Riflessioni sul Ponte sullo Stretto di Messina

 

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Riflessioni sul Ponte sullo Stretto di Messina

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a scuola negli istituti superiori si studiano le scienze e anche i principi basilari di geografia generale e geologia abbiamo studiato in questo contesto che nel mondo vi sono aree più o meno vocate al terremoto e tra queste vi sono il giappone il cile la nuova zelanda la turchia e anche l italia in italia vi sono anche zone asismiche come la sardegna e la corsica le aree di maggiore intensità si trovano nell appennino centrale vedi l aquila e meridionale e nella sicilia orientale le zone sismiche che coincidono con le zone di massima vulcanicità formano due strette fasce una mediterranea o alpino-caucasico-himalayana e una circumpacifica nelle quali si trovano i maggiori rilievi della terra di corrugamento terziario in tutti i paesi civili nei quali sono frequenti i terremoti sono stati organizzati dei servizi sismologici che studiano il fenomeno riportando sulle carte geografiche i dati relativi all intensità delle scosse nelle varie località e tracciandovi curve chiuse che limitano aree di uguale intensità ma non solo per via delle numerose teorie sulla deriva dei continenti si sa per certo che le grosse placche continentali si muovono lungo determinate direzioni rilevate storicamente provocando punti di rottura le cosiddette fagli continentalicome quella di s andrea informazioni che vengono tutte recepite nelle carte geologiche nazionali strano a dirsi in italia non abbiamo ancora una carta geologica nazionale completa che riunisca tutte le informazioni macro e le concentri poi zona per zona a seconda delle tipologie imponendo in ogni singola area come occorre costruire con parametri di sicurezza dato il tipo di terreno su cui insistono le abitazioni ecc la carta da molto tempo ormai è ferma al 50 e ogni tanto in special modo dopo i fatti di giampilieri a messina i rappresentanti dell ordine regionale dei geologi hanno più volte rammentato l esigenza di finanziare il completamento della carta geologica almeno della sicilia secondo i geologi che lavorano in questo settore si possono fare previsioni circa la localizzazione di futuri terremoti e non circa il tempo in cui avverranno le carte geologiche nazionali hanno il compito di raccogliere tutte le informazioni su ciascuna area specialmente su quelle colpite nel passato da violente scosse perché sono le più vocate a poterne registrar altre dello stesso tenore questa sarebbe la teoria del terremoto atteso su i basa l opera dell autore che contesta evidentemente la costruzione del ponte di messina .

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secondo questa teoria ,esposta in estrema sintesi parlare del ponte di messina è una pazzia può essere una ipotesi di scuola ma non certo di fattibilità sicura dati i precedenti e violenti terremoti subiti dall area a parte l imponenza della somma prevista di 6 mld di euro che certamente avrà le lievitazioni all italiana tipo quelle della salerno-reggio calabria il cui termine viene slittato da un biennio all altro si calcola che col costo aggiuntivo degli studi finanziati per il ponte di messina 400 milioni di euro a quest ora la salerno-reggio calabria sarebbe di già una realtà consolidata nel paese senza quelle interruzioni tecniche ed economiche finora subite a messina si registrò una scossa pari all undicesimo grado della scala mercalli ci furono da 100 a 150 mila morti anche per il maremoto conseguente al sisma dalla sala operativa dell istituto di geofisica nazionale si tiene sotto controllo tutta la penisola con l aiuto di 150 stazioni permanenti ma non è possibile prevenire il terremoto mentre con l approntamento delle carte geologiche è possibile costruire le case in modo da resistervi ecco perché a messina è imposto il divieto di costruire in certe aree oltre il terzo piano e la cosa appare più evidente se prendiamo una vecchia cartolina di messina e la confrontiamo con qualche altra città d italia per non andare ancora più lontano nella valle del belice i comuni vennero divisi in categorie per la tipologia dei progetti di ricostruzione secondo l autore del volume prima di parlare del ponte dobbiamo chiederci qual è il terremoto atteso e poi È possibile costruire manufatti resistenti anche all undicesimo grado della scala mercalli questi dati si dovrebbero leggere per primi sul progetto definitivo del cui iter ancora non si sa nulla alcuni dati per ricordare di che cosa stiamo parlando la lunghezza del ponte a unica campata sarebbe di 3500 metri cioè 3,5 km le due torri a sostegno della campata unica sono previste di 100 metri di altezza dal suolo escluso il basamento il ponte avrebbe almeno due problemi tecnici non di facile soluzione la dilatazione termica delle corde di acciaio che dovrebbero reggere la campata unica;

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l altezza della campata potrebbe far subire delle oscillazioni al manufatto dovute al vento con effetti chiamati di risonanza a venti superiori a 68 km a tal proposito l autore cita il caso del ponte di hakashi in giappone ove non è consentito il passaggio del treno per il pericolo dell oscillazione altri problemi di natura non tecnica sarebbero dati dalla natura stessa dei lavori di movimento terra e di forniture di cemento settori in cui la permeabilità della mafia è notevole in sicilia e in calabria il ponte toglierebbe un lavoro sicuro alle migliaia di marittimi attualmente impiegati nell attraversamento dello stretto i cui tempi di attesa si potrebbero ancora accorciare per evitare le fila di macchine di un tempo mentre il problema numero uno per eccellenza resterebbe il rischio sismico perché ogni anno nel mondo si appalesa un evento sismico superiore a 7,2 della scala richter l autore si chiede in ultima analisi che cosa succederebbe di fronte ad un evento simile c è un altra teoria per cui sarebbero da rivedere i costi effettivi e le date di realizzazione per cui non si parlerebbe più di 6 mld e del 2017 ma si andrebbe molto oltre considerazione finale di fronte all enorme massa di denaro che si dovrebbe investire con un grande punto interrogativo sospeso sul vuoto durante gli anni dei lavori occorre verificare un altro punto di vista seminascosto finora poco discusso perché di interesse esclusivo dei siciliani argomento di dibattito nella città di messina ma anche nel resto d italia piena di buon senso che cosa conta diminuire di trenta minuti il passaggio dello stretto mentre l anello autostradale della sicilia e quello ferroviario non solo sono incompleti ma risultano arretrati di almeno trent anni per non parlare delle tratte ferroviarie isolane che in atto non potrebbero accogliere la movimentazione razionale di uomini e merci a fronte di un ipotetico slancio miracoloso di natura imprenditoriale nelle aree metropolitane di palermo e catania il problema che si porrà di fronte nei prossimi giorni e mesi quindi non può essere quello di consentire alle ferrovie dello stato e all anas un possibile investimento dilatato sul ponte bensì quello di privilegiare semmai i due tempi secondo le leggi di una buona economia cosa conviene far prima e cosa verrebbe dopo ferma restando l ipotesi dei geologi sul terremoto atteso nicolò graffagnini

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