Stefanaconi & Friends Agosto 2006

 

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Il giornale della Proloco Stefanaconi, allora curato da Giovanni Battista Bartalotta

Popular Pages


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anno xiv agosto 2006 numero unico il campanile motta san demetrio sommario i misteri i na vota la politica il minifestival 1° torneo di calcetto i bambini la fame e la sete soriano biblioteca calabrese la battaglia di maida via mauro de mauro s fiorillo lachesi santa maria del lume sopra particolare di una tomba a motta san demetrio dove si possono notare la presenza di ossa umane sotto gli archeologi al lavoro presso la motta al terribile terremoto che fu quello del 1659 parallelamente agli scavi archeologici alcuni di noi stanno tentando di riscoprire i cognomi di quegli abitanti i nomi delle località e le chiese appartenenti al territorio di motta san demetrio paesani a quattro zampe i cognomi lopreiato 3 4 6 7 8 9 10 11 12 13 14 16 c on il patrocinio del comune di stefanaconi e con la collaborazione dell accademia di belle arti fidia si è da poco conclusa la seconda serie di scavi nel tentativo di portare alla luce quanto più possibile dei resti di motta san demetrio dopo lo scempio effettuato dalla ditta che ha costruito l autostrada e che ha usato come materiale di riempimento la collina della motta insieme ai resti dei fabbricati la scomparsa di questo paese dopo il terremoto del 1659 ha sicuramente molto influenzato la storia successiva di stefanaconi riscoprire dunque la vita di questo piccolo centro è molto importante per la ricostruzione della storia di stefanaconi che ne ha assorbito i territori e gran parte dei sopravvissuti l alluvionedel 3 luglio 2 0 0 6 a bbiamo vissuto soltanto il mese scorso ed in prima persona la tragedia dell inondazione che ha seminato morte e distruzione nel territorio della provincia di vibo valentia per prima cosa rivolgiamo un pensiero alle povere quattro vittime che hanno pagato con la loro vita errori che potevano e dovevano essere evitati a stefanaconi fortunatamente non abbiamo avuto vittime se non lo sven turato pastore rimasto folgorato con il suo gregge nel territorio del nostro comune contiamo però i danni alle case alle colture ed agli animali d allevamento molti di noi spalano a distanza di tempo il fango tentando di recuperare più cose possibili e quantificando i danni avuti i problemi legati alla pessima progettazione e dalla ancora più pessima non è corretto ma dà il senso segue a pag 2 · · · · · australia stefanaconi friends 15 luglio 2006 6 agosto 1945 hiroshima stefanaconi 1°simposio di scultura 19-08-06 xiv sagra del pane 8 settembre 1905 il terremoto

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p agina 2 www prolocostefanaconi com ilcampanile il campanile è aperto alla collaborazione di tutti foto e manoscritti devono pervenire alla sede della pro loco sita in piazza santa maria oppure alla e-mail ilcampanile @prolocostefanaconi.com e-mail presidente@prolocostefanaconi.com ilcampanile@prolocostefanaconi.com sagra@prolocostefanaconi.com staff@prolocostefanaconi.com serviziocivile@prolocostefanaconi.com comitato di redazione nicola arcella giovanni battista bartalotta redazione anna arcella nicola arcella anna bartalotta giovanni battista bartalotta pasquale bruzzano gianluca d antino impaginazione e grafica giovanni battista bartalotta stampa fotocopiato in proprio indirizzo piazza santa maria s.n 89843 stefanaconi vv tel 0963-508192 fax 0963-508192 bacheca piazza della vittoria bacheca piazza della madonnina l acqua portatrice di vita e di morte l alluvione del 3 luglio 2006 un disastro annunciato e che potrebbe ancora ripetersi realizzazione della costruendo tangenziale est ricadono sempre e solo sulla popolazione di stefanaconi nessuna opera seria di convogliamento delle acque piovane nessuna opera di consolidamento del terreno nessun albero è stato piantumato perché dobbiamo avere queste tragiche ripercussioni solo noi di stefanaconi con questa strada perché a suo tempo non si è fatto ricorso alla tanto decantata ed osannata democrazia partecipata per chiedere il parere della gente dobbiamo forse attendere che succeda l irreparabile prima che si prendano seri provvedimenti di messa in sicurezza del sito un altro regalo ereditato gentilmente è il fiume di fango che si riversa sulla provinciale che porta a vibo e che inonda puntualmente il nostro paese un altro grosso problema molto serio che ridente sant onofrio basta uno scroscio d acqua e ci troviamo con il paese immerso e coperto di fango le strade trasformate in fiumi in piena dove per percorrerle bisogna fare uso di barche e non di auto abbiamo permesso che a casa nostra senza nessun vantaggio per la collettività si realizzasse un opera che non sarà a nostro avviso mai completata e se lo fosse speriamo come detto in altre occasioni che venga adeguatamente messa in sicurezza grazie ad essa ci sarà più difficile raggiungere vibo ed i tempi di percorrenza della tratta saranno maggiori per ultimo diamo un occhiata alla foto sotto riprodotta essa si commenta da sola ed è molto eloquente al posto del muretto che doveva proteggerci da eventuali voli nel burrone sottostante spazzato via dalla furia distruttrice dell acqua come per incanto ed a soluzione di ogni pericolo ecco spuntare un nastro segnalatore colorato che ha l ingrato e difficile compito di preservarci da incidenti avremmo preferito che venisse montato un robusto efficiente e pratico gard-rail sicuramente meno appariscente di un nastro variopinto i pericoli sono imminenti non potranno essere scongiurati dalla presenza del nastro segnalatore però i suoi brillanti colori che presto sbiadiranno nel tempo risulteranno essere gradevoli alla vista di chi è costretto a percorrere quotidianamente questa strada almeno per ora nicola arcella e g.b bartalotta ci sembra sia stato sottovalutato è lo sprofondamento in corso a cui è soggetta la sede stradale nella curva del macello vecchio provate a dare un occhiata al fosso ed allo strapiombo creatosi dopo le ultime devastanti piogge schiere di dotti ingegneri e sapienti tuoneranno dicendo che non esistono reali ed imminenti pericoli se malauguratamente dovesse accadere l irreparabile costoro saranno nelle loro comode case al sicuro lontano da stefanaconi a noi non rimane che leccarci le ferite e per raggiungere vibo saremo costretti a compiere un bel giro panoramico di 12 km passando per la

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a nnoxiv agosto 2 0 0 6 pagina 3 programma della xiv settimana dell emigrato 18 agosto 2006 ore 20,30 villa elena conferenza sull emigrazione tra i vari aspetti sul tema dell emigrazione affrontati antonio tripodi relazionerà sul tema l emigrazione in calabria dal secolo xvi al secolo xx luciano prestia segretario provinciale della uil affronterà il tema l emigrazione nel terzo millennio anna arcella affronterà il tema stefanaconi e l emigrazione francesco defina descriverà il suo prossimo libro u bisognu ti caccia d à casa nella stessa serata diversi pittori esporranno le loro opere rinnovando l iniziativa presentata la scorsa edizione stefanaconi in cornice esposizione di quadri d autore nel corso della serata sarà distribuito il numero estivo de il campanile periodico della pro loco stefanaconi motta san demetrio 19 agosto 2006 ore 20,30 piazza santa maria xiv edizione della sagra del pane serata di gastronomia canti balli e musica rinnovando l esposizione artigianale con stand provenienti dalla provincia l iniziativa rientra nel progetto l artigianato locale in vetrina 20 agosto 2006 ore 17,00 piazza della vittoria 2° raduno di auto d epoca con la partecipazione e la collaborazione dell asi provinciale di vibo valentia australia un brindisi in nostro onore dai nostri compaesani d oltreoceano i l comitato di s nicola fondato da molti anni dagli stefanaconesi di altona in australia anche quest anno ha organizzato l oramai irrinunciabile ritrovo degli stefanaconesi e degli altri amici calabresi ancora fortemente legati al loro paese d origine si è tenuta sabato 15 luglio 2006 una bellissima festa che i nostri compaesani d oltreoceano hanno voluto dedicare a tutti gli stefanaconesi residenti nel loro loco natio hanno cenato e brindato alla nostra salute più di trecento partecipanti ricordando i bei tempi della loro vita vissuta nella loro stefanaconi ad un certo punto della serata il presidente del comitato san nicola filippo franzè ha ricevuto la telefonata del nostro sindaco fortunato griffo che ha portato il saluto di tutta la comunità stefanaconese per i nostri compaesani d australia è stato quello un momento particolarmente emozionante come mi ha raccontato felice mia cugina bartalotta rosa la pro loco stefanaconi vuole cercare di ridurre le grandi distanze geografiche che ci separano spedendo alcune copie del campanile ma i fondi a disposizione sono pochissimi se qualcuno vuole ricevere il campanile via e-mail non abbiamo invece grandi problemi a provvedere segnalateci il vostro indirizzo e-mail a ilcampanile@prolocostefanaconi.com saluti a tutti gli emigrati dalla pro loco gli antichi mestieri i misteri i na vota di francesco defina e facìa la capillara e girava nto paisi tuppi e trizzi di cotrara accattava pè nu misi nc era cicciu di lu mali chi venia di li muntagni carriava chili i sali lu vindìa nta li campagni e scindìa d i gutumàri nu bon omu monacuni chi cu modi e cu maneri jia fricandu a li cazzuni cu la scusa da ndulgenza nci futtìa li deci liri pè na missa cu decenza oltri cento volìa avìri sarti fini troppitari muraturi falignami cu la crita li vasari si mpastavanu li mani sti misteri jiru arrassu scumpariru comu nigghia mo chi vinni lu progressu no nc è nujia meravigghia s enza dittu e senza fattu scumparìu lu coddararu e sciancaru lu cuntrattu l arrotinu e l umbrellaru lu fotògrafu gridava ngrandiscitivi i ritratti e li strati curriava lu pisciaru mmenz è gatti nc era puru lu seggiàru fatigava pè li spisi jieu li seggi vi riparu garantitu pè sei misi e ndo giorgi cu la tila nta lu caddu di la stati jia cercandu ncuna lira di li schietti o maritati nc era ancora a zzè cuncetta chi scindìa di li costeri subba a testa na cascetta cu li ferra du misteri

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p agina 4 di anna arcella ilcampanilecla p olitica os è quale l attributo che più le si confà nel linguaggio dialettale stefanaconese nei comportamenti e negli scritti di alcuni grandi le risposte la politica intesa in senso proprio è la scienza e l arte di governare lo stato in senso figurato è il comportamento improntato ad accortezza e ad astuzia in vista di un più facile raggiungimento dei propri fini quella di chiamare i cittadini alle urne ogni anno sia pure per motivi diversi può ormai essere ritenuta consolidata abitudine per la propaganda elettorale spazi sempre più ampi vengono occupati dai più sofisticati mezzi attuali di comunicazione pur rimanendo in uso quelli tradizionali sindi nesci sempi cu chija politica sporca sua quandu parra avi na macchiavella chi t ammaga per indicare una persona furba ipocrita molto abile a condurre un discorso in suo favore ci si esprime così nel nostro dialetto saverio strati lo scrittore calabrese di sant agata del bianco a santiceju protagonista del suo romanzo il diavolaro servendosi di un termine volgare fa dire che la politica è paragonabile ad una donna di facili costumi franco costabile lo sfortunato poeta lametino morto suicida nel 1965 in racconto elettorale abbozza in versi la figura dell uomo politico alle 10,30 in piazza tante tante promesse lamezia sarebbe diventata una seconda california come per una magia pareva già di vedere sorgere cimiteri nelle frazioni di montagna che ancora ne erano prive le strade tutte asfaltate illuminazione elettrica dovunque piantagioni di alberi dalle lunghe e profonde radici avrebbero impedito al terreno di franare l onorevole alle 12,00 alto come il sole lo videro fermarsi in mezzo ai paesani e sorridere sparire nella polvere del seguito nel suo principe reso noto manoscritto nel 1513 e dato alle stampe nel 1532 cinque anni dopo la sua morte nicolo machiavelli preso atto della particolare situazione dell italia del tempo divisa in tanti piccoli stati in perenne lotta tra loro realisticamente afferma che l unificazione come era avvenuto in francia e spagna poteva aver luogo soltanto svincolandosi dai principi della morale e della religione l aforisma che il fine giustifica i mezzi vale solo per quel particolare periodo storico il cinismo che taluni critici rimproverano al machiavelli probabilmente come in ogni buon toscano spesso occulta una profonda amarezza scrive indro montanelli a questo fiorentino sepolto nel tempio di santa croce della sua città il poeta ugo foscolo nei suoi sepolcri dedica alcuni versi il monumento vidi ove posa il corpo di quel grande che temprando lo scettro a regnatori gli allor ne sfronda ed alle genti svela di che lacrime grondi e di che sangue i buoni sentimenti non fanno i buoni governanti il fine giustifica i mezzi cioè ogni azione anche la più nefanda diventa legittima quando la si compie per accrescere la potenza di uno stato ed estenderne l egemonia il nemico va annientato a qualunque costo e con qualunque mezzo chi minaccia il principe deve essere eliminato o messo in condizione di non nuocere il veleno è un ottima risorsa per ridurre al silenzio gli oppositori montanelli già menzionato arricchisce il ritratto da lui ideato riportando alcune considerazioni del filosofo francesco bacone dobbiamo essere grati al machiavelli e agli scrittori come lui che ci hanno detto senza peli sulla lingua quello che gli uomini fanno e non quello che dovrebbero fare machiavellico e machiavellismo diventarono termini alla moda anche fuori d italia ed entrarono inoltre a far parte del lessico popolare come si è visto dalle citazioni riportate in apertura di questo scritto a proposito della politica alla pagina 11 del suo volume storia d italia dal 1871 al 1915 benedetto croce così si esprime si sa che la politica è quella che è e chi prova ripugnanza a certi accomodamenti a certe maniere a certe qualità di persone ben si comporta col trarsene da parte o farne solo quel tanto che può senza ripugnanza sia per rispetto verso se stesso sia perché tutto il rimanente non potrebbe per mancanza di attitudine farlo se non controvoglia e goffamente al di sopra della porta interna che al termine della prima rampa di scale dava accesso alla facoltà di magistero dell università di messina si leggeva una frase in lingua latina assai significativa l uomo fa il luogo e non il luogo l uomo a nostro avviso la politica in sé non è né sporca né pulita le sue qualità positive o negative rispecchiano quelle delle persone che la mettono in atto che si possa fare politica pulita in italia come modello come esempio da imitare basta un nome giorgio la pira siciliano di nascita 1904 fiorentino di adozione dopo aver conseguito la laurea in diritto romano con lode e dignità di pubblicazione presso l università di messina a conclusione di una lettera inviata a papa pio xii il 10 maggio 1958 così scriveva se devo restare nell agone politico la mia divisa resta sempre più precisata combattere difendere gli oppressi tutelare il pane dei deboli sventare le insidie dei potenti alla sua morte avvenuta il 7 novembre 1977 in firenze molto sinceri gli elogi da parte dei rappresentanti delle istituzioni ma anche da gente semplice in piazza della signoria il sindaco gabbuggiani rivolse il suo saluto tra le altre ebbe questa significativa espressione ai grandi appuntamenti del nostro tempo giorgio la pira non è mai mancato spesso anzi li ha anticipati egli ha reso grande servizio a firenze ponendo a disposizione tutte le sue energie morali intellettuali e spirituali animato dal profondo convincimento ­ come diceva ­ della missione che la città era chiamata a svolgere nel contesto mondiale il 17 novembre l onorevole pietro ingrao presidente della camera pur essendo militante di un partito diverso fece di la pira un degno elogio cui si associò

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a nnoxiv agosto 2 0 0 6 pagina 5 l onorevole tina anselmi allora ministro del lavoro la pira fu l uomo del dialogo tra culture diverse la figura che contribuì ad abbattere steccati con grande coraggio anche in tempi di gravi divisioni nel mondo certo tutto ciò discendeva prima di tutto dalla speranza religiosa che lo animava dal suo messianesimo ma anche dall intuizione dei profondi rivolgimenti che la nostra epoca portava con sé dalla consapevolezza della irruzione di forze nuove sulla scena e quindi della necessità di stabilire contatti tra mondi diversi addirittura opposti giorgio la pira aggiunse tina anselmi ha taciuto è vero in questa legislatura per l incalzare del male ma chi gli è stato vicino ha potuto comunque verificare come mai sino alla fine si sia attenuata in lui la sensibilità per le ansie e le aspirazioni della nostra società e dei popoli di tutto il mondo nella serena e coerente visione cristiana che ha ispirato ogni atto della sua vita e della sua milizia politica così che il suo pensiero e la sua azione costituiscono patrimonio fecondo cui attingere per la soluzione dei più gravi problemi che travagliano l umanità d oggi ribadendo il concetto che l uomo fa il luogo e non il luogo l uomo concludiamo segnalando per chi volesse approfondire quanto trascritto a proposito di la pira il testo da noi utilizzato amintore fanfani giorgio la pira ­ rusconi ­ milano v in ricordo del terremoto 8 settembre 1905 ogliamo come ogni anno rivolgere un pensiero a tutte le vittime di quel tragico evento che fu il terremoto del 1905 lo scorso anno abbiamo ricordato il centenario di quella catastrofe con la celebrazione di una messa in suffragio dei morti di quell 8 settembre 1905 la messa è stata celebrata in piazza vittoria proprio sotto la croce che simboleggia il luogo dove quelle 66 vittime furono collocate prima di essere trasportate al cimitero il momento più toccante è stato quando don salvatore ha ricordato tutti i morti scandendone i nomi uno per uno alla messa è seguito un interessante convegno sul terremoto che si è tenuto nella chiesa matrice al convegno hanno partecipato nicola arcella presidente della pro loco l ins anna arcella storica il prof antonio ietto docente di geologia all università della calabria il geologo giuseppe lococo l arch gabrio celami docente di urbanistica all università della calabria l arch rosaria di renzo dirigente protezione civile del comune di vibo valentia il sindaco di stefanaconi arch fortunato griffo francesco defina presidente del circolo degli anziani di stefanaconi coordinatore del convegno è stato il giornalista salvatore berlingieri da corollario al convegno una mostra fotografica organizzata dalla pro loco stefanaconi che documentava con gigantografie e particolari i danni estremi che quel tremuoto causò a stefanaconi e in quasi tutta la calabria nessuna costruzione rimase senza danni in quel tremendo sisma le chiese furono tutte distrutte e quindi per un certo periodo non furono idonee ad essere utilizzate per celebrare le funzioni religiose il 27 ottobre 1905 fu data comunicazione al prefetto di catanzaro di lato è riprodotto il documento che il 22 ottobre era stata iniziata la costruzione di una baracca chiesa proprio al centro dell attuale largo procopio nella nostra stessa situazione era anche piscopio non siamo riusciti a trovare una foto di questo luogo di culto provvisorio vorremmo esortare chiunque fosse in possesso di tale testimonianza di farcene una copia in modo da farla apprezzare da tutti la foto a sinistra è stata scattata pochi giorni dopo il terremoto ed inquadra l nterno della chiesa parrocchiale intitolata a san nicola e che si ergeva al posto dell attuale piazza della madonnina si può notare che la statua di san nicola che non ha subito danni era stata già rimossa la comunicazione della costruzione di una baracca chiesa.

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p agina 6 ilcampanilec era una volta il minifestival raccontare q uello cheedstiamo per un pò lo è potrebbe essere benissimo un fiaba in effetti se si tiene conto che tutte le favole che si rispettano cominciano tutte con il classico c era una volta anche la nostra storia comincia con il c era una volta ma non la bambina che si perdeva nel bosco o l orco cattivo che inseguiva i bambini ma semplicemente c era una volta il minifestival per i più giovani quelli per intenderci nati nell ultimo quarto di secolo la parola minifestival pur evocando almeno nella terminologia qualcosa che ha a che fare con la musica oltre questo non vanno ma per quelli di una certa età come il sottoscritto minifestival è un insieme di forti sensazioni di ricordi rimasti indelebili nella memoria e nella coscienza di ognuno minifestival evoca un tempo ormai passato in cui bastava poco per far divertire e divertirsi molti che l hanno vissuto nei tre anni che si è svolto da spettatori o da protagonisti non possono sicuramente fare a meno di pensare era sicuramente una bella cosa peccato che non si organizza più a quei tempi si parla degli anni settanta il sottoscritto con la collaborazione dei tanti amici del glorioso circolo a.g.s club galassia giovanni dinami nazzareno guastalegname nicola meddis g.b bartalotta francesco conidi e tanti altri avendo come sponsor il priore della congrega dell assunta si buttava a capofitto nell organizzazione del minifestival bisognava essere pronti per la sera del tredici agosto antivigilia della vigilia della festa dell assunta e noi si cominciava il primo di giugno si pubblicava un manifesto scritto rigorosamente a mano in cui c erano le regole per la partecipazione e quindici giorni dopo i bambini di allora oggi maturi padri e mamme di famiglia venivano a frotte per iscriversi a cantare molti sapevano a memoria le canzoni dello zecchino d oro d allora molti non le conoscevano altri erano stonati molti si vergognavano spinti dall orgoglio del padre o della mamma di turno ma tutti partecipavano con entusiasmo supportato nella parte musicale dal complesso locale che faceva capo a pino cugliari oggi affermato ingegnere insegnante che suonava la chitarra con lui c era lino loschiavo alla batteria pino isaia al basso e franco alvaro alle tastiere chi vi parla aveva l improbo compito di dettare i ritmi e i tempi della preparazione ascoltando i bambini correggendo la voce e le musiche curando particolarmente i più dotati e inserendo nel coro chi per un verso o per un altro non riusciva ad esprimersi al meglio nessuno era scartato tutti facevano parte della famiglia mi vengono in mente i tanti bambini e bambine d allora chiaramente non tutti ma ricordo particolarmente pasquale arcella rocco belsito teresa lopreiato rosaria bartalotta giuseppe fortuna carmela defina carmelina carullo caterina e maria luisa carullo già sindaco del comune di stefanaconi e tanti tanti altri che ora non mi sovvengono e a cui chiedo scusa se non riesco a menzionarli ma è passato tanto tempo la sera del debutto ricordo piazza della vittoria piena piena di gente parenti amici conoscenti semplici spettatori dei paesi vicini che venivano per la festa era tutto molto bello ed era bello quando sotto lo sguardo attento di una giuria appositamente nominata i bambini a turno si esibivano chia mati dal sottoscritto che novello pippo baudo presentava i di francesco defina concorrenti alla fine i primi tre classificati vincevano come trofeo una coppa tutti gli altri ricevevano un giocattolo e tutti erano felici e contenti o forse non tutti ricorda chi scrive le polemiche le diatribe che si accendevano alla fine dello spettacolo in merito alle decisioni della giuria che per alcuni apparivano cervellotiche o di parte avendo fatto vincere un concorrente piuttosto che un altro ma tutto ciò durava lo spazio di un giorno e l indomani già si parlava di quando avremmo fatto la seconda edizione incoraggiati soprattutto da chi la sera prima aveva fatto tante diciamo polemiche per non essere riuscito a piazzare nei primi tre posti il figlio o il nipote ah dimenticavo i compensi la congrega a quei tempi per la manifestazione elargiva la somma di seicentomila lire di queste trecentocinquantamila servivano per il fitto dell amplificazione presso la ditta lucà di vibo centomila e non sempre venivano equamente divise tra i componenti del complesso e centocinquantamila lire venivano spese per le tre coppe e per i giocattoli al sottoscritto toccava di rigore per tutto il lavoro svolto un panino e una birra rimaneva tanta fatica e tanto stress che allora non si conosceva ma era tanta la soddisfazione nel vedere tanti bambini accomunati dallo stesso interesse per la musica impegnati seduti sui gradini del mignano a gustare vicendevolmente i giocattoli ricevuti in dono o le coppe avute come premio per la vittoria ricordo anche le lacrime degli sconfitti la gioia dei vincitori l entusiasmo nell affrontare la gara la cura dei vestitini i baci dati e ricevuti gli omaggi floreali che arrivavano sul palco chissà da dove e le emozioni forti nel presentare uno spettacolo con tetè licastro che spettacolo lo era già per la presenza di tanti bambini belli a vedersi e da gustare come ricordo lucido con sofferenza la presenza appartata e discreta di due bambini un maschietto e una femminuccia che i genitori non avevano mai iscritti alla manifestazione e che invitati ad entrare e far parte sono corsi via piangendo ho saputo tempo dopo chi erano oggi sono anche loro genitori e di loro non può il sottoscritto rivelare i nomi per motivi d opportunità ma il ricordo resta indelebile come indelebile resta nella mente e nell anima la sensazione di aver regalato a quei bimbi d allora momenti intensi di serenità e di gioia saluto con affetto chi mi ha consentito con questo scritto di rivivere un momento particolare della mia vita giovanile uscita a3 vibo valentia zona industriale 89843 maierato vv tel e fax 0963253564

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a nnoxiv agosto 2 0 0 6 di nicola arcella pagina 7 i° torneo di calcetto un calcio a chi c ertamente non alle imminenti vacanze a coronamento di un lungo anno pieno di attività molto impegnativo che ha messo a dura prova le capacità dei ragazzi giorno 3 giugno alle ore 9,30 presso il centro sportivo polifunzionale di stefanaconi gestito dalla cooperativa sviluppo si è svolto il i° torneo di calcetto scuola media il maltempo non ha fermato i calciatori che si sono sfidati all ultimo pallone per aggiudicarsi gli ambiti trofei messi in palio alla presenza di tanti spettatori sugli spalti compagni di classe e professori la partita di esordio ha visto scontrarsi la squadre a formata da bartalotta giuseppe matina francesco patania nicola fortuna pietro kerrara zakaria e la squadra b composta da d angelo antonio galeano antonio arcella simone tamburro gianfranco e defina nicola la prima partita ha visto vincere la squadra b che così si assicurava un posto in finale con il punteggio di 3-2 l altro incontro vedeva contrapporsi la squadra perdente a contro la formazione c che schierava questi giocatori staglianò giuseppe foti domenico lopreiato filippo cascas onofrio e virdò antonio vista la posta in palio la partita ha sùbito messo in evidenza un agonismo vero mai sfociato in cattiveria dimostrando quanto corretti siano stati tutti i giocatori dopo un incontro duro maschio giocato a viso aperto vinceva ai calci di rigore la squadra a che accedeva alla finale dopo pochi minuti di sosta vista l impazienza dei giocatori l arbitro dava il fischio d inizio alla finale le squadre trascinate dall entusiasmo dei tifosi si battevano senza esclusione di colpi leciti il derby dell anno si è disputato in un clima rovente nessuno voleva perdere alcune individualità di valore hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra la partita è terminata con il punteggio di 4-2 ai calci di rigore a dimostrazione di un equilibrio di gioco e di valori tecnici l arbitro coadiuvato dal guardalinee non ha avuto compito difficile il duo arbitrale infatti ha saputo mantenere le partite nei binari della correttezza sportiva dimostrando grandi capacità di conduzione alla fine i trofei sono stati così assegnati i° posto alla squadra b e il il° posto alla squadra a mentre la targa per il giocatore più corretto è andata a filippo lopreiato offerta dalla pro loco tutti felici e contenti chi più e chi meno e a farsi una doccia per evitare di prendere un malanno al di là dei risultati ci ha contagiato l entusiasmo dei ragazzi che con la loro spontaneità ci hanno dimostrato che vincere non è indispensabile la giornata sportiva ha insegnato tanto ai giocatori ma anche a chi pur non giocando li ha apprezzati per l impegno e la passione in un momento di crisi profonda del mondo pallonaro professionistico a pochi giorni dall entusiasmante vittoria ai mondiali di germania è indispensabile trasmettere ai ragazzi i veri valori dello sport agonismo rispetto lealtà solidarietà correttezza sacrificio e sudore sono le parole magiche che faranno diventare forse non tutti fuoriclasse ma sicura mente uomini veri e seri questo è quello che chiediamo ai nostri ragazzi non tutti dotati per essere dei campioni ma uomini perbene in grado di affrontare la sfida della vita questa è la scommessa alla quale tutti devono ambire per il raggiungimento di questo ambizioso traguardo giornate come queste sono pietre miliari che forgiano il carattere dei ragazzi basandolo sulle regole della sportività la pro loco stefanaconi in tutto questo sarà sempre presente collaborando molto modestamente con l istituzione scuola preposta all educazione ed alla formazione dei futuri cittadini e questo un compito che chi preposto stà assolvendo in pieno onorando il difficile ruolo di educatori per il quale è stato prescelto chiudiamo con l esaltare lo sport quello genuino amatoriale quello che unisce e non divide qualunque sia il risultato a tutti i calciatori vincitori e vinti gli auguri di buone vacanze che estendiamo anche a chi pur non avendo giocato avrà altre occasioni per dimostrare la bravura in altre discipline così come pure a tutti i professori grande evento nella scuola calabrese ore g iorno 8 giugno allestata19 presso il valentianum di vibo valentia è rappresentata l opera classica il flauto magico di mozart la rappresentazione organizzata in collaborazione tra l istituto comprensivo di sant onofrio ed il conservatorio torrefranca di vibo valentia rientra nelle attività deliberate dal collegio dei docenti dell istituto comprensivo statale di sant onofrio che ogni anno elabora un progetto dedicandolo alle varie tematiche della cultura quest anno la tematica prescelta è stata la musica intesa come linguaggio alternativo e quale migliore occasione della rappresentazione del flauto magico del genio salisburghese w.a.mozart anche in considerazione che quest anno ricorre il del 250° anniversario della sua nascita per la prima volta nella storia della scuola calabrese si è pervenuti ad una attività svolta in collaborazione tra una scuola di base ed un conservatorio grande quindi non solo l impegno dei docenti coinvolti nel lavoro prof.ssa panebianco marilena e mimma lopreiato per l istituto comprensivo statale e giovanna maresta per il conservatorio ma grande anche la soddisfazione dei due dirigenti elisa masè per l istituto comprensivo statale e antonella barbarossa per il conservatorio che si aspettano dalla sfida culturale posta in atto un risultato coinvolgente ed altamente formativo non solo per gli alunni ma per tutta la comunità per i molteplici messaggi che la stessa rappresentazione invia e tra questi e non certo per ultimo l utilizzazione della cultura quale forte antidoto ai mali calabresi della cultura intesa come infrastruttura immateriale necessaria per lo sviluppo di una regione.

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p agina 8 di anna bartalotta ilcampanile un mondo che non vuole sapere un nuovo sole si accese nel cielo la bomba atomica i bambini uccisi dalla fame e dalla sete l onu ogni ora nel mondo muoiono 1.200 bambini le promesse dimenticate dai ricchi hiroshima 6 agosto 1945 il primo tentativo dell uomo di annientare se stesso ome è giusto ogni anno ricordiamo la morte di quei milioni di ebrei sterminati dalla germania nazista nei ono sicura che molte persone non conoscono la vera campi di concentramento con il solo pretesto di appartenesituazione della gente in africa in particolar modo quel re ad una razza considerata inferiore diamo però ben pola dei bambini ogni ora muoiono a causa della fame 1.200 co risalto alle centinaia di migliaia di vittime provocate bambini in altre parole per avere un idea più immediata dalle esplosioni delle bombe atomiche sganciate dagli della portata della tragedia ricordiamoci dello tsunami che americani sulle inermi popolazioni civili di hiroshima e dall oceano indiano ha strappato la vita a circa 300.000 per nagasaki il pretesto fu quello di far terminare la ii guerra sone dunque i mille e duecento bambini che ogni ora mondiale anche in oriente il 6 agosto alle otto e tredici muoiono equivalgono alle vittime di tre tsunami al mese minuti dall aereo pilotato dal colonnello tibbets dall altutti i mesi dell anno ma la situazione è un po diversa lo tezza di 8.000 metri la bomba atomica fu sganciata sulla tsunami è una catastrofe naturale non governabile la povertà città giapponese di hiroshima in qualche frazione di sepotrebbe invece essere sconfitta dall uomo alcuni anni fa i condo 86.000 persone arsero vive 62.000 subirono gravi governi di tutto il mondo hanno stretto un patto contro la ferite e milioni di edifici furono ridotti ad un cumulo di povertà avendo come scopo quello di liberare gli uomini le macerie dal risucchio del vuoto d aria causato dalla bomdonne e i bambini dalla fame entro la fine del 2015 la situa ba altre 90.000 persone morirono nelle settimane succeszione sta però iniziando a peggiorare l onu infatti sostiene sive milioni di persone delle future generazioni soffriroche se il progresso dal 1990 ad oggi avesse sostenuto quello no a causa della radioattività sprigionata da quelle esplodegli anni 80 allora sarebbero morti 1,2 milioni di bambini sioni che causò leucemie mutazioni genetiche e malforin meno ciò ci fa capire il totale fallimento degli obbiettivi mazioni fisiche l esplosione rase al suolo dodici chiloche si erano proposti diciotto paesi sono retrocessi nella metri quadrati di territorio trasformandoli in un vero e graduatoria dell indice di sviluppo umano e per tirare le proprio cimitero tra le cause del massacro figura anche il somme si può capire che il fallimento dello sviluppo umano fatto che nessuno poté essere aiutato perché non solo furosi tradurrà in un gran numero di morti inutili no rasi al suolo gli ospedali ma vi furono tra le vittime per terminare volevo precisare che quanto ho scritto non è tantissimi medici alla bomba è stato dato il nome di stato inventato dalla sottoscritta ma è frutto di numerose little boy ragazzino e l aereo destinato a trasportare ricerche penso infatti che è la morte venne battezzato doloroso ascoltare alla tele enola gay perché così si visione episodi come la morchiamava la madre del cote del piccolo tommy o delmandante la scomparsa di denise ma gli storici hanno successivaè importante sapere anche mente tentato di giustificare il ciò che avviene al di fuori lancio di quelle bombe con la del nostro paese sostengo conclusione della guerra però inoltre anche se è più facile secondo me nulla può giustidirlo che realizzarlo che il ficare quella violenza inaudita numero dei bamibini morti a contro una città inerme piena causa della fame potrebbe di ospedali di bambini di dimezzare grazie in particoanziani e di donne fu un atto lar modo all intervento dei di estrema crudeltà e non ha paesi più ricchi che ora importanza che siano gli ame sguazzano nella ricchezza ricani ad averlo commesso è pensando solo ai propri intetutta l umanità che deve capihiroshima dopo l esplosione della bomba atomica ressi economici gli aiuti re che quella strada è sbainternazionali sono infatti gliata la violenza sulla popouna delle armi più efficaci nella lotta alla povertà lazione civile è assolutamente assurda una vera e propria per meglio capire la portata dell ingiustizia che l uomo barbarie ricordare le vittime di hiroshima e nagasaki è commette nei confronti dei suoi simili riporto una tabella essenziale e importante che noi giovani comprendiamo che mi sembra estremamente significativa e particolarmente quanto le invenzioni dell uomo se usate in modo improincisiva l ingiustizia in cifre prio possano diventare pericolose per l intera umanità le spese militari mondiali in un anno sono 780 miliardi di e quindi necessario ricordare questi episodi che hanno dollari per eliminare il debito dei 49 paesi più poveri ne segnato terribili pagine di storia affinché certe situazioni servirebbero solo 30 miliardi per eliminare le mine antiuo potenzialmente sempre riproducibili non si ripetano mo sparse dovunque servirebbero 2 miliardi per lottare con volevo concludere questa mia breve riflessione riportando tro l analfabetismo servirebbero 5 miliardi per favorire a il pensiero espresso da albert einstein a proposito della tutti l accesso all acqua servirebbero 19 miliardi per com bomba atomica ci sono due cose infinite l universo e battere la fame e la malnutrizione basterebbero 19 miliardi la stupidità degli uomini ma della prima non sono sicuro s c

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a nnoxiv agosto 2 0 0 6 pagina 9 u istituto della biblioteca calabrese nica biblioteca monotematica di cultura regionale la biblioteca calabrese sorta agli inizi degli anni ottanta a soriano calabro costituisce ormai un importante ed essenziale punto di riferimento per gli studiosi di cose calabresi ma perchè specializzata e perchè poi calabrese come gesto d amore alla calabria bella e sventurata in spirito di orgoglioso servizio e la voglia di dare un segnale culturalmente forte e civilmente chiaro la calabria dei profeti e degli utopisti la calabria che non si rassegna ad essere la terra della ndrangheta e della disperazione del più basso reddito e del più alto indice di disoccupazione la calabria isola di infelicità che non si arrende e spera nel riscatto per la concordia dei suoi figli voleva e doveva essere l unico tema di approfondimento e di studio e così e stato il primo nucleo costituito in seno al centro culturale del folklore delle tradizioni popolari di soriano con alcuni fondi librari dono di famiglie e studiosi si e andato arricchendo ed ispessendo nel tempo con ulteriori donazioni ed acquisti mirati sul mercato della editoria corrente nazionale ed estera e nelle biblioteche di tutta italia per assicurarle una vita tranquilla e fondi adeguati potenziarla arricchirla di servizi e delle moderne tecnologie si e costituito per iniziativa di un gruppo di amici e studiosi un associazione culturale autonoma l istituto della biblioteca calabrese al quale hanno aderito la regione calabria con la l.r 19/1995 la provincia di vibo valentia la comunità montana dell alto mesima ed il comune di soriano oggi la biblioteca possiede oltre 15.000 volumi e più di un migliaio di testate periodiche cessate o in corso oltre a numerosi manoscritti atti documenti brevi pontifici ed episcopali il suo punto di forza e costituito dal solido e puntiglioso aggiornamento che consente di offrire agli utenti un panorama bibliografico il più ampio e completo possibile si e dato l avvio alla formazione di un archivio fotografico e di una videoteca che raccoglie documentari e film di autori o su temi calabresi e stato infine costituito il gabinetto delle stampe e dei disegni calabresi attingendo al raro e costoso mercato dell antiquario di pari passo con l accrescimento del patrimonio bibliografico e andato crescendo il numero dei frequentatori a testimonianza della validità della istituzione e della efficienza del servizio il direttore della biblioteca calabrese è il prof nicola provenzano l apertura è prevista in tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 12,00 i matina sindaci nei secoli di gianluca d antino e g b bartalotta al tempo dei famosi catasti n el 1745 stefanaconi era amministraonciari ta dal sindaco virgilio matina che abitava nella contrada avanti la croce virgilio amministrò per un anno come era in uso in quegli anni insieme a due assessori eletti dal popolo le elezioni avvenivano in piazza ed essendo quasi tutti analfabeti il voto era espresso oralmente le elezioni dovevano essere confermate dal nobile proprietario di stefanaconi duecentoventicinque anni dopo nel 1970 un pronipote di virgilio il dott nicola matina ricoprì lo stesso incarico del suo avo anche se per un numero maggiore di anni dal 1870 al 1984 riportiamo di seguito limitandoci ovviamente alla linea di padre in figlio per rendere più chiara la discendenza virgilio matina nato nel 1705 morto nel 1797 sindaco di stefanaconi sposa nel 1730 francesca lopreiato figlio figlio giuseppe matina sposa nel 1847 anna barbieri figlio nicola matina nato nel 1851 morto nel 1915 sposa nel 1883 rosa defina sposa nel 1889 giovanna barbieri figlio giuseppe matina nato nel 1750 sposa 1778 elisabetta dinami figlio giuseppe matina nato nel 1895 sposa nel 1925 anna griffo figlio nicola matina nato nel 1786 morto nel 1843 sposa caterina moscato dott nicola matina nato nel 1926 morto nel 1996 sindaco di stefanaconi sp 1960 annunziata emma colace da questo numero avete potuto notare una preziosa new entry tra i collaboratori del campanile e luca d antino torinese di nascita stefanaconese di adozione avendo sposato una nostra compaesana nonostante la giovane età luca è un profondo conoscitore di tutti i cognomi della nostra terra avendo sposato una matina ed avendo fatto una ricerca approfondita sul cognome della moglie chi più di lui può completare le notizie su questo cognome e che avevamo diffuso nel numero pasquale del campanile senza ombra di dubbio matina è la famiglia più numerosa dell intero stefanaconi nel corso dei secoli l albero genealogico che ho tracciato è qualcosa di mostruoso la presenza dei matina a stefanaconi è attestata già dal 1500 da alcuni atti notarili dei primi anni del 1600 si rileva la presenza di un paio di famiglie omonime anche a monteleone una di queste aveva possedimenti a motta san demetrio tutti i matina viventi a stefanaconi compresi i discendenti di quanti emigrarono discendono tutti da un unico capostipite damiano nato intorno al 1600 e marito di dorotea matina singolare anche il fatto che la moglie avesse il suo stesso cognome le famiglie matina agli inizi del 1600 erano cinque oltre a quella di damiano tuttavia si estinsero tutte dopo un paio di generazioni ad eccezione di quella di damiano da tre figli di damiano discesero i rami principali della famiglia quello di sivestro che si estinse nella seconda metà del 1800 quello di virgilio nonno dell omonimo sindaco di stefanaconi i figli del sindaco nicola sono gli ultimi di questo ramo gli altri si estinsero in linea femminile infine quello di giuseppe che è quello più numeroso di tutti tra i personaggi ragguardevoli ci sono i cugini sacerdoti don gerolamo di gabriele 1708-1777 e don felice di gabriele 1701 fra angelo di simone 1738-1818 di uno degli ordini mendicanti i fratelli antonio 1741 e giuseppe di simone 1751-1819 tra i primi confratelli della neonata congregazione del carmelo giuseppe di antonio 1778-1831 era soprannominato montagnese nicola di giuseppe 1811-1847 era invece soprannominato cerulicchio

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p agina 1 0 di giovanni battista bartalotta ilcampanile durante quella battaglia il dott giuseppe maria stilo fu fatto prigioniero dagli inglesi per arrivare alla fine a malta i l 4 luglio 2006 è stato celebrato il bicentenario della battaglia di maida questo mio articolo vuole ricordare a caldo il bicentenario di quella che fu la battaglia di maida tra l esercito napoleonico e quello britannico accorso in difesa dei borboni vedremo più avanti cosa c entra stefanaconi da alcuni mesi ho deciso di intraprendere un lavoro di ricerca maturata e stimolata dal desiderio di rendere omaggio alla memoria del dottore ettore stilon che ancora è ricordato tra i nostri compaesani non solo per le sue capacità mediche ma soprattutto per le sue qualità umane spero di pubblicare il libro che ne verrà fuori verso la fine del 2006 ringrazio anticipatamente il sindaco fortunato griffo che mi ha incoraggiato comunicandomi la volontà della sua amministrazione a volerlo pubblicare e distribuire gratuitamente a tutta la comunità il perché della battaglia di maida vi chiederete in questo articolo sarò più conciso ma nel libro che si intitolerà chi erano gli stilon sarò più preciso e dettagliato a quella battaglia partecipò giuseppe maria stilo fratello del nonno paterno di ettore stilon che fu fatto prigioniero dagli inglesi g m stilo finì il suo periodo di prigionia andando a finire a malta dove impegnò tutta la sua arte medica e dove richiamò il nipote saverio a cui molto probabilmente è intestata la via da cui discendono gli stilon che attualmente vivono a malta ma di questo me ne occuperò in modo ben più approfondito nel libro ritorniamo al 4 luglio 1806 quella battaglia fu combattuta nella piana sotto la cittadina di maida nella valle che porta al mare seguendo il percorso del torrente lamato correva l anno 1806 il regno di napoli era retto da giuseppe bonaparte fratello di napoleone mentre ferdinando iv di borbone viveva a palermo dove si era trasferito con la sua corte i britannici avevano sempre subito sconfitte in tutte le battaglie combattute su terra ferma contro l esercito napoleonico il terreno era in parte acquitrinoso e l esercito napoleonico superava in numero quello britannico 7000 contro 5000 perché in soccorso del gen renyer comandante dell esercito francese era accorso il duca di monteleone alla testa di 3000 uomini tra i quali il nostro novello dottore giuseppe maria stilo che nel 1806 aveva 21 anni e che stava facendo praticantato a stefanaconi e monteleone chissà quali altri nostri compaesani parteciparono a quella battaglia ma penso che questo dubbio non sarà mai sciolto da i briganti nel 1806 ovvero una spedizione nelle calabrie memorie di un aiutante di campo inglese scritto nel 1863 così l autore decrive gli eventi del 4 luglio 1806 il mattino della battaglia era uno de più belli e sereni ch io m abbia mai veduto in italia al levare del sole le masse gigantesche degli apennini le verdeggianti risaie i lussureggianti vigneti le città e i paeselli biancbeggianti di mezzo alla verzura i conventi solitari i castelli feudali le chiesuole rusticane i boschi ondeggianti tutto fu inondato da una luce di oro purissimo ma noi non ci demmo pensiero delle magnificenze ineffabili della splendida natura meridionale si del nemico soltanto in posizione davanti a noi e mentre i nostri tiragliatori già cominciavano a scaramucciar coi francesi noi non potevamo non pensare al sangue che dovea scorrere anzi che quel sole glorioso che c illuminava si rituffasse nella marina di come fu condotta la battaglia ne parlerò in modo più completo e più circostanziato sul libro alla fine la battaglia che durò poche ore ma lasciò sul campo molti morti fu vinta dagli inglesi che catturarono tra gli altri anche il nostro giuseppe maria stilo sul campo di battaglia secondo gli inglesi morirono 1.300 francesi e 327 inglesi secondo i francesi i loro morti furono 500 il colonnello oswald fu incaricato di assediare e conquistare monteleone che era presidiata dai reparti polacchi dell esercito napoleonico l impresa gli riuscì facilmente napoleone che non tollerò per nulla la sconfitta di maida proprio perché sfatava il mito dell invincibilità sulla terra dell esercito napoleonico ordinò al fratello giuseppe bonaparte di riscattare subito quella sconfitta bruciante e di vendicare quella vergogna e così diede incarico al generale massena di recuperare immediatamente le calabrie senza badare ai mezzi e ai costi poco appresso giunse nuova che regnier aveva investita crotone la quale dopo una strenua difesa dei calabresi era stata costretta a capitolare sotto le grosse artiglierie francesi grande fu la nostra indignazione all udire che il valoroso cavaliere del castagno era stato impiccato come traditore per ordine di regnier le cui truppe avide di lavar l onta di maida marciavano rapidamente lungo la spiaggia dell adriatico esse traversarono le montagne a francavilla disputando palmo a palmo il terreno alle masse ed alle bande di francatripa di frà diavolo benincasa mammone e giungendo a monteleone abbandonato dagl italiani e su cui sventolò la bandiera tricolore francese come dicevamo la battaglia di maida segna la prima sconfitta sulla terra ferma dell esercito napoleonico e rimase un momento importante nei ricordi degli inglesi al punto che tuttoggi a londra ci sono due vie a ricordo di quell evento maida yale e maida avenue per quanto riguarda il nostro giuseppe maria stilon fatto prigioniero nei pressi del centro abitato di maida viene portato prima a messina e poi in una prigione di guerra in inghilterra e in quella prigione che riscattò la libertà col suo impegno e con la sua professione medica ma soprattutto con la grande generosità ed altruismo dimostrato nel curare alla pari nemici ed amici ma per approfondire quest ultimo argomento vi rimando all uscita di chi erano gli stilon

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a nnoxiv agosto 2 0 0 6 di nicola arcella pagina 1 1 una via di stefanaconi è stata dedicata al giornalista mauro de mauro t anti sono stati i misteri nella storia antica e moderna dell italia delitti impuniti stragi senza colpevoli bombe senza mandanti che a distanza di anni non hanno chiarito le motivazioni centinaia di vittime che attendono una giustizia che non verrà una intera nazione attende e pretende che si faccia chiarezza su pagine cruente ed insanguinate avvolte da un alone di mistero da una fitta nebbia che ne impedisce la lettura e sulle quali inesorabilmente cade una spessa coltre di polvere a scandire lentamente il tempo che passa anni caratterizzati dallo stragismo definiti anni di piombo e di tensione per l uso indiscriminato della violenza che mieteva vittime ignare ed innocenti anni che nessuno dimentica perché macchiati indelebilmente dal sangue di gente inerme che non aveva nessuna colpa se non quella di trovarsi nel posto sbagliato su questi anni si è detto e scritto di tutto quello che però emerge ed allarma è il non aver fatto luce e chiarezza su tanti episodi delittuosi che ne hanno marcato il periodo da qualche anno a stefanaconi si è proceduto a ridisegnare la toponomastica il paese crescendo e sviluppandosi ha ampliato i suoi insediamenti che avevano l esigenza di essere individuati molti personaggi illustri hanno trovato menzione in questa nuova toponomastica politici de gasperi gramsci togliatti moro scrittori corrado alvaro ecc accanto a questi uomini illustri e famosi ce ne sono alcuni all apparenza meno noti gente che ha sacrificato la propria vita per un ideale e per il proprio lavoro personalmente ho salutato con piacere e grande condivisione l aver intestato una nuova via algiornalistamaurodemauro questo per richiamare alla nostra memoria uno dei tanti misteri italici rimasti irrisolti mauro de mauro giornalista del quotidiano siciliano l ora scomparso misteriosamente la sera del 16 settembre 1970 da allora non si è più saputo nulla di lui dopo più di 35 anni è stato riaperto il processo a palermo che ha come unico imputato il boss totò riina accusato d averlo sequestrato e poi fatto assassinare per molti cronisti questa vicenda rientra in quel lungo elenco di eventi definiti buco nero poiché a distanza di tanti anni non si è venuto a capo di nulla la matassa era ingarbugliata e tale è rimasta al momento della sua scomparsa il giornalista stava lavorando su un caso scottante molto complicato e misterioso infatti l incidente nel quale perse la vita il presidente dell eni enrico mattei è un altro degli italici misteri l imprenditore viaggiava con altre due persone sul bireattore morane saulnier 76 d schiantatosi al suolo allora un testimone parlò in un primo momento di esplosione dell aereo in volo in seguito ritrattò e poi negò completamente quanto dichiarato un pentito di mafia più tardi rivelò che l aereo esplose in volo poiché la famiglia di g di cristina aveva decretato la soppressione del manager il compianto sindaco di firenze g la pira amico del presidente dichiarò in una intervista ad enzo biagi dell incontro avuto con mattei pochi giorni prima dell incidente in questo incontro tra i due vecchi amici si parlò d affari e l imprenditore parlò dei contatti con i paesi arabi dei rapporti con la cina delle commesse per conto del senegal tramite il presidente l.s senghor delle potenzialità dei paesi dell america latina i due ebbero un cordiale incontro e salutandosi mattei invitò la pira ad accompagnarlo a roma in questo breve tragitto gli confidò le sue paure il sentirsi minacciato e la morte vicina dopo pochi giorni misteriosamente accadde la tragedia nell unica intervista che mattei concesse a biagi gli parlò della crescita industriale ed economica della pianura lombarda dell orgoglio per l incremento e l espansione della città da lui fondata costruita per i suoi dipendenti impiegati ed operai perché sosteneva che una volta smessi gli indumenti da lavoro tutti avevano il diritto d indossare una camicia pulita e bianca nella città sua creatura i figli degli uni erano a stretto contatto con i figli degli altri con gli stessi svaghi e divertimenti ritornando al caso de mauro la figlia julia raccontò che suo papà poco prima di scomparire aveva ricevuto l incarico da parte del regista f rosi di ricostruire gli ultimi giorni di mattei in sicilia dopo un mese dall incarico ricevuto del giornalista non si seppe più nulla pochi giorni prima della sparizione la figlia dichiarò in seguito che il padre le aveva confidato delle scoperte sensazionali a proposito del caso mattei alcuni mesi più tardi f rosi intervistato da e biagi ipotizzò che de mauro avesse scoperto delle verità compromettenti che lo avevano condannato a morte concluse la sua intervista asserendo che il giornalista aveva messo il piede sulla coda della vipera ed inevitabilmente questo è uno dei tanti italici misteri l elenco è lungo e l attesa per una soluzione sembra non avere speranza speranza è fiducia nel lavoro meticoloso e rischioso di tanti uomini impegnati ed al servizio della verità e della giustizia l augurio sincero da parte di tutti è quello che si arrivi a scoprire eventuali responsabilità e responsabili e che la spessa coltre di polvere spazzata via lasci il posto alla lucentezza della verità cadrebbe così il muro di gomma che si è innalzato e che impedisce di scoprire la verità solo così si chiuderebbero tanti tristi capitoli della storia dell italia repubblicana contrassegnata da luci ma soprattutto da tante tante ombre per chiudere un plauso all intero consiglio comunale che ha adottato con un deliberato tale provvedimento ci è stata data l occasione per parlare di uno dei tanti casi tabù che rientrano negli italici misteri

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p agina 1 2 ilcampanile col numero de il campanile di pasqua abbiamo iniziato questa nuova rubrica con l intento di portare a conoscenza di tutti ciò che alcuni stefanaconesi fanno e che ci dovrebbe far inorgoglire abbiamo iniziato con la genialità di domenico lopreiato e continuiamo in attesa che l idea attecchista meglio vogliamo insistere sul fatto che non sempre riusciamo noi della pro loco stefanaconi a venire a conoscenza di questi eventi per cui è importantissimo che siate voi lettori ad aiutarci segnalandoceli se non potete farlo di persona potete da il sole 24ore dell 1 giugno 2006 telefonarci al n tel 0963508192 o anche scrivere una e-mail a ilcampanile@prolocostefanaconi.com la lachesi da il quotidiano di domenica 20 novembre 2005 firenze il riconoscimento l l infermiera si è distinta nel campo della geriatria u n riconoscimento nel campo della gerontologia e geriatria lo studio dei fenomeni patologici propri dell invecchiamento e di quelli involutivi di funzioni organiche è stato assegnato con borsa di merito all infermiera serafina fiorillo di stefanaconi per la migliore comunicazione e il contributo scientifico customer satisfaction in un day hospital geriatrico la qualità valutata dall utente l occasione è stata il primo premio nazionale al 50° congresso nazionale della società italiana di gerontologia e geriatria la geriatria italiana 50 anni alla ricerca del nuovo che si è svolto a firenze nei giorni scorsi nel consegnare il premio marco trabucchi presidente della società italiana ha espresso parole di apprezzamento per la qualità del lavoro a vincere è stata una regione del sud ha affermato a dimostrazione che anche in queste realtà in cui la geriatria comincia a muovere i primi passi è possibile migliorare e costruire la rete dei servizi come previsto dal progetto obiettivo salute degli anziani il sesto corso multiprofessionale di nursing l infermiere in geriatria un ruolo centrale nella continuità assistenziale e una grande soddisfazione per il day hospi-tal geriatrico facente capo al dipartimento medicina dell invecchiamento dell as 8 di cui è responsabile il dott giuseppe battaglia una borsa di studio a serafina fiorillo articolo che segue è uscito su il sole 24 ore del primo di giugno 2006 e conferma l attenzione che i mass-media del settore rivolgono alle iniziative alle idee e ai prodotti della lachesi attiva ora anche negli usa la società creata dal nostro geniale compaesano domenico lopreiato alla luce delle recenti alluvioni che hanno portato morti e distruzioni nel territorio del vibonese ancora di più ci inorgoglisce constatare che le idee di uno dei nostri contribuiscono a prevedere e a prevenire catastrofi e lutti grazie a domenico per questa attività lavorativa intrapresa che grazie al suo estro contribuirà ad alleviare le pene di chi sfortunatamente è colpito da calamità naturali di seguito riporto l articolo apparso su il sole 24 ore occhio alla galleria tenere sotto costante controllo le gallerie e i tunnel conoscere in ogni momento lo stato della struttura rilevare eventuali cedimenti fessure deformazioni e ancora registrare il degrado che si verifica nel tempo e verificare il comportamento dell infrastruttura in caso di evento critico come un sisma o un incendio tutto questo è possibile grazie al cisterna loprom messo a punto e brevettato da lachesi società che fa capo all incubatore del politecnico di torino e partecipata da piemontech la holding finanziaria della fondazione torino wireless il sistema capace di operare con qualsiasi condizione climatica utilizza collegamenti wireless per trasmettere i dati in tempo reale sul telefono cellulare o sul computer palmare degli addetti alla manutenzione e alle centrali operative delle società che gestiscono strade e autostrade lachesi ha anche messo a punto la tecnologia renosystem per il monitoraggio remoto dei ponti anch essa basata su connessioni wireless su reti gprs e umts è stata sviluppata per misurare in particolare il fenomeno dello scalzamento l erosione che si verifica alla base dei piloni dei ponti durante le piene dei fiumi principale causa di perdita di stabilità e di crollo delle infrastrutture.

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a nnoxiv agosto 2 0 0 6 pagina 1 3 gli eventi della nostra microstoria stessi g li affetti,ille tradizioni,sembra ineluttabile una bellissima,insomma la memoria di noiricordotende ad essere dimenticata ed suo destino triste canzone francese che di avere ascoltato nella mia età giovanile canta avec le tempe avec le temp tout sen va col tempo sai col tempo tutto se ne va la tristezza ma anche la saggezza di queste parole colpiscono ancor di più chi come me non ha avuto il dono della fede e quindi a la certezza dell oblio assume il peso di un macigno ma rassegnarsi senza tentare di dare un piccolo contributo per il recupero della memoria questo no sono state queste considerazioni che mi hanno spinto a dedicarmi pur avendo una modesta cultura umanistica al recupero della microstoria del mio loco natio stefanaconi merita più di quanto gli diamo ci hanno vissuto i nostri genitori i nostri nonni in nostri avi di quest ultimi non ricordiamo neanche il loro nome ecco perché riscoprire la loro vita quotidiana è come riportarli in vita con noi per noi per i nostri figli per i nostri nipoti i primi atti da me consultati presso l archivio di stato di vibo valentia sono stati gli atti notarili dei notai di stefanaconi antonio santacatarina e domenico muscato mi ha subito colpito incuriosendomi fortemente la premessa che in ogni atto testamentario il notaio scriveva primamente essendo l anima più nobile del corpo e come tale devesi preferire a tutte le cose di questo mondo pertanto esso nome e cognome come buono e fedele cristiano raccomanda l anima sua all onnipotente e misericordioso iddio padre figliolo e spirito santo li prega che per l infiniti meriti del sangue preziosissimo sparso per esso unigenito figliolo signore nostro gesù cristo per la redenzione del genere umano si degni nel passaggio che farà l anima sua da questo mondo farla partecipe dell eterna gloria del paradiso invocando in suo aiuto la vergine santissima maria della consolazione gran madre di dio maria del lume il gran patriarca san giuseppe e san domenico il glorioso protettore san nicola s michele arcangelo e s angelo suo custode e tutti i santi e sante del paradiso li priega intercedere dalla divina pietà e misericordia la salute dell anima sua volendo ed ordinando che il suo cadavere sia perchè quella maria del lume venerata dai nostri avi in quegli anni del xviii secolo era così venerata al punto che era diventata parte normale di ogni testamento redatto con un atto ufficiale dal notaio e dove era posta la statua o l icona di maria del lume la mia curiosità è stata appagata dall ing antonio tripodi che ha prontamente risposto al mio messaggio di aiuto colgo qui l occasione per ringraziare pubblicamente nino tripodi per il suo appassionato sapere di tutto ciò che riguarda la storia e la microstoria della nostra regione e inesauribile il pozzo di conoscenza non solo storica che in lui alberga e che il sottoscritto ha la fortuna di poter attingere a piene mani un grazie ad antonio tripodi anche da parte della redazione de il campanile che ospitando i suoi scritti dà più lustro al nostro modesto giornale ma soprattutto contribuisce a recuperare la memoria perduta g.b bartalotta stefanaconi la cappella di santa maria del lume l di antonio tripodi a cappella con altare di santa maria del lume fu eretta nella vecchia chiesa parrocchiale dedicata a santa maria della consolazione per devozione dagli iscritti alla confraternita dell assunta che in quella aveva la sua sede l l giugno 1760 giorno di domenica si costituirono il prefetto mastro antonio bruzzise il primo ed il secondo assistente giuseppe foti e filippo dinami il cassiere stefano muscato il segretario magnifico paolo arcella il confratello infermiere nicola fururi il maestro dei novizi domenico foti il procuratore nicola lo preiato il sac carmine de fina ed altri diciannove confratelli i ventotto appartenenti alla confraternita affermarono davanti al notaio il sacerdote toccando il petto e gli altri toccando le sacre scritture il giuramento era prestato dagli ecclesiastici toccandosi il petto e dai laici toccando il libro del vangelo o della bibbia che per la loro grande devozione che hanno portato e tutta via portano alla beata vergine venerata col titolo di santa maria del lume avevano deciso di fondare nella chiesa della consolazione una cappella nella parte destra in corno epistolae con l obbligo della celebrazione di una messa ogni settimana in suffragio delle anime dei confratelli e delle consorelle congregati nella detta venerabile congregazione et congregandi in futurum et in perpetuum versando l offerta di un carlino 0,10 ducati per ciascuna ogni anno nel giorno della festa che nell istrumento non fu precisato il prefetto d accordo col padre spirituale e con i componenti della cattedra e con l assistenza di quattro fratelli più degni nominavano il cappellano per la celebrazione della detta messa settimanale con la preferenza per il padre spirituale se era disposto ad accettare l incarico per il mantenimento della cappella furono assegnati quattro censi enfiteutici che la confraternita esigeva ogni anno nel mese di agosto uno di due tomoli e tre quarti di grano bianco alla rasa e tre in danaro per la somma complessiva di 9,10 ducati e siccome le rendite assegnate erano superiori alle spese per le messe e per le necessità dell altare l avanzo sarebbe stato trattenuto a favore della confraternita l assenso vescovile per l erezione della cappella non tardò ad essere accordato la bolla fu emessa a mileto il 25 giugno 1760 non si hanno altre notizie della devozione a santa maria del lume essendo stata di breve durata perché ventitre anni dopo la fondazione della cappella il terribile flagello del terremoto del febbraio marzo 1783 col crollo delle chiese fece perdere anche il ricordo di tante pie istituzioni lasciate in eredità spirituale dagli zelanti antenati.

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p agina 1 4 ilcampanile istituto comprensivo statale di sant onofrio di scuola dell infanzia primaria e secondaria i° grado a scuola di sant onofrio ha completato brillantemente un progetto di assistentato linguistico ciò è stato possibile grazie al programma comenius riguardante l istruzione scolastica lo stesso è parte del programma socrates elaborato dalla comunità europea e riguarda in generale il campo dell istruzione e stato anche determinante il valido aiuto della prof.ssa falduto referente dei progetti europei in attività presso il centro servizi amministrativi di vibo valentia il principale obiettivo asserisce la dirigente scolastica dottoressa elisa masè che il collegio docenti si è posto è stato quello di migliorare le conoscenze linguistiche degli allievi di accrescerne non solo la motivazione ad apprendere le lingue ma anche l interesse nei confronti del paese della cultura dell assistente che appartenendo ad un paese della comunità europea contribuisce ad introdurre e rafforzare la dimensione europea sia nella scuola come nella comunità ospitante e quindi ad aprire la mentalità di tutti verso altri paesi ed altre culture oltre a questo obiettivo di grande valenza non solo didattica ma anche fortemente formativa gli alunni hanno avuto la possibilità di comprendere come la presenza di un assistente linguistico comenius sia il risultato di un programma europeo e costituisce -per gli studenti anche una dimostrazione tangibile dei vantaggi e delle potenzialità che ci sono nell appartenere all unione europea e quindi gli stessi possono proiettarsi già verso orizzonti lavorativi che superano i confini nazionali la giovanissima assistente linguistica che è stata assegnata alla nostra scuola proveniva dalla lituania e si chiama aurelija dauskurdyte la stessa ha portato una nuova dimensione nella comunità scolastica con programmi di studio più ampi con lezioni più vivaci con attività di conversazione in lingua madre si è inserita benissimo nella comunità scolastica e territoriale grazie all attività svolta dalla docente congestrì sua supervisore ed alla accoglienza di tutto il collegio e della comunità intera ha anche lavorato con grande alacrità facendo produrre agli alunni molteplici elaborati su tematiche le più diverse che hanno avvicinato gli stessi alla conoscenza di un altro paese seppur lontano dal nostro ma sempre appartenente all u.e l entusiasmo degli alunni è stato veramente grande e lo hanno dimostrato con diverse espressioni di affetto alla loro giovane insegnante lituana l l istituto comprensivo statale di sant onofrio incontra l europa sono tenerissimi questi quattro nostri n on compaesani sono quattro micini nuovi tutti maschietti e si chiamano leone massy speady e smigle in senso orario a partire da quello in alto purtroppo hanno perso la mamma quando ancora non avevano compiuto i due mesi ma insieme a mio padre e a mia sorella siamo riusciti a superare quel periodo critico ora sono delle pesti avete mai avuto quattro gattini che crescono e giocano insieme quanti salti buffi contorsionismi da circo appostamenti strani ma poi la tenerezza quando dormono ciucciandosi a catena hanno rivoluzinato la mia vita e il mio giardino isabella bartalotta r iportiamo una ricerca che abbiamo sul nome in dialetto stefanaconese di alcuni animali animale animaliju geco salamida agnello agneju ape lapa asino ciucciu gufo scropiu avvoltoio acejazzu formica formicula caprone zimmaru bruco cappa bue voi cane cagnolu capra crapa cavallo cavaju tonchio piditara cavalla jumenta chioccia jhocca chiocciola vermituri lumaca vovalacu pulce pulici civetta pigula colomba palumba cornacchia ciavulu corvo cola pesce pisci gazza carcarazza gatta musciareja giovenco jencu granchio agrancu grillo agriju puzzola pitusu insetto vermu lepre lebbru coniglio labburinu lombrico casentaru lucertola lacerta millepiedi centupedi montone muntuni mosca musca passero passeru agnello agneju pettirosso pettirussu maiale gnirru porcu pulcino puricinu ragno aragnu rana scarrassu rospo buffa topo di campagna zoccula riccio rizzu scarafaggio bratta specie di falco cristareju seppia siccia tartaruga jhalona topo surici grossa lumaca marozzulu volpe gurpi zecca zicca calabrone lapuni vespa vejissa talpa suriciorbu isabella e arianna solano e isabella bartalotta

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a nnoxiv agosto 2 0 0 6 pagina 1 5 di g.b bartalotta 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 orizzontali 1 se state risolvendo il cruciverba è perchè ce l avete in mano 10 un semplice gioco di una volta 14 fine di enea 15 nta nu tempurali senti tronari e vidi 17 mio locale 18 antico e grosso setaccio 19 dispari nta nu ponti 20 rivela ostacoli invisibili 21 fari u maisi italiano 24 menza napuli 26 il cognome della penultima mammina di stefanaconi 27 secchio 29 con paesano 30 fiore dell arancio 33 na ffetta i jencu 34 dispari in ricotu 37 riflessivo di alzare 39 ultime robbe 40 uova nostrane 41 né mio né tuo 42 ultime di maria 43 vi si cuoce u pani 45 dui terzi d omu 46 dispari in roju 47 l orologio di londra 48 il medico generoso che ricordiamo questa estate 49 mohammed pugile verticali 1 norme europee al contrario 2 grasso del maiale 3 scrittore calabrese e via di stefanaconi 4 il nome di de mauro a cui è dedicata una via di stefanaconi 5 dispari in pumu 6 l dello stato di soriano di antonino barilaro 7 la caratteristica delle piante dei bonsai 8 istituto ricostruzione industriale 9 testa e pedi di letti 11 stato dell asia 12 e lo scultore del monumento ai caduti 13 vocali di sucu 16 la seconda patria degli stilon 22 ammenzu o ranu 23 iju rimuove 25 un luogo storico di stefanaconi 26 via delle zone alte di stefanaconi 28 metà sigari 31 vocali in papà 32 cantano nta stati 33 erba paisana 35 cavalli fiscali 36 abito da cerimonia 37 alberto rosa 38 la madonna che si venerava a stefanaconi nei secoli passati 39 baco del computer 43 fine francese 44 nto italiano 46 dispari in rota 47 i primi botti l anticu no si sbagghiau cu no ssapi u vindi chiudi a putigha u sazziu no cridi o dijunu mina quandu u ferru è russu i mbrogghji su di mastri quando u piru è maturu cadi sulu saccu vacanti no staci dirittu non proprio complimenti vrocculu ciombu fetentuni lofriu tracandali babbijuni ciucciu mammaluccu testuni baccalà vuccaperta cazzuni scustumatu citrolu tamarruni babbacuccu ciotu cugghjiuni babbu pachiochiu cardiuni minchjialoru alloccu turduni babbaleu fissa calaminduni chiochjiaru cuccu mpamuni zammaru ntomu minchiuni le spagnole sicarru sigaro cicarru attaccia chiodo da scarpa tacha izari alzare izar papellu scartafaccio papel lindu attillato svelto lindo cciappa placca di metallo chapa talari spiare atalayar buffettuni schiaffo bofeton simana settimana semana l anagramma gigli tu ti nutrivi beatamente la soluzione è in copertina indovinelli sciogghji u ceraveju e no penzari a nzocchè a socera da mugghieri i fratita chi t è le linee sono storte o è stortu u ceraveju dui lucenti dui pungenti quattro zzocculi e na scupa e tundu e non è mundu è virdi e non è jerba è russu e non è focu la mamma la mucca e l anguria servesa birra servesa attrassati arretrati atrasar.

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