TRATTAMENTI PENSIONISTICI E BENEFICIARI: UN’ANALISI DI GENERE (Anno 2012)

 

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Trattamenti pensionistici e beneficiari - 30_lug_2014 - Testo integrale

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30 luglio 2014 Anno 2012 TRATTAMENTI PENSIONISTICI E BENEFICIARI: UN’ANALISI DI GENERE    Nel 2012 sono stati erogati 23.577.983 trattamenti pensionistici: il 56,3% a donne e il 43,7% a uomini. Le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati (8,8 milioni su 16,6 milioni), ma percepiscono solo il 44% dei 271 miliardi di euro erogati. L’importo medio annuo delle prestazioni di titolarità femminile è pari a 8.965 euro, il 60,9% di quello delle pensioni di titolarità maschile, che si attesta a 14.728 euro.    Oltre la metà delle donne (52%) percepisce meno di mille euro, contro un terzo (32,2%) degli uomini. Il numero di uomini (178 mila) con un reddito pensionistico mensile pari o superiore a 5.000 euro è cinque volte quello delle donne (33 mila). Le disuguaglianze di genere sono più marcate nelle regioni del Nord, sia con riferimento agli importi medi delle singole prestazioni sia in relazione al reddito pensionistico dei beneficiari.   Dei 626.408 nuovi pensionati del 2012, le donne rappresentano il 52% e percepiscono redditi più bassi (10.953 a fronte dei 17.448 degli uomini). Il numero di trattamenti percepiti dalle donne è mediamente superiore a quello degli uomini, di conseguenza il divario economico di genere si riduce al 42,9% se calcolato sul reddito pensionistico (pari a 19.395 euro per gli uomini e a 13.569 per le donne).  Il rapporto tra il numero di pensionati residenti e la popolazione occupata – rapporto di dipendenza – è a svantaggio delle donne: 90,2 pensionate ogni 100 lavoratrici, a fronte di 56,5 uomini ogni 100 lavoratori.   Tra il 2002 e il 2008, la forbice reddituale tra pensionati e pensionate è aumentata di 2,1 punti percentuali (4,4 punti con riferimento agli importi medi delle singole prestazioni); a partire dal 2008 si è osservata una progressiva riduzione che tuttavia ha mantenuto i livelli di disuguaglianza superiori a quelli del 2004. Anche il tasso di pensionamento (rapporto tra numero di pensioni e popolazione residente) è superiore tra le donne (43,1%) rispetto agli uomini (35,6%). FIGURA 1. DISTRIBUZIONE DI PENSIONI E PENSIONATI, SPESA COMPLESSIVA, IMPORTI MEDI E PRINCIPALI INDICATORI PER SESSO. Anno 2012

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Redditi pensionistici1 più alti per gli uomini Nel 2012, le donne rappresentano il 52,9% dei beneficiari (8.774.099), ma gli uomini percepiscono la quota maggioritaria della spesa (il 56%, pari a 152 miliardi di euro). L’ importo medio delle pensioni è più basso tra le donne (8.965 euro contro 14.728 euro) e si riflette anche in un più contenuto reddito pensionistico medio, pari a 13.569 euro contro i 19.395 euro degli uomini (Tavola 1). È quanto emerge dalla rilevazione annuale sui trattamenti pensionistici e sui beneficiari condotta 2 da Istat e Inps, a partire dai dati dell’archivio amministrativo – Casellario centrale dei pensionati – nel quale sono raccolte le informazioni sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali italiani, pubblici e privati. Le prestazioni pensionistiche sono classificate in sette gruppi: vecchiaia, invalidità, superstiti, indennitarie, invalidità civili, pensioni sociali e di guerra (per le definizioni si rinvia al glossario). Poiché un singolo individuo può beneficiare di più prestazioni appartenenti anche a tipologie diverse, la somma rispetto alle diverse tipologie può essere ottenuta solo con riferimento al numero di prestazioni. TAVOLA 1. PENSIONI E PENSIONATI, IMPORTO COMPLESSIVO E IMPORTO MEDIO DELLE PRESTAZIONI E DEL REDDITO PENSIONISTICO PER SESSO. Anno 2012 Pensionati Sesso Importo medio reddito pensionistico (euro) Numero Indice Totale=100 Pensioni Importo medio delle pensioni (euro) Numero Indice Totale=100 Importo complessivo (milioni di euro) Numero % Numero % Maschi Femmine Totale 7.819.793 8.774.099 16.593.892 47,1 52,9 100 19.394,98 13.568,92 16.314,43 118,9 83,2 100 10.297.478 13.280.505 23.577.983 3 43,7 56,3 100 14.728,34 8.964,65 11.481,89 128,6 78,0 100 151.665 119.055 270.720 La spesa per pensioni erogate a uomini è pari al 9,60% del Pil e supera di 2,1 punti percentuali quella per i trattamenti erogati alle donne (7,54%). La crescita dell’incidenza della spesa è stata più accentuata per le pensioni maschili: dall’8,06% del 2002 si è passati al 9,60% del 2012, mentre per le donne dal 6,48% al 7,54% (Figura 2). FIGURA 2. INCIDENZA DELLA SPESA PENSIONISTICA SUL PIL PER SESSO. Anni 2002-2012, valori percentuali I decimali della figura possono non corrispondere alla somma di quelli presenti nella figura 11 per effetto degli arrotondamenti 1 2 I redditi, gli importi e le altre variabili monetarie riportate nella pubblicazione sono al lordo dell’imposizione fiscale. Di titolarità Inps ed istituito con il D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1338, successivamente modificato dal D.L. 6 luglio 1978, n. 352, e dalla legge 22 marzo 1995, n. 85. 3 Per i dati sul Pil cfr. Principali aggregati del Prodotto interno lordo - Dati nazionali annuali - edizione marzo 2014, accessibili su http://dati.istat.it. 2

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I nuovi pensionati – ossia coloro che percepiscono una o più prestazioni per la prima volta nel 2012 - sono poco più di 626 mila, per una quota di spesa pari a 8.813 milioni di euro; l’importo medio dei redditi pensionistici è di 14.068 euro (Tavola 2). Tra i nuovi pensionati le donne sono il 52% e percepiscono, in media, un reddito pari a 10.953 euro, inferiore di quasi 7 mila euro a quello degli uomini (17.448 euro), che pur non essendo la maggioranza (48%), assorbono una quota di spesa pari al 59,5% del totale (5.243 milioni di euro). I pensionati cessati – ossia coloro che percepivano una o più pensioni nel 2011, ma non più nel 2012 - sono 701 mila, assorbivano una quota di spesa pari a 10.699 milioni di euro per un reddito medio pari a 15.261 euro (più elevato di circa 1.200 euro rispetto a quello rilevato per i nuovi ingressi). Tra i cessati, la composizione per sesso è sostanzialmente equilibrata: le donne rappresentano il 53% del totale e assorbono una quota di spesa pari al 48,4%. Tra i pensionati sopravviventi (ossia coloro che percepiscono prestazioni sia nel 2011 sia nell’anno successivo), gli uomini sono il 47,1%, e sono titolari di prestazioni che assorbono il 55,9% della spesa totale. Ne deriva un importo medio del reddito pensionistico che per gli uomini è di quasi 6 mila euro superiore a quello delle donne (19.473 euro contro 13.670). TAVOLA 2. PENSIONATI NUOVI, CESSATI E SOPRAVVIVENTI, IMPORTO COMPLESSIVO E IMPORTO MEDIO DEL REDDITO, PENSIONI PROCAPITE ED ETÁ MEDIA PER SESSO. Anno 2012 Pensionati Importo complessivo Sopravviventi (a) maschi femmine Nuovi (b) maschi femmine Cessati (b) maschi femmine Totale (a+b) 15.967.484 7.519.336 8.448.148 626.408 300.457 325.951 701.101 329.756 371.345 16.593.892 Importo medio del reddito pensionistico 16.402,54 19.472,77 13.669,86 14.068,32 17.448,29 10.952,71 15.260,66 14.740,95 13.946,16 16.314,41 Pensioni procapite 1,43 1,32 1,53 1,12 1,12 1,11 1,84 1,66 2,01 1,42 261.907 146.422 115.485 8.813 5.243 3.570 10.699 5.520 5.179 270.720 La distribuzione dei pensionati per numero di prestazioni evidenzia la crescente presenza delle donne all’aumentare del numero di trattamenti percepiti (Figura 3). Tra i percettori di una sola pensione (che rappresentano il 67,3% del totale) la quota femminile è più bassa di quella maschile (48,2% a fronte del 51,8% degli uomini); tra i titolari di due pensioni le donne rappresentano, invece, il 59,6%, quota che sale al 70,8% tra i percettori di tre pensioni e arriva al 74,1% tra i titolari di quattro o più trattamenti. FIGURA 3. PENSIONATI PER NUMERO DI PRESTAZIONI PERCEPITE E SESSO. Anno 2012, valori percentuali 100,0 51,8 50,0 40,4 29,2 25,9 48,2 0,0 59,6 70,8 74,1 1 pensione 2 pensioni Femmine 3 pensioni Maschi 4 o più pensioni 3

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La maggior presenza femminile tra i percettori di due o più pensioni determina una diseguaglianza per gli importi medi dei redditi pensionistici inferiore a quella osservata per i trattamenti: gli importi medi delle singole prestazioni erogate agli uomini eccedono del 64,3% quelli delle donne, la differenza si riduce al 42,9% se si considerano invece gli importi medi dei redditi pensionistici (Figura 4). In altre parole, il cumulo di trattamenti pensionistici tra le donne, compensa – seppur solo parzialmente – il più basso importo medio dei singoli trattamenti. Tra il 2002 e il 2008, la forbice reddituale tra pensionati e pensionate è aumentata di 2,1 punti percentuali (di 4,4 punti con riferimento agli importi medi delle singole prestazioni). A partire dal 2008, tuttavia, si osserva un’inversione di tendenza: la sperequazione relativa ai redditi pensionistici è calata di un punto percentuale, mentre quella degli importi medi di 1,3 punti, ma i livelli di disuguaglianza nel 2012 sono comunque superiori a quelli registrati nel 2002. FIGURA 4. DIFFERENZIALE [(M-F)/F] NEGLI IMPORTI MEDI DELLE PENSIONI E DEI REDDITI PENSIONISTICI Anni 2002-2012, valori percentuali 70,0 65,0 61,2 63,9 65,0 65,6 65,3 64,3 60,0 55,0 50,0 45,0 40,0 differenziale [(M/F)/F] degli importi medi delle pensioni differenziale [(M/F)/F] degli importi medi dei redditi pensionistici 41,8 2002 43,1 43,6 43,9 43,6 42,9 2012 2004 2006 2008 2010 Analizzando le differenze di genere in funzione delle classi di reddito pensionistico mensile emerge – in linea con quanto finora osservato – la maggiore concentrazione degli uomini nelle classi di reddito più elevate. Il 26,7% degli uomini percepisce, infatti, un reddito mensile pari o superiore ai 2.000 euro e assorbe la metà della spesa ad essi destinata (50,8%), mentre nelle stesse classi di reddito ricade l’11,6% delle pensionate, che assorbono il 27,9% della spesa (Tavola 3). In particolare, nella classe di reddito compresa tra 3.000,00 e 4.999,99 euro si concentra il 6,5% degli uomini (ai quali spetta il 14,7% della spesa) a fronte del 2,1% delle donne (con una quota di spesa pari al 6,8%). Le differenze di genere appaiono ancora più evidenti nella classe di reddito più elevata (pari o superiore a 10.000 euro), in cui gli uomini sono circa dieci volte più numerosi delle donne. Naturale complemento di quanto appena descritto è la maggiore concentrazione delle pensionate nelle classi di reddito più basse: la maggioranza (52%) percepisce redditi pensionistici mensili inferiori ai mille euro, che incidono per il 26,9% sulla spesa per pensioni erogate a donne; gli uomini che percepiscono meno di mille euro al mese sono, invece, il 32,2% e assorbono l’11,5 % della spesa. 4

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TAVOLA 3. PENSIONATI, IMPORTO COMPLESSIVO E IMPORTO MEDIO DEL REDDITO PENSIONISTICO PER CLASSE DI IMPORTO MENSILE E SESSO. Anno 2012 Maschi CLASSE DI IMPORTO MENSILE DEL REDDITO Importo complessivo (milioni di euro) 2.885 14.518 25.098 32.085 40.337 22.332 12.774 1.636 151.665 Importo medio Numero % reddito Pensionati pensionistico (euro) 1,9 9,6 16,5 21,2 26,6 14,7 8,4 1,1 100,0 3.158,19 9.055,95 15.082,88 20.656,51 28.808,66 43.965,02 76.371,36 155.566,35 19.394,98 1.291.691 3.266.971 2.080.987 1.118.166 797.813 185.333 31.972 1.166 8.774.099 Femmine Importo complessivo (milioni di euro) 4.673 27.375 30.823 23.015 22.579 8.064 2.355 171 119.055 Importo medio reddito pensionistico (euro) 3.617,69 8.379,45 14.811,74 20.582,85 28.301,45 43.512,25 73.645,47 13.568,92 Numero Pensionati % % % Fino a 499,99 500,00 - 999,99 1.000,00 - 1.499,99 1.500,00 - 1.999,99 2.000,00 - 2.999,99 3.000,00 - 4999,99 5.000,00 - 9.999,99 10.000,00 e più 913.456 1.603.160 1.664.035 1.553.262 1.400.162 507.942 167.259 10.517 7.819.793 11,7 20,5 21,3 19,9 17,9 6,5 2,1 0,1 100,0 14,7 37,2 23,7 12,7 9,1 2,1 0,4 .. 100,0 3,9 23,0 25,9 19,3 19,0 6,8 2,0 100,0 0,1 146.238,19 Totale Le disuguaglianze nei redditi si riflettono anche nel rapporto di mascolinità, che è inferiore a 100 per i redditi sotto i 1.500 euro (per i quali è quindi maggiore la presenza delle donne), supera quota 100 a partire dai 1.500 euro e cresce progressivamente per raggiungere il valore massimo, pari a 902, tra i redditi pensionistici superiori a 10.000 euro (Figura 5). FIGURA 5. RAPPORTO DI MASCOLINITÀ DEI PENSIONATI PER CLASSE DI IMPORTO MENSILE DEL REDDITO PENSIONISTICO. Anno 2012, valori percentuali 1000 750 500 250 902 523 71 Fino a 499,99 49 80 274 139 176 0 500,00 - 999,99 1.000,00 - 1.499,991.500,00 - 1.999,992.000,00 - 2.999,99 3.000,00 - 4999,99 5.000,00 - 9.999,99 10.000, 00 e più L’analisi dei beneficiari per genere e classe di età evidenzia come le donne siano di gran lunga più presenti nelle classi di età più elevate, coerentemente con la maggiore speranza di vita che caratterizza l’universo femminile : il 28,5% delle pensionate ha 80 e più anni, contro il 17,9% degli uomini. In entrambi i casi, comunque, la classe di età in cui si concentra la maggior parte dei beneficiari è quella compresa tra 70 e 79 anni, in cui ricadono 2.601.803 uomini (pari al 33,3%) e 2.787.402 donne (pari al 31,8%) (Tavola 4). Rispetto al reddito pensionistico, le maggiori differenze di genere si osservano nella classe di età tra 65 e 69 anni (il reddito medio delle donne è il 62,7% di quello degli uomini, 13.700 euro a fronte di 21.838 euro). Rispetto agli importi medi delle pensioni è invece la classe 70-79 quella in cui si rileva la maggiore sperequazione (l’importo medio delle prestazioni erogate a donne è il 60% di quello degli uomini, 9.149 euro contro 15.238 euro). 5

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TAVOLA 4. PENSIONI E PENSIONATI, IMPORTO COMPLESSIVO E IMPORTO MEDIO DEL REDDITO E DELLE PRESTAZIONI PER CLASSE DI ETÀ E SESSO. Anno 2012 Maschi Classe di età Pensionati Importo complessivo Pensioni (milioni di euro) 490 1.307 3.578 7.910 27.739 33.113 52.057 22.297 3.169 6 151.665 0,3 0,9 2,4 5,2 18,3 21,8 34,3 14,7 2,1 100,0 Importo medio reddito pensionistico (euro) Femmine Importo Importo Importo medio medio complessivo delle Pensionati Pensioni reddito (milioni di pensioni pensionistico euro) (euro) (euro) Valori assoluti 4.024,28 2.559,91 85.953 131.094 338 3.929,04 5.995,80 4.211,32 173.315 244.329 1.007 5.810,46 9.411,58 6.981,40 364.180 484.920 2.934 8.056,41 19.378,50 16.384,32 338.801 414.715 4.188 12.360,99 23.585,95 20.657,87 1.126.393 1.350.932 17.044 15.131,68 21.837,64 17.697,62 1.395.537 1.769.354 19.118 13.699,59 20.007,89 15.238,45 2.787.402 4.008.949 36.677 13.158,15 18.078,35 12.088,32 2.040.365 3.787.303 29.965 14.686,07 19.349,21 9.735,84 461.964 1.088.611 7.782 16.845,07 13.274,92 9.536,09 189 298 2 11.001,46 19.394,98 14.728,34 8.774.099 13.280.505 119.055 13.568,92 Valori percentuali e numeri indice 20,7 17,4 1,0 1,0 0,3 29,0 30,9 28,6 2,0 1,8 0,8 42,8 48,5 47,4 4,2 3,7 2,5 59,4 99,9 111,2 3,9 3,1 3,5 91,1 121,6 140,3 12,8 10,2 14,3 111,5 112,6 120,2 15,9 13,3 16,1 101,0 103,2 103,5 31,8 30,2 30,8 97,0 93,2 82,1 23,3 28,5 25,2 108,2 99,8 66,1 5,3 8,2 6,5 124,1 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Importo medio delle pensioni (euro) 2.576,11 4.121,65 6.050,45 10.098,30 12.616,64 10.805,24 9.148,80 7.911,95 7.148,39 6.977,43 8.964,65 28,7 46,0 67,5 112,6 140,7 120,5 102,1 88,3 79,7 100,0 0-14 15-39 40-54 55-59 60-64 65-69 70-79 80-89 90 e più Non indicato Totale 0-14 15-39 40-54 55-59 60-64 65-69 70-79 80-89 90 e più Totale 121.642 191.226 218.043 310.435 380.156 512.486 408.166 482.757 1.176.083 1.342.783 1.516.326 1.871.042 2.601.803 3.416.135 1.233.351 1.844.504 163.769 325.478 454 632 7.819.793 10.297.478 1,6 2,8 4,9 5,2 15,0 19,4 33,3 15,8 2,1 100,0 1,9 3,0 5,0 4,7 13,0 18,2 33,2 17,9 3,2 100,0 Le differenze anagrafiche tra uomini e donne sono più marcate per le pensioni di invalidità civile (l’età media delle donne è pari 70,5 anni, a fronte dei 57,6 degli uomini), per le pensioni di guerra (83,6 a fronte dei 73,8 degli uomini), sulle quali incide in maniera decisiva la reversibilità del trattamento, per le pensioni di invalidità previdenziale (78,4 contro 69,1 degli uomini) e per quelle ai superstiti (76 contro 67,9). Differenze minori si rilevano, invece, per le prestazioni di vecchiaia, per le pensioni sociali e per quelle di natura indennitaria. L’età m edia delle pensionate è comunque sempre superiore a quella dei pensionati, indipendentemente dalla tipologia di trattamento ricevuto. FIGURA 6. ETÀ MEDIA DEI PENSIONATI PER SESSO E TIPO DI TRATTAMENTO. Anno 2012 100 80 71,8 72,9 78,4 69,1 67,9 76,0 83,6 66,7 69,8 57,6 70,5 72,3 74,3 73,8 68,4 71,6 60 40 20 0 vecchiaia invalidità superstiti indennitarie maschi invalidità civile femmine sociali guerra totale 6

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Al Nord il maggiore divario di genere nei redditi pensionistici Gli uomini percepiscono importi più elevati delle donne su tutto il territorio nazionale, ma in alcune regioni si registrano diseguaglianze più marcate (Figura 7). La Liguria è la regione in cui il reddito pensionistico degli uomini presenta lo scarto maggiore rispetto a quello delle donne (è del 53,9% più elevato), seguita da Lazio (52,1% in più), Lombardia (51,8%) e Veneto (51,6%). FIGURA 7. DIFFERENZIALE [(M-F)/F] DEL REDDITO MEDIO PENSIONISTICO PER REGIONE E PROVINCIA. Anno 2012, valori percentuali Regioni 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 53,9 52,1 51,8 51,6 51,1 50,2 45,9 45,7 45,6 43,4 39,2 38,3 36,6 36,3 35,7 34,1 34,1 32,2 29,4 26,7 19,9 Province 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 24,8 24,3 23,9 22,9 22,8 22,3 21,7 20,4 18,4 13,7 61,6 59,4 58,5 57,9 57,8 56,2 55,5 55,3 54,2 53,6 Le regioni in cui si registrano invece le minori disuguaglianze di genere sono quelle meridionali. Le differenze più contenute si osservano in Calabria (gli uomini percepiscono redditi pensionistici del 19,9% più elevati rispetto a quelli delle donne), Basilicata (26,7% in più) e Molise (29,4%). La disaggregazione provinciale ripropone evidenze del tutto analoghe a quelle riscontrate a livello regionale. Ad eccezione di Roma, le differenze più marcate caratterizzano nuovamente le province del Nord Italia - Lecco (61,6% in più), Venezia (59,4%), Livorno (58,5%), Monza e della Brianza (57,9%), Genova (57,8%), Bergamo (56,2%), Milano (55,3%), Treviso (54,2%) e Brescia (53,6%) - mentre i valori più contenuti – a conferma di quando già emerso a livello regionale si registrano nelle province meridionali: Vibo Valentia (13,7% in più), Reggio Calabria (18,4%), Cosenza (20,4%), Ogliastra (21,7%), Nuoro (22,3%), Benevento (22,8%), Catanzaro (22,9%), Potenza (23,9%), Agrigento (24,3%) e Lecce (24,8%). 7

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Pensioni a superstiti: nove su dieci erogate alle donne Le prestazioni del gruppo Ivs nel loro complesso (vecchiaia, invalidità e superstiti) non evidenziano differenze tra uomini e donne: sono il 78,1% delle pensioni di titolarità maschile e il 78,5% di quelle di titolarità femminile (Tavola 5). Tuttavia, disaggregando per tipologia si notano differenze significative soprattutto per le pensioni di vecchiaia e per quelle ai superstiti. Le prime rappresentano il 66% del totale delle prestazioni di titolarità maschile (e assorbono l’86,5% della spesa) e il 41,4% di quelle di titolarità femminile (con una quota di spesa più esigua, pari al 53,1%), differenze principalmente riconducibili alle diverse carriere lavorative che caratterizzano i percorsi di vita di uomini e donne. Tali prestazioni di vecchiaia sono inoltre quelle di importo mediamente più elevato, 19.292 euro per gli uomini e 11.493 euro per le donne. L’incidenza delle pensioni ai superstiti, invece, è significativamente più elevata fra le donne (31,8%, con una quota di spesa pari al 30,6%, a fronte del 6,1% tra gli uomini, pari al 2,3% dell’importo complessivo ). Differenze rilevanti si riscontrano anche per le pensioni indennitarie tra gli uomini costituiscono il 6%, a fronte dell’1,6% femminile – e per le prestazioni assistenziali. In particolare l’incidenza di pensioni di invali dità civile, pensioni sociali e di guerra è maggiore tra le donne (rispettivamente 14,4%, 4,1% e 1,3% contro 12,4%, 2,7% e 0,9% per gli uomini). Gli importi più bassi si registrano per gli uomini tra le pensioni di invalidità civile (4.610 euro) e per le donne tra le pensioni di guerra (3.720 euro). TAVOLA 5. PENSIONI E RELATIVO IMPORTO ANNUO, COMPLESSIVO E MEDIO, PER SESSO E TIPO DI PENSIONE. Anno 2012 Maschi TIPO DI PENSIONE Ivs Vecchiaia Invalidità Superstiti Indennitarie Assistenziali Invalidità civile Pensioni sociali Guerra Totale Numero 8.038.132 6.796.860 614.889 626.383 613.174 1.646.172 1.275.820 281.404 88.948 10.297.478 % 78,1 66,0 6,0 6,1 6,0 16,0 12,4 2,7 0,9 100,0 Importo complessivo (milioni di euro) V.A. % 140.598 131.123 6.042 3.433 2.915 8.152 5.882 1.485 785 151.665 92,7 86,5 4,0 2,3 1,9 5,4 3,9 1,0 0,5 100,0 Importo medio (euro) V.A. 17.491,39 19.291,72 9.825,91 5.480,96 4.753,37 4.952,09 4.610,29 5.278,36 8.822,39 14.728,34 Numero 10.431.529 5.502.851 699.578 4.229.100 214.098 2.634.878 1.914.997 547.394 172.487 13.280.505 Femmine Importo complessivo % (milioni di euro) V.A. % 78,5 41,4 5,3 31,8 1,6 19,8 14,4 4,1 1,3 100,0 104.331 63.247 4.679 36.404 1.601 13.124 9.649 2.833 642 119.055 87,6 53,1 3,9 30,6 1,3 11,0 8,1 2,4 0,5 100,0 Importo medio (euro) V.A. 10.001,47 11.493,47 6.688,78 8.608,07 7.477,21 4.980,74 5.038,69 5.175,14 3.720,34 8.964,65 Se si fa riferimento alla composizione tra uomini e donne dei diversi tipi di prestazione, si nota che meno della metà delle pensioni Ivs (43,5%) è di titolarità maschile, ma l’importo medio delle pensioni erogate agli uomini (17.491) è il 74,9% più alto di quello percepito dalle donne (10.001); ne consegue che i trattamenti destinati agli uomini assorbono il 57,4% dell’importo complessivamente erogato per tali prestazioni (Figura 8 e 9). 8

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FIGURA 8. PENSIONI PER TIPO E SESSO DEL TITOLARE. Anno 2012, valori percentuali Maschi Femmine 25,9 100 44,7 50 55,3 0 numero importo complessivo nu mero impo rto comp le ssivo 32,5 53,2 43,6 87,1 91,4 56,5 42,6 35,5 61,5 61,7 67,5 46,8 56,4 12,9 numero 43,5 8,6 importo complessivo numero 57,4 74,1 64,5 38,5 38,3 importo complessivo numero importo complessivo numero importo complessivo Vecchiaia Invalidità Superstiti Totale I vs Indennitarie Assistenziali All’interno della categoria Ivs la componente femminile è predominante tra le pensioni ai superstiti: le donne rappresentano l’87,1% dei pensionati , assorbono il 91,4% della spesa e percepiscono un reddito medio superiore a quello degli uomini (8.608 contro 5.481). La maggiore presenza femminile si registra anche per la sottocategoria delle pensioni di invalidità: il 53,2% alle donne, con una quota di spesa pari al 43,6% dell’importo complessivo . Tra le pensioni di vecchiaia, la quota femminile è pari al 44,7% e assorbe il 32,5% della spesa. Anche in questo caso si riscontra una sensibile differenza tra gli importi medi: 1 9.292 euro per gli uomini e 11.493 euro per le donne, con un differenziale economico di poco inferiore al 70%. FIGURA 9. DIFFERENZIALE [(M-F)/F] NEGLI IMPORTI MEDI DELLE PENSIONI PER TIPO DI PRESTAZIONE. Anno 2012, valori percentuali 100 80 60 40 67,8 46,9 74,9 20 0 -20 -40 -36,3 -36,4 -0,6 -60 Vecchiaia Invalidità Superstiti Ivs Indennitarie Assistenziali Le pensioni indennitarie sono erogate per il 74,1% a uomini, i quali assorbono circa due terzi della relativa spesa (il 64,5% del totale) e ricevono importi mediamente inferiori a quelli delle donne (4.753 contro 7.477). Per quanto riguarda, infine, le prestazioni assistenziali, il 61,5% è di titolarità femminile (per un peso sulla spesa complessiva pari al 61,7%), ma non si registrano significative differenze di genere negli importi medi, stante la presenza di importi definiti normativamente. La distribuzione del reddito pensionistico per sesso e tipo di prestazione può essere ulteriormente dettagliata analizzando i decili di reddito (Tavola 6). Il primo decile rappresenta il valore del reddito pensionistico medio annuo al di sotto del quale ricade il 10% dei pensionati che percepiscono i redditi pensionistici più bassi, mentre il nono segnala il valore al di sopra del quale si colloca il 10%di pensionati che percepiscono i redditi pensionistici più alti. 9

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Il valore più basso per il primo decile si osserva per le prestazioni di natura indennitaria (2.536 euro per gli uomini e 3.315 euro per le donne), mentre il valore più elevato corrisponde alle pensioni di tipo Ivs (7.398 per gli uomini e 6.253 per le donne), che presentano il valore più alto anche per l’ultimo decile ( rispettivamente 35.648 e 26.010 per le donne). TAVOLA 6. PENSIONATI: VALORE DEI DECILI DEL REDDITO PENSIONISTICO(1) ANNUO PER TIPO DI TRATTAMENTO E SESSO. Anno 2012 Sesso e Tipo Maschi Ivs Indennitarie Assistenziali Femmine Ivs Indennitarie Assistenziali Totale 5.496 7.398 2.536 3.613 4.546 6.253 3.315 3.482 4.588 I 8.375 10.571 4.530 3.616 6.595 6.828 9.320 4.546 6.828 II Reddito pensionistico annuo: valore dei decili III IV V VI 11.326 13.299 9.904 5.916 7.794 8.291 12.810 6.063 8.774 14.291 15.920 13.644 9.532 9.335 10.270 15.564 9.532 11.191 17.054 18.366 16.769 11.111 11.386 12.765 18.115 12.744 13.954 19.476 20.610 19.546 13.942 13.954 14.724 20.698 14.206 16.446 VII VII 26.995 28.030 25.254 21.461 19.508 20.382 26.545 19.863 23.332 34.516 35.648 30.322 27.132 25.125 26.010 30.771 23.863 29.816 IX 22.688 23.813 22.102 16.943 16.199 17.108 23.308 16.381 19.293 (1) Il reddito pensionistico è dato dalla somma di almeno un trattamento del tipo indicato, eventualmente cumulato con trattamenti della stessa o di altre tipologie Il rapporto tra il primo e l’ultimo decile fornisce una misura sintetica della sperequazione distributiva dei redditi pensionistici (Figura 10) ed è sempre più elevato per i redditi pensionistici di titolarità maschile (i redditi pensionistici maschili mostrano cioè una disuguaglianza maggiore di quella osservata per i redditi femminili). In particolare per i trattamenti Ivs, così come per le prestazioni assistenziali, l’indicatore assume valori simili tra uomini e donne (pari rispettivamente a 4,8 e 7,5 per i primi e a 4,2 e 6,9 per le seconde), mentre per le prestazioni indennitarie l’indicatore è pari a 12,0 per gli uomini e a 9,3 per le donne. FIGURA 10. RAPPORTO TRA I DECILI ESTREMI DEL REDDITO PENSIONISTICO PER TIPO DI TRATTAMENTO E SESSO. Anno 2012 Totale 5,5 6,3 6,9 7,5 Femmine Maschi Assistenziali Indennitarie 9,3 12,0 4,2 Ivs 4,8 0 2 4 6 8 10 12 14 10

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Oltre nove pensionate ogni dieci lavoratrici L’incidenza sul Pil della spesa pensionistica per uomini e donne, disaggregata per tipo di trattamento, evidenzia un andamento crescente per le prestazioni di tipo Ivs (Figura 11) che assorbono gran parte della spesa pensionistica complessiva: nel 2012, le pensioni erogate agli uomini pesano sul Pil per l’8,97%, contro il 6,66% di quelle di titolarità femminile. FIGURA 11. INCIDENZA DELLA SPESA PENSIONISTICA SUL PIL PER TIPO DI TRATTAMENTO E SESSO. Anni 2002-2012, valori percentuali INDENNITARIE I decimali della somma dei valori in figura possono non corrispondere con quelli presenti nella figura 2, per effetto degli arrotondamenti Per le prestazioni indennitarie, che mostrano un andamento sostanzialm ente stabile e assorbono l’1,7% della spesa, si rileva nell’ultimo anno un’incidenza dello 0,1 9% per la spesa derivante da trattamenti erogati agli uomini e dello 0,10% per quella destinata alle donne. Per le pensioni di natura assistenziale – che rappresentano il 7,9% degli importi pensionistici complessivamente erogati – incide maggiormente la quota della spesa destinata alle donne, che nel 2012 pesa sul Pil per lo 0,84%, contro lo 0,52% degli uomini. Il tasso di pensionamento – dato dal rapporto tra il numero delle pensioni e la popolazione residente – si attesta a 43,1 per le donne e al 35,6 per gli uomini, senza variazioni significative nel periodo considerato (Figura 12). 11

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FIGURA 12. TASSO DI PENSIONAMENTO PER SESSO. Anni 2002-2012, valori percentuali 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 42,3 34,6 42,5 34,6 34,7 42,7 34,8 42,5 34,3 42,1 35,6 43,1 2002 2004 Maschi 2006 2008 Femmine 2010 2012 Il rapporto di dipendenza – numero di pensionati residenti in Italia rapportato a quello della popolazione occupata – mostra valori più elevati per le donne, anche a seguito delle loro maggiori difficoltà di partecipazione e permanenza nel mercato del lavoro. Nel 2012, le pensionate sono 90,2 ogni 100 lavoratrici, a fronte di 56,5 pensionati ogni 100 lavoratori (Figura 14). Nel decennio considerato il valore dell’indicatore decresce tra le donne (dal 97,5 del 2002 al 90,2 del 2012, a seguito di una maggiore partecipazione al mercato del lavoro), a fronte di una sostanziale stabilità tra gli uomini. FIGURA 13. RAPPORTO DI DIPENDENZA PER SESSO. Anni 2002-2012, valori percentuali 120,0 100,0 80,0 60,0 40,0 20,0 0,0 2002 2004 2006 maschi 2008 femmine 2010 2012 54,4 55,2 97,5 97,1 94,9 92,3 93,3 90,2 54,4 54,5 55,9 56,5 12

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Glossario Guerra, Pensione di: Pensione erogata dal Ministero dell’economia e delle finanze ai cittadini colpiti da invalidità a seguito di evento bellico o a superstiti di deceduto in tale contesto. A questa tipologia appartengono anche l’assegno annuo vitalizio agli ex-combattenti, insigniti dell’or dine di Vittorio Veneto, l’assegno di Medaglia e croce al valor militare e la pensione privilegiata ordinaria militare tabellare. Importo complessivo annuo: L’importo lordo annuo di ciascuna pensione è il risultato del prodotto tra l’importo mensile della pensione pagata al 31 dicembre e il numero di mensilità annue per cui è prevista l’erogazione. Gli importi sono al lordo di eventuali trattenute fiscali e contributive. Non sono compresi gli assegni familiari, in quanto di natura non pensionistica. Indennitarie, Pensioni: pensioni corrisposte a seguito di un infortunio sul lavoro, per causa di servizio e/o malattia professionale. Invalidità, Pensione di: pensione erogata in presenza di infermità fisica o mentale tale da provocare una riduzione permanente della capacità di lavoro a meno di un terzo in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore (assegno di inva lidità), ovvero tale da provocare un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro (pensione di inabilità). Invalidità civile, Pensione di: pensione erogata ai cittadini con redditi insufficienti e con una riduzione della capacità di lavoro o di svolgimento delle normali funzioni quotidiane superiore al 73%. Nella definizione sono comprese anche le pensioni erogate dall’Inps ai cittadini con redditi insufficienti, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con ipoacusia pari o superiore a 75 decibel e le pensioni erogate dall’Inps ai cittadini non vedenti, con redditi insufficienti e senza limiti di età, con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi. Pensionato: individuo che riceve almeno una prestazione di tipo pensionistico. Pensionato Nuovo: pensionato presente nel Casellario anno t ma non presente nel Casellario anno t-1. Pensionato Cessato: pensionato presente nel Casellario anno t-1 ma non presente nel Casellario anno t. Pensionato Sopravvivente: pensionato presente nel Casellario anno t e nel Casellario anno t-1. Pensione: la prestazione in denaro periodica e continuativa erogata individualmente da enti pubblici e privati in seguito a: raggiungimento di una determinata età; maturazione di anzianità di versamenti contributivi; mancanza o riduzione della capacità lavorativa per menomazione congenita e sopravvenuta; morte della persona protetta e particolare benemerenza verso il Paese. Il numero delle pensioni può non coincidere con quello dei pensionati in quanto ogni individuo può beneficiare di più prestazioni. Nel caso di pensioni indirette a favore di più contitolari, si considerano tante pensioni quanti sono i beneficiari della prestazione. Rapporto di dipendenza: rapporto tra il numero dei beneficiari di prestazione pensionistica residenti in Italia e la popolazione occupata. Tale indicatore differisce dall’indice di dipendenza degli anziani che è invece il rapporto tra la popolazione in età anziana (oltre i 65 anni) e quella in età attiva (compresa tra 15 e 64 anni). Pensioni assistenziali: comprende le pensioni sociali, gli assegni sociali, le pensioni e/o indennità ai non vedenti civili, ai non udenti civili e agli invalidi civili e le pensioni di guerra, comprensive degli assegni di Medaglia d’oro, gli assegni vitalizi ad ex combattenti insigniti dell’ordine di Vittorio Veneto, gli assegni di Medaglia e Croce al Valor militare. Pensioni indennitarie: rendite per infortuni sul lavoro e malattie professionali. La caratteristica di queste pensioni è di indennizzare la perso na per una menomazione, secondo il livello della stessa, o per morte (in tal caso la prestazione è erogata a superstiti) conseguente ad un fatto accaduto nello svolgimento di una attività lavorativa. Un evento dannoso (caso) può dar luogo a più rendite indirette, secondo il numero dei superstiti aventi diritto. 13

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Pensioni di invalidità, di vecchiaia e anzianità e ai superstiti (IVS): pensioni corrisposte dai regimi previdenziali di base e complementare in conseguenza dell'attività lavorativa svolta dalla persona protetta al raggiungimento di determinati limiti di età anagrafica, di anzianità contributiva e in presenza di una ridotta capacità di lavoro (pensioni dirette di invalidità, vecchiaia ed anzianità). In caso di morte della persona in attività lavorativ a o già in pensione tali prestazioni possono essere corrisposte ai superstiti (pensioni indirette). Reddito pensionistico : Ammontare degli importi lordi delle pensioni percepite da ciascun beneficiario. Sociale, Pensione: pensione ai cittadini ultrasessantacinquenni sprovvisti di redditi minimi e ai beneficiari di invalidità civile e ai sordomuti al compimento dei 65 anni di età. Superstiti, Pensione ai: trattamento pensionistico erogato ai superstiti di pensionato o di assicurato in possesso dei requisiti di assicurazione e contribuzione richiesti. Vecchiaia, Pensioni di: pensioni corrisposte dai regimi previdenziali di base e complementare in conseguenza dell'attività lavorativa svolta dalla persona protetta al raggiungimento di determinati limiti di età anagrafica e di anzianità contributiva. Tasso di pensionamento: rapporto percentuale tra il numero delle pensioni e la popolazione residente al 31 dicembre dell’anno. 14

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Nota metodologica Le informazioni statistiche sui beneficiari di trattamenti pensionistici al 31 dicembre 2012 sono state prodotte utilizzando l’archivio amministrativo Casellario centrale dei pensionati, gestito dall’Inps. Istituito con Dpr 31 dicembre 1971, n. 1338, successivamente modificato dal decreto legge 6 luglio 1978, n. 352 e dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, il Casellario ha come scopi istituzionali la raccolta, conservazione e gestione dei dati e delle informazioni relative ai titolari di trattamenti pensionistici. Ai fini della presente Statistica Focus, per pensione si intende la prestazione periodica e continuativa in denaro erogata individualmente da Amministrazioni pubbliche ed Enti pubblici e privati in seguito a: raggiungimento di una determinata età; maturazione di anzianità di versamenti contributivi; mancanza o riduzione di capacità lavorativa per menomazione congenita o sopravvenuta, per infortunio sul lavoro o a causa di eventi bellici; morte della persona protetta. Sono quindi comprese le seguenti prestazioni di natura previdenziale ed assistenziale: a) le pensioni di vecchiaia e di anzianità, di invalidità, le rendite (dirette ed indirette) per infortuni sul lavoro e per malattia professionale, tutte collegate all’attività lavorativa; b) le pensioni ai superstiti e di reversibilità; c) le pensioni ai cittadini ultrasessantacinquenni con reddito insufficiente, ai non vedenti civili, ai non udenti civili ed agli invalidi civili; d) le pensioni di guerra, comprensive degli assegni annui vitalizi agli ex-combattenti, insigniti dell’ordine di Vittorio Veneto, nonché degli assegni di Medaglia e croce al valor militare e delle pensioni privilegiate ordinarie militari tabellari. L’importo annuo della pensione è rilevato al 31 dicembre di ciascun anno ed è costituito dalle seguenti componenti, al lordo delle eventuali trattenute: importo base, incremento collegato alla variazione dell’indice del costo della vita e alla dinamica delle retribuzioni, tredicesima mensilità ed eventuali altri assegni e arretrati. L’importo annuo di ciascuna pensione è fornito dal prodotto tra l’importo mensile della pensione pagata al 31 dicembre dell’anno ed il numero di mensilità per cui è previsto il pagamento. Il numero dei beneficiari non coincide con quello delle pensioni, in quanto ogni pensionato può percepire più trattamenti pensionistici. Ad esempio, il titolare di una pensione di vecchiaia può avere diritto anche ad almeno una parte della pensione di vecchiaia del coniuge deceduto. Ogni soggetto, inoltre, può essere titolare di più pensioni appartenenti a diverse tipologie, come nel caso in cui si cumula una prestazione di tipo Ivs con una rendita indennitaria o una prestazione assistenziale. La spesa pensionistica analizzata nella pubblicazione fa riferimento alla situazione dei pagamenti vigenti alla fine dell’anno e può essere influenzata dalla velocità delle procedure amministrative di liquidazione delle nuove prestazioni e di eliminazione di quelle cessate. Tuttavia, i dati amministrativi contenuti nell’archivio utilizzato ai fini dell’analisi tengono conto degli aggiornamenti prodotti nel semestre successivo alla data di riferimento e recepiscono, quindi, anche le informazioni sui flussi di competenza relativi al mese di dicembre 2012. Informazioni e Chiarimenti Istat – Istituto nazionale di statistica Via Cesare Balbo, 16 – 00184 Roma Ufficio stampa Tel. +39 064673.2243/2244 Centro di informazione statistica Tel. +39 064673.3105 Servizio condizioni economiche delle famiglie Viale dell’Oceano Pacifico 171 – 00144 Roma Chiara Coluccia Tel. +39 0646734879 Inps – Istituto Nazionale Previdenza Sociale Coordinamento Generale Statistico Attuariale Via Ciro il Grande, 21 – 00144 Roma Natalia Orrù Tel. +39 0659054686 15

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