N.83 - 2014

 

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Il Giornale Italiano 83/2014

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“el Rey reina, pero no gobierna” Presidente Hermandad Nacional Monárquica Don Francisco Rodríguez Aguado 83/2014 | GIORNALE ITALIANO DE ESPAÑA - GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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L A H ER M AN D A D NACIONA L Il Presidente Francisco Rodriguez Aguado: “Felipe VI sarà Re in una Spagna che dovrà essere differente da quella di suo padre, come lo fu la Spagna di Alfonso XIII e di altri Monarchi, anche se la Constitución Española è una garanzia istituzionale e di convivenza che faciliterà il processo. Il Re come Jefe de Estado, non è il capo del sistema politico né al centro di decisioni che invece passano al Parlamento ed al Governo, ma compie una funzione di unità dello Stato. intervista di Paola Pacifici Quando nacque la Hermandad Nacional Monárquica de España e perché? La Hermandad nacque nel 1962 sotto la “advocación” de la Virgen de la Piedad con il nome di Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo, con il fine di “forzar” il Generale Francisco Franco a restaurare la Monarchia. Il fondatore di questa Hermandad, Don Ramón Forcadell y Prats, residente a Tarragona, era un nipote del General Carlista, Don Ramón Cabrera Grino, chiamato “el Tigre del Maestrazgo”, da lì il nome della Hermandad. Don Ramòn Forcadell credette che in quel particolare momento sarebbe stato più facile restaurare la monarchia nel ramo “Carlista” che in quella di Don Juan de Borbòn Conde de Barcelona, data la avversione che sentiva verso Franco. Così Don Ramòn Forcadell, che era un monarchico “convencido” però Carlista, come lo fu tutta la sua famiglia, pensò di fondare un’istituzione, Hermandad Nacional Monárquica de España, con l’intenzione di promuovere e difendere i valori istituzionali dell’ideologia monarchica. Però “el destino jugò su carta” e come tutti sappiamo il Caudillo, se “saltò” il Conte di Barcellona e pensò a suo figlio “Juanito” perché fosse il suo successore a titolo di Re. Così la Spagna tornò ad essere una Monarchia alla morte di Franco, non perché Pag. 2 fosse stata restaurata, ma perché la restaurò nella persona di Juan Carlos I, come suo successore al quale fece giurare le “Leyes del Movimiento”. Dopo la morte di Franco, il fondatore della Hermandad, Don Ramón Forcadell, riconobbe la Monarquía Parlamentaria come la miglior forma di governo e l’unica via per la Spagna, svincolando alla Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo, dal colore Carlista col quale era nato, così come fece lui, dichiarando la sua lealtà alla Monarquía Parlamentaria, a Don Juan Carlos I, Rey Constitucional, che la rappresentava. Così stando le cose non aveva senso che la Hermandad continuasse a chiamarsi “del Maestrazgo” e, dopo la morte del secondo Presidente e figlio del fondatore, Don Ramón Carlos Forcadell y Guach nel 2012 e del Secretario General, Don Antonio Ramón Camps, fu nominato Presidente della Junta Nacional Rettora nel 2012 e nello stesso anno, l’1 dicembre, nella Asamblea Nacional, celebrata in Madrid, si cambiò il nome poiché el Maestrazgo è una “comarca española”, associata ad un “predicado nobiliario” che non rappresenta il carattere nazionale che la Hermandad vuole per tutta la Spagna. Il nome doveva essere “Hermandad Nacional Monárquica de España” che fu approvato all’unanimità. Poi stiamo lavorando con il Partido Social Regionalista-Uniòn Institucional, il braccio politico della Hermandad Nacional Monárquica de España iscritto nel Ministerio del Interior il 5 di ottobre del 1976 con il numero 5 del registro e con le disposizioni della ley orgànica 6/2002 del 27 di giugno dei “partidos politicos”. È importante chiarire che questo Partito prima si chiamava Unión Monárquica y Social. Il Partido Social Regionalista-Uniòn Institucional (PSRUI) non ha partecipato alle elezioni salvo che nelle prime autonomiche e municipali della Cataluña, Valencia e alcune altre, per ragioni di opportunità congiunturale, anche se in alcune occasioni appoggiò ad esempio Ruiz Mateos durante la sua campagna elettorale. Quanti siete e chi può entrare nella Hermandad? Per appartenere alla Hermandad Nacional Monárquica de España, bisogna condividere l’ideologia monarchica e la difesa dei valori costituzionali del 1978, cioè la Monarquía Constitucional ed il monarca che la rappresenta. In quanto alla quota, voglio dire che dalla sua fondazione, nel 1962, non si sono pagate né quote né diritti di entrata. Recentemente nella Asamblea del 1 dicembre 2012 a Madrid, io proposi un piccolo cambio in questo senso, e fu accettato all’unanimità, che si pagasse solamente l’importo della stampa del diploma e carnet, cioè 25 euro. Credo che l’ideologia non ha prezzo e che quelli che entrano lo fanno per amore della Spagna, della Monarquía Constitucional e del Re. Tutto è altruismo nei membri della Hermandad Nacional Monárquica de España. Non fac- Foto di gruppo durante un’udienza dal Re Juan Carlos della Junta de Cataluña della Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo avvenuta nel Palacete Albéniz, di Barcelona, nel 1969 83/2014

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M ON Á R Q UICA D E ES PA Ñ A ciamo affari e non abbiamo la necessità di avere un conto in banca. L’unico nostro interesse è la difesa della Monarchia e del Re. Rispetto ai soci, ti posso dire che l’ultima volta che si sono attualizzate le liste fu nel 1973 e c’erano 30mila soci, per la verità a partire da questa epoca, forse per la fiducia che generò il buon andamento che aveva la Institucion Monárquica così come il Re e la sua famiglia, la Hermandad rimase “un tanto adormecida”, può darsi che influì anche la morte del PresidenteFondador nel 2004, perché si smise di editare le riviste “Maestrazgo” e “Comarca de Motsia” e che nessuno potè sostituirle con dedicazione, con capacità e con finanziamenti. I tempi sono cambiati molto e molto rapidamente, incluso anche prima di questa famosa “crisis” che ha demotivato la nostra generazione per riprendere o continuare questo tipo di imprese. Senza dubbio in questi due ultimi anni, si sta notando un “resurgir muy importante en la Hermandad”, perché c’è un flusso continuato di nuovi ingressi che stanno sostituendo le uscite che durante gli anni di minor attività si sono prodotte. A questo contribuisce il rinnovamento dell’organigramma in tutti i suoi livelli: “Presidentes-Delegados Regionales, Provinciales y Locales”. Questi ultimi a mio giudizio sono i più importanti perché stanno più vicini al “pueblo llano” e, fanno un lavoro di pedagogia, cioè informare la gioventù su quello che è in realtà “La Institución Monárquica y en que consiste la labor del Rey”. La Hermandad Nacional Monárquica de España, abbiamo detto, è una “Institución socio cultural” che promuove e difende i valori della Monarquía Parlamentaria e giocò un ruolo molto importante nella “restauración del la Monarquía en España”, però è anche una “entidad Premial” con riconoscimento di una corporazione pseudo nobiliaria, i suoi membri, entrano secondo i loro curriculum vitae e con la categoria di oficial, caballero-dama, comendador-comendadora y gran cruz, che si riserva per le personalità di grande rilevanza sociale. Ugualmente “el collar” è riservato per le persone relazionate familiarmente con la Casa Real. Indipendentemente ogni membro riceve il suo diploma nel quale si specifica la sua categoria ed il carnet che ne corrisponde. Sua Maestà il Re Juan Carlos I di Spagna riceve in udienza Don Ramón Forcadell, Presidente de la Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo, 1 Dicembre 1969 È molto forte il sentimento monarchico in Spagna, e perché? Una cosa indiscutibile è che in Spagna da sempre si è avuto un grande sentimento per tre istituzioni: “la Iglesia, la Monarquía 83/2014 y Ejército”. Con la Democrazia non è esattamente uguale, però possiamo dire che per la Monarchia il popolo spagnolo sente un gran rispetto ed è cosciente del grande ruolo che la Monarchia ha avuto nella transazione spagnola verso la Democrazia. Nell’attualità con tutti gli ostacoli e le critiche alla Monarchia i sondaggi lo evidenziano. In gennaio del 2013 un 53% degli interpellati preferirono la Monarquía Parlamentaria come forma di governo di fronte ad un 37% che optarono per la Republica. Certamente non possiamo dimenticare che nel 1996 la percentuale era di un 66% di fronte ad un 13%, cioè 53 punti a favore della Monarquía contro i 16 della Republica. Significa questo che il sentimento monarchico degli spagnoli ora è caduto? A mio giudizio no in assoluto, ma ha inciso il forte impatto negativo sulla Corona il caso Undargarín, per la sua rapida diffusione e ripercussione mediatica. Il 95% degli spagnoli pensano che il caso Undargarín ha colpito gravemente l’immagine pubblica della Corona. Durante più di 30 anni, l’istituzione monarchica è stata in testa alla classifica del CIS, assieme all’esercito e alle Fuerzas y Cuerpos de Seguridad de Estado, come le istituzioni più considerate dagli spagnoli. Oggi, come dicevo, l’apprezzamento è diminuito, però è sempre superiore a quello che gli spagnoli hanno verso la classe politica in generale, però nessuno “se plantea acabar con los par- tidos políticos”. Da tener presente che dal 1978 la Spagna è stata una Monarquía Parlamentaria senza monarchici, però si con molti “juancarlistas” ed è stato il modo con cui il Re ha esercitato le sue funzioni e che ha dato legittimità sociale alla Monarchia e non al contrario. Il nostro sistema costituzionale e di libertà è unità alla Monarchia come in molti dei paesi più prosperosi del mondo, Svezia, Inghilterra e Giappone. In tutto questo tempo, l’istituzione monarchica ha dimostrato l’efficacia della sua attività unita al carisma personale di Don Juan Carlos I, purtroppo “enturbiada” per il disgraziato caso Undargarín, che ha fatto un danno gravissimo al prestigio sociale della monarchia. Cos’è la Monarquía? È anche un modo di intendere la vita con valori molto forti? Si chiama Monarquía il sistema di governo che risiede in una sola persona da lì la parola “Monarca”. Senza dubbio sappiamo che questa forma di governo tanto antica si è evoluta molto e dal passare ad ostentare il potere supremo, come la Monarchia assoluta delle Monarchie Europee, in Costituzionali o Parlamentarie. Il Re è il Capo dello Stato nel suo paese, firma tutte le leggi, rappresenta la sua Nazione all’estero Pag. 3

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Spagna e pensiamo di realizzare dei progetti di lavoro in comune. Il più imminente è con il Portogallo dove prossimamente firmeremo un protocollo di collaborazione. Da quando si è formata la Hermandad, dal 1962, sempre sono esistite delle relaciones nacionales in paesi europei, anche americani pur essendo una Repubblica, e dove si riuniscono monarchici in quei paesi che si identificano con la nostra ideologia e forma di governo. Attualmente abbiamo delegaciones nacionales in Francia, Andorra, Italia, Paraguay, Cile, Olanda e Brasile. In Italia il precedente Presidente fu dal 1986 lo scomparso, Don Rodolfo de Negri, Barone di Negri, al quale succedette il Principe Don Cosimo Cammarano Zampeschi. Abbiamo rappresentanti anche nella Renania – Westfalia, Argentina con il professor dottor Bernando P. Losier de Almazàn, Stati Uniti, California e in Russia. Quali sono i vostri eventi? Manuel Fraga accompagnato da Antonio Ramón Camps, Secretario General de la Hermandad, incarico tenuto fino alla sua morte nel 2012 (a dx); Manuel Rial Ferrer e Adolfo Maestro López, Villanueva y la Geltrú. Maggio 1979. ed è un simbolo per i suoi cittadini. Ha un potere limitato per la costituzione dovendo attuare secondo il Governo o il Parlamento. Così dobbiamo dire che le funzioni dei Re sono soprattutto simboliche, anche se può intervenire in diversi conflitti politici per intentare di arbitrare fra di loro e dare stabilità al Paese. La figura costituzionale del Re in Spagna, non è una carica pubblica rappresentativa né una funzione pubblica secondo l’articolo 23 della Costituzione, è una figura simbolica della nazione spagnola, un simbolo, arbitro e moderatore. La Monarchia Costituzionale è la sintesi fra la tradizione e la modernità politica. Chiaro che la Monarchia è anche una forma di intendere la vita, è una filosofia di vita, precisamente perché non è di qualsiasi popolo avere una Monarchia però lo è nell’avere una Repubblica. Una Repubblica può nascere dalla notte alla mattina, però no una Monarchia che “resulta de la decantación de los siglos”. In Democrazia c’è un cambio ciclico dei governanti perché l’alternanza è una componente basica del sistema, con la quale nessun partito può stare permanentemente al potere. Però in questo stesso sistema democratico, il Re può e deve rappresentare i valori di un paese in quella che è una Jefatura del Estado. Il politico pensa sempre alle prossime elezioni. Il Re non lo fa perché è il “Diputado de Todos”, votano quello che votano o si astengono dal farlo. Sono convinto che la Monarchia ereditaria è la miglior forma possibile di governo per essere la più democratica perché torno a ripetere: “el rey reina pero no gobierna, ya que quien gobierna el representante elegido por el pueblo en las urnas”. Dobbiamo Pag. 4 convenire che la Monarchia Parlamentare è un sistema moderno di governo che permette l’indipendenza e rappresenta la pluralità ed il costante rinnovamento dentro la continuità. Avete relazioni con altre Monarchie Europee? Per ora no. Pensa che abbiamo cominciato questa nuova andatura da un anno, dopo un periodo di semi abbandono per le cause che ti ho detto. Possiamo dire, utilizzando un paragone periodistico, che stiamo nella nostra “segunda época”. Siamo in contatto con altri gruppi monarchici fuori della Una delle regole di base della Hermandad Nacional Monárquica de España, è stata dalla sua fondazione l’indipendenza dei suoi incarichi basati nella fiducia e nell’altruismo. Cosicché con i nostri principi fondamentali di difesa della Monarquía Parlamentaria ed il nostro Re, ogni Presidente sia Regionale, Provinciale o Locale, promuove le attività culturali o sociali che crede necessarie sempre con la Presidencia del la Junta Nacional. Possono essere colloqui, conferenze, esposizioni o altri tipi di evento sempre però relazionati con la Monarchia. Voglio congratularmi con le Presidencias Locales de Baeza y Santa Elena nella provincia di Jaén per l’attività culturale dello scorso anno a favore della Monarchia. Abbiamo creato la “Orden a la lealtad Monárquica” per quelle persone che in ambito nazionale, durante l’anno si sono maggiormente evidenziate nella di- Discorso di Forcadell in presenza del ministro Federico Silva Muñoz e Ricardo Barrio Moreno. Marzo, 1976. 83/2014

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Il Tenente Generale García-Valiño, con Fraga e Ramón Forcadell, durante una cerimonia svoltasi in omaggio al Cuerpo del Ejercito del Maestrazgo, celebrata a Vanaroz, 19 Aprile 1964. fesa della Monarchia e l’amore per il Re. Quest’anno sarà il primo e vogliamo che sia un atto di grande rilevanza sociale che premi la traiettoria monarchica delle persone. Il Re è nato a Roma, e noi, italiani, lo sentiamo anche un po’ nostro. È per questo che quando l’ho incontrato a Madrid e gli ho riferito questo nostro sentimento si è mostrato molto contento. Re si nasce, però “un buen Rey” lo si diventa ……. Juan Carlos è così? Roma e la Spagna hanno un’unione storica, culturale, che fanno parte delle radici ispaniche, questo ci fa sentire in Italia in famiglia. Siamo orgogliosi che il nostro Re è nato a Roma e sentiamo con orgoglio radici latine, come diceva Ramón Basterra “Trajano es un espanol del que nos apartan mil anos”. Evidentemente un Re “nace” ed è per questo che è il depositario storico dei derechos dinásticos però senza dubbio che anche si “hace” come tutti i professionisti si vanno “hacendo” con l’esperienza conseguita durante gli anni dell’esercizio della sua professione. Questo è così per il Rey Don Juan Carlos. Franco aveva deciso il 22 giugno 1969 che Juan Carlos de Borbòn fosse il successore in base alla legge di successione del 1947 per la quale “la jefatura del Estado correspondía al Caudillo de España y de la Cruzada, Generalísimo de los Ejércitos, Don Francisco Franco Bahamonde” e a lui era riservato il diritto di nominare il successore. La legge di successione affermava l’esistenza di una sola Spagna e “segnalaba como único posible Rey a una persona de estirpe regia”. Il 22 novembre si ebbe l’in83/2014 coronazione nella Cortes alla presenza di Capi di Stato, di Governo che avevano negato di assistere al funerale di Franco. Già era nato un Re “había nacido un Rey, y algo mas”. Perché nel suo discorso Juan Carlos disse: “hoy comienza una nueva etapa de la historia de España... Una sociedad libre y moderna requiere la partecipación de todos en los foros de decisión, en los medios de información, en los diversos niveles educativos y en el control de la riqueza nacional. Hacer cada día mas y eficaz esa partecipación debe ser una empresa comunitaria y una tarea de Gobierno”. Con l’incoronazione nasce un Re ed un periodo di speranza per tutti quanti chiedono un processo democratico. Poco a poco dal primo momento del suo regno Don Juan Carlos crebbe come Re e si fece “hacendo”. Cominciò con “Cesar” Alias Navarro che era ancorato della nostalgia verso Franco e che proprio Juan Carlos aveva nominato Primo Ministro. Juan Carlos visitò per la prima volta gli Stati Uniti con un gran consenso generale davanti ai senatori e congressisti nel dire nel suo discorso il contrario di quello che Alias difendeva a Madrid. Juan Carlos era cosciente che in un giorno non molto lontano doveva essere legalizzato il Partito Comunista. Destituito Alias Navarro, Don Juan Carlos, offrì la Presidenza del Governo ad Adolfo Suarez che non fu molto ben ricevuto dalla maggioranza. Il suo Governo giurò il 5 luglio e in novembre il nuovo Governo presentò il progetto di riforma politica. In questo modo si andava alle prime elezioni alle Cortes per costituire un congresso di 350 deputati ed eleggere 207 senatori. Il 15 di dicembre del 1976 si celebra il referendum nel quale il 94% dei votanti dice “si al progetto di riforma politica”, sono le prime elezioni libere dal febbraio del 1936. Libere nel senso che non c’era nessun dubbio sulla verità del risultato al contrario di quello che passò coi referendum del regime franchista, non era senza dubbio un referendum de- mocratico, perché non esistevano le libertà della Democrazia, però fu un referendum che le stabilì. Il 14 maggio del 1977 Don Juan de Borbón, rinunciò espressamente a tutti i diritti dinastici in favore di suo figlio, dandogli un appoggio di legittimità al suo regno e il 15 di giugno si conosce il risultato delle elezioni. Unión de Centro Democràtico (UCD) il Partito di Adolfo Suarez visse per maggioranza relativa e per il nuovo Governo aveva grandi obiettivi per risolvere la situazione economica ed anche la scrittura di una nuova costituzione. Questo fu un fatto molto importante per il recente regno di Don Juan Carlos I, l’approvazione nel referendum nazionale della nuova costituzione il giorno 6 dicembre che fu poi promulgata il 27. Però “con la intentona” del Golpe de Estado del 23 febbraio del 1981, Juan Carlos I si consacrò come Re della riconquistata la Democrazia che tanto era costata agli spagnoli. Juan Carlos convocando uno ad uno i comandi militari comunicando che il suo nome si stava utilizzando senza nessuna autorizzazione e che non dovevano prendere altri ordini se non quelli dello Estado Mayor. L’immagine del Re in televisione vestendo l’uniforme di Capitán General de los Ejércitos fu decisiva per la Spagna e per gli spagnoli in quel momento. Il Re dimostrò che era sufficientemente “hecho” per essere il Jefe de Estado con la massima dignità come lo ha da allora dimostrato. Il Re è il primo spagnolo obbligato a compiere con il suo dovere, e questo lo ha dimostrato ben chiaro dal momento della sua incoronazione fino ad oggi “ha complido con su deber siendo un grandisimo Rey”. Quanto è importante per un Re rappresentare il suo Paese? Per un Re non solo è importante rappresentare il suo Paese se no che è un grande onore e credo che la domanda bisognerebbe farla al contrario, già che lo è molto di più per questo Paese. Mi spiego. Il Re è arbitro e moderatore del funzionamento regolare delle istituzioni ed è il rappresentante dello Stato spagnolo nelle relazioni internazionali, oltre ad altre funzioni attribuitegli dalla costituzione e dalle leggi. Così è il miglior ambasciatore che può avere la Spagna, perché il Re “no tiene poderes implícitos, ni poderes de prerrogativa, ni poderes de reserva, ni reserva de poder”. La costituzione nel definire il monarca come “Rey de España”, sottolinea l’unità della Spagna simboleggiata dalla Corona perché il Re di Spagna lo è anche di Castilla, Leòn y Aragòn, di Navarra, Toledo, Granada, Valencia, de Galicia, de Mallorca y Menorca, de Sevilla, de Còrdoba, de las Islas Canarias, Conde de Hasburgo, de Flandes, de Barcelona, Señor de Vizcaya y Molina. Il Re oltre che Jefe del Estado è il simbolo “de su unidad y permanencia”, Pag. 5

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perché la Corona rappresenta la Unidad de Estado di fronte alla divisione organica dei poteri. La Corona è al di sopra delle lotte dei partiti dandogli l’indipendenza così nel suo lavoro di rappresentanza della Spagna in tutti i fori. Non lo dico come Presidente de la Junta Nacional de la Hermandad Nacional Monárquica de España, perché è così scritto nella Constitución española del 1978 nell’articolo 56 che definisce le sue funzioni di moderare, arbitrare e rappresentare internazionalmente lo Stato ed esercitare le funzioni che gli attribuiscono espressamente la Constitución y las leyes. Il “Titulo II de la Constitución” dice che la Spagna è una Monarquía Parlamentaria, cosa significa? La Constitución española del 1978 definisce il sistema politico del Paese come Monarquía Parlamentaria e riserva al Re la jefatura suprema de las fuerzas armadas de España, un chiaro esempio fu l’intervento di Juan Carlos I, per impedire che la maggior parte dell’esercito si unisse al Golpe de Estado in Spagna del 1981, in un momento nel quale tanto il Governo quanto il Congreso de los diputados erano sequestrati. Il Re secondo la Constitución è il Jefe de Estado inviolabile e responsabile nell’esercito e con la più alta rappresentazione della nazione nelle relazioni internazionali anche se i suoi poteri sono praticamente simbolici. Infatti, come ti ho detto “el Rey reina, pero no gobierna”, secondo l’espressione di Adolphe Thiers. Però i suoi atti ufficiali devono essere appoggiati dal Governo e senza il quale non può effettuarli, è un punto di grande importanza per la Monarchia, il suo potere “arbitral”, fra le distinte forze politiche e sociali. Questo perché il Re come Jefe de Estado di una Monarquía Parlamentaria, non è il capo del sistema politico né al centro di decisioni che invece passano al Parlamento ed al Governo, ma compie una funzione di unità dello Stato, una funzione istituzionale che non può realizzare ni el Gobierno ni le Cortes Generales. Questa funzione arbitrale e moderatrice, è quindi al di sopra del Parlamento e del Governo i quali si vedono periodicamente soggetti a processi elettorali ed è per questo che il Re ha un carattere di neutralità, dandogli il dovere di impedire attuazioni contrarie all’ordine costituzionale e di risolvere anche “di forma pasiva” le tensioni che si possono verificare nelle istituzioni. Grazie a questa funzione di “influencia” il Re passa dalle sue strette attribuzioni costituzionali, a come dice Bagehot che al Re corrisponde “animar, prevenir, ser consultado”. S.M. il Re mentre saluta Ramón Carlos Forcadell Guach, figlio del Presidente Nacional de la Hermandad, e successore di suo padre dopo la sua morte. Palacio de Oriente, 22 Novembre 1976 La Spagna del Principe Felipe sarà una Spagna distinta da quella di suo padre? Che Re sarà? La Spagna dovrà essere differente da quella di suo padre, come lo fu la Spagna di Alfonso XIII e di altri Monarchi, anche se la Constitución Española è una garanzia istituzionale e di convivenza che faciliterà il processo. La società sta cambiando e molto rapidamente. In quanto a come sarà Felipe VI voglio dirti che “la condición humana es impredecible”. Nella storia di tutte le monarchie del mondo si sono avuti buoni e cattivi “Soberanos”. Come tutto nella vita anche la Monarchia si è evoluta con il concetto di Soberanía Nacional e in occidente fa parte dei regimi costituzionali. Infatti, in un sistema costituzionale, come per esempio quello spagnolo, la “potestas”, che dispone un Re è molto limitata come già ti ho detto. Oggi un “mal Rey” a poche possibilità di far danno ad una nazione perché i suoi poteri sono ridotti. Invece un mal Presidente di una Repubblica sempre tende ad esbordare le sue competenze per “ese afán” di tentare di continuare il suo mandato e per questo a volte termina generando una crisi come vediamo in alcuni paesi europei. Per un monarchico sempre sarà meglio un “mal Rey” che un “buen Presidente de una República”, dovuto al carattere ereditario della Corona che assicura la successione nella continuità di un regime della stessa natura. Come si sa la “inexistencia de responsabilidad política” del Jefe de Estado è una caratteristica comune di tutti i regimi poli- tici contemporanei che siano Monarchia o Repubblica. Nel caso di regimi monarchici la mancanza di responsabilità è assoluta, e si estende anche in ambito civile e penale. Seguendo questa tradizione, tutte le costituzioni monarchiche, tanto spagnole che europee (con una piccola eccezione della costituzione norvegese), stabiliscono la regola della “absoluta irresponsabilidad regia”, che rispecchia il vecchio aforisma britannico “the King can do not wrong” – “el Rey no puede hacer mal”, per le caratteristiche di “inviolabilidad, irresponsabilidad y refrendo de la Monarquía”. Il Re non è eletto dalle forze politiche né sociali e non risponde davanti a loro, perché la Corona “no muere jamas” e simbolizza più fortemente il corpo politico ed il suo maggior fattore di integrazione. Da qui anche che la sua “supremacía de posición” (maiestas) sia maggiore di quella di una jefatura de Estado Republicana, che si differenzia dalla Monarchia per il suo carattere temporale e del “desconocimiento de la figura del refrendo”. Per la domanda che mi hai fatto di come sarà Re, il Principe Felipe VI, ti dico che sono ottimista, la sua preparazione da quando aveva 10 anni, è stata indirizzata e “enfocada” proprio per questo momento. Ha avuto una solida formazione militare, è colonnello di tre eserciti, così come un’ottima formazione in “economía, derecho y en diplomacia” e lo dimostra anche il suo lavoro diplomatico in Iberoamèrica ormai da 20 anni. 83/2014 Pag. 6

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BIOGRAFIA DE FRANCISCO RODRIGUEZ AGUADO Nació en Granada el 14 de abril de 1951 y ejerció su profesión en el Hospital Universitario San Cecilio, y como Profesor en la Unidad de Matronas de la Escuela Universitaria de Ciencias de la Salud de Granada, (ahora Facultad de Ciencias de la Salud). Sin embargo, enamorado de la Nobiliaria ha dedicado gran parte de su vida al estudio de la Historia y de la Emblemática en todas sus facetas: Vexilología, Onomástica, Faleristica, Ceremonial, Brachigrafía, Paleografía, Grafología, por la Sociedad Española de Grafología y Pericia Caligráfica por la Bircham International University. Es además Máter/Magister en Derecho Nobiliario, Heráldica y Genealogía por la UNED; Experto Universitario en Genealogía por la UNED y Especialista Universitario en Heráldica por la UNED. Cuenta así mismo con distintos reconocimientos españoles y extranjeros. Es Doctor Honoris Causa por la Universidad del Sur, de México, con sede en España y EEUU; Miembro Correspondiente de la Sociedad de Estudios San Gregorio Magno (Italia); Miembro Numerario del Instituto Mexicano de Genealogía y Heráldica; Heraldista Ad Hoc de la Academia de Heráldica de Historia de Colombia (inscrita en la Sociedad Heráldica Española), etc., y pertenece igualmente a distintas Ordenes españolas y extranjeras, como Capítulo Noble de Fernando VI, Capítulo de Nobles Caballeros y Damas de Isabel la Católica, Orden Hispánica de Carlos V, Caballero de la Benemérita Institución de los Caballeros Hospitalarios de San Juan Bautista; Santo Sepulcro de San Juan de Dios, Orden de Yuste, etc. Además de la Historia y de la Nobiliaria, sus dos grandes aficiones son la Tauromaquia, de la que es un gran estudioso y conocedor, y el Flamenco, habiendo colaborado con más de cincuenta artículo de distinta índole en distintos medios y publicaciones especializadas, como “El Mundo de los Toros”, “Desde la Provincia”, “Ideal”, “Gaceta Colombófila” y “Granada Taurina”, revista que él mismo fundó en 2003. Tiene varios libros publicados: “Breve Historia de la Tauromaquia Granadina” (Granada, 2002, Asociación Cultural Taurina “Frascuelo”); “Títulos Nobiliarios de Granada”, (Granada, 2005, Colegio Oficial de Enfermería); “Los Rodriguez-Aguado de Granada: una historia inacabada” (Granada, 2007Edición Familiar); “Mi Pasión por la Colombicultura” (Granada, 2007); “De Plata y Oro. Inventario de Toreros Granadinos” (Madrid, 2009- Edit. Egartorre); “Toreo por Seguiriyas. Aproximación a la Genealogía gitana de los Ortega, paradigma de una familia torera y flamenca” (Madrid, 2013, Edit. Egartorre). También tiene publicaciones científicas y ha colaborado con algunos capítulos relacionados con su profesión en distintos libros y revistas. 83/2014 CONGRESO DE PRESIDENTES LOCALES, PROVINCIALES Y REGIONALES Lettera di benvenuto, del Presidente Francisco Rodriguez Aguado, al Congresso che ha visto la presenza di 63 delegazioni dell’Hermandad. Los actos del I Congreso de Presidentes Locales, Provinciales y Regionales de la Hermandad Nacional Monárquica de España tratan de recoger en la medida de lo posible la realidad de la Monarquía y de sus necesidades. Es el contenido que ha querido dar la Junta Nacional y la Secretaría General a esta histórica celebración, que a partir de este año quedará institucionalizada para el futuro. De ahí que la institución que me honro en presidir haya hecho el esfuerzo en un intento de conectar el hoy con sus raíces y más concretamente, con aquellos felices años 70, 80 y 90 de la Monarquía. Y a todo esto, no puede olvidarse la dimensión política de este Congreso. La sociedad española defiende su democracia y su progreso frente a las fuerzas del pasado, y en esa sociedad moderna, los monárquicos - tantos años adormecidos - hemos de sumaros igualmente a ese impulso popular por defender las conquistas democráticas y a su Institución Monárquica.Nos encontramos en la Hermandad en plena dinámica de cambio, y viene a coincidir éste con la búsqueda y defensa de lo que sabemos es identidad de un pueblo: la Monarquía, una de las más antiguas del mundo, porque estamos seguros que en España todo es posible desde la libertad. La historia nunca es lineal. Avanza, se enreda en el camino, y hasta se detiene a veces, y plantea cuestiones de forma imprevista como recientemente ha sucedido en nuestra Monarquía, en la que su valoración por el pueblo ha pasado de ser la máxima - en los años de bonanza - a la peor vista de las instituciones en estos últimos meses. Pero también hay que decir que a lo largo de la historia se ha demostrado que desmiente siempre a los profetas y a los partidarios del eterno retorno o de la eterna inmovilidad. Y en este sentido, es responsabilidad de todos los miembros de la Hermandad Nacional Monárquica de España, y muy especialmente, de las Juntas Directivas de las diferentes Delegaciones dispersas por toda la geografía de nuestra nación, difundir los valores de la Institución Monárquica como identidad de España así como defender la Monarquía Parlamentaria, a la Corona y al Rey que la representa, S.M. Don Juan Carlos I de Borbón, puesto que Don Juan Carlos es el símbolo por antonomasia de la integración nacional, dispuesto en el Art. 56.1 de la Constitución vigente: "El Rey es el Jefe del Estado, símbolo de su unidad y permanencia, arbitra y modera el funcionamiento regular de las instituciones, asume la más alta representación del Estado español en las relaciones internacionales, especialmente con las naciones de su comunidad histórica y ejerce las funciones que le atribuyen expresamente la Constitución y las Leyes". Desde la Junta Directiva Nacional tenemos el empeño de recuperar a todos aquellos Presidentes que este año no han podido asistir al este I Congreso Nacional de Presidencias, y estamos seguros que en 2015 será una ocasión excelente para ello. Esperamos poder trasladar fielmente y poder cumplir con las expectativas propuestas tanto por la Junta Directiva Nacional y la Secretaría General como por los asistentes, a la vez que disfrutar de algunos de los atractivos que nos ofrece la ciudad de Granada. Así pues, solo me resta animarles a participar en este Congreso que marcará un antes y un después en la Hermandad Nacional Monárquica de España, ya que en este contexto, el Congreso busca conformar un espacio para la exposición de ideas, propuestas y experiencias que consolide la cooperación entre las distintas Juntas Directivas de las diferentes Delegaciones de España. Sirva pues esta presentación como carta de bienvenida a esta oportunidad de enriquecimiento para todos. Tendremos ocasión de compartir inquietudes y propuestas de mejora en el devenir de nuestra amada Hermandad Nacional Monárquica que ya va camino de cumplir los 53 años de edad. Así pues, estamos convencidos de que este Congreso tendrá todos los ingredientes para despertar su interés. Contamos para ello no solo con su asistencia, sino con su apreciada colaboración. ¡¡Bienvenidos!! Francisco Rodriguez Aguado Presidente de la Junta Nacional de la HNME. Pag. 7

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I CONGRESO NACIONAL DE LA HERMANDAD NACIONAL MONÁRQUICA DE ESPAÑA Il I Congreso Nacional de Presidencias de la HNME - Locales, Provinciales y Regionales - si è svolto ad Albolote (Granada). L’evento aveva come obiettivo fondamentale informare i Presidenti delle distinte Delegazioni sull’importante lavoro di promozione, di far conoscere l’Hermandad e i suoi valori alla società, così come la necessità di fare pedagogia monarchica in questi momenti convulsi che colpiscono l’istituzione, ma senza dimenticare l’importanza della convivenza, la formazione e il sentimento che porta un nutrito gruppo di persone a riunirsi per una causa comune: la causa monarchica e costituzionale come bandiera. sin.: Don Francisco Rodriguez Aguado, Presidente de la Junta Nacional, e Don Daniel Jesús García Riol, Presidente Regional de Castilla-La Mancha. GIUNTA DIRETTIVA. In primo piano: Don Daniel Jesús García Riol, Presidente Regional de Castilla-La Mancha; Don Pedro José de Bartolomé y Fuentes, Presidente Regional de la Comunidad de Madrid; Don Francisco Rodriguez Aguado, Presidente de la Junta Nacional; Don Rafael Andujar y Vilches, Vicepresidente de la HNME y Presidente Regional de Cataluña y Baleares; Doña Gertrudis Brígida Pagán y Hernández, Presidenta Provincial de Murcia; Don José Antonio Ortega y Garcia, Secretario General. Il Presidente Rodriguez Aguado consegna il premio "Narración Corta" al Presidente Local de Baeza (Jaén), Don José Carlos Carmona Barroso. Il prof. García Riol durante la conferenza sul tema “La Monarquía Parlamentaria como culminación del proceso histórico de relación entre corona y pueblo”. Un grupo di Presidenti durante una visita: da destra, Don Victor Manuel Pérez Sánchez, Presidente Provincial de Ceuta; Don Antonio Martínez Alcalde, Presidente Provincial de Albacete; dietro, il Presidente Local de Alcázar de San Juan (Ciudad Real), Don Eduardo Jesús García Villajos e signora; Don Daniel Jesus García Riol, Presidente Regional de Castilla-La Mancha. Doña Melani Urbano, Presidenta Local de Doña Mencia, si è esibita in una improvvisata canzone alla fine della serata, riscuotendo molto successo. Pag. 8 83/2014

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Ha dichiarato al nostro direttore: “Da qualche anno mi è stato concesso il privilegio di rappresentare l’Hermandad Nacional Monárquica de Espana quale Presidente della delegazione territoriale italiana, incarico sicuramente prestigioso, generosamente conferitomi dal Presidente Francisco Rodriguez Aguado con il quale sono legato da profonda e sincera amicizia, oltre che da quelle affinità culturali e accademiche che portano ad apprezzare i retaggi storici della Monarchia che ancor oggi sono rappresentati in quei paesi come la Spagna”. Non esiste una vera e propria sede, i saltuari L’AENE, oltre ad aiutare ad otteneincontri che riusciamo ad organizzare nell’am- re l’autorizzazione per l’uso di tali tibito dei preziosi ritagli di tempo sono realiz- toli in Spagna, collabora per ottenere la zati a turno tra gli associati presso i domicili detta autorizzazione, svolge accertamenti atti di questi ultimi, ma principalmente presso a denunciare chi invochi falsi titoli di nobiltà. il mio domicilio in quanto la delegazione, per la sua natura accademica può essere con- Oltre alla delegazione italiana della Hersiderata una delle anime integranti la nobi- mandad, che mi onoro di rappresentare, le ed antica Casata principesca Cammarano sono il Rettore ereditario dell’Accademia Zampeschi di cui sono l’attuale rappresen- Brunoro II, anche detta l’Innamorata (ditante, e della quale S.E. Francisco Rodri- nastica e familiare) e Magnus Magister del guez Aguado ne è un nobile appartenente. Sacro Militare Ordine della Milizia dei Cavalieri di Candia (dinastico e familiare). Infatti, quale discendente in linearetta dal Principe Antonello I Zampeschi e quale diSono altresì Presidente, Rettore e Socio Fonscendente in linea collaterale da Brunoro II, datore dell’ “Academia Sancti Francisci”, Acultimo Signore Sovrano e Vicario Pontificademia Internazionale di Lettere, Scienze e cio Perpetuo di Forlimpopoli, sono legittimamente riconosciute alla mia persona le Arti, registrata ed operante in Agropoli (SA) qualità, diritti e le prerogative di soggetto - Italia, che trae origine dalle vicende storiche materiale di diritto internazionale e di Gran che videro il Santo d’Assisi ad Agropoli, e si Maestro degli Ordini dinastico familiari ergo propone di operare per perpetuare il messaggio La delegazione italiana dell’Hermandand non nazionali ai fini della legge 3 marzo di semplicità e di fratellanza di San Francesco, è una compagine associativa onoraria at- 1951, n. 178, nonché le prerogative sovrane nel ricordo del suo passaggio ad Agropoli e tualmente rappresentata da 33 soci onorari, connesse allo jus majestatis ed allo jus ho- dell’operato silenzioso e insostituibile svolto costituita da persone che svolgono libere norum, con facoltà di conferire, rinnovare, dai frati nei secoli di attività del Convento dal attività professionali e da lavoratori dipen- riconoscere stemmi gentilizi, titoli nobiliari Santo edificato, nonché adempio all’incarico denti da enti amministrativi che hanno il del proprio casato con o senza predicato, tra- di Magnus Prior nella Confraternita “Ordo Hocomune gusto ed interesse di incontrarsi e smissibili e non, titoli onorifici e cavallere- spitalium Acropolis - Militia Michaëlis Sancti discutere, analizzare e confrontarsi su te- schi relativi agli ordini dinastici e familiari e Archangeli”, anche detta dei « Difensori del matiche storico-filosofiche, ovvero fare non nazionali, nonché di creare nuovi ordini. Tau », il cui motto è “Deus Solus Magnus Est”, accademia. Il nostro pensiero s’ispira alla che nasce a ricordo dell’antica presenza deltradizione cristiana e popolare che condivi- Il riconoscimento legale si è avuto con sen- l’“Ospitale dei Pellegrini” in Agropoli, un ospide le reminiscenze storiche della monarchia tenza di primo grado n. 2/08 R.G. pronuncia- zio che accoglieva i viandanti ed i pellegrini spagnola e di quelle internazionali, oltre ta in Ragusa il 21 luglio 2008 dal Tribunale di passaggio, costruito dai monaci basiliani di all'orgoglio culturale di quello che fu il Re- Civile Internazionale-Organo permanente Laureana Cilento e funzionante già intorno al gno delle Due Sicilie in Italia, perché con della Corte Europea di Giustizia Arbitrale 1100. Detto Ospitale nasceva sulla scia dell’Ori Borbone, per l'ultima volta, i Meridionali di Ragusa, avente gli effetti di sentenza pro- dine dei Cavalieri Ospitalieri o Gerosolimitani d’Italia sono stati un popolo amato, rispet- nunciata dall'Autorità Giudiziaria della Ree sorgeva ad Agropoli nella località denomitato, temuto e apprezzato in tutto il mondo. pubblica Italiana, divenuta irrevocabile in nata Sidcar, che ospitò anche San Francesco data 21 ottobre 2009, resa esecutiva nel ter- durante il suo passaggio ad Agropoli e che era Chi partecipa a tale iniziativa è quindi un ritorio della Repubblica con Decreto del situato non molto lontano dal luogo scelto dal simpatizzante, un appassionato di storia, Presidente del Tribunale Ordinario di RaPadre S. Francesco per costruirvi successivacon speciale attenzione allo studio di di- gusa in data sei novembre 2008 e pubblimente un Convento che seguisse la sua regola. scipline riguardanti la storia medievale, cata sulla Gazzetta Ufficiale della Regiomoderna e contemporanea, l’araldica, la ne Siciliana del 05.03.2010, Parte III n. 9. Nel ringraziarLa per la garbata e sensibivessillologia, la genealogia, l’iconografia, il diritto feudale e nobiliare, la sto- A tal proposito voglio ringraziare personal- le attenzione che vorrà conferire a queria degli Ordini Cavallereschi, la storia mente Don Francisco Rodriguez Aguado sta mia comunicazione, La prego di vodella Chiesa e delle religioni, nonché la per l’opera quotidiana che svolge nel Regno ler gradire con le mie massime espressioni filosofia, la diplomazia e la sociologia. Spagnolo, grazie all'Associazione Spagnola di stima e cordialità i migliori e più didella Nobiltà Straniera (AENE) attraverso stinti saluti in Cristo Luce delle Genti. In questo periodo l’attività progettuale è limi- la quale promuove ogni utile attività, legaltata ad un’adeguata forma di rappresentanza mente riconosciuta, per la tutela di coloro Prof. Dott. Cosimo Cammarano Zampeschi nell’ambito di manifestazioni culturali dove che possiedano “Titoli Nobiliari stranieri che Laureato in Pedagogia, in Scienze dell’Esi realizza un intelligente e reciproco inter- non siano stati concessi da un Re della Spa- ducazione e della Formazione e in Scienze scambio di informazioni e di collaborazione gna in territorio spagnolo, ma rilasciati da Religiose (indirizzo pedagogico-didattico), e per favorire, il più possibile, la diffusione Sovrani di Case Regnanti o di Case Princi- docente presso un istituto d’istruzione secondegli ideali comuni e della ricerca storica. pesche titolari di legittima Fons Honorum”. daria superiore. 83/2014 Sua Altezza Serenissima il Principe Don Cosimo Cammarano Zampeschi, Capo di Nome e d'Arme della Serenissima Casa Cammarano Zampeschi Pag. 9

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MADRID di Paola Lungarini LA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO A MADRID In occasione dell'incontro amichevole tra Italia e Spagna, svoltosi mercoledì 5 marzo allo stadio Vicente Calderón di Madrid, l'Ambasciatore d'Italia Pietro Sebastiani ha assistito all'allenamento della Squadra Azzurra e si è intrattenuto con il c.t. Cesare Prandelli e il capitano Gianluigi Buffon. L'Ambasciatore Sebastiani ha ricevuto i vertici della Federazione Italiana Gioco Calcio in Ambasciata. L'Ambasciatore Pietro Sebastiani con il capitano Gianluigi Buffon e il Vicepresidente federale Demetrio Albertini L'Ambasciatore d’Italia a Madrid Pietro Sebastiani con il Commissario Tecnico Cesare Prandelli “sul campo” sin.: il Presidente Onorario, Antonio Matarrese, il Presidente Giancarlo Abete, l'Ambasciatore Pietro Sebastiani, il Vicepresidente Demetrio Albertini e il Direttore Generale Antonello Valentini, in Ambasciata LA MILLE MIGLIA In Ambasciata Italiana si è tenuta la presentazione della 32ª edizione della Mille Miglia che si svolgerà in Italia dal 15 al 18 maggio 2014 L'Ambasciatore Pietro Sebastiani con alcune auto della Mille Miglia Marco Makaus, CEO della società organizzatrice della Mille Miglia L'Ambasciatore Sebastiani e la nuova Alfa Romeo 4C Ambasciata d’Italia a Madrid - Comunica ELEZIONI EUROPEE 2014. INDIZIONE DEI COMIZI ELETTORALI Si comunica che sono stati indetti i comizi elettorali per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia. In Spagna le operazioni di voto per i rappresentanti italiani presso le sezioni elettorali istituite dalle Autorità diplomatico-consolari si svolgeranno venerdì 23 maggio e sabato 24 maggio. Agli elettori iscritti all’AIRE, che non abbiano optato per il voto a favore dei candidati spagnoli, sarà spedito dal Ministero dell’Interno il certificato elettorale con indicati gli orari e la località della votazione. Tale certificato sarà spedito anche agli elettori italiani che si trovano temporaneamente in Spagna per motivi di studio o lavoro, e ai loro familiari conviventi, che abbiano presentato apposita domanda entro il 6 marzo scorso. Gli elettori che, entro il quinto giorno precedente quello della votazione, non avranno ricevuto al proprio domicilio il certificato elettorale potranno chiedere al Capo dell’Ufficio consolare la verifica della propria posizione elettorale e l’eventuale certificato sostitutivo di ammissione al voto. Ai sensi dell’articolo 7, comma 4, della Legge 18/1979, si dà avviso che il decreto di riferimento – DPR 17 marzo 2014, “Indizione dei comizi elettorali per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia” – è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 64 del 18 marzo 2014. Maggiori informazioni sono pubblicate nel sito web della Cancelleria Consolare dell’Ambasciata a Madrid www.consmadrid.esteri.it. Pag. 10 83/2014

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MADRID di Paola Lungarini ACCIONA CERCA PARTNER La spagnola Acciona e' alla ricerca di un partner internazionale che rilevi una quota minoritaria del suo portfolio di energie rinnovabili che registra ricavi pari a circa 500 milioni di euro. Sembra che la societa' abbia ingaggiato Lazard per trovare un compratore che acquisti fino al 49% dei suoi asset nell'eolico situati fuori dalla Spagna per aumentare il proprio capitale. Acciona ha anche spiegato che i suoi asset internazionali energetici cominceranno a essere considerati come patrimonio netto dal 2014, mossa che secondo gli analisti permetterebbe alla societa' di eliminare il debito collegato a tali asset dal suo bilancio. L’Area Italia nel Salone Internazionale il Club de Gourmets di Madrid, con nove espositori presenti nello spazio gestito dalla CCIS, è stato visitato da 80.000 operatori. La XXVIII edizione del Salón Internacional del Club de Gourmets è la principale fiera in Spagna dedicata ai prodotti alimentari e bevande di alta qualità. Presenti i nostri prodotti tipici e di qualità, tra cui i tartufi Umbri, Porchetta e insaccati tipici del centro Italia, pane Carasau, il pistacchio di Sicilia, formaggi e altri prodotti tipici della Sardegna, il caffè macinato di qualità, e molti altri prodotti provenienti da diverse regioni d’Italia. L’Area Italia è stata inaugurata dal Ministro spagnolo dell’Agricoltura, Miguel Arias Cañete, dall’Ambasciatore d’Italia, Pietro Sebastiani, dal Segretario Generale della CCIS, Giovanni Aricò. La Negrini S.L., importante distributore di prodotti italiani in Spagna è presente con un proprio stand, all’interno dello spazio espositivo gestito dalla CCIS, ha offerto un ottimo vino italiano. La presenza dei chef italiani Luigi Pomata, executive chef dei ristoranti “Da Nicoló” a Carloforte e “Next door” a Cagliari, Cristian Aru, Enrica Barni, chef dell’Accademia del Gusto di Madrid e Fernando Legido Sanchez, chef e co-proprietario del ristorante “La Gamella”di Madrid. Sia Pomata che Barni sono stati protagonisti dello show cooking “Sabores de Italia y sus islas” nello “spazio Gourmets”, presentando ricette tradizionali regionali. Le Pentole Agnelli, impresa italiana leader nella produzione di utensili e stoviglie per uso professionale, dal 1907 legata alla più alta tradizione culinaria, con un catalogo di 5000 articoli per i professionisti della cucina, sono stati patrocinatori dell’evento. WINE EXPO 2014: IL MERCATO CINESE SI APRE ALLE IMPRESE SPAGNOLE La CCIS promuove la partecipazione di imprese vinicole spagnole alla fiera di prodotti enologici che si terrà dal 29 al 31 luglio 2014 a Pechino. La Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna - CCIS, in collaborazione con Fiera Roma, offre alle aziende vinicole spagnole la possibilità di partecipare come espositori al BIJING YANQING INTERNATIONAL WINE EXPOSITION 2014. Bejing wine Expo è la principale fiera dedicata ai prodotti enologici in Cina e viene organizzata ogni quattro anni dalla Internacional Society for Horticultural Science. Quest’anno si terrà a Pechino, il centro del mercato asiatico del vino, dal 29 al 31 luglio 2014. Wine Expo 2014 offre ai partecipanti una straordinaria opportunità per entrare nel mercato cinese e entrare in contatto con i principali operatori dei più importanti mercati asiatici. Inoltre, l’evento è un’occasione unica per le imprese che vogliono svilluppare nuovi canali di business, rafforzare le relazioni commerciali, proporre le proprie eccellenze e mostrare il presente e il futuro dell’impresa. Bando per stage in Spagna Per tutti i giovani interessati a svolgere un’esperienza di mobilità internazionale, il Com.It.Es. di Madrid è felice di segnalare un progetto denominato “MIT”, finanziato dalla Regione Toscana. Il progetto di mobilità, prevede lo svolgimento di uno stage della durata di un mese presso strutture ricettive in Spagna, con una presenza in azienda di minimo 30 ore settimanali. L’invito a partecipare, entro il 22 Aprile 2014, è rivolto a chi fosse interessato in particolar modo a migliorare le proprie competenze professionali e apprenderne di nuove, in ambito turistico-ricettivo e ristorativo, sviluppando al contempo ulteriori competenze linguistiche specialistiche della lingua di destinazione. Le borse finanziate dalla Regione Toscana sono rivolte a 40 giovani uomini e donne residenti o domiciliati nella Regione Toscana per motivi di studio o di lavoro, disoccupati, inoccupati o in cerca di occupazione. Requisiti: residenza o domicilio in Toscana; conoscenza livello A2/B1 della lingua Inglese; titolo preferenziale la conoscenza di livello A1/A2 della lingua Spagnola; titolo preferenziale la provenienza da Istituti ad indirizzo turistico-alberghiero. Periodo di svolgimento: da giugno 2013. ISTITUTO ITALIANO CULTURA Presentazione disco "ReJoice! plays. Carmen Replay. Caro Domenico" Il 10 aprile prossimo, alle ore 20.00, Rejoice! (Laia Falcón, soprano; Ángel Luis Castaño, fisarmonica e David del Puerto, chitarra elettrica) sarà con noi per presentare e interpretare dal vivo alcuni brani del suo nuovo disco, che contiene anche la produzione commissionata dall’Istituto Italiano per la scorsa stagione delle Sonate di Domenico Scarlatti: "Caro Domenico". Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. 83/2014 Esibizione aperta Masterclasses Il Maestro Scandiuzzi realizzerà una breve introduzione a ogni opera per spiegare le caratteristiche della tessitura vocale dell’alunno, gli aspetti vocali e stilistici studiati durante la settimana, etc... in modo che il pubblico si avvicini all’opera e al lavoro compiuto nelle Masterclass. Gli alunni interpreteranno - accompagnati da Cristina Presmanes - le opere su cui hanno lavorato durante il corso. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Settimana della Musica Religiosa di Cuenca Durante la Settimana Santa, la città spagnola di Cuenca ospita la Settimana della Musica Religiosa, a cui prendono parte, ogni anno, orchestre e interpreti di fama internazionale. Dell’ ampio e variegato programma comprendente première, pezzi insoliti, materiale storico recuperato e grandi capolavori della musica sacra di tutti i tempi, segnaliamo i concerti “El Greco en Venecia” e “El Greco en Roma”- in occasione del 400º anniversario della morte de El Greco- e “L’Officina della Resurrezione”, di Fabián Panisello su testo di Erri De Luca, commissionato dall’IIC Madrid. Gli spazi che fanno da sfondo agli eventi contribuiscono a creare un’atmosfera magica: la Cattedrale, la chiesa di Santa Cruz, quella di San Miguel o quella di Arcas. Pag. 11

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Assòtziu Tzìrculu Sardu Ichnusa Ancora oggi molti sono i conterranei sardi che cercano in questa terra iberica l’occasione di un lavoro, ed il Circolo è quindi sempre presente per appoggiare, ascoltare, dando consulenze per come muoversi e orientarsi nella capitale spagnola, e facendosi molte volte suggeritore, e collegamento con differenti settori sardi e non, del lavoro in cerca di collaboratori. La nostra Associazione crede e appoggia la Cultura prodotta in Sardegna, e incoraggia, premiando, la presentazione nella capitale, di scrittori, attori, artisti, musicisti e quant’altro sia di rilievo per far conoscere al grande pubblico spagnolo e non, la nostra Cultura. In questo quadro, decisamente importante e parallela è la diffusione della Lingua sarda, aspetto quindi indissolubile e raccordo per la presenza in Spagna della nostra comunità, come importante è la collaborazione e le sinergie che si creano con le Associazioni di tutela, con l’Istituto Autonomo Fernando Santi Sardegna, e quest’anno con l’AITEF Sardegna e la FILEF Sardegna. Come fondamentale è per il nostro Circolo, il collegamento con le altre strutture associative italiane presenti a Madrid, l’Ambasciata d’Italia, il Comites, l’Associazione dei Pugliesi in Spagna o l’Associazione Italiana di Beneficienza, in questi anni attivissima struttura per assicurare un’aiuto ai tanti italiani in difficoltà economiche, o come la Scuola Italiana di Madrid, punto di riferimento d’obbligo per portare ai giovani di oggi la Cultura della nostra isola. Nel 2013, inizio del 2014, abbiamo fatto: 19 Febbraio 2013, “CRISTOBAL COLOM, NOBLE GENOVES DE LA ISLA DE CERDEÑA" - La storica aragonese Marisa Azuara ha le idee chiare, Cristoforo Colombo è di origini sarde, e precisamente del sud della Sardegna. E su queste tesi sta collaborando anche Giovanni Manca, per integrare il lavoro, dalla Sardegna che un tempo era stato un possedimento della Repubblica Genovese, e dove Cristoforo Piccolomini (Colom), nacque, di familia nobile (solamente una persona dagli alti lignaggi poteva essere ricevuto alla Corte dei Re di Spagna), e, grazie agli studi che perfezionò a Siena, chissà, l’idea che qualcosa ci fosse dall’altra parte del grande mare… Una grande giornata che abbiamo vissuto nella capitale spagnola, e una grande scommessa per appoggiare la brava ricercatrice Azuara, che vive nell’antica capitale, del Regno d’Aragona, Saragozza! L’Evento è stato realizzato in collaborazione con l'Istituto Autonomo Sardo Fernando Santi. 21 Febbraio 2013, “MARIA CARTA, L'ARTISTA DI SILIGO” - La nostra associazione ha voluto contraccambiare l’ospitalità del Premio Maria Carta, che nel 2012 ha visto il presidente Garbati, ricevere a Siligo, il premio per l’emigrazione, dalle mani di Giacomo Serreli. E proprio al nostro bravo giornalista abbiamo chiesto di presentare la serata per ricordare l’artista di Siligo, nel corso di una bella serata, che abbiamo vissuto, insieme, rivedendola ed ascoltandola, nei filmati che Serreli ci ha offerto, veri e propri cammei d’arte che hanno fatto scoprire altri aspetti sconosciuti della brava Maria. Per l’occasione, abbiamo accompagnato Giacomo Serreli, attraverso un operatore video, per realizzare interviste ai nostri conterranei che vivono a Madrid, per raccontare la propria storia, ai sardi nell’isola. I servizi, sono poi stati mandati in onda nell’emittente VIDEOLINA. L’Evento è stato realizzato in collaborazione con l'Istituto Autonomo Sardo Fernando Santi. 14 Marzo 2013, “UN SOGNO CHIAMATO ICHNUSA”. AITEF Sardegna - Viaggio piacevole, tra lo spettacolo, la poesia e la musica, conoscendo la natura, il canto e il ballo secolari…per sapere di più sulla… Sardegna, accompagnati da Rita Atzeri, attrice, Jonathan della Marianna, antiche launeddas, e Milena Meloni, natura e biolgia, e con due rappresentanti del gruppo folk di Escalaplano, per dedicare al pubblico, vari momenti di ballo sardo. L’Evento realizzato in collaborazione con l’AITEF Sardegna. 23 Aprile, “Lettura DON QUIJOTE DE LA MANCHA IN LIMBA SARDA” - Una vera novità quest’anno, nella grande festa delle lingue, che si celebra ogni anno a Esquivias, per celebrare il capolavoro di Miguel de Cervantes, “Il Don Chisciotte della Mancia”. E per la prima volta la nostra Monica Sechi, sarda di Thiesi, ha letto nella nostra Limba alcuni passi del libro, tradotto da Gianni Muroni, per la Casa Editrice Condaghes di Cagliari. Per una sera i colori delle lingue di mezzo mondo hanno cambiato il volto di questo bel paese di esquivias, dove lo scrittore passò anni della sua vita, e dove nacque, infatti, il suo capolavoro, conosciuto in tutto il mondo. 29 Aprile, SA DIE DE SA SARDIGNA - Ancora una volta i sardi residenti a Madrid si sono riuniti per festeggiare la festa dei sardi nel mondo, con letture, musiche, per ricordare e riflettere sulla nostra storia. 8 Giugno 2013, “ROJAS RUIAS, QUARTETO DE JAZZ” - Anche quest’anno l’Associazione Circolo Sardo Ichnusa ha ancora una volta voluto partecipare alla festa. “Passione Italia” (che si ripete oramai da vari anni, a Madrid), offrendo, per la prima volta, il concerto del gruppo “Rojas Ruias Quarteto de Jazz”, diretto dal nostro artista sardo, il pianista cagliaritano Matteo Carrus, insieme all’argentino Marcelo Peralta, saxo, lo spagnolo Pedro Navarro, batteria, e Hector Oliveira, contrabbasso. Grande successo di pubblico che ha apprezzato questa nuova formazione con il nostro Matteo Carrus, grande artista con un successo futuro sicuro. 28 Novembre, 2013, “MUNDIAL 78” - Il 28 Novembre il Teatro della Scuola Italiana di Madrid ha ospitato il debutto dello spettacolo “Mundial 78”, dello storico sardo Dimitri Papanikas, con il sostegno del Circolo Sardo Ichnusa di Madrid e l’Istituto Autonomo Sardo Fernando Santi. Un evento che ha confermato ancora una volta la volontà delle due associazioni di appoggiare e premiare il lavoro dei sardi che vivono sia dentro che fuori l’Isola. Per una sera il teatro si è trasformato in luogo privilegiato per l’esercizio della Memoria, ricordando i Mondiali di Calcio del 1978 giocati in Argentina, un paese all’epoca lacerato da una dittatura che si macchiò di orrendi crimini in alcuni casi ancora oggi coperti dal silenzio. Trentamila furono i desaparecidos (tra questi Martino Mastinu e Mario Bonarino Marras, nostri conterranei spariti e mai ritrovati). “Mundial 78” (definito “un esperimento di radio dal vivo e in diretto”) ha rapito il numeroso pubblico italiano e spagnolo presente in sala. Nato a Cagliari nel 1979, dopo la laurea in Comunicazione presso l’Università di Bologna, Dimitri Papanikas usufruì del Master and Back della Regione Sardegna. Dal 2006 vive tra Madrid e Buenos Aires, impegnato nella raccolta dei materiali per le sue ricerche storiche. Dal 2011, oltre ad occuparsi di musica latinoamericana per il quotidiano Il Manifesto, Papanikas è potuto tornare nella sua amata Sardegna, collaborando attivamente con Rai Sardegna, dove ha realizzato programmi come, Carte da musica, Le Città invisibili e Martín Fierro, quest’ultimo insieme al giornalista Paolo Pillonca. “Con i miei programmi radiofonici, e con questo mio libro, quel che cerco di fare è stimolare un dibattito critico intorno alle questioni identitarie. Le casualità della vita mi hanno portato ad occuparmi della storia dell’Argentina, anche se alla fine mi accorgo che con il tempo la nostra storia non è poi così diversa. Alla fine il mio obiettivo continua a nascere da un’esigenza. Quella di studiare la storia per cercare di fare scelte sempre più responsabili e consapevoli”. L’Evento è stato realizzato in collaborazione con l'Istituto Autonomo Sardo Fernando Santi. 6 Febbraio, 2014, “1794, ovvero, Sa die de sa Sardigna”. Geniale risultato di una ricerca durata anni. Marco Spiga, sassarese di nascita, con la sua grande esperienza nel teatro, cinema e televisione, ha regalato, insieme a Mario Garbati, artista fotografo, con il quale hanno realizzato questo vero e proprio cammeo, lo spettacolo che tutti i sardi nel mondo dovrebbero vedere e conoscere. La storia di quegli anni (intorno al 1794), le vicende che hanno portato i sardi a ribellarsi e a decidere (anche se per poco tempo…) della propria storia. Un folto pubblico che ha gremito il Teatro della Scuola Italiana di Madrid, nei due spettacoli, la mattina per la scuola (300 persone) e la sera, hanno suggellato il successo per i nostri bravi artisti sardi. L’Evento è stato realizzato in collaborazione con l'Istituto Autonomo Sardo Fernando Santi. 12 Febbraio, “I Circoli Sardi in Spagna si incontrano, a 10 anni dalla fondazione del Circolo di Madrid” - I circoli sardi in Spagna hanno voluto insieme celebrare un giorno di festa, per stringere ancora di più i grandi legami che uniscono le due comunità, per scambiare notizie, suggerimenti, affetti, per rinforzare l’amicizia che ci unisce da ben 10 anni, dall’anno di fondazione del Circolo di Madrid! 4 Marzo 2014, “MUNDIAL 78” - Visto il grande successo della manifestazione di Madrid, si è deciso di proporre la medesima performance in altre città spagnole, per raccogliere l’attenzione dei residenti sardi. Prima tappa è stata il 4 Marzo, nella città di Mursia, nel Paraninfo dell’Università, dove un attento pubblico ha tributato un nuovo e caloroso apprezzamento al nostro sardo, Dimitri Papanikas. L’Evento è stato realizzato in collaborazione con l'Istituto Autonomo Sardo Fernando Santi. 22 Marzo 2014, “IVAN PEDRETTI, classe 1971, fotografo de Cerdeña”. Filef Sardegna - Un sabato fuori del comune quello che abbiamo vissuto, attenti e desiderosi di vedere e di ascoltare. Il pubblico che ha riempito la Sala Rosalia De Castro nel Centro Gallego, tutti riuniti per applaudire il nostro conterraneo, vincitore del Premio “Sony World Photography Awards 2014”. Stupende le immagini elaborate da Iva Pedretti, poetiche e sognanti, spettacolari e precise. Un pittore dei nostri tempi, che usa la macchina fotografica con sapienza, ma con l’idea precisa di far nascere veri e propri quadri d’autore. L’Evento è stato realizzato in collaborazione con la FILEF Sardegna. MADRID di Paola Lungarini Scuola Italiana, spettacolo "1794" Sa die de sa Sardigna, Marco Spiga (foto Luciano Cadeddu) Dimitri Papanikas in "Mundial 78" (foto di Nicola Beccu) 83/2014 Pag. 13

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SOCIETÀ ITALIANA DI BENEFICENZA c/Agustín de Betancourt, 3 - www.beneficenzaitaliana.es (0034) 91 5333106 - (0034) 91 5348423 - (0034) 690 065577 Società Italiana di Beneficenza

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BARCELLONA di Maria Santini ISTITUTO ITALIANO CULTURA Il VicePresidente, Maurizio Bandettini, con il Presidente Meli e con i Soci Campana e Manca, sono gli “autori cuochi” della cena che si tiene ogni mese. Naturalmente tutti piatti italiani come: minestrone alla Genovese, penne rigate al sugo di ricotta, cosciotto di maiale al forno. giovedì 10 aprile 2014 Luca Ciarla Quartet in concerto La storica sala da concerti Jamboree presenta, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, uno dei musicisti salienti nella scena jazzística attuale italiana, il violinista Luca Ciarla. giovedì 17 aprile 2014 7° Festival del Libro d'artista 2014 "Blackout Book" In mostra libri di artista internazionali dall’Archivio dell’Associazione ILDE e anteprima delle opere realizzate per “Blackout Book”, settima edizione del Festival del Libro d’artista 2014, che continua il 23 aprile in Piazza Sant Just e il 25 e 26 aprile presso il Centre Cìvic Pati Llimona. mercoledì 23 aprile 2014 "Una nave di libri per Barcellona" Sant Jordi 2014 - Adotta un libro e lasciaci una rosa Incontro con gli scrittori: Lattanzi, Mazzucco, Riccardi, Vitali e Varesi. Crociera letteraria per la festa del Patrono di Catalogna Sant Jordi (23 aprile), da Civitavecchia a Barcellona sulla motonave Cruise Barcellona della Grimaldi Lines. Chi all’IIC per Sant Jordi riceverà un libro lasciarci in cambio una rosa. giovedì 24 aprile 2014 Visioni del Chisciotte Proiezione Film "Don Chisciotte" di Maurizio Scaparro (1984), sceneggiatura di Rafael Azcona. Presentazione del libro + DVD "El Qujote según Scaparro entre melancolía, soledades y carnaval". venerdì 25 aprile 2014 Presenza italiana al Festival Mixtur Conferenza del Prof. Raffaele Pozzi. Installazioni permanenti durante il festival con opere audiovisuali. LA CALÇOTADA DELLA CASA La Calçotada è una tradizione catalana, si va a mangiare insieme in un luogo di campagna; e si mangiano i calçots alla brace. I calçots sono un particolare tipo di cipolla che si trova in Catalunya, si può mangiare in un solo modo: con le mani dopo averne sbucciato l’involucro con un movimento deciso e inclinando poi la testa all’indietro, con il tipico movimento dal basso verso l’alto. Il gruppo dei soci si è recato alle Bodegas Torres, dove i Romani coltivavano una privilegiata qualità di vite. La Calçotada si è svolta presso il Castell de Rocamora, a Montferrí, un paesino nella provincia di Tarragona. La Casa ha deciso anche quest’anno di rispettare le tradizioni catalane. SFILATA COLLEZIONE PRIMAVERA/ESTATE 2014 YES ZEE Presentata la collezione primaveraestate di YES ZEE, linea giovanile del brand italiano Essenza. L’evento è stato organizzato dalla Casa in collaborazione con Italia Moda di Giuseppe Tirendi e l’agenzia Backstage Model di Carmen Gil. Un’esplosione di colori nei jeans, nei pantaloni, nelle t-shirts, nei giubbottini dai vivaci colori: arancio, celeste, fucsia, giallo, rosa, verde. Anche la linea maschile con shorts sopra il ginocchio, polo e gilet hanno avuto un grande successo. La YES ZEE ha lanciato la tonalità mimetica e verde militare. La Camera di Commercio Italiana con la Università degli Studi di Napoli Federico II e la Asociación AICTT, offre l’opportunità di nuove certificazioni innovative per le aziende a titolo gratuito. NOTIZIE: Al Museu Olímpic i d’Esport de Barcelona inaugurata, con la collaborazione della CCIB, la Exposición Homenaje in memoria di Miquel Poblet, grande ciclista catalano di fama internazionale. Parte della sua carriera è avvenuta in Italia con lo sponsor Ignis. 83/2014 Pag. 15

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