Festival Resistente 2014 - motivi per Resistere

 

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24 - 25 - 26 Aprile 2014, Grosseto, Cassero Senese

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GIOVEDÍ 24 The Zen Circus 25 ingresso libero 27

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...motivi per Resistere. FESTIVAL RESISTENTE 2014 – XVI EDIZIONE Torna il 25 Aprile e, con esso, torna naturalmente il Festival Resistente, per celebrare e festeggiare l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal fascismo. ‘Motivi per Resistere’, questo il filo conduttore che animerà la tre giorni della sedicesima edizione del Festival Resistente. Tre giorni di dibattiti, mostre, teatro e musica, tre giorni per stare assieme e ricostruire ancora una volta nella cittadella del Cassero attimi di socialità di una comunità che resiste. I ‘Motivi per Resistere’ nascono spesso come un fatto privato, e la Resistenza stessa ci insegna che, nella storia, il privato spesso diviene cosa pubblica. Parlare dei motivi per cui si resiste diventa quindi una opportunità per comprendere la resistenza partigiana, indagarne i motivi ispiratori e coglierne spunti per nuovi percorsi, per nuove resistenze. “Il sole non nasce per una persona sola, la notte non viene per uno solo. Questa è la legge, e chi la capisce si toglie la fatica di pensare alla sua persona, perché anche lui non è nato per una persona sola. I miei figli hanno sempre saputo che c’era da morire per quello che facevano, e l’hanno continuato a fare, come anche il sole fa l’arco suo e non si ferma davanti alla notte.” Così scriveva Alcide Cervi ricordando i sette figli assassinati dai fascisti durante la Resistenza, e così ci piace pensare ai tanti motivi che hanno animato, e tutt’oggi animano le scelte dei tanti ragazzi che hanno deciso da che parte stare. L’Associazione Festival Resistente da sedici anni coltiva ‘Motivi per Resistere’, come mille papaveri rossi; lo fa grazie al contributo delle istituzioni e delle tante associazioni, lo fa grazie al contributo fondamentale dei volontari che rendono possibile il Festival, lo fa perché crede che oggi più che mai c’è l’esigenza di provare a ricostruire spazi dove memoria storica, ricerca, impegno sociale, alternativa, solidarietà e felicità possano stare insieme. Nel nostro piccolo questo spazio lo chiamiamo Festival Resistente. Buon Venticinque Aprile e buon Festival a tutti! Il Circolo Arci ‘Associazione Festival Resistente’

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Il 25 Aprile, è una data che segna per l’Italia la fine della Seconda Guerra Mondiale. Quel giorno, però, nei ricordi di coloro che quel momento lo hanno vissuto e nei pensieri di tutti quelli che hanno ascoltato i racconti dei testimoni, non rappresenta solo la “fine della guerra”: fin da subito è stato il giorno della “Liberazione”, perché di questo e di niente di meno si trattò. Un’unica, grande “Liberazione” scaturita da molte “Resistenze”: la resistenza contro la macchina bellica nazista, la resistenza nei confronti della dittatura fascista, la resistenza di fronte alla paura e alle sofferenze che segnarono quegli anni. Molti hanno combattuto per questa Liberazione, ponendo fine ad un conflitto che aveva devastato le città e le campagne e annullando, finalmente, un potere che per vent’anni aveva calpestato i diritti degli italiani trascinandoli nel degrado morale e nella rovina materiale. Il nostro tempo avverte la difficoltà del ricordare; siamo nella fase di passaggio, quando la memoria “vivente” dei sopravvissuti, per non essere dispersa, deve trasformarsi in memoria “culturale”. Per questo nessuno è esente da riflessioni: ognuno deve fare i conti con i drammi e le opportunità che il XX secolo ci ha consegnato, lavorando per costruire su basi solide l’Europa della pace, dei diritti, della democrazia e della partecipazione. Vi è sempre un motivo per resistere. Vi è sempre un motivo, soprattutto, per farlo insieme Enrico Rossi Presidente Regione Toscana

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Motivi per “resistere” ce ne sono sempre stati e continueranno ad essercene. La categoria del “resistere” è intimamente legata alla presenza di ingiustizie nel mondo in cui viviamo, in ogni paese, in ogni tempo. Alcuni luoghi e realtà sono più fortunati di altri ma lo sfruttamento di chi non ha niente da offrire “in cambio”, la discriminazione e la paura delle diversità, l’ignoranza dei diritti, il disprezzo dei doveri e della “cosa pubblica”, sono elementi che resistono come l’erba cattiva. Il 25 aprile di 69 anni fa l’Italia uscì dall’oppressione della dittatura nazifascista, capace di riassumere in sè l’intero spettro delle cose contro cui resistere. E in parecchi allora ebbero il coraggio di sfidare quel “male”, di rischiare la propria vita e quella dei propri amici e familiari in nome della libertà. Una libertà che ancora oggi, appunto, vediamo spesso in pericolo, sottovalutata, persino derisa da chi vi ricorre demagogicamente e con protervia per solleticare gli istinti più bassi dell’essere umano. Ma la libertà è un valore assoluto e chi è morto per difenderla meriterebbe un riconoscimento meno rituale. Chi resiste oggi, come ieri, lo fa perché ciò che è giusto lo è per sempre e non cambia in base agli eventi o, peggio, in base alle mode. Ciò che è giusto è fatto di poche ma importanti cose; la libertà e la promozione dei diritti civili, la pace e l’amore per le diversità. Il tutto all’interno di un contesto di doveri condivisi, di principi comuni di solidarietà e rispetto e di un sistema di regole che nell’Italia post 25 aprile trovò una sintesi nei “diritti fondamentali” previsti dalla nostra Costituzione repubblicana. Chi ama davvero il proprio paese non si riempie la bocca della parola “patria” solo in alcune occasioni o per contrapporla ad altri, ma lo fa concretamente nei confronti del prossimo, delle regole comuni di convivenza e dell’ambiente che ci circonda. Emilio Bonifazi Sindaco Comune di Grosseto Giovanna Stellini Assessore Cultura Comune di Grosseto La lotta impari, la vita alla macchia fatta di stenti e freddo, poco cibo e paura costante. La Resistenza entra nel nostro immaginario attraverso questa narrazione cupa per arrivare ad una vittoria ancora più splendente. Eppure se chiederete ai partigiani, quelli che ancora Resistono, i motivi che li spinsero a lasciare tutto e andarsene alla macchia la risposta più frequente sarà “per amore”. Certo, fu odio della guerra, del fascismo e dell’invasore, ma soprattutto fu amore della libertà, della pace, amore di un bene comune supremo che portò tanti consapevolmente a sacrificarsi. Impariamo ancora dai Partigiani a resistere quotidianamente, a non abbandonarci al torpore del quotidiano, delle soluzioni senza alternativa che ci vengono proposte, diventiamo oggi Partigiani di questa Resistenza dei valori e degli ideali per completare il sogno del Partigiano Giovanni Pesce: “Generazioni intere si educheranno all’amore per il loro paese, all’amore per la libertà, allo spirito di devozione illimitata per la causa della redenzione umana sull’esempio dei mirabili garibaldini che scrivono oggi, col loro sangue rosso, le più belle pagine della storia italiana”. ANPI Provinciale ‘Norma Parenti’ Grosseto (www.anpigrosseto.wordpress.com)

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Torna il Festival Resistente, in quello che per noi toscani è il 70°, anche se oltre la Linea Gotica un anno ancora di guerra e Resistenza fu necessario per arrivare a liberare tutto il paese. Festeggiamo la nostra Liberazione con il contributo di una festa minore, ma importante, che ci siamo regalati nel 2013: il 20° anniversario dell’Istituto. Proponiamo così una mostra di foto e documenti su fascismo, guerra e Resistenza, tratti dal nostro archivio. Il cuore delle novità del 2014 è costituito dal sedimento del sapere storico che progressivamente si accresce. Così possiamo parlare con più sicurezza della storia dei martiri d’Istia; possiamo dedicare alla più sconosciuta fra le stragi - San Leopoldo, 12 giugno 1944 - una giornata per visitare il luogo e leggere lì una cronaca essenziale dell’evento nel nuovo cartellone. Il tutto sta nel contesto del grande lavoro di creazione di una anagrafe nazionale delle stragi nazifasciste, che hanno in corso, anche con la nostra partecipazione, la rete nazionale degli Istituti storici della Resistenza e l’ANPI nazionale, con il sostegno del governo della Germania. Ci piace l’idea di incontrare i soci nel contesto del Festival. La festa della Liberazione per l’ISGREC è dedicata a Ivano Tognarini. Gli dobbiamo gratitudine per l’impegno civile e gli studi di una vita, spesi anche per noi grossetani. ISGREC – Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea - (www.isgrec.it) Il Festival Resistente rappresenta un evento significativo ed essenziale per la nostra memoria in quanto ci permette di apprezzare un passato a cui dobbiamo molto. E’ per queste motivazioni che la Rete degli Studenti Medi collabora all’ organizzazione del Festival e s’impegna a rinnovare gli ideali tipici della Resistenza. Il confronto generazionale permette a noi ragazzi di rivivere, per quanto sia possibile, lo scenario vissuto durante quegli anni, dandoci così la possibilità di reinterpretarlo e affrontarlo. La Rete è rappresentativa di tutti gli studenti e durante quest’ iniziativa cerca di ristabilire il giusto rapporto tra presente e passato. Rete degli Studenti Medi Grosseto (www.retestudentigr.altervista.org)

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GIOVEDÌ24APRILE ORE 15.30: “Resistenza e Costituzione” (incontro con le ANPI di Carrara e Grosseto). La lotta partigiana di Liberazione nazionale dalla dittatura nazi-fascista permise di trovare la forza concorde per fondare la nostra Repubblica democratica ed antifascista sul patto sancito dalla Carta Costituzionale, che oggi si vorrebbe alterare. I partigiani di allora e l’ANPI di oggi ritornano a difendere la Costituzione. Ha scritto Pietro Calamandrei: “Oh giovani, se volete sapere dove fu scritta la Costituzione, andate sulle montagne dove caddero i partigiani!” Intervengono: Giorgio Lindi (Presidente sezione ANPI di Carrara), Ferdinando Sanguineti (Partigiano combattente ANPI di Carrara), Leo Biserni (Operaio Olivetti ANPI di Carrara), Giuseppe Corlito (Presidente sezione ANPI “E. Palazzoli” di Grosseto), Amelio Machetti (Partigiano combattente ANPI di Grosseto) ORE 17.30: Inaugurazione Mostra ISGREC “Cronologie. Biblioteca e Archivio visitano la città”. Solitamente il pubblico visita la biblioteca o l’archivio dell’ISGREC nella loro sede. Rovesciando il rapporto, biblioteca e archivio visitano la città, entrando nello spazio del centro storico, in un’ottica analoga a quella con cui un’opera d’arte viene mostrata e si mostra al pubblico. Cronologie segna il nostro tempo di vita e il tempo della storia del Novecento, raccontato dai nostri documenti, periodo per periodo; testimonianze locali e tracce della grande Storia si intrecciano in profondità, mostrando con chiarezza il rapporto tra ciò che è vicino alla vita di ciascuno e ciò che è più lontano. Il racconto del vissuto individuale e collettivo del territorio si fa memoria e patrimonio condiviso di un valore che è indipendente dal pur profondo e frequente passaggio della grande Storia. Nella mostra c’è anche la testimonianza del cammino di conoscenza che ha impegnato l’Istituto durante questi vent’anni; perché i documenti e le risorse di emeroteca sono da sempre il pane quotidiano delle ricerche dell’Istituto. La mostra rappresenta frammenti delle storie della prima metà del Novecento grossetano: fascismo, seconda guerra mondiale, Resistenza: una mappa delle conoscenze elaborate o in costruzione, raccontate per indizi attraverso il mosaico dei fondi archivistici, raccolti nel tempo grazie a depositi, donazioni, acquisizioni varie. Alcuni tra i documenti ritrovati - lettere autografe, vecchie foto - sono un contributo alla sottolineatura dell’anno in corso, 70° della Liberazione. C’è poi qualcosa di speciale, come il tesserino da caccia di Attilio Sforzi, con il foro del proiettile che l’ha ucciso, quando fu fucilato da un plotone d’esecuzione di fascisti a Maiano Lavacchio, insieme agli altri dieci martiri d’Istia. Chiesa dei Bigi) “ L’anima di chi è legato per la maggior parte del tempo a una macchina, rimane anch’essa imprigionata” (A.Olivetti) La performance teatrale ripercorre le vicende della fabbrica MABRO. L’opera è interpretata da un gruppo di operaie che sono da lungo tempo in lotta per far sopravvivere l’attività e mantenere il posto di lavoro. A Grosseto tutti hanno sentito parlare della lunga crisi di questa azienda , ma chi non è direttamente coinvolto ha informazioni superficiali, distorte e per questo motivo può esprimere facili giudizi. Parafrasando un canto popolare si potrebbe dire: Se perdere il posto di lavoro vi sembra poco, provate voi a farvi licenziare e capirete la differenza fra disoccupazione e occupazione. Lo spettacolo si snoda attraverso differenti quadri che possono suscitare il riso fino a quando non si capisce che si tratta di vita vissuta, mostra quali grovigli di interessi, quali sospetti si addensano attorno alle vicende della Fabbrica, come questa non è una storia “locale”, ma è comune ad un grandissimo numero di realtà. ORE 18.30: Teatro Studio e Libreria delle Ragazze presentano: “M A B R O. Storie di ordinario lavoro” (performance teatrale, presso la

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La performance è realizzata, sotto la guida di Mario Fraschetti, dal gruppo delle operaie della RSU e da alcuni allievi attori del Teatro Studio. Lo spettacolo utilizza racconti, testimonianze, articoli e documenti su fatti realmente accaduti e quindi viene continuamente aggiornato, evolvendosi con l’evolversi della vicenda. Teatro di informazione e denuncia in cui riecheggia il teatro dell’assurdo e il teatro operaio di B. Brecht. Partecipano: Gianni Bartolini, Vanna Carmignani, Ivonne Cupola, Francesca Ferrari, Mario Fraschetti, Laura Galli, Dina Guidarini, Manola Mengozzi, Nadia Perino, Giuseppe Reale, Vincenzo Reale, Giulietta Sgaragli, Beatrice Solito, Giorgia Tacconi, Carla Tognazzi. ORE 19.30: Aperitivo inaugurale del Festival Resistente “Canzoni contro la natura” è l’ottavo album in studio degli Zen Circus, il terzo interamente in lingua italiana. In merito alla produzione dell’album gli Zen dichiarano: “Canzoni contro la natura” è un disco che ci rappresenta al 100%. Non c’è stato nessun produttore e nessun fonico a seguirci, per la prima volta abbiamo deciso di occuparci in prima persona di ogni fase della sua realizzazione. Il nostro obiettivo era inscatolare nella maniera più fedele possibile l’energia e la naturalezza che si respirano a pieni polmoni nei nostri live e che purtroppo raramente abbiamo ritrovato nei nostri dischi.” Energia quindi. Quella stessa energia che nel corso degli anni ha fatto degli Zen Circus una delle band più credibili e seguite del panorama rock italiano. Un disco pieno di contrasti: Dalla psichedelia visionaria di un dio che si manifesta sotto forma di pianta in “albero di tiglio” alla title track dove un “cameo” del grande poeta Giuseppe Ungaretti ci ricorda che “tutti gli uomini sono anormali, contro natura”, fino alla poesia realistica e urticante di “Viva” brano che apre il disco e manifesto di un inquietudine, di una sensibilità “altra” che sfocia poi nella rabbia del finale dove vengono elencati uno ad uno tutti i “Viva!” urlati a squarciagola dagli Italiani, nessuno escluso. Italia che non è più al centro della narrativa come era accaduto con “Andate tutti affanculo” o “Nati per subire”: la band pisana canta di qui e ora come ha sempre fatto, ma questa volta usa la realtà intorno a noi per analizzare l’eterno scontro fra natura umana e madre natura. ORE 22.00: THE ZEN CIRCUS (concerto) A seguire: Dj set con i P’Artigiani del Rock!

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VENERDÌ25APRILE 25 aprile 1945 – 25 aprile 2014. 69° anniversario della Liberazione dell’Italia dal fascismo. ORE 10.30: partecipazione al corteo e alle commemorazioni ufficiali nel centro storico di Grosseto. n° 333/4949539) FESTA DELLA LIBERAZIONE ORE 12.30: Pranzo Resistente al Cassero (consigliata prenotazione al ORE 15.30: “Working Class Heroes. Lottando per il futuro.” Una mostra, un libro. Portfolio fotografico di Francesco Masangui realizzato tra il 2011 e il 2012 che focalizza l’attenzione sulle nuove forme di protesta, di partecipazione e di solidarietà sociale. Il titolo del libro evoca la canzone di John Lennon che fa emergere l’egoismo nei confronti della classe lavoratrice. “...Del lavoro non se ne potrà mai fare a meno, cambieranno le forme del lavoro ma non la sua funzione creativa.” (H. B.). “Così, di nuovo, scioperi, manifestazioni, cortei, questa volta non per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, ma per sopravvivere, per continuare a sperare in un futuro...” (Pablo Gorini). Partecipano: Francesco Masangui (Autore libro), Claudio Renzetti (Segretario Provinciale CGIL), Eleonora Caso (vice-Presidente sezione ANPI “E. Palazzoli” di Grosseto), Gianluca Mengozzi (Presidente Arci Toscana). ORE 16.00: “I draghi e le nuvole” (teatro di animazione per bambini, a cura del Teatro Studio) Alcune volte osservando il cielo avrete pensato: ”Guarda! Quella nuvola somiglia a un drago!... ma dovete sapere che alcune a volte accade, che siano proprio i draghi a somigliare a delle nuvole...” I draghi-nuvola, rappresentazione delle divinità dell’acqua nella mitologia cinese, diventano, in questa narrazione, metafora di una storia sul diritto di vivere in un ambiente pulito e il dovere di impegnarsi per la sua salvaguardia. La fiaba prende spunto dalla problematica ecologica dell’inquinamento, mescolando l’animazione teatrale, col teatro d’attore e coinvolgendo i bambini nella drammatizzazione (con travestimenti e azioni sceniche), in un incalzare di “colpi di scena”, filastrocche, improvvisazioni e canzoni.

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Verranno così “narrate le gesta” di bambini-cittadini coraggiosi, che attraverso un viaggio irto di ostacoli, sapranno riportare l’equilibrio tra l’uomo e la natura. Interpreti: Daniela Marretti, Enrica Pistolesi, Luca Pierini. Testo e Regia: Mario Fraschetti. Luca Mandrie e Umberto Migliaccio, disegni di Maurizio Ribichini, animazioni di Salvo Santonocito e Adriana Mestichella). “Non c’è altra via che combattere, questo è il fatto. Dal lavoro si può andare in pensione, dalla lotta no” (Giovanna Marturano) Giovanna Marturano, antifascista classe 1912, clandestina durante la dittatura e partigiana delle Brigate Garibaldi durante la Resistenza, è una piccola donna di 101 anni con la gioia di vivere di una bimba. Nelle sue parole risuona la storia del ‘900 italiano, quella di una donna di una famiglia comune, come la definisce lei, ma che comune non è. E’ una storia di parte, di quella parte che ha lottato contro il totalitarismo fascista e per la giustizia sociale. Il film racconta il suo percorso esistenziale, dai ricordi di bambina che vide la marcia su Roma, fino alla lettura del presente e al suo costante e continuo impegno politico. Questo documentario ha due particolarità che lo rendono unico: è animato ed è stato prodotto attraverso la modalità di produzione dal basso. I racconti di Giovanna sono “illustrati” da disegni ed animazioni realizzati da Maurizio Ribichini, in collaborazione con Salvo Santonocito e Adriano Mestichella. Le parole di Giovanna prendono forma attraverso il disegno e ci conducono in una nuova dimensione, dove ricordo personale e storia si fondono e confondono. “Bimba col pugno chiuso” è prodotto da 441 persone e realtà associative, sparse in tutta Italia e non solo, che hanno scelto di sostenere la sua realizzazione, attraverso la campagna di crowdfunding lanciata sul portale www.produzionidalbasso.com LA MEMORIA E’ UN INGRANAGGIO COLLETTIVO! ORE 17.30: “Bimba col pugno chiuso”. Un secolo di storia attraverso lo sguardo di una bimba di 101 anni (documentario animato di Claudio Di Mambro, ORE 18.00: “Resistenza nell’Identità”. Visita guidata al Bastione Fortezza - Cassero Senese (a cura di Coopera soc. cooperativa). Il Cassero Senese rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per la storia grossetana e della Maremma. Il percorso guidato che le guide di Coopera propongono si muoverà alla scoperta dei baluardi della fortezza di epoca medicea, del cassero e della piazza d’armi interna, per offrire ai visitatori un momento di conoscenza storica e consapevole del monumento che da anni è ormai sede privilegiata del Festival Resistente. La visita, coordinata da Guide Turistiche e da archeologi, racconterà le trasformazioni della storia grossetana lette attraverso il cambiamento delle architetture e delle tecniche di difesa della città. Svelerà inoltre gli accorgimenti e i modi di costruire che si sviluppano allorché il cambiamento delle tecniche di guerra porta alla nascita delle nuove fortezze dette “alla moderna”, di cui le nostre mura ed il bastione Fortezza costituiscono uno splendido e raro esempio. Abbiamo voluto offrire in questo modo il nostro contributo al Festival Resistente e alla città convinti che la prima forma di Resistenza sia costituita dalla conoscenza e dalla consapevolezza del proprio passato e della propria identità culturale e territoriale, e che la memoria di questi valori costituisca una priorità ed un valore aggiunto per ogni manifestazione di tipo culturale, di cui il Festival Resistente costituisce un esempio mirabile e virtuoso.

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ORE 19.30: premiazione dei vincitori del concorso letterario “Un motivo per Resistere”. Band di Milano che suona una miscela aggressiva di musica mediterranea, polke indemoniate, klezmer geneticamente modificati, tarantelle incattivite. Chitarre elettriche surf e una sezione fiati generosa. Il loro ultimo disco Bellydancer (GodzillaMarket) Mediterraneo e metropoli, immagini evocative e paesaggi sonori diversi. Rimane l’intento coreutico viscerale e urgente, ma l’orizzonte questa volta si allarga a perdita d’occhio. La danzatrice del ventre è l’interprete ideale di queste suggestioni: influenze mediorientali, tradizioni mediterranee, vita intensamente urbanizzata, lo skyline elettrificato delle luci della città; la bellydancer è allo stesso tempo un concentrato di tradizioni e una attrazione da ristorante etnico in un luogo metropolitano qualunque, un concetto (una suggestione) trasferibile e trasportabile a piacere, isolato dal contesto e allo stesso tempo messaggio identitario, connotazione forte, insegna luminosa su uno sfondo intercambiabile. Il discorso non è né unitario né omogeneo. La conclusione è che a noi piacciono cose diverse fra loro e più che trovare un filo conduttore o un tema dominante, ci interessa concentrare cose diverse in un unico punto di fuoco. In questo senso “Bellydancer” rappresenta una selezione rappresentativa dei nostri spettacoli, in cui prediligiamo l’aggressione danzereccia diversificata. ORE 22.00: FIGLI DI MADRE IGNOTA (concerto) A seguire DJ PRAVDA Nelle pochissime interviste rilasciate, Dj Pravda sostiene di essere nato il 31 marzo 1972 a Leningrado (“ora tristemente ribattezzata San Pietroburgo” dice lui stesso) da madre russa e padre bolognese. Le notizie sulla sua vita sono frammentarie e molto incerte, non ci sono documenti né foto che possano testimoniare il periodo della sua gioventù. L’unica certezza è che ormai da qualche anno questo anomalo personaggio della scena alternativa europea incendia le sale con dj sets a base di un letale mix di balkan beat, gipsy groove, russian ska, tarantella e latin patchanka!! Un viaggio immaginario e a tratti lisergico tra gli Urali, i Balcani, gli Appennini e i Pirenei passando attraverso tutto il Mediterraneo, in due parole World Music, ma quella che non ti fa tenere ferme le gambe e ti costringe a ballare! Le sue apparizioni nelle sale del vecchio continente contengono sempre un alone di mistero, vengono spesso annunciate poche ore prima e c’è chi tuttora sostiene che DJ Pravda in realtà non sia mai la stessa persona.

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ORE 15.00: “live graffiti performance” (a cura dell’Associazione Artefacto). SABATO26APRILE La performance di pittura dal vivo avrà come tema “Motivi per Resistere”, gli artisti dell’Associazione Artefacto interpreteranno questo tema con il coinvolgimento del pubblico. L’Associazione artistico culturale Artefacto nasce dal bisogno concreto di costruire un vero e proprio ponte di collegamento tra la cultura in genere e il mondo dei giovani, privilegiando come punto di vista quello critico dell’arte, sempre attenta e sensibile alle varie situazioni storiche e sociali e alle differenze etnico culturali. L’Associazione porta con sè un’importantissima esperienza nel campo del writing e della street art, consolidata dal fatto che gli stessi fondatori sono parte del nucleo storico del writing toscano, nonché artisti quotati a livello nazionale nel mondo dei graffiti. ORE 15.30: insieme all’ISGREC parliamo dei Martiri d’Istia con i libri e con la voce. Distribuzione del libro “Per noi il tempo s’è fermato all’alba” di Marco Grilli, e reading di Luca Bonelli di brani tratti dalle pièces teatrali “Oltre il Ponte” e ‘AG 46”. Quest’anno la prima tra le proposte attinenti i temi del 70° è stata per l’ISGREC la pubblicazione di un libro importante per la comunità grossetana: ‘Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia’, di Marco Grilli. Lo abbiamo presentato esattamente a settant’anni dalla strage, il 22 marzo, insieme a Marcello Flores e a Simone Duranti. Nel contesto del Festival riproponiamo il tema dell’uccisione degli undici ragazzi, voluta e compiuta dai fascisti repubblicani di Grosseto. Si tratta di una replica che tiene conto dei caratteri della memoria di quel 22 marzo. Fa parte come pochi altri accadimenti del patrimonio di ricordi e dell’identità della città, come prova la cerimonia laica e religiosa tenutasi ogni anno, fin dal 1944, come testimonia la precoce e ampia inchiesta del Comitato di Liberazione Nazionale grossetano, prima del “processone” per i crimini del fascismo repubblicano. Nel corso del tempo letteratura, musica popolare, teatro hanno visitato la memoria dei ragazzi uccisi; ora anche la ricerca storica. Nel Festival a parlare dei martiri saranno i libri in distribuzione e la voce di Luca Bonelli. Leggerà testi recuperati da due pièces teatrali: la più vicina AG46, prodotta proprio dall’ISGREC (regia di Luca Bonelli, Federico Borselli, Luigi Zanetti); la più lontana Oltre il ponte, scritta e rappresentata da Mario Sermoni, nel 1974. Ormai oltrepassata la soglia dei vent’anni, l’ISGREC si propone ai soci con il patrimonio delle attività compiute e l’eredità raccolta da un lavoro di progressivo arricchimento di esperienze e beni culturali, risorse umane e produzioni. Il Festival Resistente in quest’anno particolare è il contesto appropriato per un momento di incontro con quanti già ne fanno parte, ma anche di proposta finalizzata all’espansione della vita interna dell’associazione e del numero degli associati, in proporzione alla crescita del contributo che è in grado di offrire. ORE 16.30: l’ISGREC incontra i soci. ORE 17.30: l’Associazione RaccontIncontri, in collaborazione con Soroptimist Club di Grosseto presenta: “”Alice, la guardia e l’asino bianco” (i racconti delle detenute del carcere di Sollicciano, a cura di Monica Sarsini). Questo è il secondo libro curato da Monica Sarsini con i racconti intensi e coraggiosi

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scritti dalle detenute del carcere di Sollicciano di Firenze e che pongono all’attenzione le difficili condizioni di vita delle donne in carcere. “Chi sono? Chi sono diventata? Come ti può cambiare una carcerazione lunga? Io non lo so, difficile rendersene conto, qualcuna dice: “Sono diventata più forte”, “Ho imparato a dire no”, brave! Tutte consapevoli di loro stesse, della vita; tutte strafiche, super intelligenti, davvero dei fenomeni.[…] Una delle poche sicurezze che ho è che il carcere amplifica ogni cosa, cosicché i miei infiniti difetti diventano piccole tragedie, quelli di cui mi rendo conto, chissà quanti ce ne sono di cui non ho coscienza; chissà la faccia quando mi sentirò fare una dichiarazione, se la riceverò, se ci sarà qualcuno con così tanto senso dell’umorismo. Di sicuro qualcosa in me è cambiato, ma non so cosa, sono meno tollerante, ma non ho idea se sia una caratteristica ormai acquisita o se fuori torno come prima; questo, come molto altro, lo potrò appurare solo un domani”. ORE 18.00: “Resistenza nell’Identità”. Visita guidata al Bastione Fortezza - Cassero Senese (a cura di Coopera soc. cooperativa) - Vedi iniziativa 25 Aprile. Breaks, Funk e musica Rap accompagneranno i nostri Street Dancers in una session di BreakDance e Hip Hop Dance senza sosta! ORE 19.30: Street Dance Cypher Session! Breakdance and Hip Hop on the floor! ORE 21.30: Concerto delle band finaliste del concorso musicale “Motivi per Resistere” (SANTASANGRE - ATREIO - LUOGHI COMUNI) I Gallara dal 1999 sono i portavoce del più stravagante rock strumentale suonato in Italia. Fumosi asfaltatori di lande desertiche, sfuggevoli a tutta birra su strade tarantiniane, creatività e sperimentazione su atmosfere lontane anni luce, ma così contemporanee da sembrare familiari. Organi Hammond, chitarre ultra-reverberate, percussioni tribali, vibrafoni in lontananza, qualche sortita punk-funk ed ritmi latinoamericaneggianti usciti da vecchi nightclub raggiungibili solo con macchine d’epoca, tra quartieri neri e calore estivo che ti succhia la pelle. Una colonna sonora lounge che dagli anni 60 ci porta al futuro. Eccitanti, goliardici, liberatori e fieri del loro Rock’n’roll-Samba-Funk. Una scossa alle giunture, il sudorino euforico sulla pelle, i pizzicotti al nervolino dell’intelligenza. ORE 22.30: GALLARA (concerto) A seguire: Dj set con i P’Artigiani del Rock!

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Pedalare, Resistere, Pedalare! Percorsi di Liberazione DOMENICA27APRILE In bicicletta sul percorso della Memoria dei ‘Martiri di San Leopoldo’ (in collaborazione con ISGREC, FIAB Grossetociclabile) Il 12 Giugno 1944 a San Leopoldo, presso Marina di Grosseto, un graduato e due militari tedeschi incaricati di far saltare il ponte sulla Fiumara per preparare la via della fuga, si recarono presso il casello del Genio Civile dove una famiglia del luogo ospitava alcuni sfollati. I tedeschi ordinarono l’allontanamento dei civili, i quali avevano un permesso di residenza nella zona. Difficile capire come la situazione degenerò: i tedeschi aprirono il fuoco, gettarono bombe a mano e spararono colpi di pistola dentro una boltola dove avevano trovato riparo altri sfollati. Le vittime civili furono sei. Oggi l’Associazione Festival Resistente, ISGREC e FIAB Grossetociclabile dedicano, alla memoria dei Martiri di San Leopoldo, ‘Pedalare Resistere Pedalare! Percorsi di Liberazione’, un’iniziativa realizzata nell’ambito dell’evento nazionale promosso dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) finalizzato a tenere viva la memoria della Resistenza. Programma: ORE 9,00: Ritrovo e iscrizione presso il Cassero Senese (Mura Medicee di Grosseto) ORE 9,30: trasferimento in bicicletta a Marina di Grosseto (punto d’arrivo Pattinodromo angolo Via Maroncelli - Via Montreuil) da dove, dopo una breve presentazione dell’evento, inizierà il percorso storico che porterà i partecipanti sul luogo della strage di San Leopoldo (arrivo previsto ore 11,00). Dopo la commemorazione, curata dall’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, il rientro in città con arrivo alle ore 13,00 circa. Itinerario completamente pianeggiante, Km totali 29 di cui circa 4 su strada a fondo naturale. Bici consigliata - city bike - itinerario facile. Quota di partecipazione: 2€, quale compartecipazione alle spese assicurative RC e infortuni. Info e iscrizioni 329/2157746. (www.isgrec.it - www.grossetociclabile.it - www.fiab-onluws.it )

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Al Festival Resistente vi aspetteranno inoltre le associazioni partner (ARCI, ANPI, ISGREC, Libera, Legambiente, Associazione Raccontincontri-Libreria delle Ragazze, Rete degli Studenti Medi di Grosseto), un mercatino di artigianato locale, stand gastronomici per saziare l’appetito, un interessante bar dove degustare un aperitivo e sfogliare le proposte delle edizioni Effigi e... ... e se il Festival Resistente non ti basta e vuoi goderti un soggiorno nella Maremma toscana in pieno relax e a prezzi convenienti, immerso nella pineta di Marina di Grosseto ti accoglierà il Camping Village ‘Il Sole’: www.campingilsole.it - Tel: 0564/34344 La XVI edizione del Festival Resistente è realizzata con il contributo della Regione Toscana, in collaborazione con ISGREC, ANPI Comitato provinciale ‘Norma Parenti’ di Grosseto, ANPI Sezione ‘Elvio Palazzoli’ di Grosseto, ARCI Comitato provinciale di Grosseto e Rete degli Studenti Medi Grosseto, con il patrocinio della Provincia di Grosseto e la co-organizzazione del Comune di Grosseto. Il Festival Resistente si svolge inoltre sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. La manifestazione è realizzata con il contributo del Camping Village ‘Il Sole’ di Marina di Grosseto, Associazione Culturale La Quercia di Grosseto, Unicoop Tirreno, Unicoop Tirreno - Sezione Soci di Grosseto, CGIL Camera del Lavoro di Grosseto, Coop. Uscita di Sicurezza, CoopEra. Si ringraziano per la speciale collaborazione: FIAB Grossetociclabile, Wasabi, Effigi, Legambiente, Libera, Chimenti Distribuzione, Dagelli e Simiani Illuminazioni, CTP 2000 s.r.l., Giovanni Vernucci, lo studio di comunicazione & marketing Kalimero, Spazio 72 e il Circolo ARCI ‘Khorakhanè’. Un grazie per la tenacia e per l’impegno va a tutti i soci dell’Associazione Festival Resistente, senza il loro determinante contributo questo Festival non riuscirebbe a vivere. In caso di maltempo i concerti si svolgeranno presso il Circolo ARCI ‘Khorakhanè - Spazio72’ di Grosseto, via Ugo Bassi.

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