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supplemento al numero 4 anno ii aprile 2010 di piazza del grano l italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli la guerra uccide la vita ma è la vita che sola può sconfiggere la guerra da oltre 60 anni abbiamo la fortuna di non conoscere il dramma della guerra sono oramai sempre più numerose le generazioni nate e cresciute in tempo di pace e sempre meno sono coloro che ancora conservano ricordi di quei periodi tremendi in gran parte vissuti da bambini eppure il mondo è pieno di guerre alcune violentissime e vastissime per le dimensioni delle aree coinvolte altre striscianti ma costanti e sempre pronte a riaccendersi meno di due decenni fa una guerra violentissima caratterizzata da cuspidi di ferocia inaudita ha lambito le nostre frontiere devastando nazioni che avevano raggiunto livelli di sviluppo economico sociale e culturale che mai avremmo immaginato di veder precipitare in quegli abissi abbiamo la fortuna di non conoscere direttamente la guerra e non ci si può che augurare che questa fortuna duri per sempre questa fortuna questa non conoscenza diretta tuttavia apre a un grande rischio quello della non consapevolezza di cosa sia realmente e concretamente una guerra nella nostra cultura o forse è meglio dire nell odierna sub-cultura mediatica la guerra è piano piano divenuta un video game ha perso la sua dimensione umana per diventare una esercitazione spettacolare o persino ludica la fantaguerra di rambo è divenuta uguale alla realeguerra dell iraq le bombe esplodono e distruggono villaggi e città mutilano persone uccidono esseri umani tanto nella prima fantaguerra come nella seconda realeguerra solo che nella seconda gli attori cioè le vittime alla fine del gioco non si rialzano le case non sono di cartone il sangue è vero tutto ciò non è casuale nelle nostre televisioni i reportage di guerra si alternano tranquillamente ai film di guerra i rambo si scambiano con i marines veri e propri di falluja o di kandaar proliferano le rievocazioni delle così dette grandi battaglie che dicono hanno determinato il corso della storia e così si simulano come nel gioco del risiko esiti diversi come se alla fine di una partita conclusasi con un certo esito si potessero restituire a ciascun giocatore le proprie pedine e dare avvio ad una seconda manche per chi ricorda i due primi decenni dell ultimo dopo guerra quando ancora la seconda guerra mondiale era argomento tabù e nelle nostre scuole i libri di storia si fermavano alla prima guerra mondiale quella grande quella vinta dall italia di quella prima grande carneficina mondiale si ricordavano gli eroi immolati sui fili spinati delle trincee e il piave in piena che fermava lo straniero nulla ci insegnavano della povertà assoluta del sud del nostro paese aggravata dall arruolamento coattivo dei suoi giovani più forti strappati ai campi e alle famiglie per essere spediti a farsi massacrare nelle sterili pietraie del carso oggi anche la seconda guerra mondiale è entrata tra gli argomenti discutibili ma in che modo onorando i morti tutti i morti semplicemente perché sono morti ma perché sono morti per quale ragione per quale causa e per quale obiettivo non ha importanza anzi non deve avere importanza perché i morti sono tutti uguali e vanno tutti rispettati e onorati ebbene non c è nessun onore a essere morti non c è nessun onore a essere ammazzati o ad ammazzare non c è nessun onore nella guerra anche in una guerra così detta giusta la guerra è una attività bestiale chi combatte una guerra e prima ancora chi la invoca chi la provoca chi la guida ha già rinunziato alla sua dignità umana è divenuto o è costretto a diventare una bestia e vero non tutti i morti sono uguali ma non perché si muoia in maniera diversa la morte è sempre la stessa per tutti ciò che differenzia i morti ciò che dà un senso a ricordarli e celebrarli sono le ragioni per cui sono morti e le ragioni valgono per tutti sia per quelli che sono morti sapendo il perché sia per quelli che non leningrado hanno nemmeno potuto capire perché questo stava accadendo solo capendo le ragioni delle morti le diverse ragioni delle morti si può immaginare di costruire un futuro in cui queste morti non si debbano più ripetere non sarà un arma una trincea uno scudo anche se spaziale a impedire il ripetersi delle guerre se le cause che le hanno provocate e che possono sempre nuovamente provocarle non vengono indagate comprese rimosse o alme no instancabilmente combattute ma per arrivare alla consapevolezza della necessità di questa indagine e di questa battaglia politica e culturale occorre non dimenticare cosa significa veramente una guerra e questo è il senso e lo scopo di questo inserto provare a parlare di cosa sia veramente una guerra ricordando cosa è accaduto a leningrado dove la vita la vittima predestinata della guerra ha vinto il suo carnefice i 900 giorni di vita che vinsero la morte della guerra il 21 giugno 1941 i nazisti tedeschi appoggiati dai fascisti italiani e rumeni lanciarono l operazione barbarossa invadendo l unione sovietica la superiorità della macchina bellica tedesca travolse letteralmente in pochissimi giorni il pur numeroso ma male attrezzato e impreparato esercito sovietico gli alleati italo-tedeschi arrivarono con straordinaria rapidità alle porte di mosca e si profilò il collasso dell unione sovietica ma è proprio davanti a mosca che i sovietici resistettero vinsero la prima battaglia e trasformarono una guerra così detta di movimento in una guerra quasi di trincea il tempo darà loro ragione e la feroce macchina da guerra tedesca consumerà piano piano le proprie energie bloccata sulla via dei giacimenti petroliferi del caucaso dalla resistenza di stalingrado sino a collassare ed essere a sua volta travolta dalla controffensiva sovietica che si fermerà solo sulle sponde dell elba dopo avere conquistato berlino ecco descritta in poche righe la storia della seconda guerra mondiale almeno quanto al così detto scacchiere dell europa orientale mancano all appello più o meno 20 milioni di morti sempre con riferimento all europa orientale decine di milioni di vedove di orfani di genitori senza più figli cinque anni di devastazione economica e sociale e decenni ancora di ricostruzioni e di recupero delle immense energie sperperate nella follia degli anni di guerra più d una generazione amputata di una parte importantissima della propria vita mancano i così detti effetti collaterali della guerra che non sono solo quelli delle bombe intelligenti cadute fuori bersaglio del fuoco amico o altro ma quelli di vite fisiche e morali sacrificate al dio della guerra diceva pasolini «la guerra non è brutta perché si uccide o si è uccisi la guerra è brutta perché si uccide la pietà e la pietà era ed è il rispetto della vita» ma qualche volta la vita è più forte della guerra l 8 settembre del 1941 poco più di due mesi dopo l inizio dell invasione le truppe tedesche congiungendosi con quelle finlandesi completarono l accerchiamento di leningrado da quel giorno tranne brevi periodi di apertura di taluni canali di evacuazione e rifornimento la seconda città della russia resterà assediata per 28 mesi 900 giorni migliaia di ore e minuti sino al 27 gennaio 1944 all inizio dell assedio leningrado contava da 3,2 a 3,5 milioni di abitanti alla fine mancheranno all appello più di 1 milione di persone in parte cadute nei combattimenti nella difesa della città o sotto i bombardamenti che hanno martellato leningrado anche per 250 giorni consecutivi in grandissima parte morte per freddo fame e malattie da deperimento o comunque per mancanza di farmaci per 900 giorni 3 milioni di leningradesi hanno vissuto sotto l incubo costante delle bombe la paura della caduta della città la mancanza drammatica di alimenti energia farmaci e di qualsiasi bene di sopravvivenza eppure per 900 giorni 3 milioni di leningradesi hanno continuato a vivere anche se a stento anche se per l ultimo giorno ma fino all ultimo giorno hanno continuato almeno a cercare di vivere una vita normale nei lunghi anni dell assedio le fabbriche hanno funzionato a ritmo incessante sostituendosi le donne agli uomini chiamati alla difesa della città hanno funzionato le scuole le università i centri di ricerca hanno funzionato gli ospedali e i servizi pubblici a misura della disponibilità delle risorse energetiche ci sono stati matrimoni nascite e compleanni oltre a tante e tante morti quando la straordinaria creazione di una strada e di una ferrovia sulla superficie ghiacciata del lago lagoda a metà circa dell assedio consentì di rifornire leningrado anche di petrolio per un breve periodo si riaccesero le luci delle strade e ripresero a marciare i tram la radio non smise mai di funzionare e così anche i teatri e la filarmonica che nell agosto del 1941 eseguì una sinfonia scritta in quei mesi a leningrado diffon dendone il suono non solo per le vie della città ma anche lungo le linee difensive della periferia in faccia agli assedianti tedeschi perché sentissero e vedessero che la città viveva per tre anni milioni di persone hanno vissuto silenziosamente disciplinatamente in qualche modo serenamente in un incubo ma hanno vissuto e alla fine la loro capacità di vivere ha sconfitto la guerra non è stato il generale inverno o il generale zukov a sconfiggere i tedeschi e gli italiani è stato il popolo di leningrado che non ha mai perso la volontà di vivere e non si mai arreso alla morte della guerra e a leningrado e non a stalingrado che è stata vinta la seconda guerra mondiale sempre che sia lecito unire il verbo positivo vincere al sostantivo negativo guerra questo avevano sicuramente a mente i nostri costituenti quando vollero scolpire nella carta costituzionale l avversione assoluta e pregiudiziale del nostro paese per la guerra ricorrendo al termine forse più estremo ripudio troppi lo hanno dimenticato troppo presi ad onorare i morti anche a sinistra per quel che possiamo noi cerchiamo di ricordarlo inserto a cura di sandro ridolfi i
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scienziati ricercatori genetisti la guerra alla fame ghiaccio sulla superficie del lago ladoga consentì la realizzazione di una strada camionabile e persino di una ferrovia sul ghiaccio attraverso quelle due arterie che colsero di sorpresa i tedeschi che non avevano immaginato tanta forza di resistenza leningrado ricevette alimenti e combustibili che per un breve periodo videro riaccendersi le luci e tornare a funzionare i tram oltre a riuscire a evacuare la parte della popolazione più debole e non utile alla difesa della città il problema della fame venne in parte risolto seminando in città in ogni luogo possibile tutto quanto poteva essere commestibile in ciò gli abitanti di leningrado furono facilitati dal fatto che nella città aveva la sede la banca dei semi terza al mondo con oltre 200.000 tipi catalogati e conservati guidata da uno dei più grandi ricercatori in materia il prof vavilov all istituto scientifico di leil professor ningrado sciarkov e la sua équipe si dedicarono a esperimenti per trovare surrogati alimentari a base di cellulosa e semi di cotone e utilizzano i macchinari di una fabbrica di birra riuscirono a produrre cellulosa commestibile la città venne perlustrata in ogni angolo in ogni cantina e fu recuperato malto dalle fessure delle pareti dei mulini e circa 2000 tonnellate di interiora di pecora e scarti di pesce diversi quintali di semi di lino mischiati a olio lubrificante furono trasformati in salsicce si prepararono minestre di lievito gelatina di sapone gli animali morti per fame o freddo furono macellati e le loro carni mischiate a polvere di cuoio aglio pepe furono anch esse trasformate in salsicce dalle alghe marine si ricavò brodo con la carta da tappezzeria mischiata a farina di segale e colla si ottenne qualcosa di simile al pane ben 14 scienziati della banca dei semi assistenti di vavilov morirono di fame ma nessuno di loro pensò di mangiarsi i semi di grano e patate più rari che erano affidati alla loro custodia erano certi che la guerra sarebbe finita con la sconfitta dei tedeschi e quindi non smisero mai di pensare al futuro del loro paese nei primi giorni dei bombardamenti che nel periodo più intenso durarono sino a 250 giorni consecutivi le artiglierie tedesche colpirono i magazzini badajev dove erano state stoccate la grande maggioranza delle riserve alimentari della città chiuso l accerchiamento con la ricongiunzione delle truppe tedesche provenienti da ovest e quelle finlandesi dal nord leningrado rimase completamente isolata dal resto dell unione sovietica per lunghi 900 giorni con due brevi interruzioni quando la formazione di un consistente strato di ascolta parla leningrad ascolta parla leningrado parla la città di lenin sono le parole con cui durante il lungo assedio iniziavano le trasmissioni della stazione radio di leningrado un infinità di altoparlanti di cerchi neri erano disseminati per tutta la città negli uffici nelle scuole nelle fabbriche sino alla non lontana periferia in cui si combatteva per la resistenza della città per tutto il giorno si susseguivano ai microfoni annunciatori lettori artisti poeti e musicisti che informavano la popolazione sull andamento della guerra e della vita della città diffondevano parole e musica e con esse l ostinata invincibile volontà dall assedio di una città all embargo di una nazione due differenti strategie criminali con lo stesso fine piegare la resistenza dell avversario colpendone la popolazione civile la letteratura ci ha consegnato la memoria di assedi memorabili a cominciare da quello più famoso anche per la sua durata decennale l assedio di troia l assedio nella storia dell umanità ha costituito una pratica di guerra che puntava a vincere l avversario colpendo la sua popolazione non combattente le città venivano circondate e chiuse in una morsa che piano piano toglieva agli abitanti le risorse per la sopravvivenza sino al punto di ottenerne la capitolazione per fame sete e malattie da denutrimento e sovraffollamento a volte anche senza combattere la tecnica era dunque quella di strangolare figurativamente la popolazione civile per indurre i suoi combattenti a cedere le armi solitamente seguiva il saccheggio della città arresa e la strage dei civili se quello di troia è stato il più cantato assedio della letteratura quello storicamente più realistico è stato quello di alessia capitale della nazione dei galli nella quale si erano rifugiati gli armati di vercingetorige sotto l incalzare dei conquistatori romani guidati da cesare dopo un lungo assedio che aveva drasticamente ridotto le risorse alimentari della città i guerrieri galli decisero di far uscire dalle mura fortificate la popolazione civile sicuramente con il fine militare di economizzare le residue risorse alimentari in favore degli armati ma anche per sottrarre la popolazione civile all ecatombe che sarebbe sicuramente seguita alla probabile caduta della città i romani non consentirono il passaggio dei civili attraverso le proprie linee ed essi morirono a decine di migliaia nella così detta terra di nessuno tra le porte chiuse della città assediata e le trincee dell accerchiamento dei romani la crudeltà dei romani fu così estrema che alla fine i galli si arresero vercingetorige venne incatenato portato a roma dove restò nel carcere mamertino per sei anni in attesa di sfilare quale preda di guerra incatenato al cocchio del cesare vincitore e quindi normalmente strangolato va ricordato che nella guerra di gallia i soldati del nobile cesare ammazzarono circa un quinto della popolazione celtica un milione su cinque milioni di abitanti più o meno come pol pot ma cesare è diventato cesare e questo piccolo neo è stato rimosso dal suo curriculum militare l assedio di leningrado sia per la durata che soprattutto per la dimensione della città che contava oltre 3 milioni di abitanti ha forse superato ogni precedente anche per la morte di oltre un milione di abitanti solo che leningrado non è caduta oggi la pratica dell assedio è divenuta obsoleta ed è stata sostituita da quella molto più civile dell embargo che alla fine è la stessa cosa solo in scala molto più grande sino a comprendere un intera nazione con la pratica dell embargo la nazione cattiva più correttamente si dovrebbe dire dominata da governanti cattivi viene esclusa da ogni relazione di interscambio commerciale economico scientifico ecc con il resto del mondo le viene interdetto di scambiare i propri beni con quelli ii prodotti da altri paesi e carenti nel proprio di accedere alle risorse anche scientifiche e sanitarie del resto del mondo normalmente più avanzato e quindi viene condannata a sopravvivere con le sole risorse autoprodotte la popolazione di quella nazione normalmente già in condizioni non floride viene quindi condannata ad un progressivo impoverimento spinto senza remore alla soglia della fame aggravata dalla mancanza di mezzi strumenti e prodotti sanitari alla carestia alle epidemie ovviamente non è difficile immaginarlo questi disagi non sfiorano i così detti cattivi governanti che proprio perché cattivi continueranno a godere di condizioni di privilegio dove il deperimento fisico sanitario e culturale del proprio popolo sarà ulteriore ragione di consolidamento del loro potere anche in odio al nemico accerchiatore un aspetto normalmente non viene mai colpito dall embargo ed è quello del commercio delle armi che guarda caso sempre normalmente vengono fabbricate da quegli stessi paesi democratici che orgogliosamente impongono l embargo ai popoli e non ai governanti leningrado ha resistito a tre anni di assedio cuba sta resistendo a cinquanta anni di embargo altri paesi democratici o non democratici questo aspetto non riguarda le popolazioni impoverite ed affamate non ce l hanno fatta e sono stati travolti dai fiumi di bombe pallottole gas e prodotti chimici mortali scaricati dagli eserciti dei liberatori liberatori di chi?
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scrittori artisti poeti e musicisti la sinfonia eroica di leningrado un ora fa ho terminato la partitura della seconda parte di una mia nuova grande composizione sinfonica se mi riuscirà di concluderla bene se riuscirò a ultimare la terza e la quarta parte allora quest opera potrà chiamarsi settima sinfonia due parti sono già scritte ci lavoro dal luglio del 1941 nonostante la guerra nonostante il pericolo che minaccia leningrado ho composto queste due parti relativamente in fretta perché vi dico questo vi dico questo perché i leningradesi che adesso mi stanno ascoltando sappiano che la vita nella nostra città procede normalmente tutti noi portiamo il nostro fardello di lotta e gli operatori della cultura compiono il proprio dovere con la stessa onestà e la stessa dedizione di tutti gli altri cittadini di leningrado di tutti gli altri cittadini della nostra immensa patria musicisti sovietici miei cari e molteplici compagni d arme amici miei ricordate che la nostra arte è seriamente minacciata ma noi difenderemo la nostra musica continueremo con la stessa onestà e con la stessa dedizione a lavorare nostro posto di lotta con questo discorso tenuto alla radio di leningrado il 16 settembre 1941 dmitri shostakovich il più grande compositore sovietico annunciava la creazione della sinfonia dedicata alla città di leningrado che fu in seguito definita l eroica del popolo russo il 9 agosto 1942 la settima sinfonia venne eseguita nella sala della filarmonica di una leningrado ridotta allo stremo per l occasione vennero richiamati dal fronte i musicisti dell orchestra della radio diretti da karl eliasberg e vengono sistemati degli altoparlanti nella periferia della città rivolti verso i soldati tedeschi per far sentire loro che la vita di leningrado continuava a pulsare pochi giorni prima la sinfonia era stata eseguita anche a new york dove la partitura era giunta in microfilm con un viaggio avventuroso attraverso la persia e l egitto dall orchestra della nbc diretta da arturo toscanini quel giorno i tedeschi non sapevano ancora di avere perso la guerra i sovietici erano però oramai certi di averla vinta la musica che ci è tanto cara alla cui creazione dedichiamo il meglio di noi deve continuare a crescere e a perfezionarsi come è stato sempre dobbiamo ricordare che ogni nota che esce dalla nostra penna è un progressivo investimento nella possente edificazione della cultura e tanto migliore tanto più meravigliosa sarà la nostra arte tanto più crescerà la nostra certezza che nessuno mai sarà in grado di distruggerla vi assicuro a nome di tutti i leningradesi operatori della cultura e dell arte che siamo invincibili e che resteremo sempre al do parla la città di lenin di resistenza alla sera quando gli annunciatori e gli artisti stremati dal freddo e dalla fame non ce la facevano più le trasmissioni si interrompevano ma non il suono la voce di leningrado continuava a diffondersi per la città perché nessuno si sentisse mai solo ed abbandonato era il metronomo che sino alla mattina ticchettava dai cerchi neri «dai rumorosi altoparlanti non veniva una parola ma instancabile batteva il ritmo familiare cadenzato sempre nuovo non era un semplice metronomo nelle ore d allarme aereo ma il nostro inflessibile viviamo non dorme la città assediata» viva stalin viva la libertà il diavolo che lava le coscienze la storia non si cancella ricordare la resistenza eroica della popolazione di leningrado all aggressione nazista e fascista conduce di necessità a rievocare anche la figura del personaggio che particolarmente in quegli anni tremendi incarnò l identità non solo politica ma anche storica e culturale dei tanti popoli che costituivano l unione sovietica il georgiano giuseppe stalin ma parlare di stalin è come evocare il diavolo più facile è parlare di hitler e delle sue vicissitudini amorose mescolate ai fumi dei camini di auschwitz e ancora più facile è parlare di mussolini che nel dilagare di un revisionismo vile e ipocrita che sta riscrivendo la nostra storia recente a misura della piccolezza e dello squallore della politica corrente forse tra non molto verrà persino riabilitato al rango di un grande statista italiano ma stalin no il suo solo nome continua a evocare immediatamente quasi istintivamente gli orrori dei gulag dei processi farsa delle fucilazioni in una parola della negazione di ogni diritto civile e umano sia ben chiaro che non è nostra intenzione di riabilitare puramente e semplicemente un personaggio storico sulle cui scelte politiche la condotta umana la lasciamo agli scrittori delle cronache rosa abbiamo da sempre espresso il più profondo e motivato dissenso critico non è questa la sede per approfondire le ragioni e le conseguenze interne ed esterne dell opzione della difesa della roccaforte assediata voluta da stalin che all epoca prevalse su quella della diffusione della rivoluzione bolscevica oltre i confini dell unione sovietica propugnata da trotzki avremo altre occasioni per riaprire questo capitolo importantissimo della storia del novecento ciò che vogliamo fare ora pubblicando questo breve articolo dedicato alla memoria di stalin è ribadire a chiare lettere e a viso aperto proprio affrontando un tema estremamente difficile i principi che intendono ispirare questo periodico politico e culturale scienza e coscienza verità e trasparenza analisi critica immune da pregiudizi preconcetti opportunismi e soprattutto ignoranza il diavolo non è solo il parto della codardia è prima di tutto il parto della ipocrisia il diavolo è il male assoluto contro cui nulla si può ma è anche il migliore colpevole l utile responsabile di tutto individuare un diavolo su cui rovesciare tutti i mali e tutte le colpe serve a lavare le coscienze degli altri che hanno obbedito agli ordini non potevano fare nulla non c erano o dormivano a bruciare nei forni crematori 6 milioni di ebrei non fu hitler da solo o con la sua ristretta cerchia di psicopatici nazisti fu l intero popolo tedesco al quale si aggiunsero poi entusiastici ungheresi belgi francesi ecc che condivise interamente l ideologia della superiorità della razza ariana a massacrare con bombardamenti aerei e gas accecanti gli indigeni abissini somali libici e poi gli albanesi i greci e i russi non fu mussolini da solo o con la ridicola decima mas di borghese fu l intero popolo italiano che aveva comunque entusiasticamente od opportunisticamente in grandissima maggioranza aderito all ideolo gia della razza italico-romana così a commettere quei gravi fatti di illiberalità che certamente vanno imputati all unione sovietica di stalin non fu il solo piccolo padre ma un intero apparato burocratico politico statale e militare lo stesso dal quale sono poi direttamente discesi i puri kruscev gorbaciov eltsin sino anche a putin smascherare il diavolo leggerne e indagarne le dimensioni umane e le relazioni sociali ed economiche nel suo contesto storico significa penetrare nei meccanismi politici economici culturali e anche religiosi che nei secoli ripetutamente e instancabilmente hanno generato mostri nel 1941 gli eserciti tedesco e italiano invasero l unione sovietica travolgendone le difese come un tifone arrivando rapidamente sino alle porte di mosca accerchiando leningrado e puntando sulle risorse energetiche del caucaso dietro la linea di stalingrado l unione sovietica il popolo sovietico non hanno ceduto pagando il prezzo di circa 20 milioni di morti e cinque anni di totale devastazione del proprio paese riuscendo infine a sconfiggere e respingere gli invasori tedeschi e italiani se l unione sovietica avesse ceduto probabilmente i nazisti tedeschi e i fascisti italiani avrebbero davvero conquistato un europa oramai in gran parte sconfitta e assoggettata e ben poco avrebbero potuto fare i resti del vecchio impero britannico e i lontani interessi della più giovane nazione nord americana ma l unione sovietica tutta da leningrado a stalingrado ha resistito unita compatta ostinata sotto la guida del partito comunista e del suo segretario giuseppe stalin in quegli anni terribili per milioni di cittadini russi bielorussi ucraini e di cento altre etnie e nazionalità il grido viva stalin ha avuto un significato ben preciso ha significato no al nazismo no al fascismo viva stalin ha significato viva la libertà questo non può e non deve essere dimenticato soprattutto dai figli dei figli di coloro che quella libertà hanno cercato di sopprimerla seminando violenza e ingiustizia dall africa ai balcani all europa centrale la storia va sicuramente giudicata e anche severamente ma non può essere cancellata iii
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inserto speciale di piazza del grano anno ii numero 4 aprile 2010 ai tempi della guerra nel 18 in italia in una cella duna prigione piena di soldati di ubriachi e ladri un soldato socialista con la matita copiativa alla parete scrisse viva lenin in alto molto in alto che appena si vedeva nella cella semibuia ma scritto a grandi lettere e le guardie appena se ne accorsero mandarono un pittore con un secchio di calcina che legato il suo pennello ad un bastone impiastricciò la scritta minacciosa ma avendo egli seguito con il pennello i tratti della scritta là in alto nella cella si vedeva scritto ora in calce viva lenin un secondo pittore fu chiamato e ricoperse tutto con una pennellessa cosicché la scritta fu nascosta ma al mattino la calce si asciugò e di nuovo apparve viva lenin fu allora che le guardie procurarono un muratore con la cazzuola e lui raschiò per ore e lettera per lettera la scritta quandebbe terminato nella cella in alto stava scolorata è vero ma incisa ben nel muro la invincibile scritta viva lenin levate dunque il muro disse quel soldato bertolt brecht linvincibile scritta iv
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