Diario di viaggio:cammino da La Verna ad Assisi

 

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Maggio 2014 esperienza di cammino ; 9 giorni straordinari tra Toscana ed Umbria

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Diario di un viaggio …La Verna –Assisi -‘’Di qui passò Francesco’’ Perché ho intrapreso questo cammino? Direi che il tarlo del cammino me lo ha ‘’inculcato’’ mio fratello che nel 2006 mi dice che vuol fare un cammino ,un mese di cammino verso Santiago de Compostela . Nel seguire mio fratello ,grazie anche alla tecnologia ,sms, internet mi appassiono e mi documento sul suo andare e nei mesi successivi compro alcuni libri di testimonianze sul cammino di Santiago . No …,bella esperienza ma non mi ci vedo con un pesante zaino farmi 800 km poi 30 giorni fuori di casa …in Spagna! Ogni tanto ,nei successivi anni ,nel mio zapping Tv scorgo ancora trasmissioni che parlano del cammino di Santiago …e ancora aleggio con la fantasia su paesaggi spagnoli ,ben raccontati dal fratello e documentati dalle mie letture di libri tematici ..parlo con persone gia’ pellegrini di Santiago . Facendola breve ,circa un anno e mezzo fa non so come, (2013)ma mi imbatto nel mio rovistare nel web nel sito del cammino ‘’Di qui passo Francesco’’. Ecco un cammino alla mia portata :mi fiondo in libreria e compro il libro ,lo sfoglio avidamente ma resto un po’ deluso ,forse dalle cronache sul percorso ..gira a destra ..gira a sinistra ..200 metri al bivio Attenzione …non è che dovrò leggere il libro ad ogni incrocio? … Passa una primavera ed un estate (2013) , non resto convinto che sia buona cosa partire ;esperienza nulla sui cammini ,tappe che sembrano maratone e poi la paura (ora direi stupida) dell’ignoto ,della solitudine ….e l’anno piano piano se ne va e resto con qualcosa in sospeso . Il 2014 inizia, nuovamente documentandomi anche grazie al web sul cammino www.diquipassofrancesco.it ,giro blog ,ricerche spasmodiche su difficoltà del cammino ,decido poi di ricercare ,con le mappe del libro agganci ad immagini Google street view e ,con sorpresa noto che gli incroci di sentiero del cammino son ben segnati L’incontro a Treviso a marzo con Angela in una serata di presentazione dei cammini mi da’ nuova carica ,mi vien registrata anche la credenziale del cammino , oramai ho preso un impegno con me stesso . Nasce in me l’idea di intraprendere questo cammino ,ne parlo con amici e conoscenti ,mentre sto intraprendendo dei corsi per cassintegrati da gennaio con scadenza fine aprile 2014 ; nei miei impegni di maggio mi ritrovo ad organizzare una gara MTB assieme al team locale , ho appena finito i corsi per cassintegrati ; così mi convinco di partire in data successiva all’evento MTB,circa il 5/6 maggio . Arriva il Lunedi successivo alla gara MTB ed ancora son li’ titubante a casa ..non sono ancora partito ; qualche sera successiva esco al bar ed incrocio qualche amico ‘’Ma non dovevi partire per il cammino?’’ …ahime, sprofondo in alcune scuse banali e mi sento in colpa …qui ho preso un patto con amici e conoscenti …prendo la decisione che il lunedi successivo sarei partito ,ne parlo in casa della mia definitiva decisione …mentre i giorni passano arriva veloce il giorno della partenza . La sera prima carico e ricarico lo zaino ,il peso mi sembra sempre molto ma non so cosa lasciare a casa ,decido di chiudere lo zaino e ,vada come vada ; mi ritrovo ad andare a letto presto con un po’ di ansia ;la sveglia suona presto alle 5.15. Partenza ed arrivo a La Verna (Arezzo)

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Grazie ad un amico ,di buon mattino mi reco in stazione dei treni faccio il biglietto ,anzi tre direzione Arezzo poi mi informerò per salire verso Chiusi la Verna . Parte il treno ed ancora mi chiedo :cosa mi aspetterà ,troverò compagnia ?…sino a Padova trovo giovani studenti nello scompartimento e per un’ora mi abbiocco nelle mie piccole ansie da viaggio …cambio il treno ,un Freccia argento che in un paio d’ore mi porta a Firenze , trovo da far due chiacchere di numero ma molti son presi dai loro problemi per interessarsi alle mie prossime avventure . A Firenze ricambio treno verso Arezzo , lo zaino nel scendere i vari treni mi da’ già un senso di pesantezza ,poca gente nello scompartimento e guardo fuori per notare come son le zone ..m’immagino già i prossimi saliscendi collinari e i tratti pianeggianti … eccomi in un baleno ad Arezzo. Ora siam gia’ a buon punto ,ancora un’oretta e son al Santuario de La Verna ricerco il biglietto treno e autobus. Sto per salire sul treno regionale per Bibbiena e si parano di me innanzi due pensionati bolognesi con tanto di zaino ,inevitabili presentazioni e siam gia’ sul treno a chiacchierare sul cammino ,a fianco di noi altra persona ,una signora altoatesina anche lei con il suo zaino e in pochi minuti siam in 4 amici pellegrini diretti a La Verna . L’autobus ci fa scendere sotto il Santuario prima del paese di Chiusi la Verna , circa un quarto d’ora di buona salita in strada acciottolata molto bella ..da qui si vede in alto arroccato il Santuario; arrivati a La Verna ;un saluto ed ognuno si ritira alle sue stanze annesse ,appuntamento in serata per la cena . Il Santuario La Verna dista a 4 km dal paese e l’unica distrazione per tirar sera è una obbligata visita ai luoghi dove Francesco visse lasciando alcune testimonianze ,incrocio piu’ volte i nuovi amici nel mio girovagar nel Santuario ; trovo altri camminatori delle mie zone vicentine ,un saluto cordiale ai pellegrini non lo nego a nessuno ..mi sento gia’ parte del cammino . Nel visitare La Verna non posso non notare il silenzio e la spiritualità che esprimono i luoghi ,visitare la chiesa mi da un senso di pace ,i suoni e le litanie mi ricordano la nonna quando mi portava ai vespri di domenica negli anni 70 …energia spirituale che sale e mi provoca la prima emozione . Al primo pomeriggio mi faccio la prima camminata andando a vedere l’attacco del mio nuovo cammino ;esco dal Santuario ..prendo il primo tornante che scende , dopo il grande parcheggio, il bivio e dopo 10 minuti mi ritrovo alla prima freccia gialla …ritorno sui miei passi ,osservando meglio i paesaggi che mi aspetteranno l’indomani ..sento un’emozione di libertà indescrivibile ,non vedo l’ora che arrivi domani . La serata ci vede cenare con i pellegrini incontrati in treno ; siamo in 4 io i bolognesi ,Jhoanna di Chiusa in Alto Adige ; la coppia bolognese mi da appuntamento a domani a colazione puntuali alle 8 del mattino

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Prima tappa La Verna –Pieve Santo Stefano Mi sveglio piu’ volte nella notte ,il mio cruccio e’ il cuscino .., ma puntualmente riprendo il sonno .Alle 7 mi apparecchio lo zaino , attendo impaziente la colazione ; incontro i miei colleghi pellegrini bolognesi Sergio e Ernesto ,trovo anche Jhoanna l’Altoatesina assieme a una nuova conoscenza del mio cammino ,Hilse di Amburgo . Come d’accordo ,dopo la veloce colazione e pagato l’alloggio esco assieme ai bolognesi dal portone principale del Santuario ,qui ha inizio la mia avventura ;altra sensazione di libertà ,unico pensiero è l’esser parte del percorso ..non esiste altro nella mia mente … Prendiamo il primo bivio per lo sterrato e altro bivio ,in un attimo siamo alla Croce di Calla, risaliamo la collina ,quando entriamo nell’immenso prato di Monte Calvano ,quasi in contemporanea apro le braccia in senso di liberta’ assieme ad Eugenio ..un bel respirone gustandoci il panorama che dà sulla pianura ,via alle prime foto . Il percorso ora si fa’ saliscendi ,lascio andare la coppia bolognese al suo passo e vedo che non mancano i segni e le frecce che danno sicurezza al mio cammino solitario in queste grandi foreste .. non incontro nessuno nel mio andare ,la mia mente vaga e mi sento già parte di un avventura straordinaria . Comincio la discesa verso Pieve Santo Stefano , prima nel bosco e poi su strada bianca ,non so nemmeno quanto manchi per arrivar alla meta ,ma non m’importa ; ritrovo dopo alcune ore i 2 amici in pausa intenti al cellulare per prenotazione soggiorno del giorno successivo ,mi chiedono se desidero condividere la stessa stanza ;accetto senza storie di esser parte della compagnia ,strategia giusta per risparmiar qualche decina di euro ad ogni prenotazione . La strada bianca scende ,sebbene si veda il paese sottostante e la superstrada E45 ,manca ancora un bel pezzo per arrivarci , la strada asfaltata ci annuncia che siamo alle porte del paese ,notiamo un cartello in una curva che porta all’Agriturismo Il Castellare ,non e’ la nostra meta ma affamati cerchiamo qualcosa da metter sotto i denti :ci inoltriamo su un sentiero ..200/300 metri ci troviamo dinanzi a 2 cancelli di reticolati in pochi metri ,da aprire o in alternativa salire e ridiscendere al di la’ su di una scala rudimentale di tre pioli …ma dove sara’ mai sto Castellare ? Un casolare abbandonato ..poi un borgo di case in rovina …ci chiediamo dopo ore di cammino se vale la pena ,mi mandano avanti in avanscoperta per veder dov’e’ sto posto ..sento solo cani abbaiare a distanza …torniamo nei nostri passi ..sarà per un'altra volta .. riprendiamo la strada asfaltata che scende..

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si sentono i primi rumori della vicina superstrada e notiamo il ponte che la supera ....pochi decina di metri ed l’ agriturismo ‘’Il Ghiandaio’’ ci si para dinanzi ,fermata obbligata dopo molte ore di cammino ;sbafata di pane , salumi vari ,dai ciccioli alla finocchiona e vini locali ,con vista sulla E45 Orte Cesena Dopo un ‘oretta di sosta in 5 minuti ci troviamo tutti all’Hotel Santo Stefano ,serata di cena in comune noi tre ; mia successiva passeggiata in paese ,qui si mangia troppo e una passeggiata è d’obbligo per smaltire ;incontro gente ,con la scusa di chieder informazioni sul cammino faccio 4 chiacchiere …bel posto per rilassarsi nel piccolo parco cittadino vicino al Tevere , poca gente in giro già alle 21.00. Prima di andar a letto ,provo un po’ di tensione nei muscoli dei polpacci ,come consigliato da Angela mi faccio mezza aspirina (solo mezza ,non son amante dei medicinali) e una bella frizione di crema all’arnica ;in mezz’oretta il sonno ha il sopravvento, nonostante rumori di russare ad una cert’ora mi dèstino, grazie a Dio riprendo il mio dormire sino al mattino . Seconda tappa Pieve Santo Stefano –Valico di Viamaggio Preparo lo zaino per la seconda volta e mi chiedo se tutta sta roba non è troppa , saranno occhio e croce 10 kg ,l’inesperienza dei cammini la pago cara caricandomi un bel guardaroba ,me ne rendero’ conto solo nelle successive tappe . Si riparte dopo colazione abbondante ,ancora noi tre ,io e pensionati bolognesi Sergio ed Ernesto, subito affrontiamo un subito un salitone per poi affrontare uno stretto sentiero che ci porta in mezz’ora sopra il paese , fermata obbligata, per osservare il panorama ,con relative foto . Lascio sfilare i miei amici pellegrini e qui comincia il mio primo rebus sul percorso ..in un bivio o si entra in una radura ricolma di legna accatastata ..qui si notano piccoli sentieri che scendono …o si prosegue per il sentiero principale ,giro 2 minuti osservo con la cartina ,noto al bivio il tau giallo sovrascritto da segnale bianco e rosso in forma di freccia ,sento da lontano Sergio che mi chiama e mi accenna di andar verso di lui seguendo il sentiero principale ..anche loro son rimasti interdetti sul bivio ma han trovato riferimenti tau piu’ avanti .. Più avanti 200 metri e ci troviamo il sentiero infangato e calcato da orme giganti di trattori , due lenti trattori ricolmi di legname sbarrano la nostra strada ,siamo in una zona di disboscamento ,dobbiamo risalire alcuni metri il bosco per passar questi carichi mezzi . Eccoci in pochi minuti fuori dal bosco , bei campi coltivati in un piccolo altipiano, panorami da cartolina ,passiamo tra i ruderi in località Strazzano ,subito si risale la in un ripido sentiero su zona di disboscamento per entrare su sentieri oltre che impervi anche poco agevoli in caso di pioggia o fango ..non oso immaginare come si possa avanzare nei giorni umidi e di pioggia .

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Eccoci dopo un po’ su un bel sentiero che annuncia con i cartelli l’avvicinarsi dell’Eremo di Cerbaiolo ..lo si vede in lontananza e decidiamo di avvicinarsi ..il cartello dice 20 minuti e si e’ all’Eremo ..il sentiero comincia a scendere ,abbiam gia’ capito che dopo la discesa ci aspetta la salita …incontriamo la prima persona del giorno ,un simpatico toscano con cane beagle che ci invita a intraprender in pochi minuti la via per il Cerbaiolo; gettando l’occhio all’Eremo non notiamo anima viva e desistiamo ,ci mancano ancora un paio d’ore per Viamaggio. Da qui in poi per quasi un ‘ora e mezza ,abbiamo un nuovo compagno di viaggio il toscano con il suo beagle ,discorsi a tutto tondo su cammini e percorsi ,storie di vite ed aneddoti ,il suo ‘’slange’’ toscano mi appassiona mentre i suoi discorsi scorrono e non danno pace a me agli amici bolognesi , mi defilo qualche metro ,alla Fonte del Ghiaccio ci si divide con il loquace toscanaccio , incontriamo più avanti alcuni cancelli, li oltrepassiamo e chiudiamo ..di fronte a noi nel sentiero una mandria di bovini ,ci troviamo al centro dell’attenzione mentre gli stessi bovini sembrano statue che ci osservano , con calma passiamo avanti e dopo qualche bella zona prativa si ricomincia a salire su bello sterrato verso il passo di Viamaggio ,già si vede il nostro hotel ,li’ ad un tiro di schioppo ed eccoci sulla strada principale ; l’Albergo Imperatore ci attende . Veloce doccia e spuntino di affettato ,risaliti in camera ,sentiamo voci in corridoio e riconosco e ritrovo Jhoanna e Hilse che alloggiano nella vicina camera. Al pomeriggio passiamo qualche ora in un laghetto poco distante dal valico ,credo poco frequentato ,tanto che dobbiamo passar sotto una recinzione sbrecciata ,in alcune panchine, nel prato di erba incolta, ci dedichiamo alla prenotazione alberghiera per i prossimi giorni …un senso di felicità e libertà mi pervade .

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Serata con cena ,siamo 5 pellegrini ,pasto abbondante qualche bicchiere di buon vino ,allegria ed amicizia disinteressata ,il Valico non offre nulla ,una semplice passeggiata fuori porta sulla strada principale,silenzio assoluto mentre si scorge in lontananza qualche bel nuvolone e tuono in lontananza ,;domani previsto bel tempo comunque . Terza tappa Passo di Viamaggio –Monte Casale (San Sepolcro) Mattinata dedicata alla mezza asciugatura di panni, nel bel sole che già splende con le sue ombre lunghe alle 7.00 del mattino ,porto persino parte del mio bucato, sopra l’albergo Imperatore stendendolo nel boschetto sovrastante su delle panchine ,di qui passa il sentiero e successivamente raccogliero il materiale asciutto . Buona colazione ,puntuale alle 8 ,questo è l’orario canonico delle colazioni sin al termine del mio andare .Partenza sempre in compagnia dei bolognesi subito il percorso si fa erto in salita scavalcando o oltrepassando diversi cancelli ,stretto e tortuoso sale e ridiscende per circa un ora poi si incrocia una bella carrareccia ,credo per usi forestali ,in piana con bei panorami sulla pianura sottostante, si scende poi dolcemente e si risale sempre dolcemente ..non si incrocia anima viva , il rumore lontano di alcune motoseghe e trattori ma niente più ;sono solo ,per scelta e il mio pellegrinare su questi posti magnifici mi da gioia . Arrivo a Pian delle Capanne incrocio gli amici che già da alcuni minuti son in pausa ,io non mi fermo mentre loro preparano la ripartenza ,addento una mela e continuo il mio lento solitario andare ,ancora lunghe carrarecce con alternanza bosco e luoghi aperti ,il sole scalda il giusto ed alcune nubi ogni tanto fanno da capolino e creano un bel ristoro . Ecco che al bivio incriminato di Germagnano /Montagna ben segnalato dalla guida di Angela ritrovo i miei soci che mi allertano dell’insidia -‘’Si va di qua’’- scendiamo ed attraversiamo piu’ volte alcuni corsi d’acqua risaliamo e ci ritroviamo su terreni accidentati quasi lunari ,caratterizzati da rocce slavate ,il sentiero obbliga a scender quasi obliquamente su questi lastroni di rocce ,terreno particolarmente insidioso in caso di pioggia ; ancora una mezz’oretta tra il su e giu’ su una buona carrareccia e siamo a Montagna ,fermata obbligata per uno spuntino di pane, vino ed affettati . Rifocillati, sempre noi tre ,dopo una buona ora ,ci ritroviamo a ripartir per l’ultima ora e mezza di viaggio destinazione Monte Casale ;lascio subito che gli amici vadano avanti con il loro passo e me la prendo comoda ,si risale il paese e si scende su uno stretto sentiero sul corso d’acqua sottostante ,si risale e in una mezz’oretta mi ritrovo su un terreno anche questo ricco di rocce di strana forma ,una successione di bei roccioni squadrati almeno una decina posti lungo il sentiero ,foto di rito ; seguo quindi il sentiero che via via corre in costante leggera discesa scorre attorno alle alte colline in un susseguirsi di curve a gomito nell’oltrepassare da un fianco all’altro della montagna ; per scrupolo, prendo

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il mio GPS e noto che la meta e vicina a circa un km e 800 metri in linea d’aria ,continuo il mio andare e dopo mezz’ora son ancora su sto sentiero in piana che sbalza di qua e di la dei fianchi di queste enormi colline ..finalmente un cartello su di un prato ,ora vedo alll’orizzonte San Sepolcro ,mi segnala un quarto d’ora per la meta ,le molte ore di cammino cominciano a sentirsi ,18 i km della tappa odierna in un susseguir di vari terreni e dislivelli Arrivo all ‘accoglienza Francescana MonteCasale e trovo subito gli amici bolognesi già da decine di minuti in riposo ,il gentile Davide gestore dell’accoglienza ci da le camere ;una stanza con 4 posti letto a castello ,posto letto in alto nel mio caso doccia e qualche piccolo lavaggio di biancheria non manca mai ,scendo e vedo Jhoanna seduta fuori del locale che si ristora sfinita ; è in transito per scendere a San Sepolcro e sta attendendo l’amica pellegrina tedesca Hilse ,in ritardo ,data la lunga tappa e la partenza ritardata questa persona e’ ancora in giro e son già le 16.30. Un colpo di cellulare e l’amica Hilse(la dispersa) dichiara che gli manca ancora tre quarti d’ora per arrivare ;spinto da ‘’compassione ‘’ risalgo il sentiero dopo circa 20 minuti raggiungo Hilse che beatamente se la prende comoda ringraziandomi per l’interessamento ;arriviamo alla meta di Monte Casale e le due donne vista l’ora tarda ,oramai le 18 , decidono il pernottamento in loco ,San Sepolcro dista ad 8 km quindi ad almeno 2 ore di cammino . Tardo pomeriggio visita al convento di Monte Casale successivamente cena per pochi intimi ,siamo solo due tavole di pellegrini, pasta all’arrabbiata ,assai arrabbiata e carne stufata con fagioli e dolce della casa ,ritiro quasi immediato alle proprie stanze ,domani tappa lunga . Quarta tappa San Sepolcro –Città di Castello Nei miei piani odierni c’è la volontà di tagliar qualche km di strada ,grazie a qualche bus che mi porti un po’ avanti ..sino a Petriolo o Monterchi ;chiedo al gestore di Mote casale se da San Sepolcro ci son autobus che portano in queste zone ;Davide dichiara che le linee che portano a quei paesi sono fuori mano e gli orari scarni ..insiste che la tappa la devo svolgere tutta ;altri pellegrini l’hanno svolta per intero ed è fattibile . Dopo la colazione attendo impaziente assieme agli altri pellegrini il passaggio del con il bus Navetta che ci porta direttamente alla partenza da San Sepolcro (8 km) ,la guida di Angela parla di una tappa difficile con 27 Km in 8 ore …mentre scendiamo con il bus navetta verso la partenza Davide gestore e nostro improvvisato autista della navetta mi da una notizia che mi sconvolge –Mi ha telefonato Angela e mi ha detto che si ricorda di te a Treviso ? – ‘’di me?’’ – Ogni giorno di questo cammino mi presenta emozioni nuove … Scendiamo tutti e 5 amici (Sergio,Ernesto ,Jhoanna, Hilse ed io )davanti alle mura medievali e ci dividiamo ,solo io oggi camminerò mentre gli altri faranno giornata di turismo in quel di San Sepolcro …inevitabili i saluti ,magari non ci si rivede più. Son già le 9.30 ,un po’ tardi per iniziare ma va beh

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Parto solo di buona lena ,esco dalla città affronto la strada provinciale su marciapiede passo il ponte sul Tevere e alla vista delle torri della Buitoni giro a sinistra verso parte alta della zona industriale su una strada asfaltata poco trafficata , proseguo verso sud lasciando alla mia destra la zona industriale ..trovo i primi cartelli -7 ore Città di Castello – ho camminato appena da tre quarti d’ora e mi chiedo se non ci vuole una sana follia camminare per tante ore poi con cotanto zaino sulle spalle .. La strada diritta, delimitata da campi coltivati sembra non finire mai , passo un gruppo di case dove dei bimbi di un asilo in ricreazione mi guardano dalla recinzione ,come fossi un alieno di passaggio. Le colline sembran vicine mi sembra gia’ di notare il paese collinare di Citerna con il suo campanile e centro storico . Alla prima curva netta del percorso , noto poco distante qualcuno ad un orto intento al lavoro ,ho voglia di far due parole – Quanto ci vuole per Citerna ?- ‘’ nel giro di mezz’ora sei a Citerna ‘’ poi chiacchiero amabilmente sul mio cammino e sulle mie origini venete ;saluto l’ortolano e fiducioso mi incammino, mentre il paese di Citerna sembra c he mi si sposti più in là ;infatti dopo il paese di Fighille salgo dietro al cimitero e subito scendo nel retro della collina , Citerna mi sembra ancora lontano. Procedo abbastanza spedito verso la mia prima meta odierna ,son sotto la collina di Citerna ,uno sterrato abbastanza tirato mi fa guadagnare quota ed in una quindicina di minuti mi trovo alle porte della cittadina murata ..la mia prossimo obbiettivo è Monterchi ,giro esterno delle mura di Citerna ,scendo pochi metri e mi si para d’innanzi la cittadina di Monterchi ;vista dall’alto ,sotto la collina non si puo’ non restar estasiati dalla bellezza del panorama della citta arroccata in una collinetta ,poi vista da sopra da un che di tridimensionalità che mi dà stupore . Scendo attraverso un piccolo sentiero tra le frasche ed arrivo al cimitero di Monterchi ,sulla strada principale svolto per Monterchi oramai la vedo li ad un passo , salgo il paese per visitar la famosa opera di Piero della Francesca la sua ‘’Madonna del parto ‘’ma il museo e chiuso per pranzo ,ridiscendo in pochi minuti il paesino ,tappa d’obbligo dopo ore di cammino ,il bar del paese per pausa panino ;è già l’una di pomeriggio ,approfitto di un wi-fi per postare foto del mio cammino su social network ,trovo altri pellegrini che pero arrivano da altre vie (Umbertide e dintorni ) ,chiacchieriamo di cammini e amenità varie e si fanno le 14.30 ,mi aspettano ancora circa tre ore e mezza /quattro per Città di Castello . Riparto e mi convinco che è gia’ tardi per ripartire e che il mio arrivo sarà quasi serale ,l’ostello mi aspetta ,spero di arrivarci ad una ora decente . Lascio quasi subito l’asfalto e comincia un calvario di salite impervie tra oliveti che mi portano in circa un ora all’agriturismo le Burgne , cerco una ricarica acqua ,entro e chiedo a due persone pellegrine come me sedute all’esterno se c’e’ un rubinetto ,intanto, anche se avevo chiesto permesso non esce nessuno dei titolari ,chiedo l’ora

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agli amici pellegrini ,diretti alla vicina Monterchi ..è gia’ un po’ tardi son quasi le 16.00 e noto i cartelli mi indicano 3 ore alla meta di Città di Castello . Passo innanzi al famoso allevamento di bufale, citato in alcuni blog e nel libro di Angela in localita’Caldese . Continua la mia solitaria cavalcata verso Città di Castello ma l’arrivo, dopo una discesa sterrata alla strada principale che conduce a Città di Castello –località Lerchi a 5 km dalla meta -mi convinco che risalire la collina verso lex convento Montessori mi farebbe arrivare all’ostello troppo in ritardo ;sulla strada accenno qualche timido autostop, ma nulla ,vedo un bar ,entro e dichiaro –C’e’ qualcuno che va verso Città di Castello- ,alcuni ragazzi mi prendono ‘’sul serio ‘’ed in un quarto d’ora sono davanti all’ostello in piazza Matteotti . La mia serata la passo in solitaria tra lavaggio panni e telefonate parenti ed amici … pizza poi in un locale poco distante da piazza Matteotti , incontro i miei amici pellegrini turisti per caso in piazza ..appuntamento al giorno dopo ,magari ci si rivede in cammino .. Quinta tappa Città di Castello-Pieve de Saddi (Pietralunga) Alle 7.30 lascio già l’ostello ,una veloce colazione al bar e mi dirigo verso fuori le mura ,chiedo informazioni su percorso verso Perugia ad alcuni passanti e subito mi incammino sulla strada principale per Perugia ,una decina di minuti trovo su una rotonda il sottopasso che mi porta su di una strada poco frequentata verso località Baucca ,noto per terra dei strani pezzi di polistirolo di color blu grandi poco piu’ di una mano, li raccolgo ,saranno il mio sostegno tra spalle e cinture del mio zaino sin ad Assisi . Un’ora di costante leggera ascesa su asfalto ed arrivo a Località Sasso ,foto di rito sul piccolo parco del torrente Soaria e le sue piccole cascate ,fermata al vicino bar e chiacchierata con alcuni avventori –ho appena incontrato altri due che camminavano ?- mi fa uno . Non faccio a tempo a ber qualcosa che reincontro Sergio e Ernesto ;sino a Pieve de Saddi mancano ancora alcune ore ed un panino da portar via e d’obbligo ;infatti non troveremo nulla in giro per ristorarci sino alla Pieve .

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Ripartiti ognuno per conto suo ,ma comunque a distanza -vista , risaliamo la collina tra gli uliveti in una buona carrareccia ,da qui in poi ogni angolo è un nuovo panorama ; in seguito ci ricongiungiamo con una strada asfaltata ,dove per ore non incontriamo nessuna auto o casa ,un susseguirsi di su e giù ,fortuna vuole che alcune nubi ogni tanto oscurino il sole ,immagino l’estate dei pellegrini su queste zone ..qui non ci si ripara e si rischiano insolazioni . Arrivati al bivio per Candeggio ad un ora da Pieve de Saddi ,ci si riunisce in pausa panino su uno spiazzo apposito con panchine e fontanella …a destra e sinistra panorami a 360 gradi sulle colline umbre Ancora su e giù, scendendo sempre su strada sterrata ci appare Pieve de Saddi ,come lo immaginavo da foto e miei viaggi su Street view , troppo carino il posto, isolato dal mondo e lontano dalla civiltà ,dopo molti ruderi e strade deserte siamo arrivati in questo posto magico. Foto di rito ,ci presentiamo al gentile gestore Federico ;come fossimo a casa sua ci da’ le stanze ,ci offre una birra fresca e ci suggerisce il menu della cena –Si mangia quello che c’è-

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poco dopo finche stiam amabilmente chiacchierando con Federico incontriamo due nuove pellegrine da Manbello lario (Como) Reneè e Carla ,si fermano per ristorarsi ; ci si presenta ,due chiacchere di numero bastano per crear una bella sintonia amichevole ,poco dopo si congedano ;son alloggiate più giù ad un ora di cammino. Passiamo l’intero pomeriggio in compagnia ,in questo posto isolato visitando la Pieve ,racconti ed aneddoti storici di Federico su questo realtà di quattro stanze con una piccola chiesa storica con cripta, sito storico del 1300. Nel frattempo sopraggiungono alla Pieve anche due vecchie conoscenze Hilse e Jhoanna ,magia del cammino è il trovasi ,perdersi e reincontrarsi in momenti diversi . Cena serale molto familiare in 6 con menu casareccio ,grazie al cuoco Federico ;cordialità e simpatia non si sprecano tra noi ,quattro sane risate qualche bicchier di vino e poi via tutti a nanna . Sesta tappa Pieve de Saddi –San Benedetto (Pietralunga) La tappa odierna non è particolarmente difficile e lunga . Si parte con una buona colazione abbondante, sempre grazie al nostro Federico ; prima di partire dono al bravo ostelliere parte del mio zaino lasciandogli in dote un maglioncino ,una polo ed una t-shirt ,oramai mi son stancato di trasportarmi mezzo guardaroba di casa e gli regalo circa un chilo del mio peso zaino . Come mi e’ solito ,lascio partire gli amici bolognesi e con calma riprendo la strada bianca e per circa un ora in un salire e ridiscendere, mi ritrovo in fondovalle su strada asfaltata in costante salita affiancato dal rumore di un bel torrente ..son passate solo 2 ore e già incontro cartelli che segnalano Pietralunga a pochi km. Al termine di una salita mi trovo ad un bivio ed ecco al di là della collina Pietralunga …sento poi dietro di me alcune voci ,son Jhoanna e Hilse che in pochi minuti mi raggiungono ;terminiamo in mezz’oretta la nostra tappa in compagnia raggiungendo il gruppo nella piazza principale del paese .

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Fermata obbligata per uno spuntino di mezzogiorno con pane ed affettati per me e i bolognesi all’hotel Tinca ,mentre Hilse e Jhoanna restano in piazza a pasteggiare con i loro panini. La tappa non finisce qui ,ci manca ancora salire alla collina San Benedetto dove ci aspettano me e i bolognesi ,circa un ora di cammino . Approfitto del pomeriggio per sfruttare il wi fi della piazza spedendo foto e scrivendo ad amici ,e intanto spendo anche un po’ di tempo con Hilse e Jhoanna per quattro chiacchiere. Arrivan le 16 e parto alla volta dell’Agriturismo sopra il paese di Pietralunga …(comunque da questo mio viaggio – cammino, imparo che le distanze son sempre relative ) dopo una quindicina di minuti d’asfalto ,prendo la strada sterrata che subito s’inerpica in collina ,sale ,sale ed arrivo ad un’abitazione che penso sia il mio obbiettivo finale ..niente da fare ..-Ma..ma dov’e’ sto posto ? Sarà certo dietro sta collina! –non certo più su ! – riprendo con un ansia e stanchezza a risalire due tornanti e finalmente un cartello mi indica che son a San Benedetto …per l’agriturismo indicazioni mi suggeriscono di risalire . Ecco vedo una torre antica lassù ed un caseggiato ..quello è il mio ultimo obbiettivo ,peccato che lo si noti abbastanza lontano ;non senza sforzo finale ,arrivo e mi fiondo in camera per cambio e doccia ,dividendo anche stasera la camera con gli amici bolognesi Cena e serata come sempre allegre e spensierate ,per la prima volta mi servono le fave come aperitivo da intingere nel sale o da abbinare a dei pezzettini di formaggio … pasto abbondante e gestori gentilissimi . A letto presto ,domani tappa lunga per me ,mentre gli amici si fermeranno a meta’ e raggiungeranno Gubbio ,in autobus . Settima tappa Pietralunga (San Benedetto) –Gubbio Dopo l’abbondante colazione alle 8mi dedico ad un lavoro particolare ; da giorni medito sul mio zaino che ha gli spallaci che mi stanno abbandonando ,con leggeri strappi al lato degli stessi .Premetto che avevo uno zaino n uovo un po’ capiente a casa ,ma all’’ultimo ho preferito prendere quello del fratello ,più capiente ,zaino usato nel 2006 per il cammino di Santiago

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Quindi dopo un lavoro approssimativo di cucitura degli spallacci ,riprendo il mio cammino in solitaria ,i due amici bolognesi ,compagni di camera son già da mezz’ora in viaggio. Scendo per la strada asfaltata per 10 minuti ed incrocio uno sterrato che sale alla mia sinistra ,un po’ di dubbi mi sovvengono sebbene non ci siano tracce o cartelli che mi indichino di affrontare questo sterrato . mi rimetto in cammino e dopo poche decine di minuti ritrovo il bivio esatto ,quello descritto nella guida ,subito dopo un ponticello ;risalgo la collina e in un susseguirsi di su e giu per una bella carrareccia ,come sempre non incrocio nessuno per qualche ora, eccomi svalicare una collina e affrontare la lunga discesa con panorama sulla pianura di Gubbio ,mi sembra di scorgere da lontano la mia meta. Arrivato alle località Loreto e Loreto Basso in poco tempo si scende in pianura e comincio ad intravedere arroccata sulla collina la città di Gubbio ,comunque ancora in lontananza . Passo al di là della provinciale e in un susseguirsi di case e campi ,comincio a sentire un po’ la fatica dei molti chilometri ,molti dei quali oggi su asfalto . La città di Gubbio si intravede ma nel mio andare la strada sembra che mi porti sempre più lontano della mia meta, la sto prendendo troppo in largo, ma questo è il percorso odierno ;un ponte mi porta al di la della superstrada e una Fonte del pellegrino ,molto carina mi ristora ;sto accusando la fatica anche perché non ho niente da reintegrare ,se non una mela che poco solleva il mio appetito . Piano piano vedo che il paese si sta avvicinando ,anche i cartelli me lo confermano ,circa mezz’ora per Gubbio . Risalgo il paese passando per la zona industriale ,in un bar pasticceria la fermata e’ d’obbligo con panino e birra ,intanto gli amici bolognesi mi chiamano al cellulare ,mi attendono gia’ da un’ora al residence Piccardi ,poco distante dal centro di Gubbio . Riprendo il cammino sotto la città ,il panorama verso il centro storico di Gubbio con il suo anfiteatro romano richiede una foto da mandare agli amici ;in pochi minuti incontro gli amici e finalmente posso prender possesso della mia stanza .

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Pomeriggio dedicata a foto e promenade per la bella città .Serata in pizzeria con i soliti amici e ritiro in camera in orario canonico ,alle 22.30 già le coperte mi avvolgono ,intanto la Tv in camera , continua la sua programmazione sino alle 1 ,quando risvegliatomi spengo l’apparecchio . Ottava tappa Gubbio-Biscina Oggi ,dopo la lunga cavalcata di ieri ,dove ho accusato un po’ di stanchezza ai piedi , decido di tagliare la tappa di alcuni chilometri ; la cartina guida indica di seguire la strada rettilinea sino a Ponte d’Assi ,decido quindi di prendere un autobus che mi porti avanti sul percorso odierno . Assieme ai 2 bolognesi ,i quali vogliono portarsi ancor piu’ avanti sino a Vallingegno per portarsi in cammino sino a Valfabbrica prendo l’autobus sino a Ponte d’Assi …un saluto che e’ quasi un addio agli amici ;arrivan presto le 10.30 e devo ancora prepararmi per il cammino ,mi fermo in una radura al lato della strada e prendo il largo verso Biscina . Qualche bivio e mi ritrovo a risalire in continua ascesa la collina con panorama sui colli, in lontananza la città di Gubbio . In un susseguirsi di saliscendi su strada bianca ,qui i panorami ad ogni angolo son da cartolina le ore scorrono, la fermata d’obbligo sulla chiesetta Santa Maria delle Ripe in poco tempo si raggiunge l’Eremo di San Pietro in Vigneto, dove incontro vecchi pellegrini ,Renee’ e Carla camminatrici lombarde in ristoro sul prato adiacente all’eremo . Un po’ di chiacchiere e ripartiamo noi tre pellegrini scendendo su strada sconnessa , prendiamo un bivio e in poco tempo ci ritroviamo nelle vicinanze di un grande ponte-acquedotto che attraversa la stretta valle ;eccoci qui a guadare un fiume con delle funi tese . Il percorso ora taglia in diagonale un paio di colline in un tratto impegnativo ,nel caso di maltempo o fango credo siano impraticabili …qui saluto le amiche e avanzo con il mio passo ; in lontananza intravedo il castello di Biscina al di la del colle ,ancora qualche mezz’ora e dopo un ‘estenuante tratto di salita su un budello di terra e creta mi ritrovo su di un prato ,oramai dovrei esserci a Biscina . Alcune decine di metri su uno sterrato che nei pressi di una casa trovo ancora vecchi amici del cammino Jhoanna e Hilse con altri pellegrini seduti all’esterno ,mentre chiacchierano e bevono assieme ai padroni di casa fumanti caffè. Mi aggrego volentieri alla bella compagnia ,presentazioni e quattro chiacchiere in allegria mentre la padrona di casa mi porta un caffè ; un ringraziamento d’obbligo per il caffè improvvisato ci si incammina e siam in 5 minuti al castello di Biscina . Qui le strade si dividono tra noi pellegrini e resto il solo che si ferma alla Tenuta castello di Biscina .

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Non faccio a tempo a prender stanza ,che incrocio altri pellegrini ospiti della tenuta ,due simpatici trentini con i quali faccio subito amicizia ,posso finalmente parlar veneto liberamente Visita e foto al castello abbandonato e panorami verso il lago di Valfabbrica mentre arrivano Renèe e Carla ,un po’ provate per il terreno e i chilometri percorsi . Ora di cena; sebbene la gentile signora abbia preparato un tavolo singolo per me ,le signore lombarde mi invitano ad unirmi a loro per condividere la cena . Nel locale siam solo io, le lombarde e i simpatici pellegrini trentini . La serata si conclude presto e tutti si ritirano alle loro stanze :domani mi aspetta l’ultima tappa e i chilometri son molti ,appena poso le guance sul cuscino ,viaggio già con la mia fantasia , il mio sonno non è dei migliori ,ma comunque riesco a riposar le mie stanche membra . Nona tappa Biscina –Assisi Alle 6 son già pimpante in piedi ,esco per far qualche foto e giro tra la tenuta ed il castello , le nebbie e i panorami di buon mattino in questo posto sono spettacolari . Arrivan le 8 e dopo colazione lascio questo posto magnifico discendendo la collina . Sempre con la visuale della valle sottostante ,dopo due ore che giro intorno a questi colli, rivedo ancora alla mia sinistra il profilo del castello di Biscina ,riprendo una strada asfaltata deserta che mi porta in poco tempo giu’ verso la diga del lago di Valfabbrica . In lontananza si nota il paese di Valfabbrica ,siamo in una valle e non si puo’ non sentire poco lontano il rumore di una strada trafficata e dei lavori in corso per ,credo per la costruzione di una nuova strada che corre su ponti sospesi ,si sente poi il frastuono di camion in movimento :dopo ore nel mio silenzio , sembra faccino nella mia mente un gran baccano . Arrivati sotto il paese di Valfabbrica ,passo sotto il costruendo ponte autostradale , i camion carichi al passaggio del ponte creano dei tonfi infernali in tutta la valle . In pochi minuti sono in centro del paese ,dopo una sosta caffè e briosche ,al bar qualcuno mi da’ conferma che manca ancora molto ad Assisi , circa 4 ore . Qualche decina di minuti e preso un bivio da strada asfaltata per Pieve San Nicolo scendo su sterrato , mi ritrovo in discesa che scende ,scende ,passo qualche piccolo guado e risale subito su un tratto di terra ,se fangoso credo impraticabile che sembra non abbia mai termine ,dopo una ventina di minuti mi capacito ,dai miei studi su cartina

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