Catanzaro City Magazine LUGLIO/AGOSTO 2014

 

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Mensile di informazione, attualità, cultura, sport e servizi utili

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Mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e serizi utili Anno II - n.ro 14 luglio/agosto 2014 € 0,50 € 0,30 Una piccola grande gara Catanzaro il Capoluogo! Il Golfo di Un brevetto Squillace calabrese coast to Una passione coast a gonfie vele CATANZARO CITY MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 | 1

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Mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e serizi utili. Anno II - n.ro 14 - luglio/agosto 2014 SOMMARIO SPROPOSITI 31 La “tavola” del Papa di P. RANIERI IN LIBRERIA 32 Catanzaro in età antica di D. IOZZO TEATRO 34 Pane e teatro di P. RUGGIU MUSICA 36 Gli Heartbeat - di N. GIL 33 S. Vitaliano disvelato di A. ROTUNDO SCENARI 5 Cathacium, la città fortezza - di G. MATARESE PRIMO PIANO 7 Una piccola grande gara - di P. RANIERI STORIA 8 Catanzaro, il Capoluogo - di A. COCCO ITINERARI 10 Il Golfo di Squillace - di E. GIOVENE 16 Nuovi voli per Toronto - di K. CATRAMBONE 16 Pro Loco, doppio appuntamento - di G. MATTACE 17 S. Vitaliano e la festa dei popoli - di A. COMES L’editoriale di Pino Ruggiu NEWS 12 Piccola scossa, o grande terremoto? - di C. GIORNO MUSICA 14 L’eterna giovinezza della radio - di G. PANZARELLA 37 Francesca Prestia - di A. LUDOVICO 38 The Five Spencers - di P. RANIERI ...Siti, siti! P AMBIENTE 18 Battaglina e la discarica - di G. PASSAFARO 19 Il punteruolo rosso - di R.FITTANTE L’AVVOCATO RISPONDE 39 Stop all’usura - di G. P. STANIZZI SALUTE & BENESSERE 40 Fumi? Dacci un taglio! - di V. DEFILIPPO 42 In caso di sbronza - di B. GRANDE 43 Prova costume? - di F. GARRITANO ARTE 20 L’avanguardia a Catanzaro - di A. FITZ TURISMO 22 Pescaturismo - di E. MAURO CLUB LIFE CORNER 23 Estate 2014, nightlife - di L. CIRILLO CREATIVI 24 Dinghy, un brevetto calabrese - di P. RUGGIU SPORT/VELA 26 Via col vento - di F. RUGGIU TALENTI 28 Studiopro Macario - di P. RUGGIU 30 Nuccio Loreti - di S. CURCIO Catanzaro City Magazine È un periodico indipendente e apartitico. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare eventuali articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. TENDENZE 44 Va di moda, la vecchia moda - di P. COCÒ IN CUCINA 45 L’anguria - di A. ALOI UTILITÀ 46 Guida a ristoranti e pizzerie er chi non fosse catanzarese, la traduzione del nostro tormentone (che altri non è che un gioco di parole e di... pronuncia!), recita: “o siete, o non siete!”. Il titolo di questo editoriale è la risposta, a questa dffermazione, visto che questo mese abbiamo avuto la piacevolissima sorpresa di vederci richiedere ancora copie, da parte degli edicolanti, che hanno visto esaurirsi in breve quelle fornite. E pensate che qualcuno aveva previsto (o forse si augurava) un clamoroso flop... Lasciatemi dire che ha tutto un altro sapore sapere che il giornale va a ruba anche adesso che non è più in omaggio! Grazie a tutti voi per l’apprezzamento che ci dimostrate, ma permettetemi anche di ringraziare tutte le infaticabili “penne” che collaborano con noi, che ci hanno permesso di raggiungere anche questo traguardo. Ma parliamo adesso di questo numero, che è praticamente“doppio” nel senso che copre anche agosto e ha anche più pagine del consueto, oltre che una maggiore tiratura e diffusione, visto che sarà presente anche nei paesi della costa jonica, Soverato compreso. All’interno, tanti articoli di sicuro interesse, fra cui quello che racconta dei famosi“moti” di Reggio Calabria, che all’epoca non prese molto bene il fatto che la nostra città divenisse il capoluogo di regione. Troverete fra i servizi utili, anche una piccola esclusiva, che è l’orario estivo dei bus municipali, che potete ritagliare, piegare e conservare. Non vi anticipo altro, lascio a voi il piacere (spero) di scoprire tutto il resto. Buona lettura. 49 Orario estivo bus A.M.C. 51 Orario voli - Sacal Lamezia Airport 53 Farmacie di turno 54 Stradario della città Direttore editoriale: Pino Ruggiu pinoruggiu.posta@gmail.com Direttore responsabile: Pino Ranieri Grafica e impaginazione: www.ruggiu.blogspot.it Stampa Tipografia Stampasud s.r.l. Lamezia Terme (Cz) Per la pubblicità: Tel. 0961.702315 - 335.470.145 Per numeri arretrati: Tel. 0961.702315 - 335.470.145 citymagazineinfo@gmail.com Collaborazioni a questo numero Anna Aloi, Ketty Catrambone, Luca Cirillo, Alberto Cocco, Antonella Comes, Salvatore Curcio, Vincenzo Defilippo, Rosario Fittante, Francesco Garritano, Nino Gil, Claudio Giorno, Elisa Giovene, Domenico Iozzo, Antonio Ludovico, Giovanni Matarese, Giuditta Mattace, Ernesto Mauro, Giulia Panzarella, Giuseppe Passafaro, Anna Rotundo, Fabrizio Ruggiu, Gian Paolo Stanizzi. Abbonamenti: N.B. Gli importi sono comprensivi di IVA e di spese di spedizione. Semestrale (6 numeri) euro 12,00; Annuale (12 numeri) euro 24,00; Abbonamenti sostenitore: Editore: Giuseppe Ruggiu Redazione: Via Skilletyon, s.n.c. - Borgia (Cz); citymagazineinfo@gmail.com Tel. 0961.702315 - 335.470.145 Registrazione: Trib.di Cz, n.ro 314 del 16/4/2013 N.B. Gli importi sono comprensivi di IVA, delle spese di spedizione e dei redazionali (*) in omaggio. I collaboratori di cui sopra, la cui partrecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare - e se del caso regolare - le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Silver (*1) (12 n.ri) euro 100,00; Gold (*2) (12 n.ri) euro 200,00; Platinum (*3) (12 n.ri) euro 300,00 Modalità sottoscrizione: Bonifico bancario c/o Conto BancoPosta Cod. 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Cathacium la Città Fortezza (*) Da potente e tumultuosa Signoria feudale a Democrazia fragile e indecisa! Un’illusione, fra sogno e realtà, che sopravvive ancora oggi nello spirito di una città regina e capitale mai compiuta che non riesce a togliersi di dosso gli abiti di una Cenerentola che tale non merita di essere! di GIOVANNI MATARESE os’è Catanzaro? Perchè Catanzaro? La sua anima, la sua storia, la sua identità? Una città non nata per caso, divenuta strategica per vocazione. Inizialmente rifugio estremo per profughi in cerca di sicurezza, successivamente baluardo fortificato e sicuro presidio per strateghi militari interessati a estendere il loro potere e il controllo sull’intera Calabria. Le sue caratteristiche morfologiche si rivelarono subito in piena sintonia con i trattati militari bizantini riferiti alle edificazioni di nuove città-fortezza nell’VIII/IX secolo, periodo in cui il nucleo abitato si consolidò assumendo connotati urbani. E ne intese bene il valore strategico Roberto il Guiscardo che, dopo aver conquistato intorno al 1056 il villaggio Cathacium, decise di costruirvi un grande maniero. Vi fece edificare per prima una grande torre centrale, il donjon (termine con cui, probabilmente, il popolo successivamente identificò l’intero colle, e da cui, per assonanza, si generò l’attuale denominazione: San Giovanni), che fortificò e, nel 1071, diede come residenza al suo uomo di fiducia e vassallo Ugone Falluc, che così divenne il primo Signore di Catanzaro. Di quella che da lì a poco sarebbe divenuta la più grande e potente Signorìa feudale della Calabria. Una struttura fortificata sempre più possente e minacciosa su una rocca inespugnabile che vigilò sulle le sorti della città per oltre quattrocento anni. Fu prevalentemente con i Ruffo, signori di Catanzaro fin dal 1252, Conti per Grazia di Dio (Dei Gratia Comes Catanzarii) e Marchesi anche per merito proprio, che la città accrebbe la sua potenza strategica, specie con Pietro II, uomo che influenzò di gran lunga il corso della storia nello scorcio della seconda metà del XIII se- SCENARI C colo. Così potente da possedere perfino una flotta militare propria ormeggiata nel porto di Crotone, con navi da guerra armate di tutto punto. E fu ancora Pietro II, dopo averlo perso e riconquistato più volte, a stimolare con energia l’ulteriore fortificazione del castello con l’avvio della costruzione di nuova cinta muraria esterna attrezzata con torri e rivellini. Congiure, trame, battaglie e lunghi assedi non la fiaccarono mai. Re e governanti di ogni epoca dovettero ricorrere alle più sofisticate strategie militari per tentare di scalfiggerla: accerchiamenti a spirale con conquista dei centri più lontani ad essa collegati, e man mano sottomissione e distruzione di quelli più vicini al fine di interdirne i rifornimenti e tutte le possibilità di soccorso. Distruzione e desertificazione delle campagne e fabbriche a servizio della città e grande schieramento di forze e artiglierie d’assedio ora sul Pezzano, ora sull’Amplia, sul Sant’Antonio e sull’Antenna. Quando si cedette lo fece non con disonore ma per puro calcolo strategico. Anche se, a dire il vero, in diverse circostanze a renderla vulnerabile furono le contrapposizioni interne. Il Signore da un lato, determinato a imporre la sua autorità dentro e fuori le mura, appoggiato da una parte di nobili politicizzati e spesso camuffati dietro organizzazioni umanitarie e con frequenti infiltrazioni nei ranghi del clero; la borghesia e il popolo grasso dall’altro, riottosi e conservatori, non entusiasmati dall’idea di una qualsivoglia leadership catanzarese ampia e solida, politica o militare che fosse, ancorati a uno status-quo basato su privilegi e pseudo-autonomie. Contrapposizioni che spesso si tramutarono in vere e proprie rivolte sedate nel sangue o brecce vere e proprie aperte negli schieramenti difensivi con la compiacenza degli avversari dei signori feudali o, ancor peggio, della componente governativa. m CATANZARO CITY MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 | 5

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l Sintomatico e molto significativo è il ruolo svolto, e gli eventi che lo caratterizzarono, da alcuni Conti di Catanzaro, fra cui con particolare evidenza emergono Nicolò Ruffo e soprattutto Antonio Centelles. Quel Centelles di cui la Storia volle tramandarci un’immagine tormentata e incompiuta, liquidandolo con l’appellativo di “Tiranno”. La sua politica, in continuità con quella dei suoi predecessori, è caratterizzata da una forte spinta autonomistica e di indipendenza dalla corona tanto da alimentare continui contrasti e feroci tentativi di “normalizzazione” da parte di Re Alfonso d’Aragona, prima, e di suo figlio e successore Ferrante, poi. Non solo ambizione personale, ma desiderio di dare consistenza e prospettive ad un territorio non compiutamente conscio delle sue peculiarità strategiche e con ampie possibilità di giocare un ruolo da protagonista nello scenario politico dell’epoca. Centelles non riesce a concretizzare il suo sogno, costruisce sì, uno stato potente, ma su piedi di argilla. Nulla può fare contro un destino segnato! L’apparente intesa fra i diversi baroni locali nasconde di fatto un atavico spirito individualistico e forti sentimenti di gelosia. La resistenza interna sempre più forte e agguerrita. Col tempo si arrende agli eventi. Cede al più forte, al re e alla sorte, e inghiottito dalla storia, nel 1470 si spegne con lui il sogno di una Signoria non vassalla capace di decidere con pienezza di responsabilità delle sue sorti. La caduta del feudalesimo e la cacciata dell’ultimo Signore, pur intaccando e compromettendo irreparabilmente lo spirito autonomistico, non fiacca comunque l’orgoglio e, soprattutto non indebolisce il ruolo strategico della città-fortezza. Tant’è che nel 1528 viene prescelta come piazza d’armi per la estrema e strenua difesa contro l’aggressione dei francesi di Francesco I Re di Francia desiderosi di conquistare tutte le terre fedeli alla Spagna di Carlo V. I novantasei giorni d’assedio, alla fine di quali la città ne uscì vittoriosa, fecero emergere la necessità di rinforzare ulteriormente il presidio catanzarese che, oltre allo stanziamento permanente nella Marina di una compagnia militare di Tercios, richiese la riorganizzazione strutturale dell’intera cinta muraria comprensiva di bastioni e gallerie e del complesso sistema di torri intra ed exta-moenia. Ma ciò non bastò alla giovane democrazia per svolgere agevolmente l’ambìto ruolo guida in una terra divisa e senza più identità. Ma il destino è comunque tracciato, anche se la città, ancora oggi, pare essere alla ricerca della Identità che invece la Storia le ha assegnato irrevocabilmente.● (*) Estratto dall’opera in preparazione “Cathacium. La Città Fortezza”. A cura di Giovanni e Giuseppe Matarese) 6 | LUGLIO/AGOSTO 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE SCENARI Nelle foto in alto, alcuni dei partecipanti alla manifestazione, alla quale ha partecipato anche il Sindaco Sergio Abramo, nella foto qui a sinistra, a bordo di un potente prototipo

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Una piccola grande gara PRIMO PIANO T Per un giorno, la città capoluogo come Montecarlo, con la II edizione dello “Slalom città di Catanzaro” di PINO RANIERI utto è filato liscio, senza il minimo intoppo, come nella migliore tradizione organizzativa dell’ACI di Catanzaro. Il motore era ancora caldo! Una ripassatina di vernice alle “chicane”, che si erano solo un po sbiadite, e il “2° slalom città di Catanzaro” è servito. Dopo circa sei mesi dalla prima edizione, viale dei Bizantini e Viale dei Normanni, si sono trasformati in un teatro colorato e rombante, lungo il quale si sono ordinatamente sistemate migliaia di spettatori entusiasti. Un percorso di gara breve ed intenso che non lascia respiro ai corridori, costretti a dare il meglio di se e dei loro bolidi in meno di due minuti! Dalla partenza all’arrivo, un cocktail di tornanti e allunghi, resi più interessanti da un buon numero di varianti artificiali, che rendono il tracciato più impegnativo e selettivo. Alle prime ore del mattino viene servito un antipasto motoristico a base di Go-kart, auto d’epoca e Ferrari da sogno, che fanno da apri pista alla competizione motoristica vera e propria. Dopo una scalata di ricognizione obbligatoria, le due manches cronometrate che determineranno le classifiche e consegneranno la gara alle cronache. Lo “Slalom Città di Catanzaro” ha il fascino delle gare cittadine (una piccola Montecarlo!) ma anche le sue attrattive particolari, come la storica ed impegnativa “curva del gasometro”, che già dagli anni cinquanta ha visto transitare celebrati campioni internazionali del volante, nel mitico “Giro delle Calabrie”. Una nota di orgoglio la merita la “Elia Avrio”, un gioiello tecnico che nasce in Simeri Crichi (la nostra “Maranello”!!!) e che con i suoi prototipi ha conquistato il gradimento e le preferenze dei più quotati piloti del settore. L’edizione 2014 della nostra cronoscalata sarà ricordata anche per la partecipazione straordinaria, in qualità di pilota, del Sindaco di Catanzaro. Gli Abramo non sono nuovi a questo tipo di esperienze: Sergio, al pari dei suoi fratelli, ha un passato motoristico di buon livello, e perciò non ha stupito più di tanto vederlo a bordo di una potente Avrio. La sua abilità nella guida di un prototipo è ormai accertata! Quella di guidare verso traguardi ambiziosi la sua Amministrazione è auspicabile ( e forse dipende anche dalla “cilindrata” della sua Giunta). Intanto, un plauso lo merita per avere accolto e reso possibile la realizzazione di una manifestazione che ha incontrato un notevole gradimento popolare e che, nel tempo, diventerà sicuramente un imperdibile evento motoristico nazionale.● CATANZARO CITY MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 | 7

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Catanzaro, il capoluogo La nascita della Regione ed i moti di Reggio Calabria di ALBERTO COCCO 8 | LUGLIO/AGOSTO 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE STORIA E rano i nuovi giorni di Catanzaro capoluogo. L’architettura costituzionale italiana aveva creato le venti amministrazioni regionali nel 1970, e la Calabria era chiamata precipitosamente a scegliere il proprio governo e la sede naturale della sua autonomia. La naturale indicazione inizialmente favoriva la sua città più meridionale. Reggio Calabria aveva una storia nobile e gloriosa, dai tempi della Magna Grecia ed attraverso secoli successivi di dinastiche dominazioni. La grande città si affacciava con il bellissimo FEBBRAIO/MARZO 2014 lungomare sullo specchio d’acqua che la collegava a Messina attraverso l’andirivieni dei traghetti con tanta gente e tante merci in un breve corridoio di correnti.

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In quell’epoca il Ponte sullo Stretto - poi cavallo di battaglia delle grandi opere berlusconiane da realizzare - appariva un eccentrico capriccio. Queste decisioni non appartenevano tuttavia all’opinione pubblica. Nell’Ottocento questa landa di boschi ed acque, selvaggia natura affacciata su straordinari reperti ed acque trasparenti di inquietante profondità, aveva varie anime e famiglie, con le piccole signorìe ed i palazzotti patrizi. Si parlava di Calabrie, infatti: la Citeriore annetteva i borghi intorno a Cosenza; e la parte meridionale era invece il resto del territorio, già diviso in due circoscrizioni militari ed amministrative LA RIVOLTA DI REGGIO Il promotore della protesta vibrante è un sindacalista CISNAL dalla retorica torrentizia ed i modi spicci.Si chiama Ciccio Franco - il nome è una buffa sintesi di una amatissima coppia di grandi comici siciliani dell’epoca - e cavalca con violenza l’onda dell’ingiustizia e della discriminazione tramata tra i palazzi romani. Rispolvera un veemente motto dannunziano il celebre “Boia chi molla!” Eppure con il Duca di Gualtieri, l’industriale del caffè Demetrio Mauro e l’esponente missino Fortunato Aloi si espone l’ex comandante partigiano Alfredo Perna, che con Franco più tardi affronta l’onta della detenzione e la gravissima accusa di “istigazione a delinquere” e “apologia di reato”. L’escalation della rivolta STORIA d i Reggio e Catanzaro da Ferdinando di Borbone nel suo Regno delle Due Sicilie. All’alba degli Anni Settanta il governo era di centro-sinistra riformista, con una certa moderata lottizzazione democristiana. La Calabria vantava due politici di primo piano nello scacchiere nazionale, in grado di condizionare le scelte strategicamente primarie: il socialista Giacomo Mancini, sanguigno notabile di molte tessere ed ex potentissimo ministro dei Lavori Pubblici; ed il fine tessitore democristiano Riccardo Misasi, gia’ responsabile del dicastero della Pubblica Istruzione. La scelta logistica di Catanzaro - con la sua centralità orografica e la diffusa raggiera di uffici e tribunali - sembrava premiare la neutralità. Nello stesso momento si schiudevano le risorse per la Libera Università della Calabria a Cosenza, che con il suo centro storico ed il laboratorio di studi diventava uno dei maggiori atenei del Meridione. Il risarcimento a Reggio Calabria si manifestava invece con la sede del neonato Consiglio Regionale ed una massiccia serie di investimenti industriali, che favorivano il breve sogno della siderurgia a Gioia Tauro. Ma non bastava. La rivolta strisciante attendeva la miccia per esplodere violentemente. - e chiama in piazza e sulle strade i suoi concittadini all’indignata ribellione. In questa chiamata alle armi di Reggio Calabria non è solo. Accanto a Franco si muovono quasi tutte le forze politiche locali in modo trasversale, fatta eccezione per il Partito Comunista. Quando si invoca la proclamazione dello sciopero generale la CGIL prende le distanze: non si partecipa a battaglie campanilistiche. è impressionante.Si parte da un migliaio di persone dell’estrema destra radunate da Corso Garibaldi fino alla Piazza d’Italia, dove il sindaco Battaglia grida con veemenza la sua rabbia per la scelta discriminatoria ed insolente. Sono bloccati gli scali ferroviari di Regio Calabria e Villa San Giovanni, e la polizia interviene con le armi. Durante i tafferugli muore innocente il ferroviere della CGIL Bruno Labate, ed uno studente pochi giorni più tardi entra in coma durante una fase concitata della colluttazione. Si contano i feriti a decine tra le strade di Reggio, dopo gli scontri terribili che l’ipocrisia della televisione nazionale - il nuovo governo è presieduto dal lucano Emilio Colombo - occulta con ostentata indifferenza. Il momento più drammatico è l’assalto alla Questura, che genera la psicosi di un’incombente guerra civile tra una città e la nazione. Il poliziotto Cirigliano muore per un infarto, ed il Ministero dell’Interno invia truppe supplementari per sedare i moti calabresi, dopo sette mesi che si consegnano drammaticamente alla storia del nostro dopoguerra. La battaglia sulle strade imperversa per sette lunghissimi mesi, dal luglio del 1970 al febbraio dell’anno successivo, ed è da ricordare per alcuni aspetti fondamentali: (...) segue a pag. 52 Nella foto qui a sinistra, Ciccio Franco, nella sequenza in alto, alcuni momenti dei “moti di Reggio Calabria CATANZARO CITY MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 | 9

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ITINERARI Il Golfo di Squillace Un “viaggio” lungo ilGolfo di Squillace, per visitare alcune delle più belle spiagge d’Italia I di ELISA GIOVENE l meraviglioso mondo delle favole purtroppo non esiste, ma oggi ho voglia di intraprendere con voi un “ fantastico viaggio” nell’altrettanto fantastico Golfo di Squillace. Toccheremo alcuni punti, tra i più belli e caratteristici di questo tratto di costa calabrese e perciò : “ issiamo le vele “..perchè si parte !!! Il Golfo di Squillace è una vera meraviglia naturale e prende il nome dall’antica città di Skylletion che si affacciava su questo scorcio di mare, e che secondo la leggenda fu fondata da Ulisse. Il Golfo di Squillace fu considerato da sempre molto pericoloso per le forti correnti, causa di molti naufragi, infatti anche Virgilio nei suoi scritti lo definisce “ navifragum Scylaceum”. Il Golfo si estende da Crotone (Isola Capo Rizzuto) sino ad oltre Soverato, con una costa dalle acque limpide e cristalline, ove si alternano spiagge bianche e rocce che si calano a picco nel mare. Noi partiremo a ritroso, dalla “zona sud” e precisamente da Soverato, che per la sua bellezza è definita “La perla dello Jonio”. La città si può dire che è essenzialmente divisa in tre zone : la prima sulla costa, la seconda poco distante e la terza, è la parte “ vecchia “ di Soverato. Il suo lungomare, ampio e ricco di verde, costeggia quasi tutta la spiaggia che dall’aspetto si presenta sabbiosa e bianca. Le acque molto trasparenti, ospitano varie specie di flora e fauna marina. La zona, essendo nella parte più interna del Golfo, non è colpita dal vento, quindi si può piacevolmente godere di una leggera brezza. Continuando il nostro “viaggio”, scorgiamo delle spiagge simili tra loro, si tratta delle spiagge di Calalunga, Montepaone e Montauro, esse si presentano a sabbia fine e chiara, i fondali sono adatti per chi vuole praticare immersioni , perchè sono alti e ricchi di pesce. In queste zone predomina la spiaggia libera, tant’è che si posso- no posizionare gli ombrelloni liberamente. Ora lo scenario cambia, la costa diventa un po’ più rocciosa, infatti ritroviamo la spiaggia di Pietragrande, che sebbene caratterizzata da sabbia mista a ghiaia, è famosa per i suoi particolari scogli che emergono dall’acqua e predominano la zona, da uno dei quali è possibile tuffarsi nelle acque cristalline che vanno dal verde al blu. Lo spettacolo è particolare e durante le sere d’estate, la visione di questi scogli illuminati è davvero suggestiva! Inoltrandoci, scorgiamo Caminia, piccola baia facente parte di Stalettì ( comune situato sulle colline), che con una lingua di spiaggia è posta fra due splendide scogliere. Qui testimonianze archeologiche, ci riportano ai resti della chiesetta di Panaja, ed una grotta dove la tradizione vuole che furono poste le reliquie di San Giorgio Taumaturgo. Le acque color smeraldo riflettono la vegetazione che la sovrasta ed anch’ essa, essendo una piccola baia interna, è protetta da venti fastidiosi. L’iter prosegue e la nostra prossima tappa sarà Copanello, situata tra i comuni di Stalettì e Squillace, in quel tratto di costa detto 10 | LUGLIO/AGOSTO 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE

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ITINERARI coast to coast! “ Costa degli aranci”. Copanello consta di una piccola spiaggia intervallata da scogliere granitiche, ove anfratti e grotte si alternano ed il mare s’insinua. Zona prediletta dagli amanti delle immersioni, si possono trovare bellissime conchiglie, ricci, spugne ed una certa varietà di pesci. La nostra curiosità nello scoprire cosa ci proporrà la costa, cresce sempre più, ed ora è la volta di Squillace Lido e la Roccelletta (Borgia). Mentre la prima si presenta come una tradizionale spiaggia tranquilla , dotata soprattutto di lidi , la seconda appare un po’ più selvaggia, con alle spalle un’ampia pineta. Ci avviciniamo alla spiaggia di Catanzaro Marina, nella quale possiamo distinguere due zone divise dal porto, la prima parte di spiaggia è formata per lo più da ghiaia, mentre la seconda, conosciuta come Giovino si apre con ampie spiagge di sabbia fine, zona un po’ più ventilata, ma dal mare sempre limpido e pulito. Spero la stanchezza non vi colga, perchè il nostro viaggio non finisce qui!!Infatti costeggiamo la zona di Bellino, Simeri e Ruggero, e mentre Simeri è servita da villaggi e lidi, le altre due appaiono molto naturali e selvagge confinanti con una verdeggiante pineta. Siamo ad oltre la metà del nostro percorso e ci troviamo a Rivachiara, sul litorale di Sellia Marina, qui predomina una spiaggia di sabbia finissima, e sullo sfondo un bosco di eucalipti rende speciale il luogo, soprattutto per il profumo particolare. Un caldo venticello ci accompagna e da lontano scorgiamo la stupenda Baia di Praialonga, la spiaggia è molto ampia e l’acqua è particolarmente trasparente, la zona è posta sotto vincolo naturalistico ed è stato instituito un parco marino protetto. Oramai siamo alla fine del nostro viaggio e già da lontano spicca il bellissimo castello Aragonese de Le Castella , rimaniamo affascinati per la sua posizione, quasi “adagiato” fra le acque. Avvicinandoci ne ammiriamo la struttura e sebbene una parte è ancora da ricostruire, se ne apprezza l’architettura con la sua alta torre visitabile. Posto a difesa della costa, fu fulcro di battaglie contro i saraceni. La costa intorno si presenta varia, con piccoli tratti di spiaggia anche se predominano gli scogli, posti anche intorno al castello. Il fondale è meraviglioso e si ha anche la possibilità di fare immersioni e pesca subacquea. Girando intorno al castello, si presenta ai nostri occhi il porticciolo che ospita anche molte imbarcazioni turistiche. Lasciamo questo posto a malincuore, ma la vista si rallegra di fronte lo splendido spettacolo di Isola Capo Rizzuto, non si tratta di un’isola, ma di un meraviglioso promontorio affacciato sul Mar Jonio. Decidiamo di chiudere il nostro “viaggio” con un bellissimo bagno in queste acque color smeraldo, accompagnate dalle famose sabbie rosse. Anche qui spiaggia e roccia si alternano, ma il paesaggio è molto naturale e selvaggio e la morfologia sottomarina è il proseguo di quella della terra ferma. La nostra esplorazione ci ha permesso di godere dello spettacolo, di posti più o meno belli e particolari, con panorami mozzafiato con alte scogliere, alternate a zone di spiagge tranquille e soleggiate, ma con un unico tema che predomina nella costa calabrese: un mare meraviglioso!● CATANZARO CITY MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 | 11

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“E ssere in grado di predire la magnitudo di un terremoto, mentre l’evento di frattura che lo produce è ai suoi istanti iniziali, è un problema scientifico largamente dibattuto. Il meccanismo di generazione e propagazione delle fratture sismiche è stato studiato a lungo sia mediante modelli teorici che attraverso esperimenti di laboratorio. L’assenza di osservazioni dirette delle fratture sismiche in corrispondenza di faglie reali, rende tuttavia assai incerte le modalità con cui esse si originano e si propagano. In questo studio dal titolo Evidence for a difference in rupture initiation between small and large earthquakes, realizzato da un gruppo di ricerca dell’Università di Napoli Federico II, coordinato dal professore Aldo Zollo, e pubblicato sulla rivista Nature Communications, gli autori analizzano i primi secondi dei segnali registrati ad una serie di stazioni sismiche e suggeriscono che i segnali sismici, captati nei primi istanti della frattura, contengono informazioni sulla dimensione finale dell’evento sismico. Gli autori analizzano le onde primarie generate dalle fratture sismiche, e ne osservano una evoluzione temporale differente, a seconda della grandezza del terremoto. Questo risultato è consistente con l’idea che esista per i terremoti una sorta di breve fase preparatoria detta “fase di enucleazione”, che accade prima dell’innesco dinamico della frattura sismica e che ne influenza la successiva evoluzione. In questa fase, i blocchi di roccia si deformano in modo lento, fino al raggiungimento di un valore di deformazione critico, che innesca la frattura. Secondo lo studio, quanto più è grande questo valore critico di deformazione, tanto maggiore è la probabilità che la frattura iniziale generi un grande terremoto. Piuttosto che un processo casuale, lo sviluppo delle fratture sismiche sarebbe quindi influenzato da ciò che accade durante la fase di enucleazione. In altre parole, è come dire che l’entità della deformazione iniziale, determina la grandezza finale del terremoto. Se si potesse “osservare” questa fase iniziale della frattura sismica, si po- NEWS Piccola scossa Nasce il progetto: “Adotta la mia sculola”, per diffondere la cultura della prevenzione ed utilizzare le innovazioni tecnologiche esistenti di CLAUDIO GIORNO trebbe pertanto sapere, seppur con un largo margine di errore e con un brevissimo tempo di anticipo, la magnitudo dell’ evento sismico imminente e predirne gli effetti in termini di danno atteso. La possibilità di distinguere rapidamente una piccola scossa da un grande terremoto è cruciale per il funzionamento dei sistemi di Allerta Sismica Immediata, che devono essere in grado di inviare un’allerta rapida a siti lontani dalla sorgente, prima che questi vengano raggiunti dalle onde sismiche distruttive. L’allerta, anche con un anticipo di secondi o poche decine di secondi, consente di avviare delle procedure di emergenza allo scopo di ridurre notevolmente i danni provocati da un terremoto.” Dopo aver conosciuto Bavari, dopo esserci documentati sul lungo iter di studi portato avanti dal Prof Di Paola e dalla sua equipe, dopo avere letto i risultati dei test sperimentali confermati da laboratori internazionali e dopo aver letto la valutazione finale del Gruppo di lavoro istituzionale abbiamo deciso che il sensore a soglia differenziata Bavari non potesse più stare chiuso nel buio di un cassetto ed abbiamo deciso che l’invenzione sarebbe dovuta essere portata agli onori della cronaca. Tesaurizzare qualche decina di secondi che certamente non permettono di evacuare un paese ma permettono di mettere in atto tutte quelle attività al fine di lasciare le abitazioni, gli uffici e le scuole…. Esistono settori nei quali la prevenzione, sebbene fortemente richiamata dalle autorità di Protezione Civile, non ha ancora raggiunto livelli tali da assicurare alla collettività la giusta sicurezza preventiva, e dove si continua ad assistere inermi a fenomeni dai tragici risvolti. Le istituzioni avrebbero il compito difficoltoso di lavorare affinché tutte le strutture 12 | LUGLIO/AGOSTO 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE

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o grande terremoto? definite strategiche, come le scuole italiane, diventino sicure, ma non avendolo fatto in tempi diversi, pensiamo, sia più difficoltoso farlo oggi in piena crisi economica. NEWS ADOTTA LA MIA SCUOLA Per questo abbiamo lanciato il progetto “adotta la mia scuola”. Tutti siamo coscienti che il patrimonio scolastico per oltre il 75% è stato costruito prima delle norme antisismiche. Dopo il varo delle nuove norme gli edifici dovrebbero essere più sicuri ma solo se le stesse vengono rispettate, purtroppo abbiamo tutti sotto gli occhi la Scuola Elementare Jovine di San Giuliano di Puglia, la Casa dello Studente a l’Aquila ed anche i nuovi capannoni danneggiati e distrutti nel sisma del 2012 in Emilia Romagna. Bisognerebbe diffondere la cultura della prevenzione ed utilizzare quelle innovazioni tecnologiche che esistono sul mercato ma che non vengono impiegate. Bisognerebbe aprire tavoli istituzionali e verificare come utilizzare i fondi destinate alle Regioni dopo il triste evento del 2009, come far sì che i Sindaci, interessati alle riqualificazioni degli edifici scolastici dotino gli istituti dell’avvisatore sismico interattivo, ed ancora aprire un confronto con la parte produttiva calabrese, con le Camere di Commercio ed anche con le Associazioni di Volontariato al fine di destinare fondi personali, o organizzare eventi con lo scopo specifico di adottare o far adottare tutti gli edifici scolastici dei comuni calabresi. Il progetto, se realizzato, creerebbe una rete sismografica e rea- lizzerebbe mappe di vulnerabilità territoriali ed archivierebbe una grande mole di dati di microaccelerazioni. Sensori pronti a dare allerta preventiva nei luoghi installati, e dare corpo all’Early Warning Seismec, se collegati alla piattaforma Dedalus. Piattaforma che riceverebbe H24, con sistemi satellitari e con un ritardo massimo di 600 ms, tutti i segnali sismici rilevati dai singoli sensori all’insorgenza del fenomeno delle onda P. La Stazione di Monitoraggio invierebbe ad ogni ATTUATORE DISPOSITIVO diffuso sul territorio circostante, interessato dall’evento, un impulso con un ritardo medio di 1500 ms. Il Network Operation Center, presidiato sempre H24, avrebbe il compito di inviare l’impulso che attiverebbe l’avvisatore acustivo/visivo di fronte sismico in arrivo ed di indicarne l’intensità prevista. Così, ad esempio, nelle scuole, uffici, officine, cantieri, condomini, discoteche, teatri ed altre attività in genere sarebbe possibile attivare le procedure di salvaguardia ed evacuazione, con l’apertura automatiche delle porte di accesso a controllo elettrico, apertura dei cancelli, delle barre di accesso, dei tornelli, al blocco automatico di dispositivi pericolosi nei cantieri, officine, fabbriche;, all’accensione delle luci di emergenza, blocco degli ascensori e rimessa al piano ed altro ancora. Applicato nelle arie urbane, in numero adeguato sarebbe possibile rilevare l’andamento delle onde sismiche che si propagano nel sottosuolo e, oltre ad essere Avvisatore Sismico che interagisce con la struttura stessa, anticipare l’evento ancora prima che possa essere percepito dai sensi umani. Nei luoghi pubblici può indicare le azioni da intraprendere senza imbattersi in momenti di panico. Eviterebbe di demandare a soggetti terzi l’attivazione di allarmi di evacuazione, utilizzato all’interno di luoghi pubblici con un grande afflusso di persone consentirebbe di sbloccare le porte di emergenza, accenderebbe le luci e disattiverebbe gli impianti sonori. Se solo si immaginasse tale sistema in un complesso allargato interattivo in cui tutte queste periferiche di rilevamento possano interagire tra loro si può immaginare di avvisare, da remoto, aree prossime o confinanti con il luogo in cui si sta mani- festando l’insorgenza dell’attività sismica, consentendo in un certo qual modo di poter “prevenire” anche anticipando il processo di propagazione del sisma. Per il tramite della piattaforma DEDALUS si ha quindi la possibilità di rendere i rilievi interattivi e capaci d’interagire con il sisma descrivendo ogni singolo sviluppo e aree di interesse. IL SENSORE SISMICO BAVARI Il “Sensore Sismico Bavari” è quindi uno strumento utile per poter mettere in atto quei processi preventivi che potrebbero evitare o attenuare danni a persone per crolli inaspettati di strutture, essere come campanello d’allarme e segnalare Attenzione c’è qualcosa che non va. Non conoscendo i reali comportamenti di un edificio al perseverare di azioni telluriche nel trascorrere del tempo, e neanche avendo dei riferimenti per poter determinare se un cedimento apparentemente lieve, sia dovuto ad un assestamento strutturale o ad un cedimento d’uno dei pilastri portanti, il “Sensore Bavari” potrebbe riconoscersi come l’unico dispositivo capace di definire tali fenomeni in maniera dettagliata e accurata comportandosi come una sentinella reattiva capace di richiamare l’attenzione in qualunque momento si verifichi un’anomalia, quasi da definirsi “scatola nera” di un edificio. Il poter distinguere fenomeni di assestamento o di cedimento di una struttura è importante per (...) segue a pag. 51 ADOTTA LA MIA SCUOLA CATANZARO CITY MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 | 13

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“S e ci mettiamo a parlare in una stanza buia, le parole assumono improvvisamente nuovi significati e tutte le qualità che la pagina stampata ha sottratto al linguaggio ritornano nel buio della radio”. Così Marshall McLuhan, esprime implicitamente ed elegantemente ciò che la radio fa e ciò che il giornale non riesce a fare. Oggi più che mai, il Web è diventato un grandioso e potentissimo mezzo di comunicazione. Rivoluzionario dei tradizionali costumi, ha fatto strada proponendo un modo di intendere l’informazione più veloce e flessibile, ma i media tradizionali, radio e quotidiani, per fortuna continuano a godere di ottima salute. La forza innovativa e l’ informazione veloce di internet ancora non minacciano la tradizione e la storia della radio, che rappresenta, ad oggi, uno dei mezzi di comunicazione più credibile. Subito dopo la radio, troviamo i quotidiani, al quinto posto internet e al sesto la televisione. Questa, la classifica confermata da una recente ricerca Gfk Eurisko, sul rapporto tra opinione pubblica e comunicazione, commissionata dalla Ferpi (Fed. Relaz. Pubbliche Italiane). Con la liberalizzazione che accompagna i processi di democratizzazione dei paesi, nascono diverse tipologie NEWS L’eterna giovinezza della radio, teatro della mente di radio e rapidamente si diffondono: radio comunitarie, “confessionali”, associative e commerciali. Le radio confessionali sono quelle promosse da “confessioni religiose”, come le cattoliche, evangeliche e tante altre. Le comunitarie sono invece, quelle che, come dichiara la legge Mammì, sono caratterizzate dall’assenza di scopo di lucro, gestite da fondazioni, associazioni, che abbiano per oggetto sociale la realizzazione di un servizio di radiodiffusione sonora a carattere culturale, etnico, politico e religioso. Queste radio, rispetto a quelle nazionali e commerciali, sono considerate quelle La Fondazione Università “Magna Graecia” di Catanzaro, un anno dalla formazione del progetto “UMG Web Radio” di GIULIA PANZARELLA 14 | LUGLIO/AGOSTO 2014 | CATANZARO CITY MAGAZINE

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più vicine alla popolazione, promuovono la partecipazione dei cittadini e difendono i loro interessi, rispondendo maggiormente a quelli che sono i bisogni e le necessità di aree territoriali più ristrette. Per cui è la tipologia più indicata come strumento di sviluppo endogeno, infatti, organizzazioni come Unesco, Unicef, investono fondi nelle radio comunitarie in Africa già dalla fine degli anni ’80. A riconfermare un convinto ritorno alle radici, una forte e decisa voglia di riscoprire la propria identità, a partire dal mezzo forse più “diretto”, che lascia anche grande spazio all’immaginazione, una immaginazione costruita attorno a suoni e parole, troviamo il progetto “UMG Web Radio”. È proprio quando si dibattono tutte le idee e si rispettano tutte le opinioni, quando le donne sono protagoniste della comunicazione e non un semplice “avviso pubblicitario” o “icona decorativa”, quando si stimola la diversità culturale sopra la omogeneità commerciale, è lì che c’è la buona radiocomunicazione. Ed in nome di tutto questo, da un connubio tra radio e web, il 15 Aprile 2013 nasceva l’ “UMG Radio Web”, idea finanziata dalla Fondaz. Univ. “Magna Graecia” di Catanzaro. Questo progetto, come i tanti altri portati avanti e sostenuti dalla suddetta Fondazione, gui- dato dal Prof. Arturo Pujia, Professore Associato in Scienze Dietetiche, informa e tiene aggiornati tutti gli studenti dell’Università di Catanzaro, ma anche gli esterni, sulle iniziative accademiche in corso e progetti, così da promuovere tutto ciò che l’Università organizza. “Abbiamo, come Fondazione UMG - dichiara il Dottore Arturo Pujia, - accettato di buon grado la proposta di un gruppo di studenti molto attivi in questo ambito, perché è uno strumento che può essere utile nel creare lo spirito di identificazione, un po’ carente. La radio diventa un’occasione, come l a rivista UMG News e prossimamente la web TV, per veicolare le notizie sulla vita del Campus che si conferma una grande e complessa comunità aggregata intorno alla formazione delle nuove classi dirigenti.” Il progetto UMG WEB RADIO ha una redazione formata da: Gabriele Fusto, Cinzia Ceravolo, Francesco Scarfone e Silvia Kate Lorelli. Viene dato spazio anche all’informazione, settore curato dalla redazione della rivista universitaria UMG news edita anch’essa dalla Fondazione Università Magna Graecia. La prima edizione del radiogiornale è stata condotta da Donatella Soluri, Direttore responsabile di UMG NEWS, e da Sebastian Ciancio. La radio unendosi al web, si offre come strumento di supporto ai discenti e come strumento imperituro di divulgazione. È un progetto che coglie e fa suo il carattere forte e ricco di “Radio Days”, scendendo ad un compromesso tra energia e forza comunicativa. Radio Days, film del 1987, diretto da Woody Allen, ricorda gli anni d’oro della Radio, un tempo in cui la televisione non esisteva ed il mezzo radiofonico faceva discutere e sognare. Voci e suoni univano un’epoca ed il mondo intero. Ed oggi, voci e suoni, uniscono una comunità, quella studentesca e l’Università tutta.● NEWS CATANZARO CITY MAGAZINE | LUGLIO/AGOSTO 2014 | 15

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