professioneMontagna maggio giugno 2014

 

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Rivista bimestrale rivolta al mondo professionale, tecnico e associativo della montagna

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Dossier Montagna La montagna nel turismo italiano p.55 Organo ufficiale PIM Professioni In Montagna Collegio Nazionale Maestri Sci Italiani professione MONTAGNA Anno XXVII° n° 127 Maggio/Giugno 2014 innevamento programmato Lo stato dell'arte e i programmi 2015 p.46 ANEF ASSEMBLEA 2014 La relazione di Sandro Lazzari p.8 Comunicazione/Stampa Srl Spedizione in abb.to postale 45% Art. 2 Comma 20b Legge 662/96 Filiale di Milano 6,00 Euro ASSEMBLEA ANITIF 2014 Una conferma di professionalità in un inverno anomalo p.21 WINTER 2013/14 Consuntivi di stagione e tante buone intenzioni p.13 ESERCENTI FUNIVIARI Nuova presidenza Anef e nascita di Federfuni Italia p.3

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Il LEITWOLF. Driven by Innovation. Massima resa di superficie battuta con una larghezza dei cingoli pari a 4,5 m Sistema unico di spostamento parallelo della fresa Meno emissioni con la tecnologia SCR di ultima generazione Massima efficienza grazie ad un’intelligente distribuzione della potenza PRINOTH SPA . I-39049 Vipiteno . Tel. +39 0472 722622 Assetto veicolo ottimale con verricello AUTOMATIC 4,5 t Sospensioni attive L’innovazione dei nostri battipista significa risparmio di tempo, riduzione mirata dei costi, maggiore sicurezza ed elevato comfort. Queste sono le caratteristiche che ci differenziano e per le quali veniamo premiati. Maggiori informazioni su www.prinoth.com

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esercenti funiviari Nuova presidenza Anef e nascita di Federfuni Italia e difficoltà inducono spesso L a grandi cambiamenti, vuoi nei singoli uomini, vuoi negli assetti sociali ed economici: come peraltro racchiuso nella stessa parola “crisi”, in questo periodo ovviamente esplorata anche a livello etimologico nelle più svariate occasioni. Eccoci dunque ai bilanci di stagione degli esercenti funiviari italiani, dopo un inverno di dure prove meteorologiche dovute al fatto che, come una beffa, quando finalmente nevica, o meglio nevica troppo, la tanto ambita coltre bianca si trasforma in problema, su più fronti. Incluso quello di impianti e piste, per il quale rappresenta peraltro risorsa imprescindibile. Ripresa di fine stagione Insomma, l'inverno 20137/014 si chiude con una sorta di bollettino di guerra: strade chiuse, impianti fermi anche per interruzioni delle linee elettriche, costi di battitura e spalatura neve alle stelle... Per fortuna, con una coda di stagione rafforzata dalla Pasqua altissima e dal persistere della neve (ci mancherebbe... almeno questo!), i bilanci dell'inverno appena concluso sono meno disastrosi del previsto. Confermando comunque uno stato dell'arte a macchia di leopardo, con problematiche pesanti non solo per zone comunque carenti di neve (vedi Appennini), ma anche per le differenti premesse politiche, nonché là dove non si conosce clientela straniera: quella che sta salvando anche il turismo invernale, superando ormai nelle percentuali anche gli stessi italiani. Il disagio della diversità Molte volte in tanti anni queste problematiche e queste differenze sono emerse, magari in maniera meno netta. Ma questa volta, il disagio di alcune associazioni territoriali di esercenti funiviari, ancora dentro l'Anef fino alla vigilia dell'assemblea elettiva dell'11 aprile, si è accumulato fino ad espandersi con forza centrifuga che si è manifestata con la secessione di diverse regioni, soprattutto appenniniche. Dalla nascita di Federfuni Italia, di cui pubblichiamo innanzitutto BILANCI CON IL BOTTO... il comunicato ufficiale della costituzione, passeremo a riferire di tutto quanto concerne l'Anef, dove peraltro c'è stato uno storico cambio della guardia, dopo oltre vent'anni di presidenza Lazzari. Con passaggio delle consegne a Valeria Ghezzi... Esigenza di comunicazione Tutto nelle pagine a seguire, inclusi i bilanci regionali raccolti un po' in tutta Italia, anche se con alcuni buchi d'informazione ufficiale da parte di regioni importanti. Ma esiste la speranza che, che tra le tante ottime intenzioni manifestate dalla dinamica neopresidente,Valeria Ghezzi, ma anche annunciate da Federfuni, si riesca a condurre il mondo funiviario su nuove strade, che portino anche verso una maggior sensibilità all'informazione. Soprattutto a quella finalizzata a difendere e valorizzare l'immagine della montagna bianca, facile preda dell'incompetenza in materia dei media. Passiamo dunque ad inquadrare proprio la nuova associazione dei funiviari, che raccoglie Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, e parte della Lombardia e del Veneto. NZ n seguito dei ben conosciuti eventi che A hanno contraddistinto la trattativa sindacale per la sottoscrizione del Ccnl da parte di Anef nazionale, nel periodo antecedente l’assemblea annuale Anef di Bolzano si sono susseguiti una serie d'incontri, convocati per discutere in merito a una ormai improrogabile rifondazione e riorganizzazione di Anef stessa. E' NATA FEDERFUNI ITALIA l l’immediata ripresa del confronto con le OO.SS. in ordine al contratto di lavoro dei lavoratori del settore, alle quali abbiamo già chiesto un incontro, al fine di avviare tale percorso in una nuova ottica di gestione dei rapporti sindacali, interni ed esterni alle nostre aziende, che tenga conto anche delle attuali difficili situazioni economiche; l l’analisi e il perseguimento di strategie (anche politiche) e sinergie di economicità gestionale, nonché il raggiungimento di adeguamenti normativi a favore degli associati, questo tramite il coordinamento di azioni a livello regionale e sovra regionale; l una forte azione di sensibilizzazione politica e mediatica a livello nazionale, tesa all’ottenimento del riconoscimento della peculiarità e dell’importanza della filiera economica della montagna italiana e dell’indotto, anche fiscale, dalla stessa generato. modelli di dialogo ed intervento già collaudati in alcuni territori italiani- si possa superare l’attuale fase di difficoltà che ci vede a forte rischio di sopravvivenza. Riscontrata l’indisponibilità nell’avere un'Anef nazionale diversa, più democratica e rappresentativa delle differenti esigenze delle diverse aree d’Italia, che consentisse e sostenesse con un intervento immediato in tutte le sedi istituzionali la libera iniziativa ai territori dove queste emergenze erano, e sono, presenti, abbiamo ritenuto opportuna, indispensabile e inderogabile la nascita di questo nuovo sodalizio. Un'associazione diversa nei cui principi e nelle cui regole gestionali gli imprenditori piemontesi, emiliani, liguri, toscani, abruzzesi e di altre regioni anche del Sud Italia, oltre che di parte della Lombardia e del Veneto hanno deciso di mettere in campo congiuntamente tutte quelle iniziative indispensabili e indifferibili per le loro aziende, tese al raggiungimento dei comuni risultati prefissati. L’adesione all’associazione è aperta a tutti. Sul sito internet www.federfuni.it, chiunque condivida quanto sopra esposto potrà prendere visione della filosofia e delle regole comuni raccolte nello statuto, scaricabile direttamente online. Per qualsiasi necessità o ulteriore informazione, vi invitiamo a prendere contatti, inviando una mail all’indirizzo: info@federfuni.it Siete i benvenuti! Federfuni Italia Nonostante le proposte formulate, tali riunioni si sono rivelate infruttuose, e il processo di rinnovamento, così come auspicato, non si è concretizzato. “E’ stata pertanto inevitabile la costituzione di una ulteriore e nuova associazione delle società degli impianti a fune, sotto la denominazione ”Federfuni Italia- Federazione nazionale delle aziende ed enti proprietari e/o esercenti il trasporto a fune in concessione” L’associazione si pone come ambizioso obiettivo la creazione di un sodalizio fortemente rappresentativo delle realtà impiantistiche italiane, in un’ottica di completa trasparenza e democraticità, a tutela in particolar modo delle peculiarità del settore e delle esigenze delle realtà operanti nelle Regioni a statuto ordinario, comprese quelle minori. Tra gli obiettivi prioritari di Federfuni Italia vi sono: Siamo inoltre certi della necessità di riaffrontare con determinazione l’aspetto tecnico normativo, dopo il conseguimento dell’ulteriore anno di proroga per i nostri impianti, soprattutto per ciò che concerne il concetto di “fine vita tecnica”. Siamo infine fortemente convinti che, solamente applicando nuovi schemi di organizzazione di gestione delle nostre aziende -soprattutto attraverso un rinnovato rapporto con le amministrazioni locali, e in particolar modo con le Regioni, mediante la replica di professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014 3

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Sommario 9 3 25 8 21 32 3 ESERCENTI FUNIVIARI BILANCI CON IL BOTTO... Nuova presidenza Anef e nascita di Federfuni Italia ANEF: Assemblea 2014 Rinnovo ai vertici Valeria Ghezzi già al lavoro con un programma ambizioso l La relazione di Sandro Lazzari l L'intervento di Piergiacomo Giuppani WINTER 2013/2014 Consuntivi di stagione e tante buone intenzioni Report dalle Alpi agli Appennini l Abruzzo (Fabrizio Di Muzio) l Alto Adige (Siegried Pichler) l Friuli Venezia Giulia l Liguria (Roberto Meraviglia) l Piemonte (Giampiero Orleoni-Arpiet) l Toscana (Andrea Formento) l Trentino (Francesco Bosco) l Veneto TECNICI FUNIVIARI 21 Assemblea ANITIF 2014 Una conferma di professionalità l 26 in un inverno fuori dal comune TRASPORTI A FUNE Assemblea OITAF l Nuovi organigrammi con bis per Martin Leitner e a Bolzano nel 2017 IMPIANTI A FUNE Leitner Ropeways l Ad Ankara: il più grande impianto a fune urbano del continente euroasiatico l Leitcontrol Gestione più facile ed esercizio più sicuro l Premium Extras: soluzioni costruttive individuali Bartholet Maschinenbau Flums l Matrimonio svizzero: il gruppo BMF rileva Gangloff Cabins 26 FIERE DI PRIMAVERA 30 ALPITEC/PROWINTER Funzionale e gradito il binomio di Fiera Bolzano l l MOUNTAIN PLANET Nuovo nome, nuova era e primi obiettivi raggiunti Le aziende in fiera l DemacLenko l Funitek l Geoplast l Kässbohrer l Leitner Group l Liski l Mnd Group l Neveplast l Prinoth l RF Moto l Skidata 27 63 4 professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014 65

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30 GLI SPECIALI DI pM/INNEVAMENTO PROGRAMMATO 46 DemacLenko Monte Elmo/Croda Rossa: anche il collegamento idrico Sufag Know-how concentrato e soluzioni ad alta flessibilità Technoalpin & MyNeige Il completamento della fusione a freddo Dossier Montagna 55 La montagna nel turismo italiano di Andrea Macchiavelli 63 MOTORI SULLA NEVE l Intercom Lynx: due novità per le motoslite da lavoro l Snopex Negli stabilimenti dell'Arctic Cat Usa l Kässbohrer Geländefahrzeug Dopo il lavoro, il divertimento. Emozionati vincitori al 5° PistenBully AfterWork-Party 66 28 66 Si alzano... si siedono Incarichi Fis per Waldner e Gerdol PERSONAGGI Guido Vedovelli il guerriero si è fermato Il ricordo di Fabio Degasperi Ricordando Gianvittorio Fossati Bellani di Rosetta del Bò PASSION for SNOWMAKING 5 www.technoalpin.com 51 46 professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014

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esercenti funiviari ANEF: assemblea 2014 Rinnovo ai vertici Valeria Ghezzi già al lavoro con un programma ambizioso Grande attesa aveva suscitato l’assemblea degli esercenti funiviari italiani, svoltasi lo scorso 11 aprile, in concomitanza con Alpitec/Prowinter, l'appuntamento fieristico di settore di Fiera Bolzano. Un'assemblea elettiva che, dopo più di vent'anni di guida affidata a Sandro Lazzari, ha scelto il nuovo presidente nella persona di Valeria Ghezzi, chiamata -tra gli altri- all'impegnativo compito di provare a ricucire lo strappo che ha portato fuori dall'Anef alcune rappresentative regioni, costituitesi in una nuova federazione di categoria. “Abbiamo un programma ambizioso -ha dichiarato il neopresidente- ma è bene posizionare l'asticella in alto e vedere quanto riusciamo a saltare”. er riordinare e riassumere P gli eventi del prima, durante e dopo per i nostri lettori, parprontamente fatta portatrice di un programma di profondo rinnovamento e riorganizzazione dell’associazione. Prima mossa significativa, la puntuale comunicazione ufficiale ai media, con cui Valeria Ghezzi ha voluto puntualizzare oltre l'ambito associazionistico i primi obiettivi della rinnovata Anef: ridare slancio al mondo dello sci e della montagna invernale in Italia, in sinergia con tutti gli operatori del settore, e rafforzare la capacità di rappresentanza del sistema funiviario presso governo e regioni. “Sono felicissima per questa nomina. Una responsabilità, ma anche un’occasione per riunire nuove forze e rilanciare un’associazione che riveste un ruolo fondamentale per il turismo invernale, a livello nazionale” ha dichiarato il nuovo presidente, ricordando inoltre che quello su fune è considerato un trasporto pulito, e che i funiviari da anni sono impegnati a garantire la valorizzazione degli ambienti montani in cui operano. E ancora che, in termini economici, grazie agli impianti funiviari si ha un indotto nel territorio pari a circa nove volte il fatturato diretto. “La stagione invernale che si sta per chiudere, positiva nonostante il maltempo di inizio anno, è un’ulteriore dimostrazione dell’importanza dello sci e della montagna per il turismo in Italia”, ha aggiunto Valeria Ghezzi, concludendo: “E’ fondamentale supportare questo settore con un’attività sinergica e strategica, cercando di coinvolgere il più possibile gli operatori su tutto il territorio nazionale. E sono convinta che, attraverso l’Anef, potremo ottenere grandi risultati”. CAMBIO GENERAZIONALE Nella gestione del suo quadriennio, Valeria Ghezzi sarà supportata da un nuovo consiglio direttivo, la cui composizione evidenzia un importante cambio generazionale, confortato da alcune significative presenze di “senatori” di provata esperienza, per un rinnovamento nel nome della continuità. Rispetto ai “padri fondatori” dell'imprenditoria funiviaria moderna, iniziata ufficialmente nel 1949, con la registrazione della seggiovia del Colalto/Corvara, il testimone sta ormai passando non solo ai figli, ma anche ai nipoti, come nel caso (dell'Alta Badia, per restare nel contesto di cui sopra) di Erich Kostner e Andy Varallo. O quello della stessa Ghezzi, che ha seguito le orme di nonno Walter, albergatore milanese innamoratosi di San Martino di Castrozza che, nel 1957, ha sentito l'esigenza d'investire anche negli impianti a fune. E' stato inoltre sottolineato come la distribuzione della rappresentatività del nuovo consiglio direttivo sia stata concepita per consentire, in caso di riunificazione, una facile reintegrazione dei rappresentanti delle associazioni regionali fuoriuscite dall'Anef. Ecco dunque il nuovo organigramma. L'ORGANIGRAMMA PRESIDENTE * Valeria Ghezzi San Martino di Castrozza, Trentino VICEPRESIDENTI * Danilo Chatrian Courmayeur, Valle d’Aosta * Manlio Petris Friuli Venezia Giulia CONSIGLIERI * Ferruccio Fournier Valle d’Aosta * Massimo Fossati Piani di Bobbio, Lombardia * Francesco Bosco Madonna di Campiglio, Trentino * Siegfried Pichler Obereggen, Alto Adige * Renzo Minella Falcade, Veneto * Elvio Antoniacomi Friuli Venezia Giulia * Paolo Cappadozzi Val Gardena, Alto Adige * Daniele Dezulian Canazei, Trentino * Enrico Ghezze Cortina d’Ampezzo, Veneto * Corrado Giordano Valle d’Aosta * Stefano Illing Cortina d’Ampezzo, Veneto * Sandro Lazzari Val Gardena, Alto Adige * Alessandro Mottinelli Passo del Tonale, Lombardia * Marco Rocca Livigno, Lombardia * Andrea Varallo Alta Badia, Alto Adige tiamo dal riassunto delle novità, per passare alla relazione di commiato di Sandro Lazzari che, nel corso dell'assemblea ordinaria in coda alla quale è avvenuta la votazione e il passaggio di testimone a Valeria Ghezzi, ha puntualmente riferito in merito alle attività svolte nell'ultimo anno, ricordando peraltro i punti salienti che hanno caratterizzato l'evoluzione del settore. A compendio, la relazione dell'ingegner Piergiacomo Giuppani, consulente tecnico dell'Anef. RIORGANIZZARE PER RILANCIARE Valeria Ghezzi non ha certo bisogno -né riteniamo possa apprezzare- una sottolineatura con riferimento alle “quote rosa”. Se non fossero bastate le testimonianze della sua gestione della società Tignola, San Martino di Castrozza -che da alcune stagioni ha anche applicato le “best practices” messe a punto dalla Toyota, prima assoluta nel comparto funiviario- e quelle dei suoi quattro anni a capo della sezione Anef Trentino, in una fase delicata dalla sua storia, al momento della nomina alla presidenza nazionale, si è PER DIALOGARE AD AMPIO RAGGIO A completamento del comunicato ufficiale diramato nell'immediato della nomina di Valeria Ghezzi alla presidenza, è stato tracciato un sintetico profilo dell'associazione che va considerato come un vero e proprio nuovo biglietto da visita anche per i non addetti ai lavori, a confermare la volontà di dialogare ad ampio raggio. Eccolo. 6 professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014

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esercenti funiviari “Anef, associazione aderente a Confindustria, con sede a Roma, riunisce la maggioranza delle aziende funiviarie italiane (funivie, funicolari, seggiovie, sciovie, slittovie, ecc.) impegnate a garantire il trasporto degli sciatori sulle piste delle numerose località italiane dedicate agli sport bianchi. “Elemento trainante del turismo invernale, fa parte di una filiera che coinvolge anche alberghi, scuole di sci, ristoranti ecc. Sono iscritti all’Anef gli impianti sciistici di Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto e Friuli, oltre a molti impianti singoli situati in diverse regioni italiane, anche non aventi vocazione prevalentemente montana e/o sciistica”. ASSEMBLEA: GLI INTERVENTI L'assemblea Anef dell'11 aprile 2014, nella sala congressi di Fiera Bolzano, ha chiamato a raccolta ancora una volta un significativo gruppo di associati, particolarmente motivati dal partecipare all'elezione del nuovo presidente, considerando la già annunciata indisponibilità di Lazzari a una nuova candidatura. Il past-president ha portato dunque puntualmente a termine il suo ultimo mandato, dopo oltre vent'anni da timoniere impavido, con la sua relazione sulla stagione invernale 2013/2014, includendo varie tematiche d'interesse per gli associati. In primis la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che ha evidenziato una differenza di struttura, di interessi e di programmi tra le sezioni territoriali -peraltro già manifestatasi nell’assemblea dello scorso anno a Pallanza, causa della recente secessione. Ricollegandosi proprio a questi fatti, ma anche s stigmatizzare la sua lunga presidenza, Lazzari ha inoltre ripercorso brevemente l’evoluzione dell’Anef, a NASTRI TRASPORTATORI Andermatt CH TEAM SERVICE srl via Valle 4, 28040 Borgo Ticino NO tel. +39 0321 908401 fax +39 0321 962056 www.teamservicesrl.info NUOVO SOFTWARE • ASSISTENZA IN REMOTO professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014 7

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esercenti funiviari partire dalla sua fondazione, nel 1987, a seguito del percorso intrapreso dalla Fenit nel 1953. Ha poi proseguito riferendo sulla direttiva sulle concessioni, 2014/23/Ue, recentemente approvata dal parlamento europeo, a seguito di una mobilitazione del comparto funiviario che ha chiesto di non essere incluso nelle categorie coinvolte, appartenenti al comparto dei trasporti. Una questione delicata, che merita la lettura integrale della relazione di Lazzari, pubblicata di seguito. “Le nostre richieste, tutte motivate -dice Lazzari- erano mirate in via prioritaria alla esclusione esplicita del settore dalle previsioni della direttiva, in via subordinata al riconoscimento della natura particolare della nostra concessione, più assimilabile alla richiesta di autorizzazione di esercitare una attività economica che ad una vera e propria concessione”. La relazione ha poi trattato delle problematiche dell'Imu che riguardano le società funiviarie, passando all'altro punto cruciale delle revisioni e del concetto di vita tecnica, rispetto al quale Anef ha ottenuto significative aperture. In particolare, il concetto di vita tecnica per componente -entrato ormai anche nella bozza di norma cui Anef sta lavorando, con ampia condivisione-, assieme ai controlli non distruttivi sono in grado di “contribuire in modo significativo a contenere le spese, senza minimamente trascurare la sicurezza, anzi migliorandola”, come sottolineato da Lazzari. La parola è poi passata all'ingegner Piergiacomo Giuppani, consulente dell'Anef, che ha approfondito e aggiornato in merito ad aspetti assolutamente tecnici. Dando priorità all'attività legata all'elezione del nuovo presidente e del nuovo direttivo e, senz'altro, per non voler enfatizzare il delicato momento associativo, quest'anno l'assemblea Anef ha tralasciato la presentazione delle relazioni regionali, che peraltro siamo riusciti a raccogliere per i nostri lettori, che le troveranno a seguire in questo blocco di pM. Nella prossima uscita di pM (n°128-settembre/ottobre 2014) proporremo anche un articolo esplicitamente dedicato a Valeria Ghezzi, per mettere in luce il personaggio, i programmi e le prime attività del suo quadriennio di presidenza 2014/2017. N.Z. n La relazione di Sandro Lazzari rima di trattare l’attività svolP ta in quest’anno, desidero fare una premessa, perché quello che in questo momento interessa di più è la situazione che si sta verificando all’interno dell’Anef. La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro ha evidenziato una differenza di struttura, di interessi e di programmi tra le sezioni territoriali, che già si era manifestata nell’assemblea dello scorso anno a Pallanza. Credo giovi ripercorrere brevemente l’evoluzione dell’Anef. Fin dalla sua costituzione nel 1987, si è posta come l’associazione di categoria di aziende industriali, a carattere imprenditoriale che, operando nell’ambito turistico delle stazioni invernali, hanno cercato il loro sviluppo e il loro utile. VITA TECNICA In particolare, al primo punto, si è fatto il distinguo tra impianti realizzati antecedentemente o successivamente all’applicazione della direttiva 2000/9/Ce. In particolare, per questi ultimi, non si prevede l’applicazione della vita tecnica così come definita dal Dm 2 gennaio 1985, mentre si mantiene per quelli realizzati prima dell’entrata in vigore della direttiva europea. Rimangono i termini definiti nel decreto ministeriale che -come ben sapete- sono di 30, 40 e 60 anni rispettivamente per le sciovie, ascensori e scale mobili, impianti ad ammorsamento automatico e permanente, funivie e funicolari. Tuttavia viene introdotto il concetto di “vita tecnica” per componente e, in particolare, si prevede che, in occasione della scadenza sopra indicata -e riporto il testo integrale della bozza di norma“Gli interventi… comprendono in linea di massima l’adeguamento alla normativa, in vigore alla scadenza della vita tecnica dell’impianto o delle sue parti, delle parti meccaniche, degli equipaggiamenti elettrici e dei Si sono vissuti certamente anni di ottimo sviluppo, legati a periodi di buon andamento economico generale e di forte crescita della passione per lo sci, cui sono poi seguiti anni difficili, motivati da cause meteorologiche, che hanno dato inizio a quel vero e proprio salasso veicoli, nonché la sostituzione delle strutture ed organi in movimento, sempreché alcuni organi, parti o strutture dell’impianto non siano stati già sostituiti nel corso della vita tecnica dell’impianto, nel qual caso la loro vita tecnica avrà una scadenza successiva a quella dell’impianto, determinata in funzione della loro data di installazione. “Alla scadenza della vita tecnica dell’impianto, al fine dell’eventuale riapertura dell’esercizio, il direttore di esercizio dell’impianto fornirà dettagliata documentazione atta a evidenziare compiutamente tutte le eventuali sostituzioni delle parti dell’impianto avvenute nel periodo trascorso, indicandone le scadenze della vita tecnica. “La sostituzione che si rendesse necessaria di alcune parti o elementi può avvenire o prevedendone di conformi alle norme tecniche nazionali vigenti antecedentemente all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 210/2003 (direttiva 2000/9/Ce), o conformi al decreto legislativo n. 210/2003 (direttiva 2000/9/Ce) purché compatibili con le rimanenti parti dell’impianto. “12.4 Il mantenimento in servizio delle opere civili di infrastruttura, di stazione e di linea, è subordi- L'intervento di Piergiacomo Giuppani n materia tecnica, il 2013 è staI to caratterizzato dal punto di vista legislativo solamente dal “decreto mille proroghe”, emanato a fine dicembre 2013, che ha ulteriormente dilazionato i termini -già a suo tempo prorogati- di altri sei mesi. La successiva conversione in legge, avvenuta nel mese di febbraio, ha modificato il decreto legge, estendendo detto periodo di ulteriori sei mesi: quindi, l’ulteriore differimento dei termini risulta complessivamente di 12 mesi. Tale beneficio interessa unicamente coloro che stanno godendo della protrazione dei termini fissati dal Dm 2 gennaio 1985, e sostanzialmente si tratta di revisioni generali e di scadenza della vita tecnica. L’esercente che oggi chiede, per la prima volta, lo spostamento dei termini di cui sopra, usufruisce dei soliti quattro anni. Per il resto, si sono susseguiti diversi incontri con le autorità di sorveglianza per stendere il decreto esercizio e valutare le problematiche che sono sorte nel corso delle stagioni. I punti che maggiormente meritano l’attenzione e possono essere di maggiore interesse, che voglio portare alla vostra attenzione riguardano: 1) la vita tecnica; 2) la possibilità di modulare diversamente le tempistiche relative agli scorrimenti delle funi portanti e la loro eventuale vita tecnica; 3) confermare la validità del parere sull’immunità da valanga. Premetto che quanto nel seguito si riporta, è la bozza del testo proposto, ed è comunque largamente condiviso all’interno del gruppo di lavoro. E va detto che potrebbe comunque essere modificato in sede di conversione in legge. 8 professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014

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esercenti funiviari dell’innevamento artificiale, che non tutti hanno potuto assorbire, ma anche dalla evoluzione nei gusti e nelle richieste degli sciatori, mirate alla continua crescita della qualità del servizio e anche alle dimensioni spaziali delle stazioni. Si è così avviato una specie di processo di selezione, che ha messo in serie difficoltà le aziende non sufficientemente forti da poter sostenere i necessari investimenti. Le difficoltà nel reggersi sul mercato sono state affrontate seguendo vari indirizzi a secondo dell’ambiente, della localizzazione, della tradizione, del rapporto con l’economia locale e di varie altre situazioni. Importante ruolo hanno svolto i comportamenti delle regioni, che inizialmente hanno visto maggiori risorse impiegate per il settore dalle regioni a statuto speciale. Mentre le altre regioni si sono rese conto dell’importanza del settore quando è entrato in difficoltà, e in taluni casi sono intervenute. L’evoluzione del mercato, che ha inesorabilmente richiesto alta qualità, affidabilità e varietà di territorio e di piste, ha fortemente influito sulla situazione economica delle aziende, premiando le situazioni di eccellenza e penalizzando le nato alla dimostrazione che esse siano ancora in grado di assolvere alle proprie funzioni statiche, anche in rispondenza alle norme specifiche vigenti all’atto del rinnovo, nelle condizioni di carico derivanti anche dagli eventuali interventi svolti”. SCORRIMENTO DELLE FUNI PORTANTI Le funi portanti dovrebbero essere sottoposte a scorrimento almeno ogni 12 anni, quando per le carrelliere è rispettato il rapporto di curvatura R/D > 150, dove per R si intende il raggio di curvatura della carrelliera e D è il diametro della fune. Qualora non sia rispettato il rapporto di cui sopra per la carrelliera, lo scorrimento deve avvenire: * almeno ogni 7 anni, se il rapporto di curvatura della carrelliera è compreso tra 120 e 150; * almeno ogni 5 anni, se il rapporto di curvatura della carrelliera è compreso tra 90 e 120. Analogamente, le funi portanti ancorate o tese mediante tenditrice devono essere sottoposte a scorrimento almeno ogni 12 anni. Quando si debba procedere allo scorrimento, la sua entità deve essere almeno pari alla maggiore delle seguenti lunghezze, oppor- altre che, strette tra costi di gestione crescenti e necessità di investimenti da un lato, e diminuzione della clientela dall’altro, hanno faticato per cercare risorse esterne per continuare ad esercitare il loro ruolo di traino dell’economia locale. Chiaramente la condotta delle aziende ha dovuto adattarsi alla situazione ed è iniziata una diversificazione programmatica che sta fortemente influendo nei rapporti interni alla nostra associazione. Le diverse valutazioni sulla trattativa riguardante il Ccnl e sulla sua conclusione sono lo specchio, anche se non l’unica causa, delle diverse situazioni. Ora l’Anef, è inutile negarlo, ha registrato defezioni di alcune sezioni regionali, di cui bisogna tener conto nella duplice ottica di recuperare le aree di dissenso, dal punto di vista sostanziale, ma anche formale. Ma, soprattutto, di ridare all’associazione una linea orientata al futuro, che favorisca la continuità e lo sviluppo delle aziende in senso imprenditoriale perché -ricordiamolo-, le nostre sono imprese al contempo industriali e turistiche e mentalità, tradizione e passione meritano di essere mantenute. L’assemblea di oggi riveste un'importanza particolare. E’ il tradizionale appuntamento annuale, è elettiva e dovrà por- E’ stata approvata dal parlamento europeo la direttiva sulle concessioni, 2014/23/Ue che, pubblicata nella gazzetta uffi- tare anche a un cambio di presidenza. Soprattutto, dovrà avviare una ristrutturazione interna che il nuovo consiglio dovrà in breve tempo definire e avviare. Passo ora quindi a riferire circa l’attività normale che è stata svolta nell’ultimo anno, lasciando l’illustrazione dell’andamento stagione ai presidenti regionali. Successivamente, entreremo nella fase delle elezioni e dei programmi futuri. CONCESSIONI dità dell’immunità da valanga del tracciato dell’impianto. E’ frutto evidente della corrente stagione invernale, che ha visto alcuni impianti interessati, in alcune loro parti, da valanghe le quali -doverosamente, occorre segnalare- non hanno in alcun modo portato a danni a persone, siano esse preposte al servizio dell’impianto che turisti trasportati. Questo deve evidenziare il comportamento virtuoso degli esercenti che hanno verificato il permanere delle condizioni di sicurezza dell’esercizio dell’impianto. In sede di discussione all’interno del gruppo di lavoro, si è comunque riconosciuta l’eccezionalità della corrente stagione, e quindi si è preso atto che potessero verificarsi inconvenienti di questo tipo. In conclusione, ritengo che alcune concessioni alle istanze avanzate dagli esercenti siano stati fatte, altre potranno essere discusse, fermo restando che il comportamento vigile ed attento da parte nostra, sui nostri impianti, potrà aiutarci a conseguire ulteriori modifiche a una normativa che risale ormai a diversi anni orsono. n ciale dell’unione europea del 28 marzo scoro, entrerà in vigore il 17 di questo mese (ndr: aprile 2014). Ricorderete l’allarme che aveva provocato nel nostro settore la possibilità di dover assoggettare a concorso ad evidenza pubblica -sostanzialmente a gara- anche le concessioni degli impianti a fune, come pure il convegno sull’argomento che abbiamo tenuto qui a Bolzano in occasione della nostra assemblea del 2012. I documenti elaborati dalla nostra associazione, anche con il contributo dell’avvocato Munari, sono stati presentati nelle sedi opportune e seguiti, presso le istituzioni europee, in particolare dall’onorevole Dorfmann e dai canali della provincia di Bolzano, che ringrazio per l’incisività e l’assiduità del lavoro prestato. Nessun altro stato aveva presentato proposte di emendamento, mentre le nostre organizzazioni internazionali Oitaf e Fianet hanno presentato interventi, in sostanziale sintonia con quanto da noi proposto. Sono poi seguiti anche incontri diretti con il relatore e con funzionari europei, anche da parte di colleghi stranieri. Le nostre richieste, tutte motivate, erano mirate in via prioritaria alla esclusione esplicita tunamente maggiorata per poter effettuare il controllo magneto-induttivo sul tratto di fune spostato: * a) lunghezza del tratto interessato dalla carrelliera o dagli analoghi dispositivi di rinvio al contrappeso; * b) lunghezza dei tratti interessati dalle eventuali scarpe di appoggio di stazione e/o di linea, avendo cura che il tratto precedentemente interessato dalla scarpa di stazione non venga successivamente posizionato sulla carrelliera e che i tratti interessati dalle scarpe di linea vengano disposti in campata aperta. Sarà cura del direttore dell’esercizio adottare periodicità di scorrimento più ristrette ed entità maggiori, quando l’esecuzione dei controlli non distruttivi non è realizzabile o l’esito inaffidabile, oppure in base all'esito delle ispezioni e dei controlli periodici. Inoltre, si è valutata la possibilità di eliminare la durata massima dei 30 anni di permanenza in opera delle funi portanti. LA VALIDITÀ DEL PARERE SULL’IMMUNITÀ DA VALANGA E’ stato proposto che, in occasione della revisore generale, venga confermato dall’esercente la vali- professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014 9

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esercenti funiviari del settore dalle previsioni della direttiva, in via subordinata al riconoscimento della natura particolare della nostra concessione, più assimilabile alla richiesta di autorizzazione di esercitare una attività economica che ad una vera e propria concessione. Il testo definitivo della direttiva non esclude esplicitamente il settore: nell’articolato, gli impianti a fune non trovano collocazione specifica. Tuttavia, il considerando n. 14 è formulato come segue: 14) Inoltre, non dovrebbero configurarsi come concessioni determinati atti dello stato membro, quali autorizzazioni o licenze, con cui lo stato membro o una sua autorità pubblica stabiliscono le condizioni per l'esercizio di un'attività economica, inclusa la condizione di eseguire una determinata operazione, concesse di norma su richiesta dell'operatore economico e non su iniziativa dell'amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore, e nel cui quadro l'operatore economico rimane libero di recedere dalla fornitura dei lavori o servizi. Nel caso di tali atti dello stato membro, si applicano le disposizioni specifiche della direttiva 2006/123/Ce del parlamento europeo e del consiglio (5). A differenza di detti atti dello stato membro, i contratti di concessione stabiliscono obblighi reciprocamente vincolanti in virtù dei quali l'esecuzione di tali lavori o servizi è soggetta a specifici requisiti definiti dall'amministrazione aggiudicatrice o dall'ente aggiudicatore e aventi forza esecutiva. Riprende quindi uno dei concetti contenuti nel nostro documento base, e dovrebbe portare a ritenere esclusa la concessione per la costruzione e l’esercizio di un impianto a fune, in quanto concessa su richiesta dell’operatore economico e non su iniziativa dell’amministrazione aggiudicatrice. Anche secondo il parere di autorevoli esponenti del settore, questa dizione eviterebbe la sottomissione del rilascio della concessione a gara pubblica. Noi speriamo che venga interpreta in questo senso anche da tutti gli enti aggiudicatori e che si eviti quindi un diverso trattamento amministrativo nelle regioni italiane. Molto dipenderà anche da come questa direttiva sarà recepita nell’ordinamento italiano -dovrà esserlo entro il 18 aprile 2016e dovremo in quella sede far sentire la nostra opinione e le nostre ragioni. Ma certamente questo risultato, ottenuto dalla nostra associazione, ben supportata dalle persone e dagli enti che ho citato prima, può risultare di grandissima importanza per assicurare la continuità del nostro lavoro e togliere incertezza ai nostri investimenti. Ci attiveremo per seguire l’iter di recepimento, con l’aiuto di chi è più vicino alla nostra realtà. E' qui presente l’onorevole Alfreider, di Bolzano, alla camera nel gruppo delle autonomie, insieme ai suoi colleghi valdostani. Siamo certi del loro fattivo interessamento. Infatti, questa direttiva avrà conseguenze diverse nei diversi stati dell’unione europea, appunto per i diversi ordinamenti statali riguardanti il settore funiviario, in funzione delle sue motivazioni economiche e del suo inserimento nel sistema del trasporto pubblico locale. Possiamo ritenere di aver svolto un ruolo importante, quanto risolutivo lo potremo valutare solo in seguito, ma certamente positivo. Dobbiamo qui ringraziare chi ci ha sostenuto e si è fatto portavoce delle nostre istanze. IMU Continua ad essere un problema irrisolto. Sono ormai diversi anni che siamo sul problema, ma dopo essere stati molto vicini alla soluzione, poi naufragata per l’intervento dell’Anci, non sembra più possibile ottenere l’esenzione attraverso il rientro nella categoria catastale E. L’argomento, dal campo amministrativo, si è spostato a quello tributario che, per effetto della regionalizzazione dei contenziosi, vede i ricorsi delle nostre aziende ottenere risposte diverse da regione a regione. Sono ormai numerosi i ricorsi presentati da nostre aziende contro il classamento in categoria D. Si stanno svolgendo con alterna fortuna. Sono state ottenute sentenze favorevoli in Val d’Aosta, nei due gradi, con ricorso in Cassazione ancora non svolti; anche nel Veneto e in Lombardia si sono verificate sentenze favorevoli, mentre in altre regioni ci son stati anche esiti negativi, in primo e in secondo grado. La discussione a livello istituzionale -sempre estremamente difficile per la mancanza di interlocutori coi quali parlare- è assolutamente slegata da quanto avviene nelle commissioni tributarie, e si è spostata dal se essere soggetti, al quanto, cioè su quale base imponibile. L’associazione ha da tempo valutato quali potrebbero essere i criteri per calcolare tale base, anche se non li ha finora ufficialmente promossi presso le competenti strutture fiscali, in attesa che si definisca la pendenza dei ricorsi in cassazione. In talune regioni, sono stati fatti accordi con gli uffici dell’agenzia del territorio, ora accorpata all’agenzia delle entrate, per calcolare i valori catastali. Sembra essere questa, per ora la via praticabile. Siamo anche in attesa di conoscere l’orientamento del governo su una proposta, avanzata da Confindustria, di esentare i capannoni industriali, cioè in pratica gli immobili strumentali all’esercizio dell’attività, ma va capito anche se i nostri impianti possono essere assimilati ai capannoni, ancorché strumentali siano certamente. FISCALI Dal punto di vista fiscale, a parte l’Imu di cui ho già parlato, la questione sta soprattutto sull’Irap, che noi paghiamo cara perché lavoriamo in regime di concessione e di trasporto pubblico. Questa è una situazione perversa che lo stato italiano sta interpretando in maniera disaggregata e disomogenea, sembra proprio con la sola logica di fare cassa, senza pensare alle necessità di vita e di sviluppo delle aziende. Siamo considerati trasporto pubblico quando si tratta di tassarci, mentre ci viene negata la funzione trasportistica quando si tratta di esentarci o applicarci riduzioni, vedi cuneo fiscale. Altro problema che si porrà, a partire dall’anno prossimo, riguarda l’applicazione al nostro settore della riduzione dei crediti d’imposta prevista dalla legge di stabilità 2014. E’ infatti recentemente uscito il decreto attuativo che riduce del 15% il credito riconosciuto sull’accisa per il gasolio, utilizzato dalle nostre aziende essenzialmente per la battitura piste con i gatti delle nevi. TECNICHE Per dare continuità alla relazione, lascio ora la parola all’ingegner Giuppani, che vi illustrerà lo stato di avanzamento della normativa tecnica. Avrete notato che molto abbiamo battuto in materia di proroghe, revisioni, vita tecnica. Le proroghe possono ora arrivare anche a 5 anni, salvo disquisizioni interpretative sulla decorrenza e applicabilità, questione puramente burocratica e non di sostanza tecnica, ma capace di far discutere. Sulle revisioni e sul concetto di vita tecnica, abbiamo ottenuto significative aperture, come la vita tecnica per componente: già un passo avanti, e si continuerà nella nostra azione per contenere le spese, senza minimamente trascurare la sicurezza, anzi migliorandola. Aggiungo una parola sui controlli non distruttivi per ribadire un concetto che ho già proposto un paio di anni fa in un apposito convegno. Visto che questi controlli hanno fortemente progredito in qualità e affidabilità, è tempo che le norme lo riconoscano, evitando il riferimento calendariale, concetto vecchio di carattere prudenziale, che ora può essere superato. PROPOSTE DI MODIFICA ALLA LEGGE 363 Si è avviata al senato, per iniziativa della senatrice Lanzillotta, una proposta di modifica della legge n. 363 sulla sicurezza delle piste da sci. Abbiamo potuto vederne i contenuti per interessamento del senatore Berger. Accanto ad alcune modifiche, certamente condivisibili, vi sono alcune previsioni decisamente allarmanti, che aumentano le nostre responsabilità e ne appesantiscono le conseguenze, senza peraltro incidere sulle reali cause degli incidenti. Sembra voler attribuire ai gestori anche l’onere della sorveglianza, cosa che anche in passato avevamo evitato, ma contiene per altro anche un apprezzabile richiamo alla responsabilità individuale. Anche con l’aiuto di un giurista particolarmente esperto in materia, stiamo preparando le nostre osservazioni, da presentare sensibilizzando parlamentari a noi vicini. CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO E’ un argomento ormai noto a tutti, dalle conseguenze anche spiacevoli per il modo con cui è stato accolto. 10 professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014

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esercenti funiviari Non tratto né discuto il suo complesso, mi limito qui ad elencare i punti più rimarchevoli. In particolare, l’aumento contrattuale è stato dilazionato in cinque scadenze, è rimasto al di sotto dell’incremento desumibile in forza dell’indice assunto come parametro di riferimento da confindustria, ha recuperato (con la condivisione formale degli stessi sindacati), ovviamente pro futuro, un elemento di costo (! 10,33 a titolo di Edr governo/ parti sociali del 1992) che nel passato le nostre aziende avevano subito, molto per responsabilità degli enti e uffici di elaborazione paghe. Altri risultati, non eclatanti, ma comunque positivi, si sono ottenuti sotto il profilo normativo, quali gli scatti di anzianità in cifra fissa, un rallentamento nella dinamica delle ferie, la diminuzione di alcune percentuali di maggiorazione (lavoro parziale, spostamento riposi settimanali), il rafforzamento dell’istituto della sospensione dell’attività e la reintroduzione del multiperiodale, la previsione dell’apprendistato anche per cicli stagionali. Merita infine citare il più articolato avviso comune per la stagionalità, sottoscritto il 28 marzo scorso unitamente al cosiddetto testo unico degli accordi di settore, in cui c’è anche l’impegno sindacale a un percorso comune d’iniziativa verso il ministero del lavoro, per inquadrarci normativamente tra le attività stagionali. Passo questo estremamente opportuno, in considerazione dei guasti prodotti dalla riforma Fornero, che prevede dal 2016 il contributo Aspi maggiorato per i lavoratori a termine la cui stagionalità è riconosciuta contrattualmente e non dal Dpr del 1963. FISI La Federazione italiana sport invernali ha elaborato un progetto denominato “progetto Fisi-Miur”, veramente interessante, per avvicinare i bambini delle scuole alla neve e allo sport dello sci, che distribuiremo alle sezioni territoriali perché si organizzino, per assumerne parte attiva. Ringraziamo il presidente Roda per aver presentato un progetto realmente credibile e attuabile. CONCLUSIONI Ho detto prima che questa assemblea è elettiva e che porterà a un cambio di presidenza. Al prossimo consiglio, che dovrà attribuire le cariche, io non sarò tra i candidati alla presidenza. Sono stati più di vent’anni, nei quali ho svolto la mia funzione, con dedizione, spirito di servizio e senso di responsabilità. L’attività è stata gratificante, interessante e mi ha dato anche piacevoli soddisfazioni. Di questo vi ringrazio. Come ringrazio i componenti dei nostri uffici pubblici di riferimento, coi quali il dialogo è sempre stato franco e fattivo, e i nostri consulenti esterni, i nostri ingegneri consulenti, importante supporto della nostra attività quotidiana. Abbiamo insieme raggiunto a volte risultati di grande importanza, tranquillamente archiviati, ma messi in cascina. Altri sono stati raggiunti dopo lunghe trattative. Altri obiettivi, pur inseguiti, non sono stati raggiunti, non sempre per nostra inefficienza. Ma questo rientra nelle umane vicende e va accettato. Un mio grosso rimpianto, specie negli ultimi anni, che però devo trasformare in una decisa lamentela a nome della categoria, è quello di non aver potuto avere un interlocutore a livello governativo che ci ascoltasse e dedicasse al settore turistico invernale il tempo e l’attenzione che merita. Abbiamo avuto tanti governi, ma sempre altrimenti impegnati con problemi di sopravvivenza, di campagne elettorali incombenti, di problemi di ogni genere, tra i quali però i nostri non si ritrovavano. E’ difficile ottenere risultati senza un interlocutore. Soddisfazioni ci sono venuti nei rapporti internazionali, dove l’Italia ha sempre svolto il suo ruolo costruttivo, risultando anche un affidabile riferimento per la categoria. Ringrazio per la collaborazione gli associati tutti, che mi hanno dato la fiducia, i consiglieri, con il vicepresidente Franco Vismara; il dottor Gizzi, la cui capacità interpretativa e propositiva ci ha assistito in tutti rapporti con gli organi decisionali; i consulenti tecnici, Bonini prima e ora Giuppani; e tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito a sostenere l’Anef e il suo settore. Restando comunque sempre a disposizione, nei limiti delle mie possibilità, del mondo degli impianti a fune, al quale continuo ad appartenere e nel quale continuo ad operare, auguro all’intera categoria di superare ogni ostacolo e, con la ripresa dell’economia generale, di riprendere la corsa verso il successo che merita. n A stagione ancor non conclusa...” è la frase ricorrente dei relatori che avevano preparato i loro bilanci per Alpitec (11 aprile 2014), con gli impianti che ancora giravano. Per la gran parte degli esercenti funiviari, infatti, questa volta l'inverno si è chiuso a fine aprile, ancora con tanta neve, tempo finalmente abbastanza stabile, vacanze pasquali in perfetta sintonia di tempi... Altro leitmotiv delle relazioni che seguono sono i bilanci gestionali contrastanti… a macchia di leopardo, così come la neve: tanta, tantissima, troppa al Nord, in gran ritardo sugli Appennini. Sul fronte clientela, gli stranieri hanno salvato la situazione, colmando le defezioni italiane. E anche qui, il divario è stato tra le località che hanno coltivato i mercati esteri, e le stazioni che, per vari aspetti, anche oggettivi e strutturali, hanno sempre puntato o vissuto sugli sciatori italiani, magari di prossimità. Tante differenze che, come abbiamo già saputo e riportato, hanno portato alla secessione di un gruppo di regioni dall'Anef e che, certamente, hanno avuto nei contrasti con il contratto nazionale di lavoro dei funiviari solo il casus belli. In buona sostanza -e magari semplificandola di molto- sono emerse problematiche ed esigenze diverse dei funiviari che operano nelle regioni “a statuto ordinario”. Con i vari terremoti e successivi assestamenti, troviamo anche interlocutori diversi, o comunque in posti diversi: è il caso di Francesco Bosco, che ha sostituito Valeria Ghezzi ai vertici dell'Anef Trentino; Roberto Meraviglia al posto Di Aldo del Bò in qualità di referente della Liguria, entrata nell'orbita Federfuni, e altri cambiamenti, svelati via via in questo blocco di rivista di fine stagione, interamente dedicato al pianeta degli esercenti funiviari. Su alcuni punti di denuncia sembrano comunque tutti concordi: i continui aumenti dei costi, con riduzione degli utili; la pesantezza dei vari oneri gestionali dettati da leggi, normative, fisco; la riduzione -finanche l'assenza- delle erogazioni e dei sostegni pubblici. Così, si preannunciano azioni volte a sensibilizzare politici nazionali e realtà locali, l'impegno a studiare e parametrare il mondo dei funiviari, per valorizzarne il ruolo primario e moltiplicatore in un sistema turistico montano, e qualche afflato di buone intenzioni per progettare iniziative comunicazionali, a favore e in difesa della montagna bianca e verde... Sì, anche verde, considerando che, con l'estate 2014, viene presentato per la seconda volta il prodotto Dolomiti SuperSummer, che coinvolge gli impiantisti del Dolomiti Superski in specifici pacchetti di offerta turistica, legati a varie tematiche dell'outdoor. E, dopo la prima uscita, sembra che siano aumentati quelli che ci credono e che s'impegnano a incrementare questo potenziale di seconda stagione della fune. N.Z. “ 12 professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014

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esercenti funiviari WINTER 2013/2014 REPORT Dalle Alpi agli Appennini ABRUZZO (FederfuniItalia) a stagione appena passata è stata peL santemente condizionata dalle condizioni climatiche, come del resto in quasi tutta pratutto nebbia, con scarsissime precipitazioni. Molti fine settimana sono stati persi, proprio per queste avverse condizioni, che non hanno invogliato gli utenti, già poco disponibili per la crisi economica. Alcune delle stazioni non pronte all'inizio di dicembre non hanno poi avuto modo di aprire. Pertanto, rispetto allo scorso anno, vi è stato un calo delle presenze compreso tra il 20 ed il 40%, a seconda delle località. Analizzando i dati, si è visto che nelle giornate, poche, in cui vi è stato bel tempo e, soprattutto, in cui le previsioni meteo davano bel tempo, vi è stata una forte affluenza. Mentre nelle giornate in cui le previsioni davano tempo incerto, si è avuta scarsa affluenza, anche se poi, all'ultimo minuto, è arrivato il sole. A nostro avviso, questo dimostra che la crisi economica ha imposto una razionalizzazione della spesa, che è stata concentrata nelle giornate maggiormente fruibili; e che la stessa viene sempre più programmata con il supporto, non sempre veritiero e disinteressato, delle previsioni meteo. Come caratteristiche dell'utenza, si è potuto notare che lo zoccolo duro degli sciatori abituali ed entusiasti di questo sport tiene bene, ed anzi sembra in aumento. Mentre sono diminuite le uscite di quei nuclei famigliari per i quali lo sci non è la forma di divertimento prioritaria. Consuntivi di stagione e tante buone intenzioni si tutte le località, e fino al giorno di Natale, complice una stabile alta pressione, vi è stata una buona affluenza, che ha fatto ben sperare per il prosieguo. Purtroppo, invece, da quella data in poi, le condizioFabrizio Di Muzio ni climatiche sono cambiate, con frequenti perturbazioni da Ovest e da Sud, che hanno portato temperature alte, vento e sola nazione. La differenza rispetto alle regioni dell'arco alpino consiste nella scarsità di precipitazioni che ha colpito tutte le stazioni. Dall'inizio di stagione, ultima domenica di novembre, caratterizzato da un'abbondante nevicata che ha permesso l'apertura di qua- professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014 13

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esercenti funiviari Molti di questi utenti si sono dedicati a diversi modi di frequentazione della montagna invernale, primi fra tutti l'uso delle ciaspole e il nordic walking, certamente più economici. Queste condizioni climatiche che purtroppo potrebbero ripetersi, anche a breve, impongono, per la sopravvivenza delle stazioni e del complesso mondo di attività che ruotano intorno ad esse, provvedimenti legislativi che permettano un alleggerimento dei costi e degli adempimenti burocratici a carico delle aziende funiviarie. La politica nazionale deve prestare attenzione al settore funiviario che non può essere identificato solo con le, meritatamente, famose località del Trentino Alto Adige e della Valle d'Aosta, ma che comprende anche una miriade di stazioni disseminate su tutto il resto dello stivale. Queste stazioni rappresentano la nervatura del "sistema sci" italiano, in quanto sono quelle di prossimità ai centri urbani di tutta l'Italia, che generano e crescono i nuovi sciatori, quelli che continueranno -si speraa far girare la grande macchina del turismo invernale costituita, oltre che dagli impianti, anche da migliaia di alberghi, ristoranti, scuole sci, esercizi commerciali posizionati anche nelle città, con decine di migliaia di addetti. Proprio per dare voce ad un mondo funiviario minore in termini di notorietà e dimensione numerica, ma superiore per dimensione del territorio servito e dell'utenza, tutte le associazioni funiviarie dell'arco appenninico. unitamente al Piemonte e parte della Lombardia, hanno dato vita a Federfuni Italia che si propone di portare all'attenzione della politica il nostro mondo e le difficoltà che lo affliggono e di costituire per i propri associati una spalla forte per risolvere i problemi dei singoli, che potrebbero diventare di tutti. Lo sci alpino non ha pertanto perso la propria attrattiva e resta tuttora il fattore principale di motivazione del turismo invernale. Poche settimana fa, l’Istat ha pubblicato i risultati parziali, a tutto gennaio, degli arrivi e delle presenze alberghiere in Alto Adige, che mostrano un trend positivo. La perdita della clientela nazionale è stata ampiamente recuperata dall’incremento di quella estera e pertanto si prevede di arrivare al risultato della stagione precedente o, addirittura, ad un leggero incremento, sia delle presenze che degli arrivi. In Alto Adige, nell’anno turistico 2012/2013, si sono registrati oltre 6 milioni di presenze e 29 milioni di pernottamenti. Di questi, circa 2,4 milioni di presenze e 11 milioni di pernottamenti ricadono sulla stagione invernale, che portano a un valore aggiunto in forma di potere di acquisto esternamente generato di circa 1,7 miliardi di euro. Si è calcolato, che un quarto del Pil della provincia di Bolzano può essere direttamente o indirettamente attribuito al fattore economico neve (turismo e industria invernale). Le società impiantistiche dell’Alto Adige danno lavoro a 2mila addetti, di cui 700 fissi e 1.300 stagionali. Gran parte dei collaboratori stagionali sono agricoltori che, tramite il nostro settore, possono disporre di una fonte sicura di reddito integrativo. Anche in questi tempi di crisi, a differenza di altri settori, nel nostro non sono stati persi posti di lavoro. Attualmente l’Alto Adige conta 374 impianti di risalita, che nella stagione invernale 2012/2013 hanno trasportato ben 121 milioni di persone. Il fatturato annuo ammonta a 270 milioni di euro. Un ruolo sempre più importante per gli impianti assume il turismo estivo. In Alto Adige nell’estate scorsa si sono registrati 7,5, milioni di passaggi, con un incremento, rispetto alla stagione precedente, del 13,5%. Gli investimenti del nostro settore ammontano nell’anno 2013 a ben 60 milioni di euro. Mediamente, negli ultimi tre anni, gli investimenti ammontano a circa 25 milioni di euro. Alla fine, ancora alcuni argomenti che in questo momento interessano il nostro settore. Si auspica che la giunta provinciale di Bolzano approvi al più presto il nuovo piano di settore per gli impianti e piste il quale, a differenza di quello precedente, prevede delle procedure più pratiche, più veloci e meno burocratiche per la realizzazione d'impianti e piste nelle zone predestinate allo sviluppo. Ribadiamo che non vogliamo la costruzione di nuove zone sciistiche. DOLOMITI SUPERSKI Un finale memorabile Il lungo fine settimana di Pasqua, fino al 25 aprile, ha sancito l'ultimo lungo acuto di una stagione sciistica con il pro e contro di un'insolita abbondanza di neve naturale, che ha comunque garantito piste aperte e perfettamente sciabili fino all'ultima curva per circa il 20% dell'intero comprensorio di Dolomiti Superski. La conclusione definitiva della stagione sciistica, è spettata, come da anni ormai, alle piste del Faloria di Cortina d'Ampezzo, nel pomeriggio del primo maggio ma, fino al 25 aprile, hanno continuato a girare gli impianti di val di Fassa e Pian dei Fiacconi, Marmolada, Dolomiti di Sesto/Alta Pusteria e Passo Monte Croce Comelico, Plan de Corones, Fiemme/Obereggen, a San Martino di Castrozza/Passo Rolle, Valle Isarco, Maranza/Jochtal. Per un totale di 87 impianti e 257 piste, come comunicato dall'ufficio stampa del Dolomiti Superski. “Una stagione comunque in chiaro/scuro, difficile -dichiara Thomas Mussner, direttore del consorzio-. che ha portato tanti disagi sulle strade e interruzioni di corrente. Insomma, un inverno eccezionale, nel bene e nel male. “Abbiamo guadagnato una unique selling position rispetto ai colleghi di oltre Brennero. Però, il brutto tempo dei weekend non ha aiutato i giornalieri, e gli stanziali hanno comprato skipass più brevi. “Nelle valli di Fiemme e Fassa, si è notato un piccolo incremento, rimasto però al di sotto dell'inflazione. Ma almeno nel finale di stagione, abbiamo lavorato bene...”. Ma deve essere possibile, anche in futuro, lo sviluppo e l’adeguamento delle zone esistenti e anche, ove necessario, la realizzazione di collegamenti fra zone esistenti, naturalmente sotto il rispetto di tutte le norme ambientali. Un altro tema importante che dovremo seguire con più attenzione è quello che sempre meno giovani, anche delle nostre vallate alpine, praticano lo sci. Questo è dovuto al fatto che i giovani hanno sempre più alternative per organizzare il loro tempo libero. Un apposito gruppo di lavoro, del quale fanno parte anche i maestri di sci, sta studiando delle azioni mirate per ovviare a questo problema. Un primo passo in questa direzione è stato fatto con la giornata libera dei bambini “kids snow day”, con la quale, il 16 dicembre scorso, è stato possibile portare ben 2.500 bambini delle scuole elementari dell’Alto Adige sulle piste, offrendo gratis lo skipass, la scuola di sci, il noleggio e il vitto. Altre azioni di questo genere sono in preparazione per la prossima stagione. ALTO ADIGE (Anef) a stagione sciistica non è ancora termiL nata in tutti i comprensori sciistici. Il risultato finale non è pertanto ancora de- finitivo. Si può affermare, comunque, che si tratta di una stagione nel suo complesso positiva, avendo raggiunto, e in alcuni comprensori addirittura incrementato, i risultati della stagione 2012/2013, che era comunque un’ottima stagione. Le abbondanti nevicate a fine dicembre, di gennaio e di febbraio ci hanno messo a grande prova, portando non pochi disagi per via di strade interrotte e interruzioni di corrente, anche per più giorni. Il perdurare poi del brutto tempo, che si è manifestato spesso nei fine settimana, ha portato delle perdite sia degli incassi che dei passaggi, soprattutto nelle stazioni sciistiche che dipendono molto dal pendolarismo. Perdite che, grazie al miglioramento del tempo nel mese di marzo, si sono -per fortuna- notevolmente ridimensionate. Un altro aspetto positivo della stagione è il fatto che si è avuta la dimostrazione che, quando si tratta di un inverno con tanta neve, aumenta l’interesse per lo sci. FRIULI VENEZIA GIULIA (TurismoFvg) n mancanza della relazione Anef regioI nale, riportiamo i dati resi noti da TurismoFvg, l'ente che gestisce l'intero com- Siegfried Pichler info@anef.bz.it parto turistico del Friuli Venezia Giulia, che indicano come la stagione sciistica 2013/2014 si sia chiusa con un calo complessivo dell'8% nelle presenze di sciatori nei poli sciistici partecipati dall'ente pubblico e gestiti attraverso la Promotur, che rappresenta dunque anche il comparto funiviario territoriale. Il dato finale -specifica TurismoFvg, ha comunque potuto contare su “un netto recupero di presenze/sci rispetto ai rilievi effettuati a fine febbraio”. 14 professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014

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esercenti funiviari A fine stagione, rispetto allo scorso anno, è stato infatti registrato un +4% delle presenze da skipass stagionali, mentre i giornalieri registrano un -16%: “un dato comunque confortante -prosegue l'agenzia regionaleconsiderate le pessime condizioni meteo che hanno caratterizzato la stagione da Natale sino a metà febbraio, e costretto a diverse giornate di chiusura degli impianti per impraticabilità. “La prima parte della stagione invernale -prosegue l'analisi di TurismoFvg- ha ridotto del 56% il numero di giornate di apertura utile degli impianti fino al 17 febbraio. In particolare, le pessime condizioni di otto week-end, sino a metà febbraio, hanno ridotto le uscite da parte degli sciatori pendolari regionali. Il risultato negativo di periodo è stato in parte compensato dall'incremento degli sciatori in vacanza organizzata o in vacanza programmata, e dall'incremento delle presenze da skipass stagionali; altre iniziative create ad hoc sono state l'ultimo week-end di apertura gratuita degli impianti o la proposta dei pacchetti “sci gratis”. Per quanto riguarda le singole località, al termine della stagione invernale 2013/2014: l a Forni di Sopra le presenze da skipass giornalieri si attestano a un -15%, con un +2% da skipass plurigiornalieri e +9% da stagionali; l sullo Zoncolan, il calo delle presenze dei giornalieri è -6%, mentre aumentano plurigiornalieri (+8%) e stagionali (+9%). A Tarvisio il calo di skipass giornalieri è -27% di presenze, con un +3% di plurigiornalieri e un +5% di stagionali; l a Piancavallo, al -14% di skipass a consumo e al -10% di stagionali si contrappone un +7% di plurigiornalieri; l a Sella Nevea, le presenze di giornalieri sono calate di -9% e -47% di plurigiornalieri, mentre aumentano gli stagionali di +18%; l infine a Sauris, -9% di giornalieri, -75% di plurigiornalieri e un + 27% di stagionali. sciando ben poche speranza di una ripresa in extremis, almeno per coprire parzialmente i costi fissi che ben tutti conosciamo. Febbraio e marzo sono stati complessivamente migliori dello scorso anno, quando il maltempo aveva funestato la maggior parte dei fine settimana. Tuttavia, il calendario sfavorevole (Pasqua ad aprile inoltrato) non ha consentito di trarre pieno vantaggio dalle pur discrete condizioni meteo. Nota positiva: in entrambe le stazioni sono stati organizzati alcuni moduli del corso maestri di sci del collegio Liguria: ciò rappresenta un evento importante, dopo anni di corsi tenuti esclusivamente in Piemonte e in Valle d’Aosta. Di seguito alcune note su Levante e Ponente. l Santo Stefano d’Aveto: per cercare di contrastare la carenza di neve, nel periodo natalizio e delle festività di fine anno sono state programmate delle aperture a intermittenza per l’utenza pedonale. Dopo le prime nevicate di una certa importanza dell’ultima decade di gennaio, il 25/01 si è potuto finalmente aprire il comprensorio, seppur solo nella parte alta; la pista di rientro è stata infatti praticabile solo nel mese di marzo. Il calendario delle aperture ha rispecchiato quello della stagione invernale 2012/2013: sabato, domenica e lunedì, oltre ai periodo carnevalizio che, purtroppo, pur essendo stato programmato e diffuso con largo anticipo ben prima dell’inizio dell’anno scolastico, non è stato condiviso dalla dirigenza didattica avetana che ha pianificato la canonica settimana bianca in anticipo. Pur avendo comunque perso il periodo natalizio, nel 2014 la neve non si è fatta molto aspettare e, già da gennaio, si è potuto aprire la stazione con importanti nevicate. Aperture programmate dal venerdì al lunedì, consecutivamente nella seconda metà di febbraio e nella prima decade di marzo; sempre in febbraio, il modulo del corso maestri della Regione Liguria. Parimenti a Santo Stefano d’Aveto, anche qui gioie e dolori con il meteo che, tuttavia, nell’ultima parte della stagione, protrattasi fino alla metà di aprile, si è dimostrata piuttosto clemente. Anche a Monesi, non si può certo parlare di bilancio positivo ma, come a Santo Stefano, fanno ben sperare gli intenti d'investimento della Regione Liguria, che ha già dato il via al progetto e ai finanziamenti per la realizzazione di una nuova seggiovia, in sostituzione della sciovia esistente nella parte alta della stazione; e ha inoltre allo studio la realizzazione dell’impianto d'innevamento programmato. PIEMONTE (Arpiet FederfuniItalia) a stagione invernale che si è appena L conclusa può essere definita ampiamente soddisfacente: merito anche di “madre natura” che, con copiose e frequenti nevicate, ha creato le condizioni ideali per un’apertura anticipata e una chiusura in alcuni casi posticipata. Le principali stazioni sciistiche piemontesi hanno registrato quasi 19 milioni di passaggi. La Regione Piemonte ha riconosciuto anche quest’anno, attraverso la legge regionale 2/2009, l’importanza delle stazioni sciistiche come settore trainante per tutte le attività economiche presenti sui territori montani. LIGURIA (FederfuniItalia) ncora una volta, la scarsità di precipitaA zioni in dicembre e gennaio ha determinante l’andamento negativo di una stagione che si avviava sotto ben più rosei auspici. La crisi congiunturale che colpisce il sistema Italia ha portato infatti alla rivalutazione del turismo di prossimità, ancora di salvezza (dati i luoghi, è proprio il caso di dirlo…) per le realtà montane dell’Appennino ligure, come si era potuto ben constatare nella passata stagione estiva che aveva rivelato un incremento delle presenze dalle località sia rivierasche che dell’entroterra. Purtroppo, le festività natalizie e di fine anno sono stati compromessi dalla carenza bianca, e la “fase asciutta” si è protratta fino alla fine di gennaio, la- Le condizioni meteo, nella seconda parte della stagione sono state abbastanza favorevoli. E' stato perso integralmente un solo fine settimana (oltre a qualche lunedì, soprattutto in febbraio) e si è potuta sfruttare quasi completamente la prima decade di marzo, con apertura continuata in occasione del carnevale e del VI modulo “livello bronzo” del corso maestri di sci del collegio Liguria. Il bilancio, pur non potendo certo ritenersi positivo, fa ben sperare: il pubblico si è detto comunque soddisfatto della qualità dell’offerta della stazione. Sono state inoltre rafforzate le sinergie con le altre realtà turistico-commerciali della valle, anche in funzione del prossimo passaggio di consegne nella gestione della stazione dalla Santo Stefano d’Aveto Servizi srl (partecipata comunale al 100% che, in virtù della legge finanziaria del 2007 non avrebbe più ragione di essere) a una cooperativa creata da alcuni tra i dipendenti dell’attuale società. Da non tralasciare poi l’intento della Regione Liguria di completare il piano d'investimenti già avviato con il rinnovamento degli impianti nel triennio 2008/2010: attualmente sono allo studio la sistemazione delle piste e la realizzazione dell’impianto d'innevamento programmato, almeno nella parte alta della stazione. l Monesi di Triora: leggermente migliore, dal punto di vista della durata della stagione, la situazione di Monesi. Giampiero Orleoni A tale proposito, abbiamo avviato una collaborazione con l’università di Torino, al fine d'indagare e dare evidenza al volano economico indotto dall’attività degli impianti di risalita delle stazioni turistiche sull’economia dell’intero territorio piemontese. La ricerca vuole fare emergere come il mantenimento e lo sviluppo delle aree sciabili sia determinante per la sopravvivenza delle economie locali montane, e per una buona parte del turismo invernale piemontese. Ma è necessario il coinvolgimento di tutti gli attori economici regionali, sia privati che pubblici. Il primo passo verso un sistema di gestione di tipo imprenditoriale integrato delle aree sciabili è la presa di coscienza e la sensibilizzazione, sia da parte degli attori economici regionali, sia da parte dei singoli cittadini, rispetto al ruolo che ricoprono le società di gestione degli impianti di trasporto a fune, nell’ambito del turismo in Piemonte e dell’intera economia regionale locale. Roberto Meraviglia roberto.meraviglia@hotmail.com professioneMontagna n° 127 maggio/giugno 2014 15

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