi di molte aziende elbane e sulla raccolta fondi in merito alla quale, proprio in questi giorni, è in corso la vendita di biglietti per una lotteria dotata di premi anche questi Parla la D.ssa Suor Costanza Galli La parola è quindi passata alla D.ssa Massaro che ha definito nei dettagli l’attività e la storia dell’Associazione Cure Palliative Elba ONLUS, della quale è presidente. Fondata nel marzo 2009 per occuparsi solo di interventi a domicilio, l’Associazione si è sviluppata in questi anni attuando vari progetti fra Progetto “Ritorno alla bellezza” cui quello del “Ritorno alla bellezza” che, fra l’altro, fornisce ai pazienti in chemioterapia adeguate parrucche. Oggi l’organizzazione che, in collaborazione col Servizio Sanitario Locale, cura una media di 20 pazienti l’anno, può contare su un’equipe ben strutturata che comprende, oltre a medici generici, palliativisti, psicologi, fisioterapisti, igienisti, infermieri, amministratori in grado di fornire appoggio alle famiglie e assistenza ai malati oncologici 24h, incluso i festivi, non solo a domicilio ma anche in ospedale integrandosi col personale che vi opera. Il tutto basandosi sul volontariato degli opera- Conferenza dibattito al Centro Congressi De Laugier. Portoferraio 12 aprile 2014. Relatori: Prof. G.M. Battaglini, D.ssa Gloria Peria. Il FVP Antonio Arrighi apre i lavori

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8 spetti inediti e avvenimenti in gran parte sconosciuti sulla presenza di Napoleone all’Elba e sulle manifestazioni organizzate sull’Isola nel 1914 per il primo centenario della presenza dell’Imperatore all’Elba, sono emersi nel corso della conferenza organizzata dal Lions Club I. d’Elba con il patrocinio parte delle Confraternite della Misericordia e del S.S. Sacramento, proiezione di filmati, addobbi con gonfaloni, stemmi, illuminazioni stradali, fuochi d’artificio, scopertura di lapidi, esecuzione di un busto e di un bassorilievo in marmo dell’Imperatore, sorvolo del capoluogo con aereo, non solo ma anche vivaci contestazioni e contrasti fra i vari organizzatori e la Provincia di Livorno sulla pianificazione degli eventi sono stati descritti dalla Peria e compariranno in un suo esauriente articolo che verrà prossimamente pubblicato dalla rivista del Centro Nazionale di Studi Napoleonici. La parola è quindi passata al Prof. Battaglini che ha dato lettura delle parti più importanti del diario di un misterioso personaggio che, su incarico dei Borboni, sorvegliava Napoleone, annotando giorno per giorno La spia che annotava tutto i suoi spostamenti, i suoi contatti, l’orario e la composizione dei suoi pasti, le sedi utilizzate a Marciana e Longone in attesa del rialzo di un piano alla palazzina dei Mulini e della dimora estiva di S. Martino. Sono registrati anche gli arrivi via mare di personaggi, quali madre, moglie, amante e figli, di vettovaglie, mobilia, piante decorative e descritte, talvolta in modo palesemente critico, le sue opere, come l’edificazione del Teatro degli Accademici Fortunati, oggi Teatro dei Vigilanti, ricavato nell’edificio di una chiesa, la realizzazione di nuove strade, l’allargamento di altre già esistenti e tanto altro. Tutta questa serie di informazioni, utilissime per la ripercorrenza e ridefinizione di fatti storici che ci riguardano da vicino, Battaglini l’ha tratta da una minuziosa lettura del di ario della spia che, essendo scritto a mano nell’italiano di due secoli fa, con cancellature riporti e sovrascrizioni, presentava notevoli difficoltà. Ma lo storico elbano non si è fermato qui. L’indagine lo ha coinvolto al punto che scoprire chi fosse l’oscuro informatore è dive ntato il suo prossimo irrinunciabile traguardo. “Ma ci siamo quasi” afferma Battaglini: l’ipotesi sull’ identità di questo personaggio si sta delineando, i fatti inducono il Prof. a pensare che si tratti di un napoletano vivente a Longone, forse un ecclesiastico, forse, addirittura azzarda lo studioso, il suo nome era Giuseppe Cerboni. Noi siamo in attesa di conoscere la fine di questo avvincente giallo di duecento anni or sono. Forse la apprenderemo leggendo il prossimo numero della rivista del Centro Studi Napoleonici, nella quale sarà pubblicato integralmente il diario in argomento. Il convegno si è quindi concluso col saluto di Arrighi ai convenuti ed il ringraziamento ai relatori e a quanti hanno collaborato per la sua riuscita. Il pubblico in sala del Comune di Portoferraio ed in collaborazione col Centro Nazionale di Studi Napoleonici, tenutasi nella mattinata di sabato 12 aprile a Portoferraio nell’auditorium del Centro Congressi De Laugier e partecipata da un folto pubblico fra cui rappresentanti delle Autorità e del mondo intellettuale. CRONACA DEL CENTENARIO DELL’INDIPENDENZA DELL’ELBA E DEL PRINCIPATO NAPOLEONICO e “L’IMPERATORE SOTT’OCCHIO”, I GIORNI DEL SOVRANO DELL’ELBA NEL DIARIO DI UNA SPIA sono i titoli degli argomenti trattati da due esperti storici elbani: rispettivamente la Dott.ssa Gloria Peria direttore degli Archivi Storici dei Comuni Elbani ed il Prof. Giuseppe M. Battaglini direttore del Centro Nazionale di Studi Napoleonici. Dopo il saluto della Dott.ssa Cosetta Pellegrini, vicesindaco del comune di Portoferraio, che ha fatto rilevare il valore dell’ evento organizzato dai lions elbani in quanto, come primo, di fatto segna l’apertura di una serie di avvenimenti programmati in tutta l’isola per commemorare l’importante fatto storico, il vicepresidente del Lions Club I. d’Elba Antonio Arrighi ha dato inizio ai lavori introducendo per prima Gloria Peria. 1914, celebrazioni per il 1° centenario La relatrice ha descritto con dovizia di particolari e documentazioni fotografiche, che venivano via via proiettate sul maxischermo alle sue spalle, gli episodi e le circostanze delle celebrazioni per il centenario napoleonico, per certi aspetti grandiose, che si tennero all’Isola nel 1914, alle soglie dell’entrata in guerra dell’Italia ed in coincidenza con le elezioni amministrative per i comuni elbani. Esposizioni di cimeli da

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9 Nel corso della riunione conviviale, con menu rigorosamente composto da piatti d’epoca, gli attori della celebre associazione culturale veneziana De Calza “I Antichi” hanno interpretato, fra una portata e l’altra, scene in chiave comica ispirate al contrasto fra la presenza di Napoleone all’Elba, percepita dagli isolani come un’occasione di sviluppo e progresso, e la sua permanenza a Venezia, avvertita invece dai veneti come dominio e usurpazione. La rappresentazione è culminata con la messa in scena di un vero litigio fra Casanova e un funzionario dell’Imperatore che si accusavano a vicenda l’uno di aver sottratto alla Serenissima importanti tesori d’arte, l’altro di aver corteggiato, ahimè con successo, numerose dame delle nobiltà lagunare, francese e di altre nazioni. A conclusione della serata gli attori, gli ospiti in costume e i figuranti della Petite Armeé si sono esibiti nel ballo del minuetto con musiche eseguite da un trio di violiniste che, nel corso dell’intera serata, ha interpretato, in sottofondo, brani di Vivaldi e di altri autori. Quell’incontro segreto all’Isola d’Elba. Rappresentazione della compagnia veneziana De Calza “I Antichi” nel corso del gala all’Hotel Biodola. Portoferraio, 12 aprile 2014. Accoglienza di Napoleone con Petite Armée a avuto un epilogo storico-fantasioso la giornata dedicata dal Lions Club Isola d’Elba alle commemorazioni napoleoniche in occasione del bicentenario dell’Imperatore all’Elba. Dopo la conferenza organizzata in mattinata al Centro De Laugier, infatti lions ed ospiti si sono ritrovati in Ospiti accolti dalla Petite Armée serata nei locali dell’Hotel Biodola dove, accolti dal picchetto d’onore della Petite Armée in uniforme regolamentare e da un figurante che impersonava lo stesso Napoleone, hanno dato vita ad un gala ambientato negli anni a cavallo fra il ‘700 e l’ ‘800. Leone di Venezia al V.Sindaco Pellegrini Prima del congedo gli attori della “I Antichi” Il Leone di Venezia al Comune di Portoferraio hanno consegnato al vicesindaco di Portoferraio Cosetta Pellegrini un cofanetto contenente il leone simbolo di Venezia donato dall’assessorato alla cultura del capoluogo veneto. Nel salutare gli intervenuti, il presidente del Club Alberto Spinetti non ha mancato di ringraziare il lion Marcello Bargellini per aver ispirato e organizzato l’intero brillante evento, oggetto, per l’eccellente riuscita, di apprezzamenti espressi a vari livelli. “I Antichi” in scena al Biodola

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10 Il Commissario della P.S. Dr. Marco De Bartolis ha sottolineato l’importanza, per il mantenimento del buon livello di sicurezza all’Elba dovuto anche alla rapida individuazione delle attività criminali, della partecipazione delle famiglie, delle associazioni e delle Istituzioni. Il successivo intervento è stato quello del Capitano di fregata Andrea Santini, Comandante della Capitaneria di Porto, indirizzato a ricordare che con l’imminente stagione t uristica sarà messa in atto Al via l’operazione “Mare Sicuro” l’Operazione Mare Sicuro che prevede il rafforzamento dei controlli della Guardia Costiera con l’installazione di tre postazioni secondarie a Porto Azzurro, Marciana Marina e Marina di Campo. Secondo Santini assicurare la tranquillità sul mare all’Elba, Pianosa e Montecristo non è compito facile a causa della particolare morfologia delle coste, ricche di insenature, cale e spiaggette, ma per quest’incombenza la Guardia Costiera può contare, oltre che sui propri mezzi, sulla collaborazione delle unità navali in dotazione a Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato. L’ultimo intervento è stato quello del Cap. Ottaviano Pinto, Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza, che ha descritto le strategie atte all’individuazione dei soggetti da sottoporre a controllo e gli incontri che la Guardia di Finanza organizza fra gli studenti nelle scuole elbane. L’Ufficiale ha anche voluto ricordare l’importanza delle associazi oni, come il Lions Club, per il prezioso ruolo di interlocutori e di comunicatori verso l’esterno che possono svolgere nella nostra comunità. A conclusione dell’incontro il presidente del sodalizio Dr. Alberto Spinetti, dopo aver ringraziato i relatori e fatto loro omaggio del guidoncino del Lions Club, ha passato la parola ai presenti in sala che hanno rivolto ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine osservazioni e domande cui essi hanno risposto con disponibilità ed in modo esauriente. Meeting con i responsabili del’ordine pubblico sull’Isola, Portoferraio 9 maggio 2014. ppare nel complesso soddisfacente il quadro della sicurezza pubblica sul nostro territorio, in particolare se messo a confronto con la media delle altre realtà nazionali, così come è stato descritto dai responsabili delle Forze dell’Ordine elbane nella serata conviviale che il Lions Club Isola d’Elba ha voluto dedicare agli “Uomini in divisa” nei locali dell’Hotel Airone di Po rtoferraio venerdì 9 Maggio. Sicurezza soddisfacente all’Elba. “Isola felice?” Con la moderazione del lion avv. Alessandro Massarelli sono intervenuti i vari esponenti presenti all’incontro. I relatori al tavolo della presidenza Secondo il Vice Prefetto Dr. Giovanni Daveti, nonostante si registri un incremento di consumo di stupefacenti ed alcol fra i giovani, di atti di vandalismo su arredi urbani, di ritiro di patenti di guida, l’Elba, sotto questo aspetto, è ancora al disotto della media nazionale. Secondo Daveti si avverte comunque, incontrando i nostri ragazzi, il loro disagio dovuto in gran parte alla mancanza di luoghi di aggregazione e allo sbalzo fra l’inedia della vita invernale e la convulsione di quella estiva. Il funzionario ha sottolineato altresì le difficoltà dovute al progressivo restringimento della stagione turistica, ai privilegi garantiti dalla normativa agli extracomunitari, ai picchi di disoccupazione nel periodo invernale. Si sono susseguiti quindi gli interventi del Cap. Emiliano Zatelli, Comandante della Compagnia dei Carabinieri, che ha puntualizzato la necessità della diffusione della cultura della legalità e della percezione della sicurezza anche fra i turisti, di un corretto utilizzo della rete internet, della prevenzione e di una giusta informazione. Il Club impegnato nella distribuzione delle Azalee della Ricerca a favore dell’AIRC a Portoferraio in Piazza Cavour e sul sagrato della chiesa di S. Giuseppe domenica 11 maggio. ono state ancora una volta la solidarietà e la sensibilità della cittadinanza elbana i veri

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11 protagonisti della manifestazione dell’Azalea della Ricerca, organizzata domenica 11 maggio in concomitanza con la Festa della Mamma. opera del maestro Luciano Regoli che lo ha realizzato in occasione del bicentenario della presenza dell’imperatore all’Elba. Fra il folto pubblico che ha assistito nel pomeriggio del 21 maggio al Centro De Laugier alla scoperta della grande tela, erano presenti numerosi soci del nostro Club che, insieme ad altri enti, ha sponsorizzato l’esecuzione del dipinto. Ripristino di strutture in condizioni precarie aspetto sentimentale ha fatto certamente la sua parte; molti dei nostri figli e nipoti, ma anche alcuni dei nostri lions, hanno infatti frequentato l’Asilo Tonietti conservando di quel periodo un indelebile ricordo. Per cui la notizia che alcune strutture della scuola, che da tempo è priva di sovvenzioni pubbliche, versavano in condizioni precarie e necessitavano di immediato intervento ha trovato facile accoglimento nel club che ha subito dato il via ai relativi provvedimenti. Come consuetudine non ci si è limitati alla mera elargizione di denaro ad associazioni di assistenza più o Non danaro a grandi associazioni ma interventi mirati meno importanti, ma si sono messi direttamente in atto interventi precisi e mirati: per un importo di Euro 1.100,00 è stata fatta eseguire la manutenzione degli infissi esterni in legno delle aule: 1 finestra e 6 portefinestre; mentre con una spesa di Euro 2.000,00 sono state sostituite le mattonelle morbide alla base dei giochi. Postazione ausiliaria di S. Giuseppe Il Lions Club Isola d’Elba, che da sempre cura l’organizzazione nel capoluogo elbano, rivolge a tutti i partecipanti, all’Amministrazione Comunale, alla Polizia Municipale e all’Esa un sentito ringraziamento insieme all’arrivederci all’anno prossimo. Assai apprezzata dai responsabili del Club la fattiva e tradizionale collaborazione alla buona riuscita dell’intera operazione di Rosa e Filippo Angilella. Postazione principale di P.zza Cavour A Portoferraio l’evento, tenutosi in mattinata in Piazza Cavour con il supporto della postazione ausiliaria alla chiesa di S. Giuseppe, a fronte della distribuzione di tutte le 350 piantine assegnate a questa piazza dal comitato organizzatore per l’adesione all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, è stato raccolto l’importo di 5.280,00 euro i nteramente devoluto alla sede toscana dell’AIRC. Consegna del guidoncino Il Lions Club Isola d’Elba fra gli sponsor a stampa ha dedicato ampio spazio alla inaugurazione del quadro ispirato all’arrivo di Napoleone a Portoferraio, Ma non c’è dubbio che gran merito va riconosciuto al nostro cerimoniere Paolo Cortini e allo stesso presidente Alberto Spinetti. Ciò che hanno fatto è frutto di impegno di pro-

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12 prie risorse, capacità tecnica, energia fisica, manualità e soprattutto disinteressato amore per il prossimo; ne riportiamo una sintesi qui di seguito:  sostituzione rete di sicurezza del muro esterno con manutenzione e muratura paletti di sostegno per circa 50 metri;  installazione di circa m. 30 di rete a sbalzo con relativi paletti di sostegno sul muro di cinta lato SW per evitare accesso gatti;  manutenzione cancello interno in cima alla rampa delle scale con posizionamento rete anti intrusione;  manutenzione infissi vano scala esterna;  potatura e manutenzione alberi, piante e siepi del piazzale. Giovedi 22 maggio, a lavori ultimati, una delegazione di lions ha posto un simbolico sigillo all’intera operazione facendo omaggio alle insegnanti della scuola del guidoncino del Club. viviale la sera di sabato 24 maggio nei locali del ristorante La Caletta a Porto Azzurro. Il DG all’ammissione dei due nuovi lions Gabriella Solari e Andrea Scarpa Smalzi, presentato agli intervenuti dal presidente Alberto Spinetti, che in apertura ha dato lettura di un ricordo del nostro lion Carlo Michelini recentemente scomparso, dopo aver fornito alcune notizie sull’attività lionistica in campo nazionale e mondiale, fra le quali la comunicazione ufficiale che la nostra nazione ospiterà nella città di Milano nel 2019 la Convention Internazionale Lions, evento di grande richiamo su scala mondiale, nonché la partecipazione all’Expo 2015 con un proprio stand, ha sottolineato la necessità di un progressivo cambiamento del lionismo italiano. A tale proposito ha citato ad esempio l’evoluzione dell’attività dell’Associazione negli Stati Uniti, dove nacque nel 1917 essenzialmente come ente di beneficenza, e come tale si presenta oggi nei primi clubs che nascono nei paesi dell’Est da poco apertisi all’associazionismo. Oggi l’impegno dei lions americani si concretizza soprattutto con opere di solidarietà fra la gente. È ciò che gradualmente sta avvenendo anche nel nostro Paese e che il Governatore ha sintetizzato con la frase “I lions in piazza”. Visite mediche gratuite in gazebo installati nelle piazze, incontri con gli anziani che vivono soli e con scarse risorse, organizzazione di eventi culturali aperti al pubblico sono solo alcuni degli esempi di possibili interventi citati da Smalzi che, affinché giungano a buon fine, devono essere accompagnati da una penetrante campagna informativa al duplice scopo di mettere al corrente il pubblico delle possibilità offerte dai clubs e di far sapere a tutti chi sono e che cosa fanno i lions a livello locale, regionale, nazionale e planetario. Il momento di massimo tenore lionistico ha dato l’opportunità per l’ammissione di due nuovi soci: Gabriella Solari e Andrea Scar- Porto Azzurro 24 maggio 2014 a riunione del consiglio del Club alla presenza del Governatore del Distretto 108LA Fiorenzo Smalzi, accompagnato da alcuni componenti del suo staff Riunione di consiglio col DG ed il suo staff dedicata alla verifica della regolarità ammi- Saluto del presidente Spinetti nistrativa ed alla operatività del sodalizio elbano, ha preceduto, come consuetudine, l’incontro plenario con i soci tenutosi in co n-

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13 pa, ai quali il DG ha personalmente appuntato il distintivo. Il Governatore ha anche consegnato i chevrons di appartenenza a Piero Paolini 45 anni, Mauro Solari e Gianni V. Falanca 30 anni, Ennio Cervini e Luca Bartolini 25 anni, Marcello Bargellini 15 anni ed ha fatto omaggio del proprio guidoncino ad alcuni soci distintisi nell’annata per il loro impegno nell’attività sociale. Proposti da Giorgio Barsotti a letteratura, in particolare quella francese, si è sempre occupata della figura di Napoleone e delle vicende legate alle sue imprese. A seconda dei momenti e degli scrittori , ci troviamo di fronte ad una gamma molto variegata di giudizi: dall’esaltazione del personaggio, visto come un eroe epico, alla denigrazione e allo scherno, soprattutto in merito alla sua vera o supposta tirannide. Da Madame de Stael a Chateaubriand, da Balzac a Stendhal, non poche sono le pagine che questi autori hanno dedicato alla figura di Napoleone. Per dare un esempio significativo mi limiterò a ricordare il grande Victor Hugo che, pur nella sua ferma critica a colui che, con un colpo di stato, aveva trasformato la Repubblica in Impero, seppe cogliere in pagine memorabili soprattutto i momenti più tristi e dolorosi della sua vicenda militare ed umana. Riporto qui due brani , uno tratto dalla raccolta poetica “ Les Châtiments”, che, scritti soprattutto per denigrare la figura politica di Napoleone III ( da lui soprannominato Napoléon le petit), illustrano la vicenda di una dinastia che ha voluto farsi tirannide e che ora ne sconta le colpe. In questa poesia Hugo narra un momento terribile della ritirata dalla Russia, in cui ogni ambizione di gloria e di conquista è sepolta dalla neve e dal sangue. L’altro brano è tratto dal famoso romanzo “ Les Misérables” ed è sostanzialmente un epitaffio di Napoleone perché è un affresco epico dell’ultimo atto della sua vicenda mil itare: la sconfitta di Waterloo. Quello che tuttavia lo scrittore vuole mettere in evidenza non è tanto la sconfitta, quanto l’eroismo di quei soldati scelti, la guardia imperiale, che viene espresso in modo memorabile dalla risposta sprezzante e senza appello del generale Cambronne all’invito degli inglesi ad arrendersi. L’ESPIAZIONE Nevicava. Si era vinti dalla propria conquista. Per la prima volta l’aquila abbassava la testa. Giorni oscuri! L’imperatore ritornava lentamente, lasciando dietro di sé Mosca fumante. Nevicava. L’aspro inverno si fondeva in valanga. Dopo la piana bianca un’altra piana bianca. Non si conoscevano più né i capi né le bandiere: ieri la Grande armata e ora un gregge. … Nevicava, nevicava sempre! Il vento gelido soffiava;sul ghiaccio, in luoghi sconosciuti, non c’era pane e si andava a piedi nudi. Non erano più dei cuori vivi, dei combattenti, ma un sogno errante nella nebbia, un mistero, una processione d’ombre sotto il cielo nero. Il cielo faceva senza rumore con la neve spessa per questa immensa armata un immenso drappo funebre. Victor Hugo, I Castighi

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14 L’ULTIMO QUADRATO Quando questa legione fu solo un pugno d’uomini, quando la loro bandiera fu solo uno straccio, quando i fucili senza pallottole non erano che bastoni, quando il mucchio di cadaveri fu più grande del mucchio di vivi, ci fu, tra i vincitori, una specie di terrore sacro intorno a quei sublimi moribondi e l’artiglieria inglese, riprendendo fiato, tacque. Fu come una specie di tregua. Questi combattenti avevano intorno a loro come un turbinio di spettri, silhouettes di uomini a cavallo, profili di cannoni, il cielo bianco visto attraverso le ruote e gli affusti; l’immensa testa di morto che gli eroi intravedono sempre nel fumo intorno alla battaglia avanzava su di loro e li guardava. Potevano sentire nell’ombra crepuscolare che si caricavano i cannoni, le micce accese simili ad occhi di tigre nella notte fecero un cerchio attorno. Allora, commosso, tenendo sospeso il momento supremo, un generale inglese gridò: “Bravi francesi, arrendetevi!” e Cambronne rispose: “Merda!”. Victor Hugo, I Miserabili tonato e minacciato dalle armi, radunato con altri anziani in piazza S. Defendente. Rastrellamento tedesco a Poggio Al sorgere del sole i prigionieri furono incolonnati e obbligati a prendere la strada per Marciana Marina. C’erano persone malate, altre con gravi di fficoltà a camminare, ma i carcerieri non ne tennero conto. La giornata si presentava limpida e tiepida come succede spesso nella nostra isola. Dalle piazze si poteva intravedere la costa continentale che si defilava sempre meglio. Noi ragazzini, a dispetto di quanto stava succedendo, avevamo iniziato i nostri giochi. I maschietti avevano costruito una pista sullo sterrato e gareggiavano con palline di terra cotta colorate. Le bambine preferivano saltellare su grandi riquadri tracciati con uno stecco nella cosiddetta “ciattella”. L’unico tedesco rimasto a Poggio era un giovanotto biondo, alto e robusto che, in mancanza di meglio, si trastullava, accosciato sopra un muricciolo, col mitra in dotazione. D’un tratto avvertimmo il crepitio di una raffica … così, senza motivo. Piero Paolini el novembre del 1943, il giorno 20, durante la notte tutto il paese di Poggio fu svegliato da una serie di colpi, calci alle porte delle case e ordini in lingua tedesca. Erano circa le quattro del mattino e il rastrellamento tedesco, senza alcun preavviso, ci colse in pieno sonno. Il nostro paese era abitato prevalentemente da donne e vecchi perché gli uomini validi erano al fronte o in prigionia. Avevo compiuto da pochi giorni dieci anni e rimasi sbalordito nel vedere mio nonno spin-

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15 Io mi trovavo vicino a Tina, la mia gemella e Una raffica di mitra… ad altre due amiche, Maristella e Rosa. Le due compagne di gioco urlarono ferite, Tina non emise un suono. Un proiettile l’aveva colpita alla tempia e un secondo al cuore. Ebbi solo il tempo di vedere qualche bollicina di sangue che le tingeva le labbra, poi tutto finì. Poche ore dopo una camionetta tedesca tornò in paese con alcuni graduati. Il giovane militare fu considerato colpevole e condannato alla fucilazione. Con loro arrivò mio nonno che raccolse il corpo di Tina e lo portò in braccio fino in casa. Gli ufficiali si rivolsero a nonno Ernesto e gli chiesero se voleva che il responsabile pagasse con la vita. Lui rispose che una vita troncata non gli avrebbe restituito sua nipote. Il funerale ebbe luogo il giorno seguente con la partecipazione delle sole donne. I tedeschi si fecero vivi sorvolando più volte Poggio con un aereo a quattro ali che era conosciuto come “Cicognino”. Sono trascorsi quasi settanta anni, ma Tina resta e resterà sempre nel mio cuore. radicali con l' avvento dell' era industriale, che sposta milioni di persone dalle campagne verso la città. Spariscono così le veglie nelle stalle, i balli sull'aia, le tradizioni civili, religiose, della cucina, tutto omologato nel miracolo economico e nella società dei consumi. Ma qualcosa è rimasto di queste tradizioni, vive ancora oggi, e di alcune curiosità suscitate dalla lettura faccio parte, molto bonariamente, gli amici lions. Tra le specialità gastronomiche novaresi oggi annoveriamo: la “paniscia“ che è un risotto cucinato con i fagioli e con le cotiche di maiale (per molto tempo aveva costituito pranzo unico dei contadini e delle persone povere); il “salam d'la duja“ (salame del d oglio o orcio di terracotta) che è un salame conservato sott' olio o sotto grasso perché il clima umido della pianura è poco adatto ad altri tipi di conservazione ed infine il gorgonzola, cioè il formaggio con la muffa. Diede il nome a questo formaggio il santo eremita Concordio da cui concordolius (formaggio) e Concordolia primo centro di produzione; la parlata gutturale del luogo trasformò Concordolia in Gorgonzola. Il mitico Concordio verso il 350 d. C. si ritirò in un alpeggio della Valsassina per fare Dal 350 d.C. il Concordolia (Gorgonzola) penitenza, lontanissimo da ogni contatto umano, avendo con sé come unica scorta di cibo sei libbre di formaggio bianco fresco. Dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti con il diavolo che continuamente lo tentava ma inutilmente perché Concordio rimaneva inflessibile nel suo proposito, il 41° giorno si avvicinò al formaggio per farne moderato uso, ma lo trovò verde e pieno di buchi con la muffa attribuendo al diavolo l' opera vendicatrice; volle ugualmente assaggiarlo e lo trovò squisito addirittura migliore ed allora Concordio si inginocchiò immediatamente a mani giunte e con gli occhi rivolti al cielo ringraziando devotamente il Signore per la grazia ricevuta. Ritornato in pianura Concordio volle insegnare ai pastori questa trasformazione del formaggio che piano piano entrò nell'uso corrente con notevole successo. Da un anonimo manoscritto del '600 venuto alla luce in un archivio parrocchiale della Valsassina si tramanda la leggenda che Concordio, vivo ancora l' imperatore Costantino, fece dono al vescovo di Milano Ambrogio di un pezzo di “formaggio” detto “del diavolo“ per le anzidette vicissitudini, che lo trovò senz' altro apprezzabile nella qualità ma non nel nome per cui scelse di ribattezzarlo indicandolo “caseus concordiolus“ con la messa al bando della diavoleria del parlare corrente, ritenendo non conveniente attribuire all' avversario di Dio e tentatore la speciale bontà del formaggio, che nasceva invece da una sua sconfitta! Ma il vescovo Ambrogio fece anche di più perché volle in- Giuliano Meo l libro era uscito nel 2005 ma mi era rimasto in bella vista senza premura di leggerlo forse perché attratto da altri o forse perché non ritenuto troppo appetibile. Ed invece a distanza di quasi dieci anni l' ho letto e l' ho trovato interessante per alcuni aspetti e con tante curiosità. L' autore è Sebastiano Vassalli e il saggio che ha per titolo “ Terre d' acque “ è un su sseguirsi di storie dal seicento all' ottocento risorgimentale fino al ricordo personale vissuto il 25 aprile 1945 con la caduta del fascismo. In copertina una bella immagine di Silvana Mangano mondariso tratta dal film “Riso amaro“ di Giuseppe De Sanctis girato nel 1949 nella pianura tra Novara e Vercelli. L'autore racconta se stesso con i luoghi a lui più cari e proprio Novara è il centro delle sue memorie e delle sue aspirazioni sul futuro della città, di cui parla talvolta con ironia, spesso con struggente passione e rinnovato attaccamento. Le sue sono descrizioni e partecipazioni vive, veri atti di amore, tra cui emergono le testimonianze storiche della coltivazione del riso vecchia di 500 anni (alla canalizzazione delle acque per le risaie collaborò perfino il grande Leonardo da Vinci) destinata poi ad innesti tecnologici

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