MJIF MAGAZINE

 

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Magazine free della no profit MJ Italian Foundation dedicato a Michael Jackson

Popular Pages


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Il brevetto Voleva essere Spiderman ‘Niente Paura’ Sconto su Sheeps Geraldine Huges Karen Moriarty David Nordahl

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La buona notizia La MJItalian Foundation, la no profit di Torino che organizza eventi solidali a nome di Michael Jackson, con la sua rivista ufficiale, MJIF MAGAZINE, in soli tre numeri è riuscita ad ottenere migliaia di feed back che si traducono in un apprezzamento sempre maggiore delle attività portate avanti dall’associazione, nonché di questo mezzo divulgativo che si propone di dare informazione con trasparenza ed eticità, nel completo rispetto del Re del Pop. Varie e gradite le nuove partnership nate a supporto della Rivista dai contenuti inediti e sempre gratuiti! SEGUITECI:

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Ispirandosi a .6 Smooth Criminal il brevetto .7 Intervista Geraldine Huges .8 Voleva essere Spiderman .11 Sheep per amica .16 Stop the war .18 The Wiz .20 Niente Paura .21 Intervista Karen Moriarty .24 Perché è nata MJIF? .37 Scream .39 Il dettaglio .40 Il giorno che lo conobbi .43 Speciale Neverland .44 Intervista David Nordahl .58 Dream car .63

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Vivere di sogni per molti è un concetto astratto, troppo presi dai tanti impegni, dalle ore che sembrano sempre poche per poter fare tutto ciò che si vuole. Sognare diviene un aspetto superficiale all’interno di un contesto che ci vuole sempre pronti, preparati, attivi. Chi però riesce a staccarsi da tutto questo e rendere i sogni una parte fondamentale della propria vita, si ritrova a fare grandi cose, cose prima partorite dalla mente e in un secondo momento realizzate. Ecco perché non bisogna vergognarsi di sognare, perché quello è il momento più importante di ogni creazione. E’ stato così per Michael Jackson, un bambino che è dovuto diventare presto grande ma che non ha rinunciato a credere ai propri sogni, ecco perché è stato un rivoluzionario, come cita la cover di questo mese, perché la musica attraverso di lui ha cambiato connotazione, “peso” e forma. Ci ha insegnato che anche arrivare da una piccola cittadina e da una famiglia povera si può diventare ciò che si vuole.

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Vuoi aiutare i bimbi in Thailandia? “Quello che facciamo è solo una goccia in mezzo all'oceano, ma se non lo facessimo questa goccia andrebbe persa...” (Madre Teresa) Parla di noi! Organizza serate! Dona il 5 x 1000 takecarekids cod.fisc. 93049080208 Iban it 91 z060 4511 6000 0000 5004 574

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Miki et Petur

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I Lehigh Valley Ferro Pigs, una squadra di baseball di New York, ha deciso di commemorare il giorno della scomparsa del Re del Pop (25 giugno) indossando sul campo da gioco delle maglie stile “Thriller”. Un gesto sicuramente apprezzato dai tanti fans della pop star e un modo per celebrare un’icona della musica mondiale. Ma anche la squadra della città natale di Jackson, Gary, nell’Indiana, non poteva non celebrare la Star, così ecco che la Gary Southshore Railcats ha indossato, in onore del figlio più importante di Gary, la maglia ispirata questa volta a “Beat It”, canzone del marzo del 1983 contenuta nell’Album più venduto di tutti i tempi, “Thriller”, indossata sul campo il 21 giugno 2014. E che dire per rimanere in tema di gioco di Lonnie Johson, un ingegnere della Nasa che ha ideato il giocattolo forse più venduto negli anni ’90 e che aveva tra i suoi fan più accaniti proprio Michael Jackson? Il gioco di cui si parla è la Super Soaker, la pistola spara acqua.

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Risale al 29 giugno del 1992 la richiesta per il brevetto che permise a Michael Jackson di sfidare la gravità nel video di ‘Smooth Criminal’, contenuto nell’album Bad (1987), intitolato “Metodo e strumenti per creare l’illusione dell’antigravità, U.S.Patent 5,255,452 firmata da Jackson e i suoi costumisti, Michael Bush (intervistato nel numero Speciale MJIF MAGAZINE 25 giugno 2014) e Dennis Tompkins. Ma cosa permetteva a chi indossava le scarpe di inclinarsi tanto da restare in posizione obliqua senza cadere? Il segreto stava nel tacco delle scarpe, nel quale era stato ricavato un incavo a forma di P, mentre dei ganci posizionati sotto il palco, che uscivano al momento opportuno, permettevano alle stesse di ancorarvisi. Nonostante l’ingegno nel brevettare tale strumento, era necessaria una buona forma fisica per riuscire a riportare il corpo in posizione eretta. Durante il concerto del 1996 l’HIstory Tour, una delle scarpe mancò la presa e Jackson perse l’equilibrio ma non in maniera rovinosa, tanto che la sua abilità di ballerino gli permise di correggere la mossa riuscita male.

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Lei è Geraldine Huges, ha lavorato per alcuni mesi con lo studio di Barry Rothman, l’avvocato che fu ingaggiato da Evan Chandler nella causa legale contro Michael Jackson per molestie nei confronti del figlio nel 1993. Inutile dire che il caso si rivelò una bufala ma per tacitare l’opinione pubblica, Michael suggerito dal proprio legale, decise di patteggiare versando del denaro, questo in qualche modo fu preso dai media come un’ammissione di colpa. Chandler si scoprì essere un estorsore che decise di rovinare la reputazione di Jackson quando questi si rifiutò di sovvenzionargli un progetto per il cinema, passione che Chandler nutriva da anni. Il padre convinse il figlio a dichiarare le molestie ricevute dal Re del Pop. Cerchiamo di capire attraverso la voce di Geraldine come si evolsero i fatti raccontati nel libro ‘Redemption’. L'ufficio di Rothman si accorse che era un caso di estorsione nei confronti di MJ? “Ogni caso va studiato… ne sono stata testimone perché ero nell'ufficio di Rothman quando questo avvenne, ed era palese che il caso fosse di quel tipo.” Sei diventata una missionaria dopo aver lasciato il campo giuridico? “Sono sempre stata in realtà una missionaria, anche durante il mio periodo allo studio di Rothman .” Come hanno reagito i media a quello che avevi da dire? “I media stavano cercando di comprendere l’intera faccenda e perché Michael Jackson fosse sotto inchiesta. In realtà mi hanno portato a difendere Michael Jackson a spada tratta considerato il loro comportamento poco etico, e nella maggior parte dei colloqui erano stupiti perché finalmente davo a loro delle risposte su ciò che era realmente accaduto.” Quando hai avuto l'idea di scrivere un libro sulla tua esperienza?

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“Ho avuto l'idea di scrivere il libro ‘Redemption’ nel 1997.” Parlaci di ‘Michaelgate’ ... la trasposizione cinematografica del tuo libro. “ Ci sarà un film su questa storia ... ma non voglio svelare troppo, chi ha già letto il libro sa cosa vedrà.” Ovviamente Geraldine prenderà le parti del re del Pop facendo luce sulla vicenda che lei stessa ha vissuto di persona… ma hai mai incontrato Michael? “Non ho mai incontrato Michael Jackson anche se mi è stato detto che è stato lui personalmente a concedermi il permesso di usare la sua foto sulla copertina del mio libro. Mi è stato anche detto che lo ha letto e ne sono rimasta contenta . Quando ho avuto difficoltà a promuovere il libro mi ha offerto dei suggerimenti attraverso il suo addetto stampa, sul modo di promuoverlo con i politici e personaggi di alto profilo. “ Barry Rothman ha creduto nelle accuse di molestie? “No, Barry Rothman è stato quello che semplicemente ha tracciato la denuncia del 1993.” Quindi era chiaro che fosse tutto per soldi... Hai potuto parlare della verità nonostante il segreto professionale? “Sì, perché non c'era nessun privilegio legale con il cliente quando un avvocato viene assunto per ragioni criminali.” Cosa ne pensi di Michael Jackson, l'uomo... “Dopo tutta la mia ricerca, credo che la sua fosse una missione per portare un messaggio d’amore per l'umanità. Usando la sua musica come una piattaforma universale.” E’ troppo tardi per la verità? “Non è mai troppo tardi per dire la verità. La giustizia esige che la verità si dica.” Hai incontrato Jordie Chandler (il bambino che passò molto tempo con MJ e che fu convinto dal padre a mentire) per due volte ... è vero? “Sì, è venuto nel mio ufficio prima che fossero lanciate le accuse, e dopo lui ed Evan, il padre, si sono accampati presso il nostro studio legale, sembrava non volessero più andarsene.” Come descriveresti quell’incontro? “Mi osservava mentre scrivevo e mi ha chiesto come facessi a digitare così velocemente le parole sui tasti.” I fan di MJ cosa ne pensano del libro "Redemption"? “ I fan di MJ sono (erano) i miei più grandi sostenitori, non solo perché hanno acquistato il libro, ma mi hanno aiutato a promuoverlo in tutto il mondo, e di farlo anche in quei negozi di libri che non volevano venderlo.” Hai ricevuto dei commenti? “Sì, principalmente sono stati positivi. Molto pochi quelli negativi soprattutto da parte dei fans.”

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Negli anni successivi all’ HIstory tour Michael Jackson arrivò vicino all’obiettivo di possedere uno studio cinematografico tutto suo. L’acquisizione della Marvel Comic’s era il fulcro di quel piano, così nel 1999 incontrò il padre dei personaggi della Marvel, il famoso Stan Lee, Michael Jackson sognava di girare un film su Spider Man, aveva compreso le potenzialità di quella pellicola, voleva addirittura essere lui stesso a interpretare quel ruolo. Il progetto sembrava tanto reale che il Re del Pop tentò di negoziare una vendita con l’allora proprietario della Marvel coinvolgendo la banca di investimento Wasserstein Perrella. Dieter Wiesner (manager di Michael 96-2003) quando fu chiaro che l’affare non si poteva concludere, dichiarò che Michael avrebbe pagato lui stesso il costo della Marvel ma la Sony, la sua casa discografica, ostacolò la trattativa impedendogli di usare come garanzia per l’acquisto il catalogo ATV Music Publishing (ndr. acquistato da MJ nell’84). Per anni Michael tentò di entrare nel mondo del cinema, ma purtroppo non ci riuscì, prese nonostante tutto lezioni di recitazione da Marlon Brando. Nel 2000 tornò alla carica quando seppe che la Warner Bros stava progettando un remake de “La fabbrica di cioccolato” diretto da Tim Burton, Jackson allora registrò in segreto una colonna sonora per il film. Marc Shaffel (produttore) dichiara che Michael

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avrebbe voluto interpretare Willy Wonka, pensava che per quel ruolo per lui fosse perfetto. Alla fine la Warner tentò di appropriarsi della colonna sonora ma senza di lui come attore, alludendo al fatto che per quella parte si era già scelto Johnny Depp. Ma la ragione vera e propria sempre secondo Shaffel, fu che non avrebbero fatto mai recitare Jackson in un film per bambini a causa delle accuse di molestie su minori. La società tentò di assecondarlo offrendogli una parte minore pur di avere la sua colonna sonora, ma Michael non accettò mai quel compromesso. Jackson ebbe solo un piccolo cameo nel film “Man in black 2” dove interpreta per pochi secondi l’Agente M. Una parte veramente piccola per la grande passione che il Re del Pop nutriva per il cinema.

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