Italia 4x4

 

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rivista sull'handmade italiano

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Italia 4x4 – A tutto Handmade! Per parlare di handmade, del “fatto a mano” italiano. E PERCHÉ PARLARE DI HANDMADE? Perché dietro a un oggetto fatto a mano c’è molto più di ciò che si vede e perché l'handmade può essere anche una possibilità di lavoro in un periodo in cui il lavoro è un bene raro oltre che prezioso. Ma perché venga visto come una possibilità e un valore aggiunto bisogna che si crei una cultura dell'handmade, cosa che c'è in molto paesi e che fa fatica a prendere campo in Italia. Ora, qual'è il modo migliore per creare 'sta benedetta cultura dell'handmade? Parlarne, parlarne e ancora parlarne. Mostrare i talenti che abbiamo in Italia, far capire che handmade è anche un modo di porsi, di badare più alla qualità che alla quantità. Ed è pure un modo per mettere in primo piano le persone, dato che dietro ogni oggetto ci sono due mani, una testa e una spropositata quantità di passione. Un pezzettino della quale arriva anche a chi prende quell'oggetto. SÌ, MA PERCHÉ UNA RIVISTA PER PARLARE DI HANDMADE? Perchè è qualcosa di stampabile. Di fruibile anche al di fuori del web, all'occorrenza. Così che possano leggerla i creativi e anche chi dell'handmade non sa nulla, ma è curioso di capirci qualcosa. E, chissà, magari può essere un piccolo punto di partenza per appassionarsi a questo coloratissimo mondo. E LE QUATTRO RUOTE MOTRICI COSA C'ENTRANO IN TUTTO IL DISCORSO? “Italia 4x4” è il nome di una rubrica che va avanti da ormai dieci mesi sul blog. É nato come un post e poi è diventato un appuntamento fisso una volta al mese, riscuotendo molto più successo di quanto mi aspettassi... in quel post ho paragonato l'handmade italiano a una Panda 4x4. Il vecchio modello, avete presente? Quello che fa una fatica tremenda, sì, ma che si arrampica anche sui muri e arriva sempre. 1

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Sì, ma… chi è che scrive? Mi chiamo Sonia, Sonia Cacioppi... e sono una creativa. O, almeno, spero di rientrare nella categoria. Al mio attivo ho 29 anni, un po’ di pazzia, un blog da sei anni a questa parte, un libro (sì... sboroneria portami via) e un infinito amore per la pasta di mais. Ed è con la pasta che ho popolato La Bottega delle Fate di topini, chiocciole, fate e creature magiche. In miniatura, perché, per me, la magia sta nelle piccole cose. Nel corso della mia avventura semi seria con il blog ho scoperto decine di persone straordinarie e tecniche diverse e mi sono sempre più appassionata al fatto a mano, tanto da avere la mia piccola collezione personale che, ogni tanto, si arricchisce di un pezzo nuovo. Ad aprile 2013 fa la sua comparsa in Bottega “Italia 4x4”, un post sull’handmade che, pensavo, sarebbe rimasto unico... invece, dopo dieci mesi si è trasformato in un appuntamento fisso. E questa specie di rivista vuole (vorrebbe) essere l’evoluzione del 4x4, in modo da poter dare un minuscolo contributo a far conoscere questo mondo straordinario. Perchè a quella faccenda de “l’unione fa la forza” ci credo sul serio. 2

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Paste polimeriche Fra i materiali più conosciuti a chi frequenta il mondo dell’handmade ci sono senza dubbio le paste polimeriche, ovvero paste modellabili termoindurenti. Esistono svariate marche di pasta polimerica: Fimo, Cernit, Kato, Premo, Prosculpt, Sculpey, Pardo... non esiste, però, una marca migliore delle altre ma solo una marca più adatta delle altre alle proprie esigenze. Direttamente dalla Sardegna Alessio Busanca, ovvero Buzhandmade! Nel 2009 è passato dall’illustrazione al modellato, con grande successo aggiungerei, spaziando dai personaggi originali (come i draghi) alle fan art. Usa un mix di Fimo soft e Super Sculpey firm che migliora colore, lavorabilità e resistenza... quindi possiamo tranquillamente indossare un drago-ciondolo senza temere per la sua incolumità! TUTORIAL Mixare Fimo e Super Sculpey 3

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Paste polimeriche Tonia, in arte Angenia Creations, lavora con il Fimo e niente nelle sue creazioni è dipinto. Ogni linea, ogni sfumatura è fatta con la pasta grazie all’ausilio di uno strumento di altissima tecnologia: lo stuzzicadenti! Nonostante l’apparenza delicata i bijoux sono molto resistenti: Tonia aggiunge ai colori una parte di Fimo traslucent che dà elasticita a tutta la creazione. Leila Bidler, abita in Italia anche se è tedesca. E’ amministratrice di Polymer Clay Italia, gruppo per i creativi italiani che usano le paste polimeriche, ed è riuscita a portare in Italia con i loro workshop artiste del calibro di Sandra McCaw e Christi Friesen. Quindi è anche un po’ italiana! Nelle sue creazioni utilizza tecniche di lavorazione forse meno diffuse in Italia, come la tecnica Bargello qui di fianco. 4

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Paste polimeriche Domenico Scalisi, alias Nobu Happy Spooky, ha uno stile e una tecnica molto personali. I suoi personaggi acquistano il loro caratteristico aspetto dopo la colorazione con acrilici, acquarelli o genesis. I gioielli di Rory’s Bijoux sono fatti con una tecnica da lei battezzata “petalo a petalo” con la quale va a creare i disegni. Particolarissime le linee che utilizzano come base le foglie, impreziosite poi dai disegni e dalla foglia oro e argento. 5

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Paste polimeriche Silvia è conosciuta sul web come Mijbil Creatures. Veneziana, ma attualmente “in prestito” alla Svezia, è specializzata in miniature molto ma molto più piccole del consueto 1:12. Le sue creature sono un concentrato di tenerezza in pochi centimetri… o millimetri. TUTORIAL Scoiattolo e macaron TUTORIAL Giraffa 6

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Lana, cotone e feltro Lana, cotone e feltro sono materiali “classici”, così come sono un classico la maglia, l’uncinetto e il cucito… ma l’handmade è anche innovazione, quindi spesso il classico si trasforma in qualcosa di estremamente Airali è una straordinaria artigiana che unisce maglia, uncinetto e cucito. Spazia dagli amigurumi a creazioni “indossabili” come colli e guanti fino ai set composti da orsetto e scarpine per i bimbi. I suoi animaletti completi di pattern si trovano anche su Zoomigurumi (1 e 2). TUTORIAL Ovetti Amigurumi TUTORIAL Cactus amigurumi 7

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Lana, cotone e feltro Lizzzie by Lisa Costa… ovvero l’infeltrimento ad ago! Che, insieme a al cucito, dà vita a orsetti e bambole piccolissimi, da portare anche come ciondoli. Le bambole hanno tutte uno stile ben preciso che le rende riconoscibili a prima vista. I bijoux all’uncinetto di Perle di Cotone nascono partendo da disegni originali o da vecchi schemi recuperati e riadattati. Hanno tutti un gusto un po’ shabby chic e i vari modelli hanno nomi di donna (qui sopra ci sono Maura e Rossana) perchè legati a una particolare persona. 8

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Pasta di mais La pasta di mais è una pasta modellabile a base di colla vinilica e amido di mais. Cosa la rende diversa dalle paste polimeriche? Il fatto che asciuga all’aria e che si può preparare tranquillamente in casa. Paola Avesani è delle artiste della pasta di mais più famose. È specializzata in fiori ed ottiene risultati estremamente realistici grazie, fra l’altro, a una variante della ricetta (detta porcellana fredda) in cui è presente la polvere di ceramica che rende la pasta più opaca e più “sensibile” per quel che riguarda le venature di petali e foglie. Stessa ricetta anche per Annalisa di Dolci Bambole, che predilige, però, le bambole. Interamente in pasta o con inserti di stoffa e altri materiali, hanno un visetto che è un po’ la firma di Annalisa. 9

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Pasta di mais Samanta di Follettosem usa, invece, la ricetta che non prevede la polvere di ceramica. Spazia dalle bomboniere, ai caketopper fino alle ooak e le sue creazioni hanno un aspetto più traslucido (effetto proprio della pasta di mais), in un certo senso più magico. Blu di Un sorriso senza gatto ha come firma le civette (sul comò… ma pure senza comò), creature magiche e particolari come anche i paesaggi. Sembra di essere davvero nel Paese delle Meraviglie guidati dal sorriso dello Stregatto! 10

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Gioielli tumbaga Metalli Un’altra materia prima antica: il metallo. Rame, ottone, ma anche oro e argento possono essere lavorati con varie tecniche: dal wire wrapping alle lamine fino alla fusione vera e e propria. Nadia, trentina, sul web è Shaping Metal. Lavora con lamine e fili di metallo, principalmente l'argento sterling, il rame e l'ottone, ai quali affianca pietre semipreziose o elementi in vetro e ceramica. Rendendo il gioiello ancora più unico. TUTORIAL Monachella handmade TUTORIAL Anticare rame, ottone e argento 11

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Metalli My Golden Age di Luca Caracciolo è un vero laboratorio orafo. Usa oro 750 e argento 925 per gioielli interamente realizzati a mano ede eventualmente personalizzabili. Filo metallico, perle, pietre preziose e semipreziose per Valdombra Jewel… gli elementi vengono letteralmente cuciti per creare un gioiello-abito con le tecniche proprie del wire wrapping. 12

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OOAK OOAK è l’acronimo di One of a kind, ovvero “una per tipo”. Si tratta di fate, creature magiche ma anche ritratti di personaggi famosi o pin up fatte in pasta modellabile. Le paste più usate sono Prosculpt e Living Doll anche se non le uniche. Linda Macario è una doll maker fiorentina di BJD, ball jointed doll. Si tratta di bambole snodabili che possono essere messe in posa… le sue sono in pasta modellabile, ma anche in resina e porcellana. TUTORIAL Modellare un viso 13

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OOAK Patrizia Cozzo è una delle italiane più famose in questo campo e non solo in Italia. Usa principalmente il Prosculpt mixato con il cernit… è stata premiata ai Colii Awards ed è fra i primi tre classificati al Dabida Awards di quest’anno. Anche lei premiata più di una vola ai Colii e anche lei fra i primi tre del Dabida Award di quest’anno (ben due italiane!)… Elisa Fenoglio passa dalle Ooak più “classiche” come dimensioni alle miniature 1:12. I suoi vestiti sono straordinari! 14

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