Colletti Verdi Aprile 2014

 

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Colleti Verdi Aprile 2014

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Spedizione in A.P. - Tariffa R.O.C.: “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NE/PD” - Autorizzazione Tribunale di Forlì, N. 642/84 Direttore Responsabile Prof. Mentore Bertazzoni Direzione, redazione e amministrazione: SOCIETÀ EDITORIALE NEPENTHES s.r.l. Poste Succursale n. 1 - 47122 Forlì Tel. 0543.723771 - Fax 0543.795569 ATTENZIONE! In caso di mancato recapito, rinviare all’Ufficio di Padova per la restituzione al mittente che si impegna a corrispondere la tariffa dovuta. CO VE R ST OR Y È NATA LA CONSULTA FITOSANITARIA! Editato dal 1984 al 2011 con il nome ISSN: 1722-5779 La Previdenza in salde mani L'INNOVAZIONE DI PREGEO 10 PREGEO 10 Periodico mensile di economia, politica, scienze agrarie, zootecniche, ambientali e naturali VINITALY 2014 155.000 VISITATORI Aprile 2014 N. 4 Anno XXXI

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www.giornatanazionaledellaprevidenza.it Venerdì 16 maggio ore 14,30 - CONVEGNO A MILANO L'Enpaia per il welfare integrativo in agricoltura Il 16 maggio in occasione della Giornata della Previdenza, presso il Palazzo della Borsa a Milano in Piazza degli Affari 6, si terrà il Convegno "L'Enpaia per il welfare integrativo in agricoltura". É prevista la partecipazione dei rappresentanti del Governo, dei segretari dei Sindacati Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil, Confederdia, Cida e dei presidenti delle Organizzazioni Professionali, di Confcooperative, dell'Anbi e dello Snebi. L'Enpaia, Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura, è divenuta Fondazione nel 1995 ai sensi del decreto legislativo 509/94. É il più significativo Ente bilaterale del comparto agricolo. Attualmente gestisce il Fondo del TFR, il Fondo della Previdenza Integrativa e l'Assicurazione degli Infortuni per tutti gli impiegati e gli addetti dell'agricoltura; il TFR per i Consorzi di Bonifica e le Casse di Previdenza dei Periti Agrari e degli Agrotecnici. Nel 2002 l'Enpaia ha assunto la gestione del Service del Fondo Pensione Integrativa di FILCOOP e dal 2007 gestisce il Service direzionale-amministrativo di AGRIFONDO, il Fondo Pensione impiegati e operai agricoli. L'Enpaia, dal 1° gennaio 2014 gestisce il Service direzionale-amministrativo dei tre Fondi Sanitari Integrativi del comparto agricolo FIA - FIS - FIDA. Durante le tre giornate della manifestazione saranno presenti tutti i membri del Comitato, a disposizione degli iscritti alla Cassa ed all'Albo. Per maggiori informazioni e per definire un appuntamento durante la manifestazione contattare l'Agr. Dott. Alessandro Maraschi al numero 338/85.461.74

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SOMMARIO 8 Professione Agrotecnico 17 24 26 28 29 32 34 34 "Canapa" in Piemonte Il Presidente degli Agrotecnici delle Marche si racconta Storie di vita... di Agrotecnici Gare Nazionali di Agraria: le premiazioni! ITS Agroalimentare d'Abruzzo: i "primi" diplomi L'Istituto Agrario "Spallanzani" si presenta 38 Attualità 46 4 14 16 17 18 20 21 23 La Previdenza in salde mani É nata la "Consulta Nazionale Fitosanitaria" La Federazione Agrotecnici Sicila si rinnova! Cassino: Career Day e Agrotecnici Vieni a conoscere gli Agrotecnici! L'Albo incontra i laureati della Facoltà di Agraria PREGEO 10: "L'evoluzione dell'approvazione automatica" In soccorso della fauna ferita 36 38 39 41 42 43 Fiere Giovani imprenditori in agricoltura 1756-2014: 261 candeline per i Georgofili Verso il nuovo PSR Calabria 2014/2020 Terra dei fuochi, scatta il divieto di vendere i prodotti agricoli Il BCFN diventa fondazione e lancia il Protocollo di Milano online Tecnica Il pesce Iasma Informa 35 Vino: in casa "invecchia" 4 volte più rapidamente 45 Vinitaly 2014 Per esigenze di spazio su questo numero non sono state pubblicate le rubriche "Lettere al Direttore", “Vita dei collegi”, “Panorama Regionale”, “Dicono di noi”, “Mercatino”, “Tempi di recapito” e “Aziende Informano”. Ce ne scusiamo con i lettori. L’aforisma del mese Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall'alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi. Gabriel García Márquez Per la pubblicità su questa rivista: NEPENTHES S.r.l. Poste succursale n. 1 - 47122 Forlì Tel. 0543.723771 Fax 0543.795569 info@agro-oggi.it CONTRO I RITARDI POSTALI LEGGI “COLLETTI VERDI” ONLINE NEL SITO WWW.AGROTECNICI.IT Direzione, Redazione e Amministrazione SOCIETÀ EDITORIALE NEPENTHES SRL Poste succursale n. 1 - 47122 Forlì Tel. 0543 723771 - Fax 0543 795569 E-mail: info@agro-oggi.it Autorizzazione Tribunale di Forlì 24/12/1983, N° 642 Iscrizione al R.O.C. n. 906 IVA assolta dall’editore ai sensi dell’art.74, 1° comma, lettera C del D.P.R. 633/1972 e art. 1 del D.M. 29/12/1989. La ricevuta di pagamento di conto corrente postale è documento idoneo e sufficiente per ogni effetto contabile non si rilasciano fatture. e pertanto pe Questa rivista è stampata col sole. Q Fondato da ROBERTO ORLANDI il 4 maggio 1984 Direttore responsabile: MENTORE BERTAZZONI La testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 Coordinatrice di redazione: Gloria Miserocchi In Redazione: Alessandro Basso, Mauro Bertuzzi, Moreno Dutto, Davide Frumento, Marcello Ortenzi, Maurizio Ranucci, Gaetano Riviello, Davide Giuseppe Ture. Hanno collaborato a questo numero: Pasquale Cafiero, Roberto Orlandi, Anita Mallozzi, Valentino Laiti, Valentina Sorana, Raffaella Tassinari, Enrico Mencherini, Paolo Trani, Costantina Baldino, Giovanni Vacca, Teresita Russo, Mauro Bertuzzi, Giovanni Sogari Abbonamento annuo: Italia Euro 26,00 Estero Euro 42,00 Arretrati: un numero Euro 5,00 Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Fotocomposizione - Fotolito Stampa: Grafica Veneta s.p.a. - Trebaseleghe Grafica e impaginazione: CartaCanta soc. coop. Forlì Questa rivista è stata chiusa in tipografia il 18 aprile 2014

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ER V CO RY O ST APRILE 2014 La Previdenza in salde mani Piena riconferma del Comitato Amministratore della Cassa di Previdenza degli Agrotecnici. Cambia invece il Presidente della Fondazione. alla indizione delle elezioni ed alla possibilità di candidarsi, e la seconda recante l’elenco dei candidati, il certificato elettorale e la scheda di votazione. Il meccanismo di voto previsto dal Regolamento elettorale è particolarmente garantista e comodo; si vota infatti per posta con buste che assicurano l’anonimato e che vengono inviate ad un Notaio, garante di tutta la procedura. Infine, ad ulteriore garanzia, lo spoglio dei voti è pubblico ed in questo caso è avvenuto il 26 marzo 2014. Gli esiti hanno ampiamente premiato il Comitato uscente, interamente riconfermato. Del resto i risultati che la Cassa previdenziale degli Agrotecnici ha realizzato negli ultimi anni sono stati di assoluto rilievo e chi li ha realizzati non poteva non risultarne -peraltro giustamente- premiato. Ma quali sono stati questi risultati? Li vedremo meglio descritti più avanti, nell’illustrazione del bilancio consuntivo 2013. Ma sicuramente si possono indicare l’avere mantenuto ferme le aliquote previdenziali al 2% (contributo integrativo) ed al 10% (contributo soggettivo), mentre altri sono stati costretti ad alzare queste aliquote o si apprestano a farlo. Il versamento minimo dovuto, poi, è molto basso (appena 300,00 €), mentre quello di altre Casse è anche di diverse volte superiore. Aliquote ridotte e contributi minimi non impediscono certamente agli iscritti di crearsi una più robusta pensione perché, chi vuole, può versare di più e scegliersi aliquote più alte (fino al 26%), ma il vantaggio assicurato dalla Cassa previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è la libertà lasciata agli iscritti di decidere, anno per anno, quanto versare, ferma l’aliquota minima. E non vi è dubbio che essere liberi di decidere, secondo le proprie personali esigenze, quanta parte del proprio reddito destinare alla futura pensione è un vantaggio rilevantissimo ed una opportunità che altri professionisti possono solo invidiare. Un giovane che inizia l’attività e deve aprire lo studio ed attrezzarlo, piuttosto che non sposarsi o comperare casa, potrà così scegliere l’aliquota più bassa, mentre il profes- S i sono concluse, con lo spoglio delle schede in seduta pubblica, le elezioni per il rinnovo del Comitato Amministratore della Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati “inclusa nell’ENPAIA”. Questa definizione è un tecnicismo giuridico, ai più incomprensibile, che rimanda alle origini della Cassa di previdenza degli Agrotecnici (parliamo del lontano 1996); la categoria, con lungimiranza, scelse non già di costituire una propria autonoma Cassa previdenziale, partendo da zero, ma decise -sfruttando una possibilità giuridicamente prevista- di “includersi” in un Ente previdenziale già esistente, individuato nella Fondazione ENPAIA (che già erogava previdenza nel settore, ma di “secondo pilastro”, mentre quella degli Agrotecnici è di “primo pilastro”). Scelta lungimirante, si è detto, perché in tal modo le spese di avviamento sono state molto contenute, garantendo la massimizzazione del rendimento previdenziale. Tanto è vero che quella brillante intuizione venne poco dopo imitata anche dalla similare categoria dei Periti agrari, che la replicarono pari pari. Ma l’inclusione degli Agrotecnici è stata ben costruita anche sotto il profilo dell’autonomia, per larga parte garantita dalla presenza di un “Comitato Amministratore” (distinto e diverso dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione ENPAIA), nel quale gli Agrotecnici hanno la maggioranza (sei membri su nove) e che di fatto “governa” la previdenza professionale. L’unico vero prezzo pagato dagli Agrotecnici nell’inclusione nella Fondazione ENPAIA è quello di non avere un loro Presidente, ma a questo è stato supplito con la nomina di un “Coordinatore” nel Comitato Amministratore la cui durata è fissata in quattro anni. Il Comitato è venuto in scadenza alla fine del 2013 e le operazioni di voto si sono svolte, secondo un rigido protocollo, nei mesi successivi; ciascun iscritto (in posizione di regolarità) alla Cassa previdenziale ha ricevuto direttamente presso la propria abitazione due comunicazioni, la prima relativa Iscritti in crescita e costi bassi caratterizzano la Cassa Agrotecnici/ ENPAIA 4

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PROFESSIONE AGROTECNICO Chi è Alessandro Maraschi lessandro Maraschi è nato a Milano il 12 febbraio di 53 anni fa, è sposato ed ha due figli di 13 e 15 anni. Anche se, nel 1979, ha conseguito la Maturità classica, la sua innata passione per l’agricoltura lo spinge, nel 1983, a diplomarsi da privatista come Agrotecnico presso l’I.P.S.A. di Milano. È iscritto all’Albo interprovinciale Agrotecnici di Milano e Lodi dal 16 dicembre 1986 con il numero 1 e rientra, inoltre, negli Elenchi dei Tecnici di Prevenzione incendi presso il Ministero dell’Interno - Dipartimento Vigili del Fuoco. Nel 1989 si laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano e da quello stesso anno inizia a ricoprire numerosi incarichi all’interno del Collegio. Primo segretario-tesoriere del Collegio Agrotecnici di Milano fino al 1995, anno in cui diventa Presidente del Collegio Interprovinciale di Milano e Lodi per il quale ricoprirà due mandati. Componente effettivo del C.U.P. di Milano, dal 1995 al 2001, nel maggio 1998 è indicato dal Collegio Nazionale Agrotecnici, a ricoprire la carica componente il Comitato Amministratore della Cassa di Previdenza degli Agrotecnici presso l’ENPAIA. Dal 2001al 2005 è stato eletto componente il Comitato Amministratore della Cassa di previdenza degli Agrotecnici presso l’ENPAIA, e al primo Comitato, indicato come Coordinatore per la Categoria. Carica, questa, rinnovata per altri 4 anni durante i quali ha contribuito all’aggiornamento del nuovo Regolamento e ha redatto ulteriori due regolamenti per il riscatto del periodo di lavoro pregresso alla nascita della Cassa e dei vari riscatti per il praticantato, un qualunque corso di laurea etc. operativi dal 2009. È stato poi riconfermato, sia nel 2010 che nel 2014. Componente della Consulta degli Agrotecnici della Lombardia dal 1998, svolge attività libero professionale di Agrotecnico. A sionista più affermato, che già queste cose le ha fatte, potrà invece irrobustire la futura pensione, scegliendo una aliquota più elevata, nella tranquillità di sapere che se sorgono esigenze impreviste potrà pur sempre modificarla. Ma anche i Regolamenti sul riscatto del praticantato e del corso di laurea nonché sulla ricostruzione della propria posizione previdenziale sono pregevoli (peraltro poi “copiati” da altri) e sono stati tutti adottati dal Comitato Amministratore uscente il quale però l’iniziativa più ful- gida l’ha realizzata quando ha deciso di aumentare il rendimento dei contributi previdenziali versati, con l’effetto di erogare pensioni sensibilmente più alte alla fine della vita lavorativa. Difficile non premiare con il voto chi ha saputo fare tutto questo; ed infatti sono stati riconfermati Alessandro Maraschi e Alessandro Bianconi per la circoscri- Chi è Alessandro Bianconi N ato a Modena il 15 maggio 1961, Alessandro Bianconi risiede a Formigine, nel modenese. È sposato e ha due figli: una di 18 anni e uno di 5. Nel 1988 consegue il diploma di Agrotecnico presso l’Istituto professionale agrario ‘Lazzaro Spallanzani’ di Castelfranco Emilia (MO) e nell’anno successivo ottiene l’attestato di specializzazione annuale in “Caseificio-Zootecnia” presso l’Istituto tecnico Agrario ‘Zanelli’ di Reggio Emilia. La sua versatilità professionale lo porta ad essere impegnato da molti anni in diversi ruoli quale esperto potatore fruttiviticolo. Svolge, inoltre, attività libero professionale quale tecnico rilevatore in monitoraggi nel settore fitoiatrico e virologia per conto del servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna. Dal 2005, è poi componente per due legislature del Comitato Amministratore della Cassa di Previdenza ENPAIA gestione separata Agrotecnici. Iscritto dal 1989 al Collegio Provinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Modena, ha ricoperto all’interno della struttura locale diverse cariche tra cui quella di Presidente del Collegio per 10 anni consecutivi. È stato anche Presidente della Consulta Regionale del Coordinamento degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati dal 1995 al 2004. Ufficiale riservista della Croce Rossa Militare, col grado di Tenente Commissario, è inoltre iscritto all’Associazione Nazionale Polizia di Stato e coltiva la grande passione del paracadutismo di cui è istruttore e detiene diversi brevetti militari di lancio esteri. 5

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PROFESSIONE AGROTECNICO APRILE 2014 Chi è Attilio Giampieri ato a Jesi l’8 giugno 1971, Attilio Giampieri è coniugato ed ha tre figli. Nel 1987 consegue il Diploma di Qualifica di Meccanico Operatore Agricolo all’Istituto Professionale per l’Agricoltura di Stato “Serafino Salvati” di Monteroberto (AN) mentre, nel 1990, ottiene il Diploma di Maturità Professionale per Agrotecnico nel medesimo Istituto. In questo stesso anno si iscrive all’Albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati della Regione Marche con il numero 41. Tra il 1991 e il 1992 assolve il servizio militare e frequenta il corso per Caporale Istruttore presso la Caserma Saracini di Falconara Mma. (AN). Numerosi i corsi di aggiornamento, quelli di formazione e i convegni che arricchiscono il suo curriculum e con esso il suo bagaglio di competenze. Dal 1990 ad oggi è dipendente della Cooperativa Agricola Valdicesola dove ha svolto compiti di crescente responsabilità. Ad oggi è Impiegato Tecnico e ricopre mansioni di responsabilità per quanto concerne il settore Cerealicolo-Zootecnico (detentore allevamento da riproduzione), e dal maggio del 2005 ad oggi è responsabile della sottomisura F2 bis, Reg. CE 1257/99 “Azioni finalizzate alla conduzione di terreni agricoli secondo tecniche di agricoltura biologica”. Ha pluriennale esperienza come Commissario agli esami di qualifica per Operatore Agroambientale ed è stato docente di corsi inerenti il rilascio o il rinnovo del patentino per un corretto utilizzo e distribuzione dei fitofarmaci promossi dalla COPAGRI MARCHE, e dalla F.R.I.M.A. Da diversi anni svolge assistenza tecnica alle aziende agricole. Dal febbraio 2005 è Componente del Comitato Amministratore E.N.P.A.I.A Gestione Separata Agrotecnici e Agrotecnici Laureati. N zione Nord Italia; Attilio Giampieri e Luciano Dessupoiu per la Circoscrizione Centro Italia; Domenico Rauseo e Fabio Colistra per la Circoscrizione Sud Italia. Alessandro Maraschi era anche il Coordinatore uscente, confermato nel ruolo anche per i prossimi quattro anni. Maraschi risulta anche essere stato il candidato più votato con un indice del 44,40%. Dietro di lui Alessandro Bianconi con 40,43% seguono poi gli altri con percentuali di preferenze via via minori; così ha commentato il risultato il dott. Maraschi “La riconferma ottenuta per tutti i componenti uscenti, rappresenta la dimostrazione che le scelte operate dal Comitato sono andate incontro alle esigenze dei previdenti e da questi apprezzate, come aver deliberato di riconoscere di destinare una parte degli utili, destinandoli al montante con- tributivo di ciascuno, scelta poi difesa anche in sede giudiziaria dall’ostracismo ministeriale. L’interesse degli iscritti è al centro della nostra azione ed in tal senso va la decisione di entrare di petto nel progetto F.I.CO (Fabbrica Italiana Contadina, un progetto da 100 milioni di euro), che si ritiene possa essere un volano per i nostri professionisti oppure la convenzione stipulata con la Banca Popolare di Sondrio, per erogare prestiti per l’acquisto e/o aggiornamento dello studio professionale a condizioni vantaggiose. Continueremo nella nostra azio- Chi è Luciano Dessupoiu N ato a Ittiri (SS) il 14/12/1971, Luciano Dessupoiu dal 2005 ad oggi è componente del Comitato Amministratore della Cassa Gestione Separata Agrotecnici, presso la Fondazione E.N.P.A.I.A . Dal 2010 è Tecnico Ispettore Controlli di vigneto e cantina con incarico di verificare le attività disposte dai piani di controllo e dai relativi decreti dirigenziali di approvazione della denominazione di origine D.O.C. / I.G.T. Tra il 1997 e il 2010 ha svolto la mansione di Tecnico Ispettore in agricoltura biologica con incarico di verificare il rispetto del metodo di produzione biologico dei prodotti agricoli e agroalimentari previsto dal regolamento CEE n°2092/1991, per la QC&I INTERNATIONAL SERVICES SAS, e SIDEL CAB. Componente del Consiglio Interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di SASSARI e NUORO dal 2001 al 2005, è iscritto all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Sassari-Nuovo al n 556. 6

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PROFESSIONE AGROTECNICO Chi è Domenico Rauseo S posato con due figlie, Domenico Rauseo è nato a Foggia, dove tutt’ora vive, l’11 gennaio 1968. Nel 1988 si è diplomato Agrotecnico presso l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l'Ambiente “Ruggero Grieco” di Torre di Lama (FG) e dall’anno successivo fino ad ottobre 2003, è stato Presidente del Collegio Provinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati di Foggia. Presidente della Consulta Interregionale di Puglia e Basilicata dei Collegi degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati dal gennaio 1996 al dicembre del 2003, è stato Componente dell’Osservatorio Nazionale per l’Imprenditoria Giovanile in Agricoltura (O.I.G.A.) del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, da marzo 1998 a dicembre 2000. Dal 1998 ad oggi, è Componente della Commissione Tecnica Provinciale di Foggia e da quello stesso anno a tutt’ora, è Componente della Commissione Tecnica Provinciale di Foggia per la determinazione dell’equo canone dei fondi rustici-Legge Nazionale n. 203 del 03/05/82, per la Regione Puglia. Iscritto nell’elenco dei Tecnici di Prevenzione Incendi presso il Ministero degli Interni, Domenico Rauseo è Consigliere di Amministrazione del Comitato Amministratore della Cassa Pensionistica degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati -Biotecnologi- Dottori Naturalisti da febbraio 2005 mentre, dal 2002, è responsabile Tecnico del Centro di Assistenza Agricolo della Confederazione Italiana Agricoltori (CAA - CIA) di Foggia. Chi è Fabio Colistra abio Colistra è nato il 26 febbraio 1974 e risiede a Lamezia Terme (CZ). Nel 1992 consegue il diploma di Perito agrario all’Istituto Tecnico Agrario Statale di Catanzaro. Il suo percorso formativo si arricchisce poi, nel 1996, del Diploma Universitario in Produzioni vegetali che consegue alla Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Pisa. Nel 1999 consegue il diploma di informatica per operatore e programmatore di Pc mentre è del 2000 l’attestato di frequenza al Corso di Formazione per tecnici di controllo Agricoltura e Zootecnia biologica rilasciato dall’Associazione Italiana Agricoltura Biologica. Abilitato all’esercizio della libera professione di Agrotecnico dal 2002, negli anni ha svolto numerose mansioni lavorative. Dal 2011 ricopre il ruolo di Segretario Generale della FIACA (Federazione Imprese Agricole Coltivatori Allevatori), ente per il quale è anche docente di corsi di formazione abilitante rivolti ai liberi professionisti. Consigliere della Cassa Gestione Separata degli Agrotecnici ENPAIA dal 2009 ad oggi, tra il 2008 e il 2011 è stato membro del Consiglio d’amministrazione di Agrifuturo II come responsabile tecnico misura 114 Psr 2007-2013 Regione Sicilia. Dal 2008 ad oggi ricopre anche il ruolo di Responsabile Tecnico per il coordinamento dei controlli AGEA in Italia. F ne, ulteriormente diversificando gli investimenti ed offrendo ulteriori garanzie agli iscritti, come pacchetti assicurativi sanitari ed altro.” Alle elezioni per il rinnovo del Comitato hanno però votato in pochi, il 24% degli aventi diritto; il fenomeno è forse spiegabile dall’ottimo andamento della Gestione previdenziale degli Agrotecnici; quando le persone sono contente di come vanno le cose, sono meno portate a partecipare, lasciandosi cullare dal pacifico e conveniente andamento delle cose. Sono stati invece molti i voti nulli, la maggior parte perché inviati prima o dopo i termini di votazione; un altro motivo di nullità è stato il mancato inserimento del certificato elettorale nella busta, il che comporta l’impossibilità di registrare il votante. L’insieme di questi errori ha portato la Commissione elettorale, assistita da un Notaio, ad annullare il 14,80% dei 7

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PROFESSIONE AGROTECNICO APRILE 2014 INTERVISTA AL PRESIDENTE ANTONIO PIVA Titolare di un’azienda agricola ad indirizzo zootecnico, Antonio Piva affianca da molti anni l’attività imprenditoriale a quella sindacale e di conduzione di organismi economici in ambito territoriale e nazionale. Vice Presidente di Confagricoltura con delega ai rapporti con l’industria (e già Vice Presidente di Fedagri Confcooperative), tra i diversi incarichi annovera quelli di Presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, di CremonaFiere spa, della Società Editoriale Cremonese che pubblica il quotidiano La Provincia e del Fima, mutua per l’assistenza malattia di Confagricoltura. “È un onore e insieme una sfida stimolante questo nuovo incarico in ENPAIA” dichiara dopo l’elezione a Presidente della Fondazione ENPAIA, Antonio Piva. “Il mondo agricolo ha bisogno di un welfare più vicino ai propri lavoratori in considerazione anche dell’attuale difficile situazione socio economica, pertanto -continua- l’ENPAIA avvierà iniziative per incrementare i suoi servizi agli iscritti e per ampliare la platea di riferimento”. Di primario interesse per Piva è “la collegialità nella gestione dell’Ente tra la parte datoriale e sindacale nell’interesse degli iscritti e della struttura stessa. La Fondazione ENPAIA deve essere punto di riferimento di tutto il mondo agricolo con la sua progettualità per il raggiungimento degli obiettivi di modernizzazione del settore”. In ENPAIA però esistono, oltre alla gestione principale, diverse “Gestioni separate” con un vario grado di autonomia, fra cui la “Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati”; abbiamo perciò chiesto al Presidente Piva come vede la presenza degli Agrotecnici nell’Ente che oggi presiede. - Come vede la presenza di un’autonoma Gestione previdenziale di “primo pilastro” (di cui lei peraltro è anche Presidente) all’interno di una Fondazione che gestisce previdenza di “secondo pilastro”? “Siamo contenti di essere stati scelti, nel lontano 1996, per ospitare la Cassa di Previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, categoria professionale molto presente nel tessuto agricolo in cui l’ENPAIA da sempre opera. Inoltre la previdenza di primo pilastro gestita dalla Cassa è stata una novità stimolante e una sfida per l’Ente che sino ad allora aveva gestito la previdenza di secondo pilastro. Una sfida che il Comitato Amministratore, coadiuvato dalla Fondazione, ha vinto, infatti la Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati ha da sempre un bilancio in utile e continua costantemente ad incrementare il proprio patrimonio oggi di ben 22 milioni di euro. Il bilancio fortemente positivo è garanzia di tutela degli iscritti ai quali la Gestione Separata Agrotecnici provvede ad erogare le pensioni di vecchiaia, di invalidità, di inabilità, l’indennità di maternità e la pensione ai superstiti (indiretta o di reversibilità). Inoltre, in questo particolare contesto di crisi economica del Paese, la Cassa di Previdenza, ha deciso di aggiungere, a fianco delle prestazioni istituzionali, la concessione di prestiti ai propri iscritti fino ad un massimo di 20.000 euro per il loro studio e la strumentazione professionale”. - Prima d’ora conosceva gli Agrotecnici? “Data la mia attività di imprenditore agricolo, di rappresentante sindacale e di responsabile in organismi economici anche nel settore agricolo, gli Agrotecnici sono sempre stati interlocutori e collaboratori nel lavoro che ho svolto. Anche nel mio ruolo di Presidente dell’ENPAIA sono a conoscenza delle loro linee programmatiche. La loro presenza nel settore agricolo è di fondamentale importanza per le imprese nella cui conduzione occorre avere sempre le più aggiornate conoscenze tecniche sia nel settore vegetale sia nell’allevamento animale”. 8

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PROFESSIONE AGROTECNICO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE della FONDAZIONE ENPAIA Presidente: dott. Antonio Piva Vice Presidente: sig. Fabrizio Scatà Consiglieri: dott. Stefano Bianchi dott. Gian Marco Casadei dott. Antonio Chiesa dott.ssa Ivana Galli dott. Massimo Gargano dott. Salvatore Giardina dott. Giuseppe Maggi dott. Claudio Paitowsky dott. Giorgio Piazza dott. Massimiliano Pederzoli sig. Pietro Pellegrini dott. Paolo Reboani in rappresentanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sig. Enrico Tonghini Il Presidente del Collegio dei Sindaci è il dott. Fabio Bruno Palumbo in rappresentanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali voti pervenuti. Il restante 85,20% ha dato il risultato prima descritto. Nel frattempo anche la Fondazione ENPAIA ha rinnovato il suo Consiglio di Amministrazione e qui invece i cambiamenti sono stati notevoli; parte del Consiglio si è modificato nei componenti ed anche il Presidente è cambiato: Carlo Siciliani ha concluso un mandato ricco di risultati (nonostante sia coinciso con una grave crisi economica) ed a sostituirlo è arrivato Antonio Piva, anche VicePresidente Nazionale di Confagricoltura, Presidente della Libera Associazione Agricoltori di Cremona e dell’Ente Fiera di quella città. L’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione dell’ENPAIA è più o meno coinciso con quello del Comitato Amministratore del Fondo previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ed i due organismi quindi saranno coincidenti nella durata. IL BILANCIO CONSUNTIVO 2013 Sempre in contemporanea è stato approvato anche il bilancio consuntivo 2013 della Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati il quale, ad onta della crisi che ha inginocchiato l’Italia intera, porta risultati incredibilmente positivi. Se il PIL del Paese chiude ancora con una pesante diminuzione ed il numero dei disoccupati (ed in particolare dei giovani) continua a crescere, gli Agrotecnici sembrano indifferenti a tutto questo, almeno nei loro dati d’insieme. Come negli anni precedenti le future pensioni sono state rivalutate utilizzando solo (ed in minima parte) gli interessi maturati sugli investimenti, senza intaccare il contributo integrativo del 2%, quindi in parte utilizzato per le spese correnti ed in parte accantonato a riserva per futuri utilizzi, facendo così aumentare il patrimonio netto. Ed ecco in sintesi i dati più salienti del bilancio appena chiuso. Al 31.12.2013 gli iscritti erano saliti a 1.384 (rispetto ai 1.315 dell’anno precedente) con un incremento, al netto dei cancellati, del 5,25%, tantissimo se pensiamo che ogni nuovo iscritto è una nuova P.IVA aperta e che l’obiettivo annuale di crescita previsto dal Piano attuariale (peraltro redatto in tempi migliori, prima che arrivasse l’attuale crisi economica) prevedeva una crescita del 2% all’anno. La crescita degli iscritti dipende molto dall’attività svolta dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici e dalle altre strutture collaterali all’Albo, che ogni anno attraggono nuovi iscritti ed informano sempre correttamente dell’obbligo di iscrizione alla Cassa per coloro che si ritrovano a svolgere la professione di Agrotecnico. Le prestazioni pensionistiche (pensione di vecchiaia, di invalidità, di reversibilità e indiretta) erogate dalla Cassa Agrotecnici maturano dopo solo cinque anni di contribuzione effettiva alla Gestione ed al contemporaneo raggiungimento dei 65 anni di età. Nell’anno 2013 sono state erogate solo sedici prestazioni pensionistiche, un numero pressoché irrilevante e che conduce al più basso rapporto pensionati-iscritti fra le Casse autonome di previdenza, pari allo 1,156% (per fare una proporzione si pensi che nella altrettanto giovane Cassa dei Periti agrari, che con gli Agrotecnici condivide l’inclusione nella Fondazione ENPAIA e dunque rappresenta un valido metro di confronto, questo rapporto è del 12,80%, cioè dieci volte superiore). Con riferimento al bilancio 2013 è sempre d’obbligo ricordare come le cifre esposte siano definitive solo per quanto 9

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professione agrotecnico riguarda i numeri degli iscritti e delle spese, mentre i dati relativi ai redditi dichiarati (ed alla conseguente contribuzione previdenziale) sono dati “stimati”; quelli definitivi si avranno solo più avanti, quando saranno elaborate le denunce contributive del 2013, che gli scritti alla Gestione previdenziale sono tenuti ad inviare nella seconda metà del 2014. Per ciò che riguarda l’indennità di maternità, nel 2013 sono state accolte sette domande per una spesa complessiva di 39.380 euro; in questo caso il rapporto delle indennità di maternità erogate è relativamente alto, pari allo 0,506%, perché molti sono i giovani iscritti alla Cassa, si tratta quindi di un elemento positivo (ad esempio l’analoga Cassa previdenziale dei Periti agrari ha un rapporto maternità/iscritti pari allo 0,248%, cioè la metà). Il Regolamento della Cassa di Previdenza degli Agrotecnici si preoccupa anche di tutelare i contribuenti “marginali”, cioè quelli con solo alcuni anni di versamenti (di così basso importo che, se mantenuti, genereranno una pensione di pochi euro), e ciò viene fatto prevedendo nel Regolamento la possibilità, per chi non matura cinque anni di contributi (il minimo per l’erogazione della pensione), di richiedere indietro le somme versate (non tutti gli altri regolamenti previdenziali consentono questa possibilità), nel 2013 però nessun iscritto si è avvalso di questa facoltà, segno ulteriore di apprezzamento nella bontà della Gestione. APRILE 2014 Gli Agrotecnici hanno investito le loro attività finanziarie in operazioni di acquisto e rimborso di obbligazioni e titoli di Stato nonchè di acquisto di quote di fondi comuni di tipo immobiliare, evitando l’acquisto diretto di singoli immobili, perchè giudicato rischioso. Il rendimento complessivo degli investimenti finanziari è stato eccezionale pari al 4,84% al netto delle imposte (addirittura superiore a quello, già elevato, dell’anno precedente che era del 4,51%), calcolato sui valori patrimoniali medi del periodo un rendimento così elevato lascia pressoché stupefatti se si accosta il rendimento degli investimenti degli Agrotecnici (4,84%) a quello netto dei BTP a cinque anni (1,25%), mentre anche andando a scadenze di dieci anni (2,80%) il rendimento resta sempre di gran lunga inferiore. Le spese di gestione sono particolarmente basse, in leggera crescita rispetto all’anno scorso, si attestano ad appena 211.983 euro. Il 2013 è stato anche il quinto anno successivo alla riforma del Regolamento previdenziale, con l’introduzione di norme più favorevoli agli iscritti (e molto “personalizzabili” rispetto alle diverse esigenze); naturalmente le possibilità che il nuovo Regolamento offre vanno conosciute e capite, ma qualcosa si è mosso in questi non facili anni. Ad esempio rispetto alla opportunità offerta di ritagliarsi versamenti personalizzati (cioè con aliquote superiori al 10% minimo ri- IL TASSO DI CAPITALIZZAZIONE APPLICATO A TUTTE LE CASSE DI PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTI (legge n. 335/1995) T 8% A S 7% S I 6% 5,887% D I 5% 4% 3% 2% 1% 0% 1997 5,359% 5,650% 5,170% 4,778% 4,368% 4,161% I N C R E M E N T O 3,927% 4,050% 3,538% 3,393% 3,456% 3,320% 1,7935% 2,4247% (*) 1,6165% 1,7016% (*) 1,1344% 0,1643% 1,80% (*) 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 ANNO DI RIFERIMENTO (*) Rivalutazione deliberata dalla Cassa di previdenza degli Agrotecnici, bloccata dal Governo ed oggetto di ricorso giudiziario. Nel grafico è riportato il “tasso di capitalizzazione” applicato alla rivalutazione dei contributi previdenziali dai liberi professionisti nelle rispettive Casse, a partire dal 1997, ai sensi della legge n. 335/1995. Il meccanismo di rivalutazione ha funzionato molto bene, garantendo ottime rivalutazioni, fino al 2009 ma poi, con l’arrivo della grande crisi, i rendimenti sono precipitati e si abbasseranno ulteriormente negli anni a venire, deprimen10 do pesantemente le future pensioni. In blu è riportato il più favorevole rendimento che la Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha deciso per i propri iscritti, garantendo pensioni significativamente più alte (la decisione della Cassa Agrotecnici è stata bloccata dal Governo. Su tale blocco deve esprimersi la magistratura amministrativa).

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PROFESSIONE AGROTECNICO chiesto). Non vi è dubbio che questa opportunità sia mortificata dalla crisi, che ha tagliato i portafogli di tutti e quando si hanno meno soldi in tasca si pensa meno alla futura previdenza. Ciò nonostante 80 Agrotecnici (il 5,78% degli iscritti) hanno chiesto spontaneamente di pagare di più, per così irrobustire sensibilmente le loro future pensioni; sono ancora pochi, è vero, ma sono di più di quelli che fecero la stessa scelta l’anno precedente, segno evidente che pian piano le potenzialità della previdenza degli Agrotecnici vengono comprese ed utilizzate. E L’ON. TINAGLI “INTERROGA” IL MINISTRO a vicenda del “niet” del Ministero del Lavoro alla richiesta della Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di poter aumentare il rendimento dei contributi versati dagli iscritti, utilizzando una parte degli utili annuali di bilancio, ha trovato eco in Parlamento. L’On. Irene Tinagli (Scelta Civica) nel settembre del 2013 ha presentato una interrogazione a risposta scritta (tuttora inevasa) per conoscere perchè: “nonostante la certificata sostenibilità previdenziale (entrate per contributi ed uscite per prestazioni) ben oltre i 50 anni richiesti per legge, l’esistenza di un adeguato fondo di riserva, la perfetta aderenza della decisione di aumentare del 50 per cento il rendimento del montante contributivo con quanto previsto dall’articolo 28 del Regolamento previdenziale, gli iscritti alla Gestione AGROTECNICI/ENPAIA si vedono rivalutare i propri contributi previdenziali in misura di gran lunga inferiore a quanto sarebbe avvenuto se il Ministero del lavoro avesse autorizzato la delibera del comitato amministratore, di adeguamento del rendimento; se il Ministro interrogato non ritenga necessario intervenire urgentemente chiarendo che la Gestione previdenziale AGROTECNICI/ENPAIA (così come ogni altra gestione previdenziale virtuosa e con i conti in ordine) abbia l’obbligo di garantire la rivalutazione dei contributi versati dagli iscritti almeno nella misura minima prevista dal decreto legislativo n. 103 del 1996 (media quinquennale del PIL), ma altresì possa aumentare l’indice di rivalutazione, purché nel rispetto del proprio Regolamento, della sostenibilità previdenziale di lungo periodo (almeno 50 anni) e con l’obbiettivo -peraltro indicato come «prioritario» dallo stesso Governo- di garantire il più adeguato tasso di sostituzione previdenziale (cioè pensioni più dignitose), senza oneri a carico dello Stato.” L’On. Irene Tinagli si è laureata alla Bocconi di Milano, è docente all’Università “Carlos III” di Madrid, specializzata in sviluppo economico, innovazione e creatività. Eletta alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2013. L UN’ALTRA PREVIDENZA È POSSIBILE Ma la Cassa di previdenza degli Agrotecnici è salita agli onori della cronica non solo per gli alti rendimenti dei propri investimenti ottenuti in questi anni, ma soprattutto per la decisione di rivalutare le prestazioni previdenziali più di quanto previsto secondo i parametri di legge. Una cosa così finora in Italia non si era mai vista. Anzi si era sempre visto il contrario: rivalutazioni bloccate ed applicazione di costanti penalizzazioni su montanti contributivi. La prima decisione di questo tipo di Comitato Amministratore della Cassa di previdenza degli Agrotecnici l’ha assunta nel maggio del 2012; dopo avere rivalutato il montante previdenziale degli iscritti secondo quanto previsto per legge (cioè del tasso di capitalizzazione dato dalla variazione media quinquennale del PIL nominale appositamente calcolato dall’ISTAT) il comitato ha “osato l’inosabile”, ha cioè deciso una ulteriore rivalutazione dei contributi versati di un ulteriore 50%, con grande beneficio degli iscritti, i quali hanno visto così passare il tasso di rivalutazione dal 1,6165% (tasso ISTAT) al 2,42475%, con positivi, for- 11

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PROFESSIONE AGROTECNICO midabili effetti sulle future pensioni. La decisione del Comitato Amministratore tuttavia, per poter essere efficace, doveva prima ottenere l’autorizzazione dei Ministeri vigilanti: si trattava infatti della prima volta in assoluto che una Cassa di previdenza chiedeva di incrementare le pensioni più di quanto dovuto e serviva pertanto il placet governativo, anche se nessuno poteva ipotizzare che questo non sarebbe stato concesso. La Cassa di previdenza degli Agrotecnici, infatti, aveva sempre chiuso i bilanci precedenti in utile, rivalutato i montanti contributivi utilizzando solo il rendimento degli investimenti fatti, producendo utili prudentemente accantonati in un fondo di riserva, cresciuto a dismisura rispetto alle necessità. La gestione della Cassa previdenziale degli Agrotecnici era così brillante che, nel 2012, quando si decise di aumentare la rivalutazione del montante previdenziale di +50%, lo si fece non già attingendo soldi dalle riserve, ma utilizzando gli utili di quell’anno e neppure tutti, sicchè anche dopo quella super-rivalutazione rimasero ancora denari, che andarono ad accrescere ulteriormente il fondo di riserva. Dunque, perchè mai il Ministero del Lavoro avrebbe dovuto dire di no? Ed invece questo è ciò che è accaduto. Il Ministero del Lavoro negò l’omologazione della delibera del Comitato Amministratore della Cassa degli Agrotecnici sostenendo che la legge non permetteva questa rivalutazione. Una affermazione che, da una prima lettura della legge e dei Regolamenti previdenziali, sembra trovare smentita. La legge infatti (parliamo dell’art. 1, comma 9, della legge n. 335/1995) prevede che: “Il tasso annuo di capitalizzazione è dato dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo nominale, appositamente calcolata dall’Istituto nazionale di statistica con riferimento al quinquennio precedente l’anno di rivalutare” ma nulla dice che questa capitalizzazione è quella massima da applicarsi, anche perchè non può ragionevolmente esistere una legge che impedisce di “fare meglio”. È più logico ritenere che, con l’art. 1 della legge n. 335/1995, lo Stato abbia voluto imporre agli Enti previdenziali l’obbligo di rivalutare di un indice minimo i contributi dei propri iscritti, non certo di impedire rivalutazioni migliori. Gli Agrotecnici hanno bene amministrato la loro Cassa di 12 APRILE 2014 previdenza e vogliono dare indietro agli iscritti, a ciascuno secondo il versato questi benefici. Impedirlo appare assurdo, prima ancora che sbagliato. Per questo, di fronte al diniego del Governo, il Comitato Amministratore della Cassa di previdenza degli Agrotecnici non ci ha pensato sopra neppure un attimo ed ha impugnato al TAR Lazio il provvedimento ministeriale, in questo apertamente sostenuta dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, che a sua volta è intervenuto nel giudizio, aggregandosi alla richiesta di annullamento del diniego ministeriale. Con grande sorpresa però il TAR, con la sentenza n. 6954 del luglio 2013, ha respinto il ricorso degli Agrotecnici, i quali hanno allora proposto appello al Consiglio di Stato. L’udienza si è svolta recentemente e molti professionisti, non solo Agrotecnici, attendono con ansia il deposito della decisione. Se infatti il Consiglio di Stato riconoscerà agli Agrotecnici la possibilità di rivalutare maggiormente i contributi previdenziali già versati, non solo si garantirà loro una pensione significativamente più alta, ma si creerà una inevitabile concorrenza fra le Casse di previdenza a fare meglio. Oggi infatti la rivalutazione “uguale per tutti” impedisce di capire quali siano le Casse virtuose (capace di ottenere alti rendimenti e trasferirli agli iscritti) e quelle viziose (che poco o nulla possono retrocedere, per errori nelle politiche di investimento), mentre se i risultati di gestione venissero trasferiti agli iscritti, questi ultimi metterebbero sotto pressione gli Enti, generando un effetto positivo per tutti il sistema. In attesa della decisione del Consiglio di Stato il Comitato Amministratore non è rimasto fermo, ma ha rilanciato prevedendo (sia nel 2013 che nel 2014) una analoga rivalutazione maggiorata del 50% dei contributi versati dagli iscritti, in tal caso non inviando la relativa delibera al Ministero del Lavoro, ma trattenendola presso di se in attesa dell’esito del ricorso in appello. Una cosa è certa: il Comitato Amministratore della Cassa di previdenza degli Agrotecnici è deciso ad andare fino a fondo, confortato dall’appoggio ricevuto dal Collegio Nazionale, nell’opera di restituzione agli iscritti dei benefici maturati in questi anni. di PASQUALE CAFIERO

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PROFESSIONE AGROTECNICO LA BUONA BATTAGLIA e cose vanno sempre chiamate con il loro nome. Ed allora bisogna dire che l’azione messa in atto della Cassa di previdenza degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, con l’appoggio del Collegio Nazionale, volta ad ottenere una migliore rivalutazione dei contributi previdenziali versati è una vera e propria rivoluzione. Se riusciremo a far passare questo principio, in Italia nulla sarà come prima; gli iscritti in ciascuna delle diverse Casse di previdenza avranno infatti un potente strumento di controllo dell’operato dei propri amministratori, rappresentato dal maggiore o minore rendimento dei loro contributi (il che significa una maggiore o minore futura pensione). Poter immediatamente valutare, di anno in anno, i risultati ottenuti dalla propria Cassa di previdenza e poterli confrontare fra loro, porterà gli iscritti ad interessarsi molto più attivamente dell’andamento delle rispettive gestioni ed a chiedere conto ai propri amministratori di risultati particolarmente negativi o di perdite anomale. Dall’altra parte chi è stato eletto alla guida di una Cassa di previdenza, sottoposto ad una tale pressione, sarà naturalmente portato a gestire le risorse affidate con più oculatezza nonchè a realizzare collaborazioni fra Enti, in modo tale da conseguire risultati migliori. Se già oggi questo fosse possibile si sarebbero probabilmente evitate, o quantomeno ridotte, quelle perdite per decine di milioni di euro che diversi Enti di previdenza hanno messo a bilancio in questi anni. Così come “Il sonno della ragione genera mostri”, l’indifferenza degli iscritti alla previdenza genera perdite nei bilanci. Il migliore amministratore, infatti, è quello che sente il fiato sul collo dei propri amministrati. Oggi però così non è, perchè per un iscritto ad una Cassa di previdenza è molto difficile capire esattamente se la rotta seguita dalla propria Cassa è ottima oppure mediocre. Certo, i bilanci delle Casse sono quasi tutti on-line ma la materia è ostica, i termini utilizzati molto tecnici, i dati numerosi e quindi di difficile lettura e sintesi per i non addetti ai lavori. E poi tutte le Casse tranquillizzano i propri iscritti dicendo che “hanno raggiunto l’obiettivo di garantire la rivalutazione di legge dei contributi versati”. È vero. Peccato che questa rivalutazione, per il 2013, sia dello 0,1643%, cioè nulla. Ditemi chi, semplicemente, acquistando un BTP al 2,50% non sia in grado di garantire una così infima rivalutazione. Apparentemente tutti raggiungono "l’obiettivo di legge”, ma solo perchè l’obiettivo è modesto. Una rivalutazione dei contributi così bassi (lo 0,1643%) significa pensioni bassissime, che studi attuariali collocano fra il 25% ed il 40% dell’ultimo reddito di lavoro. Troppo poco per vivere decorosamente, una grande ingiustizia per chi ha versato contributi L per l’intera vita lavorativa. Tutti gli esperti del settore sanno che per garantire pensioni adeguate occorre rivalutarle almeno dell’1,5% all’anno, meglio se del 2%, dieci volte di più della “rivalutazione di legge” applicata nel 2013. Il problema è serissimo, ma nessuno lo affronta perchè gli effetti si avranno, in maniera consistente solo fra 20 anni e, dunque, si dice, ci penserà chi ci sarà in quel momento. Peccato che “in quel momento” sarà troppo tardi per qualunque cosa. La categoria degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha deciso, per tempo, di affrontare il problema, forte di una gestione amministrativa inappuntabile, di risolverlo con le proprie forze, senza chiedere un solo euro allo Stato. In un Paese normale saremmo stati additati ad esempio da imitare, nell’Italia di oggi siamo stati ostacolati in tutti i modi possibili. Dalla burocrazia ministeriale, che trova più semplice utilizzare per tutti lo stesso metro e non distinguere il grano dalla gramigna; dalla politica e da un certo sistema economico che affonda le radici nel sistema della previdenza, l’unico che, in anni di crisi, dispone di rilevante liquidità da investire; e, va detto, abbiamo anche dovuto patire il “fuoco amico”, quello proveniente da soggetti simili a noi ma con capacità gestionali di gran lunga inferiori, che hanno visto la nostra iniziativa di “dare di più” ai previdenti come provocatoria ed irritante, perchè questo avrebbe significato certificare la differenza, fra chi chiude i bilanci in attivo e chi ha messo in bilancio perdite milionarie. È in un simile contesto che è maturata la sentenza del TAR Lazio n. 6954/2013, indubbiamente frutto di un errore di valutazione dei giudici, visto che siamo fra quelli che ritengono la magistratura impermeabile a pressioni esterne. Abbiamo dunque, impugnato quella sentenza, sul presupposto dell’erroneità, al Consiglio di Stato confidando in una revisione; l’udienza di merito si è già svolta e siamo in attesa del giudicato. A chi mi ha chiesto se la categoria degli Agrotecnici fa bene ad impegnarsi, impiegando tempo e risorse (e creandosi più di una inimicizia) in questa, che sembra essere una impresa impossibile, rispondo di “si”, senza alcuna incertezza. Amministrare bene e fare l’interesse degli amministrati, garantire ai liberi professionisti un dignitoso futuro previdenziale è una battaglia giusta. Evangelicamente è una “buona battaglia”. L’abbiamo combattuta, la combatteremo fino in fondo. di ROBERTO ORLANDI Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati 13

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PROFESSIONE AGROTECNICO APRILE 2014 È nata la “Consulta Nazionale Fitosanitaria” Insediato il nuovo organismo degli Agrotecnici come luogo d’incontro dei fitoiatri iocco rosa in casa degli Agrotecnici. È nata infatti la “Consulta Nazionale Fitosanitaria”, un organismo istituito dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati per valorizzare la fitoiatria e per mettere in rete le esperienze dei liberi professionisti, la quale però si è trovata a far fronte alle criticità che vengono poste dal PAN, il Piano di Azione Nazionale sui fitofarmaci, nel quale viene mortificato il ruolo dei tecnici liberi professionisti. La “Consulta” è stata insediata dal Presidente Nazionale, Roberto Orlandi il 15 marzo 2014, a Forlì, dove ha sede l’Ufficio di Presidenza del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati. Al VicePresidente Nazionale, l’Agr. Lorenzo Gallo, è stato affidato il Coordinamento della “Consulta Fitosanitaria”, che è composta da vari esperti rappresentanti dei Collegi provinciali delle diverse Regioni italiane. “La Consulta Nazionale Fitosanitaria -ha affermato l’Agr. Gallo- è stata creata in funzione delle nuove normative sull’impiego dei fitofarmaci, ed il PAN fa parte dell’attuazione di queste F norme, che prevedono l’introduzione della difesa integrata obbligatoria nel settore agricolo”. Il PAN coinvolge a vari livelli i tecnici agrari: ne sono interessati, infatti, sia i titolari di fitofarmacie sia gli altri tecnici del settore agrario -e quindi gli Agrotecnici- che si occupano di consulenza. “Gli Agrotecnici, infatti, -ha proseguito Gallo- in qualità di consulenti, consigliano le aziende sul corretto utilizzo dei fitofarmaci ammessi, per ridurne l’impiego ed eventualmente sostituirlo con pratiche meno impattanti. Chi svolge in prima persona la professione agraria deve conoscere le nuove norme per declinarle sulle proprie aziende. Tutto questo ci ha portato alla decisione di costituire un organismo ad hoc per supportare lo sviluppo di questi nuovi piani ed è nata la ‘Consulta’. L’interesse degli Agrotecnici per la difesa integrata, comunque, è sempre stato vivo, perché molti di noi sono coinvolti in questa attività, che nell’ambito della produzione agricola è una delle più importanti. Con questa ‘Consulta’ cogliamo anche l’occasione per implementare la nostra presenza e rappresentanza negli ambiti in cui si discute di fitofarmaci”. L’obiettivo è di approfondire i vari aspetti burocratici e tecnici che il PAN com- Alcuni dei componenti della "Consulta Nazionale Fitosanitaria". Da sinistra: Domenico Longobardi (Collegio di Napoli), Gian Franco Sartori (Collegio di Cuneo), Domenico De Luca (Presidente del Collegio di Napoli), Roberto Orlandi (Presidente del Collegio Nazionale), Albano Conforti (Collegio di Arezzo), Francesco Migliori (Collegio di Milano), Lorenzo Gallo (Coordinatore), Enrico Rodi (Presidente del Collegio di Novara). 14

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PROFESSIONE AGROTECNICO porta, per poter così essere punto di riferimento e supporto per tutti gli iscritti all’Albo. Viene inoltre specificato che compito della Consulta è anche quello di realizzare attività di informazione e di mantenere contatti con entità tecnico scientifiche del settore fitosanitario. “L’aspetto importante legato a questa norma -ha detto il VicePresidente Gallo- è la formazione di tutte queste figure: bisogna formare gli agricoltori perché usino i prodotti nella maniera opportuna, i distributori che li consigliano e li vendono secondo determinati criteri, ma anche formare il consulente. E proprio sulla formazione si è aperta un’accesa discussione, perché la norma prevede che i tecnici Il Coordinatore della "Consulta", l'Agr. Lorenzo Gallo, insieme al Presidente Nazionale agricoli liberi professionisti, abilitati ed iscritti ad Roberto Orlandi durante i lavori. un albo professionale, debbano frequentare un corguarda i criteri per la scelta dei soggetti responsabili so e superare il relativo esame per l’ottenimento del certificato di dell’attività di formazione, che sembrano essere definiti a abilitazione alla vendita o alla consulenza. Ciò comporta che discrezione delle singole Regioni, creando così possibili per i liberi professionisti, come gli Agrotecnici, l’abilitazione differenze da località a località. non sarà sufficiente ma occorrerà un ulteriore riconoscimento”. In ultima analisi, gli Agrotecnici ritengono che i problemi “Tra le competenze di un Agrotecnico, infatti, sono compresi anreali nell’uso dei fitofarmaci non vengano aff rontati; in parche i piani di lotta integrata”, ha concluso Gallo. ticolare, a fronte di 1.623.000 aziende agricole (secondo i dati A questo proposito, la “Consulta” svolgerà un ruolo fondadell’ultimo censimento dell’agricoltura), sono state rilasciate mentale nella corretta applicazione del PAN ed ha colla(dal 1968 ad oggi) solo 250.000 autorizzazioni all’acquisto di borato con il Collegio Nazionale nella predisposizione del fitofarmaci. Tolte le 43.000 aziende biologiche (che non usano ricorso al TAR Lazio presentato nei giorni scorsi contro le fitofarmaci), risulta che oltre 1.300.000 aziende agricole, cioè parti del PAN ritenute illegittime. Il ruolo dei tecnici liberi oltre l’81%, verosimilmente utilizzino fitofarmaci senza alcuprofessionisti, in sostanza, risulta completamente mortifina autorizzazione. Quello degli Agrotecnici appare dunque cato perché il PAN non distingue, se non marginalmente, un ricorso dovuto, sia per difendere il lavoro dei liberi profesfra un tecnico agrario e chi tecnico non lo è. sionisti, sia per salvaguardare la salute pubblica. Un altro punto del PAN che non risulta chiaro ridi GLORIA MISEROCCHI ABBONATI A “COLLETTI VERDI” VUOI RICEVERE OGNI MESE DIRETTAMENTE A CASA TUA LA RIVISTA? ABBONARSI È MOLTO SEMPLICE E COSTA SOLO 26,00 EURO L’ANNO! BASTA VERSARE L’IMPORTO TRAMITE BOLLETTINO DI CONTO CORRENTE POSTALE AL N. 11389475, INTESTATO A NEPENTHES SRL (POSTE SUCCURSALE N. 1 - 47122 FORLÌ) INDICANDO COME CAUSALE “ABBONAMENTO A COLLETTI VERDI” IN SEGUITO INVIA COPIA DELLA RICEVUTA DI PAGAMENTO TRAMITE FAX AL N. 0543/795.569, PER L’ATTIVAZIONE IMMEDIATA DELL’ABBONAMENTO. 15

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