Sabatino2013_2014_sfogliabile

 

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IL SABATINO it . Anno III Web 2013—2014 Numero Unico Perchè studiare l’italiano? I lavori degli studenti adulti I film al PICAI Le interviste del Direttore Le attività delle scuole del P.I.C.A.I. Le origini del P.I.C.A.I. L'italiano comune parlato a Montreal Foto, testi ed immagini dalle scuole I L N O T I Z I A R I O D E L P. I . C . A . I . A M O N T R E A L

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Pag.2 Pag.2 ========================================== LE SCUOLE DEL PICAI - 6090 rue Lachenaie, St-Léonard DANTE L’ODYSSÉE DES JEUNES - 4600 Rue Cyrille-Délage, Auteuil-Laval ST.LAWRENCE ACADEMY - 1555 Rancourt, LaSalle LEONARDO DA VINCI - 12025 André Dumas, R.D.P. (Mtl) NOTRE-DAME-DE-LA-DÉFENSE - 6841 Henri-Julien, Montréal OUR LADY OF POMPEI - 9944 Boul. St-Michel, Montréal PIERRE-DE-COUBERTIN - 4700 Lavoisier, St-Léonard SAINT PAUL - 1305 De l’Assomption, Duvernay-Laval SECONDAIRE DES SOURCES - 2900 Lake Road, Dollard-des-Ormeaux - 6440 De Terrebonne, Montréal STE-MONICA - 2323, Daniel Johnson, Laval LAURIER SENIOR A D U L T I S E D E 6 8 6 h h C lo ---------------------------------5 --C ---r -i-s -t -o --p --e ----o ---m - b, Montral MESSAGGIO DELLA PRESIDENTE Sig.ra Pia Maria Gaudio ========================================= Cari lettori, Eccoci al terzo numero della versione sfogliabile del Sabatino, estratto dalla edizione elettronica del giornalino del PICAI. A vedere il gran numero dei visitatori del nostro sito riteniamo che l’iniziativa abbia incontrato l’interesse di quanti seguono le nostre attività e questo fatto ci é di grande incoraggiamento a continuare. Abbiamo voluto creare un strumento che entri facilmente nelle vostre case con la speranza che esso porti una testimonianza dell’impegno posto dagli studenti, dagli insegnanti e dal PICAI per la conservazione in Canada della nostra bella lingua. Il Sabatino è il giornalino prodotto soprattutto dagli studenti della scuola d’italiano del sabato e ci attendiamo naturalmente lettori indulgenti che si accostino con simpatia e, tra le righe, sappiano cogliere gli sforzi compiuti dai nostri giovani per esprimersi in una lingua che non è più la loro. A questi giovani desidero anch’io esprimere tutta la mia simpatia e, nel frattempo, congratularmi per aver scelto di sacrificare i loro sabati per dedicarne una parte all’apprendimento della lingua italiana. Da queste pagine rivolgo un sincero apprezzamento per il lavoro svolto dagli insegnanti e dai direttori che, con dedizione e professionalità, continuano a svolgere instancabili il difficile lavoro del sabato ed un appello ai genitori ad iscrivere i propri figli alla scuola d’italiano affinché non venga persa la coscienza delle nostre radici. Poiché questa versione sfogliabile del Sabatino esce all'inzio anno, desidero anche utilizzare questo spazio per augurare calorosamente a voi lettori, agli allievi dei nostri corsi e alle loro famiglie, agli insegnanti ed ai direttori delle scuole del PICAI, Buon 2014, un nuovo anno sereno e prospero. Il Consiglio di amministrazione Pia Maria Gaudio Erminio Piccolino Romolo Chiarella Enza Monaco Carla Bellotti Annunziata D’Elia Gabriella GHizzoni Aldo Rallo Italo Staffa Rosalba Tantalo Presidente Tesoriere Vice presidente Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Segretario

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Pag.3 Il Sabatino, atto III Siamo di ritorno con il terzo numero de ”Il Sabatino”nella versione sfogliabile e stampabile. Ci siamo arrivati tra molte difficoltà, e con molto impe-gno, assieme ai direttori, agli insegnanti ed agli allievi delle nostre scuole,senza il cui apporto la nostra rivista non avrebbe motivo d’esistere. La nostra rivista esiste ancora nonostante le oggettive difficoltà di bilancio che hanno marchiato la vita recente del PICAI. Il Consiglio di Amministraz ione ha dovuto adottare sofferte misure di riduzione di attività. Il futuro non si presenta sotto auspici favorevoli. La crisi economico-finanziaria colpisce l’Italia e tutto il mondo occidentale. Di conseguenza un’ulteriore riduzione del contributo del MAE c’è stata nel 2012 e nel 2013. Ma potrebbe darsi che nel 2014 le cose peggiorino ancora. Questa situazione porterà il PICAI ad adottarealtre misure restrittive delle attività istituzionali del PICAI e se nulla cambierà si potrebbe giungere alla sospensione dell’attività. Noi, e cioè la nostra rivista, cosa possiamo fare per contribuire ad appoggiare la missione del PICAI nonostante tutto? Intanto cercheremo di sensibilizzare tutte le organizzazioni territoriali italiane e la comunità attraverso le nostre pagine WEB. Leggete a tal proposito gli editoriali che compaiono ormai da qualche mese nella pagina: http://www.picai.org/sabatino_editoriale.html Assieme a tali iniziative occorre che tutti diano il loro contributo affinché la nostra attività sia posta in primo piano e si solleciti coloro che non vedono o fingono di non vedere il futuro che si prospetta. In particolare vorremmo coinvolgere in quest’opera di sensibilizzazione le persone7 che sono preposte all’insegnamento e alla diffusione della lingua italiana affinché a loro volta si facciano portatori e trasmettano nell’ambiente scolastico, studenti e famiglie, dei valori culturali e linguistici che rendono viva la nostra appartenenza e identità. Suggeriamo quindi a tutti quelli che hanno a cuore le sorti del PICAI e quelle de “IL Sabatino”di inviarci molto materiale da pubblicare con articoli, anche di poche righe, foto e documenti che mostrino le attività della nostra missione e la sua importanza per la comunità italiana montrealese. Stringiamo i denti e diamoci da fare! Riusciremo a fare qualcosa? Non lo so, ma so che bisogna provarci. Gian G. Pollifrone SOMMARIO Storia: Com’è nato il PICAI pag.4 Reportage: Perché studiare l’Italiano pag.5 Le interviste del Direttore pag.7 Le scuole: Dante Alighieri pag.12 Pierre de Coubertin pag.15 Secondaires des sources pag.17 Genesis pag.21 John F. Kennedy pag.22 Laurier Senior pag.23 Leonardo Da Vinci pag.25 Odyssée des jeunes pag.35 Marc-Aurèle Fortin pag.37 McGaig pag.38 Madonna della Difesa pag.41 Nostra Signora di Pompai pag.43 Ste.Monica pag.44 St.Lawrence pag.54 St.Paul pag.57 St.Vincent- Jules Verne pag.60 PICAI Sede pag.61 Didattica : Unità didattiche pag.66 Eventi: Il Cinema al PICAI pag.68 Scienza: 400 anni dopo Galileo pag.70 Cultura : Maestro Cuore: Storia d`’Italia pag.71 Pensierini pag.72 Shakespeare? E’ il nome d’arte di John Florio pag.75 Beppe Viola: Omaggio pag.77 IL SABATINO.it Editore Direttore P.I.C.A.I. Inc. Gian G.Pollifrone Collaboratori: Direttori, Insegnanti ed alunni delle 12 scuole del PICAI.. Redazione ed Amministrazione: 6865, Christophe Colomb, Montrèal, Quèbec H2S 2H3 Tèl. 514 271 5590 www.picai.org/sabatino_home.html

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La Storia Com'è nato il P.I.C.A.I.? Così scriveva, 25 anni fa, la professoressa Bianca Maria Pisarzewski Pag.4 La Scuola d’Italiano del Sabato Mattina Da quando si insegna l’italiano ai figli degli immigrati? La prima scuola in cui insieme al francese, l’inglese e alle altre materie del programma si insegnava l’italiano sorse nel 1910 nella scuola ``Madonna della Difesa``. C’erano poche decine di alunni e un maestro. Nel giro di 12 anni i maestri erano diventati 22 gli alunni 740. Questo quando la colonia italiana non arrivava nemmeno a 20.000 unità.Verso il 1931 il Governo Italiano istituì i corsi serali d’italiano per i bambini figli degli immigrati. Gli stipendi per gli insegnanti arrivavano direttamente dall’Italia e il Governo aveva inviato un Direttore, il Sig.Bonfante. Questo durò fino al 1940. Nel 1958, la CECM, dove era stato istituito il ``Service des Nèo-Canadiens``, si interessò dei problemi linguistici degli immigrati e oltre ai corsi serali di Francese e di Inglese per gli adulti, istituì le ``Ecoles du Samedì Matin en langue maternelle`` per i bambini degli immigrati dei vari gruppi etnici. Per il gruppo etnico italiano la prima ``Scuola del Sabato`` fu organizzata dall’allora Padre A. Cimichella, nella Parrocchia Monte Carmelo, d’accordo col direttore del servizio dei neocanadesi, Sig.Renè Gauthier, che a suo tempo si sarebbero insegnate due lingue : il francese e l’italiano e il Governo del Quèbec avrebbe pagato tutte le spese. Cosi ebbero inizio i primi corsi che ben presto si estesero a tutte le altre parrocchie italiane. Non parliamo dall’abnegazione, dell’entusiasmo, dello spirito di ``arrangiamento`` prettamente italiano degli insegnanti di allora che lavoravano senza libri di testo, senza un piano di lavoro ben definito, senza programmi. Insegnanti e alunni facevano capo alle rispettive Parrocchie che erano il fulcro delle scuole del sabato mattina. Grazie all’opera instancabile, ininterrotta e disinteressata dei nostri Padri, gli alunni aumentavano continuamente e si aprivano nuove scuole. Quante decine di migliaia di foglietti informativi stamparono e diffusero i Padri delle Parrocchie Italiane ? Quanto tempo e quante spese hanno profuso a piene mani ? Il conto sarebbe troppo lungo. Nel ’62 (se non sbaglio) per interessamento del Console Generale a cui ci eravamo rivolti, arrivarono i libri per le Scuole d’Italiano. Nel 1963, il Parroco di Pompei, Padre Giov.Triacca, riuscì a riunire tutti gl’insegnanti d’italiano in un’associazione : ``Associazione Insegnanti Cattolici Italo-Canadesi``, con proprio Statuto e regolare registrazione notarile presso il Governo del Quèbec. Presidente fu il Sig.Lemmetti. Preparammo un piano organico di lavoro, elaborammo i programmi per le varie classi e cercammo di fare funzionare in maniera omogenea queste scuole divenute numerose. Il 13 maggio 1964, alla Casa d’Italia, nel corso di un’accademia in italiano e in francese, furono premiati gli alunni più meritevoli, i doni furono offerti dalla C.I.B.P.A. col cui presidente Aldo Dello Sbarba, c’era stato un incontro nelle Parrocchia di Pompei. L’iniziativa ebbe vivo successo. Alla fine dell’anno scolastico 68-69 la CECM decise, per ragioni finanziarie, di chiudere i corsi del Sabato Mattina. E allora noi di `Pompei`, per iniziativa del Parroco, sotto la direzione di Padre Giuseppe Duchini, decidemmo di aprire da soli le scuole. `La scuola d’italiano non deve morire`, fu lo slogan. La Parrocchia fornì tutto il materiale necessario, gli alunni pagarono $10.00 di iscrizione e vennero numerosi, i direttori e gl’insegnanti dedicarono ore e ore gratuitamente per tutta l’organizzazione (accettammo anche di fare due lezioni gratis che però alla fine dell’anno ci furono pagate) e tutto funzionò a meraviglia. Il Sig.Ermanno Lariccia preparò nuovi programmi più completi. E se non sbaglio anche nell’ovest di Montréal si aprì una scuola. L’anno seguente, 1970-71, fu chiesto al PICAI di prendere in mano l’organizzazione di questi corsi. La storia della ``Scuola d’Italiano del sabato Mattina``s’innesta ora nella storia del PICAI.

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Reportage R Reportage 6 Pag.5 L’italiano comune parlato a Montreal del prof. Bruno Villata Presentando la lingua italiana, parecchi manuali scritti nella Penisola informano i lettori che essa è parlata in Italia, in Isvizzera, nello stato del Vaticano, nella Repubblica di San Marino… e anche dalle comunità italofone residenti in numerosi paesi dei vari continenti. Pur essendo vera, questa affermazione potrebbe trarre in inganno chi non è mai entrato in contatto con esponenti di dette comunità. Infatti, essendo soggetto alla forte pressione delle lingue dei paesi in cui si trovano le collettività in questione, l’italiano comune usato nell’ambito delle varie comunità costituite da oriundi italiani non corrisponde mai alla lingua ufficiale della Penisola. E proprio per questa ragione la parlata degli italofoni stabilitisi all’estero varia da uno stato all’altro e, a volte, anche da una città all’altra di uno stesso paese. Per esempio l’italiano comune usato in Germania è diverso da quello del Sud Africa che a sua volta è diverso da quello dell’Australia o del Canada, mentre la parlata italiana di Montreal è differente da quella di Ottawa o da quella di Toronto. D’altronde quanti si interessano dell’italiano parlato all’estero, hanno coniato dei nuovi termini per indicare la varietà della favella italiana in uso in alcuni paesi. Già prima della metà del secolo scorso, l’italiano parlato dai nostri emigranti negli Stati Uniti era definito con il termine italo-americano. In questi ultimi tempi sono sorti neologismi quali italiese per indicare l’italiano parlato dalle persone emigrate in paesi in cui si parla inglese, italiesco per definire la lingua comune degli Italiani emigrati in Germania, mentre per l’italiano comune di Montreal, ormai da alcuni decenni, è in uso il termine italianese. Voce che sottende un fenomeno piuttosto particolare di lingue in contatto, perché in questa metropoli l’italiano subisce la pressione di due lingue forti : il francese lingua ufficiale del Quebec e l’inglese lingua ufficiale del Canada. Per avere un’idea dell’italiano parlato a Montreal, si pensi a un continuo di tante varietà di lingua mutualmente comprensibili, ai cui estremi da una parte si trova l’italiano ufficiale (A) e dall’altra i dialetti (B). La varietà A è usata da molte persone, parecchie delle quali non sono neanche di origine italiana. E a Montreal sono numerosi i cittadini di altre nazionalità che usano attivamente questa lingua, perché l’hanno appresa per interessi culturali, professionali o perché hanno soggiornato nella Penisola. La varietà B si usa soprattutto nelle interazioni tra parlanti che provengono da una stessa regione. Dunque essa cambia secondo la regione di provenienza dei locutori. Paragonati ai corrispondenti dialetti ancora usati in Italia quelli di Montreal presentano alcune caratteristiche particolari. La più importante è che, oltre ad avere un carattere più arcaico, le parlate regionali in uso nella metropoli quebecchese presentano un lessico ricco di voci derivate dal francese e dall’inglese. Solitamente questi termini si riferiscono a concetti, situazioni ed oggetti che non si trovavano nella cultura dei soggetti considerati al momento in cui si erano stabiliti in Canada, già verso la fine dell’Ottocento. Come tutte le lingue, anche questa varietà può avere livelli differenti e, quando la si parla tra le pareti domestiche, il lessico può essere diverso da quello usato nelle interazioni con estranei. Tra queste due varietà estreme se ne trova una terza, M per media, che corrisponde ad una specie di koiné, cioè una lingua comune, usata parlando con estranei o nelle interazioni tra soggetti che provengono da regioni diverse. Detta koiné, che appunto abbiamo chiamato italianese, sembra allontanarsi dai dialetti per

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Pag.6 avvicinarsi all’italiano ufficiale, è ricca di voci e di strutture prese a prestito dal francese e dall’inglese, lingue forti. Nel contesto montrealese la conoscenza attiva anche di una sola delle tre varietà sopraindicate permette di capire le altre. La comprensione può essere difficoltosa se si conosce solo una delle varietà estreme e non si ha alcuna competenza del francese e dell’inglese. Benché l’influenza delle lingue forti si manifesti soprattutto a livello lessicale, va detto che in alcuni casi la pressione del francese e dell’inglese può riguardare anche la grammatica, la sintassi e la fonetica. Naturalmente i fenomeni più appariscenti sono quelli che concernono il lessico, e gli specialisti sono soliti dividere questi fenomeni in varie categorie. Le più importanti sono i prestiti, i calchi semantici, i calchi traduzioni e le interferenze. Il prestito linguistico consiste nell’inserimento di una lingua nel lessico di un’altra. Secondo il linguista svizzero Ernst Tappolet, morto nel 1939, i prestiti possono essere di lusso o di necessità. Nel primo caso la parola straniera non sarebbe necessaria perché sostituisce un termine equivalente esistente nella lingua d’arrivo, mentre il prestito di necessità si ha quando la voce indicante l’oggetto, il rapporto o il concetto in questione è sconosciuta alla cultura sottesa dalla lingua che riceve il prestito. In genere i prestiti rilevati nell’italianese, siano essi di lusso o di necessità, sono sempre integrati al suo sistema morfofonetico con l’aggiunta di una vocale finale che solitamente ne indica il genere e il numero. Si pensi : a norza (it. infermiera), cioppa (it. braciola), ruella (it. vicolo cieco), basamento (it. seminterrato), billo (it. conto), bosso (it. capo), sanduiccio (it. panino), trocco (it. camion), turchino (it. tacchino)… Non è raro che in corrispondenza di un termine italiano si trovino due termini: uno derivato dall’inglese e l’altro dal francese. Si pensi a garabiccio e pubella (spazzatura), buzzi e botte (it. stivali), storo e magazino (negozio)… L’italiano parlato e scritto oggi in Italia presenta molti forestierismi, alcuni dei quali sono identici a quelli entrati nel lessico dell’italianese, però, mentre a Montreal detti prestiti escono in vocale, cioè sono assimilati al sistema morfofonetico italiano, i residenti nella Penisola li usano tali e quali. Si pensi a boss, brunch, freezer, grippe, market, sandwich, ticket… che a Montreal solitamente suonano bosso, brancio, friso, grippa, marchetta, sanduiccio, ticchetta... Il calco semantico, che i linguisti americani chiamano loanshift, consiste nel fatto che una parola di una lingua viene ad assumere il significato a cui è associato un termine simile o vicino di un altro idioma. Nell’italianese, come in tutti i casi di lingue in contatto, i fenomeni di questo genere sono numerosissimi e in genere il termine della lingua più debole viene quasi sempre ad assumere il significato del corrispondenti delle lingue forti. Si pensi a : applicazione (it.domanda), focolaio (it. camino), principale (it. direttore di scuola), caricare (it. far pagare). Come già visto per i prestiti, non è raro che ad un termine italiano nell’italianese corrispondano due voci differenti: una derivata dall’inglese e l’altra dal francese. Si pensi a licenza e permesso (it. patente), emergenza e urgenza (pronto soccorso), farma e ferma (fattoria), luce e fuoco (it. semaforo)… La pressione delle due lingue forti sull’italianese si riscontra anche per quanto concerne i calchi traduzione, che consistono nella traduzione o nell’adattamento di una parola composta o di una espressione tipica di un’altra favella. Tra gli esempi più comuni di questo fenomeno si possono ricordare le seguenti strutture: sacco a mano (it. borsetta), bassa città (it. centro città), manopovera (it. ufficio di collocamento), guardare bene (it. avere una bell’apparenza), avere della miseria (avere difficoltà)…

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Pag.8 L’interferenza linguistica, cioè l’uso di un termine di una lingua mentre se ne parla un’altra, è considerata un comportamento individuale e momentaneo che non è entrato a far parte del vocabolario come il prestito. La pressione dell’inglese e del francese può anche causare deviazioni da quella che è la norma dei dialetti e della lingua italiana. Si pensi per esempio all’uso dei pronomi allocutivi, alla ridondanza nell’uso dei pronomi personali soggetto e degli aggettivi possessivi, all’uso degli ausiliari, alla latitanza del congiuntivo e soprattutto all’uso delle preposizioni. Oltre a documentare e a spiegare i cambiamenti che si possono verificare nel lessico e nella grammatica di una lingua che si trovi a contatto con due idiomi forti, gli ultimi argomenti, trattati in una recente pubblicazione sull’italianese, non solo dovrebbero essere di grande interesse per chi si occupa di fenomeni di lingue in contatto, ma potrebbero fornire un valido aiuto a quanti ci tengono a mantenere una buona competenza dell’italiano o vogliono insegnarlo. All’inteferenza lessicale, che sarebbe fuori luogo approfondire in questo articoletto, possono essere soggetti tutti i bilingui, pur se hanno un’ottima competenza delle lingue del loro repertorio. Bibliografia Villata: Bilinguisme et problématique des languethniques, CIRB, Université Laval, Québec, 1985 ----L’italiano a contatto con il francese e con l’inglese, Monfort & Villeroy, Montréal, 1990. ---Le vocabulaire disponible trilingue des jeunes italomontréalais, Lòsna e Tron, Montréal, 1991. ---- L’italianese – L’italiano comune parlato a Montreal, Lòsna & Tron, Montréal, 2010 Bruno Dopo aver terminato gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino con una tesi in filologia romanza, si è trasferito in Canada dove ha ottenuto il Ph.D in Linguistica all’Université Laval di Quebec. Insegna presso università canadesi dal 1973. Nel 1980 è stato direttore del PICAI. Insegna italiano alla Concordia University dal 1980. Oltre all’insegnamento si interessa di lingue in contatto, dell’insegnamento dell’italiano all’estero, della presenza italiana in Canada, di filologia romanza, di dialettologia e del piemontese antico e moderno. Le sue osservazioni su questi temi sono condensate in numerosi articoli e in una trentina di volumi, l’ultimo dei quali è La lenga d’oé e le lingue d’oc e d’oil. Bruno Villata – Nota biografica

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Le interviste Negli ultimi mesi si è evoluta, negativamente per il PICAI, la situazione che concerne l'insegnamento dell'italiano a Montreal. Il contributo che il MAE (Ministero degli affari esteri) verserà al PICAI per l'anno scolastico corrente è stato ulteriormente ridotto, determinando una situazione di grave sbilancio economico. Il PICAI, pur avendo ritoccato i contributi delle famiglie degli studenti, deve pesantemente attingere alle sue riserve per poter continuare a fornire il servizio richiesto. In questa situazione il Picai ha dovuto rinunciare a rinnovare la convenzione che lo vedeva finanziatore della scuola East Hill e di alcune scuole legate al PELO. In relazione a questo argomento abbiamo intervistato il nuovo Console generale d'Italia a Montreal, dott. Enrico Padula Pag.7 l’orgoglio della loro origine e i legami con la madre patria . Io vorrei, insieme a tutti, fare la riflessione sul ruolo del Consolato nei confronti della comunità. Come vedere questo ruolo che deve prendere atto del sottile filo di immigrazioni dall’Italia che continua e della realtà del flusso migratorio avvenuto 40 - 50 anni fa. Il Sabatino - Nei panni di direttore della rivista on-line ‘’Il sabatino’’ vorrei farle una domanda che riguarda le prospettive attese dal Consolato nei confronti dell’insegnamento della lingua italiana a Montreal. Leggendo la cronaca della riunione che ha celebrato l’iniziativa della Fondazione per contribuire al mantenimento dei corsi inseriti nella scuola East Hill, non ho trovato traccia, nel suo discorso, dei precedenti ‘’storici’’ che hanno visto il PICAI, negli ultimi cinque anni, finanziare, attraverso una convenzione, la stessa scuola e alcuni corsi PELO in altre scuole, con un esborso di 550.000 dollari. Occorre ricordare che quando si è trattato di rinnovare la convenzione il PICAI, a causa del drastico calo dei contributi del MAE, ha dovuto rinunciare a rinnovarla, pena la chiusura di molte altre scuole sparse sul territorio. CG – Io riconosco il ruolo storico che il PICAI ha avuto nel mantenimento all’attuale livello di diffusione della lingua italiana, anche ad opera del PICAI. Oggi il contributo verso il PICAI, come verso tanti altri Enti, compreso il Consolato, è stato ridotto, ma il PICAI deve continuare la sua azione e sarebbe assurdo cancellare non solo il ruolo avuto nel passato ma anche quello che deve avere nel futuro; a fronte del calo dei contributi,sarebbe stato opportuno e preferibile a mio parere cercare di salvare per quanto possibile i corsi integrati in considerazione del particolare valore attribuito loro dal Ministero degli Esteri ed dal Consolato Il Sabatino – Penso che il PICAI abbia fatto delle scelte, salvando le cose che riteneva più importanti. Probabilmente, salvando tutto, avrebbe decretato la fine immediata dei corsi di italiano. ll Direttore Intevista con il Console Generale d`Italia a Montreal dott. Enrico Padula ll Sabatino - Siamo qui con il Console Generale d’Italia a Montreal dr. Enrico Padula per fare la sua conoscenza e sapere da lui cosa pensa di fare per gli italiani di Montreal. CG - Grazie di questa possibilità di presentarmi e di presentare i miei progetti in questa realtà he trovo estremamente stimolante, in questa comunità che, unica nel contesto Nord Americano, ha avuto la capacità di mantenere la lingua e le tradizioni e contemporaneamente di onsolato italiano a Montreal è particolarmente importante considerata questa situazione specifica della comunità italiana. Il fatto che, a differenza del Nord-America, qui si abbia ancora conoscenza della lingua che viene correntemente usata e che si abbia una maggiore coscienza della propria identità non deve tradursi nell’essere Montreal in ritardo su un processo storico inevitabile , cioè quello dell’assimilazione; ma secondo me deve essere un’occasione per riflettere su come il contributo dei Canadesi di origine italiana possa mantenere la sua originalità in un diverso contesto e possa mantenere un suo legame forte con l’Italia; possa in definitiva arricchire il Canada per quello che gli Italo-canadaesi riescono a dare, mantenendo una loro specificità,

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Le interviste CG – Appunto. Ma si potevano fare altre scelte. Tuttavia io voglio guardare al PICAI in un futuro di collaborazione ispirandomi a quello di positivo che è stato fatto in passato, considerando che la situazione oggi è diversa. Il Sabatino – Quindi mi pare che Lei affronti la situazione in modo diverso, rispetto ai suoi predecessori. Penso che i nostri lettori vorrebbero capire qual è la sua visione del futuro. CG– No, non è diversa da quella dei miei predecessori, anzi mi pongo con una linea di continuità con quella del MAE, per esempio in quello che riguarda il favorire i corsi integrati. Questa è la linea che cercherò di attuare e in questa linea si pone l’accordo promosso e sostenuto dalla Fondazione con la EMSB e che come Consolato continueremo a sostenere. Questo disegna un sistema in cui il Consolato, gli enti gestori (con il PICAI in un ruolo di primo piano) non sono gli unici attori in cui la comunità prende in mano ed assume un suo ruolo attivo, che ha lo scopo di coniugare integrazione e conservazione della lingua e del legame con l’Italia. Il Sabatino – Il PICAI esiste da oltre 40 anni e in tutto questo, periodo ha cercato con impegno di integrare la lingua nei programmi delle scuole ‘’dell’obbligo’’. La convenzione tra PICAI ed EMSB è stata attivata 6 anni fa, dopo lunghe trattative, quindi il PICAI non si e’ rifiutato di giocare la partita dell’integrazione, ma ha dovuto fare i conti con le disponibilità finanziarie. CG – I conti li dobbiamo fare purtroppo tutti, il Consolato per primo, ed è per questo che io vedo vari attori che entrano nel gioco, tutti con un unico obiettivo, in cui dobbiamo coordinarci ed il Consolato avrà questo ruolo diCoordinamento, ma in cui il PICAI, con la sua esperienza storica, che non deve andare dispersa, sarà uno dei principali attori, anche il principale. Il Sabatino – Tuttavia, negli anni passati, con il contributo del MAE ed il contributo delle Pag.8 famiglie, attraverso un attento controllo delle spese il PICAI ha potuto esercitare attivamente la sua azione. Oggi, con il sensibile calo del contributo dall’Italia i conti non tornano più. CG – Io, come funzionario dello stato, le posso dire si deve cercare di fare il massimo con le risorse decrescenti disponibili. Se in una famiglia ci sono meno soldi, non si caccia il figlio di casa, si cerca tagliare e si prova a trovare nuovi spazi di efficienza. In fondo anche l’accordo Fondazione EMSB è venuto fuori dalle necessità contingenti. Anche il PICAI, cercando contributi dalle famiglie, e con le scuole per gli adulti, ha dimostrato di poter cercare nuove risorse. Una capacità manageriale che io apprezzo e saluto. Il Sabatino – Io sono il Direttore del Sabatino e certamente gioco la mia partita per il PICAI. Credo che il PICAI gradirà sicuramente una sua visita per poter approfondire i temi comuni.. CG – Ma io non gioco nel campo avverso, e nelle prossime settimane, dopo le elezioni. mi farà piacere incontravi ed essere presso di voi. Ho già avuto contatti con i vertici del PICAI e sarà utile ed interessante venire da voi. Il Sabatino – Ringrazio molto per il tempo dedicatomi. CG – Io ringrazio lei. Quando parlo d’integrazione tra gli attori, mi riferivo anche all’Istituto di cultura cui non deve mancare un ruolo nel contesto della collaborazione tra le parti attive.

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Le scuole Pag.9 Dante Alighieri Benvenuti a tutti alla scuola Dante e ben ritrovati a tutti, cominciamo il nostro anno scolastico con la festa di halloween, una festa amata da grandi e piccini e forse una scusa per ritrovarsi tutti insieme in un atmosfera allegra e spensierata, il tutto allietato dai tanti dolci mandati dai nostri sempre presenti genitori e nonni. Il nostro prossimo appuntamento sarà il Concerto di Natale il 14 dicembre 2013. Auguriamo a tutte le famiglie e agli insegnanti di tutte le scuole del PICAI un Felicissimo Natale e Buon Anno, pieni di tanta salute e serenità. Nunzia D'Elia

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Le scuole Pag.10 Dante Alighieri

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Le scuole Una vacanza a Cuba Pag.11 Io con la mia famiglia l’undici febbraio partiremo per un soggiorno di otto giorni a Cuba. Partiamo tutta la famiglia: le mie due figlie ed i loro coniugi, con i miei cinque nipoti, ed il mio ragazzo. Il giorno prima della partenza andremo a dormire in un albergo vicino l’aeroporto perchè l’aereo per Cuba parte molto presto la mattina. Abbiamo prenotato in un albergo a Varadero dove avremo una vista panoramica sul mare turchino dei Caraibi. La spiaggia con la sua sabbia bianca e il luogo sognato per girondolare e riposarci sotto il bel sole tropicale. Una grande piscina farà la gioia di tutti. Ci sono molte attività in vista: tennis, tavola a vela, tennis da tavola a vela, pallavolo, pallanuoto e tante altre attività. Siamo tutti molto accitati ed abbiamo fretta di passare questa vacanza con la famiglia. Penso che sarà un esperienza indimenticabile. Grace Langlois Studente d’Italiano corsi per adulti Il sabato mattina, Scuola Dante Insegnante: Maria Molinaro

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Le scuole Pag.12 Festa di fine anno 2012 - 2013 http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=I-L00SFkE_c

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Le scuole Pag.13 E' difficile descrivere la gioia che si prova nel raccogliere i frutti del proprio lavoro. Ebbene, io li ho raccolti Sabato 20 Aprile di fronte ad un numeroso pubblico che fotografava ed applaudiva i miei alunni. nonché i loro figli e nipoti. Questi ragazzi. con tanta naturalezza hanno presentato: Dialoghi. Poesie. Racconti, Canzoni. Filastrocche e Geografia. Lo spettacolo e' l' attività per eccellenza , dove i veri protagonisti sono gli alunni e dove i genitori e nonni "toccano" con occhi e orecchi ciò che i loro pargoli imparano il sabato mattina . nelle varie scuole del PICAI. Insegnante Antonietta Pacifico

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Le scuole Pag.14

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