CatAnIA Anno II Numero 1 s.s.2014-2015

 

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CatAnIA Anno II Numero 1 s.s.2014-2015

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CatAnIA Associazione Italiana Arbitri n.1 Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989) La strepitosa cavalcata di Nino Santoro verso la Serie A 1

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REDAZIONE CatAnIA Anno II n.1 / S.S. 2014-2015 Federazione Italiana Giuoco Calcio Associazione Italiana Arbitri – Sezione di Catania Piazza Cavour,19 – 95125 Catania (CT) Tel 095/441827 DIRETTORE Cirino Longo CAPO REDATTORE Salvatore Contrafatto COMITATO DI REDAZIONE Emanuele Amato, Cristina Anastasi, Antonino Di Rosa, Marco Fallanca REALIZZAZIONE GRAFICA E IMPAGINAZIONE Salvatore Di Stefano E-mail: rivista@aiacatania.it Gli articoli della rivista "CatAnIA" possono essere riprodotti, previa specifica autorizzazione, alla esplicita condizione che non vengano modificati e che ne sia citata la fonte. Scritta dagli arbitri per gli arbitri! 2

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SOMMARIO 4 In Serie A con Nino Santoro Online solo sul sito AIA CATANIA 7 Intervista a Bruno Rizzo, ultimo assistente catanese in Serie A prima di Santoro 12 News dalla Sezione Al rientro sui campi, tra promozioni, riconferme ed esordi 9 Il compagno di 1000 battaglie: Giuseppe Tudisco Nino Santoro Racconta il collega e amico che lo ha accompagnato durante la lunga scalata 16 CONSIGLIO DIRETTIVO Stagione 2014/15 18 Progetto Top Referee 3

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IN SERIE A CON NINO SANTORO L'esercito del Ponto occupava la collina dominata da Zela, mentre Cesare prese possesso di un'altura vicina. I Romani stavano ancora rinforzando la propria postazione quando i nemici partirono improvvisamente contro di loro, cogliendoli alla sprovvista; dopo i primi momenti di confusione, nei quali i Romani ricevettero le maggiori perdite di uomini, Cesare riuscì a organizzare l’esercito in una linea di difesa, poi a contrattaccare con le sue quattro legioni: l’esercito del Ponto dovette retrocedere disordinatamente dalla collina, per poi essere completamente sconfitto. assistente preparato atleticamente, tatticamente e sicuro in ogni fase della gara. E così, dopo sole 15 gare di serie B, il 13 Marzo è arrivata la notizia della designazione nella massima serie e tutti si sono stretti intorno a Nino per condividere con lui l’orgoglio dell’esordio più importante. In quel momento si è visto, ancora una volta, lo spirito di appartenenza Per la sezione di Catania un risultato che resterà nella storia perché da quindici è anni non assaporava la nella storia perché da soddisfazione di vedere un proprio associato calcare i prati quindici anni nonl’ormai della massima serie calcistica nazionale: era infatti lontana stagione 1999/2000 quando Bruno Rizzo faceva la sua ultima apparizione in serie A. Abbiamo voluto che Nino ci raccontasse quel che si vive in quei momenti: dall’arrivo della designazione agli istanti che precedono la gara, alle emozioni che si provano nel vivere il “sogno”. La prima stagione in CAN B è stata contrassegnata da un rendimento continuo e senza sbavature; nessun arbitro né assistente neopromossi avevano ancora esordito nella massima serie e neanche vi erano stati dei segnali da parte della commissione guidata da Domenico Messina (oggi designatore CAN A n.d.r.) tanto che, quando il 13 Marzo ha ricevuto la chiamata dell’arbitro Angelo Cervellera, Nino ha pensato ad una inaspettata doppia designazione in serie B. Solo quando l’arbitro ha riferito che la gara fosse a Bergamo, dopo qualche attimo di silenzio, ha realizzato di essere in SERIE A. E che gara: Atalanta-Sampdoria! Era il mese di Settembre 2013 quando usciva il numero 0 della rivista “CatAnIA” con la copertina e l’articolo principale dedicati all’avvenimento più importante per la nostra sezione: la promozione in CAN B per l’assistente Antonino Santoro. Il racconto della carriera dell’assistente catanese si concludeva così: “Siamo certi che questa storia è ancora ben lontana dalla sua conclusione, il gabbiano ha voltato la prua verso l’alto, ha spiegato le ali e si è indirizzato verso l’azzurro del cielo, verso una meta irraggiungibile per gli altri gabbiani, verso un sogno che si può quasi accarezzare”. Tutti aspettavamo e speravamo che Nino, come in altre occasioni, bruciasse le tappe e ci regalasse l’esordio in Serie A nel minor tempo possibile; e lui, preciso e puntuale come sempre, ha iniziato la stagione con le solite grandi prestazioni, quasi non sentendo il passaggio di categoria ma anzi facendo risaltare maggiormente le sue doti di 4

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Da quel momento è stato un susseguirsi di chiamate e messaggi fino a domenica. Tutti, infatti, volevano condividere con Nino questo momento così importante, dalle persone a più vicine a quelle lontane: amici, colleghi di tutta Italia ma anche ex compagni di scuola che non sentiva da tempo. Mantenere la calma e la concentrazione adeguate per affrontare la gara non è stato semplice ed è anche per questo motivo che Nino ha deciso di anticipare di qualche ora la partenza per arrivare a Bergamo nella mattinata di sabato ed entrare maggiormente nel clima gara; già nell’incontro con i cinque colleghi si è cercato di focalizzare maggiormente l’attenzione sulla partita, lasciando da parte le normali emozioni: l’arbitro Angelo Cervellera di Taranto, alla sua quarta direzione in Serie A (transitato a fine stagione alla CAN A), l’AA2 Salvatore Longo di Paola, al primo anno di CAN A, gli addizionali Leonardo Baracani di Firenze, alla CAN dal 2008, e Fabio Maresca di Napoli, transitato come arbitro in CAN B nel 2013 ma soprattutto l’assistente internazionale Renato Faverani di Lodi hanno fatto di tutto per rasserenare gli animi e ricordare come fosse una partita di calcio come le altre con 22 giocatori in campo protagonisti dell’evento. Il collega Faverani, già designato per i mondiali in Brasile dove avrebbe poi diretto la finale Germania- Argentina collaborando Nicola Rizzoli insieme ad Andrea Stefani, si è subito mostrato disponibile e premuroso dispensando consigli utili e impreziosendo ancora di più una giornata di per sé indimenticabile. Il breafing di domenica mattina è servito per puntualizzare i compiti da svolgere, l’aiuto degli addizionali, infatti, riduce il terreno di gioco di competenza dell’assistente che può concentrarsi maggiormente sul fuorigioco. Nel percorso in taxi dall’albergo allo stadio è iniziata a salire l’emozione; la splendida accoglienza dei dirigenti locali, con i numerosi complimenti per l’esordio e il dono della maglia con il nome, le ultime disposizioni in campo e il consueto riscaldamento hanno preceduto il momento in cui tutte le sensazioni sono esplose: il tunnel che dagli spogliatoi porta al terreno di gioco e l’ingresso in campo, per la prima volta in sei, sono sembrati infiniti e tutti gli episodi della carriera arbitrale, il primo fischio, le gare dirette, le trasferte, gli allenamenti, i colleghi sono passati veloci nella mente. Ogni esordio ha il suo fascino e sono tutti indimenticabili ma lì ci si rende veramente conto di aver realizzato il sogno che unisce tutti gli aspiranti arbitri quando iniziano il corso. La prima segnalazione riporta alla realtà e, sbloccati la mente e il cuore, ci si trova a desiderare che quella partita possa durare all’infinito: i 90 minuti sembrano troppo pochi per soddisfare quelle sensazioni tanto attese, orgoglio di una sezione che da troppo tempo non era protagonista sui palcoscenici del calcio nazionale, in attesa che il testimone passasse nelle mani di un nuovo massimo esponente etneo. Il padre e la sorella di Nino, presenti in tribuna per condividere il meraviglioso momento, sono stati i primi ad abbracciarlo alimentando ancor più l’emozione dell’esordio dopo l’ottima prestazione in campo; tutti i colleghi davanti alla TV hanno accompagnato con trepidazione ogni decisione del nostro assistente. Solo a fine giornata, finalmente a casa, la stanchezza prende il sopravvento e il corpo si abbandona lasciando spazio ai sogni, seppur consapevole che il sogno più bello è appena diventato realtà. 5

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E’ passato appena un anno da quel primo numero della rivista, una stagione piena di successi e soddisfazioni che sarà ricordata per la velocità con la quale Nino ha salito il gradino che lo ha portato all’esordio nella categoria più ambita. Ma tutti siamo convinti che la scala non sia ancora finita e Nino ci regalerà la gioia di conquistare altri traguardi, di immortalare altri grandi stadi e festeggiare altri trionfi. Dopo la vittoria, Cesare si recò a Zela e da lì inviò a Roma il famoso messaggio nel quale, volendo annunziare la straordinaria rapidità di questa spedizione, scrisse tre sole parole: "Veni, vidi, vici". 6

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Intervista a Bruno Rizzo, ultimo assistente catanese in SERIE A prima di Santoro Era l’ormai lontano 2000 quando Bruno Rizzo, e con lui la sezione di Catania, faceva la sua ultima apparizione in Serie A; per l’assistente catanese l’approdo alla SERIE A è stato il giusto coronamento di una carriera ad alto livello dopo ben cinque stagioni alla CAN C come arbitro. E’ stato proprio Bruno, lo scorso 16 Marzo, a passare a Nino Santoro, in un’ideale staffetta, l’ipotetico testimone che era rimasto in sospeso per troppo tempo; incontriamo il componente CRA (da due stagioni si occupa infatti degli assistenti regionali insieme a Michele Giordano) per sentire le sue impressioni adesso che, finalmente, non ha più lo scomodo titolo di “ultimo catanese in Serie A”. Bruno, a quasi 15 anni dalla tua ultima gara in CAN come reputi sia cambiato il gioco del calcio? <>. Questo “adeguamento” in cosa consiste? <>. Dall’alto della tua esperienza, che consigli ti senti di dare agli assistenti? <>. Bruno parliamo brevemente della tua carriera <>. 7

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Parliamo di raduni, come erano strutturati e che differenze vi sono rispetto ad oggi? <>. Bruno durante l’anno come ti organizzavi con gli allenamenti? <>. il cancello si chiudeva e si riapriva solo quando andavi via. Erano 10 giorni veramente pesanti, ci si allenava 3 volte al giorno, il mangiare non era un granché in quanto il menu (consistente di molta verdura, carne bianca, legumi e pasta) era studiato per fornirci tutte quelle sostanze nutritive necessarie ad affrontare gli allenamenti. Mediamente, a livello di peso corporeo, si perdevano 10 kg in 10 giorni: partivi 80 kili e tornavi 69-70 kg! La modalità dei quiz tecnici invece era molto simile a quella di adesso e, così come adesso, vi era moltissima disciplina: la giornata iniziava alle 7.30- 8 con la colazione e finiva a mezzanotte con le riunioni tecniche, e così era per tutta la durata del raduno. Cosa ti ha lasciato questa esperienza? << Sono stati anni belli, è stata un’esperienza irripetibile, ho calpestato terreni di gioco e conosciuto giocatori che sono nella storia. Ho conosciuto molti colleghi e con molti di loro sono ancora in contatto, alcuni di questi sono in commissione nazionale e tra questi ricordo con piacere il presidente nazionale Marcello Nicchi al quale ho fatto da assistente e che ho avuto anche come OT: tutt’oggi, ogni volta che lo incontro, c’è sempre tanta stima e rispetto reciproco. Infine voglio ringraziare la sezione di Catania per dove sono arrivato, perché senza una buona sezione alle spalle che “ti spinge” non puoi arrivare a certi livelli>>. Grazie! 8

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Il compagno di 1000 battaglie: Giuseppe Tudisco Nino Santoro racconta il collega e amico che lo ha accompagnato durante la lunga scalata Nel libro della nostra sezione, vorremmo raccontare un po' di chi ha contribuito a scriverne alcune delle pagine più belle: Giuseppe Tudisco, che ha appena chiuso la sua "storia" con il terreno di giuoco, dopo quattro intensi anni sui campi della Serie C come assistente arbitrale. Il suo percorso, come per tutti noi, inizia da arbitro, ruolo nel quale mostra subito le sue capacità esordendo, dopo solo due anni di tessera, in Eccellenza nel dicembre del 2002. Nella massima categoria regionale opera fino al 2005 quando, primo incrocio della vita con l'attività arbitrale, Peppino intraprende la strada della ricerca della giustizia provando il concorso per la Polizia dello Stato e, insieme a questa, dopo aver sfiorato il passaggio a livello nazionale come arbitro, arriva la scelta di Peppino anche nel campo arbitrale con il passaggio ad assistente: una scelta vincente. Dopo solo un anno a disposizione del CRA Sicilia, viene promosso alla Can D al termine della stagione 2006 -2007 e l’esordio in Serie D gli riserva uno degli stadi più blasonati della nostra Sicilia: il Nicola De Simone di Siracusa per la gara Siracusa - Campobello di Mazara. Ed ecco arrivare il secondo incrocio della vita: Peppino vince il concorso e viene chiamato a Trieste per la scuola di polizia. Anche in questa circostanza, mostra il suo attaccamento alla nostra maglia: non molla e continua la sua attività dal Friuli non dimenticando mai la sua sezione. Così arriva al terzo anno in CAN D nella stagione 2009-2010 che si rivelerà una cavalcata vincente che porterà il nostro Peppino in Serie C (dove ai comandi ritroverà Stefano Farina), culminata con la perla della finale di Coppa Italia di Serie D: in coppia con Allegra di Messina a collaborare l'arbitro Alessio Petroni di Roma 1, protagonisti di fronte a oltre 10000 spettatori della gara Matera –Voghera, con diretta televisiva su RAI sport. 9

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In questo periodo nasce il connubio indissolubile con Nino Santoro tant'è che per i colleghi della C non esisteva più la coppia, bensì TudiscoSantorodiCatania, come se fossero un’unica persona a rappresentarci tutti. Indimenticabile l'esordio nella Coppa Italia maggiore Tim l’8 Agosto 2010 nella gara CosenzaLucchese con l’arbitro Gaetano Intagliata e Fabio Giallanza IV ufficiale. Ma, come già detto, l'intreccio con la vita di ogni giorno non finisce per Peppino che infatti, dopo una piccola parentesi di rientro a Catania, viene assegnato come agente nella città di Reggio Calabria, e porta con sé un valore aggiunto: quella che oggi è sua moglie, l'inseparabile Serena. Ma l’idea di lasciare la nostra sezione, anche nei momenti più difficili, non lo ha mai sfiorato minimamente che anzi rilancia e già al primo anno in CAN C arriva l’esordio in prima divisione nella gara Pergocrema – Spezia, il 27 febbraio; da qui una escalation con un ottimo secondo anno culminante con la partecipazione all'appendice di fine campionato: la convocazione al raduno play off. In questa occasione nasceranno anche legami di amicizia indissolubili: resterà per sempre scolpita nei ricordi la trasferta con Michael Fabbri e il suo compagno inseparabile Nino nel big match Foggia Sorrento che lui ritiene la “sua gara”, quella che tra tutte porterà nel cuore e il confronto -salvezza Pavia – Spal; ma non sarà quella la ciliegina più bella della sua torta: il 18 /03 /2012 è la data in cui nascerà sua figlia Cristina. Ma di certo Peppino non si ferma qui e al terzo anno continua a scendere in campo nei più prestigiosi stadi della Serie C: Salerno, Benevento, Cremona, Avellino, Trapani, Pisa, Frosinone, Cosenza, diverse dirette televisive e un nuovo invito al raduno di fine anno; via così fino all’ultima gara: Cosenza - Teramo del maggio 2014 compiendo sempre fino alla fine con il massimo dell'impegno la missione arbitrale. 10

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In realtà non è quella l’ultima sfida anzi ne inizierà una ancor più esaltante che non è tanto quella di Osservatore ma piuttosto di mettersi a disposizione per i ragazzi della nostra sezione; tutto questo non prima di convolare a nozze con l’amata Serena, il 31 maggio del 2014, perfetto culmine dei due percorsi che si sono incrociati più volte: quello arbitrale e quello di uomo. 11

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News in pillole dalla Sezione - Al rientro sui campi, tra promozioni, riconferme ed esordi Al termine dell’ormai trascorsa stagione sportiva, in data 2 luglio, vengono comunicate le promozioni in ambito nazionale che vedono protagonisti tre associati della Sezione di Catania: l’A.A. Roberto Fraggetta, che aveva concluso la stagione con la direzione della finale di Coppa di Promozione, transita dall’Eccellenza alla CAN D; l’O.A. Enrico Ventura viene inquadrato nell’organico CAI. L’O.A. Fabio Giallanza, osservatore da un anno dopo sedici anni di fischietto, ha avuto approvata la sua domanda per l’inserimento in CAN D. Esordio per Fraggetta il 7 settembre scorso, in qualità di A.A.1, nella gara Hinterreggio - Neapolis del girone I presso il comunale di Villa San Giovanni. Riconfermati gli A.A. Antonino Santoro e Salvatore Sangiorgio, rispettivamente in CAN B e CAN PRO. Santoro è già stato impegnato nel secondo turno eliminatorio di Tim Cup come A.A. 1 nella gara Trapani Cremonese e conta già due presenze in Serie B: Frosinone – Brescia e Vicenza - Ternana. 12

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L’A.E.B.S. Salvo Contrafatto è sceso in campo presso la Domusbet Arena beach stadium, in occasione delle finali scudetto di beach soccer dove sono state assegnate la Supercoppa Italiana e il titolo di Campione d’Italia 2014. Altro anno in CAN D per l’A.E. Luigi Fichera, per gli A.A. Emanuele Amato e Andrea Cultrera, e per l’O.A. Umberto Raspante. Account Twitter @AIA_CatAnIA e nuovo sito sezionale presentato durante la prima riunione plenaria della stagione sportiva 2014/15. 13

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Davide Musumeci, dismesso dalla CAI, supera il corso di qualificazione alle funzioni di Assistente Arbitrale svoltosi ad Ostia sotto la Commissione presieduta dal Componente del Comitato Nazionale Rosario D’Anna. Con l’ammissione dei 31 assistenti, ritenuti idonei, che vanno a completare gli organici degli OTN, l’A.A. Davide Musumeci viene inquadrato nell’organico della CAN D, dove esordisce in qualità di Assistente Arbitro 2 in occasione dell’incontro Rende Battipagliese presso lo stadio "Marco Lorenzon". La squadra di calcio sezionale nuovamente sul podio del “Torneo dell’amicizia e della memoria” svoltosi presso il villaggio di Calanovella in provincia di Messina; un cammino interrotto solo in semifinale dalla sconfitta per 2-1 contro la sezione di Messina dopo aver sconfitto Enna, Agrigento (nel girone eliminatorio) e Barcellona nei quarti di finale. 14

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Al Comitato Regionale Arbitri SICILIA confermato nella commissione l’A.B. Bruno Rizzo, che si occuperà degli assistenti arbitrali, Antonino Di Paola e Tony Taranto confermati come collaboratori CRA; Nel Settore Tecnico tutti confermati i nostri associati: l’A.B. Ugo Pirrone nell’Area Formazione: Modulo Mentor/Talent Program UEFA Convention, l’A.B. Angelo Pellicanò nell’Area Studio: Modulo Bio-Medico e l’A.B. Carlo Caponcello nella commissione esperti legali. Agostino Spadaro, già referente atletico sezionale, viene nominato referente atletico regionale. Riccardo Delpopolo Carciopolo collaborerà con il referente informatico. Cogliamo l’occasione per augurare ancora una volta un buon inizio di stagione a tutti gli associati in rientro sui campi e per rivolgere un “in bocca al lupo” ai colleghi sopracitati, nella speranza possano continuare a dare lustro alla nostra Sezione. 15

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