Giornalino Marzo 2014

 

Embed or link this publication

Description

Giornalino Marzo 2014

Popular Pages


p. 1

ACCADEMIA DELL’ INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) Esce in data non prestabilita ed è destinato ai fedeli cristiani praticanti ai sodali del gruppo dei poeti del capoluogo e delle frazioni bonifatesi ai compaesani appartenenti all’ associazione “Radici” residenti a Roma MARZO - APRILE 2014 20 aprile, Pasqua di Risurrezione: auguri a tutta la comunità LA PASQUA DI QUANDO ERAVAMO BAMBINI di Pasquale Filippelli Fatta baldoria il martedì di carnevale (semel in anno licet insanire), la mattina del giorno successivo, prima di recarci a scuola da dove gl’insegnanti ci avrebbero condotti in chiesa per ricevere sul capo le sacre ceneri (memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris), era nostra viva preoccupazione di appendere accanto all’uscio una pupattola raffigurante la quaresima (Carajìsima) con cinque penne di gallina infisse nella testa. Avremmo tolto quelle penne, una alla volta, ogni domenica del periodo quaresimale. Nei venerdì di detto periodo l’antica chiesa fatto di lì a poco. Quelli che vivevamo (immecittadellese di San Michele, allora matrice, si diato dopoguerra) erano ancora tempi di maaffollava a sera di fedeli e, soprattutto, di bamgra, ma il giorno di Pasqua c’era anche della bini desiderosi di assistere alla suggestiva carne sulle tavole imbandite. Primo piatto, la funzione della via crucis (14 stazioni a quel pastasciutta con sugo d’agnello o di capretto. tempo) guidata dal parroco don Michele VigLa pasta veniva fatta in casa: di solito gnocchi giano con l’assistenza di un ragazzo (crucifeo strangogliaprìviti (affogapreti). E c’era sulle ro) che portava la croce processionale. tavole, soprattutto per la delizia dei piccoli, abIl venerdì santo veniva da fuori un sacerdote bondanza di dolci caserecci, a cominciare dalpassionista per commentare i momenti della la tradizionale pizzàtula, la gustosa pasta dolpassione e morte di Nostro Signore (Padre, ce lievitata e cotta al forno, con sopra uno o perdona loro; ho sete; oggi sarai con me nel più uova, con o senza nàspiru (bianca miparadiso; Padre, perché mi hai abbandonato?; scela di zucchero e albume) sulla superficie. tutto è compiuto; Padre, nelle tue mani affido il I bagordi della domenica proseguivano lunemio spirito). Negli intervalli, mentre il predidì di pasquetta. L’uscita fuori porta era chiacatore (di solito un anziano con una lunga barmata allora (come oggi, del resto) pascùni. Se ba bianca) si sedeva e rifocillava attingendo non pioveva andavamo sui prati a correre, giosorsi da una bottiglina, un fantastico trio ci care e poi consumare le tante leccornie di cui proponeva di volta in volta una strofa dell’inno le nostre mamme avevano riempito capaci sacro manzoniano “La passione” (O tementi sporti e panàri. C’erano in quei contenitori gli dell’ira…). I tre indimenticabili cantori erano la avanzi del giorno precedente e altre cibarie: guardia municipale Alfonsino Romolo, Linucpolpette, frittate, uova sode e chjinèffe di patacio Cammarella e il nobiluomo Lucio De Aloe. te. Molti ragazzi preferivano andare sulla Quest’ultimo assolveva anche alla funzione di spiaggia (Santa Maria - Tre colonne verso Ceorganista accompagnatore. Al termine della traro, Parise - Sparvasile verso Sangineto) per predica attendevamo con il fiato sospeso la giocare a palla e fare, se il tempo lo contradizionale vibrante chiamata dell’Addolorata sentiva, il primo bagno di mare della stagione. da parte del passionista: Vieni, Maria, a prenSin dalla prima settimana post pasquale il parroco e il sacrestano facevano mattina e podere tra le braccia il tuo morto figliuolo >>. La processione del venerdì santo si svolmeriggio il giro delle case per la benedizione. geva durante la mattinata e durava più di tre In qualità di chierichetto accompagnai don Miore. Poiché le campane non venivano suonate chele Viggiano negli anni ‘49 e ’50. Di solito, a motivo della morte di Gesù, erano le toccadopo la benedizione ci donavano ‘nu stuccu i’ tocca (raganelle di varie fogge e dimensioni) a savuzìzza oppure ‘nu paru d’ova, o ‘na pezza i’ farla da padrone. furmaggiu, o ‘na buttiglia i’ vinu; di tanto in Domenica l’esultanza, al “Gloria” annunciato tanto qualcuno metteva una moneta nel secal paese dai rintocchi delle campane. Quindi la chiello dell’acquasanta. Quando ‘u panàru si grande Festa: noi bambini eravamo i più felici riempiva, ritornavamo a casa per scaricare e poiché gioivamo al contempo per la risurrepoi riprendevamo il giro. Ultima casa ad essezione del Signore e per l’approssimarsi dell’ re visitata, quella di don Achille Golletti, nei abbuffata, specialmente di dolci, che avremmo pressi della chiesa di San Michele. Ad aspet- 1

[close]

p. 2

tarci, donna Mimma la governante di quella signorile dimora. Al termine della benedizione la brava donna ci offriva pandispagna, rosolio e maraschino. A quel punto il parroco, buon conoscitore del latino, alludendo sia al dolce che stava per addentare sia al dolce momento conclusivo del faticoso giro delle benedizioni, esclamava: << Che bello, dulcis in fundo! >>. Tempi belli, allora. Anche se difficili per via delle ristrettezze economiche che angustiavano quasi tutte le famiglie cittadellesi. Belli, giacché erano per noi tempi carichi di speranze. Erano i tempi verdi della nostra vita. Pasquale Filippelli A Cittadella del Capo RINNOVO DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Pubblichiamo, di seguito, quattro delle poesie contenute nell’opuscolo. << Forse rimarranno sempre lì, nella scia del tempo, minacciati dall’onda, i malfermi tuguri degli sparuti pescatori … e donne in povertà sull’uscio attenderanno l’uomo e la ricchezza del mare avaro … e spose ansiose nel vuoto letto aspetteranno per ore la metà divisa con la notte e i bimbi attesi poi, fioriranno a iosa nei paterni tetti per crescer tristi ed invecchiare presto sul mare antico eternamente amaro >> Dalle ore 12,30 alle 18,30 di domenica 2 marzo si è svolta la votazione per la designazione di cinque rappresentanti della comunità cristiana cittadellese in seno al consiglio pastorale della parrocchia “San Francesco di Paola”. Prima dell’apertura del seggio il parroco can. don Giovanni Celìa ha ricordato dall’altare che l’elezione era stata indetta essendo venuto a normale scadenza il precedente consiglio. Don Giovanni ha altresì ringraziato i consiglieri uscenti per l’impegno profuso nell’assolvimento del loro mandato al servizio della chiesa. Il seggio era formato dal parroco presidente, dalla segretaria Concetta Laino e dalle scrutatrici Anna Maria Rossano e Silvana Rovigo. Nove i candidati; 111 i votanti. Lo spoglio ha fatto registrare questo risultato: Antonio Francesco Pugliano 41 preferenze, Emanuela Quintiero 28, Angela Colombo 18, Antonella Quintiero 7, Guido Mario Spinelli 6, Nellide Lalia 4, Pasquale Sanguinetti 3, Giuseppe Gambuzza e Pasquale Rugiero 2. Proclamati eletti i primi cinque dell’anzidetta graduatoria. Cordiali auguri di buon lavoro a essi e agli altri consiglieri nominati dal parroco quali rappresentanti dei gruppi parrocchiali. Il consiglio pastorale dura in carica tre anni. Videbis poetas… Armando Nesi di Fuscaldo Marina La poesia è tratta da un murales eseguito nell’Ottantadue alla marina di Fuscaldo e inserito poi in un’antologia a cura del prof. Pellegrino di Belmonte Calabro. Quell’anno l’amministrazione comunale commissionò opere sulla vita e l’attività dei pescatori fuscaldesi. Tra i murales da realizzare, oltre a quelli di contenuto pittorico, venne scelto un unico componimento poetico: quello, appunto, del giornalista Armando Nesi. ____________________________________________ Belvedere dorme Declina lenta la luna verso occidente in un sentiero di stelle e di nuvole alte; piove l’argento nel mare che ascolta sirene. Dorme Belvedere assorta nel suo respiro antico e il tempo si ferma e riposa. Io m’incanto e sogno… Oh se potesse destarsi un Sibarita che ha dimorato, solerte, alla valle del Lao e cedermi un vaso di coccio prodotto a Micene prima che s’imbarcasse per Poseidonia!!! Poi… risaliremmo insieme, il vecchio Coscile. Mi narrerebbe i fasti della sua Sibari prima che l’arroganza dei Crotonesi la riducesse in mille pire fumanti nel 510 a.C.! Gli parlerei dei colori della mia terra… e del brillìo delle stelle nelle notti celesti delle canzoni del vento, nelle valli profonde inondate di luce odorosa. E dello scorrere lesto del Soleo tra ontani e mentuccia. E del singhiozzo di quegli organetti che sulle aie inondate di sudore rallegravano all’oro del tramonto gli sponsali chiassosi di adolescenti belli come dei. Ma il sogno è troppo grande e lui riposa… e ad altri incontri il cuore si dispone. Come preannunciato sul Giornalino dello scorso febbraio, è uscito ai primi di marzo l’opuscolo “Videbis poetas…” relativo al recital di poesie organizzato dal gruppo cittadellese dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e svoltosi all’hotel San Michele di Cetraro la sera di sabato 25 gennaio 2014. Il libretto - cm. 15x21 - si compone di 40 pagine e ne è autore Pasquale Filippelli, coadiuvato per la bisogna da sua moglie Maria Rosaria Marra, coordinatrice del gruppo Poeti Nostri di Bonifati Cittadella del Capo. Oltre che ragguagli sullo svolgimento della manifestazione, il volumetto contiene anche 26 poesie (alcune in lingua, altre in dialetto) dei poeti partecipanti. È stato realizzato in proprio dagli organizzatori e non è in vendita essendo destinato ai membri del sodalizio marinaro e ai poeti presenti al “San Michele” il 25 gennaio. Teresa Rogato di Belvedere M.mo 2

[close]

p. 3

LA GINESTRA In sul fiore si pone il sole.. Tu selvaggia ti risvegli con l’aurora.. e ti riveli a noi.. Vento, tempesta sempre verde e funesta.. Tu abile ginestra.. tu fiore libero.. giallo intenso, i tuoi fiori.. arida la foglia fila verso l’alto.. quasi d’incanto va il buon Dio a trovar.. Fiore tempestoso, corrucciato, attento.. Cresci libero sulle alture dei monti.. lontano da sorgenti.. ti nutri dell’arida terra.. Il volto rugoso dell’abile contadino ti conosce e lavora col tuo manto.. Porti vita e speranza nella secca estate.. Tu fiore colorito che cresci lassù.. ove nessuno ti può raggiungere.. Oh ginestra verde di terra.. e.. gialla di sole.. anche tu possiedi un cuore.. Roberta Bandiera di Sangineto E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena >>. Anniversario Nel gennaio dello scorso anno l’anima eletta di SEVERINO LOSPENNATO s’involava alla luminosa Gerusalemme celeste (dove “non vi sarà più morte, né lutto, né lamento né affanno, poiché le cose di prima sono passate”: Giovanni, Apocalisse - XXI, 4). Le spoglie mortali di Severino furono inumate nel cimitero di Tradate. Al termine di una santa messa di suffragio celebrata nella matrice di Cittadella il 27 gennaio 2013, così conclusi la commossa testimonianza per l’amico scomparso: Severino, carissimo e indimenticabile amico, tu hai creduto ed io credo che la morte non è la fine di tutto, ma l’inizio del tempo che non ha mai fine. Ego sum resurrectio et vita, ha detto il Signore. A Lui piacendo, se avrò meritato, ritorneremo uniti, tu e gli altri con me nel gaudio eterno del paradiso. Pasquale Filippelli ________________________________________ Maschere e mascherine in gran numero nella sala polivalente a carnevale Pieno successo hanno riscosso domenica grassa (duminica muzza, cioè la domenica in cui si taglia il salame) e martedì di carnevale (l’ùrtimu iùrnu i’ carnavaru) le manifestazioni carnascialesche organizzate dal benemerito gruppo Arcobaleno del presidente Antonio Rossano, che si sono svolte il 2 e 4 marzo nella sala polivalente comunale. Ingresso libero. Felici gli adulti e, specialmente, i bambini i quali, ben numerosi, hanno potuto fruire intensi momenti di serena e festosa aggregazione offerti da un’associazione che ancora una volta ha dimostrato d’esser degna di attenzione e plauso per l’ottimo servizio reso alla comunità. Complimenti al presidente e a tutti i soci. Come accade ormai da lungo tempo, i nostri concittadini torrevecchiesi hanno festeggiato, con sfilate e carri, anche il carnevale di quest’anno. Nel loro girovagare i protagonisti si sono spinti fino alle altre parti del territorio comunale. Sono giunti come Papà Scusami papà Se non ti porto spesso un fiore Non basterebbe un giardino Quanto posto hai nel mio cuore! Papà, adulta sono anche io Come un tempo lo eri tu Con i tuoi stessi problemi E la tua stessa virtù Aiutami se puoi Fa’ sentire che ci sei! Dammi un filo di speranza Ovunque tu sarai Fa’ sentire che ci sei! Papà proteggimi se puoi Dentro di me non lo sento Ma sto crescendo Lo vedo dai miei figli E guardo avanti Di tanto in tanto mi soffermo e penso al passato! Ringrazio DIO, ho tutto dalla vita Ma dentro sapessi papà C’è un gran vuoto Nessuno sa colmarlo come te papà Lo voglio gridare al mondo intero Che questo messaggio arrivi a TE Silvana Savaglio di San Lucido Domenica 2 marzo 2014 “GUARDATE GLI UCCELLI DEL CIELO NON SEMINANO E NON MIETONO” Un brano evangelico altamente significativo e poetico, quello propostoci dal Lezionario nella VIII domenica del tempo ordinario / A : Gloria a te, o Signore (Matteo 6, 24-34) In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: << Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? al solito i pullman dei compaesani residenti al nord. Da Torrevecchia partiranno tra breve parenti e amici per restituire la visita ai propri cari. _______________________________pieffe 3

[close]

p. 4

Dal “Messaggero di sant’Antonio” di marzo 2014 a firma del direttore fra’ Fabio Scarsato Il rito delle Ceneri dà avvio alla Quaresima. Incamminiamoci lungo i sentieri di questo tempo, allora, usando mezzi come il digiuno, la preghiera, la carità, la confessione sacramentale. Perché quel fuoco che cova sotto la cenere, alimentato dalla speranza della domenica di Pasqua, ravvivato dal soffio dello Spirito, incendi d’amore le nostre povere vite. ____________________________________________ Padre David Maria Turoldo Dalla stessa rivista religiosa mensile in risposta alla lettera di un lettore Il quale scriveva: << Gentile direttore, padre David Maria Turoldo, rivolgendosi a Dio, diceva: “Se nel tuo paradiso non mi fai ritrovare mia madre, tienitelo pure il tuo paradiso…”. Io vorrei chiederle: come potremo vivere nella felicità e nella beatitudine eterna con il nostro Dio, se con noi non ci potranno essere tutte le persone che più abbiamo amato nella vita terrena? Anche quelle che, purtroppo, hanno rifiutato Dio? Condannando all’inferno chi ha sbagliato e non si è pentito dei propri peccati, nello stesso tempo Dio non condanna all’infelicità quelle anime che saranno insieme con Lui in paradiso? >>. Mi giungono spesso dai nostri lettori - risponde fra’ Fabio Scarsato - domande su come si vivrà in paradiso. E devo confessarle che ogni volta sono un po’ in difficoltà a rispondere. Non possiamo accostarci, infatti, a un tema come questo con le nostre categorie mentali terrene. Tutto ciò che riguarda l’aldilà può essere unicamente immaginato, intuito. Di certo sappiamo solo che in paradiso Dio troverà il modo di valorizzare tutto ciò che di bene e di buono abbiamo avviato nella nostra vita e quindi anche le nostre relazioni positive. Da quanto possiamo leggere nelle Scritture e nei testi dei Padri, apprendiamo che il paradiso sarà certo un luogo di felicità piena (…) nel quale sperimentare quella comunione profonda con Dio e al tempo stesso con i fratelli che sarà “estremamente deliziosa, perché ognuno avrà tutti i beni di tutti gli altri beati. Ognuno amerà l’altro come se stesso e perciò godrà del bene altrui come del proprio. Così il gaudio di uno solo sarà tanto maggiore quanto più grande sarà la gioia di tutti gli altri beati” (san Tommaso). Già, gli altri beati. Ecco il punto da lei posto: e se tra questi non ci fossero le persone che ci sono state care in vita? Come potremo, noi, essere nella gioia? Facciamo un passo indietro e proviamo a chiederci: qual è lo sguardo con cui ci guarda il Signore? Indubbiamente è uno sguardo d’amore, ricco di misericordia per ogni creatura, la qual cosa mi fa pensare che, come ha scritto padre Turoldo, “non so come, non so dove, ma tutto perdurerà”. Sono certo che Dio ha una speranza: che anche chi si trova a percorrere strade non adeguate possa ritrovare la gioia di un amore che riempie la vita e dà senso a ogni cosa. Però, al contempo, il suo è un amore talmente grande che non può prescindere dalla nostra libertà: nel suo amore infinito egli accetta, come gesto estremo, il nostro no. Mi piace immaginare che nel cuore di Dio ci sarà sempre la nostalgia per un paradiso che egli avrebbe voluto pieno di tutti i suoi figli. Ma, al contempo, vi sarà la pace di chi sa di aver rispettato fino in fondo la libertà delle sue creature e dunque di averle, proprio per questo, infinitamente amate. Si è accennato a lui nell’articolo che precede. Nacque nel 1916 e morì nel ’92, stroncato da un male incurabile. Friulano, frate dell’ordine dei Servi di Maria, partecipò attivamente alla Resistenza, creando e diffondendo dal suo convento il periodico “l’Uomo”. Predicò in Duomo a Milano dal 1943 al ’53 e alla televisione, per qualche tempo, a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta. Fu anche un ispirato poeta. Nel volumetto “Nel lucido buio - Ultimi versi e prose liriche”, curato da Giorgio Luzzi, è contenuto questo sublime componimento a commento del salmo biblico 8: << Come splende, Signore Dio nostro, il tuo nome su tutta la terra >>. Lasciami anche dalla tomba un pertugio, che io possa ancora vedere il sole che sorge una nuvola d’oro Espero che riluce la sera in un limpido cielo. E mai abbia fine questa Coscienza che i cieli immensi comprende e più è riflesso di te che la orni di divino splendore: senza, non c’è voce che ti canti >>. 8 MARZO: GIORNATA DELLA DONNA L’otto marzo è stata celebrata alla Biblioteca Civica funzionante presso il Circolo Culturale “Città di Fella” (presidente ins.te Giuseppina Bevilacqua, segretario dr. Massimo Converso) l’ormai tradizionale Giornata della Donna. Vi hanno partecipato fra le altre: l’anzidetta presidente Bevilacqua, che ha svolto un intervento introduttivo; l’arch. Marina Cristofaro, consigliere comunale bonifatese delegato alle Pari Opportunità; la dirigente scolastica, già assessore del Comune di Cosenza, prof.ssa Maria Lucente; la dirigente scolastica dei licei di Belvedere e Cetraro, prof.ssa Maria Grazia Cianciulli; la prof.ssa Valentina Valentini, docente dell’Università della Calabria; l’ins.te Maria Rosaria Marra, coordinatrice del gruppo cittadellese Poeti Nostri; la prof.ssa Carmela Conza, docente di liceo in quiescenza; la prof.ssa Giuseppina Bianchi, docente di liceo a Belvedere M.mo, la quale ha tenuto una pregevole relazione sull’evento; la prof.ssa Francesca Martorelli; la docente in pensione Silvana Sueva con sua sorella Tudì; l’avv. Debora Conza. Un importante momento della manifestazione è stato dedicato alla presentazione del libro “Il posto delle fragole” della defunta maestra cosentina Nelly Valentini, ideatrice di un metodo pedagogico di particolare efficacia (presentatori Franco De Rose, Maria Lucente e Maria Grazia Cianciulli; lettrice di brani del predetto volume Maria Rosaria Marra). Un gradito omaggio musicale è stato offerto da Antonio De Rose, maestro dell’Accademia Santa Cecilia di Roma. A conclusione dell’incontro ha avuto luogo una riflessione collettiva sulla recente legge del “Femminicidio”, argomento trattato dalla prof.ssa Bianchi nella sua relazione. Fra i tanti ospiti: il prof. Luigi De Francesco, ex docente del conservatorio musicale di Cosenza; il presidente dell’unione delle Pro Loco della riviera dei cedri dott. Antonello La Valle di Belvedere; il giornalista e poeta Armando Nesi di Fuscaldo. Maria Rosaria Marra 4

[close]

p. 5

ACCADEMIA DELL’ INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) Esce in data non prestabilita ed è destinato ai fedeli cristiani praticanti ai sodali del gruppo dei poeti del capoluogo e delle frazioni bonifatesi ai compaesani appartenenti all’ associazione “Radici” residenti a Roma MARZO - APRILE 2014 = Numero straordinario È scomparso a Cittadella del Capo LUIGI SUEVA Ex capitano di motopescherecci d’alto mare, il 74enne nostro stimato compaesano ha lasciato, nella tarda serata di sabato 15 marzo, il porto terreno per involarsi al cielo. La moglie Carmela Sirimarco, le figlie Maria Cira e Francesca, i numerosi altri parenti e i tantissimi amici ed estimatori ne piangono sconsolati la dipartita. Domenica e lunedì la casa dell’Estinto è stata visitaattenzione giacché in quella tornata elettorale il pata da un gran numero di concittadini. Possiamo dire dre Gigi si presentò capolista della civica Tromba, che quasi tutti i cittadellesi adulti hanno voluto rencandidato alla carica di primo cittadino. dere omaggio alle spoglie mortali del popolarissimo Il padre di Gigino era all’epoca uno dei protagonisti della vita sociopolitica del nostro Comune: Giginu ‘u capitanu. Lunedì alle ore 15,30 il feretro, preceduto dalla segretario della Camera del lavoro, cioè primo banda musicale di Sant’Agata d’Esaro, è stato acdirigente della sezione locale della Cgil; consigliere compagnato alla chiesa madre “San Francesco di comunale di minoranza eletto nel ’46, e - come già Paola”, dov’è stata celebrata dal parroco can. don ricordato - candidato sindaco nel ’52; armatore di Giovanni Celìa la santa messa esequiale. barche da pesca assieme al fratello Ciccio e orgaIl sacro tempio era gremito di fedeli. Nelle prime nizzatore unico della festa agostana di San Francefile la vedova, le figlie e i familiari, nonché i dirigenti sco a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta (lo del gruppo cittadellese dell’Associazione Nazionale ricordo girare per giorni e giorni sotto la canicola Marinai d’Italia (tra gli altri il presidente Marcello estiva per le vie del paese, con un quadernetto su Filaci, il vicepresidente Roberto Fiorillo e la patrocui andava annotando le offerte e gl’impegni delle nessa Maria Rosaria Marra). Numerosi anche gli famiglie a ospitare a pranzo i musicanti come usava amici venuti da Cetraro in rappresentanza della coallora). munità dei pescatori. Erano altresì presenti il preIl fraterno sodalizio imprenditoriale tra Gigiu & sidente ed il segretario del circolo culturale “Città di Cicciu portò all’ingaggio del giovane Gigino in quaFella”, rispettivamente Giuseppina Bevilacqua e lità di mozzo sul motopeschereccio “San BenedetMassimo Converso. La chiesa era talmente affollata to” di suo zio. Peschereccio che a causa di un’imda costringere molti a seguire la celebrazione dal provvisa e fortissima tempesta fece poi naufragio sagrato. Accanto alla bara le bandiere del gruppo nella rada cittadellese, dov’era ormeggiato, la notte ANMI cittadellese (vessillifero Gioacchino Lospendi Natale del ’64. nato) e dell’associazione della gente di mare cetraMa ancor prima dell’imbarco sulla paranza, Gigino rese. era stato curatore di altri interessi di Ciccio Sueva: Durante la celebrazione in chiesa ha cantato il bar e biliardini, pista danzante, sala biliardo, macelcoro parrocchiale di cui sono coordinatrici le pianileria, commercio al minuto di generi vari. Fu fiduste Concetta Laino e Silvana Rovigo. ciario totale dello zio nella gestione di tali attività. All’omelia il parroco ha tratteggiato il profilo umaInsomma, il nipote fu per Ciccio il figlio maschio no e civico del defunto, illustrandone le edificanti che non aveva avuto. peculiarità. Al termine della funzione religiosa sono Gigino visse sul mare tanti e tanti anni della sua intervenuti Pasquale Filippelli e Massimo Converso, giovinezza e dell’età matura. Partito da mozzo, dii quali hanno reso commosse testimonianze sul ventò infine comandante di pescherecci d’alto curriculum vitae dell’indimenticabile Gigino. Dei mare, della paranza di suo zio inizialmente e poi di due interventi trascriviamo qui di seguito i passaggi altre. Da pensionato continuò ad essere (e lo sarà essenziali. per sempre nei nostri cuori) Giginu ‘u capitanu. Lui, io e gli altri ragazzi della nostra generazione pieffe abbiamo attraversato non poche bufere nella vita, a LA TESTIMONIANZA DI PASQUALE FILIPPELLI cominciare da quella, immane, del secondo conflit“A Gigino Sueva, mio vicino di casa durante la to mondiale. Le ferite della guerra ci segnarono fanciullezza, compagno di giochi e di scuola nell’ nell’animo per lungo tempo. La riscossa fu lenta. adolescenza, amico nella vita e per sempre”. È queGrazie a Dio, Gigino visse in seguito tempi sereni e sta, reverendo parroco e cari compaesani, la dedica felici realizzandosi nel lavoro, pur pesante e rischioapposta sulla copia del libro (mio e di Mario Rugieso, e formando una sana famiglia. Lui e Carmelina ro) “Le elezioni comunali a Bonifati dal 1946 ad hanno avuto due figlie, Maria Cira e Francesca, oggi” che tra qualche giorno avrei donato a Gigino. severamente educate dai genitori al culto dei Purtroppo, l’interessato non potrà più leggerla. supremi valori civici e morali. Peraltro, il capitolo 2 di detto libro, relativo alle eleGigino è vissuto sin da ragazzo in simbiosi con il zioni del ’52, avrebbe suscitato in lui una particolare 5

[close]

p. 6

mare. Da uomo libero qual era, si sentiva appagato dalla stupenda immagine di libertà che il mare gli ispirava. Quel mare che si è rivelato purtroppo crudele con lui qualche anno fa ghermendo suo fratello Angelo, provetto pescatore. Gigino è stato anche un sodale dell’ANMI, l’associazione nazionale dei marinai d’Italia. Iscritto al gruppo cittadellese (fondato nel 2001 per iniziativa di Marcello Filaci e Tonino Sangregorio, subito assecondati da numerosi altri fra cui Roberto Fiorillo) ha spesso partecipato, talvolta in qualità di vessillifero, a tante manifestazioni storico-patriottiche e culturali organizzate da detto gruppo negli anni Duemila. Gigino è stato un uomo schivo, rispettoso e riservato nei rapporti con la gente. Non risulta che sia venuto mai a diverbio con qualcuno. Particolare espansività ed entusiasmo ha dimostrato nel coltivare interessi sportivi: simpatizzava per le squadre di calcio della Campania, terra d’origine di sua madre Maria Cira (egli stesso era nato in quella regione: a Resina, ora Ercolano). Giocava al totocalcio con viva passione. Il più delle volte lo faceva assieme ad amici sistemisti. Era ritenuto un esperto di pronostici e molti si rivolgevano a lui per una secca imbeccata: Capità, unu, duji o ics? Cosa dire, amici, al nostro capitano che ha lasciato il suo porto per involarsi al cielo? Personalmente gli dico “Grazie d’essere stato amico affettuoso e sincero di mio figlio Salvatore; anch’egli e sua madre te ne saranno eternamente grati”. Ma tutti insieme, cari parrocchiani, cosa vogliamo dire allo scomparso? Egli era stanco, sfinito per le atroci sofferenze; era il Cristo morente che dalla croce sussurrava al Padre “Nelle tue mani affido il mio spirito, già che tutto è compiuto”. Immaginiamo dunque che in un istante di limpida coscienza, rivolto al capitano Morte, il nostro capitano del cuore, con le parole del poeta, abbia invocato: “O morte, vecchio capitano, è tempo! Questo paese ci annoia. Salpiamo l’ancora, issiamo le vele e andiamo”. Ecco - allora - cosa possiamo finalmente dire a Gigino nell’ora della sua dipartita: Va’ in pace a illuminarti dell’immensa misericordia divina; va’ in pace, fratello nostro e amico, poiché al termine della via crucis Gesù ti concede - ne siamo certi - il gaudio eterno del paradiso”. L’INTERVENTO DI MASSIMO CONVERSO autentiche del Patrono del Mare, Franciscu de Paula, Santo Protettore dei pescatori calabresi. Era stato a lungo militante attivo del P.C.I. ed aveva collaborato con l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Cosenza nell’infausto periodo della “nave dei veleni” disegnando una accurata pianta dei fondali a rischio. Anche nel terzo millennio si era impegnato pubblicamente, con il Circolo Culturale Città di Fella, per la raccolta scientifica della memoria storica dei lavoratori della pesca cittadellesi e (affiancato dalla figlia Dott.ssa Maria Cira) per il vocabolario dei pescatori dell’intero Tirreno Cosentino con il Direttore di tale ricerca, il Prof. Giuseppe Forestiero di Cetraro. Scompare un simbolo nitidissimo della Marineria cittadellese e di un rapporto tradizionalmente corretto con il mare e con le creature che lo abitano. Le esequie si sono tenute lunedì 17 Marzo 2014 alle ore 15e30 con inizio dalla Marina di Cittadella del Capo. Il 18 Aprile, alle ore 12, le due Associazioni daranno vita in via Cosenza 24 ad una prima commemorazione pubblica del Capitano Gigino Sueva. Nell’estate 2014 l’Associazione Pescatori di Cetraro ed il Circolo Culturale Città di Fella terranno due manifestazioni in ricordo del Capitano Gigino Sueva, una di fronte ai loro pescherecci nel PORTO di CETRARO ed una alla Marina di Cittadella, con testimonianze e filmati. Messaggi per la dipartita di Gigino Sueva Dal Cav. Dott. Leonardo Iozzi: Caro Massimo, la notizia della scomparsa del caro Gigino mi riempie di tristezza. Un dolore grande mi pervade sia per la perdita dell’amico, dell’uomo buono, sia perché con lui scompare chi, attraverso mio fratello Americo, aveva ereditato la cultura marinara della mia famiglia e lo spirito della locale marineria. Paternamente vicino alla famiglia Sueva. Ti prega di abbracciarmi la sua cara figliola Maria Cira. Dal Prof. Giuseppe Forestiero, Direttore Scientifico Ass.ne Cult.le “Il nostro dialetto” del Tirreno Cosentino (a Massimo Converso): Ho ricevuto la triste notizia della scomparsa del nostro amico Luigi Sueva. Fammi avere l’indirizzo ove inviare un telegramma di condoglianze alla famiglia. Inserirò un ricordo nel libro. Da Luciano Basile, pescatore di Cetraro, presidente Ass.ne “Team Basile”: Triste notizia, ne parlavamo ieri sera al Circolo Culturale. Se ne va un pezzo di storia del Mare. Da Prof. Mario Caligiuri, assessore regione Calabria: Il Capitano Gigino Sueva, nostro socio attivo… Da (Rosso Cetraro - La voce di chi non ha voce): Gigino Sueva il Capitano: in memoria dell’ultimo pescatore di Cittadella. Da Eduardo Belcastro (a Massimo Converso): Farai le mie vicinanze in questi frangenti di dolore alla famiglia. Farò il possibile per ricordare l’amico fraterno Gigino. Da Massimo Converso (domenica 16 marzo a metà giornata): …qui nel vicolo della Marina è un flusso Gigino Sueva il Capitano: in memoria dell’ultimo pescatore di Cittadella Sabato 15 marzo a Cittadella all’età di 75 anni è scomparsa la quasi leggendaria figura del “Capitano” Gigino Sueva che era stato l’ultimo pescatore della antica Comunità di uomini di mare del paese. “Capitano” perché aveva guidato con assoluta perizia per oltre quattro decenni pescherecci su tutto il Tirreno Cosentino. Il Circolo Culturale Città di Fella e l’Associazione Culturale IL NOSTRO DIALETTO del Tirreno Cosentino piangono il più conosciuto componente di questa famiglia di commercianti e pescatori, che si batté fino all’ultimo per salvare tale mestiere. Popolarissimo e stimato anche nella sopravvissuta Comunità dei Pescatori di Cetraro (dove era chiamato “Giginillu” ed il Pescatore Cetrarese Luciano Basile ha oggi scritto “Triste notizia, ne parlavamo ieri sera al Circolo. Se ne va un pezzo di storia del Mare”) aveva imparato il mestiere dal Padre Gigi Senior, a cui si devono anche le ultime celebrazioni 6

[close]

p. 7

ininterrotto quanto affettuoso di pescatori cetraresi professionisti, che raccontano la scuola di pesca di cui godevano lavorando con il Capitano Gigino Sueva. Domani le famiglie Piazza e Losardo, etc porteranno alle esequie la bandiera dei pescatori per onorare “Giginillu”… Da Avv. Luciano Marchianò di Bari (marito della nostra compaesana Paola Mariella): Mi unisco al vostro cordoglio e ricordo con simpatia il Capitano Gigino Sueva testimone di un mondo e di una schiettezza di rapporti che oggi non esiste… Da Giuseppe Bruno (dirigente scolastico, Paola) e Carolina: Mi unisco al vostro cordoglio e alla vostra Preghiera. Da Avv. Debora Conza, Roma: Preghiamo per lui e per la sua famiglia. ____________________________________________ A Laterza in provincia di Taranto SCOMPARSA DI UN NOBILUOMO ULTRACENTENARIO Il 28 marzo s’è involata al cielo l’anima eletta del N.H. NICOLA MORELLI di anni 101, padre del farmacista di Cittadella dott. Benedetto. Scrivemmo di lui l’anno scorso al compimento del magico centenario: (…). Nato il 20 febbraio 1913, l’anziano signore appartiene a un illustre casato. Suo nonno, docente universitario, inventò un efficace rimedio contro la blenorragia consistente in un’iniezione balsamica vegetale che gli valse il titolo di ”Farmacista del Re” conferito da casa Savoia (traccia dell’attestato fa mostra di sé nella farmacia dell’omonimo pronipote in via Nazionale a Cittadella del Capo). Il centenario del simpatico don Nicola (la fotografia sul “Corriere del Giorno” ce lo presenta con folta capigliatura, a colloquio con il sindaco) è stato celebrato con una grande festa che ha fatto registrare numerose e importanti presenze. Il giornale sopra citato descrive l’anziano signor Morelli, incallito fumatore, come persona di “182 centimetri d’altezza, lucida e ironica”. A specifica domanda del cronista ha risposto: << Lessi dei danni del fumo e immediatamente decisi di smettere… di leggere >>. Sul segreto della sua longevità, don Nicola ha precisato: << A parte le sigarette, una decina al giorno, una vita morigerata in tutto e molte camminate a piedi >>. (…). Per la dipartita dell’ultracentenario Nicola Morelli, giovane nel cuore e lucido nella mente nonostante la tardissima età, esprimiamo a suo figlio Benedetto e a tutti i familiari le nostre sentite condoglianze. ____________________________________________ FRANCO STELLA è il nostro stimato compaesano che dopo un’intera vita di lavoro al nord e nella capitale è ritornato a Cittadella per godere nel paese d’origine una serena quiescenza circondato dai vecchi amici che gli hanno sempre voluto bene. Dei lunghi anni trascorsi lontano da Cittadella, Franco ricorda soprattutto, con gioia e orgoglio, quelli vissuti a Roma da autista al servizio della famiglia Scicolone, abitante in via di Villa Ada al civico numero 10. Nello stesso stabile viveva all’epoca anche l’attrice Marisa Allasio, mentre più in là, al n.12, aveva residenza il musicista, compositore e presentatore tivù, Lelio Luttazzi. Del nucleo familiare degli Scicolone faceva parte Maria, allora fidanzata con Romano Mussolini, figlio dell’ex “duce”, virtuoso pianista ed esponente del mondo jazzistico internazionale. Romano e Maria ebbero dopo il matrimonio una figlia, Alessandra, che diventerà deputata e poi senatrice (lo è tuttora). La sorella di Maria, Sofia, è stata ed è quella grande attrice cinematografica, famosa in tutto il mondo con il cognome d’arte “Loren”, residente nella capitale in piazza Venezia, di fronte alla scalinata Campidoglio, quando Franco Stella assunse servizio presso gli Scicolone. L’auto di costoro, guidata dal nostro compaesano, era una Lancia Flaminia 2500 targata Roma 315171 di cui il signor Stella ci ha mostrato orgoglioso alcune foto. Con essa il nostro amico Franco (lo ricorda visibilmente emozionato) veniva talvolta incaricato di far viaggiare per le strade di Roma donna Rachele, moglie del defunto Benito Mussolini. Quando Romano Mussolini venne con la sua band nel nostro paese - agosto 2004 - per animare la manifestazione “Cittadella del jazz”, furono abbracci calorosi a non finire con Franco Stella. Questi ci ha confessato che il grande artista, ormai scomparso, è tuttora e resterà per sempre nel suo cuore. p.f. UNA LIRICA DEL POETA CITTADELLESE GIUSEPPE SANGREGORIO ALLA MADRE Quando scende la notte e di luci e di vita la città s’accende, il mio pensiero corre sovente in riva al mare tirreno, a quella casa deserta ove mesta s’accende una luce a un povero desco imbandito e una donna sola - pallido e triste il volto o d’incubi notturni oppressa - mi scuote nella notte. La poesia è tratta dalla raccolta “Pane amaro” pubblicata da Giuseppe Sangregorio a Bari nel 1976. Il nostro stimato compaesano ha trascorso al Nord quasi tutta la sua vita lavorativa di professore e poi di dirigente scolastico. Tuttora vive colà da pensionato. LE ELEZIONI COMUNALI A BONIFATI DAL 1946 AD OGGI È il titolo del libro pubblicato dai nostri concittadini Pasquale Filippelli e Mario Rugiero, di 220 pagine, cm 15x21. Oltre che narrare le vicende delle 16 tornate di elezioni svoltesi finora in questo Comune nell’era repubblicana, il volume contiene anche prospetti e “paginette elettorali in libertà” (come le hanno definite gli stessi autori) che ne rendono viepiù piacevole la lettura. A Cittadella la distribuzione gratuita a parenti e amici è già avvenuta a cura di Filippelli; a Bonifati provvederà Rugiero. Alcune decine di copie sono state trasferite al sodalizio “Radici” per essere donate ai bonifatesi e cittadellesi residenti a Roma, i quali hanno concorso alla spesa di stampa con un contributo forfettario complessivo di 500 euro. Dal libro di Filippelli e Rugiero “Le elezioni comunali a Bonifati dal 1946 ad oggi” trascriviamo alla pagina seguente… 7

[close]

p. 8

RIDIAMOCI SU… Alle elezioni comunali del Novantasette si presentarono candidati, chi alla carica di sindaco e chi a quella di consigliere, quasi tutti i medici residenti nel nostro Comune. Un buontempone capaiùlu diffuse nottetempo a Cittadella la “pasquinata” qui di seguito riportata: Todos medicos, olè! Ma cchi bellu paìsi! Ccu lli mìdici misi tutti quanti ndr’ ‘i listi, alli pòviri cristi ca càdinu malati ppicchì su’ sfurtunati o nd’ ànu fattu ‘u pìcciu, ‘i cura fràtima cìcciu? Pasqu(al)ino ____________________________________________ LUTTO Il 25 marzo è tornata alla casa del Padre celeste l’ anima nobile della signora OFELIA ADINOLFI vedova DOMANICO madre del segretario comunale di Bonifati dottor Attilio. La sig.ra Ofelia, che abitava a Cetraro, era una delle figlie dell’indimenticabile capostazione titolare Virgilio Adinolfi, in servizio a Cittadella da metà anni Quaranta ai primi anni Sessanta. Il Giornalino esprime sentite condoglianze alle famiglie Domanico, Adinolfi e Scavella. ____________________________________________ GRAVE LUTTO NELLA COMUNITA’ BONIFATESE Il 9 aprile è tragicamente scomparso l’anziano nostro concittadino PASQUALE BORRELLI persona dabbene, stimata e benvoluta in tutto il Comune di Bonifati. Nella sua vita il carissimo Pascalinu si è distinto per l’attaccamento alla famiglia e al lavoro, la mitezza del carattere e la correttezza dei rapporti intrattenuti con gli amici. È stato insomma un uomo schietto e generoso, amabile per chiunque abbia avuto la ventura di conoscerlo. Alla moglie, ai figli e agli altri familiari le nostre affettuose condoglianze. ____________________________________________ La sera del 17 aprile SANCTA MISSA IN COENA DOMINI il plenilunio. Anche stasera l’astro splende superbo sulla città e la inonda d’argento. Rischiara le vie, i giardini e le case, illumina a giorno gli ulivi del Getsemani e, in lontananza, fiocamente le croci del Golgota. Domani sarà Sinedrio, quindi Pretorio: flagellazione, coronazione di spine, sputi e scherni, percosse. Sarà infine via crucis. Intanto Gesù va a mangiare la Pasqua con i dodici apostoli: per essi vino, erbe amare e pane azzimo. Nessuno manca. E dunque: ULTIMA CENA Nel 2008 il parroco can. don Giovanni Celìa introdusse a Cittadella la pia consuetudine di animare la celebrazione dell’ultima cena del Signore facendo partecipare attorno all’altare dodici parrocchiani adulti nelle vesti, candide, degli apostoli. Il giovedì santo di quell’anno furono interpreti dei discepoli di Gesù: Dario Argirò, Giuseppe Cairo, Aldo Ferrante, Pasquale Filippelli, Vincenzo Giunti, Natale Lavia, Francesco Lospennato, Francesco Lovisi, Alfonso Maiolino, Raffaele Mollo, Gerardo Russo e Guido Mario Spinelli. Per l’occasione il sottoscritto compose (e lesse al microfono prima della celebrazione eucaristica) questo brano lirico con poesiola finale: Quattro giorni appena, e già s’è spenta l’eco degli osanna. In terra ebraica corre Nisan, primo mese dell’anno. Il tepore e gli effluvi si spandono per le strade di Gerusalemme. Proprio ieri si è festeggiato Tredici a quella cena, nel cielo luna piena; vien Cristo, gli sta dietro Simone detto Pietro; già assisi sugli scanni Giacomo con Giovanni figli di Zebedeo, ipsi adunati in Deo con Filippo, Matteo, Andrea, Bartolomeo e Giacomo d’Alfeo e Tommaso, Taddeo, Simone Zelatore, infine il traditore; va’ Giuda a tradir lesto Gesù, deh fallo presto, il pane intinto al vino ti consegna al destino! Al termine della santa Messa il parroco distribuisce i grandi pani rotondi (i tòrtani) ai dodici interpreti degli apostoli e ai dodici parrocchiani estratti a sorte la precedente domenica delle Palme. Il modo di celebrare a Cittadella la Missa in coena Domini del giovedì santo è diventato ormai tradizionale. Arrivederci dunque quest’anno il 17 aprile. Pasquale Filippelli ____________________________________________ LA GIORNATA DELLA TERRA Sempre attento alle molteplici e gravi problematiche dell’ambiente, il circolo culturale “Città di Fella” (presidente ins. Giuseppina Bevilacqua, segretario dr. Massimo Converso) ha celebrato il 29 marzo, nella sua sede di via Venezia 24 in Cittadella del Capo, la Giornata mondiale della Terra. Come suggerito dal WWF, nel corso della manifestazione, coordinata e condotta dal dottor Converso, sono state spente le luci per un’ora dalle 20,30 alle 21,30. Erano presenti alcuni rappresentanti dell’ anzidetto ente ed ecologisti locali. Ricordo che la Giornata della Terra venne istituita dalle Nazioni Unite nel 1970 per raccomandare il rispetto delle risorse naturali del nostro pianeta. Attualmente l’evento è celebrato da 175 nazioni aderenti all’ONU. Maria Rosaria Marra A Luigi Sueva scomparso il 15-3-2014 Pubblichiamo una poesia composta nove anni fa da Salvatore Filippelli per il suo grande amico capitano Luigi Sueva scomparso il 15 marzo: Il mare e i tempi Il capitano conosce il mare, il capitano rispetta il mare. E quando il mare sussurra su onde misteriose, il capitano tace e ascolta e percepisce i tempi. 8

[close]

p. 9

A Luigi Sueva con stima e affetto, S. 14-2-2006 9

[close]

Comments

no comments yet