Vita pensata -Anno II- N°7 - Gennaio 2011

 

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Rivista mensile on line di filosofia-Registrata presso il Tribunale di Milano, N° 378 del 23/06/2010, ISSN 2038-4386

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vita pensata la filosofia come vita pensata 7 marcel proust le temps retrouvé «À la recherche du temps perdu» gallimard 1999 p 2284 la vraie vie la vie enfin découverte et éclaircie la seule vie par conséquent pleinement vécue c est la littérature issn 2038-4386 vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 ­ gennaio 2011

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 direttore responsabile augusto cavadi direttori scientifici alberto giovanni biuso giuseppina randazzo rivista mensile on line registrata presso il tribunale di milano n° 378 del 23/06/2010 issn 2038-4386 2

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 indice vita pensata 9 editoriale agb gr romance temi giusy randazzo intervista a margaret doody niccolò cappelli le radici dell inconscio francesco coniglione universitÀ sotto tiro miti e realtÀ del sistema universitario italiano i parte 0 11 2 3 4 5 6788 4 5 8 12 marcel proust le temps retrouvé «À la recherche du temps perdu» gallimard 1999 p 2284 la vraie vie la vie enfin découverte et éclaircie la seule vie par conséquent pleinement vécue c est la littérature anno ii n.7 ­gennaio 2011 mensile di filosofia issn 2038-4386 autori alberto giovanni biuso barocco È il mondo andrea ferroni lorenzo lotto visioni alberto giovanni biuso dalÌ l esattezza della mente giusy randazzo the last station dario carere edipo re giusy randazzo jesus christ superstar recensioni alberto giovanni biuso perchÉ non siamo il nostro cervello luigi capitano quel potere abnorme fondato sui lacchÈ davide miccione vulnerabilitÀ cura limite giusy randazzo sul giallo filosofico aristotele e i delitti d egitto 23 29 32 34 36 39 sito internet www.vitapensata.eu 42 46 52 56 nees in copertina romance fotografia di roberto lanza paolo nunziante fantasia e dubbio i motori del pensiero manuela cantarini io scrittura creativa paolo nanni il tizio della panchina 60 62 64 3

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 editoriale romance agb gr arrare mondi creare personaggi inventare vite costruire significati e speranze È quello che sanno fare le parole ed è per questo che il linguaggio la fantasia e il racconto sono modi d essere nei quali l umano riconosce la propria identità la nostra specie è davvero nata quando ha avuto inizio il racconto e l ascolto dei fatti accaduti oltre l istante del loro accadere tempo e racconto sono inseparabili poiché «la vraie vie la vie enfin découverte et éclaircie la seule vie par conséquent pleinement vécue c est la littérature» la vita vera la vita finalmente scoperta e portata alla luce la sola vita dunque pienamente vissuta è la letteratura proust il tempo ritrovato l arte riconcilia con il dolore e con la morte l uno è l ispiratore l altra è la ragione stessa per la quale l opera esiste È dunque la parola -come ancora una volta proust sa dire la vera «adorazione perpetua» di ciò che nell esistere ha senso e pienezza al romance alla trama inquieta e infinita dei giorni narrati dedichiamo il filo rosso di questo numero capire la letteratura è infatti un gesto profondamente teoretico poiché significa comprendere il mondo che nelle opere nei libri nei romanzi mostra sé i propri enigmi le tragedie le passioni lo scarto rispetto a ogni rassegnazione una via d uscita le opere non nascono in modo autarchico e per partenogenesi nella mente dell autore È il tessuto dei giorni degli incontri delle fatiche e delle illuminazioni a fecondare di pensieri di memorie di immagini di intuizioni di apprendimenti e di metafore il nostro corpo negli anni il soggetto creatore insomma è una leggenda È il mondo a dire e a plasmare se stesso nel libro il sé è disseminato negli innumerevoli e cangianti luoghi emotivi nei quali abita e che 4 n lo abitano nella potenza delle passioni che lo sovrastano e che giorno dopo giorno gli offrono il tormento e la gioia il fiume di speranze il flusso di desideri l arresto del dolore che toglie il respiro in un romanzo in un racconto questo fiume di vita individuale offre se stesso al mondo da cui è sorto si moltiplica nelle innumerevoli e diverse reazioni e interpretazioni dei lettori diventa un esperienza collettiva storica il privilegio immenso di chi scrive consiste nel farsi luogo di intersezione dei millenni al di là dei nomi e dei titoli dunque ciò che la letteratura ci regala è la nostra stessa persona lettura e solitudine sono inseparabili poiché leggere è un modo di dialogare con se stessi tramite il linguaggio altrui ogni lettura moltiplica la solitudine e la rende finalmente accettabile feconda leggere pensare vivere nella parola e delle parole sono tutte forme con le quali cerchiamo di sconfiggere l inevitabilità della rovina la vita è magmatica cangiante mescolata frutto non di una sequenza lineare ma di un cespuglio radiale di forme estremamente diversificate nessuna esperienza umana è in grado come il romance di cogliere e restituire tutto questo la narrativa è una pianta meravigliosa che non potrebbe sopravvivere se privata delle sue radici filosofiche poiché la loro capacità di comprendere l uomo il tempo il sacro e il quotidiano permette alla letteratura di dissolvere i torvi orienti di epoche maligne nello splendore di mattine nuove di opporre alla feroce disarmonia del mondo «la grazia non terrestre del suo cuore» elsa morante È un esperienza che tutti abbiamo vissuto stanchi un po tristi con la sensazione di avere davanti il muro di un tempo chiuso apriamo un romanzo e il labirinto si trasforma in luce.

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 intervista a margaret doody di giusy randazzo g iusy randazzo professor doody your novels have an enormous success not only because they deal with gripping mystery stories but also because the reader feels culturally enriched from the reading who at first unconsciously becomes in almost no time at all a little expert of the athenian daily life of the ivth century a.d how did you get the idea of using detective aristotle in the series of mystery stories margaret doody one spring evening in oxford i was reading quickly through aristotle s rhetoric in preparation for talk with ma student later in the week when i at last crawled into bed with a detective story i found myself thinking someone should write a detective story with aristotle as the sherlock homes he is so unillusioned about human nature the idea did not go away and about 3 weeks later i realized that someone was not going to do it it would be me i got lots of help and advice from supportive colleagues in classics at the university college of swansea where i then worked gr we know that your first novel detective aristotle was actually published at the end of the 70s why did the success arrive so late did something change in the literary panorama which allowed this md i wrote a sequel to the first novel aristotole and poetic justice but i had a normal academic career to manage so it took me several years when i looked about me to try to sell it my first publisher had been bought out my english editor had gone and my us editor had retired the man i had acquired as agent he offered had been kicked upstairs so the whole support system was gone things move faster in business than in academia gr you are a professor of literature and well known for your theory of the birth of the novel in the golden age therefore not only an expert in this field but also an indepth connoisseur do you feel that your series of aristotle gave birth to a new literary genre or if you had to choose a foto di camillo ferrari 5 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 temi forcibly brought together persons of different cultures a variety of gr many historians of the golden age find your texts very precious from the historicdivulging point of view because they are very precise and re-elaborate facts which actually occurred with a surprising language and also a stylistic precision as if you were greek and had really lived at that time and in that society the splendid genre in which to classify them which would it be md the discoveries and speculations in true story are deeply indebted to the work i did on the background of poetic justice i thought as part of the game of that novel i would include a sample or parody of every literary genre known in aristotole s time this led to the question did the novel or anything like it exist in aristotole s day i then read the ancient novels and became quite fascinated with them my answer to the quesiton is enshrined in poetic justice in which the novel is seen to rest on painfully true experience of persons of various background and ethnicity under the pressure of alexander the great who denudation of frine in poison in athens is an example the reader is really brought back in time and at times has the sensation of being able to think from their point of view the description of the wedding of the engagement contract of the trials of the social differences the situation of the female citizens the buying and selling of slaves the economic exchanges the crimes the religious states access to culture the social life of men and women the clothing the structure of the houses the streets the port the creation of the plot aristotle s wit and stefanos s intelligence -whom the readers very quickly become fond of are to be 6

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 considered the red star of your novels the question however is have you ever had detractors among the experts who have tried to discredit the historical precision of your novels md surprisingly classicists have been more than fair though not the 1st freviewer for tls some are very appreciative i ve encountered more resentment from scholars of english literature of the 18th century who don t like my depriving the english 18th century of the honor of inventing the novel in the novels i certainly try to be true to known facts and material i did in the first novel play a trifle cavalierly with the timing of the siege of tyre something i wouldn t have done later and i have found it impossible not to mention the color blue although the ancient greeks notoriously had no direct color-word for this entity or experience even though their painting certainly produced this sensory experience gr according to you is the greek way of perceiving life still vital in today s society and contemporary culture and to what extent md i think we all have some simple strong experiences of the world and of living that chime in well with the greek perception though i think there are a number of greek ways of perceiving life gr are you planning to visit italy in the near future and if so in which cities are you thinking of holding conferences md i should love to visit italy tell my publisher if you would like a book signing si ringrazia christina garra per aver curato l editing di questa intervista 7 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 temi le radici dell inconscio di niccolò cappelli ell immaginario comune siamo soliti pensare al concetto d inconscio come a qualcosa la cui scoperta risale più o meno agli albori del secolo scorso con la nascita della psicologia del profondo in realtà sarebbe quantomeno doveroso prendere in considerazione un filo invisibile che partendo da leibniz passi attraverso wolff kant schelling schopenhauer karl von hartmann e naturalmente giunga fino a sigmund freud come sappiamo la formulazione di un concetto è sempre posteriore alle idee che ne presuppongono la genesi e anche per quanto riguarda l inconscio le cose non stanno foto di marisa gelardi n diversamente si dice addirittura che il primo a parlare di quello che poi verrà definito inconscio sia stato plotino il più importante fra i neoplatonici la sua psiche una e universale è stata spesso paragonata all inconscio collettivo di jung ed è stato lo stesso jung ad aver percorso un itinerario che si richiama direttamente al sentiero tracciato da platone e successivamente fatto proprio dai neoplatonici laddove uscito dalla prigione rappresentata dall ermeneutica fisicalista si è spinto in alto o in basso se vogliamo fino a quelle forme dell istinto che prenderanno il nome di archetipi queste immagini originarie di cui lo stesso jung non farà niente per nascondere il loro debito con le idee platoniche sono il risultato di questo viaggio intra ed extra psichico sempre che di confini psichici ­come vedremo più avanti­ sia lecito parlare nella sua autobiografia sogni ricordi e riflessioni jung narra un sogno che fece durante il viaggio con freud negli stati uniti era il 1909 in questo sogno jung si trova in una casa che sa essere la sua casa ma che non riconosce come tale la costruzione è a due piani la parte superiore è arredata in stile rococò con appesi alle pareti antichi dipinti di valore mentre quella inferiore è in parte in stile rinascimentale e in parte medievale scendendo ulteriormente a un piano sotterraneo si ritrova in un locale di epoca romana al cui interno scorge una botola che lo porterà ancora più in profondità in una grotta dove sono sparsi resti archeologici di epoca arcaica assieme a due teschi umani come racconta jung il sogno «evidentemente risaliva fino alle fondamenta della storia della civiltà una 8

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 foto di gianluigi suman storia di successive stratificazioni della coscienza una specie di diagramma della struttura della psiche umana con un presupposto di natura affatto impersonale quel sogno diventò per me un immagine-guida fu la mia prima intuizione dell esistenza al di sotto della psiche personale di un a priori collettivo»1 l interpretazione data a questo sogno sarà una delle cause scatenanti della futura rottura con freud contro il positivismo letterale di freud jung assumerà una posizione tipicamente neoplatonica ossia una visione in cui gli eventi naturali vengono letti alla luce dello spirito simbolico la caverna di platone è il regno della physis la prospettiva della realtà naturale dove i fenomeni assumono le tinte del personalismo del letteralismo dove due teschi non possono che rimandare ai contenuti personali contingenti che scaturiscono dalle emozioni a essi associati attraverso un movimento discendente di cui quello ascendente neoplatonico diviene speculare come l albero alchemico che nell affondare le radici eleva i rami jung smaschera l illusione della realtà letterale illuminata adesso dalla luce delle verità archetipiche un movimento essenziale di una psicologia di impronta platonica e allora come scrisse plotino «la nostra indagine ci obbliga a considerare fin dall inizio la natura dell anima» l atteggiamento archetipico di jung che la tradizione chiama neoplatonico può essere sintetizzato in quattro punti primo non tutto l operato psichico dell essere umano può dirsi conscio l uomo si trova in una condizione psichica per cui vi può essere coscienza a un livello della psiche e contemporaneamente inconscietà a un altro livello per questo plotino afferma che la psiche ha ricordi di cui non ha coscienza e così come esistono ricordi inconsci esistono anche azioni inconsce definibili altrimenti come abitudini secondo la coscienza è mobile e multipla non possiamo attribuire la coscienza a un solo agente soggettivo come l io individuale la psiche deve essere descritta in termini di molteplicità infatti come dice plotino «pollà gàr hemeîs»2 noi siamo molte cose un corrispettivo junghiano lo possiamo trovare nella sua idea di dissociabilità della psiche in molti complessi ciascuno caratterizzato dalla sua scintilla l identità dell io non è stabile ma deriva la sua esistenza dal livello di attività in cui si attualizza la nostra coscienza è simile a un vagabondare nella psiche come ha scritto james hillman «la coscienza non coincide con l io vera coscienza è la consapevolezza che l anima ha di se stessa come riflesso 9 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 temi della psiche collettiva universale e non già una consapevolezza di sé come soggettività egoica separata»3 quella che comunemente chiamiamo coscienza dell io ossia il livello quotidiano proprio del regno della physis ­la nostra percezione sensoriale naturale­ rappresenta per plotino il livello più infimo di consapevolezza l attività psichica di minore profondità quasi una sorta di stato borderline tra coscienza e inconscietà terzo il ruolo centrale che riveste per l anima la facoltà immaginativa quando l immaginazione phantasia funziona correttamente essa diviene lo specchio che permette l attività riflessiva sulla coscienza È interessante notare come nella terapia archetipica venga attribuita una grande importanza all esame accurato dell immaginazione ­della relazione funzionale tra coscienza e immagini­ perché i disturbi della coscienza sono riconducibili a disfunzioni del rispecchiamento se partiamo dal presupposto che la coscienza sia fondata sull immaginazione chiaramente lo saranno anche i suoi disturbi inoltre il ruolo centrale dell immaginazione sostenuto sia da plotino che da jung sottolinea con forza l idea di un fondamento integralmente psichico della coscienza in quanto facoltà propria dell anima non direttamente dipendente dagli organi fisici l immaginazione è un concetto che allontana da una visione organicistica della psiche se è vero che la psiche non può essere separata dall aspetto fisiologico è altrettanto vero che alla base della coscienza troviamo immagini ­prodotti dell immaginazione­ di natura fantastica primordiale archetipica per utilizzare le parole di jung «ogni processo psichico è un immagine ed un atto immaginativo senza cui non potrebbe esistere alcuna coscienza»4 dove l immagine è indipendente dalla percezione dell oggetto esterno infine plotino si riferisce alla psiche individuale e all anima mundi ­ la psiche collettiva di cui gli individui sono portatori ­ come a qualcosa di non nettamente distinguibile un parallelismo junghiano interessante se confrontato con una lettera foto di laurence chellali foto di laurence chellali 10

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 che jung indirizzò a rudin nel 1950 dove troviamo scritto che «l uomo a mio avviso è racchiuso nella psiche non nella sua psiche» jung cita inoltre alchimisti come sendivogius paracelso e richard white per rafforzare l idea di una sostanziale unità tra l anima individuale e l anima del mondo la nostra concezione personalistica che in occidente ha storicamente prevalso su quella mitologica è per jung il risultato della direzione in cui si è sviluppata la nostra filosofia di matrice cartesiana al contrario l essere umano è chiamato a instaurare un nuovo dialogo con le immagini mitologiche che caratterizzano la sua psiche in ognuno di noi vi è un uomo interiore dice plotino eternamente impegnato nella noesis questa incessante riflessione della psiche su se stessa rappresenta l attività che più le è propria la sua natura essenziale È questa l anima filosofica della psicologia un movimento senza sosta dove ogni nuova teoria ogni nuova intuizione non può portare ad alcuna affermazione definitivamente certa ma solo a una risposta che in sé contiene il germe di una nuova domanda siamo partiti raccontando un sogno di jung ed è lì che infine facciamo ritorno avendo portato alla luce alcune analogie tra pensiero archetipico e pensiero neoplatonico è adesso il momento di tracciare una linea di confine se non altro per rendere giustizia a una visione della vita quella junghiana così restia alle generalizzazioni e amante invece di quell unicità che scaturisce da ogni processo d individuazione che cosa dunque contraddistingue il pensiero junghiano facendolo emergere come un qualcosa di specifico dal vorticoso moto dell indistinto a fornirci la risposta è nuovamente hillman che riferendosi al sogno di jung commenta «jung si accosta al magazzino dell immaginazione con i suoi esseri mitici come ad un manicomio immaginario trattando i suoi abitanti come se fossero pazienti la mitologia diventa per lui psicologia o meglio psicopatologia con ciò jung fa compiere al neoplatonismo un fondamentale passo ulteriore connettendo le immagini del mito e la percezione simbolica del neoplatonismo con la psichiatria jung potè ricollegare gli dei con le malattie e quindi mettere a punto un fondamento archetipico per la terapia delle nostre sofferenze psichiche»5 foto di camillo ferrari note c g jung ricordi sogni e riflessioni a cura di aniela jaffé rizzoli milano 1992 p 203 2 plotino enneadi i 1 9 3 j hillman l anima del mondo e il pensiero del cuore adelphi milano 2002 p 21 4 c g jung opere vol 11 bollati boringhieri torino 2008 p 555 5 j hillman l anima del mondo e il pensiero del 1 11 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 temi università sotto tiro miti e realtà del sistema universitario italiano di francesco coniglione da un po di tempo che l università è oggetto di discredito da parte dei mass media e della classe politica se fosse per quest ultima non ci preocuperemmo molto visto il pulpito da cui viene il biasimo ma l opinione pubblica influenzata da una insistente pubblicistica e dall informazione di massa sembra aver assimilato alcuni stereotipi negativi e pare che la causa principale del malessere dell università sia stato ormai identificato nelle prepotenze e nelle pratiche perverse dei cosiddetti baroni ora che la riforma del ministro gelmini è stata approvata vale la pena riflettere sui problemi di fondo che ha di fronte l università italiana cercando di uscire dalla contingenza polemica ma anche cercando di valutare in che modo e in quale misura questa riforma cerca di affrontarli a parte la campagna di denigrazione del mondo accademico ­che un obiettivo funzionale lo ha adempiuto metterlo sulla difensiva in modo da renderlo disponibile ad accettare amare medicine e da isolarlo di fronte all opinione pubblica­ il dibattito sull università e la conseguente riforma si sono svolti all interno di un orizzonte segnato da un ottica neoliberista e dalla assunzione a modello del sistema accademico degli stati uniti una prospettiva complessiva che in italia è stata ed è rappresentata per non citare che i maggiori e più influenti dal trio alesina giavazzi e perotti si sono così radicati alcuni luoghi comuni sull università e sulla sua inefficienza che spesso hanno guidato alcune linee di innovazione tanto più importanti quando si consideri che uno di essi giavazzi è consigliere dell attuale i parte È ministro gelmini un esempio delle fonti che più hanno influenzato negli ultimi anni l opinione pubblica per le sue tesi apparentemente controcorrente è stato un libro di roberto perotti1 i cui dati ripresi da sue precedenti pubblicazioni non a caso vengono utilizzati da alesina e giavazzi per sostenere la tesi che è anche quella di perotti circa l adeguato finanziamento delle università italiane che addirittura avrebbero più soldi di quelle britanniche considerate l eccellenza in europa i dati di perotti dimostrerebbero infatti che a la spesa in dollari per studente è superiore a quella del regno unito b che la spesa complessiva per personale accademico è molto più elevata che nel regno unito c che non è vero che ci sono pochi docenti rispetto agli studenti rispetto al regno unito d che le università nel regno unito producono più ricerca a un costo inferiore che in italia per cui i loro ricercatori sono due volte più produttivi di quelli italiani onde la conclusione «la mancanza di risorse non è la ragione principale del ritardo delle università italiane»2 per cui gli appelli fatto dalla commissione europea nell ambito della strategia di lisbona per un maggior finanziamento statale sarebbero fuori luogo invece «molto più importante che buttare ancora più denaro nelle università pubbliche è una riforma della struttura degli atenei che regoli l attività di insegnanti e studenti»3 come demolendo i quattro principi sbagliati su cui le università si reggono4 ovvero 1 differenziando gli stipendi dei docenti non solo in base all anzianità ma alla produttività 2 facendo pagare i costi 12

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 dell università non ai contribuenti ma agli utenti per evitare che i poveri paghino l università frequentata dai ricchi 3 eliminando il monopolio pubblico e la centralizzazione dell istruzione universitaria per aumentare così la concorrenza tra atenei grazie al mercato la chiave di tutto sarebbero gli incentivi5 in fase di conclusioni criticando il rapporto sapir presentato alla commissione europea6 perché propone l accrescimento delle spese per ricerca e università ma questa raccomandazione è ricorrente in tutti i documenti dell ue ed è parte essenziale della strategia di lisbona alesina giavazzi ribadiscono che dare più denaro alle università europee senza prima cambiare le regole che le governano servirebbe solo a ingrassare un po di più le rendite di cui godono molti professori universitari la soluzione non è spendere più denaro pubblico ma far pagare alle famiglie il costo dell istruzione e permettere a università private di competere con quelle pubbliche7 e non è affatto casuale che l attuale governo abbia subordinato il finanziamento dell università alla approvazione della sua riforma demandando al dopo non tanto l incremento della spesa ai fini di raggiungere l obiettivo di lisbona il 3 per ricerca scientifica entro il 2010 obiettivo recentemente spostato al 2020 quanto la restituzione parziale dei tagli effettuati negli anni passati le spese truccate dell università proprio sul finanziamento dell università si è accesa più virulenta la disputa negli ultimi tempi anche se pare che ormai ci sia un accordo generale nel riconoscere il suo sostanziale sottofinanziamento ma forse non si ha ancora piena consapevolezza della situazione complessiva abbagliati dalle tesi sostenute sulla scia del libro di perotti È importante pertanto fare il punto sulla questione e dire con quanta maggiore chiarezza e obiettività possibili come stiano effettivamente le cose nel valutare le tesi di perotti notiamo innanzi tutto in via preliminare come la spesa per ricerca e sviluppo r&s venga da lui in sostanza assimilata alla spesa per l università ciò è solo in parte plausibile visto il ruolo da essa rivestito nella r&s e quest ultima alla spesa media per studente e a quella per gli stipendi del personale docente È facile osservare che queste spese non possono essere affatto immediatamente equiparate alle spese destinate alla r&s e infatti non vengono ritenute tali da tutti i rapporti e le indagini su questo aspetto condotte sul piano internazionale la bibbia in questo campo utilizzata da quasi tutti gli studiosi ­il rapporto annuale curato dall oecd education at a glance­ distingue nella spesa per studente gli educational core services ovvero i servizi fondamentali in strutture stipendi ecc gli ancillary services che riguardano le spese per mensa trasporti e alloggi universitari e la spesa per r&s che riguarda in particolare il livello terziario ovvero l università investire in r&s non significa affatto dare più soldi ai docenti universitari in stipendio o spendere di più per studente questi fattori hanno una incidenza sulla ricerca scientifica molto indiretta che deve essere attentamente valutata con metodologie differenti e più raffinate della semplice divisione del fondo di finanziamento ordinario ffo dell università per il numero di studenti universitari ma scendendo nello specifico vediamo che già in valore assoluto il dato complessivo della spesa per studente ­nell intera filiera educativa e per tutti i tipi di servizi­ pone 13 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 temi l italia al di sotto della media dell oecd 8.263 di contro a 8.857 e in ogni caso molto a di sotto del regno unito 9.309 assunto a pietra di paragone da perotti ma la situazione peggiora ulteriormente se passiamo dai dati in valore assoluto a quelli relativi al pil di ciascun paese aspetto da lui non preso in esame tale dato ha particolare importanza in quanto esprime in sostanza lo sforzo che ciascun paese fa per il proprio sistema educativo e la quantità di risorse che mobilita rispetto al totale di quelle disponibili nella propria economia È in pratica un indice del grado di impegno e interesse che la classe politica e la comunità nazionale nel suo complesso nutrono per il capitale umano8 del proprio paese e la funzione che si assegna all educazione per il suo progresso civile culturale sociale ed economico e il miglioramento del capitale umano ha un importanza decisiva per lo stesso sviluppo economico di un paese e per la sua crescita in innovazione e nello stesso pil così come è stato documentato da numerosi studi internazionali È appunto in questo frangente che emergono in superficie i limiti e i ritardi del sistema educativo italiano che ha destato interesse anche nei mezzi di comunicazione di massa di solito poco attenti a tali questioni e più interessati alle vicende boccaccesche dei nostri politici ebbene l italia occupa il penultimo posto tra i paesi dell oecd precedendo solo la rep slovacca con una percentuale di spesa sul pil di solo il 4,47 ben al di sotto delle medie oecd ed eu19 vedi figura 1 È nel campo dell istruzione universitaria che la situazione dell italia precipita prescindendo dal dato in valore assoluto ­ che è largamente al di sotto di quello medio dell oecd sia se in esso si includono le spese per r&s sia se come correttamente fatto dall oecd le si escludono perotti 14

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno ii n 7 gennaio 2011 alesina e giavazzi non fanno questa differenza fornendo un dato che non sappiamo bene a cosa si riferisce­ se si considerano le spese in percentuale sul pil l italia occupa praticamente l ultimo posto in quanto il suo scarto con le nazioni che la seguono è statisticamente scarsamente significativo solo lo 0,01 collocandosi anche largamente al di sotto della media oecd ed eu19 vedi figura 3 ironizzando sul titolo del libro di perotti marino regini afferma che in questo caso ad essere truccate sono proprio le statistiche dell autore prende un dato ufficiale lo manipola in maniera arbitraria e lo confronta con gli altri come se si trattasse di dati omogenei il risultato ­ sensazionale ­ è purtroppo statisticaspazzatura insomma ad essere onesti ­ il libro del professor perotti andrebbe corretto così anche se l italia raddoppiasse la spesa per studente universitario continuerebbe ad investire in formazione meno rispetto a usa svizzera e svezia9 lisbona o comunque una crescita degli investimenti nel sistema educativo dovrebbe avvenire più in favore del sistema universitario che delle altre sue filiere dove invece è necessario più un lavoro di razionalizzazione e di riorganizzazione in ma ancora più interessante è notare che in italia v è rispetto a tutti i paesi oecd un notevole sbilanciamento della spesa in educazione a danno di quella universitaria nella miseria complessiva della spesa destinata in italia al sistema educativo nel suo complesso una fetta del 70,4 va alla scuola primaria e secondaria più il 10,4 a quella pre-primaria che rappresenta il terzo valore dell oecd dopo irlanda e regno unito per l università resta solo il 19,2 laddove il valore medio oecd è il 25,2 e per la scuola primaria e secondaria il 64,7 pre-primaria il 8,1 vedi la figura 4 ciò significa che all educazione universitaria vengono in italia devolute meno risorse nel contesto del sistema complessivo di educazione rispetto a tutti gli altri paesi dell oecd e alla sua media per cui l auspicabile adeguamento agli obiettivi di 15 temi

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