RISVEGLIO PENTECOSTALE

 

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RIVISTA DEL SETTEMBRE 2013

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“La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105) Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia P E N T E C O S T A L E Risveglio SETTEMBRE 2013 Risveglio Pentecostale Anno LXVII numero 9 - Periodico Mensile Poste Italiane spa Spedizione in Abbonamento Postale D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza Abbonamento Postale D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza o i g u f di ri a t s e p tem «Ci sarà un riparo per far ombra di giorno e proteggere dal caldo, e per servir di rifugio e d’asilo durante la tempesta e la pioggia» [ISAIA 4:6]

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Risveglio P E N T E C O S T A L E A.A.A. MONITORI QU Non vogliamo enfatizzare particolari doti culturali o specifici attestati professionali. Non vogliamo neppure rimarcare quelle qualità morali e spirituali che si rendono indispensabili per chiunque rivesta un incarico nell’ambito della chiesa. Vogliamo piuttosto mettere in evidenza la necessità che il monitore manifesti alcuni particolari requisiti atti a rendere incisivo ed efficace il suo servizio. Esiste la reale, urgente necessità di affidare l’incarico di monitore a credenti che abbiano i requisiti necessari per svolgere un compito tanto impegnativo, quanto delicato, soprattutto se svolto a beneficio dei più giovani. È indispensabile, oggi più che mai, che le famiglie possano avvalersi del sostegno e della collaborazione della Scuola Domenicale nella formazione morale e spirituale dei propri figli. A volte si è talmente impegnati nell’evangelizzazione e nella cura di “quelli di fuori” che si rischia purtroppo di trascurare la formazione di coloro che il Signore ci ha già messo accanto, e dei nostri figli in particolare. Poiché vivono in un ambiente cristiano e secondo sani principi morali, anche quelli che hanno ormai superato l’età dell’innocenza vengono visti più come potenziali credenti che come peccatori che necessitano con urgenza della grazia. Si rimane passivamente in attesa di un intervento risolutivo da parte di Dio e si diventa semplici spettatori della Sua opera piuttosto che attivi collaboratori. Nel frattempo il nemico delle loro anime ha campo libero, affina le sue armi e sferra i suoi attacchi micidiali. La Parola di Dio ci avverte: “Oggi è il giorno della salvezza”; rinviarla a domani potrebbe risultare fatale. COMPASSIONE Il compito del monitore prevede innanzitutto la consapevolezza di essere uno strumento che Dio vuole usare per conquistare le anime dei nostri figli e farne dei discepoli. Non è sufficiente che il monitore abbia a cuore l’insegnamento; è necessario che abbia a cuore gli studenti, che avverta il “peso” delle loro anime, che sappia percepire i loro bisogni e si disponga ad agire in loro favore. Il primo requisito che contraddistingue un monitore “qualificato” è dunque un sentimento di compassione per le anime di quanti gli vengono affidati. La compassione è l’amore che si immedesima, che sa condividere gli stati d’animo, che sa comprendere le reali esigenze interiori e che sa interpretare le richieste di aiuto. Il compito del monitore non può perciò esaurirsi nell’ora di lezione settimanale e non può limitarsi ad un rapporto superficiale e saltuario con i propri alunni. D’altra parte la scelta del termine “monitore” piuttosto che di “insegnante” della Scuola Domenicale non è casuale. In qualunque ambito professionale il monitore è colui che affianca l’insegnante e assiste lo studente nell’attuare praticamente gli insegnamenti ricevuti. Il suo compito è quello di “monitorare” coloro che gli vengono affidati, per assicurarsi che l’insegnamento non rimanga a livello teorico, scollegato dalla pratica. Nell’ambito della chiesa il compito del monitore è dunque quello di affiancare gli studenti affinché l’insegnamento della Parola di Dio, reso efficace dall’azione dello Spirito Santo, venga interiorizzato e si traduca in una reale crescita di ordine spirituale, morale e intellettuale. L’insegnamento biblico non è mai fine a se stesso: si propone di trasformare i cuori e le vite e si traduce in scelte concrete, spesso coraggiose. L’obiettivo del monitore non è quello di trasferire delle nozioni bibliche e neppure di produrre negli alunni un cambiamento apparente e temporaneo, ma è quello di incoraggiarli affinché imparino ad applicare gli insegnamenti biblici alle circostanze Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Ente Morale di Culto D.P.R. 5.12.1959 n.1349 Legge 22.11.1988 n.517 Pubblicato dal Consiglio Generale delle Chiese Presidente: Felice A. Loria Vice Presidente: Vincenzo Spec chi Segretario: Davide Di Iorio Tesoriere: Giu sep pe Tilenni Consiglieri: Eliseo Cardarelli, Salvatore Cusumano, Paolo Lombardo, Gaetano Montante, Vito Nuzzo Presidente emerito: Francesco Toppi Consigliere onorario: Francesco Rauti Direzione, Redazione e Amministrazione Via Altichieri da Zevio 1, 35132 Padova Tel. 049. 605127, fax 049.612565, e-mail: risveglio.pentecostale@assembleedidio.org www.assembleedidio.org Versamenti in Posta su c/c postale n.12710323 intestato a: Risveglio Pentecostale Via Altichieri da Zevio 1, 35132 Padova Versamenti tramite canale bancario Poste: codice IBAN IT16 N076 0112 1000 0001 2710 323 codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX intestato a: Risveglio Pentecostale Via Altichieri da Zevio 1, 35132 Padova Registrazione n.1688 del 1.3.2000 Trib. di Padova La pubblicazione è distribuita a mem bri e simpatizzanti delle Chi e se Cri stiane Evangeliche A.D.I. ed è so stenuta da offerte vo lon ta rie. In con formità alla Leg ge 675/96 e successive modifiche sulla tutela dei da ti personali, la Re da zio ne di Risveglio Pente­ costale ga rantisce l’assoluta riservatezza di quelli di cui è in possesso. Inol tre assicura i lettori che i loro dati personali sono custoditi in un archivio elettronico presso la sede del giornale e ver ranno utilizzati soltanto per in viare la corrispondenza relativa al mensile Risveglio Pentecostale. Gli articoli firmati im pegnano esclu si va men te i lo ro au tori. I manoscritti non pub blicati non si restituiscono. Direttore Responsabile: Vincenzo Specchi Comitato di Redazione Risveglio Pentecostale Cristiani Oggi: Vincenzo Specchi (sostituto del presidente ex officio), Lorenzo Framarin, Luca Marino, Domenico Modugno, Elio Varricchione 2 Risveglio Pentecostale - settembRe 2013

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UALIFICATI CERCASI della vita. Consiste nell’aiutarli ad assimilare un insegnamento e tradurlo in azione, a convertirlo in esperienza. Non siamo certamente gli autori del loro cambiamento, ma possiamo essere gli strumenti che Dio usa per portare alla luce ciò che risiede nei loro cuori e stimolare in loro il desiderio di conoscere e incontrare Dio. Possiamo proteggerli dall’idea di un Dio lontano e passivo e aiutarli ad avere fiducia in Lui. È un compito che se svolto con tenacia, pazienza e determinazione, è destinato a lasciare un’impronta indelebile nelle loro vite. J. Griffith, il noto missionario che dedicò cinquant’anni della sua vita all’evangelizzazione della Cina, ricordando il monitore della sua infanzia ebbe a dichiarare: “Ho trascorso tre indimenticabili anni della mia vita nella sua classe e durante quel periodo ho imparato a pensare, a riflettere e a ponderare le cose”. Un monitore che guarda al proprio servizio soltanto come ad un impegno settimanale difficilmente sarà in grado di lasciare un segno nella vita spirituale dei propri alunni. AUTOREVOLEZZA Si potrebbe obiettare che i monitori non possono e non devono sostituirsi ai genitori, che rimangono i veri protagonisti del percorso educativo. È un’obiezione che non tiene conto del fatto che, sebbene il ruolo dei genitori sia determinante, è naturale e perfino necessario che i nostri figli trovino altri punti di riferimento esterni alla famiglia. È infatti inevitabile che superata la fase della prima infanzia, quando cominciano a IN QUESTO NUMERO SETTEMBRE 2013 A.A.A. MONITORI QUALIFICATI CERCASI Mario Cartaldo ................................. pag.2­4 NON USCIRE ANCHE TU LA FELICITÀ CONTRO LA GIOIA Felice Leveque .................................. pag.5­6 Carmine Lamanna ...........................pag.7­8 CON L'AIUTO DI DIO RICOSTRUIRE LE VITE DISTRUTTE Lino Brancato ..................................pag.9­11 LA SINDROME DI ALAMO SAMMA DIFENDI IL TUO CAMPO DI LENTICCHIE Michele Venditti ............................ pag.12­13 Ubaldo Braida ................................pag.14­15 NUDITÀ COPERTA Daniele Vitale ................................pag.16­18 PROMOSSI ALLA GLORIA RENATA MARIA MANFREDI IN COSTANZA ............................pag.19 NOTIZIE DALLE NOSTRE COMUNITÀ .............................pag.20­23 Per notizie aggiornate consultate il sito www.assembleedidio.org Risveglio Pentecostale è disponibile anche in edizione per non vedenti. Gli articoli, salvati in formato leggibile mediante computer con un programma screen reader, vengono inviati ai non vedenti che ne fanno richiesta all’indirizzo risveglio.pentecostale@ assembleedidio.org (i file inviati sono nei più comuni formati di salvataggio). Risveglio Pentecostale - settembRe 2013 3

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rendersi conto di essere inseriti in un contesto sociale ben più ampio di quello familiare, avvertano la necessità di verificare l’efficacia degli insegnamenti ricevuti da mamma e papà. Quale genitore non è rimasto interdetto (e forse anche un po’ deluso) quando ha sentito il proprio figlio dichiarare: “Lo ha detto la maestra!” con una fermezza che non ammette repliche? La figura genitoriale, che fino a quel momento sembrava non temere rivali, viene inaspettatamente messa a confronto con altri punti di riferimento. È una tappa del naturale processo di crescita nei figli: sorge la necessità di guardarsi intorno alla ricerca di figure autorevoli adatte alle loro esigenze, che sappiano dare risposte adeguate e che li mettano in condizione di fare delle scelte. Non sarebbe auspicabile che queste figure venissero trovate nell’ambito della chiesa piuttosto che all’esterno? Non sarebbe opportuno che venisse riconosciuta al monitore quell’autorevolezza che riesce a conquistare il loro rispetto e la loro fiducia? L’autorevolezza, intesa in senso biblico, non è certamente la drastica severità di chi si impone pretendendo obbedienza, ma è la capacità di proporsi come una guida competente e affidabile. Nessuno accetterebbe di lasciarsi guidare da qualcuno che manchi di saggezza o che non dimostri di volere il suo bene, e i nostri figli non fanno eccezione. Sanno distinguere chi agisce nel loro interesse e in base a reali convinzioni personali da chi invece si dimostra accomodante e permissivo più per amore di se stesso e della propria reputazione che per il loro bene (Pr.28:23). I nostri figli desiderano potersi affidare a persone credibili, che dimostrino di saper valutare le situazioni secondo la prospettiva di Dio e che abbiano il coraggio di agire di conseguenza. ABNEGAZIONE Anche per il monitore, come per chiunque svolga un servizio nell’ambito della chiesa, la strada più facile è spesso quella del com4 Risveglio Pentecostale - Settembre 2013 promesso e dell’accondiscendenza. Piuttosto che disciplinare e correggere si tende a ignorare i problemi, aggirare gli ostacoli e mitigare le pretese. Si preferisce rinunciare alla propria autorevolezza per assumere un atteggiamento accomodante e permissivo che, ammantandosi di una parvenza di sensibilità e mansuetudine, tende a nascondere la vanità e l’orgoglio. La vera autorevolezza implica abnegazione. È il requisito necessario per qualunque servizio reso al Signore. Non equivale soltanto alla rinuncia fine a se stessa dei propri privilegi. Implica umiltà e autodisciplina (2Tim.2:15). Significa essere disposti a rinunciare al proprio “io”, all’approvazione degli uomini, alla popolarità e alla gratificazione personale, unicamente per amore sincero e disinteressato. L’abnegazione rende il monitore efficace nel servizio, determinato nell’affrontare le sfide e perseverante in mezzo alle difficoltà. Compassione, autorevolezza e abnegazione: sono requisiti indispensabili per chiunque voglia contribuire efficacemente alla formazione spirituale e psicologica dei nostri figli. Chi potrebbe reputarsi idoneo? La risposta è nella Parola di Dio: Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono (1Cor.1:26-28). Anche quando Dio sceglie persone particolarmente dotate e intelligenti, richiede che ripongano fiducia nell’opera dello Spirito Santo e non nelle proprie capacità umane. Soltanto ammettendo che il compito è superiore alle nostre forze potremo attingere alle risorse del Signore e scopriremo che sono illimitate, più che sufficienti per essere dei servitori fedeli ed efficaci. Mario Cataldo

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Non uscire ANCHE tu! GIOVANNI 13:21-31 In questo testo biblico emergono cinque fatti salienti che saranno l’oggetto della nostra riflessione. Gesù fu turbato nello spirito Egli sa che cosa sta per accadere: uno dei Suoi discepoli ormai ha deciso di tradirlo; sa che sta per perdere un’anima che si è data al diavolo. Giuda, dopo che per tre anni ha condiviso con il Maestro ogni istante di vita e di benedizione, di miracoli e prodigi, ora è pronto a lasciare il Suo Maestro per soli trenta denari. Gesù è turbato, perché questo non può che turbare. I discepoli si guardavano l'un l'altro Si potrebbe affermare che i veri discepoli “temono e tremano”. Alcuni giudicano quest’azione come una manifestazione di colpevolezza o ancora un voler leggere nel volto degli altri la colpa, il tradimento. Sfido chiunque, davanti alle parole di Gesù, a non avere reazioni simili. E intinto un boccone, lo prese e lo diede a Giuda Solo Dio sa come si sente Giuda in quel momento, a seguito di un tale gesto. Gesù mostra il Suo amore fino alla fine a tutti i “Giuda” di questa terra. Chiunque tradisce, sa bene, che Cristo proverà fino alla fine a ricondurlo a Sé. Quel che fai, fallo presto Gesù deve assolvere al volere del Padre, non ha più tempo da perdere. Niente e nessuno possono rallentare l’opera di Dio. Nei secoli del Cristianesimo molti hanno creduto di poter deviare o rallentare l’opera dello Spirito, ma Egli deve agire nei tempi stabiliti. Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte Giuda ricorderà il sapore di quel boccone, che lo accompagnerà fino all’ultimo istante della sua vita. È l’ultima cosa che riceve dalla mano di Gesù. È notte, non può essere altrimenti quando si riceve l’ultimo boccone dalla mano di Gesù. Quindi, egli “uscì subito”. Chi sarà il prossimo Giuda? La domanda che oggi nelle Chiese si può fare, purtroppo, è: chi sarà il prossimo Giuda ad uscire? Il verbo uscire nella radice del suo significato vuole dire “ fuori da” e “andare”. Ora, alla luce della Parola, ciascuno faccia la propria valutazione sulla sorte di chi esce dalla Chiesa del Signore, consideri che cosa questi lascia e, soprattutto, che cosa questi potrà trovare lì dove andrà a finire! Risveglio Pentecostale - settembRe 2013 5

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Fuori dalla grazia di Dio, dalla Sua santa comunione, dal Suo perdono, dalla Sua provvidenza, dal Suo aiuto. In una frase sola: fuori dal cielo, fuori dalla vita eterna. E per andare dove? Nel mondo di tenebre, da dove proveniva. Per andare di nuovo nell’inferno da dove Gesù l’ha tratto per avvicinarlo al Padre. Per andare di nuovo, e ancora più di prima, a rotolarsi nel fango e nella melma dell’empietà, della bestemmia e delle offese contro Dio. Tradire è ingannare, non rispettando deliberatamente gli impegni assunti o la fiducia altrui. Nasce da una radice della parola che ha questo senso: “consegnare al nemico”. Giuda consegna Gesù al nemico, ma anche noi possiamo, tradendo, riconsegnare l’anima al nemico delle anime nostre. Molti credono che i traditori di Gesù siano solo coloro che peccano in modo lampante, che danno una scandalo clamoroso. Ma, oltre a costoro, chi sarà il prossimo ad uscire? Chi ha perso l’entusiasmo per le cose di Dio. Chi manca ai culti per motivi banali. Chi non sente più il peso delle anime perdute. Chi non è presente alle attività principali della Chiesa. Chi ozia nelle cose di Dio, mentre c’è bisogno di lui/lei, ma poi è attivissimo nelle proprie. Chi mette la famiglia davanti a Dio. Chi ha fatto del lavoro il suo idolo. Chi non ha più una visione chiara dell’opera di Dio. Chi parla male dei fratelli e del pastore. Chi fa vincere il proprio istinto sulla guida dello Spirito. Chi fa proposte insensate senza avere chiaro il piano di Dio. Chi impreca e si adira. Chi guarda soltanto al proprio orticello. Chi non cerca il battesimo nello Spirito Santo e la Sua pienezza. Chi battezzato nello Spirito Santo non parla in lingue da qualche tempo e non si santifica. Chi non cerca i doni dello Spirito Santo. Chi non loda e glorifica Dio. Chi ha nei suoi ragionamenti come soggetti principali soldi o casa. Chi non legge la Bibbia con ardore. Chi è ribelle e ostinato. Chi offende e ingiuria perfino i propri cari. Chi si pente, ma non confessa di cuore le proprie mancanze. Chi non è d’esempio ai figli e ai ragazzi della comunità. Chi trama nel segreto. Chi sta vedendo morire il dono della vita. Chi appare quel che non è. Chi spergiura di star bene e invece sta morendo spiritualmente. Pastori, consiglieri di Chiesa, responsabili nelle Comunità, monitori ed altri ancora, siamo a serio rischio di uscire presto! L’incarico che occupi non ti garantisce la fedeltà: ricorda che Giuda era il cassiere del gruppo dei dodici apostoli. Con l’apostolo Paolo diciamo: “Vi supplichiamo nel nome di Cristo, siate riconciliati con Dio” (2 Corinzi 5:20). Se con il nostro atteggiamento, con i nostri pensieri e le nostre parole abbiamo tradito Gesù, in questo stesso istante riconciliamoci con Lui. Non sia l’ultimo boccone che riceviamo dalla Sua mano, ma il primo boccone di una vita riconsacrata a Dio e al Suo volere. Quanti bocconi Dio ci ha dato per dirci: “Ripensaci, torna da Me, unico e vero Salvatore”. Quando egli fu uscito, Dio disse: Ora il Figlio dell’uomo è glorificato, e Dio è glorificato in lui È penoso, ma questa è la realtà dei fatti. I traditori sono d’ostacolo alla gloria di Dio. Egli, per manifestarla, deve attendere che i traditori escano. Ecco perché Gesù chiede a Giuda di far presto. Gesù non vede l’ora di manifestare la Gloria del Padre nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre Comunità e nella Sua opera in Italia. A meno che non ci sia ravvedimento e riconciliazione, ogni traditore uscirà presto e Dio si manifesterà in modo glorioso. Felice Leveque ABC della Salvezza A AMMETTI DI ESSERE PECCATORE! Solo Gesù è morto sulla croce per il perdono dei tuoi peccati. "Non c’è nessun giusto, neppure uno" (Romani 3:10). "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23). Chiedi a Dio il Suo perdono, Egli ti ascolterà e ti perdonerà! B BISOGNA NASCERE DI NUOVO! "Se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio" (Giovanni 3:3). "Perché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). "A tutti quelli che lo hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio" (Giovanni 1:12). "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" (Giovanni 14:6). Dio ti dice che, anche se hai peccato, nulla Gli impedisce di continuare ad amarti. Sì, Dio ti ama così come sei, ma vuole fare per te qualcosa di speciale, vuole darti una vita nuova C CREDI NEL SIGNORE GESÙ, CONFESSALO COME TUO PERSONALE SALVATORE! Se hai accettato Gesù come tuo Salvatore, potrai rivolgerti a Lui in ogni momento, per ogni cosa, ringraziandoLo con tutto il cuore, perché "in nessun altro è la salvezza" (Atti 4:12). "Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti sarai salvato" (Romani 10:9). "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia" (Atti 16:31). 6 Risveglio Pentecostale - settembRe 2013

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LA FELICITÀ contro la gioia La felicità si realizza in base a ciò che accade attorno a noi: il matrimonio, la nascita di un figlio, una vacanza, un aumento di stipendio e così via. Ma l’euforia è solo momentanea. Inevitabilmente, qualcosa cambia portando via con sé la nostra felicità. Il matrimonio entra in crisi, i figli mostrano ingratitudine, il lavoro non va più bene... La felicità scompare. Nella migliore delle ipotesi rimaniamo vuoti, e nella peggiore perfino arrabbiati e demoralizzati. La felicità è fugace e non possiamo darle la caccia, sforzarci di riacquistarla: aumenterebbe la nostra frustrazione. Se le circostanze ci hanno reso felici, allora la nostra situazione deve cambiare affinché possiamo essere felici di nuovo. Eppure, questo è esattamente il motivo per cui siamo infelici. Non abbiamo, né avremo mai, il controllo sulle cose che generano in noi la felicità. La felicità è circostanziale, non così la gioia. Possiamo avere gioia finanche quando non siamo felici. La gioia è diversa dalla felicità. Se la situazione è favorevole e positiva, chiunque può sperimentare la felicità. Perfino le persone che non conoscono Dio o che Lo maledicono possono essere felici. Ma loro non hanno la gioia, perché essa ha una origine completamente diversa. LA FONTE DELLA GIOIA Secondo la Scrittura, lo Spirito Santo produce la gioia: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (Galati 5:22). È notevole il fatto che la gioia sia menzionata dopo l’amore. Dio non vuole che viviamo vite depresse e così, attraverso lo Spirito Santo, ci regala la gioia sovrannaturale che supera le nostre circostanze. La gioia è un dono meraviglioso che accompagna la salvezza attraverso la fede in Gesù Cristo. È un dono dello Spirito Santo. Se comprendiamo che la vera gioia non proviene dalle circostanze ma piuttosto da Dio, cominciamo a vedere la gioia come una benedizione per la vita di tutti giorni. LA GIOIA RIMANE Dovremmo forse essere depressi a causa del fatto che Gesù è morto per i nostri peccati ed è risuscitato per la nostra giustificazione? Oppure che Egli intercede per noi? Dovremmo lamentarci pur sapendo che il nostro nome è scritto nel libro della vita e che un giorno saremo per sempre con il Signore? No! Queste cose dovrebbero darci grande gioia. Pietro scrisse: “Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime” (1Pietro 1:8,9). Risveglio Pentecostale - settembRe 2013 7

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L’espressione “gioia ineffabile e gloriosa” descrive la tua vita? L’emozione è per un momento: la gioia è costante, così come l’apostolo Paolo la descrive: “Avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo” (1Tessalonicesi 1:6). Indipendentemente dal momento anche difficile che sta vivendo, è possibile per il cristiano continuare a sperimentare la gioia. Potrebbe non manifestarla a causa del dispiacere che sta realizzando, ma dentro la gioia rimane intatta. Il nostro mondo ha tanta tristezza e angoscia, ma i cristiani possono distinguersi vivendo vite gioiose, come fecero Paolo e Sila in carcere a motivo del Vangelo. IL RISCHIO La gioia si può perdere. L’apostolo Paolo chiese ai credenti della Galazia: “Dove sono dunque le vostre manifestazioni di gioia?” (Galati 4:15). La gioia era svanita perché una chiesa, che un tempo camminava nella gioia, l’ha persa per la sua insensatezza: “O Galati insensati, chi vi ha ammaliati, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato rappresentato crocifisso”? (Galati 3:1). Quando il nostro cammino con Dio per nostra scelta diventa solitario, quando distogliamo i nostri occhi da Gesù, la gioia sovrannaturale del Signore comincia a dileguarsi e alla fine scompare. Allora necessita che la gioia di Dio sia la nostra esperienza quotidiana: “Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa” (Giovanni 15:11). Secoli prima, ai tempi di Mosè, la gioia era già compresa come un aspetto importante nella vita del popolo scelto da Dio: “Ti darai interamente alla gioia” (Deuteronomio 16:15). Godere della presenza di Dio produceva una gioia ancora più profonda di qualunque benedizione materiale. La base della gioia spirituale è nella nostra relazione con Cristo. Noi “gioiamo nel Signore” (Filippesi 3:1) ricordando e dichiarando tutti i benefici che Egli ci ha fornito. Il profeta Neemia disse: “La gioia del Signore è la nostra forza” (Neemia 8:10). Abbiamo bisogno della Sua gioia: “Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia completa” (1Giovanni 1:4). Se non c’è gioia nel tuo cuore, Dio te la può dare: “Trova la tua gioia nel Signore, ed egli appagherà i desideri del tuo cuore” (Salmo 37:4). Carmine Lamanna 8 Risveglio Pentecostale - Settembre 2013

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Centro Kades con l’aiuto di Dio ricostruire le vite distrutte! Il Centro Kades dal 1979 opera per il recupero di soggetti distrutti da comportamenti a rischio come abuso di sostanze stupefacenti e reiterazione di comportamenti anomali che creano dipendenza. L’obiettivo principale è soprattutto quello di aiutarli a conoscere Colui che può cambiare la loro esistenza facendoli nascere di nuovo. Smettere di assumere sostanze o di continuare nei comportamenti che creano dipendenza è secondario, si direbbe un “derivato di lavorazione”. Emblematica è la risposta data da un giovane “ricostruito” quando gli venne rivolta una domanda da parte di un medico: “Perché non cerchi più la droga?” La risposta fu: “Quello che ho trovato è migliore di tutte le droghe e i piaceri della vita messi insieme”. Le attività svolte dal Centro sono quelle di aiutare persone problematiche a conoscere Gesù, con un centro maschile e uno femminile, e una Unità di Strada che tutte le settimane esce per evangelizzare portando un messaggio di speranza a quanti sono senza Dio e senza speranza. Al Centro, oltre alla normale gestione della vita quotidiana, vi sono attività di manutenzione e quanto occorre perché il Centro sia ordinato e funzionante, ma ricopre notevole importanza l’insegnamento della Parola di Dio con verifiche ed esami finali; gli incontri di gruppo servono a verificare quanto appreso, ma soprattutto quanto viene messo in pratica. La vita insieme che è una continua interazione reciproca, aiuta a modellare il carattere. Tutta la vita al Centro è una fucina che forgia carattere, atteggiamenti, sentimenti. Il culto, tre volte alla settimana, e la serata di preghiera per la ricerca del battesimo nello Spirito Santo aiutano a raggiungere la vera spiritualità che, rappresentata da segni del ravvedimento, costituisce l’obiettivo finale. Presentiamo alcune testimonianze raccolte “sul campo” al Centro Kades che, nella semplicità espositiva, sottilineano l’opera gloriosa alla quale desideriamo collaborare con Dio: ricostruire le vite distrutte! LE PRIME IMPRESSIONI Cristian Ho 25 anni e vengo dalla provincia di Vercelli. Per anni ho avuto problemi con la droga e sono venuto qui al Centro per riscattare la mia vita e ritrovare la voglia di vivere. Da quando sono qui, su queste colline, ho ritrovato la gioia di vivere e alzarmi la mattina per lavorare con altri ragazzi senza aver paura di essere giudicato. Sto imparando a stare con gli altri senza entrare in competizione. Risveglio Pentecostale - settembRe 2013 9

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SUL LAVORO Antonio Ero aggregato in cucina come aiuto cuoco e stavo terminando il mio tirocinio, dovevo essere io il prossimo cuoco. Ebbene, quando lo staff mi comunicò che il giorno dopo sarebbe toccato a me prendere la responsabilità della cucina, andai subito in ansia (cioè dentro di me ero nel panico più assoluto) non mi sentivo pronto, e non avevo nemmeno il coraggio di riferirlo agli operatori. La sera stessa, nella mia cameretta, chiusi gli occhi e pregai dicendo: “Signore, non so se è giusto che te lo chieda, ma aiutami, fa che domani mattina il responsabile che sarà di turno per lo staff venga da me e mi dica: “Antonio, vedo che non sei ancora pronto, sarà meglio che ti lasci ancora una settimana con il cuoco”. Ebbene quella mattina avvenne esattamente così. So che non è stato un caso, ma frutto dell’intervento del Signore. è lo studio; all’inizio lo vedevo come un peso, invece con il passare del tempo questo ha influito grandemente sulla mia conversione a Gesù. Il programma prevede che gradualmente si affrontino argomenti come l'ubbidienza, la gentilezza, l'umiltà, la benevolenza… ma non soltanto dal punto di vista del significato. Infatti, ad ogni argomento intrapreso teoricamente, deve corrispondere un atto pratico e uno scritto sui problemi incontrati nel tentativo di realizzarlo e sui benefici ricevuti. Erano anni che non scrivevo e leggevo: conoscere ogni giorno di più le Scritture e metterne in pratica i comportamenti cristiani edifica la mia nuova vita. LA SOCIALIZZAZIONE Giancarlo Al Centro i giorni di domenica, lunedì, mercoledì e sabato alla sera dalle 20:30 alle 22:00 facciamo la socializzazione che è una attività anch’essa importante in quanto ci permette di vincere le nostre paure verso il prossimo e di abbattere la timidezza. Ci serve per imGLI INCONTRI DI GRUPPO parare a Emiliano stare in mezzo agli altri. Facciamo di solito giochi di Una volta alla settimana ci sediamo in cerchio e l’operatore presenta un tema particolare da trattare gruppo e a volte giochiamo anche a calcetto o pingin gruppo; ogni ragazzo racconta la sua esperienza e pong. Non ci manca proprio nulla… si apre un piccolo dibattito su come affrontare quel L’USCITA DEL SABATO tipo di argomento nella vita di tutti i giorni. In queMimmo sto incontro mi è capitato di riuscire a risalire a fatti Al sabato, dopo il telegiornale, chi è più avanti di che non ricordavo più. fase si prepara per l’uscita (doccia e barba) perché alle 15:00 si esce a fare la spesa per la sera (cioccoLO STUDIO lato, wafer, patatine, noccioline ecc.) in quanto alAndrea Una cosa che mi ha colpito in questi primi 2 mesi la sera guardiamo un film e abbiamo l’opportunità di mangiare qualche cosa di sfizioso. Fatta la spesa si fa un giro per il centro di Acqui scambiando qualche chiacchera tra di noi e guardando le vetrine dei negozi; alle 18:00 si rientra al Centro. L’uscita è rilassante in quanto abbiamo modo di stare uniti al di fuori della struttura e dopo una settimana piena dei nostri impegni comunitari il sabato siamo più liberi. L’uscita per me ha anche un fine educativo in quanto al supermercato stiamo attenti a risparmiare anche i centesimi di Euro imparando a gestire le risorse economiche che abbiamo a disposizione! 10 Risveglio Pentecostale - settembRe 2013

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IN CHE COSA CREDIAMO CREDIAMO e accettiamo l’intera Bibbia come l’ispirata Parola di Dio, unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e condotta (2 Tim.3:15,17; 2 Pie.1:21; Rom.1:16; 1 Tess.2:13). CREDIAMO nell’unico vero Dio, Eterno, Onnipotente, Creatore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo (Efe.4:6; Matt.28:19; Luca 3:21, 1 Giov.5:7). CREDIAMO che il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo (Giov.1:1,2,14; Luca 1:34,35; Matt.1:23). CREDIAMO al battesimo nello Spirito Santo come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le Scritture, con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre Scritture, nella potenza dell’annuncio di “Tutto l’Evangelo” al mondo (Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46; 11:14-16; 15:79; 19:26; Mar.16:20; Giov.16:13; Matt.28:19-20). L’OPERA DEL SIGNORE Piero Sono entrato al Centro nel febbraio del 2011. All’inizio chiedevo a Dio di poter essere un Suo figliolo, di aiutarmi a dimenticare tutti i miei fallimenti, di donarmi la forza per fare questo cammino, ed egoisticamente, anche di poter riuscire a mantenere il mio lavoro di portalettere. Ma in seguito scoprii che la mia aspettativa sarebbe scaduta a dicembre, un tempo insufficiente per completare il programma del Kades, quindi mi trovai di fronte ad un bivio: dovevo decidere se affidarmi con un passo di fede nelle mani di Dio, continuare il programma, e perdere il lavoro, o abbandonare la comunità per riprendere a lavorare. I miei mille pensieri e la mia incredulità mi portavano a pensare di andarmene, per non perdere il lavoro alle Poste. Non sapevo che cosa fare, ma alla fine, sebbene non mi reputassi ancora un credente, decisi di affidare tutto a Dio. Una voce mi diceva che ero sulla strada giusta. Per farla breve, a ottobre Gesù mi donò la salvezza, e ricevetti anche un comunicato che diceva che la mia aspettativa era stata prolungata di altri 6 mesi. Vi lascio immaginare la mia gioia! Ma non era ancora finita: di li a poco un altro comunicato mi annunciava che la mia aspettativa si prolunga ancora di 1 anno! Tutto questo è opera del Signore. Queste sono solo alcune delle testimonianze che verbalmente abbiamo la grazia di Dio di poter raccogliere vivendo accanto a questi cari nei quali il Signore sta operando. Per mezzo di queste esperienze di vita vissuta possiamo annunciare ancora oggi dal Centro Kades che dalla droga, dall’alcool e da qualsiasi dipendenza è possibile essere liberati totalmente! Vi chiediamo di pregare per loro ed anche per lo staff che è qui impegnato giorno per giorno affinché il Signore assista, sostenga e compia l’opera Sua in mezzo a noi! Dio vi benedica! Lino Brancato CREDIAMO ai carismi e alle grazie dello Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione e la consolazione della comuCREDIAMO nella Sua vita senza pec- nità cristiana e, conseguentemente, della società umana (1 Cor.12:4-11; cato, nei Suoi miracoli, nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscat- Gal.5:22; Ebr.13:15; Rom.12:1). to per tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nella Sua ascensione al- CREDIAMO ai ministeri del Signore la destra del Padre, quale unico me- glorificato quali strumenti autorevodiatore, nel Suo personale e immi- li di guida, d’insegnamento, di edifinente ritorno per i redenti e poi sul- cazione e di servizio nella comunità la terra in potenza e gloria per stabili- cristiana, rifuggendo da qualsiasi forre il Suo regno (1 Pie.2:22; 2 Cor.5:21; ma gerarchica (Efe.1:22-23; 4:11-13; Atti 2:22; 1 Pie.3:18; Rom.1:4; 2:24; 5:23; Col.1:18). 1 Cor.15:4; Atti 1:911, Giov.14:13; 1 CREDIAMO all’attualità e alla validità Cor.15:25; 1 Tim.2:5). delle deliberazioni del Concilio di GeCREDIAMO all’esistenza degli angeli rusalemme, riportate in Atti 15:28creati puri e che una parte di questi, 29; 16:4. caduti in una corruzione e perdizione irreparabili, per diretta azione di CREDIAMO alla resurrezione dei Satana, angelo ribelle, saranno con morti, alla condanna dei reprobi e allui eternamente puniti (Matt.25:41; la glorificazione dei redenti, i quaEfe.6:11-12). li hanno perseverato nella fede fino alla fine (Atti 24:15; Matt.25:46; CREDIAMO che soltanto il ravvedi- 24:12,13). mento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, siano indispensabili per la CELEBRIAMO il battesimo in acqua purificazione dal peccato di chiunper immersione nel nome del Paque Lo accetta come personale Salvatore e Signore (Rom.3:22-25; Atti dre, del Figlio e dello Spirito Santo per coloro che fanno professio2:38; 1 Pie.1:18,19; Efe.2:8). ne della propria fede nel Signore Gesù Cristo come personale Salvatore CREDIAMO che la rigenerazione (nuova nascita) per opera dello Spiri- (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12). to Santo è assolutamente essenziale per la salvezza (Giov.3:3; 1 Pie.1:23; CELEBRIAMO la cena del Signore o Santa Cena, sotto le due specie del Tito 3:5). pane e del vino, ricordando così la morte del Signore e annunziando il CREDIAMO alla guarigione diSuo ritorno, amministrata a chiunvina, secondo le Sacre Scrittuque sia stato battezzato secondo le re mediante la preghiera, l’unzione dell’olio e l’imposizione delle ma- regole dell’Evangelo e viva una vita ni (Isa.53:45; Matt.8:1617; 1 Pie.2:24; degna e santa davanti a Dio e alla società (1 Cor.11:23-29; Luca 22:19-20). Mar.16:17-18; Giac.5:14-16). Risveglio Pentecostale - settembRe 2013 11

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LA SINDROME DI Il 6 marzo 1836, durante la guerra per l’indipendenza del Texas, fu combattuta la Battaglia di Alamo dopo un assedio durato 9 giorni. Nello scontro oltre 1500 soldati dell’esercito messicano assaltarono una guarnigione di 200 indipendentisti texani asserragliati presso la vecchia missione spagnola di “El Alamo” vicino a San Antonio. L’assedio terminò, com’era prevedibile, con la presa della missione e la morte di tutti i difensori texani. Questa storia ha dato vita a quella che è stata definita la “sindrome di Alamo” o la “sindrome dell’accerchiamento” di cui soffrono alcuni, anche credenti, che si sentono sempre “attaccati”, “non compresi” dagli altri e si asserragliano sempre di più nelle proprie, spesso errate, convinzioni. Di fatto è un modo come un altro di fuggire dalle proprie reali responsabilità, riversando “la colpa” sugli altri; è Alamo Sostieni Risveglio Pentecostale con 2 euro al mese! Caro lettore, richiedi e sostieni Risveglio Pentecostale, il mensile di edificazione delle Chiese Cristiane Evangeliche Assem­ blee di Dio in Italia, inviando un’offerta di 2 euro al mese per contribuire alle spese di produzione e invio dei numeri di quest’anno, utilizzando il conto corrente postale 12710323 o le coordinate bancarie IBAN IT16 N076 0112 1000 0001 2710 323 12 Risveglio Pentecostale - settembRe 2013

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un modo come un altro per distogliere lo sguardo dai propri errori e, invece di combattere la “battaglia del personale ed intimo ravvedimento”, ci si mette in conflitto con gli altri in modo da sedare la propria coscienza, ammaliata dal “rumore delle armi” che si rivolgono però al “nemico” sbagliato. Il risultato è spesso l’indurimento del cuore, l’involuzione spirituale, una prigione per la mente e lo spirito che possono produrre la morte spirituale. La preghiera, per quanti sono affetti dalla “sindrome di Alamo”, è che vengano “convinti” dallo Spirito Santo (Giovanni 16:8) e illuminati dalla Parola di Dio: “Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi” (Apocalisse 2:5). Solo facendo così si è in grado di uscire per tempo dal proprio “Fort Alamo” e riacquissta la “gioia della salvezza” (Salmo 51:12). Michele Venditti Sostieni L’IMPEGNO MISSIONARIO delle Assemblee di Dio in Italia! Dall'inizio del 2013 le Assemblee di Dio in Italia stanno inviando missionari oltre i confini nazionali in Paesi dove svolgeranno stabilmente un lavoro di predicazione e di sostegno a favore di quanti ancora non conoscono la grazia del Signore. Per sostenere lo sviluppo di questo progetto è necessario il sostegno delle vostre preghiere al Signore, affinché lo Spirito Santo possa aiutare e guidare questi missionari nel loro operare alla gloria di Dio, e possa altresì sensibilizzare quanti hanno in cuore di sostenere anche praticamente quest’opera. È possibile inviare offerte a sostegno dell’impegno missionario all’estero delle Assemblee di Dio in Italia utilizzando le coordinate della Cassa Nazionale ADI specificando nella causale “OFFERTA PRO MISSIONI ESTERE” PER OFFERTE CON BONIFICO BANCARIO: banca: Monte dei Paschi di Siena, Ag.8 Firenze, conto intestato a: Assemblee di Dio in Italia ­ Cassa Nazionale, codice IBAN: IT 79 V 01030 02808 000000614146 per rimesse dall’estero codice BIC/ SWIFT PASCITM1FI8, causale: Offerta Pro Missioni Estere. PER OFFERTE CON C/C BANCO POSTA: codice IBAN: IT 35 W 07601 02800 000000317503, Bollettino Postale intestato a Assemblee di Dio in Italia ­ Cassa Nazionale c/c n.317503, causale: Offerta Pro Missioni Estere Risveglio Pentecostale - settembRe 2013 13

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SAMMA DIFENDI il tuo campo DI LENTICCHIE 2 SAMUELE 23:11-12 La domanda per la chiesa moderna è: siamo una chiesa valorosa o una chiesa debole? La chiesa di oggi è fatta da eroi o da persone indolenti e paurose? Non tutti siamo chiamati a fare opere grandiose, ma tutti siamo chiamati a fare opere di valore. Dio ti sta chiamando a diventare un valoroso e, se il tuo passato ti dà torto, oggi sei chiamato a riscattarti, perché Dio ti dona una nuova opportunità. Pastore, insegnante, diacono, madre e padre di famiglia, tu sei responsabile di te stesso e della generazione nella quale il Signore ti ha dato da vivere e un giorno dovrai lasciare una eredità; farai fruttare il talento, custodirai il buon deposito? “Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi” (2 Timoteo 1:14). CHI È SAMMA (O SAMMAH) Il nome Samma significa “desolazione”, figlio di Aghè (che significa “ fuggitivo” ). Per chi si chiama “desolazione” sembra che la vita sia segnata, ma non sempre è così. Non farti condizionare dal passato della tua famiglia! SAMMA SI OPPONE ALLA STRATEGIA DEL NEMICO Il nemico permetteva il duro lavoro di semina, aratura e cura, ma voleva il raccolto (Giudici 6:11). Quanti cristiani si trovano in queste situazioni: faticano molto e non raccolgono niente: Pietro, quando incontra Gesù, ha la rete vuota: “Com'ebbe terminato di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo, e gettate le reti per pescare». Simone gli rispose: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti». E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano” (Luca 5:4-6). SAMMA STIMA CIÒ CHE SEMBRA UNA PICCOLA COSA: LE LENTICCHIE Laenticchia è un legume chiamato “la carne dei poveri” (100g=215 g. di carne); ha un alto valore nutritivo, proteico, pochi grassi, tante vitamine; tiene pulito l’intestino e combatte l’arteriosclerosi. Il tuo nemico (il diavolo) ama le tue piccole cose: solo un poco di preghiera in meno, studio, comunione, frequenza chiesa, offerta, onestà, santità…! Per questo Dio desidera che le piccole cose siano tenute in onore e protette. Nel Vangelo di Matteo 13:31-32 leggiamo: “Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo; esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand'è cresciuto, è maggiore dei legumi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami”. Dai valore alle tue “lenticchie”; per alcuni possono essere nullità, ma per te sono importanti. Sii fedele nelle piccole cose (Luca 16:10; 19:17). SAMMA SI PIANTÒ IN MEZZO AL CAMPO La parola “piantarsi” si traduce in greco anche con “presentarsi, resistere, rimanere fermi”. Dio ha bisogno di cristiani fermi, perseveranti e non sballottati dalle emozioni e dalla autocommiserazione. 14 Risveglio Pentecostale - settembRe 2013

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