Adozione_e_dintorni_GSD_informa_02_2011

 

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adozione e dintorni gsd informa mensile febbraio 2011 n 2 gsd informa da due a tre a scuola con d ifficoltà ne ozio preparare all ad io fuori io dentr o rtecip nimazione e pa a azione

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adozione e dintorni gsd informa mensile febbraio 2011 n 2 febbraio 2011 002 gsd informa da due a tre coltà a scuola con diffi ozion preparare all ad io fuori io dentr o cipazione e animazione e parte gsd informa 4 6 editoriale di anna guerrieri di anna ester davini polvere di jana 8 la genitorialità di michele augurio da due a tre quando i conti non tornano di monica arcadu pedagogia in azione psicologia e adozione le relazioni degli affetti 10 14 a scuola con difficoltà di franca storace annapaola capuano 18 preparare all adozione di rosalba gravili giorno dopo giorno sociale e legale 30 giorni passati a sperare di paola piccinini leggendo 34 38 io fuori io dentro identità e diversità di marina zulian la salute del bambino e dell adolescente di roberto marinello mirella scarazatti animando 40 animazione e partecipazione di claudio tedaldi suonando 46 48 vivaldi aiutaci a fare i compiti di valeria pacifico trentagiorni registrazione del tribunale di monza n 1840 del 21/02/2006 iscritto al roc al n 15956 editore associazione genitori si diventa onlus via gadda 4 monza mi www.genitorisidiventa.org info@genitorisidiventa.org redazione anna guerrieri direttore l aquila direttore@genitorisidiventa.org anna ester davini caporedattore e ricerca iconografica sassari simone berti vicecapo-redattore firenze michele augurio sociologo milano monica arcadu psicologa reggio emilia monica nobile psicopedagogista venezia claudio tedaldi atelier del cartone animato forlì marina zulian associazione barchettablu venezia roberto gianfelice fotografo l aquila ilaria nasini fotografa firenze antonio fatigati direttore responsabile redazione@genitorisidiventa.org immagini donatella caione foggia diana giallonardo l aquila roberto gianfelice l aquila ilaria nasini firenze valeriano salve l aquila progetto grafico e illustrazioni studio redazioni francesca visintin venezia correzione bozze luigi bulotta catanzaro daniela patroncini reggio emilia impaginazione maria maddalena di sopra venezia pea maccioni lecce abbonamenti e contatti email luigi bulotta redazione@genitorisidiventa.org copyright tutto il materiale scritto dalla redazione è disponibile sotto la licenza creative common attribuzione-non commerciale-condividi allo stesso modo 3.0 significa che può essere riprodotto a patto di citare adozione e dintorni gsdinforma di non usarlo per fini commerciali e di condividerlo con la stessa licenza info redazione@genitorisidiventa.org

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di anna guerrieri le nostre figlie noi lo sappiamo da che terra vengono le madri delle nostre figlie e dei nostri figli noi lo sappiamo perché siamo donne come loro e sappiamo cosa sia la solitudine perché la temiamo la solitudine ci spaventa le madri dei nostri figli sono state donne spesso giovani donne a volte poco più che bambine sole molto spesso non hanno avuto madri accanto né sorelle né amiche che le difendessero dal mondo o da loro stesse non una rete solidale in cui ritrovarsi noi lo sappiamo in cuor nostro quale debba essere la solitudine che genera l abbandono perché siamo madri come loro da madri noi non possiamo che essere dalla parte dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze non possiamo che stare assieme a loro nel cammino che li porterà a darsi un senso un significato una chiave di lettura della propria storia da donne però non possiamo ignorare il pensiero delle loro madri che hanno vissuto il dolore la confusione lo sconforto la paura si tratta di un pensiero che affrontiamo con particolare tenerezza quando guardiamo le nostre figlie e in loro scorgiamo la dolcezza di uno sguardo la luce di un sorriso la grazia di un movimento che ci rimandano a un altro sguardo un altro sorriso un altra grazia le nostre figlie ci vengono da un mondo dove spesso le donne non godono di rispetto un luogo dove le bambine sono sole le ragazze sono senza difese e dove sono poche le speranze e la tenerezza È per questo che dobbiamo alle nostre bambine e alle nostre ragazze una cura e un attenzione speciali dobbiamo loro il dono della forza e del rispetto di sé la consapevolezza della propria beltà interiore e del proprio valore un valore che non è fatto di cose materiali di oggetti che si possono comprare bensì della consapevolezza del poter divenire adulte come si sceglierà di esserlo amate apprezzate per come si è nella propria interezza camminando accanto alle nostre figlie e curandole onorando la loro grazia e la loro sapienza doniamo loro la forza che permetterà loro di affrontare un mondo dove le loro stesse madri non hanno trovato una casa editoriale

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e abbiamo il dovere di farlo partendo da qui dal nostro presente proprio qui in italia troppo facilmente accettiamo l idea il pensiero che si possano usare i corpi delle bambine delle ragazze delle donne troppo spesso lasciamo che i media si riempiano di immagini femminili stereotipate e sessualizzate lasciamo che alle ragazze e alle giovani donne vengano proposti ruoli ben precisi e poi per tali ruoli le critichiamo impietosamente una donna che vende il suo corpo è marchiata senza ripensamenti un uomo che ottiene favori e soldi per clientelismo o nepotismo viene condonato serenamente si abbassa la nostra soglia di indignazione e lasciamo che la donna diventi un oggetto una cosa un dettaglio corporeo facciamo fatica a reagire a trovare modi per dire che noi non siamo d accordo eppure questa forza dobbiamo trovarla per rendere onore al valore di tante donne anche le più deboli per rendere omaggio a noi stesse come madri compagne persone impegnate quotidianamente nella vita sociale e politica del paese il rispetto che ci tributiamo e che tributiamo a ogni altra donna sarà il rispetto che le nostre figlie si tributeranno insegniamo loro che chi vede nelle donne e nelle ragazze oggetti e cose da usare è qualcuno abitato da una profonda miseria non degno di sguardo pensiero o parole tanti anni fa avevo sedici anni sono stata molestata dal preside della mia scuola ricordo il gelo mentre accadeva ricordo come oggi l estremo disagio il terrore la fuga l impotenza ne parlai con i miei compagni di classe e assieme decidemmo che nessuna ragazza sarebbe mai andata più da sola davanti a quel miserabile a ben pensarci non ci fidammo degli adulti e questo è triste ma è anche vero che trovammo come neutralizzare il male e da quel momento lo sbeffeggiammo lo ridicolizzammo passarono gli anni e misi in un angolo il mio ricordo non avevo parole per ricordare per descrivere per dire per denunciare poi un giorno in un altro paese mi trovai a un incontro dove venne dato un nome a quel che era successo harassment molestia e scoprii anche che altre ragazze donne avevano avuto simili esperienze molte altre e allora anche io raccontai non ero più sola avevo parole trovai la voce oggi noi madri dobbiamo trovare le parole ad alta voce possiamo dire che è ora di finirla che il corpo delle nostre figlie è un tesoro prezioso di cui loro soltanto sono padrone lo dobbiamo a loro ma anche alle donne che sono state le loro madri lo dobbiamo a noi stesse anche per questo mi impegno personalmente a dedicare nel futuro un intero numero di adozione e dintorni a temi riguardanti le bambine e le ragazze 5

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6 polvere di jana sono andata da un assassino © valeriano salve

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sono andata da un assassino quasi mi viene voglia di cantare la canzone di de andré lui è un uomo giovane è grosso ed alto non è bello È rinchiuso fra quattro mura che non gli stanno strette meglio il carcere di fuori una vita randagia senza affetti neanche quando per un attimo l illusione di una famiglia l ha avuta qualche anno di solitudine da aggiungere alle solitudini passate e a quelle future senza niente in mezzo strappato da una terra che non l aveva amato e ricevuto in una terra che non l ha mai accettato È stato una delusione per chi era convinto di proseguire con lui un casato e forse ha anche immaginato di guadagnare una fetta di paradiso con una buona azione l adozione relegato sotto a una casa una stanza in costruzione vestito con panni da vecchio pescati nel fondo dei sacchi della croce rossa camicia slabbrata e pantaloni a righe legati con la corda scarpe sformate usate chissà da chi andare a scuola è stata l anticamera dell inferno i compagni gli facevano il giro largo non lo volevano non faceva ridere puzzava di solitudine e disagio assente anche per gridare disperazione incapace inutile e fastidioso ha ucciso ha ucciso una ragazza l unica persona che non lo sfuggiva che non l offendeva e forse quel maledetto giorno non l aveva visto non l aveva salutato era bella era dolce un raggio di sole spento nessuna pietà per lui nessuno ha pietà di un assassino non c è polvere d oro solo il pensiero disturbante di una serie d errori che forse hanno stravolto il giro delle cose 7 anna ester davini coporedattore

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le relazioni degli affetti michele augurio sociologo la genitorialità tro sul figlio le nostre considerazioni e le nostre emotività come se fosse lui ad avere bisogno di noi come se la genitorialità riguardasse più nostro figlio che non noi stessi ma è poi così vero può un figlio non ancora concepito avere bisogno di noi se riflettessimo su queste domande ci accorgeè alla base del nostro bisogno primario di esserci di amare di confrontarci di saper interagire con l altro nel momento in cui ci formiamo come coppia diventiamo una famiglia poiché nella coppia poniamo le basi per una condivisione futura allarghiamo le nostre aspettative dall io al noi ci confrontiamo con una nuova affettività non più legata alla famiglia di origine ma aperta al nuovo contesto familiare da noi formato i ricordi emotivi dei nostri vissuti primari del nostro essere stati figli sono alla base del nuovo progetto famiglia ci portano a immaginarci nuovi genitori a sentirci incompleti senza la nascita di un figlio il bambino è ancora elemento estraneo un divenire tutto da costruire e sperimentare 8 mi sono e ci siamo interrogati molto sul bisogno che spinge a diventare genitori e le risposte che ci siamo dati sono molteplici consolidare il nostro rapporto di coppia realizzare una famiglia dare il nostro amore a un bambino trasmettere i nostri valori a nostro figlio se le analizziamo singo diventare genitori è vivere oltre la morte larmente sono tutte risposte valide e condivisibili ma come spesso accade cerchiamo di portare all esterno il nostro bisogno/desiderio di genitorialità se leggiamo le specificità delle risposte che diamo circa la genitorialità ci accorgiamo di come proiettiamo sull alremmo di come il bisogno desiderio di genitorialità non è rivolto all esterno del nostro vissuto di adulti ma è interno al nostro mondo emotivo allo sviluppo delle nostre emozioni delle nostre motivazioni di vita la genitorialità prima di coinvolgere il futuro figlio,

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nel nostro bisogno/desiderio di genitorialità riportiamo i ricordi e i vissuti della nostra infanzia del nostro essere stato figlio ma soprattutto riportiamo l immagine che noi abbiamo avuto dei nostri genitori ipotizzando per il nostro futuro di genitori cambiamenti degli atteggiamenti che non abbiamo capito dei nostri genitori e riproponendo quelli che abbiamo condiviso noi veniamo da un progetto famiglia nel quale ci siamo realizzati e costruiti come figli e ora aneliamo a un nuovo progetto famiglia dove ciò che abbiamo appreso da figli e successivamente integrato e costruito con la nostra esperienza di adulti diviene altro di fronte alla nostra famiglia di origine vi è quindi la necessità di esportare attraverso nostro figlio il nuovo modello familiare da noi costruito la genitorialità è un io proiettato all esterno che attraverso la coppia si può realizzare e si realizza questa progettualità di nuova famiglia racchiude in sé il desiderio del singolo individuo di vedersi proiettato nel futuro attraverso il proprio figlio la realizzazione della famiglia quale elemento base di un proget to di coppia ci fa pensare alla continuazione di un nostro mondo interiore fatto di sentimenti modelli educativi ricordi e vissuti che devono essere trasmessi e che solo attraverso un figlio possono continuare ad esserci la proiezione nel futuro prima di diventare progetto famiglia è bisogno del singolo individuo poiché attraverso questa proie zione egli si sente riconosciuto all inizio dei percorsi di accompagnamento all adozione alle coppie pongo sempre questa domanda «cosa è per voi diventare genitori?» la risposta che io mi sento di dare è «vivere oltre la morte» 9 © anna ester davini

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psicologia e adozione da due a tre quando i conti non tornano derio coltivato e fatto crescere si scontra con la realtà ancora una volta il test è negativo non sono incinta e tu piccolo mio ancora non sei in cammino sulla strada del nostro incontro il mondo mi crolla addosso sono arrabbiata disperata mi sento terribilmente in colpa per tutto quel periodo in cui ho volutamente controllato la mia fertilità ora che vogliamo lasciare sgorgare la vita la vita si prende gioco di noi cosa possiamo fare di certo non vogliamo arrenderci noi ti vogliamo intensamente e così cominciamo ad andare da un posto all altro alla ricerca di chi ci possa aiutare di chi possa farci finalmente incontrare inizia così per molte coppie un periodo lungo e tormentato di indagini diagnostiche prescrizioni e cure che mettono a dura prova le nuove tecniche mediche permettono di correre ai ripari tanto rapidamente da non consentire di vivere il senso di mancanza condizione necessaria alla sua elaborazione il limite è intollerabile e l unica cosa importante è ottenere lo scopo desiderato l infertilità provoca sofferenza e può attivare una crisi profonda personale ma anche di coppia il rischio che si corre è che questo desiderio si esasperi e si trasformi in un ossessione prima di incamminarsi in nuove strade ogni coppia deve fare i conti con 10 avrà i suoi occhi forse il mio sorriso e magari i suoi morbidi riccioli quanti desideri quante fantasie e mi vergogno un po ma quante aspettative rivestono il tuo arrivo amo sognarti e immaginarti giocare con noi correre insieme in un prato e leggerti le fiabe prima di dormire vedo la tua emozione nello scartare i regali la notte di natale e sento il tuo entusiasmo nel fare ogni giorno una nuova scoperta il sogno aumenta nelle fantasie consce e inconsce e prende sempre più forma dentro il mio cuore fino a quando questo desi «ogni lutto è una ferita le ferite si sa si richiudono ma a una condizione che prima si siano aperte»

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11 © roberto gianfelice

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12 «ogni figlio è come un dono e come tale va atteso anzi bisogna imparare ad attenderlo» i propri sentimenti di rabbia disperazione senso di colpa solitudine e solo allora sarà possibile affrontare le difficoltà procreative con consapevolezza per poter rinunciare al figlio desiderato e accedere ad altre forme di procreazione o all adozione accettare le difficoltà psicologiche e conoscerle è il primo modo per cominciare a superarle intraprendere il cammino della fecondazione assistita significa prima di tutto essere disposti a tollerare l incertezza del risultato comincia così un ciclo di speranza e delusione che stino ha scelto qualcosa di diverso per noi e dobbiamo solo imparare ad ascoltarlo lasciandoci alle spalle il desiderio di qualcuno che non è arrivato per far germogliare un desiderio diverso il desiderio per un bambino sono stanca ci stiamo iso che arriva da lontano lando sempre di più nel nostro dolore e sento la di quando ci si rende conto che stanza crescere ma chi sia l accanimento non porta da mo noi per decidere della nessuna parte se non alla vita È giusto andare avan deriva comincia a far cati o è ora di fermarsi que polino una strada alternaste domande non mi danno tiva per qualcuno l ultima pace ma mi permettono di spiaggia per altri un vero guardarmi dentro di ascol e proprio nuovo cammino tare il mio dolore di viverlo l adozione ma perché quee di accettarlo forse il de sta sia una scelta autentica può ripetersi molte volte che pone la necessità di fare delle scelte di mettersi in discussione continuamente per decidere soprattutto quanto andare avanti e quando fermarsi.

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© valeriano salve 13 è necessaria l elaborazione del lutto della sterilità accettando le impossibilità che questa comporta per poi disporsi ad accogliere un figlio nato da altri È proprio dalle situazioni più difficili che nascono forze nuove potenti e inaspettate «dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior» canticchio questa mattina e spero e credo e voglio che da questa situazione difficile dal fango in cui ci siamo impantanati possano nascere nuove energie da investire in un progetto diverso ma altrettanto emozionante e coinvolgen te sarà faticoso lo so ma sarà entusiasmante sarà un rapporto speciale tutto da costruire insieme al di là delle diversità e riconoscendo la sua reciprocità il nostro bisogno incontrerà il tuo bambino che vieni da lontano e dandoci la mano impareremo ad amarci e rispettarci monica arcadu psicologa

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pedagogia in azione a scuola con difficoltà quali metodologie e strategie mo sguardo ma ognuno con un proprio mondo che è possibile leggere prima con il cuore il gruppo classe non è un ambiente omogeneo di persone che hanno gli stessi comportamenti apprenditivi e relazionali piuttosto è un mondo eterogeneo in cui ogni alunno è portatore di una sua peculiare individualità che va rispettata e valorizzata ponendo attenzione alla persona nel senso olistico del termine ciascun alunno vede sancito già nell art 3 della nostra carta costituzionale il proprio diritto all istruzione che non può essere impedito dalla presenza di difficoltà nell apprendimento scolastico siano esse legate a situazioni di disturbi specifici o di svantaggio psico-socioculturale o di adattamento scolastico sia sul versante relazionale che su quello 14 ecco il mio segreto È molto semplice non si vede bene che col cuore l essenziale è invisibile agli occhi antoine de saint exupéry il piccolo principe di un panorama vario e disparato a volte sommerso e nascosto che spesso sfugge alle categorizzazioni ma di fronte al quale noi insecome insegnanti ci con gnanti non possiamo far finfrontiamo quotidianamente ta di niente con il mondo delle difficol bambini e ragazzi splentà scolastiche e del disagio didi vivaci belli e intellidei nostri alunni si tratta genti tutti uguali al pri-

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dell apprendimento connesso anche all adozione la scuola in primis è chiamata a dare risposta ai bisogni formativi di ogni alunno con attività di programmazione mirata e personalizzata impegnandosi per tutti ma in particolare to tanto che si parla di quoziente emotivo oltre a quello intellettivo per poter apprendere è necessario avere dentro di sé uno spazio sereno e quieto dove immagazzinare e sviluppare le nuove conoscenze l ansia impedisce la da tali principi consolidati e condivisi nasce nel 2004 la nostra sinergia lavorativa che si sostanzia dal 2007 con un impegno nella nostra scuola come referenti per la dislessia e i disturbi specifici di apprendimento dsa operiamo 15 chi sbaglia non è sbagliato l errore ci è amico per quelli in situazione di svantaggio di cui vanno valorizzati i punti di forza e minimizzati quelli di debolezza dando loro fiducia e rafforzando l autostima che per queste categorie di alunni è particolarmente bassa sappiamo tutti che l apprendimento affonda le sue radici in ambito emotivo se non si è motivati dal punto di vista emozionale non c è apprendimenconcentrazione e la ritenzione ancor più spesso l insuccesso scolastico genera nei nostri alunni un inquietudine diffusa che non permette loro di dedicarsi a esaminare ascoltare raccontare e col passare del tempo li porta ad abbandonare la scuola con ricadute negative anche dal punto di vista psicologico sulla vita futura sul territorio con uno sportello d ascolto che svolge un ruolo di supporto rivolto ad alunni insegnanti e genitori da aprile 2010 inoltre gestiamo un blog didattico tutti a bordo dislessia destinato non soltanto a chi si occupa di dislessia e dsa ma che offre supporti metodologici e didattici validi per tutti visto che da anni utilizziamo le nuove

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