ELABORATO DELLE REGIONI SULLA CASTANICOLTURA TERRITORIALE

 

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Ministero delle Politiche agricole e Forestali

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ministero delle politiche agricole alimentari e forestali piano del settore castanicolo 2010/2013 4 elaborato delle regioni sulla castanicoltura territoriale 1

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indice premessa 5 1 i gruppi di lavoro 5 2 le filiere regionali 6 calabria 8 1 premessa 8 2 il castagno in calabria 8 2.1 aziende e superfici 9 2.2 la gestione dei castagneti da frutto 12 3 la commercializzazione gli operatori della filiera e la formazione del prezzo 15 4 il commercio estero delle castagne calabresi 17 5 importanza paesaggistica e tutela idrogeologica 18 6 la politica regionale per la castanicoltura da frutto 18 6.1 i bisogni della filiera 18 6.2 strategia degli interventi 19 7 ricerca e divulgazione 19 8 conclusioni 20 bibliografia 20 campania 22 1 premessa 22 2 prioritÀ di intervento 23 emilia romagna 25 1 filiera della castagna da frutto 26 1.1 mercati paesani 26 1.2 mercati ortofrutticoli 27 1.3 cooperative 27 1.4 commercianti 27 1.5 imprese di trasformazione 27 1.6 vendita diretta feste e sagre 27 lazio 29 1 la produzione castanicola regionale 29 1.1 levoluzione della produzione castanicola regionale 29 1.2 struttura aziendale e caratterizzazione tecnico-economica degli impianti 32 1.3 le varietà regionali di castagne 33 1.4 la caratterizzazione territoriale della produzione regionale 33 1.5 utilizzo delle castagne raccolte 34 2 la filiera delle castagne da frutto 34 3 il commercio con lestero 35 4 le politiche regionali per la castanicoltura da frutto 36 5 punti di forza e di debolezza minacce e opportunitÀ del settore castanicolo regionale 36 6 quali politiche per il settore castanicolo regionale 37 liguria 38 1 premessa 38 2 la castanicoltura ligure 38 3 la produzione castanicola e la filiera 39 2

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4 politiche regionali 40 4.1 interventi auspicabili di supporto alla filiera 41 5 un caso di successo 41 5.1 processo di valorizzazione delle castagne della val di vara ­ la spezia 41 piemonte 44 1 la produzione castanicola regionale 44 1.1 castagna cuneo igp 47 1.2 marrone della valle di susa 48 2 la filiera della castagne da frutto 48 3 le politiche regionali per la castanicoltura da frutto 50 3.1 interventi comunitari 50 3.2 interventi di iniziativa regionale 51 3.3 interventi delle province 52 4 analisi swot castanicoltura da frutto 53 5 azioni proposte 54 toscana 55 1 la situazione 55 1.1 aziende con castagneti da frutto 57 1.2 produzione di marroni e castagne in toscana 57 1.3 l r 50/97 tutela risorse genetiche autoctone 57 1.4 disciplina del settore forestale 57 1.5 castagneti da frutto art 54 lf art 52 rf 57 1.6 castagneti da frutto art 66 rf 58 2 piano sviluppo rurale 2007-2013 58 3 le associazioni toscane del castagno 60 4 le dop ed igp castanicole 61 4.1 altri progetti regionali psr ­ servizio meta 61 4.2 altri progetti regionali 62 4.3 censimento dei castagneti da frutto 64 4.4 musei ecomusei strade dei marroni delle castagne e dei sapori 65 4.5 quali politiche regionali per la castanicoltura 66 proposte 66 trentino 69 1 la castanicoltura trentina 69 1.1 evoluzione della produzione castanicola provinciale 70 1.2 struttura aziendale e caratterizzazione tecnico-economica degli impianti 70 1.3 le varietà provinciali di castagne 71 1.4 la caratterizzazione territoriale della produzione provinciale 71 1.5 utilizzo delle castagne 71 2 la filiera delle castagne da frutto 72 2.1 prodotto fresco 72 2.2 prodotto trasformato 72 3 le politiche provinciali per la castanicoltura da frutto 72 4 punti di forza e debolezza minacce ed opportunitÀ del settore castanicolo provinciale 73 4.1 punti di forza ed opportunità 73 4.2 punti di debolezza e minacce 74 5 individuazione di casi di successo 74 5.1 lassociazione tutela marroni di castione fra tradizione ed innovazione per una rete nazionale in castanicoltura 74 3

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marche 77 1 documenti pervenuti al tavolo 77 1.1 la castanicoltura nelle marche e nel piceno 77 1.2 problematiche della castanicoltura nelle marche 80 1.4 delibera giunta regione marche n.2585 ag/vta del 6/11/2001 81 1.5 legge regionale forestale n.6 del 23 febbraio 2005 82 2 problematiche patologiche parassiti danni ai castagneti 83 3 considerazioni finali 87 bibliografia 88 4

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premessa la castanicoltura italiana è caratterizzata fortemente a livello territoriale in ciascun territorio ha caratteristiche e problematiche differenti era pertanto necessario organizzare il lavoro del gruppo tenendo conto di tali diversità a tal fine il gruppo di lavoro si è suddiviso in sottogruppi per lanalisi della filiera castanicola da frutto a livello regionale come coordinatori del gruppo di lavoro i vogliamo ringraziare i componenti dei sottogruppi di lavoro per il proficuo lavoro svolto grazie al quale è stato possibile elaborare il documento finale 1 i gruppi di lavoro la tabella 2 illustra la composizione dei gruppi di lavoro per lanalisi delle filiere regionali la composizione dei gruppi riflette due ordini di necessità o elaborare documenti il più possibile condivisi dalle istituzioni regionali o elaborare documenti il più possibile rappresentativi degli interessi di tutti i soggetti della filiera castanicola produzione trasformazione commercializzazione i rappresentanti della ricerca inea istat e ismea hanno messo a disposizione dei gruppi tutte le informazioni i dati statistici e il supporto allelaborazione dei documenti i coordinatori hanno proposto una struttura minima per lelaborazione delle informazioni non è stato possibile costituire gruppi di lavoro per tutte le regioni italiane dato che non tutte hanno partecipato al gruppo di lavoro 1.tuttavia i documenti pervenuti hanno permesso di fotografare i diversi problemi delle castanicolture italiane a livello territoriale e hanno costituito la base sulla quale è stato elaborato il documento del gruppo di lavoro 1 infatti i documenti regionali hanno permesso di individuare i punti di forza di debolezza le minacce e le opportunità e i bisogni delle castanicolture italiane sulla base dei quali sono state identificati gli obiettivi e le azioni per il settore tabella 1 gruppi di lavoro del gruppo 1 per lanalisi delle filiere regionali della castanicoltura da frutto rappresentante regionale daniele perulli produzione lorenzo fazzi trasformazione e commercializzazione toscana associazioni di categoria cristian marinelli e massimo pasquiniccia confagricoltura cia coldiretti ricerca susanna nocentini acc.it scienze forestali orazio ciancio acc.it scienze forestali tudini inea giovanni alessandri responsabile giovanni alessandri campania fabio cristiano italo santangelo davide della porta ingino rubinaccio org interprofess ortofrutta italia confagricoltura malerba cia colucci coldiretti responsabile giovanni colucci piemonte silvia bottaro associazione nazionale città del castagno confagricoltura ­ cia coldiretti 5

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responsabile silvia bottaro lazio m.t brandizzi paolo pepe biagio biagiarelli luigi m.giovannelli uiapoa remo parenti confagricoltura fabrizio pini responsabile barbara pancino gabriele dono graziano mazzapicchio barbara pancino adua calabria antonio scalise responsabile tatiana castellotti e antonio scalise castellotti adua marche cerasoli confagricoltura cia coldiretti responsabile fabrizio cerasoli castellotti emilia romagna romano veroli virgilio marconcini città nazionale confagricoltura castagno vezzalini coldiretti cia responsabile:marconcini veroli liguria stefano bandini responsabile stefano bandini confagricoltura coldiretti cia castellotti adua provincia autonoma di trento da vià responsabile da vià confagricoltura coldiretti cia castellotti adua regione puglia domenico campanile responsabile confagricoltura coldiretti cia castellotti adua abruzzo isabella santilli sulpizio responsabile isabella santilli confagricoltura coldiretti cia 2 le filiere regionali i documenti pervenuti sono frutto di ampia condivisione a livello istituzionale che in alcuni casi si è allargata anche a soggetti istituzionali e non che non facevano parte del gruppo di lavoro specifico in questo senso rappresentano una sorta di position paper regionale per il settore castanicolo e il caso delle filiere della toscana del piemonte della calabria del trentino della liguria della campania del lazio i coordinatori hanno condiviso con i gruppi una scaletta comune che permettesse di cogliere le criticità e le caratteristiche delle filiere regionali e al contempo rendesse il più omogeneo possibile il contenuto dei documenti naturalmente non trattandosi di documenti di ricerca la struttura non era rigida ma adattabile alle specifiche esigenze dei gruppi 6

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i paragrafi che seguono raccolgono le analisi di filiera regionali elaborate dai gruppi di lavoro e pervenute al tavolo 7

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calabria 1 premessa in calabria la castanicoltura svolge da sempre un ruolo strategico nelleconomia delle popolazioni montane il radicamento capillare sul territorio il valore delle produzioni la cultura che si è creata nei secoli intorno ad esso il valore inestimabile del suo paesaggio con i variegati colori stagionali che scandiscono i ritmi delle stagioni e il fluire del tempo ed infine il ruolo insostituibile della specie nella difesa idrogeologica del territorio ne fanno un indiscusso protagonista della montagna calabrese le principali problematiche del comparto riguardano il riordino colturale la difesa fitosanitaria la gestione dei cedui la valorizzazione e trasformazione delle produzioni il rilancio del commercio interno ed estero questo documento nasce nellambito dellelaborazione del piano nazionale del settore castanicolo con lo scopo di fornire una base di discussione per lindividuazione e la condivisione di strategie e interventi per il rilancio del settore castanicolo calabrese 2 il castagno in calabria la calabria è una regione prevalentemente montana e collinare infatti la pianura comprende solo il 9,0 dell intera superficie territoriale a fronte del 41,8 e del 49,2 occupati rispettivamente dalla montagna e dalla collina i boschi rappresentano il 32 dellintero territorio regionale fra le essenze forestali c è un gigante il castagno esteso su 101,6 mila ettari 48,1 mila di fustaie e 53,5 di cedui puri pari a ben il 6,7 della superficie territoriale calabrese ed al 21,1 di quella boscata tabella 1 la castanicoltura in calabria è presente da sempre le prime varietà coltivate furono introdotte ai tempi della magna grecia la massima diffusione della coltura si è avuta nel periodo della prima guerra mondiale negli anni 50 si registrò però il declino dovuto allo spopolamento della montagna verso le aree industriali del nord e verso le fertili pianure dei litorali calabresi e alla comparsa di due fitopatie del castagno il mal dellinchiostro e il cancro corticale adua analizzando i dati relativi al 2000 per categoria di proprietà si evidenzia come l 88,3 delle fustaie appartenga a privati mentre il restante 11,7 sia di pertinenza dello stato regioni comuni ed altri enti pubblici più precisamente l 8,4 dei castagneti ed il 23,3 delle altre fustaie è di proprietà pubblica tabella 2 per quanto la quota privata sia nettamente prevalente l entità delle fustaie sottoposti a gestione pubblica appare considerevole e alquanto superiore rispetto a quella registrata nelle altre regioni tali dati evidenziano la necessità e la possibilità di una maggiore attenzione delle autorità regionali e locali nella determinazione di uno specifico progetto castagno nell ambito delle linee di politica forestale e di presenza dell uomo nelle aree montane tabella 1 superficie forestale per tipo di bosco in calabria anno 2000 tipo di bosco fustaie di conifere pure fustaie di conifere miste fustaie di conifere castagneti da frutto superficie ettari 87.147 13.439 100.586 37.453 18,2 2,8 21 7,8 8

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altre fustaie di castagno fustaie di castagno fustaie di latifoglie pure fustaie di latifoglie miste fustaie di latifoglie fustaie di conifere e latifoglie consociate fustaie cedui di castagno a cedui macchia mediterranea totale fonte adua 10.657 48.110 152.969 16.242 169.211 33.238 303.035 53.500 166.383 11.093 480.511 2,2 10 31,8 3,4 35,2 6,9 63,1 11,1 34,6 2,3 100 tabella 2 superficie a fustaia di castagno in calabria per categorie di proprietà e provincia -anno 2000 superficie in ettari province stato e regioni comuni categorie di proprieta altri enti privati in complesso castagneti altre castagneti altre castagneti altre castagneti altre castagneti altre da frutto fustaie da frutto fustaie da frutto fustaie da frutto fustaie da frutto fustaie cosenza crotone catanzaro vibo valentia reggio calabria calabria italia 10 50 100 50 210 1.264 415 5 0 394 67 881 1.798 705 89 1.757 165 2.716 8.206 647 5 74 293 138 1.157 2.917 132 11 8 4 61 216 6.086 425 2 3 430 2.089 14.051 1.258 16.855 884 1.263 5.429 1.795 421 544 14.898 1.408 18.720 888 1.539 6.916 12 1.869 1.111 749 34.311 8.189 37.453 10.657 193.650 56.756 209.206 63.560 fonte statistiche forestali istat 2.1 aziende e superfici la calabria è tra le principali regioni italiane per superficie investita in castagneto da frutto e quantità prodotta nel periodo 1999 2007 ha prodotto in media circa 97 mila quintali pari al 18 della produzione delle principali province castanicole su una superficie di circa 11.000 ettari pari al 18 della superficie nazionale tabella 3 il suo peso però è pari a solo al 10 del valore della produzione nazionale segno della scarsa valorizzazione commerciale della castagne calabresi negli ultimi trenta anni tuttavia la superficie delle aziende castanicole ha subito una forte riduzione passando dai circa 27.000 ettari del 1982 ai 14.000 del 2000 e agli 11.500 ettari circa del 2007 secondo i dati del censimento del 2000 in calabria operano circa 12.000 aziende castanicole le aziende castanicole calabresi sono di piccole dimensioni infatti il 67 di esse ricade ha una superficie investita in castagneto da frutto compresa tra 0-2 ettari e il 40 ha meno di 1 ettaro di castagneto da frutto i dati sulla superficie investita in media in castagno da frutto confermano la debolezza strutturale delle aziende castanicole tabella 4 la sau media delle aziende con castagneti da frutto è di circa 5 ettari di cui la metà investita in prati permanenti e pascoli caratteristici delle aziende di montagna la castanicoltura calabrese ha una forte caratterizzazione territoriale infatti si concentra nelle province di cosenza e catanzaro che rappresentano l82 delle aziende e l83 della superficie investita a castagneto da frutto 9

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tabella 3 produzione raccolta delle castagne nelle principali province castanicole anni 1999 2007 quantità in quintali valori in migliaia di euro regioni calabria campania piemonte liguria abruzzo lazio toscana emilia romagna veneto lombardia sardegna basilicata totale principali province castanicole fonte elaborazioni su dati istat superficie investita media %sul su media 19991999valore produzione 2007 migliaia 2007 produzione totale di euro quintali totale 18 21 11 1 1 8 22 5 1 1 2 2 97.329 251.277 29.270 435 2.751 87.958 41.529 7.139 911 6.672 2.762 4.605 18,1 46,8 5,4 0,1 0,5 16,4 7,7 1,3 0,2 1,3 0,5 0,9 4622 19685 2487 23 403 11456 4561 1024 179 1081 287 342 10 42 5 0 1 25 10 2 0 1 1 1 94 537.133 100,0 46731 100 tabella 4 calabria aziende e superfici province castagneto da frutto aziende specializzate aziende superficie peso della castanicoltura specializzata aziende superficie superficie investita media ha non specializzate specializzate sau media ha non specializzate aziende superficie specializzate cosenza catanzaro reggio di c crotone vibo valentia calabria italia 5.407 4.735 1.397 445 365 12.349 66.213 6.821 4.971 1.246 921 320 14.278 75.987 1.243 968 140 206 43 1.809 1.110 142 580 45 23 20 10 46 12 27 22 11 63 14 1 1 1 3 1 1 1 1 2 1 5,6 3,0 9,4 5,8 3,1 5,0 5,8 6,3 2,3 10,2 3,1 6,1 4,8 4,8 2.600 3.687 21 26 1 1 17.835 25.278 27 33 1 1 fonte istat elaborazione censimento generale dell agricoltura 2000 10

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tabella 5 calabria aziende e superficie investita in castagneti da frutto per classe di superficie meno di 1 1 2 2 5 5 10 10 20 20 50 50 100 100 ed oltre totale 5.173 1.448,10 aziende 372 171 superficie 1.924,98 3.191,72 2.016,22 1.577,90 1.281,06 3.127 2.607 789 53 884,5 57 12.349 1.953,81 14.278,29 fonte istat censimento agricoltura 2000 tabella 6 calabria aziende e superficie investita in castagno da frutto provincia cosenza catanzaro reggio crotone vibo calabria aziende 5.407 4.735 1.397 445 365,00 12.349 regione 44 38 11 4 3 100 superficie 6.821 4.971 1.246 921 320 14.278 regione 48 35 9 6 2 100 tabella 7 calabria caratteristiche delle aziende castanicole superficie agricola utilizzata sau province cosenza catanzaro reggio di calabria crotone vibo valentia calabria seminativi 18 16 13 12 37 16 coltivazioni 32 58 22 52 39 37 castagno 22 35 10 36 29 23 prati permanenti 50 26 65 35 23 47 allevamenti numero medio capi per azienda 1,0 0,6 0,6 0,2 0,9 0,8 italia 23 32 20 45 0,8 fonte istat elaborazione censimento generale dell agricoltura 2000 la castanicoltura calabrese è caratterizzata dalla mancanza di ricambio generazionale e da un basso livello distruzione infatti poco più della metà dei conduttori ha unetà superiore ai sessantanni mentre i giovani rappresentano solo il 6 il 75 dei conduttori ha la licenza di scuola media inferiore o di scuola elementare e ben il 10 è privo di titolo di studio le conduttrici hanno un livello distruzione più basso rispetto agli uomini tabella 8 conduttori di aziende con castagneto da frutto per classe di età e genere regioni classi di eta del conduttore 16-24 0 0 0 0 25-34 1 4 0,6 2 35-39 5 5 2 5 40-54 totale 32 28 femmine 39 37 maschi 55-59 8 8 3 6 60-64 12 11 14 7 65 e più 42 44 41 44 totale calabria italia calabria italia 100 100 100 100 11

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calabria italia 0 1 7 29 10 11 43 0 5 5 23 10 14 44 fonte istat indagine sulla struttura e produzioni delle aziende agricole 2007 dati ue 100 100 tabella 9 capiazienda con castagneto da frutto per titolo di studio genere e regione anno 2007 a b indirizzo agrario regioni diploma laurea o di scuola diploma media universitario superiore titolo di studio altro tipo licenza di scuola diploma media laurea o di scuola inferiore e diploma media di scuola universitario superiore elementare totale calabria italia calabria italia 0 0 0 0,26 2 3 3,5 4,0 0 0 0 0 3 5 maschi 4,0 6,3 9 15 10 12 75 72 75 73 10 5 7,7 4 100 100 100 100 privi di titolo di studio totale calabria italia femmine 0 0 0 2 6 76 16 100 0 0,3 0 4 19 70 7 100 fonte istat indagine sulla struttura e produzioni delle aziende agricole 2007 dati ue 2.2 la gestione dei castagneti da frutto 2.2.1 stato fitosanitario e vegetazionale lo stato fitosanitario dei castagneti calabresi per alcune fitopatie è in netto miglioramento soprattutto per il cancro della corteccia criphonectria parasitica si è avuta una regressione dovuto alla naturale diffusione di ceppi ipovirulenti il mal dellinchiostro phytophthora cambivora dopo aver colpito pesantemente interi castagneti negli anni 50 si trova in stasi quasi ovunque tranne che in alcune aree della presila catanzarese dove manifesta una certa recrudescenza in provincia di catanzaro il patogeno ha colpito interi nuovi impianti di castagno tra i parassiti animali i più temibili sono le tortrici e il curculio elephas gyll balanino che provocano un danno variabile dal 25 al 40 dell intera produzione regionale nei nuovi impianti sono state riscontrate infezioni anche di phytophthora cinnamomi introdotta con piantine infette provenienti da fuori regione infatti prima della costituzione di nuovi impianti con materiale provenienti da vivai del nord italia questo parassita era inesistente in calabria grazie agli interventi finanziati da alcune comunità montane che ha erogato contributi per la potatura si sta assistendo ad una notevole ripresa dal punto di vista vegetativo in particolare nelle aree più vocate e favorevoli al mercato tale ripresa è dovuta anche alla provvidenza legislativa cee 2078/92 che favorisce gli operatori che attuano interventi volti alla salvaguardia dellambiente tra i quali rientrano molti castanicoltori che producono i prodotti biologici e arrivato anche in calabria il cinipide del castagno dryocosmus huriphilus la prima infezione è stata segnalata nel 2009 in provincia di reggio calabria poi questanno è arrivata in provincia di catanzaro nelle aree castanicole di decollatura san pietrro apostolo serrastretta e gimigliano dove si riscontrano danni ingenti nella presila catanzarese si segnalano le prime infezioni considerata la recente evoluzione ed il diffondersi del patogeno nonché le ultime 12

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segnalazioni a riguardo fra le aree oggetto di infezione vi sono anche le pre-serre catanzaresi e vibonesi comuni di olivadi cenadi san vito sullo jonio monterosso calabro capistrano ecc nonché per la provincia di reggio calabria il territorio di delianuova 2.2.2 tecnica colturale nelle aree castanicole calabresi tra loro alquanto diversificate gli impianti sono suddivisibili in due fondamentali categorie in base alle tecniche colturali applicate o o impianti degradati con poche cure colturali in tali impianti si riscontrano condizioni di degrado diverse che vanno dalla trascuratezza dellimpianto allinsufficienza delle cure colturali al vero e proprio abbandono nei casi di maggior degrado le operazioni colturali vengono completamente trascurate e ci si limita alla sola raccolta del prodotto nelle situazioni di minor degrado viene realizzata la ripulitura del terreno sottostante alle piante poco prima della raccolta taglio a mano della vegetazione spontanea quali felci rovi ginestre ecc la potatura è effettuata molto di rado con leliminazione di grosse branche impianti in buone condizioni o tali impianti sono caratterizzati dallintroduzione della meccanizzazione nella pulitura del sottobosco con decespugliatore cui fa seguito una rastrellatura per quanto riguarda la potatura questa viene effettuata ogni 4-6 anni le operazioni di raccolta iniziano nella prima decade di ottobre per le varietà più precoci es riggiola e si protraggono fino alla prima decade di novembre per quelle più tardive es nserta il prodotto viene raccolto esclusivamente a mano difatti per facilitare questa operazione nel periodo estivo vengono effettuate una serie di operazioni quali la sfalciatura delle erbe spontanee la rastrellatura e bruciatura delle stesse aventi come obiettivo la pulitura del terreno sottostante le piante la manodopera per queste operazioni compresa la raccolta può essere di tipo o familiare imprenditore e componenti attivi della famiglia forma prevalente o con braccianti agricoli o a mezzadria contratto atipico tra proprietario e persona di fiducia nel quale operazioni colturali e raccolta sono a carico del mezzadro il prodotto raccolto equamente diviso tra le parti 2.2.3 le varietà regionali 1 il patrimonio varietale della calabria è costituto quasi totalmente da cultivar della specie castanea sativa ed è relativamente ampio si pensi che nel campo raccolta germoplasma castanicolo di vecchiarello sono presenti circa 50 varietà locali calabresi e localizzato soprattutto in provincia di cosenza zona di rogliano e parenti e in provincia di catanzaro nella zone di cicala serrastretta carlopoli con l intensa azione della diffusione delle cv di maggiore pregio si è giunti ad una relativa standardizzazione varietale e alla generalizzata coltivazione delle varietà note come la riggiola la nserta e la curcia tra i parassiti vegetali il cancro della corteccia causato dal fungo patogeno cryphonectria parasitica murr barr è quello presente in tutte le aree castanicole calabresi in forme evolutive diverse la forma ipovirulenta per fortuna è presente ovunque a causa della diffusione naturale di questo ceppo ciò lascia ben sperare in un rilancio della coltura nella regione la lotta che viene applicata è solo di tipo agronomico tramite la potatura di risanamento divulgata dai divulgatori agricoli dell a.r.s.s.a con prove pratiche il castagno selvatico curcia distribuito in tutta la regione è impiegato anche come portinnesto i frutti sono di media e piccola pezzatura anche 120-130 castagne per kg di difficile sgusciatura e 1 tratto dal psr calabria 2007-2013 13

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viene destinata prevalentemente ad uso zootecnico ottimi per produrre castagne secche pastilli e bollite vallani costituisce il 10 circa della produzione annuale calabrese di castagne la varietà nserta è la cv più diffusa in calabria coprendo quasi interamente la provincia di cosenza e interessando molte zone delle restanti province ha una coltivazione molto antica tanto che la pratica dellinnesto operazione comune sia nei castagneti da frutto che nei fruttiferi in genere è entrata nel linguaggio comune calabrese col termine di nzertare rappresenta il 45 della produzione regionale i frutti sono di media grandezza di colore bruno-scuro con striature bene evidenti la cultivar riggiola comune alle province di cosenza catanzaro e crotone è la varietà calabrese a più precoce fruttificazione prima decade di ottobre i frutti sono di grossa pezzatura di facile sgusciatura molto richiesti dai mercati locali costituisce il 10 della produzione regionale la cv ruvellise anch essa distribuita nelle province di cosenza e catanzaro è una varietà a buona produttività meno precoce della riggiola con frutti a piccola pezzatura e di buon sapore rappresenta il 15 della produzione regionale in provincia di cosenza sono inoltre diffuse le cultivar arturo propria di alcune zone dei comuni di rogliano mendicino e carolei cv a maturazione precoce con frutti di grossa pezzatura e di buon valore merceologico marrone di san donato marrone ­simile prodotto nei comuni s donato di ninea lungro e acquaformosa di media pezzatura e polpa molto dolce valeriana molto produttiva anche se di piccola pezzatura cirospaca di grossa pezzatura spatacciola nzertolitana pompa ansolitana mancina in provincia di catanzaro nellarea del reventino vegetano anche le cv mamma di ottima pezzatura corvise rusellara fidile gesuffatta va constatato che la produzione catanzarese più che tripla rispetto a quella cosentina proviene essenzialmente da tre sole varietà le stesse che aveva già riscontrato il polacco nella sua mirabile indagine sulla castanicoltura da frutto negli anni 30 si tratta delle cultivar reggiola inserta e curcia che costituiscono oltre il 70 della produzione regionale reggiola e inserta sono molto apprezzate sul mercato del fresco ma utilizzate anche dall industria di trasformazione per produrre farina di castagne 2.2.4 le aree di coltivazione i principali centri di produzione si trovano nelle province di cosenza e di catanzaro nel cosentino i maggiori centri di coltivazione ricadono o nel versante interno della catena costiera comuni di lungro s donato di ninea fagnano castello cerzeto rota greca lattarico montalto uffugo rende s fili mendicino carolei paterno domanico lago grimaldi acquaformosa o nei declivi pedemontani della sila greca comuni di rose luzzi acri corigliano rossano longobucco campana o nel piano submontano della sila grande comuni di aprigliano spezzano celico pedace rogliano carpanzano parenti bianchi colosimi panettieri i comuni con ampie aree castanicole della provincia di catanzaro sono cicala sorbo s basile carlopoli decollatura soveria mannelli serrastretta san pietro apostolo platania conflenti fossato serralta pentone sersale cerva petronà gimigliano satriano cenadi olivadi gagliato chiaravalle petrizzi palermiti davoli e san sostene nel vibonese il comune più rappresentativo è fabrizia a reggio calabria mammola martone e cardato delianuova nella provincia di crotone savelli mesoraca petilia policastro umbriatico carfizi verzino castel silano san nicola dellalto fig 1 14

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le comunità montane con più di 5.000 ettari di castagno sono c.m monti tiriolo mancuso 15.635 ha c.m savuto 12.456 ha c.m silana 7.802 ha c.m media valle del crati 7.366 ha c.m piccola sila 6.853 ha e c.m destra crati 5.009 ha 2.2.5 le rese 2 considerando che le castagne si possono raccogliere anche nei cedui nelle altre fustaie e da piante sparse nei boschi ed in altre colture è difficile calcolare l effettiva resa unitaria media della superficie a castagno va tenuto conto anche che la produzione raccolta rappresenta solo una quota parte di quella totale infatti si stima che circa la metà del prodotto non venga raccolto in ogni caso le rese medie conseguite in calabria sono molto basse e non consentono una gestione economicamente valida degli arboreti se tutte le castagne raccolte provenissero solo dai castagneti coltivati ne deriverebbe per il 2001 una media di 3.4 q.li/ha che scenderebbe a soli 2,6 q.li/ha considerando l intera superficie a fustaia impianti validi producono in calabria anche 25-30 q.li/ha ma purtroppo sono eccezioni che peraltro senza forzature ma con adeguate tecniche agronomiche potrebbero ugualmente aumentare la resa ed avvicinarsi ai 45-50 q.li/ha della migliore castanicoltura da frutto campana e nazionale più comunemente un castagneto medio produce sui 10 q.li di frutti va inoltre sottolineato che più della quantità è la qualità caratteristiche organolettiche valore nutritivo e biologico sanità dei frutti pregi tecnologici e merceologici conservabilità polivalenza di utilizzo ecc che unitamente al valore aggiunto storia cultura antropologia tradizioni e gastronomia fanno delle castagne un alimento unico ed insuperabile e molto interessante notare come le rese produttive delle due principali province castanicole calabresi siano molto diverse tra loro infatti esaminando i soli castagneti da frutto mentre nel cosentino 27,2 mila quintali sono stati ottenuti su 14,9 mila ettari nel catanzarese 78,0 mila quintali sono stati raccolti su 18,7 mila ettari considerando anche le altre fustaie la sproporzione è ancora più favorevole per la provincia di catanzaro che conta ben 5,0 mila ettari in meno rispetto a cosenza per quanto le selve catanzaresi siano più produttive di quelle cosentinesi va sottolineato che anche in provincia di cosenza esistono validi impianti pregiate varietà locali e notevoli possibilità di recupero e valorizzazione delle castagne 3 la commercializzazione gli operatori della filiera e la formazione del prezzo3 in base alla conoscenza del settore alle informazioni raccolte ed alle statistiche ufficiali è possibile stimare con sufficiente precisione l utilizzo delle castagne raccolte in calabria nel 2001 secondo la specifica destinazione il raccolto si può suddividere in tre grandi gruppi consumo fresco 27 industria di trasformazione 40 scarti e alimentazione zootecnica 33 le castagne destinate al consumo fresco seguono quattro direttrici principali autoconsumo e regalie da parte dei produttori 10 mercati ortofrutticoli 7 altri canali distributivi 4 ed esportazione 6 l industria di trasformazione utilizza castagne di pezzatura media e grossa e caratteristiche tecnologiche adeguate 17 per produrre puree e paste marmellate e confetture nonché castagne candite marrons glaçès ecc e frutti di piccola pezzatura possibilmente dolci 23 per l essiccazione e la produzione di farina in calabria risulta ancora molto diffuso l utilizzo delle castagne di piccola pezzatura 100-140 frutti per kg per l alimentazione degli animali 31 spesso anche gli scarti di altre lavorazioni 2 vengono riutilizzati in zootecnia assai pregiato risulta il prosciutto di maiale ingrassato con castagne 2 3 le informazioni sono tratte da adua ibidem le informazioni sono tratte da adua ibidem psr calabria 2007-2013 bruno et al 2005 scalise 2003 15

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