2014 Viadana (MN) Mu.Vi Galleria Civica d’Arte Contemporanea

 

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2014 Viadana (MN) Mu.Vi Galleria Civica d’Arte Contemporanea

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Note Biografiche Vincenzo Parea, Vigevano 1940. Approda alla pittura nel 1955 frequentando i corsi dell’Istituto Roncalli di Vigevano sotto la guida di Carlo Zanoletti. www.vincenzoparea.it La sua prima mostra personale è del 1972 alla Galleria “Valori” di Milano e di seguito: 1973 Milano, Galleria La Darsena 1975 Vigevano (PV), “Studio V” 1975 Milano, Galleria Arte Struktura 1980 Vigevano (PV), Chiesa di Santa Maria del Popolo 1980 Mede (PV), “Centro culturale Giuseppe Amisani” 1981 Monza (MI), Galleria “In Oltre” 1983 Milano, Galleria Arte Struktura 1984 Vigevano (PV), Pinacoteca Civica, “Incontro con l’artista: Vincenzo Parea” 1984 San Remo (IM), Biblioteca Civica 1990 Pavia, Cappella del Collegio Castiglione Brugnatelli 1992 Milano, Circolo Filologico Milanese 1993 March-Hugstetten (b. Freiburg), Galerie Regio 1994 Venezia-Mestre, centro culturale “Verifica 8+1” 1996 March-Hugstetten (b. Freiburg), Galerie Regio 1996 Chiavari (GE), Galleria Fluxia Arte sono-visiva 1999 Milano, Biblioteca Rionale Calvairate 1999 Pavia, Santa Maria Gualtieri 2002 Milano, Centro Culturale “Superficie Anomala” 2002 Vigevano (PV) Borderline Arte Contemporanea 2003 Gambolò (PV), sala del castello Litta 2003 Gazoldo degli Ippoliti (Mantova) MAM Museo d’Arte Moderna 2004 Corbetta (MI), sala delle Colonne del Palazzo Municipale 2005 Finale Ligure (SV), complesso di Santa Caterina in Finalborgo 2006 Milano, Galleria “Arte Borgogna” di Gianni Schubert. 2007 Vigevano (PV), Club House “Selva Alta” 2008 Vigevano (PV), “Studioronzorusso”, “Incontro con l’Artista: Vincenzo Parea” 2008 Buenos Aires (Argentina), Sede Università degli Studi di Bologna 2011 Vigevano (PV), Strada Sotterranea del Castello Sforzesco promossa dal Comune di Vigevano. 2012 Colonia (D), Galleria Stracke 2013 Vigevano (PV), Spazio Rocco Scotellaro 2014 Viadana (MN), MuVi Galleria Civica d’Arte Contemporanea Immaginazione cromoideata / turchese. Acrilico su tavola cm 76,4 x 76,4 - lato cm 54 x 54 Inoltre sono numerose le mostre collettive e le partecipazioni. VINCENZO PAREA La Pittura Aniconica MuVi - Galleria Civica d’Arte Contemporanea Viadana (MN) - Via Manzoni, 4

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Parea pittore cromoplastico Introduzione La mostra di Vincenzo Parea è inserita in un percorso espositivo che la Galleria d’Arte Contemporanea ha individuato attorno ad un tema di particolare interesse culturale: il colore nell’arte o l’arte del colore. Parea si può considerare, a pieno titolo, un protagonista di quella che viene indicata come “pittura aniconica”, il cui contenuto principale è di svelare gli effetti percettivi e psicologici della forma e del colore. Il colore che l’artista compone con delicati accostamenti tonali è protagonista dello spazio pittorico, l’emozione cromatica si confronta con la geometrica razionalità della superficie. Nulla è affidato al caso, l’artista opera con un rigore compositivo rivelatore di una sensibilità, che sa governare le emozioni per trasformarle in momenti di assoluta liricità . Roberto Pedrazzoli Responsabile culturale della Galleria d’Arte Contemporanea 8 settembre 2014 Parea, Chromoplastic Painter Introduction Vincenzo Parea displays his paintings as part of an exhibition which the Galleria d’Arte Contemporanea (Contemporary Art Gallery) has based around a theme of special cultural interest: the colour in art or the art of colour. Parea can rightfully be considered a leading figure of what is referred to as “aniconic painting”, which mainly reveals the perceptive and psychological effects of form and colour. The colour the artist composes using subtle tonal combinations is the protagonist of the iconic space, where chromatic emotion meets the geometric rationality of the surface. Nothing is left to chance, the artist works with a composition rigour revealing a certain sensitivity that governs the emotions transforming them into moments of absolute lyricism. Roberto Pedrazzoli Cultural Director for Galleria d’Arte Contemporanea 8th September 2014 Presentazione di Marco Beretta MuVi - Galleria Civica d’Arte Contemporanea Viadana (MN) - Via Manzoni, 4 Dal 27 settembre al 2 novembre 2014 Inaugurazione sabato 27 settembre ore 17.00 Apertura: venerdì, sabato, domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00 Opera di copertina: Compenetrazione cromoideata / rosso. Acrilico su tavola cm 127,7 x 127,7 - lato cm 90 x 90 Prosegue approfondendosi l’ormai più che quarantennale vicenda artistica di Vincenzo Parea all’insegna della pura tensione aniconica e del valore comunicante del colore inteso come oggetto assoluto della propria ricerca espressiva. Nel dipanarsi di questo percorso che affonda le origini nelle avanguardie del Novecento si possono intuire molti fulcri ispirativi (Kandinskij, Malevic, Mondrian, poi il concretismo e il continuo confronto con le ricerche più avanzate dell’astrazione europea e americana); da questa vasta temperie Parea ha saputo captare gli affioramenti culturali e artistici più innovativi, ne ha saputo trascegliere gli elementi a lui più congeniali per elaborare la propria concezione dell’arte pittorica e del colore: un colore autonomamente inteso e intimamente sentito, auto-evidente, scevro da rimandi simbolici o implicazioni teoretiche. Un colore con cui cimentarsi non solo tecnicamente, ma da sottoporre costantemente a verifica, in relazione sia alle proprie tensioni progettuali, sia ai risultati percettivi dell’osservatore. Difficile il destino del monocromo: così ha enunciato lo storico dell’arte Claudio Cerritelli a proposito dell’operatività di Parea, intendendo non solo l’intrinseca complessità tecnica dell’agire con un solo colore per volta, ma – probabilmente – anche quel drammatico “corpo a corpo” con l’astrazione, che si traduce in uno scavo quasi monacale nelle potenzialità del colore in relazione allo spazio, alla forma e alla luce. «L’essenza della materia – ha affermato l’artista – nelle mie opere è resa tramite l’equilibrio strutturale tra un tono di colore e l’altro. I toni cromatici determinano delle linee che vanno oltre lo spazio operativo; verso l’infinito». Infatti, per Parea, quel che conta è l’infinito generarsi degli accordi tonali, che si basano su linee impercettibili, anziché su righe come avviene per larga parte della pittura astratta; nei suoi spazi cromatici la linea diventa ora un confine tra toni ben percepibili, ora una pura vibrazione tra toni impalpabili e talmente rarefatti da rasentare l’illeggibilità (sicuramente l’intraducibilità fotografica), tanto da poter pensare alla linea – e al suo formarsi – come un “respiro” o come il frutto di un respiro biologico oppure, per contro, di un arrestarsi dello stesso per consentire alla mano quella saldezza necessaria a tracciarla. L’obiettivo è una perfetta e quasi maniacale rarefazione del colore, raggiunta grazie a un paziente lavorio sia sulla superficie della nuda tavola, sia sul colore stesso e sulla partitura dei toni che imprimono dinamiche ora centripete, ora centrifughe; sia con un ulteriore intervento di abrasione sul colore disteso e, infine, di velatura, che contribuisce a quella impalpabilità e sublimazione della cromia. Al raggiungimento di quello che potremmo definire un evento cromatico, il solo in grado di restituire il pensiero più profondo dell’artista sul valore spirituale ed emozionale del colore-luce-forma. Vincenzo Parea continues his work of the past forty years in artistic pursuit in search of pure aniconism tension and the communicating value of intense colour as the absolute objective of his expressive research. Many inspirational sources are revealed (Kandinskij, Malevic and Mondrian, and the concrete, ongoing exploration of the most advanced research into the abstract in European and America) as this path investigating the origins of avant garde in the 20th Century is unravelled. In this vast assortment, Parea has managed to capture the most innovative cultural and artistic findings, and has succeeded in selecting the elements he likes best to create his own concept of pictorial art and colour – colour that is autonomously intense and intimately felt, self-evident, free from symbolic suggestions or theoretical implications. A colour to measure oneself against, not only in theory, but to constantly offer for substantiation, in relation both to one’s design tensions as well as the perceptive results of the observer. The destiny of monochrome is a difficult one: this is what art historian Claudio Cerritelli said in regard to the workings of Parea, intending not only the intrinsic technical complexity of working with a single colour at a time, but – probably – also that dramatic melee with the abstract, that translates into an almost monastic excavation of the potential of colour in relation to space, form and light. “The essence of the subject in my work is delivered through the structural equilibrium between one tone of colour and another,” the artist confirmed. “The chromatic tones determine the lines that go beyond operating space; towards infinity.” In fact, for Parea, what counts is the infinite generation of tonal agreements, which are based on imperceptible lines instead of the solid strokes found in the majority of abstract paintings. In its chromatic spaces, the line is a border between highly perceptible tones, then it becomes pure vibration between impalpable tones and so rare that it skims the illegibility (certainly the photographic non-translatability), to the extent that the line - and its formation - can be thought of as a “breath” or as the fruit of a biological breath or, on the other hand, a stoppage of breath to give the hand that solidity needed to trace it. The objective is a perfect and almost maniacal rarefaction of colour, achieved thanks to a patient work both on the surface of the empty table, as well as in the colour itself and the division of tones that impress dynamics alternating from centripetal to centrifugal and back again; as well as with an additional intervention of abrasion on the expanse of colour and, lastly, veiling that helps the impalpable and sublime nature of the colour. It is upon achieving this that we can define a chromatic event, the only one capable of returning the artist’s most profound thought on the spiritual and emotional value of colour-light-form. Marco Beretta Marco Beretta

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