Giornalino Parrocchiale 2014

 

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giornalino con programmi festeggiamenti FestaPatronale 2014

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INCONTRO Bollettino di informazione e comunicazione della Parrocchia di S. Felice da Cantalice a Centocelle - Roma Maggio - Giugno 2014 F i e San d a i m d m i t a n r e g 4 o 1 m r P eggia io 20 g t g s Fe 19 ma 10- e c i el

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Carissimi, è iniziato il mese di maggio, mese che la tradizione popolare consacra interamente alla Madonna, la Rosa più bella che Dio poteva creare per sostenerci nel cammino. Lei è quel raggio di sole che viene a illuminare i nostri passi con la sua dolcezza materna e a scaldare il nostro cuore con il Suo sguardo pieno di comprensione. È la nostra mamma che tutto può, se glielo permettiamo. Ecco allora il momento per esprimere la nostra devozione a Lei, soprattutto con la recita del Santo Rosario. Si tratta di una preghiera semplice, apparentemente ripetitiva, ma quanto mai utile per penetrare nei misteri di Cristo e di Lei, Sua e nostra Madre. Ad esso siamo invitati a far ricorso anche nei momenti più difficili della nostra vita. Scrive, al riguardo S. Giovanni Paolo II: “Il Rosario pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore” (Rosarium Virginis Mariae). Per questo motivo vi invito caldamente a recitarlo per chiedere alla Madonna il dono dell’unità e della pace. Ma il mese di maggio è anche il mese in cui questa nostra comunità parrocchiale si riunisce per far festa al suo santo protettore, il nostro caro S. Felice da Cantalice, a cui questa parrocchia è dedicata. È una grande occasione per sentirci famiglia, per rispolverare quel senso di appartenenza Incontro - Maggio-Giugno 2014 - Festa San Felice 3

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reciproca che spesso dimentichiamo. I festeggiamenti inizieranno con il consueto pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore il 10 sera alle 20.00, con partenza da Capannelle: un percorso che vuole simboleggiare il nostro pellegrinare insieme a Maria per rendere lode al Signore dei tanti doni che ci fa. È bello iniziare ogni nostra attività sotto lo sguardo materno e premuroso di Maria, Lei ci insegna il ‘come ‘ diventare comunità. Anche S. Felice era molto devoto alla Madonna, quando passava vicino ad un’immagine dedicata a Lei la salutava sospirando: “Cara Madre, vi sia raccomandato il vostro miserabile fra Felice!... Beneditemi, Regina mia”. Il triduo di preparazione alla grande festa sarà celebrato ogni sera da un Vescovo diverso: giovedì 15 maggio ore 18.30 S. Ecc.za Rev.ma Mons Guerino di Tora, Vescovo titolare di Zuri, Ausiliare per Settore Nord; venerdì 16 maggio ore 18.30 S. Ecc.za Rev.ma Mons. Matteo Zuppi, Vescovo titolare di Villa nova, Ausiliare per il Settore centro; sabato 17 maggio ore 18.30 S. Ecc.za Rev.ma Arthur Roche, Arcivescovo, Vescovo emerito di Leeds, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; domenica 18 maggio, giorno della festa, alle ore 10.30, S. Ecc.za Rev.ma Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo titolare di Tagora, Ausiliare per il Settore Est, a seguire solenne processione per le vie del quartiere. Carissimi amici, è un momento forte quello che vivremo, un’occasione di grande grazia che il Signore, per intercessione di S. Felice, riverserà su ognuno di noi e sulle nostre famiglie; fare festa significa allora riconoscere che Dio ancora una volta ci concede il dono di incontrarlo attraverso i suoi amici santi, dai quali prendere esempio per imitarne lo stile di vita. S. Felice era solito dire ‘Deo Gratias’, anche noi vogliamo dire il nostro grazie al Signore per il dono di questa festa, soprattutto per il fatto di viverla insieme, come fratelli e sorelle che camminano verso la stessa meta. Predisponiamoci quindi, a vivere questo evento con lo spirito giusto: quello del servizio, della disponibilità, della gioia di far parte di un avvenimento speciale, in cui lo stare insieme manifesta qualcosa di più…l’amore di Dio. Buona Festa a tutti, vi voglio bene, P. Bruno. 4 Incontro - Maggio-Giugno 2014- Festa san Felice

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Testimoniare la verità. Parola ai giovani pellegrini di San Felice in Israele : "Con quali aspettative si parte verso la Terra Santa, cosa si prova in quel territorio e come si ritorna alla vita di tutti i giorni?” Emanuele Bellantoni (27): “Sono partito con una grande curiosità di vedere e toccare con mano i luoghi in cui ha vissuto nostro Signore, ma non ho mai pensato che fosse indispensabile visitare la Terra Santa per il mio cammino di Fede. Però con il passare dei giorni, in Israele, è maturata sempre più in me l'idea che quello che stavamo vivendo fosse una vera Grazia! Durante il viaggio si sono susseguite molte emozioni diverse, ma tra tutte, la visita al Santo Sepolcro è stata quella più forte. Non credo di riuscire a descriverla a parole, però posso dire che quella sensazione è qualcosa che ha a che fare con la “Vittoria” e la “Pace”, è come se in quel Luogo venga abbattuta ogni preoccupazione esterna. Inoltre visitare Gerusalemme è un’esperienza unica, è una città splendida che vive immersa nelle differenze religiose, culturali, economiche ed è solo visitandola che si riesce ad avere un'immagine un po’ più nitida della Scrittura. Sto ancora metabolizzando tutte le sensazioni provate, ma sicuramente, tornato a Roma, poter associare i luoghi descritti dagli Evangelisti ad immagini concrete e reali cambia il modo di leggere il Vangelo.” Benedetta Lanzi (18): “Quando raccontavo che sarei partita per la Terra Santa, tra i vari amici la domanda che mi veniva fatta più di frequente, era "Non ti pesa non passare il solito capodanno con gli amici?, lì mica balli e bevi". No, a me non importava. Pensavo solamente a ciò che avrei provato camminando tra i luoghi dove Gesù aveva posato il Suo sguardo, aveva lasciato le Sue impronte e dove aveva compiuti miracoli. Spesso si parla della situazione politica di quei luoghi e forse era qualcosa che anche a noi incuteva timore. Arrivati lì, invece, non solo ci si rende conto della semplice e fresca bellezza di quei luoghi, ma si sente un'atmosfera che trasporta, un’aria piena di Gesù, piena della Sua presenza che riempie di gioia. Anche se il nostro era un pellegrinaggio e non una gita, nella frenesia della giornata, oltre alla nostra Fede è cresciuto il nostro sapere. Le nostre emozioni sono Incontro - Maggio-Giugno 2014 - Festa San Felice 7

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andate ad aumentare giorno per giorno, di fronte alla Chiesa della Natività, all'acqua del Giordano e ancora di più sul lago di Tiberiade, dal Getsemani fino alle sensazioni che ho provato sul Calvario. Il dolore che Gesù affrontò su quel monte si è trasformato nel mio cuore in Fede, in bontà, in amore per il prossimo. Questo tipo di emozioni sono così forti che non potranno mai essere dimenticate, ma onestamente non nascondo che l'entusiasmo del ritorno era mischiato all'euforia del momento, la quale con il tempo è andata scemando. La ricchezza che mi ha dato la pietra del Calvario a contatto con le mie labbra mi ha fatto nascere nuovamente in Cristo.” Laura Rossi (28): Premetto che nella mia vita, sotto l'aspetto religioso, non sono stata sempre costante come ora. È solo da qualche anno che ho riscoperto la mia Fede, come se l'avessi custodita dentro di me a lungo e fosse esplosa quasi all'improvviso. Quando il mio fidanzato mi ha proposto questo viaggio, inizialmente ero titubante: non avrei mai immaginato di visitare quei luoghi così presto. Per questi motivi non avevo aspettative particolari, così sono partita consapevole che sarebbe stato Lui a guidarmi in questo pellegrinaggio. Lì le emozioni sono tante. Si passa da momenti caotici, in cui corri da una parte all'altra, a causa delle file o del tempo, a momenti di pace completa e di preghiera, come sul lago di Tiberiade o sul Monte delle Beatitudini. Si ritorna completamente cambiati. Innanzitutto, ad ogni passo del Vangelo attribuisci ora delle immagini più autentiche di quelle che hai sempre creato in te. Secondo, diventi più consapevole dei difficili rapporti di convivenza tra le differenti religioni, retti su un equilibrio molto precario. Non era tutto come mi aspettavo, ma questo è chiaro, come ogni posto che non hai mai visitato prima. A distanza di quasi tre mesi dal viaggio, è normale essere tornati alla vita reale, ma qualcosa in me è cambiata. La carica spirituale, in effetti, non è sparita,ma si è solo affiancata alla quotidianità, sostenendomi nelle piccole e grandi difficoltà di tutti i giorni. Il comitato dei festeggiamenti di San Felice ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della festa 8 Incontro - Maggio-Giugno 2014- Festa san Felice

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STATUS QUO Turni non rispettati, processioni interrotte, porte lasciate aperte, cappelle occupate illegittimamente: nel Santo Sepolcro è sempre bastato poco per riaccendere le tensioni storiche che dividono le diverse confessioni cristiane e trasformare un luogo santo nel teatro di risse indegne e assolutamente fuori luogo. A Gerusalemme secoli di storia hanno stratificato una realtà molto complessa, che può apparire difficile da comprendere agli occhi di un pellegrino occidentale. La concentrazione di tante religioni e la convivenza di svariate confessioni è possibile grazie ad un equilibrio, complicato e affascinante come ogni relazione, ma non privo di debolezze. La vita di tutti i Santuari di Gerusalemme è strettamente legata ai regimi politici che si sono susseguiti in Terra Santa. Durante i secoli XVII e XVIII Cattolici e Greci Ortodossi furono in continua controversia per arrogarsi i diritti sui Luoghi Santi, in un lungo periodo di lotte fraterne e interventi politici. Attraverso numerose vicissitudini si giunse alla situazione ratificata da un firmano dell’8 febbraio 1852, con il quale l’imperatore ottomano decretava che lo “Status Quo Nunc” (“la condizione attuale”, cioè la situazione vigente dal 1767) doveva essere mantenuto. Da allora, nonostante i ripetuti tentativi e le diverse guerre succedutesi, la situazione rimase immutata, anche dopo la caduta dell’Impero Ottomano e la creazione del mandato britannico. Dunque ai nostri giorni i proprietari dei Luoghi Santi, gli spazi e gli oggetti dentro i Santuari (cappelle, tabernacoli), gli orari e i tempi delle funzioni e perfino gli spostamenti e i percorsi delle processioni sono ancora tutti determinati dallo “Status Quo”. Stesso identico discorso per le relazioni e i rapporti tra le diverse comunità cristiane, che tuttavia sono diventate più cordiali e amichevoli rispetto ai tempi passati. L’emblematico caso del Santo Sepolcro ci ha lasciati stupiti: la proprietà è di una famiglia musulmana (musulmana, avete letto bene), e le numerose comunità ufficianti sono i Cattolici Latini, gli Ortodossi Greci, gli Armeni, i Copti e i Siriani! Perfino la sostituzione di una lampadina o la messa in sicurezza di oggetti traballanti deve essere sottoposta a lunghe e complicate trattative. Lo Status Quo è l'unico riferimento per risolvere litigi e contestazioni, e in assenza di testi ufficiali ci si affida a note di carattere privato che lasciano molto spesso la situazione giuridica confusa e incerta, con il risultato di un nulla di fatto. Queste dinamiche mettono a rischio la salute stessa dei santuari, che ci sono apparsi trasandati, quasi abbandonati all’incuria. 10 Incontro - Maggio-Giugno 2014- Festa san Felice

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Ad esempio ci rimane impressa nella memoria l’immagine di una cappella all’interno della basilica del Santo Sepolcro: il pavimento era inesisten- te e in un angolo abbiamo trovato un altare di legno in completa rovina che, data la proprietà incerta, da sempre era rimasto lì, e oggi nessuno ha il diritto di sistemarlo. Bisognerà attendere i lunghi tempi delle trattative per vedere un qualche cambiamento. Al contrario al nostro arrivo a Betlemme la Basilica della Natività era in fase di restauro: questo ci ha riempiti di gioia in quanto rappresenta una vittoria, la prova tangibile che è possibile trovare un accordo fra tutti per evitare che con il tempo tutto vada in rovina. L’invito di chi è immerso quotidianamente in questa realtà è di non giudicare in modo affrettato e superficiale la complessità di questi luoghi, con tutte le loro contraddizioni: abbiamo avuto modo di parlare con Subhi, un israeliano arabo cristiano maronita, che ci ha spiegato quanto la molteplice presenza di tutte le confessioni nei nostri luoghi Santi sia una straordinaria ricchezza e non un ostacolo. Nonostante tutte le conseguenze che questa convivenza comporta, abbiamo apprezzato e fatto tesoro delle parole di Subhi, avvertendo sulla nostra pelle quanto la Terra Santa sia intrisa di una universalità che supera ogni conflitto umano, unendo tutti i popoli e tutte le diverse confessioni in un'unica persona: nostro signore Gesù Cristo. I Furio Incontro - Maggio-Giugno 2014 - Festa San Felice 11

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Intervista a Giuliano In comunione spirituale, con i ragazzi della nostra parrocchia, Giuliano, parrocchiano neocatecumeno, ex seminarista e attualmente insegnante di religione cattolica, è andato in Terra Santa, come organizzatore di un altro gruppo. Del tuo ultimo pellegrinaggio in Terra Santa, a dicembre, diverso dagli altri anche perché sei stato uno degli organizzatori, cosa ti è rimasto più nel cuore? Prima di tutto devo dire che quest' ultimo viaggio in Terra Santa è frutto di un'altra esperienza avvenuta sempre lì, quest'estate. Ero con un gruppo, portato avanti da due sacerdoti Dehoniani. E' stato un pellegrinaggio forte a tal punto da far nascere in me il desiderio di organizzarne un altro. Allora mi sono messo in contatto con un mio caro amico sacerdote. E' stata una grande responsabilità. Eravamo ventotto persone, di tutte le età, tra cui anche una bambina di cinque mesi. Mi ha colpito molto vedere come le liturgie ci hanno uniti sin da subito. Le esperienze raccontate nel tragitto da un sito archeologico all'altro, mi hanno permesso di constatare il passaggio del Signore. Le varie catechesi o spiegazioni hanno creato una profonda comunione. E poi, anche se non da ultimo, il clima, che si respira in quei posti, soprattutto a Gerusalemme, ha avuto la sua rilevante importanza.Giuliano, tu sei andato spesso in Terra Santa e ogni volta per una ragione diversa. Secondo te esiste un motivo fondamentale che lega ogni fedele cristiano a quei posti, come ad esempio gli stessi racconti dei Vangeli?Sicuramente andare in quei luoghi significa toccare con mano la persona di Gesù Cristo vero Dio e vero uomo. C' è un libro: "Il quinto Vangelo", del benedettino Pixner, in cui viene sottolineato proprio quest' aspetto delle vita di Gesù. Praticamente, secondo il benedettino, stare lì significa approfondire la propria fede toccando con mano i posti dove Gesù è stato, esattamente come approfondiamo la nostra fede nella lettura dei Vangeli. Nei miei tanti viaggi sono entrato in contatto con persone atee, cristiane, appartenenti ad altre religioni: molte di queste 12 Incontro - Maggio-Giugno 2014- Festa san Felice

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Per iscrizioni ed informazioni Associazione Treno a Vapore Via degli Aceri 133 – 06 23 24 86 87 333 77 86 859 Gioielleria di Abbondanza Michele Via collatina 59 roma 0621800440 LO.VE. s.r.l Incontro - Maggio-Giugno 2014 - Festa San Felice 13

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vedevano nella Terra Santa un luogo privilegiato dal punto di vista spirituale. Sicuramente per un cristiano è di capitolare importanza leggere brani del Vangelo o celebrale l'eucarestia nei luoghi santi. Penso che visitare questi luoghi rafforzi la fede, al di là del proprio rapporto con Dio. Inoltre, bisogna dire, che quando si torna da questi posti, si torna normalmente segnati da una gioia speciale. Tu sei stato per sette anni in seminario. In questo tempo hai trascorso tredici mesi in Terra Santa. Potresti parlarcene? Sì! Sono stato in un seminario diocesano missionario di Roma: il Redemptoris Mater, le cui vocazioni vengono dal Cammino Neocatecumenale. Esattamente sono entrato nell'ottobre del 2002. Ho svolto studi filosofico-teologici per sei anni e poi ho fatto un anno di pratica missionaria in Terra Santa. La prima volta che sono andato in Terra Santa era nel marzo del 2000, in occasione del Giubileo, per un incontro con Papa Giovanni Paolo II. Ma sicuramente l'esperienza che ho fatto da seminarista mi ha segnato e legato fortemente a questa Terra. Nella prima parte dell'anno, ho fatto un'esperienza molto forte nella casa di accoglienza di pellegrini, la Domus Galileae, di fronte al lago di Tiberiade, dove ho svolto diversi servizi, come bibliotecario, autista, cameriere, ecc. Ho potuto approfondire la conoscenza dei diversi luoghi santi. Poi nel secondo periodo dell'anno, ho svolto degli studi teologici a 14 Incontro - Maggio-Giugno 2014- Festa san Felice

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MAMMA MIA 16 Maggio alle ore 21.00 nel teatro parrocchi ale parrocchiale SABATO 17 MAGGIO ORE 21.00 Show musicale "Il cielo è sempre più blu" Presentano Pamela Lacerenza da The Voice of italy e Resy Kisha -Miss Albania DOMENICA 18 MAGGIO ORE 21.00 Spettacolo musicale con CROMIA BAND Incontro - Maggio-Giugno 2014 - Festa San Felice 15

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