Ecoscienza 3/2010

 

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rivista di arpa agenzia regionale prevenzione ambiente dell emilia-romagna n° 3 dicembre 2010 anno i sostenibilitÀ e controllo ambientale spedizione in abb postale art 2 comma 20/c legge 662/96 filiale bo in caso di mancato recapito restituire all ufficio cmp bologna per l inoltro al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa all atto della spedizione perdita della biodiversità fra antropocentrismo e centralità dell ecosistema da industria pesante a industria pensante l impronta ambientale del produrre dall agriturismo all ecoturismo

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unione europea fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale l europa investe nelle zone rurali

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 l etÀ della responsabilitÀ guido tampieri e ra già tutto scritto indefinito era solo il momento nel quale l uomo avrebbe dovuto fare i conti con la sua natura e coi frutti maturi dell albero della conoscenza l uomo ricorda marguerite yourcenar del quale la tradizione rabbinica dice che la terra rifiutò a dio una manciata del suo fango per dargli forma e i racconti arabi narrano che gli animali tremarono alla vista di quel nudo verme l uomo con i suoi poteri che costituiscono un anomalia nell insieme delle cose con il suo temibile dono di andare più lontano nel bene e nel male di qualunque altra specie vivente con la sua terribile e sublime facoltà di scelta che oggi deve esercitare con retto senno per fronteggiare la più grave minaccia collettiva della sua storia la crisi ecologica la scienza ci dice che la diversità biologica è il fondamento ma ci sono ancora nessi causali da comporre significati da assimilare per far comprendere cos è e perché dobbiamo preservarla la biodiversità è un problema connesso la conseguenza di un modo di vivere di produrre di consumare se non si interviene sull insieme dei fattori che ne causano la compromissione sulla cultura che li alimenta la battaglia per la salvaguardia delle condizioni che sono alla base della vita sul pianeta è perduta in partenza come la difesa delle termopili il protocollo nagoya le direttive dell ue le leggi regionali le banche del germoplasma la dedizione di tanti studiosi non basteranno se la biodiversità è vita la nostra vita bisogna farla vivere nella coscienza delle persone andando all origine di ogni comportamento umano alla cultura e alle parole che danno un significato alle nostre azioni la parola è all origine della relazione tra l uomo e il mondo è una prerogativa che l uomo condivide col creatore è l elemento ordinatore del caos È quando lo stupro delle parole le priva del loro significato che subentra la confusione la confusione di un mondo che non ha più parole appropriate per definire le cose scompaiono piante animali luoghi comunità culture e assieme a esse scompaiono i loro nomi e la loro memoria sempre nuove ferite sempre più vaste sempre più dolorose sempre più pericolose ogni giorno qualcosa se ne va ci sfugge come sabbia tra le dita senza che nemmeno proviamo a chiudere il pugno il mondo si riduce via via a un nocciolo spoglio di bellezza di colori di odori di sapori di significati un mondo dove non c è più niente da scoprire da sognare da proteggere da amare o da temere se non il timore stesso che dilaga negli spazi vuoti andare in auto non ci basterà se non c è dove andare tecoa nella lingua delle comunità guaranì è il luogo adatto per vivere emanazione della divinità universale dobbiamo riscoprire il significato di quell espressione il problema non è rallentare i processi non più dobbiamo invertire la rotta per continuare a esistere le cose accadono seguendo una logica causale ma sotto di essa prima di essa c è una logica simbolica che orienta le azioni che guida ogni epoca storica l idea di destino per l antica grecia l idea di dio per il medioevo l idea di uomo per l umanesimo questa nostra epoca post-industriale e post-moderna è come sospesa nel vuoto non ha simboli solo idoli età della solitudine l ha chiamata edward wilson nella quale una dopo l altra le specie si estinguono capire che il nostro futuro è legato a quello delle formiche come sostiene il grande scienziato la creazione adelphi non è facile la nostra biofilia la tendenza innata ad avere attenzione alle altre forme di vita è come narcotizzata non c è più rapporto fisico ed emozionale nessun bambino piangerà se si estinguono le galline ma certo trepida per la sorte del suo petulante pulcino virtuale un insetto nella cornice urbana non richiama il sentimento della natura non è un anello della catena della vita è un entità aliena nociva da combattere anch io li ho schiacciati con noncuranza il nostro problema è come passare dall estraneità all attenzione è sapere di essere e sentirsi parte della natura solo così può nascere un nuovo modello di comportamento sostenibile perché responsabile responsabile perché consapevole e desiderato dobbiamo credere nell uomo parlare alla ragione e all emozione scienza fede politica è tempo che parli chi ha autorità per farlo una grande alleanza per la vita alla scienza dobbiamo chiedere le ragioni gli obbiettivi e i rimedi il progresso se ci sarà verrà ancora una volta dalla scienza non dalla sua mortificazione il futuro è nella ricongiunzione della coscienza scientifica e della responsabilità etica verso gli uomini e verso la terra tocca alla politica trovare le parole che collegano le ragioni agli obbiettivi che fanno partire la locomotiva che invitano i passeggeri a salire sempre più numerosi per la missione più esaltante che la comunità degli umani possa compiere nel terzo millennio dell era cristiana una nuova desiderabile era della responsabilità come l ha definita obama ognuno deve essere messo in grado di comprendere che la questione lo riguarda dobbiamo sentirci tutti coinvolti il sapore dei beni e dei mali ­ scrive montaigne negli essais ­ dipende in buona parte dall opinione che ne abbiamo l acquisto dà pregio al diamante e la difficoltà alla virtù e il dolore alla devozione e l amaro alla medicina attribuire alla tutela della biodiversità il suo reale valore questa è la questione prima che la difficoltà dia pregio alla virtù e ci costringa a cambiare opinione a far quello che avremmo già dovuto fare da tempo editoriale 1

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 issn 2039-0424 sommario 1 editoriale l età della responsabilità guido tampieri 34 la natura vista con gli occhi del sapere carlo cencini 4 ipcc dalla verifica una nuova fase di riforma sara venturini sergio castellari 35 il paesaggio è una risorsa non un lusso giancarlo poli 6 hermann scheer l energia come questione etica marco morosini 36 i parchi nazionali una risorsa per il paese giampiero sammuri 38 fermare l erosione della biodiversità rivista di arpa agenzia regionale prevenzione e ambiente dell emilia-romagna numero 3 · anno i dicembre 2010 sped abb postale art 2 comma 20/c legge 662/96 filiale di bologna parchi e aree protette laboratori per lo sviluppo enzo valbonesi 41 8 il valore della vita che ci sta intorno jacqueline mcglade la diversità vista anche come fattore di sviluppo paola altobelli 42 le foreste casentinesi scrigno di biodiversità nevio agostini marco verdecchia 10 ora c è una strategia nazionale condivisa marina andreella eugenio duprè 44 scienza e conoscenza per gestire la fauna selvatica maria luisa bargossi 12 abbonamento annuale 6 fascicoli bimestrali euro 40,00 con versamento sul c/c postale n.751404 intestato a arpa servizio meteorologico regionale viale silvani 6 40122 bologna segreteria ecoscienza redazione via po 5 40139 bologna tel 051 6223887 fax 051 6223801 ecoscienza@arpa.emr.it direttore stefano tibaldi direttore responsabile giancarlo naldi comitato di direzione stefano tibaldi vito belladonna mauro bompani vittorio boraldi carlo cacciamani fabrizia capuano simona coppi adelaide corvaglia giuseppe dallara sandro fabbri lia manaresi vanna polacchini raffaella raffaelli massimiliana razzaboni attilio rinaldi licia rubbi piero santovito mauro stambazzi luigi vicari comitato editoriale coordinatore vito belladonna raffaella angelini vincenzo balzani francesco bertolini gianfranco bologna mauro bompani roberto coizet matteo mascia giancarlo naldi marisa parmigiani giorgio pineschi karl ludwing schibel andrea segré mariachiara tallacchini stefano tibaldi redattore daniela raffaelli stefano folli segretaria di redazione claudia pizzirani progetto grafico miguel sal c impaginazione e grafica mauro cremonini e nicolas campagnari odoya srl meno chimica e una nuova ruralità tiberio rabboni 46 13 nagoya quanto costa perdere la natura giuseppe bortone la conservazione delle zone umide alessandro andreotti 48 16 dall antropocentrismo a una visione ecocentrica gianni tamino i sistemi acquatici interni dell emilia-romagna luca melega 50 17 rispettare la meravigliosa diversità della creazione matteo mascia fra terra e mare serbatoi di biodiversità carla rita ferrari 51 18 la natura ha un valore anche economico gianfranco bologna mari e oceani ricchezza e rischi da affrontare attilio rinaldi 52 20 24 26 servizi ecosistemici e sostenibilità riccardo santolini obiettivo tutela degli ecosistemi acquatici susanna d antoni elogio delle piante carlo ferrari 54 come valutare la diversità biologica pierluigi viaroli rossano bolpagni roberta azzoni chiara spotorno come cambia la flora in un mondo che si muove alessandro alessandrini maurizio sirotti 56 qualità ecologica l approccio emiliano-romagnolo irene montanari monica carati rosalia costantino riccardo santolini 28 copertina cristina lovadina stampa premiato stabilimento tipografico dei comuni santa sofia fc registrazione trib di bologna n 7988 del 27-08-2009 stampa su carta arcoprint la globalizzazione e le specie alloctone piero genovesi 60 29 invertebrati un esercito che salva il pianeta carla corazza agrobiodiversità un primo bilancio in emilia-romagna francesco perri 63 30 32 il cibo natura e cultura roberto burdese dalle antiche varietà risorse genetiche per il futuro sergio guidi paesaggi marginali e paesaggi mediati riccardo guarino patrizia menegoni 64 salute e ambiente non spezzare la catena annamaria colacci chiuso in redazione 17 dicembre 2010 rettifica a causa di un disguido nella comunicazione degli autori relativi all articolo cambiamenti climatici impatti e adattamento pubblicato sul numero 2 di ecoscienza è stato purtroppo omesso il nome di renata pelosini di arpa piemonte che ha contribuito alla realizzazione dell articolo ce ne scusiamo con la collega e provvediamo alla rettifica g.n 2

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 66 68 artropodi dannosi e agroecologia stefano maini giovanni burgio 84 verso una direttiva quadro per la protezione del suolo luca marmo 116 la gestione ambientale nel distretto ceramico vittorio boraldi fabrizia capuano agrofarmaci neurotossicità ed effetti per insetti pronubi bettina maccagnani 86 bonifiche e normativa lo stato dell arte laura d aprile 118 chimica e ambiente l impegno di ferrara elisabetta nava luca barboni 92 attualità 70 un nuovo turismo rurale a emissioni zero anna di monaco francesca ricci gli aspetti civilistici relativi alle bonifiche luca prati 120 falde inquinate e necessità di bonifica alberto bassi 94 l impresa per il recupero delle aree contaminate aldo fumagalli romario 122 il polo industriale di ravenna ieri e oggi licia rubbi 72 le reti delle acque urbane risorse dalla manutenzione ilaria bergamaschini 96 bioremediation i ritardi dell italia dario frascari giulio zanaroli massimo nocentini fabio fava 124 una cittadella al posto della chimica daniela ballardini 99 102 superare l impasse delle bonifiche marina dragotto 74 dall industria pesante all industria pensante luca carra la tesi 128 accesso alle informazioni per tutelare l ambiente hillary canevaro 104 l acna di cengio e la sua pesante storia ambientale giovanni durante federico grasso 76 le ecomafie e lo smaltimento dei rifiuti industriali gaetano pecorella 106 l impatto dell industria nel distretto di napoli marinella vito 78 dalle bonifiche opportunità di sviluppo intervista ad alessandro bratti a cura di giancarlo naldi 109 inquinamento e recupero nel crotonese vincenzo barone cristina calenda francesco motta teresa oranges rubriche 130 132 134 135 libri legislazione news eventi abstracts 79 quello che resta di uno sviluppo in crisi stefano leoni 112 con il progetto remida ecco il fitorimedio paolo de angelis angelo massacci paolo sconocchia 80 82 si riparte dal recupero daniele montecchio 114 chi inquina paga l eredità dell industria chimica paolo rabitti la riqualificazione del sito di fidenza alessia arelli laura grandi qualitÀ dell aria online le mappe di previsione e analisi degli inquinanti una mappa dell emilia-romagna uno zoom sull area d interesse la scelta dell inquinante e il gioco è fatto in modo rapido e immediato è possibile conoscere e vedere in tempo reale la qualità dell aria che respiriamo con una definizione di dettaglio territoriale mai raggiunta fino a ora 1 km2 È questa la principale novità offerta dal rinnovato sito web di arpa emilia-romagna dedicato alla qualità dell aria www.arpa.emr.it/aria le mappe offrono previsioni fino a tre giorni nonché l analisi di quanto accaduto relativamente ai principali inquinanti e all indice di qualità dell aria un valore che tiene conto di più fattori un altra novità è rappresentata dalla possibilità di accedere alla rete di misura provinciale che consente di ottenere le informazioni sulle stazioni di rilevamento e di estrarre in automatico i dati rilevati presso ognuna delle 60 stazioni della rete di monitoraggio le mappe ­ che utilizzano la piattaforma google maps ­ sono prodotte da modelli matematico-statistici e si basano sulle emissioni inquinanti presenti sul territorio la meteorologia e le misure delle centraline sommario 3 l impronta ambientale dell industria italiana aree dismesse e rinascita delle città piergiorgio vitillo 126 il porto di ravenna verso la riqualificazione barbara villani daniela ballardini

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 ipcc dalla verifica una nuova fase di riforma attualitÀ una revisione indipendente dei processi di gestione e delle procedure scientifiche mira a superare il calo di fiducia dell opinione pubblica e a promuovere riforme che riaffermino l autorevolezza dell istituzione reato congiuntamente dall organizzazione meteorologica mondiale world meteorological organization wmo e dal programma delle nazioni unite per l ambiente united nations environment programme unep l ipcc comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici delle nazioni unite rappresenta l interfaccia tra la scienza e la politica per i cambiamenti climatici più influente su scala internazionale dal 1988 si occupa di verificare le basi scientifiche su cui poggia la conoscenza dei cambiamenti del clima e della loro componente derivante dalle attività antropiche stimando gli impatti che tali cambiamenti potrebbero avere così come le opzioni per limitarli e adattarvisi il processo di valutazione dell ipcc consiste nella revisione e nella sintesi della letteratura tecnicoscientifica e socio-economica disponibile c sui cambiamenti climatici da parte di migliaia di esperti di tutto il mondo e implica un importante coinvolgimento dei governi nazionali gli stati membri dell unep e della wmo infatti guidano la scelta del contenuto dei rapporti la nomina degli autori l accettazione dei risultati scientifici e infine la traduzione di questi ultimi in un formato idoneo all utilizzo da parte delle istituzioni che su tali basi danno forma alle decisioni politiche a diversi livelli si tratta quindi di un processo caratterizzato da un organizzazione complessa e decentrata e al tempo stesso dal necessario rispetto di delicati equilibri politici il ruolo fondamentale di informazione scientifica e di contributo alla presa di coscienza dell opinione pubblica sulla questione dei cambiamenti climatici che l ipcc ricopre è stato riconosciuto con l assegnazione del premio nobel per la pace nel 2007 tuttavia recenti polemiche legate sia alla neutralità dell ipcc e dei suoi principali esponenti sia all accuratezza dei suoi rapporti sono emerse a detrimento della credibilità della stessa istituzione in particolare alla fine del 2009 l accesso illegale a uno scambio di corrispondenza tra ricercatori della 1 busan corea del sud 12 ottobre 2010 32° sessione plenaria ipcc presentazione dei risultati e delle raccomandazioni della revisione iac da sinistra peter williams vicepresidente the royal society regno unito e membro del comitato di revisione iac renate christ segretario ipcc rajendra pachauri presidente ipcc divisione climatica della east anglia university regno unito che hanno lavorato alla preparazioni degli ultimi rapporti di valutazione dell ipcc ha fatto scoppiare un dibattito mediatico il cosiddetto climate-gate sulla possibile contraffazione di dati sul riscaldamento globale in seguito ufficialmente smentita a partire da questo episodio nel corso del 2010 lo sguardo della comunità scientifica internazionale si è focalizzato sempre più sulla controverifica dei contenuti dei rapporti dell ipcc riscontrando alcuni errori nel quarto rapporto di valutazione fourth assessment report ar4 tra cui il più noto riguarda l imprecisione delle stime del tasso di fusione dei ghiacciai dell himalaya che avrebbe portato una quasi scomparsa di questi ghiacciai entro il 2035 ben sei revisioni da parte di diverse organizzazioni su vari aspetti della scienza dei cambiamenti climatici sono state prodotte fino a ora oltre a ciò sono state sollevate da parte di alcuni media accuse dirette di un possibile conflitto di interessi nei confronti delle attività del presidente dell ipcc rajendra pachauri e di alcuni scienziati coinvolti nella scrittura e nella revisione dei rapporti in seguito le accuse di conflitti di interesse finanziario verso pachauri sono 4

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 state smentite dalla pubblicazione della sua dichiarazione dei redditi il giornale inglese sunday telegraph che aveva dato molto risalto a queste accuse in agosto ha pubblicato le scuse ufficiali a pachauri in questo contesto su richiesta del segretario generale delle nazioni unite ban ki-moon e dello stesso presidente pachauri è stato istituito un comitato indipendente facente parte del prestigioso collegio scientifico internazionale interacademy council iac con il mandato di svolgere una revisione non dei contenuti scientifici ma dei processi di gestione e delle procedure di valutazione dell ipcc al fine di valutarne l autorevolezza e di fornire possibili miglioramenti se necessari lo scorso 30 agosto il comitato iac ha pubblicato i risultati di quattro mesi di revisione che pur confermando la solidità generale del lavoro dell ipcc vanno nella direzione di una riforma complessiva dell istituzione secondo le conclusioni del comitato iac l ipcc deve far fronte non solo alle evoluzioni del quadro geopolitico globale che ha conosciuto una crescente importanza strategica del tema dei cambiamenti climatici e un aumentato peso dei paesi in via di sviluppo sulle decisioni in materia di clima ma anche deve rispondere ai rapidi avanzamenti degli studi climatici che con l espansione della relativa letteratura e delle conoscenze scientifiche hanno portato a una maggiore complessità delle informazioni da considerare nei rapporti di valutazione le raccomandazioni dello iac sono quindi mirate a rinnovare per la prima volta dalla sua nascita la struttura amministrativa e la governance dell ipcc così come a rafforzarne il sistema di valutazione in occasione della trentaduesima sessione plenaria dell ipcc che si è svolta a busan corea del sud dall 11 al 14 ottobre i delegati degli stati membri dell ipcc erano tenuti a discutere del rapporto di revisione e dei passi da compiere per metterne in pratica le direttive numerose raccomandazioni sono state immediatamente approvate accompagnate dalla creazione di quattro unità operative formate da rappresentanti di alcuni stati task groups su procedure governance e gestione politica sul conflitto di interessi e strategia di comunicazione queste unità hanno il compito di finalizzare le decisioni prese e analizzare le proposte per concretizzarle da presentare alla prossima sessione plenaria che si terrà entro i primi sei mesi del 2011 per quanto concerne le procedure di preparazione dei rapporti le raccomandazioni accettate implicano innanzitutto maggiore trasparenza nella selezione degli autori e nella definizione dell ampiezza del contenuto inoltre le vecchie procedure per l uso della letteratura non peer-reviewed letteratura grigia sono state aggiornate mediante l adozione di nuove linee guida che chiariscono i criteri di idoneità e assicurano che la letteratura non peer-reviewed e non pubblicata siano adeguatamente segnalate inoltre grazie all adozione di ulteriori linee guida la revisione dei rapporti sarà più stringente e verrà stabilito un protocollo per valutare e correggere i possibili errori scoperti dopo la pubblicazione infine il trattamento dell incertezza dei risultati scientifici dovrà essere precisato in un documento di orientamento per gli autori del quinto rapporto di valutazione fifth assessment report ar5 in riferimento alle decisioni sulla governance e sulla gestione dell ipcc l unità operativa predisposta si occuperà in primis della costituzione di un nuovo comitato esecutivo composto dal presidente dell ipcc i co-presidenti dei tre working group un rappresentante del segretariato e tre membri indipendenti che assumerà le funzioni decisionali dell assemblea plenaria assicurando guida e coordinamento nei periodi intersessionali inoltre l unità rivedrà le principali responsabilità del segretariato considerando anche l istituzione di una nuova figura di direttore esecutivo che lo conduca e i requisiti formali per i membri del bureau tra le altre riforme verranno ripensati gli aspetti relativi alla durata dell incarico del presidente e dei co-presidenti che lo iac raccomanda di contenere nell arco di un solo ciclo di preparazione di un rapporto di valutazione 5-6 anni tuttavia per l ipcc eventuali modifiche in questo senso sarebbero valide soltanto a partire dalle prossime elezioni ovvero alla scadenza dell attuale secondo mandato del presidente pachauri nel 2014 infine l ipcc ha stabilito l attuazione di una politica rigorosa relativamente al conflitto di interessi prima inesistente che si applicherebbe a tutti gli individui coinvolti nella preparazione dei rapporti e a tutti i livelli per difendere l integrità e l indipendenza dell istituzione e mantenere la fiducia dell opinione pubblica nei suoi risultati in materia di comunicazione l assemblea ha accettato le raccomandazioni riguardanti lo sviluppo di una strategia per il contatto con il pubblico e i media di cui si è presa carico la relativa unità operativa sara venturini sergio castellari centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici 1 foto iisd 5

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 hermann scheer l energia come questione etica il 14 ottobre È mancato hermann scheer politico tedesco tra i primi a promuovere la svolta verso un economia solare etica e sussidiarietÀ questi i pilastri dell approccio alla questione energetica del fondatore di eurosolar l associazione europea per le rinnovabili oggi diffusa in tredici paesi europei c attualitÀ hi non ha visioni non dovrebbe far politica diceva hermann scheer il politico tedesco che più di ogni altro propugnava un economia solare mondiale e che è mancato giovedì 14 ottobre a 66 anni in effetti suo maestro fu il visionario willy brandt e non il pragmatico helmut schmidt chi ha visioni deve andare dal medico etica e sussidiarietà questi furono i pilastri dell approccio di scheer alla questione energetica un ambito in cui il perdurante dominio di economisti e tecnologi forse pare legittimo a più di un lettore eppure troppo alta è la posta energetica per lasciarla in mano ai tecnici le diverse opzioni energetiche hanno infatti tali conseguenze sulle generazioni presenti e future e sulla natura da farne una questione morale e politica prima che tecnologica infatti mentre i benefici delle energie fossili e dell energia atomica si concentrano maggiormente nella parte più benestante della popolazione mondiale i loro costi umani ­ per esempio il cambiamento climatico ricadono sproporzionatamente su coloro che meno o punto profittano dei benefici cioè sulla parte meno abbiente e più debole dell umanità e specialmente sulle generazioni future la sussidiarietà se un ente più in basso è capace di fare qualcosa l ente più in alto deve lasciargli tale compito e sostenerne l azione era la seconda idea guida che scheer applicò alla questione energetica mentre le fonti fossili carbone petrolio e gas e atomiche implicano la concentrazione in grandi impianti centralizzati e in potenti oligopoli privati o statali una buona parte delle energie rinnovabili solari eoliche da biomassa geotermiche sono per loro natura decentrali locali e polverizzate in milioni di piccoli produttori questa differenza ha profonde conseguenze politiche perchè nel primo caso è favorita la concentrazione di potere e ricchezza mentre nel secondo caso è favorita la loro distribuzione diffusa tra i cittadini sia in una nazione sia sul globo per questo l opzione solare sarebbe importante anche per prevenire i conflitti non solo per ridurre i danni ambientali secondo scheer la politica ha un compito limitato ma fondamentale quello di accelerare un cambiamento che è già in atto nella società ma che è troppo lento creando sistemi di incentivazione individuale verso le opzioni che danno benefici collettivi o che riducono i danni e i rischi collettivi per esempio l alterazione del clima proprio sulla velocità di questo cambiamento riemerge l etica ormai da molti anni la questione non è sul se ma sul quando la società umana passerà completamente alle energie rinnovabili l imperativo energetico ­ questo il titolo del suo ultimo libro ­ sarebbe quello di attuare questo cambiamento in pochi decenni invece che in secoli cioè prima che i rischi e i costi umani delle attuali tecnologie fossili e atomiche crescano in modo esponenziale scheer non era un tecnologo nè un ecologo aveva la formazione e l esperienza del politico purosangue e fu per 30 anni deputato della spd la sua decisione di dedicarsi alla questione energetica non fu un cambiamento di terreno ma fu la continuazione della sua vocazione di politico del disarmo a metà degli anni 80 si convinse che il controllo delle risorse energetiche era uno dei principali campi di conflitto tra i popoli la svolta verso un economia energetica solare decentrata e locale gli sembrò uno dei compiti principali della politica per la pace marco morosini politecnico di zurigo biografia hermann scheer documentazione disponibile in http www.hermannscheer.de http www.eurosolar.de http www.wcre.org sociologo ed economista nel 1988 fonda eurosolar l associazione europea per le energie rinnovabili che ha ora sedi in tredici paesi europei e di cui era presidente nel 2000 il parlamento tedesco vara la legge per le energie rinnovabili eeg concepita da scheer a cui poi si ispirò la legislazione in cinquanta paesi la legge sancisce l obbligo per i grandi produttori e distributori di acquistare con tariffa garantita per 15-20 anni dai piccoli produttori l elettricità prodotta con energie rinnovabili la tariffa si abbassa ogni anno per i nuovi impianti degressione generando una pressione verso tecnologie sempre più efficienti nel 2001 fonda e presiede il world council for renewable energy wcre con l obiettivo di favorire la creazione di un agezia mondiale per le energie rinnovabili con rango simile a quello della agenzia internazionale per l energia atomica iaea l obiettivo è raggiunto nel 2009 con la fondazione dell agenzia irena international renewable energy agency a cui aderiscono i governi di 130 nazioni scheer ha scritto 4 libri tradotti anche in italiano strategia solare 1996 il solare e l economia globale 2004 autonomia energetica 2006 l imperativo energetico 2010 numerosi i premi internazionali ricevuti tra i quali il world solar prize 1998 e il nobel alternativo right livelihood award 1998 nel 2002 time magazine lo nominò tra gli hero for the green century 6

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 fermare l erosione della biodiversitÀ scienza e politica fra antropocentrismo e centralità dell ecosistema la perdita di biodiversità registrata negli ultimi decenni è gravissima sia per quanto riguarda i vegetali sia per quanto concerne le razze animali si calcola infatti che in meno di un secolo siano scomparsi i ¾ delle varietà di piante coltivate ciò ha determinato e determina tutt oggi ulteriore impoverimento e nuova dipendenza per le popolazioni più deboli nonché cambiamenti considerevoli negli stili di vita delle popolazioni dei paesi sviluppati oltre ai preoccupanti fenomeni di carattere sociale l erosione di varietà e razze significa anche una perdita di patrimonio genetico che spesso risulta essere determinante per la resistenza alle fitopatologie la questione biodiversità investe quindi inevitabilmente anche la relazione fra agricoltura e chimica in un rapporto di causa-effetto a doppio senso l onu ha dichiarato il 2010 anno internazionale della biodiversità e con questo servizio ecoscienza intende dare il proprio contributo con un ampia gamma di approfondimenti scientifici pur nella consapevolezza che il tema o meglio il coacervo di temi inevitabilmente intrecciati non può essere sviscerato in modo esaustivo non abbiamo voluto tuttavia sottrarci al bisogno di affrontare queste problematiche anche sul piano filosofico consci che l antropocentrismo assoluto che sfiora il senso di onnipotenza vada sostituito con una visione ecocentrica della quale il primo beneficiario è sicuramente l uomo 7

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 il valore della vita che ci sta intorno biodiversitÀ nell anno internazionale della biodiversitÀ l agenzia europea dell ambiente ha contribuito a una maggiore conoscenza e alla definizione delle strategie di tutela ora È necessario orientare alla conservazione anche l economia a vita fiorisce in ogni angolo del nostro pianeta dalla profondità degli oceani ai picchi innevati dai deserti infuocati alle foreste pluviali continuiamo a scoprire nuove specie di animali e piante che mostrano un eccezionale e sorprendente capacità di sopravvivere in alcuni casi contro ogni aspettativa negli ultimi decenni questa ricchezza di vita ­ la biodiversità ­ ha dovuto affrontare pressioni sempre crescenti a causa delle attività umane la nostra comprensione dell ambiente che ci circonda e di ciò che esso significa per noi è cresciuta parallelamente all impatto delle nostre attività sull ambiente da un lato le nostre società hanno promosso il valore della produzione economica come l indicatore chiave per misurare il l nella foto dal 22 maggio giornata internazionale della biodiversità a fine ottobre 2010 la facciata della sede dell agenzia europea dell ambiente a copenhagen è stata ricoperta con circa 5.000 piante annuali che disegnavano la mappa dell europa e della sua biodiversità benessere umano molte scelte politiche sono pertanto state impostate per favorire la crescita economica dall altro lato queste politiche messe in atto orientate alla crescita hanno quasi sempre comportato maggiori consumi e perciò una maggiore domanda di risorse naturali oggi siamo a un punto di svolta i nostri livelli di consumo stanno degradando la capacità del pianeta di continuare a fornirci risorse inclusi aria pulita legno acqua pulita che fino a oggi la maggior parte di noi ha dato per scontate allo stesso tempo la nostra conoscenza è cresciuta fino a un livello per cui non possiamo più ignorare il nostro impatto sull ambiente dobbiamo agire e dobbiamo farlo nel nostro interesse le nazioni unite hanno dichiarato il 2010 anno internazionale della biodiversità per richiamare l attenzione su questa urgenza anche l unione europea nel 2001 si è impegnata a fermare la perdita di biodiversità sul proprio territorio entro il 2010 l anno successivo centinaia di paesi firmatari della convenzione sulla diversità biologica cbd si sono impegnati a ridurre significativamente la perdita di biodiversità nel mondo entro il 2010 ora è chiaro che entrambi gli obiettivi sono stati mancati la situazione in europa la biodiversità europea è diminuita sensibilmente negli ultimi due secoli oggi la maggior parte della biodiversità in europa esiste all interno di un mosaico di territori profondamente segnati dall azione dell uomo e di ambienti marini fortemente sfruttati largamente connessi alle pratiche agricole forestali e di pesca presenti nella regione la distruzione e la frammentazione degli habitat l introduzione e la diffusione di specie invasive l inquinamento delle falde derivato dall agricoltura il crescente prelievo di acqua il sovrasfruttamento delle risorse e il crescente impatto dei cambiamenti climatici costituiscono le maggiori minacce alla biodiversità in europa le politiche adottate e messe in atto a 8

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 livello europeo e mondiale hanno avuto un impatto positivo su alcuni aspetti della biodiversità per esempio lo stato di molti corsi d acqua è migliorato grazie alla riduzione dell inquinamento industriale e agricolo anche i piani di recupero attuati per molte specie minacciate hanno avuto qualche successo durante il 2010 l agenzia europea dell ambiente ha realizzato una serie di prodotti per aiutare i decisori a valutare lo stato attuale e a formulare il quadro delle strategie politiche da adottare dopo il 2010 per misurare il cambiamento i decisori hanno bisogno di un istantanea dello stato attuale della biodiversità il report eu 2010 biodiversity baseline è stato elaborato per rispondere a questo bisogno il documento non fornisce solo un punto di partenza per misurare lo stato della biodiversità nell unione europea ma mostra anche dove abbiamo bisogno di ulteriori informazioni lo scenario di riferimento servirà a sviluppare gli obiettivi specifici post2010 e a monitorare i progressi nella ue dal 2011 al 2020 dopo il 2010 gli aggiornamenti di questi dati forniranno una chiara registrazione storica dei progressi l agenzia ha anche pubblicato un report più dettagliato assessing biodiversity in europe ­ the 2010 report che considera lo stato e le tendenze della biodiversità pan-europea in una serie di ecosistemi e le implicazioni di queste tendenze per le politiche e le azioni di gestione della biodiversità questa valutazione si serve degli indicatori elaborati dall iniziativa europea streamlining european 2010 biodiversity indicators sebi 2010 oltre che di altre rilevanti fonti di informazione nazionali e regionali inoltre abbiamo prodotto una serie di brevi valutazioni tematiche 10 messages for 2010 che si concentrano sui principali temi ed ecosistemi tra cui i cambiamenti climatici le aree protette gli ecosistemi marini e quelli agricoli per facilitare l accesso alle informazioni esistenti su natura e biodiversità l agenzia ha inoltre sviluppato il bise biodiversity information system for europe un portale web di informazione sulla biodiversità in europa http biodiversity.europa.eu oltre alle informazioni sulle politiche e la normativa dell unione europea in campo ambientale il bise contiene molto materiale sullo stato dell ambiente e degli ecosistemi dell ue e sulle minacce a cui si trovano di fronte oltre a informazioni sulla ricerca sulla biodiversità inoltre dà accesso alle informazioni sulle relazioni sulla biodiversità degli stati membri con l obiettivo di incoraggiare una crescente cooperazione biografia le prospettive future la decima conferenza delle parti della cbd nagoya 18-29 ottobre 2010 ha raccolto la comunità internazionale inclusa l ue per concordare un quadro di politiche post-2010 l esito della conferenza è molto incoraggiante il nuovo piano strategico decennale comprende il focus di lungo termine di cui abbiamo bisogno per fare la differenza in concreto la strategia di mobilitazione delle risorse e il nuovo protocollo internazionale sull accesso e la condivisione dei benefici derivanti dall uso delle risorse genetiche del pianeta costituiscono un buon punto di partenza per affrontare le questioni essenziali della biodiversità globale ciò che rimane da fare è tradurre questi accordi in azioni l unione europea sta dando forma alla propria politica post-2010 sulla biodiversità in conformità con gli accordi globali la nuova strategia dell ue sulla biodiversità includerà obiettivi generali e specifici relativi al quadro emerso da nagoya l agenzia europea dell ambiente continuerà a sviluppare la base di conoscenze dell europa compresi gli indicatori basati sugli ultimi dati disponibili e le valutazioni su scala europea relative allo stato e alle minacce sappiamo che le misure di conservazione se attuate con successo hanno avuto impatti positivi le nostre valutazioni mostrano tuttavia che le attività di conservazione da sole non sono sufficienti a fronteggiare la perdita di biodiversità perché molte delle cause provengono da settori al di là del controllo degli interventi di conservazione gli altri settori che hanno un impatto sulla biodiversità come il commercio l agricoltura la pesca i trasporti la sanità il turismo e la finanza devono tenere in considerazione il valore economico della biodiversità e devono essere ridisegnati per sostenerne la conservazione la complessità e la dimensione globale dei problemi ambientali trovano conferma nel nostro report principale recentemente pubblicato the european environment ­ state and outlook 2010 abbiamo bisogno di una svolta radicale verso una green economy efficiente nell uso delle risorse che richiede che tutte le risorse ambientali ­ biodiversità territorio carbonio fiumi mari e l aria che respiriamo ­ siano pienamente considerate nelle decisioni relative alla produzione al consumo e al commercio globale jacqueline mcglade lade direttore esecutivo dell agenzia europea dell ambiente dal 2003 prima di questo incarico era stata professional fellow in informatica ambientale per il natural environment research council all interno del dipartimento di matematica dell university college di londra le sue principali aree di ricerca comprendevano analisi e informatica dei dati geografici sistemi esperti tecnologie ambientali e politica internazionale delle risorse ambientali e naturali in precedenza era stata direttore del centre for coastal marine sciences del regno unito direttore di ecologia teoretica alla forschungszentrum jülich germany professore associato all international ecotchnology research centre senior scientist per il governo federale del canada e degli usa adrian fellow al darwin college di cambridge e docente presso le università di warwick e di aachen ha pubblicato più di 100 rapporti di ricerca molti articoli e partecipato alla realizzazione di programmi radio e tv tra cui le serie della bbc the ocean planet learning from nature our arctic challenge e one degree matters un film sugli impatti del riscaldamento globale e sulle possibili risposte ha tenuto conferenze in tutto il mondo su cambiamenti climatici energia sviluppo sostenibile informazione ambientale tecnologie per l ambiente e comunicazione web e multimediale non esistono facili soluzioni i legislatori le imprese e i cittadini devono collaborare per trovare modi innovativi che consentano di sfruttare le risorse in modo più efficiente i semi per le azioni future li abbiamo il compito d ora in avanti è fare in modo che possano mettere radici e fiorire jacqueline mcglade direttore esecutivo agenzia europea dell ambiente eea www.eea.europa.eu traduzione di stefano folli 9

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 ora c È una strategia nazionale condivisa la conferenza stato-regioni ha approvato in ottobre la strategia nazionale per la biodiversitÀ conservazione dei servizi ecosistemici riduzione dell impatto dei cambiamenti climatici integrazione della biodiversitÀ nelle politiche economiche e di settore sono i punti cardine della strategia l importanza della partecipazione n biodiversitÀ el 1994 l italia ha ratificato la propria adesione alla convenzione sulla diversità biologica cbd e in base agli impegni assunti avrebbe dovuto dotarsi di una strategia nazionale che avrebbe costituito il riferimento per le politiche e le azioni di conservazione della biodiversità fino a oggi non si era arrivati all approvazione di una strategia anche se si devono registrare numerose iniziative e successi in materia di conservazione della biodiversità primi fra tutti la creazione del sistema nazionale delle aree protette che copre il 10 del territorio nazionale e più recentemente lo sviluppo della rete natura 2000 che interessa oltre il 20 del nostro paese nel corso degli ultimi anni un indirizzo generale alle azioni di conservazione della biodiversità è stato dato dal piano d azione europeo fino al 2010 e oltre dove sono state individuate oltre 150 azioni che toccano tutti gli aspetti della biodiversità la cui attuazione ha impegnato gli stati dell unione europea dal 2006 a oggi si trattava dello strumento europeo cui si doveva dare attuazione a livello nazionale per cercare di raggiungere l ambizioso obiettivo di fermare la perdita di biodiversità entro il 2010 purtroppo è diventato progressivamente chiaro che l obiettivo fissato sarebbe stato solo parzialmente raggiunto e che era perciò necessario un rinnovato impegno per garantire la conservazione della biodiversità in tale contesto è stato avviato da anni in italia un intenso lavoro di raccolta delle informazioni sullo stato della biodiversità un imprescindibile base di informazioni scientifiche per ogni scelta e indirizzo strategico per quanto ulteriori approfondimenti risultino sempre necessari sono numerosi gli studi sia a livello locale per singola area protetta o sito di interesse comunitario sia a livello regionale e nazionale questi studi hanno consentito di stabilire progressivamente l elenco delle specie presenti la loro distribuzione e infine il loro stato di conservazione i risultati di tali studi sono stati in buona parte raccolti o presi in considerazione in alcune iniziative di sintesi quali lo stato della biodiversità in italia nel 2005 il dvd gis natura con un ampia base di dati cartografici e non su specie habitat e aree protette nel 2006 il rapporto sullo stato di conservazione degli habitat e delle specie tutelati dalla direttiva habitat nel 2008 recentemente si è proceduto ad analizzare le principali criticità che non hanno consentito all italia come agli altri paesi di raggiungere l obiettivo di fermare la perdita di biodiversità entro il 2010 questa attenta analisi delle criticità ha permesso di identificare le cause generali strettamente connesse fra loro che non hanno consentito di raggiungere il cosiddetto obiettivo 2010 la percezione della biodiversità come un bene in più non strettamente necessario alla nostra vita sulla terra la scarsa considerazione della conservazione della biodiversità nelle diverse politiche di settore dalle quali viene generalmente percepita come un vincolo la mancanza in passato di un adeguata consultazione di tutti i soggetti a vario titolo interessati alla biodiversità l insufficiente integrazione fra la conservazione della biodiversità e le altre politiche settore fra la conservazione dell ambiente affidata allo stato e il ruolo delle regioni nella gestione del territorio il processo per la definizione di una strategia nazionale si è sempre sviluppato in stretta sintonia con gli indirizzi e le priorità dell unione europea e più in generale della cbd per quanto riguarda il contesto mondiale ne è riprova la carta di siracusa approvata da 23 ministri dell ambiente nel corso del g8 ambiente presieduto dall italia nel 10

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 2009 dove per la prima volta sono stati delineati i principi per conseguire gli obiettivi della cbd dopo il 2010 tali principi sono stati ripresi e sviluppati ai diversi livelli fino a condurre al nuovo piano strategico della cbd approvato lo scorso ottobre durante la decima conferenza delle parti della cbd a nagoya la strategia nazionale per la biodiversità la prima bozza di strategia predisposta dalla direzione per la protezione della natura e del mare del ministero dell ambiente è stata sottoposta alla valutazione dell ispra delle regioni delle aree protette del mondo scientifico delle associazioni di categoria delle associazioni ambientaliste e in generale di tutti i portatori d interesse si è trattato di un percorso di confronto e partecipazione che attraverso workshop in varie città italiane ha raccolto oltre 500 contributi ed è culminato nella conferenza nazionale per la biodiversità nel maggio di quest anno tenendo conto di tutte le istanze che sono state rappresentate è stata elaborata una nuova bozza che è diventata oggetto del dibattito conclusivo nella conferenza stato-regioni dove la strategia nazionale per la biodiversità è stata definitivamente approvata lo scorso 7 ottobre la strategia conferma l impegno nazionale per il raggiungimento dell obiettivo di fermare la perdita di biodiversità integrandolo con il riconoscimento dell importanza dei servizi ecosistemici che da questa dipendono ne consegue che la conservazione della biodiversità non è un lusso superfluo bensì un imprescindibile necessità per garantire la nostra sopravvivenza e il nostro benessere per il raggiungimento della vision generale sono state identificate tre tematiche cardine per ciascuna delle grandi sfide cui la strategia deve rispondere e per ognuno dei tre obiettivi strategici individuati biodiversità e servizi ecosistemici ribadisce la necessità di conservare la biodiversità per il suo valore intrinseco e per garantire la vita sulla terra assicurando il mantenimento e ripristino dei servizi ecosistemici essenziali per il benessere umano biodiversità e cambiamenti climatici riconosce la necessità di ridurre sostanzialmente l impatto dei cambiamenti climatici sulla perdita di biodiversità attraverso misure di adattamento e di mitigazione per la stretta interdipendenza esistente tra i due fenomeni biodiversità e politiche economiche sottolinea la necessità d integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore per mantenere i servizi ecosistemici da essa derivanti e limitare i costi derivanti dalla loro perdita nonché quale opportunità di nuova occupazione e sviluppo sociale per favorire l integrazione della conservazione della biodiversità in tutte le politiche di settore il conseguimento degli obiettivi strategici è stato affrontato in 15 aree di lavoro 1 specie habitat paesaggio 2 aree protette 3 risorse genetiche 4 agricoltura 5 foreste 6 acque interne 7 ambiente marino 8 infrastrutture e trasporti 9 aree urbane 10 salute 11 energia 12 turismo 13 ricerca e innovazione 14 educazione informazione comunicazione e partecipazione 15 l italia e la biodiversità nel mondo all interno di ogni area di lavoro vengono individuate le principali minacce gli obiettivi specifici per contrastare le minacce e le priorità d intervento in rapporto agli strumenti disponibili o da implementare la strategia nazionale non è quindi un punto di arrivo ma un importante momento di riflessione per fare il punto su quanto è stato fatto per la conservazione della biodiversità in italia e su quanto è necessario ancora fare si tratta di uno strumento che ci consentirà di migliorare e di ripristinare lo stato di conservazione della biodiversità nel corso del prossimo decennio attraverso il comune impegno del ministero dell ambiente e degli altri dicasteri responsabili per le diverse politiche di settore ma soprattutto con il contributo delle regioni per il loro ruolo fondamentale nella gestione del territorio e per l applicazione a livello locale di indirizzi generali proprio con questa consapevolezza è stata definita la governance della strategia articolata attraverso la costituzione di un comitato paritetico tra ministeri e regioni cui spetta il compito di monitorarne l attuazione e la revisione il comitato si avvale di un osservatorio nazionale per la biodiversità per il supporto tecnico scientifico in cui sono rappresentati ispra gli osservatori regionali per la biodiversità o le analoghe strutture le aree protette e i rappresentanti del mondo scientifico infine è previsto un tavolo di consultazione per il pieno e costante coinvolgimento dei portatori d interesse questo coinvolgerà il comitato paritetico e tutti i portatori d interesse marina andreella eugenio duprè direzione protezione della natura e del mare ministero dell ambiente della tutela del territorio e del mare strategia nazionale per la biodiversitÀ la visione della strategia la biodiversità e i servizi ecosistemici nostro capitale naturale sono conservati valutati e per quanto possibile ripristinati per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale obiettivo strategico 1 entro il 2020 garantire la conservazione della biodiversità intesa come la varietà degli organismi viventi la loro variabilità genetica e i complessi ecologici di cui fanno parte e assicurare la salvaguardia e il ripristino dei servizi ecosistemici al fine di garantirne il ruolo chiave per la vita sulla terra e per il benessere umano obiettivo strategico 2 entro il 2020 ridurre sostanzialmente nel territorio nazionale l impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità definendo le opportune misure di adattamento alle modificazioni indotte e di mitigazione dei loro effetti e aumentando le resilienza degli ecosistemi naturali e seminaturali obiettivo strategico 3 entro il 2020 integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore anche quale opportunità di nuova occupazione e sviluppo sociale rafforzando la comprensione dei benefici dei servizi ecosistemici da essa derivanti e la consapevolezza dei costi della loro perdita il testo della strategia è disponibile sul sito www.minambiente.it 11

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 meno chimica e una nuova ruralitÀ scomparsi in meno di un secolo almeno i 3/4 della biodiversitÀ delle piante coltivate l emilia-romagna È impegnata per ridurre l impiego della chimica promuovere gli orientamenti colturali che consentono di produrre qualitÀ e rispetto dell ambiente del territorio e della vita delle comunitÀ locali l territorio ­ inteso come insieme dinamico e integrato di elementi materiali e immateriali che contribuisce a formare e connotare nel tempo le relazioni sociali ed economiche la cultura la storia e le tradizioni le aspettative e il futuro della comunità ­ assume un ruolo particolarmente significativo nel determinare i punti di forza del settore agricolo alimentare ed enogastronomico emiliano-romagnolo il parmigiano reggiano il prosciutto di parma e gli altri prodotti di alta salumeria l aceto balsamico tradizionale di modena e reggio emilia la pera tipica dell emilia-romagna solo per citare alcuni esempi hanno raggiunto livelli qualitativi particolarmente significativi godono di una reputazione universalmente riconosciuta grazie allo strettissimo rapporto con la zona di produzione alla capacità delle comunità locali di salvaguardare e di attualizzare un plurisecolare e per questo assolutamente irripetibile patrimonio di conoscenze ed esperienze la regione emilia-romagna partendo dalla consapevolezza che fenomeni di degrado possono mettere in crisi questo modello dedica quindi una grande attenzione alla tutela e alla qualificazione del territorio utilizzando una serie di strumenti di carattere intersettoriale convergenti su obiettivi concreti nel settore primario abbiamo avviato ormai da molti anni una serie di politiche finalizzate alla riduzione dell impatto ambientale dell attività agricola ­ notevolmente aumentato a partire dalla seconda metà del secolo scorso a seguito della diffusione di tecniche colturali particolarmente intensive ­ e al mantenimento dell agricoltura in aree marginali di alta collina e montagna interessate da gravi fenomeni di abbandono con conseguenti problemi di assetto territoriale e di tenuta del tessuto socio-economico in tempi più recenti questo complesso di attività è stato inserito nel più ampio i biodiversitÀ contesto del cosiddetto sviluppo rurale tra gli strumenti disponibili per sostenere la presenza di un tessuto agricolo vitale nelle aree svantaggiate va ricordata la cosiddetta indennità compensativa ovvero pagamenti monetari per ettaro di superficie aziendale per compensare il divario esistente tra i redditi degli agricoltori di montagna e quelli degli agricoltori di pianura prevista dalle misure 211 e 212 del piano regionale di sviluppo rurale anche l asse 3 finanzia numerose azioni finalizzate la miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali ­ interventi di carattere infrastrutturale quali la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e di reti tecnologiche di informazione e comunicazione e il miglioramento della rete acquedottistica e della viabilità ­ e per favorire la diversificazione dell economia rurale quali lo sviluppo e la qualificazione dell agriturismo e dell ospitalità turistica e la tutela e la qualificazione del patrimonio rurale l affermarsi dell agricoltura intensiva basata su un forte utilizzo ­ non sempre motivato ­ della chimica della genetica e dell energia fossile ha peggiorato in modo rilevante la situazione dell agroecosistema per favorire l utilizzo di macchine sempre più grandi e potenti si sono distrutti componenti particolarmente significativi quali le sistemazioni idraulico-agrarie le alberate le siepi i maceri che connotavano in modo positivo il nostro territorio sono state abbandonate le tradizionali rotazioni a scapito della monosuccessione con conseguente proliferazione di organismi dannosi e progressiva perdita della fertilità del terreno è scomparsa in meno di un secolo almeno i ¾ della biodiversità delle piante coltivate questo modello produttivo indotto anche dalle politiche di sostegno incondizionato dei prezzi portate avanti dall unione europea ha provocato un rapido peggioramento della qualità ambientale e rischia di mettere in crisi il nostro modello produttivo di qualità per questo stiamo dedicando nell ambito della misura 214 una notevole attenzione a interventi in grado di invertire questa tendenza di ridurre l utilizzo di prodotti chimici e di energie non rinnovabili in agricoltura azioni 1 e 2 di tutelare varietà vegetali e razze animali autoctone che presentano caratteristiche qualitative di grande pregio a rischio di erosione o di abbandono azioni 5 6 e 7 e favorire il ripristino e il mantenimento di elementi naturali e seminaturali del paesaggio agrario azione 9 questo complesso di attività sta riscuotendo un notevole interesse da parte degli agricoltori e della cittadinanza e in molti casi contribuisce a migliorare in modo concreto la qualità della vita delle comunità locali per questo motivo è necessario in fase di definizione della nuova politica agricola comune continuare a investire in questa direzione anche per salvaguardare e valorizzare ulteriormente gli investimenti sin qui effettuati tiberio rabboni assessore agricoltura economia ittica attività faunistico-venatoria regione emilia-romagna 12

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ecoscienza numero 3 · anno 2010 nagoya quanto costa perdere la natura lo studio presentato a nagoya nel corso del cop10 per laÙ convenzione sulla biodiversitÀ illustra i costi enormi dei danni dovuti alla perditÀ di biodiversitÀ l azione dei governi dovrebbe essere orientata sulla base delle prioritÀ indicate nelle raccomandazioni conclusive i danni ambientali che l umanità provoca ogni anno alla terra ammontano almeno a 50 miliardi di euro le risorse naturali non si devono considerare come un bene pubblico gratuito ma come un bene economico con un proprio valore sono queste alcune delle cifre e dei principi che sono riecheggiati più volte a nagoya nello scorso mese di ottobre dove si sono ritrovati gli stati che hanno dato vita alla convezione internazionale per la biodiversità di rio de janeiro il summit di nagoya il cosiddetto cop10 ha visto riuniti la gran parte degli stati per prendere decisioni urgenti su come fermare la grave perdita di biodiversità in atto a ritmi che sono da 100 a 1.000 volte maggiori del ritmo di perdita naturale delle specie le cifre spaventose sul costo dei danni ambientali che l umanità provoca ogni anno alla terra dovrebbero essere il segnale di allarme per rendersi conto dell importanza della natura per la sopravvivenza dell umanità purtroppo non è così lo studio che già prima di nagoya era stato presentato all attenzione della conferenza delle nazioni unite sulla sostenibilità e biodiversità è finalizzato a calcolare dal punto di vista economico il valore dei beni naturali e il costo della loro progressiva distruzione nel presentare il risultato delle ricerche sugli aspetti economici degli ecosistemi e della biodiversità the economics of ecosystems and biodiversity teeb l indiano pavan sukhdev incaricato di coordinare questo lavoro dai paesi più industrializzati del mondo ha messo in guardia sul fatto che in breve tempo i danni alla natura possono dimezzare il livello di vita soprattutto dei poveri del mondo prime vittime della scomparsa degli ecosistemi e della diminuzione della biodiversità l affermazione di fondo della ricerca è però un altra le risorse naturali non devono più essere considerate come un bene pubblico perlopiù gratuito bensì come un bene economico con un proprio valore i diversi ecosistemi nella loro varietà garantiscono il rifornimento alimentare e la qualità dell acqua e dei suoli essi sono i fondamenti dell economia mondiale e alla fine l aspetto decisivo per quanto riguarda ricchezza o carestia sukhdev ricorda inoltre che nel calcolo del pil il prodotto interno lordo finora non vengono presi in considerazione le prestazioni naturali come acqua o aria pulita e neanche la distruzione di risorse disponibili i servizi della natura finora non hanno nessun cartellino con il prezzo non c è nessun calcolo sui costi-benefici e nessun inserimento del costo generale a sostegno di ciò lo studio ha fornito alcuni esempi delle conseguenze per l umanità e per l economia complessiva se continuerà a passo attuale la distruzione delle foreste a partire dal 2050 si rischia ogni anno la perdita di circa il 6 del pil globale lo studio è molto importante e dovrebbe ottenere gli stessi effetti del rapporto preparato alcuni anni fa dall economista britannico nicholas stern sulle conseguenze economiche del cambiamento climatico e spingere all azione così come il rapporto stern ha acuito la consapevolezza dei danni economici provocati dal cambiamento climatico ora dobbiamo auspicare che il rapporto sukhdev abbia un effetto simile a favore della biodiversità in questi ultimi decenni l invisibilità economica dell ambiente ha provocato un degrado dell ambiente e una ritirata della biodiversità i dirigenti e i rappresentanti del mondo degli affari dovrebbero adottare delle misure miranti non solo a rallentare la riduzione della biodiversità ma anche ad assicurare la crescita del capitale naturale della terra e la sicurezza ecologica dei suoi abitanti tra il 40 e l 80 delle famiglie povere foto mateusz scbd 1 sessione plenaria durante la cop10 a nagoya 1 13

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