Giornalino scolastico SetteNotizie maggio 2014

 

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N. 2 maggio anno scolastico 2013-2014 Un anno scolastico termina e un altro è in cantiere L’anno scolastico finisce, ma la macchina della scuola non si ferma, tutto continua. L’anno che chiude ne apre un altro: le operazioni di chiusura dell’anno scolastico in corso hanno significato in quanto preparano al nuovo anno scolastico. A cominciare dagli scrutini che hanno significato non tanto per terminare, quanto per riprendere il processo formativo dei singoli alunni nel nuovo anno scolastico. La valutazione finale o sommativa non serve per esprimere un giudizio, quanto per predisporre le condizioni più adeguate per riprendere a settembre il processo formativo all’insegna della continuità. La scuola non ha il compito di selezionare, di giudicare, di valutare per attribuire titoli e qualifiche. La scuola ha il compito di promuovere i processi formativi, avendo una migliore conoscenza dei ritmi e degli stili di apprendimento degli alunni. Sulla base di tali conoscenze é possibile mettere a punto un percorso di apprendimento mirato. A settembre i docenti potranno definire le esigenze dei singoli alunni e delineare meglio i progetti annuali che stanno alla base dell’elaborazione del POF. Tuttavia, ciò che importa evidenziare è che la chiusura di un anno scolastico e l'inizio di un altro anno scolastico non costituiscono due eventi separati, ma si correlano, si collegano, si integrano, nella prospettiva della continuità educativa, che é continuità non solo da scuola a scuola, ma anche da un anno ad un altro anno scolastico: una continuità che si configura come processualità, come assenza di salti, di tagli netti, di interruzioni. Il lavoro riprende dove è terminato, anzi non si interrompe, ma si continua. Le vacanze costituiscono solo una pausa, non una interruzione. ISTITUTO COMPRENSIVO N. 7 - Latina Via Bachelet, 5 Latina tel. 0773 620905 www.istitutocomprensivo7-lt.gov.it L aboratorio “Sistampa”: vico@istitutocomprensivo7 -lt.gov.it Dirigente Scolastico : Nappi Pasqualina

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SetteNotizie N. 2 maggio Scuola primaria anno scolastico 2013-2014 2 VISITA ALLE IDROVORE DI MAZZOCCHIO (PONTINIA) Un’esperienza scritta spontaneamente da un alunno delle classi terze G. Vico e inserita on line in una piattaforma collaborativa creata per le due classi. Domenica 18 maggio io e la mia famiglia siamo andati a visitare le Idrovore di Mazzocchio. Quando siamo arrivati c'era la signora Barbara che ci ha accolto con molto piacere ed è rimasta contenta quando ha saputo che ero un alunno di una scuola elementare di Latina. L'edificio era molto grande e al centro c'erano tanti cartelloni con rappresentata la bonifica integrale dell'Agro Pontino voluta da Mussolini e ci ha mostrato quante persone lavoravano; sembrava un gregge di pecore! A destra c'erano i motori delle Idrovore: ne erano 6 invece di 7 perché, quando ci fu la Seconda Guerra Mondiale l'Italia si scontrò con i Tedeschi, essi avevano preso le sei protezioni dei motori e li nascosero sotto una ferrovia, dopo un po' furono trovati in una galleria in Francia. Di questi sette solo 6 vennero riposizionati nel laboratorio e un motore fu trovato senza protezione. Dopo, il dirigente ci ha fatto vedere la cartina sul muro dell'edificio dove c'è raffigurato tutto il territorio e i fiumi dell'Agro Pontino. Poi, sempre il dirigente e Barbara ci hanno accompagnato al piano di sopra per vedere un documentario dove veniva mostrato come vennero eseguiti i lavori per la costruzione delle Idrovore di Mazzocchio da migliaia di operai . Ah!!!!! Dimenticavo, non ho spiegato che cosa sono e a che cosa servono le Idrovore: esse servono ad abbassare il livello dell'acqua nei campi e nei fiumi così i contadini possono coltivare senza problemi i loro prodotti. Quando il livello dell'acqua dei fiumi diventa alto, le idrovore iniziano a tirare l'acqua portandola poi verso il mare in modo che i fiumi non straripano e i campi rimangono asciutti. Tutto questo funziona ancora oggi e i motori sono gli stessi di 80 anni fa. Solo la parte elettrica dei quadri comando sono stati cambiati, perché la tecnologia è andata avanti e le sicurezze per i lavoratori sono più alte oggi rispetto a quel periodo. Infine abbiamo preso il gioco dell'Oca, un CD, un libro e un puzzle che ho già costruito con mia sorella Chiara. Spero che vi sia piaciuto il racconto di questa bellissima giornata e di tutto quello che ho raccontato. Ciao Luca

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SetteNotizie N. 2 maggio Scuola primaria anno scolastico 2013-2014 3 Latina 2500 anni fa Si è concluso in questi giorni con l’uscita didattica Satricum-Lavinium il percorso storico delle classi quarte di G. Vico in collaborazione con l’archeologo della preistoria prof. Michelangelo La Rosa. Dopo gli incontri di laboratorio in classe, dove gli alunni hanno ascoltato, attraverso un’importante documentazione e relazione la storia del nostro territorio, l’uscita ha rappresentato il contatto diretto con un vissuto archeologico rapportabile a 2500 anni fa. Tante sono state le “scoperte” effettuate dai bambini in questo percorso di conoscenza del proprio territorio. Tra le più importanti SAPERE che: l’alfabeto latino più usato nel mondo è nato qui nella terra madre dei Latini tra il fiume Tevere e il Monte Circeo ed è stato diffuso dai Romani in tutta Europa; l’area archeologica di Satricum è testimonianza della grande città latina che prosperò sulle sponde dell’ Astura (oggi Le Ferriere) prima ancora che Roma nascesse e quindi sfatiamo il mito che prima della bonifica qui non c’era solo la palude, ma che la nostra città, Latina, è un territorio ricco di storia, STORIA ANTICA. Suggestiva è stata anche la visita la museo di Lavinium in cui i bambini hanno ben compreso lo stretto legame che c’è stato tra la città e il suo mitico fondatore, Enea, le cui peripezie sono state ben illustrate attraverso dei filmati con ricostruzioni in 3D, allestimenti scenografici, colonne sonore e scelte grafiche accattivanti. Concludendo, l’esperienza vissuta al museo ha rappresentato un percorso narrativo che, avvalendosi di una pluralità di media, restituisce “senso e contesto” agli oggetti del passato.

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SetteNotizie N. 2 maggio Scuola primaria anno scolastico 2013-2014 4 Laboratorio musicale Siamo giunti alla conclusione, nelle classi terze di G. Vico, del percorso musicale che ha avuto come filo conduttore durante tutto l’anno scolastico la voce individuale all’interno di un grande gruppo corale. Il progetto didattico musicale ha proposto un percorso di apprendimento stimolante che ha condotto gli alunni ad un passato lontanissimo come quello della Preistoria e dell’evoluzione della Terra. Le attività svolte in maniera gioiosa hanno favorito nei bambini il superamento della percezione di sé come perno e misura della realtà, per avviarli a sentire se stessi come partecipi di un processo che ha radici molto lontane. I canti così strutturati hanno gettato le basi per comprendere la grande avventura dell’umanità. Gran parte dei canti corali hanno rappresentato un valido supporto al progetto del libro digitale “Un tuffo nel passato”, nel quale ancora più emerge che nella scuola primaria è fondamentale lavorare ad un sapere unitario che abbia profonde radici nella interdisciplinarietà dei linguaggi.

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SetteNotizie N. 2 maggio Scuola primaria anno scolastico 2013-2014 5 Uscita didattica — Palazzo Montecitorio Roma 10 gennaio 2014 Eccoci qui, in piazza Montecitorio, pronti per cominciare la nostra visita alla Camera dei deputati che si trova in un grande, bellissimo e antico palazzo di Roma: il Palazzo Montecitorio per l’appunto che fu disegnato da un importante architetto, il Bernini, nel ‘600 e reso splendido nei secoli seguenti. Appena entrati, controlli accurati: zainetti e cappotti in un armadio, poi in fila al seguito della guida, una signora gentile e paziente che chissà quante volte avrà illustrato a scolaresche come la nostra gli ambienti di quel Palazzo carico di storia. Percorriamo corridoi ovattati sui quali si aprono stanze e stanze: biblioteche, uffici, casellario per la posta… Sulle pareti foderate in legno, attaccapanni e portaombrelli, ognuno con targhetta e nome inciso… come a scuola…proprio. Su per uno scalone in marmo dalla ringhiera lavorata: la porta si apre su un salone me-ra -vi-glio-so! È il famoso Transatlantico. Ma non era una nave che solcava gli oceani? Infatti la guida ci spiega: “È chiamato così perché i suoi arredi ricordano quelli delle navi di lusso di una volta. È detto anche Corridoio dei passi perduti per il via vai di deputati e giornalisti”. Come vorremmo perdere anche i nostri, di passi, su quel magnifico pavimento! La visita continua in saloni bellissimi ricchi di storia e di opere d’arte: la Sala della Regina, la Sala Aldo Moro, per giungere all’Aula dove si riunisce la Camera dei deputati, che è un’assemblea di persone: i deputati, appunto. L’Aula è fantastica: splendidamente decorata nello stile di moda dell’epoca, il Liberty. Ci accomodiamo nelle tribune in alto, in silenzio e un po’ intimoriti dalla solennità che emana quel luogo. La guida ci invita a guardare il soffitto in vetro e ferro, il Velario e il grande fregio di Giulio Aristide Sartori che si trova nella parte superiore dell’Aula, sopra le tribune. Restaurato da poco, rappresenta la storia del popolo italiano. I deputati siedono in aula secondo un ordine preciso, a seconda del gruppo parlamentare cui appartengono; la gradinata a semicerchio, l’emiciclo, fa sì che ognuno dei 630 deputati possa vedere facilmente tutti gli altri e rivolgersi al banco di presidenza posto di fronte e sui siedono i parlamentari che ricoprono cariche di grande importanza. La nostra visita è stata un’occasione preziosa per conoscere da vicino il luogo dove le deputate e i deputati, eletti dai cittadini, prendono ogni giorno decisioni molto importanti che riguardano il bene di tutti. Classi quinte “G. Vico”

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SetteNotizie N. 2 maggio Scuola primaria anno scolastico 2013-2014 6 Uscita didattica — Palazzo Madama Senato della Repubblica 17 gennaio 2014 La scorsa settimana i compagni delle classi VB e VC hanno effettuato la visita a Palazzo Montecitorio, sede dalla Camera dei deputati. Oggi, noi della VA,conosciamo da vicino il Senato della Repubblica che “abita” in un importante e storico palazzo di Roma: Palazzo Madama. La “Madama” che gli dà il nome è Margherita d’Austria, moglie di Alessandro de’ Medici uno dei tanti “inquilini” che si sono succeduti nell’edificio nel corso dei secoli, fino al 1871, quando diventò la sede del Senato del Regno. All’ingresso troviamo ad accoglierci il senatore Giuseppe Vacciano che, prima di essere senatore è il papà di Laura, una nostra compagna di classe e che ci accompagnerà nella visita al palazzo. La giuda, un signore alto alto vestito di nero con il papillon, ci conduce su per uno scalone monumentale fino alla magnifica Sala Maccari: ci illustra i dipinti sulle pareti. Classi quinte “G. Vico”

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SetteNotizie N. 2 maggio Scuola primaria anno scolastico 2013-2014 7 Diversi e uniti nel gruppo … si è sentita una vocina alla fine della lezione “Grazie maestre l’uscita alla foresta del Parco del Circeo, guidata dagli esperti della Pangea e quello che ci avete insegnato al rientro è stato molto interessante! Io ho capito che tutte le parti della foresta, animali e piante sono importanti, dalla più piccola alla più grande, tutte fanno parte di un unico gruppo e tutti sono necessari. Noi, che siamo i primi a fare parte della foresta, dobbiamo essere i primi a doverla proteggere e non distruggerla. E che bella la sorpresa di Pangea: da una foto di tutti noi scattata nel Parco, a … “un’unica particolare grande foto di noi “ formata dai nostri disegni uniti del GRUPPO CLASSE . Dopotutto anche noi facciamo parte di un unico gruppo e siamo tutti necessari. Ricorda: da soli non si è una classe!! Vuoi vederla? Vieni nelle nostre aule!” I bambini delle classi prime “G. Vico”

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SetteNotizie Scuola secondaria primo grado anno scolastico 2013-2014 8 N. 2 maggio Un’esperienza in inglese Il giorno 28 marzo 2014, presso l’anfiteatro della scuola media di Via Po, si è svolto il “Pop Music and Culture” spettacolo – lezione in lingua inglese a cura degli insegnanti, ma soprattutto cantanti e attori rigorosamente madrelingua dell’ACLE. (Associazione Culturale Linguistica Educational) Il metodo di insegnamento, o meglio di coinvolgimento dei partecipanti si chiama “Rational Emotional Affective Learning”, ed opera attraverso il suscitare emozioni e sentimenti nei ragazzi, prevalentemente tramite la musica e il ballo. Tutti gli studenti ne sono rimasti entusiasti. Ecco come alcuni di loro descrivono l’ esperienza vissuta. (In English, of course…) “Hi Guys! Friday the 28th there was a small show in the school theatre. It was called “Pop Music and Culture”. It was cool and interesting; it was a music show , I love music, so I enjoyed it . The teachers were two boys, Peter and Peter, who sang a lot of songs and we sang with them. Their voices were beautiful and perfect for every song…I hope there will another show the next school year! Manuela II B ”Pop Music and Culture was very funny because there were two teachers very nice. My friends and I were satisfied because we played and enjoyed it so much. We sang famous songs and we listened to the teachers that played them on the guitar. We hope that we can do this experience the next year because it was really good!” Angelo I B “Pop Music and Culture was fantastic, beautiful, entertaining, exciting and interesting! We sang many songs with the boys who were very good singers and musicians…” Alessia I B Pop Music and Culture was an exciting show…addictive! Peter and Peter are good singers, dancers and guitarists…they are also cute and kind. They made us dance like Michael Jackson and sing like Miley Cyrus and Kathy Perry. Anonymous class I ….all’anno prossimo dunque! La docente di Inglese Gabriella Cipollina

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SetteNotizie N. 2 maggio Per saperne di più anno scolastico 2013-2014 9 Come giocano i bambini di oggi? tratto dalla rivista “Nuovo Gulliver” - scritto dal D.S. Andrea Bergamo Come giocano i i bambini di oggi è un interrogativo che si presta a numerose interpretazioni, dipendenti ovviamente dalla cultura di appartenenza, dal ceto sociale, dall’età di riferimento. Non di meno, sottende però a un altro punto di domanda e cioè: “Giocano ancora i bambini di oggi? Per tutti i bambini il gioco è una cosa seria, importante per la loro crescita psicologica, al punto che molti esperti del settore:Freud, Froebel, Schiller, Winnicot concordano che il gioco è la vita stessa del bambino grazie al quale riesce a fare esperienze a costruire i propri pensieri, a crearsi un’idea del mondo più vicina al suo potenziale cognitivo. Conseguentemente, sia la scuola dell’Infanzia che la scuola Primaria e, per certi versi, anche la scuola Secondaria di primo grado hanno dato spazio al gioco come dimensione di vita necessaria per futuri apprendimenti. Tuttavia malgrado il dettato il ministeriale, molto spesso nelle nostre aule scolastiche, il gioco non trova uno spazio adeguato. Spesso lo si contrappone allo studio o, peggio ancora lo si baratta per un po’ di attenzione in più. In questo modo, la dicotomia tra le attività cosiddette “serie”: lo studio, i compiti, le spiegazioni e le attività ludiche, la ricreazione, il gioco libero, il gioco inventato è sempre più profonda suffragata da un’idea del senso comune, che più si diventa grandi meno si gioca. In realtà, alcune indagini internazionali, promosse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci dicono che il bambino degli anni 2000 “gioca poco e male”. E’ vero che la dimensione internazionale si apre a scenari molto particolari, quali guerra, sfruttamento lavorativo minorile, reati sessuali verso i minori ecc., però è altrettanto vero che nei Paesi occidentali Italia compresa, il gioco dei bambini è spesso regolato dalle esigenze degli adulti. D’altronde il ritmo della vita moderna ci impone di pianificare al massimo gli impegni dei nostri figli, compatibilmente con le nostre agende. Non è raro che il pomeriggio di un bambino di otto anni sano e normodotato, sia scandito meglio dell’orario dei suoi docenti: due volte la settimana a calcio, una volta a settimana a catechismo, due volte a chitarra, una volta agli scout, un paio di volte dall’amichetto e finalmente un po’ di televisione. Non troppa, però, perché deve fare i compiti per il giorno dopo. “Uffa che noia!” è ciò che i nostri bambini pensano, anche se gli adulti di riferimento riescono a imbonire i piccoli, facendo loro credere che la vita è questa: piena e intensa.

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SetteNotizie N. 2 maggio Continuazione Per saperne di più anno scolastico 2013-2014 10 Come giocano i bambini di oggi? In tempi non sospetti, Luigi Volpicelli ebbe a dire, non senza potenza profetica: “ Preoccupiamoci del bambino che non gioca e dell’adulto che non sogna”. Se da piccolo non si gioca, si fanno poche esperienze di vita, da grande si avrà sempre il senso dell’incompiutezza, non potendo ricorrere alla dimensione fantastica. La forza interiore del gioco è utile per la vita futura, perché anticipa le situazioni, aiutando il bambino a compiere scelte senza rischi. Non bisogna perdere di vista l’essenzialità del gioco, cioè le caratteristiche che più lo fanno fruire come palestra di vita futura. Per questo, la scuola, ma anche la famiglia, dovrebbero poter rivedere il proprio rapporto con il gioco. Queste brevi considerazioni nascono tutte con il verbo “dare” che in termini generali, rivolti all’infanzia, è quanto mai doveroso, perché sono gli adulti che debbono preoccuparsi di creare le condizioni affinché i bambini possano fruire delle esperienze di vita necessarie per crescere. Tuttavia, è necessario tener presente che, al di là di tutto, la pratica del dare deve sempre prevedere l’esperienza dell’essere, cioè del modello adulto che, mentre si mostra, offre. In altre parole, chi può, si cimenti nel gioco con i suoi alunni, rispetti le regole e accetti di farsi giudicare da loro, porsi sempre al di là del gioco!

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SetteNotizie N. 2 maggio Per saperne di più anno scolastico 2013-2014 11 I tormenti della valutazione I tormenti della valutazione ci accompagnano da ormai molti anni. Nella scuola Primaria, in particolare, da quando nel 2008 fu deciso di ripristinare l’uso dei voti in decimi, una pratica che era stata abbandonata negli anni ‘70 (a seguito della legge 517). Ma a fianco del voto in questi ultimi anni sono apparsi via via: la certificazione delle competenze, la valutazione del comportamento, le prove Invalsi, un esame più severo in terza media (con una prova nazionale), cui si aggiungeranno presto: le visite alle scuole, i progetti di autovalutazione, i piani di miglioramento, il bilancio sociale. E’ un crescendo inarrestabile, quasi che la società avesse bisogno di dati inoppugnabili (di qui il mito della valutazione “oggettiva”) per potersi fidare della scuola. Gli stessi genitori sembrano alla ricerca di conferme immediate sui risultati dei loro figli (e si fa presto, allora, a conteggiare gli otto, i nove, i dieci) piuttosto che di una comprensione dei loro progressi, dei loro interessi, dei loro talenti. E non sempre disponibili a dialogare con gli insegnanti su come poter aiutare i ragazzi a dare il meglio di sé, su come interpretare i loro cambiamenti, i successi ma anche gli insuccessi. In fondo anche valutare è un’arte, perché occorre saper coniugare la sincerità di un apprezzamento con la serenità e la fermezza di una relazione di aiuto. La valutazione non può essere racchiusa in un punteggio, né in un test asettico perché è parte integrante di un processo reciproco di crescita e di conoscenza tra chi è valutato e chi valuta. Il sistema dei voti non rende ragione di questa delicatezza e fu adottato troppo sbrigativamente sull’onda emotiva della richiesta di serietà e autorevolezza della scuola. E’ tempo di ripensare l’intera questione della valutazione, in particolare il decreto (Dpr) 122/2009) con il quale si regolano esami, scrutini, pagelle, promozioni, bocciature. Aprendo a tutto campo la riflessione. Potremo scoprire con sorpresa che paesi che ottengono livelli di eccellenza negli apprendimenti (come la Finlandia) non utilizzano valutazioni codificate fino a 12-13 anni, perché prima vogliono prendersi cura in modo “personalizzato” di ogni singolo allievo, promuovendone talenti, partecipazione, scelte autonome. Bravi! Pedagogicamente da 10 e lode.

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SetteNotizie N. 2 maggio Letto e visto per te anno scolastico 2013-2014 12 Libro: “Crescere figlie femmine“ di Steve Biddulph Dopo "Crescere figli maschi", il libro che ha aiutato milioni di genitori a comprendere a fondo i propri figli, Steve Biddulph, in questo libro, dedica la sua esperienza e la sua preparazione alle bambine. "Crescere figlie femmine" vi guiderà nel percorso di crescita di vostra figlia, dalla nascita ai 18 anni; scoprirete che il processo di sviluppo si suddivide in 5 fasi fondamentali, ognuna delle quali con caratteristiche ben precise, e imparerete ad adottare comportamenti corretti che favoriscano la sua autostima, la serenità nei rapporti interpersonali e soprattutto quella sicurezza necessaria per affrontare la vita. Grazie ai consigli per far fronte a ogni sorta di problema, dai disturbi alimentari, all'alcol, all'errata immagine di sé, ai rapporti con i ragazzi, potrete capire vostra figlia e aiutarla a diventare prima una ragazza e poi una donna saggia, forte e responsabile. NOTIZIE UTILI Casa editrice: Tea Pratica Anno pubblicazione: ottobre 2013 Prezzo: € 8,50 Libro: “ Luigino racconta la Costituzione di Luigino Mariano Guzzo Luigi Mariano Guzzo, in questo libro tocca il nocciolo della Costituzione, si fa bambino, Luigino, e spiega gli articoli della Costituzione, (Art.1, 2,3,5,6,9,10,11,19,21). Questo è il messaggio insito nella Carta fondativa della nostra Repubblica. Spiegare la Costituzione ai bambini è difficile, ma fondamentale. Non è semplice, ma Luigi Mariano Guzzo, corrispondente del "Quotidiano della Calabria" e giornalista presso la "Tecnica della Scuola", in "Luigino racconta la Costituzione" ci è riuscito. La Costituzione italiana è la tavola dei valori fondamentali dello Stato. Sin dalle scuole dell'infanzia e primaria bisognerebbe stimolare i bambini a imparare i primi 21 articoli della Costituzione per fare di loro degli autentici "cittadini in erba". Questo testo con linguaggio semplice, illustrazioni (di Vesdan) colpisce e arriva al cuore della Costituzione Italiana. Si dice che gli italiani abbiano la Costituzione più bella del mondo, si dice che ogni cittadino ha dei diritti e dei doveri. E per spiegarlo ai bambini Luigi parla della bellezza del cielo e delle sue creature, le stelle. Un lavoro durato due anni, un lavoro in cui lo scrittore ha cercato, ha studiato, ma soprattutto ha ascoltato i bambini. NOTIZIE UTILI Casa editrice: La Rondine Anno pubblicazione: aprile 2014 Prezzo: € 7,50

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