Cammino 74/75

 

Embed or link this publication

Description

Rivista per rovers, scolte e capi

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2

Editoriale Il diavolo c’è anche nel XXI secolo ……………… 3 Chiesa e fede Il silenzio amoroso di S. Giuseppe ……………… 4 San Giuseppe custode della Chiesa …………… 6 Generare FUTURO! …………………………...………… 7 La sfida educativa Gender e omosessualità …………………….……… 9 L’omosessualità nella storia …………………..…… 12 L’omosessualità: aspetti medici ……...………… 14 Identità sessuale e identità di genere ………… 21 W la differenza ………………………………....………… 24 L’ideologia di Genere: una vera dittatura ..… 28 Giocare il gioco IPISE ………………………………………….………………… 29 Il giglio disegnato da Baden-Powell ...………… 31 Associazione Il mio grazie di cuore ……………….………………… 33 Pellegrinaggio a Lourdes …..……….……………… 34 Alla scoperta della Bretagna .….…....…………… 36 Rivista ufficiale dell’Associazione Guide e Scouts San Benedetto per capi, rovers e scolte Anno XVIII - III/IV trimestre 2013 Autorizz. Tribunale di Palermo n. 03/95 del 01/02/1995 DIRETTORE RESPONSABILE: Francesco Paolo Pasanisi COORDINAMENTO DI REDAZIONE: Vincenzo Neto REDAZIONE: Federica Terranova Giovanni Alisena Filippo Cristina SEGRETERIA DI REDAZIONE: Corso Tukory, 240 - 90100 Palermo STAMPA: Tipografia Giambrone Via Giuseppe Li Bassi, 72 90100 - Palermo HANNO COLLABORATO: Gianni Pieri, don Saverio Ferina, Salvatore Troia, don Lillo D’Ugo, Marcello Arena, Attilio Grieco, Società Domani. IN COPERTINA: Una Coccinella e un Lupetto del gruppo PA 21 L’informatore cattolico ……………………… 37 Agenda …………………………………………………… 39 Cos’è lo Scautismo ……………………………… 40 CHIUSO IN REDAZIONE IL 25/04/2014 …………………………. La redazione è a disposizione degli aventi diritto con i quali non è stato possibile comunicare, nonché per involontarie omissioni o inesattezze nelle citazioni delle fonti e delle foto Comunicazioni, articoli, foto e disegni vanno inviati alla redazione di “Cammino” mediante posta elettronica al seguente indirizzo: cammino@scoutsanbenedetto.it

[close]

p. 3

EDITORIALE Il diavolo c’è anche nel XXI secolo di Vincenzo Neto Commissario Generale O ggi si parla poco del diavolo. Anche tanti parroci nelle loro predicazioni e tanti catechisti preferiscono non parlarne o farlo con “discrezione”. Non parlare del demonio significa di fatto negare la sua esistenza. Il nemico non esiste più, oppure, al massimo, è il male che l’uomo porta in sé. Il diavolo è quindi un simbolo della sua rappresentazione, una metafora del male e nulla di più. E’ questa una delle strategie del demonio: far credere la sua inesistenza per poter agire indisturbato. Padre Cantalamessa, il predicatore di Casa Pontificia, evidenzia come questo "silenzio", questa "negazione" derivi da una posizione intellettualistica, che coinvolge anche certi teologi, i quali trovano impossibile credere nell'esistenza del demonio come entità non solo simbolica ma reale e personale. (cfr Corriere della Sera 27.02.2000) politica, di religione ed anche di scautismo… ma unicamente per raggiungere più facilmente le anime e attirarle a se con falsi idoli. Lo spirito del Male non vuole la nostra santità. E’ facile vederlo in azione quando crescono i rancori e le divisioni tra i ragazzi o, peggio ancora, tra i capi. Quando la Legge scout e la Promessa vengono sostituiti dall’amor proprio, il demonio ha già fatto breccia nel nostro cuore. Come fa il demonio per allontanarci dalla strada di Gesù? “La tentazione incomincia lievemente, ma cresce: sempre cresce. Secondo, cresce e contagia un altro, si trasmette ad un altro, cerca di essere comunitaria. E alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica. Cresce, contagia e si giustifica. […] Ma, guardate che il diavolo c’è! Il diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui”. (Omelia del Papa dell’11 Aprile 2014) Eppure il Vangelo, nell’episodio delle tentazioni di Gesù, è chiaro ed inequivocabile sull’esistenza del diavolo. Anche in tutte le vite dei santi c’è la testimonianza dell’esistenza del diavolo e della lotta contro di esso. Il demonio esiste ed ha “interesse” per ciascuna di noi, nessuno escluso. Egli si interessa di economia, di Guide e Scouts San Benedetto 3

[close]

p. 4

CHIESA E FEDE Cammino n.74/75 di Gianni Pieri Capo Palermo 21 E ra un giorno particolarmente difficile…, decisi di mettermi in cammino. Mi sembrava di portare uno zaino di cinquanta chili ed oltre. Quasi senza accorgermi presi un sentiero che sin da subito si mostrò impervio. Più andavo avanti e più aumentavano le difficoltà. Ad un tratto il mio cuore cominciò a battere fortissimo sembrava volesse uscire dal petto. Nonostante tutto decisi di andare avanti. Cominciai a riflettere, ad un certo punto udii una voce: Gianni, i fratelli, le sorelle, i figli, la sposa, gli amici non sono nostri, noi abbiamo il compito di amarli, custodirli, guidarli verso nostro Signore… non ti angustiare, nessuno ci deve niente, se qualcuno ti dà qualcosa, amicizia, affetto… accoglile come dono ma ricorda TU, DEVI TUTTO! Rimasi attonito. Intanto proseguivo; ad un tratto incontrai una persona dall’aspetto familiare ma non lo riconobbi, mi disse: Gianni ho una grande attività da proporti. Ma chi era costui, uno scout o chi altro? Comunque acconsentii, mi ispirava tanta fiducia. 4 Guide e Scouts San Benedetto A questo punto gli chiesi: qual è il tema di questa attività? Mi rispose: dalla terra al Cielo attraverso l’Amore… ogni azione compiuta per amore rimane nella memoria di Dio. Cominciai ad osservarlo, era un uomo abbastanza alto con barba fluente, atteggiamento umile portava un bastone e nella mano destra portava un giglio bianco a tre petali. Mi disse: ama tutte le persone che incontri sul tuo cammino… nel Silenzio, prega sempre per tutto il mondo, le altre cose contano poco o addirittura niente, l’unica cosa che veramente conta è fare la volontà di Dio in ogni occasione, in ogni situazione; all’uopo ricorda che il giusto produce bene anche mentre dorme. Gianni, vedi ho avuto ed ho una Sposa meravigliosa, non esiste una creatura più sublime, che ho amato e continuo ad amare infinitamente per l’eternità, così pure un Figlio amatissimo di cui ero il custode sulla terra… La mia comprensione nel frattempo cresceva. Egli continuò: mio Figlio e la mia Sposa continuerò ad amarli infinitamente per l’eternità da cuore

[close]

p. 5

Cammino n.74/75 a cuore da anima ad anima. Dopo il mio transito terreno, il buon Dio mi fece un dono grandissimo: milioni di figli suoi verso i quali nel tempo il mio compito assieme a quello della mia santissima sposa era quello di guidarli verso Gesù… Gianni ti ho già detto di amare in silenzio ma non un silenzio fatto di mancanza di parole, ma un silenzio gravido di ogni bene, di ogni amore capace di produrre ogni miracolo per mezzo della grazia-dono di Dio. Non avevo più dubbi era San Giuseppe. Mi inginocchiai ed Egli mi sollevo e mi strinse al petto, aggiunse: vai tranquillo, stai sereno. Tutto d’un tratto staccò un bocciolo che nel frattempo era cresciuto nel CHIESA E FEDE Giglio e facendomene dono mi disse: custodiscilo ed esso ti custodirà. Capii che stava per congedarsi, gli chiesi: San Giuseppe vorrei comunicare ai miei fratelli e sorelle scout quanto è grande il Silenzio amoroso ma non sono nè uno scrittore nè un poeta. Mi disse: cerca tra le tue cose e troverai… Carissimi ho cercato, quanto ho trovato lo dono a voi. Pregate questo grande santo per ottenere tutte le grazie di cui abbiamo bisogno, attraverso la sua potente intercessione. Mi sono tuffato nel silenzio ed ho scoperto un mondo nuovo. Che ricchezze! Ho di che vivere per tutti i giorni dell’eternità. Se il Padre mi ama, mio cibo è l’Amore… Se il Padre mi chiama, mia musica è la sua voce… ed io non chiedo altro perché ho scoperto un cielo nuovo, perché ho aperto gli occhi e sturati gli orecchi, ed ho lavato lo spirito nella sua parola… ed il cuore ho immerso nel bagno d’Amore. Ho di che vivere per sempre, perché il mio Dio mi ama. Il mio Signore non mi abbandona ed io amo le sue sorgenti chiare che sono gli uomini di buona volontà, ed amo l’acqua pura che Lui ha reso lucente col suo Volto Santo… ed amo ciò che in Lui mi ricorda l’innamorato, la Croce santa che per me ha portato… ed io non chiedo altro… se non amare, in ogni modo, in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni singola particella del mio essere figlio Suo… e perciò essere degno di Colui che genera e custodisce il mio amore. Autore ignoto Guide e Scouts San Benedetto 5

[close]

p. 6

CHIESA E FEDE Cammino n.74/75 La Chiesa insegna che san Giuseppe, modello sia dei consacrati che dei padri di famiglia, ha una potenza di intercessione senza eguali sui Cuori di Gesù e di Maria. di don Saverio Ferina I missione di San Giuseppe fu superiore a quella di San Giovanni Battista. Il frutto che si trova nella mano di San Giuseppe rappresenta la mela del peccato originale, che gli viene tolta da Gesù a insaputa di San Giuseppe, quasi di nascosto, in vista dei meriti del Redentore e come uomo giusto potere adempiere la missione di sposo d i Maria Immac olata e di padr e putativo del Figlio di Dio. spirandosi al Vangelo, i Padri della Chiesa fin dai primi secoli hanno sottolineato che San Giuseppe, come ebbe amorevole cura di Maria e si dedicò con gioioso impegno all’educazione di Gesù Cristo, così custodisce e protegge il suo mistico corpo, la Chiesa, di cui la Vergine Santa è figura e modello. L’ultima visione di suor Lucia di Fatima fu che vide San Giuseppe con in braccio Gesù bambino, camminava per il mondo mentre Gesù benediceva il mondo. Molte sono le immagini di San Giuseppe con Gesù bambino e dei gigli; i fiori aperti sono le virtù di San Giuseppe, mentre i boccioli sono le grazie che Egli concede ai suoi devoti. L’immagine qui riprodotta presenta San Giuseppe con Gesù bambino che dorme tra le sue braccia, dopo avere deposto nella mano di San Giuseppe una melagrana. Questo frutto rappresenta la Chiesa affidata a San Giuseppe e Gesù può d o r m i r e s e r e n o . Ma v i è a n c h e un’altra spiegazione. San Giovanni B a t t i s t a f u s a n t i f i c a t o n e l s en o m a t er n o p er la s ua m i ss i on e d i precursore e battezzatore di Gesù. La 6 Guide e Scouts San Benedetto

[close]

p. 7

Cammino n.74/75 CHIESA E FEDE A nche quest’anno, nonostante la forte pioggia, la nostra associazione ha partecipato alla marcia in difesa dei valori non negoziabili vita, famiglia, educazione. Davanti al corteo di circa 2.000 persone, un passeggino vuoto con un cartello “Volevo esserci anch’io”, a ricordo dei sei milioni di italiani che non sono venuti alla vita da quando è in vigore la legge 194 che ha legalizzato l’aborto. La marcia, che ha ricevuto la benedizione dell’Arcivescovo di Palermo, il cardinal Paolo Romeo e quella di altri Vescovi siciliani, ha percorso via Libertà tra slogan, preghiere e musiche di Vivaldi. Raggiunto Piazza Verdi, Lea, una splendida mamma di 10 figli, ha testimoniato della gioia che ha riempito la sua attività di madre e di moglie nonostante varie problematiche mediche e le tante difficoltà e rinunce serenamente accettate con amore e fede. A marcia conclusa, nella vicina chiesa di S.Ignazio, stracolma di un popolo bagnato, è stata celebrata la S. Messa dai sacerdoti partecipanti al corteo. L’omelia è stata un autentica lectio: dalla resurrezione di Lazzaro al gender, alla società liquida e ai danni collaterali di Bauman. Di seguito alcuni stralci del messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 36ª Giornata Nazionale per la vita “I figli sono la pupilla dei nostri occhi… Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti?”. Così Papa Francesco all’apertura della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù ha illuminato ed esortato tutti alla custodia della vita, ricordando che generare ha in sé il germe del futuro. Il figlio si protende verso il domani fin dal grembo materno, accompagnato dalla scelta provvida e consapevole di un uomo e di una donna che si fanno collaboratori del Creatore. La nascita spalanca l’orizzonte verso passi ulteriori che disegneranno il suo futuro, quello dei suoi genitori e della società che lo circonda, nella quale egli è chiamato ad offrire un contributo originale. Questo percorso mette in evidenza “il nesso stretto tra educare e generare: la relazione educativa si innesta nell’atto generativo e Guide e Scouts San Benedetto 7

[close]

p. 8

CHIESA E FEDE nell’esperienza dell’essere figli”, nella consapevolezza che “il bambino impara a vivere guardando ai genitori e agli adulti”. Ogni figlio è volto del “Signore amante della vita” (Sap 11,26), dono per la famiglia e per la società. Generare la vita è generare il futuro anche e soprattutto oggi, nel tempo della crisi; da essa si può uscire mettendo i genitori nella condizione di realizzare le loro scelte e i loro progetti. […] Per porre i mattoni del futuro siamo sollecitati ad andare verso le periferie esistenziali della società, sostenendo donne, uomini e comunità che si impegnino, come afferma Papa Francesco, per un’autentica “cultura dell’incontro”. Cammino n.74/75 […] La cultura dell’incontro è indispensabile per coltivare il valore della vita in tutte le sue fasi: dal concepimento alla nascita, educando e rigenerando di giorno in giorno, accompagnando la crescita verso l’età adulta e anziana fino al suo naturale termine, e superare così la cultura dello “scarto”. Si tratta di accogliere con stupore la vita, il mistero che la abita, la sua forza sorgiva, come realtà che sorregge tutte le altre, che è data e si impone da sé e pertanto non può essere soggetta all’arbitrio dell’uomo. […] 8 Guide e Scouts San Benedetto

[close]

p. 9

Cammino n.74/75 LA SFIDA EDUCATIVA di Salvatore Troia Capo Palermo 2 L o scorso 24 gennaio la comunità capi della nostra Associazione, riunita per il consueto ritiro di metà anno, si è trovata a confrontarsi su un tema che riveste particolare at tua lità n ell’amb ito d el la s f ida educativa: gender e omosessualità. Oratore d’eccezione il nostro assistente don Lillo D’Ugo che, in due diversi interventi, ha descritto le origini storiche del fenomeno “gender”, gli aspetti antropologici e sociali di tale ideologia, i pericoli della propaganda portata avanti da specifiche organizzazioni (anche pubbliche) presso le scuole ed altre agenzie educative e culturali. L’intervento dell’assistente è stato intervallato dal dott. Marcello Arena, che si è soffermato maggiormente s u g li a s p et t i m ed ic o/ p s i c ol og i ci relativi all’omosessualità. Nello sviluppo della tematica, peraltro particolarmente complessa e delicata, abbiamo fatto ampio riferimento agli insegnamenti della Chiesa in materia. Inoltre, abbiamo trovato molto utile il documento dell’AGESCI “Omosessualità – nodi da sciogliere all’interno delle comunità capi”. (www.agesci.org/downloads/atti_seminario.pdf) La Chiesa distingue fra tendenze o inclinazioni omosessuali e attuazione di queste tendenze. La Chiesa pertanto distingue anche fra persone che sperimentano tentazioni omosessuali e atti omosessuali. Il Catechismo della Chiesa Cattolica da 2357 a 2359) (6° comandamento - Castità e Omosessualità – d ef in isc e g li atti omosessuali “intrinsecamente d is ord in at i”, con trar i alla leg ge naturale e pertanto in nessun caso possono essere approvati. Un discorso diverso va fatto invece per le inclinazioni omosessuali. Le attrazioni erotiche per persone dello stesso sesso possono sorgere a seguito di svariati motivi. A volte sono temporanee, specie per gli adolescenti, altre volte sono più radicate e difficili da superare. Tali inclinazioni non costituiscono di per sé un peccato (ovviamente se non alimentate volutamente), ma costituiscono comunque un “comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata” (1). Costituisce un grave errore pensare o far credere che l’attuazione di tali tendenze sia moralmente accettabile. “E’ solo nella relazione coniugale che Guide e Scouts San Benedetto 9

[close]

p. 10

LA SFIDA EDUCATIVA l’uso della facoltà sessuale può essere m ora lm ent e r ett o. P ertan to una persona che si comporta in modo omosessuale agisce immoralmente” (2). Se da una parte la Chiesa condanna ogni comportamento immorale, dall’altra sostiene il rispetto per la persona e difende le persone omosessuali da ogni tipo di discriminazione. Dal momento che alcune persone potrebbero sentirsi respinte dalla Chiesa, la cura pastorale delle persone omosessuali raggiunge i maggiori risultati quando le aiuta a riconoscere che la Chiesa le accetta come persone, mentre le aiuta a comprenderne il suo insegnamento in materia. Quanto sopra esposto ha un risvolto particolarmente importante per noi educatori scout. Alla domanda “ a vr es t i d if f ic ol t à a d a c c og l i er e un ragazzo/a dichiaratamente omosessuale?” solo il 16% degli intervenuti ha risposto di NO. Ci siamo pertanto chiesti: quale deve essere l’atteggiamento di noi capi di fronte ad uno dei nostri ragazzi/e che manifestano comportamenti di tipo omosessuale? Cammino n.74/75 In veste di educatori abbiamo l’obbligo morale di attenzionare la problematica e confrontarsi sempre con l’assistente di gruppo. Bisogna parlare direttamente con il ragazzo/a, seppur con la dovuta discrezione amorevolezza, cercando di capire se dietro quanto da noi ravvisato non vi sia solamente voglia di emulazione, magari di uno dei tanti modelli bisex oggi sempre più diffusi. Sarebbe invece un grave errore lasciare correre e far finta di nulla. Laddove si ravvisi una vera e propria inclinazione, la cosa migliore è quella di parlare con i genitori, esprimendo con franchezza quanto osservato e invitandoli a farsi consigliare da un esperto (in linea generale uno psicologo dell’età evolutiva o ancora meglio un pedagogista). L ’ a d oles c en za è un a f a s e m olt o delicata dello sviluppo della persona. Le mille insicurezze, una mancata identificazione con il modello del genitore dello stesso sesso e l’assenza di educatori può indurre il ragazzo/a a comportamenti e idee sbagliate, specie per quanto concerne la sfera sessuale. N ell’ età ad oles c en zia le la sessualità e uno dei fondamenti della costituzione della personalità. Tale aspetto non può pertanto essere ignorato e fare come se non esistesse. Dal sesso, la p er s on a u m a n a d er iva l e caratteristiche che, sul piano biologico, psicologico e spirituale, la fanno uomo o donna, condizionando così grandemente l'iter del suo 10 Guide e Scouts San Benedetto

[close]

p. 11

Cammino n.74/75 sviluppo verso la maturità e il suo inserimento nella società. Benedetto XVI ha sottolineato che le differenze sessuali, mascolinità e femminilità, “iscritte nella natura umana”, non sono “una costruzione culturale” e non possono essere eliminate o confuse. “Di fronte a correnti culturali e politiche che cercano di eliminare, o almeno di offuscare e confondere, le differenze sessuali iscritte nella natura umana considerandole una costruzione culturale, è necessario richiamare il disegno di Dio che ha creato l'essere umano maschio e femmina, con un'unità e allo stesso tempo una differenza originaria e complementare” (3) . Il richiamo esplicito è alla cosiddetta identità di genere e alle tendenze che non ritengono la differenza sessuale e la complementarietà maschio-femmina come un dato originario costitutivo dell'essere umano. L’ideologia del gender vuole far passare una concezione della sessualità in cui il sesso biologico viene dissociato da tutte le altre componenti della persona. Esiste pertanto un unico genere neutro plasmabile a seconda della scelta del singolo individuo. In contrapposizione a questa ideologia, che porta profonda incertezza e confusione tra i giovani specie nella loro fase di crescita e sviluppo, appare particolarmente appropriata una educazione separata per sessi. La scelta educativa della nostra associazione -intereducazioneva in questa direzione con una divisione delle branche in maschili e femminili dove mettere in risalto e far LA SFIDA EDUCATIVA emergere differenze e possibilità tra i sessi. In tale contesto è molto importante l’esempio del capo che si relaziona con i ragazzi offrendo loro modelli di adulto: “I ragazzi e le ragazze, nella loro crescita devono costruirsi una identità propria e per portare a termine con successo questo processo devono avere accanto adulti equilibrati e “generativi”, ossia in grado di “prendersi cura” di loro con responsabilità”(4). Il capo è testimone in tutto, anche del suo essere uomo o donna. Ciò pone un ulteriore interrogativo nel caso in cui l’”inclinazione” omosessuale, più o meno manifesta, riguardi proprio il capo. Rispondo citando un documento della FSE: “Un capo o una capo che dovesse trovarsi, per propria responsabilità o per situazioni oggettive, in condizioni di esterna e manifesta contraddizione con la Promessa pronunciata, con la Legge scout, con i precetti della Chiesa o con le leggi dello Stato, dovrà anzitutto fare appello alla propria coscienza e chiedersi: mi ritengo un adeguato/a testimone dei valori che sono chiamato a proporre ai ragazzi/e? Se la risposta non è chiara e immediata, è suo dovere fare per primo un passo idietro e recedere dal servizio nel gruppo” (5). ————————(1) (2) Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali; (3) Discorso al convegno "Donna e Uomo, l'humanum nella sua interezza" (4) Chiara Panizzi, atti seminario AGESCI su omosessualità: nodi da sciogliere nelle comunità capi. (5) Integrazione al Direttorio Religioso FSE-2012 Guide e Scouts San Benedetto 11

[close]

p. 12

LA SFIDA EDUCATIVA Cammino n.74/75 di don Lillo D’Ugo Assistente Generale L ’omosessualità è un fenomeno u m a n o c he è s t a to s e m p r e presente in modo contradditorio nella storia. Dico contraddittorio perché ha sempre suscitato approvazione o disapprovazione sociale. Con buona pace con chi p a r l a d i e p o c a d ’ o r o dell’omosessualità in epoca classica, non è mai stata un fenomeno accolto serenamente da nessuna società. Qui non c’è la possibilità di in d a g ar e u lt e r io rm en te q ues t a affermazione. L’omosessualità, allora, ha accompagnato la storia umana. Ne troviamo traccia in alcuni culti semitici del I millennio a. C. quindi inserita in un contesto religiososacrale. In Grecia dal V secolo a. C. la si trova come prassi iniziatica e pedagogica tra maestri di pensiero e d is cen t i. E se a d A ten e a ve v a questa caratteristica, a Sparta era presen te t ra i gu err ie r i c he s i dedicavano a lunghe guerre di assedio e di conquista e quindi 12 Guide e Scouts San Benedetto erano lontani da casa e dalle donne. Anche tra i guerrieri Samurai giapponesi è stata presente per gli stessi motivi degli Spartani. Per tutto il medioevo europeo la sua presenza è stata quantitativamente fluttuante anche per la severità con cui veniva punita dalle autorità civili e religiose. Era presente, più come bisessualità, tra i musulmani e nelle civ iltà precolombiane soprattutto tra i Maya e gli Aztechi. Nel Rinascimento era riservata ai benestanti (omosessualità aristocratica) e aveva un forte elemento ideologico estetizzante (omosessualità estetica). In relazione a quest’ultimo aspetto si pensi a Michelangelo e alle sue produzioni artistiche! Macchiavelli in una lettera del 1514 descrive ad un suo amico le a v v e n t u r e n o t tu r ne d i u n lo r o conoscente Giuliano Brancacci che a Firenze va alla ricerca di esperienze omosessuali. Questa testimonianza, insieme ad altre, getta luce sul fenomeno della prostituzione

[close]

p. 13

Cammino n.74/75 omosessuale in quel periodo. In epoca controriformista, il fenomeno sembrò ridursi anche per la nuova ondata di ritorno alla vita cristiana che si notò tra il popolo. Nei primi anni del Settecento a Brescia, scoppiò uno scandalo a causa del comportamento omosessuale del direttore di un collegio cittadino tale don Giuseppe Beccarelli. In ambito giuridico, con la Rivoluzione francese le cose cambiarono. La Rivoluzione nel 1791, sulla base dei principi filosofici dell’illuminismo, abolì quelli che definì reati immaginari: la stregoneria, l’eresia e la sodomia. Il Codice napoleonico conservò tale decisione, pur introducendo alcune misure restrittive di polizia relative all’offesa alla pubblica decenza che potevano essere usate per reprimere l’omosessualità. Per tutto l’Ottocento e la prima metà del Novecento l’omosessualità è LA SFIDA EDUCATIVA presente soprattutto nelle classi più alte. Dopo il seco nd o dop og uer r a il fenomeno, specie nei Paesi anglosassoni, si diffuse e si organizzò socialmente. D a q u es t a b re v e r ic o s t r u z io ne storica che varrebbe la pena approfondire in altre occasione, emerge che l’omosessualità è presente come tendenza (si pensi alla prostituzione maschile di epoca classica e rinascimentale) e come comportamento (guerrieri spartani e samurai). E’ una distinzione fondamentale che va tenuta sempre in considerazione per comprendere l’omosessualità nella sua complessità. Oggi si assiste ad una forte diffusione del fenomeno soprattutto nei Paesi occidentali e a una forte organizzazione del movimento di pressione sociale gay con un irrigidimento sulle richieste quali il matrimonio, l’adozione, ecc. Cura pastorale delle persone omosessuali Nel 1986 veniva pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede la Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali. […]Le persone omosessuali sono chiamate come gli altri cristiani a vivere la castità. Se si dedicano con assiduità a comprendere la natura della chiamata personale di Dio nei loro confronti, esse saranno in grado di celebrare più fedelmente il sacramento della Penitenza, e di ricevere la grazia del Signore, in esso così generosamente offerta, per potersi convertire più pienamente alla sua sequela.[…] Guide e Scouts San Benedetto 13

[close]

p. 14

LA SFIDA EDUCATIVA Cammino n.74/75 Nel libro edito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con il nome “Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati” giunto alla sua decima revisione (noto come ICD-10), tra le oltre 2000 malattie ivi classificate sono facilmente riscontrabili quelle descrizioni di patologie sovrapponibili ai noti quadri clinici propri delle condizioni di omosessualità. di Marcello Arena Medico e bioeticista pratica erotica»(2). Nel linguaggio comune, il termine omosessuale viene spesso sostituito da espressioni come gay o, nei paesi di lingua anglosassone, queer, che si riferiscono piuttosto a un’identità socio -politica e a uno stile di vita peculiare di alcuni individui omosessuali (3). Prima di affrontare l’annoso problema se l’omosessualità è da annoverare nell’ambito della patologia o meno, giova ricordare i concetti di malattia e di normalità: - la malattia di norma è intesa come una «condizione abnorme e insolita di un organismo vivente, animale o vegetale, caratterizzata da disturbi funzionali, da alterazioni o lesioni -osservabili o presumibili, locali o generali- e, nel caso di animali a elevata organizzazione nervosa, da comportamenti inconsueti riconducibili a sofferenza psicofisica»(4); - per contro, il concetto di normalità è inteso come «carattere, condizione di ciò che è o si ritiene normale, cioè regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico, con riferimento al modo 1. Introduzione L’omosessualità è un tema di scottante attualità, essendo divenuto oggetto di scontro ideologico tra coloro che ne affermano il carattere di normalità e quanti, invece, ritengono che appartenga al campo della patologia. Per affrontare questo tema così delicato e controverso occorre innanzitutto procedere con g r a n d e o n e s t à in t e l l e t t u a le e , soprattutto, morale, rifiutando ogni precomprensione di tipo ideologico o religioso. 2. Definizioni preliminari Tra le più accettate definizioni di omosessualità, si annoverano: - «Per omosessualità s’ intende un’attrazione sessuale verso persone del proprio sesso. Si contrappone ad eterosessualità»(1); - «Tendenza a rivolgere l’interesse libidico verso persone del proprio sesso, che può essere presente in forme e gradi diversi, ora latente e inconsapevole, ora manifesta e più o meno inibita o realizzata come 14 Guide e Scouts San Benedetto

[close]

p. 15

Cammino n.74/75 LA SFIDA EDUCATIVA di vivere, di agire, o allo stato di s a lu t e f i s ic a o p s ic h ic a , d i u n individuo» (5). 3. Interpretazioni A tutt’oggi, quel che si può affermare con certezza è che, sulla base della evidente bipolarità sessuale uomo/donna, l’orientamento eterosessuale è innato (in-naturae), ma può subire cambiamenti o modificazioni a causa di particolari interazioni del soggetto con l’ambiente familiare e sociale, generando un orientamento omosessuale (6). Nell’indagare le cause dell’omosessualità si sono configurate in letteratura due scuole di pensiero contrapposte: - l’una organicistica, che si rifà al sesso dell’individuo nella sua dimensione biologico-genetica; - l’altra comportamentistica , incentrata sugli aspetti educativi e socioculturali che incidono sulla assunzione di ruoli legati al genere maschio/femmina. Tali approcci si classificano all’interno di due grandi orientamenti teorici, che stanno a fondamento delle differenti prospettive di analisi della s e s s u o l o g i a m o d e r n a n e l l ’ i n t e r p r e t a z i o n e dell’omosessualità: a. la prospettiva essenzialista : Guide e Scouts San Benedetto 15

[close]

Comments

no comments yet