BIVACCO 2013-2014

 

Embed or link this publication

Description

il giornale annuale del CAI di Vestone

Popular Pages


p. 1

IL BIVACCO n. 32° ANNO 2013 A cura del Cai di Vestone

[close]

p. 2

PAROLA DI... REGGENTE! Un altro anno…… Rieccomi qui, come ogni anno, a tirare le conclusioni delle nostre attività. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso anche quest’anno di portare avanti le iniziative, che erano state messe in programma, e di far fronte alle varie collaborazioni che sono sorte man mano con altri enti e associazioni (vedi Comuni, società sportive, altri CAI) che non solo consentono momenti di aggregazione, ma servono anche per farci crescere e allo stesso modo di farci conoscere anche in altri ambiti. Ho visto un’ottima partecipazione alle gite, impegnative e non, ciò dimostra che con un po’ di tenacia e spirito di sacrificio ogni traguardo può essere raggiunto. La nostra palestra di arrampicata sta andando bene ed è sempre in fase di espansione, ciò significa che è gradita e il nostro lavoro è proficuo. La gara di ski roll, che ogni anno organizziamo nel mese di ottobre, è una delle più partecipate e ricche. Speriamo di continuare sempre così; non è facile, ma con l’aiuto di tutti si possono superare anche gli ostacoli più alti. Ricordo che il prossimo anno ci sarà il rinnovo del consiglio direttivo, pertanto invito tutte le persone, che volessero entrare a far parte del nostro gruppo, a dare la propria adesione così da poter insieme lavorare e realizzare con nuove idee qualche cosa di nuovo. Concludo augurandovi un Santo Natale e un Felice anno nuovo e buone passeggiate a tutti. Il Vostro Reggente Zanolini Edoardo IL REGGENTE 2

[close]

p. 3

TESSERAMENTO SOCI 2014 Socio ordinario Socio familiare Socio giovane (fino ai 16 anni compiuti) Quota tessera socio nuovo Cambio indirizzo € 45,00 € 27,00 € 18,00 € 5,00 € 2,00 All’atto del rinnovo del tesseramento o della nuova iscrizione, il socio sarà automaticamente assicurato con una polizza infortuni che prevede i seguenti massimali: Caso morte Caso invalidità permanente Spese mediche €. 55.000,00 €. 80.000,00 €. 1.600,00 Il socio potrà richiedere una copertura infortuni che prevede dei massimali più alti, versando una quota aggiuntiva di €. 4,00. I massimali di detta polizza sono i seguenti: Caso morte Caso invalidità permanente Spese mediche €. 110.000,00 €. 160.000,00 €. 2.000,00 N.B. L’ASSICURAZIONE INFORTUNI COPRE SOLAMENTE LE ATTIVITÀ SOCIALI ORGANIZZATE DAL CAI. IL TESSERAMENTO DÀ INOLTRE DIRITTO ALLA “POLIZZA SOCCORSO ALPINO” CHE COPRE, OLTRE ALLE ATTIVITÀ SOCIALI ORGANIZZATE DAL CAI, ANCHE LE ATTIVITÀ A TITOLO PERSONALE Per motivi di copertura assicurativa affrettatevi a rinnovare la tessera. Per i soci nuovi la copertura assicurativa decorre non prima di quindici giorni dalla data del tesseramento. Ai soci ordinari verranno spedite le pubblicazioni mensili “La rivista del Cai” e “Lo Scarpone” ANDAMENTO ASSOCIATI 1999-2013 SOCI ORDINARI 263 258 269 253 247 243 243 245 230 222 227 237 243 248 273 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 TOTALE SOCI 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 TESSERAMENTO SOCI 3 SOCI SOCI FAMILIARI GIOVANI 247 34 32 30 28 19 17 17 90 376 14 14 13 12 11 12 91 13 89 85 83 83 84 77 67 68 76 81 84 89 360 350 356 348 345 342 330 326 329 333 335 349 362 388 97 18

[close]

p. 4

Quest’anno ha raggiunto il 50° anno di appartenenza al Cai di Vestone: Albertini Arturo I seguenti soci hanno raggiunto il 25° anno di appartenenza TRAGUARDI 4 al Cai di Vestone: Boni Luigi Capretti Ferdinando Rizzardi Ersilia Scalvini Maurizio Seccamani Giuseppe

[close]

p. 5

IL RITORNO Tornare ancora al lago della Vacca? Fino a questa estate ci avevo pensato poche volte. I motivi di questa dimenticanza sono parecchi. Dopo il ferragosto però, leggendo dell’inaugurazione del nuovo percorso, è scattata la molla. Gli “ingranaggi” della memoria si sono riavviati, mettendomi addosso una frenesia contagiosa. Ho cominciato a chiedere agli amici se erano già passati per il nuovo sentiero, se pensavano di provarlo prima dell’autunno, se…, se…, se mi facevano compagnia a ritornare lassù. In questi tempi, specialmente per certe categorie di persone (leggi noi pensionati), si pensa che sia noioso arrivare a sera. Invece, quando si programma qualche gita in tre o quattro, la prima data pensata bisogna variarla più di una volta per i tanti impegni che abbiamo. Riuscito a conciliare la disponibilità di tutti, si decide per venerdì 6 settembre. I benevoli accompagnatori sono stati: Paola Dusi, Nicoletta Pilotti, Roberto Zanaglio, Alvaro Busi, mio nipote Alessandro e il suo amico Edoardo Dusina. Arrivati a Malga Cadino, dopo due micro inghippi, siamo partiti con un buon passo. La prima piacevole sorpresa è stata quella di non essere soli; c’erano altri gruppi di persone: allegri giovani, famiglie, solitari adulti. (Al rifugio, a pranzo, eravamo in 29). Il cielo non era limpidissimo, il Blumone era avvolto dalla nebbia, la temperatura gradevole, la strada fino alla Corna Bianca in buono stato. Il sole, prenotato giorni prima, ha mantenuto l’impegno e si è presentato puntuale. Non vedevo il lago dal 19/12/2004. Tutto questo tempo però non ha scavato un grande solco nella memoria. La sensazione dentro di me è che fossero passati solo pochi mesi. Inizia dalla Corna Bianca il tratto restaurato e ridisegnato. Per il lavoro fatto non sono sprecati complimenti e ringraziamenti a chi ha lavorato così tanto e bene. Penso che la lunghezza del percorso non sia cambiata tanto. È il piano di calpestio che ti fa risparmiare la fatica , rispetto al tracciato di prima. Ora, dove appoggi i piedi, non c’è più bisogno di aggiustamenti; dove li metti, sono sempre al posto giusto. Man mano che salivo, un turbinio di ricordi, quasi tutti positivi, mi assaliva. Quanti visi sorridenti mi sono ripassati accanto! Quanti richiami e inviti per osservare scorci di cielo, spigoli verticali, creste frastagliate in mezzo alla nebbia! Ripensavo al piacere che si provava durante le soste, quando si faceva colazione. Nei primi anni andava benissimo pane e salame, formaggio e un buon sorso di vino. Oggi ci sono le barrette, gli integratori, le vitamine A,B,C etc etc. Con l’aumento della quota cresceva, dentro ai ricordi, anche la percezione, la nitidezza dei CAMBIAMENTI 5

[close]

p. 6

particolari: i colori degli zaini, la tinta unita delle braghe, i quadrettini delle camicie, i vari tipi di scarpette e scarponi. Ho risentito tante voci col tono e il timbro di ognuno, tanto veritiero da farmi girare la testa per localizzare dove si erano fermati. Gli occhi giravano continuamente alla ricerca di quel sasso tanto particolare, di quei fiori splendidi, di quella marmotta ferma in posizione di sentinella, di quel gregge di capre e pecore mimetizzato in mezzo ai grossi sassi. Solo la “Vacca” ha perso qualcosa. Sul tracciato vecchio si arrivava da sotto, quasi in verticale. Ora si arriva in piano e la signora Mucca ci mostra il posteriore, sembra proprio un sasso. Il tuffo al cuore nel vedere l’azzurro lago mi ha messo i brividi come quando realmente ci tuffiamo nell’acqua fresca. La scusa di un posto più bello per una inquadratura migliore l’ho cercata per nascondere lacrime di gioia. Un altro tuffo l’ho provato nel passare sull’uscio del vecchio rifugio Gabriele Rosa. Anche lì ho pensato ai tanti amici, parenti e conoscenti, compagni di tante serate gratificanti. Il rifugio Tita Secchi m’è parso ancora più bello, anche se era ingabbiato dai tubi del cantiere per lavori di manutenzione. Pranzo in allegria, poi la partita a carte. (Quando c’è il Roberto, non ci sono scuse valide per non giocare). Qualche battuta spiritosa e zaino in spalla. Il ritorno è stato ottimo. Arrivato alle macchine senza nessun dolore né sintomi negativi, mi è venuto spontaneo rigirarmi verso l’alto e gridare “ARRIVEDERCI”. Vestone, ottobre 2013 Franco Facchetti CAMBIAMENTI 6

[close]

p. 7

Albo d’oro ski-roll (Nozza - Belprato) 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Chiarini Giorgio Moreschini Costanzo Penasa Gianni Penasa Gianni Pasini Fabio Bianchi Eugenio Masiero Guido Bianchi Eugenio Bianchi Eugenio Masiero Guido (Mazzano) (Pejo) (Val di Sole) (Val di Sole) (Bergamo) (Brianza ski roll e sci club Leffe) (Gruppo sportivo Hartman) (Brianza ski roll e sci club Leffe) (Brianza ski roll e sci club Leffe) (Sci club Montebelluna) 31:56:49 28:55:67 28:23 27:40:03 24:16:00 27:45 28:52 27:10 26:48 29:08 SKI-ROLL 2012 7

[close]

p. 8

Cronaca di una bella giornata di sport La “Nozza/Belprato”, gara in salita di skiroll con partenza in linea, è divenuta ormai una classica del calendario della specialità. L’evento ha compiuto il suo decimo compleanno e come sempre è stata una festa . Il C.A.I. di Vestone (BS), organizzatore esperto e attento, ha dato il meglio di sé, ripagato da una giornata di sole e da una partecipazione record di atleti, sia in termini numerici che qualitativi. Era presente anche il neo campione del mondo di skiroll, Eugenio Bianchi, presentatosi al via con il dichiarato intento di frantumare il record del percorso, vecchio ormai di qualche anno, e di accaparrarsi, così, l’invitante premio in palio per l’impresa. Ma torniamo a me, Guido, e alla mia famiglia, Claudia e Riccardo, rispettivamente mamma e figlio undicenne, tutti malati di sport, tutti atleti amatori, sfegatati per lo skiroll, quando non c’è la neve, e per lo sci di fondo, quando arriva la bianca coltre. Anche quest’anno la nostra programmazione gare non poteva prescindere dalla ”Nozza/Belprato” e così è stato. Ci piace questa manifestazione, ci è sempre piaciuta, perché ha dei connotati ben precisi e particolari, che la rendono diversa dalle altre e decisamente piacevole. Una delle cose più interessanti è la partenza pomeridiana della competizione, che consente ai partecipanti di dormire al mattino, di alzarsi con calma, addirittura di mangiarsi un piattino di pasta, calcolando i tempi di digestione, di fare il viaggio per portarsi “in loco” con tutta tranquillità, senza rischiare multe salate per eccesso di velocità. Alle 13,30 siamo a Nozza. Iscrizioni (costi molto contenuti, per la verità), ritiro dei pettorali e del pacco gara, la piacevole sorpresa di trovarvi dentro addirittura un confortevole sacco-a-pelo. Poi il controllo della propria attrezzatura da gara, la ricognizione del percorso, l’incontro con gli amici e gli avversari di sempre, le chiacchere , gli sfottimenti e le battute che stemperano l’immancabile tensione della sfida imminente. Gli organizzatori portano Riccardo, con tutti gli altri ragazzini, quattro km più in alto, dove è prevista la loro partenza in contemporanea con la nostra. Alle 14,50 tutti gli atleti sono schierati, pronti per il via. Le “donne” partono da sole un po’ più avanti di noi, in seguito ad una decisa proposta di Claudia. La cosa desta l’approvazione generale, da parte delle stesse donne per motivi di incolumità, da parte maschile per motivi puramente “estetici”. Percorso asciutto, perfettamente pulito, assolutamente divertente per le continue curve, controcurve, tratti boscati e zone aperte. Il panorama è molto bello e la salita si inerpica a mezza costa, con qualche insidioso cambio di pendenza, che ogni anno, anche tra i forti, manda in crisi qualcuno. Il via alle 15 precise per tutte le categore. Si può stare tranquilli, tagliare SKI-ROLL 2013 8

[close]

p. 9

le curve, cercare le traiettorie migliori, perché il percorso è completamente chiuso al traffico. La sicurezza è uno dei fiori all’occhiello degli organizzatori. Ogni incrocio, ogni immissione, ogni frazione che si lambisce è presidiata da personale attento e competente. I primi schizzano via alla partenza e tra questi ci sono anch’io. Negli ultimi anni, in qualche modo, sono sempre riuscito a salire sul podio e quindi non posso non riprovarci anche quest’anno. Il ritmo è elevatissimo, imposto da un Bianchi scatenato, forse anche troppo scatenato. Così ho pensato, mentre ,con gli occhi fuori dalla testa, ho dovuto lasciarlo andare. Il gruppo si sfilaccia e si sgrertola in un paio di chilometri. Mi ritrovo inaspettatamente secondo, da solo, con un discreto vantaggio sul terzo. Comincio a pensare che forse il podio assoluto è alla mia portata e aumento l’andatura, anche perché vedo non troppo lontano Eugenio che pare avere rallentato. La sensazione è esatta e quando manca poco più di un chilometro alla fine, lo aggancio , lo supero e lo stacco. Non posso crederci! Mi ritrovo in testa e vado a vincere la gara che più mi piace di tutto il calendario dello skiroll. Posso addirittura godermi, senza troppi patemi, lo spettacolare arrivo nella piazzetta lastricata dell’antico bellissimo borghetto di Belprato, accolto dagli applausi del numeroso pubblico in attesa. Attendo , ancora incredulo l’arrivo degli amici/avversari e l’arrivo di Claudia che per un soffio coglie la medaglia di legno tra le donne. Stessa posizione per Riccardo, che però, si ritrova davanti atleti ben più vecchi e sviluppati di lui. E’ stato anche troppo bravo! Ci cambiamo in fretta nello spogliatoio, perché da adesso in poi c’è la parte più interessante di tutta la manifestazio, una vera cuccagna per tutti, atleti e accompagnatori, offerta dal Comitato Organizzatore. Castagne arrostite al momento, bevande e vini di ogni genere, un buffet ricchissimo di meravigliosi prodotti locali e dolciumi casalinghi. Si mangia e si beve ,mentre ci si saluta, ci si rirova, si parla della gara e dei prossimi impegni, si conosce qualche nuovo amico. Una vera festa dello sport. Poi le premiazioni, ricchissime. Cestoni pieni di ogni ben di dio, altro che medaglie e coppe! E poi, lasciatemelo dire, la soddisfazione, alla mia veneranda età , di essere sul gradino più alto del podio e di aver scritto il mio nome sull’albo d’oro di questa splendida manifestazione. Ciao a tutti e all’anno prossimo…….. Guido Masiero 9

[close]

p. 10

SKI-ROLL 2013 A: “fb.caivestone@gmail.com” “Ho fatto quasi (quasi!!) più fatica a portare il cesto che ad arrivare in cima! Grazie Cai Sottosezione di Vestone! - presso Vestone (BS).” Erika Bettineschi prima classificata 10

[close]

p. 11

CAMBIO DI PROSPETTIVA In questi ultimi quattro anni ho riscoperto la bicicletta, ma mi sono reso conto di apprezzare anche la salita e la cosa mi preoccupa un pochino. Ripensando a tutta la mia “carriera di montagna”, l’avvicinamento non è mai stato la mia parte preferita, anzi sinceramente l’ho sempre detestato, eppure mi accorgo di progettare i miei giri pensando anche ad una piacevole parte ascendente. Spesso però mi domando, quando le gocce di sudore scendono dalla fronte alla punta del naso per poi cadere sul tubo della bicicletta: perché mi piace? Forse perché sotto sforzo il cervello rilascia grandi quantità di dopamina (la molecola del benessere) o perché i muscoli in attività richiamano molto sangue e di conseguenza il mio unico neurone soffre di ipossia e vede lo yeti. Inoltre le salite regolari e scorrevoli favoriscono la coordinazione muscolo-respiratoria e si entra in uno stato nel quale il corpo si autogestisce, favorendo il libero vagare della mente. Salendo quindi si pensa, e a volte l’argomento è il mezzo che ci porta e le sue caratteristiche. Essa mi consente di gestire il mio scarso tempo libero e di sfruttarlo al massimo, infatti posso partire da casa e pedalare per quanto mi è concesso dai miei impegni. Se ho tre ore, scelgo un percorso che mi consenta di rientrare entro l’ora concordata; se ho sei ore, mi godo un sentiero più lungo; se ho il rientro libero, sto sognando. Non necessita di preparazioni complicate, zaini da riempire, sci da preparare, amici da chiamare; è la cosa più semplice da fare a parte il camminare, ma rispetto a questo consente un raggio d’azione più ampio ed è più divertente in discesa. Non sono necessari compagni di cordata e questo porta alla libertà assoluta, perché da soli si può partire quando si vuole, andare dove si vuole, fermarsi a mangiare quando si ha fame, essere in anticipo o in ritardo, non si discute con nessuno. Nel caso di dubbi sulla giusta direzione da imboccare ad un incrocio, la decisione viene presa democraticamente; d’accordo io d’accordo tutti… Il più lento della compagnia sei tu, ma ti aspetti senza fare storie, e non ci sono pensionati da cinquemila chilometri all’anno da inseguire fino a farti scoppiare le coronarie. Sono ammessi rumori corporali ed esalazioni varie; al massimo scappano i cinghiali… Eventuali esagerazioni nel racconto delle nostre prestazioni non possono essere smentite. Sono quindi un orgoglioso solitario, non so se per scelta mia o di mia moglie, però mi è capitato per ben tre volte di partecipare alle gite ciclo escursionistiche del CAI e devo dire che ci sono alcuni aspetti positivi nell’andare in giro in compagnia. Il calendario delle gite, per esempio, viene inviato ai soci con largo anticipo, quindi ho quei tre- quattro mesi necessari per avere il “nulla osta alla partecipazione” dalla famiglia. Si possono condividere con altre persone le difficoltà del percorso, i momenti di crisi e quelli PENSIERI SU DUE RUOTE 11

[close]

p. 12

divertenti e si scopre che i pensionati hanno compassione e ci aspettano e che gli stormi di tafani, che attendono i ciclisti nel punto più ripido e lento della salita, si spartiscono i partecipanti, perciò vengo morso molto meno rispetto a quando sono solo. E’ rappresentato ogni tipo di praticante, da quello supertecnologico e depilato a quello ruspante con la bici vissutissima, quindi non ci si sente mai fuori posto. Non servono cartine, descrizioni o gps, perché ci si affida ad un responsabile che conosce il percorso e non è mai successo a memoria d’uomo che una gita del CAI sbagliasse strada, anche se ricordo un’occasione in cui sono stati persi la metà dei partecipanti, Purtroppo il ristorante era stato già prenotato e, per non fare brutta figura, ci è toccato mangiare anche la loro parte di spiedo e bere tutto il vino. Come al solito però il pranzo era pianificato nel punto più alto del giro, quindi a seguire… discesa!!! Insomma si parte a cuor leggero e anche lo zaino si può alleggerire di qualche chiave o ricambio, sperando che gli altri non facciano la stessa pensata, altrimenti ci troviamo in venti e nessuno che ha la camera d’aria di scorta. Infine si può chiacchierare, si raccontano le proprie avventure e si ascoltano quelle degli altri, si parla di giri fatti e di quelli da fare e si imparano nuovi sentieri. In buona compagnia. PENSIERI SU DUE RUOTE Fabio Zambelli 12

[close]

p. 13

IL CAI DI…VINO! Il Cai di Vestone è come il vino: DOC (come Franco e il reggente Edoardo), corposo (come Claudio e Sergio), gagliardo (come il gruppo degli alpinisti), deciso (come Adriano ed Erika), amabile (come Gianni, Rina, Giambattista), frizzante (come Elena, Rosella e Romina), effervescente (come Mara V. e Sabrina), novello (come Francesco, Alberto ed Elia), allungato (come Roberto), verdicchio (come la mia carnagione al sopraggiungere degli acciacchi dell’età), acido come…… invecchiato come….. , ma soprattutto migliore con l’età (come Graziella). Non è di tutti i giorni avere a che fare con un gruppo così di…vino! Per l’allegria che mi trasmette e per la buona scelta degli itinerari proposti, quest’anno il mio entusiasmo è ritornato quello degli inizi, quando sulla mia tessera erano appiccicati solo alcuni bollini. Ora ne ho ben 22… Per me entusiaaspettare già smo vuol dire da metà settimana la gita della domenica, telefonare alle amiche per prendere accordi sulla torta o sulla frittata da preparare, sperare di non avere impegni o intoppi di salute proprio in quella data. Entusiasmo vuol dire leggere con attenzione l’itinerario con tanto di fotografia, che “magicamente” in quest’epoca tecnologica trovo nella casella di posta elettronica, con un semplice “clic”. Entusiasmo anche nel maledire la appena elogiata tecnologia, quando annuncia temporali e grandinate proprio in quel giorno. Nel mese di maggio mi è piaciuta moltissimo la gita panoramica all’Eremo di Sant’ Emiliano che da Lodrino mi ha fatto percorrere il suggestivo crinale che fa da confine tra il versante valtrumplino e quello valsabbino. Purtroppo le cattive condizioni del tempo non ci hanno permesso di arrivare in Degagna, partendo da Vestone e salendo verso il Colmo, monte che, aprendo le imposte di casa mia, saluto ogni mattina. Con esso ho un rapporto di amore-odio: amore perché mi consente di fare brevi camminate pomeridiane; odio poiché per circa tre mesi all’anno impedisce al sole di fare capolino nella gelida Via Santa Lucia, che fa concorrenza alla famosa località “la brina”. In giugno è stato davvero piacevole percorrere il “Sentiero del luf”, con partenza da Muslone, caratteristico paesino sulle pendici del lago di Garda. Gli splendidi scorci sul lago, la vegetazione mediterranea ricca di profumi penetranti, il tiepido sole che nella Valle Sabbia non si era ancora fatto sentire, la ricca merenda a conclusione della gita (poiché, quando sono capogita il Gianni e la Rina o ci mette lo zampino la Marica, ci si può aspettare di tutto, dalla gallina lessa al “patatonno”), mi hanno dato emozioni. Ritengo una bella idea anche la “gita gemellaggio” col Cai di Bagolino, quest’anno sul Monte Carena , partendo dalla Chiesa di San Rocco a Bagolino, per una conoscenza reciproca e uno scambio di esperienze con i vicini di casa. Ricorderò anche in modo indelebile, sia per le vesciche ai piedi sia per il suggestivo e variegato panorama, l’escursione in Corna Blacca che ha cominciato IL GRUPPO 13

[close]

p. 14

a portarmi sui 2000 metri e il monte Bruffione a quota 2664 metri con le caratteristiche malghe che si incontrano durante il cammino, che invogliano a pensare al burro giallo oro e al formaggio bagosso. Anche la gita alpinistica di due giorni sul Gran Paradiso, con il gruppetto di una decina di persone che ha potuto scegliere di non salire sul ghiacciaio e di effettuare un itinerario più semplice, ha contribuito ad amalgamare i “veri alpinisti” con “gli escursionisti delle basse quote”, rendendo il gruppo più unito nell’amicizia. Si diventa più amici anche durante le riunioni del Consiglio, che a febbraio sarà rinnovato; per farne parte, non bisogna avere conoscenze approfondite, patentini, attestati e doti particolari. Servono invece buona volontà, impegno, desiderio di fare meglio; qualcuno sa scalare, qualcuno sa sciare, qualcuno sa raggiungere il ghiacciaio, qualcuno sa scrivere sul Bivacco, qualcuno sa fare una torta o porta una bottiglia di buon vino, qualcuno non sa fare niente e impara dagli altri, ma tutti possono dare una mano o un suggerimento all’interno del Consiglio. In questo modo il Cai diventerà sempre più di…vino! (Mara Pialorsi) IL GRUPPO 14

[close]

p. 15

STELLA DEL MATTINO E sono tre! Tanti sono gli anni di vita di questa collaborazione tra noi del centro diurno “Stella del mattino” e un gruppo di volontari del C.A.I. di Vestone. È vero, possono non sembrare tanti, ma quando iniziammo a progettare questa attività, non avevamo neanche provato a preventivare quanto avrebbe potuto durare. Non per scetticismo, ma perché per il nostro servizio era un’esperienza completamente nuova. Nutrivamo la speranza di poter concretizzare qualcosa di significativo, ma c’era anche qualche timore di andare incontro ad un fallimento. Il territorio offre molto sul piano naturistico e ci sembrava una buona idea tentare un’attività di montagnaterapia. Nessun operatore però conosceva bene i vari percorsi che si potevano fare nei dintorni. Ci siamo rivolti quindi alla sede del C.A.I. di Vestone nella figura del presidente, che ci ha messo in contatto con delle persone che sapeva essere molto disponibili. Alvaro, Graziella, Francesco, Roberto, ai quali si sono aggiunte Paola e Delia, ci hanno preso letteralmente per mano e guidati in lungo e in largo per tutta la Valsabbia ed oltre. Non per adulare nessuno, ma senza il supporto di queste persone non saremmo qui a scrivere questo articolo. In questi anni si sono presi tutta la responsabilità di organizzare le varie uscite, stando attenti che non comportassero troppa fatica a noi del centro diurno. IN CAMMINO 15 A volte hanno anche provato i percorsi prima di proporli a noi, per essere sicuri che fossero adatti a noi. Negli anni ci siamo conosciuti meglio e, specialmente da quest’anno, tutti noi attendevamo il giorno della gita per incontrare i nostri amici. L’aspetto motorio è passato in secondo piano rispetto al piacere di trascorrere la giornata con questa compagnia. La gita consiste in un percorso di circa un’ ora di andata, il pranzo al sacco e, dopo un periodo più o meno lungo di riposo, partite a carte. Alla fine si ritorna nel primo pomeriggio, a volte troppo presto perché vorremmo fermarci ancora. La mattina invece, siamo quasi sempre in ritardo, per la “gioia” di Roberto. Quest’anno ci siamo incontrati la prima volta al fienile di Francesco, dove è ormai tradizione che ci troviamo per una grigliata di inizio stagione. In seguito siamo andati a Cimarest, al passo del Cavallino, dal Monte Stino a Mandola, la camminata che costeggia il lago da Idro ad Anfo. Abbiamo poi ripetuto l’uscita in Maniva, dato che l’anno scorso era piaciuta molto. Infine a settembre abbiamo visitato il sentiero etnografico di Rio Caino a Cimego. Alle ultime uscite si è aggiunta anche una tirocinante di nome Valentina, ragazza molto conosciuta nel “mondo alpinistico” di Vestone. Per l’anno prossimo stiamo cercando di organizzare una novità. Se possibile vorremmo effettuare un’uscita di due giorni, fermandoci a dormire al rifugio di

[close]

Comments

no comments yet