runspazioperartistidipassaggio#1

 

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RUN è una proposta artistica nel cuore della contemporaneità. Il progetto intende dare visibilità al processo di creazione dell’opera d’arte e favorire un incontro aperto tra artisti.

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RUN/Spazio per artisti di passaggio #1

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RUN è una proposta artistica nel cuore della contemporaneità. Il progetto intende dare visibilità al processo di creazione dell’opera d’arte e favorire un incontro aperto tra artisti. Tra il viavai della centralissima piazza Garibaldi di Lerici, luogo vitale per i cittadini di questo paese, un piccolo spazio è messo a disposizione per due artisti invitati, a turni settimanali nel mese di agosto. Gli artisti avranno un luogo dove incontrarsi dal lunedì al sabato, tenendo conto che il focus del progetto prevede di tradurre l’attività artistica singolare in un’opera unica condivisa. La domenica, giorno di festa, dalle 18 alle 22, le opere saranno mostrate al pubblico, con un evento che celebra il lavoro compiuto nei giorni trascorsi. 30/07 . 05/08 Jaya Cozzani | Valentina Garbagnati 06/08 . 12/08 Grazia Cantoni | Corinne Mazzoli 13/08 . 19/08 Eva Constance B. Vadalà | Aurora Pornin 20/08 . 26/08 Alessio Gianardi | Daniela Spaletra http://runspazioperartistidipassaggio.blogspot.it runspazioperartistidipassaggio@gmail.com +393389836635 | Piazza Garibaldi 39 | 19032 Lerici (Sp) ©all rigths reserved runspazioperartistidipassaggio

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WEEK #1 . Jaya Cozzani | Valentina Garbagnati

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Sul limitare dell’aria aperta accanto a una finestra spalancata Legno, erba Dimensioni variabili 2012 La soglia, luogo di demarcazione, orizzonte in cui s’incontrano elementi differenti. Dove è possibile incontrarsi se non sulla soglia tra l’uno e l’altro? Due linee che s’incontrano in un punto centrale, grazie a una flessione interna, pongono una tensione pari all’energia impiegata nel tempo del dialogo. La soglia è una possibilità che non si esaurisce, ma si sviluppa nel tempo. Il passaggio dello spettatore è nel vuoto creatosi dall’incontro delle linee e le pareti della soglia. Un dialogo fra natura e struttura in cui l’abbraccio è l’incontro. All’interno dello spazio è visibile il nostro processo di lavoro, fotografie, disegni e un dialogo a raccontare ciò che è avvenuto nel confronto. È stato proprio in questo frangente che ciascuna di noi ha scelto e portato all’attenzione dell’altra un materiale, sono così venute alla luce l’asta di legno e l’erba; che abbiamo scelto di presentare il giorno dell’inaugurazione a sintetizzare il processo. Siamo partite dall’idea di stanza in una stanza (la tenda) passando per l’idea di un luogo unico in cui superficie interna ed esterna coincidono (bottiglia di Klein). La bottiglia è stata disegnata con l’erba, elemento che poi è stato ritradotto nella forma circolare per essere successivamente messa in relazione con un lavoro di Valentina Garbagnati. Parallelamente la retta è stata messa in tensione, da dritta è divenuta curva e la sua geometria è stata messa in relazione con un lavoro di Jaya Cozzani. Le due situazioni sono state unite al fine di creare una sola installazione. Da questo punto è stata sottratta la singolarità di ciascuna di noi, i nostri lavori, lasciando soltanto gli elementi con cui i lavori si sono relazionati: erba e legno. Da qui abbiamo iniziato a lavorare su questi due elementi, sperimentando le tensioni e i cambi di superficie.

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ITER STEP 1 Jaya Cozzani: L’idea di tenda come luogo di condivisione è nata nell’ipotesi del nostro viaggio verso Documenta 13 (manifestazione internazionale d’arte contemporanea a Kassel) e il suo diametro per il piccolo spazio di Lerici è stato un input. La tenda aperta è esplosa collassando all’interno fino a spezzarsi. Valentina Garbagnati: Quando sono giunta a vedere il luogo abbiamo pensato a una modalità per entrare in una pratica condivisa. Come primo approccio volevamo confrontarci con i nostri lavori, ricercando un canale di comunicazione. Così la metodologia è stata quella di portare dei lavori che credevamo adatti al confronto e scegliere un materiale, l’intenzione era di dare vita a una colonizzazione. STEP 2 VG: La “bottiglia di Klein” è un elemento matematico che da l’unione di interno ed esterno in una sola superficie; ho voluto disegnarla sul pavimento con l’erba. Ho scelto l’erba poiché ho pensato al suo profumo e mi piaceva poterla riportare in un ambiente che non ha mai avuto quest’esperienza, astraendo l’elemento, facendolo divenire altro da sé di modo che fosse l’odore a richiamare la sua provenienza. JC: Cercando di trovare un equilibrio fra Natura (Erba) e Struttura (Spazio), il gesto è stato la spinta. Dapprima, indirizzando l’Erba sulle pareti piastrellate, trovando dei segni, formando un punto (cerchio) nel quadrato sul pavimento, trovando un punto d’incontro fra forza assente e presente / presenza di un’assenza.

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VG: Dopo l’azione di Jaya sono entrata nello spazio ed il mio pensiero si è adagiato in questo spesso manto circolare erboso, dietro vi erano tracce dei fili rimasti attaccati al muro, ricordo di un’azione passata; come l’ombra del sale racconta gli schizzi del mare ormai evaporato. La costruzione del cerchio ha dato la nascita di uno spazio tra il soffitto e il cerchio stesso, un luogo invisibile alleggerito dal peso gravitazionale dell’erba tagliata. Ho scelto di inserire qui il mio lavoro, che parla dell’esperienza di uno spazio collassato su se stesso. JC: Una retta di legno, azzeramento delle identità individuali perché oggetto universale. VG: Appena ho visto la retta ho pensato a mettere l’oggetto in tensione con se stesso nell’interno dello spazio in una posizione forzata, trasformando la retta in una curva. JC: Ho disposto il mio lavoro in rapporto a ciò che vi era intorno. Uno sguardo alla stessa altezza. L’incontro tra le linee immaginarie coincide con la fuoriuscita di una porzione di spazio di esse (la retta di legno). In seguito, togliendo il nostro lavoro si è evidenziato “Il ponte di collegamento.” Nel paesaggio della stanza sono rimasti il pane di erba e la retta: è iniziato così il dialogo tra di noi e i materiali. STEP 3 JC: Il vivo confronto è stato necessario per alimentare la tensione fra di noi, lo spazio e ciò che volevamo restituire.

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VG: Abbiamo messo a nudo il nostro lavoro...Definendo i termini accumunanti, reiterando l’idea di spazio vuoto. JC: Tornando al punto di partenza c’è stata una scissione per cui abbiamo intrapreso diverse strade. VG: Creazione di un paesaggio interno. I tavolini di Lerici: ho visto i tavolini del bar a fronte dello spazio, nella salita ai piedi della scalinata per il Castello di Lerici da piazza Garibaldi. Ho notato che ai tavolini sono stati modificati i piedi, così che potessero mantenere l’equilibrio indipendentemente dal fatto che stessero su un pendio. Così ho pensato di spostare i tavoli sul pavimento dello spazio, in piano, la funzione dell’appoggio è venuta a meno, a favore di un nuovo spazio creato: una superficie ondulata, sollevata dal pavimento per l’altezza delle gambe del tavolo che supportano un paesaggio astratto fatto di colline e discese tangenti con successivi dirupi improvvisi. JC: Onda (curva)_Tensione(disequilibrio)_Trasparenza (spazio mancante). VG: L’erba doveva tornare fuori, alla sua provenienza. Il legno doveva tornare alla sua tensione che lo trasforma da retta a curva. L’incontro di due rette (noi) in tensione fino a stringersi nella soglia. JC: L’idea di spazio e il punto d’incontro di queste due tensioni contrastanti si è azzerato sulla soglia.

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WEEK #2 . Grazia Cantoni | Corinne Mazzoli

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RUNSPACE: OR HOW TO TURN THE ITALIAN FLAG INTO A SUCCESS Da uno stato d’ansia, percepito nel trovarsi in un piccolo spazio in cui predominano i colori bianco rosso e verde, nasce una crisi personale condivisa nel non sentirsi a proprio agio con le proprie radici. Golfo dei poeti, Lerici. Il Palio del Golfo è terminato da poco e Lerici ha vinto dopo ventisei anni. Per il paese sventolano ovunque bandiere verdi e rosse, simbolo della Borgata, e le vie sono in festa. Trovarsi davanti uno spazio vuoto, per quanto piccolo, dove poter fare apparentemente ciò che si vuole può creare più problemi di avere delle rigide regole da seguire. Quando lo spazio presenta delle predominanze cromatiche, la mente codifica in maniera inconscia pensieri, emozioni e sensazioni. Trovare quindi, già dalle ante della porta il rosso e il verde (che si ripetono all’interno) e una parete di mattonelle bianche, ha portato in superficie un’ansia legata in qualche modo al periodo turbolento che sta attraversando da anni il “bel paese”. Nello spazio a disposizione si può fare quasi tutto, tranne rovinare le piastrelle bianche, che tanto ricordano un bagno e la sua intimità. Questi limiti hanno forse spinto la mente proprio dove non si dovrebbe e il muro di piastrelle è diventato il punto esatto dove costruire per poi frammentare la Bandiera. Operare sulla bandiera è un gesto rischioso che può essere recepito come un insulto o una mancanza di rispetto dalle persone che si riconoscono sotto il segno del Tricolore. Ricostruire per poi frammentare e prendere arbitrariamente solo alcuni pezzi. From a state of anxiety, perceived in being in a small space where red and white and green dominate, a crisis grows up together within the sensation of not feeling comfortable with personal roots. Golfo dei Poeti, Lerici. The “Palio del Golfo” was last week and Lerici won after twenty-six years. Flags are waving everywhere, green and red, the symbol of the Borgata, and the streets are celebrating. Being in front of an empty space, however small, where you can apparently do what you want, may create more problems than having strict rules to follow. When space has some color casts, the mind encodes them into unconscious thoughts, emotions and sensations. Finding a red and green door leaves (which are repeated inside) and a wall of white tiles, brought a sense of anxiety related in some way to this turbulent period the “bel paese” is going through. In the space available you can do almost anything except ruin the white tiles, which remind one a bathroom and its intimacy. Those limitations pushed the mind just where it should not be pushed and the wall tile has become the exact place to build and then fragment the Flag. Work on the flag is a risky gesture that can be seen as an insult or a lack of respect from people who identify themselves under the banner of the Tricolore. Rebuild and then fragment to arbitrarily take only a few pieces.

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