Le Campane di San Giuliano 143 - Settembre 2014

 

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Le Campane di San Giuliano 143 - Settembre 2014

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Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como n. 143 settembre 2014 Ottobre. In cammino sotto la guida della Madonna Madre Giovannina Franchi, Beata Sabato 4 Ottobre, il Vescovo visita la Parrocchia Giochi, gite e preghiera. Il successo del Grest

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SOMMARIO Potete trovare e sfogliare “Le Campane di San Giuliano” anche sul sito www.parrocchiasangiulianocomo.it 6 9 10 11 12 3 La nostra Parrocchia: quale futuro? 4 Il Vescovo visita la parrocchia di San Giuliano La beatificazione della fondatrice del Valduce Valduce: la storia Comunicandi e Cresimandi Ricordo di Enzo Giussani Camerun. La gente coltiva, i bambini a scuola. Il pellegrinaggio a Gerusalemme Il nostro Grest Oga 2014: Il campo visto con gli occhi Destinazione Baruffini 20 anni di campi estivi con Santino Allievi La pala dell’altare nella chiesa di San Giuliano Poi un giorno... PER RIMANERE AGGIORNATI IN “TEMPO REALE” SULLE ATTIVITÀ DELLA PARROCCHIA CONSULTATE IL SITO www.parrocchiasangiulianocomo.it E ISCRIVETEVI ALLA NEWS LETTER. 14 17 18 da educatrice 19 21 23 Programma 2 settembre 2014 PROGRAMMA ESERCIZI SPIRITUALI Mercoledì 1 Ottobre ore 09.00 Lodi Giovedì 2 Ottobre ore 09.00 S. Messa Venerdì 3 Ottobre ore 09.00 S. Messa Esercizi spirituali sul tema: “Nostro fratello Giuda” mattino: dalle 09.30 alle 11.00 sera: dalle 21.00 alle 22.30 VISITA PASTORALE DEL VESCOVO MONS. COLETTI - Sabato 4 Ottobre ore 14.30: incontro con Consiglio Pastorale e Consiglio per gli Affari Economici ore 15.00: incontro con i gruppi famiglia ore 16.15: incontro con la comunità apostolica ore 18.00: S. Messa e, a seguire, incontro con i genitori dei bambini e ragazzi che si preparano a ricevere la Prima Confessione, la Prima Comunione e la Cresima ore 20.00 circa: cena in oratorio con i gruppi famiglia FESTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO Sabato 11 ottobre Confessioni dalle 08.00 alle 11.30 e dalle 14.00 alle 17.30 Ore 21.00: Vespri e processione con la statua della Madonna Domenica 12 ottobre Festa della Madonna del Rosario ore 10.00: S. Messa ore 12.30: pranzo in oratorio ore 15.00: spettacolo per famiglie ore 18.00: S. Messa Lunedì 13 ottobre Ore 21.00: S. Messa in suffragio dei defunti della parrocchia RIPRENDE LA CATECHESI: BAMBINI E RAGAZZI PRE-CRESIMA Mercoledì 1 ottobre Ore 16.45: momento di preghiera in chiesa per i bambini e i ragazzi dalla I elementare alla I media ORARI SS. MESSE DAL 1° SETTEMBRE Lunedì: ore 09.00 Martedì: ore 07.00 Mercoledì: ore 18.00 Giovedì: ore 09.00 Venerdì: ore 09:00 Sabato: ore 18.00 (prefestiva) Domenica: ore 10.00 e 18.00, ore 17.30 Vespri Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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La nostra Parrocchia: quale futuro? “A Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como bbiamo terminato un’estate che ha portato con sé una grossa novità: dopo diversi anni di collaborazione intensa e proficua abbiamo dovuto, per cause indipendenti dalla nostra volontà, organizzare il Grest senza la Parrocchia di S. Agostino. 123 bambini, 37 animatori, tanti adulti per organizzare attività manuali, merenda, servizio di accoglienza e sorveglianza…sono numeri che fanno pensare ad un futuro bello per la nostra Comunità, con tante forze che si mettono in gioco per servire Dio servendo il prossimo. Un futuro che prevede, in questo anno, un evento molto particolare: una giovane donna riceverà il Battesimo nella notte di Pasqua. È un segno importante per una Comunità come la nostra, segnata da profonde ferite, non ancora rimarginate: vuol dire che Cristo affascina ancora, fa ancora innamorare; vuol dire che la Chiesa, nonostante la fragilità e i peccati dei suoi membri, viene ancora vista e accolta come comunità di salvezza; vuol dire che ci sono ancora persone che ascoltano la voce di Dio e ripongono una fiducia totale in Gesù, morto per donarci la vita. E sarebbe molto bello e particolarmente significativo se questo Battesimo fosse celebrato nella nostra piccola chiesa, dove la Comunità vera, fatta di tante persone concrete, si raduna per celebrare la Pasqua della settimana e tutti gli avvenimenti, lieti e tristi, della vita, vivendo in modo autentico e “fisico” la comunione tra di noi e con Dio. Sarebbe davvero un segno di speranza e di riscatto. Chissà… Il futuro ci riserverà anche uno spazio sempre maggiore dato alla corresponsabilità dei laici: in questo anno, come deciso nell’ultimo Consiglio Pastorale, ci sarà una presenza laicale nella di Don Roberto catechesi degli adulti e nella guida di momenti comunitari di preghiera. Mi auguro che questo passo sia accolto con disponibilità e gioia da tutti: è un momento di crescita verso una Chiesa veramente ministeriale, nella quale ogni battezzato ricopre il proprio ruolo e svolge il compito suo proprio, secondo i carismi che il Signore gli ha donato. Certo, è inutile nasconderlo: tante voci parlano di un futuro incerto per la nostra Parrocchia, destinata (forse) ad unirsi ad altre, sotto la guida di un solo parroco. Chiederemo qualche lume al Vescovo, quando verrà in visita pastorale: la sua parola vale più di quella di tanti altri, pur autorevoli. In ogni caso noi sappiamo che il Signore pensa sempre il meglio per i suoi figli e ci mettiamo nella disposizione d’animo di accogliere tutto come una sana provocazione della Grazia divina: abbiamo tanto bisogno di Amore e solo Dio può darcelo davvero. Abbiamo una certezza: la misericordia di Dio ci accompagnerà anche in questo anno: il futuro è il luogo delle Sue meraviglie. 3 settembre 2014

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di La comunità parrocchiale di San Giuliano Il Vescovo visita la parrocchia di San Giuliano SABATO 4 OTTOBRE VISITA PASTORALE: LA COMUNITÀ DI SAN GIULIANO PRESENTA AL VESCOVO MONS. DIEGO COLETTI LE ATTIVITÀ DELLA PARROCCHIA. Una Parrocchia che trova il centro della sua 4 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como vita nel giorno del Signore, Pasqua della settimana. I gruppi - liturgico, dei lettori e del coro - coordinano e riuniscono tutti coloro che a diverso titolo hanno incarichi legati alla liturgia, con l’obiettivo fondamentale di dialogare e di confrontarsi, affinché l’annuncio del Vangelo, proclamato nella Santa Assemblea alla comunità, alimenti lo spirito di partecipazione e di consapevolezza alla celebrazione del Sacrificio di Cristo, oltre a curare la Santa Messa domenicale nell’attenzione e nel rispetto della tradizione. Da qualche anno la Parrocchia persegue l’obiettivo comune di dialogo e testimonianza attraverso la pubblicazione del foglietto settimanale per una meditazione sulle letture della domenica e la divulgazione delle notizie e delle attività settimanali della Parrocchia. Mentre prosegue, come da tradizione, la pubblicazione del bollettino parrocchiale per portare in tutte le famiglie la voce della Chiesa locale e nazionale, dando rilievo ai principali avvenimenti delle tematiche religiose, con particolare attenzione agli insegnamenti del Magistero della Chiesa, ai messaggi del Santo Padre e della C.E.I., la divulgazione delle notizie e delle attività parrocchiali avviene anche attraverso il sito internet www. parrocchiasangiulianocomo.it dove vengono pubblicati spunti di riflessioni e articoli di approfondimento. La Parrocchia vive due momenti particolari con la festa di San Giuliano, che da alcuni anni vede la vestizione dei nuovi chierichetti e delle nuove ministranti e la festa della Madonna del Rosario nel mese di ottobre. E proprio in occasione della Festa della Madonna del Rosario, sono stati introdotti gli esercizi spirituali parrocchiali, con due momenti di riflessione e preghiera, al mattino e alla sera: occasione per recuperare ed incrementare la propria ricchezza spirituale alla ripresa delle attività parrocchiali dopo la pausa estiva. E poi ci sono ogni mese le “domeniche di comunità” nelle quali si condivide, con molta semplicità, il pranzo, gli incontri mensili dei tre “gruppi famiglia”, le varie attività di volontariato, La raccolta e distribuzione del vestiario per donne e bambini, la casa accoglienza. Le attività di catechismo che vanno dai bambini di prima elementare fino ai ragazzi che frequentano le scuole superiori e l’università. Una comunità, la nostra che conta più di trenta catechisti e alcune decine di animatori che operano per la buona riuscita (con ottimi risultati) delle tre settimane di Grest, frequen-

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tato da oltre un centinaio di bambini e ragazzi. Numerosi i ragazzi presenti ai campi estivi, e nei quali per esigenze educative e “quantitative”, vengono divisi in tre gruppi: dalla quarta elementare fino alla terza media, gli adolescenti delle superiori e i giovani. E poi, per tutti i ragazzi dalla 2^ media alla 5^ superiore ci sono le serate che si svolgono in oratorio il sabato, che vanno dalle feste mensili di compleanno, alla proiezione di film, alla veglia di preghiera. Agli adulti, invece, viene proposto durante l’anno un percorso di catechesi biblica, incentrato su incontri settimanali per fa conoscere di più e meglio la Parola. La Parrocchia di San Giuliano, negli ultimi dieci anni, ha avuto l’onore e il privilegio di ospitare don Titino che, con la sua presenza, ha dato un notevole contributo per la crescita della fede e una sempre più approfondita conoscenza del Vangelo, non solo attraverso la celebrazione della Santa Messa domenicale delle 11.30 e quella dei giorni feriali delle ore 18.00: la Sua catechesi biblica sul concilio Vaticano II e la sua conoscenza della Chiesa e della vita dei santi, rappresentavano una fonte di conoscenza e sapienza a cui poter attingere ogni volta che se ne sentiva la necessità. Anche per questo, la comunità parrocchiale di San Giuliano rivolge un sincero grazie a Dio per averci fatto conoscere don Titino che circa 10 mesi fa è salito alla Casa del Padre. VISITA PASTORALE Sabato 4 ottobre la comunità parrocchiale di San Giuliano si appresta a ricevere la visita pastorale del suo vescovo, mons. Diego Coletti. ore 14.30 incontro con Consiglio Pastorale e Consiglio per gli Affari Economici ore 15.00 incontro con i gruppi famiglia ore 16.15 incontro con la comunità apostolica ore 18.00 S. Messa e, a seguire, incontro con i genitori dei bambini e ragazzi che si preparano a ricevere la Prima Confessione, la Prima Comunione e la Cresima ore 20.00 circa: cena in oratorio con i gruppi famiglia 5 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como >> Rinati in Cristo Emma Muscia Irene Muscia Robert Marcelo Vasconez Jacomo Dalessio Vasconez Alice Sironi Tommaso Binda Stefano Guggiari Mario Priante Pietro Borghi Rebecca Meroni >> Sposi in Cristo Davide Spinelli con Roberta Cantaluppi Luca De Angeli con Petya Krasteva Mattia Dolci con Astrid Marinoni Andrea Borghi con Simona Andreani >> Hanno raggiunto la Casa del Padre Bruno Giacalone Fernando Schiavon Feliciano Amitrano Maria De Tommaso Emma Luordes Bergna Maria Teresa Stranieri Caterina Di Pietro Maria Bassi ANAGRAFE

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di Francesco Mascolo 20 settembre 2014 La beatificazione della fondatrice del Valduce Madre Giovannina Franchi 6 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como Madre Giovannina Franchi (Como, 24 giugno 1807 - 23 febbraio 1872) la fondatrice delle Suore Infermiere dell’Addolorata, Congregazione che da oltre un secolo e mezzo si occupa di assistenza medica e riabilitativa a Como (con l’Ospedale Valduce), in altre località della Lombardia, nello svizzero Canton Ticino e anche a Buenos Aires (Argentina), sarà beatificata sabato 20 settembre (vent’anni dopo l’apertura dell’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione a cura dell’allora vescovo monsignor Alessandro Maggiolini). Il rito si svolgerà a Como, in Cattedrale (dove Giovannina fu battezzata), durante una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Amato. A fine dicembre 2012 papa Benedetto XVI riconobbe le virtù eroiche di madre Giovannina proclamandola “Venerabile Serva di Dio”. Dodici mesi più tardi, il 9 dicembre 2013, il Santo Padre Francesco – ricevendo in Udienza privata il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi – autorizzava la Congregazione stessa a promulgare il Decreto riguardante un miracolo, avvenuto presso l’Ospedale Valduce di Como nel 1981, attribuito all’intercessione della Franchi. «Si tratta della guarigione da asfissia neonatale grave di una bambina – spiega il postulatore della causa di beatificazione padre Giangiuseppe Califano – . Dopo oltre cinque ore di tentativi di rianimazione falliti, mentre veniva invocata la Serva di Dio Giovannina Franchi, la piccola mostrò alcuni segni di vita: un aumento della frequenza cardiaca, la comparsa di qualche atto respiratorio e il miglioramento della cianosi. A essere sorprendente, e riconosciuto come scientificamente inspiegabile, fu non solo l’istantaneità della guarigione, ma anche la sua completezza, senza cioè quegli esiti neurologici purtroppo inevitabili in questi casi». Le testimonianze di suor Emanuela Bianchini, del Vescovo mons. Diego Coletti; di padre Giangiuseppe Califano. «Non appena ci è stata comunicata la data – osserva suor Emanuela Bianchini, madre generale della Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata – dal nostro cuore si è elevato con grande gioia e commozione al Signore il nostro: “Deo gratias!”. È un raggio di luce che ci permette di camminare in mezzo alle difficoltà avendo la strada illuminata dalla santità evangelica della

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nostra fondatrice madre Giovannina Franchi e dall’affidamento totale al Signore. Ci auguriamo che protegga e benedica la sua Congregazione, il servizio che per amore dei sofferenti cerchiamo di svolgere camminando sulle orme insegnateci, tutte le persone che con amore lavorano presso le nostre strutture e che abbia un’attenzione per la Chiesa tutta ma in modo particolare per la Chiesa comense e per tutte le necessità del mondo. Grande e meravigliosa è stata la sua vita: non ha cercato il suo interesse o il tornaconto personale, anzi ha messo a disposizione tutto ciò che possedeva, persino tutta la sua vita fino a morire di vaiolo nero contagiata servendo questi ammalati». «Essere santi non è un lusso, ma è necessario per la salvezza del mondo. Desidero prendere spunto da queste parole di papa Francesco» – afferma il vescovo monsignor Diego Coletti – per sottolineare la forte assunzione di responsabilità che viene richiesta alla nostra Chiesa diocesana, dove negli ultimi anni abbiamo vissuto la canonizzazione di san Luigi Guanella (23 ottobre 2011) e la beatificazione dell’arciprete Nicolò Rusca (celebrata a Sondrio il 21 aprile 2013), mentre ci prepariamo, a fine estate, ad accompagnare fra le schiere dei beati anche madre Giovannina Franchi. Si tratta di esempi luminosi che s’inseriscono nel solco di una lunga tradizione di Santi e Beati che rendono la nostra diocesi spiritualmente ricchissima. Sono risorse, però, che non dobbiamo limitarci ad ammirare, considerandole inarrivabili. Sono testimonianze che devono attecchire nel nostro cuore. Sono “talenti che vanno trafficati” per il bene dei nostri fratelli. Sono doni per i quali ringraziare. Esprimiamo felicitazioni alle Suore Infermiere dell’Addolorata e le invitiamo a proseguire nella loro opera di assistenza ospedaliera e sanitaria con passione e competenza, sostenute dalla forza della loro fondatrice. Rinnoviamo i nostri sentimenti di gratitudine al Santo Padre Francesco e alla Congregazione per le Cause dei Santi.” «Madre Giovannina – conclude il postulatore padre Califano – ci offre una testimonianza di carità estremamente attuale. È una figura che merita di essere conosciuta e approfondita, a partire dai suoi scritti, così intensi e appassionati. Agiva perché animata da una grandissima fede: per lei, nel sofferente, c’è Cristo. Era una suora molto discreta, che è stata capace di scelte controcorrente: sappiamo che la sua era una famiglia benestante, ma lei ha preferito dedicarsi ai poveri. Inoltre, con estrema umiltà e in silenzio, è riuscita a intervenire efficacemente sul tessuto culturale e sociale della città, introducendo un concetto di assistenza fino ad allora sconosciuto e lasciando delle opere concrete ancora oggi pienamente funzionanti». 7 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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MADRE GIOVANNINA FRANCHI UN CARISMA PER I SOFFERENTI Alla vigilia della sua beatificazione II Carisma è la luce di un dono che si proietta come fascio luminoso in un contesto storico attuale del mondo. Così fu per Madre Giovannina Franchi. Fondatrice delle Suore Infermiere dell’Addolorata, nata a Como il 24 Giugno 1807. Il suo dono specifico fu l’assistenza corporale e spirituale degli infermi. Il Signore la volle per sé ad alleviare le pene di una parte di umanità che soccombeva inerme tra le vicissitudini della storia e l’indigenza della povertà. La Como, dove si sviluppò il Carisma di Madre Giovannina Franchi, nel lontano 1853, era una piccola cittadina circondata nel quadrilatero delle sue antiche mura, dominata dalle sue torri e dal suo castello, come è rilevato dalla mappa del catasto Teresiano. Agli albori del 1800, “il più bel lago del mondo”, ha scritto un poeta, abbelliva già questa cittadina dall’aspetto ancora medioevale con le sue piccole vie tortuose. Tra queste bellezze amene di paesaggi e di casati benestanti. Madre Giovannina Franchi, colse il lato più bisognoso della sua città. La povertà, l’indigenza, la miseria, in cui versavano alcuni quartieri, ove modesti artigiani del tessile cercavano di sopravvivere alla concorrenza crescente dei primi stabilimenti di tessitura, che allora andavano sorgendo. Questa gente doveva lavorare sodo per fare concorrenza ai grossi imprenditori tessili, di conseguenza non poteva dedicarsi alla cura dei propri familiari infermi. Attratta da questi avvenimenti, Madre Giovannina Franchi, si rese docile all’azione dello Spirito Santo dando vita e corposità aìla sua opera. Dio, la chiamava fortemente a servire queste membra sofferenti per lenire le loro ferite con l’olio della consolazione e della speranza. Così con tre compagne il 27 Settembre 1853, l’ideale si concretizzò. Si accasarono alla Contrada di Via Vitani, al centro della città murata, zona molto popolare e povera. Madre Giovannina. acquisterà questa casa con l’intero suo patrimonio dotale, per ospitare i suoi ammalati, gli ultimi i più abbandonati. Così ebbe inizio la storia delle Suore Infermiere dell’Addolorata di Como. Dalle annotazioni della Madre, si rileva che lo sviluppo dell’Istituto non era solo spirituale, ma bensì, anche numerico. Al gruppetto iniziale, si aggiunsero altre cinque sorelle, un piccolo drappello di donne generose che fronteggiavano piene di coraggio le necessità del momento prestando a domicilio, oltre che nella casa acquistata, la loro opera di carità spirituale e corporale, ai più bisognosi, soprattutto a causa dell’epidemia di colera scoppiata in città. La figura della madre Madre Giovannina Franchi, potremmo definirla una donna in pieno possesso della sua maturità umana e spirituale. Colse nelle sue profondità all’età di 46 anni, l’anelito ad una chiamata che visse nella più grande semplicità, pur nella grandezza e sublimità del dono che ricevette. Esplicò quel patrimonio di doti umane che rendono maggior veridicità al contesto della sua vita soprannaturale. Emerge, l’opera della grazia sulla natura, una natura se vogliamo, ricca di casato nobiliare, una cultura, che fino ad una certa età le diede modo di vivere agiatamente e felice nella sua famiglia, quella dei Franchi. Una donna è grande non per il casato, ma per il discernimento interiore che sa fare della sua vita, per i valori essenziali che sa cogliere in sé e concretizzare nel vissuto. Leggiamo dal suo memoriale “... tutto fare e patire per Dio, e per amor suo assistere i poveri infermi: ma con gran cuore”. (Memoriale cit. 28 Agosto 1863). La Madre nello scrivere queste parole, aveva capito tutto il significato del dono ricevuto, e 8 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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su chi doveva effonderlo. Il suo cuore ricolmo di amore di misericordia e di abnegazione, si donò attraverso la totalità della sua persona al servizio umile dei poveri infermi del suo tempo, fu appunto in questa sua opera che contrasse il grave contagio del “Vaiolo Nero”, che in breve tempo la porterà a morte, lasciando nel dolore e nello smarrimento le sue figlie. L’opera apostolica II seme gettato dalla Madre dopo la sua morte fruttificò e divenne albero ubertoso nel cuore della Chiesa. Le sue figlie continuano nello spirito della Fondatrice, ad essere le pie samaritane che leniscono le sofferenze corporali e morali dei fratelli e delle sorelle che incontrano nel loro diuturno servizio. È un miracolo di amorosa misericordia, che continua dal lontano 1853, quando le prime sorelle si riunirono proponendosi come scopo, la gloria di Dio, la santificazione propria, l’assistenza corporale e spirituale degli infermi. Suor Stefania Frangi VALDUCE: LA STORIA La comunità parrocchiale di San Giuliano è orgogliosa di avere sul “proprio territorio” l’Ospedale Valduce. Lo spirito e l’azione della beata Giovannina Franchi si manifestano e si concretizzano anche attraverso l’opera meritoria della struttura sanitaria che, tanto serve e aiuta la nostra città, rappresentando lo Spirito e la presenza di Dio anche dove c’è dolore e sofferenza. La storia dell’Ospedale Valduce comincia nel 1853, anno in cui Giovannina Franchi, nobildonna comasca, fondò, nella Contrada dei Vitani, una “Casa” di accoglienza per i malati poveri della città. Nel 1878 iniziarono poi i lavori per la costruzione di una casa “più consona alle necessità dei tempi”, che consentisse un maggiore spazio di azione. Su una proprietà donata dal canonico Bernasconi, a levante del torrente Valduce, sarebbe infatti in seguito nato quel complesso di costruzioni che oggi ospitano l’Ospedale Valduce. Nel 1879 le sedici consorelle infermiere, guidate da Madre Giuseppina Pozzi, vi si trasferirono dalla Contrada dei Vitani, per proseguire, coerentemente allo spirito della fondatrice, a prestare “opera pia, indefessa, intelligente, caritatevole e sempre gratuita agli ammalati poveri della città”. Con il passare del tempo aumentarono di pari passo le vocazioni e le prestazioni: l’ospizio si trasformava sempre più in una struttura in cui, oltre all’assistenza, si offrivano ai malati cure più qualificate. Entrarono così nella Casa “valenti sanitari” che negli anni della prima guerra mondiale si prodigarono nell’assistenza dei feriti ospitati in quei 70 letti di cui la struttura allora disponeva. Nel 1922 si costituì una “Casa di salute” che venne dotata nel 1928 di una sala operatoria avente gli accorgimenti tecnico-scientifici che le più progredite conoscenze del tempo, nell’arte medica e chirurgica, potevano suggerire. Iniziò così in quegli anni un’attività sanitaria assistenziale moderna. Nel 1962, con successivi ammodernamenti, si avviò la costruzione dell’edificio che rappresenta oggi il corpo centrale dell’ospedale e che nei suoi 8 piani accoglie i vari reparti. La realizzazione dell’attuale, imponente monoblocco, sorto arretrato rispetto a Via Dante e a filo di Via Santo Garovaglio, ebbe inizio nel 1963, sul terreno dove prima avevano sede vigna e giardino e la “Casa Ecclesiastica”. Il nuovo complesso, che diede una configurazione del tutto nuova alla Casa di Cura Valduce e che venne ultimato nel 1968, disponeva di 360 posti letto ed era dotato dei servizi necessari: laboratorio analisi, radiologia, terapia fisica ecc..., sia per i degenti interni all’ospedale che per i pazienti esterni. Svolta fondamentale per la vita dell’istituzione è stata la “Classificazione” del 1974, con cui la Giunta Regionale Lombarda ha attribuito al Valduce la qualifica di Ospedale Generale di Zona. In meno di 100 anni la struttura si è quindi evoluta da casa di assistenza ai poveri della città in ospedale moderno in cui, accanto alla cura dei malati condotta con sofisticate attrezzature, si coltiva con sollecitudine, così come aveva voluto Giovannina Franchi, l’attenzione amorosa per la sofferenza del malato. 9 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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Hanno ricevuto la Prima Comunione il 18 Maggio 2014 Fabrizio Alberio Alessandro Ambrosetti Giorgia Andreetti Sara Baldini Greta Bellieni Pietro Binda Filippo Calabrò Maria Cristina Cante Emma Mafalda Cantoni Giulia Cappelletti Alice Cartacci Servici Beatrice Casartelli Lorenzo Clark William Clark Filippo Denti Filippo Falavena Enrique Fernandez Davide Frigerio Carlotta Fumagalli Federico Ghioldi Alice Girola Giulia Girola Giuseppe Giuliano Beatrice Iadanza Mattia Karau Alberto Lazzari Ludovica Maiella Anna Laura Mazza Chiara Montorfano Sara Montorfano Christian Mossi Maria Muscia Tamara Nahmias Chiara Nikolassy Antonella Orlandoni Alessia Pirletti Viola Radaelli Emma Tigano Piergiorgio Tomaciello Giulia Tomaselli Pietro Torriero Marcelo Vasconez Alice Zen Hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione il 3 Maggio 2014 Anna Tagliabue Agostino Regazzoni Andrea Venturo Birhanu Zamburlini Bianca Romanò Cecilia Denti Elena Santi Federico Bertola Gianmarco Fava Gianmarco Fattorini Giorgia Grammatica Jacopo Binda Joshua Capuno Luca Lavia Luigi Pozzi Magda Franchetto Manfredi Guarisco Mattia Moscatelli Simone Bianchi Simone Buono Tommaso Falavena Verbena Marro William Clark 10 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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Ricordo di Enzo Giussani icordiamo con una Santa Messa, alle ore 18.00 del 1 novembre, a dieci anni dalla morte, Enzo Giussani, persona unica nella storia della nostra Parrocchia. Ha conosciuto e affiancato con grande spirito di servizio tutti i parroci da mons. Bosci a don Notari sino al dicembre 1995, quando, colpito da una malattia invalidante a soli 62 anni, ha dovuto essere ricoverato in un istituto per persone non autosufficienti. E’ stato ministro straordinario dell’Eucarestia, membro del Consiglio Pastorale, da sempre presente nel coro, ha assicurato una partecipazione costante agli ospiti della Casa Famiglia di via Zezio. Impegnato in oratorio ha accompagnato tutti i vicari da don Enrico Luppi ( con cui ha condiviso la grande passione per la montagna) sino a don Luigi Chistolini (1951/1995). La sua disponibilità, la sua dedizione, il suo impegno costante restano in noi come segno di Fede vissuta con fermezza e serenità. Gli amici di sempre R “Certo io valgo nulla... ma in Te credo” Enzo 27/10/93 11 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como RINGRAZIAMENTI... “Buongiorno, desidero ringraziare di tutto cuore la comunità parrocchiale di San Giuliano, con in testa il parroco don Roberto, e con tutti i cari amici che mi hanno accolto il 25 maggio scorso nella S. Messa domenicale che ho celebrato in occasione del decimo anniversario della mia ordinazione sacerdotale. Non saprei da dove incominciare e dove finire con i ringraziamenti particolari: dal coro, ai ministranti, ai lettori, ai fedeli tutti. Desidero anche ringraziare per la bellissima icona di Gesù ricevuta in regalo dalla parrocchia, come ricordo affettuoso. Un grazie particolare ai miei genitori Lorenzo e Gabriella e alle mie sorelle Anastasia, Chiara e Laura, con rispettive famiglie. Che dire... che il Signore vi protegga, e arrivederci al 25° anniversario di sacerdozio!” don Luca Brenna

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Don Corrado Necchi Ex Vicario di San Giuliano Prete Fidei Donum Camerun. La gente coltiva, i bambini vanno a scuola. Poi un giorno… 12 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como Torno dall’Estremo Nord del Camerun. Una regione molto bella dell’Africa, incuneata tra Ciad e Nigeria. La nostra diocesi vi è presente da più di 20 anni con una Missione. È la regione più popolosa e la più povera del Camerun.Tre religioni e quaranta etnie diverse convivevano in pace da ormai quarant’anni. Poi, un giorno, qualcuno, da lontano, ha detto: basta! Forse perché si vuole creare un sultanato, come in Siria, come in Iraq. Forse perché una nuova strategia politica del Camerun cominciava a disturbare i traffici di armi. Forse perché da poco hanno trovato il petrolio nella regione… il conflitto che toccava e massacrava la vicina Nigeria, il terrore e il sangue seminati dai Boko Haram, sono arrivati nel Nord del Camerun. Hanno arruolato a forza i nostri giovani minacciando di sterminare le loro famiglie. Hanno rapito dei bianchi: una famiglia e un prete francesi, due preti di Vicenza e una suora canadese. Amici con i quali collaboravamo nella stessa diocesi. La Nigeria è impotente, il Camerun si è risvegliato tardi, la comunità internazionale tentenna ancora. Come Chiesa e come Missionari siamo stati chiamati a rispondere a tre domande che toccano il cuore della Missione. La prima domanda: andare o restare? Come puoi dire al tuo popolo: “Sono con te, sono qui per te”, e poi, al minimo pericolo, fuggire, abbandonare il gregge come il mercenario del Vangelo? Poi ci siamo resi conto di vivere una nostra situazione particolare. Eravamo pronti a restare per condividere la sofferenza del nostro popolo. Ma, in quella situazione concreta, restare significava diventare semplice merce di scambio in mano ai terroristi per comprare le armi, per permettere uno scambio di prigionieri, per essere scudi umani contro l’esercito, per dar loro pubblicità in tutto il mondo. Abbiamo capito, con sofferenza, che ci sono momenti in cui devi lasciare, devi partire, per poter veramente restare e aiutare chi ami. La seconda domanda: cosa ne sarà

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delle opere? Tre parrocchie, un liceo, una scuola professionale, una per sordomuti, una per ciechi, pozzi, progetti agricoli… Quale futuro? Come potranno continuare a funzionare? Poi abbiamo capito che la storia della missione è storia di persecuzioni che obbligano a lasciare, a partire. Di fronte ad una porta chiusa, è Dio che ne apre altre. Senza la persecuzione, gli apostoli sarebbero ancora a Gerusalemme. Forse S. Paolo non sarebbe mai arrivato a Roma. Invece… Abbiamo sempre fatto tanto, forse è il tempo di lasciar fare, di fidarsi, di lasciar camminare. Abbiamo capito che ci sono momenti in cui devi tirarti indietro, per permettere ad altri di andare, di fare. La terza domanda: in questo momento difficile, quale cambiamento di stile di missione Dio ci sta chiedendo? Per anni abbiamo organizzato, costruito, aiutato, grazie anche alle offerte che la generosità dei fedeli ci confidavano. I missionari rapiti, e ora liberati, ci parlavano di una situazione di spoliazione: “Non potevamo far niente, vivevamo veramente come i nostri carcerieri, senza niente, 58 giorni sotto un albero, 1 bidone d’acqua al giorno”. Abbiamo capito che ci sono momenti in cui non basta dare, fare, ma bisogna essere capaci anche di ricevere, di ascoltare, di condividere. Non conosciamo il futuro della nostra missione diocesana in Camerun. Un nostro missionario diceva: Se ci sarà data la grazia di tornare, sarà il segno che molte sofferenze sono state evitate al nostro popolo. Ma se ciò non avverrà non dobbiamo pensare che noi siamo indispensabili. Il Signore non farà mancare lo Spirito Santo ai cristiani del Camerun! Nella chiesa di Rhumzu, dove servivo, c’è un calice con una scritta sul fondo: “Dono della comunità di San Giuliano in Como a mons. Alessandro Maggiolini, per la missione diocesana in Camerun”. Un legame di pre- ghiera decennale, reciproco, che vi fa onore. Continuate, vi supplico, a portare nel cuore quella che considero “la mia gente” in terra africana. Come io ho sempre portato nel cuore e considerato voi “la mia gente”, primi parrocchiani della mia prima missione in terra italiana. 13 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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IL PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA Dall’11 al 18 agosto una ventina di parrocchiani ha partecipato al pellegrinaggio in Terra Santa. Scelta non facile a causa della situazione di guerra in corso nella striscia di Gaza. L’esperienza si è rivelata profonda e indimenticabile. Percorrere le strade e i luoghi dove è passato Gesù per raggiungere le sorgenti della fede. “Missione possibile”, l’impressione di un giovane 15enne No, non siamo gli ottimisti emuli di Tom Cruise, bensì il gruppo di 20 pellegrini partiti un tranquillo e anonimo lunedì di agosto per la Terra Santa. Eravamo 20 più o meno giovani... più o meno “forti”... e siamo tornati con magnifici ricordi. Sono stati otto giorni molto particolari e abbiamo vissuto esperienze uniche, come la santa Messa, noi soli, al santo Sepolcro. Ci pensate? Ancora oggi io crederci! Ero già stato in quei posti, nel 2009, ma non così, non avevo vissuto emozioni tanto forti! Qualcuno ha detto che partire, vista la situazione politica e militare, è stato un vero e proprio “atto di fede” e perchè no? Fidarsi di Dio, non è forse la cosa più bella? Davide Giacalone 14 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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Viaggio nella storia della salvezza Un viaggio nella storia e nella geografia della salvezza: questo è stato il pellegrinaggio della nostra parrocchia in Terra Santa dall’11 al 18 agosto. Un viaggio nato all’insegna della difficoltà e proseguito in mezzo alle divisioni ed alle contraddizioni di questa terra unica e senza pace. Già da prima di partire le tragiche notizie di guerra a Gaza hanno, purtroppo, fatto rinunciare molte persone dal partire. Il gruppo si è molto assottigliato: siamo rimasti in 20 da oltre 60 iscritti iniziali. Il pellegrinaggio, nelle sue tappe essenziali, ha seguito, la storia del Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi: Nazareth, l’annuncio ed il sì di Maria; Betlemme, la nascita di Gesù; Gerusalemme, la morte e la Resurrezione del Cristo. Nazareth e la Galilea, con il mare di Tiberiade, colpiscono per la bellezza e serenità del paesaggio, una terra che ha visto crescere e vivere Gesù per i suoi primi trenta anni di vita e per una buona parte del suo ministero pubblico. A Nazareth, visitando la Basilica della Annunciazione, l’unica non contesa tra le diverse confessioni cristiane, si coglie che qui tutto ha avuto inizio, grazie all’iniziativa di Dio ed alla disponibilità di Maria: la salvezza parte sempre dall’amore di Dio ma ha bisogno della adesione libera delle donne e degli uomini. A Cafarnao si prova una grande emozione nel visitare gli scavi della Sinagoga e della Casa di Pietro, due luoghi ricordati dai Vangeli nei quali Gesù ha trascorso molte giornate della sua vita terrena. A Betlemme si iniziano ad incontrare le divisioni politiche e religiose di questa terra. Betlemme è circondata dal muro costruito dallo stato di Israele per la sua sicurezza, ma che imprigiona i suoi abitanti palestinesi. Nella Basilica della Natività, contesa da tre confessioni cristiane, si coglie lo scandalo delle divisioni dei cristiani, ancor 15 settembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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