professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014

 

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Bimestrale dedicato all'operatore del turismo montano

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MARKETING DEL TURISMO Forum Alpinum '14 p.8 Organo ufficiale PIM Professioni In Montagna Collegio Nazionale Maestri Sci Italiani professione MONTAGNA Anno XXVII° n° 128 Settembre/Ottobre 2014 ANTEPRIMA DI STAGIONE-LE AZIENDE INFORMANO Lo stato dell'arte e i programmi p.27 MOTORI SULLA NEVE Novità motoslitte 2014/2015 p.12 Comunicazione/Stampa Srl Spedizione in abb.to postale 45% Art. 2 Comma 20b Legge 662/96 Filiale di Milano 6,00 Euro www.leitner.it THE 4 SEASONS ARE OUR PLAYGROUND. 69 Ranger Alpine 1200 4-TEC Adventure Grand Tourer 900 ACE Outlander MAX 1000 XTP ASSOCIAZIONI/ANEF ALTO ADIGE La relazione del presidente Siegfried Pichler p.50 OSSERVATORIO LEGALE La posizione di garanzia del gestore p.56 ESERCENTI FUNIVIARI Intervista a Valeria Ghezzi p.4

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EDITORIALE N di Roberto Binda Il sistema per «fare sistema» ei giorni della «chiusura» di questo primo numero di pM della nuova stagione editoriale, il risultato del referendum scozzese sull’indipendenza dalla Gran Bretagna mi ha indotto ad alcune riflessioni che non attengono soltanto a certe pulsioni geopolitiche della nostra epoca ma si rifrangono anche sul nostro mondo, il piccolo grande mondo della montagna e del turismo da essa generato. Sul piano politico internazionale, la vittoria del «sì» alla secessione della Scozia dall’Inghilterra avrebbe incoraggiato spinte separatiste in molte altre regioni europee che richiedono autonomia dai governi centrali per motivi diversi, etnici, religiosi, culturali, economici. Per favorire la vittoria del «no» è certo che la classe politica inglese abbia dovuto promettere e dovrà concedere maggiori margini di autodeterminazione alla Scozia creando comunque un precedente che probabilmente altri vorranno seguire anche in seno all'Unione Europea, visti i già conclamati e ricorrenti tentativi a Nord e a Sud del continente di singoli movimenti nazionalistici per uscire dall'Unione. Quell’Unione che dovrebbe sempre più crescere e compattarsi per competere nel nuovo mondo globalizzato e invece cova dentro di sé i germi dei nazionalismi e dei particolarismi. E ora, con un balzo forse temerario ma credo pertinente, spostiamoci dal piano alto della geopolitica internazionale al nostro livello: che cosa succede nel microcosmo indigeno del turismo della montagna? Ascolto da anni, in ogni occasione di convegno e/o tavole rotonde, prolusioni che predicano la necessità di «fare sistema»! Sento affermare categoricamente da anni: «Occorre perseguire e trovare finalmente una comunione di intenti che vada incontro agli interessi trasversali di tutte le categorie professionali che operano in montagna». Con quale obiettivo? In estrema sintesi far sì che la montagna sviluppi tutte le sue potenzialità d’attrazione e torni ad essere una destinazione turistica nuovamente interessante per la clientela italiana e non solo. Dietro il movimento turistico della montagna si muovono interessi giganteschi e decine di migliaia di posti di lavoro legati all'ospitalità alberghiera, alla pratica dello sci, all'insegnamento, alla vendita e al noleggio dell'attrezzatura tecnica per le varie pratiche sportive invernali ed estive. Ma perché non riusciamo a fare fronte La Scozia è rimasta nel Regno Unito, l'ANEF rischia di dividersi. Il nostro turismo è in cerca di un rilancio e ha bisogno di perseguire una politica unitaria e solidale comune nei confronti, innanzitutto, di quella politica che snobba da sempre i nostri problemi? «Fare sistema» dovrebbe voler dire presentare il turismo della montagna in modo organico e unitario mentre spesso i tentativi di dialogo con le istituzioni sono portati avanti singolarmente in modo frammentario e scoordinato dall'una o dall'altra categoria professionale, convinta probabilmente di poter spuntare benefici maggiori a discapito delle altre realtà associative o geografiche. Che piaccia o no abbiamo capito a nostre spese che non è così! È risaputo (lo dice la nostra storia, basta rileggere Guicciardini e la sua teoria sul raggiungimento del «particulare» ) che, tra le diverse virtù, un carattere dominante dello spirito italiano si manifesta in un istinto individualista e anarcoide. Siamo famosi nel mondo per la capacità di «arrangiarci» sempre e comunque, ognuno per sè. Sono convinto che questa italica propensione sarebbe un pregio capace di diventare un prezioso valore aggiunto se la proverbiale genialità del singolo confluisse in una forza comune tesa al bene comune. Invece no, noi ci dividiamo sempre. Ognuno pensa al proprio orticello, pianta paletti di recinzione, alza steccati. Benedetta sia la concorrenza, ma il campanilismo e l’egoismo «particulare» di guicciardiniana memoria sono tutt' altro e certe situazioni paradossali e anacronistiche come il disaccordo tra operatori addirittura della stessa località sono ormai davvero incomprensibili per non dire autolesionistiche. Lungi da me il proposito di voler generalizzare il discorso perché sulle montagne italiane esistono (eccome!) esempi di eccellenza, di unità e collaborazione; località e comprensori che, guarda caso, dichiarano un andamento positivo e in crescita della propria attività. La filosofia editoriale della nostra rivista espressa nella testata stessa di «professioneMontagna» ha inteso, sin dalla propria nascita nel 1988, «fare sistema» abbracciando gli interessi d'informazione di tutte le categorie imprenditoriali, professionali e tecniche del turismo della montagna. Questa scelta di trasversalità ha condizionato a volte la presenza pubblicitaria di aziende che ritengono di essere confuse all'interno di una generalità piuttosto che essere partecipi di una propria specificità, dimenticando, a mio modo di vedere, che il concetto del «fare sistema» passa innanzi tutto attraverso l'informazione e la conoscenza delle problematiche altrui. n professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014 1

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Sommario 12 4 18 20 24 1 EDITORIALE Il sistema per «fare sistema» di Roberto Binda 4 L'INTERVISTA «Lavorare in squadra per superare le difficoltà e costruire il futuro» FORUM ALPINUM 2014 La montagna da amare e da valorizzare MOTORI SULLA NEVE l Intercom Dr. Leitner Una scuderia di fuoriclasse per tutte le occasioni l Alpina La forza delle prestazioni, la certezza dell'affidabilità l Arctic Cat/Snopex Born in U.S.A. l Yamaha Motoslitte amiche e polivalenti per trasformare il lavoro in puro piacere l Kässbohrer Geländefahrzeug Snowsat: professione regista Pistenbully: cambio di fune PowerBully: i congolati tuttofare Valeria Ghezzi Bernard Claudio Motors Un indirizzo a misura di motori l RF Moto Mezzi, motorizzazioni e cingoli per tutti i terreni l Prinoth Leitwolf: potenza, pulizia, polivalenza, precisione l 14 8 27 12 28 ANTEPRIMA DI STAGIONE l MND Italia Ripresa a pieno ritmo nella sede di Gussago l DemacLenko Sempre più leader della "neve sicura" tra le Alpi e nel mondo l Leitner ropeways La Vegas vista dall'alto DirectDrive, efficiente e "risparmioso" La funicolare di Verona: un ascensore nella storia A Funäsdalen dal centro in montagna in soli tre minuti l Seppi M. Scende in pista l'ecologia l FAR Sciare al sicuro senza problemi l TechnoAlpin I progetti in Italia e nel mondo l Neveplast Vai con liscio! l Liski Sempre in prima linea tra sicurezza e sport l CCM Serietà piemontese, orgoglio italiano 30 2 professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014 31 32

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47 63 ASSOCIAZIONI/ANEF ALTO ADIGE 50 La relazione del presidente Siegfried Pichler Le mille battaglie sul fronte di un "mercato" sempre più difficile OSSERVATORIO LEGALE di Marco Del Zotto Sunkid Le discese ardite e le risalite... l Caprari L'acqua in pugno l Wintersteiger Servizi aggiuntivi «all inclusive» a Versciaco l Gea Le formule sicure per il divertimento l Spm La collaborazione farà la forza l 56 La posizione di garanzia del gestore La rigorosità della Cassazione Penale MARKETING DEL TURISMO FIERE E CONVEGNI l Skipass 2014 Nella vetrina di un nuovo inverno 58 Eppur si muove... 63 PASSION for SNOWMAKING 3 www.technoalpin.com 41 42 36 professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014

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L'INTERVISTA «Lavorare in squadra per superare le difficoltà e costruire il futuro» Il nuovo presidente dell’Associazione nazionale Esercenti funiviari parla del proprio impegno alla guida dell’organismo di rappresentanza degli impiantisti chiamato a sanare una ferita che si è aperta al proprio interno e a superare le criticità che, in Italia, rendono particolarmente difficoltoso il rilancio del turismo legato alla montagna invernale e alla pratica dello sci R innovarsi ed evolvere pur nella continuità di una funzione istituzionale di rappresentanza operativa ormai da diversi decenni; consolidare il proprio ruolo centrale e trainante ma nello stesso tempo coltivare con apertura e impegno il dialogo e la collaborazione con tutti gli operatori professionali del sistema economico legato al turismo invernale e, più in generale, al turismo montano; individuare soluzioni alle criticità tipicamente italiane che affliggono l’operatività, la gestione e le potenzialità di sviluppo delle imprese funiviarie del nostro Paese; sanare al più presto, prima che la ferita diventi troppo profonda, il disagio che all’interno dell’organizzazione ha condotto, dopo l’assemblea di Pallanza del 2013, ad una iniziativa «secessionista» denominata Federfuni attivata da parte di alcune associazioni territoriali (Piemonte e regioni appenniniche) e alcune realtà locali della Lombardia (Bormio). Di questi e di altri temi Professione Montagna ha parlato con Valeria Ghezzi, eletta nuovo presidente dell’ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) nell’assemblea di Bolzano dell’11 aprile scorso in sostituzione di Sandro Lazzari che ha lasciato l’incarico dopo ben vent’anni di lavoro alla guida dell’Associazione membro di Confindustria e rappresentante degli interessi delle società impiantistiche operanti in Italia in montagna ma non solo ed esclusivamente in montagna. Dopo l’esperienza vissuta a capo dell’Associazione territoriale del Trentino per quattro anni , Valeria Ghezzi affronta le sfide del suo nuovo, oneroso incarico a livello nazionale con la consapevolezza dell’impegno («Bisogna cambiare tante cose. Ed io a cambiare ci proverò. Tutti dobbiamo sforzarci di cambiare mentalità, ognuno degli attori del nostro mondo deve recitare correttamente il proprio ruolo ma con la disponibilità ad interloquire con gli altri »), sapendo di contare su un nuovo consiglio direttivo che nella sua composizione «già rappresenta un segnale di rinnovamento e di cambio generazionale ai vertici dell anostra associazione», forte di una bussola comportamentale che dice «cerchiamo sempre di trovare punti di convergenza e non di contrasto. È più utile unirsi che dividersi, costruire accordi che far crollare alleanze. Su certe cose, prima fra tutte l’etica, non sono disposta a fare compromessi. Ma su tutto il resto il compromesso non dev’essere considerata una parolaccia. La vita stessa è un compromesso». Come giudica l’iniziativa di Federfuni? Non esiste presso Confindustria una Associazione di impiantisti che porti questa denominazione. E, a parte il fatto che non può esistere una Associazione di rappresentanza imprenditoriale concorrente nello stesso settore operativo, io lavorerò per non farla nascere perché sarebbe un grave errore. Ammetto che ci sono stati malumori, malintesi, incomprensioni fondati più sul piano dei metodi di rapporto tra l’ANEF nazionale e le associazioni locali che di sostanza e di merito come è avvenuto per la vicenda del contratto collettivo di lavoro preso a pretesto per l’iniziativa, il «casus belli», la goccia che si è voluta usare per far traboccare il vaso. Ma in realtà, nella sostanza, tutti vogliamo le stesse cose, alla fine l’Alto Adige chiede quello che chiede la Toscana e bisogna percorrere insieme le stesse strade per raggiungere gli obiettivi che accomunano realtà pur tanto diverse tra loro. Quali sono questi obiettivi? Sono quelli che discendono dalla valutazione …della segue 4 professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014

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L'INTERVISTA re giorni a Milano, dove risiede la sua famiglia, T per curare l’Hotel Raffaello, comodissimo e prestigioso «quattro stelle» in Viale Certosa a due Una manager dal volto umano tra Milano e San Martino di Castrozza del secondo dopoguerra ha costruito il Raffaello a Milano, ha comprato 1000 ettari di terreno in Toscana (di cui 40 nella zona nobile del Brunello), ha rilevato a San Martino di Castrozza un albergo dal fallimento e nel 1957 ha investito nell’impianto di collegamento con il Passo Rolle. La sua nipotina Valeria è stata «sciatrice per forza, visto che il nonno quasi mi imponeva i corsi, ma senza alcun coinvolgimento nell’agonismo. In compenso volevo diventare insegnante di nuoto». Poliglotta (inglese, francese, tedesco oltre all’italiano e a qualcosa del dialetto milanese), la signora Ghezzi ha conseguito il diploma alla Scuola interpreti di Ginevra dopo aver frequentato il Liceo linguistico e prima di laurearsi nel 1990 in Scienze politiche all’Università Statale di Milano. Sposata, madre di Sonia, 21 anni, che sta inseguendo la laurea in scienza dei materiali e di Giorgio, 18 anni, spericolato virtuoso di downhill in mountain bike nonché studente di Liceo Scientifico, non straparla quando dice che «il mio terzo figlio è la Tognola». Nella gestione della società impiantistica di San Martino avviata da nonno Walter (scomparso nel 1984) e portata avanti dal padre Remo (scomparso nel 1997) si è impegnata fin da subito, appena laureata, «avendo negli anni come maestri tutti i collaboratori che si sono susseguiti nella gestione della società» fino a maturare una conoscenza del settore passi dall’Autostrada; tre giorni a San Martino di Castrozza, dove risiede un bel pezzo del suo cuore, al cospetto delle mirabolanti Pale per gestire in veste di Consigliere Delegato la Società Funivie Seggiovie San Martino S.p.A., Tognola, 70 dipendenti per 7 impianti di risalita che servono una trentina di km di piste inserite nel quadro complessivo del Dolomiti Superski ma anche per il rifugio bar ristorante omonimo in quota e l’albergo Dolomiti dato in gestione ad una società esterna. Che cosa faccia Valeria Ghezzi nel settimo giorno della settimana non è dato sapere. Forse riposa. Ma è difficile crederlo soprattutto adesso che, a 51 anni, ha assunto la carica di presidente dell’ANEF coronando a livello istituzionale quella specie di amore che ha sempre legato la sua vita di cittadina milanese alla montagna e all’affascinante dimensione del turismo invernale. Una passione di famiglia antica, che deriva per via paterna dal mitico nonno Walter, un muratore che si è costruito una fortuna con le proprie mani, appassionato di montagna, arrampicatore in Grigna, un uomo di quelli che hanno rifatto l’Italia dopo la catastrofe della guerra, un uomo dalla personalità fortissima, capace di intraprendenza e visioni che nei primi anni e una competenza che nel 2009 l’hanno condotta all’elezione a presidente dell’Associazione territorale trentina dell’ANEF, incarico ricoperto fino al 2013. La «promozione» a presidente nazionale dell’ANEF è stata il riconoscimento delle sue capacità manageriali e di un «peso politico» giustificato dal fatto di rappresentare un punto di equilibrio e mediazione tra le istanze delle realtà più grandi e quelle delle realtà più piccole dell’ANEF, lei che è a capo di una piccola società dentro il colosso Superski Dolomiti, lei che sa valutare e capire i problemi sia dei più grandi che dei più piccoli. Lei che sa parlare inglese, francese e tedesco ma pensa in italiano per la montagna italiana. professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014 5

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L'INTERVISTA Tra i costi di gestione quanto incide quello relativo all’innevamento programmato? Naturalmente è impossibile riferirsi ad una percentuale certa e valida in assoluto perché le situazioni e le necessità sono estremamente variegate in relazioni a molte variabili, prima tra le quali la presenza della «materia prima» caduta dal cielo. Ma è comunque credibile che si possa stimare una media base del 15% sui costi di gestione dell’impresa fino ad arrivare anche al 30% negli anni senza precipitazioni. L’innevamento programmato è un onere imprescindibile ormai da molti anni. Se non assicuro la neve il sistema si ferma e vanno in crisi non solo le società degli impianti di risalita ma le intere località con gli albergatori, i commercianti, i noleggiatori, i maestri di sci, tutte quelle categorie a cui non abbiamo mai chiesto un Euro ma che, come noi, dovrebbero cambiare mentalità per impegnarsi maggiormente in un gioco di squadra senza il quale la complessiva offerta tuirstica di una stazione invernale perde valore. Il nostro è un sistema delicato e fragile, già esposto per sua natura alle varianti climatiche, da molti anni ormai in sofferenza per la stagnazione o addirittura il calo della domanda interna e che oggi, tra le altre criticità, deve confrontarsi perfino con la tecnologia delle previsioni meteo «last minute» capaci di determinare le scelte, tra l’altro non azzeccandoci sempre ma spesso compromettendo gli esiti commerciali di un week end. Ecco, se in questo contesto già difficile e sempre più critico mancasse anche la certezza dell’innevamento programmato il destino drl sistema turistico montano sarebbe quanto mai nebuloso. Quanto sono promettenti, per le imprese funiviarie, le prospettive della «montagna verde»? L’impegno dei funiviari per la stagione turistica estiva è in crescita, a macchia di leopardo, con diverse intensità ma un po’ dovunque. È una prospettiva ancora inesplorata per molti versi ma sulla quale è indubbio che sia utile e necessario puntare per una considerazione lapalissiana: se è vero che si verifica un calo o una stagnazione dell’utenza in inverno cerchiamo di aumentarla in estate. Tenendo conto che i margini di potenziale sviluppo sono enormi, basti pensare che nell’area delle Dolomiti è stato calcolato ad un 15% soltanto l’utilizzo degli impianti di risalita da parte dei turisti in estate. C’è uno spazio vastissimo in cui lavorare, progetti da costruire per far crescere l’offerta estiva. L’impianto di risalita anche in estate, esattamente come in inverno, è un mezzo per poter usufruire di qualcosa: l’accesso alla quota, il panorama, il rifugio, la passeggiata, i percorsi di trekking e i bike park per le mountain bike. Bisogna lavorarci, anche qui insieme, facendo squadra, collaborando. Come vede il futuro dell’ANEF e dell’impresa funiviaria? Parto da un presupposto che è una certezza: il potenziale c’è. Abbiamo la storia, l’esperienza, le strutture, le competenze, la volontà e la passione per restare in trincea e affrontare le sfide che ci stanno di fronte e di cui abbiamo parlato. Sono ottimista anche se non mi sottraggo alla valutazione delle difficoltà. L’importante per noi funiviari è stare uniti, ricompattarci convincendosi che i problemi di uno sono i problemi di tutti. L’importante è trovare compagni di squadra che collaborino con l’obiettivo comune di rilanciare l’immagine della montagna e del turismo invernale, che contribuiscano a diffonderne l’attrattività e la bellezza al di là dei molti pregiudizi di cui certa bassa informazione ancora si nutre. Parlo del tema dell’ambientalismo, parlo del tema della presunta pericolosità dello sci, argomenti spesso deviati da superficialità e pressapochismo se non addirittura dal pregiudizio e dalla malafede. Con gli enti locali, dai Comuni alle Regioni, con la Federazione Italiana Sport Invernali, con le associazioni degli albergatori e dei commercianti, con i maestri di sci dobbiamo lavorare insieme. L’ ANEF c’è, vuole cambiare e vuole migliorare le cose al proprio interno e all’esterno. È auspicabile che anche tutti altri protagonisti della montagna lo vogliano fare. n sottovalutazione che il turismo nel suo complesso e quello della montagna in particolare soffrono in Italia, dove non esiste neppure un Ministero che si occupi di turismo. Ci sarà o no un problema di sistema globale se in Italia il numero degli sciatori non riesce a superare la soglia dei due milioni e mezzo mentre in Austria, in Svizzera e in Francia sciano in sei milioni? Ci sarà o no un problema se il costo dell’energia in Italia è più alto del 30% rispetto all’Austria e alla Francia? Se il gasolio è più caro che negli altri Paesi europei? Se paghiamo l’IVA al10% anziché il 7% della Francia e il 5% dell’Austria? E i canoni di concessione agli Enti locali? E l’IMU? Dobbiamo metterci alla pari con la concorrenza estera. L’obiettivo di tutti, grandi e piccole realtà, è quello di mettere il nostro sistema nella condizione di competere alla pari con la concorrenza straniera. Per farlo, la montagna deve essere unita e non divisa di fronte alle Istituzioni di livello locale (le Regioni) e nazionale (il Governo). Come intende procedere la «nuova ANEF»? Un obiettivo per volta, cominciando da noi stessi, senza il timore di promuovere autocritiche utili a migliorare la nostra azione. In primo luogo ripartire con una organizzazione funzionale che sopperisca alle difficoltà di rapporto con le associazioni territoriali: tutti devono sapere tutto di quello che avviene a livello centrale e viceversa. In secondo luogo va migliorata la comunicazione verso l’interno e soprattutto verso l’eserno per far conoscere meglio il mondo della montagna e la sua offerta turistica. E poi condurre sui giusti binari i molti problemi tecnici, di carattere normativo, legislativo, fiscale che dobbiamo affrontare. Parlo dei temi delle concessioni, della vita tecnica degli impianti, dell’IMU che è una questione ancora irrisolta, dell’IVA che se dovesse aumentare ancora per noi sarebbe un dramma, della legge 363 sulla sicurezza che noi naturalmente vogliamo onorare ma che ci impone già vincoli che all’estero non esistono. Basti pensare a come è stato archiviato il caso Schumacher in Francia e che cosa sarebbe successo invece in Italia ai gestori delle piste…. Per il resto noi ci siamo già mossi in diverse direzioni. Ad esempio, ad inizio di settembre abbiamo firmato un'accordo di collaborazione con Federturismo per riorganizzare i nostri rapporti con lo scopo di valorizzare il turismo montano. Qual è lo stato di salute del comparto economico legato allo sci e al turismo invernale? Si può vedere il bicchiere mezzo pieno se si prende atto che nell’insieme il turismo invernale ha manifestato una tendenza anticiclica rispetto alla terribile crisi economica di questi anni. Nel complesso abbiamo tenuto, abbiamo sofferto ma non come in altri settori che sono letteralmente crollati. La stagione 2013/14 con tutta la sua troppa neve da qualche parte e la sua poca neve in qualche altra, con i suoi capricci meteorologici e il suo andamento alterno, per alcune realtà è stata positiva per altre no . Si può dire che statisticamente la media è stata quella classicissima di un pollo a testa tra chi ne mangia due e chi non ne mangia alcuno. Non si può generalizzare perché anche nelle zone considerate più ricche (parlo del Superski Dolomiti) non è tutto oro quello che luccica ed esistono situazioni locali critiche, per non parlare di chi ha letteralmente l’acqua alla gola. La clientela estera, in particolare dell’Est europeo, ha sopperito in molti casi al calo della frequenza italiana e qui ognuno deve farsi un esame di coscienza in quella chiave di generale e necessaria autocritica a cui ho accennato prima perché chi si è mosso per tempo su questi mercati ora ne gode i benefici e chi non si è mosso per tempo adesso soffre di più. Poi se si vuole e si deve vedere il bicchiere mezzo vuoto bisogna considerare il fatto fondamentale e incontestabile che i costi di gestione aumentano più dei ricavi, che si stanno riducendo drasticamente i margini di flessibilità aziendale, che le nostre imprese sono chiamate a sobbarcarsi oneri legali, burocratici e fiscali molto più gravosi che in in altri Paesi. 6 professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014

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forum alpinum 2014 La montagna da amare e da valorizzare L a montagna ambiente da salvaguardare e valorizzare, da interpretare in chiave ecologica, culturale ed economica; la montagna risorsa preziosa di sviluppo, scrigno di bellezze, fonte di emozioni e di opportunità turistiche, sportive, socializzanti: la montagna ricchezza assoluta dei popoli. In una parola: la montagna madre, da amare, da rispettare, da far conoscere e apprezzare in tutti i suoi valori. Di tutti questi temi e di tute queste verità intrecciate tra loro si è discusso ad altissimo livello di competenze durante la undicesima edizione del Forum Alpinum, il convegno scientifico che si è svolto presso il Palazzo dei Congressi di Darfo Boario (Brescia) dal 17 al 18 settembre organizzato dall’ISCAR (International scientific committee on research in the Alps), comitato internazionale di ricerca a cui partecipano tutti gli Stati alpini, oggi presieduto da Anna Giorgi, docente dell’università Statale di Milano. L’importante convegno internazionale ha avuto il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento per gli Affari regionali e lo Sport) e della Regione Lombardia e il supporto organizzativo dell’Università della Montagna (sede decentrata a Edolo dell’università degli Studi di Milano) per quanto riguarda la gestione dei rapporti internazionali e delle comunicazioni tecnico-scientifiche e del Comune di Darfo per gli aspetti locali. Esperti di tutto l’arco alpino La intensissima «tre giorni» articolata su un fittissimo programma di conferenze, relazioni, tavole rotonde, work shop, ha visto sedersi agli stessi tavoli studiosi, ricercatori, tecnici, esperti, amministratori, appassionati del tema e cittadini provenienti dai sei Paesi dell’arco alpino (ovvero Italia, Austria, Francia, Germania, Slovenia e Svizzera) per parlare e approfondire tematiche legate alla gestione, valorizzazione e tutela delle risorse alpine. L'evento, la cui precedente edizione si era tenuta a Monaco di Baviera, si svolge a cadenza quadriennale e quest’anno, per l’edizione italiana, è stato intitolato «Le risorse delle Alpi. Utilizzo, valorizzazione e gestione dal livello locale a quello macro- Organizzato dall’ ISCAR ((International scientific committee on research in the Alps), dal 17 al 19 settembre si è svolto a Darfo Boario l’importante convegno scientifico internazionale a cadenza quadriennale che quest’anno ha riunito nel confronto ricercatori e politici sul tema «Le risorse delle Alpi. Utilizzo, valorizzazione e gestione dal livello locale a quello macroregionale» 8 professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014

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- © MND Group / Semaphore - 03 / 2014 Su questa pagina bianca, comincia una nuova storia di neve. sufag.com Areco, Sufag , S n ow sta r d i ve n ta SUFAG è una società del gruppo MND MND Italia - Via Camillo Golgi, 10 - 25064 GUSSAGO (BS) - ITALIA - Tel +39 030 36 64 111 - Fax +39 030 36 64 101- mnditalia@mnd-group.com

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forum alpinum 2014 regionale». L'intenso e articolato programma ha affrontato tematiche quali il brand alpino, l'uso e la governance delle risorse, la cooperazione, il passato, il presente e il futuro dell’area. Il 17 settembre alle 21 è stato proiettato il film “I cinque dell’Adamello”, girato a Edolo sessant’anni fa utilizzando molte comparse locali, per offrire ai partecipanti al Forum e ai cittadini un momento culturale che racconta uno scorcio passato dell’Italia e della Valcamonica del dopoguerra. Prima della proiezione è stata offerta una degustazione di prodotti del paniere “Sapori di Valle Camonica”. Il rapporto con la politica Ma il momento clou del Forum Alpinum 2014 è stato quello del 18 settembre con la tavola rotonda della sessione politica pubblica, moderata dal giornalista Maurizio Busatta e dalla presidente Anna Giorgi, che ha messo in contatto il mondo scientifico con quello politico per un confronto aperto sulle prospettive di integrazione delle risorse alpine. Tra i partecipanti il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa, che detiene la delega alla montagna, Enrico Borghi (presidente dell’intergruppo parlamentare per la montagna e presidente Uncem), Natale Carlotto (senatore e autore della legge per la montagna del 1994), Alberto Valmaggia (assessore all'Ambiente e Sviluppo della montagna della Regione Piemonte) e i vertici di Regione Lombardia. L'evento politico del 18 è stato trasmesso in streaming in quattro sedi in Piemonte, Valle d’Aosta e Friuli; le persone collegate hanno potuto porre domande via Twitter e interagire con i partecipanti: anche per questo il Forum Alpinum è stato una bella occasione di confronto. Durante tutti i lavori si è lasciato molto spazio all'interattività, con i relatori che hannp potuto comunicare tra di loro e col mondo esterno attraverso Facebook e Twitter. Le prospettive per i giovani Una significativa parte dell'evento è stata riservata ai giovani, non solo per il loro coinvolgimento a livello universitario, ma anche per l'istituzione del “Premio giovani ricercatori del Forum Alpinum”, che prevede dieci borse di studio del valore di mille e di cinquecento euro. Sono state ben 53 le candidature pervenute dalle università e dai centri di ricerca di tutta Italia e dalle nazioni dell'arco alpino. Dall'estero si sono proposti nove studenti, mentre i ricercatori italiani sono delle università di Milano, Trento, Bolzano, Padova, Pavia, Torino, Venezia e Ferrara e da alcuni centri di ricerca. Il premio offre la possibilità ai giovani di presentare il loro lavoro alla comunità scientifica internazionale, ponendo l'accento sui risultati conseguiti sul tema dello sviluppo e della valorizzazione delle risorse alpine nelle diverse aree della ricerca: dalle scienze sociali a quelle economiche e naturali.. Per sottolineare ulteriormente l’attenzione del Forum verso i giovani, anche la “Convenzione della Alpi” – nell’ambito dell’evento – ha premiato altri sei ricercatori selezionati tramite un bando istituito dalla Convenzione stessa. Infine sabato 20, a Forum concluso, i partecipanti sono stati accompagnati alla scoperta della Valcamonica e dei territori limitrofi, in particolare al parco delle incisioni rupestri Naquane a Capo di Ponte, al Museo della Guerra Bianca di Temù e alle cantine di Franciacorta. Per informazioni telefonare allo 0364-71324 o visitare www.forumalpinum.org Piccolo è (ancora) bello? ra i numerosissimi incontri proposti dal Forum Alpino, il worT kshop del 17 settembre sul tema «Piccolo comprensori sciistici: come essere competitivi in un mercato maturo» sollecitava un interesse particolare per sottolineare la realtà problematica sempre più estesa delle stazioni invernali più piccole, non integrate in vasti comprensori, «di prossimità» ai grandi centri: i centri piccoli come possono competere con quelli grandi? Sono realtà in via di estinzione o hanno possibilità di futuro? Come possono competere con i grandi? Potrebbro offrire qualcosa di diverso e concorrenziale? Considerate le nuove tendenze e le mutate aspettative dei turisti, quale ruolopotrebbero avere la caratterizzazione e la specializzazione dei piccoli comprensori? A queste domande è appeso il destino di molte località dalle dimensioni e dalla risorse ridotte alle prese con la crisi economica, le incognite atmosferiche, una domande sempre più esigente su diversi fronti. Località che in passato hanno saputo vivere e svolgere una funzione importante nel «reclutamento» di nuovi sciatori e nell’accoglienza di un’utenza diffusa anche se generalmente legata ad una frequenza giornaliera ma che oggi soffrono per la concomitanza di molti fattori avversi alla loro offerta. Il workshop, introdotto e moderato dal professor Andrea Macchiavelli dell’Università di Bergamo, ha visto la partecipazione di quattro relatori: Jean Marc Silva, direttore di France Montagne («Strategie e prospettive per le piccole stazioni sciistiche in Francia»), Charles Barras, vice direttore di Ticino Turismo («La politica del Ticino per le piccole stazioni sciistiche»), Marco Rocca, amministratore delegato Mottolino Spa Livigno («L’orientamento al mercato giovanile come prospettiva per una Da sinistra Andrea Macchiavelli, Università di Bergamo e coordinatore della tavola rotonda; Massimo Fossati amministratore delegato ITB Valsassina e presidente Anef Lombardia; Marco Rocca amministratore delegato Mottolino Spa Livigno; Jean-Marc Silva direttore France Montagne; Charles Barras vice direttore Ticino Turismo stazione di montagna»), Massimo Fossati, amministratore delegato ITB Valsassina e presidente ANEF Lombardia («L’offerta sciistica per un mercato di prossimità»). Ai contenuti dei loro interventi e alle prospettive che ne sono scaturite pM parlerà in un servizio che comparirà sul prossimo numero della rivista. 10 professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014

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APPUNTAMENTI II° CONVEGNO BIENNALE SUGLI IMPIANTI A FUNE IL CONTRIBUTO DEI CONTROLLI NON DISTRUTTIVI PER GARANTIRE NEL TEMPO LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI A FUNE 17 Ottobre 2014 Trentino Sviluppo Via F. Zeni, 8 38068 Rovereto - Tn l tema che verrà trattato ha una stretta connessione con il momenI to che il settore funiviario sta attraversando, dove ormai è sotto gli occhi di tutti la decisa contrazione degli investimenti per la sostituzione degli impianti. A differenza di vari anni fa, le nuove iniziative sono rare e per lo più sostenute in maniera robusta dall'ente pubblico: i rinnovi integrali a carico dei privati sono ormai ridotti a poche unità. E' quindi, per necessità, generalizzata l'esigenza di proseguire l'esercizio con gli impianti attuali, anche se in scadenza di revisione o di vita tecnica. E' nota a tutti la possibilità di usufruire, a determinate condizioni, di una proroga fino a quattro anni (+1) delle citate scadenze, procedendo a controlli non distruttivi sui vari organi, corrispondenti mediamente a quanto si esegue in occasione delle revisioni speciali quinquennali, eventualmente integrati. Ecco l’occasione per discutere su procedure, modalità di controllo, valutazione sugli esiti, in sostanza sulla garanzia della sicurezza anche con elementi che supereranno la vita tecnica, destinati a restare in esercizio ancora per anni. Su questo si differenzia dall'ultimo convegno, sempre dedicato ai controlli non distruttivi. Il tema è sentito, coinvolgendo aspetti di responsabilità e costi, oltre che tecnici. La speranza è che le relazioni possano offrire una interpretazione dell’argomento da più punti di vista: dal normativo a quello espressamente tecnico, sia per la progettazione e durata in opera del componente che per il suo controllo, senza perdere di vista l’impegno economico riconosciuto da tutti necessario a creare la “sicurezza” sostanziale del trasporto con funivie. Programma 08.30 09.00 09.30 10.00 10.30 11.00 11.30 12.00 12.30 14.30 15.00 15.30 16.00 16.30 17.00 17.30 Registrazione partecipanti Apertura del Convegno a cura AIPnD e SIF Introduzione Inquadramento normativo della problematica delle revisioni periodiche e vita tecnica delle funivie G. Vindigni – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Analisi statistica dei risultati delle revisioni in Valle d’Aosta. Utilizzo dei risultati per la programmazione delle attività per l’ottenimento della proroga di quattro anni delle scadenze G. Zoppo – Dirigente del Servizio Infrastrutture Funiviarie della Regione Valle d’Aosta Coffee Break La gestione delle proroghe delle autorizzazioni di esercizio in Svizzera R. Pesciallo – consulente tecnico Associazione esercenti funiviari svizzeri Gli esercenti funiviari alla scadenza delle revisioni: evoluzione degli investimenti e programmazione dei lavori V. Ghezzi – Presidente Nazionale dell’ANEF, Associazione Nazionale Esercenti Funiviari Lunch Valutazione della durata in opera di componenti funiviari e modalità di controllo D. Veronesi – Doppelmayr Italia, Lana (BZ) Validità della progettazione e costruzione di allora, per l’esercizio di domani M. Mattivi - Leitner, Vipiteno (BZ) Il concetto di vita tecnica: liberi pensieri F. Levi – ingegnere funiviario libero professionista Coffee Break Presenza e ruolo dell’esperto in CND in sede di scadenza di revisione e proroga E. Cechet – esperto III° livello CICPND Controlli finalizzati alla proroga: valutazione dei risultati dei CND ai fini della sicurezza e regolarità di esercizio R. Toros–ANITIF Associazione Nazionale Italiana Tecnici Funiviari Dibattito e Chiusura del Convegno FERMA IL TEMPO QUANDO VUOI! RACETIME2 KIT SF consente di trasmettere via radio i tempi e il numero di pettorale degli atleti, con una portata massima di 9 km. Da tempo utilizzato dai migliori Ski-Team al mondo, è ora ancora più affidabile e semplice da usare grazie alla fotocellula Polifemo Radio con trasmettitore integrato. Le dimensioni ridotte ed un’interfaccia utente estremamente intuitiva rendono RACETIME2 KIT SF davvero comodo da trasportare e facile da utilizzare. La comunicazione via radio permette inoltre a chi controlla il cronometro di rilevare i tempi totali e gli intertempi (fino ad un massimo di 6) muovendosi liberamente lungo il percorso. Aiutando a migliorare le performances in allenamento ed in gara, RACETIME2 KIT SF è lo strumento ideale per soddisfare al meglio le esigenze sempre crescenti legate alla preparazione nel mondo agonistico. professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014 11 VIA STRADIVARI, 4 . BOLZANO . ITALY . TEL. +39 0471 501532 FAX +39 0471 501524 . INFO@MICROGATE.IT . WWW.MICROGATE.IT

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MOTORI SULLA NEVE INTERCOM DR. LEITNER Una scuderia di fuoriclasse per tutte le occasioni Leitner, continuano a sorprendere per i continui e importanti aggiornamenti che ogni anno tengono i loro modelli al vertice delle categorie «lavorativo» e «neve fresca». Lynx: il lavoro è il mio mestiere Grandi novità nel mondo delle motoslitte lavorative Lynx dove il modello Grand Tourer è allestito con l’ormai colynx e Ski-doo, i due marchi L di motoslitte della BRP importati in Italia da Intercom dr. La vasta gamma di modelli dei marchi Lynx e Ski-Doo ha ulteriormente perfezionato innovazioni costruttive e tecnologiche per offrire alla clientela il massimo dell’efficienza e dell’affidabilità sia nel lavoro che nel divertimento. Motoslitte di grande versatilità capaci di soddisfare ogni esigenza. E disponibili ad essere testate sul campo prima dell’acquisto secondo tempi e modalità da concordare laudato motore Rotax 4 tempi 900 ACE. Consumi, prestazioni ed affidabilità sono le tre caratteristiche che collocano al vertice di categoria questo mezzo già apprezzato nelle passate stagioni con altre motorizzazioni. Ecco due tra le più rilevanti innovazioni che quest’anno caratterizzano il modello: l l’acceleratore elettronico, che consente al gestore dell’impianto o del rifugio di adeguare la potenza e la velocità del mezzo assegnando una chiave programmata a suo piacimento all’utilizzatore finale. l un comodo selettore che adegua la motoslitta al lavoro che deve fare: Sport, Standard ed ECO (funzionalità quest’ultima che permette un consumo di 10 l./100 km. secondo solo al 600 ACE sempre della famiglia Rotax e da cui deriva). Ma non bastano le parole per descrivere il livello raggiunto da questo modello lavorativo: bisogna provarlo! Per questo anche nella prossima stagione invernale (dopo i risultati positivo registrati in quella passata), Intercom dr. Leitner, con il coinvolgimento della propria rete distributiva, si mette a disposizione di coloro che sono interessati a provare questa motoslitta sul proprio terreno di lavoro avendo così occasione di sperimentare il piacere della sua guida e della sua grande versatilità. Alpine 69 Ranger: instancabile! Restando ancora nel segmento «lavorativo», parliamo ora 59 Yeti 550 Motore Rotax 550SK Raffreddamento aria Avviamento elettrico e manuale Sospensione anteriore LTS Ammortizzatori anteriori MC Sospensione posteriore PPS-5900-A Ammortizzatori posteriori HPG 25 Peso/Misure Peso a vuoto, kg 273 Lunghezza/larghezza, mm 3250/1070 Altezza con parabrezza, mm 1425 Distanza sci, mm 900 Cingolo Largh./Lungh./Alt., mm 500/3923/32 Serbatoio carburante/olio l 45/2,8 Materiali Colore nero/rosso Tipo telaio e materiale LXU alluminio Tipo sci Blade Equipaggiamento std./Opt. Specchi retrovisori OPT Retromarcia meccanica Antifurto DESS Gancio traino STD Indicatore temperatura STD Risc. manop./acceleratore STD Parabrezza mm 629 59 Yeti 600 Rotax 600 ACE liquido/aria elettrico LTS MC PPS-5900-A HPG 25 295 3250/1070 1425 900 500/3923/32 45/- nero/rosso LXU alluminio Blade OPT meccanica STD STD STD STD 629 Ranger Alpine Rotax 1200 4-TEC liquido/aria elettrico A-LFS HPG 36 PPS-6900-F 2xHPG 25 354 3250/1193-1235 1400 1102 (adj. -42) 600/3968/32 45/- nero/bianco LXU alluminio Blade STD meccanica STD STD STD STD 629 69 Yeti 600 ACE 2UP Rotax 600 ACE liquido/aria elettrico LTS MC PPS-6900-A HPG 25 311 3250/1070 1425 900 600/3698/32 45/- nero/blu LXU alluminio Blade STD meccanica STD STD STD STD 629 69 Yeti 900 ACE 2UP Rotax 900 ACE liquido/aria elettrico LTS MC PPS-6900-A HPG25 321 3250/1070 1425 900 600/3968/32 45/- blu/nero LXU alluminio Blade STD meccanica STD STD STD STD 629 Adventure Grand Tourer 600 E-TEC Rotax 600 HO E-TEC liquido elettrico A-LFS HPG 36 PPS 5900 A HPG 36 297 3230/1193-1235 1425 1060 (adj. -42) 500/3923/32 45/2,8 nero LXU alluminio Blade STD meccanica STD STD STD STD alto 12 professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014

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Skandic WT 550 Skandic Expedition Expedition WT 600 ACE LE 600 E-TEC Sport 900 ACE Motore Rotax 550 F Rotax 600 ACE Rotax 600 H.O. E-TEC Rotax 900 ACE Raffreddamento aria liquido liquido liquido Avviamento elettrico elettrico elettrico elettrico Sospensione anteriore LST LST Dual A-arms Dual A-arms Ammortizzatori anteriori Motion Control Motion Control HPG HPG Sospensione posteriore SC-SU SC-SU SC-5U SC-5U Ammortizzatori posteriori HPG HPG HPG HPG Peso/Misure Peso a vuoto, kg 269 284 278 253 Lunghezza/larghezza, mm 3240/1076 3240/1076 3230/1150 (1192) 3329/1159 (1204) Altezza con parabrezza, mm 1330 1330 1330 1275 Distanza sci, mm 900 900 975 (1018) 975 (1018) Cingolo Largh./Lungh./Alt., mm 508/3923/38 508/3923/38 500/3923/38 406/3923/38 Charger Serbatoio carburante/olio l 45/2,8 45/2,1 45/2,8 45/3,3 Materiali Colore nero/giallo nero/giallo nero nero/bianco Tipo telaio e materiale REV-XU alluminio REV-XU alluminio EV-XS alluminio REV-XS alluminio Tipo sci Pilot DS 2 Pilot DS 2 Pilot DS 2 Pilot DS 2 Equipaggiamento std./Opt. Specchi retrovisori STD STD STD OPT Retromarcia meccanica meccanica meccanica meccanica Antifurto DESS - STD STD STD Gancio traino Tipo J-Hook Tipo J-Hook Tipo J-Hook tipo EU Indicatore temperatura Analogo con desplay Analogo con desplay Multifunction Analogo con desplay Risc. manop./acceleratore STD STD STD STD Parabrezza 580 mm 580 mm 580 mm 460 mm di quell’autentico e instancabile «mulo» che si chiama Alpine 69 Ranger e per il quale sono state apportate alcune migliorie tecniche. Spinta dal generoso propulsore 1200 4 tec Rotax, Alpine 69 Ranger è unica nel mercato delle motoslitte per il cingolo chiodato da 600 mm. È inoltre caratterizzata da carro rinforzato con tre ammortizzatori per caricare e trainare senza problemi, utili e distintive protezioni, un capiente vano carichi posteriore e un rollbar equipaggiato dall’immancabile lampeggiante con sirena e da un utile e valido faro da lavoro. Yeti: robustezza e affidabilità Robusto, affidabile e da questa stagione ancora più inte- ressante sotto il profilo economico, il modello Yeti offre la possibilità di scegliere la larghezza del cingolo da lavoro (500 mm. o 600 mm.) e tre diverse motorizzazioni (il super collaudato 550 2 tempi raffreddato ad aria, il più parsimonioso 4 tempi sul mercato e cioè il 600 ACE, e l’ultimo 4 tempi nato in casa Rotax il 900 ACE). Adventure 600 ACE: ideale per noleggi Per la stagione 2014/15 il modello Adventure 600 ACE si propone con una nuova sospensione posteriore, parabrezza più alto, nuovo sedile a due posti, minor peso... e tanto altro ancora. Le sue ca- Adventure Grand Tourer 900 ACE Rotax 900 ACE liquido/aria elettrico A-LFS HPG 36 PPS 5900 A HPG 36 312 3230/1193-1235 1425 1070 (adj. +42) 500/3923/32 45/- grigio/nero LXU alluminio Blade STD meccanica STD STD STD STD 629 Adventure LX 600 ACE Rotax 600 ACE liquido/aria elettrico A-LFS MC PPS 3500 HPG 25 241 3100/1255 1555 1070 380/3487/35 38/- rosso/nero REX alluminio Blade OPT meccanica STD STD STD STD 635 Xtrim Commander 800R E-TEC 800R E-TEC liquido, radiatore a ventola elettrico A-LFS KYB 36 R PPS-5900-A KYB 46 292 3230/1120-1162 1240 975 (adj.+42) 500/3923/44 45/2,8 nero LXU alluminio Blade OPT meccanica STD STD STD STD 360 ratteristiche rendono questa motoslitta ideale per i noleggi, che stanno attenti alle esigenze dei clienti con un occhio ai costi d’esercizio. X-Trim Commander: senza compromessi Lavoro o divertimento? Per la prossima stagione non è necessario scendere a compromessi: la risposta è X-Trim Commander. La sua motorizzazione 2 tempi 800 E-TEC (la più potente della famiglia Rotax) assieme al cingolo con tacco da 44 mm. sono i presupposti di un uso divertente della motoslitta con ogni tipo di neve. Il cingolo con larghezza 500 mm. e il cambio meccanico (marcia da lavoro, marcia veloce e retromarcia) rendono il mezzo ideale a qualunque sforzo lavorativo richiesto. Ski-Doo: arriva Expedition LE 600 E-Tec Ski-Doo nell’ imminente stagione invernale non sarà più soltanto la marca di motoslitte regina della neve fresca con un’inedita novità mondiale per il settore (una lunghezza di cingolo da 174” SUMMIT X T3 174 800R E-TEC) ma proporrà per il mercato italiano un interessantissimo modello lavorativo: Expedition LE 600 E-TEC. Un carro progettato e pensato per i lavori più duri e il motore 2 tempi dall’ormai conosciuta tecnologia E-TEC (niente più fumo e puzza oltre ad un consumo dell’olio minimo) sono la chiave vincente di questo modello Ski-Doo che si indentifica per potenza, maneggevolezza e bassi costi di esercizio. www.leitner.it Rotax 900 ACE caratteristiche:899 cc 4 tempi, 3 cilindri (in linea) DOHC, 4 valvole/cilindro EFi iTC - Drive by wire (no throttle cable) Yanase: frese per tutte le necessità imanendo nel mondo dei motori e dei cingoli meritano cenno di menzione R le frese che Intercom dr. Leitner distribui- sce in Italia. Come gli altri distribuiti dalla ditta altoatesina anche il prodotto Yanase è al vertice della sua categoria e le sue fresa neve sono indicate per un pubblico esigente e attento. L’intera gamma è caratterizzata dalla presenza dell’idrostatica, dai cingoli per l’avanzamento e dall’avviamento elettrico. I modelli disponibili possono essere a benzina con potenze che vanno dai 9,5 Cv ai 22 Cv o a gasolio per i modelli che coprono le potenze da 18 Cv. a 44 Cv. Un dato che nella valutazione di funzionamento di una fresa rende l’idea delle sue prestazioni sia nella neve bagnata che nella neve compatta è il peso: la Yanase con i suoi 145 kg. per il modello di partenza fino ai 645 del diesel più performante è al vertice di ogni categoria. professioneMontagna n° 128 settembre/ottobre 2014 13

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