IL PETILINO - SETTEMBRE 2010

 

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anno xiii settembre 2010 www.petilino.it t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino direzione e amm onlus t.a.t cal via paternise 2 88837 petilia policastro tel 339/8129868 poste italiane spedizione in a.p tabella d aut.ne dco/dc cz/224/2002 valida dal 07/05/2002 1,50 periodico di notizie cultura politica e tradizioni jamu all ascuntu da santa spina ecco l invito che l associazione dei petilini a genova fa a tutti i policastresi che vivono nel nord italia per la prima volta la sacra reliquia che si venera nell omonima località di petilia policastro uscirà dalla sua abituale dimora e andrà a far visita ai suoi fedeli che per vari motivi sono costretti a vivere lontano dal proprio paese il 15 16 e 17 ottobre l appuntamento è a genova per salutare la spina che trafisse il capo di nostro signore gesù cristo a pag 3 presentato il docufilm sulla sacra spina tavola parata i briganti vi consumavano i loro pasti fugaci accolto con favore e commozione da numeroso pubblico il corto che racconta la storia dell arrivo della sacra spina nell omonima località di petilia policastro a pag 6 riceviamo dall avv rosa fico vedova di giovambattista carvelli una appassionata lettera aperta al presidente giorgio napolitano a pag 2 michele belcastro a pag 12 sosteneteci leggi a pag 2 attenzione e cambiato il numero del conto corrente postale nuovo numero iban a pag 15 96272752 it 42 b 07601 04400 000096272752 loc taglio tel 0962.433077 339.6380787 petilia policastro kr

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pagina 2 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii settembre 2010 lettera aperta al presidente della repubblica on.giorgio napolitano riceviamo e pubblichiamo la lettera dell avv rosa fico vedova di giovambattista carvelli che era di origini petiline in quanto figlio degli insegnanti gino carvelli e marisa laudano che anni addietro si erano trasferiti a crotone il povero giovambattista era impiegato all automobil club di crotone gentile presidente le scrivo da crotone ridente cittadina della calabria tanto bella quanto martoriata sono la vedova di giovambattista carvelli deceduto a soli 44 anni in data 30 luglio 2007 per colpa medica lasciandomi con due bimbi rispettivamente di 4 anni il primo e di soli 9 mesi il secondo in data 4 febbraio 2010 è stata depositata dal gip l ordinanza di imputazione coatta per due medici per un terzo medico c era già dal 2008 la richiesta di rinvio a giudizio per un quarto medico coinvolto e per l infermiere triagista che al dolore toracico acuto non traumatico ha assegnato il codice verde non si sono neppure aperte le indagini sebbene richieste da parte offesa l ordinanza di imputazione coatta del 4 febbraio u.s è l ultimo aggiornamento giudiziario che ho mentre ancora aspetto la comunicazione circa la data dell udienza preliminare intanto la mia vita è atrocemente devastata le scrivo perché se una sentenza che mettesse in luce le responsabilità di chi non ha neanche guardato in faccia mio marito già bluastro ed ha solo disposto ecg e prelievi senza visitare non basterebbe a colmare il vuoto che egli ha lasciato nel mio quotidiano in quello dei miei figli e di mia suocera e nella vita di quanti gli hanno voluto bene pur tuttavia segnerebbe un paletto contro una palese tracotante ingiustizia e censurerebbe condotte illecite che potrebbero specie se non punite ripetersi nuovamente nel futuro a danno di altri malcapitati coi costi sociali enormi di altri orfani ed altre vedove nella vicenda di mio marito molto si gioca sulla negligente lettura del primo di soli due ecg effettuati e sull omissione completa di anamnesi ed esame obiettivo a partire dal primo di 4 cardiologi a cominciare dal diniego di una procuratrice cui è stato assegnato il caso giudiziario a ricevermi a colloquio a differenza dei suoi colleghi che ringrazio pubblicamente perfidie che hanno lasciato il segno sulla mia pelle a cui reagisco quotidianamente con l aiuto della fede che mi fa vedere il positivo anche dove non sembrerebbe che ci sia inducendomi a tesorizzare le energie e raccogliere successi lavorativi anche avventurandomi in nuove competenze sentimenti conflittuali presidente le dicevo con ineluttabile perdita di qualità della vita doppia conflittuale lettura che avrebbe anche un eventuale e sperata sentenza definitiva di condanna a cui miro di arrivare prima della fortemente temuta prescrizione prevista per il 30 gennaio 2015 salvo parentesi sospensive doppia lettura presidente nonostante la quale non posso non valorizzare che sia fatta giustizia per giovanni altrimenti è come se me lo ammazzassero una seconda volta malasanità e denegata giustizia ed una tardata giustizia è già una giustizia parzialmente negata a me non interessa tenere in piedi un procedimento ai soli effetti civili per fatti di reato la sanzione giusta è soprattutto quella penale primum non nocere è il fondamentale paletto deontologico per ogni medico e quando non si dà valore alla vita umana con grossolane negligenze anche a fini rieducativi di costoro la sanzione adeguata è in primis quella penale per questo presidente la supplico mi aiuti a scongiurare la prescrizione che andando così le cose se non si fa nulla per impedirlo certamente si compirà visto che a più di tre anni dall evento ancora non c è stata un udienza preliminare e le indagini sono state fortemente lacunose con osservanza rosa fico carvelli che si sono avvicendati nella mala gestio nessuno dei cardiologi coinvolti ha rilevato sin dal primo ecg l incipiente ischemia poi sfociata in infarto letale tornato a casa con diagnosi di algia intercostale ed avendo di prescrizione terapeutica solo fans al bisogno in epoca significativamente posteriore dopo molte ore dal ritorno a casa senza alcuna terapia adeguata l evento sopraggiungeva ed io ritrovandolo ne rivivo ancora l orrore e una triste vicenda che molti vogliono dimenticare mentre io i miei bambini e mia suocera ne saremo per sempre segnati assorbendone quotidianamente le conseguenze con danni incalcolabili ogni progresso dei bambini ha in me una duplice reazione iniziale sorprendente compiacimento ed improvvisa angosciante cupezza così è stato quando da lì a breve dall evento pochi giorni dopo il piccolo ha cominciato a gattonare così è stato col grandicello quando l ho scoperto talentuoso nel cantare e recitare o con i primi 10 a scuola così è ogni volta che raccolgo consensi e soddisfazioni sul lavoro dopo che lottando contro un periodo di primo netto peggioramento della mia capacità concorrenziale lavorativa ho cominciato a reagire capendo che dovevo lottare come una leonessa per evitare di apparire debole evitare di aprire brecce alle ineludibili perfidie che ho affrontato stranamente diabolicamente tutte al femminile queste perfidie scoprire per caso il passato spett/le redazione il petilino la storia che sto per raccontarvi la considero meravigliosa il mio nome buzzi pasquale il cantiere di sofome nato a petilia policastro il 07 04 47 alcuni giorni fa ad un mio vicino di casa arrivano due libri dal titolo gariglione e la dove svetta il gariglione di orsola marazzo mia moglie si reca a casa della mia vicina vede sul tavolo i libri e la signora dice che sono arrivati al figlio in regalo incuriosita ed essendo un amante di lettura incomincia a sfogliarli e in quelle pagine esiste una spaccato di vita che mi appartiene la fotografia di mio padre albino capo officina della so:fo:me tante foto di personaggi cognomi e nomi conosciuti la casetta dove dimorava la mia famiglia che non ho mai dimenticato e mi rimandano indietro nel tempo della fanciullezza tutto questo grazie alla sig.ra orsola che ha saputo assemblare con pazienza certosina tutti i tasselli di vita il 22 luglio dopo tante ricerche sono riuscito a mettermi in contatto telefonico con la sig.ra marrazzo ed è stato emozionante parlare del passato.

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anno xiii settembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 3 un invito a tutti i petilini emigrati nelle regioni del nord jamu all ascuntu da jamu all ascuntu da santa spina questo il titolo che l associazione dei petilini a genova ha dato ad un evento unico nella storia della sacra reliquia che si venera nell omonima località di petilia policastro il rettore del convento don giuseppe marra accogliendo l invito dei petilini a genova e interpellata la curia arcivescovile di crotone ha deciso di portare la reliquia della corona di gesù in visita ai petilini che vivono lontano dalla propria terra nei giorni 15 16 e 17 ottobre 2010 l annuncio è stato dato nei giorni scorsi dal presidente dell associazione petilini a genova domenico elia e da don giuseppe marra i quali hanno voluto esprimere in tre punti le motivazioni che hanno portato a realizzare questo importante evento 1 gli emigrati normalmente vivono i legami con la propria terra con una profonda nostalgia aggrappandosi in qualche modo agli elementi folcloristici della propria terra 2 un sano legame con la propria comunità madre esige relazioni che interessano le radici più profonde della comunità stessa che sono quelle spirituali e sociali 3 la visita della s spina a genova offre ai petilini che vivono in quella regione e nelle regioni viciniori l opportunità di venire a contatto con le radici della propria comunità madre e costituisce una occasione per esprimere e rafforzare i legami spirituali e sociali con il proprio paese nel progetto è stata coinvolta anche l amministrazione comunale che ha assicurato la sua presenza e non si esclude anche la presenza di esponenti della giunta provinciale mentre per quanto riguar santa spina la sacra reliquia sarà a genova nei giorni 15 16 e 17 ottobre 2010 da l aspetto religioso pare che all evento possa partecipare anche il cardinale bagnasco vescovo di genova qui di seguito riportiamo una prima bozza di programma della visita avvertendo che eventuali variazioni e precisazioni saranno comunicate per tempo sia dall associazione genovese e sia dalle pagine del nostro sito web www.petilino.it venerdi 15 ottobre 2010 ore 16,00 accoglienza della s spina nella chiesa ore 19,00 incontro con l amministrazione comunità civile e la parrocchia comunità religiosa a seguire l ostensorio che contiene la sacra reliquia visione del docufilm scritto e diretto da masiore 17,00 saluto alla s spina no medaglia dionisio sacco e la dal momento dell arrivo sacra spina di policastro recene fino alla conclusione della visita temente presentato presso il conla santa spina sarà esposta nella vento della santa spina a petilia chiesa per l adorazione da parte sabato 16 ottobre 2010 dei fedeli ore 16,00 incontro con la comunità petilina di prato ore 19,30 rappresentazione della commedia in vernacolo petilino a bona maritata senza socera e canata fa un buon matrimonio chi non ha né suocera né cognata a cura della pro loco perseo di petilia policastro con testo in vernacolo scritto da giacinto carvelli presidente della stessa proloco domenica 17 ottobre 2010 ore 11,00 evento conclusivocon celebrazione della s messa ore 13,00 momento conviviale offerto dalla comunità petilina a genova don giuseppe marra il campanile del convento domenico elia

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pagina 4 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii settembre 2010 vandali in azione sull acquedotto giordano la mattina del 16 agosto scorso una brutta sorpresa ha trovato chi si era recato ad attingere l acqua presso le fontane pubbliche che sono collegate all acquedotto giordano nei recipienti erano ben visibili molte immondizie che galleggiavano nell acqua della cosa venivano allertati gli uffici comunali che immediatamente davano disposizioni agli operai di verificare la condotta e scoprire la causa dell inconveniente una prima ricognizione sulla rete nelle immediate vicinanze del paese non dava alcun esito di rottura o altro e gli operai provvedevano a svuotare la condotta nella convinzione che l evento fosse da addebitare ad un caso fortuito in serata venivano fatti alcuni prelievi e l acqua sembrava pulita l indomani mattina però l inconveniente si ripresentava e dopo nuove verifiche che non portavano ad alcun risultato il sindaco disponeva la chiusura delle fontane e la verifica di tutta la condotta fino alle sorgenti i nuovi controlli fatti nella nostra montagna evidenziavano le cause della contaminazione dell acqua infatti in una parte impervia tra le località musco e principe veniva riscontrato che da un pozzetto dell acquedotto erano state trafugate le cornici in pietra della porta lasciando quindi senza alcuna protezione l entrata del manufatto e le pietre lavorate che formavano una cornice sul tetto dello stesso pozzetto un altro pozzetto in località piliddru era stato aperto e le vasche di decantazione dell acqua dopo essere state ripiene di pietre erano state usate come frigorifero durante la giornata di ferragosto determinando così il mescolamento di tutti i residui di terra e di sporcizia con l acqua di tutto questo il dirigente dell ufficio tecnico ing antonio urso sporgeva denuncia contro ignoti presso la locale stazione dei carabinieri e disponeva l immediato ripristino dei due pozzetti mediante lavori di pulizia delle vasche e di ripristino delle porte d ingresso oltre alla pulizia e controllo di tutti gli altri pozzetti fino alle sorgenti tali lavori si sono protratti per circa dieci giorni e dopo l esito negativo delle analisi disposte per sicurezza il 31 agosto dalle fontane è tornata a scorrere acqua pulita la mancanza dell acqua dell acquedotto in questione è stata sofferta dalla popolazione tutta che ormai usa le fontane quotidianamente per rifornirsi di acqua per bere e alcuni anche per cucinare in quanto priva di cloro nell avviso di apertura delle fontane il sindaco dionigi fera ha stigmatizzato gli atti vandalici che hanno prodotto i gravi danni all acquedotto e provocato grandi disagi alla popolazione ed ha invitato tutti i cittadini a vigilare insieme all amministrazione comunale affinché tali vili gesti non abbiano più a ripetersi per aver osservato le misure di sicurezza premiati lavoratori petilini quattro operai petilini sono stati premiati come virtosi nell ambito del progetto di implementazione della sicurezza sul lavoro nei cantieri della variante di valico versante emiliano di autostrade per l italia dei 65 lavoratori che riceveranno un premio in denaro anche 4 petilini attilio stumpo che lavora nel lotto 5a carlo cardamone leonardo venturino e mario fragale impegnati nella galleria di base l iniziativa che ha visto premiare i lavoratori in questione è stata condivisa con istituzioni enti sindacati e imprese nell ambito del tavolo per la sicurezza nei cantieri della variante di valico istituito dalla provincia di bologna che ha anche ottenuto il plauso del quirinale e del ministro del lavoro il lavoratore ha sempre osservato le misure di prevenzione e protezione previste nel piano operativo di sicurezza non ha mai ricevuto richiami ha frequentato i corsi di sicurezza e mostra spirito collaborativo per migliorare la sicurezza in cantiere oppure il lavoratore ha sempre collaborato attivamente nella segnalazione dei malfunzionamenti e delle necessità di manutenzione dei mezzi d opera impiegati nelle lavorazioni mostrando un ottimo spirito collaborativo sono queste si legge in una nota di autostrade alcune delle motivazioni che hanno consentito a 65 operai di essere oggi protagonisti della propria sicurezza sul lavoro e di quella dei compagni c è sempre stata una folta comunità di lavoratori petilini addetti al lavoro soprattutto nelle gallerie dove hanno sempre dimostrato una grande professionalità riconosciuta con questo premio anche dalla società per cui lavorano autostrade continua la nota ha voluto avviare sin da subito la premiazione ad personam dei casi di comportamento virtuoso esaminati e verbalizzati dalle commissioni sicurezza seguiranno altri ancora individuali e quelli particolarmente significativi per le migliori squadre una delle fontane che portano l acqua dell acquedotto giordano

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anno xiii settembre 2010 riceviamo e pubblichiamo t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 5 quando redazione buongiorno in questi giorni su tutti i quotidiani del paese italia si parla e sparla dei calabresi io che sono di origine petilina perchè nato a milano da genitori petilini non ci sto e racconto in questo articolo la mia piccola opinione tornerò indietro ai miei ricordi rivolgendo il pensiero agli sviluppi presenti ero in calabria mi recavo laggiù quasi tutte le volte di agosto e con grande entusiasmo molti sono gli amici che ricordo e molti che non vedo più l emigrazione dalla calabria è sempre stata massiccia a causa del poco lavoro e della poca predisposizione allo sviluppo economico e industriale le ragioni sono chiare la criminalità organizzata si comporta da lupo come con l agnello e direi pure da pastore guidando il gregge a suo piacimento l erba si trova sempre dietro i cancelli del potere ricordo che a quel tempo circa quindici anni fa molti capo famiglia e picciotti padroneggiavano in paese con il loro modo altezzoso e con le loro auto di lusso mostrandosi come gran signori in cerca di rispetto agli inizi degl anni novanta non era semplice comprendere per i ragazzi bravi del posto la criminalità anzi spesso veniva vista come cura ai loro disagi non rendendosi conto che in realtà era la loro malattia a quel tempo solitamente ci ritrovavamo con gli amici alla gelateria del castello denominato così come la gran parte dei corsi di paese nel sud all epoca eravamo un gran bel gruppo di amici composto dai molti ragazzi del posto e da tanti di noi che eravamo vacanzieri e figli della vecchia generazione d immigrati che si recava al paese d origine per le vacanze ricordo con piacere le nostre discussioni che spesso sfociavano nel determinare i propri sogni e tanti di loro quelli del paese sognavano le città del nord di quel che ho più memoria è la loro straordinaria serenità e simpatia direi quasi di tutti quel che però non comprendevo era come mitizzassero i boss tutti sapevano chi erano ma la paura di mancargli di rispetto era molto alta ricordo che quando passavano in auto o a piedi i miei compagni li salutavano i mafiosi erano eroi li rendeva apatici era sempre in agguato e ahimè molto presente questo motivo spingeva e spinge molti calabresi ad emigrare la mancanza di un lavoro fisso e ben pagato oggi direi la seria mancanza del lavoro in sé non si produce non si crea economia non si investe né per il presente e né per il futuro non ci sono soldi eppure quegl eroi si figuravano e si figurano come promotori e motori dell economia ma se ci si reca oggi in paese si vede proprio come un antica borgata è stata ridotta ad un ammasso di rossi mattoni costruendo case mai finite e demolendo e distruggendo tutto quello che era antico e storico per far posto ai nuovi mostri odierni figli della criminalità e dell ignoranza di taluni anzi di molti politici che hanno negl anni amministrato forse figli dell ndrangheta o forse semplicemente minacciati di morte dagli stessi criminali quivi raggiungendo il fulcro del discorso verrei ai giorni d oggi due anni fa sono tornato dopo molto tempo in quel paese una splendida acropoli situata a trenta minuti dal mare e a venti dalla bassa sila non c è più spettacolo da guardare non c è più eroe da mitizzare c è solo tanta rabbia per un paese andato in malora distrutto alle radici privato della sua storia e del suo futuro privato ahimè dei suoi giovani quasi tutti andati via non odo più il sussurro echeggiante degl adulatori che a capo chino acclamavano i padroni non vedo più giovani sorridere ai lupi non sento più il pastore richiamare il gregge dietro i cancelli oscuri dell impotenza oggi ascolto i giovani ribellarsi ai criminali vedo il capo che si gira al passaggio del don e sento voci di disprezzo per coloro che finti medici hanno in verità portato alla malattia la calabria che badate sta risorgendo grazie alla maggior parte dei calabresi che sono gente per bene e civile quel paese era ed è petilia policastro non più splendido paese in provincia di crotone ma abitato da splendida e civile gente che sono la maggiore espressione di orgoglio per chi come me è di origine calabrese quel paese ha voglia di ribellarsi a chi fa d un erba un fascio quel paese è pieno di ottima semina da coltivare per il futuro un saluto salvatore carvelli http wwwscriptamament.blo gspot.com con distanza certo ma pure con orgoglio quell orgoglio caratterizzato dalla conoscenza di un eroe o di una persona importante ecco questo credo essi erano visti come persone utili e importanti e questo certo non per colpa loro e nemmeno direi dei genitori ma per causa degli stessi criminali che come prima detto si ponevano come medici del loro degrado ehi salvo guarda mi dicevano al loro passaggio sai quello è don tizio guarda quello è don caio e c è anche sempronio quello è il suo braccio destro e così via davvero io non comprendevo ero lontano da quella logica ma non m inquietavo perché capivo fiocco azzurro che per loro era come guardare uno spettacolo per loro non era realtà può sembrare sciocco ma davvero non si rendevano conto quelli dell ndrangheta erano quasi dei miti perché sapevano convivere con le persone del posto mostravano la loro potenza con il lusso e non comportandosi da guappi arroganti la propria arroganza la mostravano nei loro affari sporchi e verso chi gli andava contro altro fattore importante è come quei giovani venissero sfruttati sia economicamente che moralmente ricordo che alcuni di loro lavoravano presso i mastri o in locali quali pizzerie o bar chi lavorava nel settore edile era più impegnato e remunerato ma erano in pochi lavoravano due talvolta tre giorni a settimana e la paga era davvero esigua la noia quella che i nonni salvatore ed ida danno un bacione di benvenuto al loro primo nipotino salvatore iacopo cardamone nato a genova il 14 giugno 2010 un abbraccio anche a mamma e papà auguri da parte d ella redazione de il petilino

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pagina 6 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii settembre 2010 presentato il docufilm dionisio sacco e la sacra spina di policastro sato crotonese il 20 agosto nella sala dell ex refettorio del convento il docufilm è stato presentato alle autorità civili e religiose intervenute prima della proiezione il prof tito olivieri ha tracciato un quadro tecnico ed estetico del cortometraggio mentre don serafino parisi ne ha evidenziato le peculiarità religiose e teologiche mettendo in parallelo le storie dei tre simboli sacri presenti nella nostra zona che formano il così detto triangolo di sangue il crocifisso di cutro l ecce homo di mesoraca e la sacra spina di petilia policastro masino medaglia in un breve intervento ha ringraziato la curia e la comunità montana zio marturano e che ora per l occasione ha ristampato sono anche intervenuti per portare il proprio saluto il prof titta scalise l ex presidente della comunità montana salvafessionista paolo fiorino racconta la storia di come la sacra spina proveniente dalla corona che cinse la testa di gesù cristo durante la sua passione è giunta a policastro nel 1523 portata da il 20 e il 21 agosto scorsi i muri del convento della santa spina hanno rivissuto l avventurosa storia dell arrivo della sacra spina a petilia policastro attraverso la proiezione della prima del docufilm dionisio sacco e la sacra spina di policastro sceneggiato e diretto da una veduta della sala dionigi fera tito olivieri masino medaglia e don serafino parisi masino medaglia commissionato dalla curia arcivrscovile di crotone e finanziato dalla comunità montana dell alto marche don serafino parisi per avergli dato la possibilità di cimentarsi in questa nuova avventura e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell importante documento anche con grande sacrificio e dedizione un ringraziamento speciale ha voluto riservare all operatore del film il sersalese giovanni folino il quale ha messo a disposizione tutta la sua attrezzatura e competenza per realizzare un piccolo capolavoro e al maestro luigi benincasa di san giovanni in fiore che ha curato le musiche originali il prof carmine medaglia ha omaggiato la platea con un opuscoletto sulla storia della sacra spina che egli stesso aveva curato negli anni sessanta e che era stato pubblicato da padre venan tore carvelli e il sindaco di petilia policastro dionigi fera erano presenti i sindaci mario scavelli di cotronei e armando foresta di mesoraca l assessore alla cultura di crotone silvano cavarretta e i sacerdoti don arnaldo mauro don edoardo scordio padre salvatore cimino e don giuseppe marra che è l attuale rettore del santuario il film girato tra petilia mesoraca santa severina e altri luoghi della nostra zona con attori anch essi del luogo e con la sola eccezione dell attore pro padre dionisio albo dopo che la regina giovanna di valois la regalò al frate di origini policastresi dionisio sacco si sofferma poi sui 50 anni durante i quali la reliquia fu venerata dalla popolazione di tutto il marchesato per poi raccontare l avvincente processo condotto dall arcivescovo sartorio che sancì la venerazione della sacra spina come santa reliquia dopo che la stessa superò la medioevale prova del fuoco per tre volte la spina gettata in un braciere ardente miracolosamente ritornò nel calice che la conteneva un lungo e caloroso applauso ha salutato la conclusione del filmato che ha commosso tutti i presenti e la serata è stata conclusa con un ricco buffet offerto dall amministrazione comunale la stessa commozione ha colpito il numeroso pubblico presente il giorno successivo 21 agosto quando il film è stato proiettato su uno schermo gigante nel piazzale antistante il convento applausi e complimenti sono stati rivolti a masino medaglia e a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione del docufilm carmine medaglia

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anno xiii settembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 7 commemorato il sacrificio di mamma giuseppina di antonio lechiara racconto fantastico la fiaba mentre leggevo un libro una sera prima di dormire stavo leggendo un libro di fantascienza che parlava di un satellite artificiale attaccato dagli alieni e della lotta dei terrestri per scacciarli era molto interessante e anche se ero stanco non smisi di leggere benché bastasse il buio di un secondo per addormentarmi all istante ad un tratto tutto il paese fu investito da un corto circuito che provocò un black-out e anche non volendo mi arresi al durissimo attacco del sonno dopo aver chiuso gli occhi mi ritrovai nelle vesti di un soldato con la divisa di un militare delle forze mondiali aerospaziali davanti a me notai una porta e all interno della stanza si discuteva di un satellite installato dalla cia per le intercettazioni che era stato attaccato dagli alieni e di chi sarebbe andato nello spazio per farli fuggire si stabilì che sarebbe andato chi avesse superato una durissima prova decisi di allontanarmi e fare amicizia con qualcuno con la scusa di essere un nuovo arrivato poco dopo io e i miei nuovi amici venimmo convocati in una speciale palestra da un comandante che portava sulla divisa decine di medaglie spiegò del problema degli alieni e fece sottoporre tutti ad una prova consisteva nel fare boxe a testa in giù immersi in parte in acqua per tre giorni cominciai anche io la prova e notai molti miei compagni che si arrendevano e si facevano staccare dal soffitto io non mi arresi e restai solo fino alla fine dopo i tre fatidici giorni fui portato tra gli applausi nella sala da dove sarei partito per lo spazio mentre ancora non mi ero ripreso dalla fatica poche ore dopo salii sulla navicella e partii passati alcuni minuti dalla partenza ero già tra milioni di stelle e vicino alla mia cabina di pilotaggio vedevo la terra girai intorno ad essa e trovai il satellite interessato lungo esso si tendeva un cavo laser per l assorbimento dei dati collegato ad una navicella estranea che se avesse completato l operazione avrebbe mandato in tilt tutti i servizi segreti mondiali indossai la tuta e uscii vidi che il cavo laser era elettrico quindi disattivabile con dell acqua lo feci e tornai sulla terra da vittorioso eroe e venni accolto con una gran festa ad un tratto mi svegliai era mattina e il sole splendeva padre giuseppe maria giordano con i testimoni oculari sicilia e belcastro il 31 agosto scorso si è rinnovato il pellegrinaggio presso la località mamma giuseppina per rendere omaggio al nobile gesto che giuseppina carvelli nel lontano 1 settembre 1947 mise in atto per cercare di salvare la figlioletta dalle fiamme che avevano invaso la tenda che le ospitava trovando invece tutt e due la morte l evento organizzato dalla legambiente di petilia con la collaborazione dell associazione amanita cesarea e del corpo forestale dello stato ha visto la partecipazione di numerosi cittadini di petilia e di pagliarelle che si sono ritrovati a principe e poi hanno proseguito verso la località dove avvenne la tragedia raggiunta la meta,non senza qualche difficoltà a causa delle brutte condizioni della strada i partecipanti hanno assistito ad una breve preghiera officiata da padre giuseppe maria giordano e ai commossi racconti di due testimoni oculari il sig sicilia di pagliarelle e michele belcastro il nostro collaboratore di cui abbiamo pubblicato un articolo in merito nel numero precedente del nostro giornale hanno preso la parola per illustrare le motivazioni della commemorazione il presidente di legambiente luigi concio l ispettore forestale carmine scandale e il vicesindaco francesco ierardi che nell occasione ha consegnato una targa ricordo al presidente di legambiente per il contributo dato nella preparazione e nello svolgimento degli eventi dell agosto petilino 2010 il vicesindaco ierardi consegna la targa a luigi concio un gruppo di partecipanti alla manifestazione

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pagina 8 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii settembre 2010 la famiglia del brigante esattamente un anno fa in questo giornale fu pubblicata la storia del brigantaggio petilino tratta dalla monografia storica su petilia policastro di mons domenico sisca ampio spazio è stato dato alle vicissitudini del brigante rosario schipani che l autore definisce il brigante galantuomo e a quelle patite dalla sua famiglia a causa di pesanti persecuzioni da parte delle autorità militari essendo mia madre una schipani e quindi discendente di quella famiglia sono venuta in possesso di un eccezionale documento il memoriale a stampa datato 3 gennaio 1867 che gaetano schipani padre di rosario invia al parlamento italiano che da poco si era trasferito a firenze per chiedere giustizia delle persecuzioni subite dalla propria famiglia voglio portare a conoscenza dei lettori de il petilino questo memoriale dove sono minuziosamente descritte le terribili angherie subite da tutta la famiglia per il fatto che rosario schipani non si costituiva alle autorità militari ed offrire uno spaccato della vita di quel periodo considerata la lunghezza il memoriale viene proposto a puntate e ringrazio la redazione del giornale per lo spazio che mi concede maria pascuzzi sostenete il petilino questo è il forte l appello che lanciamo ai nostri lettori alla fine del dodicesimo anno dalla nostra prima uscita la sopravvivenza del nostro giornale è stata finora assicurata all insegna della precarietà sia in termini di risorse umane e sia in termini economici se da una parte a volte si stenta a far uscire il giornale per la mancanza di articoli dall altra ogni fine anno bisogna fare i conti con la mancanza di fondi per pagare le spese delle pubblicazioni alle quali spesso si fa fronte con risorse personali a volte forte è la tentazione di gettare la spugna ci fa desistere solo il grande affetto che tanti nostri emigrati ci dimostrano telefonandoci e incoraggiandoci da circa dieci anni il prezzo del giornale è fermo ad un euro nonostante l aumento dei costi tipografici e di spedizione dal prossimo gennaio pertanto ci vediamo costretti d aumentare il costo del giornale ad 1,50 e a ritoccare il contributo per la spedizione il nostro ringraziamento comunque va alle poche aziende che ci sostengono con la pubblicità e ai pochi sostenitori che ci inviano un contributo più sostanzioso senza di loro sarebbe proprio impossibile continuare la pubblicazione del giornale per questo vi diciamo sosteneteci la redazione 2 per questi fatti il capitano pubblica dimostravano un contegno bisocci fu richiamato da policastrodi violenza dall altra erano petilia e fu spedito a suo luogo il d incentivo a coloro che ad ogni capitano masera dello stesso 17mo costo sognavano la rovina della regg fant egli in prima volle essefamiglia schipani re alloggiato in casa del supplicante e così con l istinto della distrue sia che anche egli volesse dimozione un certo vincenzo pace da strare molto zelo per l adempimento petilia-policastro nominato capodella sua missione e sia pure che squadriglia nel 17 novembre del avesse sventuratamente anche subita l influenza del berlingieri ad ogni costo voleva la presentazione del delinquente e allorché passò qualche tempo arrestava il figlio minore di nome alfonso il quale fu tradotto nelle prigioni di co-trone e senza alcuna procedura fu tenuto sepolto per tre mesi È da osservarsi che la mancata fede del capitano bisocci se ha istigato il delinquente verso gli agenti del governo ha rotto ogni legame fra lui e l afflitto firenze capitale apertura parlamento italiano padre poiché da quel giorno non 1862 si recò in un fondo olivetato di fu riguardato dal figlio rosario che proprietà dell esponente e dopo quale traditore un padre traditore avere arrestato il guardiano ha proiultime parole del fuggiasco rosabito con le più acerbe minacce alle rio posero il colmo alle sue sciagupersone di servizio che raccogliesre egli allora non ebbe più in vista sero le ulive tanto che per dieci giorche a fuggire dal paese natio ni di seguito il ricolto fu fatto segno abbandonando tutte le sue sostanze della ingordigia del pubblico volgo per recarsi ad abitare luogo meno trie ciò sarebbe tuttavia più continuato sto e almeno più sicuro e in questo se non fosse intervenuta l autorità modo per potere allontanare ancora del prefetto sigismondi il quale tutte quelle vessazioni contro la sua energicamente impedì il totale sacfamiglia desolatissima cheggio pure il danno ascese a l difatti verso il 23 novembre del 6000 1861 si recava l esponente con tutti i non paghi di tutto questo i nemisuoi ad abitare in catanzaro e prima ci dello schipani uniti al capo della tutto si presentava innanzi al deleguardia nazionale di petilia policagato della pubblica sicurezza stro uomo che nutriva antichi livori dichiarando che non poteva essere contro di lui in mille modi intimoripiù relazione fra lui ed il figlio fugrono i cittadini di petilia facendoli giasco e che in ogni eventualità non sottoscrivere una petizione al prevoleva più corrispondenza di sorta fetto acciò lo avesse forzato di andaegli inoltre invocava la protezione re ad abitare nel paese natìo dapdella legge per sé e per tutti di sua prima il prefetto cedendo a tale petifamiglia con tale atto dimostrava zione lo consigliava a ritirarsi ma che una sciagura lo sforzava a dovevedendo che questi si rifiutava ce lo re soffogare tutti gli affetti di padre ingiunse per ordine fu allora che il l infelice con ciò si lusingava che supplicante si pose in fuga per evitanella sua cadente età di circa 80 re qualche tranello macchinato dai anni avrebbe almeno trascinati gli suoi nemici e in fatti pare che un triultimi giorni angosciosi in un triste sto disegno si era ordito contro di lui abbandono ma non fu così mentre se fosse andato ad abitare in propria se da una parte gli agenti della forza patria perché colà i suoi nemici avevano tutti i pretesti per poterlo trascinare in qualche sanguinosa tragedia e ciò è tanto probabile quando si riflette che in petilia vi era il capitano begotti il quale poco dopo pubblicava il proclama del 31 marzo 1862 e fucilava quattro individui pel sospetto di avere somministrato viveri ai briganti non ostante la sua latitanza poco dopo fu richiamato e benché assicurato dalle autorità di nulla dovere soffrire fu esiliato con tutta la famiglia in tiriolo per tre mesi di seguito intanto i persecutori della famiglia schipani per disporre le autorità contro di lui dichiararono che nel territorio di petilia era comparsa una banda briganti capitanata dal rosario schipani sicché il maggiore schiapparelli del 57mo regg fant giunto che fu in petilia ridusse la casa dell esponente a quartiere militare facendovi alloggiare 40 soldati e di più costrinse il suo fattore a dover pagare l 40 al giorno tanto che in 15 giorni dovè pagare la somma di l 600 a questi danni anche i briganti ne aggiunsero degli altri poiché le bande dei briganti spinelli e pane di grano imponevano al supplicante una taglia di l 2550 e perché rifiutatosi a pagarla gli uccisero undici bovi di lavoro e altri ne ferirono cagionandogli il danno di l.4000 È necessità a sottoporre alla vostra sagacia o signori che appena un autorità veniva in calabria i nemici dello schipani cercavano tutti i mezzi onde prevenirla a suo sfavore acciocché potessero totalmente perderlo signori la morte del barone berlingieri esigeva un ecatombe di vittime una vendetta crudele implacabile contro tutta la famiglia schipani in una parola il totale sterminio e ciò sarebbe avvenuto se ad onore del vero non fosse intervenuta la pietà e la giustizia del prefetto sigismondi che impedì la rovina 2 continua abbonamenti ordinario 40,00 sostenitore 100,00 benemerito 200,00 l abbonamento si può sottoscrivere effettuando il versamento sul conto corrente postale sotto riportato oppure in contanti presso le edicole di petilia policastro o inviando assegno non trasferibile all indirizzo sotto riportato per i paesi europei si può utilizzare il circuito eurogiro delle poste per evitare disguidi o ritardi nella spedizione si prega di voler comunicare per posta mail o telefono gli estremi del versamento conto corrente postale n.96272752 intestato a francesco ierardi via a de gasperi 78/c 88837 petilia policastro iban it 42 b 07601 04400 000096272752 per info 0962/431115 339/8129868 mail redazione@petilino.it

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anno xiii settembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 9 terza parte nel corso del 1848 mentre il parlamento piemontese era occupato a discutere della soppressione dell ordine dei gesuiti era in atto la guerra tra carlo alberto e gli austriaci nel 1855 mentre lo stesso parlamento discuteva della soppressione degli altri ordini religiosi era in atto un altra guerra quella di crimea questo conflitto per quanto estraneo e lontano dall italia fu l occasione che il cavour aspettava era iniziato nel 1853 per la pretesa dello zar nicola i di esercitare una specie di protettorato sulle popolazioni cristiane dell impero ottomano con lo scopo di estendere la propria influenza nei balcani e nel mediterraneo il sultano si oppose e lo zar invase le regioni ottomane confinanti con la russia le ostilità misero in agitazione francia e inghilterra che temevano l alterazione degli equilibri allora esistenti con possibili conseguenze negative per i loro interessi economici e si schierarono a favore della turchia si venne a creare così una situazione anomala due stati cristiani francia e inghilterra si contrapponevano a uno stato pure cristiano la russia in difesa di uno stato musulmano l impero ottomano secolare nemico della cristianità francia e inghilterra pertanto scesero in campo a fianco dei turchi per costringere la russia a ritirarsi dai territori occupati la campagna stava avviandosi alla conclusione ma per il protrarsi dell assedio della città di sebastopoli in crimea dovuto alle rigide condizioni climatiche alla resistenza dei russi e alle epidemie francesi e inglesi si trovarono nella necessità di chiedere aiuto all austria e non avendolo ottenuto al regno di sardegna era l occasione attesa dal cavour che fu ben lieto di aderire alla richiesta di aiuto ma temendo un rifiuto non informò subito il parlamento questo infatti messo al corrente in un secondo tempo nonostante fosse contrario fu costretto a ratificare l impegno perché ormai era troppo tardi secondo gli accordi stipulati nel gennaio del 1855 vennero mandati in crimea 15000 sardine così gli inglesi chiamavano i soldati piemontesi e per le spese fu contratto un prestito in inghilterra il prestito fu estinto poco dopo il 1900 dal nuovo regno d italia che si ritrovò sulle spalle anche questo debito come compenso il governo piemontese ebbe la possibilità di partecipare al congresso di parigi del 1856 in crimea nell agosto del 1855 i soldati piemontesi guidati da alfonso la marmora sconfissero i russi in uno scontro nei pressi del fiume cernaia la storiografia liberale parlando di questa vittoria sostenne con enfasi che il grande valore dei soldati piemontesi aveva riscattato l onta di novara del 1849 in verità si trattò di uno scontro molto modesto con appena 14 morti dei 15000 partiti morirono poco più di 2000 soldati non per le azioni militari ma per le epidemie i rigori del clima e le malattie veneree i mezzi di comunicazione di allora magnificarono la vittoria della cernaia dando un valido aiuto al governo piemontese in crimea operò infatti l agenzia giornalistica di guglielmo stefani che era nelle grazie di cavour questi già direttore del giornale il risorgi mento con l esperienza acquisita in materia aveva capito l importanza della manipolazione e diffusione delle notizie il veneziano stefani era un amico di daniele manin aveva partecipato ai moti del 1848 a venezia poi costretto a espatriare andò a torino dove favorito come tutti gli altri immigrati trovò una sistemazione nel campo giornalistico fondò un agenzia di stampa al servizio del governo piemontese con lo scopo propagandistico di esaltare i cosiddetti patrioti risorgimentali e di demonizzare gli avversari deformando la realtà la vittoria della battaglia della cernaia era stata veramente marginale l apporto dei soldati piemontesi era stato irrisorio il cavour ne era consapevole e temeva che la partecipazione alla guerra non fosse sufficiente per avere l appoggio di napoleone iii a favore della sua politica anche se questi mostrava una certa simpatia verso le questioni italiane per i suoi trascorsi giovanili avendo partecipato ai moti insurrezionali di modena del 1831 le incertezze rimanevano con l approssimarsi del congresso di parigi urgeva escogitare qualche altro espediente in grado di fugare ogni dubbio decise allora di ricorrere all arma della seduzione femminile e affidò la missione ad una sua parente la moglie di francesco verasis conte di castiglione virginia oldoini una donna bellissima costei nel corso della sua vita ebbe molti amanti fra cui vittorio emanuele che conservava in un suo baule segreto una grande immagine della contessa nuda la oldoini accettò la proposta e partì con il marito per la missione che consisteva naturalmente nel sedurre napoleone iii e ottenere da lui un deciso sostegno alla politica del cavour così virginia nicchia per merito del ministro piemontese venne a trovarsi al centro di un grande intrigo internazionale la contessa e l imperatore cominciarono a frequentarsi e la relazione durò diverse settimane venne interrotta per la gelosia dell imperatrice eugenia ma la missione di nicchia era stata compiuta al congresso febbraio-aprile 1856 il cavour poté quindi occupare il suo posticino e parlare della situazione italiana parlò contro l austria e contro gli altri stati della penisola legati al governo austriaco intervennero poi i rappresentanti francese e inglese che si scagliarono contro lo stato pontificio e soprattutto contro il regno delle due sicilie i rapporti tra questo regno e francia e inghilterra erano andati nel frattempo deteriorandosi poiché ferdinando ii geloso del suo regno mal sopportava le ingerenze dei due stati che specialmente dopo la vittoriosa guerra di crimea pretendevano di interferire negli affari interni degli altri stati il cavour aveva tramato dietro le quinte contribuendo a creare zizzania così che nell ottobre del 1856 francia e inghilterra arrivarono al punto di richiamare da napoli i loro ambasciatori mentre la rottura con i francesi era stata determinata da atti e interferenze di quegli ultimi tempi con l inghilterra dissidi latenti esistevano già da molti anni l inghilterra esercitava attività commerciali ed economiche in sicilia aveva anzi ottenuto la possibilità dello sfrutta mento dello zolfo che in quell epoca aveva grande importanza per l industria questa materia prima fu all origine di una crisi tra borboni e inglesi pochi anni prima del 1838 anno dello scoppio della crisi ferdinando ii e la consorte maria cristina di savoia erano andati in viaggio in sicilia arrivando all interno dell isola poterono assistere al via vai di uomini e bambini che in uno stato veramente miserevole trasportavano lo zolfo dalle miniere questi sventurati colsero l occasione della presenza del sovrano per implorare maiestà aiutaci maiestà liberaci dai mister che ci affamano gli inglesi proprietari di quelle colline arsicce venivano incolpati di impiegare mezzi di sfruttamento delle miniere inadeguati e di badare soltanto ad arricchirsi egoisticamente ferdinando fortemente turbato da quelle scene pensò di porvi rimedio affidando ai francesi taix e aycard il monopolio dello zolfo dopo averlo tolto agli inglesi questi però colpiti nei loro interessi economici rifiutarono con arroganza la decisione del borbone e minacciarono una guerra contro napoli che di rimando e senza farsi minimamente intimidire rispose con minacce di rappresaglie la vertenza venne poi ricomposta con la mediazione degli altri stati europei nel 1845 furono ripristinate le condizioni originarie ma gli inglesi si ritennero offesi si posero quindi in attesa dell occasione propizia per vendicarsi di quello scomodo sovrano vendetta divenuta più urgente per l apertura del canale di suez che facilitava i commerci tra oriente e occidente ai quali gli inglesi erano fortemente interessati altro motivo di attrito era la religione i borboni erano cattolici e rispettosi del papa gli inglesi erano di religione anglicana con presenza massonica avversavano i cattolici e provavano antipatia per un monarca amico del papa gli inglesi comunque si erano fatti sentire già nel 1851 con il gladstone uomo politico e fervente anglicano egli incoraggiato dal governo di torino aveva denunciato con lettere che ebbero molta risonanza in europa il mal governo borbonico che egli tale considerava perché lo aveva dedotto da una sua ipotetica visita fatta nelle carceri napoletane quelle carceri erano luoghi più adatti all inferno che a questa terra il governo di napoli era un oltraggio alla religione alla civiltà all umanità e alla decenza ferdinando la negazione di dio così infatti diceva nelle famigerate lettere di cui era chiaro il fine di diffamare il re borbonico e gettare discredito sulla sua politica al contrario un analoga denuncia del barone george john vernon nello stesso anno contro le carceri piemontesi passò inosservata nella realtà le carceri napoletane non erano per nulla peggiori delle altre carceri europee e cosa del tutto stupefacente il gladstone quarant anni dopo dichiarò candidamente che non aveva mai visitato quelle carceri che aveva avuto solo contatti con esuli napoletani e che si era inventato tutto egli era stato quindi lo strumento di una vile macchinazione e mentre il cavour continuava a tramare dietro le quinte il mazzini continuava a ispirare azioni terroristiche e insurrezionali che si conclude vano puntualmente con fallimenti e condanne a morte che il cavour utilizzava a scopo propagandistico contro di lui moti di ispirazione mazziniana avvennero nel lombardo-veneto tra il 1851 e il 1853 in lunigiana e in valtellina tra il 1853 e il 1856 l 8 dicembre 1856 agesilao milano di s benedetto ullano cosenza cercò di assassinare ferdinando ii altro tentativo di insurrezione avvenne a genova nel giugno del 1857 poi a sapri salerno il 28 giugno 1857 il napoletano carlo pisacane e il calabrese giovanni nicotera cercarono invano di fare insorgere la popolazione in considerazione di questa serie di fallimenti a torino esuli monarchici e rivoluzionari decisero allora di costituire un fronte unitario allo scopo di raccogliere adesioni e denaro per l unificazione e la concordia nazionale l iniziativa sfociò nella creazione della società nazionale italiana nel luglio del 1857 ad opera di daniele manin giorgio pallavicino e giuseppe la farina questa società si rivolgeva alle classi medie industriali ai commercianti e ai proprietari era chiusa alle istanze degli aristocratici e delle masse il cavour era ufficialmente contrario alla società ma in segreto d accordo con essa mantenne i contatti incontrandosi quasi regolarmente di nascosto con il la farina che recandosi da lui entrava per una porticina secondaria e in ore opportune la società nazionale divenne uno strumento prezioso per organizzare cospirazioni e seminare zizzania nei vari stati a favore dei savoia malgrado i contatti con gli italianissimi però cavour nutriva maggiore fiducia nell imperatore francese per cui grande fu lo sgomento quando il 14 gennaio del 1858 a parigi un terrorista felice orsini attentò alla vita di napoleone mentre passava in carrozza con la consorte senza colpirlo ma provocando diverse vittime tra la folla l orsini che venne poi giustiziato aveva ricevuto dei finanziamenti dal cavour era un ex-mazziniano una testa calda capace di atti terroristici che il primo ministro piemontese aveva in mente di utilizzare contro i rivoluzionari e contro il sobillatore mazzini suo acerrimo nemico infatti il cavour colse subito l occasione del fallito attentato per cercare di persuadere napoleone che era lo stesso mazzini il responsabile del gesto dell orsini e che per evitare il ripetersi di queste azioni era necessario operare per la soluzione dei problemi causati dalla presenza austriaca in italia e poiché ciò non era possibile con trattative pacifiche bisognava pensare ad un azione di forza in realtà l idea di un conflitto con l austria era caldeggiata sia da napoleone sia da cavour e tra i due venne organizzato per il 20 luglio 1858 un incontro nella località termale francese di plombières-les-bains nei vosgi non lontana dal confine con la svizzera al fine di concordare un piano comune contro l impero austriaco la guerra così come era stata preparata avvenne l anno successivo grazie alla francia il piemonte ottenne dall austria la lombardia 19-continua

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pagina 10 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii settembre 2010 to os ag 2010

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anno xiii settembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 11 alcuni momenti degli eventi agostani petilin o

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pagina 12 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii settembre 2010 racconto d altri tempi tavola parata i briganti vi consumavano i loro pasti fugaci di michele belcastro la prima volta che la vidi ero un ragazzo di sei-sette anni tremavo della paura mi guardavo intorno e mi sembrava di sentire dei fruscii scambiavo le ceppaie per briganti come ho già avuto modo di scrivere in altri articoli la mia famiglia abitava a ridosso del gariglione fin dal 1938 anno in cui andò in servizio la presa sul fiume tacina tavola parata dista più di un ora di cammino dalla presa nella foresta del gariglione da più di dieci anni era in corso il taglio del bosco da parte della so.fo.me società forestale meridionale ma la zona che comprendeva tavola parata e la presa dove abitavamo noi era ancora intatta il taglio non vi era ancora arrivato sentivamo spesso parlare di questa famosa pietra che serviva ai briganti per consumare al sicuro i loro pasti fugaci pastori e viandanti che passavano da noi la raccontavano ognuno a modo loro ma tutti erano d accordo su un unico punto il nome la raccontavano così i briganti stavano banchettando in grande stile quando una soffiata di qualche compagno traditore fece si che i gendarmi stessero per sopraggiungere messi in allarme dalle loro sentinelle posizionate nei punti strategici si diedero alla fuga lasciando tutto come si trovava i gendarmi trovarono una tavola imbandita con ogni ben di dio da qui il nome tavola parata nasce a questo punto spontanea una curiosità ne approfittarono i gendarmi a continuare il lauto pasto lasciato incompiuto dai briganti questo non si sa con certezza a quei tempi in tanti lo affermavano sostenendo che per via orale questo gli era giunto alle orecchie una cosa è certa il posto nei tempi di questo racconto non poteva essere più orriinfatti taluni sostenevano che negli ultimi anni del brigantaggio a ridosso del 1900 qualche personaggio che si era dato alla macchia e che voleva emulare i suoi predecessori più famosi vi aveva fissato dimora condividendo la grotta con la sua inseparabile giumenta prendemmo la via del ritorno non prima di aver consumato anche il nostro fugace pasto sulla famosa pietra per la cronaca proseguendo sempre a mezza costa a scendere verso petilia si passa da posti con nomi molto suggestivi cingolo dove il 13 dicembre 2006 venne tagliato l abete donato al papa buonanotte villaggio principe ed infine vaccarizzo e pagliarelle di recente ci sono ritornato con mia moglie sono passati sessantacinque anni tutto l habitat della zona è cambiato il burrone cupo e tetro di una volta non fa più paura la grotta del brigante non c è più i grandi e secolari faggi nemmeno ma la pietra non si è mossa è sempre al suo posto maestosa e piena di fascino leggenda o realtà non importa finche l uomo ne tramanderà la storia sarà sempre e comunque la tavola parata la moglie di michele belcastro sulla tavola parata bile e tenebroso un giorno d estate del 1945 mio padre ruppe gli indugi è decise di farci vedere questo posto misterioso partimmo di buon mattino insieme a mia madre e a mia zia accompagnati da un pastore che asseriva di conoscere un sentiero che ci avrebbe portato facilmente sul posto attraversammo il fiume tacina risalimmo la montagna del gariglione fino a mezza costa seguimmo il sentiero che piegava a sinistra costeggiato da fragole e lamponi dal profumo e dal sapore prelibato il sentiero ci portò in una faggeta con alberi giganti dove i raggi del sole facevano fatica a penetrare camminammo con piacere su un soffice tappeto di foglie che il vento man mano aveva ammucchiato d un tratto sentimmo un fruscio d acqua che scendeva dalla montagna facemmo ancora pochi passi e ci trovammo d avvero in un luogo lugubre e tenebroso un grande ruscello con ai lati grossi massi irregolari di pietra coperti di muschio con liane attorcigliate e felci giganti sparse ovunque l acqua scendeva formando una piccola cascata che rompeva il silenzio col suo fragore cupo e assordante ci guardavamo intorno in cerca della pietra ma non la vedevamo mio padre e il pastore scesero qualche metro nel burrone e cominciarono a pulire un grosso masso tutto coperto di foglie tagliarono i rami e le liane che l avvolgevano ed ecco venire alla luce la famosa tavola parata quanti racconti avevo sentito sul suo conto durante le serate invernali passate accanto al fuoco quando i viandanti di passaggio a cui davamo ospitalità nella nostra casa di guardia sostenevano che su quella pietra avevano mangiato e bevuto briganti famosi come pietro monaco detto brutta cera con la sua compagna maria oliverio detta ciccilla giosafatte tallarico re della sila parafante panegranu di policastro il famoso sinardo di pietrafitta e tanti altri ancora la fantasia spesso supera la realtà avevo immaginato una pietra grandissima ora che c ero di sopra non mi sembrava poi così grande l emozione era alta lo stesso e il cuore mi batteva forte ma non era tutto finito il pastore ci condusse nelle vicinanze in una grotta scavata nella montagna anch essa resa invisibile dalla vegetazione in quel contesto sembrava davvero un buon rifugio per ladri o briganti che dir si voglia fiocco azzurro il 19 agosto a catanzaro è venuto alla luce mario stumpo per la gioia di papà angelo mamma filomena concio e la piccola miryam per i nonni mario e maria antonio e rosalia per gli zii e per i cuginetti si associa agli auguri per il piccolo mario la redazione de il petilino.

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anno xiii settembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 13 il rombo dei motori nella religiosa quiete della santa spina numerosa la presenza di bikers al motoraduno organizzato dal motoclub petilino i disobbedienti di bruno rachiele un la manifestaziobiker di lungo corso ne è stata organizzata che vive a milano ma all insegna del ricororiginario di petilia do di paolino ierardi bruno possiede una recentemente scomricca collezione di parso che è stato uno moto d epoca e da dei fondatori del sempre partecipa a moto club e ne era corse motociclistiuno dei principali ani che e a vari raduni in matori una gigantoconversazione ci ha grafia appesa al confidato che ama il consigliere comunale gaetano ierardi consegna una muro del convento tantissimo petilia targa ricordo al presidente del motoclub mimì lechiara alcune moto presenti alla manifestazione portava il saluto dei policastro e che si hanno dato inizio alla giornata con disobbedienti pacancellerà dai soci del moto club nella cornice dell amena colliclusiva del raduno esaurite le opeolino sarai sempre in mezzo a milanese per iscriversi a quello de na della santa spina si è dato razioni di iscrizioni dei numerosi noi i disobbedienti di petilia appuntamento per il 4° motoraduveramente massiccia la prei centauri sono arrivati alla spic centauri arrivati nella mattinata il no noi amiamo l ambiente orgarettore del convento don giuseppe senza di bikers quest anno le stime ciolata quelli che avevano deciso nizzato nei giorni 28 e 29 agosto marra ha impartito la benedizione fatte dagli organizzatori parlano di di dormire a petilia sono arrivati 2010 dal motoclub i disobbeai caschi e dopo aver raccomandaoltre cinquecento moto presenti nel pomeriggio del 28 agosto e dienti di petilia policastro presieto la prudenza nell uso delle moto alla due giorni petilina hanno trascorso la serata sul piazduto dal mitico mimì lechiara ha ironizzato sui nomi particolari numerosi i moto club intervezale del convento della santa spinei giorni precedenti alcuni dei club nuti che portano i nomi più fantana rifocillandosi insieme a tanti soci del moto club in collaborae seguito il corteo delle moto siosi gli strakaos di isola di visitatori presso il punto di ristoro zione con gli operai comunali che a motori scoppiettanti ha fatto capo rizzuto kr gli scacco che aveva preparato un ottima hanno sistemato tutte le aree inteil giro di petilia policastro dove è matto di cutro kr gli sbiellapasta e fagioli cotolette alla milaressate alla kermesse per offrire a stato consumato l aperitivo ti di scandale kr i centauri nese contorno e vino al modico partecipanti e visitatori un aspetto dopo il pranzo si è proceduto della torre di torre melissa kr prezzo di 5 euro ed aveva allestito pulito ed ordinato della nota localialle premiazioni e ai saluti dei vari il branco della 492 di san nicola un capiente barbecue dove venivamoto club dando l appuntamento dell alto kr i ricercati di no arrostite per i più esigenti sucalla prossima edizione del 2011 roccabernarda kr gli scarbuculenti salsicce e fettine di pancetsoddisfazione per la buona riurati di belvedere spinello kr ta scita della manifestazione è stata il rombo di macalla di strongola mattina del 29 agosto i espressa dagli organizzatori li kr i reggio bikers di regrombi dei motori hanno svegliato i gio calabria i lupi in sella di fagnano castello cs gli snakers di san vito sullo ionio cz i road sharks di belvedere marittimo cs i paolo rossi cina di cinquefrondi vv e tanti altri bikers non associati una presenza particolare è stata quella alcune moto presenti alla manifestazione la benedizione dei caschi villeggianti della santa spina e tà -

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pagina 14 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi anno xiii settembre 2010 soddisfazione dei cittadini del villaggio la pro loco perseo sempre attiva nell agosto petilino maccarruni preparati dallo staff di collaboratrici che hanno sfornato piatti a gogo ad allietare la serata l esibizione del gruppo la zampogna nel cuore di acquaformosa in provincia di cosenza che con le loro melodie caratteristiche hanno coinvolto il folto pubblico presente a chiudere il trittico l esibizione il 17 agosto a pagliarelle nell ambito della festa dei minatori della compagnia teatrale della pro loco con la rappresentazione di a bna maritata senza socera e canata anche qui il pubblico presente ha mostrato di gradire l esibizione degli attori ancora una volta dimostratesi davvero bravi la stessa commedia verrà proposta anche a genova nel week end di ottobre che vedrà l arrivo nella capitale ligure della reliquia della santa spina sistemata strada per principe esprimiamo profonda soddisfazione per il completamento dei lavori di riparazione del manto stradale e messa in sicurezza della strada provinciale che congiunge il villaggio principe a petilia una sistemazione che giunge dopo anni in cui tale arteria era stata completamente abbandonata e lasciata all incuria totale e quanto scrivono gli abitanti del villaggio montano petilino che intendono ringraziare il presidente della provincia stanislao zurlo l assessore provinciale ai lavori pubblici salvatore cosimo e il consigliere comunale mario carvelli anche l amministrazione comunale guidata da dionigi fera scrivono ancora i cittadini sta scommettendo su principe infatti proprio in questi giorni dopo aver riparato e sistemato la strada marrate muscoferro e il tratto del vecchio binario si stanno completando alcuni lavori di arredo urbano quali la costruzione di una nuova fontana il posizionamento di alcune panchine e l installazione di circa 20 lampioncini per illuminare alcuni tratti di strade altamente frequentate vogliamo augurarci concludono che questo impegno continui e che nei prossimi anni si riesca a rilanciare questa nostra bella realtà un momento della commedia felice esito hanno avuto le attività della pro loco perseo di petilia policastro inserite nel programma dell agosto petilino 2010 si è iniziato il 6 agosto con la caccia al tesoro in località santa spina sulle 10 tappe dedicate quest anno a tema del mancicuagnu si sono sfidate sei agguerrite squadre varie per età e formazione che hanno dato vita ad una battaglia fino al ultimo indizio alla fine a vincere sono stati i pirati quattro ragazzi petilini altro appuntamento pezzo forte della programmazione delal pro loco è stata la sagra della pasta e casa nonostante la concomitanza di altri appuntamenti prima fr tutti la processione in onore di san francesco i petilini e soprattutto gli emigrati hanno mostrato di gradire molto i gnocchetti e i la sagra della pasta `e casa la piazzetta del villaggio principe giovane donna aggredita in casa una giovane donna è stata aggredita in casa a petilia policastro il 25 agosto c c di 19 anni del luogo ha denunciato che qualcuno è entrato in casa sua e dopo averla percossa le ha intimato di consegnargli il denaro e i gioielli posseduti e intervenuto anche personale del 118 che hanno constatato che la donna casalinga coniugata aveva effettivamente subito percosse alla donna sono state riscontrate delle lievi escoriazioni e una prognosi di sette giorni.

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anno xiii settembre 2010 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 15 atti intimidatori nella frazione pagliarelle ben due episodi di cronaca si sono registrati il 23 agosto nella popolosa frazione pagliarelle di petilia policastro infatti è stata incendiata un autovettura precisamente un fiat panda di i g m giovane casalinga sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale compagnia al comando del capitano mazzoli i militari poi si sono recati nella stesa frazione per indagare su un altro episodio sul portone di casa di c m sessantacinquenne vedova pensionata è stato esploso un colpo di fucile calibro 12 caricato a pallini presumibilmente da caccia in entrambi i casi i militari hanno sentito le proprietarie del mezzo e dell abitazione che non hanno saputo fornire elementi utili alle indagini ne dare qualche indicazione sui possibili sospetti gli inquirenti hanno sottolineato che le persone coinvolte nei due episodi non risultano interessate in episodi che possano dar adito a situazioni di pericolo per tale ragione le ipotesi investigative sono ancora aperte ad ogni possibile soluzione a partire dallo scambio di persona al momento inoltre i carabinieri non hanno accertato nessun elemento che possa in qualche modo ricollegare i due fatti pur essendo accaduti nella stessa zona dopo una perquisizione da parte dei carabinieri arrestato sessantenne per detenzione d arma giunto durante una serie di perquisizioni effettuate dai militari della compagnia nella zona nei dintorni di villaggio di principe località turistica montana in questo momento affollata di petilini e turisti che vi trascorrono le ultime giornate di vacanza a concentrare gli sforzi dei militari in quella zona le voci di alcuni residenti che avrebbero sentito spari sospetti in un periodo dove la caccia non è ancora partita da qui le verifiche dei militari dell arma per circoscrivere la zona d intervento conclusasi con le perquisizioni domiciliari l arrestato è stato messo a disposizione dell autorità giudiziaria e ristretto presso il carcere di crotone in attesa delle decisioni del magistrato la pistola invece verrà inviata agli esperti di balistica del ris di messina per le analisi del caso e per verificare se sia stata utilizzata in qualche fatto di sangue francesco ceraudo durante lavori di scavo trovati teschi umani rebbero intorno al xvii secolo che sino stati repertati sul posto dall archeologa francesca venturino in sostanza si tratterebbe di persone che erano state seppellite nel terreno adiacente alla chiesa a confermarlo il fatto che nei primi anni 60 quando furono effettuati nella zona altri scavi profondi per la rete idrica sono stati rinvenuti altri resti simili poi portati al cimitero in effetti nel periodo ipotizzato in cui le calotte craniche si fanno risalire era uso che i fedeli venissero seppelliti o all interno delle chiese o nelle loro adiacenze un arresto per armi a petilia policastro nella mattinata di ieri gli uomini dell aliquota operativa della compagnia di petilia policastro coordinati dal capitano giorgio mazzoli unitamente ai militari delle stazioni di petilia policastro e mesoraca hanno tratto in arresto con l accusa di detenzione di arma illegale francesco ceraudo sessantenne perchè trovato in possesso di una pistola calibro 6,35 con la matricola abrasa completa di caricatore con sei proiettili e pronta all uso il sessantenne è un petilino emigrato a torino l arresto è uno degli incroci più pericolosi mette in sicurezza il bivio lenze si sono conclusi in meno di un mese e mezzo i lavori di messa in sicurezza di uno degli incroci più pericolosi dell intera provincia di crotone il bivio lenze punto in cui si incrociano le strade di collegamentro tra cutro petilia rocca bernarda e san mauro marchesato ed è proprio il bivio lenze uno degli incroci più pericolosi del territorio crotonese identificato addirittura come incrocio a rischio l assessorato provinciale alla viabilità ha comunicato la fine dei lavori di ammodernamento che hanno compreso la costruzione di una rotatoria al centro del bivio la creazione delle isole spartitraffico nuove carreggiate e l illuminazione sono orgoglioso ha affermato salvatore cosimo dei lavori realizzati al bivio lenze l amministrazione zurlo si è posta l obiettivo di dare risposte celeri alle esigenze dei cittadini e questo ne è un esempio l incrocio già aperto al transito è stato ufficialmente inaugurato all inizio del mese di settembre durante dei lavori di rifacimento del manto stradale di fronte alla chiesa matrice di san nicola pontefice sono stati rinvenuti due teschi umani in particolare sono state rinvenute due calotte craniche ed altre ossa sul posto sono intervenuti i carabinieri si tratta di reperti che risali la provincia

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