Giornalino mese di Settembre 2014

 

Embed or link this publication

Description

Giornalino della fraternità santa Maria di Gesù la gancia di Termini Imerese del mese di Agosto 2014

Popular Pages


p. 1

Anno XIII - n. 9 - Settembre 2014 Il futuro nelle nostre mani! di Enzo Giunta Il nuovo Anno scolastico pag. 2 pag. 4 pag. 5 pag. 7 IN QUESTO NUMERO Capaci di Vita Da parte nostra … pag.11 In Fraternità … Notizie ed Avvenimenti di Salvatore Currieri Grest = soddisfazione del Gruppo Giovani Buon Compleanno pag. 8 pag.10 pag.11 di Ignazio Cusimano Programma attività e celebrazioni Settembre 2014 pag.11 pag.12 di Antonio Spalla Ti appartengo di Mariella Campagna Le ricette del mese di Giuseppe Cusimano di Mariella Campagna di fra Gaetano Morreale l viaggio apostolico di Papa Francesco nelle terre asiatiche prende inizio quando già in aereo i giornalisti comunicano al mondo che, contrariamente ai precedenti eventi del genere, il Santo Padre avrebbe sorvolato la Cina. Notizia che apre la comprensione di ciò che realmente avverrà di lì a poco. Il governo di Pechino ha autorizzato la rotta asiatica e ha acconsentito che l’aereo con a bordo il capo della cattolicità latina, successore di Pietro e vescovo di Roma passasse sulle teste dei cinesi. Naturalmente il Papa, da ottimo pastore, sa cogliere l’occasione per benedire il popolo cinese e rin- I graziare per l’autorizzazione. Una cosa mai successa! Il gesto di sorvolare la Cina e di giungere in Corea del Sud per effettuare il viaggio apostolico che porta il segno della Pace, contiene in sé un grande valore simbolico.

[close]

p. 2

pag. 2 SETTEMBRE 2014 Giunge in Corea, Papa Bergoglio e vi sta dal 14 al 18 agosto, non curante, neppure, di ritagliare per sé un meritato periodo di riposo e vacanza. Contrariamente a quanti di noi pensiamo che “le ferie auguste” siano un “sacrosanto” diritto dopo un anno di duro lavoro, egli salpa per l’estremo Oriente, come un novello Marco Polo, come un attualissimo Beato Gabriele Allegra, come un rinnovato messaggero di Pace. Ed è proprio di pace che parla. Non si stanca di inserire nei suoi discorsi la parola “Pace”; lo fa in Corea, paese dilaniato dall’odio e dalla violenza che da più di sessant’anni vede la divisione tra i territori del Sud e quelli del Nord. E mentre il papa arriva a Sud, Pyongyang, presidente della Corea del Nord, fa sparare i suoi razzi da 30 millimetri a corto raggio dalla costa orientale del paese direttamente nel mar del Giappone. Una dimostrazione di forza; quando gli uomini hanno paura, dimostrano la forza con le armi. Ma Papa Francesco fa così paura? Il suo messaggio fa così paura? Evidentemente sì! Certamente è un messaggio “scomodo” perché evangelico, perché riporta alla nostra attenzione il messaggio di Gesù. «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza, che dice a Sion: ‘Regna il tuo Dio’» (Is 52,7). Si trova idealmente al centro dei conflitti, Papa Francesco, e da quel luogo, osservatorio privilegiato del mondo circostante, continua impavido e imperterrito a pregare per la pace e invita tutti In Fraternità con Francesco “gli uomini di buona volontà” a collaborare perché nel mondo ritorni la Pace. Se guarda a destra vede la Cina con tutto ciò che comporta; se guarda a sinistra incrocia gli sguardi di migliaia di cristiani perseguitati nei territori di Siria, Palestina, etc. Se sposta lo sguardo oltre oceano, intravede la grande potenza americana che gioca a fare la guerra all’Iraq. Dietro la sua nuca scorge la Russia che “scherza” ancora con l’Ucraina. Perciò, il Papa, è libero di poter affermare che siamo dinanzi ad una “terza guerra mondiale”: proprio perché ci sono tantissimi paesi coinvolti in guerre e violenze, direttamente o indirettamente. In un modo o nell’altro, comunque, il sangue viene versato e il fratello uccide il suo fratello. Il cuore del vescovo di Roma sussulta per la pace, si rivolge al cuore di Dio per implorare il dono della Pace e indica ai Coreani, nel suo ultimo saluto, che «il dono divino della riconciliazione, dell’unità e della pace è inseparabilmente legato alla grazia della conversione: si tratta di una trasformazione del cuore che può cambiare il corso della nostra vita e della nostra storia, come individui e come popolo». (Omelia della Santa Messa per la Pace e la Riconciliazione, 18 agosto 2014, Cattedrale di Myeong-don – Seoul). Il popolo coreano ha ascoltato questo messaggio e lo ha fatto proprio perché rivolto direttamente a lui; a noi è giunta l’eco di tutto ciò e non possiamo fare a meno di prodigarci perché la conversione del cuore porti ad un’opera di pacificazione e di riconciliazione strettamente congiunta all’opera di evangelizzazione. IL FUTURO NELLE NOSTRE MANI! onfesso che, quando ho appreso della programmata visita del Presidente del Consiglio in Campania, Calabria e Sicilia, con puntata su Termini Imerese, la mia reazione è stata abbastanza tiepida. Ciò, nella convinzione che fosse l’ennesima passerella già calpestata dai tanti politici e sindacalisti che si sono avvicendati nella nostra città, a seguito della crisi occupazionale scaturita dalla minacciata, prima, e dalla effettiva chiusura, poi, dello stabilimento Fiat. Troppe volte, infatti, abbiamo sentito promettere soluzioni taumaturgiche, la realizzazione di adeguate infrastrutture atte a rendere competitivo il territorio (ammodernamento delle reti stradale, ferroviaria ed elettrica), e l’apertura del cantiere C per l’interporto. Quest’ultima opera dovrebbe rendere Termini Imerese primario centro per la movimentazione delle merci della Sicilia occidentale. Certo, la visita di un Presidente del Consiglio, anche perché inserita in un tour che avrebbe toccato le aree di crisi del sud, era sempre una notizia. Peraltro, un inguaribile ottimista quale io credo di essere, fiducioso nel domani quale sviluppo positivo dell’oggi, arrivava a sognare anche l’impossibile: Marchionne ci ha ripensato e la Fiat tornerà a produrre in Sicilia. Ma le previsioni della vigilia, con la venuta di Renzi, si sono squagliate come la neve al sole. Egli, infatti, oltre a garantire il rituale impegno

[close]

p. 3

In Fraternità con Francesco SETTEMBRE 2014 pag. 3 del governo a ricercare soluzioni all’estero, ha Ovviamente la classe dirigente. Governo reparlato con schiettezza e senza molti peli sulla gionale, deputati di tutti gli schieramenti, lingua. sindacalisti, alti burocrati, Sindaci e Anzitutto, ha tenuto a precisare che i fondi diAmministratori locali indirizzino tutte le capacità sponibili sono soltanto quelli europei (e, ad onor di spesa su iniziative veramente produttive, anche del vero, non sono pochi) stigmatizzando la sose per cogliere i frutti sarà necessario attendere un stanziale incapacità dei governi regionali succepo’. Pensino a mettere sul mercato l’immenso dutisi a spenderli, specie per iniziative produttive. patrimonio ambientale e culturale che può attrarre Su questo tema non possiamo certamente daril ricco turismo internazionale. Investano sulla gli torto, anche perché la percentuali delle risorse scuola, la formazione e la ricerca scientifica. Sovalidamente investite sono modeste. Si veda, ad stengano l’imprenditoria sana, soprattutto quella esempio, i comparti dei beni archeologici, artistici piccola e media. Non cerchino il facile consenso e culturali, della scuola, della formazione e della derivante dalla concessione di contributi ai ricerca. creatori di fuochi fatui. Operino come il buon Renzi ha conseguentemente ammonito i Siciagricoltore che spesso pianta il seme nella liani a sbracciarsi e a costruire da soli il proprio consapevolezza che i frutti della pianta adulta futuro, smobilitando il sistema clientelare che, da potranno essere colti da chi verrà dopo. sempre, ha governato la regione e che è stato terUn’ultima riflessione. A chi pensa che per rereno fertile per l’illegalità, l’affarismo, la mafia. perire maggiori risorse economiche si potrebbero Chi si aspettava che il Presidente del Consiaumentare le tasse è semplice replicare che, al glio, arrivando in Sicilia, scaricasse una camionapunto in cui siamo, i contribuenti non sono in ta di “contributi straordinari” da distribuire a decondizione di sopportare anche un solo euro di stra e a manca, per il godimento dei “soliti noti”, aggravio. Una scelta del genere sarebbe irresponè rimasto deluso. Così come deluso è rimasto chi sabile e demolirebbe irrimediabilmente l’economia delle famiglie. si attendeva, magari con un colpo di bacchetta Oggi una buona politica deve saper alleggerire magica, il ripristino di qualche migliaio di posti di la pressione fiscale sulle famiglie che, in tal molavoro. do, potranno spendere di più, rimettendo in moto E allora, ch’è venuto a fare, a distribuire sorrisi il piccolo commercio e, tramite questo, le attività e a stringere alcune diecine di mani? È stata una visita inutile? produttive e manifatturiere. Io credo di no. Il suo invito ai Meridionali, e ai È più semplice di quanto pensiamo. Siciliani in particolare, a uscire dalla crisi con le Con l’aiuto di Dio, ce la possiamo fare. proprie forze e capacità è di quelli che restano Enzo Giunta scolpiti nella storia e nelle coscienze e che non possono essere rimossi. Io gli sono grato per la schiettezza e, soprattutto, per il coraggio con il quale ha strattonato la classe dirigente, regionale e locale, e lo stesso popolo, da sempre irretito in un sistema di scambio “voto/favore”. - Abbiamo imparato la lezione? Lo vedremo nei prossimi mesi. - Chi deve per primo mettere in pratica il “nuovo corso”?

[close]

p. 4

pag. 4 SETTEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco IL NUOVO ANNO SCOLASTICO l nuovo anno scolastico reca un indubbio peggioramento della situazione dell’istruzione pubblica nella nostra città, già complicata per cause oggettive, di carattere prevalentemente strutturale, e soprattutto soggettive derivanti dalla variegata problematicità di gran parte dell’utenza, specialmente della fascia dell’obbligo sempre più difficile da scolarizzare e da motivare all’apprendimento, per la quale è indispensabile la predisposizione di specifici interventi individualizzati. Il calo della rispettiva popolazione scolastica al di sotto del numero minimo stabilito dalla legislazione vigente comporta, infatti, per il 2° Circolo Didattico “Francesco Denaro Pandolfini” e per la Scuola Media “Tisia d’Imera” la perdita della titolarità dei dirigenti scolastici preposti (e già assegnati ad altra sede), che precede la revoca dell’autonomia qualora i dati attuali delle iscrizioni dovessero essere confermati anche per l’anno scolastico successivo. Nel caso della scuola primaria il calo era prevedibile essendo la conseguenza dello svuotamento – che da anni continua a penalizzare anche l’Istituto “Paolo Balsamo” – di interi quartieri della parte bassa della città i cui residenti, sradicati dal loro connaturato habitat socio-ambientale, affettivo e relazionale, sono stati costretti dalle scelte a lungo unidirezionali in materia di edilizia popolare ad impinguare oltremisura, e spesso controvoglia, la parte alta dove è stato concentrato il maggior numero dei nuovi insediamenti abitativi, creando un forte squilibrio tra l’una e l’altra. Meno evidenti sono le cause del decremento delle iscrizioni alla “Tisia d’Imera”. Di per sé la riduzione dello stato giuridico di un istituto scolastico da autonomo a dipendente non comporta alterazioni sul piano importantissimo della programmazione educativa e didattica di pertinenza dei docenti. Incide, però, in misura rilevante, e condizionante, su quello organizzativo e funzionale I l’affidamento in reggenza di una scuola sottodimensionata al dirigente di un altro istituto perché ne riduce i margini dell’operatività e, quindi, ne compromette l’efficienza e la qualità del servizio reso alla collettività. La presenza inevitabilmente non costante del dirigente ha ricadute negative – anche nella scuola di cui è titolare – sui rapporti con gli utenti (genitori e alunni), sulla funzione precipua del capo di istituto di indirizzo e di supporto del personale docente, sulla gestione di quello amministrativo e ausiliario, sulla sollecitudine nelle decisioni da assumere e nelle iniziative da intraprendere. Peraltro, il senso di responsabilità impone che per la provvisorietà del suo incarico il reggente limiti il proprio ruolo a quello di gestore e di ‘notaio’ dell’ordinaria amministrazione, determinando di fatto una deleteria fase di stallo. Nell’attuale configurazione del sistema scolastico, in cui le innumerevoli e complicate questioni di carattere burocratico assorbono la gran parte del tempo lavorativo, per un dirigente è già complesso il governo di una scuola con il numero minimo di alunni. È del tutto evidente, quindi, che governarne contestualmente un’altra numericamente di poco inferiore rende molto più oneroso il suo impegno quotidiano. Tutto è cominciato nel 1996 con la riforma ideata dal Ministro della Pubblica Istruzione pro tempore, e con l’introduzione dell’autonomia attribui-

[close]

p. 5

In Fraternità con Francesco SETTEMBRE 2014 pag. 5 ta dalla legge n. 59/1997 agli istituti con almeno ria e secondaria di 1° grado) per raggiungere il 600 alunni, e la trasformazione del ruolo giuridico numero minimo stabilito dalla legge, del preside in quello di dirigente: autonomia in l’azzeramento dei già esigui finanziamenti statali ambito prevalentemente didattico, e in parte orgaper le attività finalizzate all’ampliamento e nizzativo, che ha dato alla scuola la libertà di all’arricchimento dell’offerta formativa, e ulteriori ‘viaggiare per il mondo’, e i soldi appena suftagli a quelli degli Enti locali destinati all’ordinaria ficienti per acquistare il biglietto del tram per ragamministrazione. giungere l’aeroporto, e veder decollare gli aerei dei L’aspetto curioso di tutta la questione è che privati. l’affidamento in reggenza di una scuola ha l’unico Da quel momento la ‘scuola dei numeri’ ha riscontro economico nella soppressione del posto prevalso sulla ‘scuola della persona’, fino ad andel dirigente scolastico, mentre rimangono del tutnullarla quasi del tutto, costringendo le istituzioni to invariati gli organici del personale docente, di scolastiche ad erogare un servizio generalizzato, e quello amministrativo e dei collaboratori scolastiperfino generico, che non è più in grado di sodci. Si tratta, in definitiva, di un risparmio modesto disfare al meglio i bisogni peculiari di ciascun che, di contro, sconvolge l’assetto consolidato delsoggetto in formazione, con la conseguente imposle istituzioni scolastiche decapitate. sibilità di adempiere compiutamente alle finalità Ma tant’è. In un’epoca in cui la severa legge istituzionali sancite dalla Costituzione della Redell’economia governa il mondo, ogni granello rapubblica. cimolato in tempi di ‘vacche magre’ contribuisce All’esigenza di ridurre, con la facilità di semplial risparmio collettivo. Il guaio, però, è che le ci calcoli, la spesa statale, subita storicamente e per ‘vacche’ italiane restano inspiegabilmente (?) maprima dall’istruzione pubblica, con l’aumento progre, e i granelli racimolati sul fertile ‘orticello’ del gressivo del numero di alunni per classe, anche in servizio scolastico fondamentale per la crescita presenza di bambini diversamente abili, e con la umana e culturale della società civile continuano riduzione conseguente dell’organico dei docenti e ad essere disseminati disinvoltamente sugli infrutcontestuale del personale educativo specializzato tuosi terreni degli intoccabili ‘latifondisti’. per le diverse tipologie di disabilità fisiche e intelSalvatore Currieri lettive, si sono aggiunti la creazione di istituti comprensivi dei tre ordini di base (infanzia, prima- GREST = SODDISFAZIONE i viene difficile parlare di qualcosa che ho progettato da tanto tempo e non saprei da dove iniziare, quindi forse sarebbe meglio iniziare da dove tutto ha avuto inizio per me ... “Eccomi Signore, vengo a te mio re, che si compia in me la tua volontà. Se tu lo vuoi Signore manda me e il tuo nome annuncerò. Come Tu mi vuoi io sarò, dove Tu mi vuoi io andrò. Tra le tue mani mai più vacillerò e strumento tuo sarò.” Voglio iniziare da qui, è proprio vero, ripensando al Grest mi vengono in mente queste parole, ed è per questo che adesso è arrivato il momento di svuotare tutto M me stesso per raccontarvi al meglio tutto quello che è successo, che ho provato, quello che mi è costato personalmente e quello che mi ha lasciato

[close]

p. 6

pag. 6 SETTEMBRE 2014 questa splendida esperienza! Dopo ben 4 anni di totale assenza di un gruppo estivo, Lui mi ha fatto capire che era il momento giusto per ripartire, mi ha aperto gli occhi, mi ha mostrato la via giusta da seguire e, di conseguenza, mi ha donato la forza per affrontare questo viaggio: GREST 2014. È stato un viaggio lungo e molto impegnativo che è partito subito dopo Pasqua. Non so perché ma inizialmente mi sentivo sicuro, ero sicuro di voler partire, avevo BISOGNO di gridare al “mondo” che Gesù è bellezza, non toglie nulla anzi aggiunge qualcosa di grandioso nella vita di ognuno di noi. Però, se da un lato c’erano gioia, felicità, emozione, voglia di mettersi in gioco, poiché questo progetto era più grande di me, nello stesso tempo dall’altro lato c’erano perplessità, paura di sbagliare, ansia, poca autostima. Si, è logico pensare che è impossibile per due adolescenti mettere su un progetto che ha bisogno di essere curato nei minimi dettagli perché si tratta di seguire e interagire con bambini, ma tutto è passato grazie ad una persona molto speciale e importante per me: grazie a te Roberto Rosso ci siamo fatti forza e siamo andati avanti, contro ogni parere, ogni giudizio proprio contro tutti, decidendo di affrontare insieme ogni minima cosa RISCHIANDO tutto, imitando il cristiano sovversivo: uno che va controcorrente perché sa che il Vangelo non è omologabile alla mentalità corrente. Strada facendo abbiamo trovato porte chiuse ma anche tante porte aperte: così grazie a Chiara Gatto, Angela Franco e Antonella Di Mauro, la nostra macchina organizzativa è partita, e riunioni dopo riunioni, incontri dopo incontri eravamo pronti: il GREST sarebbe ripartito più forte di prima dal 13 luglio al 3 agosto con circa 146 bambini e 50 animatori. Ogni giorno la giornata iniziava con l’animazione, balli e musica dopo vi era la preghiera, la drammatizzazione, successivamente i bimbi venivano divisi in gruppi per fasce d’età all’interno dei quali si svolgevano varie attività o dinamiche di ascolto, di scrittura, di disegno all’insegna del divertimento e dello stare insieme e del rispetto reciproco. La giornata continuava con la merenda, i giochi a squadre e poi terminava con l’animazione e la preghiera finale. Nel corso del Grest abbiamo portato i bambini al mare e organizzato anche giochi d’acqua all’interno della struttura stessa, e certamente ve- In Fraternità con Francesco dere i bambini ridere divertendosi in maniera spensierata e gli animatori che se ne prendevano cura come se fossero i loro figli, è stata una scena bellissima che mi porterò per sempre nel cuore e che mi fa capire realmente cosa vuol dire: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Il Grest è capace di formare e legare vite adulte con vite spensierate, ancora ingenue dalle quali non si finisce mai di imparare. Alla fine di ogni giornata eravamo veramente stanchi, sfiniti ma soddisfatti e felici, pieni ancora di quella voglia di ricominciare, di dare sempre di più, sempre meglio. Ma se eravamo ancora carichi di energia era grazie ai bambini che con un sorriso e un abbraccio soltanto ti trasmettevano mille emozioni e per questo non smetterò mai di ringraziarli. Un grazie di vero cuore va anche ai miei amati e “santi” compagni di avventura, gli animatori: persone normali che tra i loro mille impegni quotidiani sono riusciti a ritagliare un grande spazio per seguire le nostre pazzie e affrontare insieme il Grest. Insieme abbiamo vissuto momenti indimenticabili, ricchi di follia allo stato puro (scherzi, battute, giochi, sfogliatelle, gelato, coca cola, ecc) e abbiamo capito che da soli non si è niente. Così è nato un rapporto di amicizia che prima non c’era e spero continuerà per sempre. Se il Grest è riuscito bene è stato grazie al contributo di tutti anche se piccolo ma preziosissimo. Per tutto questo sono felicissimo di aver intrapreso questa esperienza e, nonostante le paure, gli sbagli, fraintendimenti non me ne pento assolutamente, anzi sarei pronto a ricominciarne un’altra forte del l’esperienza appena fatta. Ma prima di chiudere devo ringraziare tutti davvero tutti ma devo dire un grazie con la G maiuscola ad un uomo piccolino ma ad un frate grande che ha scommesso inizialmente tutto su di me, su un minorenne che vuole cambiare il modo di vedere le cose, ha creduto nelle mie capacità e ha messo tutto da parte per il Grest, per un mio progetto che volevo si realizzasse e che se si è realizzato è soprattutto grazie a lui: fra Agatino, ti voglio bene. Non mi resta che darvi l’appuntamento al Grest 2015 (è questo un mio grande desiderio), perché tocca a noi cambiare il mondo, tocca a noi rischiare e stare dalla parte giusta ed essere nel migliore dei modi matite colorate di Dio. Il Grest è un percorso che inizia e finisce, ma quello che lascia non finirà mai! Antonio Spalla

[close]

p. 7

In Fraternità con Francesco SETTEMBRE 2014 pag. 7 “TI APPARTENGO” Convegno nazionale Adolescenti Cortona (AR) – 23-27 Luglio 2014 anche quest’anno il Signore ha voluto che partissi per il Gifraevento che si è tenuto a Cortona (AR) dal 23 al 27 luglio 2014. A questo convegno ho partecipato insieme ai miei amici adolescenti Marino Cusimano, Marta Gatto, Giuseppe Gatto, Fabio Calderone, Laura Testa (Gi.Fra. di Bagheria) e siamo stati accompagnati dalla nostra animatrice Angela Franco. Il tema del convegno è stato “Ti appartengo”, un verbo nel cui significato è racchiusa la nostra appartenenza all’Amore per eccellenza, ma per appartenere a Lui completamente è necessario mettersi a servizio del prossimo, dare una mano di aiuto a chi è in difficoltà, rispettare il creato. Ma prima di arrivare a queste conclusioni, abbiamo riflettuto su quanto la nostra vita possa e debba cambiare nel momento in cui ci riscopriamo “figli” di un Dio che ci ama smisuratamente. Siamo partiti giorno 22 pomeriggio: un lungo E viaggio in treno fino a Gioia Tauro in Calabria, dove abbiamo trascorso la notte, ospitati dalla Gi.Fra. di Rizziconi; la mattina siamo ripartiti, stavolta con il pullman in compagnia della fraternità calabrese. Arrivati il 23 pomeriggio, ci siamo sistemati e abbiamo cominciato ad ambientarci e conoscere gli altri partecipanti e già dalla sera abbiamo cominciato a scatenarci con balli e canti concludendo la nostra giornata con la preghiera della Compieta. Giorno 24, dopo la colazione, siamo partiti per La Verna, dove San Francesco ricevette le stigmate. Divisi in gruppi, abbiamo visitato questo luogo tanto caro a San Francesco, ripercorrendo la sua storia. Ero già stato altre tre volte in questo posto dove il silenzio, la preghiera, il profumo della natura sono le cose più belle ed è sempre una bellissima emozione ritornarci. Il tempo però non ci è stato di aiuto, è sopraggiunta la pioggia dopo pranzo e così siamo stati costretti a spostarci in una palestra di una città vicina, dove abbiamo partecipato alla liturgia penitenziale. Giorno 25 siamo rimasti in struttura. È stata una giornata molto intensa e ricca di testimonianza. La mattina la Dott.ssa Paola Pellicanò ha trattato la tematica della sessualità, intesa come parte importante della nostra personalità da vivere e comprendere a fondo (amore verso se stessi), per

[close]

p. 8

pag. 8 SETTEMBRE 2014 poi arrivare al rispetto per gli altri e al valore che può avere nella nostra vita l’amicizia, se vissuta tenendo a mente giusti principi e rispetto reciproco. Il pomeriggio abbiamo ascoltato la testimonianza di 4 ragazzi che fanno parte di un’associazione “Rondine cittadella della pace” che si trova a Rondine, un piccolo borgo che, dopo essere stato abbandonato, ormai in rovina, è stato ricostruito da un gruppo di giovani, che con spirito di sacrificio e con la loro caparbietà sono riusciti a riportarlo in vita e a farlo diventare il centro di questa associazione: qui vengono ospitati giovani provenienti da vari Paesi dove c’è la guerra e che vogliono continuare gli studi. Fin qui niente di straordinario, penserete voi, la cosa straordinaria è che in questo luogo convivono giovani di nazionalità differenti spesso in contrasto, come Israeliani e Palestinesi. L’obiettivo è far comprendere che due persone di due Stati che tra loro sono in guerra, possono avere delle cose in comune e tra loro possono nascere sentimenti di fratellanza e rispetto. Giorno 26 siamo andati a visitare Rondine: qui In Fraternità con Francesco abbiamo voluto lasciare un segno, per far capire che da lì è passata la Gi.Fra., e perciò ci siamo rimboccate le maniche e, armati di scopa, paletta, stracci e quant’altro, divisi in gruppi, abbiamo ripulito e aggiustato quello che potevamo. Anche questa è stata una bellissima esperienza, una esperienza di volontariato, anzi di servizio, di vera fraternità. Giorno 27 dopo la celebrazione e dopo il pranzo ci siamo salutati e siamo partiti per il viaggio di ritorno. È stata un’esperienza bellissima, unica, emozionante, un’esperienza formativa, di crescita. Io vorrei ringraziare la Gi.Fra. della Calabria per l’ospitalità, tutto il Consiglio Nazionale Gi.Fra., i miei compagni di viaggio Giuseppe, Marta, Marino, Fabio, Laura e la nostra animatrice Angela che ci ha accompagnato. Un grazie va anche ai miei genitori, e soprattutto al Signore che ci accompagna in ogni viaggio e che ringrazio infinitamente per il dono della Gi.Fra. Giuseppe Cusimano “CAPACI DI VITA” GIFRAEVENTO NAZIONALE GIOVANI Capaci (PA) 6-10 Agosto 2014 “Chiamati, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, a costruire un mondo più fraterno ed evangelico per la realizzazione del regno di Dio, consapevoli che “chiunque segue Cristo, uomo perfetto, si fa lui pure più uomo”, i giovani francescani esercitino con competenza le proprie responsabilità nello spirito cristiano di servizio”. da Il Nostro Volto art. 6, l a stagione estiva della nostra fraternità è stata veramente ricca, dopo la meravigliosa esperienza del Grest, l’entusiasmante Convegno Nazionale Adolescenti eccoci di nuovo pronti a rendere la nostra estate ancora più speciale partecipando al Gifraevento Nazionale Giovani che quest’anno, dopo ben 12 anni, si è svolto nuovamente in Sicilia e precisamente a Capaci (PA). Prima di raccontarvi l’esperienza vissuta, mi piace ricordare perché questo appuntamento estivo della Gioventù Francescana è chiamato Gifraevento, non per indicare la maestosità dell’evento, ma per porre l’attenzione sulla parola vento e, grazie al dittongo ae (in latino desinenza del geni- L tivo), ricordarci che esperienze come questa sono un’opportunità per essere“Vento di Gifra”, quel vento dello Spirito che è dentro ciascuno di noi e che aspetta noi per soffiare e farsi sentire. Il Gifraevento è l’appuntamento che chiude l’anno fraterno e, con esso, il percorso formativo intrapreso e che, quest’anno, ha preso spunto dall’esortazione di Papa Francesco ai giovani presenti alla scorsa GMG a Rio: “Andate, senza paura, per servire” e dall’itinerario formativo dell’anno “Ti appartengo”. Abbiamo cominciato con il “per servire”, riflettendo in che modo noi giovani possiamo realmente servire i fratelli, la società ed il mondo che ci circonda.

[close]

p. 9

In Fraternità con Francesco SETTEMBRE 2014 pag. 9 Il passaggio successivo è avvenuto ad Assisi, a lità i germogli, dobbiamo dargli acqua per farle marzo, durante questo secondo appuntamento nafiorire. E qui subentra un altro importante passagzionale abbiamo cercato di riscoprire, comprendegio: la capacità di scegliere, perché sono le scelte re ed affrontare le nostre paure, superare i nostri che fanno ciò che siamo: esseri creati a Immagine limiti, così da trasformare i “non voglio”, in “non e Somiglianza di Dio. ho paura”. Alla fine di un anno così intenso e arE siamo già arrivati al sabato, la mattina ci ricchito anche dai molti appuntamenti regionali e siamo spostati presso il giardino dell’attentato a locali, arriva il momento di concretizzare e metFalcone dove abbiamo vissuto un momento di tere in pratica tante parole dette e ascoltate. Così preghiera sul senso del servizio per poi metterci abbiamo lasciato le comodità delle nostre case per in gioco svolgendo, divisi in gruppi, vari servizi andare nelle strade ed essere testimoni credibili invadendo il paese di Capaci: chi ha ripulito scuodi una Parola viva, che vuole educarci alla spele, chi si è dedicato alla pulizia del giardino ranza invitandoci a guardare, con occhi e cuore dell’attentato, qualcun altro si occupato della parattento, dentro e fuori di noi. I momenti formativi rocchia, altri, bussando di porta in porta, hanno vissuti ci hanno fatto conoscere e approfondire firaccontato alla gente di essere dei gifrini e hanno gure come quella di Padre Pino Puglisi, Peppe raccolto dei prodotti alimentari per la Caritas citDiana e Peppino Impastato passando attraverso tadina. Questo momento di servizio vissuto ci ha tre aspetti: l’accoglienza, il coraggio e il perdono. ricordato che lo stile di vita, al quale ci ispiriamo Il perdono, questo è l’aspetto che più di tutti mi e che abbiamo scelto, ci chiama a scelte fondate ha invitato a riflettere. «Cos’è il perdono?», mi su consapevolezza e responsabilità. Come ci risono chiesta … beh, è un “dono per”, un dono corda l’articolo 6,l dello statuto della Gi.Fra. (somoltiplicato, un dono di Dio che quando raggiunpra scritto), il servizio fraterno è un ingrediente ge il fratello elimina ogni sentimento negativo nei base per essere testimoni credibili dell’amore di suoi confronti. Come possiamo essere testimoni Cristo. Naturalmente si tratta di un servizio che fonda le sue radici sulla d’amore e di pace se fede, perché altrimenti il nelle nostre famiglie, nostro servire non sarà nella nostra quotidianità un annunciare Cristo, poprevale la legge del tatremmo semplicemente glione? In quei giorni ci siachiamarlo volontariato. mo soffermati a rifletteLancio questa provocare anche sulla tematica zione per ricordarci che della “Capacità”. Grazie davvero cambia la proall’intervento di Monsispettiva del vivere gnor Calogero Peri abun’esperienza è il come biamo analizzato la pasi sceglie di viverla, io rola capacità intendenho scelto di vivere il serdola non solo come la vizio nel nome di Cristo. Nel raccontare questa possibilità di saper fare meravigliosa esperienza qualcosa, ma come non posso non parlare l’essere consapevoli che della mia fraternità locasolo se ci svuotiamo dell’io, delle nostre le, regionale e nazionale. convinzioni e certezze e Appuntamenti come quese lasciamo fare a Dio sto ti danno la possibilità allora possiamo essere di sperimentare la bellezcapaci di vita. Dentro za di una famiglia ancora di noi ci sono delle popiù grande, che non trova tenzialità che aspettano nelle distanze geografisoltanto di essere tirate che una separazione di fuori, è come se fossimo sentimenti ed emozioni, un terreno e le potenziama tanta comunione e

[close]

p. 10

pag. 10 SETTEMBRE 2014 condivisione. Colgo quindi l’occasione per ringraziare il Consiglio Nazionale della Gifra d’Italia per il loro bel servizio e auguro loro ogni bene. È stato bellissimo partecipare a questo evento con una buona parte dei miei compagni di cammino: Giulia, Ilaria, Francesca, Chiara, Federica, Sara, Roberto, Antonio Spalla, Antonio Onizzi, Alessandro, Angelo, Giovanni, Francesco, Vincenzo. Per molti di loro è stata la prima esperienza nazionale e ci tengo a riportare le loro impressioni ed emozioni: Il Gifraevento Nazionale mi ha fatto capire che la Gifra non è qualcosa che esiste esclusivamente nella propria città, ma che in Italia tanti altri giovani, come te, sono stati chiamati e scelti da Dio e liberamente hanno scelto di seguirlo. Come Federica Volpe si potrebbe rinunciare??? Non so con quali parole descrivere quello che ho vissuto e provato in questi quattro giorni. Nei primi giorni l’impatto è stato forte, perché, essendo alla prima esperienza non solo per quanto riguarda il convegno ma anche come esperienza in Gi.Fra., mi sentivo spaesato, ma grazie ai miei compagni sono riuscito a farcela! Questa esperienza mi è servita non tanto per conoscere persone nuove, ma per conoscere meglio i miei compagni, perché abbiamo vissuto questi quattro giorni sempre insieme per cui sono riuscito a conoscerli meglio, quindi li ringrazio per tutto e per questa esperienza, ma soprattutto ringrazio Chiara, perché è lei l’artefice di tutto. Lei mi ha fatto conoscere questo mondo di cui prima non sapevo neanche l’esistenza. Mi avete fatto sentire come se fossi in una famiglia, grazie ragazzi!!! Vincenzo Caragnano Capaci di vita … in questa esperienza ho riconosciuto me stesso, il mio appartenere ad una fraternità che va oltre il locale, oltre il regionale … Capaci di vita è stata la svolta, un po’ come una sveglia che suonava da tempo. In Fraternità con Francesco Vorrei andare controcorrente … Sei capace!!! Vorrei gridare no alla mafia e ad ogni genere di male … sei capace!!! Vorrei conoscere me stesso: carismi, emozioni, sensazioni … Sei capace!!! Vorrei amare l’amore non amato, il kerigma, il mio Signore … Sei capace!!! Vorrei urlare al mondo la gioia di vivere un Dio che ti ama … Sei capace!!! Ecco cosa è stata per me questa esperienza: prendere coscienza di me stesso, sapermi riconoscere, avere il coraggio di scegliere … Essere capace!!! Roberto Rosso Buona vita a tutti!!! Ringrazio i ragazzi che hanno partecipato al convegno per questa prima esperienza vissuta insieme. Questi momenti mi permettono di capire sempre di più il senso di famiglia, che va al di là della famiglia di origine … come direbbe qualcuno: “Dove c’è Gi.Fra., c’è casa”!!! Giulia Franco Le nostre vogliono essere le piccole testimonianze di un incontro: l’incontro con un Dio che ci ama incondizionatamente e che ancora una volta ha voluto dimostrarcelo facendoci sperimentare la bellezza dei fratelli. Quello che abbiamo anche imparato da questa esperienza è l’importanza di custodire la vita, l’altro, abbiamo sperimentato cosa significa essere DONO. Giunti alla fine, i ringraziamenti non possono mancare: ai nostri frati, al nostro caro OFS e alle nostre famiglie diciamo grazie per la fiducia e la pazienza con cui vi lasciate trasportare da ogni nostra proposta!!! Ringrazio la mia famiglia per l’incondizionata pazienza con la quale sopportano le mie e le nostre plurime attività e appuntamenti. Ringrazio il Signore per gli innumerevoli doni con cui arricchisce la nostra fraternità e la rende sempre più capace di … Amare!!! Angela Franco Settembre 2014 Mangione Agostino Asciutto Ernesta Balsamo Maria Comella Anna Maria Di Fatta Domenica Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno 4 6 12 16 16 Dimarco Dorotea Marsala Giuseppe Benvenutore Vincenza Palmisano Girolamo giorno giorno giorno giorno 16 16 22 28 Auguri !!!

[close]

p. 11

In Fraternità con Francesco SETTEMBRE 2014 pag. 11 LE RICETTE DEL MESE di Mariella Campagna Il pistacchio è un frutto secco tipico e caratteristico della terra siciliana, famoso e apprezzato è il pistacchio di Bronte (CT). Comunemente è usato come snack da sgranocchiare negli aperitivi, ma è anche molto usato per la preparazione di gelati dolci e creme. Il pesto di pistacchio è una variante del pesto classico, e può essere utilizzato come condimento sia per i primi piatti, sia per i secondi piatti (ad esempio la carne). È ideale, inoltre, anche come crema da spalmare sul pane durante aperitivi o altre occasioni. Provate pure una torta di pistacchi semplice, veloce e buonissima. (ma senza annegarlo). Vi consiglio di metterne poco all’inizio ed eventualmente aggiungerne poco alla volta. Tritate il tutto fino ad ottenere una consistenza cremosa e alla fine amalgamate anche il formaggio grattugiato. Torta di pistacchi Ingredienti: 6 uova, 250 gr. di zucchero, 300 gr. di pistacchio di Bronte tritato, 100 gr. di farina, 150 gr. di burro sciolto, 1 bustina di lievito. Procedimento: Fate preriscaldare il forno a 150° e mantenete la temperatura per il tempo di cottura. Montate insieme le uova e lo zucchero; aggiungete il pistacchio tritato, il burro sciolto e freddo, la farina e il lievito. Versate l'impasto in una teglia imburrata e spolverata di farina, passate subito in forno caldo per circa 45 minuti. A cottura ultimata lasciate la torta in forno spento ancora 5 minuti. Al raffreddamento cospargete il dolce con zucchero a velo. Ciao, buone vacanze Pesto di pistacchi Ingredienti: 150 g di pistacchi di Bronte, uno spicchio d’aglio, una manciata di pinoli (30 g ca.), noce moscata in polvere, due cucchiai di formaggio grana grattugiato, olio extravergine d’oliva q.b, sale e pepe q.b. Procedimento: Nel mixer tritatutto mettete i pistacchi, l’aglio, i pinoli, la noce moscata, sale e pepe, e tanto olio quanto basta a coprire il tutto ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ Sentite condoglianze: alla nostra consorella Enza Di Paola e famiglia per la morte della cognata; Sinceri auguri alla nostra consorella Rosetta Preiti e famiglia per il nascita della nipotina Agnese. Avvisiamo: che il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Festa di Santa Rosa da Viterbo, Patrona della Gi.Fra. Giovedì 4 settembre ci ritroveremo tutti: OFS, iniziandi, formandi e i giovani della Gi.Fra. alle ore 18.00 in Convento per celebrare con i Frati la festa di Santa Rosa. Dopo la Celebrazione Eucaristica ci soffermeremo tutti in assemblea per la presentazione del programma della prossima festa del Serafico Padre San Francesco. Raccolta offerte per la festa di S. Francesco. In questo mese inizieremo a raccogliere le offerte per la festa di S. Francesco; esortiamo i fratelli e le sorelle della Fraternità a contribuire e collaborare generosamente alla raccolta. Per chi è disponibile per la raccolta per le vie della città, che effettueremo nelle domeniche 14-21-28, appuntamento alle ore 9.30 in Convento.

[close]

p. 12

pag. 12 SETTEMBRE 2014 In Fraternità con Francesco Festa delle Sacre Stimmate del serafico Padre San Francesco. Mercoledì 17 settembre, come ogni anno, ci ritroveremo tutti al Monastero Santa Chiara alle ore 18.00 per celebrare insieme alle Sorelle Clarisse la festa delle Stimmate di San Francesco. Novena a San Francesco. Da giovedì 25 settembre avrà inizio la novena di preparazione alla festa del nostro Serafico Padre San Francesco. Dal 25 al 27 le celebrazioni saranno al Monastero Santa Chiara, da giorno 28 proseguiranno in Convento. Raccomandiamo a tutti di prendere visione del programma, dove sono riportati gli orari delle celebrazioni. PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI SETTEMBRE 2014 Giovedì 4 S. Rosa da Viterbo, Patrona della Gi.Fra. ore 18.00 Celebrazione Eucaristica a seguire presentazione del programma della festa di S. Francesco 2014 Festa delle Sacre Stimmate del Serafico Padre S. Francesco ore 18.30 Solenne concelebrazione Eucaristica al Monastero in questo giorno in Convento non sarà celebrata l’Eucarestia Mercoledì 17 Festa dei santi Francesco e Chiara d’Assisi Programma Novena dal 25 al 28 Settembre Chiesa San Marco - Monastero Santa Chiara dal 25 al 27 ore 18.00 Celebrazione Eucaristica in questi giorni in Convento non sarà celebrata l’Eucarestia Sabato 27 Dopo la celebrazione Eucaristica delle ore 18.00 seguirà il pellegrinaggio di trasferimento dal Monastero al Convento. dal 28 Settembre al 3 Ottobre Chiesa Santa Maria di Gesù - Convento la Gancia Domenica 28 Celebrazioni Eucaristiche ore 8.30 e 19.00 Lunedì 29 ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Martedì 30 ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Mercoledì 1 ore 18.00 Celebrazione Eucaristica ore 21.00 fra Giuseppe Di Fatta in concerto Giovedì 2 ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Venerdì 3 ore 18.00 Celebrazione del Transito di San Francesco Accensione della lampada votiva da parte del Sindaco di Termini Imerese Sabato 4 Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia Celebrazioni Eucaristiche ore 8.00 - 9.00 - 10,00 - 11.00 - 17.00 ore 18.15 Processione con i simulacri dei Santi Francesco e Chiara al termine Celebrazione Eucaristica (alle ore 20.00 circa) In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIII - n. 9 - Settembre 2014 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Enza Borzelliere, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Antonio Liotta, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Fra Gaetano Morreale, Enzo Giunta, Salvatore Currieri, Antonio Spalla, Giuseppe Cusimano, Gruppo giovani, Mariella Campagna.

[close]

Comments

no comments yet