NATURFOTO MAGAZINE FEBBRAIO 2011

 

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naturfoto magazine e febbraio 2011 n°23 il leopardo delle nevi ì un incontro inaspettato con lo zigolo delle nevi naturfoto magazine e a il leopardo delle nevi la variegata famiglia dalle ali dritte il triangolo dell esposizione 1

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naturfoto magazine il leopardo delle nevi a cura di flavio nobile ci siamo da poco lasciati alle spalle il 2010 significato e proprio per questo dipendenti anno della biodiversità questo tema ha anche dalla sua conservazione riempito le colonne delle riviste e a tal proposito che vi voglio parare di un specializzate dei giornali e dei media in animale che mi auguro non corra genere ricordandoci l importanza che definitivamente il rischio di entrare a far questo termine sta a significare in sintesi parte del grande libro dell estinzione si possiamo dire che la biodiversità è ciò che tratta del leopardo delle nevi o panthera consente il nostro stesso esistere poiché è uncia essendo un animale raro sul quale grazie alla varietà di ambienti e di forme di c è ancora molto da scoprire il cui areale si vita che riusciamo a trarre il nostro estende dalle catene himalayane alla cina quotidiano sostentamento siamo tutti legati occidentale per il momento ho avuto al sistema natura inteso nel suo più ampio 2 l occasione di incontrarlo solo in cattività.

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naturfoto magazine questo fatto può sollevare delle osservazioni di contenuto etico in merito alla gestione della fauna selvatica in ambiente controllato personalmente ho maturato l idea che in alcuni casi se non fosse per queste strutture alcuni degli animali oggi a rischio sarebbero già estinti in natura il più delle volte a causa dell uomo con ciò non voglio certo affermare che un animale stia meglio in un bioparco piuttosto che nel suo habitat a volte però certe misure per quanto possano non piacere si rendono necessarie per poter dare un futuro a determinate specie in seria difficoltà il leopardo delle nevi è una di esse fortunatamente esiste un monitoraggio coordinato da parte degli zoo europei european endangered species program programma europeo per le specie minacciate che riguarda questo felino ed altri animali a rischio di estinzione volto alla salvaguardia della specie e ove le condizioni lo favoriscano anche alla riproduzione in cattività il nostro gattone lo avevo visto solo nei documentari trovarmene due letteralmente davanti ha suscitato in me un immediata emozione con movimenti circospetti li vedo emergere a tratti dalla vegetazione sono di una bellezza particolare simile a quella del leopardo panthera pardus con il quale tuttavia non dovrebbe essere confuso infatti nel suo dna sono scritte informazioni genetiche che fanno ritenere che esso non appartiene al genere uncia bensì al genere panthera la distinzione in ulteriori due sottospecie attende ancora una risposta definitiva recenti studi nel 2007 hanno portato stephen o brien e warren johnson a concludere che due milioni di anni fa c è stata una divergenza genetica dalla tigre panthera tigris con la quale geneticamente parlando il nostro felide sembra avere più caratteristiche in 3

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naturfoto magazine comune rispetto agli altri parenti quali i leoni i giaguari o i leopardi continuo ad osservare e fotografare i due esemplari alternando queste due attività a volte conta di più osservare che scattare immagini i comportamenti ad esempio non possono essere registrati nella loro interezza da un click è necessario vedere lo sviluppo intero dell azione fisso i due leopardi delle nevi i loro passi felpati sono in contrasto con la possenza di questi animali le cui dimensioni sono di tutto rispetto un esemplare adulto può raggiungere i sessanta chilogrammi di peso senza che ciò ne pregiudichi l agilità una perfetta macchina per uccidere come verrebbe descritta dagli attuali documentari ma il leopardo delle nevi è qualcosa di più esso vive in zone impervie che noi umani definiamo impossibili dal punto di vista della sopravvivenza vive e preda in territori dal clima rigidissimo ad altitudini per veri scalatori si hanno notizie di avvistamenti sulla catena himalayana a quote superiori 4 ai cinquemila metri il suo areale seppur ancora non esattamente definito vede presente questo animale già a partire dai novecento metri di altitudine per la parte di territorio che interessa le terre russe e mongole mentre i due esemplari che ho la fortuna di poter osservare da distanze sempre più ridotte si avvicinano mi tornano in mente le sequenze filmate delle loro predazioni in natura le immagini reali si sovrappongono a quelle dei documentari che ho visionato dove l abile felino attacca le sue prede tra cui gli asini selvatici gli yak e i bharal o capre selvatiche note anche come blue sheep tradotto letteralmente pecore blu a causa della colorazione bluastra proveniente dal caratteristico riflesso presente in diversi punti del loro abito invernale la lunga e voluminosa coda maculata del leopardo delle nevi raggiunge i novanta centimetri di lunghezza e viene utilizzata per mantenere l equilibrio durante le predazioni specialmente per affrontare i repentini

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naturfoto magazine cambi di direzione indotti dalla preda in fuga e anche per equilibrare lo sbilanciamento dovuto a terreni di tipo scosceso quell enorme appendice di un essere di metro e mezzo di lunghezza sfila ora in tutta la sua magnificenza davanti a me l adattamento ai climi freddi ha fatto sì che tale estremità non è soggetta a congelamento a differenza di ciò che avverrebbe per uno qualsiasi dei suoi suddetti parenti che dovesse trovarsi a sopravvivere in ambienti così ostili tali caratteristiche anatomiche vengono sfruttate dall animale anche per difendersi dall intenso freddo invernale che il leopardo delle nevi affronta anche grazie alla pelliccia nella stagione avversa essa ha un ruolo fondamentale per l isolamento termico garantito da uno strato di lanugine situato sotto il pelo vero e proprio ho modo di notare come la coda la parte ventrale e la parte inferiore del collo abbiano peli di lunghezza maggiore rispetto al resto del corpo nel suo aspetto generale il 5 manto appare cosparso da disegni scuri,detti rosette che contrastano con il manto grigio chiaro un vestito ideale per confondere le prede su terreni rocciosi nei boschi di betulle o tra i ginepri agevolandolo nel mimetizzarsi alla perfezione ciò garantisce a questo incredibile animale una maggior probabilità di successo quando tende i suoi agguati fallire potrebbe essere sinonimo di morire dalle sue parti ed intanto i due esemplari iniziano a giocare tra di loro rivelando il lato tenero di un formidabile predatore che non riconosce nell uomo una sua potenziale preda non ci tengo a verificare personalmente questa affermazione perché seppure in questo momento appaiono come due gattoni giocherelloni i loro occhi e i loro artigli parlano chiaro ribadendo la loro natura selvaggia uno dei due leopardi delle nevi nota un movimento non troppo lontano le effusioni si interrompono e l atteggiamento cambia radicalmente e improvvisamente il minimo sospetto crea

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naturfoto magazine uno stato di allerta una foglia caduta da un ramo forse percepita con la coda dell occhio ha destato l interesse dell animale che assume il classico atteggiamento di agguato che siamo soliti notare nel gatto domestico in una frazione di secondo il leopardo delle nevi compie un atletico balzo verso la zona dove è caduta la foglia facendomi capire cosa vuol dire trovarsi davanti ad un felino di una certa taglia poche possibilità di vedere l alba del giorno dopo per gli sventurati animali di cui si nutre ciò è reso possibile dalle caratteristiche anatomiche delle zampe simili per struttura a quelle della lince lynx lynx che ho avuto modo di osservare in occasioni precedenti ovvero zampe posteriori più lunghe delle anteriori verificato che non si tratta di una preda la belva rivolge nuovamente le sue attenzioni al compagno riprendendo il gioco da dove era stato interrotto quando l aspetto ludico si trasforma in sentimenti più profondi o se preferiamo lo stimolo dell istinto si attiva nella direzione della perpetuazione della specie i due spasimanti daranno luogo all accoppiamento al quale farà seguito una gestazione della durata di tre mesi o poco più ancora una volta sono le condizioni ambientali che hanno condizionato nella biologia del leopardo delle nevi il momento migliore affinché i piccoli possano nascere in un periodo meno difficile i rigori invernali rendono disponibili i partner tra il mese di gennaio e quello di marzo affinché la cucciolata composta in media da due a quattro piccoli possa godere del tiepido calore del sole primaverile devono essere proprio uno spettacolo se osservati dal vivo dei batuffoli di pelo ed artigli pronti e curiosi di imparare prima il gioco e poi l arte della caccia faranno anche buon uso delle orecchie che in rapporto a quelle dei loro parenti rimarranno piccole anche 6

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naturfoto magazine guerre portano con sé il peggio dell uomo ed in questo caso il bracconaggio nei confronti di queste creature è un eloquente esempio ma per chi volesse rendersi conto ancora meglio ed approfondire la travagliata storia a cui è stata sottoposta questa specie da parte dell uomo consiglio purtroppo di leggere i dati contenuti nel sito internet http www.nabu.de penso alle difficoltà a cui i leopardi delle nevi devono far fronte nella loro difficile vita selvaggia gli spostamenti considerevoli in cerca di cibo le avversità ambientali e il contributo negativo che l essere umano ha portato favorendone la decimazione mi domando se un giorno i bioparchi saranno tristemente gli unici custodi di questo patrimonio nella forma adulta visto il gelo a cui saranno sottoposti meno le parti più esterne sono esposte e minore sarà la dispersione del prezioso calore generato dal corpo un altra ingegnosa soluzione per il graffiante re dei ghiacci vederli rotolare affettuosamente nel terreno mi fa dimenticare le minacce alle quali sono sottoposti questi magnifici animali le attuali stime riportano un numero oscillante a seconda delle fonti tra i seimila ed i settemila esemplari possono sembrare cifre importanti per gli addetti ai lavori tale quantità desta un livello elevato di attenzione ai fini della conservazione della specie oltre al bracconaggio alla diminuzione del suo habitat naturale i leopardi delle nevi devono preservarsi anche dagli eventi bellici come nel caso dell afghanistan dove vivono alcuni esemplari.le pelli di alcuni di essi purtroppo vengono vendute nonostante esista una legge del 2002 che bandisce in senso assoluto la caccia di questa specie le 7 mi domando quanto le leggi che tutelano questi animali si faranno davvero rispettare e se la nostra coscienza sarà capace di fermare in tempo questo scempio il domani è sinonimo di speranza per chi vede il bicchiere mezzo pieno e siccome sperare non costa nulla come nulla vale se rimane solo un concetto diamo sostanza al futuro diffondiamo con qualunque mezzo l importanza del rispetto della natura e sosteniamo con azioni concrete tutti coloro che si impegnano in questa direzione un giorno che potrebbe essere appunto già domani potremmo essere noi quelle persone basta semplicemente iniziare ad interessarsi di questi problemi specialmente con le nuove tecnologie che ci mettono in contatto con tante associazioni composte da individui sensibili come noi basta volerlo ma davvero foto © flavio nobile scrivi all autore nobile@naturfoto.it

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naturfoto magazine e la variegata famiglia dalle ali dritte a cura di federica cenci si fa presto a dire grillo siete proprio sicuri che quello che saltella allegramente nel prato proprio sotto il vostro naso non sia una cavalletta o una locusta come orientarsi come decidere eppure sono insetti che ci sono molto familiari che appartengono al nostro immaginario collettivo ai ricordi delle assolate scampagnate estive e delle tranquille serate all aperto alle favole che ci raccontavano da bambini allora è proprio il caso di fare un po di ordine e di capire come stanno le cose come è facile 8 immaginare grilli cavallette e locuste sono parenti stretti la somiglianza e purtroppo anche la confusione che ne deriva non sono poi così casuali appartengono tutti all ordine degli ortotteri agli insetti dalle ali dritte la caratteristica più evidente che li accomuna infatti è quella di possedere due paia di ali ben dritte e allungate la coppia superiore dura e coriacea le elitre o tegmine quella inferiore sottile e membranosa che se ne sta ben protetta sotto il primo paio questo simpatico gruppetto di insetti

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naturfoto magazine conta appena 15.000 specie e sono diffuse in tutte le aree calde tropicali e nella zone temperate del pianeta dove è possibile trovarli nelle aree più disparate dal livello del mare fino ad altezze piuttosto elevate un ordine così variegato da includere individui alati e privi di ali insetti di piccole medie e anche grandi dimensioni dalle livree perfettamente mimetizzate con l ambiente circostante o caratterizzate dai colori più brillanti un gruppo insomma dove ce n è praticamente per tutti i gusti diamo prima di tutto uno sguardo in generale agli appartenenti a questo ordine così vasto e riccamente popolato gli ortotteri possiedono un capo dotato di antenne di forma e di lunghezza variabile a seconda delle specie e di due occhi composti bel sviluppati che arrivano ad occupare talvolta buona parte della testa la bocca è dotata di robuste mandibole provviste di denti che formano un apparato masticatore adatto ad una dieta variata gli ortotteri possono divorare infatti con facilità foglie o intere coltivazioni di frumento durissime radici vermi piccoli insetti ma anche individui della loro stessa specie sul torace molto ben sviluppato si trovano inserite sia le due paia di ali che le tre paia di zampe usate per le attività più disparate le zampe anteriori infatti possono essere utili per spostarsi per scavare il terreno o per procurarsi la preda quelle posteriori invece grandi e robuste sono per lo più adatte al salto caratteristica che un tempo è valsa a questo ordine l appellativo di saltatori l addome infine è formato da undici segmenti e negli esemplari di sesso femminile presenta all estremità un ovopositore dalla forma e dalle dimensioni variabili in grado di deporre le uova dentro i tessuti vegetali o nel terreno al termine dell accoppiamento infatti la femmina colloca le proprie uova nelle piante in apposite buche scavate nel 9 e suolo o in particolari involucri le ooteche che la femmina fabbrica con una sostanza secreta da apposite ghiandole e frammenti di terriccio dalle uova escono poi le neanidi i nuovi nati della specie hanno già l aspetto dell individuo adulto salvo che per le dimensioni ridotte e per l assenza di ali attraverso una serie di metamorfosi le forme giovanili arriveranno nel corso di un anno ad assumere tutte le caratteristiche di un insetto adulto pronti a ricominciare il ciclo della riproduzione e della vita la caratteristica peculiare di questi insetti rimane comunque la capacità di produrre il loro inconfondibile canto i suoni

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naturfoto magazine e vengono generati dallo sfregamento del primo paio di ali fra loro o contro i femori posteriori generalmente è una caratteristica maschile ma in alcune specie l apparato stridulante è presente anche sugli individui di sesso femminile questo ordine così vasto dagli esemplari tanto numerosi si divide prima di tutto in due sottordini gli ensifera e i caelifera tra i primi sono compresi i cosiddetti grilli mentre nel secondo contiamo le ben conosciute cavallette e le locuste gli ensifera sono caratterizzati da antenne lunghissime arrivano ben oltre la metà del corpo anzi nella maggior parte dei casi sono più lunghe del corpo stesso le femmine possiedono un ovopositore molto lungo vistoso dalla caratteristica forma a sciabola o a spada e sentono con le tibie il loro organo uditivo è infatti posto sulle tibie delle zampe anteriori mentre emettono il loro caratteristico richiamo sfregando tra loro le ali dure e coriacee tegmine che costituiscono il loro apparato sonoro stridulante questo gruppo è composto da specie fra loro molto eterogenee capaci di vivere nel deserto o fra le canne di bambù nelle grotte o direttamente sotto terra nelle abitazioni umane o nelle tane di piccoli roditori il loro habitat di elezione rimangono comunque le aree verdi ricche di piante anche se non è difficile trovarli in montagna anche ad altezze considerevoli amano ovviamente il caldo come la maggior parte degli insetti ma raramente manifestano la tendenza a riunirsi perché in genere preferiscono vivere isolati nel vasto sottordine degli ensifera sono da annoverare tre importanti famiglie i grillotalpidi i grillidi e i tettigonidi nella prima famiglia possiamo trovare il grillotalpa una specie molto nota che ama vivere nei terreni umidi e fertili dove si mimetizza bene grazie ad una livrea bruno scura qui è in grado di scavare imponenti gallerie da ciò l appellativo di talpa sfruttando le possenti zampe anteriori 10 provviste di apposite sporgenze

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naturfoto magazine acuminate in grado di perforare non solo diverse specie di tuberi ma anche le radici più dure che all occorrenza possono diventare anche una buona fonte di nutrimento anche se la sua dieta è prevalentemente a base proteica alla famiglia dei grillidi appartengono invece i grilli propriamente detti hanno un corpo massiccio di un bel nero lucente e sono dotati di ali più corte rispetto agli appartenenti allo stesso ordine amano i terreni aridi dove scavano piccole buche in cui si rintanano al primo accenno di pericolo e dove depongono le proprie uova amano vivere isolati e seguono una dieta prevalentemente vegetariana a base di foglie frutti semi e radici preferiscono vivere di notte quando il loro canto inconfondibile diventa la colonna sonora delle nostre serate estive mentre di giorni rimangono nascosti nelle loro tane dalle quali escono solo al tramonto appartengono infine alla famiglia dei tettigonidi specie dalla dieta particolare parte di essi è infatti vegetariana parte si e nutre di insetti ma non mancano casi di specie dove viene praticato il cannibalismo le loro abitudini alimentari però procurano per fortuna danni limitati solo alle coltivazioni però poiché queste cavallette talvolta dalle abitudini gregarie amano nutrirsi delle foglie di vite di tabacco di frumento e di foraggio il sottordine dei caelifera si caratterizza invece per annoverare individui con ali corte ovopositori piccoli non evidenti e in grado di sentire questa volta con l addome il loro organo uditivo è infatti posto nel primo segmento addominale mentre il loro apparato stridulante è composto dal tegmine e dai femori delle zampe posteriori queste specie amano i terreni aridi e incolti hanno un regime alimentare prevalentemente vegetariano e alternano momenti di vita solitaria a momenti di pericolosa socialità a questo sottordine appartiene infatti la famiglia degli acrididi la famiglia più numerosa e diffusa tra gli ortotteri che annovera tra i suoi membri più di una specie 11

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naturfoto magazine caratterizzata da una fase gregaria questi insetti infatti quando le condizioni ecologiche dell habitat in cui vivono diventano avverse per la sopravvivenza della specie si riuniscono in grandissimi gruppi favoriti nella loro formazione dalla continua produzione dei feromoni di aggregazione e si spostano in massa alla ricerca di nuove aree adatte per la nutrizione e la riproduzione È così possibile osservare sciami imponenti di locuste che si spostano in africa e in asia arrivando talvolta anche nelle regioni e dell italia meridionale sfruttando le correnti aeree favorevoli pronte a colonizzare nuovi territori con gravi conseguenze purtroppo per l agricoltura e le coltivazioni per le quali questi simpatici insetti si trasformano in un vero e proprio flagello biblico scrivi all autore folaga@naturfoto.it foto © federica cenci e diego pelliccia vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi forma dei contenuti del presente documento senza il consenso scritto degli autori 12

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naturfoto magazine i ferri del mestiere e il triangolo dell esposizione a cura di diego pelliccia spesso sentiamo parlare di sensibilità iso apertura del diaframma e tempi di esposizione ed in certi siti web dove vengono inviate le fotografie degli utenti troviamo inseriti come informazione aggiuntiva alla foto una serie di dati che in gergo vengono nominati i dati di scatto che indicano certi valori di quella foto inviata in questi dati si tende a mettere in evidenza oltre al modello di reflex e di ottica che sono stati utilizzati anche il valore dell apertura del diaframma il tempo impostato e la sensibilità iso ma perché sono così importanti questi dati a cosa serve leggere certe informazioni se abbiamo di fronte la foto finita un motivo c è ed è anche importante infatti questi tre valori iso più il valore di apertura del diaframma più il tempo di scatto formano il famoso triangolo dell esposizione vedremo come questi tre elementi siano direttamente collegati tra loro e come al variare di uno non solo varieranno anche gli altri ma si avranno particolari effetti sulla foto scattata questo rapporto che esiste tra i valori di sensibilità iso diaframma e tempo di scatto si dice reciprocità ogni scatto è il frutto di una combinazione tra sensibilità iso apertura del diaframma e tempo di scatto che vengono impostati per ottenere la giusta esposizione per ottenere una esposizione corretta cosa fondamentale nella fotografia possiamo affidarci 13 totalmente alla nostra reflex quindi lavorando in automatico oppure scegliendo tra le varie modalità di scatto p a s m che come abbiamo visto nel numero precedente del magazine di naturfoto.it lasciano al fotografo una certa libertà se non siamo molto esperti è suggeribile utilizzare la modalità automatica dove abbiamo sempre una combinazione tra i valori del triangolo dell esposizione ben bilanciati e la macchina sceglierà sempre il migliore compromesso dando la possibilità di scattare in qualsiasi situazione o almeno nella maggior parte dei casi ma non ci darà nessuna possibilità di aggiungere alle nostre foto il nostro lato artistico se invece vogliamo che le nostre foto siano caratterizzate dal nostro stile personale dobbiamo assolutamente intervenire sulla reflex scegliendo tra le varie modalità di scatto quella che più si addice alle nostre esigenze e dopo aver composto la scena possiamo premere il pulsante di scatto e far si che la foto venga definitivamente registrata sappiamo bene perché ne abbiamo parlato nei precedenti numeri del magazine che per indicare un valore di apertura del diaframma utilizziamo la lettera f e che più il valore è piccolo più è aperto il diaframma sappiamo anche che per indicare un tempo di scatto usiamo una proporzione che indica l intervallo di

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naturfoto magazine i ferri del mestiere tempo in secondi durante il quale l otturatore rimane aperto e sappiamo infine che la sensibilità iso viene indicata da valori che vanno da 100 a 6400 in alcune reflex professionali si arriva a valori molto più alti abbiamo detto che questi valori interagiscono tra di loro secondo un ceto legame il triangolo dell esposizione vediamo come funziona supponiamo di avere impostato una sensibilità iso 200 e che il nostro valore di apertura del diaframma è di f/2,8 e che il tempo di scatto è di 1/250 un duecentocinquantesimo di secondo e che questa sia la giusta combinazione per una corretta esposizione ma lo scatto presenta una ridotta profondità di campo che fare per aumentare la profondità di campo dobbiamo necessariamente aumentare il valore di apertura del diaframma portandolo ad un valore pari a f/4 cioè lo chiudiamo di uno stop mantenendo invariato il valore della sensibilità iso noteremo una diminuzione del tempo di scatto da 1/250 a 1/125 anche questa è la giusta combinazione per una corretta esposizione certo infatti chiudendo il diaframma avremmo una minore quantità di luce che passa quindi per mantenere lo scatto correttamente esposto dobbiamo aumentare il tempo di scatto per permettere a quella luce di raggiungere in modo adeguato il sensore come fare allora a mantenere un valore di apertura del diaframma e e contemporaneamente ad aumentare i tempi di scatto molto semplice basta agire sulla sensibilità iso aumentandola di uno stop questa modifica prendendo come riferimento il primo esempio darà vita alla seguente combinazione diaframma f/2,8 tempo di scatto 1/500 iso 200 e facile capire che abbiamo una grande quantità di opportunità diverse per mantenere la nostra esposizione corretta e proprio perché la fotografia è anche arte dobbiamo cercare sempre di sfruttare al meglio le possibilità che ci offre se volgiamo un soggetto più presente nella scena dobbiamo diminuire i valori dell apertura del diaframma per diminuire la profondità di campo e rendere lo sfondo più sfocato se invece vogliamo fare un paesaggio dove tutto quello che riprendiamo sia perfettamente a fuoco dobbiamo necessariamente aumentare il valore dell apertura del diaframma così come se vogliamo riprende il gesto atletico di un ginnasta dovremmo assolutamente diminuire i tempi di scatto per cercare di congelare l attimo renderlo ben dettagliato aumentare la sensibilità iso ci permette di avere a parità di diaframma tempi più veloci ma attenzione ad alzare troppo la sensibilità iso perché relativamente si farà vedere del rumore digitale bene adesso dobbiamo solo uscire di casa con la nostre reflex e sperimentare le varie combinazioni divertendoci fino a trovare il nostro stile scrivi agli autori folaga@naturfoto.it 14

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naturfoto magazine vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi forma dei contenuti del presente documento senza il consenso scritto degli autori gli amici di naturfoto ti aspettano sul forum per discutere ammirare e condividere insieme le emozioni che la natura ci regala attraverso l immagine e la fotografia visita il nostro sito http www.naturfoto.it 15

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