Giornalino Aprile 2014

 

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Giornalino della fraternità OFS della Chiesa Santa Maria di Gesù di Termini Imerese

Popular Pages


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Anno XIII - n. 4 - Aprile 2014 Sarà di nuovo Primavera di Enzo Giunta di Giuseppe Venturella di Diac. Pino Grasso Ricordo di Padre Giovanni Liotta pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 7 IN QUESTO NUMERO Ritiro Zonale del 13/03/2014 In Fraternità … Notizie ed Avvenimenti di Ignazio Cusimano Buon Compleanno pag.10 pag.10 Abbiate il coraggio della vera felicità Papa Francesco un anno di Pontificato di Claudia Pecoraro La ricetta del mese pag. 8 pag. 9 pag. 9 Programma attività e celebrazioni Aprile2014 di Mariella Campagna Da parte nostra … pag.11 di Ignazio Cusimano (Lc 24,29) Ède! È il desiderio il grido della fe- di felicità, di gioia piena quella che solo il Cristo Vivente in eterno può dare. È la danza della vita che si esprime nei colori della Risurrezione, che si dispiega nelle trame dell’esistenza, spesso piagata dalla malattia, dalla sofferenza, dal male, dall’incomprensione. È il desiderio che na- di fra Gaetano Morreale, ofm sce dal cuore dell’uomo e arriva dritto al cuore di Dio perché Egli stesso rimanga per sempre, da Risorto, da Vivente. Il cammino della Via Dolorosa, che si inerpica nelle trame della storia e vede delle “stazioni” in cui la marcia sembra segnare il passo, prosegue sempre oltre la collina del Golgota e giunge all’ingresso del sepolcro vuoto che lascia in-

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pag. 2 APRILE 2014 travedere le bende e ci conferma che la morte è vinta. Così in questo “prodigioso duello” (cfr. Sequenza), il Vivente trionfa e, con lui, vinciamo anche noi, forse inconsapevoli che la morte è vinta e “non ha più potere “ (cfr. Rm 6,9) né su Cristo né su chi è “intimamente unito a lui” (cfr. Rm 6,5). Così soltanto il sepolcro delle nostre intime e, talvolta, erronee convinzioni rimane vuoto, e lascia spazio alla luce abbagliante della risurrezione che raggiunge tutti gli angoli della terra e rischiara anche le fessure più nascoste dei cuori in cui nasce l’odio, si cova la vendetta, si serba il rancore. La luce del Risorto illumina e rischiara le oscure profondità del mondo in cui i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri; in cui la pace sembra un’illusione e la giustizia un’utopia; in cui gli arroganti vestono la corazza degli agnelli e gli agnelli non riescono a vivere perché troppo mansueti. La luce del Risorto si espande da un sepolcro ormai visibilmente vuoto e raggiunge l’uomo in cerca di senso, l’uomo in cerca di giustizia, l’uomo che stenta a vivere. «Resta con noi, Signore», perché la nostra vita è risorta con te e le nostre paure hanno lasciato il sepolcro putrido del nostro affermato egoismo. La tua luce di salvezza sfolgora nelle nostre ombre tenebrose e ridona vitalità ad un cammino che sembrava ormai fermarsi sul Golgota. In Fraternità con Francesco «Resta con noi, Signore», perché la sera della nostra stanca e rassegnata quotidianità ha sperimentato un crepuscolo di salvezza, un barlume di speranza, un raggio della tua pace. «Resta con noi, Signore», perché nel faticoso e impervio cammino di viandanti stanchi e rassegnati, la tua voce giunge come raggio che squarcia le tenebre, come acqua viva che disseta dall’arsura: giunge ferma, ma tenera, sonora, ma consolante, diretta, ma paziente. «Resta con noi, Signore», perché le nostre apparenti sicurezze sono state “smontate” sul cammino della croce che ci ha visti talvolta Cirenei, talvolta apostoli, talvolta crocifissori, talvolta giudici, talvolta discepoli distratti di un evento che cambia la vita. «Resta con noi, Signore», perché nei momenti in cui tutto sembra assumere valore di precarietà e di provvisorietà, Tu ridoni il gusto della vita, Tu ridoni la gioia di esserci! «Resta con noi, Signore», perché abbiamo il coraggio di essere cristiani e di testimoniare che “l’amore vince il timore” (cfr. 1Gv 4) e la vita trionfa sulla morte. «Resta con noi, Signore», perché nella sera tetra della nostra solitudine tu ridoni gioia, ridoni vita, ridoni speranza, ridoni pace. «Resta con noi, Signore», perché quando sei con noi nulla temiamo. «Resta con noi, Signore», perché è la cosa più bella che possiamo desiderare!

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In Fraternità con Francesco APRILE 2014 pag. 3 SARÀ DI NUOVO PRIMAVERA ugit irreparabile tempus (il tempo fugge irrimediabilmente) dicevano gli antichi romani guardando all’inesorabile trascorrere della vita, alle occasioni perdute, all’incombente morte fisica. Ma loro non credevano all’immortalità dell’anima, anche perché non avevano ancora appreso della vittoria della Vita sulla morte, testimoniata dalla Risurrezione di Gesù Cristo. Eppure, l’umanità da sempre ha goduto del rinnovarsi della vita, con il susseguirsi delle stagioni e con il miracolo della natura, apparentemente morta d’inverno, pronta a esplodere in un turbine di piante, fiori, frutti, api, farfalle, il tutto allietato dalla musica di un coro di uccelli, grilli, cicale. Le stagioni, nel loro evolversi, dalla primavera all’inverno, sono la metafora della vita, che inizia, si sviluppa e si conclude, dalla fanciullezza alla vecchiaia. In natura, tuttavia, il ciclo non si conclude con l’inverno ma riprende, impetuoso e affascinante, con una nuova primavera, stagione della rinascita e della speranza. L’inverno che ci siamo lasciati alle spalle da qualche giorno, con le sue temperature fredde, i temporali, le alluvioni e i disastri che hanno colpito tante parti d’Italia e del mondo, si è caratterizzato anche per l’aggravarsi della crisi economica e sociale. Ne sono aspetti dolorosi e preoccupanti la perdita di migliaia di posti di lavoro, il dilagare della povertà, il contrarsi della classe media, sempre più spinta verso incombenti livelli di sopravvivenza. Contestualmente, abbiamo registrato l’incremento di atti di violenza, anche all’interno della famiglia, il dilagare della corruzione e della evasione fiscale, l’incancrenirsi di una lotta politica basata sul vilipendio, la maldicenza, la calunnia. E così, l’onestà, il rigore amministrativo, la capacità di accoglienza e di ascolto, la comprensione, la condivisione, il servizio, la ricerca del Bene Comune, appaiono roba d’altri tempi. Ma allora l’inverno continuerà a incombere sui cuori e sulle menti? Il freddo dell’egoismo e F dell’arroganza impedirà lo sbocciare di una nuova vita sociale? Io credo di no. Credo che, ancora una volta, la Vita vincerà sulla morte e che, anche nei cuori, sbocceranno fiori e matureranno frutti. Ma tutto ciò non avviene, e non può avvenire, senza il nostro aiuto. Senza l’aiuto e il contributo fondamentale delle donne e degli uomini di buona volontà, che debbono sapere e volere scegliere fra il Bene e il male, fra l’interesse della collettività e l’egoismo del singolo. In questa prova il Cristiano ha più responsabilità, perché è testimone della dottrina di Cristo, che insegna amore per il prossimo, condivisione, rigore morale. Il Cristiano non deve limitarsi a essere un buon cittadino, rispettoso delle leggi, puntuale nel pagare le tasse, nemico della criminalità e del malaffare. Il Cristiano ha anche il dovere di spendere i propri talenti nella società, offrendosi per il servizio pubblico, secondo l’appello “Ai Liberi e Forti” lanciato molti anni fa da Don Luigi Sturzo. Appello ancora attuale. Le prossime elezioni amministrative sono certamente un’occasione per esprimere con sicurezza e ad alta voce il proprio “Eccomi” alla chiamata che a ciascuno di noi viene da una società in sofferenza. Ovviamente, la scelta dello schieramento e del partito resta affidata alla coscienza del singolo. È ovvio che il Cristiano deve privilegiare chi mette al centro la famiglia e la dignità della persona. E non solo a parole o, peggio, a chiacchiere. Un’ultima parola, infine, su un fenomeno che tende a incrementarsi: l’astensionismo. È il peggior modo per dissentire o per distinguersi. Il voto è un dovere civile e sociale nonché un obbligo morale. In caso contrario, si rischia di agevolare i furbi e i professionisti della politica. Gesù Cristo ebbe a dire: “Date a Cesare quel che è di Cesare …”. Io credo che non si riferisse soltanto all’obbligo di pagare le tasse ma anche al dovere di essere partecipi attivi alla vita civile. Anche così si passerà più facilmente dall’inverno alla Primavera, che tutti ci auguriamo duri a lungo, molto a lungo. Enzo Giunta

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pag. 4 APRILE 2014 In Fraternità con Francesco «ABBIATE IL CORAGGIO DELLA VERA FELICITÀ» «A bbiate coraggio…!». Questo è l’invito che papa Francesco rivolge ai giovani nel Messaggio in vista della XXIX Giornata Mondiale della Gioventù del 2014, nel quale possiamo individuare la chiave di lettura del suo discorso. Oggi i nostri giovani sembrano proprio mancare di coraggio. La prima impressione che si ha osservando il mondo giovanile è una specie di pseudo omologazione, un gioco al ribasso, la regola “del tutti fanno così” che li spinge spesso a una emulazione distruttiva. È doloroso constatare come sovente i punti di riferimento dei giovani sono costituiti da valori distorti o addirittura falsati. Quella crisi di valori dilagante, riguarda purtroppo soprattutto loro. Ecco perché papa Francesco, attento alle fragilità del nostro tempo, si rivolge ai giovani con un caloroso invito: «Abbiate il coraggio di andare contro corrente. Abbiate il coraggio della vera felicità!». In verità, ciò che risulta allarmante, nell’osservare attentamente i nostri giovani, è proprio la tristezza di fondo che li accomuna, una sorta di inquietudine mai paga, una specie di insoddisfazione e di avidità per le cose materiali; e una disaffezione, superficialità, disattenzione o, peggio ancora, indifferenza assoluta per le cose spirituali. Accomunati da questo irrefrenabile e insaziabile desiderio di avere “tutto ad ogni costo”, sembra che tutto possiedono, ma nulla hanno. È quanto fa notare il Papa in un passaggio molto chiaro, nel quale afferma che: «È molto triste vedere una gioventù “sazia”, ma debole». Sarebbe meglio dire che, pur “avendo” di più, “sono” sempre di meno. La cultura dell’“avere” sembra ormai chiaramente prevalere sulla dimensione dell’“essere”. Nella logica giovanile odierna si conta più per quel che “si ha” che per quel che si è. Ecco perché papa Francesco ritiene necessario e impellente «il bisogno di conversione, di far sì che sulla logica dell’avere di più prevalga quella dell’essere di più!». Con il tema della Giornata Mondiale della Gioventù di quest’anno – tratto dal vangelo di Matteo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (5,3) – il Papa vuole richiamare l’importanza della felicità autentica, la quale scaturisce da una vita semplice, sobria, fondata sulla sequela di Gesù, il quale, avendo incarnato nella storia le Beatitudini del Vangelo, «comunica la via della vita, quella via che Lui stesso percorre, anzi, che Lui stesso è, e la propone come via della vera felicità». «Beati vuol dire felici. Ditemi: voi aspirate davvero alla felicità?». Ogni giovane è chiamato a scoprire in Gesù la vera via della felicità, scoprendolo «come il tesoro più prezioso della propria vita» come una vera ricchezza da condividere «con gli altri, vicini e lontani, fino alle estreme periferie geografiche ed esistenziali del nostro tempo». Ogni uomo, sopratutto nell’età delicata della gioventù, è chiamato a sentire la voce del Signore che lo «invita a seguirlo, a percorrere con Lui la via dell’amore, la sola che conduce alla vita eterna», anche se questa non è una strada facile. «Ma se apriamo la porta a Gesù, se lasciamo che Lui sia dentro la nostra storia, se condividiamo con Lui le gioie e i dolori, sperimenteremo una pace e una gioia che solo Dio, amore infinito, può dare». Ascoltare la voce del Signore e percorrere la via della Beatitudine significa anzitutto guardare a Gesù, portatore di «novità rivoluzionaria, di un

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In Fraternità con Francesco APRILE 2014 pag. 5 cedere alla cultura del consumo»; conversione, modello di felicità opposto a quello che di solito per prendersi cura dei poveri in uno spirito di auviene comunicato dai media, dal pensiero domitentica solidarietà umana; imparare dai poveri la nante». Ecco perché il Papa invita i giovani al cogioia vera e una vita essenziale. raggio di andare controcorrente e soprattutto a Papa Francesco, evidenzia nel suo discorso il guardarsi dentro, per scorgere quel «desiderio legame profondo e inscindibile tra uno stile di viinestinguibile di felicità», affinché siano capaci ta basato sulla povertà evangelica e la testimo«di smascherare e respingere le tante offerte “a basso prezzo”». nianza cristiana: «La povertà evangelica è condizione fondamentale affinché il Regno di Dio si Ascoltare la voce del Signore e percorrere la diffonda». Solo così la gioia del Vangelo – sgorvia della vera felicità significa anche saper volgegante da un cuore povero e semplice, capace di re lo sguardo a chi è nel bisogno, a chi soffre nella povertà di ogni genere. A tal proposito, il Papa stupore e gratitudine –, potrà essere autenticamente contagiosa e la testimonianza autenticarichiama i giovani all’esempio di San Francesco mente credibile. di Assisi, il quale, avendo ben compreso il segreto Ci aiuti la Vergine Maria – colei che povera di della «Beatitudine dei poveri in spirito», con la grazia del Signore ha saputo riconoscere «la spirito, serva umile, riempita di grazia ha saputo stupirsi per le meraviglie compiute da Dio e ha grandezza di Dio e la propria condizione di umilsaputo cantare la magnificenza del Signore – a intà»; e ha saputo coniugare insieme imitazione di carnare autenticamente le Beatitudini nella nostra Cristo povero e l’amore per i poveri, facendo delstoria quotidiana e, soprattutto, ad avere il «cola povertà un autentico stile di vita. raggio della vera felicità». Nel suo discorso papa Francesco non ha mancato di dare consigli pratici ai giovani destinatari Giuseppe Venturella del Messaggio. Li ha sviluppati e riassunti in tre punti fondamentali: libertà e sobrietà, per «non PAPA FRANCESCO UN ANNO DI PONTIFICATO “Buonasera da uno che viene dalla fine del mondo” passato un anno dall’elezione del Santo Padre Francesco alla Cattedra di Pietro che salutò in un modo confidenziale dal balcone centrale della Basilica di San Pietro e subito fece breccia nei È cuori di tutti. Sono stati 365 giorni di Pontificato intensi, durante i quali ci siamo affezionati a questo Padre buono che con parole semplici, ma efficaci è en-

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pag. 6 APRILE 2014 trato nella nostra vita. In questi dodici mesi di intenso lavoro, il Papa "venuto dalla fine del mondo", che sempre chiede che si preghi per lui, ha dato inizio ad un nuovo metodo di lavoro che lentamente, ma decisamente ha richiamato rinnovata attenzione a questioni non esclusivamente ecclesiali, ma soprattutto di ogni giorno. L’aspetto che ha più impressionato di quest’uomo è stato senz’altro l’esempio che ci ha fornito, soprattutto nella vita quotidiana degli uomini e delle donne del nostro tempo, assumendola come orizzonte del nostro servizio. Chi potrà mai dimenticare quando è salito la scaletta dell’aereo che lo avrebbe portato in Brasile per la “Giornata mondiale della gioventù” con in mano la sua borsa da lavoro? Oppure durante le oceaniche udienze del mercoledì a San Pietro scambia il copricapo con i fedeli? O il suo incedere con le scarpe nere che usava quando percorreva le strade polverose di Buenos Aires? “Papa Francesco è il parroco del mondo – afferma il suo segretario particolare, monsignor Alfred Xuereb - e non perde un solo minuto. Lavora instancabilmente. E quando sente il bisogno di prendere un momento di pausa, non è che chiude gli occhi e non fa niente: si mette seduto e prega il Rosario”. Il direttore della sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi ha sottolineato quanto il Santo Padre abbia dato in questo anno grande impulso per una Chiesa in cammino. “La cosa principale di questo primo anno è certamente la grande attenzione, la grande attrazione della gente - dico la gente, per dire non solo i cattolici praticanti, ma tutte le persone di questo mondo la grande attenzione per questo Papa, per il suo messaggio. È qualcosa che penso e spero sia radicato molto profondamente nel cuore delle persone, che si sono sentite toccate da una parola di amore, di attenzione, di misericordia, di vicinanza, di prossimità, in cui attraverso l'uomo, il Papa, è l'amore di Dio che arriva. La Chiesa mi appare veramente come un popolo in cammino. Questa è la cosa più caratteristica: un senso di grande dinamismo. Il In Fraternità con Francesco Papa ha dato un grande impulso e cammina con una Chiesa che cerca la volontà di Dio, che cerca la sua missione nel mondo di oggi per il bene di tutti, andando veramente verso le periferie, verso i confini del mondo”. Riconoscenza per un magistero ricco di parole, di segni, disponibilità piena e impegno fattivo al coinvolgimento in un cammino di conversione pastorale e missionaria, sostegno affettuoso nutrito di preghiera e di comunione fraterna. Sono i sentimenti con i quali la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, a nome di tutta la Chiesa che vive in Italia, si stringe attorno a Papa Francesco in occasione del primo anniversario della sua elezione. “La gioia del Vangelo” - affermano i vescovi citando l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium - è verità che, durante questo primo anno del Suo pontificato, ci ha testimoniato con parole e gesti che hanno toccato il cuore di tutti. La riconoscenza della Chiesa che è in Italia si esprime oggi innanzitutto con la preghiera, che simbolicamente ci unisce ai suoi esercizi spirituali: il Signore la sostenga con la forza, la tenerezza e la sapienza del suo Santo Spirito, perché possa continuare a guidare la Chiesa nel suo compito di evangelizzazione con rinnovato fervore e dinamismo”. Il nostro augurio al Santo Padre perché la rinnovata apertura a quella permanente riforma a cui i Padri del Concilio ci spinsero 50 anni orsono, possa davvero essere realizzata e aiutare tutti ad incontrare Gesù Cristo. Diac. Pino Grasso

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In Fraternità con Francesco APRILE 2014 pag. 7 RICORDO DI PADRE GIOVANNI LIOTTA l 25 marzo 2014, giorno dell’Annunciazione, Termini Imerese ha ricordato il concittadino Padre Giovanni Liotta a dodici anni dalla morte, intitolandogli in sua memoria una via. La commemorazione di Padre Giovanni si è svolta presso la Parrocchia S. Antonio da Padova dove è stato il primo parroco (dal 26 agosto 1965). A ricordare l’umile lavoratore della vigna del Signore sono intervenuti, accolti dal parroco don Valerio De Gaetani, il Sindaco di Termini Imerese dott. Salvatore Burrafato, don Raimondo Abbandoni, don Conigliaro (compagno al Seminario) e il nipote Roberto Liotta. Presenti oltre ai familiari, eravamo in tanti, amici e conoscenti termitani e provenienti dalle comunità di Caccamo, Misilmeri e Palermo, dove ha svolto il suo servizio pastorale. Tutti abbiamo seguito la cerimonia con commozione, soprattutto quando è stato proiettato il video con le foto che Padre Giovanni custodiva gelosamente, foto che ripercorrevano la sua vita dall’infanzia all’Ordinazione e al suo servizio pastorale nelle varie comunità. Giovanni Liotta, nasce a Termini Imerese (PA) il 04/12/1940, entra nel seminario Arcivescovile minore in data 11 ottobre 1951, dove frequenta la scuola media, la scuola ginnasiale, la scuola liceale, la scuola teologica. Viene ordinato sacerdote il 6 luglio 1963 da S. Eminenza Cardinale Ernesto Ruffini nella chiesa S. Nicola di Bari in Termini Imerese. Dal 1963 al 1965 esercita il ministero presso la stessa parrocchia, mentre frequenta il Convitto Ecclesiastico di Palermo. Il 26 agosto 1965 il Card. Ernesto Ruffini lo nomina primo Parroco della nuova Parrocchia S.Antonio di Padova in Termini Imerese. Il 1 settembre 1981 il Card. Salvatore Pappalardo lo nomina Parroco della Parrocchia San Giorgio martire, in Cacca mo. Il 1 settembre 1986 lo stesso Card. Pappalardo lo nomina Parroco della Parrocchia S. Nicola di Bari in Termini Imerese. Il 14 settembre 1991 viene nominato Arciprete della Parrocchia S. Giovanni Battista di Misilmeri dal Card. Salvato- I re Pappalardo. Il 14 settembre 1999 il Card. Salvatore De Giorgi lo chiama a guidare la Parrocchia di Santa Luisa De Marillac, in Palermo. Il 2 luglio 2002 padre Giovanni lascia per sempre la vita terrena per andare al Padre. Oltre i ricordi ancora vividi di chi lo ha conosciuto possiamo rivederlo vivere in alcuni suoi scritti dedicati alle figure principali dei luoghi in ha predicato, “Il B. Agostino Novello”, “Termini Imerese: Città mariana” e “San Giusto Patrono di Misilmeri”. Secondo il Diritto Canonico il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli che deve compiere, al servizio della comunità, le funzioni di insegnare, santificare e governare (can. 519); Padre Giovanni negli anni del suo apostolato, ha fatto parlar di sé per il suo modo pratico di agire e per il suo modo diretto di porsi. Una condotta che ha lasciato un ricordo indelebile, vivido e nitido in chi ha conosciuto il suo operato e un segno nella nostra comunità ecclesiale che andava opportunamente ricordato. Ignazio Cusimano

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pag. 8 APRILE 2014 In Fraternità con Francesco RITIRO ZONALE DEL 16/03/2014 “Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!…” ci ricorda il Salmo 132.. e ancor più bello è ritrovarsi con fratelli e sorelle provenienti dalle diverse fraternità zonali. Domenica 16 marzo abbiamo avuto la grazia di vivere il raduno zonale OFS, stavolta arricchito dalla presenza della Gi.Fra. E così le Fraternità OFS di Termini, Gancia e Madonna della Catena, Caccamo, San Nicola L’Arena, Bagheria, Altavilla, Collesano e le fraternità Gi.Fra di Termini, Bagheria e Caccamo, ci siamo ritrovati nel convento Santa Maria di Gesù, a Termini Imerese, per trascorrere una bella giornata fraterna, di preghiera, riflessione e condivisione. Dopo un primo momento di accoglienza in cui ci siamo accolti e rifocillati, abbiamo iniziato il nostro ritiro innalzando a Dio la nostra lode e accogliendo la Sua Parola. Il tema della giornata ruotava attorno ad una breve, quanto ricca, frase del capitolo 15 del Vangelo di Giovanni: “ Non voi avete scelto me, ma io ho scelto…..” (Gv 15,16) E così Fra Salvatore Corsaro, dell’Ordine dei frati minori conventuali, assistente regionale, ci ha introdotti pienamente nel tema, spezzando per noi la Parola, contestualizzandola e aiutandoci a calarla nella nostra vita. Le sue parole ci hanno invitato a riflettere sul nostro modo di accogliere e vivere quella chiamata che abbiamo ricevuto come dono. E soprattutto sul come sia fondamentale partecipare agli altri quell’amore che con il nostro sì abbiamo accolto. Tutto ciò non può non tradursi in servizio, inteso come donazione a 360 gradi, condivisione, accoglienza, attenzione e cura per l’altro, perché la nostra “gioia sia piena”. E questa gioia nasce dall’esperienza d’amore con Colui che sceglie, chiama e aspetta. Molto bella la frase con cui fra Salvatore ha concluso il suo intervento: “L’amore ricevuto deve diventare amore comunicato”. E ciò avviene nel momento in cui la nostra vita si lascia trasformare da quell’amore e impariamo a spenderci per gli altri. E spendersi significa servire, come ha fatto Cristo perché così facessimo anche noi. La riflessione sul servizio in seno alla fraternità è stata proposta dal consigliere regionale OFS, Nicola Caruso, che ha richiamato il nostro senso di responsabilità nel mettere a servizio della fraternità, e non solo, quei doni che il Padre ci ha fatto. La nostra disponibilità comincia dalla nostra presenza costante e puntuale, nonostante le difficoltà che possono esserci. E ancora il servizio va vissuto nella semplicità del quotidiano. Forse, a volte, cerchiamo lo straordinario e tralasciamo quell’ordinario nel quale si realizza la nostra vocazione. È infatti nel sì quotidiano che dobbiamo portare avanti la nostra missione, il nostro servizio del “lavare i piedi”, anche se a volte non è affatto semplice, anzi risulta anche doloroso. Ma abbiamo ricevuto un esempio e dà lì dobbiamo partire. Molto bella la riflessione che ci ha proposto Angela Franco, consigliere regionale, della fraternità Gi.Fra. di Termini Imerese, Santa Maria di Gesù: lo stretto legame tra OFS e Gi.Fra. Precisa e attenta la sua analisi dei tanti punti, strutturali e vocazionali, in comune tra le due realtà, distinte ma naturalmente complementari. Anzi, come sottolinea Angela, possiamo parlare di due realtà in simbiosi che operano insieme, ispirandosi alla Regola OFS e allo Statuto Gi.Fra., anch’essi strettamente legati tra loro. Alla luce dei numerosi spunti di riflessione che tutti gli interventi hanno fornito, molti fratelli e sorelle hanno voluto condividere le loro esperienze, le loro aspettative e le loro difficoltà. Il confronto è molto importante per rivedere il nostro cammino, anche alla luce delle esperienze altrui. Forse a volte diamo per scontato quello che abbiamo, viviamo, facciamo. Ed è importante trovare il tempo per fermarsi, interrogarsi, e, soprattutto, lasciarsi interrogare dalla Parola, che ogni giorno ci rivela qualcosa di nuovo, bello ed importante per la nostra vita. Dopo il pranzo, a sacco ma vissuto sempre nello spirito di condivisione, abbiamo trascorso un bel momento di fraternità, allietati dall’esuberanza, inventiva ed intraprendenza dei nostri Gifrini, che hanno saputo coinvolgere grandi e piccini. La celebrazione Eucaristica vissuta al Monastero di Santa Chiara, insieme alle nostre sorelle clarisse, ci ha ricordato, ancora una volta, la bellezza dell’essere una grande fraternità, frati, suore e laici, scelti e chiamati per camminare insieme verso Cristo sull’esempio di Chiara e Francesco. Claudia Pecoraro

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In Fraternità con Francesco APRILE 2014 pag. 9 LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna La ricetta che vi propongo questo mese è la colomba di Pasqua veloce, il dolce tipico pasquale, i supermercati e le pasticcerie in questo periodo ne hanno gli scaffali pieni. Ma volete mettere la soddisfazione di preparare una soffice colomba di Pasqua in casa? Così morbida e fragrante farete un figurone con tutta la vostra famiglia e i vostri amici! La preparazione della colomba di Pasqua classica è molto laboriosa e richiede una buona dose di pazienza e di tempo, ma la ricetta che vi suggerisco in questa versione è più veloce. Infatti la colomba classica prevedeva numerose fasi di lievitazioni, nella colomba di Pasqua veloce le fasi di lievitazioni sono ridotte, senza nulla togliere al risultato finale! Per guarnire: mandorle intere pelate (q.b.), granella di zucchero (q.b.). Procedimento: In una ciotola versate tutta la farina di fecola, il burro e iniziate a impastare con le mani. Aggiungete poi lo zucchero e le uova, uno alla volta, incorporandole bene nell’impasto. Dopo aver lavorato a lungo l’impasto incorporate cosi nell’ordine: l’arancia candita frullata, il lievito, la vanillina, il sale, il succo del di limone e il liquore. Amalgamate bene e dividete l’impasto in due. Mettete una metà dell’impasto nello stampo di carta a forma di colomba, posto su una leccarda, livellate e cospargete la superficie con le gocce di cioccolato. Ricoprite con l’altra metà dell’impasto. Preparate la glassa. In una ciotola versate le mandorle e le nocciole tritate insieme con lo zucchero e la farina di mais, mescolate e amalgamate bene. Per ottenere la perfetta glassatura della colomba, aggiungete alla miscela tanto albume quanto basta per ottenere una crema, che dovrà avere la stessa densità dello yogurt. Cospargete la superfice della colomba con la glassa, distribuendola a mucchietti irregolari, fino a coprirla tutta. Decorate con le mandorle pelate e la granella di zucchero. Preriscaldate il forno a 180°, infornate per 45minuti. Uscite del forno quando sarà ben dorata in superfice. Auguri di Buon Pasqua a tutti Colomba Pasquale veloce Ingredienti per 8 persone: Per la colomba: 150gr farina 00, 150gr di fecola, 200gr di burro morbido, 150g di zucchero, 4 uova intere, 50gr di liquore tipo strega, il succo mezzo limone, una bustina di vanillina, una bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale, 100g di arancia candita frullata, 50gr di gocce di cioccolato. Per la glassa: 100gr di nocciole tritate sottili, 50gr di mandorle tritate sottili, 25gr di farina di mais, 150gr zucchero semolato, albume q.b. ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ I nostri migliori auguri: • a Ignazio e Gerlanda Messineo e famiglia, per la nascita del nipote Andrea. • a Miriam Amodeo Zarcone e famiglia, per la nascita della nipote Martina. • a Nicasio Calcara e famiglia, per la laurea della nipote Liliana Aglieri Rinella in Scienze dell’antichità. La Comunità Francescana di Termini Imerese, si unisce al dolore del Rev. Padre Provinciale di Sicilia fra Alberto Marangolo, per il tragica morte del nipote Giovanni in un incidente stradale a Messina. Sentite condoglianze alla consorella Agata Gatto Ingrassia e famiglia, per la morte del cognato. L’11 Marzo 2014, dopo un lungo periodo di infermità, è morta la nostra consorella Giuseppina Romano, aveva professato la Regola dell’OFS il 16 Marzo 1983. Ai familiari le nostre sentite condoglianze. Il 14 Aprile 2014, alle ore 18.00, verrà celebrata una messa in suffragio, nella Chiesa della Gancia.

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pag. 10 APRILE 2014 In Fraternità con Francesco Avvisiamo, per tutto il periodo di Quaresima, ci sarà nel nostro Convento la raccolta di prodotti procarcerati per la pulizia e l’igiene personale, da destinare alla Casa Circondariale di Termini Imerese. I prodotti che si raccomandiamo di portare, perché autorizzati ad entrare nel carcere sono: dentifricio, spazzolino da denti, saponetta(no sapone liquido), spugna, sapone da barba(no schiuma da barba), shampoo, bagno schiuma e doccia schiuma. Vi invitiamo ad essere solidali. Ricordiamo: • a tutti i confratelli e consorelle dell’OFS che dal 22 al 24 aprile nella nostra Chiesa ci saranno le Quarantore, mercoledì 30 parteciperemo alla Ordinazione Presbiteriale di fra Gaetano Morreale a Casteltermini (AG), gli incontri di formazione permanente riprenderanno da mercoledì 7 maggio. • tutti i giovedì dalle ore 16.45 Adorazione Eucaristica, alle 17.30 Celebrazione del Vespro con Benedizione Eucaristica; a seguire la Celebrazione Eucaristica. • ogni primo giovedì del mese Adorazione Eucaristica presso la Cappella “S. Elisabetta d’Ungheria” dell’Ospedale. Alle ore 10.00 esposizione del Santissimo Sacramento, alle ore 12.00 Benedizione Eucaristica e riposizione del Santissimo Sacramento. • il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo: • tutti a partecipare domenica 13 aprile alla sacra rappresentazione della Passione di nostro Signore Gesù Cristo, curata già da 11 anni dalla nostra fraternità. La sacra rappresentazione inizierà alle ore 21.00 da piazza S. Francesco e si concluderà presso l’anfiteatro Romano; • a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano La nostra comunità in festa con le Serve dei Poveri. Venerdì 14 marzo abbiamo celebrato con le Serve dei Poveri dell’Istituto “Villaurea” la festa del Beato Giacomo Cusmano, fondatore della loro Congregazione. La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Guardiano del Convento fra Giacomo Reginella che ha anche predicato il Triduo di preparazione. Hanno concelebrato i frati Agatino, Venanzio e Diego. Il pane di San Giuseppe. La comunità cristiana di Aliminusa (PA) ha offerto, come avviene già da alcuni anni, il pane per i poveri, che è stato distribuito alle famiglie bisognose assistite dalla nostra Caritas Francescana, alle Clarisse e all’Istituto Villaurea. Alla comunità di Aliminusa giunge un sentito ringraziamento da parte di tutti coloro che hanno ricevuto il pane. Ritiro zonale OFS e Gi.Fra. Domenica 16 marzo presso il nostro Convento si è svolto il ritiro zonale di Quaresima per le fraternità dell’OFS e della Gi.Fra. della zona Cefalù. A pagina 8 l’articolo sul ritiro della consorella Claudia Pecoraro. Aprile 2014 Graziano Mariano Sudano Lucia La Rosa Salvatore Castonovo Raffaella Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno 1 3 5 14 Giardina Angela Rocca Salvatore Marfisi Concetta Fra Giuseppe Arrigo giorno giorno giorno giorno 15 16 23 27

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In Fraternità con Francesco APRILE 2014 pag. 11 PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI APRILE 2014 Venerdì 11 Via Crucis cittadina Con inizio alle ore 21.30 da Piazza S. Antonio delle Palme Giornata mondiale della Gioventù ore 10.00 Benedizione delle Palme presso il Convento, seguirà la Processione e la Celebrazione Eucaristica al Monastero ore 21.00 Rappresentazione del Vangelo della Passione (piazza S. Francesco – Ruderi anfiteatro romano) 16 ore ore ore ore ore Esercizi spirituali 17.30 Santo Rosario 18.00 Celebrazione Eucaristica 17.00 Santo Rosario 17.30 Liturgia penitenziale - confessioni 18.15 Celebrazione Eucaristica Domenica 13 dal 14 al giorno 14 e 15 giorno 16 Giovedì 17 Giovedì Santo ore 9.00 Messa Crismale in cattedrale a Palermo Triduo Pasquale ore 18.00 Celebrazione Eucaristica “in Cœna Domini” ore 22.00 Veglia Eucaristica Venerdì Santo giornata di digiuno e astinenza ore 9.00 Via Crucis zonale ore 16.00 Liturgia della Passione del Signore ore 19.00 Processione con il simulacro del Cristo Morto, dalla Maggior Chiesa Sabato Santo ore 22.30 Veglia Pasquale Risurrezione del Signore ore 8.30 Celebrazione Eucaristica ore 10.00 Celebrazione Eucaristica al Monastero ore 19.00 Celebrazione Eucaristica Venerdì 18 Sabato 19 Domenica 20 Dal 22 24 Quarantore ore 9.00 Celebrazione delle Lodi mattutine ed Esposizione del SS. Sacramento ore 17.00 Santo Rosario, celebrazione del Vespro, Benedizione Eucaristica e Santa Messa (ultimo giorno) ore 17.00 Celebrazione del Vespro, Processione Eucaristica e Santa Messa I° Capitolo della Fraternità Gi.Fra. “S. Maria di Gesù” ore 21.00 in Convento Ordinazione Presbiteriale di fra Gaetano Morreale ofm, a Casteltermini(AG) (in questo giorno la comunità andrà a Casteltermini ed in Convento non sarà celebrata la Santa Messa). al Mercoledì 23 Mercoledì 30

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pag. 12 APRILE 2014 In Fraternità con Francesco Buona Pasqua dalla Redazione In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIII - n. 4 - Aprile 2014 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Enza Borzelliere, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Antonio Liotta, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Fra Gaetano Morreale, Enzo Giunta, Giuseppe Venturella, Diac. Pino Grasso, Claudia Pecoraro, Mariella Campagna.

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