Sydney Jordan, Jeff Hawke/Lance McLane (H8866-H9454)

 

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JEFF HAWKE/LANCE McLANE H8866-H9454 I Grandi Cataloghi e saggi n.8 224 pp, b/n + copertina a colori (con risguardi), 24 x 32 cm, brossura; 35 euro Torna, dopo circa un ventennio, uno dei più amati personaggi della SF a fumetti, Jeff Hawke, nella sua incar

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I LIBRI DELLA FONDAZIONE - 20 I grandi cataloghi e saggi 8 La dedica di ogni libro prodotto ai giovani del secolo XXI e alla loro educazione culturale, artistica, umana, perché imparino ad apprezzare il patrimonio culturale e genuinamente popolare trasmessoci dai secoli precedenti, è una costante della Fondazione editrice.

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La Fondazione Editrice si avvale del contributo della Regione Marche (Assessorato alla Cultura) previsto per gli Enti culturali di rilevante interesse regionale dalla legge regionale n. 4 del 2010. RINGRAZIAMENTI SYDNEY JORDAN, artefice primo, alla cui arte e generoso altruismo si deve l’uscita di questo libro. Con profondo rispetto e gratitudine, Te Salutamus! Maestro dell’Infinito. SYDNEY JORDAN, first craftsman, whose artistry and generosity has permitted the birth of this book. With deep respect and gratitude, Te Salutamus! Master of the Infinity. Duncan Lunan, astronomo e scrittore, per aver fornito buona parte del materiale qui riprodotto e per l’inesauribile pazienza con cui ha risposto alle nostre innumerevoli domande. William “Bill” Rudling e Ms. Marise Morland-Chapman per aver gentilmente messo a disposizione documentazione di proprietà; l’artista Giuseppe Festino, per lo splendido “cadeau” del ritratto di Jordan e del disegno di Jeff Hawke; Edgardo Rodia, per le note e le bandelle di copertina; Adriano Rosellini, nume tutelare, sempre partecipe. Collaboratori Hanno partecipato alla realizzazione di questo libro, affiancando il curatore Fabio Manini: Tiziano Agnelli, Giulio Cesare Cuccolini, Franco Spiritelli, Martina Piperno, Valeria Mozzicafreddo e, per il lettering, Marco Rotatori. Questo libro è © 2014 della Fondazione Rosellini per la Letteratura Popolare-Onlus (www.fondazionerosellini.it) Le storie a fumetti e le immagini di Sydney Jordan, © dell’autore e di Express Newspapers, sono qui pubblicate per gentile concessione e specifiche liberatorie dei medesimi, 2013. Le altre immagini sono © dei rispettivi autori, loro eredi, editori e agenzie che ne detengono i diritti e vengono qui proposte a puro fine documentaristico. Copertina e retro: immagini tratte da illustrazioni dell’autore. Stampa Tecnostampa srl, Ostra Vetere (AN)

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NOTERELLA EDITORIALE PREVIA Con una giusta dose d’orgoglio, parola fin qui mai spesa nel presentare le precedenti diciannove imprese, diamo finalmente alle stampe la conclusione della grande saga fantascientifica di Jeff Hawke. Curatore del volume Fabio Manini, intraneo alla Fondazione ed appassionato cultore della prima ora dell’opera di Sydney Jordan, che ha già dato buona prova di sé con i precedenti libri della collana. Altrettanto essenziali per la realizzazione dell’opera sono stati Tiziano Agnelli che, da conoscitore della lingua inglese, ha curato la traduzione di gran parte dei testi e tenuto i contatti con gli Amici britannici, valga per tutti Duncan Lunan, Giulio Cesare Cuccolini e Franco Spiritelli per le pregevoli note critiche. Nel loro compito sono stati validamente coadiuvati da Martina Piperno per le traduzioni e da Valeria Mozzicafreddo che ha collaborato all’impaginazione con inesauribile pazienza e abnegazione. Per l’occasione si è deciso di rifare il lettering delle storie già uscite in prima edizione su Eureka nel 1989 e Corto Maltese nel 1987, quest’ultima opportunamente integrata con le 41 strisce mancanti, ritraducendole direttamente dal testo originale inglese. L’opera che avete tra le mani viene a concludere, dopo un’attesa venticinquennale, un percorso inopinatamente interrotto nel lontano 1990 quando la Milano Libri e poi la RCS cessarono la pubblicazione cronologica delle strisce. È opportuno precisare, per i “puristi”, che in questo volume mancano, cronologicamente, due storie ancora inedite, vale a dire Sails in the Red Sunset e Even Death May Die che andremo a pubblicare prossimamente presentandole nei loro colori originali. Senza dilungarci troppo, segnaliamo che la gestazione di questo libro è cominciata, con alterne vicende caratterizzate da momenti d’assoluta euforia o di profonda delusione, circa dieci mesi orsono, ed ora, finalmente, siamo pronti a consegnare al giudizio critico dei lettori questa nostra ultima fatica, vero atto d’amore nei confronti di un indiscusso Maestro del fumetto mondiale e della sua saga di fama imperitura. 5

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NOTERELLA REDAZIONALE Ricostruire, o almeno provarci, il percorso editoriale della saga di Jeff Hawke è come essere dislocati di colpo nel Labirinto a Cnosso; quando si pensa di esserne venuti a capo e di scorgere almeno l’uscita, ci si ritrova inevitabilmente al punto di partenza. La serie ha avuto numerazione H per le storie di Hawke, M o A per quelle di McLane, però l’edizione del 1987 di Corto Maltese portava un’inusuale NB; in più ci sono stati Syndicate diversi che magari hanno imposto all’Autore una loro specifica codifica, confondendo ulteriormente la cronologia. Questo per dire che anche noi abbiamo voluto cimentarci nell’ardua impresa e grazie all’intervento dell’ultimo soggettista, il benemerito e mai abbastanza ringraziato Duncan Lunan, abbiamo ricostruito tutta la sequenza successiva all’ultima striscia (H8865) pubblicata dalla Milano Libri nel volume di chiusura (il 20°) della collana cartonata. Nell’opera che qui presentiamo, i lettori possono trovare tutte le strisce dalla H8866 alla H9454 (ultima pubblicata in originale), salvo una sulla quale abbiamo seri dubbi che sia mai stata edita, visto che anche i nostri più agguerriti corrispondenti britannici non sono riusciti a reperirla sui quotidiani del tempo, o sulle riviste amatoriali. Inoltre abbiamo inserito a titolo di “prologo” le 55 strisce relative alla “nascita” del personaggio di Fortuna, alquanto caro all’autore e presenza dominante nelle storie qui pubblicate. Quindi per quest’opera abbiamo seguito rigorosamente la scansione cronologica decisa dallo stesso Jordan, il che significa che due storie “laterali”, vale a dire Sails in the Red Sunset, e Even Death May Die, essendo frutto (grazie Miss Fiona) di rimaneggiamenti e recuperi di altre storie e dunque non “intranee” al canone più rigoroso di Jeff Hawke, verranno proposte nel prossimo volume nei loro colori originali, completando definitivamente quanto prodotto con il logo Hawke-McLane. Un’ultima doverosa precisazione. In Gran Bretagna, iniziando dalla striscia H7217 (81° Episodio, La Nursery), le storie furono pubblicate a colori, mentre da noi la Rizzoli/Milano Libri, l’Editoriale Corno e la Max Bunker Press, continuarono ad editarle in bianco e nero. Adeguandoci a tale orientamento abbiamo quindi proposto in bianco e nero sia gli originali pervenutici direttamente dall’autore, che le strisce tratte dalle riviste a colori. Ne consegue che queste ultime potrebbero invero sembrare un po’ “vuote”, ma solo per il fatto che in origine erano completate dalla colorazione e non perché il disegno sia più povero. Non resta dunque che augurarvi buona lettura, ribadendo che la Fondazione, in questo aiutata da benigni dei del Fato e da generosi corrispondenti, ha fatto del suo meglio per presentare una degna conclusione alla Saga di Jeff Hawke, in stand-by ormai da decenni. 7

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Il primo numero della rivista che ha dato il via alla SF.

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IL FUMETTO NELLO SPAZIO di Giulio Cesare Cuccolini (articolo apparso su EUREKA 1978) Una dotta ricerca filologica sul fumetto, dalle origini ai tardi anni Venti, farebbe registrare numerose e varie anticipazioni fantascientifiche: motivi fantastici, onirici e vere e proprie scene di conquiste spaziali. Tutto ciò non sarebbe tuttavia sufficiente per poter parlare dell’esistenza di un vero e proprio fumetto di fantascienza (SF) che nasce, invece, verso la fine degli anni Venti, quasi contemporaneamente a quello avventuroso, a cui rimarrà sempre strettamente connesso. Hugo Gernsback (1884-1967), fondando nel 1926 la rivista Amazing Stories, diventa il padre della SF moderna intesa come genere narrativo indipendente dai romanzi avventurosi e popolari ai quali era stato precedentemente legato. Numi tutelari della rivista sono H. G. Wells, Jules Verne ed E. A. Poe che compendiano in sintesi i temi fondamentali del genere fantascientifico: i viaggi nello spazio e nel tempo con quanto essi comportano; il mito della scienza e della macchina; i misteri dell’inconscio. Il clima socio-economico e culturale dei ruggenti anni Venti sollecita negli Stati Uniti soprattutto la trattazione delle prime due tematiche, che vediamo ampiamente sviluppate nel primo vero comic di SF apparso il 7 gennaio 1929: Buck Rogers nel XXV secolo, disegnato da Richard ‘Dick’ Calkins su sceneggiatura di Il primo eroe del fumetto fantascientifico: Buck Rogers (testi di Phil Nowlan, disegni di Dick Calkins). La serie delle tavole domenicali presenta le avventure di Buddy Deering, fratello di Wilma, eterna fidanzata di Buck. Dalla 3ª pagina domenicale, aprile 1930. Phil Nowlan ispirata dal suo racconto Armageddon 2419 A.D. uscito sulla rivista Amazing Stories nell’Agosto del 1928. Agli inizi la storia narra le peripezie di un aviatore statunitense per liberare la Terra da un tiranno orientale, ma poi introduce temi più caratteristici della SF quali i viaggi nello spazio, macchine e razzi sorprendenti ed abitanti di altri pianeti. Ha così inizio una lunga saga che durerà decenni passando – come accadrà per altri personaggi del fumetto – per le mani di numerosi disegnatori. Il successo del personaggio e del genere sospinge le agenzie concorrenti all’imitazione. Il 24 agosto 1933 compare Brick Bradford scritto da William Ritt e La palma del migliore in campo SF spetta a Brick Bradford. Qui ridotto a dimensioni subatomiche, Brick scopre che gli atomi non sono altro che sistemi stellari in miniatura, in cui scopre civiltà scomparse, ma anche pianeti abitati da umanoidi e non, che non disdegnano di combattersi tra loro. Come ogni eroe che si rispetti, Brick si schiera coi buoni. Da Il Viaggio nella moneta; daily strips, dall’8.02.1937 al 8.01.1938 (testi di William Ritt, disegni di Clarence Gray) 9

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Lo splendido ritratto di Sydney Jordan in cui Giuseppe Festino coglie alla perfezione la personalità dell’autore. 16

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Abbandonando l’introduzione con Mefisto e il troll, Jordan si autoritrae nella strip H5626 per introdure una nuova storia. SYDNEY JORDAN di Franco Spiritelli Sydney James Jordan è nato a Dundee, Scozia, il 28 maggio 1928. Fin da bambino manifestò una buona predisposizione per il disegno, oltre ad un grande interesse per la fantascienza e l’aeromodellismo, concretizzatisi nel suo primo fumetto, The Iron World Menace. In seguito si diplomò come disegnatore aeronautico alla Miles Aeronautical Technical School di Reading (scuola che forniva un’eclettica formazione, che non si limitava agli aspetti della tecnologia aviatoria dell’epoca, ma includeva letture e discussioni informali di politica, balletto, cinema e teatro). Cresciuto assieme all’amico William Patterson negli anni della guerra, i due Quasi una condividevano l’amore per la lettefotografia: paratura, la poesia e, naturalmente, la gina del Daily fantascienza. Durante il periodo Express del scolastico progettarono una storia a 16.12.1965 sfondo fantascientifico, ma poi si con illustraziopersero di vista ed il progetto rimani di Jordan, se irrealizzato. dal titolo Dopo il diploma, Jordan freeloquente: quentò l’Air Training Corps, che Proprio come formava i giovani che aspiravano a Jeff Hawke. entrare nella RAF (Royal Air Force), ma non riuscì a diventare pilota. Nel 1948 tornò in Scozia, dove lavorò brevemente come grafico pubblicitario, poi a Dundee come 17

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Illustrazione per la prima storia di Chalcedon, Il Santuario, 1960 54

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VIRUS traduzione di Tiziano Agnelli 55

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