IL PETILINO - NOVEMBRE 2010

 

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anno xiii novembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino direzione e amm onlus t.a.t cal via paternise 2 88837 petilia policastro tel 339/8129868 poste italiane spedizione in a.p tabella d aut.ne dco/dc cz/224/2002 valida dal 07/05/2002 www.petilino.it 1,50 periodico di notizie cultura politica e tradizioni il tragico destino di lea garofalo uccisa e sciolta nell acido in un terreno a san fruttuoso vicino a monza così è morta lea garofalo la collaboratrice di giustizia sparita a milano nel 2009 un caso da lupara bianca secondo il giudice per le indagini preliminari di milano giuseppe gennari perché la donna si era ribellata alla ndrangheta rendendo dichiarazioni agli inquirenti con particolare riferimento all omicidio di comberiati antonio elemento di spicco della criminalità calabrese a milano durante gli anni 90 c è tutto il repertorio della crudeltà dell esecuzione di ndrangheta nell omicidio di lea garofalo e stata legata imbavagliata torturata finita con un colpo di grazia alla nuca e quasi per cancellarne anche il ricordo sciolta nell acido a pag 3 nella valle del soleo trovato un antico palmento a lezione di unitÀ con anita garibaldi la pronipote dell eroe dei due mondi in visita nel nostro comune filomena ierardi a pag 6 una comunitÀ travolta dal dolore e dallo sgomento francesco cosco a pag 6 mario laudano a pag 2 sosteneteci leggi a pag 2 attenzione e cambiato il numero del conto corrente postale nuovo numero iban a pag 13 96272752 it 42 b 07601 04400 000096272752 loc taglio tel 0962.433077 339.6380787 petilia policastro kr

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pagina 2 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii novembre 2010 una comunita travolta dal dolore e dallo sgomento parola fine su un caso inquietante che si trascinava da tempo la notizia è stata diffusa per televisione sulla stampa su internet dove non sono mancati i commenti di condanna della violenza commessa in alcuni casi con forte pregiudizio per l appartenenza geografica di chi se n è reso responsabile e giusto e comprensibile che le notizie siano diffuse ma bisogna pure domandarsi fino a qual punto può essere importante per l opinione pubblica la divulgazione di dettagli che possono oltre che turbare alimentare propositi emulatori in particolari soggetti se si tiene conto che quanto avvenuto richiama precedenti ed analoghi metodi adottati per cancellare ogni possibile traccia dei reati commessi forse mi sbaglierò ma penso che sarebbe opportuno riservare alle forze di polizia ed all autorità giudiziaria il gravoso compito di esperire ogni possibile indagine ai fini dell accertamento della verità onde evitare che notizie contrastanti possano creare una confusione di voci nocive in tali circostanze per il lavoro investigativo come nel caso del delitto di avetrana dove tante notizie date il giorno prima sono state sistematicamente smentite il giorno dopo stiamo assistendo nel caso del delitto scazzi ad una vera e propria spettacolarizzazione di un episodio sul quale sarebbe il caso che l informazione mediatica calasse il sipario e invece no continua da un pezzo ad essere oggetto di notizia nei telegiornali in trasmissioni televisive nelle varie ore della giornata sottoponendo i familiari della vittima e del suo omicida ad un martellamento continuo pressante di interviste di richieste di informazioni senza rispetto per il dolore e lo strazio delle parti coinvolte e per il rispetto che si deve soprattutto ad una giovane ragazza che inconsapevolmente è andata incontro al suo crudele destino il potere mediatico è intervenuto nella vicenda quasi con invadenza per coinvolgere l opinione pubblica che alla forte emotività non ha tardato a sostituire la morbosa curiosità di tante persone dei centri vicini che si sono recate ad avetrana per visitare i luoghi del delitto fino al punto secondo la notizia trasmessa da un telegiornale che con lo stesso intendimento erano stati organizzati addirittura dei pullman giustamente bene ha fatto un rappresentante della cittadinanza che venuto a conoscenza di questa notizia si è premurato di sconsigliare tali viaggi facendo presente che le strade d accesso ai luoghi interessati sarebbero state chiuse al traffico ho avvertito un senso di profondo rammarico per il delitto che ha colpito la giovane donna di pagliarelle e mai avrei immaginato un episodio delittuoso compiuto con le modalità che ci sono state rese note la triste storia avrà inferto un duro colpo a tutta la comunità che improvvisamente è stata travolta dall onda mediatica con le inevitabili conseguenze che siffatti episodi producono sarebbe ingiusto comunque ogni giudizio avventato su una comunità che nel suo insieme per il ricordo che io ne ho è prevalentemente carica di buoni sentimenti di dedizione al lavoro e di forti vincoli di amicizia e che proprio in virtù di queste sue qualità dovrà prodigarsi per ristabilire un clima di pacifica convivenza al di là di qualsiasi movente che ha scatenato la furia omicida mi auguro fermamente che i valori di una volta ben radicati tra la gente di quella parte della mia terra possano essere ricondotti nel loro giusto alveo per un sistema di vita sereno come prima mario laudano sicuramente la tragica morte del minatore pietro mirabelli ha sconvolto e generato non poco sgomento nella comunità di pagliarelle che non si era ancora ripresa da così grave sventura quando un altra notizia quella del ritrovamento del cadavere della povera lea garofalo di cui da tempo si temeva la tragica fine ha riportato dolore tristezza e pietà in seno alla stessa comunità la morte del povero minatore va ad aggiungersi a quella di tanti altri della sua terra che emigrati come i loro genitori per assicurare a se stessi e alle loro famiglie una vita onesta e dignitosa non hanno fatto più ritorno chissà quante volte il povero pietro era tornato a casa ed era poi ripartito con la fiducia e la speranza che il duro lavoro che affrontava lo avrebbe un giorno ripagato di tutti i sacrifici affrontati con un ritorno definitivo in seno alla sua famiglia tra gli affetti della moglie e dei figli e invece il suo amaro destino era lì dietro l angolo il giorno in cui per l ennesima volta entrò nel buio della galleria pronto a svolgere con l impegno di sempre il suo quotidiano lavoro e in quel buio infernale tra la polvere e l assordante rumore dei mezzi meccanici il bravo onesto e stimato minatore improvvisamente e senza via di scampo si è vista in faccia la morte una morte assurda inaccettabile per un lavoro che di norma si accetta per necessità per mancanza di alternative e quindi un lavoro che non l arricchiva ma gli offriva solo la possibilità di guadagnarsi un misero pezzo di pane in quel momento drammatico che ha preceduto la sua morte cer tamente pietro avrà avuto la consapevole sensazione del suo ineluttabile destino ed allora il suo pensiero sarà andato alla sua famiglia che non avrebbe più rivisto ai suoi sogni alle sue speranze svanite in quel tragico istante e ritornato per l ultima volta nella sua terra per non lasciarla più e nella sua terra dopo gli onori dei funerali celebrati alla presenza di autorità di rappresentanti dell associazione minatori di colleghi amici venuti di proposito da firenze e conosciuti in altre esperienze di lavoro oltre al numeroso pubblico presente ora riposa di quanto ho detto ho avuto modo di vedere le immagini e di leggere dagli articoli su il petilino il profilo di una persona dalle doti inconfondibili e mi sono veramente commosso la comunità tutta dovrà serbare di una persona perbene che ha vissuto onestamente del suo lavoro ed ha impiegato le sue energie a beneficio della collettività e per il bene della sua famiglia un duraturo ricordo additandolo alle giovani generazioni come esempio da cui trarre l impulso necessario a vivere nel rispetto delle regole e assicurare a tutta la collettività specie a quella di cui si fa parte la necessaria armonia e la solidarietà che rendono umana ogni società bisognerebbe che i massmedia parlassero un po di più di questi episodi ed invece è già tanto quando se ne dà notizia le morti sul lavoro non vengono amplificate dai mezzi d informazione tranne che in alcuni casi quando si configurano come delle vere e proprie stragi ben diverso invece è avvenuto per il ritrovamento del cadavere della povera lea che ha posto la fiocco rosa per la gioia di mamma anna paradiso e di papà roberto gullà giorno 01-102010 alle ore 7:20 presso l ospedale san giovanni di dio di crotone è nata giada augurano alla neonata una vita serena ed un radioso avvenire i nonni ernesto e maria zia daniela e zio filippo zia teresa e zio eugenio e la cuginetta chiara.

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anno xiii novembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 3 il tragico destino di lea garofalo uccisa e sciolta nell acido in un terreno a san fruttuoso vicino a monza così è morta lea garofalo la collaboratrice di giustizia sparita a milano nel 2009 un caso da lupara bianca secondo il giudice per le indagini preliminari di milano giuseppe gennari perché la donna si era ribellata alla ndrangheta rendendo dichiarazioni agli inquirenti con particolare riferimento all omicidio di comberiati antonio elemento di spicco della criminalità calabrese a milano durante gli anni 90 c è tutto il repertorio della crudeltà dell esecuzione di ndrangheta nell omicidio di lea garofalo e stata legata imbavagliata torturata finita con un colpo di grazia alla nuca e quasi per cancellarne anche il ricordo sciolta nell acido a far luce sulla tragica vicenda i racconti del pentito di cutro salvatore angelo cortese e le parole di un testimone salvatore sorrentino compagno di cella di uno degli indagati a rendere ancora più raccapricciante la storia il fatto cadavere era il 20 novembre scorso quando la donna era arrivata a milano per consentire alla figlia minorenne di incontrare per alcuni giorni il padre cinque giorni dopo il 25 novembre la figlia e il suo ex convivente denunciano la scomparsa della donna una scomparsa che risale alla sera prima secondo quanto ricostruito dalle indagini con uno stratagemma cosco e i suoi complici riescono ad allontanare la figlia dalla madre portandola da alcuni parenti la garofalo mentre attende in zona arco della pace il ritorno della figlia viene avvicinata costretta a salire sull auto dell ex convivente e uccisa la sparizione della garofalo ndr ricostruisce il giudice gennari nell ordinanza con la quale ha disposto l arresto di sei persone viene organizzata e decisa da cosco carlo la garofalo viene prelevata a milano dallo stesso sabatino da venturino e da due soggetti presumibilmente stranieri al soldo dei cosco la donna dell eliminazione della donna prosegue il giudice risiedono nel contenuto delle dichiarazioni fatte ai magistrati mai confluite in alcun processo con particolare riferimento all omicidio di comberiati antonio elemento di spicco della criminalità calabrese a milano durante gli anni 90 ucciso per mano ignota il 17 maggio 1995 dichiarazioni che in realtà non fornivano esaustivi elenel programma di protezione ma lei aveva rinunciato ed era tornata a petilia policastro dove nella sua abitazione venne attivato un servizio di vigilanza radiocontrollata dopo un po di tempo lea aveva deciso di tornare a campobasso ritenendola una città tranquilla e aveva ripreso i contatti con il convivente carlo cosco ma i due a quanto pare i due litigavano spesso proprio a quel periodo nel lea garofalo con la figlia denise poco prima della sua scomparsa che ad architettarla è stato l ex convivente della 35enne e padre della figlia di lei denise si tratta di carlo cosco 40 anni la colpa di lea è stata solo quella di aver avuto coraggio di aver collaborato con la giustizia per far luce sull omicidio di antonio comberiati avvenuto nel 1995 a milano commesso proprio da cosco sei sono stati gli arresti per l omicidio di lea garofalo oltre a carlo cosco i suoi fratelli giuseppe detto smith e vito detto sergio di 46 e 41 anni carmine venturino 32 anni e massimo sabatino 37 anni l unico non petilino è rosario curcio 34 anni che deve però rispondere solo di soppressione di viene caricata all interno di un furgone ove erano presenti anche i 50 chili di acido già procurati in occasione della missione molisana e viene consegnata a cosco vito detto sergio e cosco giuseppe detto smith in attesa in un terreno collocato verso la terza o quarta uscita della strada per meda a questo punto si legge nell ordinanza sabatino esce di scena e non partecipa alle fasi successive del sequestro pur sapendo esattamente quali fossero i programmi sabatino apprende da cosco carlo che la garofalo è stata brutalmente interrogata e poi uccisa con un colpo di pistola e disciolta nell acido le ragioni poste alla base menti di colpevolezza rigurado un coinvolgimento diretto di cosco carlo e suo fratello i fratelli cosco -aggiunge il giudice benché consapevoli del fatto che la donna fosse a conoscenza delle loro responsabilità non erano mai venuti a conoscenza del contenuto delle dichiarazioni della garofalo che nel frattempo aveva interrotto la relazione sentimentale con cosco carlo dal giorno della decisione di uscire volontariamente dal programma di protezione nell aprile del 2009 in seno alla famiglia cosco è quindi maturata la consapevolezza di avere finalmente l opportunità di poter estorcere alla garofalo il contenuto delle dichiarazioni rese all epoca e successivamente di potere eliminare fisicamente la donna lea garofalo era diventata collaboratrice di giustizia nel 2002 e aveva iniziato a parlare con i magistrati della direzione distrettuale antimafia di catanzaro rendendo dichiarazioni ritenute utili alle indagini era stata quindi ammessa unitamente alla figlia all epoca ancora minorenne ad un piano provvisorio di protezione e trasferita a campobasso programma che successivamente le era stato revocato il 16 febbraio 2006 per essersi allontanata dalla località protetta dopo un suo ricorso respinto dal tar il consiglio di stato aveva disposto il reintegro maggio 2009 risale il tentativo di sequestrarla per il quale cosco nei mesi scorsi era stato arrestato insieme a massimo sabatino tornata nuovamente a pagliarelle vi era rimasta fino al novembre 2009 quando aveva deciso di andare con la figlia a milano verso il suo triste destino ora la dda di catanzaro ha posto sotto protezione la figlia di lea garofalo denise che è stata trasferita in una località segreta dopo qualche giorno dalla diffusione della notizia si é svolto nella frazione pagliarelle un funerale simbolico per ricordare lea dalla casa di famiglia si é avviato verso la chiesa un corteo silente sotto un cielo grigio e piovoso guidato invece che dal feretro da una foto che immortala il suo sorriso in un espressione serena e da un grande striscione con la scritta chi ha paura muore ogni giorno chi non ha paura muore una sola volta alla manifestazione oltre ai concittadini di lea hanno preso parte insieme ad altri rappresentanti istituzionali e politici il sindaco di petilia policastro dionigi fera il segretario provinciale della cgil antonio spataro e rappresentanti dell associazione libera fondata da don luigi ciotti prima della sua scomparsa lea garofalo aveva incontrato il sacerdote e gli aveva chiesto aiuto

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pagina 4 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii novembre 2010 i petilini a genova ringraziano chia di san nicola di sestri che ha ospitato la s spina e i numerosi fedeli molti di noi lo hanno visto interprete sincero di un commovente ringraziamento alla conclusione della messa di domenica per lui deve essere stata una gradita quanto piacevole sorpresa scoprire quanti suoi parrocchiani erano originari di petilia e che nell occasione veneravano la s spina nella sua parrocchia ci auguriamo che mantenga fede alla promessa fatta e venga a visitare il nostro santuario in occasione del secondo venerdì di marzo sarebbe un grande onore per l associazione e per lui chela possibilità di consolidare il legame che ha con i petilini grazie anche a vincenzo papaleo valido collaboratore di padre alberto e petilino di adozione che ha fatto da tramite con la chiesa e con l albergo riuscendo a farci ridurre le spese non poco non possiamo esimerci dal ringraziare l amministrazione comunale di petilia policastro nelle persone del sindaco fera del presidente del consiglio comunale scordamaglia del vice sindaco ierardi e dell assessore carvelli che hanno voluto prendere parte a questo evento È la prima volta che un sindaco con parte della sua amministrazione visita genova e i luoghi dove tanti emigrati petilini hanno svolto le loro esistenze lontani dalla terra d origine speriamo ci siano altre occasioni e che questo precedente faccia scuola avere contatti diretti con l amministrazione ci fa sentire più vicini a petilia ringraziamo i municipi genovesi medio ponente con la preziosa intermediazione di michele latorre e media val bisagno che si sono resi disponibili e hanno fattivamente aiutato la nostra associazione mettendo a disposizione risorse economiche e strutture grazie anche alla pro loco perseo di petilia policastro del presidente giacinto carvelli che ha allietato la serata di sabato con l esilarante commedia a bona maritata è senza socera e senza cognata una commedia degna di merito che ha ottenuto un grande successo l augurio che ci facciamo è che l esperienza fatta si possa al più presto ripetere a questo proposito un plauso va alla compagnia teatrale del teatro akropolis che con le proprie professionalità ha a più di una settimana dall evento conclusivo possiamo fare un analisi di questi tre giorni che ha visto la santa spina di petilia policastro protagonista assolu innanzitutto a don giuseppe marra che con la sua inesauribile energia e vitalità ha affrontato un lunghissimo viaggio per mantenere fede alla sua promessa non fini reso tutto molto agevole un grazie a masino medaglia autore e regista del docu-film dionisio sacco e la sacra spina di policastro che ha voluto essere presente destinando genova come prima città del suo tour e rendendo la serata di venerdì molto piacevole e commovente tanti dei petilini pur essendo devoti non conoscevano la storia della sacra reli ta nella città di genova come ben saprete la venuta della sacra reliquia è di per se un evento storico eccezionale mai nella storia era successo e questo ha fatto si che tutti i protagonisti coinvolti abbiano dovuto dare il meglio di se per la riuscita dell evento stesso evento che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo ma da cui l associazione petilini a genova non si è tirata indietro molte erano le perplessi remo mai di essergli grati per il grande regalo che ci ha voluto fare per la sua disponibilità per la sua dinamicità e per la sua inesauribile forza di volontà per le sue avvincenti elevate e splendide omelie che hanno emozionato e commosso non poche persone moltissimi fedeli non vedevano la s spina da decine di anni e guardare gli occhi lucidi di quelle persone era davvero toccante il modo migliore per ripagarlo è realizzare il progetto tà i dubbi e le incertezze ma con abnegazione e volontà si è riusciti a dare il massimo nel risultato ci scusiamo se qualcosa non è andato per il verso giusto ma sicuramente la colpa non è da imputare a nostra negligenza siamo certi di aver fatto tutto il possibile con l aiuto di tutti a tal proposito corre l obbligo fare alcuni necessari e doverosi ringraziamenti all interno del convento della s spina per i diversamente abili un progetto da lui stesso suggerito e ben accolto dalla nostra associazione ma che purtroppo non ha ancora raggiunto la quota sufficiente a questo proposito è necessario rivolgere un invito a tutti a fare una donazione per l utile causa un particolare ringraziamento va a padre alberto della parroc quia e questa è stata una opportuna iniziativa per far meglio comprendere le vicende delle nostre tradizioni si ringraziano tutti coloro che hanno voluto partecipare e che sono venuti da tutta italia infine ma non per questo ultimi tutti coloro che ci sono stati vicini per l organizzazione di questi tre giorni senza nessuna presunzione i complimenti che da tante parti sono venuti forse ce li siamo meritati jamu all ascuntu da santa spina è stato un valido pretesto per far riunire molti petilini che altrimenti hanno poche occasioni per vedersi le associazioni diaspora di roma docet che sono nate e stanno nascendo sono la dimostrazione concreta della necessità di avere un identità che ci accomuna petilia l associazione petilini a genova auspica che eventi di tale portata possano ripetersi negli anni a venire saranno sempre accolti appropriatamente il legame con petilia per noi che viviamo lontani a volte è più forte che nel paese stesso È proprio vero che la lontananza te la fa apprezzare ancora di più il nostro paese resterà sempre nei cuori e ogni occasione sarà buona per rinnovare questo sentimento di amore.

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anno xiii novembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 5 l amministrazione comunale di petilia policastro informa i cittadini la visita istituzionale a genova il sindaco dionigi fera il presidente del consiglio comunale antonio scordamaglia il vicesindaco francesco ierardi e l assessore luigi carvelli esprimono viva soddisfazione per la calorosa accoglienza ricevuta dai petilini di genova in occasione dell evento jamu all ascuntu da santa spina che ha visto la nostra sacra reliquia lasciare il suo convento dopo oltre 500 anni e raggiungere la città di genova dove vive una numerosa comunità di nostri emigrati particolarmente commovente il contatto umano avuto con numerosi concittadini che pur vivendo da anni lontano dal nostro paese non riescono a dimenticarlo e chiedono notizie su quanto fatto o si sta facendo per migliorarlo significativo anche l incontro con i municipi di sestri ponente e di prato due zone di genova dove risiede la maggior parte dei petilini emigrati in quella città lo scambio di saluti tra l amministrazione fera e quella dei due municipi genovesi hanno evidenziato la reciproca volontà di mantenere stretti rapporti tra il paese d origine e la comunità petilina emigrata per rafforzare il legame che ancora esiste tra la nostra gente e la terra d origine si è auspicato quindi che possa essere istituzionalizzato uno scambio di visite delle nostre istituzioni e magari anche un gemellaggio tra comuni altro motivo di soddisfazione è stata la possibilità di incontrare a genova anche petilini provenienti da numerose città del nord italia torino milano brescia aosta ecc e che li ha visti accomunati a quelli di genova per onorare la venuta della santa spina l auspicio è che eventi del genere possano essere organizzati per altre città che ospitano nostri emigrati per dar loro la soddisfazione di sentirsi ricordati e non dimenticati dal proprio paese d origine questa amministrazione ove coinvolta farà la sua parte foto a sinistra il presidente dell ass petilini a genova consegna una targa al sindaco fera a destra il presidente del municipio medio ponente porge il saluto all amminsitrazione comunale di petilia si comunica che sul burc n 41 del 15 ottobre 2010 parte iii è stato pubbli-cato l avviso pubblico per l accesso al fondo di garanzia regionale per operazioni di microcredito por calabria fse 2007-2013 rivolto a sostenere la creazione di impresa e nuove forme di lavoro autonomo e a sviluppare l inserimento lavorativo delle categorie in condizioni di svantaggio occupazionale e di marginalità sociale i requisiti per accedere al fondo di garanzia sono chi non ha un impiego retribuito da almeno sei mesi chi non possiede un diploma di scuola media superiore lavoratori che hanno superato il 50° anno di età adulti che vivono soli o con più persone a carico lavoratore molto svantaggiato lavoratore disabile cittadini immigrati donne vittime di violenza fisica sessuale e psicologica persone sottoposte ad esecuzione penale detenuti/e ed ex detenuti/e persone soggette a misura penale esterna o in semilibertà soggetti affetti da dipendenze la domanda di partecipazione dovrà essere trasmessa esclusivamente e pena inammissibilità tramite raccomandata a/r a partire dal 30° trente-simo giorno successivo alla data di pubblicazione dell avviso sul bur calabria secondo le modalità in esso indicate considerato che il 30° giorno successivo alla data di pubblicazione dell avviso sul burc sarà di domenica le domande dovranno essere trasmesse a decorrere dal 15 novembre 2010 per ulteriori informazioni rivolgersi alla casa comunale o al sito w w w regione calabria.it/formazionelevoro riceviamo e pubblichiamo genova 20 ottobre 2010 carissimo francesco con infinita gioia e soddisfazione ti scrivo queste poche righe porgendoti il mio personale ringraziamento nonché quello dei miei parenti tutti per la grande emozione che tu unitamente ai tuoi collaboratori ci hai regalato durante i tre giorni di festeggiamenti dedicati al grande evento della visita della sacra spina ai petilini di genova e di altre città del nord e stato veramente bello e spero si possa ripetere un cordiale saluto e ringraziamento va anche al sig sindaco dr ferache non conoscevo e che si è rivelato persona semplice buona e degna di ogni stima e rispetto nonché all inesauribile don giuseppe marra che con le sue parole ha risvegliato in noi la fede un pò assopita con orgoglio esprimo poi grande ammirazione per mio fratello masino e suoi collaboratori per la meravigliosa e toccante opera compiuta sulla storia della sacra reliquia con l augurio sincero che possano continuare ad operare con profitto sulla strada intrapresa sempre che la fortuna li sostenga e li aiuti nei loro progetti futuri non posso infine non esprimere ammirazione per il mio fratello maggiore carmine per la sua eccellente collaborazione letteraria a sostegno di tutto il contesto della sacra reliquia.un saluto cordiale agli amici di petilia che si ricordano ancora di me per te e giacinto un abbraccio affettuoso vittorio medaglia

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pagina 6 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii novembre 2010 nella valle del soleo trovato un antico palmento si stima possa risalire ad epoca tra il brettio ed il bizantino il monolite un incontro fortuito ed eccezionale di poco tempo fa un grosso masso di calcarenite di alcune tonnellate inciso a frantoio vinario fa bella mostra di se alla luce del sole negli anfratti pietrosi della valle del fiume soleo continue piene ne hanno pian piano deviato il corso facendogli descrivere col passare dei secoli un ansa molto estesa che ha eroso il vigneto in sintesi le connotazioni del fondovalle oggi sono così mutate e così radicate a nuovi elementi casuale vi è da discutere allora sulle concomitanze che hanno dettato l unità tipologica i due frantoi potrebbero essere stati scavati in periodo arcaico o aderenti a tecniche e forme omogenee importate dai monaci greco-orientali da noi pervenuti a partire dal vi sec d.c che tanto incisero nella cultura popolare questi presupposti aggiunti all esame obiettivo del monolite ed alla morfologia del sito fanno datare il nostro palmento tra epoche antiche e quella bizantina il processo di lavorazione di tali frantoi orientaleggiante in uso in genere presso le civiltà mediterranee pestatoio e tino sono presenti nel contesto ionico dalla sicilia e fino a taranto ma anche sull adriatico centro meridionale e poi in grecia come anche in egitto mentre gli antichi palmenti tirrenici fino a quelli vesuviani utilizzavano piuttosto torchi lignei a vite e poco spazio aveva la pigiatura l enorme doccione che mette in comunicazione il pestatoio con il tino come nel nostro tende anch esso a rimarcare una forma orientaleggiante nelle tipologie greco-egizie succedeva che dalla vasca di pigiatura il mosto cadeva in un lacus attraverso un doccione abbastanza robusto spesso con forma a testa di leone ma comunque pochi dei prototipi costieri sono così perfetti e ben concertati nelle forme e ricavati in un unico monolite come il nostro palmento struire le storia alla carenza di documenti scritti e per questo che non bisogna né toccare ne trafugare ogni minimo elemento del nostro patrimonio archeologico che va anzi segnalato a chi di dovere sarebbe proprio opportuno che il grande masso di calcarenite venisse ripescato dall alveo del fiume che sta per inghiottirlo a cura delle istituzioni a ciò preposte quindi utilizzato nella auspicata realizzazione di un museo del lavoro in petilia ed in tal caso rappresenterebbe un pezzo di grante importanza francesco cosco socio deputazione di storia patria per la calabria in merito alla proposta del prof francesco cosco di recuperare l interessante reperto abbiamo sentito il sindaco fera il quale ci ha dichiarato che a breve sarà valutata la reale possibilità di un eventuale recupero del grosso monolite e qualora ciò fosse possibile l antico palmento potrebbe trovare posto nel cortile del pòesso scolastico «mons domenico sisca» in via dante alighieri accanto la vecchio trappeto posto nella stessa area alcuni anni fa in un unico blocco ed a tre livelli diversi sono stati ricavati pestatoio tino e sito per poggiare i vasi vinari da riempire ma perché si suppone da riferire ad epoca tra il brettio ed il bizantino la forbice è ampia ma è d obbligo a meno che non emergeranno in futuro nuovi elementi per stabilire una data più precisa diversi sono comunque gli elementi che adducono a tale ipotesi le scanalature prodotte dall arnese di scavo nella incisione della calcarenite non sono più vive e visibili e la sua superficie ha assunto un aspetto spugnoso da degrado già questo esclude l attribuzione dello scavo ad epoche recenti ma le prove più evidenti sono da riferire alla mutazione idrogeologica della valle del soleo e da considerare che dove il palmento insiste non vi è alcun riferimento agricolo né terreno pianeggiante ma balze rocciose a picco ed un letto di fiume pietroso però la posizione del pesantissimo monolite poggiante sulle rive del soleo a pochi centimetri dall acqua indica che una volta dove oggi scorre il fiume era collocata la vigna che il palmento serviva il fiume come da traccia evidente aveva allora il letto ad un centinaio di metri verso il lato opposto dell ampia vallata poi le morfologici che è da escludere lo scavo e l utilizzo del palmento in epoca basso medioevale o moderna le analogie inoltre varie analogie concorrono ad una certa datazione del manufatto la presenza di frantoi incisi in monoliti è diffusa in tutta l italia meridionale la datazione di tale uso ve ne sono del periodo brettio e lucano nell interno del territorio della basilicata su alcuni palmenti esiste il fregio di una croce su sfera elemento iconografico bizantino tipico a partire dal vi sec d.c vedi palmenti rinvenuti presso cirò e casabona ed esibiti a linea verde dai fratelli librandi e le caratteristiche morfologiche vi è una somiglianza accomuna tutti i palmenti scavati in monoliti per lo più tre sono gli elementi caratterizzanti pestatoio rettangolare poco profondo robusto doccione utile ad immettere il mosto dal pestatoio nel tino tino quadrato talvolta distinto da una forma a semicerchio con lato retto aderente al pestatoio come nel nostro caso il fatto che esiste un frantoio in ferruzzano catalogato dal prof sculli di forma quasi pari a quello oggi rinvenuto in petilia policastro kr fa riflettere l analogia non può esser affatto reperti e ricostruzione storica del territorio va detto che ogni tanto emergono reperti nei territori calabri che consentono di vivificare i vari periodi storici quello odierno testimonia che nel territorio dell antica policastro si coltivava la vite sarebbe bello riscoprire i nostri antichi vitigni e ciò riveste importanza se si considera che i reperti sopperiscono nel rico-

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anno xiii novembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 7 petilia a lezione di unitÀ con anita garibaldi la pronipote dell eroe dei due mondi in visita nel nostro comune nella biblioteca comunale di petilia policelebre frase di madre teresa ha ricordato castro il 20 ottobre per il 150° anniversario che quello che noi facciamo è solo una gocdell unità d italia si è tenuto un incontro con cia nell oceano ma se non lo facessimo anita garibaldi la pronipote di giuseppe l oceano avrebbe una goccia in meno figura principale degli eventi che portarono filomena ierardi alla unificazione degli stati italiani la venuta della d.ssa garibaldi è stata fortemente voluta dall amministrazione comunale petilina che su proposta del prof saverio castagnino e della pro loco perseo di petilia ha organizzato una serie di conferenze interessando anche i comuni di cotronei mesoraca e santa severina alla conferenza della pronipote dell eroe dei due mondi tenuta a petilia erano presenti il presidente della provincia di crotone stano zurlo il sindaco di petilia dionigi fera il capo gabinetto del prefetto di crotone dr roberto anita garibaldi con un gruppo di alunni del liceo il micucci il comandante della compagnia dei carabinieri cap mazzoli e il prof sindaco fera franco grano e gino concio saverio castagnino dirigente scolastico in pensione che nel pomeriggio di giorno 19 ha tenuto un convegno sulle figure risorgimentale di giuseppe mazzini cavour e vittorio emanuele ii l incontro-dibattito è stato moderato dal vicesindaco di petilia francesco ierardi tra i cittadini invitati a partecipare c è stata una grossa affluenza degli studenti delle scuole elementari delle scuole medie e del liceo scientifico di petilia dopo la presentazione della biografia di anita garibaldi da parte del vicesindauna veduta della sala co e dopo gli interventi brevi del sindaco del presidente della provincia e del dr micucci la pronipote del generale garibaldi ha illustrato ai presenti il percorso che ha portato all unità d italia valorizzando non solo gli aspetti storici delle vicende ma anche e soprattutto quelli personali per esempio quando ha parlato dell amore tra il generale e la moglie anita anita garibaldi rispondendo alle numerose domande poste dagli studenti presenti ha sottolineato l importanza dell unità d italia e rivolgendosi sopratm carvelli f ierardi stano zurlo anita garibaltutto ai più giovani li ha invitati a combatdi dionigi fera r micucci s castagnino i rizza tere per i propri ideali e riprendendo una il nostro compaesano scultore mimmo greco ci ha fornito il bozzetto della lampada degli emigrati che su iniziativa del nostro giornale si vuole offrire alla chiesa del convento della santa spina perché illumini il cammino dei nostri compaesani sparsi in tutto il mondo e per intercessione della sacra spina conduca tutti sulla retta via per realizzare questa lampada in bronzo con lucidatura ottonata che sarà alta circa 120 cm ed avrà una base di 80/90 cm saranno necessari oltre cinquemila euro siamo in attesa di ricevere un preventivo di spesa per cui facciamo appello alla sensibilità dei nostri compaesani affinché contribuiscano tutti con una offerta che potrà essere inviata tramite un bollettino di conto corrente di cui riportiamo sotto gli estremi oppure consegnandola ai punti autorizzati che esporranno un apposito cartello e che rilasceranno apposita ricevuta tutte le offerte saranno elencate nel nostro giornale e preghiamo coloro che le hanno inviate e non si trovano iscritti per possibili disguidi nell elenco pubblicato mensilmente sul giornale di segnalare il fatto telefonando al n 0962/431115 ore serali oppure al cellulare 339/8129868 le offerte ricevute crisa giuseppe carvelli franco trocino rosario pappaianni luigi raccolta fra petilini famiglia rizza camigliano concetta rizza avv amedeo trocino maria poerio vittorio lerose domenico carvelli rag carmine guzzi rosario filice michele luchetta giuseppe ceraudo gianfranco sama salvatore carvelli armando parise luigi carvelli maria guzzi antonietta venturino nicola cavarretta francesco curcio salvatore adamo saverio ierardi luigi luchetta giuseppe carvelli teresa cavarretta sabatino trocino andrea pilacco lazzaro mario latorre michele pantuso costanza argirio maria medaglia giuseppe sisca salvatore fico orlando prestanizzi salvatore comberiati sisina firenze torino genova aversa genova milano milano milano mantova milano milano milano milano milano milano milano milano paderno d rovigo milano paderno d germania desio nova mil limbiate petilia pol paderno d brescia milano limbiate frossasco genova paderno d genova rosta milano milano milano torino totale 30,00 15,00 20,00 10,00 305,00 30,00 30,00 50,00 20,00 20,00 15,00 30,00 50,00 20,00 50,00 25,00 20,00 20,00 20,00 10,00 20,00 50,00 20,00 30,00 50,00 50,00 30,00 30,00 30,00 20,00 15,00 15,00 20,00 20,00 20,00 50,00 50,00 50,00 30,00 1.390,00 per le offerte c.c postale n 96272752 intestato a ierardi francesco via de gasperi 78 petilia policastro contribuisci anche tu!

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pagina 8 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii novembre 2010 emigrati di petilia treno catanzato lido cutro fuga per una coincidenza sabato 30 ottobre 2010 ore 6,48 del mattino stazione ferroviaria di catanzaro lido proprio quì nella regione dove il tempo sembra essersi fermato ogni sabato mattino stessa ora stesso treno un folto gruppo di cittadini emigrati petililia per trascorrere poche ore con i propri affetti cercando di rubare ogni ogni volta un ora un minuto un secondo in più alla ripartenza ma sabato 30 ottobre alle ore 6,48 la protesta è stata si civile ma stavolta fer di antonio lechiara gli scritti bellezze d autunno terminato il periodo estivo la natura comincia a cambiare come ogni anno sui monti della sila il sottobosco dapprima verde e spoglio si ricopre delle foglie ingiallite cadute dagli alberi come un folto tappeto sotto le rocce cominciano a sbucare piantine di pino che fanno capolino dall ombra mentre nel terreno si intravedono le tane degli animaletti ni e non solo petilini è obligata ad una corsa contro il tempo per riuscire ad acciuffare dopo un lungo viaggio la coincidenza che da catanzaro lido li dovrà portare alla stazione ferroviaria di cutro quì arrivano finalmente a casa in mezzo ai propri affetti no perché da cutro per giungere a petilia e nelle frazioni vicine parenti ed amici devono giungere in macchina per poterli finalmente accompagnare a petilia a pagliarelle a camellino a foresta oltre che negli altri paesi circostanti vicini alla stazione ferroviaria di cutro dove trascorreranno al massimo 48 ore con le loro famiglie per poi ripartire eppure è da anni ormai che la cosa si ripete nonostante le civili proteste degli utenti-cittadini-emigrati eppure lo sanno che queste persone non arrivano da una crociera ai caraibi bensì da miniere cantieri vari dove spesso paradosso e beffa lavorano per consentire l alta velocità ai cittadini del nord e arrivano da altri luoghi di lavoro del nord e del centro ita ma decisa risoluta e determinata:il treno che arriva a catanzaro lido alle 6,35 ha una manciata di minuti di ritardo la fuga per abbrancare la coincidenza per cutro che parte alle 6,47 è svanita da una trentina di secondi al massimo e gli emigraticittadini-utenti hanno solo il tempo di vederla sfumare sotto i loro occhi e proprio in quel momento che scatta l ira la rabbia e l indignazione senza perdere più tempo in parole e senza consultarsi tra di loro il gruppo si dirige verso l ufficio del capostazione dove dopo il solito ma stavolta vano tentativo del consueto rimpallo delle responsabilità si decide che il treno successivo per crotone effettui,eccezionalmente una fermata alla stazione di cutro non prevista ufficialmente forse sarebbe ora che qualche voce più alta istituzionalmente parlando della zona del l alto marchesato e del crotonese si ricordasse che è stata messa lì affinchè di tanto in tanto volga lo sguardo verso i quotidiani affanni dei suoi elettori enzo vigo guardandosi intorno non si vedono animali ma solo qualche insetto che fa ritorno nel suo rifugio per l inverno alcuni funghetti dai colori brillanti sollevano il manto di foglie giallastre rendendosi visibili gli alti alberi di pino formano macchie verdi sullo sfondo scuro degli alberi ormai quasi interamente spogli mentre l aria prende l aroma delle piante ricoperte da uno strato di rugiada che scivola sulle foglie cadendo sul terreno si sente il fruscio del vento che delicatamente smuove gli aghi dei pini e fa ondeggiare e cadere dolcemente le foglie ondulate delle querce dall alto si sente l acuto cinguettio delle civette che sul far della sera escono dalle loro tane per andare a caccia di piccoli animali si può ammirare un paesaggio stupendo pini e querce ricoprono le aspre pendenze le dolci vallate e le brevi radure con i propri colori al tramonto le gocce d acqua risplendono di bagliori rossi e arancio,in uno spettacolo di riflessi l autunno è una stagione bellissima dove tutto cambia ma allo stesso tempo mantenendo ugualmente la sua bellezza.

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anno xiii novembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 9 presentato il libro lassu nel parco di francesco cosco cotronei 23/10/2010 la taverna dei briganti» entro nel libro come se entrassi in un luogo sconosciuto e mi accoglie la sila la foresta primigenia con i suoi alberi secolari il suo silenzio misterioso interrotto dagli stridii degli uccelli e dal tramestio di animali selvatici qualche raggio di luce filtra a fatica tra i rami intricati e il fitto fogliame e con tale prologo che inizia a presentare il libro di francesco cosco la docente unical giovanna baglione vivamente affascinata dalle descrizioni nel testo contenute e prosegue architetture fantastiche prodotte dall abbattersi di alberi morti su altri ancora vivi anfratti misteriosi ed inquietanti si offrono al mio sguardo mi trovo in uno dei punti più profondi e incontaminati della selva odo lontane le voci di soldati romani fra i primi rapinatori del luogo dal quale ricavarono legno e pece per la costruzione delle loro flotte e evidentemente importante per la docente la citazione da parte dell autore di norman douglas del prof d alfonso e dell antica storia della silva ed ancora il sito è pieno di bellezza e mistero è la rappresentazione di quel sublime che incute terrore e smarrimento e al contempo affascina secondo la concezione di burke che la natura nei suoi aspetti più terrificanti diventa la fonte del sublime in quanto produce la più forte emozione che l animo sia capace di sentire la professoressa in effetti pronuncia affascinata le sue riflessioni sulla lettura del libro dello storico di petilia improntate alle vive impressioni suggerite dai contenuti con cui il cosco discute della selva del suo fascino della sua storia dei suoi laghi dei sentieri monastici delle vie della pece rilevati in antiche mappe storiche e riconosciuti da impronte ancora presenti ed inconfondibili fin dai tempi dell impero romano quindi prosegue col commentare il divario tra la selva primigenia che la sila rappresentava e la selva di oggi che solo grazie all opera del parco nazionale riprende vigore la presentazione odierna del libro calata nella celebrazione di un evento speciale la realizzazione di una importante ippovia voluta dal parco nazionale dalla provincia di crotone dalla regione calabriua e dal gal kroton e realizzata da carmine garofalo vuole presenti numerose autorità del territorio l assessore regionale all ambiente pugliano l assessore provinciale ai lavori pubblici cosimo il presidente del gal kroton carvello il sindaco di cotronei scavelli con la presidente del consiglio comunale giancotti quindi il direttore del parco laudati e la presidente ferrari da poco eletta coordinatrice di tutti i parchi calabri ma è presente anche un folto pubblico insieme a storici e studiosi del territorio la relazione del prof cosco è un fiume in piena ha esposto i contenuti del libro corredati da adeguate immagini riguardanti il parco ed i quattro comuni presi in esame cotronei mesoraca petilia policastro e savelli ha focalizzato soprattutto il concetto della interazione uomo ambiente ed in tal direzione è manifesto l obiettivo sia dei dirigenti del parco che delle istituzioni comunali perché il parco non sia essenza statica quindi ha evidenziato che nel testo sono presenti sia passi storici sia elementi antropologici di grande attualità quali i flussi migratori del presente e del recente passato le attività umane i problemi economici e sociali i tesori d arte le peculiarità paesaggistiche dopo un breve commento del direttore laudati la presidente ferrari ha evidenziato come il parco con debba essere una realtà museale ma un entità attiva e tra l altro un soggetto capace di produrre turismo sostenibile da incentivare in un mutuo rapporto uomonatura l assessore pugliano dopo aver lodato l iniziativa culturale della pubblicazione del testo inserita oggi nella inaugurazione dell ippovia silana detta u carrualu di briganti ha auspicato che l iniziativa sia di incentivo allo sviluppo del territorio ed analogo significato ha espresso il presidente del gall kroton carvello l assessore provinciale cosimo ed il sindaco scavelli che ha tratto le conclusioni dell evento nella foto in alto il prof francesco cosco in basso la foderina del libro dove sono ben riconoscibili le gratte di san demetrio in petilia policastro

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pagina 10 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii novembre 2010 a cura dello staff di sofome.it boom edilizio padre di mostri chi viene per la prima volta nel nostro paese non può non notare come questi edifici siano dei veri e propri mostri ecologici che si estendono per tutta sofome e concentrandosi soprattutto nella parte che si trova più in fondo al paese sicuramente non possiamo dare colpe ai nostri predecessori che hanno pensato alla loro prole volendogli dare una casa possibilmente nel loro spesso palazzo per garantire maggiore vicinanza al nido familiare tralasciando forse l ipotesi che in futuro i loro figli potessero mettere radici in altri luoghi infatti molteplici sono i nostri compaesani che hanno lasciato la nostra frazione per mettere radici in altri posti la maggior parte spinti da necessità lavorative o di studio c è da dire che non tutti gli edifici hanno subito la stessa sorte anzi molte delle famiglie di foresta sfruttano gli edifici lasciati dai genitori e parenti non bisogna fare di tutta l erba un fascio ma neanche tapparsi gli occhi di fronte a una cosa tanto evidente in poche parole questi cadeaux sono stati dei regali più che per i propri figli sono risultati utili a colombi e uccelli di vario genere che hanno usato tali appartamenti come luogo dove nidificare sicuramente non era questa la funzione che si voleva dare a questi edifici di sicuro non si voleva offrire riparo ai vari volatili detto questo non c è soluzione è il classico caso in cui prevenire è meglio che curare dunque non ci resta che avere pazienza e aspettare per paradosso che le migliaia di famiglie che hanno preferito altri paesi ritornino nelle abitazioni occupate abusivamente dagli uccelli o che ancora più improbabile un giorno le cosi dette fraviche divengano di moda nel mondo immobiliare perché si sa la moda pesca sempre dal passato ad iniziare da questo mese pubblichiamo alcuni dei nostri articoli anche su un giornale cartaceo ciò per gentile ed apprezzata concessione da parte della redazione de il petilino il periodico locale che oltre ad essere letto nel nostro comune raggiunge anche numerosi emigrati in italia e all estero consentendoci così di ampliare la nostra platea di lettori gli anni del boom edilizio gli anni delle grandi costruzioni che sorgevano come funghi in ogni angolo d italia ,lo stesso discorso valeva per la nostra sofome che essendo il più giovane dei paesi della zona non poteva sottrarsi a tale fenomeno costruzioni a catena per foresta edificazione di nuove abitazioni che non si concentravano solamente nell area del bivio ma cominciavano ad estendersi anche lungo tutta l odierna via garibaldi tuttavia il boom economico ha causato nostro malgrado la creazione di veri e propri mostri che deturpano notevolmente l immagine del paese non è difficile infatti notare come una buona fetta delle abitazioni e degli edifici di sofome risultino del tutto disabitati si stratta di veri e propri fabbricati fraviche rimasti allo stato rustico le cause sono molto probabilmente riconducibili all eccessivo altruismo e generosità delle nostre famiglie che hanno sempre pensato al futuro edificando palazzi che arrivano anche a cinque piani per garantire un tetto in futuro ai propri figli e ai propri discendenti work in progress al campo sportivo di foresta uniti per un bivio piÙ pulito a foresta è successo un qualcosa che ha un grande significato civico infatti alcuni nostri compaesani spontaneamente si sono rimboccati le maniche e stufi delle pessime condizioni in cui versa il nostro amato bivio hanno deciso di dargli una bella pulizia in quanto la situazione usando un eufemismo era davvero pessima insieme attrrezzati di scopa e cassonetti per l immondizia di nostra iniziativa abbiamo ripulito il bivio che potete vedere dalle foto scattate non aveva nulla da invidiare a una discarica pochi giorni fa ruspe ed escavatori si sono attivati per rifare il terreno da gioco del campo sportivo di sofome come ci era stato preannunciato dall amministrazione comunale inizialmente gli interventi da effettuare non riguardavano solo il terreno di gioco ma interessavano molti aspetti della struttura fra cui illuminazione e recinzione del campo stesso tuttavia alla prova dei fatti i fondi messi a disposizione per realizzare tutto ciò si sono rivelati insufficienti viste le pessime condizioni in cui versava il terreno dunque si è deciso di destinare l intera somma 60.000 euro esclusivamente per la messa in condizioni accettabili del terreno attraverso una bonifica e un drenaggio del sottosuolo causa primaria delle consuete pozzanghere che vengono a crearsi ogni qualvolta si verificano piogge abbondanti i lavori proseguono tutto ciò non può che far piacere ad ogni singolo cittadino di sofome che in passato troppe volte si è sentito figlio di un dio minore sperando che tutto ciò non sia soltanto un fuoco di paglia ma che sia in qualche modo l inizio di un nuovo percorso che vede la nostra frazione luogo di grandi opere nel complimentarci per l inizio dei lavori vogliamo ricordare all amministrazione comunale le pessime condizioni del parco giochi adiacente in quanto basterebbe poco per renderlo vero luogo ludico un minimo più pulito erbacce potate e mai raccolte un minimo più illuminato inserimento di semplici fari un minimo più sicuro in quanto il manto stradale risulta inaccessibile in seguito alle frequenti piogge dello scorso inverno convinti che il nostro appello non rimarrà orfano della vostra attenzione auguriamo all amministrazione comunale un buon lavoro e ad maiora

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anno xiii novembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 11 100 piazze per il clima in marcia per le energie pulite e sicure il 6 e 7 novembre in tutta italia per promuovere la legge di iniziativa popolare per lo sviluppo dell efficienza energetica e delle fonti rinnovabili il circolo legambiente di petilia policastro ha aderito all iniziativa 100 piazze per il clima festa delle energie pulite una mobilitazione promossa da numerose organizzazioni e coordinamenti tra cui la vasta coalizione in marcia per il clima per promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell efficienza energetica contro la scelta di rilanciare il nucleare e il carbone nel nostro paese ha partecipato all iniziativa il locale liceo scientifico statale raffaele lombardi satriani attività inserita nel progetto ecoschools nella giornata di sabato 6 novembre dalle ore 16.30 alle 19.30 in piazza filottete è stato allestito un gazebo informativo raccolta firme proiezione di filmati il 6 e 7 novembre in tutta italia è stata organizzata cento piazze per il clima in marcia per le energie pulite e sicure una grande mobilitazione promossa dalle principali organizzazioni ambientaliste e da un vasto schieramento di forze sociali e produttive per ribadire che il futuro è nell efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili che coincide simbolicamente con il ventitreesimo anniversario della vittoria referendaria contro il nucleare in oltre 100 piazze i cittadini hanno potuto firmare il progetto di legge d iniziativa popolare sviluppo dell efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima firme che saranno consegnate in parlamento prima delle festività natalizie hanno ricevuto inoltre informazioni sulle nuove tecnologie verdi secondo i promotori dell iniziativa il governo non sta facendo abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici e perseguire gli obiettivi europei di riduzione dei gas a effetto serra impegni che vincolano gli stati membri a ridurre entro il 2020 le emissioni climalteranti del 20 e a realizzare entro la stessa scadenza un aumento del 20 sia dell efficienza energetica sia dell utilizzo delle fonti pulite una posizione quella dell italia ancora più insensata alla luce del calo di emissioni di gas serra indotto dalla crisi economica e del fatto che grandi paesi europei hanno già dichiarato perseguibile un obiettivo di riduzione del 30 nel nostro paese per altro nel 2009 la crescita delle fonti rinnovabili è stata fortissima 13 di produzione e dimostra quanto queste tecnologie siano affidabili e competitive attraverso nuovi impianti solari eolici geotermici idroelettrici da biomasse sono già centinaia i comuni che producono più energia elettrica di quanta ne consumino grazie a questi impianti sono stati creati nuovi posti di lavoro nuovi servizi e nuove prospettive di ricerca applicata oltre ad aver ottenuto maggior benessere e qualità della vita queste esperienze sono la migliore dimostrazione del fatto che investire nelle rinnovabili e nell efficienza è una scelta lungimirante e conveniente e che occorre puntare con forza in questa direzione per raggiungere gli obiettivi fissati dall unione europea al 2020 per la riduzione delle emissioni di co2 una importante iniziativa politica alla vigilia della conferenza sul clima di cancun.

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pagina 12 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii novembre 2010 la famiglia del brigante esattamente un anno fa in questo giornale fu pubblicata la storia del brigantaggio petilino tratta dalla monografia storica su petilia policastro di mons domenico sisca ampio spazio è stato dato alle vicissitudini del brigante rosario schipani che l autore definisce il brigante galantuomo e a quelle patite dalla sua famiglia a causa di pesanti persecuzioni da parte delle autorità militari essendo mia madre una schipani e quindi discendente di quella famiglia sono venuta in possesso di un eccezionale documento il memoriale a stampa datato 3 gennaio 1867 che gaetano schipani padre di rosario invia al parlamento italiano che da poco si era trasferito a firenze per chiedere giustizia delle persecuzioni subite dalla propria famiglia voglio portare a conoscenza dei lettori de il petilino questo memoriale dove sono minuziosamente descritte le terribili angherie subite da tutta la famiglia per il fatto che rosario schipani non si costituiva alle autorità militari ed offrire uno spaccato della vita di quel periodo considerata la lunghezza il memoriale viene proposto a puntate e ringrazio la redazione del giornale per lo spazio che mi concede maria pascuzzi sostenete il petilino questo è il forte l appello che lanciamo ai nostri lettori alla fine del dodicesimo anno dalla nostra prima uscita la sopravvivenza del nostro giornale è stata finora assicurata all insegna della precarietà sia in termini di risorse umane e sia in termini economici se da una parte a volte si stenta a far uscire il giornale per la mancanza di articoli dall altra ogni fine anno bisogna fare i conti con la mancanza di fondi per pagare le spese delle pubblicazioni alle quali spesso si fa fronte con risorse personali a volte forte è la tentazione di gettare la spugna ci fa desistere solo il grande affetto che tanti nostri emigrati ci dimostrano telefonandoci e incoraggiandoci da circa dieci anni il prezzo del giornale è fermo ad un euro nonostante l aumento dei costi tipografici e di spedizione dal prossimo gennaio pertanto ci vediamo costretti d aumentare il costo del giornale ad 1,50 e a ritoccare il contributo per la spedizione il nostro ringraziamento comunque va alle poche aziende che ci sostengono con la pubblicità e ai pochi sostenitori che ci inviano un contributo più sostanzioso senza di loro sarebbe proprio impossibile continuare la pubblicazione del giornale per questo vi diciamo sosteneteci la redazione 4 non ostante per effetto di quella legsignori di tutte queste ge e massimamente sventure accumulate in per l influenza del sig pochi anni su di una gaetano morelli di famiglia la legge pica cotrone che faceva male intesa e male parte della commissioapplicata si rese per ne l oratore e i due suoi altri fatti di spavento e figli gaetano ed alfondi orrore il male magso furono condannati a giore si è che finora le domicilio coatto sicautorità militari hanno ché furono arrestati la creduto che perseguisera del 21 luglio prostando i genitori e i figli e simo passato e condottutti della famiglia schiti a piedi in catanzaro pani avessero dovuto il colonnello fumel l esponente presentare il delinquennell età cadente ed te rosario tale errore se è stato per infermo di gotta da polìcastro a ogni parte funesto poiché nel mencatanzaro tratto di circa 12 ore di tre che ha distrutta la garanzia della cammino ha dovuto impiegare libertà individuale ha violato anconove giorni e dovè pagare per quera tutti i legami della famiglia la sto ritardo ai carabinieri l 65 il suo famiglia è la base della società e stato di vecchiezza signori e questa violata nel suo santuario l impossibilità di poter più cammidomestico da una male intesa giustinare ha commosso la compassione zia scalza le basi del vivere civile e di quel prefetto il quale gli ha perper tale erroneo procedimento di messo di restare in catanzaro mencivile governo la sera del 3 novemtre i suoi due figli furono condotti bre del 1865 per ordine verbale del nel mandamento di taverna sotto la generale pallavicini fu arrestata garanzia del proprio difensore dalla pubblica forza tutta la famiglia era in questo stato deplorabile schipani tanto che vecchi fanciuldi accanite persecuzioni l oratore li bambini e le sue due nubili fìglie accasciato dalla sventura e dalla tutti furono di nuovo condotti in primiseria allorché venne in calabria il gione lasciando l abitazione nelle sig pietro fumel e da quell ora o mani di una vecchia serva che appesignori ha cominciato per lui e per na ha potuto impedire lo sperpero ed la sua famiglia innocente una nuova il saccheggio e non contenti di ciò era di lutti che non ha riscontro si arrestarono puranche tutte le pernella storia non ha luogo neppure sone di servizio della famiglia si è nell immaginazione se non che i impedito che si raccogliessero le ulifatti hanno pur troppo rivelato che ve si seque-strarono gli animali anche sotto un regime che dicesi delle industrie sicché bovi una manlibero l umanità può essere sacrifidria di maiali e dei muli furono cata e sotto la salvaguardia di un posti nelle mani di chi o per incuria parlamento nazionale l innocenza o per ingordigia li fece a poco a poco può essere vilipesa perire da questa sola vessazione e così la sera del 20 ottobre ultil esponente ebbe il danno complesmo verso le 11 pom per disposiziosivo di l 15.000 dopo poco è cesni del sig fumel venne arrestata sata la legge pica e gli arrestati schitutta la famiglia schipani nel numepani furono posti in libertà ma butro di 13 individui comprese le giotati nelle squallore della più dura vani e bambini e condotti nelle primiseria gioni di catanzaro e di la a petilianon appena terminata questa lutpolicastro luogo dal quale il fumel tuosa storia venne la legge crispi e emanava questi ordini giunti colà benché lo stato deplorabile furono condotti alla sua presenza e dell esponente avesse ben anche ad onta di preghiere e ragioni che compassionato le autorità tutte pure furono tutte inutili per la povera e contristata famiglia il signor fumel proferì la terribile ed inesorabile sentenza con queste parole o voi fra otto giorni presenterete il vostro figlio rosario fuggiasco o pure resterete tutti briganti e famiglia e parenti con lui e le vostre proprietà saranno distrutte fece indi chiudere tutte le porte delle loro abitazioni mettendovi delle guardie mobili vietando che nessuno potesse più entrare ordinò con bando che nessuno dasse loro ricovero cibo o soccorso di sorta sotto pena di essere considerati briganti e così furono inviati a cercarsi un tetto fra gli antri e fra le boscaglie e un alimento fra le radici dei campi signori in tal modo la sventura non poteva essere più terribile né poteva avere altro risultato che la disperazione e la morte in simile guisa il sig fumel ha praticato con le famiglie dei rispettivi generi dell esponente due dei quali dimoranti in cotrone ed uno in s giovanni-in-fìore e con tutte le altre famiglie della parentela schipani fino alla quarta generazione che sono 1° la famiglia di pasquale gerardi 2° la famiglia di francesco gerardi 3° quella di giuseppe gerardi 4° di domenico gerardi 5° famiglia di giuseppe fico 6° famiglia di lorenzo gerardi 7° famiglia di maria gerardi 8° famiglia di domenico rizza 9° di vincenzo rizza 10° di teresa zurlo 11° di giuseppe fico 12° di domenico fico 13° di filomena fico 14° serafìna fico 15° di serafina gerardi 16° di agata gerardi 17° di pasquale gerardi 18° di pasquale minelli 19° di francesco minelli 20° di anastasia minelli 21° di antonio valenti 22° di rosario valenti tutte queste 22 famiglie del totale di 108 individui fra vecchi donne fanciulli e bambini furono spietatamente condannati a errare fra le rupi ed i boschi senza la speranza di trovare un tetto od un giaciglio e neppure un pezzo di pane per sodisfare ai stimoli potentissimi della fame 4 continua abbonamenti ordinario 40,00 sostenitore 100,00 benemerito 200,00 l abbonamento si può sottoscrivere effettuando il versamento sul conto corrente postale sotto riportato oppure in contanti presso le edicole di petilia policastro o inviando assegno non trasferibile all indirizzo sotto riportato per i paesi europei si può utilizzare il circuito eurogiro delle poste per evitare disguidi o ritardi nella spedizione si prega di voler comunicare per posta mail o telefono gli estremi del versamento conto corrente postale n.96272752 intestato a francesco ierardi via a de gasperi 78/c 88837 petilia policastro iban it 42 b 07601 04400 000096272752 per info 0962/431115 339/8129868 mail redazione@petilino.it

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anno xiii novembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 13 dai ricordi del dr vito caruso non era ancora stata smaltita la grande tristezza del recente bombardamento quando un altro motivo di apprensione si abbatte sulla nostra famiglia nei primi giorni di agosto dopo poche settimane dalla data fatidica del 19 luglio pervenne a mio padre il richiamo alle armi che fino a quel momento era stato scongiurato a motivo di una alterazione della sua formula ematologica leucocitaria che aveva evidenziato una spropositata eosinofilia cioè la presenza nel suo sangue di un elevatissimo numero di leucociti eosinofili si trattava verosimilmente di un difetto congenito cui era stato attribuito un valore prognostico di una certa gravita questa anomalia era stato valido motivo per il suo esonero dal servizio militare per cui era stato evitato il suo arruolamento fra le truppe destinate al fronte russo da cui moltissimi non fecero ritorno ii richiamo postumo in questa fase finale del conflitto allorché era già avvenuto lo sbarco delle forze alleate anglo-americane in sicilia trovo la nostra famiglia impreparata sia sotto il profilo psicologico che per gli aspetti pratici avevamo appreso che la destinazione imposta a papa era il trentunesimo corpo d armata di stanza in calabria sorgeva quindi l interrogativo se fosse stato il caso che tutta la famiglia si trasferisse in quella regione seguendo il capo famiglia e rientrando nel nostro paese natio petilia policastro o se viceversa non fosse stato più con veniente che noi familiari restassimo a roma nella nostra casa prevalse per fortuna la prima delle due ipotesi per cui organizzammo in tutta fretta la nostra partenza per la calabria sulla scorta di un ragionamento quasi profetico che aveva immaginato la interruzione delle comunicazioni fra il sud d italia e la restante parte del territorio nazionale cosa che puntualmente si verificò dopo pochissimi mesi se fosse prevalsa la seconda ipotesi noi familiari saremmo rimasti senza alcun minimo appannaggio economico venendo meno l unica fonte di guadagno rappresentata dallo stipendio di papà in conclusione il giorno 13 agosto del 1943 salimmo sull ultimo convoglio ferroviario che partì da roma diretto al sud era l ultimo treno in partenza per il sud in quanta da quel giorno si interruppero le comunicazioni ferroviarie fra il centro italia e il meridione la stazione di partenza fu la ostiense dacché la stazione termini non era più funzionante per il bombardamento su san lorenzo ii treno parti verso le ore tredici anticipando l orario previsto per sfuggire ad una nuova incursione aerea sulla capitale segnalata proprio a quell ora dal suono delle sirene quello fu il secondo bombardamento su roma che non ebbe più il riconoscimento di città aperta sfuggiti a quel secondo bombardamento grazie alla decisione assunta dal capostazione di anticipare la partenza ed allontanatici per vari chilometri fummo fermati alla stazione di villa literno comune della campania in provincia di caserta a causa di un altra incursione aerea sulla città partenopea la sosta si prolungò in quella stazione per tutto il pomeriggio di quella prima giornata di viaggio che durò complessivamente tre giorni soltanto con le tenebre notturne si riprese la corsa a bassa velocità interrotta spesso da improvvise soste sempre al fine di non incappare in qualche inferno bellico altra lunghissima sosta avvenne a maratea in lucania che si protrasse quasi per un intera giornata finalmente al terzo giorno toccammo il territorio calabro dove all altezza di santa eufemia si verificò una nuova prolungata sosta questa volta per la mancanza di locomotive che potessero condurre le nostre carrozze verso la stazione di catanzaro anche questa volta ci assistette la fortuna in quanto si riuscì ad utilizzare un vecchio locomotore alquanto scalcinato che sbuffando vapore a tutto spiano lentamente si incammino alla volta del capoluogo calabrese fu in questa tragitto che l intero piccolo convo glio si fermò all interno di una galleria ferroviaria continuando a sputare fumo misto a vapore che penetrando all interno degli scompartimenti tutti senza finestrini e quindi senza vetri mise a dura prova le capacita respiratorie di quasi tutti i passeggeri compresa la mia sorellina adriana di appena un anno la quale stava quasi per rimetterci la vita pure in quella circostanza riuscimmo a cavarcela -

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pagina 14 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii novembre 2010 racconto d altri tempi carmela borelli madre eroica» salvò con il suo corpo i due figlioletti da una tormenta di neve che imperversava sulle montagne silane di michele belcastro sul versante nord-ovest del monte gariglione nel lontano febbraio del 1929 si verificò una tragedia simile a quella di mamma giuseppina avvenuta nel cuore della stessa montagna diciotto anni più tardi nel 1947 su queste pendici che versano sul mare ionio il primo paese che s incontra andando da buturo è sersale sulla piazza principale svetta un monumento che ricorda alle presenti e alle future generazioni il gesto eroico di una mamma che sacrifica la propria vita per salvare i suoi figlioletti sia la piazza che la scuola primaria sono intitolate a carmela borelli sembra che anche nella città di cosenza vi sia un aula scolastica intitolata a questa eroica madre il tragico episodio di cui si occupò anche il mattino illustrato di napoli del 18 marzo del 1929 dedicandogli appunto la copertina è stato di mia conoscenza per sommi capi fin da bambino ma ancora più dettagliate notizie le ho approfondite su un testo scolastico della direzione didattica di sersale pubblicato nel 2004 a cura dell insegnante serafino schipani dal titolo con noi,intorno a noi la tragica storia di mamma carmela che si consumò quasi un secolo fa sulle pendici di quella immensa montagna e che toccò il cuore di molti italiani si svolse così carmela in quel fatidico 21 febbraio del 1929 da una località di marina dove risiedeva gran parte dell anno per via dei suoi continui impegni di contadina decise di salire al suo paese di sersale caricò due asini con sacchi di grano ed altre derrate e con gli ultimi dei suoi cinque figli costanza di 9 anni e francesco di cinque si avviò per i pendii scoscesi che conducevano al paese il vento gelido e le nubi minacciose non lasciavano presagire nulla di buono man mano che salivano la montagna e prendevano quota cominciarono a trovare la prima neve che subito si trasformò in bufera arrivati a qualche chilometro dal paese la tormenta si fece ancora più cruenta nei pressi di una zona chiamata i tri cavunielli uno degli asini non fu più in grado di proseguire sopraggiunse nel frattempo un suo paesano che faceva la stessa strada il quale esortò carmela ad abbandonare gli asini per procedere più speditamente e a mettersi in salvo insieme ai figli ma la perdita di entrambi gli asini e dell intero carico per quei tempi difficili avrebbe compromesso la fragile esistenza familiare pertanto decisa a salvare il salvabile l eroica mamma si fece coraggio si tolse parte del suo vestiario per proteggere dalla tormenta i suo figli e preso il più piccolo in braccio riprese determinata il cammino l amore materno senza limiti la rese ancora più forte ed audace tanto da lottare con tutte le sue forze l intemperia crescente ma quando ormai erano a due passi dal paese quando la salvezza era li a portata di mano le forze l abbandonarono non fu più in grado di proseguire non gli restava che un alito di vita ai piedi di un grosso tronco di castagno decise di spendere l ultime energie per la salvezza delle sue creature se li avvicinò a sé e come una chioccia tiene al caldo i suoi pulcini lo stesso fece mamma carmela fù cosi che la trovarono i primi soccorritori avvisati dal compaesano che l aveva esortata a salvarsi pregandola di abbandonare gli asini con il loro carico accovacciata tutta coperta di neve i due fratellini costanza e francesco protetti dal corpo materno erano vivi la mamma trasportata in un rifugio vicino fece appena in tempo prima di spirare a raccomandare le sue creature al dottor fortunato servino anch gli sopraggiunto dopo molte peripezie erano le quattro del pomeriggio carmela borelli dopo avere salvato i suoi figlioletti esalò l ultimo respiro aveva appena quarantasei anni due donne due mamme due tragedie simili che toccarono il cuore di chi ne venne a conoscenza si consumarono a poca distanza l una dall altra su quell impervia montagna della sila catanzarese la cresta del gariglione ne divide i luoghi e i tempi ma le accomuna nel gesto più sublime l amore materno il grande poeta dialettale vittorio butera in una raccolta di poesie dialettali del 1949 così fa terminare una sua poesia certamente la più struggente dedicata a questo tragico evento due righe strazianti da raggelare il cuore di ogni lettore de chiantu le nescìu nnu schicciulune e a ra prunella le ristàu nchiatratu di pianto gli usci una lacrima ma sulla pupilla gli restò gelata mi è parso doveroso e bello chiudere questo tragico racconto storico con il commento finale dell insegnante serafino schipani autore del suddetto testo scolastico questa donna questa mamma questa lavoratrice ha lasciato a tutti noi un grande esempio di coraggio di fede e di amore ed è questo esempio che noi sersalesi abbiamo il dovere di custodire al mondo per tramandarlo alle generazioni future nella foto la copertina de «il mattino illustrato» del 18 marzo 1919 che riporta la tragedia di carmela borrelli

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anno xiii novembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 15 1859-1860 la guerra e l assurda farsa dei plebisciti la prussia intanto aveva minacciato di scendere a fianco dell austria con l intenzione di invadere la francia oltre a ciò l imperatore francese era rimasto molto scosso per le gravissime perdite subite negli scontri sanguinosi che avevano provocato circa 40000 morti e ancora era rimasto contrariato dal fatto che i soldati piemontesi erano la metà di quelli promessi ma in piemonte non si era riusciti a fare di più anche perché molti benestanti si erano adoperati per evitare ai figli e alla servitù di andare in guerra pagando per le esenzioni dal servizio militare inoltre come era già successo nella guerra del 1848-49 nell esercito piemontese mancavano ufficiali armi vestiario mezzi di trasporto carte topografiche c era disorganizzazione nei rifornimenti alimentari e pochissimi medici tutte queste carenze erano imputabili al cavour che non si era preoccupato di studiare un piano adeguato con l armistizio di villafranca i due imperatori francesco giuseppe e napoleone decisero di porre fine alle ostilità stabilendo fra l altro che si sarebbe dovuta creare una confederazione tra gli stati italiani il piemonte non avrebbe dovuto annettersi né modena né parma mentre la lombardia sarebbe stata ceduta a napoleone e da questi girata ai piemontesi formula volutamente richiesta dagli austriaci per umiliare il piemonte napoleone avrebbe rinunciato a nizza e alla savoia ma non al rimborso delle spese di guerra cavour appresi i termini dell armistizio andò su tutte le furie fu colto da uno dei suoi violenti attacchi di collera e si dimise dalla guida del governo in quell occasione john daniel il rappresentante degli stati uniti riferendosi al cavour ebbe a dire per quanto scaltro sagace privo di scrupoli e temerario egli è stato usato messo nel sacco giocato e strumentalizzato da qualcuno di lui più scaltro più temerario con ancor meno scrupoli e dotato di un intelligenza di gran lunga più profonda si gridò al tradimento di napoleone ma in realtà erano stati i piemontesi a tradire nei mesi successivi la situazione rimase assai confusa mentre in inghilterra andò maturando l idea di favorire in italia la formazione di uno stato più grande allo scopo di arginare il potere della francia ciò non impedì tuttavia un avvicinamento tra inglesi e francesi il cavour rimase fuori del governo per sei mesi ritornò il 20 gennaio 1860 dopo che il rappresentante inglese james hudson obbligò vittorio emanuele a richiamarlo ma già nel mese di dicembre napoleone era ritornato sull idea di venire in possesso di nizza e della savoia e aveva manifestato la sua disponibilità a trattare l affare ritornato quindi alla guida del governo il cavour si mise subito all opera per imbastire con l imperatore francese i termini della trattativa risultato nizza e savoia sarebbero state cedute alla francia i ducati sarebbero stati annessi al piemonte ma cessioni e annessioni sarebbero dovuti avvenire mediante plebisciti come richiesto da inghilterra e francia un piemonte totalmente asservito non poteva scontentare i suoi santi protettori così si organizzarono i finti plebisciti che si possono annoverare tra le grandi opere dei cosiddetti patrioti liberali e massoni essi furono fissati l 11 e 12 marzo per la toscana e l emilia il 15 e il 22 aprile per nizza e la savoia sulla facilità di orientare il voto della popolazione si era avuta prova già nel 1848 con carlo alberto quando costui aveva cercato precipitosamente di impadronirsi dei ducati emiliani ricorrendo proprio ai plebisciti e quindi opportuno soffermarsi sull argomento per comprendere a quali e a quanti sotterfugi ricorsero costoro per garantirsi i risultati clamorosi con i quali finsero di dare una parvenza di legittimità alle loro usurpazioni la società nazionale già utilizzata dal cavour per altre azioni fraudolenti contribuì a organizzare le operazioni che dovettero svolgersi secondo precise disposizioni 1 poterono votare solo i maschi maggiorenni esclusi gli analfabeti e i nullatenenti 2 i votanti vennero condotti ai seggi per classi studenti contadini proprietari ecc con bande musicali e distribuzione di vino 3 le due urne ben distinte per il si e per il no dovettero rimanere sotto l occhio vigile e minaccioso dei fautori unitari 4 il voto dovette essere palese 5 con il si fu d obbligo accettare in blocco l annessione il re vittorio emanuele e lo statuto il no fu per un vago regno separato 6 la propaganda per il no dovette rimanere sotto la scure della censura inoltre le schede per il si abbondarono quelle per il no furono insufficienti i votanti furono indotti al si con la corruzione le seconda parte minacce la propaganda politica ed elettorale polizia e soldati furono presenti ai seggi il voto non fu quindi libera espressione vi furono poi casi in cui le schede del si deposte nelle urne superarono il numero dei votanti poiché alla fine del turno elettorale gli addetti provvidero a infilare nelle urne le schede per il si rimaste inutilizzate prima dei plebisciti cavour aveva assicurato ai ducati il mantenimento dell autonomia cosa che poi naturalmente non avvenne completamente assurdo fu poi il voto a nizza e nella savoia si verificò infatti che mentre gli italiani di queste località scapparono da vittorio emanuele verso la francia gli italiani dei ducati corsero verso vittorio emanuele il passaggio di nizza e della savoia alla francia tuttavia scontentò i piemontesi per cui già nella mente del guerrafondaio cavour cominciò a fare capolino l idea di scatenare un altro conflitto contro la francia per tentare di riprendersi quei territori persi con il plebiscito l esito delle votazioni era comunque scontato infatti a bologna già prima che si svolgessero i plebisciti circolavano monete con l effigie di vittorio emanuele e cavour aveva già dato disposizioni per invitare i futuri deputati di quelle regioni alla prima seduta del parlamento subalpino per la lombardia i piemontesi decisero di non andare al voto poiché ritennero valido dopo 12 anni l esito favorevole del plebiscito che carlo alberto aveva indetto nel 1848 benché gli inglesi avessero simpatia per la monarchia sabauda un osservatore inglese non poté fare a meno di qualificare come assurda farsa quei plebisciti insomma una minoranza irrisoria di liberali capeggiata dal cavour barcamenandosi tra francia e inghilterra ricorrendo a sotterfugi di vario genere spinta dal proprio tornaconto riuscì a imporre la sua volontà strumentalizzando le masse e ammantandosi di patriottismo terminata questa fase che portò al raddoppio del regno di sardegna i piemontesi ne aprirono un altra con la quale causarono la rovina del regno delle due sicilie e la fine della dinastia dei borbone di napoli ma chi erano i borbone 20-continua

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