I_Alpinn_del_Munt_Goi_nr_13

 

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numero unico del gruppo alpini di albate sezione di como maggio 2009 editoriale www.alpinialbate.it si mosse persino il vice questore per convincere gli alpini a togliere la bandiere per evitare il peggio ma gli alpini non desistettero dal loro ppg abbiamo vissuto il 2008 in presenza del ricorintento anzi come ricorda lo stesso andreodo e la memoria in occasione del 90 anno dal terletti vennero organizzati turni di guardia a mine della 1 guerra mondiale protezione e il tricolore non fu ammainato abbiamo ricordato indistintamente tutti i caduti di a partire dal 1920 qualsiasi appartenenza perché tutti i caduti sono ucominciano a sorguali di fronte al destino gere le prime sepoi la sera del 3 novembre 2008 gli alpini hanno vissuzioni torino basto nello stesso istante e in tutta italia un momento molto sano intra verointenso e unico nella storia dell ana na como udine lo hanno trascorso in assoluto silenzio per desiderio del trento padova presidente perona quasi a non voler disturbare il riposo venezia brescia di chi ha conosciuto il supremo sacrificio genova ma anche il 2009 sarà un anno di ricordo nel 1930 nacque il l associazione nazionale attraverso tutta la sua orgaprimo gruppo di nizzazione di sezioni e gruppi chiama a raccolta gli albate che si sciolalpini per ricordare degnamente i primi 90 anni dalla se dopo pochi anni sua fondazione avvenuta a milano l 8 luglio 1919 forse a causa della sarà anche questo un anno da vivere intensamente guerra 40 45 perché la conoscenza della storia del passato è il fon insomma il dado arturo andreoletti damento per ricostruire un futuro degno dell italia e di era tratto e gli alpitutti i suoi alpini ni accorrevano numerosi ad iscriversi alle sezioni e gruppi di appartenenza territoriale ma novanta anni di storia non si possono scrivere in poche righe è però interessante conoscere l attuale forza dell ana associazione nazionale alpini nel 2008 l organico è di 383.911 soci con 81 1919 2009 sezioni in italia 31 sezioni nelle varie nazioni del mondo 7 gruppi autonomi di cui 4 nel cana90 anni di alpinita da 1 in colomba 1 in romania 1 in bulgaria le sezioni si articolano in 4.337 gruppi ppg l 8 luglio 1919 per il desiderio di un gruppo ai 383.911 soci alpini si aggiungono 71.259 sodi reduci della 1 guerra mondiale venne costituita ci aggregati a milano l associazione nazionale alpini fu e una forza straordinaria fedele a sentimenti l inizio di una lunga storia che dura tuttora il primo quali l amor di patria l amicizia la solidarietà presidente fu daniele crespi egli però dopo solo sei mesi di presidenza rassegnò il senso del dovere da sempre l associazione ha espresso queste sue caratteristiche in molte le dimissioni a causa delle condizioni di salute e dei circostanze drammatiche nel vajont 1963 in suoi impegni era infatti anche deputato al parlafriuli 1976 in irpinia 1980 in valtellina mento prima di dimettersi propose ed insistette af1987 in armenia 1989 in albania 1999 in finché il capitano arturo andreoletti vicepresival d aosta 2000 nel molise 2002 e attualdente lo sostituisse nel non facile compito mente in abruzzo egli era un valentissimo alpinista accademico fra il e un libro ricchissimo che contiene le innume1908 e il 1921 salì almeno trenta volte sulla marmolada per vie diverse era insomma un grande uomo di revoli storie di migliaia di alpini i loro sacrifici la loro volontà il loro dovere pericolosamente montagna compiuto uno dei primi gesti significativi della associazione fu e un libro aperto che deve essere continuamennel 1919 in occasione di alcuni cortei di facinorosi i quali intendevano costringere gli alpini ad ammainare te letto da noi e da tutti coloro che verranno dopo di noi e allora il tricolore perennemente esposto al finestrone della buon anniversario ana sede che si trovava in galleria vittorio emanuele a.n.a.

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2 hanno collaborato a questo numero barbieri abele beretta filippo beretta tiziano brambilla samuele cappelletti giulio caspani giancarlo caspani giovanni cogo guido crimella carlo de vivo luigi faverio bruno lodi rizzini gianfranco lugaresi giovanni mottin lorenzo navoni angelo navoni matteo pedretti flavio pedretti piergiorgio ricetti massimo editoriale sommario pag 1 pag 1 pag 2 90 anni di alpinità sommario avvicendamento alla guida del gruppo la storia continua la pagina della storia el alamein scrittori alpini nuto revelli incontri vita del gruppo notizie sportive 5 x 1000 alpino medico carlo magni zaini alpini per l abruzzo cose alpine piedibus la memoria sul territorio l adunata nazionale di latina don carlo gnocchi c.i.s.a ana quale futuro fabru in questi ultimi tempi molto si sta dibattendo sul futuro della nostra associazione alcuni sono pessimisti circa l avvenire altri al fine di non scomparire vorrebbero percorrere nuove vie i più ne sostengono la continuità senza fasciarsi la testa anzitempo certamente il problema esiste tutto nasce dalla sospensione della leva obbligatoria che ha tolto linfa ai nostri reparti privandoli di migliaia di giovani che avrebbero voluto e potuto indossare il cappello alpino giovani che in un domani sarebbero in misura considerevole confluiti nell ana tutto questo per il momento non può accadere oggi i giovani volontari che confluiscono nelle truppe alpine provenienti da quelle zone che per tradizione sin dalla creazione di questi reparti erano considerate reclutamento alpino sono in misura estremamente esigua rispetto a giovani provenienti da altre aree la maggior parte di questi ultimi dopo essersi congedati difficilmente entrano a far parte della nostra famiglia vuoi per costume vuoi perché l alpinità se non ti è nel dna non ti entra nelle ossa vuoi perché molti entreranno nell esercito solo per trovare un lavoro e non richiedono espressamente di essere assegnati alle truppe alpine ma lo stato maggiore li assegna in base alle esigenze dei reparti in quello specifico momento e questo è un dato di fatto basato su molte testimonianze come è un dato di fatto che nell anno 2007 su circa trecento domande di giovani di entrare come volontari nelle truppe alpine ne sono state accolte meno del dieci percento e tutto questo assottigliamento dei nostri ranghi purtroppo ci porta ad una speriamo molto lunga agonia a meno che chi di dovere capisca che il servizio di leva pensato con una visione più moderna possa essere ancora utile alla nazione e alla formazione dei giovani che sembrano averne tanto bisogno fortunatamente senza falsa modestia e come da tutti riconosciuto l ana gode ancora di ottima salute ed è sicuramente punto di riferimento per molti l impegno dell associazione nel campo della solidarietà del volontariato delle migliori tradizioni della patria non è certamente secondo a nessuno allora bisogna fare sì che l ana non finisca si deve pensare positivo anche se in questo mondo non vi è nulla di eterno e qualcuno pensa agli amici degli alpini questa categoria di persone già esiste e per molti versi è composta da persone altamente meritorie per il loro impegno sostegno e dedizione alla causa della solidarietà e del nostro motto onoriamo i morti aiutando i vivi ma non si può andare in paradiso a dispetto dei santi l ana associazione nazionale alpini è nata da alpini e costituita da alpini cioè da coloro che hanno portato il cappello alpino coloro che non lo hanno portato non possono immaginare cosa conti quel simbolo per un alpino perché · il cappello alpino è il sudore che lo ha bagnato sole pioggia neve e fango · e simbolo sulle croci dei morti di tutte le guerre · per chi ti porta vanto tradizione fierezza · per chi ha portato nostalgia rimpianto certezza per un alpino il suo cappello è tutto ed è per questo che l ana deve essere prerogativa degli alpini e che solo chi ha servito la patria nelle truppe alpine è il solo legittimato a portare il cappello con la penna pag 3 pag 4 pag 6 pag 7 pag 8 pag 9 pag 10 pag 12 pag 14 pag 17 fabio scuri i nostri incontri domenicali pag 18 consiglio direttivo programmi varie com eravamo pag 19 pag 20

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3 a quelle gastronomiche che vengono proposte con continuità in modo da poter creare un vero gruppo di alpini più numeroso rispetto a quello che partecipa alla gestione della sede ppg nel corso dell assemblea ordinaria annuale anche per quest anno è stato stilato un buon prodel gruppo alpini di albate tenutasi lo scorso 23 gen gramma di attività che ha come tema principale il naio c è stato un avvicendamento alla guida del 90° anno di fondazione dell ana gruppo il capogruppo beretta filippo eletto nel 2006 pertanto chiedo a tutti gli alpini iscritti di collaboraha lasciato il posto a caspani giovanni e lui che do re per la buona riuscita delle manifestazioni vrà accompagnare il gruppo verso il traguardo dei 35 importante è creare un buon rapporto di collaboraanni di fondazione previsto per il 2010 un sincero gra zione con la sezione ana di como e le associazioni zie a beretta filippo che lascia l incarico ed un augu albatesi in modo che tutte le varie attività siano rio di buon lavoro a caspani giovanni che subentra portate a conoscenza di tutti avvicendamento alla guida del gruppo alpini di albate la redazione del giornale i alpinn del munt goi cerw il gruppo di albate ta di interpretare i sentimenti del consiglio direttivo ma soprattutto quello di tutti gli alpini del gruppo non il capogruppo caspani giovanni solo augura al nuovo capogruppo un proficuo lavoro è una frase di prammatica anche se d obbligo ma gli assicura tutto l affetto inteso come aiuto e collabola storia continua razione affinché sotto la sua guida il gruppo alpini di alpini di padre in figlio albate continui ad essere come ha scritto nel saluto uno dei migliori della sezione di como ppg e con grande piacere che pubblichiamo forza giovanni questo flash inviato alla redazione dall ex capogruppo beretta filippo e la storia che si ripete aled ecco di seguito il saluto del nuovo capogruppo pino di padre in figlio è la tradizione alpina che si carissimi alpini veci combattenti e reduci tramanda e si rinnova amici degli alpini vi porgo i più cordiali saluti in qualità di nuovo capogruppo novembre 2000 il figlio nonostante tutte come prima cosa mi preme ringraziare tutti voi per le domande che ho fatto polizia vigili del fuola fiducia che mi avete accordato sperando di non co sono fiero di essere un alpino e sono condeludere le vostre aspettative tento soprattutto per te perché desideravi tantisun caloroso ringraziamento al capogruppo uscente simo che lo diventassi filippo beretta per ora non vedo l ora di accostare il mio cappello quanto ha fatto duvicino al tuo sulla mensola rante il suo mandato aprile 2009 il figlio ho ma desidero ricordare appreso del terremoto in ae ringraziare tutti i bruzzo e vorrei rendermi utile capigruppo che si soiscrivendomi alla protezione no succeduti per acivile di como per poter porver portato il gruppo tare il mio modesto aiuto a alpini di albate ad tutta quella popolazione così essere considerato duramente colpita uno dei migliori della maggio 2009 il padre sezione di como per per un padre queste due afil numero e la qualità fermazioni fatte dal proprio delle attività svolte figlio fanno capire ancora una per questo motivo il volta chi siano gli alpini compito che mi avete uomini semplici sempre diaffidato è molto gratificante ma nello stesso tempo sponibili in qualsiasi momenmolto difficile to ad aiutare tutte quelle percome forse hanno già intuito i consiglieri durante i sone che sono in difficoltà primi consigli da me presieduti non sono tipo di senza volere nulla in cambio molte parole ma preferisco dare importanza alle sono solo due righe ma come varie commissioni di lavoro in modo che tutti si padre mi sento in dovere di sentano coinvolti e partecipi alle attività del gruppo esprimere al gruppo alpini di e ascoltare le varie proposte di tutti mi piacerebbe albate che fino a qualche che tanti alpini non vengano in sede solo per pagamese ho avuto l onore di guire il bollino ma partecipino alle tante attività di tipo dare che sono fiero di avere culturale sportivo associativo e perchè no anche un figlio alpino w gli alpini

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4 la pagina della storia rubrica a cura di bruno faverio el alamein nello scorso mese di ottobre il presidente della repubblica giorgio napolitano si è recato in egitto ad el alamein per la rituale commemorazione dei caduti di quella battaglia la cerimonia che si svolge con cadenza alterna viene affidata a turno alle nazioni che hanno partecipato a quell evento in quella occasione spettava all italia l evento ha avuto risonanza mondiale con diffusione in diretta tv di tutto l evento anche il presidente del senato renato schifani si è recentemente recato laggiù a rendere omaggio alle salme che riposano nel sacrario il sacrario il sacrario militare di el alamein sorge al km 120 della litoranea alessandria marsa matruk su un ampia zona di terreno collinoso il toponimo arabo tel el alamein significa la collina delle vette gemelle da un lato si estende una vasta pianura desertica dove si svolsero le operazioni militari dall altro il mare mediterraneo l opera è un progetto dell architetto paolo caccia dominioni ufficiale del genio alpino ed in africa comandante del xxxi battagliano guastatori del genio si compone di tre blocchi completamente distinti il sacrario propriamente detto il complesso degli edifici lungo la litoranea la base italiana di quota 33 il sacrario è costituito da una torre ottogonale leggermente rastremata verso l alto che si allarga alla base in un ampio padiglione all interno sono custodite le spoglie di oltre 5.200 salme italiane provenienti da tutto il deserto gli edifici sistemati lungo la strada comprendono il cimitero degli ascari libici dove riposano le salme dei caduti il porticato d ingresso con la corte d onore il complesso dei servizi con un piccolo museo e la sala proiezioni di filmati paolo caccia dominioni la battaglia di el alamein era il secondo anno di combattimenti nel deserto africano in tre mesi di operazioni il generale erwin rommel aveva portato il contingente italo tedesco ad un centinaio di chilometri da alessandria il cairo sembrava a portata di mano ma l avanzata così fulminea aveva allungato il percorso che i rifornimenti dovevano compiere per raggiungere le linee il generale britannico claude auchinleck approfittò di questa situazione e bloccò l avanzata in quella fascia di deserto compresa fra la parte di costa a nord denominata golfo degli arabi e a sud la depressione di el quattara la prima battaglia di el alamein si svolse fra il 1° e il 27 luglio 1942 il 1 ° luglio rommel attaccò ma la resistenza delle truppe del commonwealth anche se sconfitte arrestarono l avanzata dell armata dell asse nei giorni successivi gli attacchi sferrati da entrambe le parti non luglio novembre 1942 portarono alcun mutamento delle posizioni iniziali il 27 luglio due attacchi portati dalle truppe britanniche prima a tel elisa e poi a miteiriya si rivelarono disastrosi e così l ottava armata rinunciò a proseguire nell offensiva e si dispose al rafforzamento delle difese poiché il comando riteneva imminente una controffensiva da parte del contingente italo tedesco il tentativo di sfondare le linee alleate fu sventato in agosto nella battaglia di alam halfa determinando così una situazione di stallo.

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5 la battaglia decisiva si svolse fra il 23 ottobre e il 3 novemgli antagonisti bre in quel frattempo il generale bernard montgomery aveva sostituito auchinleck al comando dell oattava armata in quel momento montgomery teneva il dominio dei cieli dovuto all enorme differenza numerica di velivoli e alla vicinanza delle loro basi aeree sul terreno a fronteggiarsi vi erano · da una parte 10° 13° 30° corpo britannico con divisioni australiane neozelandesi sudafricane indiane la brigata della francia libera e una brigata greca · dall altra parte l africa corps il x xx xxi corpo d armata italiano comprendenti le divisioni di fanteria pavia brescia bologna trento la meccanizzata trieste,la divisione giovani fascisti la brigata paracadutisti folgore nei mesi precedenti gli inglesi avevano attuato delle operaerwin johannes eugen bernard law zioni diversive tali da indurre rommel a pensare che l attacco rommel montgomery sarebbe arrivato da sud e molto più tardi del previsto le forse dell asse erano schierate lungo due linee chiamate dagli alleati linea oxalic e linea pierson davanti a loro un mezzo milione di mine anticarro che costituivano i cosiddetti giardini del diavolo il 24 ottobre il comandante dell asse georg summe rommel era in licenza per malattia morì per un attacco cardiaco lo sostituì il generale ritter von thoma rommel tornò in africa il 25 l offensiva principale da parte degli alleati avvenne per conquistare il rilievo di tel aqqaqir l attacco iniziò il 2 novembre rommel riuscì a frenare l avanzata ma nonostante il perentorio ordine di hitler o vittoria o moril generale giovanni messe te le forze italo tedesche in netgià comandante del csir in russia dal febbraio 1943 ha tissima inferiorità dovettero cedere nella notte fra il 3 e il 4 in quella occacomandato la 1 armata sione molte nostre unità scrissero vere pagine di eroismo i paracadutisti della italiana in africa folgore spesso riuscirono a fermare i carri nemici nascondendosi in buche e attaccando sotto i sotto i cingoli le mine mentre gli passano sopra la divisione ariete sacrificò tutti i suoi carri infliggendo agli inglesi perdite altissime il 6 novembre le forze dell asse non più in grado di opporre resistenza iniziarono il ripiegamento e oltre 30.000 soldati italiani si dovettero arrendere il valore dimostrato dei nostri soldati fu sottolineato da queste testimonianze winston churchill disse bibliografia di el alamein dobbiamo davvero inchinarci davanti a quelli che so bocca giorgio storia d italia no i leoni della folgore nella guerra fascista bottai giuseppe diario 1935-1944 rommel disse il soldato tedesco ha stupi churchill wiston la seconda guerra mondiale to il mondo il bersagliere massignani aless rommel in africa settentrionale italiano ha stupito messe giovanni la mia armata in il soldato tedesco fonte wikipedia tunisia foto archivio pedretti piero

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6 scrittori alpini rubrica a cura di bruno faverio nuto revelli continuando la nostra carrellata relativa a coloro che alpini e non hanno trattato argomenti e vicende che riguardano le truppe alpine citiamo su questo numero lo scrittore nuto revelli benvenuto nuto nasce a cuneo il 21 luglio 1919 dopo aver conseguito il diploma di geometra entra all accademia militare di modena dove resta per due anni nel 1942 partì come sottotenente in forza al battaglione tirano della divisione tridentina alla volta del fronte russo fu uno dei pochi superstiti di quella tragedia che coinvolse non solo la tridentina ma come sappiamo tutto il corpo di spedizione italiano uscito da quell esperienza al suo rientro in italia dopo l 8 settembre decise di entrare nelle milizie partigiane nel 1945 si sposa con anna delfino e nel 1947 nasce il figlio marco due furono i grandi temi trattati da revelli gli alpini e i contadini del cuneese i primi libri infatti narrano della sua esperienza d ufficiale degli alpini sul fronte russo e durante la ritirata successivamente pose particolare attenzione alla condizione di vita dei poveri contadini delle vallate cuneesi e allo spopolamento delle valli stesse negli anni 80 tiene un ciincontri clo di conferenze all università di torino che gli valse il conferimento nel 1999 di una laurea honoris causa in scienze dell educazione da parte della stessa università gli è stata riconosciuta inoltre la sia grande attività di narratore e saggista che gli consentì di far conoscere la storia della guerra nel piemonte meridionale dopo lunga malattia nuto revelli morì a cuneo il 5 febbraio del 2004 è sepolto nel cimitero di spinetta accanto alla moglie anna gli scritti di nuto revelli sono mai tardi diario di un alpino in russia la guerra dei poveri la strada del davai l ultimo fronte lettere di soldati caduti o dispersi nella ii guerra mondiale il mondo dei vinti testimonianze di vita contadina l anello forte la donna storie di vita contadina il disperso di marburg il prete giusto le due guerre guerra fascista e guerra partigiana incontri incontri incontri incontri ppg a cinquant anni dal congedo si sono incontrati a latina il nostro redattore bruno faverio con giuseppe calligaris negli anni 1957 1958 erano colleghi al 12 corso acs alla scuola militare alpina di aosta calligaris è attualmente responsabile della sezione nordica svezia norvegia finlandia e danimarca egli ha offerto a bruno l insegna della sezione nordica che d ora innanzi farà bella mostra di sé nella sede del gruppo alpini di albate grazie ppg la foto a fianco mostra i quattro sottotenenti che frequentarono il 49 corso auc alla scuola militare alpina di aosta e si congedarono il 5 gennaio 1969 dal battaglione tirano di malles venosta dove hanno prestato servizio come ufficiali con diversi incarichi eccoli in occasione di un incontro tenutosi a stresa lo scorso 24 febbraio per ricordare i 40 anni di congedo da sinistra allari giuseppe pedretti piergiorgio bignotti maurizio tagliabue giorgio

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7 la vita del gruppo ovvero notizie cronache pensieri e chi ne ha più ne metta nei giorni 8 e 9 aprile 2009 presso il poligono di appiano gentile si sono tenute le gare sezionali di ppg sotto la guida attenta del responsabile sportivo tiro a segno in questa gara c è stata la partecipazione record di ben 13 alpini del gruppo forse è il consigliere lorenzo mottin gli atleti del gruppo un modo per ricordare i tempi passati della giovenhanno partecipato a due gare sezionali · il 1 febbraio 2009 campionato sezionale di sci tù sotto la naja che sono indelebili nella vita i risultati sono stati soddisfacenti anche perché ana como slalom gigante 6 edizione non si può pretendere di fare piazzamenti se si spa· l 8 e 9 aprile poligono di appiano gentile ra una volta all anno sezione ana como gara di tiro a segno lasciamo alla penna del responsabile sportivo il reso occorre far notare che il nostro gruppo annovera un alpino che ha un dono naturale nel tiro poiché conto delle tre giornate ha superato nei punteggi diversi maestri lm anche quest anno abbiamo aderito alla gara sezionale di sci che ormai è diventata per noi alpini un occasione per ritrovarci sulle nostre amate montagne nel periodo di particolare innevamento il gruppo di atleti ritratto nella foto era composto da cappellin adorno cimadoro gianpiero frigerio elio guanziroli silvio mottin lorenzo e dall amico bormetti fausto il gruppo si è comportato molto bene a livello sportivo classificandosi 6 su 17 gruppi partecipanti i partecipanti sono stati briccola angelo castelci compliletti alberto faverio bruno gabos luigi iaconis mentiamo michele iannone antonio lorenzato giorgio moioli con l alpino ferruccio mottin lorenzo puzzo michele ricetti arrivato 1 massimo tagliabue maurizio al traguarcomplimenti a massimo alpin del susa che si è do ed ecco i classificato 1 del gruppo con 184 punti su 200 tempi degli ci sono nuovi emergenti i vecchietti tengono ancosciatori alra i giovani devono migliorare grazie a tutti i parbatesi tecipanti e al prossimo anno per far meglio · cappellin adorno 55,75 secondi 5 x 1000 anno 2009 · mottin lorenzo 55,85 · guanziroli silvio 1 min 47 secondi anche alla scadenza della presentazione della pros· bormetti fausto 1 min 48 secondi sima dichiarazione dei redditi possiamo sentirci · cimadoro giampiero 1 min 48 secondi alpini e infatti possibile donare la quota del 5 per · frigerio elio 3 min 14 secondi mille alla associazione nazionale alpini onlus un ringraziamento a tutti per la partecipazione ed un elogio particolare all amico elio per la tenacia ricordiamo che per l anno 2006 il primo del 5 per dimostrata arrivando 1000 l ana ha ottenuto circa 330.000,00 euro con i al traguardo nonoquali sono stati finanziati e progetti di solidarietà alpistante le varie cadute na dopo la gara pranzo e chiunque iscritto all ana o anche non iscritto può premiazioni in allegria contribuire indicando sulla propria dichiarazione il coed amicizia come è dice fiscale ana onlus che è il seguente solito tra gli alpini ci 97329810150 auguriamo per il futu con il ricavato del 5 x 1000 la fondazione nazionale ro una maggior parte alpini onlus sostiene iniziative di assistenza e solidacipazione di alpini e rietà sviluppa e promuove attività di protezione civile familiari essendo la e interventi medico-campali dell ospedale da camgara aperta anche ad po ana per la tutela e la valorizzazione del patrimoamici e parenti di tutte nio naturale culturale ed umano della montagna le età notizie sportive a cura di lorenzo mottin

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8 la vita del gruppo medico e del quale riportiamo due immagini per genppg dopo 42 anni di professione l alpino medi tile concessione della sig.a franca che ringraziamo co dott carlo magni è andato in pensione quan di cuore all alpino carlo i saluti e la riconodo la notizia si sparse ci fu allarmismo e preoccu scenza da parte di tutto il gruppo pazione tra i suoi pazienti tutti si sono chiesti e dopo come faremo senza il carlo perché il carlo era un medico di una umanità così speciale che il suo sacrosanto diritto a staccare la spina sembrava lasciare un vuoto incolmabile chi lo ha conosciuto è certamente d accordo con queste affermazioni adesso nessuno potrà più dire che il carlo l è ul me dutur come si sentiva spesso perché andare nel suo ambulatorio era come stare in famiglia durante tutta la sua carriera ha sempre usato con i suoi pazienti le frasi più semplici quelle frasi con le quali ci si sente accolti e importanti era profondamente convinto che il paziente debba essere messo a proprio agio perché riponga la fiducia nella competenza del medico ma da lui riceva insieme alle cure anche la speranza quando al dottor carlo magni c è qualcosa che non va che per 42 anni ha operato in albate come mee poi carlo non solo curava dico di famiglia con professionalità le malattie della carne ma e spirito di servizio teso ad alleviare era sempre disponibile con tanta umiltà e infinil umana sofferenza ta pazienza a dare consigli anche per quelle con grande disponibilità ha ricevuto tutti comalattie della sfera umana che sono le più loro che si affidavano a lui e con difficili ed aveva sempre ma proprio sempre umiltà e infinita pazienza ha ascoltato una buona parola per tutti ecco perché lo ricordato consigli e indicato terapie deremo tutti con infinita riconoscenza per tutti ma soprattutto per quelli più procaro carlo ti auguriamo di cuore una pensione vati dalla malattia e dalla sofferenza ha saserena insieme alla tua famiglia però dovrai puto sempre regalare una parola di occuparti dei nipoti quelli che già ci sono e quelli che verranno il giorno 23 maggio c è stato il saluto ufficiale al dott magni perché una delle cose più affascinanti che pos organizzato dall amico giancarlo caspani su invito di molti ex sono accadere ad un uomo è il poter trasmette pazienti a carlo sono stati donati una pergamena il cui testo è re a chi verrà dopo di lui tutto ciò che ha reso riportato sopra ed una penna d oro come compenso di tutte le grande la sua vita e allora un grandis penne utilizzate nella sua lunga carriera simo e sincero grazie insieme a tantis il gruppo alpini ha organizzato il rinfresco all amico giancarlo un sincero grazie per la fiducia che ha riposto ancora una volta simi auguri per la tua nuova vita l alpino medico carlo magni è andato il gruppo alpini di albate ha l onore di annoverare tra i soci il dott carlo magni che fu sottotenente in pensione ad multos annos negli alpini e per le bellissime parole che ha rivolto a carlo a nome di tutti.

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9 la vita del gruppo zaini alpini per l abruzzo peones la denominazione zaini alpini è stata coniata in occasione della adunata nazionale di genova nel 2001 da allora il gruppo di albate l ha fatta propria e la utilizza in tutte le occasioni nelle quali la solidarietà alpina diventa concreta a questo proposito ricordiamo l invio di medicinali e materiale scolastico in afghanistan il dono di barelle a don giusto della valle l adozione a distanza di un bambino in brasile e altre non meno importanti l ultima in ordine di tempo è l iniziativa a favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto del 6 aprile la popolazione albatese ha risposto come sempre con molta generosità e fiducia alla data in cui il giornale va in stampa il materiale raccolto e consegnato alla unità di protezione civile ana di como per l inoltro alla corrispondente unità dell abruzzo è il seguente kg 385 di indumenti di ogni genere n 16 paia di scarpe n 30 giochi per bambini n 10 scatoloni contenenti giochi per bambini n 30 videocassette per bambini kg 5 di riso kg.8 di pasta kg 7,5 di pelati kg 26 di zucchero kg 6 di fagioli in scatola kg 2 di tonno in scatola kg 1 di carne in scatola kg 1 di cioccolato kg 20 di farina kg 10 di fazzolettini di carta 1 materassino per letto bambino 1 lettino in legno per bambini e in corso anche una raccolta di denaro il cui ricavato sarà trasferito alla sezione ana di como sul prossimo numero de i alpin del munt goi sarà reso noto il valore della sottoscrizione il capogruppo caspani giovanni a nome di tutti gli alpini di albate ringrazia tutti coloro che hanno generosamente aderito e aderiranno alla richiesta di solidarietà a favore delle persone di abruzzo operazione aquila aprile 2009 le impressioni di chi in abruzzo c è stato di luigi de vivo ppg alcuni componenti del gruppo alpini di albate iscritti alla unità di protezione civile ana di como sono stati inviati in abruzzo già nei primi giorni dopo il drammatico evento sono lodi rizzini gianfranco cazzaniga giacomo de vivo luigi beretta tiziano ecco qualche loro impressione finalmente dopo otto ore di viaggio arriviamo alla nostra meta l aquila campo giobo frazione coppito tendopoli di circa 120 tende per 1500 persone tra sfollati e soccorritori affidata agli alpini di diverse sezioni dopo l accreditamento in segreteria e lo scambio d consegne con i responsabili del turno precedente si comincia il lavoro la tenda delle segreteria è meta di costante pellegrinaggio di centinaia di persone bisognose di ogni materiale e di consigli che mettono a dura prova i vari addetti e i loro computers le varie squadre alpini e non si dividono i differenti compiti per la gestione del campo pulizie ritiro sacchi neri allestimento tende nella settimana di nostra permanenza sono state attrezzate tende scuola materna elementare medie universitarie una palestra uno spazio ludico una scuola di cucito e altro ancora e finalmente arrivato il container della doccia calda ed è stato sistemato in posizione strategica.

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10 la vita del gruppo anche il brutto tempo ha contribuito al disagio dopo un diluvio è stato eseguito uno scavo di circa 250 mt di lunghezza e 30 cm di profondità sono stati installati tubi e pozzetti per incanalare l acqua che era entrata in diverse tende nella parte superiore del campo il comportamento del gruppo è stato esemplare ricevendo da tutti elogi e ringraziamenti compresi quelli del prefetto dott guido bertolaso in visita al campo il 25 aprile in occasione della festa di san marco patrono del battaglione omonimo che era responsabile di una delle due cucine l altra cucina era affidata all esercito tradizione di tanti anni di duro lavoro della nostra protezione civile ana ma l emozione più grande di questa mia esperienza in terra d abruzzo è stata la sua gente quando la guardavi negli occhi le parlavi le stringevi le mani con calore per trasmettere la nostra solidarietà e anche il nostro amore leggevi nei loro occhi ancora umidi la paura passata ma ancora viva di questi tristi avvenimenti la tristezza per la perdita degli affetti delle case e di una vita di sacrifici ma la cosa più importante era la luce di questi occhi mai spenta che guardava al futuro pieno di speranza mai rassegnata tipica delle gente d abruzzo luigi de vivo protezione civile ana como la popolazione del campo ci ha da subito benvoluto per la nostra disponibilità e gioia nell aiutarla in ogni momento del giorno e della notte siamo rimasti ammirati e stupefatti nel vedere queste care persone che avevano perso tutto chi i parenti chi la casa chi il frutto di una vita di sacrifici eppure nei loro occhi si vede una luce di speranza per il futuro alle nuove squadre che andranno nelle zone del terremoto dopo di noi bisognerà dire di continuare il lavoro fatto e magari migliorarlo per mantenere la aula verde sempre le scuole a latina fra le tante cerimonie e incontri in occasione della aduna a nazionale è stato inaugurato un parco per l occasione messo in sicurezza e abbellito della squadre di protezione civile hanno lavorato anche i nostri franco lodi rizzini giacomo cazzaniga e luigi de vivo il parco utilizzato dai bambini di una scuola vicina è stato intitolato aula verde chissà se in riferimento alla natura o al nostro cappello l inaugurazione è stata una cerimonia molto semplice con tanti bambini insegnati e cittadini alla presenza di alcuni vessilli delle sezioni che hanno collaborato era presente anche il gagliardetto del gruppo di albate dopo il discorso del sindaco ha preso la parola il presidente perona egli ha messo in rilievo come l ana pur nella situazione di scarsa disponibilità di volontari a causa dell impegno in abruzzo abbia voluto lasciare un segno della presenza a latina e ha aggiunto che avendo ricevuto la cittadinanza onoraria della città era doveroso come cittadino collaborare per il bene comune.

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11 la vita del gruppo cose alpine rubrica a cura di pedretti flavio peones mercoledì 26 settembre 2007 un giornale di varese ha pubblicato che dire una bella idea che coniuga l aiutare gli altri rendendosi un biglietto per il piedibus disponibili l educazione ambientale tanto declamata ma quasi mai resa realtà e la lotta per un aria più pulita anche il nostro gruppo in alcune occasioni ha effettuato questo tipo di servizio con le nostre scuole chissà cosa avrebbero pensato i nostri veci se avessero conosciuto la fantasia e la vitalità dei loro successori certo ci vuole poco per migliorare la qualità della vita basta volerlo e impegnarsi personalmente un nuovo servizio di trasporto chiamato piedibus peones il giornale i alpinn del munt goi è nostro e quindi è il contenitore di tutte le nostre attività però però gli alpini questi strani personaggi si dilettano con una fantasia che non ha limiti e quindi è bello anche scoprire cosa fanno gli altri colleghi non andiamo molto lontano da noi andiamo a saronno e leggo su internet questa notizia che riporto integralmente sono una quarantina gli studenti della scuola san giovanni bosco che usufruiscono di un servizio che potrebbe essere esteso ad altre scuole ma servono volontari a scuola a piedi con gli alpini cresce il piedibus ritorna il piedibus bambini che vanno a scuola a piedi accompagnati a turno dai volontari degli alpini o dei nonni amici questo nuovo progetto ha preso il via in maniera sperimentale lo scorso anno e per il nuovo anno scolastico ha in occasione visto cresce il numero dei la memoria sul territorio della assempartecipanti il progetto linea cadorna blea sezionale ma come funziona il pieana como tenutasi lo scorso 8 marzo il gruppo dibus il ruolo del comualpini di albate ha ricevuto il premio fedeltà alla ne di saronno è stato quello di predisporre due dimontagna 2008 con la seguente motivazione versi percorsi protetti segnati sulla strada da una linea gialla e una arancione sono state poi fissate una decina di fermate dove i genitori portano i associazione nazionale alpini bambini e dove alcuni volontari del gruppo alpini o premio nazionale fedeltà alla montagna 2008 dei nonni amici passano a prendere i piccoli stua novant anni dalla fine dalla grande guerra denti che sono dotati di pettorina colorata insom1915-1918 fedele al motto per non dimenticare ma un grande scuolabus che viaggia a piedi è riconoscente al gruppo alpini di albate abbiamo anche un cellulare di servizio a cui i per la dedizione dimostrata nel recupero delle genitori possono far riferimento per avvisare delfortificazioni militari realizzando un museo all aperto l assenza dei bambini gli accompagnatori fanno arabba ­ passo falzarego 5-6 luglio 2008 l appello ad ogni fermata spiegano i responsabili del comune ormai li conosciamo tutti per nome sono come dei nipotini tanto che la collega distribuisce occasionalmente qualche caramella piace molto quindi il piedibus a bambini e genitori un occasione per passare del tempo anche con i compagni divertendosi e imparando a muoversi per strada naturalmente sempre seguiti da più adulti un iniziativa che potrebbe essere ampliata anche ad altre scuole ma servono volontari e il comune chiede la partecipazione dei genitori che a turno siano disponili a fornire questo importante servizio.

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12 l adunata nazionale di latina 9 10 maggio 2009 ppg il noto scrittore e amico degli alpini giovanni lugaresi nel suo libro alpini di pace edito dall editore il prato di parma cos descrive l adunata nazionale alpini sulla note del trentatrè trentatrè trentatrè valore alpin sfilano per dodici con un andamento che è fra la scampagnata e la marcia con indosso camicie diverse a seconda della sezione di appartenenza ma con due elementi in comune il cappello con la lunga penne e il tricolore gioiosi sorridenti tutti compresi e attenti sfilano davanti al palco delle autorità dove fa bella mostra un simbolo unico ed emblematico il labaro nazionale tutto luccicante d oro le medaglie le 207 medaglie che dicono il valor militar alpin appunto lungo 137 anni di storia che si racconta con il linguaggio della tenacia della capacità di sofferenza della fedeltà dello spirito di sacrificio dell amor di patria e spesso dell eroismo e una manifestazione una liturgia diremmo quella della sfilata conclusiva delle grandi adunate nazionali degli alpini che si ripete dal 1919 ogni anno in una città diversa della penisola nel 1936 quando l italia aveva le colonie si svolse a tripoli ogni volta con un sempre crescente numero di partecipanti ogni volta con un sempre maggiore entusiasmo dei protagonisti e della gente che fa ala al loro passaggio in un tripudio di bandiere e di fanfare una sfilata ogni volta uguale a quella precedente ma pure sempre diversa perché diversa è la cornice e perché diversi sono loro i rappresentanti di più e più generazioni che la naja l hanno fatta nelle truppe alpine appunto con quel tal cappello in testa con quella particolare forza in corpo con quella tale mentalità nello spirito con quel tal sentimento nel cuore e un fatto che queste adunate annuali dell associazione nazionale alpini rappresentino una grande la più grande e autentica festa popolare italiana nella quale si tocca con mano e con il cuore quanto la gente sia legata a questi ex soldati ex che restano tuttavia alpini sempre fino alla morte in virtù di quello spirito di corpo di cui si è detto e che è tutt uno con la vita autostrada arriviamo alla città eterna breve sosta in albergo e poi via armati di fotocamera per immortalare le bellezze della capitale riccio e passato un anno ed è arrivata l adunata tiriamo l ora di pranzo e all ombra dell altare nazionale ricordo ancora la folla che l anno scor della patria spettacolare ci sediamo sotto un so a senso unico attraversava il ponte di bassano pergolato affollato da deliziosi passerotti che tra un con tanto di vigile che sgridava chi tentava come piatto di penne all arrabbiata e uno di abbacchio ci i salmoni di risalire la corrente di penne nere bombardano di eccellenti regalini finito il pranzo sono le 00.30 del 9 maggio stiamo caricando il dopo i dovuti cin cin abbondanti e gli auguri a torpedone che ci porterà a roma luogo del nostro renzo e laura per i loro meravigliosi 50 anni di mapernottamento già dalle prime ore della sera qual trimonio riprendiamo il cammino e stremati rienche gitante si aggira nei pressi della sede in astriamo in albergo setto di marcia si parte appello e come in ogni domenica 10 maggio levataccia alle 5.45 si parte gita che si rispetti manca un partecipante aveva per latina già dal luogo del parcheggio si capisce capito che partiva il sabato a mezzanotte che sarà una bellissima giornata via dopo i primi minuti di euforia cala la stanchezza courvoisieur strani questi laziali a intitolare una sulle palpebre dei passeggeri e notte strani suo via ad un cognac ni si diffondono nell aria dal richiamo della ragaci avviciniamo allo sfilamento per vedere gli alpini nella in amore al boscaiolo che sta tagliando una in armi qui veniamo avvisati che il nostro vecio pianta particolarmente nodosa dopo due soste in lorenzo è stato ricoverato per un malore e pronta qualche pensiero in margine alla nostra adunata nazionale a latina

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13 mente accorriamo al suo capezzale falso allarme per fortuna niente di grave nell attesa delle dimissioni del paziente ci attardiamo in una bettola posta all ingresso dell ospedale all arrivo di lorenzo altro brindisi e poi via zigzagando da un chiosco all altro arriviamo all ammassamento sole a picco gola secca la solita ora e mezza di ritardo si parte falso allarme si riparte ci si riferma e poi como avanti è la volta buona trentatrè tricolori al vento gente che acclama aho li mortac.c ma quanti sò sti arpini come nnà legione gli grido non eravate più abituati eh si rientra stanchi ma contenti un altra bella adunata che rimarrà nei nostri ricordi forse anche perché eravamo accompagnati dalle nostre donne che chiudevano un occhio forse anche due alle nostre bravate grazie a tutti p.s l adunata nazionale 2010 si terrà a bergamo bergamo arriviamo impressioni dell adunata l adunata nazionale ha sempre un fascino straordinario i giorni che precedono la conclusione con la sfilata ti permettono di vivere momenti particolari girare fra gli accampamenti infilarti in qualche coro improvvisato ascoltare musiche e suoni delle varie bande ma soprattutto di incontrare vecchi commilitoni che non vedi da anni e che solo in questa occasione li puoi ritrovare e rinverdire ricordi di gioventù la domenica poi quando sfili tra due ali di persone che ti applaudono ti senti dentro una grande emozione che ti rende orgoglioso di fare parte di una grande famiglia amata da tutti quest anno poi il viaggio organizzato dal nostro gruppo mi ha regalato momenti di vero divertimento e allegria vi erano persone che già conoscevo ed altre che ho conosciuto cammin facendo e devo dire che ho scoperto in alcuni dei lati che mi hanno piacevolmente sorpreso e che mi fanno sentire ,ora più che mai parte integrante di questo nostro gruppo all adunata nazionale alpini si possono fare anche incontri ravvicinati nella foto un alpino non identificato del gruppo di albate con eleonora bruno

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14 un santo alpino don carlo gnocchi milano lunedì 2 marzo 2009 e con profonda gioia che il cardinale dionigi tettamanzi arcivescovo di milano ha annunciato in una lettera alla diocesi la beatificazione di don carlo gnocchi fissata da benedetto xvi per il 25 ottobre prossimo 107° anniversario della nascita del sacerdote in tutta la sua vita don gnocchi fu seminatore di speranza imprenditore della carità così lo definì giovanni paolo ii tracciando un luminoso sentiero di amore nel buio del dolore innocente scrive il porporato fu un prete che in anni assai tormentati seppe con convinzione ed entusiasmo dare fiducia ai giovani e credere fermamente nel valore santo del dolore soprattutto quello innocente dei bambini fu un vero uomo di dio totalmente affidato al signore gesù roveto ardente della sua vita dei suo ministero e del suo slancio apostolico il suo animo spiega il cardinale tettamanzi rimase profondamente segnato dalla tragica ritirata di russia durante la quale ebbe modo di prodigarsi con eroica dedizione ad assistere gli alpini feriti e morenti raccogliendone le ultime volontà e accompagnan a cura di matteo navoni la beatificazione 25 ottobre 2009 doli all incontro con dio questa esperienza di dolore fece maturare in lui il progetto di dedicarsi pienamente ai sofferenti nacque così la fondazione pro juventute oggi fondazione don carlo gnocchi nella quale furono accolti tantissimi ragazzi provati dal dolore e da lui curati con amore paterno delicato e forte erano vittime innocenti della devastazione della seconda guerra mondiale bimbi mutilati orfani di quegli alpini che aveva accompagnato e assistito nel gelo della steppa russa bambini abbandonati ragazzi sofferenti a causa della poliomelite esplosa drammaticamente in quegli anni consumato dalla fatica e dalla malattia don carlo morì la sera del 28 febbraio 1956 il suo ultime gesto in un epoca in cui in italia il trapianto non era ancora diffuso fu la donazione delle cornee a due ragazzi non vedenti il processo di beatificazione e canonizzazione di don gnocchi è stato avviato nel 1987 dal cardinal carlo maria martini nel dicembre 2002 giovanni paolo ii riconoscendone l eroicità delle virtù lo ha dichiarato venerabile che tutti abbiano la possibilità sempre vitale che già san gregorio magno indicava essere la vita degli uomini giusti sarà quindi in forma abbastanza sintetica che ripercorrerò muovendomi tra queste polarità la storia della sua vita altri ne hanno già scritto meglio di me ed è giusto che sia il loro lavoro a porre nella meritata luce la figura di don carlo a maggior ragione nell occasione di questa beatificazione che ci riempie di gioia don carlo nacque il 25 ottobre 1902 a san colombano al lambro mi da parte mia vorrei inquadrare la mia riflessione suo padre enrico nella prospettiva che ha indicato lità di fare propria era un artigiano quella lezione vivente mons bazzari nel suo articodel marmo e sua lo su l alpino utilizzando per don carlo la felice madre clementina espressione un cappellano cui è toccato in sorte faceva la sarta la farsi tradizione presso gli alpini di ogni generaziosua infanzia fu ne la tradizione contrariamente a quanto vuole presto segnata il luogo comune è qualcosa di vivo di mobile non dal dolore della sta ferma in una vetrina per quanto prestigiosa perdita del padre ma attraversa il tempo e la storia per parlare al seguita da quella cuore degli uomini e affidare loro il proprio messagdei fratelli andrea gio don carlo arriva a noi sospeso tra passato e e mario spentisi futuro tra la gioia dell esperienza che ne abbiamo rispettivamente a vissuto -e ne viviamo nella sua preziosa eredità e 20 e 10 anni l esigenza della memoria di una memoria viva così matteo navoni spesso pensiamo al mito come a qualcosa di vuoto di fantastico magari bello ma sostanzialmente poco incisivo sulla vita reale eppure è proprio come un mito che vorrei ricordare la figura di don carlo gnocchi in vista della sua imminente beatificazione prevista per il 25 ottobre prossimo perché lo dirò alla fine È difficile sintetizzare in poco spazio la storia di don carlo così ricca e variegata ogni momento del suo cammino di uomo di alpino e di prete meriterebbe di soffermarsi per ben più ampie considerazioni.

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15 in lui matura la vocazione al sacerdozio e frequenta il seminario vescovile di milano a gorla minore il suo profitto scolastico è molto buono ed il rettore gli consiglia di proseguire gli studi fino alla laurea in teologia le condizioni economiche della madre sono tuttavia tali da rendere proibitivi i costi universitari così carlo completa la formazione semplice e viene ordinato sacerdote celebra la sua prima s messa a montesiro di besana brianza luogo per lui carico di ricordi familiari il suo primo incarico è presso la parrocchia di s pietro in sala a milano quale responsabile dell oratorio in seguito viene nominato cappellano del prestigioso istituto gonzaga di milano una scuola frequentata dai figli delle famiglie di ceto sociale elevato diventa poi anche cappellano e assistente spirituale della guf e della legione universitaria cristiana curtatone e montanara di carattere premilitare È importante chiarire che don carlo non fu mai un sostenitore del fascismo riguardo al quale fu invece più volte critico si trattava di essere vicino ai giovani essere tra loro uno di loro per poter rappresentare un punto di riferimento quanto più il vivere era segnato dall ambiguità e dal rischio di perdere di vista i fondamentali etici della vita tanto più don gnocchi riteneva irrinunciabile la presenza del sacerdote depositario di una parola di verità e salvezza vicino e partecipe della storia della sua gente nel tempo e nella storia con le sue contraddizioni e le sue fatiche lucido nel riconoscere la presenza del male ed incrollabile nella fede che nessun male non possa essere sanato dalla grazia senza condividerne gli errori ma accettando di soffrirne le conseguenze insieme con gli altri rifuggendo il comodo rifugio di una spiritualità astratta e sforzandosi di conservare sempre uno sul mondo uno sguardo attento a cogliere quanto di buono e di giusto opera in esso È nella stessa prospettiva che possiamo leggere la sua partenza come cappellano volontario che tanti don carlo parte volontario nel marzo 1941 come cappellano con la formazione alpina val tagliamento della divisione julia diretto in albania grecia e montenegro col battaglione resegone rientrato in italia per un congedo temporaneo il 6 novembre 1941 si dedica ad assistere gli orfani e le vedove.il 6 maggio 1942 riparte per il fronte russo insieme agli alpini della tridentina con gli alpini condivise tutta la campagna militare meritandosi una medaglia d argento al valor militare per il suo eroismo l eroismo di un prete di un uomo sempre in gioco e a rischio per gli altri a soccorrere feriti ad amministrare i sacramenti ai morenti a fare da tramite con la casa lontana un uomo dedito di fronte al gli scritti di don carlo gnocchi sono · · · · · · · · · · · · andate ed insegnate 1934 l insegnamento religioso nell opera nazionale balilla 1934 agli uomini di buona volontà 1937 educazione del cuore 1937 la direzione spirituale nella preparazione dei giovani alla famiglia 1939 i giovani del nostro tempo e la direzione spirituale 1940 il problema del cinema 1940 cristo con gli alpini 1942 1943 1946 restaurazione della persona umana 1946 elementi del problema divorzistico 1947 suscipe sancte pater hanc immaculatam hostiam 1950 pedagogia del dolore innocente 1956 naufragare delle speranze a sostenere e rianimare a tenere viva la speranza nel ritorno e la fede sceglie di vivere secondo quella capacità di amore e giustizia che lo rende simile a dio e capace di cogliere un senso nel suo disegno anche quando misterioso dopo la guerra con il ritorno a casa alla normalità poteva essere il tempo del riposo del sollievo di una ritrovata quiete per don carlo non fu così continuava ad ardere in lui quella febbre di amare ogni uomo specialmente i più provati dalla sofferenza nei quali seppe sempre riconoscere la presenza del cristo troppi erano ancora gli amari frutti della guerra e della mentalità che l aveva generata per considerare tutto finito rivolse così la sua attenzione ai figli dei soldati caduti in guerra per essi fu un padre e un amico e ciascuno accompagnò a riguadagnare prima ancora della guarigione la fiducia nella vita e nell uomo dopo i suoi mutilatini ormai adon carlo celebra la s messa in albania dulti e reinseriti nella società don carlo rivolse la sua attenzione e il suo amore ai poliodubbi e polemiche aveva sollevato anche riguardo mielitici che allora erano in italia 250.000 senza alla sorte delle numerose opere pastorali e di assi un adeguata assistenza ed educazione per essi fondò centri specialistici all avanguardia stenza cui aveva dato vita egli non fu prete di guerra ma prete in guerra.

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