IL PETILINO - OTTOBRE 2010

 

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anno xiii ottobre 2010 www.petilino.it t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino direzione e amm onlus t.a.t cal via paternise 2 88837 petilia policastro tel 339/8129868 poste italiane spedizione in a.p tabella d aut.ne dco/dc cz/224/2002 valida dal 07/05/2002 1,50 periodico di notizie cultura politica e tradizioni in un incidente sul È morto pietro mirabelli il paladino dei minatori pag 2 e 3 giacomino l eremita della sila l avvincente storia del sersalese giacomo talarico michele belcastro a pag 14 da petilia a genova jamu all ascuntu da santa spina il 15 16 e 17 ottobre la sacra reliquia lascerà per la prima volta il suo convento per andare a genova per trovare i petilini del nord italia il santuario della sacra spina di petilia policastro a cura di carmine medaglia seconda edizione su gentile concessione dell autore pubblichiamo l opuscolo nelle pagine centrali del nostro giornale sosteneteci leggi a pag 2 attenzione e cambiato il numero del conto corrente postale nuovo numero iban a pag 13 96272752 convento della santa spina chiesa di s nicola sestri it 42 b 07601 04400 000096272752 loc taglio tel 0962.433077 339.6380787 petilia policastro kr

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pagina 2 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii ottobre 2010 in un incidente sul lavoro in svizzera perde la vita pietro mirabelli gurato il monumento al minatore che fa bella mostra di sé nella piazza di pagliarelle costernazione per la morte di pietro mirabelli è stata espressa anche dall amministrazione comunale e il sindaco dionigi fera ha annunciato per il giorno dei funerali la proclamazione del lutto cittadino francesco ierardi l operaio di pagliarelle lavorava nella galleria alp transit di sirigno vicino lugano lavoratori di questo centro che lavorano in cantieri di gallerie in varie parti del mondo pietro era colui che si era battuto con tutte le sue forze per dare dignità ai lavoratori in galleria e rendere sicuro un lavoro che miete vittime continuamente qualche anno addietro aveva scritto al presidente della repubblica carlo azeglio ciampi per richiamare la sua attenzione sulle condizioni dei lavoratori in galleria nel mugello e questo suo gesto aveva consentito la revisione dei turni di lavoro e l avvio di corsi per la formazione sulla sicurezza del lavoro da parte delle imprese che costruivano la tav nel luglio scorso ho incontrato pietro e gli ho annunciato che quattro operai di petilia e pagliarelle su sessanta in tutto erano stati premiati nell ambito del concorso indetto da autostrade per l italia e pietro mirabelli il paladino dei minatori ci piace riportare qui di seguito un brano del libro morti bianche di samanta di persio in cui pietro mirabelli denuncia le condizioni di lavoro dei minatori quasi una premonizione sulla sua morte sono pietro mirabelli operaio della tav e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza rls da dodici anni sono presente sul cantiere del cavet consorzio alta velocità emilia e toscana l impresa che ha vinto l appalto per la realizzazione del tratto che permetterà di collegare bologna a firenze in questi anni ho visto decine e decine di operai infortunarsi diventare invalidi e morire manca poco alla fine della realizzazione molti uomini e donne saliranno sui treni e non immagineranno quanto sangue è stato versato quante madri hanno pianto per i loro figli e quante mogli sono rimaste sole l attenzione sugli infortuni sul lavoro è forte quando ci sono incidenti nei luoghi di lavoro se ne parla una settimana e poi tutto viene messo nel conservatorio della dimenticanza ma ogni giorno muoiono lavoratori in aziende sconosciute nell edilizia nell agricoltura poi quando accadono ad esempio stragi come quella di torino allora qualcuno se ne occupa in uno dei tanti incidenti avvenuto nella realtà dove lavoro ci fu un infortunio mortale nel tratto emiliano sull articolo di giornale non ne è stato riportato nemmeno il nome il problema principale non lo affronta nessuno sulle procedure di sicurezze presenti sui piani operativi di sicurezza pos c è scritto ciò che si può fare e ciò che non si può fare un lavoratore consapevole del rischio che va ad affrontare volendo potrebbe rifiutarsi di eseguire un incarico pericoloso ma a pericolo identificato si pensa alla famiglia non si vuole mettere a rischio il posto di lavoro considerando quanto è difficile oggi trovarne uno l ex presidente del consiglio romano prodi nella trasmissione di fazio che tempo che fa ricordò il collegamento veloce fra bologna-firenze sottolineando 17 gallerie non un accenno ai lavoratori che hanno lasciato la vita per dare la possibilità a tutti gli italiani di accorciare le distanze pasqualino giordano 20 anni è morto al primo giorno di lavoro vogliamo ricordarlo io mi sento parte fondamentale della nostra società oggi però televisione e giornali parlano dell isola dei famosi mentre noi lavoriamo nel sottosuolo dove il pericolo può arrivare da qualsiasi parte dall alto dal basso da destra e da sinistra ci sono macchine in movimento esplosione di mine fango ecc un rls o un rsu dovrebbe essere presente per ogni squadra a volte i preposti alla sorveglianza o sono poco formati o sono parenti dei datori di lavoro cosa significa se venisse riscontrata una situazione di rischio non si può fermare subito la produzione si va avanti piano piano cercando di fare attenzione si deve sempre sperare che non succeda niente quando ci vengono consegnati gli ordini di servizio li firmiamo per ricevuta consegna poi ci viene data una mascherina antipolvere un elmetto guanti e tute ad alta visibilità oggi facciamo un corso su come utilizzare quanto ci viene fornito ma solo dopo pressioni fatte dai rls e rsu pietro mirabelli nella notte del 22 settembre un tragico destino ha troncato la vita di pietro mirabelli affettuosamente chiamato pietrino dagli amici il 54enne operaio di pagliarelle popolosa frazione di petilia policastro da pochi mesi si era trasferito in svizzera dopo un lungo il cantiere dove è avvenuto l incidente periodo di lavoro con l impresa cavet che ha costruito le gallerie della tav nel mugello l infortunio è avvenuto quando un braccio di una macchina che stava perforando la roccia si è ritirato facendo cadere da un altezza di 7-8 metri un grosso masso che ha schiacciato l operaio prontamente sono intervenuti i soccorritori che constatate le gravi condizioni di mirabelli lo hanno portato in ospedale dove però è deceduto poco dopo per le numerose ferite interne riportate la polizia ha aperto un indagine per capire la dinamica esatta dell incidente e verificare eventuali responsabilità incredulità e dolore per la scomparsa di pietro mirabelli che lascia la moglie filomena mirabelli e i due figli gabriele e walter si legge nei volti di tutti gli abitanti di pagliarelle comunità che conta numerose vittime per incidenti in galleria sono centinaia infatti i le imprese costruttrici della variante di valico sul comportamento in sicurezza sul luogo di lavoro aveva appreso la notizia con soddisfazione e con la consapevolezza che gli sforzi da lui fatti nel tempo non erano risultati vani ma andavano nel senso della sua aspirazione migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori in galleria in quell occasione mi diceva che aveva lasciato l impresa toto s.p.a per andare a lavorare in svizzera dal 2000 aveva lavorato per la cavet nei cantieri dell alta velocità nel mugello ed era stato responsabile sindacale di base fino alla conclusione dei lavori l amore per il suo lavoro e il ricordo di quanti della sua terra avevano perso la vita nelle gallerie di tutto il mondo lo avevano portato a volere a tutti i costi un simbolo del mondo dei minatori nella sua pagliarelle e il suo sogno si è avverato nel 2007 quando è stato inau-

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anno xiii ottobre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 3 una giornalista toscana mentre una studentessa a nome di tutti i ragazzi di pagliarelle ha letto un ricordo di pietro nei loro interventi tutti hanno ricordato l eroismo di pietro il suo grande impegno per la sicurezza sul lavoro e per mantenere alta la guardia sui problemi dei minatori ha preso poi la parola il cognato di pietro roberto mirabelli che ringraziando tutte le autorità e la popolazione presenti ha annunciato il licenziamento unico infine si è ricomposto il corteo che ha raggiunto il cimitero di pagliarelle dove la salma sarà tumulata francesco ierardi l addio a pietro mirabelli piovere e piano piano il sole ha fatto capolino tra le nuvole rendendo possibile la celebrazione dei funerali all aperto sulla piazzetta che lo stesso pietro aveva voluto che fosse dedicata ai minatori e dove svetta il suo monumento al minatore una fortunata coincidenza che non è passata inosservata ad officiare la cerimonia mons francesco frandina vicario e delegato del vescovo affiancato da don pasquale marrazzo e dal diacono franco crisà alla mesta cerimonia altre ad una grande folla di parenti compaesani amici e gente comune erano presenti il sindaco di petilia policastro dionigi fera con tutta la giunta comunale le rappresentanze comunali di mesoraca e cotronei guidate rispettivamente dal sindaco armando foresta e dal vicesindaco luigi greco l assessore provinciale al lavoro pietro durante una rappresentanza della alp transit la ditta dove pietro lavorava numerosi rappresentanti sindacali e alcuni amici della tosca in una giornata iniziata con una pioggia insistente la comunità di pagliarelle si è preparata alla celebrazione dei funerali di pietro mirabelli lo sfortunato minatore che ha perso la vita in un incidente sul lavoro in una galleria svizzera precisamente a sigirino nelle vicinanze di lugano alle ore 15,00 un lungo e silenzioso corteo preceduto da un picchetto di minatori con blusa e casco di lavoro dai gonfaloni comunali di petilia policastro e mesoraca e dal labaro della sezione di pagliarelle degli invalidi sul lavoro si è avviato sotto la pioggia ad accogliere le spoglie di pietro alla periferia della frazione all arrivo della macchina mortuaria improvvisamente è smesso di na conosciuti da pietro nei circa 12 anni trascorsi a lavorare nella cavet durante l omelia mons frandina ha porto alla famiglia il cordoglio dell arvivescovo graziani ed ha affermato che pietro è da considerare un martire ricordandone la religiosità l altruismo l attaccamento alla famiglia e al lavoro dopo la cerimonia religiosa hanno preso la parola il sindaco dionigi fera l assessore provinciale al lavoro pietro durante il sindaco di mesoraca armando foresta gli amici d infanzia rappresentati da tonino venneri un sindacalista della cgil nazionale seguito da pag 2 mi domando se queste protezioni siano sufficienti mio padre era minatore come me l ho visto ammalarsi di silicosi l ho visto spegnersi giorno dopo giorno all età di 70 anni un agonia lenta io sono calabrese della provincia di crotone dalle nostre parti non c è occupazione metà del mio paese lavora nelle galleria un lavoro che non vuole fare più nessuno ed è comprensibile un lavoro usurante nel cantiere non è presente solo la ditta cavet alcuni lavori sono stati subappaltati ci sono più squadre che lavorano insieme io mi sono trovato a fare sopralluoghi per la sicurezza dove c erano squadre di piccole aziende subappaltatrici e non venivano rispettate le norme di sicurezza inoltre non c è solo un problema di coordinamento fra squadre di operai che non si conoscono ma anche di lingua perché ci sono molti extracomunitari secondo me sfruttati perché li ho visti lavorare anche per 12/13 ore per turno spesso non conoscono i loro diritti io nella mia esperienza di rls ho fatto piccole conquiste ma è presumibile che il pericolo non finisca una volta che il consorzio cavet riconsegnerà il lavoro terminato il cavet ha capito l esigenza di fare corsi anche se di poche ore sulla sicurezza e sulla formazione mi consola l idea di aver insegnato a qualcuno l importanza del rispetto delle leggi per la sicurezza di noi operai purtroppo l applicazione delle norme è fondamentale e i sindacati devono impegnarsi noi operai non solo siamo dimenticati presto ma nean che ci viene data giustizia nel 2001 l operaio pasquale adamo perse la vita mentre stava perforando il monte morello con l ausilio di uno speciale macchinario il suo giubbotto si è impigliato nella trivella lo ha avvolto e stritolato la condanna per i responsabili è stata una multa non si può pagare una multa per una vita umana non è possibile che per omicidio colposo il massimo della pena siano 5 anni proviamo a pensare che il nostro lavoro non è stato scelto per piacere ma perché non c era alternativa quando un giovane laureato del mio paese si trova in un cantiere a fare una mansione obbligata da questa società dove solo i figli dei ministri devono fare i consulenti possiamo pensare che lavora in uno stato di malessere l italia paga milioni di euro a causa di infortuni sul lavoro più sicurezza e denunce rappresenterebbero non solo un costo inferiore per lo stato ma anche un beneficio sulla qualità produttiva

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pagina 4 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii ottobre 2010 la reliquia della corona di gesÙ in visita ai petilini che vivono fuori paese iamu all ascuntu da santa spina e questo il titolo che ci ha suggerito d giuseppe marra per un avvenimento che coinvolgerà i petilini che vivono in liguria e in tutto il nord italia il mese di ottobre nei giorni 15,16 e 17 la s spina della corona di gesù cristo verrà in visita a genova È inutile dire che sarà un avvenimento storico importantissimo per la prima volta dopo cinquecento anni si sposta dal suo santuario per concedere una visita agli emigrati i quali hanno sempre avuto un legame particolare con la terra natia e soprattutto con la reliquia gli emigrati normalmente vivono i legami con le proprie origini con una profonda nostalgia aggrappandosi in qualche modo agli elementi popolari della propria terra un sano legame con la propria che interessano le radici più profonde della comunità stessa che sono quelle spirituali e sociali la visita della s spina a genova offre ai petilini l opportunità di venire a contatto con le radici della propria comunità madre e costituisce una occasione per esprimere e rafforzare i legami spirituali e sociali con il proprio paese molte persone che vivono al nord per i motivi più svariati non vedono la s spina da decine di anni molti altri ogni anno in occasione del secondo venerdì di marzo percorrono migliaia di chilometri per andare a venerarla ecco questa è l occasione favorevole per far si che tutti insieme si possa andare all ascuntu della s spina l associazione petilini a genova si sta già occupando da tempo dell organizzazione di questo evento che prevede anche il coinvolgimento dell amministrastro nelle persone del sindaco fera e del vice-sindaco ierardi della pro loco perseo che verrà a rappresentare una commedia teatrale e di masino medaglia che ci proporrà la visione del suo docufilm sulla storia della famosa reliquia ci saranno quindi in questa occasione momen la chiesa di san nicola che ospiterà ti religiosi istituzio la santa spina a genova nali e ricreativi petilia policastro incontrerà il programma l amministrazione comunale di sarà il seguente genova e la comunità dei petilini venerdì 15 alle ore 16 accoemigrati in piazza suppini presso glienza della santa spina nella la sala gau di genova struppa chiesa di s nicola di sestri alle 2 1 0 0 n e l te atro ponente akropolis presso la s media in serata alle ore 20,00 nel statale gramsci via m boeddu teatro akropolis presso la s genova sestri sarà rappresentata media statale gramsci via m dalla pro loco di petilia policastro boeddu genova sestri ci sarà la commedia teatrale in vernacolo l incontro tra l amministrazione di giacinto carvelli a bona maricomunale di petilia policastro e tata è senza socera e senza canata l amministrazione comunale di domenica 17 ci sarà l evento genova conclusivo con la celebrazione alle 21,00 nella stessa sede ci della santa messa alle ore 11,00 sarà la proiezione del film regia di alle ore 13,00 l associazione masino medaglia dionisio petilini a genova offrirà un sacco e la sacra spina di policamomento conviviale con buffet stro alle ore 17,00 il saluto alla sabato 16 per tutta la giornata santa spina che farà ritorno al sanla reliquia sarà a disposizione dei tuario di petilia policastro pellegrini nella chiesa di s nicola di genova sestri ponente nel pomeriggio alle ore 16,00 l amministrazione comunale di comunità madre esige relazioni il convento della santa spina zione comunale di petilia polica-

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anno xiii ottobre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 5 l amministrazione comunale di petilia policastro informa i cittadini hanno trovato posto al primo piano della palazzina comunale nuovi locali per la scuola dell infanzia walt disney sabato 18 settembre 2010 per i bambini della scuola dell infanzia walt disney per i loro genitori e per le loro maestre è stata una giornata indimenticabile dopo circa 30 anni finalmente quella scuola che serve gli abitanti del quartiere san francesco ha una degna sistemazione alla presenza di padre salvatore cimino che ha impartito la santa benedizione del sindaco fera del vicesindaco ed assessore alla pubblica istruzione francesco ierardi di una folta rappresentanza di assessori e consiglieri comunali nonché di numerosi genitori i bambini dopo il taglio del nastro sono entrati nella nuova scuola che è stata ricavata al piano terra della palazzina comunale di via assunta i locali che da sempre hanno ospitato questa scuola sono stati sempre locali di fortuna fino ad arrivare all ultimo che era tanto malridotto da far dichiarare al sindaco dionigi fera quando sono entrato per la prima volta in quella scuola ho provato vergogna di essere sindaco di un paese che ospita i bambini in ambienti così brutti finalmente ha detto il sindaco nel suo intervento abbiamo dato dignità ad una scuola che da tempo aspettava una sistemazione migliore noi abbiamo preso sin da subito a cuore il problema e nell arco di un paio d anni lo abbiamo risolto consegnando oggi a bambini maestre e genitori dei bellissimi locali nei quali i bambini possono godere di luce spazio e comodità che fino ad oggi non hanno potuto avere e prioritario resta per noi il problema di tutte le scuole del comune alcune le abbiamo già ristrutturate,le altre lo saranno a breve padre salvatore cimino parlando ai bambini ma rivolgendosi agli adulti presenti ha sottolineato l importanza che riveste la scuola sotto l aspetto educativo perché a suo dire non potendo più modificare le radicate abitudini degli adulti è proprio dalla scuola che bisogna partire per educare al rispetto al vivere civile e alla legalità la neo dirigente scolastica maria ierardi nel prendere la parola ha rimarcato la delicatezza che riveste la scuola dell infanzia nella formazione e nella crescita dei bambini assegnando alle maestre il ruolo delicato della loro professionalità a nome di tutti i genitori ha preso la parola antonella marrazzo la quale ha espresso tutta la gratitudine sua dei genitori e delle maestre alla giunta comunale per aver realizzato quello che ormai loro consideravano un utopia ha ricordato come da anni genitori e maestre hanno lottato per avere una scuola decente ricevendo in risposta solo promesse non mantenute a conclusione della cerimonia di inaugurazione le mamme hanno offerto un piccolo rinfresco a tutti gli intervenuti nelle foto alcuni momenti della cerimonia di inaugurazione

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pagina 6 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii ottobre 2010 la famiglia del brigante esattamente un anno fa in questo giornale fu pubblicata la storia del brigantaggio petilino tratta dalla monografia storica su petilia policastro di mons domenico sisca ampio spazio è stato dato alle vicissitudini del brigante rosario schipani che l autore definisce il brigante galantuomo e a quelle patite dalla sua famiglia a causa di pesanti persecuzioni da parte delle autorità militari essendo mia madre una schipani e quindi discendente di quella famiglia sono venuta in possesso di un eccezionale documento il memoriale a stampa datato 3 gennaio 1867 che gaetano schipani padre di rosario invia al parlamento italiano che da poco si era trasferito a firenze per chiedere giustizia delle persecuzioni subite dalla propria famiglia voglio portare a conoscenza dei lettori de il petilino questo memoriale dove sono minuziosamente descritte le terribili angherie subite da tutta la famiglia per il fatto che rosario schipani non si costituiva alle autorità militari ed offrire uno spaccato della vita di quel periodo considerata la lunghezza il memoriale viene proposto a puntate e ringrazio la redazione del giornale per lo spazio che mi concede maria pascuzzi sostenete il petilino questo è il forte l appello che lanciamo ai nostri lettori alla fine del dodicesimo anno dalla nostra prima uscita la sopravvivenza del nostro giornale è stata finora assicurata all insegna della precarietà sia in termini di risorse umane e sia in termini economici se da una parte a volte si stenta a far uscire il giornale per la mancanza di articoli dall altra ogni fine anno bisogna fare i conti con la mancanza di fondi per pagare le spese delle pubblicazioni alle quali spesso si fa fronte con risorse personali a volte forte è la tentazione di gettare la spugna ci fa desistere solo il grande affetto che tanti nostri emigrati ci dimostrano telefonandoci e incoraggiandoci da circa dieci anni il prezzo del giornale è fermo ad un euro nonostante l aumento dei costi tipografici e di spedizione dal prossimo gennaio pertanto ci vediamo costretti d aumentare il costo del giornale ad 1,50 e a ritoccare il contributo per la spedizione il nostro ringraziamento comunque va alle poche aziende che ci sostengono con la pubblicità e ai pochi sostenitori che ci inviano un contributo più sostanzioso senza di loro sarebbe proprio impossibile continuare la pubblicazione del giornale per questo vi diciamo sosteneteci la redazione 3 nel governo della provincia al prefetto sigismondi successe il prefetto cler e a questi il barone cusa ai quali come al solito si facevano sentire funeste prevenzioni ma queste autorità accortesi delle mene dei pochi e dopo minute informazioni massimamente quest ultimo ha dovuto rivocare gli ordini emanati contro l esponente nel dicembre del 1864 subentrato nel governo della provincia il prefetto homedei le stesse accuse e le stesse mene più volte si sono praticate se non che quell egregio uomo dopo avere chiesto esatto conto a tutte le autorità giudiziarie ed amministrative sulla condotta dell esponente e di tutti di sua famiglia non potè più dare ascolto alle funeste calunnie e sembrava in fatti che la giustizia avesse prevalsa poiché è giusto chiamare un padre e tutta una famiglia responsabile delle colpe di un figlio ormai separato da più anni dalla casa paterna signori le colpe sono personali e non colpiscono che il delinquente la legge nol consente altrimenti e l innocenza di molti nella tenera età protesta innanzi all augusta assemblea del parlamento nazionale dopo una tregua di poco tempo sembrava che la tranquillità dell oratore non dovesse essere più il bersaglio delle ingiuste persecuzioni ma un nuovo genere di fatti lo fece convinto che la tranquillità che alla fine sperava nell inferma vecchiezza era ormai un illusione e ciò avveniva allorché il generale pallavicini giungeva in calabria con pieni poteri si fu allora che il capo della guardia nazionale di policastro pietro-antonio ferrari ex capo urbano nei tempi del governo borbonico cominciò a reagire con tutta la crudeltà contro di lui e ciò non si crede per altro motivo se non che per avergli richiesto il rimborso della somma di l 1929 che gii era dovuta fu allora che il generale pallavicino informato sini stramente ordinò l arresto indistintamente di tutta la famiglia schipani signori è rincrescevole a dover ricordare tutte le miserie che hanno potuto affliggere un vecchio padre ed un intera famiglia né è credibile briganti che non vi sia uomo che non senta l animo affranto dalla pietà un padre infermo la sua vecchia consorte ed un figlio di nome gaetano gravemente ammalati furono custoditi in casa dalla pubblica forza perchè quasi moribondi ma due nubili fanciulle e due bambini di molta tenera età furono condotti da prigioni in prigioni a quelle di catanzaro signori se l esponente ormai per sé non può invocare che il sepolcro per i suoi figli e per i bambini se non avesse il dritto a domandare la garanzia della legge invoca quello della pietà umana la pietà non si rifiuta agl innocenti anche fra i popoli più barbari l innocenza nell età della fanciullezza è sublime perché essa è l immagine più pura dell umanità essa sia ravvolta fra i lutti della sventura o fra le splendide vesti della ricchezza o pure copertadai cenci della miseria essa è sacra pur non ostante tutto questo strazio durò per un mese intero nel trambusto di queste sven ture li 8 agosto 1865 l oratore ricorse al ministero dell interno chiedendo la protezione della legge e ancora il permesso di potersi recare a policastro con suo figlio gaetano acciò potesse in qualche modo assestare il rimasuglio della sua quasi deperita fortuna onde provvedere ai bisogni indispensabili della vita e quel ministero per mezzo della prefettura di catanzaro rispondeva il giorno 26 agosto detto anno con foglio del n°791 in questi termini prego la s v a volersi compiacere di significare al sig gaetano schipani che nulla osta egli possa recarsi in policastro e stia pur sicuro che qualora si conduca in modo lodevole e da onesto cittadino non avrà mai a soffrire molestia alcuna dopo tali assicurazioni lo schipani pensava ritirarsi in policastro ma prima di partire volle nuovamente avvisarne il prefetto acciò non avesse a patire nuovi danni e nuove vessazioni e a tale riguardo il prefetto di nuovo le rassicurava che non avrebbe più dato ascolto a suoi accusatori ma in seguito avvenne tutto il contrario poiché appena andato a policastro alfonso schipani ad attendere ai lavori della falciatura una sera mentre si ritirava nella casina di campagna fu circondato dalla forza col delegato della pubblica sicurezza facendo in casa una minuta perquisizione fu allora che per caso si è trovato in uno scrigno una camicia insanguinata qui è mestieri ricordare o signori che la camicia macchiata di sangue era quella appunto che aveva in dosso il rosario schipani ora fuggiasco allorquando egli nella casa di berlingieri fu ferito con un colpo di stile causa poi della morte del menzionato berlingieri bastò questo motivo perché lo schipani alfonso fosse nuovamente arrestato e rimesso al potere militare il quale dopo due mesi di pubblica istruzione dichiarava non farsi luogo a procedimento penale abbonamenti ordinario 40,00 sostenitore 100,00 benemerito 200,00 l abbonamento si può sottoscrivere effettuando il versamento sul conto corrente postale sotto riportato oppure in contanti presso le edicole di petilia policastro o inviando assegno non trasferibile all indirizzo sotto riportato per i paesi europei si può utilizzare il circuito eurogiro delle poste per evitare disguidi o ritardi nella spedizione si prega di voler comunicare per posta mail o telefono gli estremi del versamento conto corrente postale n.96272752 intestato a francesco ierardi via a de gasperi 78/c 88837 petilia policastro iban it 42 b 07601 04400 000096272752 per info 0962/431115 339/8129868 mail 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anno xiii ottobre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 7 1859-1860 la guerra e l assurda farsa dei plebisciti quest avvenire sarà felice nostra politica riposando sulla giustizia l amor della libertà e della patria giacché nel mentre rispettiamo i trattati non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d italia si leva verso di noi queste parole sono parte di un discorso che concordato preventivamente con napoleone iii vittorio emanuele pronunciò nel parlamento subalpino il 10 gennaio del 1859 e che per il tono intenzionalmente grave preannunciava un futuro burrascoso infatti l inquieto piemonte si preparava a raccogliere i frutti delle macchinazioni ordite dal suo gruppo dirigente capeggiato dal cavour nei dieci anni trascorsi gli accordi di plombières del 20 luglio 1858 furono seguiti da un trattato firmato a torino il 24 gennaio 1859 secondo questo trattato 1 la francia sarebbe scesa in campo contro l austria se questa avesse attaccato il piemonte 2 i francesi sarebbero intervenuti con 200000 uomini i piemontesi con 100000 3 i due eserciti avrebbero operato sotto il comando francese 4 il governo di torino si sarebbe dovuto fare carico di tutte le spese necessarie 5 in caso di esito positivo del conflitto si sarebbero creati quattro stati nord con il lombardoveneto parma modena e forse le legazioni ai savoia lazio al papa centro e sud a parenti di napoleone detronizzando i sovrani legittimi in particolare luciano murat al posto di ferdinando di borbone 6 nizza e la savoia sarebbero state cedute alla francia secondo l ipotesi che era stata ventilata in un incontro precedente nel 1852 quando napoleone restaurò l impero 7 maria clotilde figlia di vittorio emanuele avrebbe dovuto sposare il cugino di napoleone gerolamo tutte le clausole furono accettate dal cavour anche quelle non che non erano gradite e che per questo motivo furono tenute segrete la prima vittima degli accordi fu maria clotilde una ragazza di sedici anni molto religiosa costretta a sposare girolamo detto plon-plon un trentasettenne libertino miscredente e donnaiolo il matrimonio non durò molto i due si separarono dopo pochi anni a torino intanto affluivano volontari dagli altri stati e fra questi carlo poerio e luigi settembrini reduci dalle carceri napoletane nella capitale piemontese il loro bell aspetto suscitò molta sorpresa poiché era in aperta contraddizione con quanto aveva detto il gladstone nelle sue calunniose lettere sulle presunte torture nelle carceri napoletane cavour si adoperò subito per attuare gli accordi franco-piemontesi e cercò di indurre l austria a dichiarare guerra al piemonte in quel periodo la politica austriaca era molto migliorata in lombardia e nel veneto si era addirittura creato un clima di simpatia con vienna ma il cavour notoriamente spregiudicato e intrigante ordinò azioni provocatorie nei confronti del governo austriaco che alla fine fu costretto a inviare un ultimatum con il quale chiedeva a torino di smetterla con le provocazioni naturalmente l ultimatum fu respinto e il 29 aprile le truppe austriache attaccarono il piemonte ebbe inizio così la guerra che vide di fronte due grandi eserciti essa fu relativamente breve ma violentissima con decine di migliaia di morti napoleone aveva deciso di appoggiare il piemonte poiché aveva fatto dei precisi calcoli secondo lui il ministro cavour era un politico assolutamente senza principi ma sufficientemente ambizioso e privo di scrupoli era un complice ideale per avventurarsi in quella guerra europea cui entrambi benché per ragioni differenti miravano napoleone infatti nell intento di emulare il suo avo napoleone i tendeva a raggiungere i suoi confini naturali sulle alpi e sul reno inoltre con il proposito di mettere a capo dell italia meridionale e centrale dei suoi parenti considerando il piemonte ormai sottomesso intendeva fare della francia la potenza dominante non solo in europa ma anche nel mediterraneo e nel medio oriente pertanto il cavour era un mezzo che poteva consentire a napoleone di realizzare i suoi progetti ambiziosi il ministro piemontese però contemporaneamente all inizio delle ostilità con l austria contravvenendo agli accordi con i francesi diede alla società nazionale di la farina l incarico di provocare disordini nei ducati per metterli in crisi egli infatti intendeva sostituire i legitti prima parte mi sovrani di questi stati con nuovi governi provvisori che avrebbero poi optato per l annessione al piemonte tutto ciò sarebbe stato possibile con l aiuto delle masse opportunamente manovrate uno degli agenti più attivi del cavour per quest operazione fu filippo curletti piacentino i disordini pilotati avvennero il 27 aprile a firenze e a massa carrara il 2 maggio a parma così il 9 giugno a parma e a piacenza il 12 a reggio emilia e il 13 a modena i governi provvisori chiesero come previsto l annessione al piemonte intanto dalla francia napoleone giunse con il suo esercito il piemonte si presentò con poco più di 50000 uomini ma ne aveva promesso 100000 gli spostamenti delle truppe furono facilitati dall utilizzo delle ferrovie che cavour aveva fatto costruire in tutta fretta come si ricorderà appositamente per la guerra i primi scontri avvennero nelle vicinanze di pavia a montebello il 10 maggio tra francesi e austriaci e a palestro il 30 tra piemontesi e austriaci dopo la battaglia di magenta del 4 giugno gli austriaci furono costretti a ritirarsi nel quadrilatero verona mantova peschiera legnago e nel successivo e violentissimo scontro del 24 giugno furono sconfitti sulle alture di solferino mn e s martino bs a questo punto napoleone decise di porre termine alle ostilità concludendo unilateralmente con gli austriaci l armistizio di villafranca 11 luglio napoleone era giunto a questa decisione poiché si era reso conto che il suo progetto riguardo all italia centrale stava per svanire infatti aveva notato le manovre del cavour questi infatti come già detto violando gli accordi con i francesi aveva dato l ordine di provocare nei ducati manifestazioni finalizzate alla loro annessione al piemonte stava per tramontare quindi la possibilità di creare nell italia centrale quello stato da assegnare ad un congiunto dell imperatore francese 1 continua

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pagina 8 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii ottobre 2010 proiettato a cotronei il docufilm dionisio sacco e la sacra spina di policastro infine auspicato che tutte le eccellenze naturali religiose e turistiche del nostro comprensorio possano essere sentite proprie da tutti i comuni interessati senza alcun campanilismo per far si che con un lavoro di squadra si raggiungano mete a cui da soli è difficile pervenire dello stesso tenore gli interventi del presidente della comunità montana franco timpano e del vice sindaco francesco ierardi il regista masino medaglia e l operatore giovanni folino hanno evidenziato le difficoltà incontrate per la realizzazione di una pellicola che avrebbe avuto bisogno di ben altre risorse rispetto a quelle ottenute don francesco sapatola dopo la proiezione ha preso la parola per evidenziare l aspetto religioso del docufilm a suo parere la sacra spina è vera ed è bene che essa venga chiamata sacra e non santa perché essa non esprime santità ma è solo un mezzo per la conoscenza di dio di antonio lechiara la fiaba aria di primavera sono i primi giorni di marzo e dopo tre mesi di piogge il sole ritorna a fare capolino nel cielo ad illuminare e riscaldare la vallata sotto di esso che lentamente ricomincia a riempirsi di vita i piccoli insetti appena nati cominciano a svolazzare allegri nell aria mentre il loro ron il docufilm dionisio sacco e la sacra spina di policastro è stato proiettato per la prima volta ancora in versione provvisoria a cotronei nella serata del 16 settembre scorso a volerlo fortemente è stato il sindaco della cittadina mario scavelli il quale colpito dall affascinante storia e dalla bellezza delle immagini del docufilm visto nella prima proiezione nel convento della santa spina aveva richiesto a masino medaglia di poterlo proiettare anche nel suo paese per renderne partecipi i propri concittadini oltre al numeroso pubblico erano presenti il regista masino medaglia l operatore giovanni folino il presidente della comunità montana alto marchesato crotonese franco timpano il sindaco scavelli il vicesindaco di petilia policastro francesco ierardi e don francesco spatola parroco di cotronei prima della proiezione ha preso la parola il sindaco scavelli il quale ha spiegato che ha chiesto a masino medaglia di proiettare il docufilm a cotronei in primo luogo per far conoscere anche ai suoi concittadini le bellezze della santa spina e la sua bellissima storia e poi per rendere omaggio ad uno dei principali interpreti del docufilm il cotronellaro pasquale fragale che ha magistralmente interpretato la figura del vescovo sartorio ha come previsto anche la platea di cotronei come quella di petilia è rimasta affascinata dalla storia della venuta della sacra spina a petilia policastro e ha sottolineato con un lungo applauso la fine del film che offre agli spettatori molte belle suggestioni zio comincia a farsi sentire e riecheggia tra gli alberi l acuto cinguettio dei passerotti immensi stormi di uccelli neri ricoprono il cielo dopo essere stati dall autunno nei caldi paesi dell equatore per sfuggire al pungente freddo dei paesi più settentrionali l erbetta appena spuntata nascosta da un lieve strato di ghiaccio trasparente si scopre tra grandi gocce di acqua che la tengono umida mentre i grilli tornano a saltare tra i prati come di gioia per la rinascita della natura le nuvole che hanno solcato il cielo per più di una stagione spinte da una leggera brezza ormai è primavera e la natura è pervasa dal suo profumo

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pagina 8 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi inserto anno xiii ottobre 2010 anno xiii ottobre 2010 inserto www.petilino.it t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino direzione e amm onlus t.a.t cal via paternise 2 88837 petilia policastro tel 339/8129868 poste italiane spedizione in a.p tabella d aut.ne dco/dc cz/224/2002 valida dal 07/05/2002 periodico di e notizie cultura politica tradizioni no santuario della sacra spina in processione di penitenza e fu in questa dolorosa circostanza che venne organizzata la tradizionale processione del calvario di cui riproduciamo alcune recenti fotografie la processione penitenziale richiama ogni anno nel secondo venerdì di marzo una gran folla di policastresi provenienti da ogni parte d italia i quali seguono con grande devozione e rispettoso silenzio la figura del cristo che avanza sotto il peso della croce fino al santuario a ricordare poi le vittime di quel terremoto ogni anno nella sera dell otto marzo sul davanzale di ogni finestra viene esposto un lume è la pietà cristiana che unisce nel ricordo e nella preghiera i vivi e i morti chissima scenografia parte della cittadina per inerpicarsi lungo un sentiero tra castagneti e boschi fino al santuario durante lo stesso convegno è stato riconosciuto che la venerazione delle reliquie pone problemi di varia natura e si passa dallo scetticismo più autentico alla venerazione scomposta essa si manifesta inoltre in forme concrete condizionate dal gusto del tempo in chiusura del convegno il vescovo di ariano afferma il convegno internazionale ci ha aiutato a penetrare con l occhio della fede in un aspetto della passione d amore di dio per l uomo partendo da un documento caro alla devozione del popolo in occasione dell evento jamu all ascuntu da santa spina la redazione de il petilino su gentile concessione del prof carmine medaglia è lieta di offrire ai propri lettori l opuscolo il santuario della sacra spina di petilia policastro a cura di carmine medaglia seconda edizione appendice 3 le spine di ariano irpino la sacralità dell argomento trattato in questo modesto opuscolo è affrontata nell anno 2000 ad ariano irpino dove sono custodite ben due spine della corona di cristo da un interessante convegno a carattere internazionale svoltosi nella sede dell auditorium del comune e conclusosi dopo tre giorni di relazioni scientifiche teologiche ed archeologiche numerosi i partecipanti ben dieci vescovi della regione campania i sindaci dei comuni interessanti il prefetto della provincia di benevento e tanti illustri studiosi delle reliquie religiose conservate in italia tra questi ritengo opportuno citare il prof danin della university of jerusalem il dott zaccone presidente del centro di sindologia di torino e hans michael uhl pastore luterano il convegno è stato reso proficuo oltre che per le varie relazioni soprattutto per la contemporanea esposizione dei reliquiari che si venerano in particolari centri della campania durante il convegno si è parlato anche della sacra spina custodita nel nostro paese trascrivo a tal proposito quanto riportato per l occasione da settimanale l espresso del 9 marzo 2000 a firma di c cambi può risultare utile ricordare anche se non riguarda un paese della nostra provincia l interessante culto della sacra spina a petilia policastro dove sorge in un bosco il santuario omonimo ogni anno il secondo venerdì di marzo una processione con figuranti in costume e una via crucis di antiquesta spina che risale alle cime alte del dramma or sul tabor dell amore al di là d ogni tempesta questa spina cangia in festa dei devoti ogni dolor o gesù pel tuo dolore noi ti offriamo il nostro amore o gesù pel tuo dolore noi ti offriamo il nostro amore facci santi nel lavacro di quel sangue ch è divino santa spina il sangue sacro ci conforti nel cammino preghiera o sacra spina che trafiggesti il capo al nostro redentore gesù e per divina disposizione fosti portata in un modo mirabile dalla reggia di francia in questo santuario fra i monti della sila quale vivo e perenne ricordo della passione del signore e quale inesauribile sorgente di celesti favori noi ti baciamo e ti veneriamo con tutta la fede dei nostri cuori compresi della più viva riconoscenza noi ringraziamo il salvatore divino per tutti i benefici che per tuo mezzo ci ha elargito mentre pieni di fiducia non cesseremo dal guardare a te o sacra spina come a pegno sicuro delle sue continue benedizioni per l avvenire sii tu sempre in mezzo a noi come una voce che da questo santuario mai desiste dal gridare in nostro favore verso il trono della divina misericordia affinché la virtù di quel sangue di cui fosti bagnata ci liberi da tutti i pericoli dell anima e del corpo come un giorno ha liberato te con stupendo prodigio dalle fiamme divoratrici nella prova del fuoco o sacra spina o prodigioso segno di protezione e salvezza noi ti presentiamo al nostro redentore divino perché rimirandoti e ricordando quanto ha patito per noi ci usi pietà e voglia esaudire i nostri voti concedendoci le grazie che ci stanno tanto a cuore sicché possiamo presto venire lieti e felici ai piedi del tuo altare e ringraziare la sua divina bontà così sia pater ave gloria presentazione della prima edizione sono lieto di poter presentare ai visitatori benefattori e devoti del santuario della sacra spina questa breve prima illustrazione se ne sentiva urgente il bisogno e da anni era mio vivo desiderio di colmare questa lacuna onde assecondare le numerose richieste finalmente questo voto viene realizzato con la pubblicazione del presente opuscolo il quale non vuole avere pretese critiche di storia o d arte ma mira solamente a favorire il rifiorimento di questo vetusto e glorioso santuario che per tanti secoli ha visto il fervore dei laboriosi centri del marchesato ma che oggi per un complesso di cause ha molto perduto del suo antico splendore vada il mio più vivo ringraziamento e quello di tutti i devoti della sacra spina al prof carmine medaglia che ha dato la sua preziosa opera nella preparazione di questi cenni storici illustrativi grazie di cuore anche a tutte le anime buone vicine e lontane che col loro generoso ed efficace contributo hanno aiutato e continuano ad aiutare la modesta ma appassionata opera mia rivolta ad incrementare il decoro e il culto di questo santuario onde non cessi di essere meta di devoti e numerosi pellegrini e faro irradiatore della devozione delle nostre popolazioni verso la passione di nostro signore gesù cristo padre venanzio marturano dei frati minori petilia policastro maggio 1961 canto dei pellegrini alla sacra spina siam venuti da lontano qui dal basso a questo monte e cerchiam quassù una fonte d un sapore oltre l umano una fonte cristallina che tra sassi canta al cuore noi cerchiam la santa spina del piagato redentore sacra spina del signore che pungesti il capo santo e ancor porti nel rossore di quel sangue un sacro incanto veneranda al mondo intero una santa principessa la donava a un cordigliero come in sacra eredità dalla reggia del borbone venne al monte della sila e per nostra redenzione sovra il monte ancora sta l inno della sacra spina è stato composto dal poeta tommaso mediani la musica è dell arciprete don salvatore venneri o gesù pel tuo dolore noi ti offriamo il nostro amore o gesù pel tuo dolore noi ti offriamo il nostro amore passò incolume la fiamma del giudizio medievale presentazione della seconda edizione a distanza di un cinquantennio e dietro suggerimento di alcuni amici accolgo ben volentieri la proposta di una seconda edizione del mio modesto lavoro sulla storia della sacra spina della corona di cristo e dell antico convento francescano di santa maria delle grazie in petilia policastro la prima edizione data alle stampe come è noto nel 1962 su iniziativa dell allora rettore p venanzio maturano presso l editrice arti grafiche marconi di genova e curata dal sottoscritto su materiale bibliografico messo a disposizione dallo stesso su miei appunti sui ricordi di persone da me intervistate nonché sugli articoli della rivista siberene si esaurì con nostra grande meraviglia in pochi giorni poiché allora non esisteva a quanto risulta una vera e propria storia popolare del santuario e della preziosa reliquia ivi custodita tutto ciò che riguardava l argomento era tramandato ovviamente a voce e spesso in modo distorto dalla tradizione popolare la presente edizione aggiornata e corredata da una nuova presentazione nonché da alcune appendici che ritengo opportuno inserire nel testo originario è identica nel contenuto alla prima soltanto che è resa più moderna più interessante e più scorrevole nella certezza che essa sarà accolta dai devoti con lo stesso favore del lontano 1961 nel corso degli ultimi anni molte novità alcune liete altre dolorose si sono succedute nel santuario la costruzione ed il completamento della strada carrozzabile che da petilia attraverso la località paternise porta direttamente al santuario la realizzazione dell artistico piazzale antistante la ristrutturazione della chiesa e della parte interna dell edificio l abbandono del convento da parte dei francescani il trasferimento nel convento stesso della salma del compianto p venanzio ultimo rettore del santuario recentemente inoltre i locali del santuario sono stati prescelti dagli organizzatori come sede del concorso letterario il ramuscello d ulivo che richiama poeti e scrittori non soltanto della calabria un vivo ringraziamento a masino medaglia per l aggiornamento fotografico per la nuova impaginazione e per la moderna veste tipografica della nuova edizione un caloroso saluto ed un affettuoso augurio di buon lavoro a don giuseppe marra attuale rettore del santuario nonché mio stimatissimo alunno nella scuola elementare carmine medaglia petilia policastro 15 agosto 2010

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pagina 2 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi inserto i policastresi trovarono finalmente pace e benessere nel corso dei secoli policastro che solo di recente 1863 ha preso il nome di petilia fu città ricca con proprie istituzioni e privilegi speciali negli annali di carattere meridionale il nome di policastro si trova sempre menzionato accanto a quello di città oggi assai note tra i figli di questa generosa terra giova ricordare i più illustri s antero papa e martire 326 nato nell antica petelia è il secondo dei dodici sommi pontefici dati alla chiesa dalla calabria il cardinale fabrizio caira i vescovi mons giuseppe antonio maria caruso 1930 matteo campana segretario del re di napoli carlo d angiò francesco antonio marra segretario del re alfonso d aragona i due fratelli coco scrittori i poeti il francescano p antonio mannarino autore della cronica dell antica petelia detta oggi policastro e massimo esponente dell accademia policastrese detta degli affumicati ferdinando cerasari i due fratelli giureconsulti serra ruggero scalise un posto distinto occupa in ordine al nostro argomento il p dionisio sacco che fu vescovo di reims e pari di francia e a lui infatti che dobbiamo la presenza della sacra spina a policastro origini e vicende del convento il convento che oggi biancheggia sulle montagne sovrastanti la cittadina di petilia ad un altezza di 607 metri sul mare e a circa 3 km dall abitato venne fondato intorno all anno 800 su iniziativa dell arcivescovo di santa severina in un terreno appartenente al marchese di crotone nicola ruffo dapprima dovette trattarsi più che di un vero e proprio convento di una modesta abitazione per pochi religiosi con una semplice e vetusta chiesetta detta di santa maria eremitana i suoi primi abitatori furono i monaci brasiliani i quali rimasero nel piccolo romitorio opportunamente ingrandito fino al 1320 anno in cui anno xiii ottobre 2010 anno xiii ottobre 2010 inserto t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 7 petilia policastro a 48 chilometri da crotone addossata ai monti della sila tra i fiumi soleo e cropa ecco petilia policastro vi si può giungere agevolmente per le strade statali provenienti da catanzaro crotone e da cosenza attraverso la sila e una popolosa cittadina i cui diecimila abitanti gente semplice e laboriosa traggono dalle campagne circostanti le principali risorse della economia locale dopo un lungo periodo di inerzia e di abbandono petilia policastro oggi si avvia verso un avvenire di sicuro progresso sicché viene considerata come uno dei maggiori centri della provincia di catanzaro povera di industrie ha in compenso un nutrito stuolo di bravi artigiani e di valenti professionisti i quali nelle loro continue peregrinazioni in varie parti d italia e all estero portano sempre più in alto il prestigio del proprio paese in origine la cittadina doveva essere più vasta per territorio ora è ridotta a proporzioni più modeste e data l asperità della zona si pensa di trasferire gradualmente l abitato giù in pianura dove già va sviluppandosi un moderno centro residenziale e nelle zone limitrofe il forestiero che giunge per la prima volta a petilia e si avventura attraverso i cento violetti angusti dall acciottolato di pietra viva avverte subito l impronta tipica dei paesi di origine ellenica e sebbene non vi siano ruderi o cimeli di rilievo la posizione stessa dell abitato alcuni palazzi nobiliari i nomi delle vie gli usi e i costumi del popolo la caratteristica flessione del dialetto riportano il nuovo venuto in un mondo saturo di storia e di leggenda la cittadina è situata su una rupe a 400 metri sul mare e dominando tutta la vallata del neto sino all azzurro mare ionio gode di una visuale veramente incantevole storia e leggenda quasi a prefazione di questi modesti cenni sul santuario della sacra spina si rende opportuno un fuggevole sguardo alle vicende storiche di questa cittadina che ha la fortuna di possedere una delle più insigni reliquie della passione di cristo molti autori ritengono che essa sia l antica città di petelia che stradone dice fondata nel secolo x a.c da filottete compagno di ercole e che al tempo dei romani stretta in alleanza con essi fu coinvolta nelle guerre puniche e assediata dall esercito cartaginese dopo undici mesi di eroica resistenza venne presa e rasa al suolo non rimanendo di quella fedele alleata di roma che un cumulo di rovine altri storici al contrario dimostrano che l antica petelia sorgeva nell attuale territorio di strongoli comunque sia resta sempre accertato che molto antiche sono le origini della cittadina e che sin dai primi secoli dell era volgare ricevette la luce e i benefici della fede cristiana nel lontano medio evo passò con alterne vicende sotto varie dominazioni dei romani dei goti degli arabi dei bizantini nel 1065 divenne conquista dei normanni sotto i quali subì gravi rovine nel 1290 la troviamo tra i possedimenti del conte di catanzaro donatagli dal re di napoli carlo d angiò passò quindi a giovanna ruffo poi a ferrante d aragona e nel 1496 al conte andrea caraffa comprata in seguito dai pignatelli la signoria di policastro passò in vendita ai medici granduchi di toscana poi ai conti di belcastro ed infine al principe filomarini sotto il cui dominio mente asportato anche il cannellino d oro in cui la regina giovanna aveva racchiuso la sacra spina per donarla a padre dionisio sacco le ricerche furono infruttuose un giorno però tale marcello amendolara patrizio policastrese capitato nel negozio di un orefice a catanzaro riconobbe subito il cannello che aveva sentito essere stato rubato fattolo presente all orefice questi disse di aver avuto quell oggetto da uno sconosciuto e che avendo più volte tentato di fonderlo poiché resisteva ad ogni calore cosa che non gli era mai capitata aveva rinunciato a fonderlo abbandonandolo sul banco resosi conto del mistero che avvolgeva quel cannello l orefice volle recarsi personalmente a policastro per restituirlo al santuario il cannello appare ancora oggi un po annerito dal vano tentativo di fonderlo un fatto inspiegabile parlando di eventi inspiegabili e miracolosi vi è inoltre un fatto tutto unico e singolare che si verifica nella sacra spina ed è che essa in determinate circostanze liete o tristi si piega su se stessa a modo d arco e il sangue di cui è intrisa si ravviva di un colore rosso vivo numerosi sono i testimoni dei quali alcuni sono ancora viventi di questo fatto prodigioso che non si legge di nessun altra fra le varie spine della passione che si trovano in italia e fuori conclusione tutto ciò che si è narrato in questo opuscolo valga a fare meglio comprendere e apprezzare il raro privilegio che la divina provvidenza nella sua bontà ha accordato a petilia policastro con la presenza della sacra spina e di quanta venerazione questa debba essere circondata possa la coscienza e la pietà del popolo mantenere sempre viva la sorgente di benedizioni e di grazie che qui da quasi cinque secoli è stata dischiusa per mezzo di tale reliquia divina e si accresca così sempre più l onore della vita cristiana nella nostra calabria appendice 1 la corona di cristo custodita in notredame di parigi recentemente ho avuto l opportunità di visitare a parigi la cattedrale di notre dame dove si conserva la corona di spine posta per oltraggio sul capo di cristo la corona è presentata ai fedeli soltanto il primo venerdì del mese tutti i venerdì di quaresima e il venerdì santo premesso che nella suddetta cattedrale sono conservate altre reliquie della passione di cristo tra cui un frammento di legno della croce la sacra corona è la reliquia più preziosa e la più venerata dalle migliaia di fedeli di ogni nazionalità che affluiscono in cattedrale nei venerdì in cui viene esposta al pubblico la corona è racchiusa in un involucro trasparente e consiste in un cerchio di giunco marino intrecciato di ventuno centimetri di diametro nel cerchio vi erano infisse le lunghe e dure spine esse furono disperse durante i secoli seguenti a causa dei doni fatti dagli imperatori di bisanzio e successivamente dai re di francia le spine conosciute e repertate sono settanta e tra queste è inclusa la spina che si conserva nella nostra petilia credo sia interessante a questo punto offrire ai devoti della sacra spina qualche cenno sulle origini storiche delle sacre reliquie custodite nella sala del tesoro in notre dame le prime notizie rimontano all anno 409 da parte di san paolino da nola il quale menziona la sacra corona come fra le reliquie della passione conservate nella basilica del monte sion in gerusalemme nell anno 1063 dette reliquie vennero trasportate a bisanzio l imperatore latino di bisanzio nel 1238 trovandosi in gravi difficoltà economiche depositò le reliquie in pegno presso i banchieri veneziani fu allora che il re di francia ludovico ix san luigi riuscì a risarcire gli stessi banchieri con la strabiliante cifra di 135.000 lire del tempo e nel 1239 accolse le sacre reliquie a parigi dove vennero esposte in un ricco reliquiario nella sfarzosa sainte chapelle appositamente costruita in seguito alla rivoluzione francese le reliquie di cui alcune risultano disperse vennero affidate ai canonici del consiglio della cattedrale sotto la guardia dei cavalieri del santo sepolcro di gerusalemme il ponte seicentesco sulla vecchia strada passò ai seguaci del poverello di assisi che lo tennero col nome di santa maria delle grazie questi erano stati invitati in calabria dallo stesso serafico fondatore sin dal 1216 si erano già stabiliti nelle principali città e centri e andavano preparando quella mirabile espansione dell ordine che doveva far sorgere nelle terre calabresi ben duecento conventi e portare nel periodo del suo maggiore sviluppo a oltre tremila il numero dei religiosi il convento divenuto francescano non ebbe però subito a quanto ci viene tramandato una fiorente vitalità fu in seguito allorchè si diffuse in calabria il movimento di rinascita francescana detto della regolare appendice 2 il terremoto del 1832 il ricordo del funesto terremoto avvenuto nel lontano 1832 e tramandato per anni di padre in figlio vive ancor oggi nella memoria dei concittadini più anziani a tanta distanza da quella fatidica data vogliamo ricordare nel presente opuscolo l evento che provocò danni enormi alla fiorente cittadina della nostra policastro e seppellì sotto le macerie alcune decine di morti l avvenimento è strettamente collegato col santuario della sacra spina era la sera dell otto marzo 1832 una serata calma come tante altre all improvviso un cupo boato proveniente da lontano ruppe la quiete serale ed ognuno si domandò che è stato che è successo ma non trovando una spiegazione immediata e plausibile tutto finì lì e la vita riprese nel frattempo nelle caratteristiche taverne del paese si continuò a giocare a tressette e a bere il vino di san demetrio nella vecchia piazza dedicata a filottete la gente riprese a discorrere nel consueto incontro serale le mamme si accingevano a mettere a letto gli irrequieti marmocchi una serata tranquilla dunque suonarono le 19:30 trascorsero ancora pochi minuti ed ecco che il boato improvviso come lo scoppio di un tuono si rinnovò più forte più cupo più terrorizzante la gente non ebbe nemmeno il tempo di rendersi conto di quanto stava succedendo quello che seguì fu un vero disastro un movimento proveniente dalle viscere della terra sconvolse la parte alta del paese seminò lutti e rovine provocò una immane tragedia un grido soffocato terrificante uscì da ogni petto il terremoto il terremoto la gente si precipitò fuori dalle case gridando e chiamando a gran voce i propri cari pochi secondi durò la scossa ed in quei pochi secondi l aspetto di policastro fu completamente cambiato case distrutte mura cadenti strade sepolte sotto un alto strato di macerie a completare il triste spettacolo frammisti alle macerie ecco i corpi dei morti seguirono come si può facilmente immaginare scene raccapriccianti alla fioca luce delle dede uomini e donne con gli occhi sbarrati dal terrore inciampando e cadendo cominciarono a scavare con le mani tremanti nei punti da dove provenivano flebili lamenti e grida di aiuto i morti furono ventinove ma quanti i feriti quante le case diroccate non ci è dato conoscere i particolari del triste evento ma a giudicare dalla profonda emozione tramandata a noi posteri i danni furono ingenti alcuni giorni dopo questa improvvisa ondata di distruzione e di morte i superstiti si sentirono in dovere di recarsi a piedi nudi e cinti di dolorosi cilici nel vici-

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anno xiii ottobre 2010 pagina 6 t.a.t.cal inserto t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi territorio ambiente tradizioni calabresi inserto pagina 3 anno xiii ottobre 2010 affidata alla chiesa dell annunziata di petilia policastro ove continuò ad essere oggetto della pietà e della venerazione del popolo finché col ritorno dei frati fu riportata nel suo naturale santuario francescano benché le passate soppressioni abbiano assottigliato il numero dei religiosi il convento dalla sua riapertura ebbe sempre il personale sufficiente per officiare e tenere viva la devozione dei fedeli alla sacra spina una vitalità piena e rigogliosa esso ebbe nei primi anni del novecento quando divenne casa di studio e vide popolare le sue mura da una numerosa schiera di chierici teologi coi rispettivi padri insegnanti in data recente grazie a provvidenze governative è stato compiuto nel sacro e vetusto edificio un complesso di importanti e straordinari lavori di ricostruzione e di restauro ma per una adeguata e completa sistemazione sia del convento che del santuario molto è quello che ancora resta da farsi per questo si confida nell aiuto dei benefattori e di tutti i devoti della sacra spina i recenti lavori già eseguiti hanno dato la felice possibilità che oggi ogni anno nei mesi estivi i chierici della minoritica provincia di calabria si raccolgano all ombra di questo santuario portandovi il sorriso e il fervore della loro giovinezza serafica e dando alla vita del santuario stesso un ritmo di intensa pietà un fatto nuovo e di capitale importanza è la nuova strada rotabile che si sta costruendo per unire direttamente petilia policastro col santuario attraverso la ridente zona di paternise essa permetterà l accesso al santuario con qualsiasi automezzo coronerà una secolare aspirazione e contribuirà non poco allo stesso sviluppo turistico del luogo siccità aveva resto aride le campagne e i contadini piangevano sulle loro vane fatiche ogni volta per unanime desiderio della popolazione la sacra spina venne portata in processione attraverso le vie del paese quale pegno sicuro di protezione e aiuto divino ogni volta il cielo si coprì di nubi e cadde la sospirata pioggia 1832 è l anno del terremoto dell 8 marzo di questo cataclisma che avrebbe potuto addirittura distruggere petilia policastro tanto fu violenta la scossa parleremo più diffusamente nella seconda appendice 1906 in quest anno particolarmente la pioggia altre volte implorata stava per trasformarsi in una calamità ogni giorno nei mesi di aprile e maggio puntualmente verso le ore 10 il cielo si oscurava e l acqua cadeva a dirotto sino a sera per riprendere il giorno dopo le campagne si erano tramutate in pantani le case crollavano e i policastresi piangevano desolati su tanta rovina ma ecco una processione imponente formata da persone di ogni ceto sociale e di ogni età avviarsi verso il santuario della sacra spina fra suppliche e canti di penitenza onde implorare la misericordia divina quel giorno la pioggia cessò di cadere e la serenità non tardò a far risplendere il sole e riportare nelle campagne la vita alcuni particolari prodigi sarebbe impossibile ricordare sia pure in parte i miracoli operati da dio per mezzo della sacra spina tanto sono numerosi e vari ci limitiamo a segnalare tre di essi per la larga risonanza che suscitarono nel tempo in cui si verificarono 1 catene spezzate negli anni in cui i corsari tripolini assalivano e depredavano le nostre coste un contadino del marchesato di nome pietro fu da essi derubato percosso a sangue e trascinato via incatenato verso il mare lungo la strada venne da quei pirati abbandonato in un punto dal quale è ben visibile il convento della sacra spina il poveretto pieno di ferite e nella impossibilità di liberarsi da solo dalle catene che gli stringevano le mani e i piedi rivolse tra le lacrime il suo pensiero fiducioso alla sacra spina implorando l aiuto divino subito miracolosamente vide spezzarsi la grossa catena che lo cingeva raggiante di gioia caricatasi quella catena sulle spalle raggiunse faticosamente il santuario ove diede sfogo ai sentimenti della sua riconoscenza e lascio la catena a perpetuo ricordo della sua liberazione quella catena si trova ancora oggi infissa ad una parete della chiesa 2 un miracoloso ritorno nei primi anni del 1800 le truppe francesi erano in calabria in preda alla nota avidità di conquista giunsero anche a policastro e saputo che nel vicino contento era conservata una famosa reliquia pensarono di impossessarsene per portarla in francia come facevano con tutto ciò che di prezioso e di raro capitava loro sottomano arrivati in convento presero infatti con violenza la sacra spina insieme ai numerosi oggetti votivi offerti dalla pietà dei fedeli ognuno può immaginare il dolore dei frati e del popolo tutto di petilia ma fatto inesplicabile il giorno dopo con grande stupore di tutti la sacra spina fu trovata al suo posto come se nulla fosse accaduto 3 un furto sacrilego un ladro era penetrato nel convento e fra l altro aveva sacrilegacontributo popolare unitamente all opera e allo zelo dei figli di san francesco è doveroso ricordare anche il grande amore e la grande pietà del popolo di policastro per questo convento e santuario quanta fatica e quanti sacrifici non furono necessari per portare a compimento e nelle proporzioni maestose descritte dai cronisti del tempo questa imponente costruzione era l epoca del massimo fervore religioso e i policastresi contribuirono con generosa dedizione a rendere sempre più accogliente e degno quello che consideravano il loro convento situato in una zona incantevole sì ma impervia si racconta dai più anziani che il materiale necessario alla costruzione veniva trasportato sin lassù dai pellegrini che quotidianamente si recavano al santuario nella zona di paternise infatti c era continuamente un gran mucchio di pietre e di calce che attendeva di essere trasportato su per la ripida piccola strada mulattiera e grazie a questo attaccamento e a queste manifestazioni di fede profonda il convento della sacra spina per la sua grandiosità e bellezza era ritenuto il più importante di quanti ne esistessero nel territorio di policastro e mentre gli altri conventi policastresi come quello di santa maria di cardopiano di santa maria delle manche e i monasteri di santa chiara e di santa domenica man mano cessavano di esistere per svariate ragioni non ultima quella riguardante i continui terremoti e le improvvise frane che hanno sempre sconvolto la zona l austero convento della sacra spina si è conservato più o meno intatto sfidando il tempo oggi è vero le sue proporzioni non sono più quelle di una volta ma la santità del luogo la sua posizione dominante e amena la sua mole che si eleva fra querce e castagni secolari invitano i visitatori al raccoglimento e alla preghiera osservanza che il convento veniva affidato ai fervidi seguaci di questo movimento tale assegnazione troviamo infatti sancita dal papa eugenio iv con apposita bolla del 27 luglio 1431 emessa dietro istanza del ministro della provincia della calabria del vicario dell osservanza p antonio di valenza e del marchese di crotone proprietario del luogo e interprete del voto di tutto il popolo di policastro fu l opera e lo zelo dei padri osservanti che portò il convento al massimo splendore esso venne ingrandito e reso capace di accogliere una fiorente e numerosa comunità anche la chiesa venne modificata ampliata e abbellita mercè l opera di rinomati pittori e di artisti si conservano ancora e destano ammirazione per la freschezza delle tinte e per la gentilezza dei tratti i bei dipinti a tavola che adornano la volta della chiesa opera squisita di cristoforo santanna essi rappresentano episodi biblici intarsiati con decorazioni e fregi di stile barocco fu soprattutto dopo il 1523 quando il convento venne arricchito della sacra spina che si determinò un continuo fervore di lavori di restauri e di abbellimenti sia della chiesa che del convento l opera fu completata soltanto nel 1787 giova rilevare che un tempo l altare maggiore della chiesa trovavasi dove oggi è il portale un particolare rilievo merita questo altare pregevole opera d arte fu costruito verso il 1764 in pietra bianca e marmo ed arricchito inoltre di una classica statua della madonna col bambino opera in marmo attribuita ad antonio gaggini il campanile è veramente monumentale ed è rimasto così come era alle origini petilia e la sacra spina il fatto che dio abbia voluto una sì rara e preziosa reliquia della passione di cristo dalla lontana francia giungesse e fosse onorata nella terra di petilia è un segno manifesto di speciale predilezione divina e tale predilezione petilia ebbe a sperimentare in numerose circostanze nelle quali un santo religiosi illustri per santità e dottrina consacrarono e onorarono questo convento fra quelli che rifulsero per esimie virtù va ricordato in modo particolare il beato giovanni da castrovillari nato verso il 1480 fin da bambino fu offerto in voto a san francesco dai propri genitori per salvarlo da mortale malattia abbracciò la vita serafica nel pratrio convento dedicandosi alla pietà e allo studio e giunto al diaconato non volle per umiltà ascendere al sacerdozio rimanendo così nella condizione di diacono per tutta la vita amatissimo della povertà e della mortificazione non ebbe mai cella a suo uso dormì quasi sempre sulla nuda terra mai indossò abito nuovo predilesse i conventi solitari particolarmente il convento della sacra spina dove si narra che i demoni una notte lo maltrattarono così crudelmente da svegliare e spaventare i frati e i novizi i quali accorsi lo trovarono quasi esanime davanti all altare e col volto tutto livido per le percosse dotato di soprannaturali carismi leggeva i segreti dei cuori umani e rivelava ai religiosi e ai secolari le loro colpe più segrete indicandone il tempo il luogo e le circostanze profetizzò l anno il mese e il giorno della sua morte e che il suo corpo dopo quattro anni la morte sarebbe trasportato a cosenza morì infatti nel convento di san lucido il 16 aprile 1530 e nel 1534 il ministro provinciale ordinò che la sua salma benedetta venisse trasferita a cosenza ma vi si oppose recisamente e con forza la popolazione e quando si cercò di trasferirla segretamente la cassa contenente il sacro corpo divenne così pesante che tutti i frati più robusti non riuscirono a sollevarla di un palmo ma il padre provinciale ispirato da dio consegnò direttamente e mise fra le mani inerti di fra giovanni l ordine scritto di recarsi senza indugio a cosenza e di dare a tutti anche dopo la morte un luminoso esempio di obbedienza ed ecco un singolare prodigio appena il foglio di obbedienza fu posto nelle mani del beato questi disparve dagli occhi degli astanti era notte e una gran luce fu vista dirigersi verso cosenza sorvolando le cime dei monti era il corpo del beato giovanni che si portò miracolosamente a cosenza entrando a porte chiuse nella chiesa di san francesco ed è là che quel sacro corpo ancora oggi è custodito e venerato miracolosamente incorrotto padre dionisio sacco da policastro risalendo ai tempi aurei della città di policastro vi troviamo tra le tante una nobile famiglia i sacco questi oriundi di amantea erano conosciuti in tutto il napoletano uno dei più illustri discendenti di questa famiglia fu appunto padre dionisio sacco il quale vestì il saio francescano nello stesso convento di santa maria delle grazie della sua città natale dedicatosi alla severità degli studi riuscì insigne predicatore e rivelò tali doti di ingegno che i superiori convennero di mandarlo a parigi per conseguire in quella celebre università la laurea nelle dottrine filosofiche e teologiche ma nella sfarzosa capitale francese la sua fama di uomo dotto arrivò fino alla reggia dove fu chiamato in qualità di confessore e direttore spirituale di ben cinque regine santa giovanna di valois moglie del re luigi xii 1505 anna di bretagna seconda moglie di luigi xii claudia moglie di francesco i luisa di savoia reggente di francia e infine la regina sancia si vide prodigiosamente protetta favorita e salvaguardata grazie alla devozione verso la sacra spina ricordiamo alcuni tra i più significativi casi 1638 uno spaventoso terremoto devasta gran parte della calabria ma l abitato di petilia rimane miracolosamente illeso 1656 la peste miete in tutta la calabria migliaia di vittime ma passa senza sfiorare petilia policastro 1673 1685 1694 1714 1720 sono anni questi nei quali la

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pagina 4 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi inserto anno xiii ottobre 2010 anno xiii ottobre 2010 inserto t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 5 inoltre continuando la sua permanenza a parigi veniva eletto arcivesconipote anch egli francescano ed appartenente al convento di santa maria vo di reims primo duca e pari di francia col privilegio di ungere e consadelle grazie era questi il padre ludovico albo da policastro il quale avencrare i re tanti erano i meriti che questo figlio di san francesco aveva do saputo che il venerando zio era in italia si era affrettato a raggiungerlo saputo acquistarsi in quella nazione il suo pensiero però era sempre per ossequiarlo e salutarlo ringraziò iddio l illustre infermo per quella rivolto al solitario convento di santa maria delle grazie della sua policavisita e per quella felice occasione e fu al fedele nipote e confratello che stro e pur fra tante e altre incombenze sentiva ardente il desiderio di toraffidò la sacra spina perché la portasse al convento di policastro nare a riabbracciare i confratelli purtroppo come vedremo non fu dato promise il padre albo di realizzare pienamente il suo desiderio e all ottimo padre di appagare questo desiderio avendogli chiesto se ci fosse qualche documento attestante l autenticità della sacra reliquia il morente che ben sapeva trattarsi un sacro e prezioso dono di una vera spina bagnata del sangue prezionel 1489 il padre dionisio sacco ebbe sissimo di cristo rispose di non preoccuparsi in dono dalla sua regale penitente santa gioche se ci fosse stato bisogno di prove cristo stesvanna di valois certamente a titolo di gratituso le avrebbe fornite meglio di ogni altra autoridine e di riconoscenza un cannello d oro contà tenente una lunga ed acuminata spina tolta dal serto della corona di spine di nostro l insigne religioso e prelato dopo ciò seresignore gesù cristo donata nel 1239 da balnamente e santamente spegnevasi era l anno dovino ii imperatore di costantinopoli al re di 1523 scompariva così uno dei più degni e onofrancia s luigi ix e venerata nella meravirati figli di policastro fra il più vivo cordoglio di gliosa cappella santa del palazzo reale quanti avevano avuto modo di conoscere le sue costruita a tale scopo dallo stesso monarca eccezionali virtù il suo nome celebrato da oggi custodita nel tesoro di notre dame di molti scrittori rimarrà però eternamente legato parigi vivissima fu la gioia con cui egli accolalla sacra spina un tesoro donato a petilia polise quel singolare dono e subito pensò che castro dal suo gran cuore miglior favore non avrebbe potuto fare al suo intanto alcuni giorni dopo padre ludoviamato convento di policastro che arricchirlo di co albo fece ritorno al convento portando con quella insigne reliquia e incrementando così sé la preziosa reliquia a dorso di un cavallo il per mezzo di essa la fede e la pietà dei suoi religioso attraversò la sila e arrivando dalla concittadini parte di cosenza giunse il 22 agosto dello stesdon giuseppe marra benedice con l ostensorio per lunghi anni attese pazientemente so anno 1523 sino al punto presso il convento l occasione propizia di recarsi in calabria e in cui oggi sorge la cappellina chiamata questa ambita occasione si presentò verso la fine del 1522 allorché fu l oratorio fu qui che il cavallo secondo la tradizione si fermò rifiutanposto a capo di una delegazione presso il papa leone x col compito di assidosi di andare oltre sicché il padre si vide costretto a percorrere a piedi curare questo pontefice circa la partecipazione della francia alla lotta per compreso di un profondo sentimento di devozione gli ultimi metri per la repressione dell eresia luterana il buon padre dovette essere ben lieto giungere alla chiesa e concludere il suo faticoso viaggio di recarsi in italia per questa importante missione poiché gli offriva la possul luogo dove il cavallo misteriosamente si arrestò fu costruito in sibilità di rivedere il caro convento di santa maria delle grazie e attuare il seguito il suddetto piccolo oratorio suo desiderio ma era disposto altrimenti infatti dopo aver conferito col papa egli dovette rientrare urgentemente in francia non sappiamo per quali impellenti motivi e facile immaginare il suo dispiacere tanto più che altra simile occasione non si sarebbe certo presentata a breve scadenza e inoltre la malferma salute e l età avanzata rendevano incerto l avvenire la sacra spina a policastro lungo la via del ritorno in francia l illustre padre volle visitare la santa casa di loreto giunto poi a bologna forse a causa dei disagi del lungo viaggio si ammalò gravemente tanto che ebbe la chiara sensazione che presto avrebbe reso la sua anima a dio durante il breve decorso della improvvisa malattia sua costante preoccupazione fu quella di trovare qualcuno cui affidare il delicato e coscienzioso incarico di recapitare la sacra spina a policastro ed ecco che tre giorni prima di morire ebbe la gradita visita di un suo dubbi sull autenticita e prova del fuoco vivo interesse suscitò subito la notizia della presenza della sacra spina nel convento francescano e si vide un accorrere di fedeli per vederla e venerarla le memorie di quel tempo parlano anche di grandi miracoli verificatisi specialmente in fatto di guarigioni di ammalati per cui la fama e il culto della sacra spina non tardò a varcare i confini di policastro sicché schiere di pellegrini fra cui principi e prelati si vedevano giungere da molte parti del regno di napoli per venerare quel sacro strumento della nostra redenzione non mancarono tuttavia quelli che presero a sollevare dubbi sull autenticità di quella reliquia per l assenza di prove scritte e accusare per questo i religiosi di leggerezza a stroncare gli argomenti dei dubbiosi e degli increduli l arcivescovo di santa severina mons giulio sertorio nel 1543 ponderata bene ogni cosa credette opportuno permettere il culto della sacra spina senza volere però con tale atto dichiararne in modo ufficiale l autenticità ma ciò non bastò i dubbi e le discussioni continuarono tanto che si credette necessario appurare chiaramente la cosa sottoponendo la sacra spina secondo l uso di quel tempo alla prova del fuoco o come si diceva al giudizio di dio ciò avvenne il 20 novembre 1573 l arcivescovo di santa severina francesco antonio sertorio trovandosi a policastro per la sacra visita pastorale si portò a tale scopo al convento accompagnato dai suoi canonici e da numerosi altri testimoni la prova ebbe luogo in chiesa presiede lo stesso arcivescovo il quale compreso della gravità del momento appare oltremodo serio e dignitoso i religiosi sono raccolti intorno all altare maggiore sul quale è esposto il ss sacramento in mezzo al presbiterio trovasi un braciere pieno di carboni ardenti i presenti seguono muti e sospesi i movimenti del pastore questi accompagnato da due religiosi ognuno dei quali stringe in mano un calice d argento prende la spina tra il pollice e l indice e si avvicina al braciere quindi con gesto ampio e solenne la lascia cadere nel fuoco ed ecco che un grido unanime erompe dal petto dei presenti miracolo la spina infatti anziché bruciare si è levata in aria e come sorretta da mano invisibile va a posarsi dolcemente in uno dei calici tutti si alzano piangendo di gioia e si avvicinano onde veder meglio quasi non credendo ai propri occhi l arcivescovo ripete la prova una seconda e una terza volta e ottenendo sempre il medesimo risultato egli stesso si inginocchia e in preda alla più viva emozione venera la prodigiosa spina ogni dubbio è fugato chi era incredulo rimane confuso dio stesso ha dato la prova dell autenticità dopo tale manifestazione il culto della sacra spina riceve la più ampia e solenne sanzione la relazione ufficiale di questo famoso processo scritta dal ministro provinciale padre francesco cesarano è riportata per intero dal padre mannarino nella sua cronaca su policastro culto solenne con il riconoscimento ufficiale da parte della chiesa dell autenticità della sacra spina riconoscimento avvenuto in modo così prodigioso e stupendo il suo culto e la sua venerazione segnarono un nuovo e quanto mai fervido incremento si videro giungere di continuo e dai vicini e dai lontani paesi i devoti pellegrini per inginocchiarsi e pregare davanti a quella sacrosanta spina bagnata dal sangue del divin redentore per implorare grazie ed aiuti nei bisogni e difficoltà della vita per sciogliere voti e promesse a testimonianza della propria riconoscenza e gratitudine per i benefici ricevuti i miracoli compiuti e le grazie di ogni genere elargite non si contano più ma è soprattutto la fortunata petilia policastro che sempre conobbe ed esperimentò specie nei grandi pericoli e nelle pubbliche calamità la virtù e potenza della sacra spina per una degna custodia dell insigne reliquia venne costruito il grandioso e maestoso tabernacolo in legno artisticamente lavorato e decorato che si ammira sulla parete di fondo della chiesa dietro l altare maggiore ed è là che la sacra spina ancor oggi è gelosamente custodita collocata in un ricco ostensorio d argento donato nel 1895 dal clero a petilia e chiusa tra due spessi cristalli accuratamente sigillati dall autorità ecclesiastica allo sguardo di chi la osserva si presenta colle proporzioni di una grossa spilla lunga 5 cm leggermente bagnata di sangue raggrumato e nonostante due millenni vi siano passati sopra si mantiene sempre vivida e fresca feste e altre manifestazioni ad onore della sacra spina fu ben presto introdotta la stessa festa liturgica che viene celebrata ogni anno nel secondo venerdì di marzo con messa ed ufficio proprio accordato dalla santa sede in tale occasione ha luogo la caratteristica processione detta del calvario diretta al santuario ed alla quale prende parte il popolo di policastro essa è preceduta e guidata da dodici confratelli membri delle congreghe di san francesco e del rosario vestiti di un saio penitenziale con una corona di spine in capo e carichi ciascuno di una croce mentre un altro confratello a rappresentare cristo procede vestito di rosso camice e curvo sotto il peso di una croce più grande giunta la devota processione al santuario i fedeli partecipano alla messa solenne si accostano ai santi sacramenti assistono alle altre funzioni proprie della festa e suggellano così quell omaggio di fede e di pietà la sacra spina viene solennemente onorata anche il 15 agosto festa della madonna assunta cui è dedicata la chiesa come pure il 22 agosto ottava dell assunta anniversario della venuta della santa reliquia a petilia policastro in tali sacre circostanze il popolo accorre numeroso sia da petilia che dai paesi limitrofi specialmente dalla vicina mesoraca dove il culto per la passione del signore è tenuto vivo dal santuario dell ecce homo inoltre la sacra spina viene mostrata e offerta alla venerazione di tutti i pellegrini che lo desiderano e a richiesta dei devoti che giungono al santuario per sciogliere voti o implorare grazie e favori viene anche portata in breve processione o sul piazzale del convento di fronte a petilia policastro o alla cappellina dell oratorio in circostanze eccezionali e specialmente nei casi di pubbliche calamità la sacra spina a richiesta del popolo viene portata anche a petilia come più volte è accaduto ciò avvenne l ultima volta il 23 dicembre 1945 per la fine della seconda guerra mondiale fu un tripudio di popolo e la sacra spina rimase esposta per alcuni giorni nella chiesa dell annunziata oggetto della comune pietà e riconoscenza ultime vicende del convento la storia del convento della sacra spina ricorda due eventi particolarmente dolorosi avvenuti in passato eventi che ne stroncarono la vita stessa ciò avvenne dapprima nel 1806 quando i religiosi dovettero abbandonare questo venerando luogo per l infausta legge della soppressione degli ordini religiosi emanata dopo l occupazione napoleonica del regno di napoli crollato però l impero napoleonico 1815 e avvenuto nel regno di napoli il ripristino degli istituti religiosi anche il convento della sacra spina risorse ma mentre la sua vita andava sempre più rifiorendo ecco travolgerlo una nuova tempesta la soppressione del 1866 decretata dal governo dell unificato regno d italia e che determinò un altra volta l allontanamento e la dispersione della comunità francescana esiliati i religiosi e chiuso il convento non cessò però il culto della sacra spina durante tutto il tempo della duplice soppressione essa venne

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anno xiii ottobre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 13 mobilitavano per estrarre dalle macerie ie salme ed i numerosi feriti che le squadre di soccorso provvedevano a trasportare nei vicini ospedali al calare della sera il cielo di roma si era tinto di un rosso fuoco proveniente dagli incendi dei mulini pantanella che colpiti dalle bombe continuavano ad ardere quel sinistro colore visibile dalle nostre finestre destava in tutti noi profonda angoscia noi potemmo seguire gli eventi che si succedettero nei giorni successivi informati da mio padre che da medico igienista fu incaricato dall ufficio di igiene comunale di presenziare alle operazioni di riconoscimento delle salme alla sorveglianza del loro seppellimento assicurandosi che le procedure messe in atto fossero svolte secondo le previste regole igienicosanitarie curando la disinfezione ed attuando tutte le misure idonee al caso quando alla sera egli rientrava da quel penoso lavoro spesso ci raccontava le commoventi e strazianti scene cui era costretto ad assistere che mettevano a dura prova le sue capacita emotive e la sua forza d animo a quei racconti io non resistevo senza piangere immedesimandomi nei sentimenti dolorosi di genitori sopravvissuti alla morte dei loro figli o di fratelli che piangevano la morte dei loro genitori furono giorni di immensa pena dai ricordi del dr vito caruso qualche volta mia mamma invitava a colazione il mio cuginetto enrico con la raccomandazione di portare con se la sua razione di pane che per 1 intera giornata assommava a 50 grammi egli a pranzo ne consumava una metà e riavvolgeva la metà residua da riportare a casa sua per la cena della sera noi ragazzi continuavamo a frequentare la scuola e le adunate dei balilla dove corroboravano il fisico ma soprattutto la fede patriottica e la certezza della vittoria avvenne che a causa di una frattura del malleolo che si era procurato mio fratello ercole cadendo su una buca del terreno per alcune settimane non poté frequentare le adunate il che non mancò di irritare i giovani comandanti piccoli gerarchetti i quali interpretarono l assenza come ridotta adesione al regime fascista da parte della famiglia ricordo che mio padre dovette recarsi nella sede del partito per giustificare l assenza premurandosi di dare ampie assicurazioni sulla fedeltà al regime gli anni che seguirono al 1940 ed al 1941 furono caratterizzati da fasi di entusiasmo e di depressione ma soprattutto dalla difficoltà di reperire generi alimentari nel teatro di guerra il 1942 fu caratterizzato da alterne vittorie e sconfitte sui vari fronti vi furono vittorie dei giapponesi sugli americani e addirittura un bombardamento di aerei nipponici sull oregon altrettanto avveniva su tokio da parte di aerei americani sul fronte russo alle prime vittorie italo-tedesche segui il grande ripiegamento dei soldati italiani e tedeschi che si tramutò in una totale disfatta nei mesi invernali fra il dicembre del 1942 e i primi mesi del 1943 sul fronte africano dopo la riconquista di tobruk da parte delle forze dell asse e la lunga battaglia di ei alamein in cui gli italiani segnarono una delle più valorose pagine di ardimento prevalsero le armate nemiche all interno delle nostre città con l inizio del 1943 la situazione si era ancor più aggravata sia per i frequenti bombardamenti sofferti dalla popolazione sia per le cattive notizie provenienti dai fronti di guerra per cui si andava accentuando il malessere ed il malcontento dei cittadini nel complesso per noi romani i disagi erano alquanto sopportabili ma la situazione bellica si faceva di giorno in giorno sempre più grave culminando con lo sbarco alleato anglo-americano in sicilia avvenuto il 9 luglio del 1943 con la famosa operazione husky le forze alleate sbarcarono sul litorale fra gela e licata sbarco preceduto dal lancio di numerosi paracadutisti e realizzato con l impiego di mezzi anfibi capaci di portare fino a terra unita blindate e carri armati in poco più di un mese tutta la sicilia venne occupata dalla v armata americana e dalla viii armata inglese durante la marcia delle forze alleate in sicilia avvenne il tragico bombardamento su roma del 19 luglio la situazione si aggravo ulteriormente in seguito a quel bombardamento che si abbatté sul quartiere san lorenzo e sul campo cimiteriale del verano a distanza di una settimana da quella data venne convocato il gran consiglio del fascismo in cui il duce venne esautorato e con la complicità del re vittorio emanuele iii si realizzò un golpe militare capeggiato dallo stesso re e dal generale badoglio quel primo bombardamento su roma ebbe un effetto fortemente disastroso e devastante sia in termini di vittime sia per la grave depressione che si impadronì della popolazione era inimmaginabile che potesse verificarsi quell evento poiché roma era stata considerata città aperta di fatto avvenne che erano stati accumulati nel cimitero del verano vari depositi di munizioni che i servizi di informazione stranieri non avevano mancato di segnalare ai loro comandi da qui nacque l incursione nemica e la definitiva perdita del privilegio di cui avevamo goduto fino a quella data a quel bombardamento sono legati miei precisi ricordi che ancora oggi dopo tanti anni continuano a suscitare in me forti ricordi la mattina del 19 luglio ormai ad anno scolastico terminato verso le ore dieci io mio fratello e un nostro amico eravamo in procinto di recarci in una località poco distante dalla nostra abitazione per incontrare un fornitore borsaro nero che ci aveva procurato della carne a quell ora tutti e tre eravamo affacciati su un terrazzino di casa in attesa di uscire per quella commissione sentimmo all improvviso un rumore assordante proveniente dal cielo sopra di noi e udimmo colpi di mitragliatrice indirizzati verso un campo sportivo confinante con la nostra abitazione non vi era stato alcun preavviso di allarme per cui non riuscivamo a renderci conto di quanta stesse succedendo ma volgendo lo sguardo verso il nostro lato sinistro vedemmo un enorme aereo a bassissima quota con le insegne della bandiera statunitense una famosa fortezza volante che dopo aver sorvolato sul campo sportivo mitragliando riprendeva quota dirigendosi verso il quartiere san lorenzo dopo pochi minuti si udirono boati terrificanti provenienti da quella direzione mentre noi eravamo inchiodati sul terrazzino in preda ad una enorme paura che aveva quasi paralizzato i nostri movimenti nel frattempo mamma che era al telefono in comunicazione con papa ci invitava concitatamente a rientrare in casa ma noi non eravamo in grado di muovere un passo mio padre telefonava da un altro quartiere di roma la cui distanza non gli consentiva di percepire quanta stava avvenendo attraverso il telefono pero udiva il rumore dello scoppio delle bombe per cui si precipito verso casa con la stessa ambulanza su cui svolgeva il suo servizio di medico col terrore di dovere assistere ad una tragedia appena noi ci fummo un po ripresi dallo spavento e recuperata una buona dose di calma ci dirigemmo al ricovero antiaereo con la speranza di salvarci da quell inferno ci raggiunse papa e ringraziammo il cielo di essere tutti insieme le notizie che intanto ci pervenivano erano delle più disastrose cessato l allarme tirammo un sospiro di sollievo rientrati in casa fummo informati dal bollettino di guerra che il quartiere san lorenzo era stato bombardato e non si conoscevano ancora le gravi perdite subite ed il numero delle vittime ii papa pio xii si era immediatamente recato presso la popolazione del quartiere attonita e piangente mentre i vigili del fuoco si -

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pagina 14 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii ottobre 2010 racconto d altri tempi giacomino l eremita di michele belcastro giacomo talarico della sila il suo nome di battesimo era giacomo talarico ma tutti lo chiamavano familiarmente giacomino era nato nel 1907 nel paese di sersale rione ruga sulle pendici del gariglione che versano sul mare ionio sin da ragazzo si dedicò alla preghiera e alla penitenza ritirandosi in solitudine nelle foreste e campagne silane lo si incontrava con in spalla una curiosa bisaccia contenente tutti i suoi averi tra cui una bibbia che per acquistarla pare andò a roma a piedi non accettava offerte in denaro era di una onestà maniacale al punto di soffrire la fame pur di non raccogliere un frutto senza l autorizzazione del proprietario anche per questo era benvoluto e stimato da tutti i contadini ed i pastori lo accoglievano con rispetto dividendo con lui il magro desinare non mangiava carne non si metteva mai vicino al fuoco difficilmente parlava di cose non attinenti alla sacra bibbia la parola di dio era il suo verbo non appena aveva qualcuno vicino dopo essersi lavato e profumato le mani apriva il testo sacro avvolto con cura in una pezza di stoffa e come prima cosa quasi sempre iniziava leggendo e commentando i dieci comandamenti nei primissimi anni della sua gioventù giunse a piedi a roma vide il santo padre e contemplò le ricchezze del vaticano rimanendone molto turbato risalì ancora la penisola fino ad approdare tra le nevi e l aria gelida dell alto adige qui vi dimorò per qualche tempo prima di tornare per sempre in sila troppa gente troppa confusione andava ripetendo a giacomino piaceva la solitudine il contatto con dio tramite la natura gli alberi gli animali il vento la neve in poche parole come san francesco d assisi ridiscese in calabria e alcuni anni della sua gioventù li visse nei dintorni della certosa di serra san bruno esplicando qualche funzione anche all interno della certosa fu qui che lo scrittore sharo gambino intorno al 1930 all età di cinque anni vide giacomino nel suo libro sull ancinale così lo descrive aveva i capelli lunghi fino alle spalle i pantaloni sopra le ginocchia e senza scarpe ai piedi non me ne vogliano i miei lettori se anch io provo a narrare parte significativa della mia vita da bambino e da adulto passata accanto a questo umile servitore di dio il mio primo ricordo risale intorno al 1942-43 la mia famiglia abitava sulla presa del tacina fin dal 1938 avevo cinque anni eppure il ricordo e molto niti do quando verso l autunno inoltrato vedemmo giungere un uomo con un grosso fardello sulle spalle era tutto coperto di neve era la prima nevicata autunnale e lo aveva colto di sorpresa sulle pendici del gariglione i miei genitori se ne presero cura con tutto l amore possibile e io ricordo ancora le sue parole il signore iddio s è preso cura di me l autunno si fece sempre più crudo e i miei genitori pensarono di farlo rimanere con noi tutto l inverno gli diedero una stanza ma era molto grande e per mitigare il freddo notturno vi costruì all interno una piccola casetta in legno con le ruote in modo da spostarla verso la finestra quando c era il sole tavole ce ne erano a volontà rimaste dalla costruzione della presa trascorrevo con lui giornate intere e quando gli davo fastidio lui mi dava qualche incombenza da fare come scegliere la lunghezza dei chiodi o selezionare quelli che dovevano essere raddrizzati il primo carrettino in legno me lo fece lui venne la primavera e poi l estate a malincuore decise di andarsene non prima di averci assicurato che ogni qualvolta sarebbe passato nelle vicinanze con gioia sarebbe rimasto con noi qualche giorno dopo un po di tempo ci giunse notizia che un cacciatore per puro sbaglio avendo visto un movimento dietro un frascame pensando fosse una lepre aveva sparato per fortuna il tiro era lontano e i pallini si erano conficcati appena sotto la pelle del viso con un temperino se li era tolti uno ad uno il sospetto chi fosse il cacciatore era nell aria ma lui non volle mai dirlo quando passò da noi mio padre cercò di sapere come erano andate le cose ma non ci fu verso di farlo parlare diceva iddio s è preso cura di me questo era l eremita giacomino fino al 1961 diverse visite ci fece sulla presa tacina poi mio padre si trasferì a san giovanni in fiore e per un po d anni perdemmo il contatto ma è storia più recente eccolo riapparire in pianta stabile nella zona dei pisani località tra san giovanni e trepidò siamo intorno al 1970 il lungo girovagare con quel fardello sulle spalle lo aveva debilitato non poteva che fermarsi in una fissa dimora lo scrittore sharo gambino lo andò a trovare e insieme ricordarono i tempi lontani quando lui era un ragazzino di cinque anni e giacomino nel pieno della sua gioventù poco più che ventenne anch io l andai a trovare spesso mi piaceva condividere con lui i nostri ricordi l odore delle sue cose mi faceva ritornare fanciullo la lettura dei dieci comandamenti mi dava un senso di pace nell ultima visita mi disse di ritornare con quell aggeggio che registra la voce non feci in tempo la morte se lo prese anzitempo e a me rimase un dolore profondo per non aver esaudito l ultimo suo desiderio era il 1976 moriva così l ultimo eremita della calabria non aveva avuto paura né dei lupi né del freddo iddio lo aveva protetto.

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anno xiii ottobre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 15 le tre pizze e le mille lire mancanti verità è che avete impostato male il conto infatti nel momento in cui il pizzaiolo riconosce il figlio di compare giuseppe e gli fa uno sconto di cinquemila lire su trenta voi avevate pagato insieme venticinque mila lire le cinque mila lire di sconto se ricordate bene sono state così distribuite tremila vi sono state restituite mille per uno per cui voi avete pagato in tutto non già ventisette mila lire ma ventottomila due le avete regalate al cameriere ricordate ebbene si arriva così a trentamila lire il conto dunque è esatto a questo puntro uno dei tre amici di allora soddisfatto disse ora ho capito e finalmente posso dormire tranquillo anzi sapete che vi dico dato che il conto torna e abbiamo recuperato le mille lire mancanti voglio offrirvi io una bella pizza andiamo no intervenne subito un altro non parliamo più di pizze perchè allora c erano le lire mentre oggi con l euro e con i suoi centesimi sarebbe un pasticcio maggiore andiamo invece da minnelli vi offro un caffè venite anche voi professò post scriptum anch io presi il caffè ma a scanso di equivoci pagai la mia parte carmine medaglia vi ricordate l episodio dei tre amici che vanno a mangiare una pizza ma al momento di pagare il conto trovano che mancano mille lire chi non lo ricorda può andare a rileggere il racconto pubblicato nel fascicolo de il petilino di qualche anno addietro oppure a pag 21 del mio libercolo spigolature policastresi dal titolo il conto non torna ebbene perchè a tanta distanza vengo a trattare di quello strano racconto il perchè è presto detto spesso in questo lasso di tempo sono stato avvicinato da alcuni lettori de il petilino anche residenti fuori del nostro paese che mi rivolgono questa domanda professò ma quelle cazz e mille lire mancano davvero o l avete inventate voi del resto la medesima domanda mi fecero dopo qualche tempo trovandomi per caso a petilia anche i tre amici pizzaioli in piazza filottete mentre animatamente avendomi visto avevano ripreso a parlare del difficile conto senza tuttavia giungere ad una soluzione soddisfacente io allora come adesso rispondo amici miei non è vero che mancano mille lire la il nostro compaesano scultore mimmo greco ci ha fornito il bozzetto della lampada degli emigrati che su iniziativa del nostro giornale si vuole offrire alla chiesa del convento della santa spina perché illumini il cammino dei nostri compaesani sparsi in tutto il mondo e per intercessione della sacra spina conduca tutti sulla retta via per realizzare questa lampada in bronzo con lucidatura ottonata che sarà alta circa 120 cm ed avrà una base di 80/90 cm saranno necessari oltre cinquemila euro siamo in attesa di ricevere un preventivo di spesa per cui facciamo appello alla sensibilità dei nostri compaesani affinché contribuiscano tutti con una offerta che potrà essere inviata tramite un bollettino di conto corrente di cui riportiamo sotto gli estremi oppure consegnandola ai punti autorizzati che esporranno un apposito cartello e che rilasceranno apposita ricevuta tutte le offerte saranno elencate nel nostro giornale e preghiamo coloro che le hanno inviate e non si trovano iscritti per possibili disguidi nell elenco pubblicato mensilmente sul giornale di segnalare il fatto telefonando al n 0962/431115 ore serali oppure al cellulare 339/8129868 le offerte ricevute crisa giuseppe carvelli franco trocino rosario pappaianni luigi raccolta fra petilini famiglia rizza camigliano concetta rizza avv amedeo trocino maria poerio vittorio lerose domenico carvelli rag carmine guzzi rosario filice michele luchetta giuseppe ceraudo gianfranco sama salvatore carvelli armando parise luigi carvelli maria guzzi antonietta venturino nicola cavarretta francesco curcio salvatore adamo saverio ierardi luigi luchetta giuseppe carvelli teresa cavarretta sabatino trocino andrea pilacco lazzaro mario latorre michele pantuso costanza argirio maria medaglia giuseppe sisca salvatore fico orlando prestanizzi salvatore comberiati sisina firenze torino genova aversa genova milano milano milano mantova milano milano milano milano milano milano milano milano paderno d rovigo milano paderno d germania desio nova mil limbiate petilia pol paderno d brescia milano limbiate frossasco genova paderno d genova rosta milano milano milano torino totale 30,00 15,00 20,00 10,00 305,00 30,00 30,00 50,00 20,00 20,00 15,00 30,00 50,00 20,00 50,00 25,00 20,00 20,00 20,00 10,00 20,00 50,00 20,00 30,00 50,00 50,00 30,00 30,00 30,00 20,00 15,00 15,00 20,00 20,00 20,00 50,00 50,00 50,00 30,00 1.390,00 buon in occasione del compleanno di alessio ceraudo la sua ragazza gli dedica questo augurio compleanno ed esperienze da favola sembra strano che una piccola coincidenza possa portarti a conoscere l amore della tua vita eppure io sono la testimone che ciò può accadere con te mi sento una donna completa sai capirmi ascoltarmi leggermi nel pensiero e soprattutto riesci a strapparmi anche in un momento triste un sorriso e questo ti rende una persona speciale amo di te tutto ciò che ti circonda adoro la tua bontà il tuo modo di fare i tuoi valori e il tuo essere sempre disponibile con tutti alle volte mi chiedo se merito un ragazzo come te se sono alla tua altezza e se saprò ripagarti di tutto l amore che mi dai non ho le risposte a tutte queste mie domande ma sono certa che farò tutto ciò che è in mio potere per far si che il nostro amore cresca con noi ora non mi resta che calare il sipario e scatenare un lungo applauso a te che sei la persona più importante della mia vita e che rendi ogni mio giorno migliore grazie amore mio auguri di buon compleanno ti amo nora la nostra storia tutto è nato il 25 agosto di tre anni fa a ripensarci mi emoziono ancora ricordo il nostro primo incontro con un intensità che non avevo mai provato in vita mia e non avrei mai pensato di ritrovarmi qui ancora a parlare di noi sei entrato nella mia vita come un uragano hai fatto crollare tutte le mie certezze hai sconvolto i miei programmi e nonostante tutto sei riuscito a rendermi la donna più felice del mondo abbiamo coltivato la nostra storia giorno per giorno nutrendola con tutto l amore possibile mentre la distanza ci metteva a dura prova abbiamo vissuto momenti fantastici per le offerte c.c postale n 96272752 intestato a ierardi francesco via de gasperi 78 petilia policastro contribuisci anche tu!

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