Il cammino del Nord - I parte (maggio 2014; Giorgio & MariaTeresa)

 

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La prima parte del cammino del Nord

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______________________________________________________ IL CAMMINO DEL NORD da IRUN a SANTIAGO DE COMPOSTELA (Prima Parte) IRUN - GIJON ______________________________________________ Diario di un viaggio – Arcioli Giorgio – Tedeschi Maria Teresa Maggio 2014

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______________________________________________________ IL CAMMINO DEL NORD da IRUN a SANTIAGO DE COMPOSTELA (Prima Parte) IRUN – GIJON ________________________________________________ Diario di un viaggio – Arcioli Giorgio – Tedeschi Maria Teresa Maggio 2014

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INTRODUZIONE Sono arrivato al mio quarto “Cammino” in terra di Spagna e, a differenza degli altri, questa volta è stata mia moglie Teresa a decidere quale intraprendere. Già nel 2011 quando abbiamo percorso insieme il “Cammino Primitivo” Teresa sentiva parlare da altri pellegrini spagnoli della bellezza dei paesaggi del “Cammino del Nord” così, pur sapendo delle maggiori difficoltà rispetto ad altri “Cammini”, in particolar modo per il dislivello ed il meteo molto variabile in quella zona, ha optato comunque per questo, dicendo però subito di volerne fare solo un terzo per volta. Ho accettato di buon grado la sua scelta del percorso manifestando però il desiderio di volerlo fare tutto in una volta sola. E' iniziata così una lunga trattativa, terminata infine con un compromesso soddisfacente per entrambi. Si sarebbe compiuto poco più di metà “Cammino”, circa 480 Km. suddivisi in 18 tappe, partendo dalla città di Irun, al confine con la Francia, fino alla città di Gijon nelle Asturie e il rimanente tratto, di circa 370 Km., da Gijon a Santiago, il prossimo anno. Questo “Cammino” lungo circa 850 Km., per circa 700 passa sulla costa atlantica poi verso l'interno arrivando così a Santiago e anche se non si cammina sui monti è comunque un percorso molto nervoso che arriva a sommare oltre 13.000 metri di dislivello in salita. Attraversa quattro regioni, qui chiamate Comunità Autonome: quella dei Paesi 1

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Baschi, dove il suo fiero popolo parla un'antichissima lingua (che non ha niente a che vedere con quelle latine) e con le sue città più importanti di San Sebastian e Bilbao, quella della Cantabria con la città di Santander, quella delle Asturie con la città di Gijon ed infine quella della Galizia con la città di Santiago. Su questo “Cammino” si trovano anche le “rias” fiordi scavati dai torrenti che partono dai vicini Monti Cantabrici, alcune si possono attraversare con barche o motoscafi che fanno servizio di traghetto, mentre altre si devono percorrere a piedi. A fine febbraio, tutto deciso, abbiamo fatto i biglietti aerei con Ryanair e degli autobus con Alsa, con partenza il 2 di maggio da Bergamo a Santander in aereo, proseguendo lo stesso giorno in bus fino a Irun, mentre per il ritorno, il 22 di maggio, in bus da Gijon a Santander ed il 23 maggio in aereo da Santander a Milano Malpensa in quanto in quel periodo l'aeroporto di Bergamo sarà chiuso per il rifacimento della pista. Come al solito due settimane prima della partenza siamo andati a far visita al nostro amico Bruno Bosia, Priore della Confraternita di San Jacopo di Compostela di Perugia, referente anche per la nostra Provincia, a ritirare la “Credenziale”, una sorta di lasciapassare che attesta la condizione di pellegrino e permette di accedere agli “albergues” (ostelli) municipali o della Chiesa e ricevere la “Compostela” una volta giunti a Santiago. Questa volta anche Teresa si è allenata seriamente: a gennaio insieme abbiamo fatto il giro del Lago di Garda a piedi, oltre 160 Km. in sei tappe, poi quasi tutti i giorni abbiamo camminato per quasi un'ora e mezza con oltre 300 2

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metri di dislivello. Il 1° maggio lo abbiamo dedicato alla preparazione dello zaino, l'indispensabile amico del pellegrino, metti dentro, tira fuori, pesa e ripesa, finchè alla fine siamo arrivati ad avere gli zaini chiusi e pronti, quello di Teresa 7 Kg. ed il mio 12,5 Kg., considerando il litro d'acqua che ciascuno di noi avrebbe portato durante le varie tappe. Tutto pronto per iniziare il giorno dopo questo nuovo cammino non solo di passi ma anche di vita. 3

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Martedì 02 maggio 2014 BERGAMO – SANTANDER (aereo) SANTANDER – IRUN (bus) Alle sei di mattino, con una leggera pioggia, lasciamo Premosello che é ancora buio, in giro non c'è anima viva, l'unico locale già aperto è il tabaccaio, così salutiamo Lucia e subito al treno. Alle 7.30 siamo già a Milano P.ta Garibaldi, una colazione veloce e subito sul treno per Bergamo, dove arriviamo poco dopo le 9.00. Anche qui pioviggina, per fortuna che l'autobus per l'aeroporto è vicinissimo alla stazione, così non facciamo in tempo a bagnarci. C'è pochissimo traffico, forse anche dato dal ponte del 1° maggio e in poco più di 15 minuti siamo all'aeroporto di Orio al Serio. Qui facciamo incellofanare il mio zaino che andrà nella stiva mentre quello di Teresa, più piccolo, lo porta come bagaglio a mano. Prima delle 12.00 facciamo il check-in ed aspettiamo il momento dell'imbarco sul volo Ryanair Bergamo-Santander, con aereo Boeing 737/800. Alle 14.05 si decolla, l'aereo è quasi completo e dopo un volo tranquillo, senza scossoni, alle 16.05 atterriamo all'aeroporto di Santander, nella regione della Cantabria. All'aeroporto rimaniamo fino alle 19.10 da dove partiamo con il bus della compagnia Alsa con destinazione Irun; meno male che siamo già provvisti dei biglietti con i posti riservati. Il viaggio dura oltre tre ore, attraversiamo una buona parte della regione della Cantabria e tutta la regione dei Paesi Baschi, fino al confine con la Francia. Quasi la totalità del viaggio è su autostrada, con continue curve e 5

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saliscendi. Il paesaggio è molto bello, sempre tra colline verdissime ed ogni tanto uno spiraglio di costa atlantica: è lo stesso percorso che faremo noi a piedi ma in senso contrario a partire da domattina. Il bus fa quattro o cinque fermate, uscendo e rientrando dall'autostrada, come a Bilbao e San Sebastian. Alle 22.30 con un buio pesto arriviamo a destinazione a Irun, cittadina spagnola posizionata a circa un chilometro dal confine francese. Pochi minuti a piedi e siamo all'Hotel Bidasoa, o per meglio dire Pensione Bidasoa, che prende il nome dal fiume che fa da confine tra i due Paesi, dove abbiamo una prenotazione. Fortuna che è anche bar/ristorante, così anche se tardi riusciamo a mangiare un “boccadillos” ed un “pinchos de patatas”, per non andare a letto a stomaco vuoto. Saliamo poi nella modesta stanza, ricontrolliamo gli zaini e ci mettiamo a letto, sperando di dormire e che la tensione che normalmente accompagna tutti prima di intraprendere una prova, un viaggio o qualcosa di nuovo, si possa attenuare. Domani inizieremo il “Cammino”, la prima tappa non è delle più semplici con i suoi 27 chilometri di lunghezza e quasi 800 metri di dislivello, speriamo che il tempo sia dalla nostra. 6

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AEROPORTO SANTANDER - TERESA AEROPORTO SANTANDER - GIORGIO 7

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1a tappa – sabato 03 maggio 2014 IRUN – SAN SEBASTIAN – Km. 27 Partiti h. 7.45 – Arrivati h. 16.20 Fermati: GUADALUPE 10' – PASAJE S. JUAN 40' Partiamo da Irun, una città di 60.000 abitanti alla foce del fiume Bidasoa che fa da confine tra Francia e Spagna, sono le 7.00 del mattino e pioviggina. Visitiamo velocemente il centro cittadino ammirando il principale monumento: la Chiesa di Santa Maria del Juncal del XVI secolo, poi andiamo all'Albergue Municipal a mettere il “sello” di inizio cammino sulle nostre “Credenziali” ed alle 7.45 siamo in marcia. Camminiamo su vie cittadine, poi su stradine di campagna attraversiamo un parco che delimita una zona umida tra canali e piccole lagune, è il “Parque Ecologico De Plaiaundi”. Prendiamo poi un sentiero sterrato in trincea che sale, molto fangoso e in circa mezz'ora ci porta al Santuario di Guadalupe del XVI secolo, passiamo prima davanti alla piccola “Ermita” di Santiagotxo. Alle 9.00 siamo davanti al bel Santuario da dove si dovrebbe ammirare un bellissimo panorama, purtroppo è sempre più nuvoloso e non lo vediamo, comunque il luogo è bello e molto rinomato, non per niente la Chiesa è aperta, la stanno addobbando per un matrimonio, gli sposi arrivano nientemeno che da Madrid. Ci fermiamo solo dieci minuti, giusto il tempo per fare conoscenza con tre pellegrini romani, Marcello, Roberto ed Edmondo; anche loro iniziano oggi il cammino ed arrivano fino a Santander. 8

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Abbiamo subito due possibilità di cammino: passare per la cima del Monte Jaizkibel su un sentiero ripido fino a 547 metri di quota, oppure prendere una strada a mezza costa, forse un po' più lunga ma più tranquilla e alla fine i due cammini si incontrano prima di arrivare a Pasaje. Io come al solito faccio la scelta più ardita e faccio male poiché troviamo sempre la nebbia per circa tre ore, il cammino poco segnato e in cima al monte rischiamo anche di perdere il sentiero. Comunque, camminando senza sosta, arriviamo in cima al monte alle 10.30 passate, si vede pochissimo, passiamo accanto ad alcune antenne, percorriamo un sentiero stretto non consigliato quando c'è nebbia, poi giù in discesa fino a circa 4 chilometri prima di Pasaje dove i due cammini si riuniscono. Durante il tratto sul monte vediamo diverse piccole e antiche torri, servite in passato per l'avvistamento del passaggio delle balene. Camminiamo quindi su strada asfaltata ed alle 12.20 arriviamo stanchi ed affamati a Pasaje S.Juan, antico borgo di pescatori che nel lontano 1843 affascinò anche il celebre scrittore francese Victor Hugo. Qui vediamo finalmente l'Oceano Atlantico e ci troviamo dentro una “ria” (fiordo), ci fermiamo in questo caratteristico paese, passiamo dalla bella piazzetta con le sue tipiche case, dove ai balconi sono appese diverse bandiere basche e vari striscioni inneggianti al separatismo basco. La bandiera basca si chiama “ikurrina”, ha lo sfondo rosso (colore della Biscaglia), sopra vi è la croce verde di Sant'Andrea (Patrono della Biscaglia) e più sopra ancora una croce bianca (simbolo della religione cattolica).Nella piazzetta ci fermiamo a mangiare due ottimi “pinchos de tortillas de patatas” e 9

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due “boccadillos” con steak e peperoni. Nel frattempo passa un'insolita processione con davanti alcuni orchestrali che suonano tutti gli stessi strumenti, un tamburello ed il piffero contemporaneamente, accompagnati dal suono delle campane della Chiesa. Dopo 40 minuti riprendiamo il cammino, passiamo davanti ad una cappella dove c'è anche una piccola lapide in pietra che vuole ricordare la vittoria della battaglia dei baschi a Roncisvalle contro l'esercito di Carlo Magno. Pochi passi dopo ci fermiamo ad attendere la barca a motore che in pochi minuti e per soli 70 centesimi ci fa attraversare la “ria” trasbordandoci a Pasaje S.Pedro, l'altro borgo dirimpetto a Pasaje S.Juan. Intanto le nuvole si diradano ed esce un bel sole ma l'aria è abbastanza gelida e alle 13.15 lasciamo Pasaje S.Pedro percorrendo prima un lungo tratto a fianco della “ria”, poi una durissima e interminabile scala, seguita da un tratto in salita finchè il sentiero spiana e camminiamo per oltre un'ora ad un'altezza di 100/150 metri con la costante vista dell'Oceano. Ritroviamo i tre pellegrini romani e con loro condividiamo gli ultimi chilometri che ci dividono dalla città di San Sebastian, località turistica con oltre 180.000 abitanti, capoluogo della provincia di Guipùzcoa. Ha tre bellissime spiagge, quella di Zurriola, della Concha e di Ondarreta e in mezzo al bel Golfo vi è l'isola rocciosa di Santa Clara. Ammiriamo la Cattedrale neogotica del “Buen Pastor” del XIX secolo, con la torre di 75 metri di altezza, poi le Chiese di “S.ta Maria Eliza” del XVIII secolo e di “S.Vicente” del XVI secolo, inoltre il “Palacio Miramar” del XIX secolo, utilizzato dalla Reggente Maria Cristina come residenza estiva. All'inizio della prima spiaggia salutiamo i romani in quanto noi andiamo 10

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all'”Albergue Juvenil Ondarreta La Sirena” ubicato alla fine della città e camminiamo oltre un'ora tra moltissima gente essendo sabato, tra bellissime vie e lungomare splendido. Alle 16.20 finalmente, molto stanchi, arriviamo all'”Albergue” e, dopo esserci registrati ed eseguito le solite incombenze del pellegrino, facciamo conoscenza con altre persone tra le quali un ragazzo tedesco, Stefan e una ragazza russa, Anna. Prima di cena anche se stanchi visitiamo almeno una parte della bellissima San Sebastian, Donostia in lingua basca. 11

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