Mr. Magazine Luglio/Agosto 2014

 

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Partiamo da noi, il diritto alla vita è sacro CAMBIARE PER NON MORIRE .................................................... IL MERCATO DEI PAGAMENTI ITALIANO Tra Scilla e Cariddi E vini estremi VITI, VINICOLTURA EROICA ............................................. OZONO E ARTROSI ALL'ANCA OASI FIUME ALENTO Un oasi multitasking ANNO IV - N.4 - LUGLIO/AGOSTO 2014 ........................................... Vitale dare dignità alla politica ITALIA CITTÀ DI AGROPOLI Bandiera Blu 2014

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comunicare in libertà PaduanoGroup COM obb ligat orio per c omm ercia nti e p rofes *Il BP/issuer si riservano la verifica e l’erogazione del servizio ai clienti in posseso dei requisiti tecnici. POS ACTIVEcard sion isti d al 30 Giug no Incrementa le vendite con il superPOS di Enicom Italia Accetta carte di credito e di debito ovunque vi porti il lavoro Accredito incassi immediati e soldi subito disponibili anche di domenica, accesso 24 ore su 24 al tuo denaro. Attivazione immediata per tutte le aziende anche per clienti con pregiudizi. Nessuna documentazione per attivazione Pos fino a € 2.500 di incassi e pagamenti. Nessuna burocrazie e vincoli bancari. Conto + Carta business collegati a M-Pos. Sicuro come un terminale tradizionale con speciale protezione anti-frode e i più alti standard di sicurezza. chiama subito Paduano consulting PER ATTIVAZIONI e attiva l’offerta 0974 82.70.10 Staccarsi dalla banca tradizionale? Ora è possibile! www.enicomitalia.it

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EDITORIALE DO UT DES LE CRICCHE DELLA CORRUZIONE PaduanoEditore nche il Papa Francesco da Santa Marta, ha tuonato contro le cricche della corruzione. È facile, è assolutamente facile cadere nella rete delle cricche della corruzione; cricche diabolicamente trasversali che esercitano il potere ed i propri ruoli nella società civile, unicamente per il proprio tornaconto; unicamente per garantirsi i propri privilegi, con indifferenza assoluta per i mali d’Italia, per quelle condizioni tristi di un malessere infinito da cui in lungo ed in largo è circondato il paese; il nostro paese, che ha sempre più il nome di mala-Italia. L’Italia è un paese assolutamente ammalato; tanto, per le sue tante e diaboliche anormalità. Il principio fondante del nuovo italiano è basato sul “do ut des”. “Tu mi dai una cosa a me ed io do una cosa a te”, così funziona oggi il nostro malcapitato paese dove, a farla da padroni, sono i forti sui deboli costretti a soccombere al volere arrogante e padrone dei tanti burattinai d’Italia, il frutto di una mala pianta italiana politica e non solo, che va necessariamente ed urgentemente estirpata al più presto; tanto, per non morire. Le cricche della corruzione dal Nord al Sud hanno cancellato il buon seme italiano; trasversalmente diffuse, con un sistema di potere degli uni per gli altri, tengono ormai il paese sottomesso; lo tengono prigioniero di un sistema infame dove a prevalere sono solo gli egoismi dei cazzi propri, con assoluta indifferenza per il malessere italiano e per le condizioni di sofferenza diffusa soprattutto per le nuove generazioni derubate da ladri eccellenti delle risorse assolutamente necessarie al loro futuro; risorse mancanti perché rubate e sempre più causa di un futuro negato. Le cricche della corruzione sono un patrimonio italiano; rappresentano in tutte le sue parti il Nord ed il Sud del paese; ci ritroviamo di fronte ad una miracolosa ubiquità italiana, identica a se stessa, presente in vari punti del A paese e soprattutto nelle realtà che contano per ricchezza da gestire e per affari da realizzare, a danno di un paese a cui non è rimasto altro che piangere; a cui non è rimasta altra ricchezza se non quella della corruzione. In un mondo che cambia ed in fretta, abbiamo un’Italia comatosa sempre più affezionata a rimanere se stessa, con tutte le caratteristiche dei suoi mali antichi e moderni insieme, con in primo piano la corruzione ed i mazzettari. Di chi la colpa? Chi ama questi scenari italiani se non le cricche della corruzione che offendono il Belpaese e ne rendono difficile se non impossibile il futuro? Che fare per salvarsi? Prima di tutto, sgomberare il campo; è urgente fare pulizia del “marcio italiano”; è urgente ridare al paese la dignità perduta; è urgente restituire all’Italia l’etica di un perbenismo diffuso, necessaria ad un modello d’insieme italiano, dove all’egoismo dell’io, si deve necessariamente sostituire l’insieme solidale del noi. Il mondo cambia ed in fretta; mentre cambia il mondo con trasformazioni rivoluzionarie della “mente umana” in crescente concorrenza con la “mente digitale”, l’Italia è ostinatamente ferma. Gira a 360 gradi intorno ad un asse che si chiama corruzione, fatta da menti italiane vittime di se stesse, rimaste ferme nel tempo; mettendo da parte le virtù dei saggi, hanno saputo sviluppare il solo seme folle di un egoismo del tutto per sé, affidandosi al dio corruzione e creando la solidarietà da cricche settarie per fottere egoisticamente il prossimo. Quali le conseguenze catastrofiche per il paese? Prima di tutto il crescere diffuso delle povertà; ma oltre a questo grave danno, ci sono le conseguenze ancora più catastrofiche di un paese inevitabilmente alla deriva; di un paese che non crede più a nessuno ed a niente. Un tradimento che, oltre ad offendere il senso comune dell’appartenenza, ha compromesso e non poco il sé italiano, ormai orfano anche di quelle false garanzie istituzionali in cui aveva ingenuamente creduto. L’Italia deve necessariamente cambiare; deve cambiare al Nord come al Sud; deve cambiare recuperando quei ritardi drammatici che sono alla base del profondo e diffuso malessere italiano; un malessere infinito causato da ritardi nell’innovazione soprattutto al Nord, la realtà dinamica del paese e da un inopportuno attardarsi delle politiche assistenziali al Sud che non ne hanno permesso la crescita e lo sviluppo, allineandosi così al resto del paese, avendone, tra l’altro, le risorse necessarie per i cambiamenti possibili. Questo bel capolavoro dei mali d’Italia ha le sue radici profonde in una condizione antropica che, decidendo una forma di suicidio collettivo, ha smesso di pensare positivo e positivamente adoperarsi per il bene comune; per il bene di un paese, l’Italia, che, quando vuole sa fare la sua parte, andando avanti, sviluppandosi e non rimanendo indietro come per gli ultimi decenni italiani, nel corso dei quali sono andati in fumo i sacrifici del paese ricostruito dalla guerra, rinato e sviluppato e portato ad occupare i primi posti tra i grandi della Terra, avendo un ruolo di primo piano nell'insieme eccellente del G8, espressione di quel mondo sviluppato oggi tradito e sempre più lontano dall’Italia che, rinnegandosi, ha fatto dei passi da gigante per tornare indietro dandosi i segni evidenti di un crescente ed inarrestabile sottosviluppo. Complimenti Italia! Avanti così! Sulle vie del futuro, di questo passo, si va assolutamente ed inarrestabilmente incontro al disastro da tempo annunciato, con le radici profonde nella corruzione, il primo dei gravi mali italiani. Un male da cancellare, per non morire. Giuseppe Lembo Direttore Responsabile MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 3

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TECHNOLOGY, FINANCE, SERVICES

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distribuzione gratuita EDITORE Paduano S.r.l. Via G. B. Vico, 2 84043 Agropoli (SA) Tel. 0974.827010 pbx P.iva/Cod.Fiscale: 04658650652 info@mistermagazine.it www.mistermagazine.it MISTER MAGAZINE - ANNO IV - N.4 - LUGLIO/AGOSTO 2014 SOMMARIO 07 30 CITTÀ DI AGROPOLI BANDIERA BLU 2014 INTERVISTA AL PROF. V. PEPE IN OCCASIONE DEL PREMIO "FASHION IN PAESTUM 2014" DIRETTORE EDITORIALE Francesco Paduano 9 10 I CANCELLI DELLA MENTE PREFAZIONE 10 38 41 42 43 44 48 50 ALL'OLIMPICO IN 50.000 A "TIFARE" CON PAPA FRANCESCO OASI FIUME ALENTO UN OASI MULTITASKING DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Lembo CAMBIARE PER NON MORIRE PARTIAMO DA NOI, IL DIRITTO ALLA VITA È SACRO NATO IL PROGETTO TOURISTA! PRESENTATO AL CILENTO OUTLET VILLAGE CAPO REDATTORE Carmen Lotoro 14 L'EVOLUZIONE TECNOLOGICA E IL RISPETTO DELLA DIGNITÀ DELLA PERSONA TERRAORTI: A GIFFONI EXPERIENCE 2014 LA CAMPANIA E I SETTORI LAVORO REDAZIONE Carmen Lotoro Annalisa Botti Danilo Perillo 15 16 17 DIGITAL INDUSTRY S.P.A. DALL'ATTESA...ALL'IMPRESA THE UN-SOCIAL NETWORK RAPPORTI UMANI DIGITALI IL MERCATO DEI PAGAMENTI TRA SCILLA E CARIDDI HANNO COLLABORATO: D. Corsini, P. Cusati, L. De Valeri, F. Di Lorenzo, G. Di Vita, F. Di Vita, M. E. Ferrara, F. Ferramosca, P. La Palomenta, D. Pandolfo, L. Romano, E. Serra. BCC INFORMA "CARO DORIS, LE TUE PROFEZIE NON CI FANNO PAURA" IL COMPLEANNO DI CHAGAL UNA STORIA D'AMORE ITALIA PUBBLICITÀ & MARKETING Carmen Lotoro WEB & GRAFICA Danilo Perillo 54 E TUTELA DEI TERZI NEI LUOGHI APERTI AL PUBBLICO 55 22 VITI, VINICOLTURA EROICA E VINI ESTREMI 56 20 SICUREZZA AMBIENTI DI LAVORO 26 18 LA BUROCRAZIA ASSORBE ENERGIE VITALI ALLE IMPRESE VITALE DARE DIGNITÀ ALLA POLITICA RITRATTI ITALIANI DI ALBERTO ARBASINO MR. MOVIES AMADEUS CUCINARE A KM 0 INTERVISTA A PINA MAIURI SICA NUOVA PRESIDENTE DEL ROTARY CLUB CAMPAGNA VALLE DEL SELE STAMPA OZONO NUTELLA E COCA-COLA STRATEGIE DI MARKETING E ARTROSI ALL'ANCA Tipografia CGM srl www.tipografiacgm.com - 0974 844039 Testata Mr. Magazine Free Press Iscritta registro della stampa periodica n. 21/2011-885/011 R c/o Tribunale di Salerno. 27 28 58 LETTERA A MIA FIGLIA CHIARA IN UN IMPORTANTE GIORNO DELLA SUA VITA IL MIO PENSIERO LIBERO ATTUALITÀ| ECONOMIA & FINANZA | SPAZIO AZIENDE & OPPORTUNITÀ | TECNOLOGIA & CURIOSITÀ CULTURA & BENESSERE | TURISMO & TERRITORIO | COSTUME & SOCIETÀ | CUCINA & DINTORNI. È vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti. Questo periodico è aperto a quanti desiderano collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione”. La pubblicazione degli scritti, articoli e note sono subordinata all’insidacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione commerciale/professionale con la testata e, quindi, deve intendersi prestata a titolo esclusivamente gratuito. Ai sensi della legge 196/2003 e successive modifiche l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico e/o di comunicazioni promozionali anche via web. Ai sensi degli art. 7 e 10 ai suddetti destinatari è data facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati, mediante comunicazione all’Editore info@mistermagazine.it. Per eventuali rapporti di collaborazione convenuti si conviene il foro competente esclusivo è quello di Vallo della Lucania (SA).

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ATTUALITÀ a cura della Redazione INTERVISTA AL PROF. VINCENZO PEPE nnovare” è un processo complesso che prevede la coraggiosa assunzione del rischio di non essere immediatamente compresi. Ma, a volte, com'è capitato per il premio “Fashion in Paestum 2014”, che si è svolto il 26 luglio nella suggestiva Arena dei Templi, il successo di consensi e di seguito arriva immediato, allora si comprende di aver intuito qualcosa su cui vale la pena d'insistere. Certo! Perchè nella “società della crisi” i processi di sviluppo condivisi e partecipati rientrano a pieno titolo nella pratica della “social innovation” su cui si punta molto per avviare processi sostenibili e duraturi di ri-economizzazione. Da qui la scelta d'inserire la moda nel già ricco programma del “Festival Vichiano 2014”. Di certo nella biografia e nelle trattazioni del Filosofo napoletano non ci sono legami diretti con questo comparto ma il “metodo” vichiano, che ha originato la “scienza nuova”, ci suggerisce di ambire al passaggio verso un livello superiore di cultura e di civiltà e, proprio la moda, che è un'emanazione diretta di culture e civiltà, rappresenta il viatico per questo salto di qualità che è al tempo stesso una ghiotta opportunità di sviluppo dal momento che il settore occupa un ruolo primario nell'economia nazionale. E questa opportunità va assolutamente colta perchè, se da un lato è vero che il Cilento, con la sua enogastronomia, con le sue espressioni culturali, la sua storia e i suoi elementi di unicità possiede un capitale di gran lunga più importante del petrolio, è pur vero che non riusciamo a tradurre tutto ciò in ricchezza per la mancanza di svariate componenti tra cui un più forte spirito di comunità, l'integrazione tra le politiche di sviluppo e la definizione di elementi pregnanti per la valorizzazione efficace delle risorse. Uno dei punti di partenza di un percorso di valorizzazione può, appunto, essere la moda. Infatti, sintonizzarsi sulla frequenza forte del “Made in Italy” utilizzando come amplificatore lo scenario irripetibile delle colonne doriche dell'antica Poseidonia rappresenta un'intelligente operazione IN OCCASIONE DEL PREMIO "FASHION IN PAESTUM 2014" "I di marketing territoriale che non può essere trascurata. Del resto grandi maison dell'alta moda hanno già da tempo compreso l'importanza della “cassa di risonanza” offerta dall'arte, dalla cultura e ultimamente da una sempre più spiccata aderenza identitaria con i luoghi più affascinanti della storia e del mito. Basti pensare all'operazione “Agrigento” messa in campo dagli stilisti Dolce e Gabbana. Già! Perchè, se è vero che uno dei compiti della moda è “emozionare” è facile comprendere la convenienza ad utilizzare la suggestione di luoghi il cui nome riecheggia nella nostra memoria che li riconosce come tappe fondamentali della storia dell'umanità. Quindi, tra la moda e Paestum c'è una osmosi da attivare. Per questo il nostro progetto guarda avanti e si pone come obiettivo la creazione di una vera e propria “MODA PAESTUM”, un brand che valorizzi l'eredità della Magna Graecia generando uno stile unico, capace di trasferire sapori e atmosfere rivisitati in chiave contemporanea attraverso lo studio di accademie da fondare in loco, capaci di scovare e promuovere talenti tra i giovani cilentani e di contribuire significativamente alla creazione di una filiera economica e di nuovi posti di lavoro. Così Capaccio - Paestum sarà il fiore all’occhiello del nostro territorio, oltre che per le vestigia dell'antica Poseidonia, anche per l'accostamento al brand, “Moda Paestum”, che raggiungerà in breve tempo prestigio e lustro nel mondo. Nel corso dell'evento, organizzato abilmente da Lucio Di Filippo, esperto del settore e collaboratore della Fondazione Giambattista Vico, mi hanno molto emozionato le sfilate dei giovani stilisti Ferdinando Borrelli, Sara Di Dio e Francesco Paolo Salerno. Complimentandomi ho colto il loro desiderio di essere parte del nostro ambizioso progetto e questo mi conforta molto, abbiamo bisogno di loro! Sono sicuro che l'entusiasmo degli organizzatori e il coinvolgimento delle Maison AltaRoma AltaModa, di stilisti rinomati, tra cui Gianni Molaro, Maison Furstenberg, Raffaella Curiel, Nino Lettieri possano ancor di più velocizzare il processo di sviluppo del territorio. Ciò sarà possibile anche attraverso la sinergia e l’aiuto dell’Amministrazione locale che ho avuto modo di ringraziare per aver deliberato l’uso di interesse pubblico degli spazi del Convento di Sant'Antonio di Capaccio Capoluogo in cui ha sede il Museo di “Paestum nei Percorsi del Grand Tour”, fondato e curato dalla MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 7

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ATTUALITÀ Fondazione Giambattista Vico, teatro negli ultimi tempi di un'intimazione di sfratto da parte dei proprietari, l'Ordine dei Frati Minori. Fa molto merito al Sindaco Italo Voza, all'Assessore Eustachio Voza, promotore dell'iniziativa, e all'intera Giunta Comunale l'aver posto la Cultura al vertice della scala dei valori, questo significa essere credibili e credere nel futuro. Queste sono le scelte coraggiose di cui il territorio cilentano necessita per porre un argine al calo demografico e alla conseguente erosione e desertificazione sociale. Una nota di rammarico è invece rappresentata da un “grande assente”, il “Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni”, la cui latitanza è ormai parossistica. In un momento in cui è necessario stimolare e incentivare l’imprenditoria, specie quella giovanile, da un Ente così importante ci si aspetterebbe il massimo della vicinanza e dell'impegno e, invece, ci tocca registrare la scarsa sensibilità e la superficialità che a questo punto sono avvertite dall'intera comunità. Conviene probabilmente abbassare le ultra-ventennali aspettative riposte in questo strumento che doveva essere motore primario di sviluppo attraverso una tutela attiva dell'ambiente da praticare, non solo con i vincoli e i divieti, ma con l'attuazione di strategie volte a generare pratiche economiche sostenibili. Forse vale la pena di non invocarne più nemmeno il coinvolgimento per evitare l'imbarazzante constatazione d'inadeguatezza. E, anche se non penso che sia frutto di riflessione, il fatto che seppure invitati, i rappresentanti del Parco, scelgano comunque di non presenziare, infine risulta un bene! E sarà così almeno fino a quando costoro continueranno a percorrere questa strada di menefreghismo e d'impunita saccenza. Il Cilento non merita certo che il suo “Parco” sia trasformato in un “parcheggio” per politici cui affidare una poltrona di ripiego. Così come non è accettabile nemmeno che si mantenga un commissariamento in attesa che la politica “trovi i suoi equilibri” dato che il territorio vive uno stato di emergenza su fronti di vitale importanza. Paradossalmente, quando affronto questo tema, la cosa fa notizia solo perchè s'immagina che io aspiri alla presidenza del Parco. A dire il vero la cosa mi è stata anche chiesta da moltissimi sindaci, imprenditori, esponenti della cultura locale, associazioni e cittadini. Questo mi gratifica molto ma, come ho più volte espresso, non sono interessato a questo incarico, non certo per snobberia ma per senso di responsabilità. Infatti attualmente sono costantemente impegnato in delicate e rilevanti iniziative nazionali che richiedono totale dedizione e presenza. Un contributo sento però di poterlo dare, almeno nel suggerire, se può servire, che vengano nominate personalità pulite, giovani, preparate managerialmente e umanamente, capaci d'infondere la speranza e la concretezza necessarie ad incoraggiare l'iniziativa e gli slanci di coloro che vogliono crederci, attivarsi, rischiare. Ho molta fiducia nei cilentani, nella nostra tenacia e credo che sia giunto il momento di risvegliare lo spirito da brigante che vive in noi, è tempo di alzare la voce contro una politica ed una classe dirigente che si mostrano sorde rispetto allo sfiduciato appello di una cittadinanza che si sente offesa, tradita e abbandonata a se stessa. Alla manifestazione era presente anche il poeta cilentano Giuseppe Liuccio, voce autorevole, che recentemente è stato molto critico anche nei confronti della Fondazione Giambattista Vico, la cui colpa, se proprio imputabile dal momento che si tratta dell'unico Istituto di Alta Cultura del Sud della Provincia di Salerno, è stata quella di non avere urlato il disagio del territorio. E allora, se è così che possiamo essere utili alla causa, l'invito è accolto. Siamo pronti ad alzare i toni! Tuttavia sarà difficile distinguerci perchè quell'urlo sarà comune e contemporaneo a quello che si sta levando dai comuni, dalle imprese, dalla gente. È chiaro che nessun cilentano sia disposto a veder perpetrare oltre questo scempio, a dover ancora ridurre alla condizione di sogno l'idea di un Cilento riconosciuto, amato, desiderato e pronto ad offrire il meglio di se grazie all'incentivazione di un turismo relazionale e di qualità. Probabilmente non esiste una formula precisa ma risulta lampante che qualche cinghiale in meno e più giovani imprenditori rappresenti un'operazione che, per quanto elementare, produrrebbe effetti positivi immediati. Per questi motivi, anche attraverso una manifestazione come la riuscitissima “Fashion in Paestum 2014”, dunque, la Fondazione Giambattista Vico intende favorire un cambio di rotta che investa tutti i comparti, dal culturale al sociale, all'economico e lo fa con il supporto di amici che rispondono all'appello con passione e amore. Infatti, per me è stata un'emozione profonda, in un momento particolare per il mio privato, vedere strette intorno alla Fondazione molte personalità e menti cilentane all’avanguardia come Giampaolo Cirillo, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato e uomo di profonda cultura, Massimo Olivieri, architetto stimato in tutto il mondo per la sua elevata professionalità, cosi come il dott. Claudio Aprea, noto professionista in materia di sviluppo locale e la dott.essa Daniela Di Bartolomeo, una vera leonessa disposta a difendere con i denti il museo di “Paestum nei Percorsi del Grand Tour”. A mio avviso con una squadra così forte, con il coraggio dei giovani, degli imprenditori, con idee innovative come quella realizzata da Lucio Di Filippo, il territorio può ambire a grandi traguardi e produrre cose valide e belle in attesa che anche la politica faccia la sua parte e ci proponga guide credibili e al di sopra delle logiche di palazzo. 8 MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014

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ATTUALITÀ di Francesco Ferramosca I CANCELLI DELLA MENTE PREFAZIONE onore di presentare il nuovo lavoro dell’amico Mimmo è immenso ma, allo stesso tempo è compito impegnativo che spero possa trovarmi abbastanza preparato per poter assolverlo quanto meno degnamente. Il testo “i cancelli della mente” è un surrogato avvincente della vita dell’ Autore. Lo scritto pone in risalto alcuni aspetti umani di fondamentale importanza e il percorso filosofico seguito è di altissimo livello da cui scaturisce dibattito molto interessante. L’intento dell’autore, molto ben riuscito, non è quello di fornire al lettore un manuale filosofico e antropologico, così come tanti ce ne sono in circolazione, al contrario, svolge un’attenta analisi dei tempi attuali, esaltando luci ed ombre, fornendo delle soluzioni originali alle problematiche affrontate, divenendo duro contestatore. Non sono certo tempi granchè belli quelli che viviamo e alla favola della crisi congiunturale non abbiamo mai creduto. La crisi va ben oltre, ed è una crisi molto più profonda e radicata nell’uomo: è una crisi di valori. Valori che giorno dopo giorno gli uomini perdono in nome di altri principi che affievoliscono corpo e mente anima e spirito. I cancelli della mente propone una valida strategia d’uscita a questa situazione. Non pretende di essere la soluzione. La vera e unica soluzione risiede solo in noi stessi che siamo chiamati a svolgere un’attenta L' analisi del nostro agire quotidiano e che dovrà essere trovata senza alcuna influenza o costrizione da parte di ideologie politiche o credo religioso. Il lettore superficiale, l’uomo comune, potrà farsi facilmente ingannare dal titolo che l’autore ha voluto dare senza andare oltre. Il cancello, potrebbe, offre l’immagine di circoscrizione, limite, divieto. Il lettore saggio e attento invece, saprà spingersi oltre e darà una chiave di lettura differente, cogliendo il vero senso del testo attribuendogli un significato di apertura verso l’umanità, di ampio raggio d’azione in cui ogni libero pensatore alla ricerca di se stesso, potrà senz’altro agire. Il punto è che la libertà, non vi è termine migliore, è valida la liberta è giusta, la libertà funziona, chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo. La libertà in tutte le sue forme: la libertà di stampa di parola di associazione di sapere e conoscenza, ha portato uno slancio in avanti di tutta l’umanità e sarà la libertà a salvarci! Con Stima immensa, Dott. Francesco Ferramosca Ambasciata d'Italia a Malta 5, Vilhena Street Floriana FRN 1040 - Malta M.00356.778.951.29 cerchiamo collaboratori commerciali ottime provvigioni Selezioniamo Collaboratori P.O.S. payment system & service INFOCREDIT info commer ciali ENICOM Italia voce | dati | web Paduano consulting per informazioni 0974.82.70.10 www.enicomitalia.it | info@enicomitalia.it Comunicare in libertà adsl VoIP COM + MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 9

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ATTUALITÀ di Giuseppe Lembo CAMBIARE PER NON MORIRE ome torna d’attualità un saggio pensiero più che mai centenario. Aveva visto bene il nostro Giustino Fortunato nel considerare il Mezzogiorno la fortuna o la sciagura d’Italia. Un’eredità scomoda, attualissima ancora oggi; un’eredità che, per troppo lungo tempo, è stata indifferente ai più, con comportamenti superficialmente sbagliati che hanno fatto e che fanno pensare sempre più ad un Mezzogiorno, la sciagura d’Italia. Di fronte a questi allarmanti pensieri, i veri responsabili dello sfascio meridionale e del più generale sfascio italiano, si difendono ed attaccano dicendo ipocritamente che trattasi di catastrofismi senza senso ed assolutamente fuori luogo; per il loro egoismo, per il godimento del loro indiscusso potere, ancora oggi nel Mezzogiorno ed in Italia, le cose vanno meravigliosamente bene. Vigliacchi! Non possono osare tanto! Come fanno a non accorgersi dei mali d’Italia e del Sud in particolare? Tornando al saggio pensiero meridionalistico di Giustino Fortunato, io considero opportuno allargarne gli orizzonti anche ai Sud del mondo; anche per questi, nel rapporto con il mondo globale, ogni singola realtà dei Sud del mondo potrà essere, per l’insieme mondo, la fortuna o la sciagura. Siamo in una condizione umanamente e diffusamente squilibrata; è al tal punto squilibrata da rendere sempre più difficile la sopravvivenza di tante parti deboli della Terra abitate da uomini che non contano niente; che non servono proprio a niente, perché contribuiscono, in un silenzio sottomesso, a venire incontro alla volontà dei forti che è quella dei privilegi e delle ricchezze tutte per sé. Una condizione questa che è purtroppo comune a tutti i Sud del mondo, per i quali torna d’attualità il pensiero italiano di Giustino Fortunato sul Sud che può essere la fortuna o la sciagura d’Italia; come per l’Italia, dove non ci si salva senza il Sud, così anche per il mondo nella sua globalità, non ci si potrà sal- PARTIAMO DA NOI, IL DIRITTO ALLA VITA È SACRO C vare senza salvare i Sud del mondo, inevitabile fortuna o sciagura per tutti gli uomini della Terra, compresi i ricchi, sempre più inopportunamente indifferenti al mondo delle povertà. Così facendo, con i loro egoismi, non giovano al mondo; non giovano per niente al mondo dei poveri e degli ultimi verso i quali avvertono solo un senso di fastidiosa indifferenza; alla fine non giovano neanche a se stessi, vittime come sono, del loro cieco egoismo finalizzato al tutto per sé con l’effetto di una catastrofe da tempo annunciata. L’epidemia morale, ieri come oggi, ma soprattutto oggi, è il frutto di chi egoisticamente comanda, con assoluta indifferenza e distacco dai propri governanti. I gravi mali del nostro tempo sono soprattutto il frutto di una vera e propria atonia morale delle classi socialmente alte, con tecnocrati e boiardi di Stato, espressioni e sostenitrici di quei poteri forti che sono naturalmente predisposti ad essere ostili al popolo, considerato in sé un popolo di “lazzari”, verso cui la classe dirigente si deve preoccupare solo di non renderlo consapevole dell’insopportabile peso della propria miseria. Le conseguenze di tali comportamenti delle classi alte che spesso diventano violentemente disumane, non producono altro che una condizione di diffuso disordine nella vita pubblica, sia negli ambiti amministrativi che politici. Aveva ragione Giustino Fortunato, a scrivere nel 1878 a proposito delle classi dirigenti che “le società non si sono mai perdute per i vizi delle classi inferiori, ma solo per mancanza di virtù e operosità delle classi dirigenti”. E così la storia nel suo corso naturale proprio non si smentisce; ieri come oggi sono le mancate virtù delle classi dirigenti a determinare la crisi di una società; tanto, dal locale al globale. Il mondo è vittima del grave male della mancanza di virtù delle classi dirigenti che, pensando solo a se stesse, si logorano ad un punto tale da determinare condizioni di crisi senza appello non solo per le classi popolari ma anche e prima ancora per se stesse. Purtroppo la dualità umana del popolo da una parte e delle classi dirigenti dall’altra non riesce ad avere come si conviene, nessun punto d’incontro. Tutto è fortemente calato dall’alto; tutto della realtà sociale è indifferente a chi comanda che si affida al solo proprio velleitarismo, del tutto indifferente a trovare i giusti strumenti di penetrazione nelle masse popolari che, per la rottura della propria armonia perduta, forti della loro identità, sempre più spesso, riescono a ribellarsi; tanto per non morire dell’altrui infame potere unico, esercitato con l’intento maledetto di fottere il popolo, non sovrano ma suddito; non protagonista ma di fatto schiavo alla mercé di chi pensa di avere il diritto naturale anche sulla carne umana usandola ed abusandone a proprio piacimento. Usque tandem? Con saggezza i latini avevano capito i limiti temporali delle azioni umane, soprattutto se esercitate con violenza da una parte sull’altra. La parte forte della società non può pensare di rimanere tale sempre ed in tutte le condizioni, anche se di fatto sono condizioni gravi per i deboli della società da quella locale a quella globale. Arriva anche per questi ultimi del mondo, purtroppo non considerati uomini da chi li usa abusandone, il giorno della meritata resurrezione, non una sorpresa, ma una naturale occasione di rinascita di chi in silenzio ha subito il potere assorbente di una classe dirigente assolutamente incapace di guardarsi attorno e di prevenire con comportamenti umanamente più saggi e giusti, l’inevitabile esplosione di una rabbia antica lungamente covata dentro. Se non ci fosse in giro tanta ignoranza diffusa, la classe dirigente avrebbe potuto e dovuto riflettere anche sul dimenticato pensiero di Giustino Fortunato che contiene in sé un insegnamento da non dimenticare mai. Come si fa a non capire un messaggio 1 0 MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014

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ATTUALITÀ così importante? Come si fa a non considerare determinate verità salvifiche? Oggi più che mai nel nostro Paese, ma anche in tante, tante altre parti del mondo, la società , cito nuovamente le parole di Giustino Fortunato, si perde non per i vizi delle classi inferiori, ma solo per mancanza di virtù ed operosità delle classi dirigenti. Il pensiero di Giustino Fortunato è più che mai attuale in quest’Italia ed in questo mondo dove ormai si vanno sempre più cancellando le virtù e l’operosità della classe dirigente; una classe sempre più del tutto avvita a se stessa e capace di usare abusandone di tutto; non ultima la carne umana. In maniera ipocritamente bugiarda si vogliono ribaltare le situazioni invertendone le responsabilità tutte contenute, per chi si crede inopportunamente dalla parte della ragione, nei soli vizi delle classi inferiori. Non è assolutamente così; l’egoismo dei potenti d’Italia e del mondo, ha purtroppo cancellato le virtù e l’operatività delle classi dirigenti; tanto con l’inevitabile incazzatura di chi ha sempre subito; di chi, da popolo abbandonato a se stesso, considerato solo fonte di vizi, ha deciso di dire basta e di riprendersi la rivincita, ribellandosi. Quello che ho osservato a proposito dell’Italia, sia per quanto riguarda il rapporto con il Sud sia soprattutto per quanto riguarda il rapporto antropico potere-popolo, vale anche per l’Europa e più in generale per il mondo. Mentre scrivo (sabato 24 maggio) siamo alla vigilia di un voto che sancirà il vero futuro politico di un’Europa falsamente unita ed assolutamente poco virtuosa ed indifferente, da parte di chi la governa, alle sempre più difficili condizioni in cui si trova oggi a vivere la sua gente. È facile azzardare le previsioni di una vigilia elettorale che, nonostante la confusa disattenzione per una nuova Europa, faranno emergere uno spirito di forte ribellione per una condizione di sofferenza di gran parte dei popoli di un’Europa falsamente unita verso cui nessuno avrebbe dovuto permettersi comportamenti di indifferenza. Un voto quello europeo che va molto al di là del semplice rinnovo di un parlamento che in tanti anni non ha saputo o meglio non ha voluto creare le condizioni politiche per un’Europa dei popoli d’Europa. La ribellione attraverso il voto non è per solo rabbia repressa e/o per i vizi repressi del popolo. La ribellione/rifiuto, come per l’Italia endemicamente ammalata di potere, è rivolta a quella mancanza di virtù e di operosità delle classi dirigenti europee che, ammalate di potere, si rifiutano di fare il proprio dovere nei confronti del popolo sovrano che viene calpestato da chi comanda con un atteggiamento di assoluta normalità. Ma normale non è; il popolo sovrano, la maggior parte del popolo d’Europa che si identifica sempre più negli Stati di appartenenza, con rabbia dice basta e chiede attraverso il voto, un’Europa nuova; chiede l’Europa dei popoli d’Europa e non dei soli banchieri protagonisti di un europeismo tradito da lacrime e sangue, fatto di inopportuni veti che hanno impoverito la gente, spinta a cambiare per non morire; un cambiamento che non nasce dai vizi della gente d’Europa, ma cresce sempre più da quella mancanza di virtù e di operosità di chi, voltandosi dall’altra parte, si rifiuta di ascoltare il grido di dolore dei “traditi” d’Europa che, non per accrescere i vizi, ma per il solo diritto alla vita, rivendicano un diverso modo di essere europei, soprattutto nel rapporto tra il forte Nord ed il sempre più debole Sud, un potenziale di fortuna o sciagura anche per i destini di un’Europa veramente unita e del mondo più in generale, dove i Nord si comportano egoisticamente da crescenti carnefici di un Sud sempre più abbandonato a se stesso, con il protagonismo silenzioso di una rabbia che esplodendo, potrà un giorno cambiare a fondo i destini del mondo. È quindi, del tutto irrilevante quel che succederà in Italia; certamente il Paese si troverà di fronte ad una condizione per molti versi sconvolgente; una condizione facilmente prevedibile, se si sapeva guardare a fondo le cose italiane ed i mali del Paese dovuti all’indifferenza di un potere politico avvitato su se stesso e tutto egoisticamente preso nel farsi gli affari propri, così autodelegittimandosi per mancanza di virtù e di operosità delle sue classi dirigenti, egoisticamente attente solo ai propri privilegi ed al proprio potere. Nel rapporto con l’Europa hanno prevalso gli interessi dei soli poteri forti del tutto indifferenti all’idea di una stretta solidarietà europea ed al genocidio degli Stati; tanto per effetto di un fare europeo che ha cancellato l’insieme, per diventare egoisticamente la sola forza del potere forte di una sola sua parte. Così non va! Così non va né da noi, né in Europa e/o in altre parti del mondo. Per evitare la catastrofe a questo nostro mondo sempre più in crisi di umanità con i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, affamati ed assolutamente soli con se stessi, bisogna pensare ad un mondo nuovo con alla base, prima di tutto, un soffio di umanità; tanto è necessario per dare slancio ad un’umanità nuova in un mondo nuovo dove ciascuno venga prima di tutto rispettato nella sua dignità di uomo. Non c’è via d’uscita per l’Italia, per l’Europa e per il mondo, se non si fa questo. L’incazzatura del mondo sarà un’onda d’urto crescente che non si fermerà, perché al centro c’è l’uomo tradito; l’uomo maltrattato dall’egoismo di chi pensa di essere il solo ad avere il diritto anche sulla vita degli altri. In una tale situazione anche i disperati della Terra, anche gli ultimi degli ultimi, pensano sia giusto ribellarsi ad una condizione di disumanità diffusa. Tanto sta capitando anche al nostro bel Paese ed all’Europa dove la divisione in cittadini di serie A e di serie B non funziona più e dove ciascuno molto opportunamente rivendica per sé i diritti fondamentali dell’uomo, con al primo posto la dignità tradita da quelle clas- L’ Estetica da Giovanna Sede e Cons. Doc. Via A.De Gasperi, 58 84043 Agropoli (SA) Tel. 0974 82.65.38 Cell. 333 13.98.926 www.esteticagiovanna.it MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 11

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ATTUALITÀ si dirigenti e da quei poteri forti ormai indifferenti ad essere virtuosi ed attivamente operativi, per il bene comune. Di fronte alle loro responsabilità, causa di tanti mali, anziché ravvedersi e cambiare, che fanno? Accusano il popolo dei loro vizi, additandoli come responsabili dei mali profondi della società, sempre più prossima a perdersi. Chi pensa ancora di potersi salvare, dichiarando a parole e solo a parole, la propria innocenza, la propria disponibilità ad essere virtuosi, considerandosi al di sopra delle parti, dei cittadini perfetti, non ha via di scampo; non si salverà e soprattutto non salverà il suo potere perché non trova più il consenso delle masse acritiche passivamente disposte a seguirlo, accettando su di sé la sciagura della povertà, del pauperismo per garantire le fortune dei potenti privilegiati. L’elettorato si conquista con la credibilità del fare; non bastano le belle parole; non bastano le sole promesse. Forse siamo all’inizio di un’era nuova; un’era nuova per l’uomo della Terra, al quale non basta più la sola scelta dell’appartenenza per sentirsi rappresentato. Oggi tutto nel mondo è dinamicamente globale; tutto è in crescente movimento. C’è in atto una mutazione genetica che non conosce confini spazio-temporali. Al centro di questa mutazione umana c’è una specie di risentimento diffuso; c’è un senso di rancore collettivo dell’uomo tradito nei confronti di chi abusa del proprio ruolo di potere, per negare ad altri i propri diritti di uomo del mondo, negandogli così anche le attese di un futuro possibile, con alla base il rispetto dell’uomo per l’uomo. In alternativa ai mali del mondo, contro il pauperismo dell’umanità, un prezzo da pagare ai ricchi del mondo, ci deve essere la ricerca di un mondo nuovo; di un mondo di pace, con l’obiettivo di una condivisione con gli altri. Le false alchimie del potere in Italia, in Europa e nel mondo non portano da nessuna parte. La grande energia umana da cui partire, partendo da noi, è quella di considerare la felicità come il grande motore dell’orizzonte esistenziale; una forza che può salvarci dal disastro sempre più immanente, salvandoci dai poteri forti, un veleno diffuso in tutte le istituzioni democratiche e di cui da nessuna parte si riesce a fare a meno per guardare al futuro possibile, una falsa speranza del cambiamento per il bene dell’umanità oggi sempre più a corto di felicità per i tanti tradimenti dell’uomo verso gli altri uomini della Terra. Giuseppe Lembo www.giuseppelemboscrittore.it lembo.giuseppe@alice.it 1 2 MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014

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ECONOMIA E FINANZA di Pietro Cusati L'EVOLUZIONE TECNOLOGICA l compito del Garante per la Privacy è quello di operare in tutti i settori della vita sociale nei quali i flussi informativi incidono sulle persone, quali che siano i ruoli sociali, cittadino, consumatore, lavoratore, paziente, e la necessità che la dignità della persona e le sue libertà fondamentali trovino piena affermazione e protezione. Il fronte dell’evoluzione tecnologica, specie nel settore delle comunicazioni resta al centro delle preoccupazioni dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati Personali. Il Garante ,infatti, ha espresso un fermo invito al Governo Italiano per sostenere in seno al Consiglio dell’Unione europea, la necessità che quest’ultima adotti il progetto di riforma del quadro normativo europeo in materia di protezione dei dati personali. Nella relazione sull’attività svolta nel 2013 il Garante per la Privacy ha segnalato alcune criticità, anche in relazione al quadro normativo comunitario e agli orientamenti formulati dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea e fornito indicazioni. L’obiettivo è quello di garantire che la trasparenza non entri in conflitto con il diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati E IL RISPETTO DELLA DIGNITÀ DELLA PERSONA I personali. In particolare evitando la diffusione di dati relativi alla salute o a condizioni di disagio economico e sociale di soggetti deboli che beneficiano di sussidi. È preoccupante il fenomeno della pubblicazione in internet,spesso per il tramite dell’albo pretorio online, di dati sensibili, della diffusione di ordinanze concernenti l’esecuzione di trattamenti sanitari obbligatori su siti web istituzionali di numerosi Comuni. Il Garante per la privacy ha prescritto l’adozione di idonei accorgimenti, anche tecnici, affinché le informazioni contenute in dossier sanitari siano nella disponibilità del solo professionista o della struttura che li ha redatti e possano essere condivisi con altri professionisti che abbiano in cura l’interessato presso altri reparti solo qualora il paziente esprima uno specifico consenso, che può estendersi anche alle informazioni sanitarie relative a eventi clinici pregressi. Inoltre sono state impartite prescrizioni alle aziende sanitarie che utilizzano sistemi di videosorveglianza all’interno dei propri servizi igienici per accertare l’assenza di tossicodipendenza, affinché siano adottate misure e garanzie a tutela della riservatezza di quanti sono sottoposti alla raccolta dei campioni di urina, vietando, in particolare, la registrazione delle immagini con qualsiasi mezzo e, analogamente, misure e accorgimenti sono stati individuati affinché, nella vita di ogni giorno, le aziende sanitarie adottino corrette modalità di consegna a domicilio di presidi sanitari, a tutela della riservatezza e della dignità dei pazienti. In questa stessa prospettiva, con provvedimento generale, è stato prescritto che, quando le commissioni mediche rilasciano copia del verbale di invalidità per gli usi consentiti dalla legge, come richiedere il contrassegno per l’accesso a zone a traffico limitato o per usufruire delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto di veicoli, vengano omesse le parti con la descrizione dell’anamnesi, dell’esame obiettivo e della diagnosi del paziente. L’Autorità per la Privacy ha predisposto un vademecum su “Il condominio e la privacy” ed uno dedicato a “La privacy dalla parte dell’impresa, per migliorare il proprio ‘’business”, che contengono consigli pratici per il rispetto delle regole poste a protezione dei dati personali al fine di favorirne una corretta attuazione. Infine l’Autorità Garante per la Privacy ha posto in essere ulteriori azioni di contrasto del telemarketing cosiddetto selvaggio e delle offerte promozionali indesiderate, effettuando accertamenti ispettivi ed emettendo ordinanze-ingiunzione nei confronti di qualche società di servizi informatici, specializzata nel settore delle banche dati. Pietro Cusati Direttore Amministrativo del Ministero della Giustizia Giudice Tributario Giornalista - Pubblicista pietrocusati@tiscali.it 1 4 MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014

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ECONOMIA E FINANZA di Luigi Romano DIGITAL INDUSTRY S.P.A. ra il “lontano” 2011 che si iniziava a parlare di una giovane ed innovativa azienda nel settore nell’“information technology” e dove i complimenti riscontravano la loro veridicità nei numeri: 322.000 visite al sito internet registrate in un anno, quasi un milione di pagine visualizzate da oltre 137 paesi nel mondo; oltre 60.000 prodotti a catalogo di cui circa 23.000 disponibili a magazzino, migliaia di visitatori (già allora) su Facebook; numeri da capogiro soprattutto se si tiene conto della giovane età del Management e di tutti i Collaboratori coinvolti !!! Stiamo parlando dell’azienda pordenonese “DIWO” (www.diwo.it) nata a Villotta di Chions (PN) e gestita dagli amministratori Erik Del Toso e Miccoli Savino che con sacrificio e abnegazione hanno scommesso il loro futuro sulla realizzazione e sviluppo di un portale per l’e-commerce nel settore dei materiali informatici. Oggi, dopo appena tre anni di attività si è passati dall’attesa…all’impresa; ebbene sì il salto dimensionale è stato effettuato e la Società, nata come S.a.S. DALL'ATTESA...ALL'IMPRESA! E si è trasformata, nel tempo, in S.r.l. annoverando come Socio di controllo la Digital Industry S.p.A. costituita sempre su geniale intuizione dei due Soci ed attualmente gestita ed amministrata dagli stessi. Serietà, correttezza, affidabilità hanno permesso a questi giovani imprenditori di trasformare una lunga attesa nel “sogno imprenditoriale” della loro vita tanto da portarli a creare una delle pochissime public company nella Regione Friuli Venezia Giulia, una Società ad azionariato diffuso che si prefigge l’obiettivo di annoverare qualche centinaia di Azionisti così da raggiungere ulteriori mete: si investirà in nuovi settori, si realizzeranno nuovi progetti nel Real Estate, si punterà anche al mercato finanziario ed assicurativo, il tutto utilizzando la forza che oggi li ha contraddistinto, la forza del web che potrà, perché no, qualificarli quali principali attori f-commerce sul mercato italiano per ciò che riguarda l’hi-tech. Questo a dimostrazione di come una piccola realtà imprenditoriale in un piccolo centro urbano, in un momento di grave crisi economica, possa facilmente passare dall’attesa … all’impresa ! Luigi Romano Presidente Assobusiness info@assobusiness.com MR. MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 15

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