Giornalino Agosto 2014

 

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giornalino mese di agosto 2014 della fraternità S. maria di Gesù "la Gamcia" di Termini Imerese

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Anno XIII - n. 8 - Agosto 2014 La memoria di Santa Chiara nelle Legende ... di suor Maria Chiara Costanzo pag. 4 IV Capitolo Regionale dell’OFS di Sicilia IN QUESTO NUMERO Danza e gioia In Fraternità ... Notizie ed Avvenimenti di Ignazio Cusimano Buon Compleanno pag.11 pag.12 di Ignazio Cusimano di M. Antonietta Vega I Marunnuzzi pag. 6 pag. 8 pag. 9 di Chiara Gatto Le ricette del mese pag.10 pag.10 pag.11 Conflitto arabo-israeliano: si arriverà alla ... di Mariella Campagna Da parte nostra ... di Enzo Giunta di Nino Calderone icorre quest’anno l’ottavo centenario della nascita di San Ludovico patrono dell’Ordine Francescano Secolare la cui festa celebriamo ogni anno il 25 agosto. Da sei anni in Sicilia le fraternità si ritrovano a Monreale alla tomba del Santo. Per Ludovico, che è stato re di Francia dal 1226 al 1267, regnare era servire. Vangelo e mondo, povertà e ricchezza, fasto e umiltà, onori e croce, grazie all’equilibrio del suo spirito, erano sfide che egli riuscì a convogliare in una sintesi armoniosa e feconda. Per lui Dio doveva essere il primo ad essere servito: dedicava una parte del giorno alla Messa, alla preghiera personale e liturgica, alla lettura della Parola e dei Padri della Chiesa. Il 27 maggio 1234 Ludovico sposò Margherita di Provenza. La sposa, come si usava allora, R era stata scelta dalla regina madre per interessi di carattere prevalentemente politico e dinastico, ma la scelta fu perfettamente indovinata: i due giovani si innamorarono appena incontrati, e lo dimostrarono concretamente durante la loro vita insieme. Le loro qualità personali, la purezza dei loro cuori, la profonda religiosità, la comprensione reciproca e il sostegno vicendevole resero la loro unione davvero felice e coronata da undici figli. Per la salute del suo popolo egli fece costruire, a sue spese, degli ospedali, per gli studenti poveri regalò un terreno e, insieme all’amico canonico Robert de Sorbon, fondò il collegio il cui insegnamento si sarebbe irradiato per tutta l’Europa: la Sorbona. Egli, infatti, si interessava anche della rinascita dello spirito e delle

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pag. 2 AGOSTO 2014 conoscenze che, partite dai monasteri, andavano ad arricchire il pensiero della sua epoca per svilupparsi poi nei secoli successivi. Fu un sovrano di notevole intelligenza di governo grazie alle sue doti e alla sua alta statura morale, che gli permisero di organizzare e moralizzare il nascente stato francese. Fece condurre una larga inchiesta sulla situazione del suo regno con l’aiuto di coppie di frati (un francescano e un domenicano) che percorsero ogni luogo e rivelarono gli abusi dei governatori locali a danno della popolazione: furono cambiati i funzionari corrotti, riorganizzata la pubblica amministrazione, rivalutato il Parlamento, corretto il funzionamento del fisco e del commercio, modificato il sistema giudiziario. In politica estera Ludovico fu un sovrano saggio e deciso: seppe affrontare con grande dignità e fermezza lo stesso Federico II in conflitto col papa, ottenendo la liberazione dei vescovi catturati mentre si recavano a Roma per il concilio. Si destreggiò con grande saggezza nelle crisi europee, venendo chiamato come paciere e arbitro al di sopra delle parti. In Inghilterra fu chiamato a risolvere l’annosa contesa fra il re e i baroni ribelli. In patria controllò le tensioni tra feudatari, che talvolta giunsero sull’orlo delle guerra. Nel luglio del 1267 si imbarcò per Tunisi, sperando di riuscire a convertire il sultano, con cui era stato in corrispondenza e che aveva parlato di una sua possibile conversione. Dopo una vittoria iniziale, scoppiò nel campo un’epidemia di peste e di tifo che contagiò il re e suo figlio, provocando la morte di entrambi. Il 25 agosto Luigi volle essere deposto su un letto di cenere, dove morì alle tre del pomeriggio, con le braccia incrociate e recitando un salmo, a imitazione del suo padre spirituale Francesco d’Assisi. I contemporanei lo ritenevano certamente un santo, non solo per i successi ottenuti in campo politico e militare ma per il suo comportamento giusto, modesto e coraggioso anche durante le varie prove. Fu dichiarato ufficialmente santo nel 1297 da papa Bonifacio VIII, e patrono del Terz’Ordine Francescano. In punto di morte dettò una lettera al figlio che viene tramandata come il suo testamento spirituale. Il testo che pubblichiamo a parte è di grande attualità e per quanto le tematiche che san Ludovico tocca possono sembrare semplici e ben conosciute, sono utili richiamarle per la nostra vita spirituale, specie per quella fraterna e familiare. In Fraternità con Francesco Questo testamento spirituale è centrato sulla carità cristiana che si sviluppa nelle sue due direzioni: l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Per quanto riguarda l’amore verso Dio, il Santo richiama prima la parte negativa: il non offendere il Signore con qualsiasi peccato mortale; poi si ferma su quella positiva: ringraziare sempre Dio sia nella cattiva come nella buona sorte. Dà anche le motivazioni giuste di un tale atteggiamento. La tribolazione, la sofferenza e ogni genere di croce hanno la funzione, è nello spirito tipicamente francescano, di purificare e di rafforzare la persona umana, anche perché in genere tutti abbiamo qualche debito da saldare verso Dio e queste esperienze aiutano veramente ad avvicinarci a Lui. Anche gli stessi doni che ognuno si porta dentro appartengono a Dio, perché è Lui che ci ha creato e quindi è bene che siamo riconoscenti verso il Signore e non ci appropriamo di valori non nostri. Accanto a queste due realtà, che possono sembrare in contraddizione ma che si sintetizzano e valorizzano davanti a Dio, Ludovico pone la partecipazione alla Liturgia della Chiesa, cioè ai vari Sacramenti, e ci ricorda, in qualche modo, come Francesco d’Assisi partecipava alle celebrazioni liturgiche: era tanto raccolto in Dio da coinvolgere tutti quelli che gli erano vicino. La seconda parte riguarda l’amore del prossimo. L’attenzione principale è quella di offrire ai sudditi, siamo di fronte a dei sovrani, un atteggiamento di giustizia, di verità e di pace, e un amore particolare per i più bisognosi, i poveri, i diseredati. Anche in questo Ludovico ha camminato sulla scia tipica del francescano e questa cerca di inculcare nel figlio. Accanto ai poveri richiama l’amore per la Chiesa Romana, che qualifica sull’esempio di Francesco come madre, e per il Papa; soprattutto chiede al figlio di essere attento al grave rischio delle eresie che ancora serpeggiavano, come sempre, nella comunità cristiana. La parte finale riguarda la benedizione di un padre veramente cristiano e francescano: fare la volontà di Dio e guardare verso il futuro di eternità che attende ognuno di noi e che ci unirà tutti nell’amore e nella lode perenne alla santissima Trinità. Quale miglior modo allora di celebrare questo centenario, mutuando l’esempio del nostro patrono e con una rinnovata conversione aprendo le nostre fraternità alle periferie come ci invita incessantemente ogni giorno lo stesso Papa Francesco.

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In Fraternità con Francesco AGOSTO 2014 pag. 3 Dal «Testamento spirituale al figlio» di san Ludovico Figlio carissimo, prima di tutto ti esorto ad amare il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutte le tue forze. Senza di questo non c'è salvezza. Figlio, devi tenerti lontano da tutto ciò che può dispiacere a Dio, cioè da ogni peccato mortale. È preferibile che tu sia tormentato da ogni genere di martirio, piuttosto che commettere un peccato mortale. Inoltre, se il Signore permetterà che tu abbia qualche tribolazione, devi ringraziare, e sopportarla volentieri, pensando che concorre al tuo bene e che forse te la sei ben meritata. Se poi il Signore ti darà qualche prosperità, non solo lo dovrai umilmente ringraziare, ma bada bene a non diventar peggiore per vanagloria o in qualunque altro modo, bada cioè a non entrare in contrasto con Dio o offenderlo con i suoi doni stessi. Partecipa devotamente e volentieri alle celebrazioni della Chiesa. Non guardare distrattamente in giro e non abbandonarti alle chiacchiere, ma prega il Signore con raccoglimento, sia con la bocca che con il cuore. Abbi un cuore pietoso verso i poveri, i miserabili e gli afflitti. Per quanto sta in te, soccorrili e consolali. Ringrazia Dio di tutti i benefici che ti ha elargiti, perché tu possa renderti degno di riceverne dei maggiori. Verso i tuoi sudditi comportati con rettitudine, in modo tale da essere sempre sul sentiero della giustizia, senza declinare né a destra né a sinistra. Sta' sempre piuttosto dalla parte del povero anziché del ricco, fino a tanto che non sei certo della verità. Abbi premurosa cura che tutti i tuoi sudditi si mantengano nella giustizia e nella pace, specialmente le persone ecclesiastiche e religiose. Sii devoto e obbediente alla Chiesa Romana, madre nostra, e al Sommo Pontefice come a padre spirituale. Procura che venga allontanato dal tuo territorio ogni peccato, e specialmente la bestemmia e le eresie. Figlio carissimo, ti do infine tutte quelle benedizioni che un buon padre può dare al figlio. La Trinità e tutti i santi ti custodiscano da ogni male. Il Signore ti dia la grazia di fare la sua volontà, perché riceva onore e gloria per mezzo tuo e, dopo questa vita, conceda a tutti noi di giungere insieme a vederlo, amarlo e lodarlo senza fine. Amen. Festa di San Ludovico Re di Francia, Patrono dell’Ordine Francescano Secolare Domenica 25 agosto, pellegrinaggio delle Fraternità OFS di Sicilia al Duomo di Monreale, dove sono custodite le Reliquie del Santo. Ecco il programma di massima della giornata: • • • • ore 09.00 ore 10.00 ore 11.00 Accoglienza a cura della Fraternità di Monreale in Piazza San Castrenze Pellegrinaggio attraverso il corso principale verso la cattedrale. Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Salvatore Di Cristina Arcivescovo Emerito di Monreale ore 12.00 Altare di San Ludovico, accensione della lampada e rinnovo dell’atto di affidamento delle fraternità della Sicilia da parte del Ministro Regionale.

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pag. 4 AGOSTO 2014 In Fraternità con Francesco LA MEMORIA DI SANTA CHIARA NELLE LEGENDE MINORI nosciuta, e le Sorelle Povere con cui visse in San Damiano. Afferma pure che essi lo “hanno informato ampiamente nel rispetto della verità e nel timore del Signore, e raccolte alcune notizie, molte altre sono state omesse” (FF3152). Inoltre, essendo Chiara ancora vivente, diverse Sorelle di San Damiano, fra cui Sant’Agnese, sua sorella, andarono a fondare Monasteri in altre parti d’Italia. Gli stessi Frati con la loro predicazione itinerante, spesso andavano fuori dall’Italia, e lì dove arrivavano, parlavano anche della forma di vita condotta da Chiara e compagne. Ciò ha favorito la redazione di altre Legende minori, che la riguardano, scritte in umbro, in veneto, in alto tedesco, in olandese, ecc …, attraverso le quali la memoria di questa grande Santa, vera gloria dell’Ordine dei Minori, var- S anta Chiara d’Assisi percorse il suo esodo verso la Patria celeste il Lunedì dell’11 cando i secoli, si è mantenuta viva, attraente, luminosa. In questi testi, abbastanza attendibili in quanto a verità, vi sono descritti diversi episodi che non figurano nelle Fonti Francescane, e perciò poco noti o del tutto sconosciuti. Ne riporto uno tratto dalla Legenda secondo il codice Thennenbach 4 in basso alemanno “La verga fiorita”; e un altro, molto più breve, tratto da una Legenda attribuita a S. Bonaventura, riportato su un codice pergamenaceo scritto dalla clarissa Katharin Hofmenin, abbadessa del monastero di Norinberga, dal titolo “Risurrezione di morti”, così come sono a noi pervenuti tradotti in italiano. Suor Maria Chiara Costanzo osc Agosto 1253, e fu canonizzata con grande solennità il 15 Agosto 1255 nella cattedrale di Anagni da Papa Alessandro IV°, il quale l’ha conosciuta quando era cardinale protettore dell’Ordine Francescano,e ne ha decantato con molto entusiasmo le meritate lodi e virtù nella bolla di canonizzazione Clara claris praeclara. È stato egli stesso ad autorizzare un Frate minore (si ritiene comunemente Tommaso da Celano) a scriverne la “Legenda” ufficiale per divulgarne la conoscenza e il culto nella Chiesa universale. L’autore della Legenda riferisce che per redigerla si è attenuto alle testimonianze di testimoni oculari, come i Frati che l’hanno co-

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In Fraternità con Francesco AGOSTO 2014 pag. 5 La Verga Fiorita Il venerabile signore e papa Innocenzo andò dalla beata madonna santa Chiara e la volle vedere e parlare con lei della salvezza della propria anima, perché provava grande affetto e venerazione per lei. Le portò un piccolo ramoscello delle sferze con cui fu flagellato il nostro amato Signore, perché conosceva bene il grande ardente amore e la carità che ella aveva per l’amorosa passione del nostro Redentore e Salvatore. E mentre il papa entrò nel monastero, la venerabile abbadessa e santa madre santa Chiara camminava nel suo giardino, ed era afflitta nella contemplazione, nel suo considerare la venerabile passione del nostro amato Signore. E in questi pensieri era così immersa da non accorgersi che il papa la salutò riverentemente. Allora ella gli rispose con volto umile, come una persona che venisse da un altro mondo, il cui animo e i cui sensi sono sempre innalzati in cielo, tanto che il reverendo vicario di Cristo ebbe grande grazia e devozione dal suo volto pieno di grazia e dalle ardenti parole che gli rivolse. Poi il papa le diede il piccolo ramoscello, che era delle sferze del nostro amato Signore, e quando lo ricevette, tutto il suo aspetto si trasformò sia per la grande compassione che provava, vedendo la causa della grande sofferenza del suo Creatore, sia anche per la grande gioia di cui le potenze più elevate della sua anima erano costantemente ripiene quando pensava al tesoro imperscrutabile e alla beatitudine, che ne erano venuti a lei e a tutti gli uomini. Ed era talmente immersa in questi pensieri da percepire poco di quanto il papa le diceva, ma dava spazio alla somma luce che risplendeva nella sua anima, e al papa parlava anche della sua pena. Poi conficcò il ramoscello davanti a sé nella terra fino a quando il papa fosse partito da lei, perché la venerabile reliquia fosse custodita con ogni onore. Ma l’eterna sapienza aveva deciso un’altra evoluzione, a lode e onore della sua lodevole sposa Chiara, perché mentre il papa e la beata madonna e madre santa Chiara parlavano insieme, il ramoscello secco incominciò a rinverdire e fiorì e portò frutto. E con ciò ci viene dato da intendere che nel suo cuore puro e verginale lei aveva piantate le invincibili armi della venerabile passione del nostro amato Signore Gesù Cristo. Dopo che ebbero terminato di parlare e il papa volle partire da lei, la santa madre Chiara andò e volle di nuovo estrarre il ramoscello. Ma non le riuscì, perché era divenuto un albero. E quando la beata madonna e madre santa Chiara lo vide, ne fu dapprima molto triste, perché non poteva riavere la preziosa reliquia. Ed era tuttavia ripiena anche di gioia spirituale, perché Dio onnipotente aveva mostrato la sua potente opera nel ramoscello secco. Avvennero anche molti segni presso questo albero amabile. E il papa e quelli che erano con lui videro il grande segno che era avvenuto, e ne furono grandemente rallegrati, e dissero a Dio lode e grazie per il grande segno miracoloso che era avvenuto, poiché il ramoscello che aveva milleduecento anni (meno sei), fioriva e portava frutto, secondo il corso della sua natura. Poi il papa e quelli che erano venuti con lui partirono dalla beata madre santa Chiara, ed erano stati grandemente rinforzati e edificati dal grande segno che era avvenuto e furono in seguito molto più devoti e fervorosi nei confronti di Dio e della beatissima madre santa Chiara. Risurrezione di morti Qui si tratta di molti morti che ella risuscitò. In terra di Spagna, nel grande duomo che è dedicato a Santa Chiara, si attesta con sicurezza che nostro Signore Gesù Cristo ha risuscitato in questa chiesa per la sua santità venti morti. Si attesta anche con certezza che nostro Signore in terra latina (Francia) ha risuscitato ancora diversi morti attraverso di lei. Di ciò molto è stato scritto, accanto a molti altri segni che la grazia divina non cessa di operare fino ai confini della terra, a lode del suo nome e a onore della sua venerabile vergine santa Chiara.

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pag. 6 AGOSTO 2014 In Fraternità con Francesco IV CAPITOLO REGIONALE DELL’OFS DI SICILIA enerdì 4 luglio, ad Enna, la fraternità regionale dell’Ordine Francescano Secolare ha celebrato il IV Capitolo Regionale. Presidente del capitolo è stato Alfonso Petrone su delega del Ministro nazionale Remo Di Pinto, presente anche fra Giorgio Tufano ofm conv., assistente nazionale. Dopo la liturgia di apertura presieduta da fra Maurizio Sierna, i lavori sono proseguiti come da programma con i saluti del presidente del capitolo le relazioni del Ministro regionale uscente, Pietro Calogero La Monica, dell’economo Giovanni Mocciaro, del presidente della conferenza regionale degli assistenti spirituali fra Maurizio Sierna e del presidente regionale Gifra, Maurizio Vassallo. La celebrazione dei Vespri è stata presieduta da S.E. Mons. Rosario Gisano, Vescovo di Piazza Armerina. Dopo la cena una toccante veglia di preghiera, presieduta da fra Enzo Marchese ofm capp., ministro provinciale e dopo una bella serata di fraternità. Sabato mattina, dopo la Celebrazione Eucaristica, presieduta da fra Giambattista Spoto ofm conv, ministro provinciale, si è aperta la giornata V elettiva del capitolo regionale. Come da Costituzioni, si è insediato insieme alla presidenza del Capitolo anche il seggio con il segretario del Capitolo Fabrizio Lombardo della fraternità di Gela. Dopo l’appello delle Fraternità OFS locali presenti, si è proceduto con le elezioni. È stato eletto Ministro regionale dell’OFS di Sicilia, Nino Calderone della nostra fraternità (“Santa Maria di Gesù” di Termini Imerese). Dopo la pausa pranzo, sono ripresi i lavori dell’assemblea capitolare, e sono stati eletti: Annapia Viola, della fraternità di Palermo “Santa Maria della Pace”, Vice Ministro regionale, e nove Consiglieri: Barone Lucio, Costanzo Giovanni, Lauretta Dimitri, Simone Vullo Chiara, Lombardo Fabrizio, Toscano Nunzia, Landino Lorenzo, Guttilla Davide, Ferrara Vito. A Nino Calderone e a tutti gli eletti i nostri migliori auguri di buon e lavoro e di buon servizio, vi sosteniamo con la preghiera, ringraziamo Pietro La Monica e tutto i componenti del Consiglio regionale uscente per il servizio donato nel triennio alla Fraternità Regionale. Ignazio Cusimano Saluto del nuovo Ministro regionale ai Francescani Secolari di Sicilia Amatissimi Fratelli e Sorelle il Signore vi dia Pace! Con l’animo ed il cuore rivolto al Signore che tutto dispone e con vera gioia giunga a voi e a tutti i francescani secolari di Sicilia il mio fraterno saluto. Negli intensi momenti vissuti durante il IV Capitolo Regionale ci siamo ritrovati per convenire insieme radunati dalla Parola del Signore, che sempre ci chiede l’ascolto, l’obbedienza della fede, affinché si realizzi nelle nostre vite il comandamento di ritrovare la comunione voluta dal Signore, e per svolgere quella funzione elettiva che è propria del Capitolo quando rinnova gli organi di servizio. È la Parola del Signore che chiede di discernere la sua presenza nelle vicende della nostra vita e anche nell’incontro tra fratelli e sorelle «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20). Ma per ciascuno di noi c’è un oggi nel quale si deve ascoltare la Parola che viene realizzata nella vita (Lc 4,21); un oggi in cui si sperimenta la remissione dei peccati di tutte le nostre esistenze in Cristo (Lc 19,9); l’oggi della promessa di Cristo per una comunione nel regno (Lc 23,43). Un oggi che diventa sempre il tempo favorevole (cfr. 2Cor 6,2), quel tempo che Dio apre per il ritorno alla comunione con lui, per poter essere sale della terra e luce del mondo (Mt 5, 13-14). È questo oggi che segna, giorno per giorno, il passaggio delle età della vita per ogni cristiano e

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In Fraternità con Francesco AGOSTO 2014 pag. 7 francescano. Allo stesso modo questo oggi segna le varie esperienze di servizio cui siamo chiamati come francescani secolari nelle fraternità ai vari livelli. E per questo illuminanti sono per noi le parole del Serafico Padre Francesco: «Incominciamo fratelli, a servire il Signore Dio nostro, perché finora abbiamo combinato poco» (FF1237). Anche Antonio nel deserto, ormai anziano e venerato come padre spirituale, ripeteva ai sui discepoli: «Oggi io ricomincio!». Oggi ricomincio da capo, oggi obbedisco, ascolto la voce del Signore, oggi realizzo le promesse che io ho fatto, la parola che io ho dato! Così si rivela libero dal passato, ma senza rinnegare il passato; libero dal futuro, ma senza alienarlo; libero per vivere l’oggi di Dio. Con questi sentimenti il nuovo Consiglio Regionale si ritroverà nella prossima settimana per un intenso momento spirituale e fraterno proprio per meglio comprendere l’oggi a cui è stato chiamato e per aprire i cuori al servizio affidato mettendo al centro del nostro essere ed operare la novità dell’incontro con Cristo. Due significativi appuntamenti, il Convegno Araldini del 21-24 agosto e l’annuale pellegrinaggio alla tomba di S. Ludovico del 25 Agosto, ci attendono e per i quali a parte riceverete le apposite circolari. Consentitemi di rivolgere un particolare grazie a quanti ci hanno preceduto a Pietro con il Consiglio che hanno servito la nostra fraternità e chiedervi una speciale richiesta: accompagnateci sempre con la preghiera ed inserite nelle vostre intenzioni il Consiglio ed il Ministro Regionale affinché siano sempre fedeli alla Regola ed alla Parola e da essa illuminati nel servizio a loro affidato. Nel contempo mentre assicuro uno speciale pensiero per gli anziani ed ammalati, Araldini e Gifrini, e quanti sono in formazione, invocando l’intercessione dei Santi Patroni Elisabetta e Ludovico, vi giunga il saluto dell’intero nuovo Consiglio Regionale. Buon cammino a tutti sui passi del Padre San Francesco e della Madre Chiara! Nino Calderone - Ministro Regionale

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pag. 8 AGOSTO 2014 In Fraternità con Francesco CONFLITTO ARABO-ISRAELIANO: SI ARRIVERÀ ALLA PACE? ono trascorsi appena due mesi dall’incontro di Papa Francesco con il Patriarca Bartolomeo, il Presidente Peres e il Presidente Abbas durante il quale si è invocato il dono della pace, incontro che, di fronte all’escalation di violenza scoppiata in Medio Oriente, sembra sia avvenuto invano. Ma è lo stesso Papa Francesco che ci spinge a non scoraggiarci e ci dice che “la preghiera ci aiuta a non lasciarci vincere dal male” a non “rassegnarci a che la violenza e l’odio prendano il sopravvento sul dialogo e la riconciliazione”. Sono parole forti che ahimé si scontrano con le immagini atroci e le continue notizie di un numero sempre più elevato di vittime (molte delle quali sono civili e bambini) che sta seminando il riaccendersi del conflitto arabo-israeliano e che sembra distante da una imminente conclusione. Si tratta di un conflitto le cui radici, limitandoci alla storia più recente, risalgono ai primi decenni del Novecento quando molti Ebrei dell’Europa orientale per sfuggire alle persecuzioni antisemite emigrarono in Palestina. Questa regione allora era abitata da una popolazione araba ed era controllata dal governo inglese. Dopo la Seconda Guerra mondiale l’arrivo degli Ebrei in Palestina aumentò considerevolmente, le relazioni tra arabi ed israeliani divennero sempre più tese e la Gran Bretagna non riuscì a dare una soluzione al problema. Solo nel 1947 si arrivò ad una soluzione della “questione palestinese” ad opera dell’ONU che prevedeva la spartizione della Palestina tra Ebrei e Arabo-Palestinesi con la creazione di due Stati autonomi e un’amministrazione internazionale della città di Gerusalemme gestita dall’ONU. La data per la nascita dei due Stati era fissata nel 1948, anno in cui fu proclamata la nascita dello Stato di Israele, che sorgeva in territorio palestinese, in aree occupate da tempo dagli arabi. La costituzione dello Stato di Israele fu visto dai Paesi arabi come un atto di forza e determinò lo scoppio della prima guerra arabo-israeliana. La guerra si concluse con la sconfitta degli Arabi e l’annessione da parte di Israele di nuovi territori. Fu firmata una tregua, che non fu seguita da un regolare trattato di pace. Nel corso del tempo il contrasto arabo-israeliano andò inasprendosi dando vita a posizioni radicali ed estremistiche da entrambe le parti. A rendere più difficile la situazione era il problema dei profughi palestinesi che, costretti ad abbandonare le proprie terre, ormai occupate dagli Ebrei, e a vivere in campi profughi o a emigrare, rivendicavano il proprio diritto a possedere una patria. Il conflitto sopracitato fu il primo di una lunga serie di violenze, che coinvolsero i due popoli nel corso della seconda metà del Novecento. Nel 1993 con gli accordi di Oslo, Israele riconobbe ai Palestinesi la possibilità di governare parte dei territori della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. Le autorità palestinesi però non potevano occuparsi di politica estera, né avere un esercito, quindi non si era dato vita ad uno Stato a tutti gli effetti. È qui proprio che sta il nocciolo della questione: i Palestinesi sostengono che Israele conduce nei loro confronti una politica di contrapposizione in quanto continua ad espandersi terri- S torialmente e non è disposto a riconoscere la costituzione di un autonomo Stato palestinese; inoltre tra i palestinesi hanno largo seguito le frange estremistiche di Hamas che vogliono la cancellazione dello Stato di Israele, che compiono attentati terroristici nei confronti di Israele, provocando la reazione di quest’ultimo, come è accaduto nel 2008 con i bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza, che hanno lasciato sul campo numerose vittime. Durante questi anni i tanti tentativi di innescare un processo di pace sono stati purtroppo interrotti da continue spirali di violenze come è accaduto con il riaccendersi del conflitto lo scorso luglio. Anche se nessuna delle due parti ammette che si tratta di una vera e propria guerra, in quanto il conflitto dagli uni viene inteso come resistenza e dagli altri come protezione preventiva, solo nell’undicesimo giorno di ostilità sono morte 296 persone, tra cui 48 bambini, numeri questi destinati a crescere inesorabilmente ogni giorno che passa. Il conflitto col trascorrere dei giorni diventa sempre più duro e cruento come dimostrano le immagini che ci giungono dai Media e dalla rete e i continui tentativi di tregua che vengono interrotti dalle due parti belligeranti, che, in una guerra dove un ruolo importante è giocato dalla propaganda mediatica, si accusano vicendevolmente di massacri nei confronti dei civili. Da un lato, infatti, Israele sostiene di usare le armi per proteggere la sua popolazione e di avvisare i residenti dell’area che sarà sottoposta a bombardamenti in modo da permetterne l’evacuazione e di agire solo contro obiettivi terroristici e che Hamas usa la sua popolazione per difendere le armi e se stesso; dall’altro lato Hamas accusa Israele di veri e propri massacri nei confronti della popolazione civile e che l’aggressione di Israele su Gaza non è autodifesa, ma una vera e propria aggressione militare pianificata intenzionalmente. Sono ancora impresse nella mia mente le scene di orrore trasmesse domenica 20 luglio a seguito di un violento scontro nel quartiere di Sajaya, dove, per opera degli Israeliani, hanno perso la vita 60 palestinesi, tra cui 17 bambini, che hanno fatto insorgere all’unisono il mondo arabo che ha definito l’attacco un “crimine di guerra” e ha chiesto alle comunità internazionali di intervenire subito. Ma quale è stato il ruolo fin qui svolto dalle comunità internazionali? Da più parti vengono espresse critiche a senso unico e condanne di immobilismo dell’ONU, della UE e delle grandi potenze che non sono riuscite a mettere fine al conflitto. Robert Serry, Coordinatore Speciale per il processo di pace in Medio Oriente, ha chiesto “un intervento efficace e credibile” per rompere lo stallo nei colloqui di pace tra Israele e Palestina, evidenziando l’importanza di una soluzione negoziata che potrebbe portare stabilità in Medio Oriente. Solo, secondo Serry, con un intervento internazionale credibile e con proposte concrete ed, aggiungo io, non frutto di interessi occulti ed economici, è possibile che le parti in conflitto riescano a superare la mancanza di fiducia reciproca e si possa innescare un vero e definitivo processo di pace. M. Antonietta Vega

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In Fraternità con Francesco AGOSTO 2014 pag. 9 I MARUNNUZZI he la nostra città sia uno scrigno ove si custodisce un tesoro di tradizioni, è noto. Così come è noto che la serratura dello scrigno è sempre più difficile ad aprirsi, con il passare del tempo e la progressiva scomparsa degli anziani. È giusto, pertanto, che le varie ricorrenze siano occasione per rispolverarne qualcuna, confidando che la condivisione con le nuove generazioni sia utile a non farle disperdere, almeno nella memoria. A Termini Imerese i quindici giorni antecedenti l’Assunta erano caratterizzati da un particolare attivismo nei vari quartieri, dove sorgevano, specie per iniziativa delle donne, piccole e grandi edicole, realizzate in strutture precarie con legname o anche semplici canne. Il tutto era adeguatamente coperto di addobbi - gli apparati - realizzati con stoffe (specie bianche o celesti) e decorazioni cartacee in oro e argento. Ciascuno, nei limiti delle proprie disponibilità, concorreva con tappeti, tovaglie ricamate per l’improvvisato altare, craste (vasi) con fiori, festoni di oleandro, candelieri. Al centro della cappella l’immagine della Madonna dormiente, in procinto di essere assunta al cielo. Per le spese si faceva ricorso alla generosità di ricchi e poveri, ma nessuno pensava di andare a bussare alla Casa comunale per contributi di sorta. La separatezza fra Chiesa e Stato era ancora patrimonio di tutti. Le strutture così realizzate erano di varia grandezza. Io ne ricordo una che, per parecchi anni, fu montata nella Salita Gargotta (sotto “l’arco Gargotta”), larga quanto la stessa strada e con il prospetto sulla via Castro. La sera, le donne, recando appresso una sedia da casa, si disponevano nell’area antistante la cappella per recitare il Rosario. I numerosissimi bambini si accovacciavano per terra al centro dell’emiciclo (in straordinario silenzio), mentre gli uomini, sostavano in piedi, in seconda fila, con apparente distacco. Chi disponeva di maggiori risorse economiche invitava un sacerdote (il clero cittadino ammonta- C va a più di due dozzine, senza contare i religiosi) a celebrare la Messa ovvero a tenere un sermoncino con successiva benedizione. Tutti (o quasi) promuovevano un intermezzo musicale (ovviamente di tenore religioso) con violini o strumenti consimili, suonati in genere da barbieri. Infatti, non c’era barbiere che non sapesse suonare almeno uno strumento, con il quale spesso intratteneva la propria clientela. La notte gli arredi più “preziosi” trovavano rifugio in casa dei rispettivi proprietari, a meno che non fosse stata organizzata una squadra di sorveglianti che, a turno, facevano la guardia. A proposito della recita del Rosario, ricordo che un anno (eravamo alla fine degli anni quaranta) mio padre, che precedentemente aveva raccolto e trascritto con pazienza il testo, dalla viva voce di alcune vecchie donne, convinse i promotori della “Marunnuzza” di cortile Ciofalo, a recitarlo in siciliano, con grande curiosità, apprezzamento e partecipazione della gente nonché del parroco di S. Carlo, mons. Luigi Candioto. La festa si concludeva con molti dei tradizionali giochi, quali ad esempio: “pignateddi” (pentole di creta appese in alto, che il concorrente bendato doveva rompere con un bastone per acquisirne il contenuto, peraltro non sempre gradevole), “cursa chi sacchi”, ricerca con la bocca e i denti di monete precedentemente inserite in una “cucuzza d’arrascari”. Infine, qualche castagnola e piccole girandole venivano fatte brillare per la gioia di piccoli e grandi. Vorrei concludere questo momento di ricordo con l’orazione recitata al termine del Rosario in lingua siciliana: San Duminicu biatu stu rosariu a vui fu datu da Maria la Virginedda tutta pura e tutta bedda. A Gesù vogghiu pri padri a Maria pri nostra madri tutti ‘nsemmula in cumpagnia Gesù, Giuseppi, San Duminicu e Maria. Enzo Giunta

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pag. 10 AGOSTO 2014 In Fraternità con Francesco DANZA E GIOIA l progetto “Danza e gioia” che ha visto coinvolti alcuni ragazzi della Gi.Fra. e altri ragazzi che svolgono volontariato presso l’Associazione ci ha dato l’opportunità di sperimentare una nuova esperienza, questo ci ha permesso di crescere nel dono degli altri, per questo motivo non smetteremo mai di ringraziare Ignazio Cusimano, presidente dell’A.I.D.P. di Termini Imerese, per averci dato l’opportunità di prendere parte a questo progetto. Un ringraziamento particolare, inoltre, dobbiamo rivolgerlo anche alla scuola “Free Dance Art”, alla scuola “Agari Coreùo” e ai rispettivi maestri Natalia Mastroluca e Cosimo e Pina Palumbo che hanno messo a disposizione le loro strutture e il loro preziosissimo tempo per aiutarci a realizzare alcuni balli, un ringraziamento particolare va soprattutto ai ragazzi, elemento indispensabile di questo progetto, che come sempre ci hanno intrattenuto con la loro gioia allietando le nostre lezioni di danza. Ci siamo divertiti ad improvvisarci ballerini provando numerosi balli di gruppo e la tanto desiderata mazurca. I ragazzi come sempre sono riusciti a donarci qualcosa e io, in particolare, ho avuto l’occasione di riflettere sul desiderio che spesso ognuno di noi ha di apparire perfetto e sul desiderio che abbiamo di essere accettati e amati dagli altri. I ragazzi dell’Associazione al contrario, riescono a conquistare con la loro semplicità che spiazza tutti coloro che stanno attorno. I Testimonianza di quanto detto sono stati i due spettacoli ai quali abbiamo partecipato esibendoci con balli. È stata un’emozione incredibile! Il primo spettacolo si è tenuto al cinema Eden ed è stato organizzato dalla scuola “Free Dance Art”. È stato bellissimo salire sul palco, vedere tantissima gente che applaudiva e si divertiva insieme a noi, perché dobbiamo precisare che i ragazzi dell’Associazione sanno divertirsi e coinvolgono tutti con il loro entusiasmo e la loro allegria. La stessa gioia è stata trasmessa a tutti coloro che hanno partecipato allo spettacolo di Cefalù, organizzato dalla scuola “Agari Coreùo” dove hanno ricevuto applausi e numerose richieste di ripetere i balli una seconda volta. Il loro pezzo forte è sempre la mazurca...ormai sono diventati dei veri professionisti! Beh che dire? Ogni volta che Ignazio ci propone di partecipare alla attività organizzate dall’Associazione è sempre una gioia e in cuor nostro speriamo che queste richieste di collaborazione siano sempre numerose perché per noi rappresentano non solo momento di divertimento ma anche di crescita. Ringrazio il Signore per avermi chiamata a svolgere questo servizio e per avermi fatto il dono di questi fratelli che nella loro semplicità hanno il potere di cambiarti la vita e di darti tanto amore. Chiara Gatto LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, in questo numero vi propongo il semifreddo più semplice e più veloce del mondo: infatti il gelato si compra già fatto, ma al suo interno si mette della frutta secca golosa e prelibata. Serve solo un po’ di pazienza perché bisogna aspettare che si raffreddi prima di mangiare tutto! Semifreddo ai pistacchi Ingredienti: 500g di gelato alla panna, 100g di cioccolato fondente, 50g di pistacchi q.b. per guarnire, 50g di mandorle, 30g di pinoli, 50g di torrone bianco alle nocciole. Procedimento: Foderare con carta da forno uno stampo da plum cake e tostare in padella i pistacchi spellati, i pinoli e le mandorle. Tritare al coltello o nel mixer il torrone e la frutta secca tostata. Lasciare ammorbidire il gelato a temperatura ambiente, quindi mescolarlo con la frutta secca e il torrone fino a ottenere una crema morbida e ben omogenea. Versare il composto nello stampo da plum cake foderato di carta da forno, livellarne la superficie e trasferire in freezer per almeno 3 ore. Poco prima di servire, sciogliere in un pentolino il cioccolato con un goccio d’acqua. Sformare il semifreddo, tagliarlo a fette cospargerle con altri pistacchi tritati grossolanamente e servire con il cioccolato fuso. Ciao, buone vacanze

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In Fraternità con Francesco ___________________________________ AGOSTO 2014 pag. 11 DA PARTE NOSTRA … __________________________________ Ringraziamo e salutiamo: • le Maestre Pie Venerini, Suor Dejanira Rabello Souza e Suor Viorica Cosa, che lasciano l’Istituto di Termini Imerese perché trasferite, Suor Dejanira è tornata in Brasile, Suor Viorica andrà a Marotta in provincia di Pesaro. A loro il nostro grazie unito a quello dei bambini della scuola e dei loro genitori, per il servizio svolto a Termini Imerese, auguriamo loro di continuare ad operare bene dove il Signore le ha chiamate a servire; • a don Giorgio Scimeca e tutta la comunità parrocchiale del santuario “Madonna della Consolazione”, per l’accoglienza alla nostra comunità in occasione del pellegrinaggio di conclusione anno pastorale al Santuario svolto lunedì 30 giugno. Sentite condoglianze: • alla nostra consorella Giusi Lo Buono (della Fraternità Madonna della Catena) e famiglia per la morte della mamma; • al Ministro Provinciale dei Frati minori di Sicilia fra Alberto Marangolo e alla sua famiglia per la morte della mamma. I nostri migliori auguri alla nostra consorella Enza Pedone e famiglia per il matrimonio della figlia. Avvisiamo: • che lunedì 11 agosto, festa di Santa Chiara d’Assisi, nella nostra Chiesa non sarà celebrata l’Eucarestia, parteciperemo tutti alla solenne concelebrazione al Monastero S. Chiara; • che il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento.. Invitiamo a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino, e la lettera del confermato Ministro Nazionale Remo Di Pinto a tutti i Francescani Secolari d’Italia. ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Assemblea di fine anno fraterno. Domenica 29 giugno tutta la comunità, i Frati, l’OFS, formandi e iniziandi all’OFS, la Gi.Fra. e gli Araldini si è ritrovata in Assemblea per concludere l’anno fraterno 2013/2014. L’incontro si è svolto presso il salone dell’Istituto “Villaurea”, guidato dal Ministro Giusy Fusco, la preghiera è stata guidata da fra Venanzio Ferraro. Abbiamo ascoltato le Relazioni sul programma degli Araldi e Araldini, della Gi.Fra., dell’equipe Pastorale della famiglia e formazione e ha concluso il Ministro con la Relazione dell’OFS. Ci sono stati anche gli interventi di Nino Calderone Vice Ministro, fra Venanzio Ferraro Assistente OFS e fra Agatino Sicilia Assistente Gi.Fra. L’incontro si è concluso con un momento di festa animato dai giovani della Gi.Fra. e gelati per tutti. Alle ore 19.00 la Celebrazione Eucaristica in Convento. Festa di San Paolino da Nola. Quest’anno la nostra comunità ha ricordato San Paolino da Nola domenica 29 giugno. Dopo la Celebrazione Eucaristica delle ore 19.00 presieduta da fra Agatino Sicilia, che è l’assistente della confraternita e che ha celebrato il triduo, la statua di San Paolino è stata portata dai confrati in processione per le vie del quartiere a conclusione della quale ci sono stati i giochi pirotecnici. Pellegrinaggio della comunità al santuario “Madonna della Consolazione”. Lunedì 30 giugno tutta la comunità di “Santa Maria di Gesù”, i Frati Minori, l’Ordine Francescano Secolare, la Gioventù Francescana, gli Araldi e Araldini, i confrati di San Paolino da Nola, le Serve dei Poveri e le Maestre Pie Venerini, si è ritrovata alle ore 17.00 in Convento e in pellegrinaggio ha raggiunto il santuario “Madonna della Consolazione” situato nella parte bassa della nostra città. Il pellegrinaggio è stato programmato per ringraziare il Signore e la Madonna a conclusione dell’anno pastorale. Ad accoglierci è stato il parroco don Giorgio Scimeca che ha guidato l’atto di affidamento alla Madonna a conclusione della Celebrazione Eucaristica presieduta dal Guardiano fra Giacomo Reginella.

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In Fraternità con Francesco ZAWADI, il sentiero del fuoco. GREST 2014. Domenica 3 agosto con la Celebrazione Eucaristica in Convento e con lo spettacolo in piazza si concluderà il Grest 2014, programmato dalla nostra Comunità francescana, che si è svolto presso l’Istituto delle Maestre Pie Venerini. Nel prossimo numero del giornalino pubblicheremo l’articolo e le testimonianze dei protagonisti. Festa del Perdono di Assisi. Sabato 2 agosto ricorre la festa del Perdono di Assisi o della Porziuncola, in questo giorno, in tutte la Chiese francescane è possibile acquistare l’indulgenza Plenaria. In convento la giornata sarà celebrata col seguente programma: alle ore 9.00 Celebrazione delle Lodi ed esposizione del Santissimo Sacramento, alle ore 12.00 Celebrazione dell’Ora Media e riposizione del Santissimo Sacramento, alle ore 18.00 Celebrazione Eucaristica. La mattina e nel pomeriggio dalle ore 16.30 i Frati sono disponibili per le confessioni. Al Monastero Santa Chiara la Celebrazione Eucaristica è alle ore 8.00. Festa di Santa Chiara. Programma delle celebrazioni al Monastero S. Chiara - Chiesa San Marco 8 Agosto h. 18,00 Vespri - h. 18,30 Celebrazione Eucaristica presiede Don Enrico Campino, Parroco della Parrocchia SS. Salvatore di Palermo 9 Agosto h. 18,00 Vespri - h. 18,30 Celebrazione Eucaristica Presiede fra Marco Lentini ofm capp, Guardiano del Convento di Caccamo 10 Agosto, Domenica, h. 10,00 Celebrazione Eucaristica Presiede fra Domenico Diliberto ofm, Assistente delle Clarisse di Sicilia h. 21,00 Adorazione Eucaristica con Ufficio delle Letture presiede fra Domenico Gulioso ofm, Vicario parrocchiale della Parrocchia S. Maria di Gesù di Palermo 11 Agosto Solennità di Santa Chiara h. 8,00 Celebrazione Eucaristica presieduta dai Frati della Gancia h. 18,00 Vespri Solenni h. 18,30 Celebrazione Eucaristica presieduta da fra Alberto Marangolo, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Sicilia La Celebrazione Eucaristica sarà animata dalla Gi.Fra. di Termini Imerese in queste due Messe ci sarà la benedizione del pane che verrà distribuito ai fedeli. Festa di San Ludovico Re di Francia, Patrono dell’Ordine Francescano Secolare. Lunedì 25 agosto tutte le Fraternità OFS, andranno in pellegrinaggio al Duomo di Monreale, dove sono custodite le Reliquie del Santo. Quest’anno ricorre l’ottavo centenario della sua nascita. Stiamo organizzando, come gli altri anni, un pullman per andare a Monreale, per informazioni e per le adesioni, rivolgetevi al Ministro Giusy Fusco. pag. 12 AGOSTO 2014 Agosto 2014 Calderone Rachele Liotta Maria Assunta Bondì Antonina Agnello Rosario Pusateri Vincenza Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno giorno 1 5 5 6 10 12 Quattrocchi Francesca Cusimano Marino Sferlazza Giovanna Palumbo Rosalia Ligammari Luisa giorno giorno giorno giorno giorno 14 19 21 27 28 Gibilaro Chiarenza Angelina Auguri !!! In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIII - n. 8 - Agosto 2014 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Enza Borzelliere, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Antonio Liotta, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Suor Maria Chiara Costanzo, Enzo Giunta, Chiara Gatto, Mariella Campagna.

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