Giornalino Maggio 2014

 

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ACCADEMIA DELL’ INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) Esce in data non prestabilita ed è destinato ai fedeli cristiani praticanti ai sodali del gruppo dei poeti del capoluogo e delle frazioni bonifatesi ai compaesani appartenenti all’ associazione “Radici” residenti a Roma MAGGIO 2014 ____________________________________________________________________________________________________________ Al plenilunio del 14 Nisan in terra ebraica ULTIMA CENA DI GESU’ CON GLI APOSTOLI A Cittadella l’ormai tradizionale “Sancta Missa in coena Domini” con la partecipazione di interpreti di Pasquale Filippelli Per la settima volta consecutiva è stata celebrata a Cittadella del Capo, giovedì santo 17 aprile scorso, la santa Messa “in coena Domini” con la partecipazione di dodici parrocchiani adulti nelle candide vesti degli apostoli di Gesù. A completare la suggestiva scena attorno all’altare, i numerosi ministranti (in tunica bianca con bande laterali rosse) appartenenti al gruppo creato due anni orsono dal nostro parroco can. don Giovanni Celìa. Questi ha presieduto la S. Messa di cui è stato concelebrante Padre Antonio Marranchella dei frati cappuccini di Saracena, il quale ha tenuto un’ispirata e dotta omelia. Interpreti degli apostoli sono stati Domenico Argirò (di Dario), Achille De Aloe, Aldo Ferrante, Pasquale Filippelli, Salvatore Formisano, Vincenzo Giunti, Egidio La Valle, Francesco Lospennato, Domenicantonio Papalia, Pasquale Sanguinetti, Guido Mario Spinelli e Francesco Stella. Come sempre al giovedì santo, la chiesa madre “San Francesco di Paola” era gremita all’inverosimile. Non pochi i forestieri ed i compaesani rientrati per le feste di Pasqua. Molti fedeli hanno seguito in piedi la sacra funzione, alcuni altri hanno dovuto ascoltarne lo svolgimento dal sagrato attraverso l’altoparlante. A inizio celebrazione il sottoscritto ha letto al microfono, dall’ambone, la consueta pagina (brano lirico e poesiola finale) da lui composta già nel 2008, stavolta un po’ modificata nella prima parte. Eccola qui di seguito riportata. Appena quattro giorni, e già s’è spenta l’eco degli osanna. È Nisan in terra ebraica, primo mese dell’ anno. Tepore ed effluvi di primavera si spandono per le strade a Gerusalemme. La notte scorsa dilagava a distesa il plenilunio, e anche stasera l’astro splende superbo sulla città e la inonda d’argento. Rischiara le vie, illumina giardini e case, gli ulivi del Getsemani e, fiocamente in lontananza, le croci sul monte del “Cranio”. Domani giungerà l’ora delle tenebre. Sarà Sinedrio, quindi Pretorio: flagellazione, coronazione di spine, sputi e scherni, percosse. Sarà via crucis, cammino doloroso verso il calvario. E poi all’ora nona si farà buio su tutta la terra, si squarcerà in due il gran velo del tempio, e lampi e tuoni e scrosci si rovesceranno sulla cima del Golgota, e il centurione griderà nel turbinio del vento “Veramente costui è il figlio dell’Eterno!”. Intanto stasera - 14 Nisan - Gesù va a mangiare la Pasqua con i dodici apostoli: per essi vino, erbe amare e pane azzimo. Nessuno manca. E dunque: ULTIMA CENA Tredici a quella cena, nel cielo luna piena; vien Cristo, gli sta dietro Simone detto Pietro; già assisi sugli scanni Giacomo con Giovanni figli di Zebedeo, ipsi adunati in Deo con Filippo, Matteo, Andrea, Bartolomeo e Giacomo d’Alfeo e Tommaso, Taddeo, Simone Zelatore, infine il traditore; va’ Giuda a tradir lesto Gesù, deh fallo presto, il pane intinto al vino ti consegna al destino! Nel corso della celebrazione è stato ripetuto il rito della lavanda dei piedi. Alla comunione gl’interpreti degli apostoli hanno ricevuto dai sacerdoti la particola intinta nel vino. Al termine della santa Messa i celebranti, assieme agli “apostoli” e ai ministranti, si sono recati al “sepolcro” per deporvi il SS. Sacramento. Come al solito, ha portato l’ombrello processionale l’anziano “discepolo” Vincenzo Giunti il quale, nonostante la tarda età, ha voluto partecipare per il 7° anno consecutivo alla solenne celebrazione (al pari di lui, presenti sin dalla prima volta - 2008 Aldo Ferrante, Francesco Lospennato, Guido Mario Spinelli e il sottoscritto). Non guasta ricordare che il carissimo Vincenzo ha nella Gerusalemme celeste un’anima eletta che veglia su di lui: quella dell’indimenticabile suo fratello mons. Giovanni Battista Giunti, sacerdos in aeternum. Anche quest’anno la Sancta Missa in coena Domini è stata accompagnata dai canti del coro parrocchiale diretto da Concetta Laino e Silvana Rovigo. Infine sono stati consegnati i grandi pani benedetti (tòrtani) ai dodici interpreti degli apostoli e ai dodici parrocchiani estratti a sorte la precedente domenica delle Palme. Tra questi ultimi la coordinatrice del gruppo “Poeti Nostri” Maria Rosaria Marra, il cui “biglietto” recava: << Al celeste patrono San Francesco di Paola, Pasquale e Maria Rosaria >>. Fette di pane benedetto sono state distribuite, per volere del parroco e secondo tradizione, a tutti i fedeli presenti. Pasquale Filippelli 1

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VISITE DEL PARROCO ALLE FAMIGLIE DOPO PASQUA Il parroco can. don Giovanni Celìa ha comunicato, attraverso il manifesto pasquale, che le visite alle famiglie per la benedizione delle case avrebbero avuto inizio quest’anno il 26 aprile. Don Giovanni tiene molto a quest’impegno pastorale, come testimonia l’ispirata lirica contenuta nella raccolta delle sue poesie “Sguardi dentro l’orizzonte” del 2009 (Guzzardi editore, Cosenza) che qui di seguito trascriviamo. SULLA TUA STRADA Sono le otto e la luna illumina i passi di una sera di primavera, i passi di un cammino meraviglioso ricco di tante emozioni. Su di un sentiero tu illumini la strada buia, incerta, ma sicura perché guidata da te che illumini i passi di ognuno. E poi da casa in casa ad incontrare tanti volti, ognuno con la sua storia, la sua generosità, la sua bontà. Poi una mano che benedice, che dona la pace del Signore… << Ecco l’acqua che sgorga dal Tempio santo di Dio >>… Sì continua a sgorgare acqua della gioia, della vita, della salvezza… E’ tardi le mani si stringono, si salutano, si continua a portare a tutti il lieto annunzio della gioia, mentre tu luna continui ad illuminare i passi del mio sentiero. Sac. Giovanni Celìa (in occasione della benedizione delle famiglie, Pasqua 08) PEREGRINATIO MARIAE L’annuale pellegrinaggio per i rioni di Cittadella della delicata effigie della Madonnina di Fatima, svoltosi sempre nel mese di maggio a decorrere dal 2009, compie quest’anno il suo ultimo giro visitando le case dello storico rione Greco-Marinella. In tutti questi sei anni la suggestiva peregrinatio, dovuta a una felice intuizione del canonico don Giovanni Celìa donatore della statua, ha suscitato vivo interesse e riscosso grande successo. Il simulacro della Madonnina apparsa nel 1917 ai tre pastorelli portoghesi, venne benedetto e incoronato dall’indimenticabile nostro vescovo mons. Domenico Crusco nell’ antica matrice cittadellese di San Michele il 19 febbraio 2006. Per l’occasione la coordinatrice del gruppo Poeti Nostri, Maria Rosaria Marra, compose (e lesse al microfono in chiesa) la seguente poesia: 19 Febbraio 2006 ARDE LA FIAMMA da rapporto sentimentale con il grande produttore cinematografico Carlo Ponti. La bella e brava attrice, che diventerà famosa in tutto il mondo con il cognome d’arte “Loren”, risiedeva allora in piazza Venezia (di fronte scalinata Campidoglio) oggi ricordata come luogo in cui si svolgevano le “adunate oceaniche” dei fascisti, colà convocati per ascoltare i discorsi del “duce” Benito Mussolini, capo del governo. La sorella di Sofia, Maria, era all’epoca fidanzata con uno dei figli del defunto duce, che si chiamava Romano. Ricorderete che negli anni 2004 e 2005, già famoso come pianista ed esponente jazzistico internazionale, egli venne in estate nel nostro paese per partecipare con la sua band alla manifestazione “Cittadella del jazz”. Quando giunse, lui ed io ci stringemmo in un abbraccio lungo e caloroso, entrambi con le lacrime agli occhi. Ahimè, qualche anno fa il grande Romano se n’è andato in cielo! A servizio della famiglia Scicolone in qualità di chauffeur (Lancia Flaminia 2500 targata Roma 315171) sono stato spesso comandato a portare per le strade della capitale la vedova del duce, donna Rachele. Per me era una grande soddisfazione guidare l’auto degli Scicolone, una famiglia di notevole levatura morale e culturale, cortesissima in tutti i suoi membri. Al tempo del mio servizio presso di loro non era ancora nata la figlia di Maria e Romano, Alessandra, onorevole deputata nel recente passato, attualmente senatrice della Repubblica. Ma torniamo all’inimitabile star Sofia Loren, che ho avuto l’onore e il privilegio di conoscere grazie all’attività svolta per la sua famiglia. Ditemi voi se non è stata per me una fortuna l’aver conosciuto e potuto ammirare da vicino, all’inizio della sua carriera, un’attrice che sarebbe diventata una stella luminosa nel firmamento cinematografico mondiale. È impossibile elencare i tanti prestigiosi film interpretati da Sofia, diretta dai più grandi registi, con accanto i più famosi attori. Mi piace ricordarne uno per tutti, che le valse l’Oscar, il più importante riconoscimento internazionale: La ciociara. Voglio chiudere rivolgendo un grato pensiero alla segretaria della grande attrice, che divenne mia buona amica e mi raccontò tanti episodi della vita artistica di Sofia Loren. Un ringraziamento al Giornalino, che mi ha cortesemente concesso spazio per questo intervento. Francesco Stella ‘U Màiu Un tempo, l’arrivo della bella stagione veniva festeggiato nel nostro Comune a calendimaggio con l’esibizione per le strade e nelle case di un pittoresco personaggio il quale, ballando e cantando, augurava buona fortuna e al contempo sollecitava doni, specialmente fichi secchi e salame. ‘U Màiu si presentava vestito di frondosi rami di quercia adornati di fiori e bussava alle porte chiedendo: << ‘U vulìti a màiu? >>. Appena entrato si metteva a ballare cantilenando strofette. Per la raccolta dei regali portava con sé un grande panàru. Le strofe cantilenate erano alquanto diverse da luogo a luogo. A Cittadella erano le seguenti. Màiu, màiu, màiu: e trasìcci màiu, màiu tuttu jurùtu, trasìcci ‘ntra sta casa e pòrtaci ‘a furtuna, e pòrtaci ‘a saluti. Genti di chista casa, Questo è giorno che la fiamma arde viva a Cittadella, ché da Fatima la Mamma giunge qui splendente e bella; arde viva in tutti i cuori la gran fiamma della fede per Maria, fior tra i fiori, che il suo manto ci concede; Madonnina di candore, o fulgente nostra Stella, Santa Vergine d’amore, benvenuta a Cittadella! La bella e brava attrice Sofia Scicolone, in arte Loren Quando venni assunto come autista dagli Scicolone (a Roma, tanti e tanti anni fa) una delle figlie, Sofia, non abitava più nel lussuoso appartamento familiare in via di Villa Ada n°10, essendo già legata 2

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dàtimi ancùna cosa: saglìti allu stramàtu, pigliàti ‘a savuzìzza, pigliàti ‘a supressàta. Si nun mi dati nenti vi vo’ sciullà ‘a casa ccu tuttu ‘u pavimentu! Naturalmente, versi o singole parole potevano un po’ cambiare da un quartiere all’altro. Il componimento su trascritto è più o meno quello che venne presentato sul lungomare il 1° maggio 1986 dal neo costituito gruppo cittadellese di Famiglia Via Crucis del quale eravamo stati fondatori l’allora parroco don Ferdinando Longo, il vicepresidente del consiglio pastorale parrocchiale Ferdinando Mandato, Pedro Iovino e sua moglie Betta, Tonino Tramontano e sua moglie Lucia, Francesco Di Mauro, mio marito Pasquale Filippelli ed io. Per la storia della nostra comunità, ‘u Màiu venne in quell’occasione interpretato dagli indimenticabili Gaetano Felice e Gerolamo Iemma, mentre l’impagabile cavalier Mandato orchestrava la spettacolare esibizione. Le monete che caddero copiose al termine della sceneggiata furono raccolte dal buon Gajitanu giacché l’altro si era esibito su alti trampoli. I versi della cantilena d’ ‘u Màiu nel capoluogo di Bonifati mi sono stati dettati una mattina d’estate sulla spiaggia dalla cara signora di origine bonifatese Tina De Brasi. Eccoli: Trasi trasi Màiu! Non lu vidìti a màiu ca è tuttu jurùtu? Guardàti aprili e màiu ca ficia lli lavuri, mminz’ alli donni allu paìsi torna. Pitu pitìllu, acchiàna allu stramàtu e taglia lu salatu, non lu taglià di strittu, ma tàglialu di latu. Quanti cucci i’ cucùllu: no llu dicìti a nullu! Si mi dat’ ancùna cosa vi vo jura ‘a casa cumi ‘na rosa,, si non mi dati nenti vi vo sciullà ‘a casa da dintr’ i padamenti! Il primo giorno di maggio si è svolta ancora una volta a Bonifati la festa del Lavoro, nonostante i tempi grami da noi vissuti al presente sia come cittadini che come lavoratori. Dopo mezzogiorno ha avuto luogo la tradizionale scampagnata al “Forte” in località Munticìllu, dove il sindaco Antonio Mollo ha brevemente illustrato il significato della ricorrenza. Nell’anzidetta località, che fu teatro in passato di tanti affollati e calorosi raduni festivi popolari, si è svolto anche quest’anno il consueto pic-nic a base di cibarie caserecce e buon vino locale. Ha partecipato un complessino musicale ed erano presenti, tra le numerose altre persone, il già citato primo cittadino Mollo, il vicesindaco Salvatore Borrelli, l’assessore Dario Argirò, i consiglieri comunali di maggioranza Mario Arcuri e Marina Cristofaro, la presidente ed il segretario del circolo culturale “Città di Fella” Giuseppina Bevilacqua e Massimo Converso. Purtroppo, essendo arrivata a un certo punto la pioggia, alcuni partecipanti hanno lasciato anzitempo e a malincuore la compagnia. Ma non prima che io leggessi la significativa poesia di Majakovskij “Il mio Maggio”, ben adatta alla circostanza, e presentassi unitamente a mia figlia Cristina, venuta apposta da Roma, una registrazione video-audio d’ ‘u Màiu interpretato poche ore prima da mio marito nella nostra casa a Cittadella. Maria Rosaria Marra coordinatrice del gruppo Poeti Nostri Per la terza volta consecutiva JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA Con tre turni di anticipo la Signora del calcio italiano si è aggiudicata quest’anno lo scudetto tricolore, prevalendo di larga misura sulla Roma di capitan Francesco Totti. L’allenatore Antonio Conte ha dunque realizzato assieme alla sua squadra un formidabile “triplete” che alla Juve non riusciva da più di ottant’anni. Facciamo rilevare che tra gli juventini campioni d’Italia 2013-14 c’è il “monumento” Pirlo, al suo quarto titolo consecutivo avendo vinto il campionato con il Milan l’anno prima che si trasferisse a Torino, sponda bianconera. Dal quotidiano “il Giornale” di Milano, che annovera tra i suoi redattori sportivi fior di esperti calcistici, riportiamo le pagelle attribuite da Riccardo Signori ai giocatori di Conte in riferimento all’intera stagione: Pirlo e Tevez 8; Buffon, Vidal e Llorente 7,5; Pogba, Chiellini e Asamoah 7; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Caceres e Marchisio 6,5; Quagliarella, Padoin, Peluso e Storari 6; Isla 5,5; Giovinco, Ogbonna, Vucinic e Osvaldo 5. Di Andrea Pirlo il suddetto giornalista scrive fra l’ altro “punizioni vincenti così belle e decisive da aprire il cuore al piacere del calcio” e ancora “i suoi lanci in verticale restano una goduria”. Sull’argentino Carlitos Tevez lo stesso giornalista puntualizza “fantastico il modo d’inserirsi nella squadra e non mollare mai; campione esemplare per tutti; c’è in lui un po’ della follia di Sivori e qualcosa della grinta di Passerella” (entrambi calciatori argentini del passato, ndr). Ci piace riportare inoltre il pensiero espresso tempo fa su Pirlo dal miglior portiere del mondo, capitano della Juve e della nazionale azzurra, Gigi Buffon: << Quando vedo giocare Andrea ho la prova che Dio esiste >>. Ricordiamo che l’ex milanista è stato nel 2006 campione del mondo assieme a questi altri giocatori titolari tuttora in attività nella massima serie: Buffon, Amelia, Zaccardo, Barzagli, De Rossi, Toni, Gilardino e Totti. Per la curiosità, specialmente dei ragazzi, ricordiamo che conquistammo in Germania, nella finalissima contro la Francia (Marcello Lippi allenatore) il nostro quarto titolo mondiale grazie a un penalty sbagliato dai francesi e ai cinque calci di rigore trasformati, nell’ordine, da Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso. Ma chi ebbe tra i dirigenti rossoneri (il trainer Allegri consenziente) la felice idea di lasciar andare Andrea Pirlo alla Juve a parametro zero nel 2011?! Ci consta che per seguire affettivamente e con orgoglio il grande campione negli ultimi anni di carriera, molti supporter milanisti si sono fatti tifosi juventini. Forza Juve, l’anno prossimo vogliamo vederti grande anche in Europa, per la riconquista della coppa dei campioni! p.f. Il Giornalino può essere letto anche su: www.parrocchiacittadella.it www.assradicijelefella.it www.assgruppoarcobaleno.it www.cittadelladelcapo2.it 3

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A ZIA ROSINA Verrò al Santuario e guarderò ancora una volta la tua porta, la tua finestra, e ti rivedrò con il tuo abito antico e solenne. Accoglierò il tuo invito e verrò a bere il tuo caffè, zuccherato di accoglienza e dolcezza. Mi siederò al fuoco con te e ascolterò i tuoi racconti più belli, quelli dei tempi che non tornano più! Continuerò a guardare il tuo volto carico di tanta bontà, guarderò le tue rughe di lavoro e di pianto, e farò tesoro dei tuoi tanti insegnamenti che voglio per sempre con me portare. Can. Don Giovanni Celìa La poesia è stata composta per la dipartita della 96enne Rosina Rugiero, che abitava a pochi passi dal santuario “San Francesco di Paola” in Verbicaro del quale il canonico Celìa è attualmente Rettore. Le esequie dell’anziana signora sono state celebrate il 3 maggio nel predetto santuario dallo stesso don Giovanni, che alla cara Estinta era legato da grande amicizia e profondo affetto. Due POESIE di PASQUALE FILIPPELLI risalenti agli anni Ottanta e incluse in “Meteore” nel 2003 IO SONO FORTUNATO IL GIORNALINO HA COMPIUTO DIECI ANNI Fondato nel 2004 da Dario Argirò, Francesco Di Mauro e Pasquale Filippelli come bollettino mensile della Pro Loco, il Giornalino ha appena compiuto 10 anni. www.i13canali.it È il sito della “Associazione tra autori e cultori del dialetto dell’area cosentina” che ha pubblicato, per interessamento del docente universitario prof. Franco Calomino, due poesie di Pasquale Filippelli (‘A paranza i’ Cicciu Sueva; ‘U pòviru scarpàru) ed una di Maria Rosaria Marra (Su’ stracquàt’ i juri marin’). I due poeti testé citati appartengono al gruppo cittadellese “Poeti Nostri”. La Marra ne è stata fondatrice nel 2002 e ne è tuttora coordinatrice. ALL’ OMBRA DEGLI OLEANDRI IN FIORE … d’aver una compagna Io sono fortunato d’aver una compagna che mi ha voluto bene da quando l’ho sposata, che non mi ha mai tradito nemmeno col pensiero (d’ella sono sicuro più che di me non sia). Io sono fortunato d’aver una compagna che mi ha donato figli i quali pur vivaci e talvolta scontrosi sono orgoglio e letizia all’esistenza mia. Io sono fortunato d’aver una compagna costumata e gentile, nel portamento fiera, una dolce compagna che si chiama Maria. IO SONO FORTUNATO Nella calura estiva, ogni giorno, seguo il suo passo e poi mi siedo cheta sul solito muretto, all’ombra degli oleandri in fiore, con Cik la mia cagnetta accanto, e il guardo vaga attento e silenzioso. Sul pruno gorgheggia un usignolo; un gelso solitario sfoggia dei succulenti frutti neri; intorno intorno è uno stormir di fronde: di palme svettanti all’azzurro del cielo, d’erica e di lentisco, oleastro e querciolo, gaggia ormai sfiorita e ginestrella ricca di gialli fiori, mentre fichidindia allineati fanno da sentinella. Nell’aria odore di finocchietto e nepitella, mentre dal mare si alza l’odore aspro di salsedine, e s’ode il frangersi dell’onda. Lui continua il suo lesto andare per fermarsi ogni giorno alla radura, sotto la quercia antica dove senza sosta friniscono le cicale e i grilli cantano la loro gioia. Attorniato come sempre da gatti d’ogni dove e da gattini affamati, distribuisce bocconcini prelibati. Tutto è silenzio intorno, rotto solo dallo sgranocchiare dei mici: ora lui è pago ed è felice, e riprendiamo insieme il cammino che alla comune meta ci conduce. Maria Rosaria Marra VISITARE GLI ANZIANI E GLI AMMALATI La mattina di domenica 11 maggio la nostra compaesana Lia Mazzitelli, abitante nel rione IV Novembre, si è vista giungere in casa l’amica Maria Rosaria la quale, unitamente agli auguri per la festa della mamma e agli auspici per un miglioramento delle condizioni di salute, ha portato all’anziana signora un’azalea e un bouquet di rose appena colte nel suo giardino. Nel consegnarle i fiori la visitatrice ha recitato la poesia “A mia madre” di Diego Valeri e cantato “Mamma” alla signora Lia. La figlia di costei, Anna, ci ha trasmesso il messaggio qui di seguito riportato. Caro Giornalino, ho molto apprezzato il bel gesto di Maria Rosaria, la quale, venendo a incontrare mia ma-dre, anziana e gravemente inferma, ha incarnato nel senso più vero lo spirito con cui, per comandamento cristiano e impulso del cuore, va reso servizio ai soffe-renti. Mamma Liuccia ha ben gradito la visita, che ha risvegliato in lei i ricordi e le sensazioni dei tempi in cui, per la festa della mamma, mio padre le donava un’orchidea. Venendo a visitare casa nostra, Maria Rosaria ha avuto un pensierino anche per la gattina “Cipollina” alla quale ha portato una confezione di “fru-fru” di cui è ghiotta. Non ho parole per qualificare in maniera adeguata questo atto di amore. Si sa che la mia carissima amica ama al pari di me gli animali. … di nutrire la fede Io sono fortunato di nutrire la fede nell’universo Dio e d’esser paladino di comunista Idea. È mio fratello l’uomo, il bianco, il rosso, il nero, cui sono solidale nel segno del Partito, nel nome del Signore. Amici, allor che muoio sia candida la veste e rossa la bandiera, e l’epitaffio sia: poi che credette, vive. 4

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Anna Mazzitelli 5

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