1976_13

 

Embed or link this publication

Description

Archivio

Popular Pages


p. 1

Aggressività sogni destino Aldo Carotenuto, Roma Vorreste conoscere il segreto della morte. Ma come scoprirlo, se non cercandolo nel cuore della vita? Kahlil Gibran Michele aveva trent'anni quando lo conobbi. Laureato in legge, passava la sua vita stancamente, all'insegna della depressione, immergendosi nella lettura di testi letterari classici e tentando di inserirsi in un'attivita forense, anche se questo tipo di lavoro contrastava con le sue esigenze artistiche. Non era mai riuscito a guadagnare del denaro e giustificava la sua situazione riflettendo sul fatto che il padre riusciva a incamerare in un giorno ciò che un buon professionista raggiunge in un mese. L'impressione che riportai di Michele fu quella di trovarmi di fronte ad una persona completamente anagressiva e priva di motivazioni esterne. Nella mia pratica analitica non era la prima volta che avevo a che fare con pazienti per i quali la costellazione paterna era stata così dominante in senso negativo da schiacciarli e distruggere la loro vita. Ho potuto constatare che in questi casi, si riesce a recuperare il senso personale dell'esistenza, con lo stabilirsi di un nucleo interno caldo e fiducioso, solo dopo molto lavoro analitico. II padre di Michele portava alle estreme conseguenze il modello del genitore distruttivo. Giovanis-

[close]

p. 2

simo aderi al fascismo, conquistato dalla violenza e prepotenza del comando. Aveva un profondo disprezzo della propria vita e di quella degli altri. Durante il conflitto mondiale scelse di combattere nelle specializzazioni militari piu rischiose, conquistando varie medaglie al merito. Allo stabilirsi della pace, per nulla rinsavito dalla tragedia che i suoi ideali avevano apportato all'ltalia, aderisce alla ricostituzione di un partito di estrema destra. Fra una battaglia e I'altra aveva sposato una donna succube e inoffensiva che, secondo il ricordo di Michele, non ha mai avuto voce in capitolo nella conduzione degli affari familiari. Dal matrimonio nascono due figli, una ragazza e Michele, di tre anni piu piccolo. La fine della guerra, con tutti i problemi pratici consequenziali, acuì maggiormente I'impostazione aggressiva del padre. Per sopravvivere compromise una riconosciuta valentia professionale. II primo incontro analitico che ebbi con Michele si svolse molto dolcemente. Parlo di continuo senza che mai lo interrompessi per chiarire qualche dettaglio. II suo discorso verte sulla figura del padre verso il quale dimostro d'avere un profondo odio non disgiunto però da un sentimento di pena per un uomo che per una certa abilita nel lavoro avrebbe potuto aspirare a ben altri destini. II tratto saliente che caratterizzava il rapporto con il padre era che questi non aveva mai avuto, nei riguardi del figlio, un pur minimo accenno di conferma e di stima. Non riusciva a capire perchè Michele fosse così poco aggressivo e scambiava una certa mitezza e deiicatezza del tratto per femminilita e mancanza di intelligenza. Michele, in pratica, crebbe protetto dalla madre. II paziente da diversi anni, constatata la sua perenne depressione, I'incapacita a lavorare e a instaurare un rapporto stabile con una ragazza, aveva pensato di ricorrere all'aiuto analitico. Ma motivi piu o meno occasionali I'avevano sempre distolto. Michele però comprendeva che si trattava di una invincibile resistenza interna che gli impediva di rea-

[close]

p. 3

lizzare il suo progetto. Un anno prima di venire da me, insieme ad un amico, fece una vera e propria indagine di mercato per individuare, secondo I'espressione di Michele, I'analista adatto alla sua grave situazione psicologica. Infatti, quello che più sorprendeva in Michele era I'acuta percezione del suo dramma psicologico e non soltanto su di un piano intellettuale. Sin dal primo momento ho avvertito in lui una sofferenza sterminata e capivo che si rendeva conto di trovarsi in un baratro nel quale scendeva inesorabilmente. Negli ultimi tempi le sue condizioni si erano ancor piu aggravate. Si alzava dal letto solo dopo mezzogiorno, cercando nel sonno di abbreviare la giornata che, tranne la lettura, offriva la noia delle ore che non passano. Fece delle negative esperienze sia con analisti freudiani che pseudoanalisti. II silenzioso atteggiamento degli uni e I'abborracciata situazione degli altri, dopo pochi contatti lo convinsero ad abbandonare i suoi tentativi. L'incontro casuale con un mio ex paziente lo invoglio a telefonarmi e a chiedermi di entrare in terapia con me. Nella mia pratica professionale do molta importanza sia ai « precedenti » analitici del paziente sia al sistema con il quale egli riesce a mettersi in comunicazione con I'analista. Non sono infatti particolari trascurabili soprattutto se noi riflettiamo sul principio di sincronicità tante volte illustrato da Jung. Due eventi possono essere legati fra di loro non dalla causalità ma da un nesso di significato. Nel nostro caso i due eventi sono rappresentati dal paziente che soffre e dall'analista che può venire incontro al dolore. Jung suggerisce in tutta la sua opera che per I'analista e significativo che venga cercato da un certo paziente e non da un altro. Ma è anche vero il contrario, per cui penso che avrei dovuto valutare di piu di quanto abbia fatto in realta, il perchè Michele si era rivolto ad altri analisti che in un mode o nell'altro non riuscirono ad aiutarlo. Solo adesso a conclusione del caso, posso dire che Michele non voleva essere aiutato e che una certa percezione in-

[close]

p. 4

conscia lo aiutava nelle scelte. Si capisce comunque che è difficile valutare questi elementi all'inizio di una terapia. Ciò che empaticamente afferrai fu I'assetto psicologico del paziente, racchiuso in un'atmosfera di irrealta e di sogno; il suo mondo erano i libri e le lunghissime meditazioni esistenziali. Nemmeno da sottovalutare ii canale seguito per chiedere il mio aiuto. II fatto che sia un suo amico, mio ex paziente, ad indicargli la strada, allude nuovamente alla profonda incertezza di Michele che cerca di ridurre il rischio dell'incontro, nell'ambito dei rapporti conosciuti. Per Michele era importante che qualcun altro avesse percorso la strada che con tanta titubanza egli imponeva a se stesso. Per una mia particolare costellazione psicologica lavoro bene con gli anagressivi, con i vinti nella vita, con coloro la cui dimensione interna e piu importante delta vittoria sugli altri. Questo tipo di paziente suscita il mio interesse e mi permette di avere una partecipazione diversa da quella che posso avere, per esempio, con paziente aggressivi. Con pazienti come Michele riesco a stabilire presto quel clima emotivo che va sotto il nome di alleanza terapeutica. Michele si senti accettato e si impegnò nella terapia con uno slancio che non è mai venuto meno sino all'ultima seduta. II nostro rapporto durò nove mesi con un totale di 90 incontri. Egli annotava scrupolosamente i sogni che successivamente mi consegnava scritti a macchina. Durante il periodo di trattamento ne fece 61 che furono in buona parte analizzati e discussi. Ne riporterò 14 che reputo significativi per I'illustrazione del caso, numerandoli secondo la progressione con la quale sono stati fatti. Michele nella prima seduta, dopo avermi descritto I'ambiente familiare e i rapporti con il padre, tratteggio quelli che erano i suoi desideri coscienti in relazione ai risultati analitici. Si riprometteva cioè di affrancarsi dalla tirannia paterna, di stabilire un rapporto sentimentale valido e di dedicarsi intensamente allo studio, in vista di un superamento di un concorso statale. 10

[close]

p. 5

Degli elementi che egli mi aveva offerto, capii di trovarmi di fronte ad una situazione nella quale il figlio si identifica con I'immagine negativa del padre. II padre era un indefesso lavoratore, guadagnava grosse somme, era autoritario ed aveva continui rapporti extraconiugali. Michele aveva rifiutato di lavorare, non aveva mai guadagnato del denaro, era incapace della minima prepotenza e, tranne una situazione sentimentale complessa di cui parleremo, ricorreva a pratiche autoerotiche. Ma si tenga presente che I'identificazione con il negativo era anche I'unico modo che Michele aveva per differenziarsi dalla figura del padre odiato. Una sottile vendetta inconscia sadomasochistica, con un capolavoro umoristico, portava Michele ad avere gli unici rapporti sessuali della sua vita con I'amante fissa del padre. Questi, nel turbinio di relazioni sessuali, aveva un rapporto con una donna molto piu giovane di lui che manteneva come seconda moglie. Michele ne era diventato anche lui I'amante con tacito accordo del padre con il quale però non aveva mai parlato della vicenda. Essi conoscevano i reciproci costumi sessuali attraverso i pettegolezzi e commenti della donna. II particolare deiramante comune è indicativo del profondo ancoraggio di Michele alla costellazione familiare, anche se da un altro punto di vista, puo essere considerato un tentativo di confrontarsi col padre su di un terreno in cui I'età avanzata è implacabile e crudele giustiziera. Per riassumere, la struttura che avevo di fronte era la seguente: un padre, una madre, un'amante del padre. Michele era nell'occhio del ciclone perchè il suo rapporto veniva caratterizzato dalla dipendenza dalla madre, dal padre e dall'amante di questo. Michele aveva cioè «scelto » di vivere una vita secondo il principio della minore resistenza possibile, in una situazione di incesto progressive e di legame libididico che invece di attenuarsi nel tempo si era rinsaldato realizzando concretamente, nel rapporto con I'amante del padre, il paradisiaco sogno di ogni bambino. 11

[close]

p. 6

Volendo vedere il caso da un punto di vista psicodinamico, potremmo tracciare il seguente schema: il rifiuto e I'assenza del padre (il bambino nacque durante la guerra) costrinsero Michele ad una identificazione con la madre, la cui costellazione psichica alimento la remissivita, la mancanza di impulsi aggressivi e lo stabilirsi di un certo tipo di valori soggettivi del tutto ideali. La neutralizzazione da parte del padre, susseguentemente, di ogni tentativo di costituirsi un ruolo estrovertito, rese ancor piu necessaria I'esigenza di una regressione per alimentare il distacco dal mondo ed un attaccamento ad una dimensione introvertita nella quale il paziente si sentiva protetto. Ma I'estrema regressione che sul piano della realta denunciava se stessa con lampante chiarezza, divenne insufficiente per rispondere ai bisogni della vita. La terapia avrebbe dovuto così mettere in moto un meccanismo inverso, cioè una progressione della libido per il raggiungimento di un equilibrio piu soddisfacente. II primo sogno d'analisi in genere condensa il vissuto esistenziale del paziente; si presenta come una drammatizzazione accurata della quale il sognatore e interprete e regista. Nella concezione junghiana del sogno le figure che compaiono nella produzione onirica possono rappresentare elementi intrapsichici del sognatore. In linea generale questa e la mia tendenza preferita nell'interpretazione dei sogni, rispetto a quella chiamata oggettiva, di scarsa rilevanza dinamica per i pazienti. Ed ecco il primo sogno di Michele. (1) Incontro in un luogo sacro, ma che nel sogno aveva caratteristiche laiche, un'amica di mia sorella. Contrariamente a quanto avvenuto varie volte nelia realta, nel sogno abbiamo iniziato a dialogare. Eravamo entrambi piuttosto attratti ma anche ostili run I'altro, così come anche il tenore delle frasi che ci siamo scambiate. Poi I'incontro per mia volonta viene interrotto perchè io preferisco ritirarmi al di dentro di un altro ambiente del luogo sacro. 12

[close]

p. 7

II sogno e qualcosa gettato fra me e il paziente. Si tratta del terzo elemento del rapporto, I'inconscio del paziente, che prende una certa forma e si fa strada, richiede di essere conosciuto, apprezzato, chiamando in causa anche il quarto elemento del rapporto analitico: I'eco del mio inconscio sotto la pressione di Michele. Nel Buddhismo Zen si insegna che il raggiungimento di una meta non avviene mai mirando direttamente ma soltanto se si riesce a permeare la situazione di una drammaticita esistenziale che fa della meta e di chi vi aspira identica cosa. Così è del sogno. II processo interpretativo avviene attraverso un avvicinamento alla globalità della situazione. II sogno è del paziente ma è anche delI'analista a cui in quel momento è stato consegnato. E’ necessaria una intensa partecipazione emotiva, una commossa attenzione alla natura psichica che funziona senza il controllo dell'lo e che prolunga ora nello spazio all'osservazione dell'lo la sua obiettiva percezione della realta interiore. Michele mi informa che I'amica della sorella è una valente professionista che opera con successo in un campo generalmente riservato agli uomini. Competitiva ed aggressiva, sul piano dei rapporti reali non ha mai avuto un dialogo vero con Michele. Ed ecco la prima sorpresa per il paziente. Quella donna aggressiva con la quale si sente sempre a disagio, emerge dal suo profondo ed invoca un rapporto. Nel sogno esiste una contrapposizione continua: il sa cro e il laico, I'attrazione e I'ostilita, il cedere al colloquio e il ritrarsi nuovamente. Eccoci di fronte ad una logica arcaica nella quale gli opposti si esprimono allo stesso modo e contemporaneamente. Rimaniamo colpiti ambedue dalla contraddittorieta delI'inconscio. Michele, forse per la prima volta nella vita, guarda la sua lacerazione e medita sulla scissione che lo paralizza. Ma soprattutto deve rendersi conto del rifiuto a continuare il dialogo. Da parte mia percepisco la difficolta iniziale di Michele ad affrontare la relazione fra I'lo e I'inconscio. Comprendo che nel momento in cui cerca il mio aiuto non è in grado di sostenere il confronto con le sue interne 13

[close]

p. 8

valenze aggressive. L'ipotesi terapeutica che mi spinge ad andare avanti è che il tentativo di dialogo con le parti scisse della personalità ristabilisca in Michele un equilibrio di forze a favore dell'lo. Quando ci si interessa molto ai sogni e alla persona che li fa, essi diventano stimolanti, I'atmosfera di attesa contribuisce ad una interpretazione emotiva. Michele comincio quindi a trascrivere il suo diario interno (3) Mentre con mio padre e mia madre sto cenando, ci si acaccorge che non c’è piu pane. Mio padre brontola ed io e mia madre cominciamo a preoccuparci. Colgo I'occasione per dire che io posso scendere per comprare il pane. Mio padre mi dice di non preoccuparmi, ma scendo Io stesso. Sto per ordinare il pane dal droghiere quando arriva mia madre e vuole essere iei a chiedere il pane. Mi da molto fastidio e, anche se con esitazione, non rinuncio a intervenire per chiedere il pane. Michele parlò diffusamente su questo sogno notando I'emergenza delle immagini del padre e della madre nelle loro caratteristiche piu cospicue: I'uno nega e I'altra vuole aiutarlo a tutti i costi. II nucleo strutturale del sogno puo essere individuato nella mancanza di un elemento base che Michele si accinge a conquistare. Dove tutto si svolge e la cena, il momento assimilativo del complesso familiare. Ma c’è qualcosa che risalta e che attira I'attenzione di Michele e dell'analista. La madre, nell'economia del sogno, anche se con modalità diverse, si comporta come il padre nell'impedire al figlio un'autonomia di azione. II sogno non rivela se il figlio riuscira a superare I'intrusione della madre. A differenza del sogno n. 1, non assistiamo ad un ritiro ma siamo testimoni di una determinazione a fare qualcosa. L'esitazione espressa implica il problema delle forze libidiche ancorate all'interno. Durante tutto il corso di un intervento analitico sto molto attento alle modifiche del comportamento su di un piano di realtà. Soprattutto se si tratta di giovani rifiuto ogni interpretazione dell'analisi come esperienza puramente interiore e sono sempre sospettoso di terapie che, sul piano concreto, lasciano 14

[close]

p. 9

(1) C. G. Jung (1943), Psicoterapia e concezione del mondo. Si trova in: La dimensione psichica. Borin ghieri, Torino 1972, p. 42. 2) C. G. Jung (1934), The slate of psychotherapy today. In: Civilization in Transition. London, 1964, 3. 159. la situazione immutata. E' vero che la massima aurea dell'analista dovrebbe consistere nel guardarsi dal voler guarire, come d'altra parte è giusta I'affermazione di Jung sugli obiettivi della cura psicologica: «lo scopo principale della psicoterapia non è quello di installare il paziente in un'impossibile situazione di felicità, bensì di insegnargli a raggiungere stabilità e pazienza filosofica nel sopportare il dolore» (1). Quando Jung esprimeva queste idee aveva settant'anni: dobbiamo quindi supporre che in poche righe condensasse un'esperienza di vita. Ma un'interpretazione troppo letterale di una tale frase può violentarne lo spirito perchè Jung negava soltanto I' impossibile situazione di felicita ma non negava I'eventuale alterazione dei rapporti esterni, concomitanti alla nevrosi del paziente. Contrariamente a quanto pensano gli psicologi che hanno scoperto I'importanza del sociale, Jung era talmente sensibile a questi problemi da affermare nel 1934 che la nevrosi « non deriva da qualche oscuro angolo dell'inconscio, come ancora molti psicologi si ostinano a credere; la nevrosi deriva dalla totalità della vita dell'uomo e da tutte le esperienze che si sono accumulate negli anni; ed inoltre non soltanto dalla sua vita in quanto individuo ma dalla sua esperienza psichica nella famiglia o perfino nel gruppo sociale » (2). Mi sembra allora che, nei limiti del possibile, dopo un attento esame dei fatti per valutare tutte le opportunità ed i significati che i sintomi nevrotici hanno per il paziente, sia necessario verificare sul piano della realtà le acquisizioni analitiche. Nel caso di Michele io convenni nell'accettare i programmi che egli stesso si era prefisso, senza mai accelerare i tempi o tantomeno forzare la situazione. Rammento i programmi propostimi da Michele: sganciamento dalla famiglia, studiare per vincere il concorso, stabilità del livello sentimentale. I due sogni che abbiamo esaminato ci hanno offerto la possibilità di identificare alcune cellule della dinamica inconscia: tentativo di dialogo con figure interiori ed evidenziazione del ruolo castrante familiare. Dopo venti 15

[close]

p. 10

ficolta materiali, aveva lentamente ridicolizzato il suo lavoro capovolgendone il significato, così come il pagliaccio stravolge i significati della vita quotidiana. II padre ha posto sulle spalle del figlio I'ipoteca del proprio fallimento e la sottomissione che ha mutuato dalla madre impedisce a Michele di portare avanti il suo momento individuale da contrapporre alla violenza collettiva del genitore. Ho gia detto che I'estrema gravità del giovane mi commuoveva e mi impegnava profondamente. A distanza di tempo, dopo che tanti anni sono passati, capisco che la mia partecipazione emotiva mi rendeva meno cauto del dovuto nel valutare le reali possibilità che Michele aveva di smuovere la sua situazione psicologica. Ma I'eta relativamente giovane del paziente, il suo impegno verso la terapia e la mia persona, I'ottimismo terapeutico che mi derivava dalle precedenti esperienze, mi suggeriscono, dopo un mese di analisi esplorativa, di proseguire il trattamento analitico, nonostante un vago senso di depressione, a me non consueto, nei riguardi di Michele e I'analisi non del tutto promettente dei sogni. Con I'inizio della terapia Michele comincia a sentirsi « vivo », le ore di letto si riducono, riallaccia vecchie amicizie, comincia a studiare con lena. Prende accordi con uno studio forense e lo frequenta giornalmente. Diventa anche «entusiasta» dell'analisi e commette I'imprudenza di parlarne in giro. Tutti lo sconsigliano di continuare il trattamento e Michele reagisce alle critiche negative anche se, durante I'analisi, si rende conto immediatamente di essere egli stesso il diretto responsabile della situazione. Un sogno aiutò me e il paziente a chiarire meglio il problema. (8) Ho avuto una serie di animate discussioni con vari soggetti sulla fondatezza e veridicita della psicoanalisi. Mantenevo nella discussione un tono piuttosto animato. Mi arrabbiavo in effetti della ottusita degli interlocutori. Ma alla fine capisco di essere 17

[close]

p. 11

io il cavallo vincente. Tenevo infatti una sorta di vera e propria conferenza stampa, nella quale, se pure non tutto, I'uditorio restava convinto delle tesi sostenute dalla psicoanalisi e da me esposte. Gia Freud faceva notare a Weiss che quando il paziente parla della propria analisi prepara il tradimento (3). Discutendo il sogno Michele mi disse che sentiva un'incertezza vaga per il proseguimento delI'analisi anche se, indiscutibilmente, su di un piano concreto, si accorgeva che una nuova sorgente di vita gli scaturiva attorno. La sua perspicacia psicologica Io avvertiva però che il desiderio di convertire gli altri era in realtà il desiderio di tacitare intimi e profondi dubbi. Anche I'espressione del sogno «capivo di essere io il cavallo vincente» ci fece riflettere su di una anticipata sensazione di vittoria che doveva, anche se con una certa cautela, essere assunta come un indizio di inflazione psichica. Io ero piuttosto attento al fatto che il paziente fosse uscito dal letargo così presto, pur valutando nella giusta misura il nuovo impegno di Michele nello studio e nella pratica forense. Inoltre il sogno ci dette I'opportunita di chiarire i nostri rapporti alla luce dell'atteggiamento negativo degli amici riguardo I'analisi. Un sogno successivo dette una nuova prospettiva al problema. (9) Porto la mia macchina da un carrozziere molto bravo ma che so essere disonesto. Inizio a discutere e riesco ad affermare con successo sino a quasi convincere il carrozziere sul fatto che la verità vera è nei sogni e nel nostro inconscio. Me ne vado con la macchina non completamente aggiustata, ma avendo strappata al carrozziere la promessa di aggiustarla e, soprattutto, essendo riuscito a non farmi fare fesso. (3) Edoardo Weiss (1970), S. Freud come consulente. Astrolabio, Roma 1971, p. 58. II sogno implica la ripresa del rapporto paterno in funzione dell'analista. Si tenga presente inoltre che proprio il padre, ostile all'analisi, si era espresso contro di me nei termini esatti, da Michele utilizzati per presentare il carrozziere. Fu il primo sogno questo in cui, anche se occultata, si presentava la figura 18

[close]

p. 12

dell'analista. Notammo I'interessante trasposizione su di me di ciò che egli pensava del padre, bravo ma disonesto, insieme ali'indubitabile aspetto persecutorio che io assumevo nel sogno. In quel momento però le differenze fra me e il padre erano ben chiare: mentre il rapporto analitico avrebbe dovuto comportare una sua rinascita interiore con I'acquisto di responsabilità mature, la relazione con il padre era stata soltanto castrante. Dove allora I'aspetto persecutorio dell'analista? Nel fatto che la mia presenza veniva vissuta come uno stimolo per la crescita ma I'assetto psicologico di Michele non era pronto a sopportarlo. Si noti il particolare del sogno che si riferisce alla carrozzeria aggiustata non completamente. Esprime I'immagine di un'operazione non condotta a termine, la percezione inconscia di Michele di smettere I'analisi prima del necessario. L'essere preso in giro era poi una costante della vita di Michele, contrapposta alla furberia del padre. Sul piano della coscienza Michele comincia a volermi molto bene e mi è riconoscente per quello che faccio per lui. Un altro sogno ripropone il nostro rapporto. (13) Passeggio per la strada dove abito quando vedo il mio analista che parla con una bambina dodicenne. Mi avvicino a lui e gli chiedo quando riprenderemo le sedute. L'analista tenta di non rispondere poi mi dice che riprenderemo subito con due sedute. Poi la scena cambia e mi trovo nel suo studio. Dall'atmosfera tesa del primo incontro si passa ora ad un'atmosfera altrettanto tesa ma di tipo ' suspense '. Comincia a farsi chiaro che c’è qualcosa che non va. In effetti I'analista tenta di ' circuirmi' ed io tento di ignorare tutto ciò, standomene però sulla difensiva perchè il tutto non abbia seguito. Ciò nonostante l'analista mi accompagna alla porta e approfittando della sua autorità mi abbraccia e mi bacia. Io me ne vado con un senso di accentuato fastidio epidermico chiedendomi se non si tratti di vera e propria omosessualita nascosta. Sono preoccupato per le prossime sedute. II sogno esprime una situazione completamente diversa dalla realtà e deve quindi avere un significato compensatorio. 19

[close]

p. 13

Michele cioè sul piano della coscienza non valuta nella giusta misura il significato del lavoro psicologico che comporta il sacrificio della situazione infantile per un impegno diverso sulla base della responsabilità personale. Ciò che non va è I'assimilazione di nuovi valori che vengono vissuti perciò con paura. C'è I'atmosfera di ' suspense che indica molto bene I'accadere dell'imprevisto che dovremmo essere capaci di assimilare e fare nostro. Anche il riferimento epidermico è indicativo perchè la pelle e un temenos protettivo per cui il fastidio provato può essere inteso come una scarsa permeabilità al rapporto analitico. Ritorna I'immagine persecutoria dell'analista in funzione di alcune valenze superegoiche (autorità) che a sua volta compensa I'apparente dolcezza sul piano della coscienza dei nostri rapporti. La mia sensazione complessiva del caso in quel momento era quella di una persona che si stava svegliando da un lungo letargo, che si regge appena sulle gambe e che cammina sul filo del rasoio. Una sensazione, è bene tenere presente, che non mi ha mai abbandonato sino all'imprevedibile epilogo. Al termine del secondo mese di terapia Michele spaventato mi porta il seguente sogno: (23) Mi trovo in macchina con mia sorella la quale mi dice che una certa nostra arnica soffre di tumore. Si ricoverera in clinica e fra cinque mesi morirà o entrerà in agonia. lo rispondo che nostra madre andrà a starle vicino e che sarà I'ultima volta che assistera qualcuno affetto da tumore. Al che la mia sorella replica: « come al solito, hai fatto un commento stupido >». Ricompare la costellazione familiare nella quale Michele, come al solito, viene identificato con la stupidità. Rimaniamo colpiti ambedue dalla malattia della ragazza e dalla precisione con cui la sorella esprime il verdetto. Al tempo del sogno non reperimmo alcun significato soddisfacente ai «cinque mesi » mentre avemmo modo di approfondire la tematica della madre che, sul piano della realtà, si dedicava ad opere pie di ogni genere. I « cinque 20

[close]

p. 14

mesi » rimasero così un fatto isolato, un disperato messaggio in apparenza incomprensibiie ma che solo dopo molto tempo dalla fine dell'analisi mi si rivelarono significativi. In genere quando in un sogno compare una malattia somatica inguaribile, bisogna usare molta circospezione perchè potrebbe indicare, insieme ad altri fattori emergenti dall'analisi, una situazione irreversibile sul piano psicologico. Valutando i sogni mi accorgevo, per esempio, che nessuno di essi offriva un impegno progettuale del paziente: si trattava soltanto di tentativi che non andavano mai al fondo del problema che il sogno presentava. Ero sorpreso per I'evidente discrepanza fra un progredire di Michele sul piano della realtà e I'esasperante monotonia dei temi psichici inconsci, I'impossibilita di un dialogo interiore. Sperimentavo cioè con Michele esattamente il contrario di ciò che spesso capita: sogni che indicano un progresso psicologico senza accompagnarsi ad un rapporto piu soddisfacente del paziente con il reale. Io mi sentivo impotente, avevo strane sensazioni come se Michele mi fosse sfuggito di mano, avevo la tendenza a trascurare I'analisi dei sogni e, malgrado il profondo affetto che nutrivo per Michele, tendevo ad essere piu superficiale nel rapporto. Intanto il paziente, con I'aiuto della madre, stava cercando un piccolo appartamento per poter vivere lontano dai genitori. All'inizio del sesto mese Michele sognò: (35) Mi trovo in una delle mie solite passeggiate solitarie: mi aggiravo in uno stato d'animo tipico del soiitario, triste e con ansia, quando inizio a prendere una strada in discesa. Ad un certo punto c’è uno spazio largo. Al centro dello spazio vi è un armadio in legno scuro, molto poco artistico, quasi abbandonato lì, come un vecchissimo mobile completamente in disuso. Ci giro attorno e lo scruto. In un primo momento non ho il coraggio di toccarlo e aprire le porte, poi mi decido a farlo. Apro e vi trovo un sacco di libri che da anni vi avevo abbandonato. Mi immergo in una ricerca di libri migliori, con slancio, quasi con gioia, con lo spirito di chi ha ritrovato tesori nascosti e abbandonati da lungo tempo. Vi sono varie raccolte e resto colpito da alcuni preziosi libri della Feltrinelli. In ultimo vedo anche il Commentario al Codice Civile. 21

[close]

p. 15

Cogliamo I'atmosfera di rimpianto per delle cose perdute che sono ormai venute meno alla loro funzione. II ritrovamento dell'armadio, dopo la strada in discesa, potrebbe implicare un timido tentativo di contatto con la problematica inconscia. Anche in questo sogno si nota un'esitazione iniziale ma, a differenza delle altre produzioni oniriche, Michele almeno questa volta non rifiuta di confrontarsi con il conflitto: i libri della Feltrinelli, casa editrice di sinistra e il Commentario al Codice che implica la scelta collettiva della facoltà universitaria ed i valori superegoici del padre. Questa relativa presa di coscienza comportò I'unico sogno esplicito di violenza contro il padre. (47) Converso con mio padre. Gli rimprovero violentemente di essere stato lui e sempre lui a tradirmi e a pugnalarmi alle spalle e continuare a tutt'oggi a voiermi ostacolare in tutti i modi e in tutte le maniere, a volermi mettere il bastone fra le ruote. Causa occasionale del sogno fu I'opposizione del padre a che Michele andasse a vivere per conto suo. Infatti Michele aveva trovato un piccolo appartamento e aveva cominciato anche ad arredarlo. Durante un incontro sentimentale con I'amante essa gli aveva detto che il padre, come al solito, aveva parlato male di lui reputandolo un impotente. II sogno ci indica che Michele è ancora impegnato contro le sue istanze aggressive inconsce e nella ricerca di un responsabile delle sue disgrazie. Pugnale e bastone offrono valenze falliche autoritarie. Anche I'essere pugnalato alle spalle implica I'immagine della paura omosessuale dell'analista che può essere comunque ravvisato nella figura del padre. In questo caso il desiderio di evasione di Michele e I'ostilità del padre poteva aver costellato proprio contro di me I'odio di Michele, a causa del conflitto cosciente nel quale si era venuto a trovare. Inoltre Michele sapeva che la data del concorso si stava avvicinando. Egli non si sarebbe potuto ritirare come altre volte per un implicito impegno morale che lui 22

[close]

Comments

no comments yet