CatAnIA Anno I Numero 2 / s.s. 2013-2014

 

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Il secondo numero della rivista più famosa della sezione arbitri di Catania.

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Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989) n.2 CatAnIA Associazione Italiana Arbitri 1

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Redazione CatAnIA Anno I n.2 / S.S. 2013-2014 Federazione Italiana Giuoco Calcio Associazione Italiana Arbitri – Sezione di Catania Piazza Cavour,19 – 95125 Catania (CT) Tel 095/441827 – Fax 095/438297 DIRETTORE Longo Cirino CAPO REDATTORE Salvatore Contrafatto COMITATO DI REDAZIONE Emanuele Amato, Cristina Anastasi, Antonino Di Rosa, Francesco La Ferrara REALIZZAZIONE GRAFICA E IMPAGINAZIONE Salvatore Di Stefano E-mail: rivista@aiacatania.it Gli articoli della rivista "CatAnIA" possono essere riprodotti, previa specifica autorizzazione, alla esplicita condizione che non vengano modificati e che ne sia citata la fonte. In copertina: I due talent Catanesi calcio a 11 Luigi Augello (dx) e Ferdinando Toro (sx). Scritta dagli arbitri per gli arbitri! 2

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SOMMARIO 4 Il Progetto Talent Online solo sul sito AIA CATANIA 20 Uno sguardo al regolamento 13. Foto del mese 14. Tre nuovi arbitri in rosa di Cristina Anastasi 16. AIA Catania ieri e oggi: Diego Garofalo di Salvo Contrafatto 18. L’Angolo del Polo 22 Progetto TOP Referee 3 a cura di Agostino Spadaro 21. Notizie in breve

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IL PROGETTO TALENT Il progetto Talent & Mentor in Italia nasce in seguito alla sottoscrizione, da parte dell’AIAFIGC, della UEFA Referee Convention nel 2009: iniziativa già presente in altre federazioni straniere, prevede l’individuazione e la formazione di giovani arbitri in possesso di caratteristiche che ne rendano interessanti le potenzialità. Il Settore tecnico, i CRA e i Mentor lavorano a stretto contatto tra loro al fine di trasmettere un importante carico di conoscenze ed esperienze ai promettenti arbitri; questi ultimi hanno così un’opportunità di crescita unica, data dal fatto di essere seguiti, monitorati e consigliati da formatori d’indubbia preparazione. Il CRA Sicilia, per la stagione in corso, ha la possibilità di avvalersi di due Mentor per il . calcio a undici, Ugo Pirrone di Catania e Giovanni Vetri di Enna, e uno per il calcio a 5, Salvatore Spada di Trapani. I Talent siciliani si suddividono in: otto arbitri per il calcio a 11 (tra cui il catanese Ferdinando Toro), tre arbitri per il calcio a 5 ed anche due assistenti per ciascuna Sezione che rientrano in un progetto sperimentale volto proprio ai collaboratori del direttore di gara. La sezione di Catania vanta, quindi, la presenza di una guida di notevole esperienza per i promettenti arbitri che si apprestano a calcare i più importanti campi regionali; l’ing. Pirrone, dirigente scolastico, ha ricoperto numerosi incarichi all’interno della nostra associazione: ha assunto tutti i ruoli possibili a livello sezionale, ha supportato mansioni in seno al CRA e fatto parte del Settore Tecnico AIA. Una particolarità, rara nel suo genere, è l’aver assunto la presidenza di due distinte sezioni, Acireale prima e Catania poi. Aderisce al modulo Talent & Mentor proprio nell’anno in cui si dà avvio al progetto: programma, quindi, che vede personalmente nascere e svilupparsi sino a oggi, e per questo abbiamo voluto rivolgergli alcune domande per raccontarci l’iniziativa della UEFA. Come nasce il progetto Talent & Mentor? “Inaugurare una nuova esperienza porta con sé delle difficoltà iniziali: la migliore gestione del . 4

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Nella foto a sinistra: I due talent catanesi del calcio a 11 Ferdinando Toro (sx) e Luigi Augello (dx). Nella foto a destra: Una caricatura della carta d’identità dell’ingegnere Ugo Pirrone, dove troviamo tutti i ruoli che ha ricoperto nell’AIA dal 1972 ad oggi. neo-progetto, i giusti parametri da adottare e le finalità da perseguire sono tutti elementi che si sono affinati nel corso dei primi due anni in particolare”. Quali sono i risultati raggiunti a oggi? “Grazie al Settore tecnico, si è sviluppato tanto materiale come supporto didattico per i giovani direttori di gara. Negli ultimi tre anni vi è un’attenzione particolare nei confronti di questo progetto e sono stati definiti criteri di selezione più specifici; inizialmente erano state definite delle direttive in merito a: età dei ragazzi (18-21 anni) ed esperienza al CRA (almeno mezza stagione). Oggi, inoltre, viene considerato anche il valore dell’arbitro nella sua totalità analizzando il decorso della carriera e cercando di individuare le giuste potenzialità del futuro Talent”. A livello personale, cosa significa essere Mentor? “I ragazzi acquisiscono molto in termini di esperienza e crescita arbitrale, ma anche il Mentor riceve tanto dal lato umano: ciascun Talent ha personalità e peculiarità diverse e, personalmente, posso dire di essere stato coinvolto dalla grande motivazione di questi giovani. Lasciare incarichi più “istituzionali” per 5

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iniziare una nuova avventura è stato un modo per tornare in discussione e mettermi in gioco al fianco dei ragazzi: alla lunga, è stata una scommessa ampiamente vinta. Oggi vi è un alto coinvolgimento dell’AIA per il modulo Talent & Mentor ed è in crescita l’interesse esterno nei confronti di questa iniziativa”. per affinare il proprio intervento. Un ragazzo ha bisogno di ricevere i giusti correttivi e certe argomentazioni devono essere privilegiate, al fine di incentivare e promuovere l’attività arbitrale”. TALENTO, CRESCITA ED ESPERIENZA: Qual è stato il rapporto con i Talent della sezione di Catania? “Finora ho avuto l’opportunità di seguire tre Talent della sezione etnea: Emmanuele Di Gregorio, Luigi Augello e, tuttora, Ferdinando Toro. Sono ragazzi con caratteristiche diverse tra loro ma c’è una particolarità, per ciascuno, che ho avuto modo di apprezzare: Emmanuele ha un’ottima gestione dei rapporti interpersonali; Luigi una personalità notevole; e Ferdinando, tra le eccezioni poiché trattasi di un neo-immesso al CRA e subito Talent, possiede un’alta preparazione tecnica”. Intervista a Emanuele Di Gregorio (al centro nella foto in basso a destra), primo arbitro della Sezione di Catania a essere stato selezionato per il progetto Talent & Mentor. Emanuele, cosa ti ha trasmesso questo progetto da un punto di vista tecnico? “Sicuramente è stata un’esperienza formativa cui è seguita un’importante crescita tecnica. L’aspetto tecnico che più di tutti ho affinato è stato la “lettura della gara”: grazie agli insegnamenti del mio Mentor Pirrone, oggi riesco a capire sin dalle prime battute di gioco il tipo d’incontro che ho davanti e, quindi, adeguo i provvedimenti tecnici e disciplinari per gestire al meglio la partita”. In che modo i Mentor possono far crescere ulteriormente l’AIA? “Grazie anche al piano sperimentale per gli assistenti arbitrali, i Mentor hanno l’opportunità di seguire personalmente i ragazzi in attività nei loro rispettivi ruoli. Tuttavia, ciò che potrebbe essere auspicabile per la stessa crescita dei giovani associati, sarebbe un progetto di formazione simile destinato agli osservatori anche a livello provinciale: occorre una maggiore discussione attorno al momento fondamentale del colloquio di fine gara e gli osservatori dovrebbero essere preparati e seguiti al meglio . . 6 Parlaci del tuo rapporto con il Mentor. “Avere come Mentor una persona squisita come Ugo Pirrone indubbiamente mi ha aiutato tantissimo; oltre ad essere una figura sapiente e preparata, è stato anche un ottimo insegnante, nel senso che lui ha la straordinaria capacità di rendere semplici quei concetti che all’apparenza potevano sembrare complicati.

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Pirrone per me, oltre ad essere stato un maestro in campo, è stato anche un amico fuori dal campo; la sua dedizione al progetto è stata totale: dai consigli pre-gara alla preparazione durante la settimana. Infatti, aldilà della prestazione arbitrale in sé, pretendeva di essere sempre informato sullo stile di vita che conducevo, curava ogni dettaglio, dagli allenamenti all’alimentazione; con questo modo di fare riusciva a caricarmi in maniera incredibile facendomi arrivare alla partita in perfetta forma psico-fisica”. A proposito, com’erano organizzati i “primi” raduni dei talent? “Il raduno era inserito all’interno di un raduno regionale, dove a noi talent era riservata una saletta in cui discutere singolarmente dei nostri dubbi, episodi ed eventuali problemi. All’interno di questa saletta erano presenti sempre i presidenti sezionali, i mentor e, inoltre, intervenivano personaggi di spicco dell’AIA come O.T. nazionali e regionali. Nel raduno ad Agrigento, ad esempio, tra i tanti interventi ricordo benissimo quello del presidente Nicchi che in quell’occasione ci illustrò l’importanza di questo progetto, l’investimento che era stato fatto su di noi e le prospettive di crescita. Da un punto di vista tecnico, i raduni dei talent non erano tanto diversi dai “classici” raduni regionali (tant’è che metà raduno era comunque fatto con gli altri arbitri CRA): l’unica differenza stava nel fatto che si affrontavano episodi più specifici che riguardavano ognuno di noi e, quindi, vi era una maggiore personalizzazione”. Emanuele, parlaci in breve della tua esperienza. “Sono arrivato al CRA a 22 anni e dopo solo quattro gare in Prima Categoria sono entrato a far parte di questo progetto per via della media voto più alta della mia sezione; contestualmente ho esordito in Promozione e, a fine progetto, in Eccellenza. E’ stato sicuramente un bel periodo: essere stato scelto come talent, oltre a darmi tanti stimoli, mi ha coperto di responsabilità perché in quel progetto non rappresentavo solo me stesso ma anche il mio . Mentor, la mia sezione e i miei colleghi che in me vedevano un esempio. L’unico rammarico è stato la breve durata del progetto. Inoltre avrei avuto il piacere di partecipare al raduno dei talent a Coverciano (come avviene oggi), ma eravamo agli inizi e in quel periodo non era previsto”. 7

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di gioco in macchina col Mentor mi permetteva, a fine gara, di chiarirmi i dubbi affrontando con lui ogni singolo episodio di gioco”. Cosa ti ha lasciato questa esperienza? “L’aver arbitrato tante partite di 1^ categoria mi è servito tantissimo perché il maturare“più lentamente” mi ha permesso di. poter migliorare nei piccoli aspetti poiché il Mentor (a differenza di un osservatore) non dovendoti dare un voto a fine gara, si può concentrare sui dettagli che magari per un osservatore sono trascurabili (anche per una questione di tempo) ”. … da Agrigento a Coverciano A distanza di cinque anni dall’esordio di Emanuele Di Gregorio all’interno del progetto Talent & Mentor, due giovani e promettenti Talent della sezione di Catania, Ferdinando Toro e Luigi Augello, raccontano la loro esperienza al termine di un anno ricco di grandi soddisfazioni (culminate per entrambi con l’esordio in Promozione), sempre sotto la sapiente regia dell’esperto Mentor Ugo Pirrone. Luigi, a distanza di un anno, qual è il miglioramento in cui vedi maggiormente la “mano” del tuo mentor? “Sicuramente il capire il momento in cui: Luigi, parlaci del tuo rapporto col Mentor. “Anzitutto è chiaro che avere come Mentor un esperto del calibro di Ugo Pirrone, uno che ne capisce parecchio di arbitraggio, per me è stata una cosa molto vantaggiosa. Grazie ai suoi consigli ho avuto l’opportunità di crescere, partita dopo partita, sotto il profilo tecnico e comportamentale. Dal punto di vista umano, inoltre, ho trovato una persona molto disponibile e il fatto stesso di recarmi ai campi . 8 richiamare, il momento in cui ammonire e come ammonire; questi sono stati gli aspetti che ho migliorato tantissimo grazie al mio Mentor”. A proposito del raduno di Coverciano, come hai vissuto il rapportarti con gli altri talent? “Il confronto con gli altri talent è anzitutto un confronto con altri colleghi, per cui è sempre utile e stimolante. A maggior ragione perché .

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questi confronti sono “veicolati” da figure esperte quali appunto i Mentor che avendoci seguito nella nostra crescita sono in grado di darci le giuste dritte e le giuste motivazioni”. episodio che mi capita in campo”. Ferdinando cosa ha significato per te far parte di questo progetto? “Per me è stata un’esperienza importante che auguro a tutti i colleghi. Un’esperienza di vita che mi ha formato dal punto di vista arbitrale (tecnico e regolamentare), ma anche dal punto di vista umano ed estetico. Decisiva in tal senso è stata la figura di alto profilo del mio Mentor Ugo Pirrone che mi ha migliorato sotto tutti i punti di vista, prestando particolare attenzione ai dettagli come ad esempio lo stile”. Luigi, cosa ti ha lasciato l’esperienza di Coverciano? “A Coverciano nonostante siamo stati solo due giorni (molto intensi), da un punto vista tecnico, sono cresciuto tantissimo. Lì, infatti, non ci si limitava a giudicare il singolo episodio: si andava “oltre” cercando di inquadrare ogni episodio, dandogli una sorta di regola generale da applicare poi in futuro; in poche parole a Coverciano, durante le lezioni tecniche, quando era proiettato un video, la domanda non era: E’ rigore? bensì la domanda era: perche è rigore?, ed è stato proprio quel “perché” a darmi il metodo che ancora oggi mi permette di giudicare con più consapevolezza ogni . . Com’è stato il tuo rapporto con il Mentor? “Per me il Mentor è stato un punto di riferimento, una figura di alto profilo e grande esperienza. Nella foto in alto a sinistra: L’arbitro Talent Ferdinando Toro durante una gara. Nella foto a lato da sinistra: Agostino spadaro, Bruno Rizzo, Cirino Longo, Ferdinando Toro, Ugo Pirrone, Roberto Fraggetta e Luigi Augello al raduno di fine campionato s.s. 2013/2014 9

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E’ stato sicuramente grazie ai suoi consigli e al suo lavoro se sono riuscito a raggiungere certi livelli arrivando a esordire in Promozione. Con lui ho avuto un rapporto eccezionale, ogni suo consiglio al pari di ogni suo rimprovero era accettato in maniera costruttiva perché in me c’era la consapevolezza che quello era un momento di crescita”. Qual è stata la cosa che ti ha dato più soddisfazione? “L’essere apprezzato dai vari O.T. soprattutto per quanto riguarda gli aspetti tecnici e regolamentari espressi grazie al lavoro del Mentor”. Ferdinando, parliamo del tuo primo raduno a Coverciano: quali sono state le tue sensazioni? “L’ambiente di Coverciano e il confrontarsi con arbitri di esperienza nazionale e internazionale ti fa capire cosa potresti diventare e questo ti da grandissime motivazioni nel cercare di limare i tuoi difetti mettendo in atto tutti i consigli del Mentor”. Da Settembre anche “Assistenti Talent ” Da settembre 2013 anche gli assistenti arbitrali regionali, in via sperimentale, hanno avuto la possibilità di aderire al progetto UEFA "Talent e Mentor". La Sicilia insieme ad altre regioni è stata promotrice dell'idea in vista della definitiva approvazione del progetto a partire dalla stagione prossima. Infatti, attualmente sono stati selezionati due assistenti per ogni sezione con determinate caratteristiche fisiche tecniche e pure in base all'età anagrafica e agli anni di appartenenza al cra. La sezione di Catania vede due suoi membri prendere parte a tale progetto, Silvestro Messina e Antonio Ferlito, entrambi classe 1990. Silvestro ci racconta come ha ricevuto la lieta notizia dell'inserimento in questo progetto: "Ho ricevuto la notizia del mi . 10

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Nella foto a destra: I due assistenti talent Antonio Ferlito (sx) e Silvestro Messina (dx). Nella foto a sinistra: L’arbitro Talent Luigi Augello durante una gara. inserimento nell'organico talent tramite una mail del presidente Cra Pippo Raciti che nel frattempo si congratulava con me per il traguardo raggiunto. La felicità è stata doppia perchè ho appurato che il mio compagno di avventura sarebbe stato Antonio, mio grande amico nella vita." Antonio invece ci dice "ho provato un enorme incredulità leggendo la mail, non potevo credere di essere stato scelto ma l'emozione è stata subito soppiantata dalla voglia di meritarmi tale riconoscimento migliorando sempre di più in campo". Il progetto prevede che ogni coppia di assistenti deve essere accoppiata ad un talent arbitro per almeno 3 gare nell'arco della corrente stagione sportiva. I due assistenti catanesi hanno ricevuto al momento una sola visionatura da parte del Mentor Ugo Pirrone, nella delicata gara di Promozione Ciappazzi - Santangiolese, dove hanno coadiuvato l’arbitro palermitano Giorgio Piazza. Entrambi hanno definito Pirrone preparatissimo dal punto di vista tecnico, una . 11 figura di grandissima esperienza che non a caso è stato scelto per questo importantissimo progetto. Un punto di partenza e non di arrivo per Antonio e Silvestro, uno sprono per dare sempre il massimo per loro e per i tanti colleghi che si allenano giornalmente al polo di allenamento. Silvestro e Antonio mandano un ringraziamento particolare al Presidente del Cra Sicilia Giuseppe Raciti, i designatori degli assistenti Michele Giordano e Bruno Rizzo e il presidente sezionale catanese Cirino Longo.

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L’arbitro CAI Davide Musumeci durante l’incontro Legnano – Sant’Angelo 1907 (Eccellenza Lombarda) valevole per la 13a di campionato 2013/2014. Invia anche tu la tua foto a rivista@aiacatania.it, ogni mese la migliore verrà pubblicata. 13

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Tre nuovi arbitri in rosa Gli ultimi venticinque anni di storia dell’A.I.A. hanno segnato la nascita e lo sviluppo della figura della donna Arbitro. Il 1990 apre le porte al sesso femminile e le donne sono ammesse a svolgere la professione arbitrale sui campi di calcio di tutta Italia: è il momento in cui cade, almeno formalmente, il muro dei pregiudizi di una tradizione storicamente maschile dell’arbitraggio; nello stesso tempo, le donne accolgono la “sfida” di competere in un ambito del tutto ostile alla figura femminile. Il cambiamento rientra in una vera e propria rivoluzione culturale che intende rendere la donna equivalente all’uomo in materia di diritti e opportunità; tale corrente permea dapprima la società civile e lo sport viene a rappresentare il contesto ideale in cui poter porre i due sessi sul medesimo piano. Se dal 1990 si è dato luogo a una “accoglienza” delle donne nel mondo arbitrale, è giusto porsi oggi l’obiettivo di una totale integrazione tra i due sessi con la possibilità di raggiungere questo traguardo solo attraverso la conoscenza e l’educazione che deve interessare, prima di tutto, gli associati stessi. Ancor prima di scendere in campo, infatti, la donna si trova nella situazione di essere “altro” e di stabilire una relazione necessariamente diversa da un allievo che si accinge a entrare a far parte del mondo arbitrale. Proprio il momento della formazione rappresenta il primo passo, la prima forma di contatto tra l’A.I.A. e le aspiranti colleghe: costituisce, pertanto, la fase più significativa in cui l’associazione deve dimostrare di credere nella donna e di voler valorizzare il suo ruolo. La Sezione di Catania, in occasione dell’ultimo corso, ha avuto il piacere di promuovere al ruolo arbitrale tre giovani donne: Rossella Alberini, Cristina Lunelio e Micaela Longo. A loro abbiamo voluto chiedere impressioni ed emozioni provate, attraverso qualche domanda. 14

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Ragazze, quali motivazioni vi hanno spinto a intraprendere l’attività arbitrale? “Innanzitutto la passione per il calcio, praticato A breve indosserete la divisa e scenderete in campo: con quali aspettative? a livello amatoriale o soltanto visto in tv. E’ un’attività che permette di mettersi in gioco, che può creare nuovi stimoli e divertimento come qualsiasi altro sport”. Quali sono le impressioni sul corso arbitri al quale avete partecipato? “I responsabili del corso sono molto preparati vista dell’esordio, viviamo emozioni opposte ma compresenti: da una parte, la paura di poter sbagliare e la tensione di avere tanta responsabilità; dall’altra, la grande voglia di andare in campo e iniziare un percorso nuovo e ricco di sfide”. Alle neo-colleghe non si può che augurare di vivere con estrema positività il ruolo arbitrale: l’A.I.A. è una scuola di vita che permette di sfidare i propri limiti domenica dopo domenica; ciascuna partita è un confronto con sé stessi attraverso il quale è possibile imparare, ogni volta, qualcosa di nuovo per la crescita arbitrale e umana. È quanto mai necessario promuovere e sostenere la presenza della donna nel settore arbitrale, che può essere protagonista sia nell’attività agonistica sia, opportunamente e per merito, presente all’interno degli organi tecnici sezionali, regionali e nazionali. Un’integrazione maggiore è forza per l’Associazione stessa, stimolo per il confronto e per una più intensa cooperazione, al fine di rendere la famiglia dell’A.I.A. una famiglia fatta di uomini e di donne. “In e, soprattutto, disponibili a chiarire qualunque dubbio o perplessità. E’ stata un’esperienza davvero positiva aldilà di come procederà la nostra attività arbitrale: abbiamo avuto l’opportunità di acquisire nozioni importanti ma anche di conoscere formatori e colleghi sui quali poter fare affidamento”. Come hanno reagito familiari ed amici al fatto che voi abbiate scelto di diventare un arbitro? “Le reazioni sono state diverse ma molti non si sarebbero aspettati una tale scelta. Allo scetticismo iniziale, tuttavia, è subentrata una sincera partecipazione di amici e familiari”. Nella foto a sinistra: L’arbitro Cristina Lunelio durante una gara. Nella foto a destra: Le colleghe Rossella Alberini (sx) e Micaela Longo (dx) in sezione. 15

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