Indagine sulle casalinghe di voghera

 

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Description

Cosa mettono nel carrello le casalinghe più famose d'Italia

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Indagine sulle casalinghe di Voghera Italiainprimapagina.it 1

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Il campione 104 casalinghe di Voghera di età compresa fra 24 e 67 anni Italiainprimapagina.it 2

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METODO D’INDAGINE Intervista sul campo guidata da questionario con risposte aperte Italiainprimapagina.it 3

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L’OBIETTIVO Verificare se le casalinghe di Voghera cerchino i prodotti made in Italy, se li riconoscano e soprattutto se li acquistino Italiainprimapagina.it 4

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Prodotti oggetto dell’indagine FORMAGGI A PASTA DURA • Grana Padano, Parmigiano Reggiano • Imitazioni (falso e finto made in Italy OLIO EXTRAVERGINE • Olio extravergine Dop • Finto olio italiano PROSCIUTTO CRUDO • Crudo di Parma e San Daniele • Finto prosciutto italiano Italiainprimapagina.it 5

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Quale prosciutto acquisterebbe? Dulano 8% Prosciutto San Daniele 40% Prosciutto crudo bio 4% Prosciutto crudo Prime Fette Iag 4% Prosciutto di Parma 44% Motivazioni d'acquisto Per il prezzo conveniente Perché è italiano Perché è di qualità Perché è buono Per la conoscenza del nome Per l'aspetto Italiainprimapagina.it 6

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Quale formaggio acquisterebbe? Primo Prato 2% Parmigiano Reggiano Dop 46% Formaggi a pasta dura Gran Moravia 1% grana Padano Dop 51% Motivazioni d'acquisto Altro Perché è un prodotto italiano Per il prezzo più conveniente Per la conoscenza del nome Perché è un prodotto di qualità Perché è buono Per l'abitudine Etichettopoli.com 7

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Quale olio acquisterebbe? Prima Donna 14% Venturino 18% Sasso(Bertolli, Carapelli, Monini, Farchioni, Dante) 68% Olio extravergine Motivazioni di acquisto Altro Perhé è Dop Per l'abitudine Perché mi ispira fiducia Per il prezzo più conveniente Perché è un prodotto italiano Italiainprimapagina.it 8

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Ricordo del marchio Dop Non sa, Ricorda il marchio Dop? non Sì risp. 36% 1% No 63% Che cosa significa? Altro (ad es.«non l'ho mai notato») Prodotto più controllato degi altri Non sa Indica che un prodotto è italiano Tutela i prodotti tipici Dà la garanzia di controlli Indica i prodotti certificati E' un marchio della Ue Indica la qualità Quando un prodotto è più buono Italiainprimapagina.it 9

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Made in Italy Motivazioni Dop I prodotti sicuramente italiani vengono scelti al massimo nel 6% dei casi, ad eccezione dell’olio (37%) ma solo perché i finti extravergine vengono scambiati per veri Le motivazioni dell’acquisto prevalenti: - per l’aspetto - perché è più buono - per abitudine - per la conoscenza del nome Appena il 5% acquista le Dop per quel che sono. Appena 4 su 100 conoscono l’esistenza dei disciplinari di produzione e la loro funzione

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Il grande inganno La trappola in cui cadono le casalinghe di Voghera è la stessa in cui sono caduto io per anni. E che spinge i consumatori italiani ad acquistare l’83% di finto made in Italy che troviamo sugli scaffali dei supermercati.

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IL CONSUMATORE NELLA TRAPPOLA DELLE ETICHETTE RETICENTI Sui consumatori, le loro attese, le abitudini di acquisto si leggono tonnellate di carta. Ai consumatori si attribuisce di tutto. L’industria, in particolare, pretende di interpretarne attese e desideri e su questo equivoco costruisce sapienti campagne pubblicitarie e iniziative di marketing. Quel che pensino veramente donne e uomini che ogni giorno fanno la spesa è irrilevante, alla fine. Il grande equivoco delle etichette reticenti – che dicono tutto per non raccontare nulla – si basa proprio su questo gioco delle aspettative presunte. E spesso manipolate. Circolano anche indagini secondo le quali di fronte al bancone del supermercato o davanti a una vetrina di abiti o calzature cercheremmo almeno in un caso su due i prodotti made in Italy. Possibile? E allora come si spiega che sui banconi del supermercati 83 referenze su 100 sono finto made in Italy? Da questi dubbi è partita l'indagine sulle casalinghe di Voghera, per capire cosa pensino realmente i consumatori nel momento in cui allungano il braccio per mettere nel carrello una vaschetta di prosciutto, una bottiglia di olio o un vaso di conserva. L'archetipo del consumatore. Fin dagli anni Sessanta le casalinghe di Voghera hanno rappresentato un cluster omogeneo, studiato da comunicatori, imprese e perfino televisione. Per estensione la casalinga di Voghera è poi divenuta l’archetipo del consumatore. E tale rimane tuttora. Italiainprimapagina.it ha intervistato 104 di loro.. Appena il 6% della casalinghe di Voghera mette nel carrello i veri prodotti italiani, fatti nel nostro Paese, con materie prime tracciabili e riconoscibili come made in Italy. Con un'eccezione; l'olio extravergine d'oliva, ma solo perché i finti extravergine italiani, vengono scambiati per veri. Non meno preoccupanti le motivazioni d'acquisto prevalenti: per l'aspetto, perché è buono, per l'abitudine, per la conoscenza del nome. E a conferma che i prodotti italiani nel nome ma non nel contenuto vengono confusi con i veri c'è la percentuale bassissima di casalinghe - solo 4 su 100 - che conoscono il significato delle Dop (Denominazione di origine protetta). Il bollino giallo e rosso dei consorzi di tutela viene identificato correttamente da una quota marginale di consumatori. 12 Etichettopoli.com

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Ma in questo caso come nei precedenti la colpa non è delle casalinghe di Voghera. Nel momento in cui le Dop e poco altro (prodotti a filiera trasparente) fossero identificati come le uniche referenze davvero italiane sui banconi dei supermercati, gli altri si venderebbero molto meno. E a prezzi decisamente inferiori. Quindi, per evitare di far saltare il banco, è bene che rimangano nella riserva indiana della tipicità. Ecco, questo è quanto ho scoperto con l'indagine. Mi corre l'obbligo di fare una precisazione: fino a prova contraria quelli che definisco finti prodotti italiani sono perfettamente commestibili. Spesso mi ritrovo a consumarli io stesso in assenza di alternative valide. Né il mio obiettivo è quello di scoraggiarne l'acquisto. Mi preme invece chiarire che, nel gigantesco puzzle dell'alimentazione, oltre a perpetrare un sistematico furto d'immagine e di valore nei confronti del vero made in Italy ci rubano anche il lavoro. Nel silenzio generale, da almeno tre decenni a questa parte una fetta crescente delle attività di produzione e trasformazione delle materie prime alimentari è stata trasferita all'estero. Il caso più clamoroso è quello degli olio «extravergine di oliva comunitario» (questa è la dizione che compare i etichetta), venduto in bottiglie con marchi italianissimi ma che col Belpaese c'entra poco o nulla, per esplicita ammissione dei produttori. D'altronde se il pensiero dominante dipinge il made in Italy come «una categoria mentale», c'è poco da meravigliarsi se poi riempiamo frigoriferi e dispense con alimenti travestiti da italiani. Forse però dovremmo tenere anche la contabilità del lavoro che viene a mancare. Attilio Barbieri Italiainprimapagina.it Etichettopoli.com 13

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Etichette reticenti Missione compiuta Le casalinghe di Voghera e in generale 9 consumatori su 10, non riescono a decodificare le etichette dei prodotti che acquistano. Perché le etichette sono reticenti

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