DISPENSE ANTEPRIMA DOP 2014

 

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Le Dispense Anteprima DOP sono uno strumento divulgativo realizzato dalla Fondazione Qualivita al fine di valorizzare i prodotti agroalimentari italiani che hanno ottenuto di recente il riconoscimento comunitario DOP, IGP e STG.

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LE NUOVE PRODUZIONI AGROALIMENTARI ITALIANE DOP IGP STG 2014 Con il patrocinio di

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Fondazione per la tutela e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità Con il patrocinio di ANTEPRIMA D P È un’iniziativa della Fondazione Qualivita realizzata con il contributo del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con l’obiettivo di consentire una conoscenza diretta dei nuovi prodotti italiani che ogni anno vanno ad aggiungersi all’elenco delle DOP, IGP, STG già registrate dall’Unione europea. La start-up di una denominazione, sia per l’applicazione corretta del disciplinare e dei piani di controllo, sia per tutti gli aspetti del marketing, rappresenta infatti una fase molto delicata per le aziende della filiera; per dare un supporto concreto in questo particolare passaggio, Anteprima DOP, attraverso una serie di incontri, consente agli operatori di confrontarsi con la distribuzione e la stampa al fine di attuare una corretta strategia di mercato e di promozione. In occasione di ciascun incontro, la Fondazione realizza inoltre le Dispense Anteprima DOP (che fanno parte della collana Quaderni Qualivita), contenenti le schede tecnico-economiche e descrittive di ciascun prodotto presentato. Un efficace strumento divulgativo nonché un supporto editoriale esaustivo a sostegno di tutti i soggetti coinvolti, che viene distribuito agli stakeholder interessati.

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CONTENUTI DISPENSA PREMESSA COZZA DI SCARDOVARI DOP Titolo ANTEPRIMA D P Autore Mauro Rosati Gruppo di lavoro Nicoletta Lucia (Coordinamento) Elena Conti, Geronimo Nerli, Marilena Pallai Progetto Grafico Niccolò Bindi Foto di Copertina Bruno Bruchi Editore e Distributore Fondazione Qualivita Piazza Matteotti, 30 - 53100 Siena qualivita.it - info@qualivita.it Stampa Tipografia Baroni e Gori srl Finito di stampare Maggio 2014 ISBN 978-88-96530-40-5 Realizzato a Siena 2014 © 2014 Fondazione Qualivita 5 PATATA DELL’ALTO VITERBESE IGP 26 PECORINO DI PICINISCO DOP 30 PUZZONE DI MOENA /SPRETZ TZAORÌ DOP 34 6 MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE IGP 10 MELONE MANTOVANO IGP 14 MIELE VARESINO DOP 38 TROTE DEL TRENTINO IGP 22 STRACHITUNT DOP 18 PASTA DI GRAGNANO IGP 42 46 CARTOGRAFIA

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10 NUOVE DENOMINAZIONI Varesino DOP e Melone Mantovano IN 8 MESI IGP, quest’ultima estende l’areale anGiunta al quinto appuntamento, Anteprima DOP presenta i 10 nuovi prodotti iscritti a registro nell’ultimo trimestre del 2013 e nel primo quadrimestre del 2014, elencati di seguito in ordine di registrazione. 1. Trote del Trentino IGP 2. Pasta di Gragnano IGP 3. Maccheroncini di Campofilone IGP 4. Melone Mantovano IGP 5. Pecorino di Picinisco DOP 6. Cozza di Scardovari DOP 7. Puzzone di Moena - Spretz Tsaorì DOP 8. Strachitunt DOP 9. Patata dell’Alto Viterbese IGP 10. Miele Varesino DOP Sale così a 264 il paniere delle eccellenze agroalimentari italiane riconosciute, rappresentato per categorie di prodotto nella seguente tabella. Prodotti italiani DOP, IGP e STG per categoria Formaggi Prodotti a Base di Carne Oli e grassi Ortofrutticoli e Cereali Altri Prodotti di Origine Animale Pesci e Molluschi Paste Alimentari Aceti e Spezie Prodotti della Panetteria e Pasticceria Carni Fresche Oli Essenziali Totale 48 37 43 102 5 5 2 8 8 5 1 264 PREMESSA La distribuzione geografica delle nuove registrazioni disegna un quadro fortemente sbilanciato fra Nord e Sud del Paese, con il 60% delle aree di produzione collocate nelle regioni settentrionali, tre nelle regioni del Centro Italia e soltanto una nel Meridione. Più nel dettaglio, risultano 7 le regioni coinvolte: 3 sono le denominazioni la cui area di produzione ricade in Lombardia: Strachitunt DOP, Miele che ad una parte del territorio dell’Emilia Romagna; 2 le denominazioni originarie del Trentino – Alto Adige: Trote del Trentino IGP e Puzzone di Moena / Spretz Tsaorì DOP; e altrettante quelle che ricadono nel territorio del Lazio: Pecorino di Picinisco DOP e Patata dell’Alto Viterbese IGP. I 3 prodotti restanti si collocano in Veneto (Cozza di Scardovari DOP), Marche (Maccheroncini di Campofilone IGP) e Campania (Pasta di Gragnano IGP). L’iscrizione quasi contemporanea della Pasta di Gragnano IGP e dei Maccheroncini di Campofilone IGP costituisce forse la più significativa novità degli ultimi anni, rendendo finalmente merito ad un comparto che non aveva finora trovato spazio, quello della pasta alimentare. Il paniere si arricchisce così di una tipologia di prodotto che rappresenta uno dei tratti più originali e distintivi del patrimonio agroalimentare e gastronomico italiano, riconosciuto e rinomato a livello internazionale. Da segnalare inoltre, fra i comparti minori, quello di pesci, molluschi e crostacei, un’altra novità recente che ha visto crescere questa categoria nell’arco di pochi anni da zero a cinque prodotti, e che ne aggiunge ulteriori due: Trote del Trentino IGP e Cozza di Scardovari DOP. La consistenza e il ritmo delle registrazioni, nonché la varietà merceologica delle denominazioni, dimostrano che il settore continua a manifestare dinamicità e a suscitare interesse: più di un prodotto al mese iscritto a registro; cinque diverse categorie coinvolte, di cui una nuova, due cosiddette “minori” – pesci e molluschi e altri prodotti di origine animale -, che testimoniano l’assortimento delle eccellenze agroalimentari nazionali, e due comparti storicamente forti, i formaggi e gli ortofrutticoli, che evidentemente non hanno esaurito la loro vitalità e continuano a crescere. Una filiera che coinvolge al momento circa 650 operatori, la maggior parte dei quali organizzati in cooperative o in associazioni di produttori. PREMESSA ANTEPRIMA DOP - 2014

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COZZA DI SCARDOVARI DOP Allevati nella Sacca di Scardovari, dove correnti di acqua dolce si mescolano con l’acqua di mare salata, questi mitili hanno caratteristiche uniche derivanti dall’ambiente di produzione. La parte edibile del mollusco è maggiore, la carne è dolce - grazie al basso contenuto in sodio - e particolarmente morbida e fondente. Tutte queste caratteristiche distinguono la Cozza di Scardovari DOP da prodotti similari, provenienti da altre zone e da allevamenti in mare aperto, e ne fanno un alimento ad alto valore nutritivo, ricco di proteine e di acidi grassi polinsaturi, importanti nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, e con un buon apporto di sali minerali, in particolare sodio, potassio, fosforo e vitamine.

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Consorzio cooperative pescatori del Polesine Via della Sacca, 11 - 45018 Scardovari (RO) Tel: +39 0426 3892 26 www.scardovari.org consorzio@consorzioscardovari.it C.S.Q.A. Certificazioni S.r.l. Via S. Gaetano, 74 36016 Thiene (VI) Tel: +39 0445 313011 Fax: +39 0445 313070 www.csqa.it - csqa@csqa.it ZONA DI PRODUZIONE STORIA E TERRITORIO Classe 1.7 Pesci, molluschi, crostacei freschi e prodotti derivati Reg. Ue 1200 del 25.11.2013 GUUE L 315 del 26.11.2013 La zona di allevamento della Cozza di Scardovari DOP è la Sacca di Scardovari, che si trova in Veneto, ubicata nel comune di Porto Tolle, in provincia di Rovigo. Il termine “Sacca” individua l’insenatura marina formatasi per l’occlusione parziale di un braccio di mare, che rimane in comunicazione col mare aperto attraverso una “bocca” lagunare. La Cozza di Scardovari DOP è prodotta con allevamenti su pali, all’interno di un’area di 12 ettari, ubicata all’interno del vasto specchio d’acqua compreso tra le foci del Po di Gnocca e del Po delle Tolle. Si tratta di un ambiente lagunare di transizione, dove la mitilicoltura viene praticata dalla fine degli anni Sessanta. Oggi questo allevamento ha raggiunto elevati livelli di produttività, grazie alla concomitanza di fattori ambientali che rendono l’area particolarmente idonea per questa attività. Dopo l’alluvione del 1966, la morfologia della Sacca di Scardovari si è stabilizzata, e proprio in quegli anni, come alternativa alla pesca in mare, è iniziata la sperimentazione di allevamenti delle cozze, in forma di piccoli vivai. Lo sviluppo dell’attività è stato favorito dal particolare habitat caratterizzato da fattori ambientali specifici, come l’incontro di acqua dolce e di acqua di mare, da fattori umani, con piccoli allevamenti a ca- rattere familiare o in forma associata, con ricorso alla tecnica manuale tradizionale. METODO DI PRODUZIONE La Sacca del Delta dove viene allevata la Cozza di Scardovari DOP ha una superficie di 3.200 ettari e una profondità media di 1,5 – 2 metri. Le fasi di depurazione, lavorazione e confezionamento vengono effettuate con l’acqua della sacca e devono essere svolte nel territorio circostante. La semina e l’accrescimento del seme possono essere effettuate solo in vivai all’interno della Sacca di Scardovari e ogni pescatore predispone le reste in modo da avere una densità di 10 – 15 unità per metro quadro. Il seme viene raccolto raschiando le superfici sommerse, pescando su banchi naturali o catturando la semina che si fissa su corde o appositi collettori posizionati negli allevamenti in mare, prospicienti il Delta del Po. Il seme destinato alla produzione della Cozza di Scardovari DOP proviene anche da altre aree la- gunari o marine di raccolta naturale della specie Mytilus galloprovincialis. La raccolta è manuale e avviene quando il prodotto raggiunge la taglia minima commercializzabile di 5 centimetri. Il prodotto raccolto deve essere consegnato al punto di sbarco con modalità che ne consentano di verificare la qualità, e da qui deve essere portato agli impianti di depurazione di Scardovari con mezzi dotati di cassone isotermico. Al termine della depurazione il prodotto viene confezionato, insacchettato in loco e posto in cella. Le particolari condizioni ambientali della Sacca di Scardovari che caratterizzano la peculiarità del prodotto sono i fondali poco profondi, originati dai detriti fluviali, che garantiscono una temperatura mediamente più elevata rispetto alle zone di mare, la buona ossigenazione, dovuta alle maree presenti nella zona, la diffusione uniforme della luce in tutta la colonna d’acqua e l’immissione delle acque dolci del fiume Po, che comportano un cospicuo apporto di nutrienti riducendo la concentrazione salina dell’area. Il range di salinità presente nella Sacca di Scardovari infatti ha valori variabili tra il 10%0 e il 30%0 con una media intorno al 20%0, ben inferiore alla salinità media dell’acqua di mare che si attesta attorno al 35%0. COZZA DI SCARDOVARI DOP - 9

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10 - COZZA DI SCARDOVARI DOP CARATTERISTICHE DISTINTIVE La Cozza di Scardovari DOP è un mollusco bivalve dalla forma allungata con conchiglia di colore nero-violaceo appartenente alla specie alloctona Mytilus galloprovincialis. Le valve sono bombate, di circa 6-8 centimetri di lunghezza, hanno forma quasi triangolare e presentano sottili striature concentriche. All’interno il colore è viola-madreperlaceo ma questo aspetto può variare in relazione al ciclo produttivo e al sesso; se l’animale racchiuso tra le due valve è di colore giallo intenso è femmina, se biancastro è maschio. Dal guscio escono filamenti bruni robusti, attraverso i quali il mollusco si fissa alle reti o ad altri sostegni. Le valve si chiudono grazie a muscoli adduttori. L’odore e il gusto sono delicati. CONSERVAZIONE E SHELF LIFE All’acquisto la confezione/sacchetto di Cozza di Scardovari DOP deve essere integra, l’etichetta chiaramente annessa, e se percossi i mitili devono chiudersi o presentare rumore di pieno, il liquido intervalvare deve essere in buona quantità e le valve integre e pulite. Il prodotto va conservato al fresco (4-6°C) e in luogo pulito. I molluschi bivalvi al momento della vendita devono riportare: la data di confezionamento con almeno indicazione del giorno e del mese, il termine di conservazione o in alternativa l’indicazione “i molluschi bivalvi devono essere vivi al momento dell’acquisto”. Può essere presente la dicitura “da consumarsi previa cottura”. CONFEZIONAMENTO ED ETICHETTATURA Le Cozze di Scardovari DOP vengono sottoposte a depurazione, pulizia e cernita prima del confezionamento; successivamente vengono confezionate in un sacchetto a rete di plastica su cui viene apposta l’etichetta identificativa. Il prodotto confezionato è stoccato in cella a una temperatura di 6°C e viene avviato direttamente alla spedizione in giornata, o al massimo il giorno seguente, a seconda delle ordinazioni. Il Consorzio usa un sistema di tracciabilità che consente al commerciante e al consumatore finale di verificare l’origine del prodotto. La Cozza di Scardovari DOP, al momento della commercializzazione, deve presentare un guscio scuro e resistente alla percussione; viene commercializzata viva (in confezioni chiuse di rete blu, dal peso di 1 kg e 5 kg), sottovuoto o in atmosfera protettiva o trasformata (surgelata con o senza guscio) in sacchetti chiusi a rete o confezioni di plastica o altro materiale idoneo, sigillato in maniera tale che l’apertura della confezione comporti la rottura del sigillo o della confezione stessa. In etichetta devono essere indicate le diciture “Cozza di Scardovari” e “Denominazione d’origine protetta”, eventualmente sostituibile con l’acronimo DOP, il logo del prodotto nonché il simbolo grafico comunitario della DOP. MODALITÀ D’IMPIEGO La Cozza di Scardovari DOP viene apprezzata soprattutto gratinata al forno o come saporito componente di zuppe di pesce e di insalate di mare sia calde che fredde. I periodi più favorevoli al consumo sono la primavera e l’estate. Ottima come condimento di primi piatti di pasta e di riso o in brodetto, è ideale servita in terrine con fette di pane casalingo arrostito, unitamente ad altri frutti di mare come vongole e lupini.

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COZZA DI SCARDOVARI DOP - 11 CONTROLLI Il piano dei controlli attivato per la Cozza di Scardovari DOP prevede che per tutte le fasi del processo produttivo e per tutti gli operatori coinvolti nella filiera vengano ispezionati: ubicazione, adeguatezza strutture e/o impianti, identificazione e rintracciabilità. Specifici di ciascun operatore sono inoltre i controlli sotto indicati. Produttori: conformità della specie, del processo di allevamento (raccolta del seme, semina, accrescimento del seme, raccolta, consegna del prodotto), conformità del prodotto in fase di vendita. Gestori degli impianti di depurazione: conformità qualitativa e di origine del prodotto da depurare, del processo, del prodotto depurato. Confezionatori: conformità qualitativa e origine del prodotto da destinare a confezionamento, del processo di selezione e confezionamento, e dell’etichettatura. Il prodotto finito viene sottoposto a controllo di conformità delle caratteristiche chimico-fisiche, biologiche e organolettiche. STAGIONALITÀ Dic Dic Gen Gen comm. Feb Feb produzione No v No v r Ma r Ma t Se t Se COZZA DI SCARDOVARI DOP Giu Ott Ott Apr Ma Apr M g ag PROMOZIONE E TUTELA Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine si è costituito nel 1976 ed è attualmente il soggetto referente per le attività di commercializzazione e promozione della Cozza di Scardovari DOP. Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per ognuna gli input e gli output. In questo modo, e attraverso l’iscrizione dei produttori, dei gestori degli impianti di depurazione e dei confezionatori in appositi elenchi gestiti dalla struttura di controllo, nonché attraverso la denuncia tempestiva alla struttura di controllo delle quantità prodotte, è garantita la tracciabilità del prodotto. PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE Oggi la produzione di cozze provenienti dalla Sacca di Scardovari è una realtà importante, che coinvolge molti operatori e aziende familiari. Il prodotto è conosciuto dai consumatori sia in Italia che in altri Paesi europei, la maggior parte della produzione viene infatti esportata all’estero, soprattutto in Francia, attraverso la grande distribuzione, mentre in Italia viene assorbita dal mercato ittico di Roma. La Cozza di Scardovari DOP potrà essere acquistata presso i mercati ittici del territorio italiano (mercato di Roma, Milano, Bari e Napoli) o presso il punto vendita diretto del Consorzio Cooperative Pescatori. Nei prossimi anni si stima un quantitativo venduto a marchio DOP pari a circa 1000 tonnellate. PRODUTTORI I produttori sono circa 350 allevatori, soci di cooperative aderenti al Consorzio Coopereative Pescatori del Polesine O.P. Giu Lug Lug Ag o Ag o

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MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE IGP I Maccheroncini di Campofilone IGP sono una pregiata pasta secca che si distingue immediatamente da altri tipi di pasta alimentare per la sottigliezza della sfoglia e il taglio finissimo. Una caratteristica unica è la percentuale di uova che viene utilizzata nell’impasto superiore alle altre tipologie di paste alimentari, nella preparazione sono infatti previste da un minimo di 7 uova a un massimo di 10 per ogni kg di semola di grano duro o di farina di grano tenero. Il particolare tipo di impasto e di taglio permettono un tempo di cottura estremamente ridotto. Pronti dopo un solo minuto nell’acqua bollente, possono cuocere anche direttamente nel condimento.

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OP Associazione Produttori Maccheroncini di Campofilone c/o Comune di Campofilone Piazza Umberto I, 2 63028 Campofilone (FM) Autorità Pubblica di Controllo di Assam Via dell’Industria, 1 60027 Osimo Stazione (AN) Tel: +39 071 8081 www.apcassam.it ac@assam.marche.it ZONA DI PRODUZIONE STORIA E TERRITORIO Classe 2.7 Pasta alimentare Reg. Ue 1130 del 07.11.2013 GUUE L 302 del 13.11.2013 La zona di produzione dei Maccheroncini di Campofilone IGP, nelle Marche, interessa solo il territorio del comune di Campofilone, in provincia di Fermo, un piccolo borgo medioevale a 210 m sul livello del mare, inserito in un paesaggio suggestivo, che spazia dai Monti Sibillini, per poi digradare lentamente fino al Mare Adriatico. Questo prodotto rappresenta l’espressione più autentica della cultura del territorio, la cui produzione artigianale viene tramandata da generazioni. La disponibilità di approvvigionarsi di uova, variabile in funzione del ciclo biologico delle galline, ha stimolato l’ingegno delle donne campofilonesi che, per ovviare a questa alterna disponibilità, hanno nel tempo messo a punto un processo di essiccazione della pasta fresca, ottenendo un prodotto conservabile da consumare in ogni momento dell’anno. Originariamente il taglio era grossolano, ma durante l’essiccazione la pasta si incurvava e si rompeva. È stata quindi tagliata progressivamente sempre più sottile, fino ad ottenere dei fili che non si spezzavano sotto l’azione dell’aria e restavano intatti fino al consumo. L’arte dei maccheroncini a Campofilone è nata nelle cucine casalinghe, per passare poi nei laboratori artigianali. Oggi questi sottilissimi fili di velo dorato rappresentano un piatto prestigioso, anticamente destinato ai pranzi dei giorni di festa e alle ricorrenze più importanti. La tradizione e l’abilità manuale, mantenute per 600 anni, hanno dato luogo al commercio e a imprese familiari, che hanno fatto conoscere Campofilone nel mondo. Citati già dal 1400, solo all’inizio del 1900 a Campofilone i maccheroncini divennero un tipico piatto da servire anche nelle locande e nei ristoranti, come descritto nel 1931 nella prima Guida Gastronomica d’Italia del Touring Club Italiano. METODO DI PRODUZIONE L’impasto di uova e farina o semola viene prima sfogliato a mano oppure estruso in bronzo e tagliato su rulli fino ad ottenere il corretto spessore. Dopo aver eseguito il taglio, il processo di lavorazione prevede che i Maccheroncini di Campofilone IGP vengano sottoposti alla fase di essiccazione, ponendoli su foglietti rettangolari di carta alimentare bianca di misure definite, ovvero di lunghezza compresa fra 32 e 35 cm e larghezza di 22-26 cm. Ciascun foglietto deve contenere un quantitativo di maccheroncini tale da conferirgli un peso di 155 – 175 gr e deve quindi essere accuratamente ripiegato sui quattro lati come da tradizione, in modo da evitare che il prodotto possa fuoriuscire. Una volta richiusi, i foglietti vengono riposti ad essiccare negli appositi telai ad una temperatura compresa tra 28-40°C per 24 - 36 ore. Completata l’essiccazione, il prodotto è pronto per essere confezionato, riponendo direttamente i foglietti nelle confezioni. Questa operazione deve avvenire esclusivamente all’interno dello stabilimento di produzione ed è studiata per la protezione del prodotto, per sua natura delicato e fragile. Il particolare tipo di lavorazione e di essiccazione , oltre che gli ingredienti utilizzati, sono tutte caratteristiche che contribuiscono ad originare un prodotto dalle qualità del tutto particolari, in termini di resa, di gusto, di leggerezza e di facilità di cottura. Infatti mentre 250 gr di pasta all’uovo generica corrispondono a 2 porzioni abbondanti, dallo stesso quantitativo di Maccheroncini di Campofilone IGP si ottengono 4 porzioni. Questa resa è determinata dalla capacità assorbente del prodotto che trattiene una quantità di condimento o di acqua superiore rispetto ad altre tipologie di pasta. MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE IGP - 13

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14 - MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE IGP CARATTERISTICHE DISTINTIVE All’aspetto i Maccheroncini di Campofilone IGP devono avere una lunghezza compresa tra 35 e 60 cm, larghezza tra 0,80 e 1,20 mm, e uno spessore compreso tra 0,3 e 0,7 mm. Le materie prime utilizzate nella produzione sono la semola di grano duro e/o la farina di grano tenero doppio zero e le uova, ottenute da galline allevate a terra alimentate esclusivamente con cereali NO OGM, che non devono contenere pigmenti sintetici. CONFEZIONAMENTO ED ETICHETTATURA I Maccheroncini di Campofilone IGP sono immessi al consumo in astucci di cartone alimentare, contenenti i foglietti di carta alimentare bianca che li avvolgono. Esistono astucci da 250 gr (pari a 2 foglietti), da 500 gr (pari a 4 foglietti) o da 1000 gr (pari a 8 foglietti) di prodotto netto. Sono ammesse confezioni di cartone destinate alla ristorazione collettiva, di peso superiore, e confezioni particolari di carta paglia da 500 gr e da 1 kg, chiuse con lo spago annodato e sigillato con ceralacca, sulla quale è apposto il logo aziendale. Su ogni confezione deve essere riportato il simbolo grafico UE dell’IGP, accanto alla dicitura “Maccheroncini di Campofilone”, che deve avere un’altezza minima di 5 mm, seguita da “Indicazione geografica protetta”. CONSERVAZIONE E SHELF LIFE I Maccheroncini di Campofilone IGP vanno conservati in luogo asciutto, lontano da luce diretta e fonti di calore. Il prodotto si conserva fino a 24 mesi dalla data di confezionamento. MODALITÀ D’IMPIEGO Noti sin dal Quattrocento come “maccheroncini fini fini”, i Maccheroncini di Campofilone IGP si distinguono per l’elevato numero di uova presente nell’impasto: fino a 10 per 1 kg di semola di grano duro. La pasta, che si cuoce molto rapidamente, resta porosa, caratteristica che insieme all’estrema delicatezza dello spessore la rende ottima sia in brodo sia asciutta. Il condimento caratteristico è un ragù di carne di pollo, vitello, maiale aromatizzato con noce moscata e spolverato di pecorino, ma è ottimo anche l’abbinamento con pesce, tonno, bottarga, fiori di zucca e zafferano.

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MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE IGP - 15 CONTROLLI Il piano dei controlli attivato per i Maccheroncini di Campofilone IGP prevede che per i pastifici, unici operatori coinvolti nella filiera, vengano ispezionati: ubicazione, adeguatezza strutture e/o impianti, identificazione e rintracciabilità, oltre a: conformità quali e quantitativa delle materie prime (uova fresche, semola di grano duro o farina di grano tenero doppio zero), del processo di impasto, sfogliatura e formazione dei foglietti, essiccazione, confezionamento ed etichettatura. Il prodotto finito viene sottoposto a controllo di conformità delle caratteristiche chimiche e fisiche. PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE Per il 2014 la produzione potenzialmente certificabile è stata stimata in circa 500 quintali di Maccheroncini di Campofilone IGP. Il prodotto viene distribuito all’estero, destinato al mercato europeo, americano, canadese, arabo e asiatico. È inoltre reperibile nelle migliori gastronomie internazionali, tra cui le maggiori di Tokyo, New York e Londra. VALORI NUTRIZIONALI Valori nutrizionali minimi per 60 gr di prodotto secco Valore energetico 226 Kcal 8,9 gr 41 gr 2,9 gr PROMOZIONE E TUTELA Allo scopo di tutelare e valorizzare il prodotto, nel 2008 si è costituita l’Associazione produttori dei Maccheroncini di Campofilone, che ha promosso il riconoscimento della IGP. Il prodotto è protagonista della sagra dei Maccheroncini, che risale al 1964 e da allora si svolge ogni anno, per tre giorni, nella prima decade di Agosto. In questa occasione arrivano nella località picena migliaia di turisti e vengono servite circa 20.000 porzioni di pasta. Proteine Carboidrati Grassi PRODUTTORI F.lli De Carolis Paolo e Pietro snc C.da Molino, 55/C - 63828 Campofilone (FM) amministrazione@decarlonis.it La Campofilone di Enzo Rossi Località Ficiarà, 27 - 63828 Campofilone (FM) lacampofilone@lacampofilone.com LapastadiCampofilonediMaronieMarilungo&Co.Snc via Santa Maria,17 - 63010 Campofilone (AP) www.maronimarilungo.it Marcozzi Srl di Gabriele Marcozzi & Co. Contrada Valdaso, 47/a - 63828 Campofilone (FM) ZZIUNI00@gabrielemarcozzi.191.it Pastificio artigianale Leonardo Carassai Via XX Settembre, 38 - 63838 Campofilone (FM) www.pastificiocarassai.it Spinosi Srl Via XXV Aprile, 21 - 63828 (FM) info@spinosi.com STAGIONALITÀ Dic Dic Gen Gen Feb Feb commercializzazione produzione r Ma r Ma Ott Ott No v No v t Se t Se MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE IGP Lug Lug Apr Apr Ma g Ma g Giu Giu Ag o Ag o

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