Else Lasker Schueler

 

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler a cura di nicola gardini

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler chi di noi anche avendola trovata non ha mai sofferto l angoscia straziante della mancanza di un luogo familiare ono nata a tebe in egitto quando sono venuta al mondo anche a elberfeld nella regione del reno fino a undici anni sono andata a scuola sono diventata robinson ho vissuto per cinque anni in oriente e da allora vegeto con questa nota nel 1920 else laskerschüler comunicava i fatti più significativi della sua vita a kurt pinthus che l aveva inclusa in un antologia di poeti espressionisti di vero qui troviamo solo il nome di elberfeld dove la poetessa era nata l 11 febbraio 1869 da genitori ebrei il resto è invenzione della tristezza protagonista e autrice di un esistenza fiabesca else lasker-schüler era abituata a recitare la parte dell esotica firmava le sue lettere con i nomi di jussuf principe di tebe tino principessa di bagdad principe onit o giaguaro azzurro il principe jussuf ­ la sua maschera preferita ­ è anche il protagonista del suo romanzo autobiografico il mio cuore ­ romanzo d amore uscito a puntate tra il 1910 e il 1911 sulla rivista der sturm a karl kraus in una lettera del 24 agosto 1909 così spiega il significato del suo doppio a bagdad una volta un indovina mi disse che io ero stata una mummia e avevo giaciuto per diversi millenni in una tomba e che ero proprio giuseppe che in arabo si dice jussuf infatti anch io credo che i vivi e i morti si trasmutino gli uni negli altri e i re e le principesse in chi è loro pari e lei conosce forse una persona più nobile di giuseppe d egitto il figlio di giacobbe e di rachele che fu gettato nella cisterna sempre egli vestiva la tunica sanguinante d agnello lei guarderà a lungo il suo anello e sognerà di lui per tutta la sera sono triste proprio come giuseppe d egitto trad m gigliotti e e pedotti in e l s il mio cuore e altri scritti s giunti 1990 nel 1910 lo stesso karl kraus definisce l autrice di queste righe il più forte e il più impervio fenomeno lirico della germania gottfried benn quando lei era già morta la ritrasse in una memorabile pagina era piccola allora aveva l esilità di un ragazzo e capelli neri come la pece tagliati corti cosa ancora rara a quel tempo grandi occhi molto neri e molto mobili con uno sguardo sfuggente e inesplicabile né allora né poi si poteva andare in giro con lei senza che tutti si fermassero a guardarla gonne o pantaloni erano larghi e stravaganti il resto dell abbigliamento impossibile collo e braccia coperti di vistosi gioielli falsi catene orecchini anelli d oro falso alle dita e poiché era continuamente occupata a scostare dalla fronte i ciuffi di capelli quegli anelli da donna di servizio ­ bisogna pur chiamarli così ­ erano sempre al centro degli sguardi di tutti non mangiava mai regolarmente mangiava pochissimo spesso viveva di noci e frutta per settimane dormiva spesso sulle panchine e fu sempre povera in tutte le situazioni e le fasi della sua vita trad luciano zagari lo smalto sul nulla adelphi 1992 qualche riga più sotto si legge che questa donna era la più grande poetessa che la germania avesse mai avuto else lasker-schüler visse la parte più importante della sua vita a berlino dove si trasferì nel 1895 accompagnando il primo marito berthold lasker del quale adottò il cognome in quella città sarebbe rimasta ­ visionaria attaccabrighe apocalittica ­ fino al fatale 1933 i suoi esordi poetici risalgono al 1899 quando pubblicò alcune poesie sulla rivista die gesellschaft quello stesso anno nacque paul il suo unico figlio nel 1902 uscì il suo primo libro styx l anno dopo separatasi da lasker else sposò herwarth walden questo matrimonio doveva durare ancor meno del precedente i soli sette proverbiali anni gli uomini più impor tanti di else sarebbero stati ­ oltre al figlio che morì di tubercolosi nel 1927 aggravando la sua perenne tristezza ­ gli amici gottfried benn sopra tutti adolf loos franz marc georg trakl paul cassirer suo editore george grosz karl kraus thomas mann e diversi altri più e meno celebri che credevano nel suo talento e la aiutavano anche materialmente fino a che almeno lei non li mandava platealmente al diavolo accusandoli di non essere stati abbastanza riguardosi o utili l amicizia con benn ebbe inizio nel 1912 l anno prima che uscissero le hebräische balladen il libro che la consacrò agli occhi della comunità letteraria lei che era più vecchia di 17 anni si innamorò subito lui la respinse con un certo tatto della vicenda è testimonianza tutto un ciclo poetico gottfried benn quello che aprono i versi di oh deine hände lui vi è invocato con i nomi di barbaro o giselheer nella prima edizione del ciclo else incluse una prosa introduttiva il dottor benn tutta fervore di iperboli e di metafore vale la pena di citarla per intero scende nel sotterraneo del suo ospedale e seziona i cadaveri un anima insaziabile che vuole carpire segreti egli dice `quando uno è morto è morto poiché è devoto pur non credendo ama le case di preghiera altari sognanti occhi che vengono da lontano È un pagano evangelico un cristiano con la testa di un idolo il naso d aquila e il cuore di leopardo il suo cuore è di pelliccia pezzata e batte veloce egli ama le pellicce l idromele e i caproni arrostiti su un fuoco di campo al limitare di un bosco una volta gli dissi `lei ha di ogni ruvidezza un po lei è uno scoglio un aspra pianura anche tranquillità silvana e faggiole e cespugli e biancospino rosso e castagni ombrosi e fogliame dorato foglie marroni e canneti oppure lei è terra con radici e selvaggina e fumi autunnali e denti di leone e ortica e tuono egli è saldo come una roccia non vacilla mai porta sulle spalle il tetto di un mondo quando danzo tutta la notte e poi non so do3

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler ve andare vorrei essere una grigia talpa vellutata e sollevare la sua ascella per rintanarmici dentro sono una zanzara e svolazzo sempre vicino al suo volto ma vorrei essere un ape così ronzerei attorno al suo ombelico sono stata una sua lettrice molto prima di aver fatto la sua conoscenza il suo volume di poesie morgue era sempre posato sulla mia coperta terrificanti prodigi dell arte fantasticherie di morte che prendono forma le sofferenze spalancano le loro fauci e tacciono improvvisamente i camposanti s insinuano nelle sale degli ospedali e si fermano davanti ai letti degli infelici le donne con una creatura in grembo si sentono gridare dalle sale parto fino agli estremi confini del mondo ogni suo verso un morso di leopardo un balzo di animale feroce l osso è la sua matita con la quale risveglia la parola trad m gigliotti e e pedotti non sarà questa pagina il meglio di else ma ci vediamo in atto nella forma più elementare i procedimenti tipici della sua fantasia la metamorfosi una certa stilizzazione jugendstil la ricerca di un esotismo compensatorio e patetico nutrito di illusione e delirio la poetessa agita freneticamente la sua bacchetta magica per trasformare trasfigurare verklären un suo verbo ciò che ha davanti urlando formule sortilegi maledizioni ma chissà quanto di quella materia oggettiva ovvia deludente le obbedisce si ha tutto sommato l impressione che la magia si fermi all estasi della parola alla minaccia che lì nella pura intenzione in una innocua tenerezza si accumuli ed esploda tutta la forza stregonesca del dire poetico da certi racconti dei contemporanei sappiamo che else quando leggeva pubblicamente i suoi testi batteva nacchere e scuoteva crotali a lume di candele insomma metteva in piedi tanto di rito incantatorio demoniaca appariva nelle sue vesti nere con quella sua bella voce della quale purtroppo non ci è arrivata nessuna registrazione citiamo per fare un altro esempio 4 del suo metodo ancora dalla lettera a kraus una volta nel deserto andavo assieme ai beduini a rubare gli stalloni ­ come gliene vorrei regalare uno i cavalli arabi quelli bianchi sono uccelli danzanti principi prigionieri di un incantesimo sono fiabe che nitriscono un pianto dirotto mi assale ­ sente come piango ­ perché vorrei provare di nuovo l ebbrezza del mio cuore quella che si sente solo quando il cuore salta dalla gioia vorrei tornare nel deserto unirmi ai re nelle loro scorrerie ha mai assistito a una caccia agli struzzi dovrebbe vederli nella loro corsa quando sono inseguiti dal sole paiono delle nubi d oro sospese sulla terra lei mi crede vero se le dico che a bagdad possedevo venticinque struzzi giuro che le sto dicendo la verità trad m gigliotti e e pedotti else lasker-schüler si prende terribilmente sul serio ma la sua serietà per fortuna è fatta principalmente di ironia umorismo tragico avrebbe detto lei da questo punto di vista il mio cuore è un vero e proprio repertorio di battute geniali ­ che echeggiano anche nella cassa armonica dei versi qualche esempio chi conosce il mio cuore tutti solo sempre dalla mappa geografica sto fra mare e deserto un mammut cari ragazzi perché non mi avete mai chiesto cosa intendessi con la misteriosa frase `non parlatemi di roma volevo aprire uno studio di chiromanzia con il nome `non parlatemi di roma ma dal momento che l avete tutti e due ignorato in silenzio come potrebbero cascarci degli estranei piuttosto vado a chiedere l elemosina cari nordici mi sento vecchia così come di colpo è invecchiato questo giorno devo vegliare o riposare vale la pena di vivere la vita o se la si può lasciar sfuggire varrebbe la pena di vivere ogni cosa anche ciò che non esiste io so che da qualche parte un adriano o un faraone mi desidera ardentemente caro ludwig ullmann era notte quando è arrivata la sua lettera io mi ero appena impiccata solo che la mattina non sono riuscita a ritrovare l albero due cose sono essenziali nella vita e nell opera della lasker-schüler la voluttà del mascheramento e la vocazione al sacrificio l una esprime il bisogno di identità e di appartenenza impedendo nel contempo con la barriera di un secondo volto la soddisfazione di quello stesso bisogno kafka tra parentesi odiava i trasformismi narcisistici della lasker-schüler l altra la disperazione di un essere non integrato che si vede costretto all esilio e alla solitudine per sfuggire a hitler lei riparò finalmente in palestina ma neppure lì nella terra degli ebrei titolo di una sua opera in prosa dove sarebbe morta il 16 gennaio 1945 si sentì mai una il dualismo percorre tutta la poesia della lasker-schüler nella forma di varie opposizioni occidente/oriente germania/terra degli ebrei uomo donna vita/morte o accoppiamenti come faraone e giuseppe david e gionata accoppiamenti in questo caso addirittura omosessuali nonostante la potenza e l irriducibilità dei dissidi questa autrice sembra mirare comunque alla composizione per quanto momentanea delle differenze al contatto a qualsiasi costo ­ nella scrittura come nella vita corrispondeva con decine di persone vicine e lontane ogni giorno maniacalmente smaniosa di sentirsi vicina agli altri un simile bisogno di avvicinamento appare sul piano grammaticale nel gran numero di parole composte quasi tutte neologismi che lei sfruttando creativamente una proprietà della lingua tedesca dissemina nella sua scrittura spesso troviamo avvicinati costretti a fare parola elementi semantici che appartengono a ordini concettuali molto lontani giustamente la lasker-schüler chiama il poeta domatore in quel suo capolavoro di velenosissima facondia che è il pamphlet l atto d accusa contro i miei editori uscito a zurigo a sue spese nel 1925 il traduttore in questi casi non può far altro che sciogliere l espressione la nuova parola,

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler nelle sue parti costitutive parafrasando il senso l importante è sapere che per un attimo tout se tient la cosa è detta a dispetto di qualunque ostacolo il contatto c è stato nella poesia della lasker-schüler su ogni opposizione trionfano il narcisismo l invadenza del poeta il flusso ingovernabile dell ispirazione che afferra e amalgama le dissonanze nella sua materia incandescente si veda il testo della nota lirica mein volk ­ che si legge spesso solo in chiave politica il poeta qui ci vuole insegnare prima di tutto una cosa che in sostanza conta solo la sua voce il suo canto è indipendente da qualsiasi origine e alla fine parla solo di sé per quanto rigogliosa a detta di benn la lingua poetica della lasker-schüler è notevolmente portata alla ripetizione e all autocitazione come tutti i bravi lirici anche lei cade nell imitazione di se stessa in un suo personale petrarchismo alcuni sostantivi ricorrono in modo ossessivo stella casa danza azzurro il colore dell utopia l unico colore che benn tollerasse in poesia grembo morte dio cuore sede del dolore il personaggio si muove verticalmente dal basso all alto e viceversa secondo lo schema biblico della caduta anche se il poeta racconta la sua vita la morte della madre la morte del figlio l inseguimento dell amato etc le parole salgono al livello del mito svincolandosi da ogni contatto diretto con l occasione e con l esperienza dell esperienza questa poesia è un commento non è neppure esperienza in sé ­ come pretendono le avanguardie secondo cui il vero evento se pure ce n è uno è la poesia stessa la lasker-schüler scrive a cose fatte ­ quando non c è più niente da fare verrebbe da dire se non sembrasse banalizzante che schüler non va scambiato per quello di certi suoi contemporanei nella sua opera la sperimentazione è del poeta non della lingua per quanta oscurità questa scrittura contenga non vi troveremo mai un attacco alla lingua in quanto istituzione o menzogna la lingua per lei è verità e dichiarazione le cose stanno così per un motivo semplicissimo perché così vuole il poeta la lasker-schüler ha dato vita a uno dei personaggi lirici più solidi e presuntuosi che possiamo trovare nella recente tradizione orfana abbandonata dall amato scacciata dall uno e dall altro compreso dio la donna delle sue poesie non smette per un momento di sentirsi necessaria quando prende a parlare è perché davvero sente di dover dire qualcosa comunque questo qualcosa esca il suo egocentrismo è inossidabile È una fonte perenne di eloquenza non va dimenticato il compiacimento ludico con cui la lasker-schüler compone i suoi testi rischiando a volte anche di confidare eccessivamente nelle sue forze non tutto le riesce impeccabile a volte marca come si dice dei danzatori o degli atleti che non spingono il muscolo e fanno solo finta ­ cosa non infrequente nei poeti che danno per scontata la loro ispirazione il testo può apparire un collage di frammenti mnemonici un campionario di topoi certo i suoi topoi il gioco comunque è dei più seri si tratta pur sempre di creazioni il poeta è come dio noi miniature di dio creiamo miniature del mondo nicola gardini scrive per sfogo scrive perché non ce la fa più e perché le sono venute in mente delle frasi una due tre in successione come risulta evidente dalla struttura più comune dei suoi testi lo sperimentalismo della lasker 5

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler der letzte stern mein silbernes blicken rieselt durch die leere nie ahnte ich daß das leben hohl sei auf meinem leichtesten strahl gleite ich wie über gewebe von luft die zeit rundauf kugelab unermüdlicher tanzte nie der tanz schlangenkühl schnellt der atem der winde säulen aus blassen ringen sich auf und zerfallen wieder was soll das klanglose luftgelüste dieses schwanken unter mir wenn ich über die lende der zeit mich drehe eine sanfte farbe ist mein bewegen und doch küßte nie das frische auftagen nicht das jubelnde blühen eines morgen mich es naht der siebente tag ­ und noch ist das ende nicht erschaffen tropfen an tropfen erlöschen und reiben sich wieder in den tiefen taumeln die wasser und drängen hin und stürzen erdenab wilde schimmernde rauscharme schäumen auf und verlieren sich und wie alles drängt und sich engt ins letzte bewegen kürzer atmet die zeit im schoß der zeitlosen hohle lüfte schleichen und erreichen das ende nicht und ein punkt wird mein tanz in der blindnis l ultima stella il mio argenteo guardare stilla nel vuoto mai presagii che la vita fosse cava sul mio raggio più leggero scivolo come su trame d aria il tempo in cerchio a palla instancabile la danza mai danzò freddo serpente scatta il fiato dei venti colonne di pallidi anelli salgono e crollano di nuovo che cos è la silenziosa voglia d aria questa oscillazione sotto di me quando io mi giro sopra i fianchi del tempo un lieve colore è il mio movimento ma mai baciò il fresco albeggiare mai l esultante fiorire di un mattino me si avvicina il settimo giorno ­ e la fine non è ancora creata gocce su gocce finiscono e si sfregano di nuovo nelle profondità barcollano le acque e si accalcano là e cadono a terra selvagge scintillanti ebbre-braccia schiumano e si perdono e come tutto si accalca e si stringe nell ultimo movimento più breve respira il tempo nel grembo dei senzatempo arie vuote strisciano e non raggiungono la fine e un punto diventa la mia danza nella cecità pharao und joseph pharao verstößt seine blühenden weiber sie duften nach den gärten amons sein königskopf ruht auf meiner schulter die strömt korngeruch aus pharao ist von gold seine augen gehen und kommen wie schillernde nilwellen sein herz aber liegt in meinem blut zehn wölfe gingen an meine tränke immer denkt pharao an meine brüder die mich in die grube warfen faraone e giuseppe faraone ripudia le sue donne fiorenti profumano dei giardini di amon la sua testa regale riposa sulla mia spalla che odora di grano faraone è d oro i suoi occhi si muovono come le onde cangianti del nilo ma il suo cuore è nel mio sangue dieci lupi vennero al mio abbeveratoio sempre faraone pensa ai miei fratelli che mi gettarono nella fossa 6

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler säulen werden im schlaf seine arme und drohen aber sein träumerisch herz rauscht auf meinem grund darum dichten meine lippen große süßigkeiten im weizen unseres morgens colonne diventano nel sonno le sue braccia e minacciose ma il suo cuore sognante mormora sul mio fondo per questo le mie labbra vanno poetando grandi dolcezze nel frumento del nostro mattino leise sagen ­ du nahmst dir alle sterne Über meinem herzen meine gedanken kräuseln sich ich muß tanzen immer tust du das was mich aufschauen läßt mein leben zu müden ich kann den abend nicht mehr Über die hecken tragen im spiegel der bäche finde ich mein bild nicht mehr dem erzengel hast du die schwebenden augen gestohlen aber ich nasche vom seim ihrer bläue mein herz geht langsam unter ich weiß nicht wo ­ vielleicht in deiner hand Überall greift sie an mein gewebe dire piano ­ tu ti prendesti tutte le stelle sul mio cuore i miei pensieri si increspano io devo danzare tu fai sempre quello che mi fa guardare in alto stancare la mia vita non posso più sopportare la sera sopra le siepi nello specchio dei ruscelli non ritrovo la mia immagine all arcangelo tu hai rubato i fluttuanti occhi ma io spizzico il miele del loro azzurro il mio cuore va lento sotto io non so dove ­ forse nella tua mano dovunque lei si impiglia alla mia rete ich bin traurig deine küsse dunkeln auf meinem mund du hast mich nicht mehr lieb und wie du kamst ­ blau vor paradies um deinen süßesten brunnen gaukelte mein herz sono triste i tuoi baci fanno buio sulla mia bocca io non ti sono più cara e come giungesti ­ azzurro di paradiso alla tua più dolce fonte il mio cuore faceva il giocoliere 7

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler nun will ich es schminken wie die freudenmädchen die welke rose ihrer lende röten unsere augen sind halb geschlossen wie sterbende himmel ­ alt ist der mond geworden die nacht wird nicht mehr wach du erinnerst dich meiner kaum wo soll ich mit meinem herzen hin ora lo voglio truccare come le puttane il rosa appassito dei fianchi di rosso i nostri occhi sono socchiusi come un cielo morente ­ la luna è invecchiata la notte non si sveglia più tu non ti ricordi di me dove me ne andrò con questo cuore an gott du wehrst den guten und den bösen sternen nicht all ihre launen strömen in meiner stirne schmerzt die furche die tiefe krone mit dem düsteren licht und meine welt ist still ­ du wehrtest meiner laune nicht gott wo bist du ich möchte nah an deinem herzen lauschen mit deiner fernsten nähe mich vertauschen wenn goldverklärt in deinem reich aus tausendseligem licht alle die guten und die bösen brunnen rauschen a dio tu non impedisci le buone e le cattive stelle tutti i loro capricci hanno corso sulla mia fronte il solco duole la profonda corona dalla luce tetra e il mio mondo tace ­ tu non impedisti il mio capriccio dio dove sei vorrei origliare al tuo cuore con la tua estranea vicinanza scambiarmi quando auro-trasfigurate nel tuo regno dalla mille-beata luce tutte le buone e le cattive fonti scrosceranno an den ritter gar keine sonne ist mehr aber dein angesicht scheint und die nacht ohne wunder du bist mein schlummer dein auge zuckt wie sternschnuppe ­ immer wünsche ich mir etwas lauter gold ist dein lachen mein herz tanzt in den himmel wenn eine wolke kommt ­ sterbe ich al cavaliere non c è più sole ma il tuo viso splende e la notte senza meraviglia tu sei il mio sonno il tuo occhio scatta come stella cadente sempre io mi auguro qualcosa oro sonante è il tuo riso il mio cuore danza verso il cielo quando arriva una nuvola ­ muoio 8

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler giselheer dem heiden ich weine ­ meine träume fallen in die welt in meine dunkelheit wagt sich kein hirte meine augen zeigen nicht den weg wie die sterne immer bettle ich vor deiner seele weißt du das wär ich doch blind ­ dächte dann ich läg in deinem leib alle blüten täte ich zu deinem blut ich bin vielreich niemandwer kann mich pflücken oder meine gaben tragen heim ich will dich ganz zart mich lehren schon weißt du mich zu nennen sieh meine farben schwarz und stern und mag den kühlen tag nicht der hat ein glasauge alles ist tot nur du und ich nicht a giselheer il pagano piango ­ i miei sogni cadono nel mondo nella mia oscurità nessun pastore si avventura i miei occhi non mostrano la via come le stelle io mendico sempre davanti alla tua anima ­ lo sai almeno fossi cieca ­ crederei d essere nel tuo corpo verserei tutti i fiori nel tuo sangue io sono molto ricca non può cogliermi chiunque o i miei doni portarsi via io voglio teneramente insegnarmi a te già sai dire il mio nome guarda i miei colori nero e stella e non amare il freddo giorno che ha un occhio di vetro tutto è morto solo tu ed io no o gott Überall nur kurzer schlaf im mensch im grün im kelch der winde jeder kehrt in sein totes herz heim ­ ich wollt die welt wär noch ein kind ­ und wüßte mir vom ersten atem zu erzählen früher war eine große frömmigkeit am himmel gaben sich die sterne die bibel zu lesen könnte ich einmal gottes hand fassen oder den mond an seinem finger sehn o gott o gott wie weit bin ich von dir o dio dovunque solo più breve sonno nell uomo nel verde nel calice del convolvolo ognuno fa ritorno nel suo morto cuore ­ vorrei che il mondo fosse ancora un bambino ­ e a me sapesse raccontare dal primo respiro prima era una grande devozione per il cielo le stelle si mettevano a leggere la bibbia potessi una volta prendere la mano di dio o vedere la luna al suo dito o dio dio come ti sono lontana io 9

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler höre ich raube in den nächten die rosen deines mundes daß keine weibin trinken findet die dich umarmt stiehlt mir von meinen schauern die ich um deine glieder malte ich bin dein wegrand die dich streift stürzt ab fühlst du mein lebtum Überall wie ferner saum ascolta io mi prendo nelle notti le rose della tua bocca che nessun altra ci beva quella che ti abbraccia mi deruba dei miei brividi che intorno al tuo corpo io dipinsi io sono il tuo ciglio di strada quella che ti sfiora precipita senti il mio vivere dovunque come orlo lontano nur dich der himmel trägt im wolkengürtel den gebogenen mond unter dem sichelbild will ich in deiner hand ruhn immer muß ich wie der sturm will bin ein meer ohne strand aber seit du meine muscheln suchst leuchtet mein herz das liegt auf meinem grund verzaubert vielleicht ist mein herz die welt pocht ­ und sucht nur noch dich ­ wie soll ich dich rufen solo te il cielo si porta nel cinto di nuvole la luna ricurva sotto la forma di falce io voglio riposarti in mano sempre devo fare come vuole la tempesta sono un mare senza riva ma poiché tu cerchi le mie conchiglie mi si illumina il cuore stregato giace sul mio fondo forse il mio cuore è il mondo batte ­ e cerca ancora te ­ come ti devo invocare o ich möcht aus der welt dann weinst du um mich blutbuchen schüren meine träume kriegerisch durch finster gestrüpp muß ich oh vorrei partire dal mondo poi tu mi piangi faggi sanguigni attizzano i miei sogni guerrescamente scura sterpaglia devo attraversare 10

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler und gräben und wasser immer schlägt wilde welle an mein herz innerer feind o ich möchte aus der welt aber auch fern von ihr irr ich ein flackerlicht um gottes grab e fossati e acqua sempre colpisce un onda selvaggia il mio cuore intimo nemico oh vorrei partire dal mondo ma anche lontano di qui io erro il mio lume vacilla intorno alla tomba di dio mein volk der fels wird morsch dem ich entspringe und meine gotteslieder singe jäh stürz ich vom weg und riesele ganz in mir fernab allein über klagegestein dem meer zu hab mich so abgeströmt von meines blutes mostvergorenheit und immer immer noch der widerhall in mir wenn schauerlich gen ost das morsche felsgebein mein volk zu gott schreit il mio popolo la roccia è fradicia da cui sgorgo e i miei inni innalzo a dio all improvviso cado a precipizio dal corso e fluisco in me lontano sola sopra lamentosa pietra verso il mare mi sono scorsa dal mosto-fermentato del mio sangue e ancora ancora l eco in me quando orribile verso oriente la roccia d ossa fradicie il mio popolo grida a dio david und jonathan o jonathan ich blasse hin in deinem schoß mein herz fällt feierlich in dunklen falten in meiner schläfe pflege du den mond des sternes gold sollst du erhalten du bist mein himmel mein du liebgenoß ich hab so säumerisch die kühle welt fern immer nur im bach geschaut doch nun da sie aus meinem auge fällt von deiner liebe aufgetaut o jonathan nimm du die königliche träne sie schimmert weich und reich wie eine braut o jonathan du blut der süßen feige duftendes gehang an meinem zweige du ring in meiner lippe haut david e gionata o gionata io impallidisco nel tuo grembo il mio cuore cade solenne in scure pieghe nella mia tempia assisti tu la luna tu devi conservare l oro della stella tu sei il mio cielo tu il mio compagno d amore dall orlo il freddo mondo ho guardato di lontano soltanto nel ruscello ma ora che mi cade dagli occhi sciolto dal tuo amore o gionata prendi tu la lacrima regale brilla tenera e ricca come una sposa o gionata sangue del dolce fico pendente odoroso al mio ramo anello nella pelle del mio labbro 11

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler reliquie es brennt ein feierlicher stern ein engel hat ihn für mich angezündet ich sah nie unsere heilige stadt im herrn sie rief mich oft im traum des windes ich bin gestorben meine augen schimmern fern mein leib zerfällt und meine seele mündet in die träne meines nun verwaisten kindes wieder neu gesäet in seinem weichen kern reliquia brucia una stella a festa un angelo l ha accesa per me non ho mai visto la nostra santa città nel signore mi chiamava spesso nel sogno del vento io sono morta i miei occhi brillano lontano il mio corpo crolla e la mia anima sbocca nelle lacrime del mio orfanello di nuovo seminata nel suo tenero centro mein blaues klavier ich habe zu hause ein blaues klavier und kenne doch keine note es steht im dunkel der kellertür seitdem die welt verrohte es spielen sternenhände vier ­ die mondfrau sang im boote ­ nun tanzen die ratten im geklirr zerbrochen ist die klaviatür ich beweine die blaue tote ach liebe engel öffnet mir ­ ich aß vom bitteren brote ­ mir lebend schon die himmelstür ­ auch wider dem verbote il mio piano azzurro a casa ho un piano azzurro ma note non conosco sta all ombra della porta della cantina da quando il mondo è perduto lo suonano quattro mani di stelle ­ la donnaluna cantava nella barca ­ ora danzano i ratti nel cigolio rotta è la tastiera io piango l azzurra morta ah caro angelo aprimi ­ il pane amaro ho mangiato ­ nonostante il divieto a me viva la porta del cielo Über glitzernden kies könnt ich nach haus ­ die lichte gehen aus ­ erlischt ihr letzter gruß wo soll ich hin oh mutter mein weißt du s auch unser garten ist gestorben es liegt ein grauer nelkenstrauß im winkel wo im elternhaus er hatte große sorgfalt sich erworben umkränzte das willkommen an den toren und gab sich ganz in seiner farbe aus oh liebe mutter sulla ghiaia scintillante potessi tornare a casa ­ le luci si spengono ­ svanisce l ultimo saluto di lei dove devo andare o madre mia tu lo sai anche il nostro giardino è morto un grigio mazzo di garofani è buttato nell angolo come nella casa paterna aveva acquistato grande precisione inghirlandava il benvenuto alle porte e si consegnava interamente nel suo colore o cara madre 12

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler versprühte abendrot am morgen weiche sehnsucht aus bevor die welt in schmach und not ich habe keine schwestern mehr und keine brüder der winter spielte mit dem tode in den nestern und reif erstarrte alle liebeslieder spruzzava il rosso della sera al mattino una tenera nostalgia prima che il mondo nella vergogna e nel bisogno non ho più sorelle né fratelli l inverno ha giocato con la morte nei nidi e la brina ha intirizzito tutte le parole d amore so lange ist es her ich träume so fern dieser erde als ob ich gestorben wär und nicht mehr verkörpert werde im marmor deiner gebärde erinnert mein leben sich näher doch ich weiß die wege nicht mehr nun hüllt die glitzernde sphäre im demantkleide mich schwer ich aber greife ins leere quanto tempo è passato io sogno così remota da questa terra come se fossi morta e più non avessi forma nel marmo del tuo gesto la mia vita meglio si ricorda il cammino però mi è ignoto ora mi opprime la sfera scintillante sotto il manto di diamante ma io mi appiglio al vuoto in meinem schoße in meinem schoße schlafen die dunkelen wolken ­ darum bin ich so traurig du holdester ich muß deinen namen rufen mit der stimme des paradiesvogels wenn sich meine lippen bunt färben es schlafen schon alle bäume im garten ­ auch der nimmermüde vor meinem fenster ­ es rauscht der flügel des geiers und trägt mich durch die lüfte bis über dein haus meine arme legen sich um deine hüften mich zu spiegeln in deines leibes verklärtheit lösche mein herz nicht aus ­ du den weg findest ­ immerdar nel mio grembo nel mio grembo dormono le nuvole scure perciò io sono così triste mio bene io devo chiamare il tuo nome con la voce dell uccello del paradiso quando le mie labbra si colorano già dormono tutti gli alberi nel giardino ­ anche l instancabile davanti alla mia finestra ­ frulla l ala dell avvoltoio e mi porta per l aria fin sulla tua casa le mie braccia si appoggiano ai tuoi fianchi per rispecchiarmi nella trasfigurazione del tuo corpo non spegnere il mio cuore ­ tu che trovi la strada ­ eternamente 13

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sull ultima stella la poesia di else lasker-schüler ich säume liebentlang ich säume liebentlang durchs morgenlicht längst lebe ich vergessen ­ im gedicht du hast es einmal mir gesprochen ich weiß den anfang ­ weiter weiß ich von mir nicht doch hörte ich mich schluchzen im gesang es lächelten die immortellen hold in deinem angesicht als du im liebespsalme unserer melodie die völker tauchtest und erhobest sie io costeggio l amore io costeggio l amore nella luce del mattino da molto vivo dimenticata ­ nella poesia tu una volta me l hai detto io so l inizio ­ di me di più non so però mi sono sentita singhiozzare nel canto sorridevano propizi gli immortali nel tuo volto quando tu nell amoroso salmo della nostra melodia i popoli immergesti e poi portasti in alto an apollon es ist am abend im april der käfer kriecht ins dichte moos er hat so angst ­ die welt so groß die wirbelwinde hadern mit dem leben ich halte meine hände still ergeben auf meinem frommbezwungenen schoß ein engel spielte sanft auf blauen tasten langher verklungene phantasie und alle bürde meiner lasten verklärte und entschwerte sie jäh tut mein sehr verwaistes herz mir weh ­ blutige fäden spalten seine stille zwei augen blicken wund durch ihre marmorhülle in meines pochenden granates see er legte brand an meines herzens lande ­ nicht mal sein götterlächeln ließ er mir zum pfande ad apollo È la sera d aprile il coleottero striscia nel muschio fitto ha così paura ­ il mondo così grande i vortici del vento litigano con la vita devotamente placida tengo le mani sul mio grembo vinto di pietà un angelo giocava lieve sui tasti azzurri lontano dissolta fantasia e tutti i pesi dei miei carichi si trasfigurarono leggeri di colpo mi fa male il mio orfanissimo cuore ­ fili insanguinati spaccano la sua quiete due occhi scrutano feriti attraverso il suo involucro di marmo il mare del mio palpitante granato un incendio appiccò nella terra del mio cuore ­ nemmeno il suo divino sorriso mi lasciò in pegno traduzione di nicola gardini 14

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